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Scuola: valutazione e merito

 
Renzi, riforme, scuola di Danilo Lampis
Il merito che premia il clientelismo
08/05/2015
La buona educazione/Non si garantiscono gli investimenti necessari alivello centrale e si lega tutto alla capacità di ogni singola scuola di rendersi appetibile agli interessi dei privati
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-merito-che-premia-il-clientelismo-29686
 
 
Tutto si può valutare, anche il lavoro degli insegnanti. Dicono che non si fidano dei valutatori, in particolare se si tratti del dirigente d’Istituto, poiché non sarebbe all’altezza e sarebbe influenzato da fattori diciamo familistici e troppo discrezionali, generalizzando ed estremizzando casi sicuramente presenti, ma che, per evitare il circolo vizioso del cane che si morde la coda, andrebbero risolti sottoponendo anche i dirigenti ad una selezione severa.

E' che in Italia, Paese cattolico, mammone e a-meritocratico, siamo in generale refrattari al controllo e a premiare il merito e tiriamo fuori un sacco di scuse quando dobbiamo essere oggetto del primo o riconoscere anche economicamente il secondo. 

Gli insegnanti di scuola, che hanno per mestiere il compito di giudicare, sono particolarmente refrattari ad essere valutati, il che, secondo me, la dice lunga sul livello qualitativo e di autostima degli insegnanti stessi. Rendendo la scuola - che è, dopo la famiglia, la fucina culturale in senso antropologico più importante - un fattore potente di conservazione dell’intera società. Trovo, pertanto, che la loro sia una posizione inaccettabile e dannosa, non soltanto per la scuola, ma per tutto il Paese.

 

 
Appendice
 
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Cervello Pensante Per iniziare propongo che i dirigenti siano valutati e scelti dai collegi dei docenti! Così tanto per rovesciare la retorica falsa della valutazione.
 
L'ho scritto, ogni scusa è buona per evitare di essere valutati. E' indizio di problemi col principio di autorità, cioè del rapporto col padre. Infatti, la scuola italiana è piena di donne e strapiena di mammoni. Come le famiglie degli scolari. PS: mi permetto di suggerirti di cambiare nickname: è un altro brutto indizio...
 
 
Post collegato:
 
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
 

**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/scuola-valutazione-e-merito.html
  


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permalink | inviato da magnagrecia il 8/5/2015 alle 19:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Scuola, Svizzera vs Italia

 

Ieri, Superquark [1] ha mostrato il caso della Svizzera, dove, quando dai test PISA [2] si sono accorti nel 2000 che il 20% degli alunni ha mostrato un rendimento insoddisfacente (e si erano classificati settimi), hanno ritenuto che fosse un dato inaccettabile e che si dovesse intervenire aiutando le famiglie meno abbienti ed hanno perciò deciso di potenziare la scuola primaria, periodo in cui il cervello del bambino assorbe più facilmente ciò che gli si insegna e si pongono le fondamenta dello sviluppo intellettivo, anticipandone l’inizio a 4 anni.

In Italia, si afferma nel servizio, classificatasi 24esima, hanno fatto, nel 2000, la stessa constatazione, ma non è successo nulla.

E qualcuno, per soprammercato,  ora dopo i test INVALSI [3] propugna classi differenziate per i bravi. 

E invece è semplice come fare 2+2 e lo scrivo da anni. Poiché le differenze – che appaiono strutturali - dei risultati tra l'Italia e gli altri Paesi OCSE e tra le Regioni, in particolare tra quelle del Centro-Nord e quelle del Sud, attestate dai test INVALSI sono determinate dal divario culturale tra le famiglie di origine degli alunni, è qui che occorre intervenire, attraverso un progetto educativo a domicilio [4] destinato alle mamme in gravidanza (ed ai padri) e nei primi 3 anni di vita dei bambini, periodo cruciale per lo sviluppo delle sinapsi. In subordine (è una proposta subordinata sia perché ovviamente i genitori sono esclusi, sia perché si comincia dai 3 mesi e non dalla gravidanza coinvolgendo la madre, sia perché si paga una retta epperciò privilegia le famiglie più abbienti), si deve potenziare la rete di asili nido. [5]

 
[1] http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-07-10&ch=1&v=388492&vd=2014-07-10&vc=1
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Programma_per_la_valutazione_internazionale_dell'allievo
[3 ] http://it.wikipedia.org/wiki/Test_INVALSI
[] N. 4 post sull’educazione:
Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
[5] Genitori e figli, il nido serve a tutti
Permette a mamme e papà di lavorare e in più ha un dimostrato effetto positivo sul futuro rendimento scolastico dei figli. Eppure, il numero di posti a disposizione è tra i più bassi d'Europa, e di politiche per l'infanzia neanche l'ombra.
02/07/2014
Simona Suardi
http://www.ingenere.it/articoli/genitori-e-figli-il-nido-serve-tutti
 

Articolo collegato:
 
VALUTAZIONE DELLE SCUOLE
Invalsi, il Sud migliora ma ancora troppi «aiutini» dei prof agli allievi
In matematica, i tecnici del Nordest uguali ai licei del resto d’Italia. Si riduce la forbice Nord-Sud alle elementari
di Valentina Santarpia
10 luglio 2014
http://www.corriere.it/scuola/medie/14_luglio_10/invalsi-buco-nero-professionali-ef0c2650-080e-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml

 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 11/7/2014 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Illuminiamo il futuro dei bambini

 

Illuminiamo il futuro dei bambini
Daniela Del Boca
13.05.2014
http://www.lavoce.info/poverta-educativa-bambini-in-italia-save-the-children /

 

Il premier Renzi, in più occasioni, ha parlato di necessità di un cambiamento culturale del popolo italiano e di un patto educativo tra le famiglie e la scuola; ha detto anche che dovrebbe essere quest’ultima a costituire il braccio operativo di questo progetto.

Io invece penso – l’ho già scritto più volte [*] poiché l’educazione, a mio avviso, è la principale variabile, assieme alla riforma della Pubblica Amministrazione, per il progresso sociale ed economico dell’Italia – che il luogo più consono ad una rivoluzione culturale sia la famiglia, ed il protagonista principale la madre.

Riporto, qui di seguito, i concetti salienti che ho illustrato nei miei post.

 

QUALE EDUCAZIONE? A CHI? E QUANDO? 

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione: il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; ilsecondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione “educazione”.

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: “molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce un carattere forte, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro”;

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere – solo col dialogo - una leggera “depressione” post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta (che ho inviato l’anno scorso anche a “Save the Children”) è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore,laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone”fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNA DISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile. Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

 

[*] Post principali sull’educazione:
 
Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
Questione femminile,questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/6/2014 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/53

 
Quale ritorno? Si tratta di iniziative sporadiche che, vista l’importanza per la salute mentale e lo sviluppo intellettuale, andrebbero sostituite, in primo luogo, da una sensibilizzazione sistematica dei genitori e, in secondo luogo, da un’inclusione dell'istruzione sessuale nelle materie obbligatorie, addestrando preliminarmente e adeguatamente gli insegnanti (cfr. post/1-4, 6 e 8).
 
SCUOLA
11/10/2012 - CATALOGO CE.SE.DI.
Il ritorno dell’educazione sessuale
Descrizione: http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2012/10/11/Cronaca/Foto/RitagliWeb/2WOE13P86036--330x185.jpg
L’affettività negli adolescenti
I percorsi che il Ce. Se. Di. attiva quest’anno su sessualità e affettività rispondono a una esigenza degli studenti segnalata dalle scuole
+  Visita il canale SCUOLA
 
 
Oltre 200 attività proposte dalla Provincia alle scuole superiori per integrare l’offerta formativa
Tra i corsi per insegnanti, anche quello per imparare a gestire segnalazioni di maltrattamenti
MARIA TERESA MARTINENGO
TORINO
Spazia dall’educazione alla sessualità - di cui da anni a scuola non si parla più seriamente - al cibo come piacere e benessere, dai laboratori sulla Costituzione alla matematica in funzione anti-gioco d’azzardo, dagli stages ambientali di Pracatinat ai percorsi sul razzismo e il bullismo via peer education, dalla storia delle religioni e del libero pensiero alla riflessione sulla bioetica. E sono solo esempi. Il nuovo catalogo del Ce.Se.Di. (Centro Servizi Didattici della Provincia) - in esclusiva versione on line - propone quest’anno oltre 200 attività tra le quali le scuole superiori possono scegliere per integrare la loro offerta formativa. Il volume immateriale è stato presentato ieri dall’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio nella sede del Centro, in via Gaudenzio Ferrari. 
 
Il «miracolo»  
D’Ottavio ha ricordato che «molte attività che le scuole propongono sono contenute nel catalogo. Quest’anno, con la continua riduzione delle risorse, abbiamo temuto di non potercela fare a mantenere il progetto. È stato quando abbiamo detto alle scuole che il taglio dell’erba d’ora in avanti sarebbe toccato a loro. Invece ce l’abbiamo fatta».Ancora: «Per noi contano i dati delle adesioni alle attività 2011/2012. Sono arrivate domande per 40.000 studenti e di formazione da 960 insegnanti. L’incremento, rispetto all’anno precedente, è stato del 60% per le attività destinate agli studenti e del 53% per la formazione dei docenti. Si tratta di dati rilevanti se letti alla luce del difficile periodo che tutti stiamo vivendo e che pesantemente ha investito anche la scuola, con tagli di risorse, personale e spazi. Segno di quanto le scuole abbiano bisogno di supporto».  
 
Le novità  
Tra le tantissime proposte del catalogo, quest’anno ci sono delle new entry nate dalle esigenze segnalate dagli stessi studenti attraverso le scuole con un’ampia ammissione di «ignoranza»: in particolare, percorsi sulla sessualità consapevole e l’affettività. «Sono quattro i filoni proposti - spiega Emanuela Celeghin del Ce.Se.Di. -, tradizionali incontri con i medici sull’educazione sessuale, il progetto che vede insieme ginecologa e psicologa, un altro intitolato “Relazioni pericolose” che accompagna i ragazzi ad apprendere l’uso dei consultori delle Asl e a riflettere sulla malintesa “libertà”. Un quarto programma, destinato ai docenti, è di formazione per gestire le segnalazioni di maltrattamenti». 
 
L’ora alternativa  
Del catalogo fa parte per il secondo anno un progetto avviato nel 2011 da «Benvenuti in Italia» con la Consulta per la laicità delle istituzioni, il Corso di storia delle religioni e del libero pensiero. Di particolare attualità da quando il ministro Profumo ha auspicato l’introduzione di questa disciplina nelle scuole, è stato adottato lo scorso anno in 5 scuole superiori, dove ha ottenuto grandi consensi: i licei classici Alfieri e Cavour, gli scientifici Darwin e Gobetti, il Polo Chimico Gobetti Marchesini-Casale. Trentadue classi per un totale di 116 studenti che non si avvalevano dell’ora di religione. «Abbiamo cercato di creare una serie di percorsi tematici sui quali costruire le lezioni - spiega Mariachiara Giorda -, in modo da essere di supporto ai docenti nominati per queste ore». Docenti che, tra l’altro, poche scuole nominano. «Abbiamo cominciato con un test di ingresso per sondare le conoscenze degli alunni e proseguito con un ciclo di lezioni di introduzione alla storia e alla geografia delle religioni lavorando con particolare attenzione sulla terminologia. Il percorso comune si è concentrato su alcuni grandi temi».  
 
Alla Sinagoga e in Moschea  
Tra questi: il pluralismo contemporaneo, le feste, i fondamentalismi. «Un lungo ciclo di incontri è stato dedicato - dice Giorda - ai luoghi religiosi torinesi, gli studenti sono andati in visita presso la Sinagoga, il Tempio Valdese e la Sala di preghiera musulmana di via Saluzzo 18. Le lezioni successive sono state dedicate all’approfondimento di quanto appreso durante la visita guidata». 
 
Il ritorno dell’educazione sessuale
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html 
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html 
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html 
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html 
post/5-card. Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html 
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html 
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html 
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html 
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html 
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html 
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html 
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html 
post/13-Test: Equilibrismi d'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html 
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html 
post/15-Quando l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html 
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html 
post/17-Gay ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html 
post/18-Sette regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html 
post/19-L’amore è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html 
post/20-Mieccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html 
post/21-Cosa non fare dopo una serata di passione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630733.html 
post/22-Sesso, crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html 
post/23-Sesso, chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html 
post/24-Ricerca: ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html 
post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html 
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html 
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html 
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html 
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html 
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html 
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html 
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html 
post/33-Sesso: ‘flop’per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html 
post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html 
post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
post/36-Sesso: 1italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html 
post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perchétraditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html 
post/38-Divisi anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html 
post/39-Erezionedifficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html
post/40-Kamasutra per il punto G
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769002.html 
Post/41-Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769346.html 
Post/42-Cassazione: 'hot line' casalingo? Nessun reato. In allegato il testo della sentenza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769819.html 
Post/43-Pistacchi: il frutto dell’Amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771010.html 
Post/44- Le più grandi stranezze sessuali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771479.html 
Post/45- L’attrazione sessuale si rivela con uno… sbadiglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771527.html 
Post/46- Sesso: lo studio, coppie 'rumorose' piu' felici sotto le lenzuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771834.html 
Post/47- Le dimensioni? A letto contano eccome...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771993.html 
Post/48-I 2 chiodi fissi dell'uomo (oltre al sesso)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772356.html 
Post/49- Sesso: guai a letto se lei guadagna piu', lui spinto verso Viagra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772551.html 
Post/50- Sesso: problemi sotto le lenzuola per lui, solo 1 su 4 chiede aiuto al medico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772898.html 
Post/51- Donne e sesso: gli studi sono realmente scientifici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2773033.html 
Post/52- Ecco l’identikit del maschio europeo in crisi con il sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774274.html
 
 

Le proposte del Partito Democratico/4 - Scuola


LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/4

 

SCUOLA

 

Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni.

Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.

 

Dare certezza di risorse alle scuole per innovare la didattica.

Ogni scuola deve poter contare su risorse umane e finanziarie certe per un triennio. Per assicurare continuità e innovare la didattica: assegnare un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (disabilità, autismo, dislessia, discalculia). Questo sistema comporta molti vantaggi a parità di spesa:

·        il superamento del precariato scolastico;

·        la programmazione certa dei fabbisogni di insegnanti e conseguente piano di reclutamento;

·        la piena autonomia delle scuole nell’organizzazione della didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze.

 

Scuola primaria.

Vogliamo l’estensione a tutto il Paese del tempo pieno e del modulo a 30 ore con le compresenze. È dimostrato che questi modelli educativi garantiscono più alti livelli di apprendimento.

 

Definitiva attuazione del Titolo V.

Gli uffici scolastici regionali, trasferiti dal ministero alle Regioni, alle quali spetta di definire il dimensionamento e il numero delle autonomie scolastiche, la distribuzione nel territorio delle scuole, le specializzazioni nella scuola superiore. Passare dai livelli essenziali delle prestazioni (Lep) ai livelli essenziali degli apprendimenti e delle competenze (Leac), per garantire l’unitarietà dell’ordinamento dell’istruzione: un ragioniere di Torino deve avere le stesse competenze di uno di Trapani, competenze utili a raggiungere gli obiettivi di Lisbona e gli standard internazionali.

 

Formare e reclutare gli insegnanti di domani.

Serve una terapia d’urgenza per il precariato, immettendo in ruolo a tempo indeterminato coloro che oggi lavorano con incarichi annuali. Non costa molto di più allo Stato e assicura qualità alla scuola. Il personale scolastico deve restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica. No alla chiamata diretta. Introdurre la formazione in servizio obbligatoria e certificata.

 

Lotta alla dispersione.

Il tasso più alto di dispersione scolastica si ha tra gli 11 e i 16 anni. Servono quindi dei raccordi tra medie e biennio delle superiori che vogliamo unitario, per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli.
Obbligo di istruzione a 16 anni. Realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti (ad oggi ne abbiamo 11 su 20 Regioni).

 

Investire sull’istruzione tecnica e professionale di qualità.

Armonizzare il sistema dell’istruzione, di competenza dello Stato, con quello della formazione professionale, di competenza delle Regioni. Il divario territoriale è una delle criticità più rilevanti, da affrontare con:

·        la fissazione dei Livelli essenziali di apprendimento e competenze;

·        la legge sull’apprendimento permanente;

·        il riconoscimento, la validazione, la certificazione pubblica dei crediti e delle competenze e l’accreditamento delle strutture formative.

 

Piano straordinario per l’edilizia scolastica.

Due scuole su tre non sono a norma di legge. In Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia e il 92% dell’Inghilterra. Le risorse stanziate, anche dall’ultimo governo di centro sinistra, spesso non possono essere spese dagli enti locali, per i vincoli imposti dal “patto di stabilità” interno. Chiediamo per questo che dal patto vengano escluse le spese per l’edilizia scolastica.


_____________________________________________________________________

 

Il diritto alla scuola d’infanzia, la continuità didattica, scuole efficienti, funzionanti e sicure, istruzione tecnica e professionale di qualità, lotta alla dispersione. _____________________________________________________________________

 

http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm#

 

“Lo scopo principale della vita da cui dipendeva ogni felicità” (Lev Tolstoj, Anna Karenina).

 

Ciascuno di noi è il prodotto di 2 fattori: i geni e l’educazione: il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; il secondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione “educazione”.

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi 3 ambiti, che sono complementari ed uno la necessaria premessa dell’altro.

 

Famiglia

L’educazione deve partire dalla gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli. E’ questa la fascia d’età critica; infatti, è in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi, che legano i neuroni, ma esse si fissano a condizione che vengano utilizzate/stimolate dall’educazione.

La soluzione per crescere individui intelligenti e forti: in famiglia (in senso lato) e poi a scuola, è tenendo insieme la dimensione affettiva (amore) con la dimensione etico-normativa (regole): la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli e con l’idiosincrasia alle valutazioni ed ai controlli.

(Cfr., al riguardo, gli studi sulla resilienza, che hanno riguardato i bambini reduci dai campi di sterminio nazisti e, nonostante questo, diventati uomini e donne di successo).

Occorre seguire – in una sana logica di benchmarking – i dettami del migliore, più innovativo, più efficace e meno costoso metodo, quello finlandese (cfr., tra l’altro, l’illuminante articolo del prof. Massimo Ammaniti su “la Repubblica” del26.7.2007 “Bambini, prendiamo esempio dalla Finlandia” http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/26/bambini-prendiamo-esempio-dalla-finlandia.html ); occorre implementare un metodo simile, capace più e meglio degli altri di affrontare, in un’ottica di prevenzione, oltre al rischio – quantificabile nel 20% circa dei casi – di fenomeni di depressione della madre e di problemi altrettanto seri, di vario genere, riguardanti i piccoli figli, e l’inconsapevole e meccanico “trasferimento” – a causa della coazione a ripetere che perpetua una “catena”, che va quindi spezzata in tempo – dalla madre al figlio – ed ancor più alla figlia – di comportamenti inconsapevolmente dannosi e pregiudizievoli allo sviluppo affettivo normale del figlio, origine di futuri problemi, di aiutare i genitori nell’opera difficile dell’educazione dei figli. (Cfr. Progetto educativo).

 

Scuola

E’ necessario: il riequilibrio del rapporto numerico docenti uomini-donne; il miglioramento delle performance didattiche, segnatamente in matematica; l’incremento delle iscrizioni alle Facoltà scientifiche e del numero dei laureati – assoluto e relativo – nelle stesse; l’immissione nel circuito educativo di tonnellate, vagoni, bastimenti di logica e di sano pragmatismo (vogliamo o no avvicinarci ai paesi più evoluti): logica greca e pragmatismo anglosassone, per dare nuova linfa all’albero bimillenario della nostra civiltà, per farci dire, con il grande imperatore romano Adriano: “[…] tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso ch’era stato necessario il rigore un pò austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’animo, in realtà.” (Margherite Yourcenar, Memorie di Adriano);

 

Organismi socio-culturali

Essi devono divulgare modelli maschili e femminili positivi, esempi di passione civile e civiche virtù; avere attenzione particolare ai concreti processi educativi riguardanti le donne (“Chi educa un bambino educa un uomo, chi educa una bambina educa una famiglia”), per misurarne le ricadute pratiche, anche quelle di ordine sociale; diffondere e promuovere assiduamente concetti-guida quali “Io, italiano (in particolare meridionale), non sono un padreterno, quindi perfetto: posso migliorare”, o anche “La lamentela è peccato”, ed insegnamenti culturali favorenti il senso civico, l’etica della responsabilità, la propensione al rischio, la partecipazione.


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Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo

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L’istruzione è alleanza famiglia-scuola

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Progetto educativo

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InGenere   -   I nidi fanno bene a genitori e figli

di Daniela Del Boca, Silvia Pasqua, Chiara Pronzato  15/12/2011 

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Test di valutazione.

Io ho lavorato per 25 anni nell’ambito del controllo economico di una grossa impresa,con capitale a maggioranza pubblico. Poiché era ricca e guadagnava molto e vi comandavano al suo interno quelli della produzione, che dovevano essere i controllati, il controllo era molto lasco, edulcorato. Poiché allora ero molto ingenuo, io invece lo esercitavo con imparzialità, rigore e severità. Mal me ne incolse.

Ho fatto questa premessa per dire che conosco bene il problema. Nessuno ama il controllo; in Italia è particolarmente mal sopportato.

Ma la valutazione ed il controllo dei risultati sono consustanziali alla valutazione del merito. In Italia, si fa fatica ad affermare questo principio. per ragioni storiche e culturali.

Il nostro è un popolo antico, cinico, a-meritocratico e mammone.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico - e conservatore - sono, da una parte, mamma-Chiesa - oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) e, dall’altra, la donna-mamma,soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, soprattutto al Sud, vige il matriarcato. Ora la donna ha preso in mano anche le redini della scuola.

Poi ci si meraviglia che il mammone Silvio Berlusconi sia refrattario alle regole ed ai controlli…

La soluzione è nell’educazione, prima in famiglia (in senso lato) e poi a scuola, che devono svolgerla - ribadisco - tenendo insieme la dimensione affettiva (amore) con la  dimensione etico-normativa (regole): la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli e con l’idiosincrasia alle valutazioni ed ai controlli.

 

Test Invalsi: potrebbero essere un' occasione?

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2640798

Gli insegnanti rifiutano l’autovalutazione, e i premi, della Gelmini

http://francescorocchi.splinder.com/post/23831288/gli-insegnanti-rifiutano-lautovalutazione-e-i-premi-della-gelmini-teachers-reject-gelminis-selfevaluation-system

VALUTAZIONE E MISURAZIONE NELLA SCUOLA: FACCIAMO COME IN GRAN BRETAGNA

SE L’ESAME NON SERVE NE’ AGLI STUDENTI, NE’ AGLI INSEGNANTI, NE’ ALLO STATO CHE VUOL VALUTARE GLI UNI E GLI ALTRI

Articolo di Andrea Ichino pubblicato su Il Sole 24 Ore del 23 luglio

http://www.pietroichino.it/?p=290

IL MERITO NON SALE IN CATTEDRA

IL RIFIUTO DELLA MAGGIOR PARTE DELLE SCUOLE TORINESI NEICONFRONTI DELLA SPERIMENTAZIONE IN MATERIA DI VALUTAZIONE E INCENTIVOALL’EFFICIENZA SOLLECITA A UNA MIGLIORE COMUNICAZIONE POLITICA SU QUESTOTERRENO

Editoriale di Andrea Ichino, pubblicato su il Sole 24 ore il 12 gennaio 2011. In argomento leggi anche l’articolo pubblicato su TheEconomist, il 6gennaio 2011

“Sono poche le scuole che hanno accettato di ospitare le due sperimentazioni Ministeriali finalizzate a disegnare un sistema di valutazione e di riconoscimento del merito nel mondo dell’istruzione. Eppure, numerose indagini dicono che almeno 2 insegnanti su 3 vorrebbero essere valutati e vorrebbero vedere riconosciuti i meriti individuali. (…).”.

http://www.pietroichino.it/?p=12155

IL METODO SPERIMENTALE AL SERVIZIO DELLA SCUOLA PUBBLICA

PERCHE’ E’ GIUSTA LA SCELTA COMPIUTA DALLA MINISTRA GELMINI DI SOTTOPORRE A ESPERIMENTO LE DUE ALTERNATIVE IN MATERIA DI VALUTAZIONE E INCENTIVAZIONE NEL SETTORE DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA: QUELLA RIFERITA ALL’ISTITUTO SCOLASTICO E QUELLA RIFERITA AL SINGOLO DOCENTE

Editoriale di Andrea Ichino, pubblicato sul Sole 24 Ore del 20 novembre 2010

http://www.pietroichino.it/?p=11297

BACHELET: NON SI SPERIMENTA IN UNASCUOLA DA TERZO MONDO

IL RIFIUTO DELLA SPERIMENTAZIONE DA PARTE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI TORINESI E’ GIUSTIFICATO, NEL CONTESTO DETERMINATO DALLE SCELTE DI QUESTO GOVERNO – SONO NECESSARI PROGRESSI NON EFFIMERI IN DIREZIONE DI UNA SCUOLA DI LIVELLO EUROPEO - IL DIBATTITO POLITICO DEVE PRECEDERE QUELLO TECNICO

Articolo di Giovanni Bachelet, pubblicato sul Sole 24 ore il 18 gennaio 2011, in risposta all’articolo di Andrea Ichino, pubblicato sul Sole 24 Ore il 6 gennaio 2011. Segue una breve risposta dello stesso Andrea Ichino.

http://www.pietroichino.it/?p=12256

SULL’ANAGRAFE SCOLASTICA HA RAGIONE LA MINISTRA GELMINI

COME DIMOSTRANO LE MIGLIORI ESPERIENZE STRANIERE, LA DISPONIBILITA’ DI DATI SULL’INTERA CARRIERA SCOLASTICA DI CIASCUNO STUDENTE E’PREZIOSA NON SOLTANTO PER L’ORGANIZZAZIONE STESSA DEL SERVIZIO SCOLASTICO, MA ANCHE PER LA SUA VALUTAZIONE E PER LA RICERCA SCIENTIFICA – VIETARLA IN NOME DELLA TUTELA DELLA PRIVACY  E’ UN ERRORE GRAVE DI VERO E PROPRIO OSCURANTISMO, CHE SI RITORCE CONTRO GLI STUDENTI STESSI CHE SI VOGLIONO PROTEGGERE

Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Sole 24 Ore del 21 settembre 2010 – Segue la replica della Responsabile per la Scuola del PD, Francesca Puglisi, pubblicata sullo stesso quotidiano il 25 settembre

http://www.pietroichino.it/?p=10089

CHI HA PAURA DI DARE UN VOTO AI PROFESSORI

si fida della sua correttezza e imparzialità. Le sperimentazioni ministeriali sulla valutazione, che gli insegnanti hanno platealmente rifiutato, puntavano, senza pregiudizi, a verificare nel concreto l’utilità delle informazioni fornite dai test standardizzati, da ispettori esterni, oppure dalla percezione dei “pari” e dell’utenza all’interno di ciascuna scuola riguardo alla reputazione e…

http://www.pietroichino.it/?p=13233

LA GINNASTICA STATALE COSTA TROPPO

LO STATO OGGI SPENDE 233 EURO ALL’ANNO PER CIASCUNO STUDENTE PER UN INSEGNAMENTO DI EDUCAZIONE FISICA DI CONTENUTO MEDIAMENTE INFIMO: STANTE L’ASSENZA IN QUESTA MATERIA DI IMPLICAZIONI IDEOLOGICHE, NON SAREBBE MEGLIO DISTRIBUIRE UN VOUCHER DI PARI IMPORTO, CHE CONSENTISSE A CIASCUN INTERESSATO DI SCEGLIERSI IL SERVIZIO MIGLIORE, SIA ESSO OFFERTO DALLA SCUOLA PUBBLICA O DA PALESTRE PRIVATE?

Articolo di Andrea Ichino, pubblicato sul Sole 24 Ore il 25 luglio – Segue la replica dello stesso Autore alle numerose lettere pervenute al quotidiano –

http://www.pietroichino.it/?p=9482

A CHI CONVIENE BARARE AI TEST INVALSI? *

di Paolo Sestito 05.06.2012

Le prove Invalsi su base universale servono in primo luogo a dare a tutte le singole scuole uno specchio sulla propria specifica situazione. Ecco perché chi "imbroglia" fa del male innanzitutto a se stesso. Quest'anno l'Istituto non restituirà le prove nelle situazioni dove i dati non risultino affidabili e cercherà di migliorare la conduzione e i controlli sull'espletamento delle prove. Ma più che in un'attività di repressione, l'Invalsi si impegnerà a favorire una maggiore informazione e un più trasparente dibattito sul contenuto e sulle finalità del test.

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003106.html

ECCO PERCHÉ C'È CHI BARA NEI TEST INVALSI

di Gerard Ferrer Esteban 19.06.2012

Le prove Invalsi sono in alcune aree inaffidabili perché i risultati derivano da comportamenti scorretti. Se nella scuola primaria sono spesso gli insegnanti a dare una mano ai loro allievi, alle medie sono gli studenti che cercano di copiare le risposte dai loro compagni. In entrambi i casi si tratta di fenomeni di compensazione. Si bara di più nelle scuole con una situazione meno privilegiata o dove si registrano più difficoltà nell'apprendimento della disciplina. Una soluzione potrebbe essere quella di adottare un modello di valutazione basato sul progresso cognitivo.

http://t.contactlab.it/c/1000009/3214/37554489/26733

INVALSI SENZA BARARE

di Marco Bertoni , Giorgio Brunello e Lorenzo Rocco 25.05.2012

I test Invalsi sono un momento imprescindibile nella valutazione dell'istruzione in Italia. Ma uno studio mostra che nelle scuole dove era prevista la presenza di un osservatore esterno il tasso medio di risposte esatte si riduce. Non solo nella classe monitorata, ma in tutta la scuola. Accade in particolare al Sud. Le spiegazioni possono essere diverse, ma in quelle classi è anche meno probabile che molti studenti diano risposte simili, come invece avviene spesso in presenza di comportamenti scorretti. È un effetto di cui tener conto nel valutare i risultati.

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003088.html

COME SI VALUTERANNO LE SCUOLE 

a cura di  Sheila Bombardi  14.09.2012

Varato dal Consiglio dei ministri il regolamento sul sistema nazionale di valutazione per istruzione e formazione. L'obiettivo dichiarato è il miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti. Il processo di valutazione si focalizza sull'istituto,sui risultati finali misurabili, sul Pof e sulla sua organizzazione, facendo leva sui principi di responsabilità dell’autonomia. Nessuna relazione con il profilo professionale dei docenti o con la loro produttività. L'iter di approvazione del Dpr è però ancora lungo.

http://t.contactlab.it/c/1000009/3260/39000030/27887







COME SI VALUTERANNO LE SCUOLE

a cura di  Sheila Bombardi  14.09.2012

Varato dal Consiglio dei ministri ilregolamento sul sistema nazionale di valutazione per istruzione e formazione.L'obiettivo dichiarato è il miglioramento della qualità dell'offerta formativae degli apprendimenti. Il processo di valutazione si focalizza sull'istituto,sui risultati finali misurabili, sul Pof e sulla sua organizzazione, facendoleva sui principi di responsabilità dell’autonomia. Nessuna relazione con ilprofilo professionale dei docenti o con la loro produttività. L'iter diapprovazione del Dpr è però ancora lungo.

http://t.contactlab.it/c/1000009/3260/39000030/27887 

 

 

Post precedenti:

Le proposte del Partito Democratico/1 - Lavoro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html

Le proposte del Partito Democratico/2 – Famiglia e Politiche sociali

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html

Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760711.html

 

 


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permalink | inviato da magnagrecia il 14/11/2012 alle 0:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il ruolo dell’educazione (in famiglia e a scuola) nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo


Riporto un breve dialogo, intercorso ieri in un sito di Facebook, tra Pascal M. e me.


Pascal M. Ieri si parlava di politica, di antipolitica, di parole che convincono o che manipolano, di come bucare il rumore mediatico con un messaggio incisivo, di impatto, quale che sia il contenuto.
A me l'unico messaggio che piacerebbe sentire da un partito che si voglia dire politico oggi è: 'cogito, ergo sum', perché mi pare che sia il pensiero a dare consistenza alle cose e alle azioni, senza pensiero c'è solo agitazione e bricolage ideologico.
E così non si dovrebbe 'fare' e dire politica senza pensiero, eppure la politica spensierata o, quella dei migliori, impensierita oggi è la prassi, ma una politica e una classe dirigente pensante oggi non c'è o non si vede. 
Ogni giorno una scoperta nuova: l'Italia è il fanalino di coda nella produttività. Ma va, ma davvero, ma come? Lavoriamo poco. No lavoriamo tanto e male. Produrre cosa? Produrre cose per poi non venderle? Piccolo è bello! No, piccolo è brutto! E' la crisi, bellezza! Sì, ma noi stiamo peggio di tutti. Le macchine non vendono in tutto il mondo, Marchionne è stato costretto ad agire da manager carogna! Non è vero: in Germania il mercato dell'auto è florido e gode di ottima salute! Perché lì c'hanno la concertazione e un sindacato illuminato, qui c'abbiamo i Landini (pfui, pfui, pfui)! e via all'infinito.
Domenica a 'A come arte' parlando della biennale di Venezia dedicata all'architettura, ho sentito dire, in base ad argomentazioni che riguardavano non solo l'architettura ma la società nel suo complesso, che in Italia bisognerebbe ripartire da Olivetti. La cosa mi ha fatto piacere, ma Adriano Olivetti è morto nel 1960, cinquantadue anni fa. Nel frattempo chi e cosa c'è stato in Italia? Non deve essere un caso però se intellettuali che si sono formati all'Olivetti oggi, a rileggerli o a leggerli, sembrano esprimere un pensiero attualissimo o che, purtroppo, è ancora attuale. Gallino nato sobrio riformista oggi sempra essere addirittura un incendiario. Come mai?
A me pare che ci sono problemi antichi a cui non si è data, non si è voluta dare, soluzioni ed emergenze nuove, o forse una consapevolezza nuova di emergenze che non si sono volute vedere. Ed è difficile, adesso, far quadrare soluzioni per problemi vecchissimi e soluzioni per problemi nuovi o apparentemente nuovi.
Una classe dirigente verbigerante (di destra, di sinsitra, antipolitica) non serve a nessuno, solo a se stessa. 
Con la parola 'verbigerante' Tullio de Mauro mise a tacere uno studente che invece di rispondere con argomenti stava portando in giro parole (De Mauro ci spiegò, scrivendolo alla lavagna, 'verbigerare' da 'gerere verba'). E' dall'ironia pedagogicamente sprezzante che ho imparato quella parola, dovrei farne tesoro io stessa, lo so, ma possibile che chi ci governa non l'abbia mai sentita nominare?

 

@ Pascal

Bello il tuo commento, ma permettimi di fare alcune osservazioni:

1) i politici pensano eccome e fanno anche (ad esempio, in Italia, varare a causa della terribile crisi economica manovre finanziarie correttive per 330 mld), [1] poi parlano, ma non sempre dicono la verità o almeno tutta la verità, come probabilmente è il caso, in questa discussione, della cancelliera Merkel.

2) Il problema, quindi, è sceverare il grano dal loglio, il fumo dall’arrosto.

3) Chi deve dare gli strumenti per esserne capaci? In agosto, una trasmissione di “Tutta la città ne parla” verteva proprio su questo: c’era chi (tra cui il sottoscritto) diceva la famiglia, in primo luogo; chi la scuola. E questa è una diatriba costante, senza che si arrivi mai ad una conclusione.

4) Ammesso e non concesso che debba essere la scuola, non si vede come non rilevare che, in Italia, essa non possiede questi strumenti, se è vero come è vero che essa veicola una cultura (intesa in senso lato) che non è basata principalmente sulla logica e la concretezza, ma sull’illogicità e l’astrattezza. Ed allora mi sentirei di assolvere lo scolaro dell’aneddoto del prof. Tullio de Mauro, perché egli è vittima della cultura imperante da secoli e veicolata dalla famiglia, dalla scuola e dalla società intera.

5) Valorizzare la logica e la concretezza (o il pragmatismo) significa in concreto (per tornare agli esempi iniziali) individuare: nel caso dei sacrifici chiesti agli Italiani, a) chi ha deciso e fatto; b) che cosa; c) quanto; d) imputandoli a chi; nel caso dell’educazione, a) chi la deve fare; b) che cosa insegnare; c) quando cominciare.

Le risposte, nell’ordine, sono: nel primo caso, a) i governi Berlusconi e Monti; b) aumento delle tasse e riduzione della spesa pubblica; c) rispettivamente (i 2 governi, intendo), 267 mld e 63 mld complessivamente; d) il governo Berlusconi, in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri; il governo Monti, più equamente su (quasi) tutti; nel secondo caso, a) l’ambiente in generale (famiglia, scuola e società); b) (*); c) la famiglia, a partire dalla gravidanza e almeno fino a 3 anni; la scuola, dopo.

(*) Noi tutti nasciamo con 100 miliardi di neuroni ciascuno, ma senza sinapsi, che si sviluppano, soprattutto, a partire dalla seconda parte della gravidanza fino a 3 anni, a condizione che vengano stimolati dall’ambiente, altrimenti si "bruciano"; il cervello del bambino è come una spugna, capace di assorbire tutto, di bene e di male.

Conclusione: impostato così, potendo disporre di strumenti intellettivi e culturali adeguati, non pensi anche tu che non si sarebbe facilmente vittime delle bugie, della disinformazione e della cacofonia dei politici e dei media?

 

Pascal M.

Sono d'accordo con te sul fatto che la formazione, l'educazione, la conoscenza sono il muro di volta di una società democratica tanto che alcuni teorici liberali ne hanno fatto uno dei cardini imprescindibili della democrazia stessa.
Ieri si parlava di retorica politica che, non a caso, è nata con la nascita stessa della democrazia: se le scelte sono fondate sulla volontà popolare, si dovrà imparare a convincere, persuadere, convogliare consensi: nel bene e nel male, o nella chiarezza delle argomentazioni, dei fatti, dei documenti o nella opacità della manipolazione che punta alle viscere, ai luoghi comuni, ai malumori diffusi.
E, secondo me, chiunque abbia a cuore la democrazia di un paese dovrebbe pretendere nel curriculum scolastico anche la formazione alle tecniche retoriche: come riconoscerle, usarle, non farsene usare. 
Rispetto alla chiarezza dell'informazione dovrebbe essere sempre esplicitata l'ideologia (intesa come orizzonte di riferimento ideale) all'interno della quale una affermazione viene fatta.
Prendiamo le tasse. E' giusto pagarle? Io non credo si possa rispondere 'sì' o 'no' senza esplicitare il modello di società e di stato che uno ha in mente. Per me sì è giusto, per un liberista no. 
Il professor Fichera ha fatto un bellissimo esperimento nelle classi con i bambini a proposito delle tasse, lodato dai più, ma non da tutti (ecco un commento sul sito liberista 'bruno leoni':  
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7848 ).
Anche se per me è giusto pagare le tasse, non è giusto amputare il livello del discorso e oscurare gli argomenti che confutano la mia idea di giustizia. 
Invece a me pare che queste amputazioni siano all'ordine del giorno: non è vero che la tanto celebrata scomparsa delle ideologie sia stata una benedizione, uno perché non sono scomparse affatto, due perché si sono mimetizzate e dissimulate, confondendo e non chiarendo l'ordine dei discorsi.

Ieri la puntata dell'Infedele è stata molto interessante. Uno dei temi, lo stesso affrontato la mattina alla città, era centrato sul vivace dibattito (=rissa) a sinistra intorno alla cosiddetta antipolitica e i modi in cui opporvisi (
http://www.gadlerner.it/2012/09/04/il-ritorno-della-lotta-a-sinistra.html ). A rivederla e farne uno schema, potrebbe essere un ottimo canovaccio didattico. 
La sinistra ha rispolverato la sua autorevolezza e in punta di dottrina smonta la pacchianeria grillesca. La destra, nelle vesti ieri di un ex militante comunista convertitosi, mi pare di aver capito, al liberismo, irride alle pseudo soluzioni degli uni e degli altri e pensa solo alla riforma dell'architettura statuale e della Costituzione. Tanto che alla domanda di Gianni Vattimo: be', ma che ne facciamo della rabbia dei lavoratori dell'Ilva, della Sulcis dell'Alcoa, dei milioni di giovani precari e senza lavoro, dei disoccupati ecc. ecc.? ha fatto, con aria infastidita, spallucce.
La domanda di Vattimo secondo me era legittima. Il fatto è che la soluzione, o il tentativo di soluzione, a problemi sociali immensi come questi deve essere inscritta in un orizzonte di riferimento ideale che deve essere esplicitato dalla politica, soprattutto da quella di sinistra, non lasciato come combustibile esplosivo nella fucina dei populisti
Se la sinistra non è più capace di elaborare (o rendere espliciti) orizzonti di riferimento ideali all'interno dei quali proporre soluzioni a problemi concreti (e quanto duramente concreti), è inutile che se la prenda con la cosiddetta antipolitica.

 

@ Pascal

Capisco il tuo discorso: esso però è incentrato esclusivamente sul ruolo della scuola e parla – come dire? – del “contenuto” e della fascia d’età da 10 anni in su. Ti pregherei invece di fare un passo indietro assieme a me e di affrontare il problema del “contenitore”. Faccio un esempio concreto: c’è in giro, su iniziativa del governo, una pubblicità che ha l’obiettivo di incentivare la lettura dei libri, obiettivo importante e meritorio, poiché solo la lettura di libri può dare gli strumenti di conoscenza per capire a fondo la realtà, il mondo, i fatti, le persone. Il messaggio è rivolto ovviamente ai ragazzi (e forse agli adulti). Ma si sa bene – o almeno si dovrebbe sapere - che la lettura è una passione che si prende da piccoli, dopo è molto più difficile. Ormai ci sono le evidenze scientifiche che se la mamma legge al bambino durante la gravidanza e nei primissimi anni, ottiene tre risultati importanti: 1) sviluppa le sinapsi; 2) crea tra il bambino e il libro un legame fortissimo ed il bambino – sembra incredibile – preferirà il libro a qualunque giocattolo (ho raccontato la mia esperienza in questo lungo post Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto  educativo” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html oppure  http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/12/21/questione_femminile_questione.html. Aggiungo che pensavo fosse successo soltanto alla mia nipotina e non sapevo fosse invece un fenomeno generale finché non ho letto recentemente questa intervista  http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=edizioni2/20120813/pdf/NAZ/pages/20120813_18_13SPC18A.pdf); e 3) soprattutto, crea, se fatto con amore, una relazione speciale col bambino che lo fa sentire “sicuro”, e quindi forte, sereno, equilibrato, anche in futuro.

Faccio un altro esempio concreto, preso dal mio post allegato: ci sono le evidenze scientifiche (ma, ad esempio, la Montessori c’era già arrivata empiricamente) che i problemi del bambino sorgono e quindi vanno affrontati, o meglio prevenuti, nella fascia d’età 0-3 anni, anzi già a partire dalla gravidanza, poiché ovviamente la determinante è quasi sempre ascrivibile alla mamma (e al padre e all’ambiente) più che al bambino; beh, (quasi) tutti i progetti di recupero, per i quali si spendono (o almeno, prima della crisi, si spendevano) moltissimi soldi complessivamente, sono destinati ai bambini dai 6 anni in poi, quando è già troppo tardi.

In conclusione, io credo che, in questo mondo così competitivo in cui noi, non avendo molte risorse materiali, possiamo/dobbiamo contare soprattutto sul capitale umano, dovremmo elevare il livello medio intellettivo e culturale degli Italiani; per far ciò è necessario farsi carico di tutti, anche - forse soprattutto - dei milioni di bambini delle fasce povere, marginali, escluse totalmente o parzialmente dal circuito educativo-scolastico; per dare al maggior numero possibile di individui le fondamenta su cui erigere più agevolmente la costruzione educativa, che ha un duplice effetto positivo: sulla personalità e sul livello intellettivo/culturale. Questo obiettivo può essere molto più facilmente perseguito e raggiunto se il progetto educativo ha come protagonista la famiglia, cioè in primo luogo la madre (e il padre), nella fascia d’età critica del bambino, cioè dalla gravidanza a 3 anni. Su questa solida base, come ho scritto nel ‘post’ allegato, potrà poi svolgere il suo compito – agevolato o complicato, a seconda dei punti di vista... - la scuola.

Ps: va da sé che la premessa indispensabile è la volontà del potere politico pro tempore di avere, anziché braccia da sfruttare e menti da manipolare e dominare, cittadini intelligenti, istruiti e sicuri di sé.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html


  

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1]

Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]

Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)”[3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro.

 

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

Il declino dell’Italia. E’ un tema molto dibattuto in questo periodo. Un declino che, a parere di tanti, caratterizza sia la realtà nazionale che quella locale.

Tra le cause del declino, qualche commentatore indica il calo demografico; qualche altro, con un approccio più storiografico, l’essere l’Italia un Paese cattolico contro-riformato. [4]

In primo luogo, osservo che la Spagna, Paese molto simile al nostro sia per il basso tasso di natalità che per essere un paese profondamente cattolico, sta facendo registrare uno sviluppo così ragguardevole da consentirle forse di sorpassarci fra un paio d’anni in termini di reddito pro-capite, dopo una rincorsa durata meno di 20 anni. [5]

In secondo luogo, anche nell’Italia del Rinascimento – come scriveva tempo fa Geminello Alvi sul Magazine del Corriere della Sera – si facevano pochi figli, “eppure ne derivò un misterioso concentrarsi di energie, da cui emanò una delle civiltà umane più alte e meraviglie senza fine”. [6]

Evidentemente, sia nella Spagna moderna che nell’Italia del Rinascimento, si è concretizzata quella condizione fortunata che Robert Musil, [7] ne “L’uomo senza qualità”, sintetizza nella felice espressione “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”.

Perché, dunque, negli Italiani non si crea lo “spirito giusto”, anzi ad esso si è da tempo sostituito uno “spirito negativo”, sia al Sud che al Centro-Nord, che ne sostanzia un atteggiamento pessimistico-irrazionale? Come fare per ricrearlo?

     Io ho provato, ottimisticamente, a capovolgere la domanda: in un popolo, lo “spirito giusto” si realizza naturalmente se non vi si frappongono freni ed ostacoli; quali possono essere questi freni ed ostacoli – profondi, antichi e diffusi – se non di tipo culturale (in senso antropologico e non)? Essi, poi, sono il sostrato – e ne amplificano gli effetti – di quelli pur esistenti e reali, quali l’insicurezza, la precarietà, talora l’impoverimento, la criminalità, l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, il conflitto perenne tra i partiti politici.

Limitandomi al Sud, due, a mio avviso, sono i principali freni ed ostacoli “culturali” al cambiamento: il primo è quello riassumibile nell’espressione “ogni meridionale si crede un padreterno, quindi perfetto, non ha bisogno di migliorare” (Tomasi di Lampedusa lo scrive ne Il Gattopardo, riferendosi ai Siciliani) [8]; ma è da leggere, ovviamente, in senso opposto: in Ricordi della casa dei morti, il grande scrittore russo Dostoevskij [9] scrive: ”Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. L’altro freno è rappresentato dalla donna meridionale: tesi solo apparentemente semplicistica e datata, sicuramente provocatoria e piuttosto “pericolosa”. Senza alcun intento anti-femminista, anzi come frutto di una lunga e profonda riflessione partita da un pregiudizio inizialmente positivo, io reputo la donna meridionale (prepotenza privata, assenza pubblica: binomio forse non casuale) uno dei principali fattori di conservazione e di freno nel Sud (caratteri comunque molto sottovalutati o sottaciuti), soprattutto nel suo ruolo di mamma e/o d’insegnante. (Scriveva Sigmund Freud, nel 1908, in uno scritto intitolato “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”: “[…] L’educazione proibisce alle donne d’interessarsi intellettualmente di problemi sessuali, benché provino tuttavia un’estrema  curiosità per essi, e le intimorisce condannando tale curiosità come non femminile e come segno di disposizione peccaminosa. In questo modo rifuggono da qualsiasi forma di pensiero e il sapere perde ai loro occhi ogni valore. […] Penso che l’indubbia inferiorità intellettuale di tante donne possa piuttosto farsi risalire all’inibizione di pensare resa necessaria dalla repressione sessuale.” [10] – A me pare una spiegazione illuminante, plausibile, forse ancora attuale.).

Con qualche attenzione anche al ruolo di mamma Chiesa (con la quale il cittadino laico riesce a instaurare facilmente un dialogo ed un rapporto proficuo sul versante della “solidarietà” – uno dei due pilastri della laicità – ma non altrettanto su quello della “tolleranza” – l’altro pilastro della laicità – e dell’agire civico): mamma + insegnante-donna (oggigiorno, la stragrande maggioranza del corpo docente) + Chiesa sono state e sono oggi – forse ancora di più – una miscela formidabile e preponderante nell’educazione delle generazioni meridionali. Io credo fermissimamente che il Sud (e l’Italia) abbia molto bisogno di padri (e di amministratori pubblici) congruamente severi – quasi assenti - e meno di mamme, onnipresenti. Scrive Anna Maria Ortese [11] ne Il mare non bagna Napoli: “Esiste, nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni”.

Quali proposte si possono allora avanzare per la Campania (e il Sud)?

Fra di esse vi devono essere certamente l’adeguamento infrastrutturale, l’incremento della spesa in ricerca e innovazione, una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione [12] ed un feroce contrasto alla criminalità organizzata [13]. Ma la più importante, la premessa perché quelle prima indicate possano essere davvero efficaci, è la riforma culturale. Essa – poiché gli investimenti in infrastrutture, in ricerca, ecc., pur necessari, non possono bastare – è la condizione principale per far vivere alla Campania (e al nostro Mezzogiorno) una potente e dinamica stagione di sviluppo, capace di colmare gradualmente e definitivamente il divario con il resto del Paese e con il resto d’Europa. Lo scarso apporto delle donne all’economia del Sud [14] rende questa radicale trasformazione culturale assolutamente non più rinviabile. Se il reddito pro capite della Campania facesse registrare – rispetto a quello della Lombardia, attualmente quasi doppio [15] – un differenziale positivo pari mediamente al +2% annuo, impiegherebbe circa 34 anni a colmare il divario, circa 68 anni se il differenziale favorevole fosse del +1%.

Per la Campania (e il Sud), occorre, quindi, delineare una strategia e definire dei programmi e dei progetti – scolastici, culturali, economici – che attuino un piano integrato le cui direttrici di attacco seguano questa successione logica: creazione dello spirito giusto - - > rimozione degli ostacoli al suo naturale dispiegarsi - - > riforma culturale - - > soggetto e oggetto protagonista: soprattutto la donna, da trasformare da problema e fattore di conservazione a risorsa e motore del cambiamento, attraverso un’azione di sostegno corposo e a lungo termine, indirizzata:

        a) alle famiglie, a partire dalle donne in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (dopo forse è già tardi), seguendo – in una sana logica di benchmarking – i dettami del migliore, più innovativo, più efficace e meno costoso metodo, quello finlandese (cfr., tra l’altro, l’illuminante articolo del prof. Massimo Ammaniti su la Repubblica del 26.7 u.s. [16]), un metodo capace più e meglio degli altri di affrontare, in un’ottica di prevenzione, oltre al rischio – quantificabile nel 20% circa dei casi – di fenomeni di depressione della madre e di problemi altrettanto seri, di vario genere, riguardanti i piccoli figli, anche l’inconsapevole e meccanico “trasferimento” – a causa della coazione a ripetere che perpetua una “catena”, che va quindi spezzata in tempo – dalla madre al figlio – ed ancor più alla figlia – di comportamenti inconsapevolmente dannosi e pregiudizievoli allo sviluppo affettivo normale del figlio, origine di futuri problemi;

b) alla scuola: riequilibrio del rapporto numerico docenti uomini-donne; miglioramento delle performance didattiche, segnatamente in matematica; incremento delle iscrizioni alle Facoltà scientifiche e del numero dei laureati – assoluto e relativo – nelle stesse (Adam Smith, ne La Ricchezza delle Nazioni, [17] critica l’eccessivo numero di avvocati in Gran Bretagna, poiché – scrive – solo 1 avvocato su 20 può campare bene dei proventi delle sua professione); immissione nel circuito educativo di tonnellate, vagoni, bastimenti di logica (siamo o no la Magna Grecia? [18]) e di sano pragmatismo [19] (vogliamo o no avvicinarci ai paesi più evoluti?): logica greca e pragmatismo anglosassone, per dare nuova linfa all’albero bimillenario della nostra civiltà meridionale, per farci dire, con il grande imperatore romano Adriano [20]: "[…] tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso ch’era stato necessario il rigore un po' austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’animo, in realtà.” (Margherite Yourcenar, Memorie di Adriano); [21]

c) agli organismi socio-culturali (ivi incluse le Parrocchie: abbiamo ora a Napoli un arcivescovo – il cardinale Crescenzio Sepe – che è di tutta evidenza persona capace, concreta, intelligente, teniamone conto noi laici): divulgazione di modelli femminili positivi – esempi di passione civile e civiche virtù – come Eleonora Pimentel Fonseca, [22] la quale – nel ritratto che ne fa Benedetto Croce [23] nel bel libro La Rivoluzione napoletana del 1799 – ascrive in parte l’arretratezza del suo paese d’origine, il Portogallo, alla “negligenza delle scienze matematiche […] giacché nelle nazioni illuminate i gradi di felicità son da calcolarsi in quelli degli avvanzamenti in queste scienze”; attenzione particolare ai concreti processi educativi riguardanti le donne (“Chi educa un bambino educa un uomo, chi educa una bambina educa una famiglia”), per misurarne le ricadute pratiche, anche quelle di ordine sociale (come ad esempio nel caso della gestione della spazzatura a P***, dove la maggioranza, costituita all’80% da donne, vecchie e giovani, non rispetta, nonostante reiterate sollecitazioni, né gli orari né le modalità di deposito: il grave problema della spazzatura a P*** e in Campania [24] è un problema che andrebbe “declinato” essenzialmente… al femminile); diffusione e promozione assidua di concetti-guida quali “Io, meridionale, non sono un padreterno, quindi perfetto: posso migliorare”, o anche “La lamentela è peccato”, e di insegnamenti culturali favorenti il senso civico, l’etica della responsabilità, la propensione al rischio, la partecipazione (“Tutti erano indifferenti qui quelli che desideravano salvarsi. Commuoversi, era come addormentarsi sulla neve” – ancora da Il mare non bagna Napoli, libro “terribile”, ma per alcuni aspetti forse più illuminante di tanti testi di sociologia, scritto – mi piace rimarcarlo – da una donna).

Quali proposte si possono indicare per P*** (e cittadine similari)? Premesso che, a giudizio di un cittadino di adozione com’io sono, essa è una delle migliori, più gradevoli e ordinate cittadine della provincia di Napoli, in particolare per quanto riguarda la struttura urbanistica, che mi pare riecheggi quella “ippodamea” delle antiche città romane, [25] o la struttura geometrica della più moderna Torino, io avanzo le seguenti proposte:

    1) l’elaborazione e la realizzazione di un Progetto Integrato Educativo che contempli: a) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto pilota che attui, prima in ambito territoriale locale e poi in quello provinciale e regionale un programma di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli, secondo i dettami del metodo finlandese, coinvolgendo sia le strutture pubbliche (Comune, ASL, ecc.) che le Associazioni presenti e operanti sul territorio; [26] b) un rafforzamento dell’interrelazione fondamentale scuola-città, finalizzato specificamente ad accrescere la diffusione e la promozione del senso civico, della partecipazione, della propensione al rischio, dello studio delle materie scientifiche; c) la istituzione di borse di studio destinate esclusivamente a studenti universitari in discipline scientifiche, più congruenti con lo sviluppo del Paese e con la vocazione industriale del territorio di quelle in materie umanistiche, pur importanti; d) la previsione nel bilancio comunale di premi e incentivi da destinare esclusivamente ai futuri laureati in discipline scientifiche, prevedendone la consegna in un’apposita cerimonia pubblica solenne; e) in prospettiva futura, l’insediamento di un Centro Studi scientifici e tecnologici, che aiuti e rafforzi la vocazione industriale di P***, anche agevolando la nascita e lo sviluppo sul territorio di imprese innovative; f) la previsione nel bilancio comunale di incentivi alla pratica sportiva esclusivamente negli sport che rafforzano l’autodisciplina e l’autostima, prioritariamente per le donne; e g) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto che faccia di P***, in gemellaggio con una città dell’Emilia Romagna, “la città della bicicletta al femminile”, contemplando anche la costituzione di pattuglie di Polizia Municipale in bicicletta.

    2) L’elaborazione di un Progetto di Sviluppo Economico, che: a) contempli la (ri)definizione del modello di sviluppo; b) rafforzi o integri la vocazione attuale e/o il riposizionamento economico-produttivo; c) attui un solido collegamento col mondo della ricerca; d) pianifichi, realizzi ex novo e/o integri un distretto industriale (PMI), costituito da aziende innovative (tra cui spin-off e start-up tecnologici) frutto della collaborazione con i Centri di Competenza [27] e gli altri Enti di ricerca regionali, coinvolgendo in primo luogo le risorse umane più qualificate, giovani e non, presenti sul territorio, e utilizzando anche i finanziamenti agevolati europei, nazionali e regionali; infine, e) agganci, se possibile, l’opportunità di fare del Mezzogiorno il principale raccordo, attraverso il Mediterraneo, tra l’Europa e l’Asia.

Sono tutti obiettivi perseguibili e raggiungibili, se c’è il concorso di una decina di persone (non di più), perché i team pletorici sono inefficienti e più difficilmente gestibili). Queste persone – uomini e donne, giovani e non, appartenenti alla società civile, alla politica, all’economia, agli organismi socio-culturali, alle parrocchie, alle istituzioni – formerebbero un’organizzazione snella ed efficiente, articolata e gestita secondo le regole dei Project Management Team (PMT), vale a dire 2 sottogruppi – uno per il Progetto Educazione e l’altro per il Progetto Sviluppo Economico – ciascuno costituito da 5 persone, possibilmente composti secondo criteri di interdisciplinarità e di complementarità, coordinati da un referente di sottogruppo e da un coordinatore generale di gruppo, col compito di perseguire e realizzare i rispettivi obiettivi e sub-obiettivi, coinvolgendo di volta in volta altre persone ed altri organismi.

Se la proposta avrà successo e gli obiettivi verranno raggiunti (in un arco temporale di 2-3 anni), lo schema di progetto sopra delineato potrà essere replicato via via – attivando così un circuito virtuoso – in ambito provinciale e regionale, in realtà similari e facendo perno sui Circoli territoriali del Partito Democratico, che, a mio avviso, devono diventare anche i catalizzatori dello sviluppo socio-culturale ed economico del Sud, quale risultato degli sforzi sinergici delle singole città.

In conclusione, non mi resta che esprimere la speranza che 10 persone – le quali non si sentono dei padreterni, sono sensibili al bene comune, si sentono stimolate dalla sfida, e, anziché lamentarsi e incolpare gli altri, sono propense ad apportarvi il proprio concreto contributo, remando assieme concordemente fino alla meta – vogliano far parte di questo progetto.

Gennaio 2008


Post scriptum:

Dopo averlo elaborato (2007), consegnai il documento, prima al principale circolo “culturale” cittadino dell’area di maggioranza del costituendo PD, controllato dal più forte esponente politico locale (ex sindaco, con un notevole curriculum realizzativo, ma che poi, diventato dopo il secondo mandato consigliere provinciale e regionale, era preoccupato soprattutto di mantenere il potere locale, mettendo ai posti di responsabilità uomini di fiducia, deboli e non molto competenti, a cominciare dal sindaco che gli era subentrato, passando per alcuni assessori, in particolare le donne, per finire al direttore della biblioteca comunale, un vero ignorante); ma non fu possibile neppure organizzare una discussione su di esso (i due giovani dirigenti del circolo presumo non ebbero il nulla osta del “boss”). Feci lo stesso col circolo di “minoranza”, ed ottenni lo stesso esito, ma in questo caso per l’inesistenza di un gruppo di persone capaci e che andasse oltre il mero impegno politico elettorale a fini personali, forse non tanto economici quanto di autogratificazione.

Aggiungo, come ho raccontato nel mio ‘post’ linkato nella nota 26, che non ebbe maggior successo il mio tentativo di proporre, sia all’assessora al ramo, sia agli organismi socio-assistenziali locali, l’attuazione del progetto educativo di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni dei figli, con la motivazione che preferivano continuare coi progetti di assistenza ai bambini dai 6 anni in poi; sebbene – e glielo feci presente - sia ormai acclarato scientificamente (ma la Montessori lo sosteneva già - credo - almeno 60 anni fa) che è troppo tardi.

Ciò che ho raccontato, che poi si è ripetuto altrove, costituisce un veridico, piccolo spaccato della realtà meridionale, fatta di un cerchio esterno, in cui si dispiegano le dinamiche della società, determinate prevalentemente dalla cultura, che è il portato di una storia millenaria fortemente condizionata dalla religione cattolica; e di un cerchio interno, nel quale agisce la politica, che sconta un duplice, negativo, biunivoco effetto di condizionamento: quello, endogeno, dei suoi valori e delle sue regole, non sempre accettabili e condivisibili, comuni in fondo a quelli delle altre aree del Paese, e quello esogeno, con caratteristiche invece tipiche, determinato dall’ambiente culturale generale.

La complicata, annosa questione meridionale è fatta anche di questo: un doppio conservatorismo, quello della società civile in generale e quello del ceto politico che ne è (quasi sempre, purtroppo) fedele espressione.


[1] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato 
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato

[2] “[…] La dottrina del giansenismo ritiene che l'uomo sia corrotto dalla concupiscenza e quindi destinato a fare il male. Questa corruzione viene trasmessa ereditariamente. L'uomo dunque non è libero, e senza la  grazia divina, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà […] Dio, all'atto della creazione, aveva dotato l'uomo della «grazia sufficiente» ma questi l'aveva persa con il peccato originale. Allora Dio ha deciso di donare, attraverso la morte e resurrezione di Cristo, una «grazia efficace» agli uomini da lui  predestinati, resi giusti dalla  fede e dalle opere. La grazia non è concessa però a tutti gli uomini, ma solo a quelli che Dio ha stabilito nei suoi imperscrutabili disegni. […] l’Eucaristia è un premio per i santi, non un rimedio per chi è debole: l'eccessiva frequenza alla comunione è causa di gravi danni, di cui i gesuiti con la loro pastorale lassista sono responsabili”

http://it.cathopedia.org/wiki/Giansenismo

[3] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2681858.html

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Controriforma

[5] http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna.html

[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento

[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Musil

[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo

[9] http://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij

[10] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/curiosita-sessuali-represse-e-sviluppo.html

[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese

[12] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/04/ancora-sulla-pubblica-amministrazione.html    

[13] http://it.wikipedia.org/wiki/Criminalit%C3%A0_organizzata

[14] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html [nota 18]  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-di-pdnetwork-alla-segreteria.html

[15] http://www.ilsud.eu/2011/09/27/rapporto-svimez-dalloccupazione-allindustria-al-sud-e-una-tragedia/2738

[16] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/26/bambini-prendiamo-esempio-dalla-finlandia.html

[17] http://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith

[18] http://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Grecia

[19] http://it.wikipedia.org/wiki/Pragmatismo

[20] http://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Elio_Traiano_Adriano

[21] http://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Yourcenar

[22] http://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Pimentel_Fonseca

[23] http://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Croce

[24] http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_rifiuti_in_Campania

[25] http://it.wikipedia.org/wiki/Ippodamo

[26] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html  oppure   http://vincesko.blogspot.it/2015/03/questione-femminile-questione.html  

[27] http://www.cc-ict-sud.it/wiki/index.php?area=Area_Pubblica&page=ReteCCT


 

Appendice (commenti in PDnetwork)
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2742310   

 
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2012 SUL COORDINAMENTO
DELLA FINANZA PUBBLICA
Luigi MAZZILLO
Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo
Camera dei Deputati - Sala della Lupa - 5 giugno 2012
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/discorso_rapporto_2012_mazzillo.pdf
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/rapporto_coordinamento_finanza_pubblica_2012.pdf
 
Commenti dei principali quotidiani:
 
IL DOCUMENTO
"Troppe tasse, evasione e corruzione"
La Corte dei Conti lancia l'allarme
L'Italia rischia di finire in un circolo vizioso, in cui il rigore impedisce di raggiungere gli obiettivi, strozzando la crescita. Lo dice l'organismo contabile nel suo rapporto sulla finanza pubblica 2012: "Si completi il passaggio da una tassazione sui redditi a una sui consumi"
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/05/news/tasse_corte_conti-36560374/
 
Giarda: «a seguito del terremoto e' difficile abbassare le tasse»
Corte dei Conti: «Evasione piaga pesante, 
oltre 46 miliardi l'anno tra Iva e Irap»
L'aumento della pressione fiscale provoca «impulsi recessivi» sull'economia reale provocando un «rischio di avvitamento»
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_05/corte-conti-corruzione-tasse_668a6704-aef3-11e1-8a11-a0e309a9fded.shtml
 
Economia
05/06/2012 - IL RAPPORTO 2012
La Corte dei Conti lancia l'allarme
"Pressione fiscale troppo elevata
Nella sanità corruzione dilagante"
http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/457033/
 
 
RAPPORTO BANKITALIA SULLA CRIMINALITA'
Le mani della mafia sull'energia eolica
Tarantola (Banca d'Italia): infiltrazioni anche in smaltimento dei rifiuti e gestione cave. Sommerso fiscale criminale al 10,9% del Pil
Pa. Pic.
6 giugno 2012 | 20:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/mafia-eolico-rifiuti-bankitalia-tarantola_04a605e6-afcc-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
Testo dell’audizione
http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/tarantola_060612.pdf
 
MAXI OPERAZIONE
Camorra, blitz del Ros all'alba
Decine di arresti tra Napoli e Caserta
Carabinieri in azione dalle prime ore del mattino. Colpita la nuova struttura del potente clan Mallardo
6 giugno 2012 | 18:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/blitz_camorra_bcd4f706-af88-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
Notizia molto positiva per l’Italia, non so se anche per il Sud:
 
Rapporto sull'imprenditoria, basato su 40 Stati
Italia al secondo posto Ocse per imprese in rosa
Il 16% di donne che lavorano sono autonome o imprenditrici. Rosa il 26,8% del totale delle aziende. Sempre poche le occupate
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 14:56
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_06/ocse-occupazione-femminile_56b734be-afc6-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
OECD (2012), Entrepreneurship at a Glance . WOMEN AND ENTREPRENEURSHIP
http://www.oecd.org/dataoecd/38/0/50537806.pdf
 
Notizia molto negativa per l’Italia, soprattutto per il Sud:
 
In arrivo 102 milioni di euro per combattere abbandono e criminalità nelle regioni del sud
La penisola degli abbandoni: due ragazzi su 10 
lasciano gli studi prima del diploma
Sono 114mila all'anno, tra i 14 e i 17 anni. L'Europa: obiettivo 10% entro il 2020. Il governo in campo contro la dispersione
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 18:32
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/abbandono-scolastico_af2c5700-afe9-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
7 giugno 2012
Draghi, ultimatum all’Eurozona
Il presidente Bce: la crisi non è nata qui. Obama: subito un piano per la Ue
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:31 
Brava, Raffaella Cascioli, ha usato il verbo giusto: stanare.
Io non sono mai stato in Germania, ma seguendo il mio intuito (quasi) infallibile, è un anno che uso definire la cancelliera Merkel una "bottegaia", leader di un Paese di "bottegai", per giunta arroganti, come li definiva Primo Levi (ne "La tregua").
E’ giusto che noi dobbiamo completare i compiti a casa, all’appello manca ancora ad esempio un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni.
Tuttavia, i tornanti della storia, come quello attuale, sarebbe meglio affrontarli avendo al vertice degli statisti, non dei "bottegai".
Purtroppo in Germania non c'è ora un Kohl, ma una Merkel.
Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135214/draghi_ultimatum_alleurozona
 
7 giugno 2012
L’Unità, un dubbio amletico
Antonio Funiciello
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:52 
Bravo!
Ieri ho pubblicato nel mio blog questo ‘post’, che ha questo incipit:

“E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1] 
Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]
Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)” [3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro. […]”.
Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2742310.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135205/lunita_un_dubbio_amletico
 
7 giugno 2012
Le scorciatoie non pagano
Paolo Giaretta
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 15:30 
Quella Monti-Fornero è l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi.
Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali, rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi.
C'è quindi ancora molto da fare: i compiti a casa non sono ancora terminati, cominciando ad esempio dall'introduzione di un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità. Ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo".

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135202/le_scorciatoie_non_pagano
 
PD
Primarie, voto anticipato e alleanze
Sul web è duello tra i militanti
Dal sostegno al governo alla necessità di un "partito aperto". Molti commenti sulle pagine social dei leader democratici a poche ore dalla direzione nazionale. E non mancano polemiche. Civati: "Dalla discussione è scomparsa la cosa più importante: le primarie per i parlamentari"
di CARMINE SAVIANO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/07/news/pd_in_rete_la_discussione_tra_i_militanti_incessante_e_ora_di_fare_sul_serio_non_perdiamo_tempo-36738800/
 
La cancelliera tedesca Merkel – da brava “bottegaia” - come al solito per mettere mano al portafoglio alza di nuovo l’asticella. Quando si fermerà?
E quando comincerà a mantenere le promesse già fatte?
 
EUROPA
Mossa a sorpresa della Merkel 
"Piano per unione politica dell'Ue"
In un'intervista all'emittente tedesca Ard, la cancelliera 'sposa' il progetto di maggiore integrazione: "Abbiamo bisogno di dare più competenze all'Europa, e più poteri di controllo". Potrebbe essere la contropartita che Berlino vuole per il via libera agli eurobond
http://www.repubblica.it/esteri/2012/06/07/news/merkel_unione_politica_ue-36695996/
 
Un’opportunità anche per il Sud?
 
INTERVISTA
Ci siamo, arriva l'auto ad aria
7000 euro e 100 km con 1 euro
In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negre
di VINCENZO BORGOMEO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/06/07/news/arriva_l_auto_ad_aria-36653710/
 
8 giugno 2012
Ora il progetto, poi il metodo
Enzo Bianco
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:20 
A parte le mitiche riforme istituzionali, non c'è una proposta concreta che è una (!).
Qui il sen. Enzo Bianco può trovare qualche utile suggerimento:
LETTERA DÌ PDNETWORK ALLA SEGRETERIA NAZIONALE ED AI GRUPPI PARLAMENTARI DEL PARTITO DEMOCRATICO
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135229/ora_il_progetto_poi_il_metodo
 
8 giugno 2012
Provate a dare torto a Saviano
Stefano Menichini
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:3 
Il funzionamento del Partito Democratico lascia a desiderare (e perciò ha ampi margini di miglioramento) sia al centro, per troppa autoconservazione (di uomini, prerogative, cordate e meccanismi) e per un - decrescente - deficit di“cattiveria” nella leadership dell’ottimo Bersani ("animale" troppo politico, nel bene e nel male), sia soprattutto a livello di circoli territoriali: inesistenti o chiusi o dominati da boss politici locali, la cui unica, vera preoccupazione è di mantenere il controllo dando spazio soltanto a persone fedeli, mediocri, incompetenti (ma in fondo è stato sempre così nei partiti), sia, infine, per l'ostinata renitenza a sviluppare appieno i nuovi strumenti di partecipazione come Internet - molto sottoutilizzati - perché ritenuti incontrollabili.

Ps:
Tenaglia (da Wikipedia)
[…] La tenaglia è formata, come la pinza, da due robusti bracci metallici imperniati in un punto più vicino alle punte che ai manici. La caratteristica differenza rispetto alla pinza è data dalla forma delle ganasce, che sono arcuate in modo da chiudersi in punta formando una superficie arrotondata di grande raggio. Le punte sono rastremate, in modo da poter entrare sotto la testa dei chiodi da estrarre. L'estremità di uno dei manici è spesso forgiata a V e assottigliata, in modo da poter scivolare sotto le teste dei chiodi più difficili da afferrare. […]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tenaglia
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135226/provate_a_dare_torto_a_saviano
 
8 giugno 2012
Crisi
La verifica dei poteri. Forti
Il mio governo non gode del favore del Corriere della Sera e della Confindustria
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 11:20 
Scusate, ma qui si tratta di fare 2+2. Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o Il Corriere della Sera, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali -rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr.[1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew” che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri, e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v. [1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF (v. [1], nota 13).
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html    
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135244/la_verifica_dei_poteri_forti
 
PD
Bersani si candida alla premiership
"Patto con i moderati e primarie aperte"
Il segretario dei democratici apre il suo intervento annunciando il voto alla sua proposta, "secondo una buona consuetudine". Poi attacca la nuova"lottizzazione dozzinale" in Rai: "L'ho detto a Monti, in Cda non ci saremo. I partiti escano dalla tv di Stato". Al governo Bersani chiede meno calcoli "ragionieristici" e più "risposte immediate". E rinnova la domanda al Movimento 5 Stelle: "Cosa vuole fare?"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/08/news/bersani_direzione-36784656/
 
8 giugno 2012
È il mix che fa la leadership
Ivan Scalfarotto
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 12:42 
5) La leadership è anche "cattiveria": Pierluigi Bersani ha fatto passi notevoli da questo punto di vista negli ultimi 2 anni, deve... progredire ulteriormente. 
6) La leadership (illuminata) è anche discontinuità: col passato, con la tradizione, con l'ortodossia, con la prassi: PLB è un "animale" ancora troppo politico, nel bene e nel male.
7) La leadership è anche lealtà, rispetto dei patti, uguaglianza rispetto alle regole, se queste non vanno bene non si eludono, si cambiano.
8) La leadership è anche selezione dei collaboratori in base alla qualità ed al merito e non alla fedeltà.
9) La leadership (innovativa) è anche - e soprattutto – il giusto mix di raziocinio, di autostima e di propensione al rischio.
10) La leadership è anche che tra il dire e il fare non c'è di mezzo il mare.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135230/e_il_mix_che_fa_la_leadership
Bersani: Patto progressisti e democratici per l'Italia. Primarie aperte entro l'anno, mi candiderò
Sintesi della relazione alla Direzione nazionale del segretario Pier Luigi Bersani
pubblicato il 8 giugno 2012
http://www.partitodemocratico.it/doc/237455/bersani-patto-progressisti-e-democratici-per-litalia-primarie-aperte-entro-lanno-mi-candider.htm
 
Lo scrivo da 2anni, lo ripeto per l’ennesima volta, è semplice come fare 2+2, la soluzione per finanziare la crescita è una ed una soltanto, bisogna prendere i soldi da quelli che li hanno: i ricchi e i più abbienti (gli altri han già dato, sono al verde!): imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, in Italia; Eurobond e TTF, in UE.
 
La crisi
Passera: "Pochi soldi per la ripresa"
Grilli: nessuno scontro con il ministro
Il titolare dello Sviluppo sottolinea le difficoltà della Pubblica amministrazione nel contribuire al rilancio. Il viceministro dell'Economia spegne le polemiche sui ritardi nell'approvazione del decreto per la crescita
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/passera_ci_sono_poche_risorse_grilli_nessuno_scontro_con_il_ministro-36790791/
 
IL CONVEGNO
"Italia, si rischiano rivoli minacciosi"
L'allarme dei giovani industriali
Duro intervento del presidente dell'associazione degli imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure: "Quarantadue aziende chiudono ogni giorno, oltre un terzo dei giovani disoccupati". Squinzi: "crisi senza precedenti". E risponde a Monti: "Sosterremo il governo sullo sviluppo"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/giovani_confindustria_crisi-36785057/
 
ISTAT
Produzione industriale giù del 9,2%
è il ribasso più forte dal 2009
La flessione si riferisce al mese di aprile 2012 rispetto allo stesso mese del 2011. Il dato congiunturale non è migliore: -1,9% rispetto a marzo. Ripresa sul fronte degli autoveicoli
08 giugno 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/produzione_industriale_gi-36782177/
 
8 giugno 2012
Riva: ''Sviluppo? La coperta è corta, salvezza solo dall'Ue''
Le imprese lanciano l'allarme, la crescita industriale registra minimi storici, il decreto che dovrebbe aiutare la nostra economia è bloccato, pare, anche dal dissenso tra i ministri Passera e Grilli. Ma la soluzione delle crisi può venire solo da Angela Merkel. L'analisi di Massimo Riva
http://video.repubblica.it/dossier/crisi-euro-merkozy/riva-sviluppo-la-coperta-e-corta-salvezza-solo-dall-ue/97915/96297
 
Intanto, la Germania:
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 19:35 
I “bottegai” tedeschi giocano sporco. Poi la “bottegaia” Merkel pretende difare la lezione agli altri.
Stamane, a Radio3-Prima Pagina, un imprenditore ha denunciato la sua difficoltà a competere con i suoi concorrenti tedeschi (nei mercati arabi), perché questi slealmente (illegittimamente?) ricevono contributi pubblici del 20% all’esportazione.
Lo sgambetto di Cameron alla Cancelliera. Altro che unione bancaria, Londra pensa alla City
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135245/
 
Il divario Nord-Sud si accresce (è un trend costante degli ultimi anni).
 
la crisi
Svimez, recessione più forte al Sud
La Campania "doppia" la Lombardia
Lo studio dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno analizza l'impatto delle manovre correttive: "Persi 0,8 punti di Pil nelle regioni centro-settentrionali e 2,08 punti in quelle meridionali". Senza interventi sarebbe andata peggio
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/svimez_costo_tasse-36786578/
SVIMEZ - "Rapporto di previsione territoriale" sugli effetti nel 2012 delle 4 manovre di finanza pubblica, fatte dal Governo precedente e da quello attuale
http://web.mclink.it/MN8456/iniziative/2012_06_08_previsioni/2012_06_08_previsioni.html
 
Il Sole 24 Ore
Intervista a Romano Prodi: «Uniti oppure l'Europa esce dalla storia»
di Alberto Orioli
08 giugno 2012
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-07/prodi-uniti-oppure-europa-225329.shtml
 
 

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