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Il segnale che la casa Italia brucia davvero

 
CHI OSTACOLA LE RIFORME
E ora Renzi faccia i nomi
di Ernesto Galli Della Loggia
http://www.corriere.it/editoriali/14_settembre_15/ora-renzi-faccia-nomi-5f3ae19c-3c98-11e4-95e1-a222c06f54b6.shtml
 
 
[In risposta ad un altro lettore]
 

Ritengo che, da una parte, sia ingenuo confidare nella coscienza e nell’altruismo dei ricchi e dei privilegiati (ci sono, oltre all’esperienza di ciascuno di noi abbia gli occhi e il cervello sufficientemente svegli, le evidenze scientifiche) e, dall’altra, che – giudicando almeno dai numeri – sia ragionevole pensare che l’incendio del 2011 è (apparentemente) domato.

Non a caso ho citato il 2011, quando l’Italia dovette subire l’attacco concentrico della speculazione finanziaria internazionale, innescata dalla vendita da parte della Deutsche Bank dei 7 mld di titoli italiani che aveva in portafoglio. A mio avviso, la cartina di tornasole della pericolosità dell’incendio fu che i ricchi (nel caso di specie, l’insieme delle Associazioni delle imprese), in data 30/9/2011, presentarono una proposta di imposta patrimoniale.[*] Non fu la sola, nell’ambito dell’establishment italiano.

Passato il pericolo, grazie all’intervento di Draghi che finalmente si era svegliato, tutti, proprio tutti i ricchi, persino Scalfari, che allora implorava che si riattivassero anche in Italia i vasi comunicanti tassando i ricchi, prima che la casa crollasse loro addosso, se ne sono dimenticati. Se lo rifaranno, solo allora vorrà dire che la casa brucia di nuovo davvero.

 
[*] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
 


Post collegati:


L’involuzione di Eugenio Scalfari


La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia



 




E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani?


Descrizione: Nicola Tasco
Nicola Tasco
Avvocato
Un'intera generazione di giovani rischia il naufragio. Ma la politica guarda altrove
Pubblicato: 22/10/2013 06:00
http://www.huffingtonpost.it/nicola-tasco/unintera-generazione-di-giovani-rischia-il-naufragio-ma-la-politica-guarda-altrove_b_4135087.html?utm_hp_ref=italy
 

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani? Provo a fissare alcuni punti dello scenario italiano.

1. Secondo la Banca d’Italia, [1] il gap principale italiano rispetto ai Paesi di confronto è il tasso di attività femminile, in particolare al Sud, dove è pari soltanto ad 1/3 delle donne tra 15 e 64 anni; in nessun altro Paese esiste un divario così elevato tra Nord e Sud (27 punti). L'Italia presenta il maggior tasso di disoccupazione femminile dopo Malta in UE27. 
2. Il tasso di disoccupazione dei giovani 15-24 anni raggiunge ormai il 40%, ma esso è calcolato, come avverte l’ISTAT, non sul totale dei giovani, bensì sul numero dei giovani occupati.
3. Gli over 40 rimasti senza lavoro sono stimati in un milione.
4. I lavoratori precari in senso stretto sono tra i 3 e i 4 milioni, ma se si includono le partite IVA più o meno false, essi raggiungono forse i 7 milioni, senza tutele di welfare (RMG, sussidio all’affitto o casa popolare).
5. Anche in Germania, nostro Paese concorrente e punto di riferimento, i cosiddetti lavori minori (mini job) [2] sono arrivati a 7 milioni, con un salario di 400€ mensili, però compatibile col RMG (circa 370€) e il sussidio all’affitto o la concessione di una casa popolare (c’è un patrimonio notevole di case popolari).
6. In Italia, invece, l’RMG non esiste (come in Grecia e Ungheria) e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, in alloggi pubblici investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
7. Studi seri ravvisano ormai una correlazione tra l’incidenza elevata di lavoro precario e il declino del tessuto industriale, con scarsa innovazione di prodotto e di processo e inevitabile enfasi della competitività basata sulla riduzione dei costi.

CONCLUSIONE. La crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, che, dopo manovre correttive della scorsa legislatura per un ammontare di ben 330 mld, distribuite in maniera molto iniqua (ceti medio e basso ad alta propensione al consumo, e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale), con pesanti effetti recessivi, vanno presi ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi), mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sul decile o sulla metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). [3] Risorse che vanno utilizzate per ridurre l’enorme debito pubblico e soprattutto i correlati, ingenti interessi passivi (89 mld nel 2012) e per co-finanziare, assieme ad una revisione intelligente della spesa pubblica, la crescita (riducendo le imposte sui redditi bassi per far ripartire la domanda) e indispensabili misure di welfare anticrisi, quali l’RMG e l’edilizia sociale, particolarmente e gravemente disallineati rispetto a UE27.

[1] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
[2] “Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica. L’esperienza tedesca” di Maximilian Fuchs
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
se il link non è attivo, cliccare qui sotto:
http://www.aidlass.it/documenti-1/Fuchs_Aidlass_2013.doc
[3] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html


Quante remore... filosofiche quando c'è da far pagare ai ricchi

 
reddito minimo di Corrado Del Bò
Ragioni morali
25/06/2013
Il reddito minimo costituisce una misura per attenuare gli effetti della povertà, perciò a buon diritto potrebbe essere incorporato nei nostri sistemi di welfare. Perchè non possono essere le condizioni di nascita, naturali o sociali che siano, a dettare quelle che saranno le condizioni di vita individuali di ciascuno di noi
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/Ragioni-morali-19100
 
Osservo:
1. Voi studiosi dovreste evitare la proliferazione/confusione di termini ed usare tutti “Reddito minimo garantito” (RMG).
2. Oltre all’Italia e alla Grecia, il reddito minimo garantito non esiste neppure in Ungheria.
3. La crisi epocale in atto ha richiesto, nella scorsa legislatura, il varo di manovre finanziarie correttive per un ammontare cumulato colossale pari a 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi, 63,2 mld il governo Monti, cfr.  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html), addossati in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), senza che questi abbiano protestato – come ebbe a dire l’ineffabile ministro dell’Economia Tremonti - neanche tanto; va bene che l’opinione pubblica è governata dai ricchi e dai loro UTILI IDIOTI ben retribuiti, ma – permettetemi - fa impressione notare che, per varare il Reddito minimo garantito (RMG), che esiste da molti anni in quasi tutta la UE27, ci si pongano tante remore… filosofiche.
4. La crisi sarà dura e lunga almeno 15 anni, occorre che il tema lavoro diventi obiettivo prioritario e strategico ed occorrono misure incisive e radicali di welfare, quali appunto il Reddito minimo garantito (RMG), opportunamente disciplinato.
5. Ma, come sto scrivendo da 4 anni, da quando frequento Internet, per sottrarre i poveri (attuali e potenziali) alla povertà, occorre la casa ad affitto sociale (100-150€ al mese), che rende congruo anche un “reddito minimo garantito” (Rmg) di poche centinaia di € al mese (l’Rmg non potrà essere di 600-700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario, occorre essere realistici perché come si sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, e negli altri Paesi di norma è inferiore a 500€/mese [*]); pertanto all’Rmg va abbinato in-di-spen-sa-bil-men-te un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare) per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo; ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti altri 2,5-5 mld.
 
PS: Alloggi pubblici.
[*] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
 
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Anni 2006 e 2010.
Contributo per persona (€)
Paese Misura
………………………………………………………………..2006…..2011
Germania Sozialhilfe (assistenza sociale)
Arbeitlosengeld II (suss. disocc.) ………………………345 ..…364
Francia Revenu de solidarité active ……………….……441 …..475
Spagna Renta minima ………………………………….349,5….412,7
Regno Unito Income support …………………………..306,8 …742
Employment and Support Allowance ……………..…...328,8 …385,4
Means-Tested Jobseekers Allowance ……………..…..306,8 ....742
Pension Credit-Guarantee Credit …………………...…654,4….785,4
Danimarca Kontanthjælp (assistenza sociale) .…….....1.201 .…1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre, in funzione delle esigenze di vita del richiedente. Nel Regno Unito, l’Income Support può essere integrato con l’aggiunta dei servizi sanitari gratuiti (compreso il dentista), di voucher per l’acquisto di occhiali, di sostegni alla gravidanza e ai costi della mensa scolastica. In Germania, l’integrazione è prevista per i nuclei monogenitoriali, per gravidanze e, una tantum, per nuclei familiari di recente costituzione. In Danimarca, il cui livello di generosità dipende dal grado di copertura dell’erogazione, il contributo comprende, infatti, non solo i mezzi necessari al sostentamento, ma anche quanto è necessario per l’abitazione e per l’attività lavorativa.
Per quanto concerne la tassazione, ci sono paesi nei quali il reddito minimo non è soggetto a tassazione (Francia, Germania e Regno Unito) e quelli nei quali lo è (Spagna e Danimarca). Con alcune differenze: in Spagna il contributo è soggetto a tassazione normale, in Danimarca, invece, sono previste apposite deduzioni (1,74 euro all’ora, per un massimo di 160 ore).
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf


 
Post e articoli collegati:
 
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
Nel post del 22/6 u.s. Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.htmlho scritto:
Ma è [il reddito minimo garantito] un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
- chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
- riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
Ecco un – l'ennesimo - caso emblematico di mala spesa pubblica:
 
LA CONFERENZA STAMPA
Messineo: "La corruzione, un cancro troppo esteso"
Mercoledì 19 Giugno 2013 - 14:00 di MonicaPanzica
Un quadro desolante quello che il procuratore capo di Palermo ha fornito al margine della conferenza stampa sui 17 arresti. "Il sistema Giacchetto ha divorato milioni di euro dei fondi dell'Unione Europea".
PALERMO - "Si tratta di una lunga serie di episodi, tristemente e gravemente monotoni, all'insegna dello sperpero della spesa pubblica. Questo ente di formazione, destinatario di ingenti somme di finanziamenti europei per una somma complessiva di circa novanta milioni, non ha utilizzato queste somme per promuovere sviluppo e occupazione in Sicilia creando un raccordo tra le aziende e il mercato del lavoro, anzi". E' il quadro generale, alquanto desolante, delineato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a margine della conferenza stampa sui diciassette arresti per i fondi della formazione professionale e gli appalti legati ai grandi eventi della Regione Siciliana.
Le indagini hanno dimostrato che i fondi non sono stati mai destinati alla scopo: basti pensare che non è mai stato rilevato un aumento dell'occupazione grazie al Capi, questo ente non ha mai trovato lavoro a nessuno, nemmeno ad una persona. L'unico utilizzo "legale" di quei soldi è quello che riguarda le duecento persone assunte dal Ciapi".
"Per molta parte - ha proseguito Messineo - i fondi sono stati sperperati da parte del soggetto centrale della vicenda, Faustino Giacchetto, che con una serie di espedienti, false fatturazioni, finte negoziazioni immobiliari e fatture gonfiate, ha incassato i fondi che erano stati spesi - solo apparentemente - ma che tornavano al Giacchetto stesso e utilizzate per le proprie spese".
Due le indagini che, nel corso di un biennio, hanno camminato sulla stessa strada per poi intrecciarsi: il project manager Giacchetto è considerato l'uomo chiave. Secondo l'accusa, riusciva a monopolizzare i grandi eventi perché aveva una sorta di "appalto esclusivo all'assessorato al Turismo per l'organizzazione degli eventi", ha affermato Messineo, che ha proseguito: "C'e' stata una cospicua partecipazione di politici e nei confronti di questi soggetti abbiamo individuato forme improprie di finanziamento.
Un vero e proprio cancro - ha precisato il procuratore - che riguarda purtroppo diversi aspetti della politica. In questo caso erano stati messi in segno sistemi molto sofisticati, che si sono snodati tra fatturazioni false, compravendite immobiliari che si fermavano al versamento della caparra da parte dell'ipotetico acquirente e giri di bustarelle. Meccanismi diversi tra loro - ha proseguito Messineo - che permettevano comunque di ottenere affari d'oro.
Il risultato delle indagini è frutto anche della collaborazione dell'Organismo Antifrode di Bruxelles, come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti: "Un lavoro coordinato, che ci ha permesso di andare fino in fondo. Siamo riusciti a fare luce su una serie di aspetti che erano tutti direttamente collegati, che rendono necessari, ora come mai, i controllo sulla spesa pubblica, un settore importantissimo, almeno quanto quello dell'evasione fiscale.
http://livesicilia.it/2013/06/19/la-corruzione-un-cancro-troppo-esteso_336218/
 
 

I ricchi stimolano ad arte battibecchi da cortile


6 febbraio 2013   Un messaggio di forte rassicurazione  Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139869/un_messaggio_di_forte_rassicurazione

Questa in corso è una guerra, che durerà a lungo, con morti e feriti, [1] ed i ricchi, difesi dai loro UTILI IDIOTI (in piccola parte ben retribuiti, anche cattedratici famosi e pieni di sé, [2] la più parte - milioni - gratis) alimentano con i loro potenti megafoni l'ammuina [3] e stimolano ad arte battibecchi da cortile, anzi questi si stimolano da sé, additando nemici pericolosi da emarginare, come Vendola, vera manna per tutti i paranoici. 

Segnalo volentieri (a quelli che sanno leggere):
Se anche Keynes è un estremista di Barbara Spinelli
[…] Quando Vendola dice a Monti che occorrerà accordarsi sul programma, nel caso in cui la sinistra governasse col centro, il presidente del Consiglio alza stupefatto gli occhi e replica: "Ma stiamo scherzando?", quasi un impudente eretico avesse cercato di piazzare il suo Vangelo gnostico nel canone biblico. Anche i difensori di Keynes sono additati al disprezzo: non sanno, costoro, che la guerra l'hanno persa anch'essi, nelle accademie e dappertutto? […]
http://www.repubblica.it/politica/2013/02/06/news/spinelli_keynes-52040796/


In Italia, il 90% delle imposte è pagato da lavoratori dipendenti e pensionati, pur percependo soltanto il 60% del reddito; in USA e negli altri Paesi non so, ma so che Warren Buffett, il 4° uomo più ricco del mondo – lo ha scritto lui – paga (in proporzione) meno imposte della sua segretaria. L’FMI, finanziato dalle imposte di tutti, più o meno nelle proporzioni suddette, prende ordini soltanto dai ricchi, nell’interesse soprattutto dei ricchi (DSK voleva cambiarne le politiche, ma è stato fatto subito fuori; [4] la Lagarde cerca di imitarlo, ma fa solo scena). In USA e in Italia, masochisticamente, decine di milioni di UTILI IDIOTI tifano per i ricchi e talvolta, come con Bush e Berlusconi, gli affidano persino le redini del governo, sperando forse di arricchirsi anch'essi, ma smentiti ogni anno che passa dalle disuguaglianze ricchi-poveri che aumentano.
 
Segnalo volentieri:
Argentina: Cristina Kirchner smentisce i dati falsi diffusi del FMI
POSTED BY CAMBIAILMONDO · 5 FEBBRAIO 2013
di Paolo Manzo (da La Stampa)
http://cambiailmondo.org/2013/02/05/argentina-cristina-kirchner-smentisce-i-dati-falsi-diffusi-del-fmi/

[1] Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html 
[2] Il missionario Mario Monti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765922.html
[3] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
[4] Ricostruzione de L’affaire Dominique Strauss-Kahn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763669.html 

Articoli collegati:
 
Io ho scritto 6 post contro Monti, sulla base dei dati e dei fatti, molto prima che ne parlasse male Scalfari, che è suo amico, ma io ho il vantaggio di essere più giovane e più bravo nel fare 2+2… Segnalo volentieri:

Buffalo Bill, Toro Seduto e l'arbitro al Quirinale di EUGENIO SCALFARI  6 gennaio 2013
http://www.repubblica.it/politica/2013/01/13/news/buffalo_bill_toro_seduto_e_l_arbitro_al_quirinale-50425370/
Perché Monti mi ha deluso di EUGENIO SCALFARI  13 gennaio 2013
[…] Anche tu, caro Mario, sei cambiato. Mi piaci molto per quello che hai fatto e che eri, mi preoccupi per quello che sei ora e riesci perfino a spaventarmi per quello che potresti fare se, non vincendo il piatto, lo vorrai comunque tutto per te.
http://www.repubblica.it/politica/2013/01/06/news/perch_monti_mi_ha_deluso-49977594/




 

Il mondo sottosopra, in Italia

 
   Il mondo sottosopra, capovolto, in Italia (ma non è stato sempre così?). Tutti si preoccupano dei ricchi e dei benestanti, che di riffa o di raffa monopolizzano quasi il dibattito della campagna elettorale in corso.
   Sabato sera, Pierre Carniti, intervistato da Giorgio Zanchini di Radio3 su Machiavelli, ha citato prima il particulare di Guicciardini [1] e poi la tesi di Vito Mancuso: in Italia, manca una religione civile: Il problema, in altri termini, è "religioso", nel senso etimologico del termine religio: in Italia, a differenza degli altri paesi occidentali, manca una religione "civile", capace di legare responsabilmente l'individuo alla società”[2]
   In Italia, secondo la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a 120 mld l’anno; in 10 anni fanno 1.200 mld.
Secondo la Banca d’Italia, il patrimonio immobiliare ammonta a 5.000 mld; secondo l’Agenzia del Territorio, a 6.500 mld. Chissà quanti dei miliardi evasi al fisco, danneggiando gli altri Italiani che pagano le tasse, sono stati e vengono investiti in immobili. Per non parlare dell’economia criminale.
   Poi tutti i proprietari piangono per l’IMU e per la temuta introduzione dell’imposta patrimoniale (sui ricchi!) ed i media gli tengono bordone, trascurando temi centrali come la disoccupazione giovanile e femminile. [3]
   Agli ipergarantisti io proporrei di applicare anche in Italia la normativa fiscale di un Paese garantista come gli USA, incluse ovviamente le severe sanzioni. Penso saranno d'accordo.
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guicciardini  
[2] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/13/r2-la-religione-civile-che-manca.html
[3] La casa al centro, i giovani al margine
di Roberta Carlini
16/01/2013
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-casa-al-centro-i-giovani-al-margine-16403
 
 
Post collegato:
AQQ22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/14/analisi_qualiquantitative22_co.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html

 

Italia-Francia e un editoriale indigesto

 
10 gennaio 2013   Fortuna che c’è Hollande   Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139431/fortuna_che_ce_hollande
link sostituito da:
http://europa.dol.it/dettaglio/139431/fortuna_che_ce_hollande
 


Di questo editoriale, francamente indigesto, la cosa più indigesta è la difesa indiretta dei ricchi egoisti tramite la questione Depardieu.
La Francia e l'Italia non sono comparabili, perché: a) la Francia non ha fatto in 4 anni e mezzo manovre correttive per 330 mld [1] per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, a causa dell'enorme debito pubblico e dello spread e degli obblighi imposti dall’UE e dalla BCE, [2] il cui peso è stato addossato in gran parte sulle spalle dei più deboli e non dei ricchi; b) né ha realizzato una serie di riforme delle pensioni [3] che hanno reso il sistema pensionistico italiano benchmark in UE, capaci di procurare - le ultime tre - risparmi per centinaia di miliardi nei prossimi decenni (22 - pare - solo nel 2012), anche a costo di ridurre senza reddito centinaia di migliaia di persone over 55; c) né deve apprestare ancora (come richiesto anche dalla BCE) un sistema di ammortizzatori sociali adeguati e possibilmente universali, poiché ce li ha già; d) né deve introdurre un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota sui patrimoni oltre una certa soglia, poiché ce l'ha già. [4]
E’, per converso, vero che non dovrà in futuro, per il fiscal compact [5] (se non verrà modificato) ridurre, in ragione di un ventesimo all’anno, il debito pubblico dal 126% al 60%, ma “soltanto” partendo dal 91% circa; avendo però un target di deficit al 3% nel 2013.
Ci sono quindi molte cose da fare in Italia, ma esse – al di là delle gonfiate ad arte richieste esagerate della sinistra – saranno tutte nel segno dell’equità, della giustizia sociale e della redistribuzione del reddito. I più deboli (di cui palesemente non fa parte il direttore Menichini) hanno già dato. Ora tocca ai ricchi, gli unici peraltro ad averli ora, i soldi!

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 

[2] Appunto dopo le lettere della BCE al Governo e del Governo all’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

[3] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti/Fornero, 2011.

[4] Dossier Imposta patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

[5] Cos'è il Fiscal Compact? Ecco le sue regole base
http://www.soldionline.it/infografiche/cos-e-il-fiscal-compact-ecco-le-sue-regole-base 


Post e Articoli collegati:

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html 
 
Queste cose oggi affermate dal presidente dell’Eurogruppo Juncker, io le vado scrivendo da ormai quasi 3 anni, sulla base dei numeri e dei fatti, a partire dal DL 78 del 31.5.2010, la manovra correttiva più scandalosamente iniqua varata dal governo Berlusconi-Tremonti, con l’avallo sostanziale di Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL).
 
Crisi: Juncker, non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli. Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo. ''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
 

Ce n'est qu'un début

15 novembre 2012   Una risposta politica a questa crisi   Stefano Menichini

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138493/una_risposta_politica_a_questa_crisi

 

Temo che l'articolo del direttore Menichini pecchi in parte di miopia e in parte di errore di bersaglio. Di miopia, perché focalizza il discorso su di un ambito troppo limitato, quasi avulso dal contesto: di uno scenario di crisi mondiale, ma soprattutto europea e occidentale in cui va invece collocato. Errore di bersaglio, perché individua nei politici gli esclusivi terminali della domanda di soluzioni alla crisi stessa, che invece deve coinvolgere i potenti ceti sociali che non solo non hanno quasi partecipato, protetti dal governo del miliardario Berlusconi, allo sforzo nazionale di risanamento dei conti pubblici, ma su di essa hanno finora lucrato.

La crisi economica sarà dura e lunga (almeno 15 anni) perché è il prodotto del mutamento planetario in atto. Finora, il risanamento è costato agli Italiani la bellezza di 330 mld, iniquamente addossati in gran parte sulle spalle del ceto medio-basso e persino sui poveri. Gli obblighi derivanti e dal fiscal compact (se non saranno opportunamente addolciti) e dal contributo italiano al salvataggio degli altri Paesi UE esigeranno ulteriori, ingenti sacrifici. Ciò che incredibilmente manca in questo editoriale è il benché minimo accenno alla doverosa partecipazione dei ricchi ai sacrifici, quando persino il prudente borghese Monti ha accennato all'imposta patrimoniale.

Il ceto medio e basso ed i poveri (centinaia di milioni di cittadini italiani ed europei) non hanno più un Euro, altro che “cambio di clima”; ora i politici devono far pagare i ricchi, che con la crisi si sono arricchiti sempre più. Questo e non altro vogliono dire le manifestazioni di ieri in tutta Europa. Detto pacatamente: "Ce n'est qu'un debut".   

 

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