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Reddito di cittadinanza, l’esperimento finlandese contro la disoccupazione tecnologica



Tra le misure di welfare, quale provvidenza equivalente all’Indennità di disoccupazione, esistono il Reddito minimo garantito e il Reddito di cittadinanza.

La differenza tra il Reddito minimo garantito e il Reddito di cittadinanza è che il primo viene erogato ad una platea selezionata e “condizionata”; il secondo, all’intera cittadinanza senza alcuna condizione che non sia appunto la cittadinanza.

Com’è noto, il reddito di cittadinanza è la proposta principale di M5S, che gli arrise quasi la vittoria alle scorse elezioni politiche.

Ma è una proposta sempre più attuale in Occidente, sia per parare gli effetti della globalizzazione, che ha spostato una quota rilevante della produzione di beni nei Paesi emergenti, sia per far fronte alla disoccupazione tecnologica: sostituzione di manodopera ad opera dei robot o di addetti ai servizi bancari o commerciali ad opera di Internet, ecc.[1]

[1] Disoccupazione tecnologica: che cos’è? Ecco il risultato del progresso

11 Agosto 2014 - 16:30

L’avanzamento della tecnologia crea nuova disoccupazione? La disoccupazione tecnologica teorizzata da Keynes già 85 anni fa è un fenomeno attuale e ancora controverso.


La Finlandia è il primo Paese che sperimenta il reddito di cittadinanza, anche se limitatamente ad un gruppo di 2.000 persone, che costituisce il campione di prova.[2]


[2] In Finlandia provano a introdurre il reddito di cittadinanza

È un esperimento: un gruppo di persone lo riceverà per due anni, anche se nel frattempo troveranno lavoro, e poi si vedrà

3 GENNAIO 2017


Pagati per cercare lavoro. Così la Finlandia riscrive le regole dello Stato sociale

Esperimento a Helsinki sul reddito di cittadinanza. A duemila disoccupati 560 euro al mese per due anni

ANDREA MALAGUTI  -  Pubblicato il 04/02/2017


La notizia sull’esperimento finlandese fu data per primo da Gli Stati Generali, l’anno scorso, in un articolo ricco di riferimenti a iniziative analoghe.[3]


[3] REDDITO MINIMO ED EXPERIMENTAL GOVERNEMENT. IL CASO FINLANDESE

31 agosto 2016


Ne riporto i commenti in calce, rappresentativi del contrasto di opinioni sul Reddito minimo garantito.


1.       

vincesko  5 mesi fa

Persino lo spietato neo-liberista Friedrich von Hayek (spietato come tutti i neo-liberisti), in un soprassalto di resipiscenza, sosteneva: “Non esistono motivi per cui in una società libera il governo non debba assicurare a tutti una protezione contro una grave privazione, sotto forma di reddito minimo sicuro o di un livello al di sotto del quale nessuno debba scendere” e che il governo ha l’obbligo di intervenire con azioni positive a favore di “chi per varie ragioni non può guadagnarsi da vivere in un’economia di mercato, quali malati, vecchi, handicappati fisici e mentali, vedove e orfani”. (Friedrich von Hayek). PS: Dossier reddito minimo garantito http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dossier-reddito-minimo-garantito.html).

2.       

vincesko  5 mesi fa

PPS: Francesco Luccisano, del quale nel link proposto si può apprezzare la passione per il... calcio, deve essere uno dei tanti dalla pancia piena che discettano sul reddito minimo garantito.

3.       

luca-codeluppi  5 mesi fa

Un fatto però passa sempre inosservato: il governo finlandese cerca di comprimere le sue spese e per tanto decide di dare questo sussidio indiscriminato, aprioristico. Noi in Italia, non ci sogneremmo mai di comprimere le spese. Pertanto un tale strumento sociale diverrebbe solo un indebitamento ulteriore verso le banche centrali, banche che, poverette, oggi sono a rischio di deflazione! Chissà come apprezzerebbero questo sforzo sociale del governo! A proposito di calcio nei blog: ho molti amici seri professionisti che hanno a che fare con il pubblico, avvocati, formatori, coach/counselor, salutisti etc. Poveretti! loro non possono come noi, scagliarsi verso questi o quei cattivi di turno come facciamo noi, perché tra i loro clienti presenti o futuri, ci sono anche quelli del partito dei cattivi! (ma qual è poi il partito dei cattivi? o meglio: qual è il partito dei buoni che sia anche dei bravi, capaci e concludenti? Io non ne conosco, l'unico potenziale, quello di Oscar Giannino ce lo siamo fumati per aver sottolineato un suo vezzo veniale, se confrontato con populismi, faziosità, falsi, corruzione etc. dei vari esponenti di qualsiasi corrente e dico qualsiasi!). Il reddito minimo è un'utopia che prevede alla base una coscienza sociale di ogni singolo individuo, tale da sottrarlo, alla fine del periodo nero alla necessità di usufruire di un fondo. Anche riguardo la salute etc. il fatto che sia gratis e soprattutto che sia un diritto porta troppa gente (ero quasi tentato di dire la quasi totalità, ma sembrerei fazioso) a sentirsi in dovere verso sé stessa (io uso l'accento anche davanti a "stesso" e non mi interessano certe cavillosità della mente italiana, origine dei nostri mali!) di usufruirne quanto più possibile! I distretti sanitari e i gabinetti di analisi sono pieni di gente che potrebbe tranquillamente fare a meno di spendere soldi pubblici. Questa non è coscienza sociale e gli italiani in generale di coscienza sociale ne hanno proprio poca. A mia madre ho fatto cessare tutte le analisi inutili che faceva mensilmente e la sua salute ne ha guadagnato, il suo pensiero è stato distolto dai suoi mali immaginari o supposti tali, le sue lamentazioni sono finite e sono tre anni che vive senza l'assillo di una morte incombente. Tra i vari farmaci che le ho eliminato c'era anche un ansiolitico: ora non soffre più di ansia come allora. Questo potrebbe dimostrare che un eccesso di pietà produce/può produrre la proverbiale cancrena? Chi lo sa!

1.       

vincesko  5 mesi fa

Fesserie in serie, frutto di ignoranza. 1. Il reddito minimo garantito esiste in tutti i Paesi UE, con regimi economici variegati, tranne in Italia, Grecia e Ungheria [ora anche la Grecia lo ha introdotto  https://luciogiordano.wordpress.com/2015/05/14/reddito-di-cittadinanza-e-reddito-minimo-garantito/]. 2. Anche l’Italia ha ridotto la spesa, sia quella per interessi che, in valore reale, quella primaria, che è in linea con la media UE e, a ben vedere, col dato della Germania (tra i più virtuosi tra i Paesi di confronto), ho già riportato i dati in calce a questo articolo: http://www.glistatigenerali.com/bilancio-pubblico/senza-altre-macerie/. 3. Peraltro, l’Italia è quasi l'unico Paese in UE28 che rispetta da anni il limite del 3% deficit/Pil, cfr. i dati in calce a http://www.glistatigenerali.com/bilancio-pubblico/blocco-sforamento-e-rinvio/. 4. La quota del debito italiano detenuta dalla banca d’Italia e dalla BCE è molto bassa; purtroppo, sia perché sono in mani “sicure”, sia perché gli interessi passivi vengono retrocessi in tutto o in parte all’Italia. 5. La deflazione non è un rischio potenziale ma c’è da 3 anni, e favorisce i creditori. 6. Oscar Giannino, orgogliosamente sedicente figlio di operai, è un utile idiota dei ricchi, come tutti i partitini e gli adepti del neo-liberismo, ideologia economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi. Infine, 7. “Se stesso” è corretto senza l’accento, ma è ammesso anche l’accento, cfr. http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/897.shtml, mentre il soggetto non va mai separato con una virgola dal predicato verbale, a meno che non siano due virgole che racchiudono un inciso, cfr. http://www.manuscritto.it/punteggiatura.html. PS: L’adesione al neo-liberismo, ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, è un effetto; la causa determinante è, per solito, un’educazione troppo severa, autoritaria, castrante, che produce, da un lato, problemi col principio di realtà, da un altro, familiarità con la sindrome di Stoccolma e, dall’altro, sado-masochismo. E, spesso, idiosincrasia personale per le regole, che però si è inclini irresistibilmente ad imporre agli altri.



Post collegato:


Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S



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I difetti strutturali dell’Euro


L’Eurozona è un insieme di Paesi strutturalmente eterogenei; non sono previsti dai trattati europei (influenzati dall'ordoliberismo germanico, senza però le correzioni che ne hanno smussato le asperità in sede applicativa in Germania[1]meccanismi di aggiustamento degli squilibri strutturali interni: né quelli tipici delle federazioni, né quelli che ne distribuiscono equamente i pesi tra Paesi forti e Paesi deboli.

[1] Dialogo con Carlo Clericetti sulla solidarietà tra gli Stati dell’UE e sull’economia sociale di mercato  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2848095.html  oppure 

Gli USA sono una federazione e perciò hanno i trasferimenti fiscali (quindi a fondo perduto) dagli Stati ricchi a quelli meno ricchi, che fanno da riequilibratori, per il tramite del bilancio federale, pari al 20% del Pil annuo USA (pari complessivamente a 17.500 mld $).

L'UE è invece ancora una confederazione (atipica), che non contempla i trasferimenti fiscali, il cui bilancio confederale ammonta ad appena l'1% del Pil complessivo (pari a 18.500 mld $) e la cui moneta è comune ad appena 19 Paesi su 28; ed il cui riequilibrio tra i Paesi membri avviene, non a spese dei Paesi ricchi, tramite i trasferimenti fiscali o, almeno, la sanzione dei surplus commerciali eccessivi,[2] ma a spese dei Paesi meno ricchi, attraverso la deflazione dei salari e la riduzione dei diritti e i trasferimenti di capitali in prestito (quindi a titolo oneroso) dai più forti e avvantaggiati dalla moneta unica (Germania, Olanda, Belgio, Francia, Austria, ecc.) a quelli deboli e svantaggiati dall'Euro (Piigs).

[2] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari

L’ideologia ordoliberista tedesca ha influenzato anche – forse soprattutto – lo statuto della BCE,[3] che è soltanto un po’ meno rigido di quello della Bundesbank, ma prevede anch’esso che l’obiettivo principale sia la stabilità dei prezzi (“sotto, ma vicino, al 2%”). Fatto salvo questo, essa ha, però, anche l’obiettivo di sostenere le politiche economiche dell’UE fissate dall’art. 3 del TUE,[3] tra cui “una crescita economica equilibrata” e “la piena occupazione”.

[3] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

Sotto questo aspetto, con la deflazione o l’inflazione molto sotto target e la crisi economica ed occupazionale che perdura da 7 (sette) anni (tranne in Germania e i suoi satelliti), la BCE ha mancato e sta mancando entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli europei più deboli e sui Paesi debitori (tra cui l’Italia). Il QE, implementato nel marzo 2015, è tardivo e insufficiente sia qualitativamente che quantitativamente, e di per sé, se non è accompagnato da una politica fiscale espansiva anticiclica (taglio di tasse e aumento di spesa) che accresca la domanda aggregata (consumi, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni nette), non sarà in grado di debellare da solo la deflazione (come, ovviamente, ammette la stessa BCE).[4]

*

La Germania, che all’epoca era considerata la malata d'Europa, trasse vantaggio dall'introduzione dell'Euro nel 1999, il cui valore, derivante dalla sommatoria/media delle monete di dodici dei quindici Paesi che allora componevano l’Unione europea, in cui il Marco tedesco era la moneta più forte, fu inevitabilmente fissato ad un livello che teneva conto anche delle monete più deboli e perciò più basso del Marco e vantaggioso per la Germania (in pratica, essa beneficiò di una svalutazione monetaria),

Com’è noto, il cambio Lira/Euro fu fissato a 1.936,27. Era troppo basso o troppo alto? Secondo i critici di destra, in primis Silvio Berlusconi (evidente indizio di coda di paglia per i suoi mancati controlli dei prezzi), troppo alto. Per loro, soprattutto a seguito del lamentato, da parte della grandissima parte del popolo italiano, supposto raddoppio dei prezzi subito dopo la sua introduzione, sarebbe dovuto essere fissato addirittura a 1.000 Lire. Ma naturalmente è una sciocchezza macroscopica, poiché sarebbe equivalso a una rivalutazione preventiva del 100% e quindi al raddoppio immediato dei prezzi dei prodotti italiani per gli acquirenti esteri.[5]

[5] Il ‘change over’ Lira-Euro e le responsabilità di Berlusconi

Oltre alla svalutazione preventiva, la Germania pretese ed ottenne nel 2003-2005, non una semplice flessibilità, ma di sforare il limite del 3% di deficit/Pil, per un importo pari a una ventina di mld, quando implementò le riforme strutturali del lavoro, inclusi i mini job a 400€ mensili, che deflazionarono i salari tedeschi, procurando alla Germania un ulteriore vantaggio competitivo rispetto ai partner dell'Eurozona.

Vantaggio competitivo accresciutosi negli anni successivi, poiché la Germania, in aderenza alla sua ideologia mercantilista e ordoliberista, ha continuato e continua ad attuare tuttora una politica economica deflazionistica e restrittiva, scaricando sui partner deboli tutto l'onere dell'aggiustamento infra-EUZ.

Segnalo, en passant, che la Germania pretendeva di negare all'Italia (già penalizzata dal criterio ritenuto inaffidabile dalla stessa Commissione europea, oltre che dalla BCE, del calcolo del cosiddetto deficit strutturale[6] applicato dalla Commissione europea), quando il governo Renzi ha implementato la riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs Act), non uno sforamento del limite del 3%, ma una misera e drammaticamente insufficiente flessibilità, come misura anticiclica.

[6] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html  oppure 


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La soluzione ai difetti strutturali dell’Euro possono essere gli Stati Uniti d’Europa? Sì, certamente, ma purtroppo nel lungo periodo. Come scrive al riguardo il prof. Gustavo Piga. Egli, inoltre, commentando un saggio di Hugh Rockoff intitolato “How Long Did it Take the United States to Become an Optimal Currency Area?”, ovvero “Quanto ci hanno messo gli Stati Uniti a divenire una Area Valutaria Ottimale?”, spiega perché, nonostante i difetti, per l’Unione Europea è preferibile continuare ad adottare una moneta ed una politica monetaria comune.[7]

[7] Moneta e bandiera: il se e quando degli Stati Uniti d’Europa

Gustavo Piga - 18 agosto 2016

Ed invece il prof. Joseph Stiglitz, in un articolo sul Financial Times, afferma che l’Euro è insostenibile e propone di dividerlo in due.[8]

[8] A split euro is the solution for Europe’s single currency

Joseph Stiglitz  -  August 17, 2016 4:32 am

The problems with the structure of the eurozone may be insurmountable, writes Joseph Stiglitz

(trovate l'articolo originale e la traduzione in questo mio post (nell'appendice):

Critiche severe all’economia italiana da importanti giornali di Spagna, Francia, Gran Bretagna e USA


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Intanto, si susseguono proposte per far fronte alla deflazione, renitente alla presunta cura per giunta tardiva del QE implementata dalla BCE, e alla crisi economica.[9]

[9] QE, il monetarismo e la fallacia logica della falsa equivalenza

Tra queste, la “moneta dall’elicottero”, vecchissima espressione coniata da Milton Friedman, il padre del monetarismo, che ogni tanto rispunta fuori - ora soprattutto ad opera dei neo-liberisti pentiti, di fronte al fallimento della loro ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi -, che prevede che i soldi vengano distribuiti direttamente ai cittadini.[5]

[5] Ad esempio, l’ho letta e discussa mesi fa qui:

Carlo Clericetti - 21 APR 2016

Moneta dall'elicottero? Parliamo del pilota

Ma la moneta dall’elicottero non è ancora sufficiente, se non hai modo di costringere i beneficiari a spenderla, perché potrebbero destinare quei soldi, in tutto o in parte, a risparmio (che, come si vede oggi, anzi da anni, rimane nel circuito finanziario). Perciò – dice Clericetti - è meglio darli allo Stato, che li destina a opere pubbliche.

Attenzione, però, non indifferentemente a spesa pubblica, ma prioritariamente a investimenti, perché se lo Stato li destinasse, poniamo, a finanziare il reddito di cittadinanza,[10] si rischierebbe di ricadere, in tutto o in parte, nello stesso problema (vedansi gli 80€/mese decisi dal Governo Renzi, che solo in parte si sono trasformati in consumi).



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Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita

 
Tre Misure tattiche.
 
La crisi, al di là degli ottimismi di maniera o interessati, sarà dura e lunga (almeno 15 anni) poiché è la conseguenza di un mutamento epocale planetario; per consentire a 1 o 2 o 3 milioni o più di persone maggiormente in difficoltà sono indispensabili, nel mix di misure anti-crisi, [1] ed in un’ottica di concretezza, tre misure prioritarie e urgenti concernenti il lavoro ed il welfare: 1) reddito minimo garantito per i periodi di inattività; 2) normativa del lavoro a favore dei precari e costo orario del lavoro precario maggiore di quello stabile; e 3) casa ad affitto sociale.
 
1) Il reddito minimo garantito (Rmg), opportunamente disciplinato, è previsto in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria; esso potrebbe essere di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 €, per gli altri che invece li hanno versati.
 
2) L’Italia è un Paese di furbi, per cui le norme sul lavoro precario vengono eluse ed applicate dai datori di lavoro (anche da quelli dei servizi, sottratti alla concorrenza internazionale) per avere surrettiziamente flessibilità sia in entrata che in uscita, oltre a lucrare sullo sfruttamento “cinese” di tali risorse umane. Pertanto, è necessario obbligare i datori di lavoro, anche attraverso controlli assidui da parte degli Ispettorati del lavoro, a pagare un lavoratore precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente in una situazione di precarietà sia economica che psicologica, con riflessi negativi importanti sia sui consumi, sia sullo spirito individuale e nazionale).
 
3) Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà; occorre perciò varare un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno). [2]

Le risorse finanziarie necessarie per queste misure vanno prese dai ricchi e dai benestanti, non per vetuste ragioni di classe, ma per la semplice ragione che, dopo 330 mld di sacrifici addossati negli ultimi 5 anni in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), essi sono gli unici che i soldi ora li hanno.
 
Tre misure strategiche.
 
1) Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione è da sempre - se si può dire così - una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l'economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell'efficienza della PA. [3] Al vertice, si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v. ad esempio l’utilizzo dei FAS).
E poi c'è il capitolo della corruzione. E' vero che la PA paga in ritardo, ma i prezzi dei beni e servizi acquistati dalla PA, dalla siringa alla TAV, a causa nell’ipotesi migliore del menefreghismo, nell’ipotesi peggiore della corruzione, sono quasi sempre il doppio, il triplo, il quadruplo o anche più di quelli normali di mercato.
 
2) Questione femminile. L’argomento è stato sollevato recentemente dall’attuale premier Monti nella sua Agenda, chiedendo lumi agli esperti. Io non sono un esperto, ma sul ruolo della donna in Italia e soprattutto al Sud rifletto e scrivo dal 1999, tra gli altri, nel 2006, al candidato dell’Unione, Romano Prodi, che ebbe la cortesia di rispondermi, condividendo che essa, assieme alla riforma culturale, è la variabile critica per lo sviluppo del Mezzogiorno; e da 4 anni in Internet; l’ho anche posta tra i punti fondamentali della “Lettera di PDnetwork” [4], annettendole una duplice valenza e funzione, sia economica che culturale. [5]
 
3) Tutela del territorio. Il Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare va affiancato dalla riforma della normativa urbanistica per la tutela del territorio e del paesaggio e lo sviluppo del turismo, [2] da affiancare – non sostituendola! – all’industria. Il territorio italiano è elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
(*) Va espresso un interesse ed un auspicio particolari ai fini della lotta al degrado e per lo sviluppo integrato e globale del territorio, rispetto a: 
a) la rimappatura (in parte già esistente) del degrado storico, artistico e ambientale nazionale, attraverso un piano particolareggiato globale; b) interventi finanziari finalizzati a recuperare tali beni ed a valorizzare le competenze specialistiche di tutto il settore (bene inestimabile del nostro Paese); c) il rilancio del settore turistico attraverso incentivi, anche economici, alla valorizzazione ed allo sviluppo di tutto il settore. Milioni di attuali e potenziali turisti (dell'Est europeo, di cinesi, indiani, etc.) già oggi, ma soprattutto nel futuro, vorranno conoscere quello che oggi purtroppo stiamo distruggendo piegandoci ad un ottuso pensiero economicistico, con il quale si pensa (Tremonti, Bondi) che col territorio, la sua storia, le sue bellezze, la cultura non si mangia. Io sono del parere opposto. Il settore potrà fare da traino al resto dell'economia se sviluppato con criteri che interagiscono più strettamente con lo sviluppo e l’interesse nazionale.
Se vogliamo cambiare, dobbiamo mettere una pietra sopra a quanto si è fatto finora e cominciare dalle basi solide che già esistono; se continueremo a distruggere queste basi, non molta speranza resterà per la rinascita del nostro Paese
Occorre agire su tre direttrici:
a. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
b. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);
c. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf  ).

[1] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/11/16/promemoria_delle_misure_anticr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
[2] La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/11/15/la_casa_e_un_diritto_essenzial.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
[3] Le proposte del Partito Democratico/13 – Pubblica Amministrazione (all’interno, 4 miei post)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/12/31/le_proposte_del_partito_democr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2766980.html
[4] Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/02/02/lettera_di_pdnetwork_alla_segr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html  
 [5] Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni (e soprattutto v. i post in esso linkati)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/13/educazione_in_famiglia_dalla_g.html  
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html .


Articoli e dati collegati:

I PREZZI DELLA PA
Dalla siringa… (leggere i valori mediani; il valore mediano per le siringhe è il doppio di quello standard, il che significa che in alcune ASL è anche triplo o quadruplo o più)
AVCP-Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
“Guida alla lettura dei prezzi di riferimento in ambito sanitario”

http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunicazione/Pubblicazioni/StudiRicerche/_prezziAmbitoSanitario  
… alla TAV
“L'alta velocità italiana è la più cara d'Europa”
Il costo medio al km è di 32 milioni contro i 10 di Francia e Spagna.
Lunedì, 05 Marzo 2012
http://www.lettera43.it/attualita/42306/l-alta-velocita-italiana-e-la-piu-cara-d-europa.htm 
I COSTI PER L’ALTA VELOCITÀ IN ITALIA SONO MEDIAMENTE IL 500% PIÙ ELEVATI DI QUELLI FRANCESI, SPAGNOLI E GIAPPONESI
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.'08.pdf
 


On. Damiano, anche per la CIG ci sono figli e figliastri

 
Crisi: su Cig vicini a picco 2010, serve politica attenta a effetti sul lavoro
Pubblicato il sabato,15 dicembre 2012   da Cesare Damiano
 
On. Damiano,
Come Lei sa meglio di me, negli altri Paesi UE non esiste la CIG, ma gli ammortizzatori sociali universali (tranne in Grecia e in Ungheria), per cui i lavoratori di aziende decotte non vengono assistiti e classificati per anni come “occupati” (fittizi) ma come “disoccupati”.
Ne discendono alcune osservazioni.
1) il tasso di occupazione di questi Paesi non è sovrastimato ed il tasso di disoccupazione sottostimato per effetto dei lavoratori in CIG, come invece succede in Italia;
2) idem – ma al contrario -  per la quota di “inattivi” che, se ne hanno voglia, si iscrivono ai Centri per l’impiego, vengono classificati “disoccupati” (in Italia gli inattivi, cioè quelli che non hanno un lavoro e non lo cercano, non sono classificati né occupati né disoccupati) e riscuotono l’indennità di disoccupazione adeguatamente disciplinata;
3) assieme agli ammortizzatori sociali, esistono servizi attivi per l'impiego ed il reimpiego (non baracconi inefficienti come i nostri che servono soltanto a quelli che vi lavorano: soltanto il 5% trova lavoro tramite loro), che coinvolgono economicamente e operativamente le aziende che licenziano;
4) non si sussidiano posti di lavoro decotti, ma i lavoratori, sia con ammortizzatori sociali, sia con provvidenze per la casa, sia con formazione, sia con servizi attivi per il ricollocamento;
5) infine, si evita la terribile ed iniqua prassi italica dei figli (lavoratori dipendenti con certe caratteristiche) e dei figliastri (tutti gli altri), ai quali si dice: arrangiatevi!
 
PS: Se il PD vincerà, come è probabile, le prossime elezioni politiche, smetta la mentalità di ex funzionario CGIL e si conformi per la materia sopra illustrata, nell’arco della legislatura, - come è già avvenuto per le pensioni - alle regole del benchmark UE.
 
 
Glossario:
http://www.fim.cisl.it/glossario/cassaintegrazioneguadagni.asp
http://www.cisl.it/Sito-lavoro.nsf/documenti/HOMECIG%5EApertura/$file/glossarioessenzialemdl.pdf
 
 
Post collegati:

AQQ11/Lavoro precario e reddito di cittadinanza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580529.html 
Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html 
Tasso di disoccupazione e tasso di occupazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738031.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
 
 

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"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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