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PA: gli sprechi, la corruzione e l’analisi ABC

 
Segnalo questo ottimo articolo di Federico Fubini, uscito oggi su Repubblica, in cui si dà notizia di una lettera congiunta di contestazione ad organi della PA da parte dei due Commissari alla spesa pubblica, Carlo Cottarelli (Revisione della spesa pubblica)[1] e Raffaele Cantone (ANAC-Autorità Nazionale Anti-corruzione).[2]

Aggiungo un mio commento pubblicato in calce ad un articolo de lavoce.info (riportato in fondo).

 
Troppi sprechi negli acquisti, ecco gli enti sotto accusa: dal Viminale alle università. Lettera di Cottarelli e Cantone
Richieste di chiarimenti alle prime 200 amministrazioni pubbliche. Elettricità, gas, telefonia: si sarebbe dovuto passare attraverso una centrale unica e invece ognuno ha proceduto per conto proprio. Perugia, record di spese. Aeronautica militare, un contratto al mese
di FEDERICO FUBINI
06 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/06/news/spending_review_sprechi_enti_sotto_accusa-93215052/

 

Prima si comincia meglio è, poiché [la revisione della spesa] è un lavoro lungo e che comporta un investimento di volontà politica, di risorse materiali e di qualità tecniche e soprattutto morali delle persone, in particolare dei responsabili.

Io sono stato responsabile del controllo di gestione di una grossa azienda ed ho già raccontato qui (Una replica al commissario Cottarelli

  http://www.lavoce.info/spending-review-revisione-della-spesa-pubbliche-amministrazioni/ ) una mia esperienza diretta nel campo specifico della riduzione della spesa agendo sui prezzi-costo dei beni e servizi acquistati e mi sono reso conto che le maggiori resistenze non sono tecniche, né esterne, ma interne all’organizzazione (cointeressenze dei responsabili degli approvvigionamenti).

Data l’enorme messe di dati (prodotti/servizi e prezzi) e i notevoli divari di prezzo tra gli Stati e le Regioni (altro che un risparmio del 5%...), è anche consigliabile accentrare ed operare i controlli apicali (gestiti da personale all’altezza del compito) stabilendo una griglia di selezione del tipo “ABC”[3] in termini di movimentazione quali-quantitativa e a valore e adottando il cosiddetto principio di eccezione nel valutare lo scostamento rispetto allo standard.

Poiché le malversazioni e in generale le inefficienze possono riguardare anche l’aspetto quantitativo, va tenuto presente che il costo standard equivale o al prezzo standard (nel caso di prodotti utilizzati senza ulteriori trasformazioni) o al prodotto delle quantità standard x i relativi prezzi standard. Ad esempio, a me consta personalmente che le tangenti alla ‘Ndrangheta versate dalla mia grossa azienda appartenente alle Partecipazioni statali (anni ’80-90) venivano pagate gonfiando le quantità (mc, ore, ecc.) e non i prezzi unitari.

 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Cottarelli
[2] http://www.anticorruzione.it/
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_ABC
http://www.lucabazzani.com/file/LucaBazzani.com_Analisi%20ABC%20delle%20scorte%20di%20magazzino.pdf
 
Pa: la missione impossibile del taglio immediato
20.05.14
Luigi Oliveri
http://www.lavoce.info/risparmi-e-tagli-dagli-acquisti-costi-standard-pa/
 

Appendice

A.N.AC - Provvedimenti organizzativi – Comunicato del Presidente dell’Autorità del 5 agosto 2014
Il Consiglio dell’Autorità, nelle adunanze del 15 e del 29 luglio 2014, ha deliberato i seguenti provvedimenti organizzativi riguardanti strutture ed uffici ausiliari di cui al Capo I e al Capo II del Regolamento di organizzazione della soppressa AVCP:
1) abrogazione dell’art. 14 (Portavoce) e revoca dell’incarico in considerazione della decisione del Presidente di non volersi avvalere della figura del portavoce;
2) abrogazione dell’art. 15 (Ufficio relazioni internazionali ed europee), dell’art.16 (Ufficio relazioni istituzionali e rapporti con il Parlamento) e dell’art. 17 (Ufficio comunicazione) e conseguente revoca degli incarichi di dirigenti di seconda fascia a tempo determinato conferiti ai sensi dell’art. 19, comma 6, del d.lgs. 165/2001;
3) modifica dell’art. 23 (Organismo indipendente di valutazione della performance – OIV) prevedendo sia la riduzione del numero dei componenti, da tre ad uno, sia la riduzione del compenso annuo ad un terzo. E’ stata, inoltre, deliberata l’attivazione della procedura, mediante avviso pubblico, per la nomina del nuovo OIV. Gli attuali componenti decadono a far data dalla nuova nomina;
4) abrogazione dell’art. 23-bis (Comitato etico) e dell’art. 24 (Comitato per il precontenzioso) con la conseguente decadenza degli attuali componenti;
5) riduzione dei compensi annui spettanti ai componenti del Consiglio della Camera Arbitrale nella misura del 40%, riduzione accettata dai Componenti della Camera Arbitrale che con senso istituzionale hanno continuato la loro attività.
http://www.anticorruzione.it/?p=13546

 

Post collegati:

 
‘Post’ del mio blog sulla PA:
 
Analisi QQ/10 – Pubblica Amministrazione   (8-12-10)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html 
Analisi QQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita    (3-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’   (25-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese   (30-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 
 

Il PDL frena il piano ‘salva’-Telecom

 
Opa e Golden share: il Pdl frena il piano "salva" Telecom. Il Pd all'attacco di Telefonica
L'Huffington Post  |  Di Andrea Bassi Pubblicato: 27/09/2013 14:59 CEST  |  Aggiornato: 27/09/2013 15:33 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/27/opa-catricala-frena_n_4002265.html?utm_hp_ref=italy
 
 
L'on. Rughetti, nel suo blog, ha appena pubblicato un 'post' dal titolo "L'Italia, una nazione senza Stato", [1] mettendo l'accento sulle responsabilità della PA e dei politici.
Io ho commentato citando Catricalà e la responsabilità del Cdx per le cosiddette riforme Brunetta.
Questa notizia che parla di Catricalà e di Brunetta, oppositori del piano del governo per Telecom, è un esempio plastico dell'inesistenza di uno Stato adeguato alla bisogna.
Osservo:
1. la questione Telecom è scoppiata per una decisione anche di Mediobanca di disfarsi della sua quota in Telco cedendola a Telefonica, per lucrare un guadagno extra, poiché le viene pagata ad un prezzo doppio di quello di Borsa; Berlusconi, padre-padrone del PDL, è socio di Mediobanca;
2. Brunetta è soltanto un utile idiota ben retribuito al servizio del miliardario Berlusconi;
3. Catricalà, gran Mandarino pubblico e Consigliere di Stato, [2] è un altro utile idiota ben retribuito al servizio di Berlusconi; per dare un’idea, Eugenio Scalfari, 15 mesi fa, scrisse un articolo severo contro di lui accusandolo di infedeltà ai doveri verso lo Stato, per servire il 'padrone' Gianni Letta (e quindi Berlusconi); [3] ora Catricalà ci riprova;
4. come ha ben spiegato l’ottimo presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, [4] Telefonica è più indebitata di Telecom e non ha soldi da investire in Italia ed userebbe Telecom spolpandola (Tim Brasile, anche per obblighi antitrust) per sistemare i suoi grossi problemi finanziari;
5. la soglia attuale che fa scattare l’obbligo dell’Opa in Italia è del 30%; se venisse portata al 15%, essa sarebbe sempre più alta di quella prevista dalla legislazione spagnola, che fa scattare quest’obbligo semplicemente se un’azienda vuole assumere il controllo di un’altra;
6. quando l’Enel acquisì la spagnola Endesa, si sobbarcò ad un’Opa gravosa, dopo aver presentato tanto di credenziali al governo spagnolo; perché Telefonica non fa lo stesso? [4]
7. in Germania ed ancor più in Francia, non è mai successo e non potrebbe succedere un caso come quello di Telefonica-Telecom in Italia.
 
[1]  http://www.huffingtonpost.it/angelo-rughetti/litalia-una-nazione-senza-stato_b_4001525.html
[2] La casta dei Mandarini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780717.html 
[3] Draghi, Bersani, varie ed eventuali
di EUGENIO SCALFARI
10 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/10/news/draghi_bersani_varie_ed_eventuali-36901047/
Ecco la risposta di Mario Monti:
Io, i poteri forti e il diritto alla lealtà
Mario Monti
11 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/11/news/io_i_poteri_forti_e_il_diritto_alla_lealt-36964933/ 
E la replica di Scalfari:
Grazie, ma io resto preoccupato
di EUGENIO SCALFARI
11 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/11/news/grazie_ma_io_resto_preoccupato-36964997/
[4] MUCCHETTI (PD): IL CAPO DI TELEFONICA ILLUSTRI I SUOI PROGETTI
«Telecom, l'Italia non può perdere il controllo» 
23 settembre 2013
Perché non va bene Telefonica? 
«Telefonica ha 66,8 miliardi di debiti finanziari e un patrimonio netto tangibile negativo per 22,4. Telecom ha 40 miliardi di debiti e un patrimonio netto tangibile negativo per 17. Sommate hanno un po' di liquidità, 17 miliardi, ma è posta a garanzia del debito e costa più di quanto rende».
http://www.corriere.it/economia/13_settembre_23/telecom-mucchetti-scorporo-telefonica_84aee71e-2409-11e3-952d-4ca9735c4400.shtml
Telecom, fermare una operazione dannosa e sbagliata
Di Massimo Muchetti
25 settembre 2013
http://www.unita.it/economia/telecom-fermare-una-operazione-dannosa-e-sbagliata-1.523430
Telecom: Mucchetti a Catricala', la legge sull'Opa puo' essere modificata
04 ottobre 2013
[…] Questa, del resto, e' la regola anche in Spagna.[…]
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora%2FEconomia/Telecom-Mucchetti-Catricala-legge-sull-Opa-puo-modificata/04-10-2013/1-A_008488487.shtml



Appendice
 
Superutente di HuffPost
sanist
453 Fan
15:31 su 27/09/2013
Ma il PDL, non era difensore dell'italianità delle aziende? Come mai ora hanno cambiato idea? Forse perchè non ci sono Bad Company da fare?
 
Vincesko
28 Fan
23 ore fa (18:27)
No, perché a vendere (ad un prezzo doppio di quello di Borsa) è Mediobanca e Berlusconi è socio di Mediobanca.
 
Superutente di HuffPost
sanist
453 Fan
19 ore fa (22:21)
Si ma con una quota marginale; semplicemente non gliene frega niente.
 
Vincesko
28 Fan
16 ore fa (01:30)
Beata ingenuità. Secondo te, è privo di nesso (logico) il freno del PDL al decreto ’salva’ Telecom ed il rapporto stretto tra Berlusconi e Mediobanca?
La spiegazione che ne do io, frutto di deduzione logica, è articolata:
- c’è all’inizio un aspetto di cambio di strategia di Mediobanca;
- la conseguenza è l’uscita dai patti di sindacato, tra cui Telco (con una quota del 10%);
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-06-21/mediobanca-uscira-patti-telco-090045.shtml ;
- la cessione della quota, unitamente alle quote di Generali e Intesa S. Paolo, porta dal 46 al 66% (con un’ulteriore opzione per arrivare al 70%) la partecipazione di Telefonica nella holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia;
- a prescindere dalla supervalutazione della quota, si sa come è fatto Berlusconi: come scrisse l’ex ambasciatore USA al proprio governo, basta incensarlo un po’ per ottenerne un atteggiamento collaborativo. Tu pensi che nell’opposizione del PDL al ‘salvataggio’ di Telecom non ci sia una telefonatina carina di Nagel al socio Berlusconi, che presumibilmente o ha approvato il cambio di strategia di Mediobanca o non intende ora affossarlo?
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/27/opa-catricala-frena_n_4002265.html


Post collegato:
Telecom
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792868.html 

La casta dei Mandarini

 
L'Imu si può rimborsare con i Bot. Aspettando la Svizzera...
Pubblicato: 26/04/2013 10:45
Gianfranco Polillo
http://www.huffingtonpost.it/gianfranco-polillo/la-guerra-dellimu_b_3161018.html?utm_hp_ref=italy
 
LA CASTA DEI MANDARINI.
La Pubblica Amministrazione è da sempre - se si può dire così - una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l'economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell'efficienza della PA. Al vertice - ed è un aspetto pochissimo noto - si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato, come sono – per fare 2 esempi noti - l’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, e quello subentrante, Filippo Patroni Griffi, entrambi beneficiari di doppio stipendio in quanto magistrati fuori ruolo [1]) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v. ad esempio l’utilizzo dei FAS).
Il Sottosegretario di Stato Gianfranco Polillo fa parte a pieno titolo di questa casta di Mandarini. [2]
 
[1] Una proposta di taglio alla spesa pubblica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738168.html
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2738168
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Mandarino_(funzionario) 
 

Appendice

Riporto alcuni miei commenti in calce all'articolo:
 
Vincesko
12Fan
15:44 su 26/04/2013
IMU: IL MONDO SOTTOSOPRA IN ITALIA.
Il mondo sottosopra, capovolto, in Italia (ma non è stato sempre così?).Anziché del lavoro e di dare un alloggio a prezzo sociale con un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici (la casa, per milioni di persone disoccupate o percettrici di redditi bassi - salari o pensioni – è ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà), tutti si preoccupano dei ricchi e dei benestanti, che di riffa o di raffa hanno monopolizzato quasi il dibattito della campagna elettorale, in particolare con l’IMU.
Secondo il MEF, il gravame medio annuo dell’IMU è pari a 225 €, contro una previsione di 235 € (cfr. “I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo per l’IMU”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/02/14/i_dati_consuntivi_del_mef_conf.html):
- l’introito complessivo dell’IMU è stato pari a 23.7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuat oversamenti circa 17,8 milioni di contribuenti;
- l’importo medio sulla prima casa è stato di 225 €;
- per la prima casa, l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €.
In tutti i Paesi normali l'IMU c'è. E le tasse sulla casa in Italia sono comparativamente più basse.
 
Vincesko
12Fan
15:59 su 26/04/2013
UNA CASA DI BUONA QUALITA' AD AFFITTO SOCIALE PER TANTI, GIOVANI E NON
E’ assurdo e demagogico abolire l’IMU sulla prima casa, un gravame pari in media a 225 € l’anno. Occorre invece agire su quattro direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti il governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf );
4. la quarta, lasciando tutta l’IMU (4 mld) o almeno quella sui ricchi e i più abbienti (almeno 2,5 mld), che va vincolata alla misura fondamentale di un piano corposo di edilizia residenziale pubblica e popolare di qualità. Ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila €, si potrebbero costruire almeno 25 mila appartamenti all'anno di buona qualità, cioè più di 10 volte quelli che si costruiscono attualmente in media in un anno.
 
Vincesko
12Fan
16:17 su 26/04/2013
REDISTRIBUZIONE ALL’INCONTRARIO.
La casa è un diritto essenziale, ma non necessariamente di proprietà. Il fatto è che in Italia la casa viene subito dopo la mamma e questo il mammone Silvio B. lo sa benissimo e riesce sempre a comprare (con i soldi pubblici) milioni di allocchi. 
Anzi, peggio: osservo che, per compensare il mancato introito derivante dall’abolizione dell’ICI (la terza “tranche”, sui ricchi ed i più abbienti decisa da Berlusconi, cifrò 2,2 mld; in totale furono 3,7 mld), assieme al c.d.salvataggio ALITALTA (3,1 + 2 mld in ammortizzatori sociali) e al doppio G8 (0,5 mld), il duo Berlusconi-Tremonti tagliò anche la spesa sociale dei Comuni (destinata ai poveri), che include i sussidi all'affitto per i meno abbienti, prima del 75% (DL 78/2010) e poi di un ulteriore 15% (DL 98/2011), per un totale del 90%! Un esempio scandaloso di redistribuzione all'incontrario.
 
Vincesko
12Fan
17:30 su 26/04/2013
AMMONTARE RICCHEZZA IMMOBILIARE.
Riporto il punto 3 di un mio commento ad un precedente articolo di Gianfranco Polillo ("Dove sbaglia Der Spiegel"):
3) A proposito di under reporting.
Rilevo (v. [1], nota 1) che la Banca d’Italia valuta il patrimonio immobiliare 2010 (facente parte delle “Attività reali”) in 4.800 mld [ora è 5.000 mld], l’Agenzia del Territorio in 6.335 mld (una differenza di ben 1.535 mld, il motivo è spiegato nella predetta nota 1, appurato con una mia telefonata alla Banca d’Italia).
[1] Dossier imposta patrimoniale http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html


Aggiornamento (03-05-2013) [Catricalà è stato nominato ieri Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico]:
 
Catricalà verso l'Economia sarà il nuovo capo di gabinetto
[…] L'altro patto segreto dietro la nascita del governo Letta riguarda la scadenza del 30 aprile, data entro la quale il Parlamento avrebbe dovuto tassativamente votare la fiducia. La ragione? Nell'aprile 2014 scadono iCda delle principali società a partecipazione pubblica e Catricalà, come altri calibri pesanti del governo Monti, ambiscono a quei posti. Ma la legge Frattini impone dodici mesi di incompatibilità «dal termine della carica di governo». Per aggirare lo stop era necessario votare entro ieri la fiducia e così è stato. A giovarsene sarà anche Corrado Passera, che punta alla poltrona di Paolo Scaroni all'Eni.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/01/catricala-verso-leconomia-sara-il-nuovo-capo.html
 
I mandarini che tengono in pugno l’economia
TRA LA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA E GLI ALTI LIVELLI DEI MINISTERI SI È CREATA UNA CASTA CHE SI DIVIDE PREBENDE E RESPONSABILITÀ, IN GRADO DI BLOCCARE O SVUOTARE OGNI INIZIATIVA. OGGI LE CORDATE PIÙ FORTI SI COAGULANO ATTORNO AL BINOMIO CATRICALÀ-FORTUNATO
Roberto Mania  Marco Panara
(12 novembre 2012)
http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2012/11/12/news/i_mandarini_che_tengono_in_pugno_leconomia-46424019/

ROMPERE IL PATTO TRA POLITICI MEDIOCRI E BUROCRATI ARROGANTI
LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME, QUELLA DELLE AMMINISTRAZIONI, DOVREBBE ESSERE POSTA AL CENTRO DELL’AZIONE DEL GOVERNO – INVECE CONTINUIAMO A CONSIDERARE QUELLO DELLA FUNZIONE PUBBLICA COME UN DICASTERO DI SERIE B, SE NON ADDIRITTURA DI SERIE C
Editoriale di Gianantonio Stella, pubblicato sul Corriere della Sera del 17 maggio 2013
http://www.pietroichino.it/newsletters/_href/?IDn=1724&IDe=48242&f=http://www.pietroichino.it/?p=26811

Così Catricalà e Patroni Griffi guadagnano più dei ministri
Il decreto equipara-stipendi permette a entrambi di essere retribuiti dal Consiglio di Stato. Maxi-retribuzioni per i dirigenti di prima fascia della Presidenza del Consiglio. Superpremi, 100 funzionari sfiorano i 200 mila euro
di Federico Fubini
05 novembre 2013
http://www.repubblica.it/economia/2013/11/05/news/catricala_patroni_griffi_guadagnano_piu_dei_ministri-70244353/



Post collegati:

Dialogo sull’IMU con l’ex Sottosegretario Polillo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785618.html 
Post del mio blog sulla PA:
Analisi QQ/10 – Pubblica Amministrazione (8-12-10)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/12/08/analisi_qualiquantitative_10_p.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html
Analisi QQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita (3-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/05/03/analisi_qualiquantitative_19_s.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’ (25-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/05/25/i_figli_pubblici_ed_i_figliast.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese (30-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/05/30/ancora_sulla_pubblica_amminist.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 

Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita

 
Tre Misure tattiche.
 
La crisi, al di là degli ottimismi di maniera o interessati, sarà dura e lunga (almeno 15 anni) poiché è la conseguenza di un mutamento epocale planetario; per consentire a 1 o 2 o 3 milioni o più di persone maggiormente in difficoltà sono indispensabili, nel mix di misure anti-crisi, [1] ed in un’ottica di concretezza, tre misure prioritarie e urgenti concernenti il lavoro ed il welfare: 1) reddito minimo garantito per i periodi di inattività; 2) normativa del lavoro a favore dei precari e costo orario del lavoro precario maggiore di quello stabile; e 3) casa ad affitto sociale.
 
1) Il reddito minimo garantito (Rmg), opportunamente disciplinato, è previsto in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria; esso potrebbe essere di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 €, per gli altri che invece li hanno versati.
 
2) L’Italia è un Paese di furbi, per cui le norme sul lavoro precario vengono eluse ed applicate dai datori di lavoro (anche da quelli dei servizi, sottratti alla concorrenza internazionale) per avere surrettiziamente flessibilità sia in entrata che in uscita, oltre a lucrare sullo sfruttamento “cinese” di tali risorse umane. Pertanto, è necessario obbligare i datori di lavoro, anche attraverso controlli assidui da parte degli Ispettorati del lavoro, a pagare un lavoratore precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente in una situazione di precarietà sia economica che psicologica, con riflessi negativi importanti sia sui consumi, sia sullo spirito individuale e nazionale).
 
3) Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà; occorre perciò varare un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno). [2]

Le risorse finanziarie necessarie per queste misure vanno prese dai ricchi e dai benestanti, non per vetuste ragioni di classe, ma per la semplice ragione che, dopo 330 mld di sacrifici addossati negli ultimi 5 anni in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), essi sono gli unici che i soldi ora li hanno.
 
Tre misure strategiche.
 
1) Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione è da sempre - se si può dire così - una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l'economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell'efficienza della PA. [3] Al vertice, si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v. ad esempio l’utilizzo dei FAS).
E poi c'è il capitolo della corruzione. E' vero che la PA paga in ritardo, ma i prezzi dei beni e servizi acquistati dalla PA, dalla siringa alla TAV, a causa nell’ipotesi migliore del menefreghismo, nell’ipotesi peggiore della corruzione, sono quasi sempre il doppio, il triplo, il quadruplo o anche più di quelli normali di mercato.
 
2) Questione femminile. L’argomento è stato sollevato recentemente dall’attuale premier Monti nella sua Agenda, chiedendo lumi agli esperti. Io non sono un esperto, ma sul ruolo della donna in Italia e soprattutto al Sud rifletto e scrivo dal 1999, tra gli altri, nel 2006, al candidato dell’Unione, Romano Prodi, che ebbe la cortesia di rispondermi, condividendo che essa, assieme alla riforma culturale, è la variabile critica per lo sviluppo del Mezzogiorno; e da 4 anni in Internet; l’ho anche posta tra i punti fondamentali della “Lettera di PDnetwork” [4], annettendole una duplice valenza e funzione, sia economica che culturale. [5]
 
3) Tutela del territorio. Il Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare va affiancato dalla riforma della normativa urbanistica per la tutela del territorio e del paesaggio e lo sviluppo del turismo, [2] da affiancare – non sostituendola! – all’industria. Il territorio italiano è elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
(*) Va espresso un interesse ed un auspicio particolari ai fini della lotta al degrado e per lo sviluppo integrato e globale del territorio, rispetto a: 
a) la rimappatura (in parte già esistente) del degrado storico, artistico e ambientale nazionale, attraverso un piano particolareggiato globale; b) interventi finanziari finalizzati a recuperare tali beni ed a valorizzare le competenze specialistiche di tutto il settore (bene inestimabile del nostro Paese); c) il rilancio del settore turistico attraverso incentivi, anche economici, alla valorizzazione ed allo sviluppo di tutto il settore. Milioni di attuali e potenziali turisti (dell'Est europeo, di cinesi, indiani, etc.) già oggi, ma soprattutto nel futuro, vorranno conoscere quello che oggi purtroppo stiamo distruggendo piegandoci ad un ottuso pensiero economicistico, con il quale si pensa (Tremonti, Bondi) che col territorio, la sua storia, le sue bellezze, la cultura non si mangia. Io sono del parere opposto. Il settore potrà fare da traino al resto dell'economia se sviluppato con criteri che interagiscono più strettamente con lo sviluppo e l’interesse nazionale.
Se vogliamo cambiare, dobbiamo mettere una pietra sopra a quanto si è fatto finora e cominciare dalle basi solide che già esistono; se continueremo a distruggere queste basi, non molta speranza resterà per la rinascita del nostro Paese
Occorre agire su tre direttrici:
a. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
b. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);
c. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf  ).

[1] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/11/16/promemoria_delle_misure_anticr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
[2] La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/11/15/la_casa_e_un_diritto_essenzial.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
[3] Le proposte del Partito Democratico/13 – Pubblica Amministrazione (all’interno, 4 miei post)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/12/31/le_proposte_del_partito_democr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2766980.html
[4] Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/02/02/lettera_di_pdnetwork_alla_segr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html  
 [5] Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni (e soprattutto v. i post in esso linkati)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/13/educazione_in_famiglia_dalla_g.html  
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html .


Articoli e dati collegati:

I PREZZI DELLA PA
Dalla siringa… (leggere i valori mediani; il valore mediano per le siringhe è il doppio di quello standard, il che significa che in alcune ASL è anche triplo o quadruplo o più)
AVCP-Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
“Guida alla lettura dei prezzi di riferimento in ambito sanitario”

http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunicazione/Pubblicazioni/StudiRicerche/_prezziAmbitoSanitario  
… alla TAV
“L'alta velocità italiana è la più cara d'Europa”
Il costo medio al km è di 32 milioni contro i 10 di Francia e Spagna.
Lunedì, 05 Marzo 2012
http://www.lettera43.it/attualita/42306/l-alta-velocita-italiana-e-la-piu-cara-d-europa.htm 
I COSTI PER L’ALTA VELOCITÀ IN ITALIA SONO MEDIAMENTE IL 500% PIÙ ELEVATI DI QUELLI FRANCESI, SPAGNOLI E GIAPPONESI
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.'08.pdf
 


Le proposte del Partito Democratico/13 - Pubblica Amministrazione

 
LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/13
 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
 
Un settore pubblico di qualità per far ripartire l’Italia.
L’amministrazione deve essere, anche in Italia, al servizio dei cittadini e delle imprese. Con regole certe e trasparenti che favoriscano la garanzia dei diritti di tutti e la libera competizione nel mercato.
Il nostro settore pubblico non è una zavorra: una Pubblica Amministrazione (PA) al servizio dei cittadini è condizione di democrazia ed elemento fondamentale della crescita civile ed economica del Paese.
Il governo in questi anni ha adottato una politica demagogica, peggiorando le cose: il settore pubblico e i suoi lavoratori sono stati mortificati per privilegiare gli interessi privati, specie se di “amici” e cricche. Sprechi e corruzione hanno gonfiato di costi il bilancio dello Stato, la spesa pubblica, in particolare quella dell’amministrazione centrale – a dispetto del falso federalismo della Lega – è aumentata, ma i servizi offerti sono peggiorati. È necessario ricondurre ai rispettivi doveri politica ed amministrazione: il cambiamento delle amministrazioni passa attraverso il cambiamento della politica. Sono compiti della politica progettare le azioni pubbliche e i percorsi per la loro attuazione, il rigore nel controllo della spesa, la verifica della qualità e dei risultati, il rispetto delle regole, il rafforzamento dei servizi per una società più coesa.
 
Le risorse pubbliche: spendere meno, spendere bene.
Bisogna imparare a fare meglio e con meno risorse: di ogni euro che esce da una amministrazione pubblica occorre verificare rigorosamente la congruità dei risultati utili per la collettività. Non tagli lineari e uniformi, ma scelta delle priorità. Una revisione generale di tutta la spesa pubblica, settore per settore, ci potrà consentire di portare ai livelli europei investimenti in istruzione, ricerca, welfare per giovani, infanzia e famiglia.
 
Lo stato: più snello, più efficiente.
Occorre uno Stato centrale più autorevole e forte, ma più snello. Occorre riorganizzare, sul piano quantitativo e delle competenze, il personale delle amministrazioni, e adottare norme che ne favoriscano la mobilità. Per questo occorre ridurre il numero dei ministeri, con la mobilità del personale dall’amministrazione centrale agli enti territoriali; concentrare gli uffici decentrati dei ministeri negli Uffici Territoriali del governo; attuare le città metropolitane abolendo, nelle stesse, le province; favorire l’aggregazione dei piccoli comuni.
 
Trasparenza e lotta alla corruzione.
Trasparenza totale sull’attività e i rapporti delle amministrazioni (tutto su Internet), trasparenza patrimoniale per i titolari di funzioni pubbliche. No all’abuso di gestioni commissariali e condizioni rigorose per i regimi derogatori, con un regime di trasparenza straordinario (anche in questo caso provvedimenti di spesa e contratti subito on line). Revisione delle norme sugli appalti e centralizzazione degli acquisti, che produce grandi risparmi. Indennizzi effettivi a favore del cittadino e delle imprese per i ritardi e le inadempienze delle PA. Dirigenti autonomi dalla politica e responsabili dei risultati, con riduzione dello spoil system. Parità di genere nella dirigenza e nei quadri di PA e società pubbliche o a partecipazione pubblica.
 
No al precariato, concorsi e merito.
La mancanza di risorse economiche, l’invecchiamento e lo spoil system negli uffici creano sacche di precariato inaccettabili, soprattutto tra i giovani. Nelle amministrazioni pubbliche si potrà lavorare solo dopo aver superato un concorso pubblico, come prevede la Costituzione: proponiamo concorsi unici articolati sul territorio, con commissioni di esame estratte da un albo composto da esperti nominati per un periodo di tempo limitato e procedure affidate a un organismo indipendente. Con una riduzione drastica delle consulenze, la mobilità nelle carriere deve essere fondata sul merito, riconoscendo le funzioni svolte in altre amministrazioni. Col piano Eccellenze nelle pubbliche amministrazioni vogliamo creare percorsi di inserimento nelle pubbliche amministrazioni ad hoc per i migliori studenti universitari.
 
Codice di responsabilità per eletti e amministratori pubblici.
Gli eletti e gli amministratori pubblici iscritti al PD, ad ogni livello istituzionale, sottoscrivono un impegno a rispettare regole di trasparenza, efficacia, responsabilità.
 
Valutazione dei risultati.
La valutazione delle pubbliche amministrazioni si deve concentrare sulla qualità del servizio erogato e da qui considerare gli organismi impegnati nell’obiettivo. Prevedere maggiore effettività e indipendenza dell’azione dell’organismo di valutazione, rafforzare gli strumenti ispettivi e sanzionatori, garantire l’effettiva indipendenza degli organi di controllo interno.
 
Innovazione, semplificazione delle procedure per le imprese.
Interventi di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi e dei tempi di attesa;

·        divieto di introdurre nuovi adempimenti burocratici;
·        livelli essenziali di semplificazione su tutto il territorio nazionale;
·        adottare le migliori pratiche internazionali su gestione e governance dell’IT: risparmi per la PA, vita più facile per le aziende ICT, diffusione degli standard tra le imprese italiane;
·        centralizzare la programmazione, gli standard, le politiche comuni, anche con un sistema di e-government nazionale, per mettere in comunicazione l’intera PA.
 
Piani industriali per servizi di qualità.
Gli apparati pubblici assumono nuove “missioni” e nuove competenze, e si sviluppano le funzioni di rapporto con l’utenza, di ascolto, di facilitazione e sostegno, perciò è necessario un adattamento continuo all’evoluzione normativa e delle situazioni sociali, che cambiano anche attraverso la tecnologia. Nel personale servono più giovani, più donne, più professionalità elevate, e un nuovo approccio, con l’adozione di piani industriali e piani strategici dei servizi, architetture per l’intero sistema di e-government nazionale; adottare l’open government come forma consueta di operare da parte della PA.
 
Il nostro impegno concreto.
Sottoscrizione di un Codice di responsabilità per gli iscritti al PD che assumono incarichi pubblici: trasparenza patrimoniale, azioni per il corretto funzionamento delle PA, trasparenza, merito e concorsi per assunzioni e carriere; valutazione dei risultati.
 
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Un settore pubblico di qualità. La riqualificazione della spesa pubblica. Il federalismo responsabile. Tutela dei cittadini, dei giovani. Innovazione e trasparenza
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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm
 
 
Ministero della Funzione Pubblica
http://www.funzionepubblica.gov.it/
 
Post del mio blog sulla PA (con dati e analisi):
Analisi QQ/10 –Pubblica Amministrazione (8-12-10)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html
Analisi QQ/19 -Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita (3-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’ (25-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese (30-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 
Post precedenti:
Le proposte del Partito Democratico/1 -Lavoro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html  
Le proposte del Partito Democratico/2 –Famiglia e Politiche sociali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html
Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760711.html
Le proposte del Partito Democratico/4 -Scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761480.html
Le proposte del Partito Democratico/5 -Giustizia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762322.html
Le proposte del Partito Democratico/6 - Salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762929.html
Le proposte del Partito Democratico/7 -Immigrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763032.html
Le proposte del Partito Democratico/8 -Cultura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763263.html
Le proposte del Partito Democratico/9 -Sicurezza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763402.html
Le proposte del Partito Democratico/10 –Green Economy
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763535.html
Le proposte del Partito Democratico/11 - Mezzogiorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763786.html
Le proposte del Partito Democratico/12 - Agricoltura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764273.html
 
 
 

Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese

Il problema non è la definizione normativa e regolamentare formale dell’attività della PA (l’Italia è forse il Paese in assoluto col maggior numero di leggi), ma il suo funzionamento effettivo, sostanziale, concreto, che ne fa – in base alla valutazione comparativa della performance (e il controllo di gestione - peraltro, che io sappia, già introdotto nella PA - potrebbe valutare l’efficacia, l’efficienza, l’economicità e la qualità di singole unità “produttive”) - una delle peggiori burocrazie del mondo occidentale e la variabile critica numero 1 per migliorare la situazione italiana.

Per mia esperienza venticinquennale, anche il settore privato alberga incompetenti, inefficienze, corruzione, ma in misura notevolmente inferiore al settore pubblico e comunque con conseguenze negative macroeconomiche e sulla popolazione molto meno rilevanti.

Date queste premesse, la PA richiederebbe un’attenzione, una cura ed una severità particolari e protratte nel tempo, anziché la solita politica del granchio, un passo avanti ed uno indietro, come è successo con la recente intesa tra il ministero della Funzione pubblica e i sindacati sulla disciplina del lavoro pubblico. [1]

In merito a quest’ultimo punto, riporto uno stralcio di un mio commento del febbraio dell’anno scorso nel blog “Percentualmente” di “Repubblica” [2]:

“PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole  non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica  dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n. 150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!)”.

E’superfluo ripetere che l’ultima Intesa governo-sindacati ha segnato un’ulteriore tappa della predetta, incoerente, dannosa politica del granchio.

***

Infatti è evidente e facile come fare 2+2 che:

1) se è valida – nella sostanza - la tripartizione suggerita ad Alberto Statera da un funzionario pubblico (cfr. il mio ‘post’ sulla PA [3]): “I dati ufficiali e l'esperienza sembrano confermare la plausibilità della formula '1/3, 1/3, 1/3', proposta anni fa ad Alberto Statera da un funzionario pubblico: un dipendente pubblico ci va e lavora; un altro ci va e non lavora - l'esecrato fannullone; un terzo non ci va affatto - il famigerato assenteista", sono proprio quelli che compongono il terzo che lavora (il bravo insegnante o l’infermiere assiduo e coscienzioso e che prendono la stessa retribuzione degli assenteisti e dei fannulloni) ad avere il maggiore interesse affinché si stabilisca anche nella PA il criterio meritocratico, stabilendo, come nel settore privato, adeguate sanzioni effettive e, inoltre, ad esempio, gli aumenti di merito e gli scatti di carriera – segnatamente dei dirigenti - in base alla “performance” e non alla raccomandazione, il che aumenta lo spirito di emulazione, l’efficienza e la qualità;

2) se è vero, come è vero, che i prezzi dei beni e servizi acquistati dalla PA, dalla siringa alla TAV, a causa, nell’ipotesi migliore del menefreghismo, nell’ipotesi peggiore della corruzione, sono quasi sempre il doppio, il triplo, il quadruplo o anche più di quelli normali di mercato; e che la PA produce distruzione di ricchezza non completando opere costose o non utilizzando, se non per una quota irrisoria, i fondi FAS, è soprattutto nell’interesse generale dei cittadini, in particolare di quelli onesti e dei salariati e pensionati, che si migliori la “performance” degli approvvigionamenti e delle realizzazioni; [4]

3) se è vero, come è vero, che la crisi economica (che è e sarà dura e lunga: almeno 15 anni) sta imponendo ed imporrà sacrifici pesanti a tutti, è nell’interesse, non tanto dei ricchi, quanto del ceto medio e basso (salariati e pensionati, in primis), ripartirli con oculatezza ed equità (proporzionalità e progressività, secondo il dettato costituzionale), cominciando proprio dai corrotti e dai fannulloni, a tutti i livelli!

In conclusione, non riuscire a fare 2+2, neppure in questo caso, opporsi pregiudizialmente al cambiamento e dividersi (lo scrivo da quasi 3 anni e mezzo, dacché frequento il web) è proprio il modo migliore di fare ammuina, quell’ammuina che favorisce i ricchi e i furbi. [5]

[1] I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html 
[2] Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740761.html
[3] Analisi QQ/10 - Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html
[4] Analisi QQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita   
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
[5] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html


Appendice

 
In ambito PA, qualcosa si muove: questa volta in avanti!
 
IL CASO
Ddl anticorruzione, il Pdl ci riprova. In aula torna la norma anti-Ruby
Sono 37 gli emendamenti del Popolo delle libertà presentati sul disegno di legge da domani all'esame dell'aula della Camera. Rispunta quello che avrebbe l'obiettivo di vanificare il processo milanese a carico di Berlusconi. Il Pd: "Inammissibile":E ne arriva uno per cancellare l'aumento di pena per il reato di corruzione passato in commissione con un blitz del Pd. Il governo introduce il codice etico per gli statali
29 maggio 2012
[…] Codice etico per la pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, arriva un codice etico per i dipendenti. E per chi non lo rispetta scatteranno sanzioni fino al licenziamento per i casi di violazioni più gravi. Chi reca danni patrimoniali alla pubblica amministrazione, violando le regole di comportamento, pagherà inoltre di tasca sua: lo prevede un emendamento al ddl anticorruzione del governo, presentato alla Camera dal ministro Filippo Patroni Griffi. 
"Il governo - si legge nel testo - definisce un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico. Il codice contiene una specifica sezione dedicata ai doveri dei dirigenti, articolati in relazione alle funzioni attribuite".
Il codice, approvato con decreto del presidente della repubblica (previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del ministro per la pubblica amministrazione, d'intesa con la conferenza unificata stato-regioni), viene pubblicato in gazzetta ufficiale e consegnato al dipendente che lo sottoscrive all'atto dell'assunzione.
La violazione dei doveri contenuti nel codice, continua la norma, compresi quelli relativi all'attuazione del piano di prevenzione della corruzione,"è fonte di responsabilità disciplinare". La violazione dei doveri"è altresì rilevante ai fini della responsabilità civile, amministrativa e contabile ogni qual volta le stesse responsabilità siano collegate alla violazione di doveri, obblighi, leggi o regolamenti". Violazioni gravi o reiterate del codice "comportano l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 55-quater, comma 1", ossia il licenziamento.
Non possono, inoltre, fare parte anche con compiti di segreteria, delle commissioni per l'accesso o la selezione di pubblici impieghi, i condannati,anche con sentenza non passata in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione. […]
http://www.repubblica.it/politica/2012/05/29/news/ddl_anticorruzione_emendamenti_pdl-36159571/
 
Approvato il decreto sulla spending review: un primo passo importante per ridurre gli sprechi della P.A.
contributo inviato da Achille_Passoni il 7 giugno 2012
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2742546
 
SPENDING REVIEW
Tagli agli eccessi della spesa pubblica . I partiti non si mettano di traverso
Alla voce «acquisto beni e servizi» della pubblica amministrazione ci sono 60 miliardi sui quali si potrebbero tagliare gli sprechi
Enrico Marro
04 luglio 2012
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_04/tagli-agli-eccessi-marro_31ffa830-c598-11e1-9f5e-4e0a5c042ce0.shtm
 
La revisione della spesa
Spending review, 5 miliardi di tagli 
per la sanità. Posti letto a rischio
I risparmi in due anni e mezzo. Tra le ipotesi la chiusura degli ospedali con meno di 80 posti letto
04 luglio 2012
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_04/spending-review-sanita-risparmi_99d296de-c5d9-11e1-9f5e-4e0a5c042ce0.shtml
 
Spending review, il comunicato del Cdm
http://download.repubblica.it/pdf/2012/politica/com-spending-review.pdf
 
SPENDING REVIEW
Ospedali, cancellati 18 mila posti letto
Via libera in Cdm al taglio dei tribunali
Il Consiglio dei ministri ha approvato le norme anti-sprechi. Riunione fiume di sette ore, ok solo nella notte. Saranno più che dimezzate le province (saranno 50), molte misure sulla pubbliche amministrazioni. Dal decreto copertura per altri 55mila esodati. A rischio comunque nella sanità circa 18mila posti letto
http://www.repubblica.it/economia/2012/07/06/news/contenuti_bozza_spending_review-38576009/
 
Spendingreview
Guida ai tagli, ecco cosa cambia
Le misure del governo per il taglio della spesa pubblica
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/guida-ai-tagli-spending-review_e829246c-c7f8-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml
 
REGIONE SICILIANA E FONDI EUROPEI
Il festival degli sprechi
Tra il 2000 e il 2006 la Sicilia ha ricevuto il quintuplo dei fondi assegnati a tutte le Regioni del Nord messe insieme
Gian Antonio Stella
14 luglio 2012
http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_14/festival-degli-sprechi-stella_151da330-cd76-11e1-bc80-9c2657984b85.shtml
 
Aggiornamento
 
COME SI PUÒ ATTIVARE LA RETRIBUZIONE “A RISULTATO” DEI DIPENDENTI DEGLI ENTI LOCALI
UNA GUIDA PRATICA PER FAR FUNZIONARE, NEL SETTORE PUBBLICO, IL MECCANISMO DELL’ASSEGNAZIONE DI OBIETTIVI VERIFICABILI E IL COLLEGAMENTO DI UNA PARTE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO CON IL LORO CONSEGUIMENTO EFFETTIVO
Scheda a cura di Sylvia Kranz, esperta in lavoro pubblico locale – 5 giugno 2014
http://newsletters.pietroichino.it/newsletters/_href.aspx?IDn=31&IDe=48242&f=http://www.pietroichino.it/?p=31344
 
 
  
 
 

Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.

           

Recuperando (solo in parte, purtroppo) i dati, persi a seguito della rottura del disco fisso del mio notebook, ho ritrovato questo mio vecchio commento sul blog “Percentualmente”, che volentieri ripropongo ora sul mio blog, in occasione del ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B., il quale, oggi, da bravo bulimico ed in crisi di astinenza da troppo tempo, ci ha fatto sapere, attraverso un lapsus linguae del suo pupazzo per ventriloquo e fedele mamma vicaria, il segretario del PDL Alfano, che egli aspira di nuovo - nientemeno - che alla presidenza della Repubblica.

 

Vincesko 16febbraio 2011 alle 17:46

Nella conferenza stampa di stamattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% a quello della Francia; della Pubblica Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati. Vorrei osservare che:

1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = +0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.

2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai proclami ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.

3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n.150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).

CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (v. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune “oniriche”, altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.

  

amato 16febbraio 2011 alle 17:55

Sì, forse il dato più scandaloso tra quelli che lei cita è quello sul debito. Anni di tagli, nelle scuole non ci sono più supplenti, quasi non si fanno più le pulizie, la spesa sociale è arrivata sottoterra, tanto per citare solo un paio delle conseguenze dei cosiddetti ‘risparmi’, e poi scopriamo che non s’è risparmiato un bel niente, che il debito continua a crescere a tasso sostenuto. Ed è sempre colpa di qualcun altro, non c’è dubbio

  

Vincesko 18febbraio 2011 alle 20:31

Che il Sig. Silvio B. sia un incompetente lo testimonia l’ex ambasciatore statunitense Ronald Spogli, che così descrive al dipartimento di Stato il presidente del Consiglio italiano:

“Berlusconi è un incapace, agisce solo nel suo interesse”
http://racconta.espresso.repubblica.it/espresso-wikileaks-database-italia/index.php

 

http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/pil-il-problema-non-e-la-crisi/

 

Allego: 

Il Sig. SilvioB. ed il suo tallone d’Achille/15

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html


Articolo collegato:
12 dicembre 2012   Candidature & sondaggi
Il Cavaliere e il professore, uno scontro tra perdenti
Paolo Natale
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139050/il_cavaliere_e_il_professore_uno_scontro_tra_perdenti
dal quale traggo il breve scambio di commenti con l’autore dell’articolo:
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 2:26 
"Berlusconi prima e Monti poi sono entrambi scesi in campo per salvare l’Italia, il primo dalla deriva “comunista”, il secondo dalla deriva degli “anticomunisti”.".
Non mi va di commentare direttamente: col professorone Natale, mi sembra ormai di sparare sulla Croce Rossa. Lo faccio allora indirettamente, allegando un articolo di un esperto delle vicende berlusconiane, linkato in calce al mio 'post':
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
[...] "Salvare la roba"
Concetto Vecchio
08 novembre 2011
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/11/08/salvare-la-roba/
 
da pn inviato il 12/12/2012 alle 10:11 
Gentile MagnaGrecia, lei sa dove sta di casa l'ironia? o siamo diventati tutti grillini?
Con rispetto...
 
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 14:21 
Egregio professor Natale, naturalmente l'ho messa in conto, l’ironia, ma francamente non traspare quasi per niente. Se lo rilegge, come ho fatto io stanotte per essere - relativamente – sicuro, anche se la mia intelligenza intuitiva (quasi) infallibile mi aveva già detto di procedere alla pubblicazione…) con spirito autocritico, anche in relazione al parallelo con il serio prof. Monti, messo sullo stesso – proprio lo stesso - piano: quindi a rigore di logica, l'ironia è estesa anche a lui, oso pensare che Lei lo riconoscerà. 
Ma io l’ho fatto, il commento, soprattutto perché, con i milioni di allocchi masochisti che popolano l'Italia (lo attesta il residuo 25% che Lei accredita al PDL), manipolati da un ventennio, oltre che dalla tv, da un bel gruppo di colti e sapienti utili idioti ben retribuiti, abbiamo tutti il diritto-dovere di essere netti, chiari e severi. Sia con loro, forse ancora più colpevoli di lui, sia con il Sig. Silvio B., (talmente sensibile, lui sì, all’ironia, da costituire, questa vulnerabilità, il suo vero tallone d’Achille, cfr. il titolo dei miei 16 ‘post’ del mio blog a lui dedicati), al quale Lei, “stranamente" accredita ancora un incredibile 25% (quando altri gli danno il 13,8% e persino l’11,8%) e (indizio per me, allievo di Auguste Dupin…, importante), accreditava ancora – mi chiesi su quali basi - possibilità addirittura di vittoria non più tardi del luglio scorso, per cui - con ironia e severità- commentai così:
da magnagrecia inviato il 14/7/2012 alle 23:59 
"Ma, insomma, il Cavaliere qualche possibilità di tornare vincente per la quarta volta ancora ce l’ha".
'Sti professoroni, ne sanno una più del diavolo...
Io però sono convinto che neppure Gesù Cristo riuscirebbe a resuscitare un cadavere ambulante come il famigerato mammone amorale incompetente bulimico SB.
“Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740761.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136025/attenti_al_cavaliere 
Cordialmente,
VB 


 
 





I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’

           

Ieri, il neo-presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha affermato che la riforma della Pubblica Amministrazione è la madre di tutte le riforme.

Nel post “La Pubblica Amministrazione”[2], ho scritto che essa “è da sempre - se si può dire così - una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l'economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell'efficienza della P.A”.

 

L’intesa tra il ministero della Funzione pubblica e i sindacati sulla disciplina del lavoro pubblico [1] è un esempio preclaro della solita politica del granchio, un passo avanti e uno indietro, e che riafferma il solito doppio standard, perpetuando la distinzione tipica italiana tra figli e figliastri. E che mentalità mammona oltre che corporativa, hanno questi sindacalisti o ex sindacalisti (come il senatore Passoni o l’onorevole Damiano). (Per la cronaca, il ministro Patroni Griffi è un magistrato fuori ruolo).

 

Una volta (fino agli anni ’70), i privilegi dei dipendenti statali rispetto a quelli privati (non licenziabilità, orari ridotti e scarso impegno nel lavoro) erano compensati da più bassi stipendi. Ora anche gli stipendi sono più alti.
Dall’ottima analisi di NoisefromAmerika che ho linkato più sotto emerge la conferma (cfr. il mio ‘post’ sulla PA [2]) che l’aumento del numero dei dipendenti pubblici (+23% nell’ultimo trentennio) si è verificato soprattutto negli Enti locali ed in particolare nella Sanità:
“i) da tre decenni gli organici crescono di circa il 7% ogni decennio;
ii) dal 1990 al 2000 la spesa in € 2010 è addirittura diminuita (nonostante la costante crescita degli organici): complimenti ad Amato, Ciampi e anche a Prodi anzi a Giarda (un protagonista del primo governo Prodi);
iii) l'ultimo decennio ha visto una crescita della spesa del lavoro a € 2010 di 17,6% contro una crescita del Pil, sempre a € 2010 di solo lo 6,3% (nonostante la spesa per lavoro nel 2009 e 2010 sia rimasta praticamente costante in termini nominali al livello 2008; il male è stato fatto nel lustro terribile 2001-2006).
iv) il lordo erogato al personale degli enti locali valeva nel 1980 il 37.8% del totale: nel 2010 è salito al 45,6%. La spesa è aumentata sopratutto negli enti locali (in particolare regioni/sanità). L'elefante nella stanza è il federalismo. Difficile discutere di tagli al settore pubblico senza discutere di federalismo”.

http://noisefromamerika.org/articolo/due-commenti-sfogo-sul-settore-pubblico-aspettando-giarda

 

Allego tre commenti fortemente critici dell'Intesa [3], [4] e [5].

 

[1] Intesa tra Funzione Pubblica e Sindacati

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/05/intesa-sul-lavoro-pubblico-testo-definitivo.pdf

 

[2] Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/12/08/analisi_qualiquantitative_10_p.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html

 

[3] IL PUBBLICO IMPIEGO
La «controriforma» degli statali
Patroni Griffi firma con i sindacati.
Licenziamenti: niente indennità, solo reintegro
Roberto Bagnoli
5 maggio 2012 | 9:54
http://www.corriere.it/economia/12_maggio_05/controriforma-statali-bagnoli_d251d310-9674-11e1-a8a2-11f8cf758d5e.shtml

 

[4] ACCORDO SUL LAVORO PUBBLICO: ANCHE I PEGGIORI SARANNO PREMIATI
L’INTESA GOVERNO-SINDACATI SULLA DISCIPLINA DELL’IMPIEGO PUBBLICO SEMBRA SEGNARE UNA RINUNCIA ALLA PARTE POSITIVA DELLA RIFORMA DEL 2009
Articolo di Alberto Alesina e Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 10 maggio 2012 – In argomento v. anche il mio secondo editoriale telegrafico per la Newsletter n. 199 del 7 maggio 2012 – Posso aggiungere, per completezza d’informazione dei lettori di questo sito, che il ministro della Funzione pubblica intende correggere drasticamente il messaggio che la maggior parte degli osservatori ha tratto dall’Intesa siglata il 3 maggio con i sindacati;resta il fatto, però, che questo è effettivamente il messaggio prevalentemente colto

http://www.pietroichino.it/?p=21123

 

[5] Lavoro / Relazioni Industriali
UNA CONTRORIFORMA PER IL PUBBLICO IMPIEGO
di Luigi Oliveri 08.05.2012
È una vera e propria controriforma del lavoro pubblico l'intesa tra ministero della Funzione pubblica e organizzazioni sindacali. Il nuovo accordo da una parte mira a cancellare definitivamente il sistema di valutazione per fasce. Dall'altra, vuole introdurre deroghe per evitare che si applichino anche ai lavoratori pubblici le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori previste dalla riforma Fornero. Si rischia così di creare un dualismo insanabile tra lavoro pubblico e privato, rafforzando le tutele del primo, mentre si cerca di flessibilizzare il secondo.
[…] Patroni Griffi e i sindacati si stanno assumendo la responsabilità di scavare un solco profondissimo e di creare un dualismo insanabile tra lavoro pubblico e privato, rafforzando le tutele del primo, mentre si cerca di flessibilizzare il secondo. […]

http://www.lavoce.info/articoli/-lavoro/pagina1003054.html

PIL, IL PROBLEMA NON E' LA CRISI MA IL GOVERNO BERLUSCONI-TREMONTI

 

Nella conferenza stampa dell'altro ieri mattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% rispetto a quello della Francia; della Pubblica
Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati.
 
Vorrei osservare che:
 
1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti.
E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010:
1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%,
http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo  
per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi, ed aumento del deficit; la spesa, in barba ai proclami, ai tagli ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.
 
3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio, ed il rimanente sì (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n. 150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).
 
CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (V. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter  ), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune "oniriche", altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.
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