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Lettera all’On. Francesco Lollobrigida di FdI sulle sue false notizie sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al deputato Francesco Lollobrigida, presidente del Gruppo parlamentare FdI alla Camera dei Deputati, dopo il nostro breve scambio in diretta a Radio Radicale sui Governi Berlusconi e Monti, nel corso del suo Filo diretto con i radioascoltatori, moderato da Lanfranco Palazzolo. Nel titolo, ho anteposto l’aggettivo “false” al sostantivo “notizie” perché ritengo che nel suo caso si sia trattato non di malafede ma di ignoranza dei dati; se avessi ravvisato la malafede, come uso fare, lo avrei posposto. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera all’On. Francesco Lollobrigida di FdI sulle sue false notizie sul Governo Monti

20/9/2019 13:15


ALLA C.A. DELL’ON. FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

CC: PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI, PROFESSORI, ALTRI


Egr. On. Francesco Lollobrigida,

Ieri mattina, ho fatto il seguente commento nel corso del Suo Filo diretto (al minuto 23.50) su Radio Radicale:

Il governo Berlusconi-Bossi-Brunetta-Meloni varò manovre finanziarie molto inique per un importo QUADRUPLO rispetto al governo Monti (267 miliardi contro 63) e una riforma delle pensioni SACCONI molto più severa della riforma Fornero, con un risparmio DOPPIO al 2060. Le pesanti misure strutturali vigono tutt’oggi, alimentando la crisi. Poi con i suoi potenti megafoni ha dato tutta la colpa a Monti, Fornero e i comunisti ed ha ingannato 60 milioni di ItalianiL’analisi e le prove documentali nel mio blog Vincesko (con la kappa). Grazie.

Lei ha replicato (al minuto 27.10) che “tutti”, cioè 60 milioni di Italiani, la pensano diversamente da me. Riporto la Sua risposta:

Visto che s’è fatto pubblicità c’andremo a leggere il suo blog per capire qual è la sua analisi, perché evidentemente quella dei cittadini non è stata la stessa, evidentemente il governo Monti è stato giudicato con severità, per fortuna, dai cittadini italiani, tutti hanno capito che era un governo eterodiretto che non faceva gli interessi degli Italiani. E oggi i risultati del centrodestra nelle Elezioni regionali, nelle Elezioni europee, nelle Elezioni politiche che prima o poi verranno dimostrano che il giudizio degli Italiani, per fortuna, non è il giudizio di questo radioascoltatore”.

Mi permetta di osservare che, poiché il mio commento (tenuto nel limite stretto dei 40 secondi concessi da Radio Radicale) indica cifre precise e di cercarne le prove documentali nel mio blog e che, se si fa la fatica di leggerle, rinviano agli ottimi e dettagliati dossier del Servizio Studi della Camera e del Senato, cioè del Parlamento di cui Lei è un importante esponente, che attestano che il governo Berlusconi-Bossi-Meloni-Sacconi ha varato manovre finanziarie per un importo quadruplo del Governo Monti-Fornero, a valere, rispettivamente, per il quadriennio o triennio successivi, ma le misure c.d. strutturali (cioè permanenti) vigono tuttora, la Sua risposta recisa non suffragata da una conoscenza diretta dei dati ufficiali ma basata sul sentito dire (i) si rivela essere, oltre che un’imprudenza, un chiaro esempio di fallacia logica; (ii) dimostra che anche Lei o è una dei 60 milioni di vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra o ha mentito, tertium non datur; e (iii) conferma che il giudizio degli Italiani sul centrodestra è basato su BUFALE gigantesche, alimentate ad arte dalle tv e dai giornali di uno dei contendenti e dai suoi sodali.

Lei ha detto che, poiché avevo fatto pubblicità al mio blog, sarebbe andato a vedervi le prove.

Mi permetto (i) di puntualizzare, intanto, che nel mio blog (http://vincesko.ilcannocchiale.it o http://vincesko.blogspot.it) non c’è alcuna pubblicità commerciale; e, poiché i post sono 830, (ii) di fornirLe tali prove documentali. La preavverto che, tra i 60 milioni di Italiani, anche ministri, parlamentari e quasi tutti gli economisti italiani sono vittime di quella che in un mio modestissimo libro, che ho deciso di scrivere e pubblicare a mie spese dopo otto anni di contrasto solitario e costante alla DISINFORMAZIONE generale su ciò che successe nella XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti) – una vera fatica di Sisifo! -, ho definito LA PRIMA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO. Poi la BUFALA è diventata mondiale, colpendo anche qualche premio Nobel oltre ai più famosi giornali esteri.

Traggo, allora, dal capitolo 1 del mio saggio “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” (corredato di 480 note e centinaia di link), le cui fonti sono state, in ordine cronologico, Il Sole 24 ore, la CGIA di Mestre, l’ISTAT e i dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati (o del Senato):


Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che, a causa della quasi latitanza della BCE, aveva portato lo spread[22] BTP-Bund ad un picco di 574 punti base[23] e faceva temere il default, causò le dimissioni del Governo Berlusconi,[24] ritenuto dall’UE - e forse dai mercati finanziari, che in realtà avevano scommesso sulla rottura dell’Euro - inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell’UE, con il Governo tecnico Monti,[25] che appariva quindi in quelle circostanze drammatiche un salvatore dell’Italia.

Questo duplice giudizio è falso, poiché non è confermato da un’analisi obiettiva ex post dei dati.

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld (valore non cumulato); • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+65 mld cumulati), con la scopertura di 15 mld[26][27] che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia (DL 98/2011, art. 40), con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare l’iniquo taglio tremontiano delle agevolazioni fiscali-assistenziali, cfr. il libro di Elsa Fornero che verrà commentato estesamente nel capitolo 2 «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», dove ella scrive:

«La «salvaguardia» stabiliva che, se entro il 30 settembre 2013 il (nuovo) governo non avesse ottenuto i risparmi promessi attraverso un’improbabile delega fiscale-assistenziale, sarebbe entrato automaticamente in azione un taglio lineare (del 5 per cento nel 2013 e addirittura del 20 per cento a decorrere dal 2014) di tutte le agevolazioni fiscali. Fu uno dei compiti, oggi dimenticati, del governo Monti quello di scongiurare gli effetti di una simile mannaia che avrebbe colpito soprattutto le famiglie più povere: tali agevolazioni consistevano, infatti, per lo più in detrazioni per redditi di lavoro e pensione, per carichi familiari e nelle aliquote ridotte dell’Iva per i beni di prima necessità.» (Posizione kindle: 2451),

e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld «lordi» (10 sono stati «restituiti» in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+65 = tot. 170 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Come può facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, il Governo Berlusconi-Bossi-Meloni ha battuto il Governo Monti-Fornero per 4 a 1; ancor di più in termini di iniquità, essendo arrivato a stornare 550 milioni appostati dal precedente Governo Prodi per l’edilizia pubblica, e, per far fronte alla grave crisi, perfino a tagliare del 87% la spesa sociale destinata ai poveri, salvaguardando invece i ricchi e i benestanti, i cui contributi di solidarietà prima sui redditi elevati e poi sulle pensioni furono congegnati apposta male (bastava vararli assieme) per farli poi dichiarare incostituzionali.

Traggo ancora dal mio saggio citato:

Il DL 78 fu iniquo e crudele perché contemplò anche, tra l’altro, (i) il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, (ii) il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, (iii) il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (destinata ai poveri: sussidi all’affitto, provvidenze a disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011 (qui un’analisi dell’impatto delle manovre 2010 e 2011 sulla spesa sanitaria e sociale,[90] dalla quale emerge che il Fondo nazionale per le politiche sociali al netto della quota INPS scende vertiginosamente da 1.000 milioni nel 2007 a 712 nel 2008, a 578 nel 2009, a 435 nel 2010, a 218 nel 2011, a 70 nel 2012 e a 45 nel 2013; complessivamente, i fondi sociali calarono da 1.134 milioni nel 2010 a 144 nel 2013, pari al -87 per cento); e (iv) l’aumento della percentuale minima di invalidità sufficiente per la concessione dell’assegno mensile di assistenza dal 74 all’85 per cento, che avrebbe escluso i down (indennità di 256€ mensili), poi cancellato in sede di conversione per le corali proteste,[91] che in questo caso si addensarono sul governo e sul fido esecutore di Tremonti, il Sen. Antonio Azzollini,[92] presidente della strategica Commissione Bilancio del Senato. […]

Invece, ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari (i primi tre erano Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi) o milionari (come Tremonti), in concreto non venne chiesto - letteralmente - neppure un centesimoCioè i pesanti sacrifici vennero imposti dal Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Fini ai non ricchi e perfino ai poveri, quasi nulla ai miliardari e ai milionari.

Infatti, il contributo di solidarietà, varato in due DL separati, prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – sarebbe bastato metterli assieme - per farlo ritenere illegittimo, come poi avvenne con le sentenze nn. 223/2012, 241/2012 e 116/2013).[93]

Così successe per la tassazione delle stock option limitatamente alle imprese che operano nel settore finanziario (art. 33), per le quali fu prevista una soglia troppo alta, per cui neppure manager milionari come Passera e Profumo probabilmente ne vennero colpiti.

E, come risulta dalla Tabella n. 3, il grosso delle manovre si concentrò dal maggio 2010 (dopo la crisi del debito greco, secondo Romano Prodi gestita malissimo, per colpa soprattutto della Germania) al dicembre 2011.

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

     36

12.131

25.068

  25.033

-

  62.268

22,8

DL98/2011

-

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

-

     732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

     36

14.971

53.343

  79.298

61.795

      209.443

76,7

DL201/2011

-

-

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

-

-

     603

        16

      27

       646

  0,2

Tot.Gov.M.

-

-

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

     36

14.971

74.189

   100.633

83.254

      273.083

100,0

 %

-

 5,5

      27,2

     36,9

      30,5

100,0


*Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Nel capitolo 2 del libro citato, si trova la illustrazione de LA SECONDA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO, che riguarda le riforme delle pensioni.

Conclusione

Concludo rilevando (i) che il PdC Berlusconi – le prove sono nel libro ed evidenti negli stessi dati esposti sopra - ubbidì quasi in tutto alle richieste pesantissime e recessive dell’UE (Commissione, Consiglio e BCE); il “quasi” dipese dal veto del suo alleato Bossi circa il completamento della severa riforma delle pensioni SACCONI (che aveva allungato l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e, grazie all’adeguamento all’aspettativa di vita, l’ha portata a 67 anni nel 2019, benchmark in UE28), dalla irrituale lettera del 5.8.2011 della BCE (preparata a Roma dal dott. Daniele Franco della Banca d’Italia, cfr. il libro di Renato Brunetta), veto improvvido col senno di poi, poiché aprì il varco allo zelo eccessivo della professoressa Fornero, zelo a sua volta necessitato non dai numeri reali e dalle norme ma dalla ignoranza di essi (anche di noti parlamentari che li avevano votati, v. il mio saggio) e dalla percezione negativa generale creata dalla cattiva fama di inaffidabile del PdC Berlusconi, che aveva scatenato la speculazione finanziaria contro l’Italia, con la quasi inerzia della BCE (che aveva apprestato, in cambio delle pesanti manovre (sic!), l’insufficiente programma SMP, v. cap. 3 del saggio citato), e addirittura provocato gli ingiustificati sorrisetti dell’ineffabile francese Sarkozy, presidente di una Francia che la riforma delle pensioni la sta discutendo soltanto in questi giorni, a distanza di nove anni dalla severa riforma SACCONI e di otto anni dalla severa riforma Fornero: infatti, pur non facendo parte dei Paesi sottoposti a un programma formale di aggiustamento, l’Italia – a causa di debolezze varie, anche extratecniche - è stato l’unico Paese che, nell’ambito di un mastodontico consolidamento fiscale,  ha varato ben due riforme delle pensioni severe (rispettivamente, la sesta e la settima dal 1992); (ii) che il Governo Monti fu molto più equo (v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF e modifica dell’iniqua clausola di salvaguardia tremontiana, mentre per la questione esodati rinvio al capitolo 2 del libro citato o al mio blog); e, infine, (iii) che se Lei lo avesse chiesto all’On. Giorgia Meloni, alla quale ho scritto nel gennaio 2018[1] e poi p.c. più volte, Le avrebbe potuto confermare quanto ho sostenuto sia sulle manovre che sulle pensioni, ma evidentemente non ha ritenuto opportuno informarne i Gruppi parlamentari di FdI, anzi continua imperterrita ad alimentare le due BUFALE gigantesche. Spero vorrà supplire Lei in futuro, con onestà e zelo.


[1] Lettera all’On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?

Cordiali saluti,

V.



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Le fake news di Byoblu su Mario Monti




Ho incrociato qualche giorno fa per caso questo video di Byoblu, sedicente video blog di controinformazione, di Claudio Messora, intitolato È VERO CHE MARIO MONTI HA SALVATO L'ITALIA? - Alessandro Greco, in cui vengono esposti correttamente i dati, si smonta giustamente la millanteria di Monti che abbia salvato l’Italia dal default (millanteria che io denuncio dal 2012, cfr. terzo commento, nota 3, e l'Appendice, in particolare il commento ribadito con l’e-mail a Raffaella Cascioli del quotidiano Europa), ma si trae una conclusione errata: che la recessione l’abbia causata Monti, che è del tutto infondata, si veda il mio post, riportato nel primo commento, L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione), dove ho anche raccontato, per quanto riguarda le fonti, che “Non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche delle leggi, ma seguivo attentamente gli sviluppi normativi ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre ricavandoli, come un qualsiasi lettore o telespettatore, dai media […] poi ho letto e utilizzato come fonte l’articolo citato del Sole 24 ore con i valori cumulati […] confermate, successivamente, da un’analisi della CGIA di Mestre (qui la tabella riepilogativa delle cifre), che forse è precedente all’articolo del Sole 24 ore. Il tutto poi è stato confermato e arricchito da questa analisi dell’ISTAT del 2014: I CONTI PUBBLICI NEGLI ANNI DELLA CRISI - POLITICHE FISCALI E REDISTRIBUZIONE.

Poiché seguii passo passo, da semplice lettore ed osservatore, ciò che successe legislativamente nelle questioni economiche nella XVI legislatura e faccio su di esso controinformazione dal 2010, cercando di informare correttamente il maggior numero possibile tra i 60 milioni di vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra (che è ovviamente una fatica di Sisifo), scoperto che il video era del giorno prima, ho ritenuto opportuno partecipare alla discussione che si è sviluppata in calce, di un livello medio davvero mediocre e in massima parte consentanea e perfino fideistica con le tesi del video, pubblicando una serie nutrita di commenti. Ne riporto qui solo tre. Faccio rilevare che Claudio Messora ha risposto soltanto ad uno, il secondo, dove l’ho accusato di diffondere fake news sull’intervista di Monti alla CNN, in cui lo stesso Monti si accusò di avere “distrutto la domanda interna”, ma… Accusa rilanciata strumentalmente, e lavorando di forbici, oltre che da tutti i media di destra, non solo da Byoblu ma da tutta la galassia dei No-Euro, sia di destra che di estrema sinistra (ad esempio Sollevazione), che del gruppo di persone – economisti e vari - gravitanti attorno al blog Scenari Economici, che è uno dei blog più diffusi, ma che non si perita di propalare bufale, sui quali ho ingaggiato vari duelli dialettici sul tema con propalatori indefessi ed ostinati di fake news, su Monti (Prodi,[i] ecc.), troncati dalla censura o, in parte o in toto, censurati successivamente[ii] (si veda anche un unico esempio, tra i tanti, riportato nell’appendice).


[i] Dialogo con un intelligentone di estrema sinistra su Prodi (e l’Euro) troncato dalla censura

[ii] Dialogo acceso sulla paranoia verso Monti, l’UE e l’Euro



***


Primo commento

Anche Alessandro Greco - come Byoblu, al quale credo di avere già scritto - è vittima della potentissima DISINFORMAZIONE  berlusconiana e del centrodestra. 1. E' vero che Monti non ha salvato l'Italia (questo io lo scrivevo nel 2012[1]). 2. E' altresì vero che non l'ha salvata perché non c'era nulla da salvare. 3. Tuttavia, ciò che sia Alessandro Greco che Byoblu ignorano, come 60 milioni di Italiani, inclusi - pare - tutti i professori di Economia[1], oltre all'estero, è che a salvare l'Italia e a causare la recessione è stato Berlusconi,  in maniera scandalosamente iniqua, e quindi con effetti ancor più recessivi, varando manovre correttive per un importo cumulato di 267 mld, contro "appena" 63 di Monti, molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).[2] Cioè Berlusconi batte Monti 4 a 1. Un discorso analogo vale per la riforma delle pensioni Fornero rispetto alla ben più severa riforma SACCONI, i cui risparmi di spesa (la grandissima parte di 700 mld) cifrano quasi il doppio della riforma Fornero (350 mld originari, scesi a 280 dopo i vari interventi legislativi successivi).[3]


[1] Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi

 [2] Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

 [3] Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero


Secondo commento

C'è un errore: o si dice "We HAVE actually destroyed" oppure "We are actually DESTROYING". Non so se l'errore è di Monti stesso o un refuso di chi ha riportato la citazione.?


In realtà è una fake news, diffusa anche da Byoblu (al quale ho già scritto tempo fa), poiché, se ascolti l'intervista intera, è vero che Monti dice che hanno distrutto la domanda interna (non intenzionalmente, poiché il suo programma è la famigerata lettera del 5/8/2011 della BCE, in contropartita degli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della BCE, come peraltro era già successo con Berlusconi, bloccato però dal veto di Bossi per quanto concerne il COMPLETAMENTO della riforma delle pensioni), ma continua chiedendo una speculare politica espansiva dell’Europa, confidando ingenuamente – e perciò colpevolmente - nella generosità degli ottusi ed egoisti Tedeschi.


Fake news un paio di balle. Ha distrutto la domanda interna scientemente e consapevolmente. E lo dice. Punto. Lo sappiamo tutti quello che voleva fare; ma sfortunatamente non ci è riuscito. Quindi alla fine ha distrutto la domanda interna e fine. Se voleva qualcosa in cambio dall'Europa, prima se la faceva dare, e poi distruggeva... Ma poi... ce l'ha chiesto, se volevamo portare i nostri salari al livello di quelli dell'Europa dell'Est per compiacere l'idea di Europa della Trilaterale, con l'Italia a fare la manodopera di basso livello???


Mi spiace, tu diffondi fake news, o per ignoranza o per malafede (decidi tu), visto che 1. non sei neppure in grado di capire un'intervista chiarissima, di cui tu furbescamente riporti solo una frase, interpretandola per giunta "stupidamente" come farebbe un computer; e 2. soprattutto, non sei in grado di capire che 63 mld è solo il 19,2% del totale delle manovre finanziarie varate nella XVI legislatura, peraltro molto più equi (vedi IMU, patrimonialina sui depositi e TTF) e considerando la polpetta avvelenata dei 20 mld della clausola di salvaguardia lasciatagli in eredità da Tremonti. PS: E non mi parlare degli esodati, ché - scommetto - tu non sai neppure quanti sono, quale ne è stata la causa, ecc. PPS: Perché tu e l'intervistato non rispondete al mio commento qui sotto con i dati, ché avete fatto un'analisi monca e, soprattutto, errata per quanto concerne i nessi causali??


Terzo commento

Pubblico anche qui la mia lunga, articolata e circostanziata risposta a 1965Cataldo (e Byoblu).

1965Cataldo, Fesseria cosmica. Mi scuso anticipatamente per la lunghezza, ma è necessario per fornire le prove documentali. Ripeto per l'ennesima volta: il video dà una spiegazione per metà vera (dicendo cose che io scrivo - pressoché inascoltato[1] - dal 2012[2]) e per META' FALSA. La metà falsa riguarda la responsabilità della recessione, imputata a Monti, che ha varato soltanto il 19,2% del totale di 330mld cumulati delle manovre finanziarie, contro l'80,8% di Berlusconi, ed è stato molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

Infine, debbo aggiungere che io considero Monti (e la Fornero) un millantatore. L'ho scritto nel 2012, quando era sulla cresta dell'onda e ad entrambi direttamente.[3]


PS: Ti faccio notare che Messora, pur avendolo io sollecitato, si guarda bene dal rispondermi sulle CIFRE, ignorate da (quasi) TUTTI, inclusi lui e i docenti di Economia.

_____________________


Note:

[1] cclericetti 22 maggio 2018 alle 12:37

Caro Vincesco, anche se non c'entra con l'argomento di oggi volevo segnalarle uno studio fatto dall'economista Massimo D'Antoni su quello che lei sostiene da anni, è cioè che la maggior parte delle misure di austerità sono frutto dei governi Berlusconi e non di Monti. Lo trova qui: http://www.ragionidiscambio.it/posts/2018/04/non-solo-Monti.html


Le mie risposte, evidenzianti che il prof. D'Antoni è uno dei destinatari delle mie lettere circolari:


[2] a. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


b. da magnagrecia inviato il 21/6/2012 alle 1:49

“E questa criminalità finanziaria sarebbe messa in un angolo da un’Europa forte e coesa”

E soprattutto da misure concrete.

Ri-osservo che, in Italia, il grosso del lavoro sporco lo ha già fatto Berlusconi (Tremonti), varando in un anno e mezzo, a partire dalla crisi greca dell’aprile 2010, manovre finanziarie per un ammontare complessivo di 200 mld, addossandone il grosso sul ceto medio-basso e persino sui poveri. Un’ulteriore parte la sta facendo Monti. Ma il prossimo governo di centrosinistra dovrà completare l’opera, avendo come stella polare la giustizia sociale. [...]


c. da magnagrecia inviato il 12/5/2012 alle 12:14

Tre osservazioni fattuali:

1) Importi delle manovre ed Equità. Il governo Monti ha varato una manovra di circa 30 mld lordi (10 sono stati “restituiti”) ed è stato più equo del precedente governo distribuendo i sacrifici su TUTTI gli Italiani (infatti ora si lamentano tutti). Manca solo un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni.

Il governo Berlusconi ha varato manovre per 200 mld in un anno e mezzo (a partire dalla crisi greca dell’aprile 2010), addossandone il grosso sui ceti più deboli, senza voce o con una voce flebile per le orecchie crudeli dei Tremonti e dei Sacconi, e persino sui poveri, avendo tagliata del 90% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.); ha tagliato della metà la spesa per il personale precario della pubblica amministrazione, congelato gli stipendi pubblici e procrastinato di 12 mesi l’erogazione della pensione, anche per i 65enni inattivi (a reddito zero). Senza toccare (tranne per il ripristino delle norme antievasione fiscale che aveva subito abrogato nel 2008) tutti i redditi privati, inclusi quelli dei miliardari e quelli dei giornalisti (i vari Belpietro, Sechi, Porro, Bechis, coadiuvati persino da alcuni di sinistra come Mineo e Menichini, scatenarono una vera e propria canea contro il contributo straordinario di solidarietà sui redditi maggiori di 90 mila €, che avrebbe colpito le loro tasche, ed infatti. a differenza dei poveri cristi che non hanno santi in paradiso, colpiti ferocemente dai vari provvedimenti di risanamento, ottennero che la soglia di reddito venisse elevata a 300 mila €).

2) Disinformazione. Quello italiano è un popolo di allocchi, che quasi sempre si ferma alla superficie. Il governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi era maestro di DISINFORMAZIONE (menzogne, reticenze, ribaltamento della verità). Sacconi e Tremonti non a caso capeggiavano la classifica dei ministri per gradimento degli Italiani con oltre il 60%. Il governo Monti (forse) dice persino troppo (in particolare alcuni ministri…). Non conta balle. E non scalda i cuori (Placebo di Peter: Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti). [...]


[3] a. [...] Il premier Monti, professore universitario, non è un’eccezione. Ma quello che mi colpisce di più di lui, persona seria e sincera, è la – come dire? – debolezza di attribuirsi come Capo dell'attuale governo, con grande improntitudine, meriti che oggettivamente travalicano quelli suoi.

Per il risanamento dei conti: i 4/5 li aveva già realizzati Berlusconi.

Per il livello dello spread: come non era colpa di Monti, nei mesi scorsi, o di Berlusconi, dopo le sue 2 manovre correttive del 2011 (80+60 mld), così non è merito ora di Monti.

Il Prof. Mario Monti, il millantatore


b. Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


c. Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero

(in essa, è linkata la lettera n. 1).



Appendice


EURO CRISIS gennaio 12, 2016 posted by Maurizio Gustinicchi

MONTI AL CORSERA: MI SONO SACRIFICATO IO, AL POSTO DELLA TROIKA, PER LA UE DURANTE IL COMPLOTTO…..DEL DESTINO


Mi spiace constatare che anche Scenari Economici fa DISINFORMAZIONE.
Sono 4 anni che mi tocca contrastarla (è una fatica di Sisifo!).
Quando si scrive un articolo o si commenta, bisognerebbe farlo a ragion veduta, conoscendo tutti i dati, i nessi e le correlazioni. Ma questo errore, ho notato, lo fanno anche docenti universitari, che dal 2011 ho dovuto debitamente "bastonare".

Premesso che io sono antimontiano (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il "millantatore" Monti, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7 “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici” (31/05/2013)http://vincesko.ilcannocchiale... ),

1. Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle del governo Monti.
Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca,
sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa
che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati
“restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.
Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si
considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24
ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti
recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili
extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.
(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale...
oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2....

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’equità), che è almeno curioso per non dire del tutto infondato e indebito attribuire a Monti gli effetti recessivi e la moria di imprese, obliterando completamente Berlusconi.
Presumibilmente i dati del grafico sono in gran parte gli effetti delle manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti), almeno in un rapporto di 4 a 1.

(continua)


(segue)


2. Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.
A riprova della DISINFORMAZIONE generale, che include espertoni, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, allego:
Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html 
oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html .


PS:

Cercando con Google, ho scoperto che avevo già riportato qui i dati 7 mesi fa, in calce a:

Austerità per voi, baby pensioni per noi: firmato Unione Europea

giugno 11, 2015posted by Fabio Lugano

(commenti censurati molto successivamente)


Dopo i due commenti inclusi nel terzo commento (antecedenti all’articolo del Sole 24 ore), riporto altri commenti su Europa.


da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 13:58 
1) Vorrei far osservare alla brava, entusiasta “montiana” Raffaella Cascioli, espertissima di numeri, che, mi spiace rilevarlo, l’Italia – guardando le nude cifre - l’ha salvata più Berlusconi che Monti.
Ripropongo il mio commento del 6/9 (http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136953/la_distanza_da_monti 

link sostituito da:

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 13:21
Un po’ di CONTROINFORMAZIONE, a beneficio anche di @silvano cecchini.
Nel silenzio assordante dei media (inclusa “Europa”), sono diversi mesi, ormai quasi un anno, che sto scrivendo qui, nel mio blog e altrove che il governo Berlusconi ha varato in un anno e mezzo, a partire dalla crisi della Grecia, manovre per ben 200 mld (la prima fu il DL 78/2010).
Poi, ho letto finalmente l’analisi meritoria del “Sole 24 ore” (ripresa pari pari poi da “Repubblica”, senza citare la fonte, e commettendo perciò gli stessi errori per le pensioni, talché ho inviato all’autrice il ‘post’ allegato in fondo), dalla quale ho ricavato l’importo cumulato di 330 mld delle manovre correttive, ma che è carente per i dati sulle pensioni (cfr. il ‘post’ “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti” allegato più sopra).
Il grosso delle riforme pensionistiche è stato fatto prima del governo Monti, [1] con risparmi di centinaia di mld nell’arco di alcuni decenni. L’età di pensionamento per vecchiaia (tranne le donne del settore privato) era già il linea addirittura col “benchmark” UE. La riforma Fornero, aderendo, come per tutto il resto, alle richieste-diktat della lettera della BCE, ha adeguato il settore femminile privato a tutti gli altri, introdotto il metodo contributivo a valere dall’1.1.2012 per tutti, eliminato subito senza alcuna gradualità (v. “esodati”, ecc.) le pensioni di anzianità, effettivamente disallineate rispetto agli altri Paesi OCSE. Non ha però potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali, ancorché richiesto dalla BCE.
In conclusione, se si guarda alle nude cifre, e mi spiace dirlo, l’Italia è stata salvata non da Monti, ma da Berlusconi (anche se colpevolmente chiedendo sacrifici in maniera molto, molto iniqua), il quale è stato vittima – incredibile ma vero – soprattutto di una carenza di comunicazione [2] (inclusa l’espressione volgare rivolta alla potentissima Merkel, che ne ha deciso per questo la defenestrazione), oltre che, beninteso, di un deficit drammatico di immagine, il cui costo ingente è ricaduto purtroppo sulle spalle di noi Italiani (in maniera diseguale!). [3]
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
[2] Fu fatto persino un grossolano errore, proprio riguardante le pensioni di vecchiaia, nella risposta del governo alla lettera dell’UE, poi corretta nelle precisazioni (perciò scrissi a Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697319.html ). Ma lo stesso errore fu fatto (presumibilmente per colpa dell’ANSA), praticamente da tutti i media italiani (inclusa “Europa”) e persino da alcuni parlamentari; in questo mio commento su “Repubblica” (22 novembre 2011 alle 16:58, nickname Vincesko), l’elenco dei destinatari della mia e-mail di precisazione:
Disinformazione sulle pensioni.
La disinformazione voluta o l’informazione erronea riguarda tutti gli organi d’informazione, sia di destra che di sinistra.
Negli ultimi 20 giorni, ho dovuto scrivere: all’ANSA, a “Repubblica” (Ezio Mauro, Francesco Bei, Marco Ruffolo, Roberto Petrini ed Elena Polidori), al “Corriere della Sera” (De Bortoli, Paolo Mieli, Francesca Basso, Giovanni Stringa ed Enrico Marro), a “Europa”, al TG3 (Bianca Berlinguer), al GR3 (direttore Antonio Preziosi), a “Ballarò” ed ai politici Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Mario Baldassarri (che mi ha risposto, chiarendo l’equivoco) e Italo Bocchino, nonché al vice presidente UE Olli Rehn, tutti a favore dell’ennesima riforma delle pensioni e/o diffusori di dati falsi sulle pensioni. […]
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/22/la-mina-della-patrimoniale/comment-page-1/
[3] “L’Europa riparte da qui”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

2) L’agenda Monti è insufficiente. Ieri, a Bari, lo stesso Monti ha criticato le sue stesse misure, prese singolarmente, perché asfittiche.  Il governo Monti è arrivato al capolinea nel momento in cui il suo ministro principale, quello dell'Economia, Vittorio Grilli, già direttore generale del medesimo ministero quando era retto da Tremonti, autore delle manovre pesanti e molto inique del governo Berlusconi (quella di Monti è molto più equa), in 2 interviste al Corriere e a Repubblica ha dichiarato che lui le indispensabili risorse per finanziare la crescita economica, per ridurre celermente l’enorme debito pubblico e per finanziare, ad esempio, come "suggerito" dalla Lettera della BCE, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, unica misura della Lettera finora non attuata (osservo che nessun Euro degli ingentissimi risparmi derivanti dalle riforme Sacconi e Fornero delle pensioni è rimasto nel capitolo di spesa "welfare") NON intende chiederle agli unici che, dopo manovre finanziarie correttive per ben 330 mld addossate in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri, oggi le hanno, cioè il 10% che possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, attraverso un'imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso. Lo potrà e dovrà fare soltanto un governo di centrosinistra. […]

http://europa.118.aws.dol.it/dettaglio/137016/effetto_supermario_sul_voto


da magnagrecia inviato il 28/9/2012 alle 1:10
Immagine e sostanza.
Evidentemente, neppure il presidente Obama sa che i 4/5 dei 330 mld di lacrime e sangue addossati sugli Italiani (il grosso sui meno abbienti e sui poveri) da inizio legislatura sono stati decisi dal governo Berlusconi-Tremonti.
Quando egli conoscerà il nostro futuro premier, liberamente e democraticamente eletto - il segretario gentiluomo Bersani - cambierà idea. 

"Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html

link sostituito da:


da magnagrecia inviato il 28/9/2012 alle 22:41
Che balle! Con questa storia dell'Agenda Monti, ormai "Europa" rasenta il ridicolo. Ha risanato in 10 mesi? E' un miracolo, Monti santo subito!
Eppure non è difficile, è un problema elementare (nel senso che sono in grado di risolverlo i ragazzini di Scuola Elementare). Risanare i conti pubblici, secondo l'impegno assunto da Berlusconi (non da Monti) nel 2011, significa realizzare il pareggio di bilancio (al lordo degli interessi e al netto delle misure anticicliche) nel 2013, il che vuol dire ri-costituire l'avanzo primario (azzeratosi sotto il governo Berlusconi) almeno di 4-5 punti percentuali (ogni punto di PIL vale 16 mld) per poter coprire gli interessi sul debito. Come possa Monti essere riuscito a risanare con una manovra di appena 30 mld 'lordi' è un mistero che soltanto una fanatica "fede" montiana è in grado di spiegare. O peggio.
Lo ripeto per l'ennesima volta: IL RISANAMENTO - ALMENO IN TERMINI CONTABILI - LO HA FATTO PER 4/5 BERLUSCONI. MONTI HA SOLTANTO COMPLETATO L'OPERA.
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 
Traggo da “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”:
Riepilogo [delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura, valori cumulati]:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Guardando le nude cifre, e mi dispiace molto dirlo, l’Italia l’ha “salvata” più Berlusconi (in maniera molto iniqua) che Monti.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137445/ce_il_vaccino_per_il_contagio

link sostituito da:


Per essere sicuro che lo leggesse, l’ho ribadito via email.


Il "miracolo" di Monti

Da:  v    28/9/2012 23:00

@ Raffaella Cascioli


E' davvero strano che "Europa" continui con la disinformazione. Con questa storia dell'Agenda Monti, ormai "Europa" rasenta il ridicolo. Monti ha risanato in 10 mesi? E' un miracolo, Monti santo subito!
Eppure non è difficile, è un problema elementare (nel senso che sono in grado di risolverlo i ragazzini di Scuola Elementare). Risanare i conti pubblici, secondo l'impegno assunto da Berlusconi (non da Monti) nel 2011, significa realizzare il pareggio di bilancio (al lordo degli interessi e al netto delle misure anticicliche) nel 2013 (anticipandolo dal 2014), il che vuol dire ri-costituire l'avanzo primario (azzeratosi sotto il governo Berlusconi) almeno di 4-5 punti percentuali (ogni punto di PIL vale 16 mld) per poter coprire gli interessi sul debito. Come possa Monti essere riuscito a risanare con una manovra di appena 30 mld 'lordi' è un mistero che soltanto una fanatica "fede" montiana è in grado di spiegare. O peggio.
Lo ripeto per l'ennesima volta: IL RISANAMENTO - ALMENO IN TERMINI CONTABILI - LO HA FATTO PER 4/5 BERLUSCONI. MONTI HA SOLTANTO COMPLETATO L'OPERA, NELLA MISURA DI 1/5.
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
Traggo da “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”:
Riepilogo [delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura, valori cumulati]:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Guardando le nude cifre, e mi dispiace molto dirlo, l’Italia l’ha “salvata” più Berlusconi (in maniera molto iniqua) che Monti.

Cordialmente,

V.


da magnagrecia inviato il 29/9/2012 alle 1:22
Secondo una logica NON stortignaccola (che sfortunatamente non si studia a scuola), 1) le primarie servono a stabilire il candidato della coalizione di centrosinistra; 2) è probabile che le primarie le vinca Bersani (ma il ragionamento varrebbe anche nel caso le vincesse Renzi); 3) dunque, il candidato premier alle prossime elezioni sarà il segretario del PD, Pierluigi Bersani; 4) NON certamente Mario Monti (che non è né candidato, né del PD, né del centrosinistra), come pretende Stefano Menichini; 5) poiché Menichini è direttore di "Europa" ed "Europa" è un quotidiano del PD, la logica NON stortignaccola vorrebbe che "Europa" e Menichini sostenessero la candidatura del segretario Bersani (o di Renzi), non quella di Monti, che è invece, non a caso, sostenuta dai banchieri - et pour cause - e da Obama, che non conosce Bersani.
Il Monti-bis non è difficile, è allo stato (una democrazia matura - l'Italia - e con una leadership competente, Bersani, e non un incapace fuori di testa, Berlusconi) un'offesa alla normalità democratica oltre che alla logica e quindi una soluzione impossibile. Bisognerebbe che "Europa" ed il suo direttore, abbandonando il comodo velo-alibi dei “giovani turchi” (che poi tanto estremisti non sono), se ne facessero una ragione e non continuassero (affiancati dalla minoritaria, esigua schiera dei “montiani” del PD) a diffondere disinformazione attribuendo a Monti - che peraltro, essendo una persona onesta e consapevole, palesa, lui sì, un'ambiguità da politico consumato - il "miracolo" di aver salvato l'Italia, cosa smentita dalle nude cifre, poiché i 4/5 dei 330 mld delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura li ha decisi Berlusconi (o meglio Tremonti); Monti ha soltanto completato l'opera, nella misura di 1/5. Non è difficile capirlo (anche un bambino di Scuola Elementare, se glielo si spiega, ne è in grado), salvo che non si abbia qualche problema con il principio di realtà, patologia che affligge – come ormai dovrebbe esser noto – l’ex premier e l’ex ministro dell’Economia, e che non ha portato molto bene né a loro, né soprattutto a noi Italiani meno abbienti.


da magnagrecia inviato il 29/9/2012 alle 13:14
@ vito cassano
Eppure è facile come fare 2+2, non c’è bisogno di molto riposo.
Equilibrio? Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa” – facendo peraltro il proprio mestiere di organo della minoranza ex Popolari – ha sposato in pieno la politica dell’esigua schiera della corrente dem o “montiana” del PD?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa” da mesi gabella per salvatore della Patria un premier che – lo dicono le nude cifre, che ho innumerevoli volte allegato – ha soltanto completato l’opera del risanamento nella misura di 1/5, poiché i rimanenti 4/5 erano stati già varati dal precedente governo Berlusconi-Tremonti?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa”, organo del PD, nascondendosi dietro il manto di un’ineluttabilità imposta dalla situazione economica, dei conti pubblici, dei famigerati mercati finanziari, sostiene slealmente la candidatura a premier dell’esterno Monti e non del segretario onesto e competente Bersani (o di Renzi)?
Dove lo vedi l’equilibrio se “Europa” non chiama Monti – come ha fatto “Il Sole 24 ore”, quotidiano della Confindustria – a rispondere del mancato accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali illegalmente esportati che potrebbe dare un introito di ben 37 mld, molto utili per finanziare l’indispensabile crescita?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa”, non solo non diffonde – come ho dovuto fare io –, ma non tiene in nessun conto le cifre elaborate sempre dal predetto “Sole 24 ore” sugli importi cumulati delle manovre correttive rispettive dei governi Berlusconi (266,3 mld) e Monti (63,2 mld)?
E’ facile come fare 2+2, ma purtroppo la stragrande maggioranza del popolo italiano (si veda l’evoluzione dei sondaggi o del gradimento sul vecchio e sull’attuale governo e sui ministri) non viene educata a farlo, per cui impera una logica stortignaccola che fa scambiare spesso il fumo per l’arrosto e indicare la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137459/sorpresa_anche_il_pse_e_montiano

link sostituito da:


da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 15:34
@Vito Cassano
Vediamo di fare chiarezza una volta per tutte, evitando di ripeterci e di limitarci ad un’analisi superficiale, approssimativa. Mi scuso se non sarò breve.
1) Cifre. No, non lo possiamo dire (ed io sono anti-berlusconiano e anti-leghista… viscerale), il problema è un po’ più complesso: a) dal punto di vista qualitativo, le misure varate dal governo Berlusconi-Tremonti-Bossi sono state molto inique; b) dal punto di vista quantitativo, esse invece sono state congrue; c) gli effetti sono stati insufficienti, ma per motivi in buona parte – diciamo così – “irrazionali”, non tecnici. Riporto dal mio ‘post’ “L’Europa riparte da qui” (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html, con in calce altri ‘post’ sullo stesso tema dello ‘spread’) questo ampio stralcio:
“Lo ‘spread’ [1] è un fatto complesso, le cui determinanti non sono sotto il controllo di nessun singolo governo (neppure della potente Germania, che peraltro ne sta beneficiando), ma dell’UE o almeno dell’Eurozona, inclusa ovviamente la BCE o un meccanismo che la surroghi, visto il suo limite statutario imposto dalla Germania. [2]
La credibilità sul piano internazionale di Berlusconi, deriso apertamente da colleghi potenti, era prossima allo zero, per cui manovre correttive per ben 200 mld ed il pareggio di bilancio nel 2014 non erano bastate ai mercati e lo spread era arrivato ad oltre 550 punti ed era crescente, nonostante gli interventi della BCE.
Con Monti, dopo una manovra di appena 30 mld lordi, è sceso di 200 punti ed ora, sotto la spinta della bulimica e sregolata speculazione internazionale che può manovrare capitali mega-galattici e praticamente senza il rischio di pagare pegno, di 100 punti, senza interventi della BCE, ma può e deve calare.
Infatti, sul piano strettamente dei fondamentali (deficit/PIL più basso che in quasi tutti gli altri Paesi, pareggio di bilancio nel 2013, debito sostanzialmente invariato rispetto a quando lo spread era a 150) non si giustifica (neppure con Berlusconi si giustificava)”;
d) anche uno studente di Scuola Media (o forse persino di Scuola Elementare) capisce che un aggiustamento dei conti pubblici di 4/5 – e di quella portata (in totale 330 mld gli importi cumulati da inizio legislatura, di cui forse almeno 250 a partire dalla crisi della Grecia nel 2010 - è ben 4 volte maggiore di un aggiustamento di 1/5 è quindi ben più determinante; e) quindi le cifre attestano che è falso quello che affermano i “montiani”, che Berlusconi non abbia ottemperato alle richieste della BCE (lettera del 5 agosto 2011) e dell’UE, questo è successo, a causa del niet di Bossi, soltanto per la riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità (quelle di vecchiaia, tranne le donne del settore privato, e contrariamente a quanto scritto erroneamente persino nella lettera di risposta del governo all’UE (!), errore poi corretto nella successiva lettera di precisazioni, erano già addirittura in linea col “benchmark” UE; [1]
ma in quel periodo tutti i media fecero confusione in tema di pensione, per cui scrissi a mezzo mondo [2]). […]
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137511/il_premier_si_dimette_da_passepartout

link sostituito da:


da magnagrecia inviato il 3/10/2012 alle 11:46
Bastava fare 2+2. Ricavo dal mio ‘post’ del 27-08-2012 "Il governo Monti al capolinea"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html
“Dato a Cesare quel che è di Cesare, il CdM inconcludente di venerdì 24 agosto è la dimostrazione plastica del fatto che l’attuale governo Monti – sostenuto dalla troppo eterogenea maggioranza Csx-Cdx - è arrivato al capolinea. Per decisione di Monti e di Grilli, [2] contrari a reperire le indispensabili risorse per la crescita attraverso il varo – accanto alla “spending revuew” ed all’alienazione di parte del patrimonio pubblico – dell’imposta patrimoniale sui patrimoni superiori ad una certa soglia (oltre ad un prestito forzoso per la diminuzione celere del debito). [3] [4] Unica misura oggi possibile – ed equa – poiché i quasi 330 mld cumulati delle manovre correttive varate finora hanno colpito soprattutto il ceto medio-basso (solo le pensioni stanno procurando un risparmio di oltre 22 mld l’anno [5]; io, detto per inciso, ho "contribuito" con 20 mila € in un solo anno) e persino i poveri (taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni)”.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137535/il_rigore_di_monti_finisce_sotto_accusa

link sostituito da:



**********






Lettera n. 2 all’on. Massimiliano Fedriga sulle sue fake news sulle pensioni e su Monti che avrebbe causato la recessione


    


Pubblico le due lettere che ho inviato, rispettivamente il 10.1.2018 e il 17.6.2015, all’On. Massimiliano Fedriga, attuale capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati, le quali dimostrano che non è solo l’On. Matteo Salvini a spargere indefessamente notizie false-fake news-bufale sulle pensioni e sulle manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta.  


Notizie false-Fake news-bufale sulla riforma Fornero e sul governo Monti.

Da:  v

19/1/2018  00:38


Egr. On. Fedriga,

L’ho ascoltata (nella seconda parte) ieri sera a Zapping, dove ha sparso fake news a piene mani.

Fornero e Monti? Fake news! Quando avete (s)governato, avete portato (nel 2019) l'età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi; e massacrato il ceto medio e i poveri cristi con 267 mld cumulati di maggiori tasse e tagli di spesa (scuola, sanità, spesa sociale per i poveri, ecc. ), contro i 63 mld cumulati di Monti, distribuiti in maniera molto più equa (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Per non ripetermi, glieli reinvio (con le prove documentali che La smentiscono clamorosamente):

Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


In fede,

V.



Appendice


L’on. Fedriga è (pluri)recidivo.


Pensioni e manovre correttive

Da:  v

17/6/2015 13:20


Egr. On. Fedriga,

L’ho ascoltata ieri sera a “Ballarò”. Lei racconta troppe bugie, con grande improntitudine. Per non ripetermi, legga la mia Lettera all’On. Matteo Salvini, che allego, della quale riporto la conclusione, che vale interamente anche per Lei: 

Egr. Onorevole, se non avrà la dignità di farlo, almeno abbia il pudore di smetterla con le bugie ripetute quasi quotidianamente e di scaricare sugli altri le vostre gravi responsabilità sulle concause determinanti del peggioramento e del permanere dell’attuale, grave crisi economica o mi confermerò nel giudizio che Voi del centrodestra siete, oltre che degli incapaci al soldo dei ricchi, senza vergogna.

PS: Pubblicherò questa mia lettera, e la Sua eventuale risposta, nel mio blog (l’avverto che la piattaforma IlCannocchiale, su cui ho il blog, è spesso in avaria, in tal caso, provi ogni tanto).

Lettera all’On. Matteo Salvini

Distinti saluti

V.



**********




Recessione, depressione e 80€

 

Recessione.

Provo a fare un po’ di chiarezza sulle cause della recessione [1] e a indicare qualche soluzione strutturale.

Punto 1) La causa della depressione economica [2] prolungata italiana – che non sento mai indicare da nessuno –, come mi sforzo di evidenziare da due anni, sono, oltre ad alcune annose cause strutturali del sistema-Paese, anche le manovre correttive mastodontiche, inique e recessive varate nella scorsa legislatura, in particolare dopo la crisi della Grecia e sotto l'urgenza dello spread e per input pressante dell'UE e della BCE, ma le cui misure strutturali (cioè permanenti) dispiegano tuttora i loro effetti: 330 mld cumulati, 4/5 Berlusconi, pari a 267 mld, e 1/5 Monti, pari a 63 mld, iniquamente addossate, in particolare da Berlusconi, in grandissima parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio feroce della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni) ad alta propensione al consumo e perciò con effetti economici depressivi. [3]

Punto 2) I 300 mld “lordi” in 5 anni per la crescita ventilati dal neo presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Junker, per tutta l’Eurozona, sono un pannicello caldo.

Punto 3) Anche i 150 mld in 3 anni promessi dal PdC Renzi sono teorici e insufficienti, sia perché non sono aggiuntivi ma – se ho capito bene - soltanto una rimodulazione dei fondi strutturali UE, sia perché comunque, se l’UE, come ha già detto, non dà la deroga, vanno co-finanziati, e non ci sono soldi.

Punto 4) Nell'attuale situazione dei conti pubblici e con i vincoli UE, Renzi può fare poco per la crescita, a meno che non decida di varare una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie) [4] o faccia varare dall'UE gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), [5] per costituire un fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici nazionali (per tranquillizzare la riottosa Germania, che pochi giorni fa, per salvare le sue banche, ha deciso un prelievo forzoso), per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione, pena il permanere della depressione economica e un lento declino.

Punto 5) Infine, ci sarebbe una terza opzione, ma, stante l’opposizione ideologica della Germania, è forse la meno probabile: un intervento strutturale anti-crisi della BCE, che,per imposizione appunto della Germania, sta contravvenendo al suo stesso statuto (art. 2). [6]

 

80€/mese, pari a quasi 1.000€ l’anno per 11 milioni di persone.

Gli 80€/mese sono stati un'ottima misura anti-crisi, poiché l’attuale, terribile crisi è da carenza di domanda e quindi la misura interviene correttamente dal lato della domanda; anche se 10 mld sono palesemente insufficienti (occorre ben altro, v. i miei commenti al post nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica[7]), e per giunta di sinistra, poiché ha redistribuito dai ricchi e i benestanti ai relativamente poveri.

In ogni caso, poiché si sono alzati alti lai sulla loro inefficacia sui consumi, l'effetto degli 80€/mese: a) va calcolato a fine anno, infatti su base annua sono 10 mld in totale, ma, rapportati agli 8 mesi (da maggio a dicembre) nel 2014, sono pari a 6,6 mld e finora ne sono stati erogati solo 3 mesi (maggio, giugno e luglio), pari a 2,5 mld (e le varie statistiche finora arrivano fino a giugno); e b) va sommato algebricamente a eventuali variabili (maggiori tasse o minori spese, decise dai governi precedenti) che hanno impatto negativo sulla crescita.

Infine, la Banca d'Italia ha stimato un effetto degli 80€/mese netti (pari a quasi 1.000€ l’anno per ciascuno degli 11 milioni di beneficiari) nel +0,2% del Pil su base annua.

 
[1] Secondo una definizione convenzionale, c'è recessione quando si registrano due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo. Ma a volte le recessioni non soddisfano tale regola, come nel caso della recessione americana del 2001 o di quella del 1974-1975. Oltre al PIL reale, rientrano tra i parametri anche la disoccupazione, il reddito e le vendite al dettaglio, così come intensità, durata e diffusione della fase di contrazione su tutta l'economia”.
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-27/come-definita-recessione-180256_PRN.shtml
[2] La depressione è un calo marcato e prolungato dell’attività economica. L’Economist arriva a definire una depressione come una riduzione dell’attività economica pari almeno al 10% del PIL e di durata non inferiore a tre anni. Quella degli anni 1929-1933, in America, fu senza dubbio una Grande Depressione, dato che durò ben 43 mesi con un crollo del PIL del 30% circa.
Il PIL sta calando, tranne il rimbalzo del 2010 e una quasi stazionarietà nel 2011, da 7 anni; nel biennio 2008-2009 di ben 6 punti, più del biennio 2012-2013(-4,2). PIL (serie storica ultimo quindicennio) (%): 1999 =1,7; 2000=3,6;2001=1,8; 2002= 0,3; 2003 =0,0; 2004 =1,1; 2005 = 0,0; 2006 =1,9; 2007=1,9;2008=-1,0; 2009=-5,0; 2010 =1,3; 2011=+0,4; 2012=-2,4; 2013=-1,8.
I conti pubblici (deficit e avanzo primario) sono però migliori del 2011 (per forza, dopo tutti i sacrifici fatti, ma non da tutti!): 
Deficit. (%): 1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72;2012=-2,88; 2013=-2,78.
Avanzo primario (%): 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5;  2008=2,5 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2.
Debito pubblico. Il debito pubblico, pur elevatissimo, è sotto controllo. Negli ultimi 3 anni il rapporto debito/PIL è cresciuto sia perché è calato il denominatore, sia perché agli interessi passivi si sono aggiunte poste straordinarie: i prestiti al Paesi in difficoltà – finora 60 mld -  ed il pagamento dei debiti della PA – finora 23 mld, per cui, se si tolgono i 93 mld, il rapporto Debito/Pil scende nel 2014 al 129%.
Debito/PIL 1999=113,7; 2000=108,58; 2001=108,32; 2002=105,36; 2003=104,14; 2004=103,71; 2005=105,72; 2006=106,35; 2007=103,28; 2008=106,09; 2009=116,42; 2010=119,29; 2011=120,70; 2012=126,96; 2013=132,74.
Disoccupazione. La disoccupazione è cresciuta al 12,5%, ma quella effettiva (inclusi i c.d. disoccupati impliciti, che sono formalmente classificati inattivi, cioè che non hanno un lavoro e non lo cercano) è peggiorata relativamente poco rispetto al 2011. 
[3] Il lavoro sporco del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 
[4] Dossier Imposta Patrimoniale  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
[5] “EuroUnionBond per la nuova Europa” di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
[6] “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Quesito aperto a Mario Draghi  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html
[7] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/31/mckinsey-ministero-ombra/
 

 

Articolo collegato:
 
Da un po' di tempo, quando penso a Mario Draghi, chissà perché…, mi vengono in mente il Dottor Jekyll e il Signor Hyde... Pensate, anche Scalfari, me li evoca, da 3 anni a questa parte. E noi povericristi a litigare, cadendo nella trappola dei ricchi, e dei loro utili idioti ben retribuiti, che, un giorno sì e l’altro pure, chiedono le salvifiche riforme strutturali, ma ovviamente quelle che riguardano i povericristi, mai quelle che colpirebbero i ricchi. Chissà perché…
I ricchi stimolano ad arte battibecchi da cortile
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771401.html
 
Draghi: "E' ora di cedere sovranità sulla riforme. L'Italia allontana gli investimenti"
07 Agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/07/news/la_bce_lascia_i_tassi_invariati_allo_0_15_-93325026/
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 7/8/2014 alle 16:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo con un neo-liberista spietato

 
Riporto una discussione svoltasi il 22 e il 23 luglio scorsi, in calce ad un articolo del Corriere della Sera, tra un neo-liberista spietato e me. Mi scuso per l’incolonnamento dei commenti se può forse risultare un po’ confuso, a motivo del sovrapporsi degli argomenti. 

In fondo, ho allegato un post di Carlo Clericetti, pubblicato nel suo blog su Repubblica, con una discussione analoga, ma che io ho letto – e commentato -soltanto ieri.

 
L’ANALISI
I tedeschi non spendono, adesso l’Europa inizia ad aver paura
Da qualche mese arrivano meno ordini da Paesi tuttora a corto di risorse e l’industria tedesca ha dovuto «scalare la marcia»
di Giuseppe Sarcina
22 luglio 2014
http://www.corriere.it/economia/14_luglio_22/i-tedeschi-non-spendono-adesso-l-europa-inizia-ad-aver-paura-84a5ec6a-1164-11e4-affb-3320a03d21e8.shtml 
 
 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 10:04

La crisi economica durerà 15 anni, l'Italia rischia di affondare e la Germania pretende che a risolvere i nostri problemi ci pensiamo noi, soprattutto da quando pochi giorni fa ha deciso un prelievo forzoso sui Tedeschi (e non più come aveva fatto finora sui Greci, i Portoghesi, gli Irlandesi, gli Spagnoli, ecc.) per salvare le banche tedesche. Junker ha detto che stanzierà 300 mld per tutta l’Eurozona, ma 300 mld sono un pannicello caldo. Delle due l'una: o, all’interno, si vara una corposa imposta patrimoniale straordinaria sui ricchi, (5% delle famiglie, che possiede una ricchezza netta di 2.000 mld su 8.600), che ora sono i soli ad avere i soldi ed hanno pagato relativamente molto poco finora il mastodontico risanamento dei conti pubblici (330 mld cumulati soltanto nella scorsa legislatura, ma le misure strutturali dispiegano ancora oggi i loro effetti), addossato in gran parte sui non ricchi, ad alta propensione al consumo, con le conseguenze depressive sulla domanda, i consumi, il tessuto delle imprese, l’occupazione che vediamo da tempo; oppure, dati i vincoli di bilancio di tutti i Paesi UE, inclusa la Germania, interviene l'UE, attraverso gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), per costituire un fondo di 1.000 mld, garantito dall'oro e da asset pubblici nazionali (per tranquillizzare la Germania), che attiverebbe un ammontare di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell'occupazione.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_9044870 22luglio 2014 | 10:14

beh un governo sinceramente socialista potrebbe anche farlo solo che per adesso non se ne vede ombra sti 80 euro sembrano tanto una pezza ... niente di strutturale pero si sa mai ... caso mai ci sara qualche stravolgimento politico sicurament ei ricchi che hanno anche il potere faranno di tutto per mantenere gli attuali divari ... caso mai pure aumentarli perche l'appetito vien mangiando ...

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfasalv69 22luglio 2014 | 10:15

40 anni, due generazioni, per togliere dalle menti il vitello d' oro. Ma serve anche un leader come Mose' o MaoZeDong...

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 10:42

I conti pubblici (deficit e avanzo primario) stanno meglio del 2011 e il debito pubblico, come ha riconosciuto la Commissione Europea poco più di 1 anno fa, è sotto controllo. “Quanto alle previsioni, nel breve temine sarebbero a rischio solo Spagna e Cipro, mentre gli altri paesi, compresa l’Italia, non lo sono. Nel medio termine, il rischio dell’Italia sarebbe medio ed equiparato addirittura a Paesi considerati primi della classe come Finlandia e Francia, mentre ad alto rischio sarebbero Paesi come Belgio e Regno Unito. A basso rischio sarebbe la sola Germania. Ancora più sorprendenti sono le previsioni di lungo termine, allorché il rischio italiano viene giudicato basso ed allo stesso livello di Germania e Francia. Altri Paesi, come Belgio e Lussemburgo, vengono giudicati ad alto rischio, mentre Olanda, Austria, Finlandia, e Regno Unito a medio rischio”. Deficitì/PIL % 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78. Avanzo primario %: 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2. Debito pubblico %: dal 2008 al 2011 è cresciuto da 1550 a 1.900 mld + 350 mld +22,6%; dal 2012 al 2014 è cresciuto da 1.900 a 2.100 +200 mld + 10,5%; se si tolgono i 70 mld dei prestiti ai PIGS (MES) e i 26 mld di debiti PA arretrati già pagati, molto meno. Gli effetti recessivi di oggi hanno cause precedenti: le manovre finanziarie mastodontiche ed inique varate nella scorsa legislatura (ma che per le misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti), 267 mld dal governo Berlusconi e 63 mld dal governo Monti.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgZephyrus22luglio 2014 | 10:54

La informo che il debito pubblico italiano sta crescendo come non mai, +76 miliardi nei primi 5 mesi del 2014, altro che "sotto controllo", in più non cresciamo.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22 luglio 2014 | 14:10

E' una discussione già fatta pochi giorni fa. I numeri ufficiali (ma, si sa, gli Italiani al 95% odiano i numeri o li tengono in non cale) attestano che è una balla che il debito pubblico sia cresciuto quest'anno come non mai. Ho anche indicato le determinanti straordinarie del perché sia cresciuto (da 3 anni a questa parte).

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3499202 22luglio 2014 | 12:29

Lei, parafrasando il suo eroe Prodi, si attacca ai numeri come un ubriaco al palo della luce; peccato che la maggior parte degli Italiani non siano molto ottimisti è la situazione italiana è molto peggiorata rispetto al 2011 in tutti i sensi.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22 luglio 2014 | 14:00

Può darsi, ma come fa a sapere che Prodi è un mio eroe? I conti pubblici sono migliori del 2011, e questo è un fatto inconfutabile, poiché lo dicono i numeri ufficiali. Gli Italiani stanno peggio? Primo, gli Italiani si lamentano sempre, anche quelli che stanno bene; una mia conoscente, funzionaria bancaria che gestisce i conti dei clienti più ricchi, mi diceva che anche i clienti ricchi si lamentano sempre, più degli altri.. Secondo, gli Italiani (tranne i ricchi, che con la crisi si sono ulteriormente arricchiti) sono più poveri perché hanno dovuto risanare i conti pubblici. Terzo, è per questo che bisognerebbe, per evitare il declino, fare quello che ho proposto più sotto: una corposa imposta patrimoniale straordinaria sui ricchi o gli EuroUnionBond. Ma purtroppo parecchi poveri fanno ammuina.

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_1800054 22luglio 2014 | 12:01

Tutto un contorsionismo per implorare più spesa alla Germania, mentre basterebbe che i tedeschi non violassessero Maastricht su surplus partite correnti per avere lo stesso effetto. Cioè parliamo sempre da inginocchiati, anche quando a violare le regole (4 su 11 per completezza di informazione) sono i tedeschi.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 14:01

Gli Italiani hanno la nomea di furbi, ma i bottegai tedeschi spesso non sono da meno. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Queste sono le conseguenze del surplus commerciale tedesco: Purtroppo, né la Germania viene sanzionata dalla Commissione Europea (diretta da proni alla Germania come Barroso e Olli Rehn) per surplus eccessivo (> 6%, limite peraltro troppo alto), né tanto meno fu previsto di inserire nei trattati costitutivi dell'Euro il meccanismo riequilibratore - molto più severo - suggerito per i sistemi a moneta unica tra Paesi con economie eterogenee da Keynes. L'Euro avrà anche le sue colpe, ma esso è stato partorito male e viene gestito peggio (vedi anche lo statuto della BCE) per colpa soprattutto dei prepotenti, egoisti ed ottusi Tedeschi.


 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_2940490 22luglio 2014 | 12:22

Ma se la moneta è unica, come mai si considera la Germania avvantaggiata? Ha forse gli stipendi più bassi, o i servizi o strade più scadenti? Forse è avvantaggiata perché ha una classe dirigente sindacale molto più illuminato di quello italiano? Forse le sue fabbriche hanno maestranze più brave che forniscono prodotti di qualità superiore? Forse perché si ha saputo dare una struttura societaria più forte e più avanzata? Se è così dov'è la colpa della Germania????

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_1800054 22luglio 2014 | 12:50

Non è difficile: basta capire il concetto di Tasso di Cambio Reale. Nel caso di cambi fissi (come l'Euro) il Paese che ha un tasso inflattivo minore acquista negli anni competitività. Nel caso tra Germania e Italia il gap è del 20%. Guarda caso più o meno la svalutazione attesa in caso di euro-break

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 14:34

1) La Germania, per riacquistare competitività, l'ha fatto - ridurre i salari - e prima degli altri, coi mini job a 400€/mese, ma da furba, per mantenere la pace sociale, li integra col suo robusto welfare, reddito minimo garantito e il sussidio all'affitto, che in sostanza sono aiuti di Stato alle imprese, vietati dall'UE. 2) L’accordo politico CDU-SPD contempla apposta la misura espansiva (reclamata a gran voce dagli altri Paesi europei) dell’aumento del salario orario minimo a 8,5€. 3) La Germania ha infrastrutture inferiori alla Francia, nell'attuale situazione potrebbe e dovrebbe spendere per migliorarle.

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 14:27

con la svalutazione dei salari (risultato della svalutazione della moneta) è la stessa cosa. i prezzi internamente scendono perchè sono scesi i costi di produzione, le tue merci diventano più competitive rispetto a quelle estere e si consuma di più il prodotto interno..... fidati, è la stesa cosa.... l'unica differenza rilevabile sta nel cosiddetto effetto pigou, ovvero la perdita di valore degl iasset monetari che favoriscono i debitori rispetto ai creditori, ingenerando per questa via maggior domanda. ma il principale stimolo è quello derivante dai redditi redditi, e lì le due manovre sono identiche (con ritardi di adattamento leggermente diversi, questo si).

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 14:57

A parità di tasso di svalutazione, gli effetti sul potere d'acquisto dei salari sono maggiori nel caso di riduzione del salario rispetto alla svalutazione della moneta, poiché l'inflazione importata che si scarica sui prezzi interni è solo una frazione di quel tasso.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 15:12

a parte l'effetto pigou, come già ho scritto, differenze ci sarebbero solo se ipotizzi mercati vischiosi e poco concorrenziali, in cui chi può fissare tariffe resta poco soggetto alle leggi delal domanda e dell offerta. questa evenienza purtroppo esiste, per cui concordo con te che una svalutazione interna risulta più "complicata" di una svalutazione monetaria... aggiungo però una cosa... con una svalutazione monetaria tagli i salari di chi è produttivo e sta sul mercato così come di chi vive parassitando. credo che in italia, più che di una svalutazione monetaria, avremmo bisogno di recuperare competitività attraverso un taglio selettivo delle realtà improduttive, sia liberalizzando i mercati, sia tagliando la spesa pubblica poco produttiva e mal indirizzata (quella diretta a sostenere i non bisognosi). per questo ritengo che, nel complesso delle valutazioni possibili, la svalutazione monetaria non porterebbe in italia risultati equi e di lungo periodo, così come non lo faceva ai tempi della lira.....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 15:18

ci ho fatto caso solo adesso... hai scritto un inesattezza, o meglio hai fatto un errore di prospettiva. quella inflazione che tu noti solo sui prodotti esteri, la vedi perchè i prodotti interni ed i salari non si sono rivalutati quando tu hai tagliato il valore nominale della moneta. lo stesso effetto lo hai quando tagli i redditi, in quanto i minori costi si trasformano in minori prezzi sui beni interni. nel primo caso hai (nominalmente) salario invariato-merci importate più costose-merci interne invariate, nel secondo caso hai merci importate invariate-salario inferiore-merci interne inferiori... in termini reali non hai però alcuna differenza (a meno di attriti di mercato ed effetto pigou... come già avevo ricordato).....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 18:31

@monorchio (L’effetto Pigou. L’ipotesidi P. (real balance effect o Pigou effect) tende a dimostrare che in presenza di disoccupazione, la riduzione dei salari monetari e dei prezzi fa crescere il valore reale delle scorte monetarie (M/P), cioè di una delle componenti della ricchezza, e questo favorisce la ripresa dei consumi e, quindi, l’aumento del reddito fino al raggiungimento della piena occupazione. La rilevanza dell’effetto P. è stata lungamente discussa dai macroeconomisti. È ormai opinione diffusa che la dimensione di tale effetto sia trascurabile e che per metterlo in moto sarebbero necessarie riduzioni di salari e prezzi di entità tale da essere difficilmente ottenibili nella realtà”). NON COMPLICHIAMO LE COSE SEMPLICI. Non più “complicata” ma più o meno vantaggiosa e nessun errore di… prospettiva. Lo scrivo anche per chi legge: io ho affermato semplicemente che a) se tagli, poniamo, i salari del 10%, riduci il potere d’acquisto, nell’ipotesi peggiore, del 10%, poiché i prezzi non si riducono affatto e la diminuzione di costo si trasla ai profitti; o, nell’ipotesi più favorevole, si riducono in ragione dell’incidenza del lavoro sul costo finale, che è solo una frazione di questo; b) se svaluti la moneta del 10%, l’aumento dei prezzi interni sarà pari all’incidenza delle importazioni sul PIL, quindi se esse incidono per il 30% si avrà un aumento dei prezzi pari a 10*0,3=3% ed una perdita nella stessa misura del potere d’acquisto dei salari.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 19:07

ho citato l'effetto pigou per completezza di informazione e perchè, nei limiti del possibile, quando discuto mi piace dare conto di ogni aspetto, non solo di quello che porta acqua al mio mulino (l'effetto pigou, svalutando i debiti porta a maggiori consumi, in quanto la propensione al consumo dei debitori è superiore a quella dei creditori, e, questo effetto, è di solito preponderante rispetto alla "sensazione di ricchezza" dovuta all'aumento del valore reale dei propri soldi, a cui peraltro corrisponde un aumento reale dei debiti dei debitori).... riguardo la riduzione dei salari, parti da un ipotesi errata, almeno nel lungo periodo. hai scritto che una riduzione dei salari non porta la discesa dei prezzi... hai un esempio del contrario in europa... i prezzi relativi della germania sono scesi (in termini di minore inflazione), rispetto al resto d'europa, proprio per il contenimento dei salari, portando una maggiore produttività e maggiori esportazioni.... le rigidità di prezzo valgono nel breve periodo, scaricandosi nella diminuzione delle quantità vendute, ma nel lungo o abbassi i prezzi o chiudi..... quindi i prezzi più bassi fanno mantenere ai salari ridotti lo stesso potere di acquisto sulle merci interne,così come nel caso di svalutazione monetaria.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgtolomeoII 22luglio 2014 | 17:25

Trascuri forse un dettaglio: nel secondo caso l'effetto di una diminuzione dei prezzi interni conseguente alla diminuzione dei salari si chiama recessione. O sbaglio? Non è esattamente la dinamica nella quale ci siamo infilati dal 2011 in avanti? Non è la dinamica per la quale il PIL diminuisce determinando un aumento del rapporto con il debito pubblico, anche se quest'ultimo in termini di valore assoluto non aumenta? Vista in questo modo - e fermo restando che se sei creditore hai tutto l'interesse a proteggerti dal rischio svalutazione, e se sei debitore hai l'interesse opposto (ma gli interessi sul debito non servono a coprire anche quel rischio?) - le due cose (svalutazione monetaria vs. svalutazione interna) sono ancora equivalenti?

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 18:55

no, siamo in recessione quando il prodotto diminuisce in termini reali. quando hai una diminuzione dei prezzi sei in deflazione. la variazione di prodotto nominale, a cui devi sottrarre algebricamente la variazione dei prezzi alla produzione, ti restituisce la variazione reale della produzione. quella ti dice se sei in recessione o in espansione, mentre la variazione dei prezzi della produzione ti dice se sei in inflazione o in deflazione.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 19:09

"Secondo una definizione convenzionale, c'è recessione quando si registrano due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo. Ma a volte le recessioni non soddisfano tale regola, come nel caso della recessione americana del 2001 o di quella del 1974-1975. Oltre al PIL reale, rientrano tra i parametri anche la disoccupazione, il reddito e le vendite al dettaglio, così come intensità, durata e diffusione della fase di contrazione su tutta l'economia". (Fonte:"Sole 24 ore")

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 19:22

credo che la spiegazione che ne ho dato sia più funzionale a chiarire il dubbio del commentatore a cui ho risposto... o sbaglio? non credo che il suo dubbio riguardasse il periodo di tempo per cui doveva protrarsi la contrazione per essere definita recessione, ma credo si riferisse alle grandezze da considerare.....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 19:23

ho risposto credendo che il commento fosse riferito a me.... ritiro tutto e mi scuso per l'intromissione....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 20:58

Era indirizzato ad entrambi.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 19:55

Citazione: "riguardo la riduzione dei salari, parti da un ipotesi errata, almeno nel lungo periodo. hai scritto che una riduzione dei salari non porta la discesa dei prezzi... ". Soffri di allucinazioni? 1) Preliminarmente, rilevo chehai sbagliato ad incolonnare il tuo commento in modo da averli tutti in successione. 2) Forse ti sei distratto reimbarcandoti nell’effetto Pigou, che èuna teoria-ciofeca. 3) Che io abbia fatto un'ipotesi errata è una tua invenzione: io ho semplicemente indicato 2 ipotesi-limite: quella più sfavorevole e quella più favorevole. 4) Ma forse ti serve a fare confusione perché non sai replicare alla sostanza delle mie semplici osservazioni circa la non equivalenza delle 2 alternative (svalutazione dei salari o della moneta). 5) Nel lungo termine siamo tutti morti... soprattutto se si ha una certa età... 6) Poiché l'economia non è una scienza esatta, fai l'errore grave di voler spiegare tutto con una formula o una teoria economica, potenzialmente fallaci e (perché) in contraddizione tra loro. 7) Una rondine non fa primavera, figuriamoci in economia dove i nessi causali possono essere molteplici e complessi e difficilmente scomponibili, perciò è consigliabile una sana visione "laica" e non un'adesione ideologica e fideistica, che talvolta sconfina nel fanatismo, come - ho notato - capita più sovente ai neoliberisti, che, a giudicare dalle evidenze empiriche, hanno fallito e nonostante ciò continuano ad impancarsi a maestrini fanatici e spietati.

 

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 23:39

prova a riflettere su una cosa. a te che produci impatta il costo dei tuoi dipendenti, ma impatta anche il costo dei mezzi che utilizzi.... se scendono i salari per te scendono i costi dei tuoi dipendenti, ma scendono anche i costi dei mezzi che utilizzi, poichè saranno realizzati con forza lavoro che sarà costata di meno.....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 23:44

@Vincesko....non è che si perseguano certe idee piuttosto che altre con il fine di martirizzare ed impoverire il prossimo, ma semplicemente perchè, anche attraverso analisi ed esempi dal passato, si ritiene che determinate politiche possano migliorare le condizioni di vita generali delle persone.... l'idea che esistano i buoni (keynesiani) che perseguono fini generali ed i cattivi (i liberisti) che invece perseguono biechi interessi personali ai danni del prossimo è sia stucchevole che di cattivo gusto... almeno a mio parere...

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 23luglio 2014 | 11:56

Il problema è complesso ed ha a che fare un po’ con la sindrome di Stoccolma, un po’ con l’inclinazione inconscia a favorire i ricchi, un po’ con il sadismo, un po' con la superbia, un po’ con la… pagnotta. D’altra parte, l’adesione - gratuita - di milioni di persone a politiche che vanno contro il loro interesse è un fenomeno complesso che intrigò persino Einstein, che chiese lumi a Freud (cfr. “Perché la guerra?”). L’ho già scritto ad altri, più potenti e più spietati di te, vorrei semplicemente evidenziare che gli Stati Maggiori sono bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea. Non è un bell’esempio. Nella penultima newsletter n. 347 del 15/7/2014 di Sbilanciamoci, c’è un interessante articolo intitolato “Abbassare i salari? La retromarcia dell'Fmi” che analizza un recente report del FMI, che nelle conclusioni contraddice tutto ciò che aveva affermato in precedenza sull’inefficacia della riduzione dei salari per guadagnare competitività. Che si fa per guadagnarsi la pagnotta.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 19:16

una cosa che avevo dimenticato di scivere... quando valuti l'incidenza dl lavoro sul costo finale, non devi valutare solo il costo del lavoro per realizzare un prodotto, ma anche il costo del lavoro utilizzato per la fabbricazione degli strumenti che hai utilizzato per realizzare quel prodotto... se costruisci scarpe il costo del lavoro che inciderà sulle tue scarpe è quello dei tuoi operai, a cui devi aggiungere il costo degli operai che ti hanno costruito il capannone in cui produci, devi aggiungere il costo del lavoro di chi ha realizzato i macchinari che produci, il costo di quelli che hanno realizzato i macchinari utilizzati dall'impresa edile che ha realizzato il capannone.. e così via....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 22luglio 2014 | 20:15

Questo è vero se lo valuti microeconomicamente, cioè per una sola azienda; ma se lo valuti macroeconomicamente, cioè come dato aggregato, non è più vero, poiché avremo l'incidenza del costo del lavoro aggregato sul costo di produzione aggregato e sarà una media tra tutti i comparti. Io non ricordo esattamente quanto incidela voce di costo "lavoro" dell'azienda Italia, ma mi pare che la quota di reddito destinata ai salariati non sia molto distante dal 50% del "prezzo-ricavo" aggregato.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 23:32

è l'esatto contrario... in termini micro, devi considerare il lavoro medio delle singole aziende, in termini macro il lavoro per il totale delle trasformazioni produttive, che includono il lavoro per i macchinari e per i macchinari utilizzati per produrre i macchinari..... se guardi la composizione percentuale di una paese qualunque ti rendi conto di cosa intendo....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 23 luglio2014 | 12:16

No, ti sbagli. Nel tuo stesso esempio, quando si analizza l'incidenza del "lavoro" di una singola azienda, occorre sommare anche la quota "lavoro" incorporata nelle forniture; nel caso dell'azienda "Italia", invece, ce l'hai già il dato complessivo. Tecnicamente, nel conto economico dell'azienda "Italia" confluiranno in dare tutti gli addebiti aventi conto contabile (in Contabilità Generale) o elemento di costo (in Contabilità Industriale) che identificano la voce "lavoro". Analogamente per tutti gli altri costi. Per cui, alla fine, basterà calcolare l'incidenza percentuale della voce "lavoro" sul totale del costo di produzione.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 23luglio 2014 | 15:17

che esattamente il dato che ti ho detto di guardare quando ti ho scritto di leggere la composizione del pil....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 22luglio 2014 | 23:25

"setagli, poniamo, i salari del 10%, riduci il potere d’acquisto, nell’ipotesi peggiore, del 10%, poiché i prezzi non si riducono affatto e la diminuzione di costo si trasla ai profitti" .... non credo sia una mia allucinazione ma una tua frase.... per il resto, formula un pensiero di senso compiuto e ti rispondo volentieri....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 23luglio 2014 | 11:27

E allora? Te l’ho già detto, tu complichi le cose semplici e per avere per forza ragione (ahi ahi), quando non hai argomenti validi per controbattere, vittima di una sorta di pulsione allucinatoria te li inventi. Come in questo caso: hai riportato - scorrettamente - soltanto la prima ipotesi-limite, che comunque, appunto, è soltanto – ripeto - un'ipotesi-limite, NON la mia tesi esclusiva, come speciosamente vuoi far intendere; leggi anche la seconda ipotesi-limite, quella più favorevole al lavoratore (ed anche a te!), che in ogni caso è peggiore dell’ipotesi della svalutazione monetaria, circa il 5% di perdita del potere d'acquisto (pari all'incidenza media del lavoro sul costo totale di produzione) contro il 3% circa (pari all'incidenza delle importazioni sul Pil).

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 23luglio 2014 | 15:23

se svaluti i salari ti porti appresso anche i profitti... mica svaluti i salari con dictat autoritario... li svaluti con manovra deflattiva, che porta al ribasso tutti i costi di produzione, profitti compresi... esattamente quello che è successo in germania negli anni 2004/2005... e che è accaduto in grecia, con conseguenze ben più drammatiche (il che dimostra prevenire è sempre meglio che curare) e che le ha consentito di riguadagnare competitività (guarda la bilancia dei pagamenti della grecia)

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgmonorchio 23luglio 2014 | 15:30

ti avevo già scritto a meno di quali fattori si presentano divergenze tra svalutazione per via monetaria e per via salariale... ora le riporti di nuovo per tentare di avere ragione.... io non ho problemi di dover dimostrare qualcosa, ho scritto come funzionano certi meccanismi, se ti interessa leggi i miei commenti e tenta di capire qualcosa di nuovo, in caso contrario continua a credere ciò che ti pare.....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 23luglio 2014 | 17:07

Vuoi perforza avere ragione e ora ribalti anche l’accusa. 1) Dì che hai detto una sciocchezza o una cosa imprecisa. 2) Perché – rileggiti - prima hai contestatola mia affermazione che il calcolo della quota lavoro sulle forniture valesse solo a livello micro e non anche macro; ora dici che per avere l'incidenza del lavoro basta leggere i dati del PIL (che è un dato macroeconomico). 3) Infine,io temo che tu – preso dalle tue elucubrazioni - non abbia capito affatto ciò che ho scritto sulla riduzione dei salari vs svalutazione monetaria o, almeno, da bravo ufficiale di Stato Maggiore ligio al dovere di difendere i ricchi, prima non accetti l’evidenza che il 5% sia maggiore del 3%, poi guardi la riduzione dei salari dal punto di vista del datore di lavoro e non del salariato, poi fai finta di non sapere che– come dicono ampiamente le evidenze empiriche - i salari non si sono svalutati con manovra deflattiva erga omnes (dove, quando?), ma attraverso una modifica mirata (detta eufemisticamente riforma) del diritto del lavoro (tipologie contrattuali, orari di lavoro e altri diritti, copertura dall'inflazione, ecc.), che non intaccano affatto i profitti, ma riducendo i costi li aumentano, in particolare nei settori sottratti alla concorrenza internazionale. Abbandona i ricchi al loro opulento destino, hanno già al loro servizio interi Stati Maggiori lautamente retribuiti, possono fare benissimo a meno di te che per giunta lo fai gratis.



Articolo collegato:
 
Blog di Carlo Clericetti
24 LUG 2014
La politica tra economisti e polpo Paul
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/24/la-politica-tra-economisti-e-polpo-paul/
 
 

 

 

Nota sul Rapporto annuale ISTAT 2014

 

Da anni, [1] ho evidenziato  che il responsabile della recessione economica italiana è stato il governo Berlusconi-Tremonti, che, a partire dalla crisi greca, ha varato, senza correttivi orientati alla crescita economica e senza aver dovuto salvare le banche, in particolare 3 manovre correttive lacrime e sangue (DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011), addossate molto iniquamente soprattutto sui ceti medio-bassi ad alta propensione al consumo, per oltre 200 miliardi cumulati, e che hanno inciso, complessivamente, per 4/5 sull’intero ammontare delle manovre finanziarie varate nella scorsa legislatura, pari a 330 mld cumulati; mentre il governo Monti soltanto per 1/5 ed in maniera più equa.

Il rapporto annuale 2014 dell’ISTAT (v. tabb. 5.4/a e b) [2] conferma questo fatto, ignoto ai più, tra questi il conduttore della nota trasmissione su La7 “La Gabbia”, Gianluigi Paragone, che anche ieri sera, facendo riferimento in maniera incongrua proprio al Rapporto annuale 2014 dell’ISTAT, ha imputato a Mario Monti la responsabilità della recessione, anzi di aver distrutto l’Italia. [3]

Va anche notato che lo stesso rapporto ISTAT, nelle tabelle citate, non considera che gli effetti delle misure varate strutturali, quindi permanenti, non si esauriscono nei trienni successivi alla loro emanazione (come è prassi prevedere per le leggi finanziarie del governo), ma continuano anche dopo. 

Un’ultima annotazione riguarda l’attenzione del Rapporto al contrasto alle disuguaglianze (aumentate nel periodo di crisi, a dimostrazione ulteriore dell’iniquità delle manovre correttive berlusconiane-tremontiane), attraverso l’adozione del reddito di cittadinanza o misure similari (cfr. par. 5.3.1).

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] ISTAT - Rapporto annuale 2014
http://www.istat.it/it/archivio/120991
[3] La7-La Gabbia “Rottama l’Europa!”
http://www.la7.it/la-gabbia/rivedila7/la-gabbia-29-05-2014-132548


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IL RAPPORTO ISTAT: BASSA CRESCITA CAUSATA ANCHE DA MANOVRE FISCALI RESTRITTIVE,
Milano, 28 maggio 2014
«In Italia sforzo record su conti
Ma ora bisogna agire sulla crescita
http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_28/tram-bus-metro-servizio-peggiora-ma-biglietto-rincara-67percento-12-anni-29aeccb0-e62f-11e3-b776-3f9b9706b923.shtml
 
La recessione è finita, ma l'Italia rimane nella palude
Dal rapporto Istat 2014 emerge che solo 3 imprese su 10 aumentano occupazione e fatturato, oltre 6 milioni di persone potenzialmente impiegabili sono fuori dal mercato del lavoro, Mezzogiorno sempre più povero e "vecchio", disuguaglianza in crescita a dispetto delle politiche di redistribuzione. Nascite al nuovo minimo storico: 515 mila
di ROSARIA AMATO
28 maggio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/05/28/news/rapporto_istat_2014-87416596/
 
Istat: nascite al minimo storico, pesa crisi, giovani in fuga
'6,3 mln di senza lavoro, oltre 1 mln over 50 cerca il posto'. E' la fotografia del nostro Paese nel 2013. In 5 anni via da Italia quasi 100 mila giovani
28 maggio 2014
http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2014/05/28/istat-nuovo-minimo-storico-nascite-515mila-bimbi-_4302a9b3-5dde-42c7-9217-bfd1292f52f2.html
 
Istat Rapporto Annuale 2014, l'austerity ci è costata 78 miliardi. Italia prima della classe negli anni della crisi
Pubblicato: 28/05/201410:45 CEST Aggiornato: 28/05/2014 12:10 CEST
Flavio Bini
http://www.huffingtonpost.it/2014/05/28/rapporto-annuale-istat_n_5402171.html
  
Camera dei Deputati - 28/05/2014
Rapporto Istat 2014 - "La situazione del Paese" Mercoledì 28 maggio: presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio è stato presentato il Rapporto annuale 2014 Istat "La situazione del Paese". E' intervenuta la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. Ha presentato il Rapporto Antonio Golini, Presidente Istat. L'appuntamento è stato trasmesso in diretta sulla webtv della Camera. 
vai al video
http://www.camera.it/leg17/1132?shadow_primapagina=3781  

Perché il Sud sta soffocando
Riccardo Realfonzo - 09 Giugno 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/mezzogiorno/perche-il-sud-sta-soffocando/


L’egoismo e l'arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra

 
I tedeschi contro Draghi, vuole usare la Bce per comprare i 70 miliardi di crediti delle imprese verso lo Stato Italiano
Pubblicato: 11/05/2013 16:44 CEST  |  Aggiornato: 11/05/2013 16:46 CEST
Andrea Bassi
http://www.huffingtonpost.it/2013/05/11/i-tedeschi-contro-draghi-vuole-usare-la-bce-per-comprare-i-70-miliardi-di-crediti-delle-imprese-verso-lo-stato-italiano_n_3259182.html?1368283580&utm_hp_ref=italy
 
Qui si sommano tre elementi: 1) congiunturalmente, la vicinanza delle elezioni tedesche; 2) strutturalmente, l'egoismo e l'arroganza dei Tedeschi; e 3) per contro, il completamento da parte dell'Italia dei compiti a casa. Tra questi ultimi - dato ben noto ai Tedeschi e a Der Spiegel, che periodicamente ce lo rammentano [1] - c'è la possibilità di attingere dalla ricchezza degli Italiani, superiore a quella dei Tedeschi. [2]
Le manovre finanziarie della scorsa legislatura ammontano alla cifra stratosferica di 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi e 63,2 mld il governo Monti), [3] producendo gli effetti recessivi che vediamo adesso, anzi da un bel po'.
Ora, sarebbe il momento della crescita o almeno dell'uscita dalla recessione, ma servono risorse. Esse possono venire o dall'esterno (UE), ma la Germania non vuole, o dall'interno, chiedendole agli unici che ora le hanno, il 10% delle famiglie più ricche, che possiede il 45% dell'intera ricchezza nazionale, attraverso il varo di un'imposta patrimoniale sulla ricchezza maggiore di 1 mln e/o di un prestito forzoso di almeno 150 mld, [4] ma Berlusconi certamente non lo consentirà. Anzi, anziché preoccuparsi di reperire risorse, sta imponendo demagogicamente l'abolizione e la restituzione integrale e a tutti (anche ai ricchi) dell'IMU sulla prima casa, che è una mini-patrimoniale, rinunciando a 4+4 mld. [5]
 
[1] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_chiagne_e_fotte_dei_furbi_b.html
[2] Banca d’Italia, “La ricchezza delle famiglie italiane”, 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
[3] Il lavoro sporco del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
[4] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html
Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA - Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
[5] 12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html
 
 
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L’Italia dovrebbe promuovere un’alleanza dei paesi “poveri” contro quelli “ricchi”
Pubblicato da keynesblog il 10 maggio 2013
Intervista all’economista Paolo Leon
http://keynesblog.com/2013/05/10/litalia-dovrebbe-promuovere-unalleanza-dei-paesi-poveri-contro-quelli-ricchi/
 
 

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