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Lettera al Prof. Mario Baldassarri sulla sua intervista, con qualche imprecisione e una strana omissione, sul sorpasso della Spagna a danno dell’Italia




Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa al professor Mario Baldassarri sulla sua intervista al programma radiofonico di Radio1 Tra poco in edicola, sul sorpasso dell’Italia da parte della Spagna in termini di prodotto pro capite, al quale ho partecipato anche io, come radioascoltatore, con un commento. In fondo all'articolo, pubblico la sua cortese, breve risposta e la mia breve replica.


Egr. Prof. Baldassarri,

Ho ascoltato ieri notte le Sue dichiarazioni alla trasmissione Tra Poco in edicola su RAI-Radio1, secondo argomento in scaletta, in merito al sorpasso della Spagna a danno dell’Italia in termini di reddito pro capite PPA (per parità di potere d’acquisto), in ordine alle quali mi permetto di osservare quanto segue, ripetendo e integrando il mio breve commento reso in diretta.


Debito pubblico

Lei ha esordito citando il debito pubblico dell’Italia, che sarebbe il doppio di quello della Spagna. Che a me è parsa subito un’evidente défaillance mnemonica, che può capitare a tutti, poiché il debito italiano è pari a circa il 132% del Pil, quello spagnolo al 99%, mentre al 60% (che evidentemente la Sua memoria ha “traslato” ad oggi) lo era prima della crisi, come ho segnalato all’inizio del mio commento (in realtà, ricordavo male, era al 40%).

Nella successiva replica, anziché scusarsi e ringraziarmi della correzione, Lei ha aggiunto che il debito italiano sia arrivato al 132% mentre quello spagnolo al 98, lasciando pensare che sia cresciuto dopo la crisi più di quello spagnolo, il che è il contrario di ciò che è avvenuto, peraltro rispetto a tutti i Paesi di confronto, poiché l’Italia ha speso molto meno degli altri sia per il salvataggio delle banche, sia per la crescita (vedi appresso). Infatti, il debito italiano è passato dal 103% nel 2008 (2° governo Prodi) al 119% nel 2011 (4° governo Berlusconi, durato quasi 3 anni e mezzo) aumentando di circa 300 mld, passando da 1.600 a 1.900 mld, e al 132% attuale (2.286 mld al 28.2.2018), quindi è ulteriormente aumentato in sei anni di 390 mld, con un incremento percentuale dal 2008 pari al +28,2%; mentre quello spagnolo è cresciuto dal 40% pre-crisi al 99% attuale, con un incremento percentuale del +147,5%, ossia più del quintuplo dell’Italia. Nonostante ciò, l’ammontare degli interessi, grazie alla politica monetaria della BCE, è sceso (inclusi gli swap) dal picco di 86 mld nel 2012 a 66, ma il dato anomalo non è 66 bensì 86 (vedi appresso), anzi, a ben vedere è anomalo anche 66, poiché l'Italia col 4% ha il primato (escluso il Portogallo) dell'incidenza percentuale della spesa degli interessi passivi sul Pil, anche per il mancato controllo del tasso d’interesse prima da parte della Banca d’Italia e poi della BCE, variabile fondamentale atteso che l'unica determinante dell'aumento del debito pubblico, da 25 anni, è la spesa per interessi passivi. 

Aggiungo, come segnalavo nel mio sms di replica (che il conduttore Stefano Mensurati non ha letto), che considerando anche il debito privato (dati OCSE) la situazione dell’Italia (172,5% del Pil) è migliore della Spagna (207,9), della Francia (233,9) e, soprattutto, dell’Olanda (261,3), uno dei maggiori censori abituali dell’Italia, in particolare del suo debito pubblico. Al riguardo, vale la pena di osservare che il FMI, nel recente report sul debito globale, sostiene che occorre contenere il debito pubblico per tenersi pronti agli interventi di salvataggio del settore privato, a fronte di una nuova crisi che si sta profilando all'orizzonte, invertendo preventivamente il focus dal debito privato al debito pubblico, come successe ex post per la crisi 2007-2008.

Inoltre, il rapporto debito/Pil dell’Italia risente della perdita, al denominatore, di circa 150 mld di prodotto a causa della grande recessione.

Infine, va considerato che:

1. Il debito pubblico italiano include attualmente delle poste straordinarie:

(a) aiuti a titolo oneroso agli altri Paesi in difficoltà (circa 60 mld), sui quali l’Italia incassa interessi;

(b) pagamento debiti pregressi PA (oltre 40 mld);

(c) disponibilità liquide del Tesoro (accantonamenti quando i tassi sono molto favorevoli), che variano mese per mese.

2. A fronte di un debito pubblico elevato, l’Italia ha una ricchezza privata elevata e, come abbiamo visto, un debito privato relativamente basso.

3. Infine, avendo un avanzo primario elevato (a differenza della Spagna) e avendo messo sotto controllo la spesa pensionistica (l’età di pensionamento di vecchiaia italiana è benchmark in UE con 67 anni nel 2019), il debito pubblico italiano è giudicato dalla Commissione Europea e da Centri Studi internazionali il più sostenibile nel lungo periodo.


BCE

Lei, poi, ha menzionato la riduzione dell’ammontare degli interessi passivi, grazie alla politica monetaria della BCE (“santo Mario Draghi”, ha detto). Nulla di più immeritato. E’ vero che poteva anche andare peggio con un tedesco al posto di Draghi, ma la politica monetaria espansiva della BCE è cominciata con ben sei anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoY.[1] Nel frattempo, fino al risolutivo “whatever it takes” del luglio 2012, e poi al QE, deciso in gennaio 2015 e implementato nel marzo successivo, c’è stato, in alcuni Paesi dell’Eurozona, il massacro figurato di centinaia di milioni di poveri cristi e il massacro letterale di centinaia di suicidi.

__________

[1] Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE


Politica economica

Come segnalavo nel mio commento radiofonico, (i) il sorpasso è il frutto della politica economica divergente consentita dalla Commissione Europea: restrittiva all’Italia (fino al 2014), alla quale poi è stata concessa con difficoltà una relativamente misera e tardiva flessibilità rispetto al fabbisogno; molto espansiva, invece, alla Spagna, alla quale è stato permesso di sforare, e di parecchio, il limite del 3% per 10 anni, come è facilmente ricavabile da questa tabella comparativa su dati EUROSTAT[2]:

__________

[2] EUROSTAT – Deficit/Pil
...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Italia...........-1,5...-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4
Francia…...-2,5...-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4
Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5
Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7...-9,6...-7,7...-8,3..-5,6..-5,6..-4,4...-3,0
Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1..+0,3..+0,7.+0,8
Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4...-5.0...-4,3..-3,9...-2,4...-2,3..-2,1..+0,4
Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7..-5,9..+0,7
Irlanda.......+0,3..-7,0..-13,8.-32,1.-12,6..-8,0...-5,7..-3,7..-2,0..-0,6
Portogallo..-3,0..-3,8…-9,8..-11,2..-7,4...-5,7...-4,8..-7,2..-4,4..-2,0
http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200


E (ii) l’Italia è stata costretta a varare manovre correttive mastodontiche per un ammontare complessivo di ben 330 mld (e le misure strutturali valgono tuttora), 4/5, pari a 267 mld, dal governo Berlusconi e 1/5, pari a 63 mld, dal governo Monti,[3] anche per input (eufemismo) della BCE (vedasi la lettera del 5.8.2011), con prescrizioni dettagliate, in palese violazione dell’art. 7-Indipendenza Statuto BCE, poiché l’indipendenza tra la BCE e gli Stati membri deve essere reciproca.[1]

__________

[3] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Su questo, che è un dato fondamentale per comprendere e spiegare ciò che è successo, incluso il sorpasso da parte della Spagna, Lei inspiegabilmente ha omesso di pronunciarsi.

Mi permetto di ri-rammentargliele. Traggo dal documento[3] (fonti: Il Sole 24 ore e CGIA di Mestre):

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.[1 o 2]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è anche peggio.

E poi (fonte ISTAT):

Politica fiscale del Governo italiano

In definitiva, la politica fiscale durante la crisi, in parte scelta dal Governo Berlusconi-Tremonti ed in parte imposta al Governo italiano dall’Unione Europea e dalla BCE, anche a causa delle debolezze extratecniche del PdC Berlusconi e della perdita di immagine del Paese (Placebo di Peter: Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti), che si riverberò sul Governo Monti, fu contrassegnata da fattori univoci nel senso della recessione:

a) la quasi assenza di misure anticicliche (meno dello 0,5% fu destinato alla crescita, contro il 2-3% medio negli altri Paesi);

b) l’avanzo primario, tranne il 2009-2010, culmine della crisi, fu consistente: “L’Italia ha registrato nei cinque anni considerati (2008-2012) un avanzo primario cumulato pari a circa il 5,4 per cento del Pil 2012, contro un disavanzo medio del 7,4 per cento nell’area dell’euro. La Germania ha conseguito un avanzo primario, pari a 4,7 punti percentuali di Pil, mentre la Francia ha conseguito un disavanzo primario per 7,4 punti percentuali. Eccezionali livelli di disavanzo si sono registrati in Irlanda (59 punti percentuali di Pil), Spagna (35 punti percentuali) e Grecia (30 punti percentuali)”;

c) una politica fiscale divergente rispetto a tutti gli altri Paesi[6]: “Nel confronto complessivo, si evidenzia il grande sforzo di consolidamento fiscale compiuto dall’Italia nel periodo della crisi: il nostro è stato l’unico paese della Uem a non aver attuato nel complesso politiche espansive, presentando effetti cumulati restrittivi per oltre 5 punti di Pil. Nell’area dell’euro l’impatto è risultato espansivo per 13 punti di Pil, in Francia per 14 e in Germania per 6.”; e sprecando d) [...]


Salvataggio banche

Lei ha, invece, criticato l’assenza di interventi a favore delle banche italiane, ripetendo la vulgata che imputa questi mancati interventi alla responsabilità del governo in carica, che come è noto era il governo Monti. Ma rilevo: a differenza della Spagna che, come ho affermato in diretta, ha beneficiato di aiuti del Fondo salvataggio europeo per oltre 40 mld (di cui una decina dell’Italia), come segnalato nel predetto sms, l’Italia non l’ha fatto perché, come ha confermato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, le sofferenze bancarie sono cresciute gradualmente e notevolmente solo dopo il 2011, correlativamente al prolungarsi della grande recessione, a causa della quasi assenza di misure anticicliche.

Traggo di nuovo dal documento[3]:

d) l’assenza della necessità di interventi di salvataggio delle banche - esclusa dalle stesse banche (a ragione, poiché le sofferenze quadruplicarono nell'arco di 6 anni soltanto per il prolungarsi della crisi, come ha confermato il Governatore Visco nel corso dell’audizione citata) -, allora in regime di bail-out (salvataggio esterno con soldi pubblici): “L’Italia ha attuato solo piccoli interventi a sostegno del settore finanziario, meno di due decimi di punto in termini di Pil del 2012 rispetto a un ammontare complessivo nell’area dell’euro pari a 5,5 punti. I governi che hanno finanziato in misura maggiore le banche con emissioni di debito pubblico sono stati l’Irlanda (28 per cento del Pil), la Grecia (20 per cento), la Germania e Cipro (10 per cento)”.


Conclusione

Com’è noto, il convitato di pietra di qualunque analisi riguardi l’Italia è, secondo l'opinione dei Tedeschi e quindi dell'UE, il debito pubblico (anche parecchi Italiani, incluso il conduttore Stefano Mensurati, la pensano così, però a differenza degli stranieri non citano mai tra le misure da prendere per ridurlo l'imposizione sulla ricchezza dei ricchi); dall’altra parte, dal punto di vista dell’interesse italiano, secondo l'esperienza di questi decenni, incide la scarsa schiena dritta (il prof. Sapelli adombra una sottomissione che rasenta la fellonìa) dei politici italiani quando sottoscrivono impegni dannosi per l'Italia (si veda, ad esempio, l’Unione Bancariamonca finora del terzo pilastro, ossia l’assicurazione dei depositi bancari). Per il primo – il debito pubblico -, a mio avviso, occorre riesumare le vecchie proposte di piani taglia-debito che prevedono un ruolo chiave dell'imposta patrimoniale sui ricchi (che si sono ulteriormente arricchiti con la crisi, anche attraverso la via surrettizia di addossare il risanamento dei conti pubblici sui non ricchi), che sono argomento, com’è noto, molto delicato e ostico, che vede una folta schiera di agit-prop ben retribuiti e, purtroppo, anche milioni di UTILI IDIOTI poveri prendere le difese dei ricchi (fenomeno bizzarro che incuriosì molto Einstein, che chiese lumi a Freud, cfr. “Perché la guerra?”); per il secondo - la schiena dritta -, forse è addirittura più difficile, poiché bisognerebbe fare assegnamento su esponenti sovranisti e quindi si rischierebbe di dover contare su populisti incapaci e sfaticati alla Salvini, sempre che questi non faccia una marcia indietro peggiore di quella che vide protagonista il tosto Renzi.

Quindi, a mio avviso, è giusto come Lei propone da anni tagliare la spesa corrente improduttiva, ma è necessaria anche l’assunzione di responsabilità da parte dei nostri ricchi per riparare la grossa perdita dell’impianto idraulico e rafforzare i muri maestri. Linevitabile domanda conseguente è: ci sentiranno da quest’orecchio o ripeteranno la finzione del 2011 quando, col governo Berlusconi, la casa bruciava e poi lasciarono che a provvedere fossero soprattutto i poveri cristi?[3] 

Anche per farsi perdonare le misure scandalosamente inique adottate dal governo Berlusconi-Tremonti, quando Lei era presidente della Commissione Finanze (lungi da me, beninteso, l’intenzione di sottovalutare il ruolo della ben più strategica Commissione Bilancio del Senato, retta allora dal Sen. Antonio Azzollini, fedele esecutore del ministro dell’Economia Giulio Tremonti[3]), perché, egregio Professore, quando parla del debito pubblico, non riorienta leggermente il suo focus di accurato analista economico nel senso dell’equità delle misure secondo capacità di reddito e consistenza patrimoniale?

Cordiali saluti,

V.


PS: E’ la seconda volta che Le scrivo, la prima fu nel 2011 in merito all’errore che faceste quasi tutti sul raggiungimento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2026, in luogo del corretto 2021, errore che forse costò caro all’Italia.[3]


***


Riporto la risposta del prof. Baldassarri e la mia replica.


Radio RAI Tra poco in edicola del 21 aprile 2018

Pres. Mario Baldassarri<presidente@economiareale.it>(presidente@economiareale.it)

23/4/2018  14:17

A:  v  


Caro V.,

ho letto con attenzione le sue osservazioni. Come può ben capire è difficile argomentare in modo completo e preciso in una trasmissione di pochi minuti.

Se mi manda un suo indirizzo postale avrò piacere di farle avere i miei ultimi due o tre libri nei quali potrà meglio valutare le mie analisi e le mie posizioni.

Cordiali saluti,

Mario Baldassarri



Re: Radio RAI Tra poco in edicola del 21 aprile 2018

Da:  v

23/4/2018  22:16


Caro Presidente Baldassarri, 

Non ho letto i Suoi libri, ma ho letto o ascoltato e apprezzato in passato le Sue analisi accurate e so che Lei è stato allievo di Franco Modigliani. Proprio per questi due motivi, ho ascoltato con qualche comprensibile sorpresa le Sue dichiarazioni alla radio e mi sono permesso di commentare. Ma ha ragione, la sede, il tempo insufficiente e forse anche l'ora tarda giustificano un approccio non approfondito e qualche imprecisione. 

La ringrazio per l'offerta dei Suoi libri, in linea con la Sua abituale gentilezza, ma ometto di comunicarLe il mio indirizzo postale, perché mi sembrerebbe di abusare della Sua generosità. Se mi posso permettere, Le chiedo invece di contribuire, Lei che conta molto più di me, a fare chiarezza sui temi da me affrontati nella lettera e nei documenti linkati, che hanno fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all'estero, e sui quali faccio controinformazione da sette anni, una vera fatica di Sisifo.

Cordiali saluti,

V.



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Per far cambiare rotta all’UE la speranza è necessaria ma non sufficiente

 
di Vincenzo Comito
Le quattro variabili per cambiare rotta
19/12/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Le-quattro-variabili-per-cambiare-rotta-27664
 
 
Citazione: Un cambiamento della politica tedesca, una coalizione di forze tra i paesi del sud Europa, la vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna, misure forti della Bce”
 
1. Cambiamento della politica tedesca
I Tedeschi sono, psicologicamente, talmente arroganti da rasentare l’ottusità. Temo che non cambieranno la loro politica neppure se questa – come sta già avvenendo – danneggerà anche loro.
 
2. Coalizione di forze tra i paesi del sud Europa
E’quella che sarebbe necessaria per far cambiare a brutto muso agli arroganti Tedeschi la loro politica, che finora li ha avvantaggiati, ma purtroppo gli unici due Paesi che lo potrebbero fare – la Francia e l’Italia – sono retti da due mediocri: Hollande e l’ex tosto Renzi.
 
3. Vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna
Effettivamente è la variabile più promettente di un cambio di rotta dell’UE, speriamo – se vinceranno - abbiano la forza di “convincere” la Francia e l’Italia, senza le quali l’aggiustamento ci sarà, ma sarà parziale e di basso profilo.
 
4. Misure forti della Bce
E’ la variabile determinante, poiché la BCE è l’unica, stante l’ostracismo dei poteri forti all’imposta patrimoniale sui ricchi e alla TTF rafforzata, ad avere i soldi che servono: almeno 3.000 mld, per acquistare una parte consistente del debito pubblico e, riducendo di conseguenza sensibilmente la spesa degli interessi passivi, rendere possibile un’adeguata politica fiscale degli Stati (taglio di tasse e aumento di spesa).
 
Conclusione
Citazione: “A fine 2014, il quadro europeo non appare confortante. Ma forse ci sono altre forze all’opera che non riusciamo a vedere e le novità che potrebbero manifestarsi su questi quattro fronti potrebbero essere più importanti. Speriamo”.
 
La speranza è necessaria ma non sufficiente. Le novità hanno bisogno di una spinta dal basso, visto che al vertice comandano “bottegaie” (Merkel), ostinate cani da guardia degli interessi dell’establishment teutonico, e mediocri e molli (Hollande e Renzi). La probabilità è di una su un miliardo di miliardi, ma chissà che la novità importante non possa scaturire da una deliberazione dell’organo più democratico dell’UE – il Parlamento Europeo – in ordine alla… mia petizione contro la BCE, che ne sancisca le violazioni statutarie e la induca finalmente ad affrancarsi dal veto tedesco (che rappresenta 1/24 del Consiglio direttivo della BCE) e a fare quel che serve nell’interesse dei popoli dell’Eurozona. J
 
 
Post collegati:
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html
 
Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823865.html
 
N. 16 post sulla Germania, lo spread ed altro:
 
(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 
(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html
(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html
(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html
(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html
(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html
(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html
(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html
(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html
(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811768.html
(16) False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html
 

Un progetto per l’Italia contro il declino


Descrizione: Vincenzo Atella
Vincenzo Atella
Professore di Economia e Direttore CEIS Tor Vergata
Un progetto per l'Italia
Pubblicato:30/10/2013 14:58
http://www.huffingtonpost.it/vincenzo-atella/un-progetto-per-litalia_b_4177242.html
 
Il declino dell’Italia è un tema molto importante e molto dibattuto da anni; nonostante questo non si riesce ad invertire la rotta, come auspicato anche nel Manifesto. 
Tra le cause del declino, qualche commentatore indica il calo demografico; qualche altro, con un approccio più storiografico, l’essere l’Italia un Paese cattolico contro-riformato.
In primo luogo, osservo che la Spagna, Paese molto simile al nostro sia per il basso tasso di natalità che per essere un paese profondamente cattolico, stava facendo registrare, prima della crisi originata dai mutui subprime nel 2008, uno sviluppo così ragguardevole da consentirle forse di sorpassarci entro un paio d’anni in termini di reddito pro-capite, dopo una rincorsa durata meno di 20 anni.
In secondo luogo, anche nell’Italia del Rinascimento – come scriveva tempo fa Geminello Alvi sul Magazine del Corriere della Sera – si facevano pochi figli, “eppure ne derivò un misterioso concentrarsi di energie, da cui emanò una delle civiltà umane più alte e meraviglie senza fine”.

Evidentemente, sia nella Spagna moderna che nell’Italia del Rinascimento, si è concretizzata quella condizione fortunata che Robert Musil, ne “L’uomo senza qualità”, sintetizza nella felice espressione “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”.
Lo spirito giusto, questo è ciò che prioritariamente occorre ricreare, senza di esso tutto diventa più difficile, se non impossibile, come si vede in Italia da troppo tempo.

Per lo sviluppo, mi viene in mente la teoria di Richard Florida delle 3T, cioè tecnologia, talento e tolleranza, “le quali devono essere sempre associate per garantire lo sviluppo, che a sua volta non dipende dal basso costo del lavoro o dalla capacità di attrarre le aziende, ma dalla capacità di attrarre i creativi” (3T: la chiave della competizione mondiale. D’altronde, quartieri degradati di grandi città hanno potuto rigenerarsi proprio attraverso la scelta di convertirsi in o almeno ospitare attività culturali e creative, le quali evidentemente forniscono i propellenti giusti: tolleranza — > apertura al nuovo — > contaminazione — > ibridazione — > talento geniale (“Non avvi genio sine ibridatione” (Guicciardini) — > spirito positivo e vitale, la precondizione di qualunque progetto di sviluppo.

Perché negli Italiani non si crea lo “spirito giusto”, anzi ad esso si è da tempo sostituito uno “spirito negativo”, al Sud, al Centro e al Nord, che ne sostanzia un atteggiamento pessimistico-irrazionale? Io provo, ottimisticamente, a capovolgere la domanda: in un popolo, lo “spirito giusto” si realizza “naturalmente”, se non vi si frappongono freni ed ostacoli, tolti i quali lo si ricrea.

Le cause sono molteplici, ma tre s’impongono su tutte e si alimentano vicendevolmente: 1) il tappo gerontocratico, favorito da una cultura ameritocratica (di derivazione cattolica), che impedisce l'indispensabile ricambio e toglie linfa vitale; 2) il ‘mammonismo’ imperante, prodotto e diffuso in quantità industriale dalla fucina familiare in cui domina la figura della mamma, coadiuvata spesso da babbi mammoni, a cui si è ora aggiunta la scuola, a causa della sua “femminilizzazione”. E tutti inclini allo sport nazionale più diffuso: la lamentela sterile perenne.

Dunque, a) investiamo sulla donna-mamma con un Progetto educativo decennale, per farne una madre (se non una matrona romana); b) immettiamo nel circuito educativo tonnellate, vagoni, bastimenti di logica e di sano pragmatismo: logica dell’antica Grecia e pragmatismo anglosassone, per dare nuova linfa all’albero bimillenario della nostra civiltà, per farci dire, con il grande imperatore romano Adriano: “[…] tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso ch’era stato necessario il rigore un po' austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’animo, in realtà.” (Margherite Yourcenar, “Memorie di Adriano”).
E c) così – sicuramente – anche l’asfissiante tappo gerontocratico - una gerontocrazia bulimica che tutto fagocita - sarà spazzato via.

Buon lavoro a tutti (noi).

 

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1]

Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]

Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)”[3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro.

 

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

Il declino dell’Italia. E’ un tema molto dibattuto in questo periodo. Un declino che, a parere di tanti, caratterizza sia la realtà nazionale che quella locale.

Tra le cause del declino, qualche commentatore indica il calo demografico; qualche altro, con un approccio più storiografico, l’essere l’Italia un Paese cattolico contro-riformato. [4]

In primo luogo, osservo che la Spagna, Paese molto simile al nostro sia per il basso tasso di natalità che per essere un paese profondamente cattolico, sta facendo registrare uno sviluppo così ragguardevole da consentirle forse di sorpassarci fra un paio d’anni in termini di reddito pro-capite, dopo una rincorsa durata meno di 20 anni. [5]

In secondo luogo, anche nell’Italia del Rinascimento – come scriveva tempo fa Geminello Alvi sul Magazine del Corriere della Sera – si facevano pochi figli, “eppure ne derivò un misterioso concentrarsi di energie, da cui emanò una delle civiltà umane più alte e meraviglie senza fine”. [6]

Evidentemente, sia nella Spagna moderna che nell’Italia del Rinascimento, si è concretizzata quella condizione fortunata che Robert Musil, [7] ne “L’uomo senza qualità”, sintetizza nella felice espressione “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”.

Perché, dunque, negli Italiani non si crea lo “spirito giusto”, anzi ad esso si è da tempo sostituito uno “spirito negativo”, sia al Sud che al Centro-Nord, che ne sostanzia un atteggiamento pessimistico-irrazionale? Come fare per ricrearlo?

     Io ho provato, ottimisticamente, a capovolgere la domanda: in un popolo, lo “spirito giusto” si realizza naturalmente se non vi si frappongono freni ed ostacoli; quali possono essere questi freni ed ostacoli – profondi, antichi e diffusi – se non di tipo culturale (in senso antropologico e non)? Essi, poi, sono il sostrato – e ne amplificano gli effetti – di quelli pur esistenti e reali, quali l’insicurezza, la precarietà, talora l’impoverimento, la criminalità, l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, il conflitto perenne tra i partiti politici.

Limitandomi al Sud, due, a mio avviso, sono i principali freni ed ostacoli “culturali” al cambiamento: il primo è quello riassumibile nell’espressione “ogni meridionale si crede un padreterno, quindi perfetto, non ha bisogno di migliorare” (Tomasi di Lampedusa lo scrive ne Il Gattopardo, riferendosi ai Siciliani) [8]; ma è da leggere, ovviamente, in senso opposto: in Ricordi della casa dei morti, il grande scrittore russo Dostoevskij [9] scrive: ”Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. L’altro freno è rappresentato dalla donna meridionale: tesi solo apparentemente semplicistica e datata, sicuramente provocatoria e piuttosto “pericolosa”. Senza alcun intento anti-femminista, anzi come frutto di una lunga e profonda riflessione partita da un pregiudizio inizialmente positivo, io reputo la donna meridionale (prepotenza privata, assenza pubblica: binomio forse non casuale) uno dei principali fattori di conservazione e di freno nel Sud (caratteri comunque molto sottovalutati o sottaciuti), soprattutto nel suo ruolo di mamma e/o d’insegnante. (Scriveva Sigmund Freud, nel 1908, in uno scritto intitolato “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”: “[…] L’educazione proibisce alle donne d’interessarsi intellettualmente di problemi sessuali, benché provino tuttavia un’estrema  curiosità per essi, e le intimorisce condannando tale curiosità come non femminile e come segno di disposizione peccaminosa. In questo modo rifuggono da qualsiasi forma di pensiero e il sapere perde ai loro occhi ogni valore. […] Penso che l’indubbia inferiorità intellettuale di tante donne possa piuttosto farsi risalire all’inibizione di pensare resa necessaria dalla repressione sessuale.” [10] – A me pare una spiegazione illuminante, plausibile, forse ancora attuale.).

Con qualche attenzione anche al ruolo di mamma Chiesa (con la quale il cittadino laico riesce a instaurare facilmente un dialogo ed un rapporto proficuo sul versante della “solidarietà” – uno dei due pilastri della laicità – ma non altrettanto su quello della “tolleranza” – l’altro pilastro della laicità – e dell’agire civico): mamma + insegnante-donna (oggigiorno, la stragrande maggioranza del corpo docente) + Chiesa sono state e sono oggi – forse ancora di più – una miscela formidabile e preponderante nell’educazione delle generazioni meridionali. Io credo fermissimamente che il Sud (e l’Italia) abbia molto bisogno di padri (e di amministratori pubblici) congruamente severi – quasi assenti - e meno di mamme, onnipresenti. Scrive Anna Maria Ortese [11] ne Il mare non bagna Napoli: “Esiste, nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni”.

Quali proposte si possono allora avanzare per la Campania (e il Sud)?

Fra di esse vi devono essere certamente l’adeguamento infrastrutturale, l’incremento della spesa in ricerca e innovazione, una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione [12] ed un feroce contrasto alla criminalità organizzata [13]. Ma la più importante, la premessa perché quelle prima indicate possano essere davvero efficaci, è la riforma culturale. Essa – poiché gli investimenti in infrastrutture, in ricerca, ecc., pur necessari, non possono bastare – è la condizione principale per far vivere alla Campania (e al nostro Mezzogiorno) una potente e dinamica stagione di sviluppo, capace di colmare gradualmente e definitivamente il divario con il resto del Paese e con il resto d’Europa. Lo scarso apporto delle donne all’economia del Sud [14] rende questa radicale trasformazione culturale assolutamente non più rinviabile. Se il reddito pro capite della Campania facesse registrare – rispetto a quello della Lombardia, attualmente quasi doppio [15] – un differenziale positivo pari mediamente al +2% annuo, impiegherebbe circa 34 anni a colmare il divario, circa 68 anni se il differenziale favorevole fosse del +1%.

Per la Campania (e il Sud), occorre, quindi, delineare una strategia e definire dei programmi e dei progetti – scolastici, culturali, economici – che attuino un piano integrato le cui direttrici di attacco seguano questa successione logica: creazione dello spirito giusto - - > rimozione degli ostacoli al suo naturale dispiegarsi - - > riforma culturale - - > soggetto e oggetto protagonista: soprattutto la donna, da trasformare da problema e fattore di conservazione a risorsa e motore del cambiamento, attraverso un’azione di sostegno corposo e a lungo termine, indirizzata:

        a) alle famiglie, a partire dalle donne in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (dopo forse è già tardi), seguendo – in una sana logica di benchmarking – i dettami del migliore, più innovativo, più efficace e meno costoso metodo, quello finlandese (cfr., tra l’altro, l’illuminante articolo del prof. Massimo Ammaniti su la Repubblica del 26.7 u.s. [16]), un metodo capace più e meglio degli altri di affrontare, in un’ottica di prevenzione, oltre al rischio – quantificabile nel 20% circa dei casi – di fenomeni di depressione della madre e di problemi altrettanto seri, di vario genere, riguardanti i piccoli figli, anche l’inconsapevole e meccanico “trasferimento” – a causa della coazione a ripetere che perpetua una “catena”, che va quindi spezzata in tempo – dalla madre al figlio – ed ancor più alla figlia – di comportamenti inconsapevolmente dannosi e pregiudizievoli allo sviluppo affettivo normale del figlio, origine di futuri problemi;

b) alla scuola: riequilibrio del rapporto numerico docenti uomini-donne; miglioramento delle performance didattiche, segnatamente in matematica; incremento delle iscrizioni alle Facoltà scientifiche e del numero dei laureati – assoluto e relativo – nelle stesse (Adam Smith, ne La Ricchezza delle Nazioni, [17] critica l’eccessivo numero di avvocati in Gran Bretagna, poiché – scrive – solo 1 avvocato su 20 può campare bene dei proventi delle sua professione); immissione nel circuito educativo di tonnellate, vagoni, bastimenti di logica (siamo o no la Magna Grecia? [18]) e di sano pragmatismo [19] (vogliamo o no avvicinarci ai paesi più evoluti?): logica greca e pragmatismo anglosassone, per dare nuova linfa all’albero bimillenario della nostra civiltà meridionale, per farci dire, con il grande imperatore romano Adriano [20]: "[…] tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso ch’era stato necessario il rigore un po' austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’animo, in realtà.” (Margherite Yourcenar, Memorie di Adriano); [21]

c) agli organismi socio-culturali (ivi incluse le Parrocchie: abbiamo ora a Napoli un arcivescovo – il cardinale Crescenzio Sepe – che è di tutta evidenza persona capace, concreta, intelligente, teniamone conto noi laici): divulgazione di modelli femminili positivi – esempi di passione civile e civiche virtù – come Eleonora Pimentel Fonseca, [22] la quale – nel ritratto che ne fa Benedetto Croce [23] nel bel libro La Rivoluzione napoletana del 1799 – ascrive in parte l’arretratezza del suo paese d’origine, il Portogallo, alla “negligenza delle scienze matematiche […] giacché nelle nazioni illuminate i gradi di felicità son da calcolarsi in quelli degli avvanzamenti in queste scienze”; attenzione particolare ai concreti processi educativi riguardanti le donne (“Chi educa un bambino educa un uomo, chi educa una bambina educa una famiglia”), per misurarne le ricadute pratiche, anche quelle di ordine sociale (come ad esempio nel caso della gestione della spazzatura a P***, dove la maggioranza, costituita all’80% da donne, vecchie e giovani, non rispetta, nonostante reiterate sollecitazioni, né gli orari né le modalità di deposito: il grave problema della spazzatura a P*** e in Campania [24] è un problema che andrebbe “declinato” essenzialmente… al femminile); diffusione e promozione assidua di concetti-guida quali “Io, meridionale, non sono un padreterno, quindi perfetto: posso migliorare”, o anche “La lamentela è peccato”, e di insegnamenti culturali favorenti il senso civico, l’etica della responsabilità, la propensione al rischio, la partecipazione (“Tutti erano indifferenti qui quelli che desideravano salvarsi. Commuoversi, era come addormentarsi sulla neve” – ancora da Il mare non bagna Napoli, libro “terribile”, ma per alcuni aspetti forse più illuminante di tanti testi di sociologia, scritto – mi piace rimarcarlo – da una donna).

Quali proposte si possono indicare per P*** (e cittadine similari)? Premesso che, a giudizio di un cittadino di adozione com’io sono, essa è una delle migliori, più gradevoli e ordinate cittadine della provincia di Napoli, in particolare per quanto riguarda la struttura urbanistica, che mi pare riecheggi quella “ippodamea” delle antiche città romane, [25] o la struttura geometrica della più moderna Torino, io avanzo le seguenti proposte:

    1) l’elaborazione e la realizzazione di un Progetto Integrato Educativo che contempli: a) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto pilota che attui, prima in ambito territoriale locale e poi in quello provinciale e regionale un programma di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli, secondo i dettami del metodo finlandese, coinvolgendo sia le strutture pubbliche (Comune, ASL, ecc.) che le Associazioni presenti e operanti sul territorio; [26] b) un rafforzamento dell’interrelazione fondamentale scuola-città, finalizzato specificamente ad accrescere la diffusione e la promozione del senso civico, della partecipazione, della propensione al rischio, dello studio delle materie scientifiche; c) la istituzione di borse di studio destinate esclusivamente a studenti universitari in discipline scientifiche, più congruenti con lo sviluppo del Paese e con la vocazione industriale del territorio di quelle in materie umanistiche, pur importanti; d) la previsione nel bilancio comunale di premi e incentivi da destinare esclusivamente ai futuri laureati in discipline scientifiche, prevedendone la consegna in un’apposita cerimonia pubblica solenne; e) in prospettiva futura, l’insediamento di un Centro Studi scientifici e tecnologici, che aiuti e rafforzi la vocazione industriale di P***, anche agevolando la nascita e lo sviluppo sul territorio di imprese innovative; f) la previsione nel bilancio comunale di incentivi alla pratica sportiva esclusivamente negli sport che rafforzano l’autodisciplina e l’autostima, prioritariamente per le donne; e g) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto che faccia di P***, in gemellaggio con una città dell’Emilia Romagna, “la città della bicicletta al femminile”, contemplando anche la costituzione di pattuglie di Polizia Municipale in bicicletta.

    2) L’elaborazione di un Progetto di Sviluppo Economico, che: a) contempli la (ri)definizione del modello di sviluppo; b) rafforzi o integri la vocazione attuale e/o il riposizionamento economico-produttivo; c) attui un solido collegamento col mondo della ricerca; d) pianifichi, realizzi ex novo e/o integri un distretto industriale (PMI), costituito da aziende innovative (tra cui spin-off e start-up tecnologici) frutto della collaborazione con i Centri di Competenza [27] e gli altri Enti di ricerca regionali, coinvolgendo in primo luogo le risorse umane più qualificate, giovani e non, presenti sul territorio, e utilizzando anche i finanziamenti agevolati europei, nazionali e regionali; infine, e) agganci, se possibile, l’opportunità di fare del Mezzogiorno il principale raccordo, attraverso il Mediterraneo, tra l’Europa e l’Asia.

Sono tutti obiettivi perseguibili e raggiungibili, se c’è il concorso di una decina di persone (non di più), perché i team pletorici sono inefficienti e più difficilmente gestibili). Queste persone – uomini e donne, giovani e non, appartenenti alla società civile, alla politica, all’economia, agli organismi socio-culturali, alle parrocchie, alle istituzioni – formerebbero un’organizzazione snella ed efficiente, articolata e gestita secondo le regole dei Project Management Team (PMT), vale a dire 2 sottogruppi – uno per il Progetto Educazione e l’altro per il Progetto Sviluppo Economico – ciascuno costituito da 5 persone, possibilmente composti secondo criteri di interdisciplinarità e di complementarità, coordinati da un referente di sottogruppo e da un coordinatore generale di gruppo, col compito di perseguire e realizzare i rispettivi obiettivi e sub-obiettivi, coinvolgendo di volta in volta altre persone ed altri organismi.

Se la proposta avrà successo e gli obiettivi verranno raggiunti (in un arco temporale di 2-3 anni), lo schema di progetto sopra delineato potrà essere replicato via via – attivando così un circuito virtuoso – in ambito provinciale e regionale, in realtà similari e facendo perno sui Circoli territoriali del Partito Democratico, che, a mio avviso, devono diventare anche i catalizzatori dello sviluppo socio-culturale ed economico del Sud, quale risultato degli sforzi sinergici delle singole città.

In conclusione, non mi resta che esprimere la speranza che 10 persone – le quali non si sentono dei padreterni, sono sensibili al bene comune, si sentono stimolate dalla sfida, e, anziché lamentarsi e incolpare gli altri, sono propense ad apportarvi il proprio concreto contributo, remando assieme concordemente fino alla meta – vogliano far parte di questo progetto.

Gennaio 2008


Post scriptum:

Dopo averlo elaborato (2007), consegnai il documento, prima al principale circolo “culturale” cittadino dell’area di maggioranza del costituendo PD, controllato dal più forte esponente politico locale (ex sindaco, con un notevole curriculum realizzativo, ma che poi, diventato dopo il secondo mandato consigliere provinciale e regionale, era preoccupato soprattutto di mantenere il potere locale, mettendo ai posti di responsabilità uomini di fiducia, deboli e non molto competenti, a cominciare dal sindaco che gli era subentrato, passando per alcuni assessori, in particolare le donne, per finire al direttore della biblioteca comunale, un vero ignorante); ma non fu possibile neppure organizzare una discussione su di esso (i due giovani dirigenti del circolo presumo non ebbero il nulla osta del “boss”). Feci lo stesso col circolo di “minoranza”, ed ottenni lo stesso esito, ma in questo caso per l’inesistenza di un gruppo di persone capaci e che andasse oltre il mero impegno politico elettorale a fini personali, forse non tanto economici quanto di autogratificazione.

Aggiungo, come ho raccontato nel mio ‘post’ linkato nella nota 26, che non ebbe maggior successo il mio tentativo di proporre, sia all’assessora al ramo, sia agli organismi socio-assistenziali locali, l’attuazione del progetto educativo di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni dei figli, con la motivazione che preferivano continuare coi progetti di assistenza ai bambini dai 6 anni in poi; sebbene – e glielo feci presente - sia ormai acclarato scientificamente (ma la Montessori lo sosteneva già - credo - almeno 60 anni fa) che è troppo tardi.

Ciò che ho raccontato, che poi si è ripetuto altrove, costituisce un veridico, piccolo spaccato della realtà meridionale, fatta di un cerchio esterno, in cui si dispiegano le dinamiche della società, determinate prevalentemente dalla cultura, che è il portato di una storia millenaria fortemente condizionata dalla religione cattolica; e di un cerchio interno, nel quale agisce la politica, che sconta un duplice, negativo, biunivoco effetto di condizionamento: quello, endogeno, dei suoi valori e delle sue regole, non sempre accettabili e condivisibili, comuni in fondo a quelli delle altre aree del Paese, e quello esogeno, con caratteristiche invece tipiche, determinato dall’ambiente culturale generale.

La complicata, annosa questione meridionale è fatta anche di questo: un doppio conservatorismo, quello della società civile in generale e quello del ceto politico che ne è (quasi sempre, purtroppo) fedele espressione.


[1] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato 
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato

[2] “[…] La dottrina del giansenismo ritiene che l'uomo sia corrotto dalla concupiscenza e quindi destinato a fare il male. Questa corruzione viene trasmessa ereditariamente. L'uomo dunque non è libero, e senza la  grazia divina, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà […] Dio, all'atto della creazione, aveva dotato l'uomo della «grazia sufficiente» ma questi l'aveva persa con il peccato originale. Allora Dio ha deciso di donare, attraverso la morte e resurrezione di Cristo, una «grazia efficace» agli uomini da lui  predestinati, resi giusti dalla  fede e dalle opere. La grazia non è concessa però a tutti gli uomini, ma solo a quelli che Dio ha stabilito nei suoi imperscrutabili disegni. […] l’Eucaristia è un premio per i santi, non un rimedio per chi è debole: l'eccessiva frequenza alla comunione è causa di gravi danni, di cui i gesuiti con la loro pastorale lassista sono responsabili”

http://it.cathopedia.org/wiki/Giansenismo

[3] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2681858.html

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Controriforma

[5] http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna.html

[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento

[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Musil

[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo

[9] http://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij

[10] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/curiosita-sessuali-represse-e-sviluppo.html

[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese

[12] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/04/ancora-sulla-pubblica-amministrazione.html    

[13] http://it.wikipedia.org/wiki/Criminalit%C3%A0_organizzata

[14] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html [nota 18]  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-di-pdnetwork-alla-segreteria.html

[15] http://www.ilsud.eu/2011/09/27/rapporto-svimez-dalloccupazione-allindustria-al-sud-e-una-tragedia/2738

[16] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/26/bambini-prendiamo-esempio-dalla-finlandia.html

[17] http://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith

[18] http://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Grecia

[19] http://it.wikipedia.org/wiki/Pragmatismo

[20] http://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Elio_Traiano_Adriano

[21] http://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Yourcenar

[22] http://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Pimentel_Fonseca

[23] http://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Croce

[24] http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_rifiuti_in_Campania

[25] http://it.wikipedia.org/wiki/Ippodamo

[26] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html  oppure   http://vincesko.blogspot.it/2015/03/questione-femminile-questione.html  

[27] http://www.cc-ict-sud.it/wiki/index.php?area=Area_Pubblica&page=ReteCCT


 

Appendice (commenti in PDnetwork)
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2742310   

 
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2012 SUL COORDINAMENTO
DELLA FINANZA PUBBLICA
Luigi MAZZILLO
Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo
Camera dei Deputati - Sala della Lupa - 5 giugno 2012
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/discorso_rapporto_2012_mazzillo.pdf
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/rapporto_coordinamento_finanza_pubblica_2012.pdf
 
Commenti dei principali quotidiani:
 
IL DOCUMENTO
"Troppe tasse, evasione e corruzione"
La Corte dei Conti lancia l'allarme
L'Italia rischia di finire in un circolo vizioso, in cui il rigore impedisce di raggiungere gli obiettivi, strozzando la crescita. Lo dice l'organismo contabile nel suo rapporto sulla finanza pubblica 2012: "Si completi il passaggio da una tassazione sui redditi a una sui consumi"
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/05/news/tasse_corte_conti-36560374/
 
Giarda: «a seguito del terremoto e' difficile abbassare le tasse»
Corte dei Conti: «Evasione piaga pesante, 
oltre 46 miliardi l'anno tra Iva e Irap»
L'aumento della pressione fiscale provoca «impulsi recessivi» sull'economia reale provocando un «rischio di avvitamento»
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_05/corte-conti-corruzione-tasse_668a6704-aef3-11e1-8a11-a0e309a9fded.shtml
 
Economia
05/06/2012 - IL RAPPORTO 2012
La Corte dei Conti lancia l'allarme
"Pressione fiscale troppo elevata
Nella sanità corruzione dilagante"
http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/457033/
 
 
RAPPORTO BANKITALIA SULLA CRIMINALITA'
Le mani della mafia sull'energia eolica
Tarantola (Banca d'Italia): infiltrazioni anche in smaltimento dei rifiuti e gestione cave. Sommerso fiscale criminale al 10,9% del Pil
Pa. Pic.
6 giugno 2012 | 20:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/mafia-eolico-rifiuti-bankitalia-tarantola_04a605e6-afcc-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
Testo dell’audizione
http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/tarantola_060612.pdf
 
MAXI OPERAZIONE
Camorra, blitz del Ros all'alba
Decine di arresti tra Napoli e Caserta
Carabinieri in azione dalle prime ore del mattino. Colpita la nuova struttura del potente clan Mallardo
6 giugno 2012 | 18:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/blitz_camorra_bcd4f706-af88-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
Notizia molto positiva per l’Italia, non so se anche per il Sud:
 
Rapporto sull'imprenditoria, basato su 40 Stati
Italia al secondo posto Ocse per imprese in rosa
Il 16% di donne che lavorano sono autonome o imprenditrici. Rosa il 26,8% del totale delle aziende. Sempre poche le occupate
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 14:56
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_06/ocse-occupazione-femminile_56b734be-afc6-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
OECD (2012), Entrepreneurship at a Glance . WOMEN AND ENTREPRENEURSHIP
http://www.oecd.org/dataoecd/38/0/50537806.pdf
 
Notizia molto negativa per l’Italia, soprattutto per il Sud:
 
In arrivo 102 milioni di euro per combattere abbandono e criminalità nelle regioni del sud
La penisola degli abbandoni: due ragazzi su 10 
lasciano gli studi prima del diploma
Sono 114mila all'anno, tra i 14 e i 17 anni. L'Europa: obiettivo 10% entro il 2020. Il governo in campo contro la dispersione
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 18:32
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/abbandono-scolastico_af2c5700-afe9-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
7 giugno 2012
Draghi, ultimatum all’Eurozona
Il presidente Bce: la crisi non è nata qui. Obama: subito un piano per la Ue
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:31 
Brava, Raffaella Cascioli, ha usato il verbo giusto: stanare.
Io non sono mai stato in Germania, ma seguendo il mio intuito (quasi) infallibile, è un anno che uso definire la cancelliera Merkel una "bottegaia", leader di un Paese di "bottegai", per giunta arroganti, come li definiva Primo Levi (ne "La tregua").
E’ giusto che noi dobbiamo completare i compiti a casa, all’appello manca ancora ad esempio un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni.
Tuttavia, i tornanti della storia, come quello attuale, sarebbe meglio affrontarli avendo al vertice degli statisti, non dei "bottegai".
Purtroppo in Germania non c'è ora un Kohl, ma una Merkel.
Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135214/draghi_ultimatum_alleurozona
 
7 giugno 2012
L’Unità, un dubbio amletico
Antonio Funiciello
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:52 
Bravo!
Ieri ho pubblicato nel mio blog questo ‘post’, che ha questo incipit:

“E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1] 
Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]
Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)” [3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro. […]”.
Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2742310.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135205/lunita_un_dubbio_amletico
 
7 giugno 2012
Le scorciatoie non pagano
Paolo Giaretta
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 15:30 
Quella Monti-Fornero è l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi.
Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali, rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi.
C'è quindi ancora molto da fare: i compiti a casa non sono ancora terminati, cominciando ad esempio dall'introduzione di un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità. Ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo".

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135202/le_scorciatoie_non_pagano
 
PD
Primarie, voto anticipato e alleanze
Sul web è duello tra i militanti
Dal sostegno al governo alla necessità di un "partito aperto". Molti commenti sulle pagine social dei leader democratici a poche ore dalla direzione nazionale. E non mancano polemiche. Civati: "Dalla discussione è scomparsa la cosa più importante: le primarie per i parlamentari"
di CARMINE SAVIANO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/07/news/pd_in_rete_la_discussione_tra_i_militanti_incessante_e_ora_di_fare_sul_serio_non_perdiamo_tempo-36738800/
 
La cancelliera tedesca Merkel – da brava “bottegaia” - come al solito per mettere mano al portafoglio alza di nuovo l’asticella. Quando si fermerà?
E quando comincerà a mantenere le promesse già fatte?
 
EUROPA
Mossa a sorpresa della Merkel 
"Piano per unione politica dell'Ue"
In un'intervista all'emittente tedesca Ard, la cancelliera 'sposa' il progetto di maggiore integrazione: "Abbiamo bisogno di dare più competenze all'Europa, e più poteri di controllo". Potrebbe essere la contropartita che Berlino vuole per il via libera agli eurobond
http://www.repubblica.it/esteri/2012/06/07/news/merkel_unione_politica_ue-36695996/
 
Un’opportunità anche per il Sud?
 
INTERVISTA
Ci siamo, arriva l'auto ad aria
7000 euro e 100 km con 1 euro
In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negre
di VINCENZO BORGOMEO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/06/07/news/arriva_l_auto_ad_aria-36653710/
 
8 giugno 2012
Ora il progetto, poi il metodo
Enzo Bianco
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:20 
A parte le mitiche riforme istituzionali, non c'è una proposta concreta che è una (!).
Qui il sen. Enzo Bianco può trovare qualche utile suggerimento:
LETTERA DÌ PDNETWORK ALLA SEGRETERIA NAZIONALE ED AI GRUPPI PARLAMENTARI DEL PARTITO DEMOCRATICO
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135229/ora_il_progetto_poi_il_metodo
 
8 giugno 2012
Provate a dare torto a Saviano
Stefano Menichini
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:3 
Il funzionamento del Partito Democratico lascia a desiderare (e perciò ha ampi margini di miglioramento) sia al centro, per troppa autoconservazione (di uomini, prerogative, cordate e meccanismi) e per un - decrescente - deficit di“cattiveria” nella leadership dell’ottimo Bersani ("animale" troppo politico, nel bene e nel male), sia soprattutto a livello di circoli territoriali: inesistenti o chiusi o dominati da boss politici locali, la cui unica, vera preoccupazione è di mantenere il controllo dando spazio soltanto a persone fedeli, mediocri, incompetenti (ma in fondo è stato sempre così nei partiti), sia, infine, per l'ostinata renitenza a sviluppare appieno i nuovi strumenti di partecipazione come Internet - molto sottoutilizzati - perché ritenuti incontrollabili.

Ps:
Tenaglia (da Wikipedia)
[…] La tenaglia è formata, come la pinza, da due robusti bracci metallici imperniati in un punto più vicino alle punte che ai manici. La caratteristica differenza rispetto alla pinza è data dalla forma delle ganasce, che sono arcuate in modo da chiudersi in punta formando una superficie arrotondata di grande raggio. Le punte sono rastremate, in modo da poter entrare sotto la testa dei chiodi da estrarre. L'estremità di uno dei manici è spesso forgiata a V e assottigliata, in modo da poter scivolare sotto le teste dei chiodi più difficili da afferrare. […]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tenaglia
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135226/provate_a_dare_torto_a_saviano
 
8 giugno 2012
Crisi
La verifica dei poteri. Forti
Il mio governo non gode del favore del Corriere della Sera e della Confindustria
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 11:20 
Scusate, ma qui si tratta di fare 2+2. Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o Il Corriere della Sera, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali -rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr.[1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew” che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri, e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v. [1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF (v. [1], nota 13).
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html    
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135244/la_verifica_dei_poteri_forti
 
PD
Bersani si candida alla premiership
"Patto con i moderati e primarie aperte"
Il segretario dei democratici apre il suo intervento annunciando il voto alla sua proposta, "secondo una buona consuetudine". Poi attacca la nuova"lottizzazione dozzinale" in Rai: "L'ho detto a Monti, in Cda non ci saremo. I partiti escano dalla tv di Stato". Al governo Bersani chiede meno calcoli "ragionieristici" e più "risposte immediate". E rinnova la domanda al Movimento 5 Stelle: "Cosa vuole fare?"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/08/news/bersani_direzione-36784656/
 
8 giugno 2012
È il mix che fa la leadership
Ivan Scalfarotto
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 12:42 
5) La leadership è anche "cattiveria": Pierluigi Bersani ha fatto passi notevoli da questo punto di vista negli ultimi 2 anni, deve... progredire ulteriormente. 
6) La leadership (illuminata) è anche discontinuità: col passato, con la tradizione, con l'ortodossia, con la prassi: PLB è un "animale" ancora troppo politico, nel bene e nel male.
7) La leadership è anche lealtà, rispetto dei patti, uguaglianza rispetto alle regole, se queste non vanno bene non si eludono, si cambiano.
8) La leadership è anche selezione dei collaboratori in base alla qualità ed al merito e non alla fedeltà.
9) La leadership (innovativa) è anche - e soprattutto – il giusto mix di raziocinio, di autostima e di propensione al rischio.
10) La leadership è anche che tra il dire e il fare non c'è di mezzo il mare.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135230/e_il_mix_che_fa_la_leadership
Bersani: Patto progressisti e democratici per l'Italia. Primarie aperte entro l'anno, mi candiderò
Sintesi della relazione alla Direzione nazionale del segretario Pier Luigi Bersani
pubblicato il 8 giugno 2012
http://www.partitodemocratico.it/doc/237455/bersani-patto-progressisti-e-democratici-per-litalia-primarie-aperte-entro-lanno-mi-candider.htm
 
Lo scrivo da 2anni, lo ripeto per l’ennesima volta, è semplice come fare 2+2, la soluzione per finanziare la crescita è una ed una soltanto, bisogna prendere i soldi da quelli che li hanno: i ricchi e i più abbienti (gli altri han già dato, sono al verde!): imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, in Italia; Eurobond e TTF, in UE.
 
La crisi
Passera: "Pochi soldi per la ripresa"
Grilli: nessuno scontro con il ministro
Il titolare dello Sviluppo sottolinea le difficoltà della Pubblica amministrazione nel contribuire al rilancio. Il viceministro dell'Economia spegne le polemiche sui ritardi nell'approvazione del decreto per la crescita
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/passera_ci_sono_poche_risorse_grilli_nessuno_scontro_con_il_ministro-36790791/
 
IL CONVEGNO
"Italia, si rischiano rivoli minacciosi"
L'allarme dei giovani industriali
Duro intervento del presidente dell'associazione degli imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure: "Quarantadue aziende chiudono ogni giorno, oltre un terzo dei giovani disoccupati". Squinzi: "crisi senza precedenti". E risponde a Monti: "Sosterremo il governo sullo sviluppo"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/giovani_confindustria_crisi-36785057/
 
ISTAT
Produzione industriale giù del 9,2%
è il ribasso più forte dal 2009
La flessione si riferisce al mese di aprile 2012 rispetto allo stesso mese del 2011. Il dato congiunturale non è migliore: -1,9% rispetto a marzo. Ripresa sul fronte degli autoveicoli
08 giugno 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/produzione_industriale_gi-36782177/
 
8 giugno 2012
Riva: ''Sviluppo? La coperta è corta, salvezza solo dall'Ue''
Le imprese lanciano l'allarme, la crescita industriale registra minimi storici, il decreto che dovrebbe aiutare la nostra economia è bloccato, pare, anche dal dissenso tra i ministri Passera e Grilli. Ma la soluzione delle crisi può venire solo da Angela Merkel. L'analisi di Massimo Riva
http://video.repubblica.it/dossier/crisi-euro-merkozy/riva-sviluppo-la-coperta-e-corta-salvezza-solo-dall-ue/97915/96297
 
Intanto, la Germania:
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 19:35 
I “bottegai” tedeschi giocano sporco. Poi la “bottegaia” Merkel pretende difare la lezione agli altri.
Stamane, a Radio3-Prima Pagina, un imprenditore ha denunciato la sua difficoltà a competere con i suoi concorrenti tedeschi (nei mercati arabi), perché questi slealmente (illegittimamente?) ricevono contributi pubblici del 20% all’esportazione.
Lo sgambetto di Cameron alla Cancelliera. Altro che unione bancaria, Londra pensa alla City
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135245/
 
Il divario Nord-Sud si accresce (è un trend costante degli ultimi anni).
 
la crisi
Svimez, recessione più forte al Sud
La Campania "doppia" la Lombardia
Lo studio dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno analizza l'impatto delle manovre correttive: "Persi 0,8 punti di Pil nelle regioni centro-settentrionali e 2,08 punti in quelle meridionali". Senza interventi sarebbe andata peggio
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/svimez_costo_tasse-36786578/
SVIMEZ - "Rapporto di previsione territoriale" sugli effetti nel 2012 delle 4 manovre di finanza pubblica, fatte dal Governo precedente e da quello attuale
http://web.mclink.it/MN8456/iniziative/2012_06_08_previsioni/2012_06_08_previsioni.html
 
Il Sole 24 Ore
Intervista a Romano Prodi: «Uniti oppure l'Europa esce dalla storia»
di Alberto Orioli
08 giugno 2012
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-07/prodi-uniti-oppure-europa-225329.shtml
 
 

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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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