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L’unica e vera rivoluzione sarebbe che i poveri non pagassero per i ricchi


Un mio interlocutore, il povero (nel senso di non ricco) silvestro001, protettore dei ricchi, vuole vincere facile e per convincere se stesso e tutti noi che è giusto non amare la sinistra, sventola il solito spauracchio del comunismo e della rivoluzione ed emette la sua sentenza: “la sinistra ha fallito la sua rivoluzione. Non avete né le idee, né le competenze e né gli uomini per poter fare qualcosa di diverso”. Secondo lui, tutta la sinistra o è comunista e rivoluzionaria o non è. Sembra un alias di Bertinotti vecchia maniera. E’ una tesi, la sua, che porta acqua al gigantesco mulino dei ricchi - nell'ultimo trentennio i ricchi sono diventati sempre più ricchi e la disuguaglianza è aumentata - seminando paura e stravolgendo la realtà, che è questa.

Tranne nel cosiddetto “trentennio glorioso”, i ricchi hanno sempre fregato i poveri, piegando ai loro interessi le leggi. Il padre del liberismo e filosofo morale Adam Smith scriveva nel 1700 che gli imprenditori riuscivano facilmente a coalizzarsi per evitare l'aumento dei salari, mentre ai lavoratori era addirittura vietato per legge.

I padroni, essendo in numero minore, possono coalizzarsi più facilmente; e la legge, del resto, autorizza o almeno non proibisce le loro coalizioni, mentre proibisce quelle degli operai. Non esistono leggi del parlamento contro le coalizioni volte ad abbassare il prezzo del lavoro, mentre ne esistono molte contro le coalizioni volte ad elevarlo”. (Ricchezza delle Nazioni, Libro I, VIII Del salario del lavoro).

Nel dialogo tra il prof. Francesco Daveri e me (cfr. 1 oppure 2), che ha confermato che tra i 60 milioni di Italiani che sono rimasti vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana su chi veramente ha messo le mani nelle loro tasche ci sono - pare - anche tutti i docenti di Economia, abbiamo avuto uno scambio in particolare sulla prima manovra correttiva varata dal governo Berlusconi-Tremonti dopo la crisi della Grecia, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana. Una manovra di 62 mld cumulati addossata sui ceti medio e basso e perfino sui poveri, risparmiando del tutto i ricchi. Riporto un passo della mia lunga replica:

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

Come si vede, dal tempo di Adam Smith non è cambiato nulla: pur essendo il nostro un regime democratico parlamentare, i ricchi, capitanati da un PdC miliardario e da un ministro dell’Economia milionario, dettano legge e, con una legge del parlamento, addossano (quasi) tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sulle spalle dei non ricchi ed esentano se stessi. E, ciliegina sulla torta, riescono a nascondere il misfatto e raccontano che non hanno mai messo le mani nelle tasche degli Italiani. E che la colpa è stata di un altro, di nome Mario Monti. E 60 milioni di allocchi, inclusi i docenti di Economia, se la bevono.

L’unica e vera rivoluzione sarebbe di riuscire a far sì che i poveri non pagassero per i ricchi.



Post collegato:


Ricchi e poveri



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Ricchi e poveri


Carlo Clericetti  26 MAG 2016

Usa, per il 90% reddito fermo da 40 anni


Ricchi e poveri

Si tratta semplicemente della antichissima guerra tra i ricchi e i poveri, ed i ricchi, resisi conto che nel “trentennio d’oro” erano diventati meno ricchi ed i poveri meno poveri, dopo averlo fortemente voluto, pianificato, organizzato ed attuato a partire dalla fine degli anni '70 del secolo scorso, hanno stravinto. Controllando, com'era nei loro piani, in primo luogo l'università e la tv, veicoli principe dell’“indottrinamento” delle élite e della “manipolazione” delle masse.[1]


Neo-liberismo

Università che hanno approntato la base teorica della rivincita del ceto dominante: il neo-liberismo, che è l’ideologia al soldo dei ricchi e dei potenti, una religione[2] fallace[3] propalata dai loro sacerdoti-utili idioti (docenti universitari, maitre à penser e adepti plagiati).

Tale ideologia domina da 30 anni e ne fanno parte tantissimi che occupano posizioni apicali di Istituzioni pubbliche capaci di incidere anche pesantemente sulla vita di centinaia di milioni di persone.
Soltanto il controllo delle Università e dei media e l’ammuina dei non ricchi rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità.
E, soprattutto, la connivenza o almeno la corrività dei rappresentanti politici, socialisti inclusi.


Unione Europea

Anche l’Unione Europea è stata marchiata a fuoco dallo stigma dello stesso peccato originale: tutta la costruzione europea è determinata, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia.

Ma… Contrariamente a quel che sostengono esperti come Barra Caracciolo, che danno un’interpretazione pessimistica e ribaltata, ma poi aggiustano il tiro,[4] a mio avviso gli attuali Trattati europei (TEU e TFUE), vedi in particolare l'art. 3, permetterebbero già ora di concretizzare, in parte, la visione democratica, liberale, solidale, a favore del popolo europeo del Manifesto di Ventotene di Spinelli e NON quella neo-oligarchica, liberista e burocratica dei massoni reazionari Kalergi, Monnet, Schumann. Infatti, “Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei”.[5]


La presa della Bastiglia

Purtroppo, i partiti e gli intellettuali eterodossi si trastullano con gli inutili appelli e non seguono la strada maestra del ricorso alla legge. Le teste pensanti di stampo progressista - massoni e non - ci sono ancora; ed hanno l'appoggio di milioni di individui chini come me sulla tastiera del pc. Mancavano le braccia per dare l’assalto alla Bastiglia. Ora si può sperare che o i Francesi riprendano la Bastiglia e caccino il mediocre e colluso Hollande, che fa da chaperon[6] alla egemone Merkel, o i Sanders e i Corbyn conquistino democraticamente il potere. E portino, non la ghigliottina per i ricchi, ma semplicemente e “rivoluzionariamente” un nuovo trentennio d’oro, con più giustizia sociale, il ripristino dell’aliquota marginale del 92% d’imposta sui redditi (decisa negli anni cinquanta del secolo scorso dal conservatore Eisenhower!), un’imposta patrimoniale sia ordinaria che straordinaria sui ricchi per semplice equità, e la riduzione della finanza – adeguatamente ri-disciplinata[7] - da padrona del mondo al suo ruolo ancillare dell’economia.



[2] La religione neo-liberista


[3] L’economia neoclassica: una pseudoscienza. Una discussione tra Sylos Labini e Boldrin


[4] Helicopter money. Le soluzioni nascoste, ma non troppo, nei "poteri impliciti"

di Quarantotto

01 Maggio 2016


[5] Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei


[6] UE, classifica (personale) dei mediocri


[7] Bill Clinton, il liberista

Pubblicato da keynesblog il 16 maggio 2016



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Piketty, i ricchi si abbuffano e i poveri annaspano

 

Dallo studio recente di Thomas Piketty (Capitale nel XXI secolo, cfr. l’interessante recensione del libro in Quel capitale pericoloso: tutte le formule di Piketty, di Giorgio Gattei [1]), emerge che, a partire dal 1700, l’unico periodo in cui si sia invertito il trend ascendente della concentrazione della ricchezza e del reddito e delle disuguaglianze è stato, nel 1900, quando si sono applicate le teorie di Keynes (deficit spending) [2] e di Beveridge (welfare).[3] Dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica e del comunismo, che fungeva da contraltare e da elemento competitore-dissuasore, il trend si è nuovamente capovolto.

Negli ultimi 30 anni - ripeto: negli ultimi trent’anni! -, infatti, è stata applicata la ricetta mainstream neo-liberista, basata sull’ossimorica “austerità espansiva”, con tutti i guasti che ne sono derivati e che ora sono sotto i nostri occhi: crisi economica (tramutatasi in Italia in depressione economica), aumento della disoccupazione, aumento della concentrazione della ricchezza e del reddito e aumento delle disuguaglianze. In una tale misura e durata, che persino i vessilliferi di tale dottrina nefasta - ad esempio, Alesina e Giavazzi - ora, per salvare la faccia, sono transitati sulla sponda (quasi) keynesiana e chiedono maggiore deficit e un intervento congruo della BCE. [4]

Mentre i ricchi s’abbuffano sempre di più e gongolano, i “poveri”, attoniti se non atterriti, non sanno che pesci prendere e, come al solito, anziché reagire compatti, fanno ammuina (basta leggere i commenti sui giornali per rendersene conto facilmente), per cui, se non si attua – forse per volontà dello Spirito Santo? -  una politica fiscale espansiva, resa possibile da un intervento congruo della BCE, e non si rafforzano gli ammortizzatori sociali finanziandoli con un prelievo forzoso sui ricchi, la situazione già grave è destinata a peggiorare.

Le teorie di Keynes furono applicate, appunto, dopo il 1930, dopo la grande depressione, e quelle di Beveridge dopo la seconda Guerra mondiale. Il che attesta, a mio giudizio, che l’esistenza del comunismo sovietico fu una potente co-determinante, non l’unica. Giocarono un ruolo altrettanto determinante sia un duplice shock bellico mondiale, sia, soprattutto, la presenza di politici di alto livello (in particolare, Franklin Delano Roosevelt,[5] negli USA, e Winston Churchill,[6] in Gran Bretagna). La riprova – e il dramma di oggi - è nell’inadeguatezza di quelli attuali europei, in primo luogo la potentissima cancelliera tedesca Merkel (figlia del pastore protestante Horst Kasner, dal quale forse ha appreso i suoi teutonici furori moralistici, che sicuramente hanno inciso sulla sua personalità),[7] che stanno facendo incancrenire una crisi regalataci generosamente dagli USA nel 2008 e che è esplosa rapidamente in quasi tutta l’UE perché, proprio per volontà della egemone, egoista ed ottusa Germania, non si è posto subito riparo, nel 2010, alla crisi del debito pubblico della Grecia, che aveva appena il 3% del Pil UE, debito finanziato, fino a quel momento, a iosa proprio dalle banche tedesche (oltre che francesi e olandesi), scatenando questo po’ po’ di conseguenze negative a catena.

 
[1] Quel capitale pericoloso: tutte le formule di Piketty
Giorgio Gattei - 29 settembre 2014
http://www.economiaepolitica.it/universita-e-ricerca/quel-capitale-pericoloso-tutte-le-formule-di-piketty/
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes
[3] http://en.wikipedia.org/wiki/William_Beveridge
Quel piano Beveridge che pare scritto oggi
http://temi.repubblica.it/micromega-online/quel-piano-beveridge-che-pare-scritto-oggi/
[4] John Maynard Giavazzi (o quasi)
Pubblicato da keynesblog il 22 agosto 2014
http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701
Italia e Ue: un incrocio favorevole
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
29 agosto 2014
http://www.corriere.it/editoriali/14_agosto_29/italia-ue-incrocio-favorevole-78b0efec-2f3a-11e4-ba33-320a35bea038.shtml
Renzi alla prova della verità: promesse finite il tempo scade
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
12 settembre 2014
http://www.corriere.it/editoriali/14_settembre_12/renzi-prova-verita-promesse-finite-tempo-scade-1247da4c-3a3c-11e4-8035-a6258e36319b.shtml
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt
[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Winston_Churchill
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Angela_Merkel
Più democrazia per più Europa
[…] la seconda, che occorre una maggiore enfasi nel ruolo esercitato in negativo dai protagonisti politici (Merkel, Sarkozy e Barroso, in ambito esterno; Berlusconi e Tremonti, in ambito nazionale) nella gestione di una crisi che per gli effetti è equivalsa ad una guerra con migliaia di morti e feriti. Alla quale se ne potrebbe aggiungere una terza (in parte ventilata nell'articolo): che la Germania, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati. […]
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2812094.html

 
Articoli collegati:

Ho trovato adesso queste sorprendenti - per chi le fa, non per il merito - affermazioni del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, membro del board della BCE. Preluderanno a un cambio di rotta del Consiglio direttivo della BCE? Io ne dubito. 
 
La svolta di Visco: l'Europa ha sbagliato nel 2010, e ora i banchieri centrali pensino al benessere della gente e non ai parametri
di Guido Gentili. Analisi di Alberto Quadrio Curzio e Luigi Zingales  5 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-05/la-svolta-visco-europa-ha-sbagliato-2010-e-ora-banchieri-centrali-pensino-benessere-gente-e-non-parametri-152936.shtml

“Il problema di Bruxelles non è il debito pubblico ma quello delle banche”
Gaël Giraud, economista gesuita, si batte in Francia per separare il credito dalla finanza: in Europa ci sono molte bombe a orologeria
Non esiste un’«economia cattolica», ci dice padre Giraud, esiste un «forum pubblico mondiale nel quale si discutono le opzioni politiche. In questo forum gli economisti hanno un ruolo importante nell’aiutare la ripartizione delle risorse». La voce del quarantenne gesuita Gaël Giraud, che prima di diventare gesuita ha studiato da economista nelle alte scuole parigine (Normale e Polytechnique), ha un suo peso in questo «forum» e – ovviamente – una sua originalità. Non solo per la denuncia del «cin...
CESARE MARTINETTI
08/10/2014
http://www.lastampa.it/2014/10/08/cultura/il-problema-di-bruxelles-non-il-debito-pubblico-ma-quello-delle-banche-kyR0JBN09yh0ube3pKuhxH/premium.html
 
La rivoluzione di Piketty: "Salario minimo e supertasse sugli stipendi dei manager"
di GIULIANO BALESTRERI e RAFFAELE RICCIARDI
08 ottobre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/10/08/news/la_rivoluzione_di_piketty_s_al_salario_minimo_un_tetto_europeo_e_supertasse_per_gli_stipendi_dei_manager_sanzioni_commerc-97663942/ 

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ALLA BOCCONI
L’economista Piketty: l’austerità è stata un disastro ma gli europei hanno molta ricchezza privata
La soluzione «potrebbe venire in parte da una politica fiscale europea comune»
di Francesca Basso
08 ottobre 2014
http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_08/economista-piketty-l-austerita-stata-disastro-ma-europei-hanno-molta-ricchezze-privata-82eeed12-4f18-11e4-b3e6-b91ef8141370.shtml

UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più
8 ottobre 2014
Bortolussi: “Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito”
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0o0m0o0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1a1h1s0k1k1x0l1c1h1r1n1b1b1t1o1Z1s1h1X1t1d

Lagarde: serio rischio recessione nell’area euro, la Bce compri titoli di Stato
9 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/lagarde-serio-rischio-recessione-nell-area-euro-bce-compri-titoli-stato-170734.shtml


Aggiornamento (01/01/2015)

Segnalo molto volentieri questa notizia, poiché la considero un meritatissimo schiaffo morale ad un presidente socialista francese mediocre e amico dei banchieri quale è Hollande.
 
Piketty rifiuta la Legion d'Onore: "Il governo pensi alla crescita"
L'economista autore del best seller Il Capitale nel XXI secolo torna a far parlare di sé con un gesto contro Hollande: "Non penso che sia il ruolo del governo decidere chi sia da onorare". Prima di lui i coniugi Curie e Sartre
01 gennaio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/01/news/piketty_rifiuta_legion_d_onore-104138592/



Rileggere Beveridge 73 anni dopo il suo Rapporto
Michele Colucci  15 dicembre 2015
Michele Colucci ci riporta al dicembre del 1942 quando a Londra venne presentato il Rapporto finale della Commissione sulla riforma delle assicurazioni sociali, presieduta da William Beveridge. Colucci ricostruisce la personalità di Beveridge, ricorda l’enorme successo del suo Rapporto, che ha rappresentato una svolta storica del dibattito sullo Stato sociale e sostiene che esso conserva, pur nel mutato contesto, una perdurante attualità. La sua conclusione è un invito a non limitarsi a citarlo ma a leggerlo o rileggerlo.
http://www.eticaeconomia.it/rileggere-beveridge-73-anni-dopo-il-suo-rapporto/
 
November 26, 1942
Beveridge Report
Social Insurance and Allied Services
Report by Sir William Beveridge
Beveridge outlines his proposals for a new welfare state.
Presented to Parliament by Command of His Majesty November 1942
HMSO CMND 6404
The report is subject to an Open Government Licence.
http://www.sochealth.co.uk/national-health-service/public-health-and-wellbeing/beveridge-report/
 


Gli utili idioti dei ricchi del Corriere della Sera

 
12 dicembre 2012   Davvero Pdl e Pd pari sono al Corriere?  Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139054/davvero_pdl_e_pd_pari_sono_al_corriere 

Non capisco perché il direttore Menichini si meravigli, è quello che fecero col 2° governo Prodi, dal giorno dopo la vittoria. Con la terribile crisi in corso, che sarà dura e lunga, la preoccupazione prioritaria dei ricchi, tipo Montezemolo, è difendere la roba e scaricare il costo dei sacrifici sulla massa. Finora - per i ben 330 mld di manovre correttive – [1] ci sono riusciti; col centrosinistra al governo, finirebbe (in parte più o meno grande: dipende dal peso dei cosiddetti liberali, nel Centro e nel PD) la pacchia. La polarizzazione della ricchezza e la globalizzazione riducono a due, in Occidente, le categorie a confronto per i prossimi decenni (un ritorno ai secoli passati): i ricchi e i poveri.
 
Il professore strabico Panebianco sarà (?) un grande politologo (a me, che sono ignorante, quando lo sento non sembra, perché la sua voce faziosa suona falsa al mio orecchio sincero; come non sembra che lo sia il soporifero Stefano Folli, pagato per scrivere talvolta vere e proprie sciocchezze; lo scrissi anche in un commento sul “Sole 24 ore”, ma me lo censurarono…), ma sicuramente è un, ancora più grande, utile idiota dei ricchi. Assieme al suo direttore, de Bortoli, al quale lo scrissi anche, nella lettera che ho già linkato qui (cfr. http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137290/il_segretario_non_ci_risponde) e che reitero:

 
inviato il 21/9/2012 alle 16:29
Ripeto, non ne so molto, ma mi permetto di osservare che NON siete affatto d’accordo. Il sistema francese, preferito dal PD, da me e da Pietro Bolenares, prevede proprio i collegi uninominali.
SCHEDA SUL SISTEMA ELETTORALE FRANCESE
http://w3.uniroma1.it/ceccanti/schedafrancia.doc
Ps: Il Corriere della Sera ospita sempre gli articoli del “montiano” Pietro Ichino. Organo dei poteri forti, bombardò il 2° governo Prodi dal giorno dopo la vittoria. Ho letto decine di articoli severi. Ha sempre messo zizzania nel PD (ora, dopo il clamoroso fallimento del governo Berlusconi, molto meno). Rammento, al riguardo, l’intervista del direttore De Bortoli alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, in cui accusò il PD di… estremismo, perché voleva allearsi con Vendola e non con Casini. De Bortoli è pagato profumatamente per questo: fare l’utile idiota dei ricchi (glielo ho anche scritto). [*]
[*] Lettera al direttore Ferruccio DeBortoli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697282.html
Egr.Direttore De Bortoli,
Lei, anche stasera a “Ballarò”, ed il “Corriere” e persino giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei sa bene, finora i ricchi l’hanno fatta quasi franca, e i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente.
E’superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.
E’ perciò colpevole, Dott. De Bortoli, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. […]
Pps:
Dimenticavo, Ferruccio De Bortoli mi rispose, molto sinteticamente, e non so perché: “Grazie a lei”.
 
 
Dedicato, in particolare, ai cosiddetti liberali e "montiani" che frequentano questo sito:

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
Utili idioti.
Nel breve carteggio tra Einstein e Freud (v. “Perché la guerra?” Lettera di Albert Einstein a Sigmund Freud e risposta di quest’ultimo http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2595199 ),[il link non è più attivo, v. nota in calce *] Einstein chiede a Freud perché tantissime persone (la maggioranza) arrivano a sostenere politiche di guerra, propugnate da pochi, che vanno a loro danno.
Anch’io me lo chiedo a proposito della politica economica e combatto contro sia la DISINFORMAZIONE di pochi UTILI IDIOTI ben retribuiti (spesso direttori o editorialisti di giornale), sia la scelta autolesionistica di tantissimi UTILI IDIOTI che gratuitamente appoggiano le politiche portate avanti dai governi di destra.
Ammuina.
Se la stragrande maggioranza della popolazione, in piccolissima parte composta da utili idioti ben retribuiti, la più parte gratis, non avesse l’abitudine di dividersi e di fare ammuina, come potrebbe un’esigua (in Italia) o infima (nel mondo) minoranza decidere per tutti e riuscire a “schiavizzare” il resto dell’umanità per continuare ad arricchirsi? [...]
 
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
Riepilogo delle manovre correttive, valori cumulati da inizio legislatura:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
 
 
 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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