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Lettera a CGIL, CISL e UIL: Pensioni, la Triplice Ignoranza


 

Pubblico la lettera (pec) che, in data 19.11 u.s., ho inviato ai tre Segretari generali di CGIL, CISL e UIL, e p.c. al Presidente della Repubblica, dopo aver ascoltato le loro ennesime esternazioni errate sulla richiesta di modifica “della Fornero”.

Nella lettera, ho aggiunto (prendendola dal mio saggio sulla XVI legislatura, 349 pp.) la Ricostruzione sintetica della BUFALA mondiale Sacconi-Fornero e, in fondo, il post La Riforma delle pensioni Fornero è una BUFALA mondiale, con l’analisi di alcuni commi delle Riforme SACCONI e Fornero, per illustrare come la professoressa Fornero abbia formulato le sue norme in maniera poco chiara e, talvolta, letteralmente copiato norme di SACCONI “appropriandosene”, così si è guadagnata la nomea di cattivissima e i conseguenti insulti, maledizioni e minacce sotto casa. Sul perché lo abbia fatto e, con la sua reticenza e l’aiuto sleale, tra gli altri, di Sacconi e Damiano (v. in fondo), continui ad alimentare autolesionisticamente questa BUFALA ormai mondiale, io un’idea me la sono fatta e l’ho anche esternata sia a lei che in questo blog. Nello stesso post ho anche spiegato laquestione gonfiata degli “esodati”, deiquali 10 mila (sul totale di 153 mila, di cui 65 mila subito sanati dallastessa Fornero perché previsti dalla burocrazia) sono di SACCONI.

Ho poi contattato telefonicamente i principali destinatari (inclusi il Ministero del Lavoro, al quale ho poi scritto, e le due Commissioni parlamentari Lavoro, che da un anno e mezzo hanno all’esame la mia petizione, che ho linkato in fondo) per chiedere alle rispettive segreterie di porre in evidenza la lettera ai destinatari, riscontrando difficoltà anche in questa semplice richiesta.

 

Lettera: Pensioni, la Triplice Ignoranza.

V

19/11 17:38

A: organizzazione, cisl, segreteriagenerale, protocollo.centrale, segreteriagabinettopresidente, camera_protcentrale, presidente, segreteriaministro, mef, segreteriasottosegretarioaccoto, segreteriasottosegretarionisini, segreteria.freni, segreteria.guerra, segreteria.sartore, com_lavoro, comm11a, mariassunta.matrisciano, mura_r, maurizio.sacconi, damiano_c, lamberto.dini, elsa.fornero, mario.monti, spi.cgil.nazionale, posta, segreteria, segreteria.landini, segreteria.generale, segreteriagenerale, nazionale, segreteria.ghiselli, previdenza.sanita.pa.mezzogiorno, fiscoprevidenza, ragioniere.generale, rgs.ragionieregenerale.coordinamento, dgprevidenza, seg.direttore, segreteria.redazione, dir, segreteria, segreteria.direzione, lfontana, m.molinari, massimo.giannini, segreteria.direttore, segreteria, direzione, online, online, online, segreteria, lettere, direzione.politica, segreteria, direzione, redazione, redazione, lettere, segreteria, mattia.feltri, cerasa, christian.rocca, sofri, direzione, redazione, lettere, letterealdirettore, redazione, redazione, simona.maggiorelli, segreteria, redazione, redazioneweb, laposta, info, tg1_direzione, tg2, tg3, rainews24, redazione.tg5, studioaperto, mentanarisponde

 

ALLA C.A. DEI SEGRETARI GENERALI DELLA CGIL, DELLA CISL E DELLA UIL

p.c. Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio, Ministro del Lavoro, Ministro dell’Economia, Parlamentari, Funzionari pubblici, Sindacati, Mass Media, Autori delle riforme pensionistiche, Università, Altri

 

Oggetto: Lettera: Pensioni, la Triplice Ignoranza

Egregi Signor Maurizio Landini, Signor Luigi Sbarra e Signor Pierpaolo Bombardieri,

Mi spiace constatare che, riferendovi, nelle Vostre richieste di revisione delle pensioni al Governo Draghi, soltanto alla Riforma delle pensioni Fornero, dimostrate una scarsa conoscenza della normativa e dello stato dell’arte in materia pensionistica.

Purtroppo, tra i maggiori responsabili di questa BUFALA ci sono parlamentari, noti esperti, giornalisti, sindacalisti; e la stessa professoressa Elsa Fornero (ministro del Lavoro del Governo Monti, 16 novembre 2011 – 28 aprile 2013), sia con la formulazione poco chiara dei commi della sua riforma, sia con l’appropriazione di fatto di norme di Sacconi (e di Dini), sia con la sua reticenza le millanta volte che le vengono attribuite.

Contrasto da solo da dieci anni - una vera fatica di Sisifo - la BUFALA ormai mondiale che circonda la Riforma Fornero, alla quale vengono attribuite da tutti anche le severe misure decise dalla Riforma Dini e, soprattutto, dalla Riforma Sacconi, ministro del Lavoro del IV Governo Berlusconi (8 maggio 2008 - 16 novembre 2011). Mi permetto, pertanto, di (i) formulare poche osservazioni; (ii) sottoporre alla Vostra attenzione la ricostruzione sintetica della Bufala mondiale Sacconi-Fornero, dalla quale emerge chiaramente che l’unico sindacato che si è opposto alla Riforma Sacconi è stata la CGIL, che quindi avrebbe tutto l’interesse a non nasconderla semplicemente chiamandola Fornero, come illogicamente fa da anni; e (iii) regalarVi, nel post allegato in fondo, l’analisi dettagliata delle norme della Riforma Fornero.

Tra le vittime della BUFALA, si annoverano 60 milioni di Italiani, inclusi ministri, parlamentari, alti funzionari pubblici, giornalisti, sindacalisti e perfino docenti universitari di Diritto del Lavoro e della Previdenza; enti generalmente considerati terzi e attendibili (RGS, UPB, INPS, ISTAT, Banca d’Italia), oltre all’estero (inclusi OCSE e FMI).

Preliminarmente evidenzio solo tre punti della normativa pensionistica.

1. La Riforma delle pensioni Fornero (L. 214/2011, art. 24):

Pensione di vecchiaia. Non ha toccato la pensione di vecchiaia, se non per l’accelerazione dell’allineamento graduale da 60 a 65 anni entro il 2018 delle donne del settore privato (dipendenti e autonome), quindi l’aumento da 65 a 67 anni è ascrivibile tutto a Sacconi, tranne 4 mesi a Damiano, zero a Fornero; e per la riduzione di 6 mesi (da 18 a 12 mesi) della “finestra” per gli autonomi, allineandoli a tutti gli altri (L. 214/2011, art. 24, comma 6); e

Pensioni di vecchiaia e anticipata. Con il comma 5 della L. 214/2011, art. 24, ha opportunamente abolito la “finestra” di 12 mesi (15 per la pensione anticipata) o 18 mesi (21 per la pensione anticipata) Sacconi-Damiano e contestualmente (rispettivamente con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10) ha aumentato l’età base di vecchiaia da 65 a 66 anni e di anzianità (ora denominata “anticipata”) da 40 a 41 anni e 3 mesi, ma solo formalmente e senza evidenziarne il legame, così da un lato si è intestata entrambe le misure e dall’altro ha indotto in errore tutti, inclusi i docenti di Lavoro e Previdenza.

In sostanza, ha copiato nella sua riforma l’aumento deciso da Sacconi un anno e mezzo prima da 65 a 66 anni (per i dipendenti) o 66 anni e mezzo (per gli autonomi, da essa ridotto a 66) e da 40 a 41 anni e 3 mesi. Poi, in un comma diverso, lo ha compensato con l’abolizione della “finestra” (o viceversa). Ingannando tutti (tranne il Servizio Studi della Camera, v. il suo dossier del 2011). Poi, la professoressa Fornero si è lamentata nel suo libro del 2018 e soltanto a due radio (Radio Monte Carlo e Radio 1 Zapping) che l’aumento dell’età di pensionamento (a 66 anni per la pensione di vecchiaia e a 41 anni e 3 mesi per la pensione anticipata, in realtà decisi da SACCONI) le venisse erroneamente imputato. Ma si potrebbe dire: chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

2. Anche l’aggancio alla speranza di vita è stato introdotto da Sacconi, nel 2009, non dalla Riforma Fornero.

3. Anche il metodo contributivo lo ha introdotto la Riforma Dini nel 1995, non la Riforma Fornero. La Riforma Fornero lo ha solo esteso, pro rata dall’1.01.2012, a coloro, relativamente anziani, che avevano già 18 anni di contributi al 31.12.1995 ed erano stati esclusi dalla stessa Riforma Dini del 1995, e che sono ormai già tutti in pensione: questa è la decisione della Riforma Fornero meno incisiva e più sopravvalutata (v. il risparmio esiguo nella Relazione tecnica).

Che cosa rimane? Tolta l’eliminazione delle “quote”, non molto. Oppure dimostratemi che non è così.

Ma questo “poco” Voi lo state moltiplicando per un fattore 2 o 3 o 4 o più, se la Vostra interlocuzione con il Governo è basata nominalmente soltanto sulla reclamata modifica “della Fornero”. Vi sembra razionale? E state premiando quella che è una BUFALA mondiale e, di fatto, un’appropriazione indebita (visto peraltro il mancato rifiuto della professoressa Fornero dell’attribuzione erronea a lei di norme non sue). Vi sembra giusto?

Considerati gli insulti, le maledizioni e le minacce di cui è oggetto da anni, le ho suggerito di querelare i giornali che lo fanno, cioè praticamente tutti. Ma penso che non lo farà mai.

Ovviamente tutti questi errori di attribuzione si riflettono anche sulle periodiche stime di RGS, altra vittima della BUFALA (v. il post in fondo), del risparmio al 2060 dalle riforme delle pensioni dal 2004. La RGS, nella persona del suo massimo responsabile, sbaglia anche, nel periodico decreto direttoriale emanato di concerto con DG Previdenza, a interpretare le chiarissime norme che regolano (i) l’avvio della periodicità biennale dell’adeguamento alla speranza di vita dell’età di pensionamento e dei coefficienti di trasformazione (che ha causato un taglio perenne e ingiusto degli assegni pensionistici di coloro che vanno in pensione dall’1.1.2021; anche di questo Vi ho già informato ma invano!); e (ii) l’esclusione, dal calcolo, delle diminuzioni dell’aspettativa di vita. E questo, nonostante l’intervento del Quirinale, che ha trasformato la mia lettera del 23 febbraio 2018 in un esposto e l’ha trasmesso a MinLav “per l’esame di competenza”. Invano. Perché la Direzione Gen. Previdenza, pur riconoscendo l’errore all’esito della interlocuzione che sono riuscito miracolosamente a intrattenere, non ha voluto sanarlo (sic!). Ne è conseguita una mia petizione nel giugno 2020 al Parlamento, che però non ha ancora trovato una proposta di legge cui va obbligatoriamente agganciata. Ma i parlamentari non hanno l’iniziativa legislativa? Grazie della Vostra attenzione.

Cordiali saluti,

V.

***

Ricostruzione sintetica della bufala mondiale Sacconi-Fornero

Dopo la crisi della Grecia, raccomandazione del 30 novembre 2009 dell’Ecofin ai Paesi membri.

In data 31.05.2010, per rispondere alla raccomandazione dell’Ecofin e contrastare il contagio greco, il Governo Berlusconi vara la prima Manovra straordinaria (DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.07.2010), di 62 mld cumulati a valere per il triennio 2010-12. All’art. 12 è prevista la severa Riforma delle pensioni Sacconi.

Provvedimenti salienti della Riforma Sacconi del 2010 (DL 78/2010, Legge 122 del 2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=):
• aumento dell’età di pensionamento mediante la sostituzione della “finestra” fissa Damiano di 4 mesi in media (L. 247/2007) con la “finestra” mobile di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi, sia per la pensione di vecchiaia (che passa da 65 a 66 anni o 66 anni e 6 mesi), sia per quella di anzianità (che passa da 40 a 41 anni o 41 anni e 6 mesi);
• aumento da 60 a 65 anni (più ‘finestra’ di 12 mesi), quasi senza gradualità, per le lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle ai dipendenti pubblici maschi;
• modificando il DL 78/2009, art. 22-ter, comma 2, convertito dalla L. 102/2009 (Sacconi), introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita a decorrere dal 2014, relativamente alle pensioni di vecchiaia, alle «quote» e all’assegno sociale. Finora ci sono stati tre scatti: 3 mesi nel 2013, +4 nel 2016, +5 nel 2019 = 1 anno, dal 1.1.2019, per cui l’età di pensionamento di vecchiaia è aumentata da 66 a 67 anni.

Provvedimenti salienti della Riforma Sacconi del 2011 (DL 98/2011, Legge 111/2011, e DL 138/2011, L. 148/2011 https://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf:
• per le pensioni di anzianità, la “finestra” di erogazione è aumentata di 3 mesi (DL 98);
• anticipo al 2013 dell’adeguamento all’aspettativa di vita (DL 98);
• estensione al comparto della scuola e dell’università della «finestra» di 12 mesi e rinvio del pagamento della buonuscita (DL 138).

Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL) collaborano con i ministri Tremonti e Sacconi e la presidentessa Confindustria Emma Marcegaglia alla stesura della Manovra primaverile (http://www.repubblica.it/economia/2010/09/04/news/tremonti_l_emergenza_finita_patto_con_l_opposizione_per_l_economia-6747603/), in particolare in materia previdenziale, che vede – pare - 4 versioni man mano peggiorative (il 30 maggio sera, giorno antecedente al varo della Manovra, sul sito del Tesoro la “finestra” mobile era prevista di 6 mesi).

In data 12.06.2010, manifestazione della CGIL contro la Manovra del 31.5 (http://www.flcgil.it/pagine-web/scioperi-e-manifestazioni/contro-la-manovra-economica-del-governo-manifestazione-nazionale-il-12-giugno-2010-a-roma.flc).

In data 25.06.2010, sciopero generale della CGIL contro la Manovra del 31.5 (CISL e UIL non scioperano) (http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/giugno/manovra_economica_cgil_25_giugno_sciopero_generale).

In data 18.10.2010, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si incontrano nella piccola cittadina balneare francese di Deauville. Questo incontro è citato dal Governatore Ignazio Visco nel corso della sua lunga audizione del 19.12.2017 alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. (https://www.radioradicale.it/scheda/528725/commissione-parlamentare-di-inchiesta-sul-sistema-bancario-e-finanziario).

L’attacco al debito sovrano italiano (che seguiva a quelli alla Grecia, all’Irlanda, al Portogallo e alla Spagna) comincia nella primavera 2011 e si accentua nell’estate successiva, con una prima impennata del differenziale BTP-Bund, poco dopo la comunicazione del 26 luglio - improvvisa, parziale e di fatto manipolatoria del mercato - della vendita al 30.06.2011 di sette miliardi di titoli di Stato italiani da parte della Deutsche Bankdegli otto che possedeva l’1.01.2011; ma già in luglio risaliti da uno a tre miliardi, dato che invece fu tenuto nascosto.

In data 6.5.2011, sciopero generale della CGIL contro la politica economica del Governo Berlusconi (CISL e UIL non scioperano) (http://www.rsusiaemic.org/archivio/6_5_2011.pdf

http://m.flcgil.it/attualita/sindacato/6-maggio-sciopero-generale-l-occasione-da-non-perdere.flc).

In data 6.07.2011, anticipando a luglio la Manovra di bilancio triennale per far fronte alle tensioni dei mercati finanziari e su richiesta dell’UE, il Governo Berlusconi vara la prima Manovra estiva (DL 98 del 6.07.2011, convertito dalla L. 111/2011), di 82 mld cumulati a valere per il quadriennio 2011-14). L’art. 18 reca la modifica della Riforma Sacconi: accelerazione dell’allineamento delle donne del settore privato e anticipo al 2013 della decorrenza dell’adeguamento alla speranza di vita.

Crisi: Spread Italia vola a 330 punti dopo aste Btp 29 luglio 2011

(http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/07/28/visualizza_new.html_761113654.html).

In data 5.08.2011, la BCE invia al Governo Berlusconi (e a quello Zapatero, il quale però la chiude in un cassetto e non ne informa nessuno) una lettera, con delle prescrizioni precise, tra le quali l’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 e il completamento della severa Riforma Sacconi: revisione delle pensioni di anzianità (che include le “quote”) e accelerazione dell’allineamento delle donne del settore privato a tutti gli altri.

In data 13.08.2011, in risposta alla lettera della BCE, il Governo Berlusconi vara la seconda Manovra estiva (DL 138 del 13.08.2011, convertito dalla L. 148 del 14.09.2011), di 65 miliardi cumulati dal 2011 al 2014, come contropartita degli acquisti di titoli di Stato italiani nell’ambito del Securities Markets Programme (SMP), per cercare di raffreddare lo spread. Il totale delle tre Manovre è pari a 209 mld cumulati a valere per un quadriennio, ma le misure strutturali, cioè permanenti (ad esempio la severa Riforma Sacconi), valgono tuttora. Tra le misure del DL 138, c’è l’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 chiesto dalla BCE. In materia di pensioni, viene estesa la “finestra” mobile di 12 mesi al comparto della scuola e dell’università e rinviato il pagamento della buonuscita.

Il 22.08.2011, cioè nove giorni dopo l’approvazione della seconda Manovra estiva, la BCE inizia gli acquisti di titoli di Stato italiani sul mercato secondario, che ammonteranno complessivamente, fino al febbraio 2012, a un valore nominale di 218 mld, di cui 102,8 mld di titoli pubblici italiani.

In data 6.9.2011, sciopero generale della CGIL contro la politica economica del Governo Berlusconi (CISL e UIL non scioperano)

(http://www.flcgil.it/attualita/il-6-settembre-sciopero-generale-un-altra-manovra-economica-e-possibile.flc).

Si registra il declassamento del debito pubblico dell’Italia da parte prima di Standard & Poor’s il 20 settembre e, pochi giorni dopo, di Moody’s il 4 ottobre e di Fitch il 7 ottobre.

Al Consiglio Europeo del 23 ottobre 2011 a Bruxelles, sorrisini irridenti in pubblico di Merkel e Sarkozy all’indirizzo di Berlusconi.

In data 26 ottobre 2011, ultimo giorno del Consiglio Europeo, prima lettera del Governo italiano all’UE, redatta sotto la supervisione del ministro della P.A., Renato Brunetta (Tremonti era in rotta con Berlusconi, col quale si scambiava accuse di pazzia). Nella lettera c’è il grave errore dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2026 (che invece valeva soltanto per le donne del settore privato), anziché il 2021.

In data 4.11.2011, il Commissario UE Olli Rehn invia al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dando per la risposta il termine dell’11 novembre, la richiesta di 39 chiarimenti sulla lettera del 26.10.2011.

In data 9 novembre 2011, lo spread BTP-Bund raggiunge il picco di 574 punti base.

In data 10.11.2011, io invio una lettera al Commissario Olli Rehn, che aveva chiesto un’altra Manovra e, forse ingannato dall’errore 2026, ulteriori misure sulle pensioni, tra l’altro invitandolo a distinguere tra le pensioni di vecchiaia, ormai benchmark in UE a 67 anni nel 2021, e le pensioni di anzianità.

In data 11.11.2011 (?), risposta del Governo Berlusconi ai 39 chiarimenti, nella quale viene corretto l’errore sulle pensioni ed evidenziato che l’Italia raggiungerà l’età di pensionamento a 67 anni prima della Germania e molto prima della Francia.

In data 12.11.2011, invio una segnalazione ai media e ad alcuni parlamentari circa l’errore del 2026 in luogo del 2021, a partire dall’ANSA (ore 20:36), alla quale chiedo di emettere un comunicato.

In data 16.11.2011, il Governo Berlusconi IV si dimette e viene sostituito dal Governo Monti.

In data 22.11.2011, pubblico la notizia del grave errore sulle pensioni nel blog di Lavinia Rivara su Repubblica, elencando i numerosi destinatari.

In data 6.12.2011 il Governo d’emergenza Monti vara la sua prima Manovra (DL 201, convertito dalla L. 214/2011) di 63 mld cumulati a valere per il triennio 2012-14; nelle entrate ci sono i 23,7 mld dell’IMU, che coprono da soli l’intero fabbisogno annuo previsto dalla Manovra; all’art. 24 è contemplata la Riforma delle pensioni Fornero, le cui principali misure sono:
• metodo contributivo esteso pro-rata a quelli che erano precedentemente esclusi dalla riforma Dini del 1995 (cioè coloro che nel 1995 avevano già almeno 18 anni di contributi versati), a decorrere dall’1.1.2012 [è la misura della Riforma Fornero meno incisiva e più sopravvalutata, cfr. Relazione tecnica della legge];
• aumento di un anno delle pensioni di anzianità, ridenominate «anticipate», limitatamente agli uomini (da 41 anni e 3 mesi a 42 anni e 3 mesi);
• abolizione delle cosiddette «quote» (somma di età anagrafica e anzianità contributiva;
• accelerazione graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici del settore privato da 60 anni a 65 (più «finestra» mobile di 12 mesi Sacconi-Damiano), per allinearle a tutti gli altri;
• estensione dell’adeguamento all’aspettativa di vita alle pensioni anticipate e modifica della sua periodicità da triennale a biennale, dopo quello del 2019 [cioè dal 2022, ma RGS e DG Previdenza erroneamente lo fanno decorrere dal 2021]; ciò è solo un’estensione della misura decisa da Sacconi, ma quasi tutti (nel mondo) attribuiscono l’adeguamento interamente a Fornero, alimentando la BUFALA;
• riduzione da 18 mesi a 12 della «finestra» mobile per i lavoratori autonomi (equiparandoli, dunque, a tutti gli altri).

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la «finestra» mobile di 12 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base ed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti a 12 mesi, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale. Ed è stato fatto in due commi diversi (5 e 10), senza avvertire del legame. Ciò ha ingannato tutti e alimentato la BUFALA mondiale.

Nel 2012, di fronte alla riduzione delle pensioni del 35% rispetto all’anno precedente, tutti i mass media decantano gli effetti portentosi della Riforma Sacconi. Questo è un esempio:

Il Sole 24 ore Crollano le nuove pensioni. Nei primi nove mesi il 35,5% in meno (e la riforma Fornero non c'entra) di An. C. - 21 ottobre 2012
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-21/crollano-nuove-pensioni-primi-194003.shtml.

In data 6.7.2012, il Governo Monti vara la seconda Manovra correttiva (DL 95, convertito dalla L. 135 del 7.08.2012), di 20.326 milioni di spese e 19.680 di entrate, con un impatto sul fabbisogno di appena 646 mln. Il totale cumulato delle due Manovre è pari a 63 mld, vale a dire (63/209) meno di 1/3 in uno stesso lasso di tempo (circa un anno e mezzo) delle ultime tre di Berlusconi-Tremonti; rispetto al totale della legislatura (330 mld cumulati), appena il 19% contro l’81% del Governo Berlusconi. Ma tutti attribuiscono erroneamente la recessione a Monti, che in più è stato molto più equo di Berlusconi (v. IMU, patrimonialina sui depositi, leggera TTF, modifica dell’iniqua clausola di salvaguardia tremontiana).

Nel luglio 2012, nonostante Mario Monti e la Riforma Fornero, lo spread torna pericolosamente sopra i 500 punti base. Il 26 luglio, Mario Draghi fa la famosa dichiarazione del “whatever it takes” e, senza spendere un solo Euro, fa scendere lo spread a rotta di collo.

Dal 2014 (circa), tutti i mass media, dimentichi di ciò che avevano scritto un paio di anni prima sugli effetti portentosi della Riforma Sacconi, coadiuvati da noti esperti di previdenza (Giuliano Cazzola, Oscar Giannino, Tito Boeri, Pietro Garibaldi, Pietro Ichino, Alberto Brambilla), e dalla stessa Elsa Fornero, che, per varie ragioni, è uno dei principali responsabili della vulgata sulla sua riforma, cominciano ad alimentare la BUFALA sulla Riforma Fornero, che prima inganna 60 milioni di Italiani, inclusi gli esperti, e poi diventa mondiale. Almeno due dei noti esperti citati alimentano la BUFALA scientemente e lo fanno tuttora. Ma decidano loro se è malafede o ignoranza.

Questo ne è un esempio (del medesimo Sole 24 Ore):

Cosa prevede la Riforma Fornero
di Ma.l.C.  20 gennaio 2015
Aumento dell’età pensionistica
Contestualmente la riforma Fornero ha innalzato l'età pensionistica di uomini e donne, stabilendo i requisiti per la “pensione di vecchiaia” (in base all’età anagrafica): minimo 20 anni di contribuzione e 66 anni di età per donne del pubblico impiego e uomini (Pa e privati), 62 anni per donne del settore privato (poi 66 anni e 3 mesi nel 2018), 63 anni e 6 mesi per donne lavoratrici autonome (che diventeranno gradualmente 66 anni e 3 mesi nel 2018).
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-20/cosa-prevede-riforma-fornero-164237.shtml

Essi continuano tuttora, nonostante le mie decine di lettere “circolari”.

Ad essi si aggiungono Maurizio Sacconi e Cesare Damiano. I quali (tra l’altro, v. il post allegato in fondo), in data 14.7.2017, quando erano presidenti, rispettivamente, delle Commissioni Lavoro del Senato e della Camera, arrivano a convocare una conferenza stampa in una sala del Parlamento e distribuiscono un manifesto nel quale attribuiscono l’adeguamento alla speranza di vita a Fornero (http://www.cesaredamiano.org/2017/07/14/appello-a-parlamento-e-governo-sulleta-pensionabile/). Ma poi, verbalmente, Sacconi ammette spontaneamente di essere stato lui a introdurlo (http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/).

Due parlamentari e per giunta presidenti di Commissione parlamentare che, di concerto, mentono volutamente a un gruppo di giornalisti in una sala del Parlamento propalando una loro notizia scritta falsa contro una persona (Elsa Fornero) oggetto di insulti e minacce anche per le decisioni da essi (Sacconi e Damiano) prese in passato, che contribuiscono in gran parte a provocare quegli insulti e quelle minacce, e fornendone essi stessi la prova testimoniale. Dovrebbe scoppiare uno scandalo. Ma, come avviene da 10 anni in questo strano caso della Riforma Fornero (e delle Manovre finanziarie di Monti), neppure questa volta succede nulla.

***

Infine, allego questo mio post, con l’analisi dei singoli commi che hanno originato la BUFALA, e lo stralcio di un mio saggio sulla XVI legislatura (Autopubblicazione Amazon, 2019, 340 pp.) relativo a Elsa Fornero. Sono leggi, in teoria c’è poco da imbrogliare, eppure da 10 anni…

LA RIFORMA DELLE PENSIONI FORNERO È UNA BUFALA MONDIALE

https://vincesko.blogspot.com/2021/10/la-riforma-delle-pensioni-fornero-e-una.html

PS: La BUFALA mondiale sulle Manovre Berlusconi e Monti è ancora più grossa.


Post collegati:
 
Lettera n. 4 alla Ragioneria Generale dello Stato sulla sua BUFALA (almeno) semestrale sulla Riforma delle pensioni Fornero
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Petizione al Parlamento sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza
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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2869794.html
 


**********

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Dialogo (2010) su “Il fumogeno contro Bonanni”

 

Pubblico questa serie di miei vecchi commenti (che avevo in serbo da parecchio come bozza, ma poi me l'ero dimenticata), relativi a una discussione svoltasi nel 2010 nel sito del Circolo “PD-Obama”, in calce ad un post (non mio) dal titolo “Il fumogeno contro Bonanni”.

E’ una discussione che può servire a rinfrescare la memoria su un periodo doloroso e crudele per milioni di Italiani e sul fatto che la gravità e la durata della crisi economica non erano un destino ineluttabile, ma sono state la conseguenza logica di scelte scellerate e inique, da parte sia dei governanti italiani che di quelli UE.

Purtroppo non ho salvato a suo tempo i commenti dei miei interlocutori.

Ai misfatti commessi al tempo del governo Berlusconi-Tremonti, Bonanni ha successivamente aggiunto quello della sua pensione d’oro, costruita ad arte attraverso aumenti abnormi decisi da sé medesimo del suo stipendio. Come si può vedere, avevo prontamente “diagnosticato” che la sua spietatezza eccessiva verso gli altri era il sintomo di una lunga coda di paglia.

 

***

 

Forse per la prima volta in 25 anni (lo incrociai quando su l'Unità fece una serie di articoli molto gradevoli in giro per l'Italia, che il quotidiano del PD ha rifatto quest'anno in Vespa) non sono d'accordo con Michele Serra.

Io credo che si debba andare oltre l'episodio in sé, pur criticabile, cosa che e Michele Serra e Sergio Chiamparino omettono colpevolmente di fare, e prendere consapevolezza della gravità del momento che richiederebbe risposte, in senso verbale ed operativo, adeguate.

Ma, per spiegarmi meglio, riporto il mio commento appena pubblicato su Europa, in calce all'articolo "Gli idioti di Torino", di Giovanni Cocconi. 

Editoriale di “Europa” del 29 luglio scorso, a firma di Giovanni Cocconi:
29 luglio 2010
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/120224/bonanni_fa_ancora_il_sindacalista
link sostituito da:
http://europa.118.aws.dol.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=120224 

Mi pare proprio su “Europa” che qualcuno abbia scritto tempo fa che Bonanni persegue questo tipo di tattica: flessibile, molto flessibile nelle vertenze riguardanti settori esposti alla concorrenza internazionale; dura e rivendicativa invece in quelle relative a settori protetti da tale concorrenza, come con lo Stato.

Allora, vien legittimamente da chiedersi perché Bonanni ed Angeletti abbiano non solo NON proclamato, come la CGIL e tutti gli altri sindacati europei, alcuno sciopero, ma addirittura CONCORDATO (come ha confermato da ultimo Tremonti nell'intervista della settimana scorsa a “la Repubblica”) con i ministri-sedicenti-socialisti Tremonti e Sacconi (che si sono avvalsi, per la materia della previdenza, della “consulenza” di Antonio Mastrapasqua, presidente dell'INPS, un signore che cumula per cariche varie ben 54 – cinquantaquattro – emolumenti!) la manovra correttiva più crudele ed iniqua della nostra storia repubblicana, una manovra che addossa su categorie deboli o debolissime (invalidi come i down, misura poi rientrata, pensionandi inattivi, precari, insegnanti, altri dipendenti pubblici) tutto il peso del risanamento dei conti pubblici (non dell'INPS, che ha un avanzo record di 7,9 miliardi!), e risparmia invece, tranne i farmacisti, tutto il settore privato; e miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti o abbienti come Sacconi, che l'hanno progettata e pervicacemente attuata, non pagheranno - letteralmente - neanche un centesimo. 

Faccio presente che, in Francia, i sindacati francesi hanno scioperato – tutti assieme - contro il progetto di riforma delle pensioni, ritenuta iniqua, che prevede l'aumento di 2 anni, nell'arco di ben 8 anni, dell'età pensionabile, da 60 a 62, e preannunciano una lotta ancora più dura. 

In Italia, ha scioperato solo la CGIL, contro una riforma delle pensioni, inserita con qualche semplice comma nella manovra correttiva, che ha allungato l'età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni, anche per i pensionandi inattivi, più l'adeguamento triennale all'aspettativa di vita. 

Ho già scritto qui su “Europa”che Luigi Angeletti aveva dichiarato che la riforma delle pensioni – l'ennesima in pochi anni! – avrebbe comportato un rinvio del pensionamento di soli 2-3 mesi ed espresse perciò un giudizio positivo sul testo del DL uscito dal Consiglio dei Ministri, che poi ha incredibilmente confermato dopo che tale rinvio si è addirittura triplicato.

Mi chiedo anche come possa un sindacalista degno di questo nome accettare che il rinvio non si applichi ai lavoratori in mobilità, ma solo fino al limite di 10.000 persone (!!), che presumo debba essere perfino incostituzionale, o che, con l'alibi della decisione della Corte di Giustizia UE (che prescriveva solo l'equiparazione uomini-donne), si sia aumentata l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche in pratica anche di oltre 6 anni. 

Non vorrei fare della psicologia spicciola, ma quando una persona – vedi Bonanni o Angeletti o il “talebano” Sacconi o l'incompetente Tremonti – manifesta un sovrappiù di severità, di cattiveria, di crudeltà verso gli altri, l'eziologia, la causa è sempre riconducibile ai sensi di colpa e alle code di paglia per qualche magagna interiore, abbinata a debolezza caratteriale intrinseca. 

La crisi per certi versi drammatica che investe aliquote consistenti e crescenti della società italiana, con un aumento dello scarto tra i ricchi ed i poveri, richiederebbe scelte improntate alla massima equità e giustizia sociale e politici e sindacalisti di ben altra dirittura e tempra morale, che i Bonanni, gli Angeletti, i Sacconi ed i Tremonti.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/121068/gli_idiotibrdi_torino
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/121068/gli_idiotibrdi_torino

Vincesko

P.S.: non so se sia vero, la do con beneficio d'inventario, ma su Il Fatto Quotidiano, i lettori scrivono che Bonanni sia stato in segreto ad Arcore per concordare con Berlusconi non so che cosa.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/08/bonanni-contestato-alla-festa-pd-di-torino-segretario-sfiorato-da-un-fumogeno/58115/

09-09-10


*** 

 

Giovanni, il problema non è Michele Serra (forse inconsapevolmente influenzato dalla sua pancia piena), ma Raffaele Bonanni, indegno - oggettivamente: per quel che fa in concreto - di fregiarsi della qualifica di sindacalista.

E poi, quali milioni di iscritti? Non c'è un censimento certificato, e non c'è perché - ho letto - anche Bonanni vi si oppone. Perché?

Si critica tanto la CGIL, descritta come un centro di potere fatto di burocrati, sordi ai diritti che non siano quelli dei lavoratori regolari a tempo indeterminato. Forse bisognerebbe essere almeno altrettanto severi verso la CISL e la UIL, che sono diventate delle camarille, che spremono a più non posso la mammella pubblica e, per soprammercato, satolli, se ne fottono anche di difendere i diritti dei lavoratori. Basti dire che sono gli unici - ripeto: gli unici - sindacati europei a non aver partecipato alle manifestazioni contro le manovre correttive.

Ed il cui prodest è, nel caso di specie, una emblematica argomentazione da moderati con la pancia piena e/o una delle orecchie tappata.

Quali dietrologie? Anche Europa o non ricordo chi l'ha scritto. E Tremonti lo ha confermato. Poi basta vedere le decisioni...

I fischi, armi estreme da riservare ai neonazisti? Giovanni, scommetto che ti è sfuggita anche questa...

Pochi giorni fa, Blair è stato preso addirittura a scarpate e nessuno si è messo a piangere, come fate voi moderati in Italia.

Vincesko

09-09-10

 

*** 


Io, invece, non sono affatto d'accordo con Paolo:

- primo, perché, in generale, è incongruo pretendere di ragionare sull'effetto di un fatto, di un fenomeno, senza indagarne, analizzarne e commentarne le cause;

- secondo, perché è palesemente e semplicemente una contraddizione logica affermare il diritto di parola per tutti, anche per Bonanni, e poi non riconoscerlo ai commentatori supposti "eterodossi" o OT;

- terzo, perché è salutare, anche in questo caso, far emergere le sensibilità, i punti di vista diversi all'interno del PD e del Circolo "PD-Obama", piuttosto che nasconderli o stigmatizzarli;

- quarto, perché la contestazione a Bonanni è il sintomo evidente del problema più importante, davvero epocale cui stiamo di fronte oggi, che anche il PD deve affrontare: su chi e come deve gravare il peso della crisi economica, che durerà ancora non un paio d'anni, ma un paio di decenni, perché conseguenza del radicale mutamento delle ragioni di scambio, effetto della globalizzazione;

- quinto, last but not least, perché non si è mai visto nella storia che un Paese, sostanzialmente sordo nella sua classe dirigente alle ragioni delle vittime della crisi - milioni di persone -, cioè di quelli che devono pagarne i prezzi, tutti i prezzi (vedi anche l'ultima manovra correttiva), possa andare esente da fenomeni di ribellione, anche violenta.  Meravigliarsene e limitarsi a stigmatizzarli - come ha fatto in maniera francamente per me un po’ridicola ed isterica, l'impreparato Enrico Letta - e non affrontarle alla radice è solo un atteggiamento – controproducente - da anime belle, convinte, nel loro mondo immaginario, che esiste, per forza endogena senza alcun intervento, comunque e sempre solo il bene.

Vincesko

10-09-10


*** 

 

Sì, ma non l'hai detto: ti sei fermata e continui a fermarti su un solo punto, quello che è stato impedito a Bonanni di parlare. Perché non ti esprimi sul resto, incluse le scelte del sedicente sindacalista Bonanni (guarda che questo l'ho già scritto direttamente a lui), che è molto più importante?

D'accordo, ho sentito che la persona che ha lanciato il fumogeno è la figlia di un magistrato, il mondo è pieno di stupidi e violenti, ma in tutti i ceti e sotto varie forme: sei d'accordo?

Quelli erano quattro gatti con la propensione a protestare in maniera rumorosa, ma continui ad estrapolare uno solo degli elementi del problema - il sintomo - e trascuri tutto il resto - le cause - di un problema enorme, serissimo e grave, che ci occuperà e preoccuperà per i prossimi vent'anni: ne sei consapevole?

Lo strabismo - confermato dalla tua accusa infondata di retorica - non è mai indice di una buona qualità della risposta. 

Questo articolo de L'Espresso, con un capitolo del libro-testamento di Edmondo Berselli, ed il commento di Ilvo Diamanti cadono proprio a fagiolo nella nostra discussione:

Cultura
Rivoluzione capitale
di Edmondo Berselli
Finanzieri dal volto umano. E marxisti illuminati dal pensiero cattolico. Per progettare un mondo più equo. Pubblichiamo il capitolo chiave del libro postumo di un grande maestro
(10 settembre 2010)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/rivoluzione-capitale/2134049//0
 
IL LIBRO
La bella economia, testamento di Berselli 
L'ultimo saggio per una società più giusta 
Nel libro scritto durante la malattia l'intellettuale scomparso ad aprile affronta il futuro del capitalismo. Con una ricetta sorprendente
di ILVO DIAMANTI
10 settembre 2010
http://www.repubblica.it/economia/2010/09/10/news/il_testamento_di_berselli_per_una_societ_pi_giusta-6926764
 
Vincesko

10-09-10

 

*** 


E' inutile scandalizzarsi che ragazzi dei centri sociali, avendone la possibilità, esercitino volentieri la loro propensione alla protesta dura, talora anche violenta.

Capisco anche che persone benpensanti, moderate o anche come Michele Serra, intelligenti, gentili e con la pancia piena, stigmatizzino comportamenti siffatti. Capisco anche, addirittura, che lo faccia Sofri, violento pentito, diciamo così. Questo però, secondo me, o meglio secondo il mio infallibile “istinto” (cioè, in sostanza, la parte del cervello che ragiona per conto suo, anche se non ne siamo consapevoli) non è sufficiente, se non si ragiona anche sul fatto se Bonanni meritasse o non una buona salva di fischi, tale da zittirlo: non per sempre, solo una volta.

Cerco di spiegare – spero di riuscirci - il ragionamento del mio “istinto”.

1. Io, quando subisco un torto, evangelicamente, non reagisco contraccambiando con la stessa moneta, ma cercando di capire le motivazioni profonde del comportamento dell'altro. Gli concedo anche una seconda possibilità. Ma, alla terza offesa, reagisco ed applico eventualmente la massima “a brigante, brigante e mezzo”, e posso diventare, se occorre, anche spietato (spietato nel senso proprio, senza pietà).

2. Nel caso di Bonanni è successo proprio questo: egli ha perpetrato nei miei riguardi (e di milioni di altri) più di un sopruso, perché si è prestato – assieme ad Angeletti - a cooperare con l'attuale governo, un governo di destra, ad attuare una politica economica e sociale che è la negazione di quella che dovrebbe essere la stella polare di un sindacalista di centrosinistra: la giustizia sociale. Perché, come diceva il socialista Sandro Pertini, la libertà da sola non basta, ci vuole anche la giustizia sociale. 

3. Il sopruso più macroscopico perpetrato da Bonanni ed Angeletti è stato quello di concordare col governo una manovra correttiva scandalosamente iniqua, che fa gravare il peso del risanamento dei conti pubblici su categorie deboli o debolissime (invalidi, precari, pensionandi inattivi, insegnanti, altri dipendenti pubblici), che perderanno migliaia o decine di migliaia di € in un solo anno, mentre i ricchi ed i ricchissimi non pagheranno letteralmente neanche un centesimo. Oggi, su Repubblica, lo conferma di nuovo Scalfari, che nell'incontro con Paolo Mieli ha dichiarato: Obama nei giorni scorsi ha tassato i ceti più ricchi e stanziato 50 miliardi per opere pubbliche. Da noi hanno fatto una manovra tagliando sui servizi e a me, che sono certamente abbiente, non hanno chiesto una lira in più. Io - ha alzato la voce Scalfari - voglio pagare più tasse. Lo Stato deve tassare i patrimoni oltre un certo livello e ridurre le tasse sui redditi"  http://www.repubblica.it/politica/2010/09/11/news/scalfari_e_mieli_duello_su_mondadori-6961579.

4. Ho già scritto che ho seguito tutto l'iter dell'approvazione della manovra e telefonato  più volte a CISL e UIL percependo una sostanziale sordità ed alla fine ho inviato una dura e-mail a Bonanni ed Angeletti; ne riporto ora il testo:

AL SEGRETARIO GENERALE
AL RESPONSABILE UFFICIO PREVIDENZA CISL
E' inaccettabile che lo slittamento delle pensioni di vecchiaia, previsto in 6
mesi nella stessa bozza del DL sulla manovra economica reperibile sui
principali giornali on-line e nel sito Tesoro.it  fino a ieri sera, sia passato
– chissà perché e senza colpo ferire - a 12 mesi, con un minor introito per i
64enni, a vario titolo disoccupati, di migliaia o decine di migliaia di €,
mentre i percettori di reddito privati, anche milionari, non pagheranno un
centesimo per il risanamento dei conti.
E' inaccettabile che Raffaele Bonanni, nonostante ciò, continui ad esprimere un
giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra finanziaria.
Vien da chiedersi: ma che sindacato è diventata la CISL? E che sindacalista è
Raffaele Bonanni?

Dopo di questa, ho inviato via e-mail il testo della nostra lettera, ma quella alla UIL mi è stata rifiutata dal loro server: evidentemente mi avevano inserito nella loro black list: quando si dice diritto di parola.

5. E c'è un altro motivo. I ministri-sedicenti-socialisti Tremonti e Sacconi, gli ostinati e crudeli ideatori ed attuatori della manovra correttiva, si sono addirittura vantati che non ci siano state manifestazioni di protesta. Lo so, è difficile che lo comprendano appieno perché vivono, come Brunetta, per compensare i loro sensi di colpa, in una loro “realtà parallela”; ma, dopo il fatto di Torino, forse hanno capito l'antifona e staranno un po' più attenti. Anche Bonanni e Angeletti.

6. Il gioco cui si stanno prestando Bonanni e Angeletti è un gioco sporco e miope, indegno di sindacalisti, e che merita tutta la disapprovazione mia e di tutti quelli che sono contro le ingiustizie, le prepotenze, i gretti egoismi. E' un gioco duro che vedrà impegnato il Paese per i prossimi 20 anni. Al mio“istinto” ed alla mia lealtà pare giusto sanzionare, anche severamente, i comportamenti sleali reiterati di coloro i quali, per funzione e collocazione politica, avrebbero il compito della tutela dei diritti e dei legittimi interessi dei più deboli.

Vincesko

10-09-10

 

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Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera
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Lettera al Prof. Mario Deaglio dopo un suo articolo su Tremonti, la sua risposta e la mia replica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2555107.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-al-prof-mario-deaglio-dopo-un.html
 
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Italia-Francia e un editoriale indigesto
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permalink | inviato da magnagrecia il 23/10/2015 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD

 
Marco Bracconi
3 NOV 2014
Rottamare il complotto
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2014/11/03/rottamare-il-complotto/
 
Due giorni fa, ho fatto il seguente commento:
 
http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 3 novembre 2014 alle 20:57

@walterstucco (3 novembre 2014 alle 15:33)

Tesi infondate e conclusione illogica.
1. ”Soprattutto in materia di lavoro ci ha sempre lavorato il professor Ichino”
Parole in libertà. Sono iscritto da anni alla sua newsletter, Ichino ha lavorato per conto suo, il suo DdL riscosse meno del 10% dei voti all’Assemblea del PD sul lavoro; anche a livello parlamentare, il DdL che aveva di gran lunga il maggior consenso era quello proposto da Ghedini-Passoni-Treu.

2. Tesi bizzarre, a) la prima contraddice la precedente: chi ha prevalso, Ichino o Cofferati? b) la cosa “di sinistra” sarebbe l’anarchia e il lassismo verso i giovani che, ogni notte fino all’alba, fanno casino nelle strade e nelle piazze?

3. a) Io sono migliorista da 40 anni, non ho votato Renzi. Come me altri. Quelli che l’han fatto probabilmente se ne sono pentiti. b) Li conosco bene perché ho frequentato per 3 anni “Europa”: gli ex dc che votano PD odiano letteralmente la CGIL, sono in gran maggioranza lontanissimi dai miglioristi e dagli ideali socialdemocratici e, per la loro spietatezza (e non esagero, posso produrre le prove), perfino da quelli caritatevoli cattolici.

4. Anche io critico il mercato del lavoro duale, ma Renzi ha raccontato una balla sesquipedale quando ha detto che lo Stato, come un buon padre di famiglia, si prenderà cura di ogni lavoratore licenziato. Ha stanziato nella Legge di Stabilità 2015, per gli ammortizzatori sociali, 1,6 miliardi (e non si riesce ancora a capire se sono aggiuntivi), ma ne servirebbero 5-10 volte tanto. Che si fa? Si dà credito a un falegname che costruisce tavoli quadrati con 3 gambe, e guarda caso la quarta è quella che va nell’interesse dei povericristi? Un leader serio di sinistra direbbe: l’UE (la Germania) non mi permette di sforare, io nonostante le promesse e le minacce mi sono dovuto adeguare, per fare la riforma che essi vogliono prendo allora i soldi dai ricchi italiani, che sono più ricchi dei Tedeschi. Anche perché so che, per quelli di sinistra, è qui soprattutto che si parrà la mia nobilitade. [1]

Conclusione. Le politiche e i leader politici vanno giudicati dai fatti, dalle scelte concrete: Renzi non è di destra, come si dice, ma racconta troppe balle per essere un buon leader di sinistra e, avendo deciso – come sembra – di portare acqua al mulino dei forti, fa tavoli sghembi, iniqui e precari, similmente a come capitava con i governi di destra, e per giunta cerca di coprire il misfatto con parole propagandistiche. E quindi perché dovrebbe ricevere il voto dei miglioristi? Semplicemente, non lo merita.

Vincesko

 

Segnalo molto volentieri l’editoriale di oggi di Ezio Mauro “Il dramma del lavoro che spacca l'identità della sinistra”  http://www.repubblica.it/politica/2014/11/05/news/il_dramma_del_lavoro_che_spacca_l_identit_della_sinistra-99781591/.

Lo faccio volentieri sia perché, in esso, il "renziano" Ezio Mauro dimostra la sua intelligenza e che, nel giudicare, si attiene laicamente all'analisi dei fatti e delle scelte concrete (come suggerivo nella mia risposta del 3 novembre 2014 alle 20:57 al logorroico e invadente walterstucco), sia perché riecheggia e sviluppa alcuni concetti (lo snaturamento del PD, la scelta di Renzi di aver sposato la causa dei forti contro il lavoro e i sindacati, l’assenza di un’imposta patrimoniale per finanziare il welfare, il rapporto con l'UE) da me espressi (vedi anche il mio posPD, metamorfosi incipiente di un partito http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html ).

Riporto dell’editoriale i passi per me più significativi:

“tagliando a danno dei più deboli e non riformando nell'interesse generale”

“pretendendo quindi un'attenzione particolare alle tutele degli ammortizzatori sociali”.

“Poi poteva dire agli imprenditori che non ci sono pasti gratis neppure per loro, e che dopo la modifica dell'articolo 18 e il taglio dell'Irap dovevano fare la loro parte contribuendo a mantenere i costi della democrazia, quindi del welfare”

“E infine, doveva avvertire il sistema politico e istituzionale, e addirittura l'Europa, del pericolo che attraverso il lavoro salti il nucleo stesso della civiltà occidentale”.

“Ma qui nasce una seconda domanda: per Renzi il Pd è uno strumento opportunistico attraverso cui conquistare il potere o è una scelta culturale, politica, identitaria di responsabilità?”

“La sinistra italiana ha non solo il diritto, ma il dovere (come in altre democrazie) di parlare all'intero Paese. Ma a patto che lo faccia in nome e per conto della sua identità: questo è il punto. Per intenderci: nel New Labour di Tony Blair c'è certo il new, inseguito da Renzi, ma c'è pur sempre il labour, che il Premier non vede”.

“A condizione di non cambiare la propria natura”.

 
[1] La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html


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