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Fubini del Corriere della Sera disinforma sul debito pubblico per parare il culo ai ricchi


parare il culo

loc.v. CO volg., proteggere, tutelare qcn. da un rischio: ha fatto un grosso errore, ma i suoi soci gli hanno parato il culo.


DEBITO PUBBLICO

La Banca d’Italia e il sollievo al debito con le nuove mosse della Bce

Gli acquisti di Btp della Banca centrale varranno a regime 215 miliardi. Più consistenti
i risparmi di spesa per gli interessi. Ma è una finestra di opportunità a durata limitata

Federico Fubini   29 marzo 2016


Dell’articolo di Fubini riporto la conclusione, che a mio avviso rappresenta plasticamente il ruolo del Corriere della Sera e dei Fubini,[1] quello di DISINFORMARE e di parare il sedere ai ricchi:

[1] Gli utili idioti dei ricchi del Corriere della Sera


Il governo ha l’ultima occasione per ridurre la spesa e le tasse

Niente di tutto questo risolve il problema del debito, ma il governo italiano oggi ha l’ultima occasione per ridurre la spesa e le tasse, e ridistribuire queste ultime in modo da rendere l’intero sistema più efficiente prima che la magia della Bce svanisca. Se sprecasse l’occasione distribuendo risorse a pioggia e dimenticando la spesa, il contraccolpo arriverebbe con l’esaurirsi del quantitative easing. Le faglie oggi in movimento aprirebbero nuove voragini nell’economia. Già oggi gli italiani vedono assorbiti in interessi sul debito pubblico ben nove euro ogni cento pagati in tasse, più che in Grecia. E gli investitori esteri ormai si tengono sempre più a distanza: ormai detengono solo il 39% dello stock dei titoli del Tesoro, uno dei livelli in assoluto più bassi d’Europa. La Bce e la Banca d’Italia oggi aprono una finestra. Solo l’Italia può approfittarne, oppure no".


Quindi, secondo Fubini, 1. La quota di titoli pubblici italiani detenuti da investitori esteri è pari al 39% del totale; 2. Questo indica che c’è una fuga degli investitori esteri dai titoli di Stato italiani; e 3. Occorre approfittare delle attuali condizioni favorevoli secondo lui irripetibili determinate dal QE della BCE e tagliare le tasse tagliando la spesa pubblica per rendere l’Italia più efficiente (di equità Fubini non parla).

Vediamo allora punto per punto la validità delle tesi di Fubini.


1. Quota del debito pubblico detenuto da investitori esteri

Dall'ultimo bollettino della Banca d'Italia, nell’ambito delle sue pubblicazioni mensili che riportano i dati relativi al fabbisogno e al debito lordo delle Amministrazioni pubbliche[2]

[2] https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/, in alto a destra si può scegliere l’anno, il dato “non residenti” fino al 2012 è nella tavola 5, dal 2013 nella tavola 8, ma poiché ciascun anno arriva al mese di ottobre ho preso il 2011 per ricavare il 2009 e il 2010, il 2013 per ricavare il 2011 e il 2012, e il 2016 per ricavare il 2014 e il 2015)

Finanza pubblica, fabbisogno e debito  https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2016-finanza-pubblica/suppl_24_16.pdf, tavola 8, risulta che, al 28 febbraio 2016, la quota del debito pubblico in mano a non residenti ammonta a 745.012 milioni di €, pari al 33,6% del totale di 2.214.784€, quota sostanzialmente stabile da alcuni anni intorno ad 1/3 del totale, anzi in leggera risalita nell’ultimo biennio.[3]

[3] 2009 744.405 milioni di € su un totale di 1.763.628 pari al 42,2%; 2010 811.208 su 1.842.826 pari al 44,0%; 2011 730.301 su 1.907.612 pari al 38,3%; 2012 695.432 su 1.989.431 pari al 34,9%; 2013 658.683 su 2.069.692 pari al 31,8%; 2014 716.328 su 2.135.902 pari al 33,5%; 2015 740.283 su 2.171.671 pari al 34,1%.

Quindi, dai dati della Banca d’Italia, il dato effettivo è inferiore di cinque punti percentuali al 39% indicato da Fubini (che è invece in linea con il valore consuntivato nel 2011) e giudicato da lui allarmante perché indicativo di fuga dai titoli di Stato italiani degli investitori esteri.


2. Fuga degli investitori esteri dai titoli di Stato italiani

La quota di debito pubblico italiano detenuto dall’estero non si è contratta negli ultimi tre anni, evidentemente Fubini o lo ignora o ha scritto una balla per sorreggere la sua tesi. Dagli stessi dati della Banca d’Italia esposti sopra, risulta che la fuga dai titoli di Stato italiani (ma, rispetto al 2009, non in valore assoluto, bensì soltanto in percentuale sul totale) è avvenuta ben prima di quanto afferma Fubini e cioè in piena crisi economica nel triennio 2011-2013,[3] e fu senz’altro effetto della crisi di fiducia dei mercati finanziari, però indotta, a ben guardare i dati, più dalla cattiva fama del governo Berlusconi e dall’attacco della speculazione finanziaria mondiale che aveva scommesso sul fallimento dell’Euro, agevolata dalla quasi latitanza della BCE, che dai fondamentali macroeconomici dopo il mastodontico risanamento dei conti pubblici effettuato a partire dal 2010 dopo la crisi della Grecia, per 4/5 dal governo Berlusconi e 1/5 dal governo Monti.[4]

[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Infatti, nel luglio del 2012, bastò una semplice frase, il famoso “whatever it takes” del presidente della BCE Draghi, a fermarla, senza spendere un Euro. A dimostrazione del fatto che il debito pubblico, se si ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome (FED, BoJ, BoE, ecc. e com'è l'attuale BCE, dopo un’inerzia di sei anni rispetto alle altre!)[5] non è un grosso problema. 

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

Il debito pubblico italiano è molto elevato, ma, grazie ai sacrifici degli Italiani, soprattutto i poveri cristi, e alla BCE che fa finalmente il suo dovere e lo dovrà continuare a fare, in parte, anche in futuro, gli interessi passivi sono calati sia in valore assoluto (da un picco di 84 mld nel 2012 a 70 mld nel 2015) che come incidenza sul Pil (dal 5,2% al 4,2%).

Inoltre, come dimostra ampiamente il Giappone che pur avendo un debito pubblico monstre pari quasi al 250% del Pil paga un tasso d’interesse irrisorio, si può senza dubbio aggiungere che è meglio che il debito pubblico sia in mani italiane anziché straniere, tipo la Deutsche Bank, le cui vendite nel 1° semestre 2011 di titoli di Stato italiani[6] innescarono la speculazione mondiale sul debito pubblico italiano e la febbre da spread, con conseguente necessità di varare manovre correttive pesantissime e inique (segnatamente del governo Berlusconi-Tremonti) a carico in grandissima parte dei poveri cristi.

[6] La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia


3. Taglio della spesa pubblica per tagliare le tasse e aumentare l’efficienza dell’Italia

In recessione ridurre il debito non è una priorità, anzi è dannoso. Inoltre, poiché ogni anno c’è un deficit, il debito pubblico ovviamente non può che crescere in termini assoluti, come avviene da almeno 20 anni, quindi, come spiega anche Padoan, vedi l’ultima diatriba con il bugiardo Weidmann,[7] occorre, oltre che aumentare l’inflazione (al livello dell’obiettivo statutario della BCE: poco sotto il 2%) per ridurre l’onere reale del debito (e il QE da solo, checché ne dicano i neo-liberisti, come si vede non è capace di ottenerlo), preoccuparsi e intervenire solo sul rapporto debito/Pil, intervenendo sul denominatore (i.e. crescita).

Ma non basta una politica monetaria espansiva (tassi bassi e QE), occorre anche una politica fiscale espansiva da parte degli Stati (o dell'UE), ma la Commissione europea (lèggi: Germania) non vuole. Come spiega anche Martin Wolf (in ritardo di 3 anni rispetto ad altri), il problema dell'Eurozona è la GERMANIA.[8]

[8] È la Germania il più grande problema dell'Eurozona

di Martin Wolf 12 maggio 2016

E i 7 o 9 mld annui di Fubini, prodotti dal calo dei tassi sul debito pubblico, come egli presumo sappia benissimo ma fa finta per parare il culo ai ricchi, sono drammaticamente insufficienti per rendere più efficiente il Paese (e l'equità?) e incentivare la crescita; perfino un neo-liberista (un po’ pentito, come tantissimi altri neo-liberisti) come Giavazzi scriveva tre anni fa sul Corriere, assieme al suo sodale Alesina, di uno shock di 50 mld, anche se a modo suo, cioè sbagliato[9]. Che comunque si possono ricavare da un mix di misure purché eque, che cioè chiamino a contribuire soprattutto i ricchi introducendo un’imposta patrimoniale straordinaria (vedi ad esempio Piano taglia-debito per la crescita  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html  oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/06/piano-taglia-debito-per-la-crescita.html).

E’ vero che un’imposta patrimoniale straordinaria sui ricchi darebbe un beneficio solo temporaneo, ma comunque, primo, sarebbe intanto una misura di equità visto che l’onere del risanamento mastodontico è stato addossato in grandissima parte sui NON ricchi (parlo anche per esperienza personale); secondo, ci darebbe, oltre che l’agio di non sottostare ai ricatti dei creditori, il tempo - visti i vincoli esterni che impediscono di manovrare sul cambio e di aumentare il deficit - di migliorare l’efficienza del sistema-Paese: aumento della produttività e riqualificazione – NON riduzione - della spesa pubblica, la cui componente principale, la spesa pensionistica, dopo le ben 8 riforme delle pensioni dal 1992, è giudicata dalla Commissione europea e dagli esperti (anche finanziari!) tra le meno preoccupanti e più sostenibili nel lungo termine[10]

[10] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html

Né in recessione va ridotta la spesa pubblica poiché è una misura pro-ciclica e quindi aggrava la crisi, spesa che peraltro non è comparativamente elevata rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea,[11] e questo Fubini dovrebbe saperlo; essa quindi va solo riqualificata, stornando quote di essa da capitoli improduttivi a produttivi, i.e. investimenti in infrastrutture e in settori mirati.

[11] La spesa pubblica non va tagliata

La spesa pubblica, infatti, è COMPLESSIVAMENTE in linea con la media UE e l’Italia è OGGETTIVAMENTE (cioè in base ai dati) il Paese più virtuoso poiché da 20 anni (tranne due) fa registrare un avanzo primario (al netto degli interessi passivi) talvolta anche consistente ed è uno dei pochissimi Paesi che rispetta il limite del 3% del deficit/Pil (cfr., più sopra, Piano taglia-debito per la crescita).


[9] Data l'importanza dell'argomento, ho posto questa nota alla fine e suggerisco di leggere con attenzione l'articolo di Alesina e Giavazzi, la risposta di Fassina, la replica di Alesina e Giavazzi e il mio commento:


DEFICIT, TAGLIO DELLE TASSE E CRESCITA

La prigionia dei numeri

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi  24 settembre 2013


DISPUTE

I tagli «impossibili», le spese eccessive

Stefano Fassina   25 settembre 2013

NB: In calce c’è la replica di Alesina e Giavazzi (sacerdoti dell’ossimorica austerità espansiva che tanti danni ha causato ai poveri cristi poiché è stata presa a base dalla Commissione europea e dal FMI (che però poi tre anni fa si è pentito e ha invitato a cambiare la politica economica in senso keynesiano (cfr. ad esempio Il FMI, gli investimenti pubblici si ripagano da soli   http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/) per imporre l’austerità economica e le cosiddette riforme strutturali, i. e. deflazione dei salari e dei diritti) che si fanno forti della tesi FMI, poi rivelatasi errata per ammissione dello stesso FMI, per bocca del suo capo economista Blanchard, dei moltiplicatori taglio spesa/taglio tasse (cfr. Il Fondo Monetario insiste: sull’austerità ci siamo sbagliati 8 gennaio 2013   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/). Al riguardo vedi anche questo mio commento (in Dialogo su John Maynard Giavazzi (o quasi)  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817550.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-su-john-maynard-giavazzi-o-quasi.html):

3) A proposito di errori e di moltiplicatori, faccio rilevare che, nel 1° articolo del Corriere che ho linkato, Giavazzi e Alesina scrivono:

“Punto primo. Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario internazionale che della Commissione europea) concordano sul fatto che gli aggiustamenti fiscali fatti aumentando le aliquote hanno creato recessioni più forti di quelli che hanno operato riducendo le spese. Non solo: la spirale di aumenti di aliquote, recessione, riduzione di gettito, tende a creare un circolo vizioso in cui l’economia si avvita in una recessione sempre più grave. Quella di cui leggiamo è una manovra fatta per tre quarti di maggiori tasse e solo per un quarto di minori spese”.

Com’è noto, a) l’FMI ha ora ribaltato la sua convinzione sul moltiplicatore delle tasse e della spesa; b) un fatto analogo è successo per la tesi di Reinhardt e Rogoff; (i cui studi sono un punto di riferimento e uno dei fondamenti teorici degli interventi dell’FMI e non solo): c’è sì una relazione tra debito pubblico e crescita, ma nel senso che è il rallentamento della crescita che fa salire il debito pubblico: praticamente l’opposto; e infine c) è stata messa in discussione la formula applicata dalla Commissione Europea sulla disoccupazione strutturale per il calcolo del deficit strutturale.[1 2]



Articolo collegato:


Ho trovato oggi, 9/2/2017, questo articolo di critica ad un altro articolo di Fubini sul debito pubblico (http://www.corriere.it/economia/16_febbraio_19/veto-renzi-berlino-partita-banche-147263b6-d67e-11e5-8e4b-2c56813c9298.shtml).


Il Corriere della Sera, Monti, l’ossessione per il debito e la religione sbagliata

Michele Arnese  -   



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PA: gli sprechi, la corruzione e l’analisi ABC

 
Segnalo questo ottimo articolo di Federico Fubini, uscito oggi su Repubblica, in cui si dà notizia di una lettera congiunta di contestazione ad organi della PA da parte dei due Commissari alla spesa pubblica, Carlo Cottarelli (Revisione della spesa pubblica)[1] e Raffaele Cantone (ANAC-Autorità Nazionale Anti-corruzione).[2]

Aggiungo un mio commento pubblicato in calce ad un articolo de lavoce.info (riportato in fondo).

 
Troppi sprechi negli acquisti, ecco gli enti sotto accusa: dal Viminale alle università. Lettera di Cottarelli e Cantone
Richieste di chiarimenti alle prime 200 amministrazioni pubbliche. Elettricità, gas, telefonia: si sarebbe dovuto passare attraverso una centrale unica e invece ognuno ha proceduto per conto proprio. Perugia, record di spese. Aeronautica militare, un contratto al mese
di FEDERICO FUBINI
06 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/06/news/spending_review_sprechi_enti_sotto_accusa-93215052/

 

Prima si comincia meglio è, poiché [la revisione della spesa] è un lavoro lungo e che comporta un investimento di volontà politica, di risorse materiali e di qualità tecniche e soprattutto morali delle persone, in particolare dei responsabili.

Io sono stato responsabile del controllo di gestione di una grossa azienda ed ho già raccontato qui (Una replica al commissario Cottarelli

  http://www.lavoce.info/spending-review-revisione-della-spesa-pubbliche-amministrazioni/ ) una mia esperienza diretta nel campo specifico della riduzione della spesa agendo sui prezzi-costo dei beni e servizi acquistati e mi sono reso conto che le maggiori resistenze non sono tecniche, né esterne, ma interne all’organizzazione (cointeressenze dei responsabili degli approvvigionamenti).

Data l’enorme messe di dati (prodotti/servizi e prezzi) e i notevoli divari di prezzo tra gli Stati e le Regioni (altro che un risparmio del 5%...), è anche consigliabile accentrare ed operare i controlli apicali (gestiti da personale all’altezza del compito) stabilendo una griglia di selezione del tipo “ABC”[3] in termini di movimentazione quali-quantitativa e a valore e adottando il cosiddetto principio di eccezione nel valutare lo scostamento rispetto allo standard.

Poiché le malversazioni e in generale le inefficienze possono riguardare anche l’aspetto quantitativo, va tenuto presente che il costo standard equivale o al prezzo standard (nel caso di prodotti utilizzati senza ulteriori trasformazioni) o al prodotto delle quantità standard x i relativi prezzi standard. Ad esempio, a me consta personalmente che le tangenti alla ‘Ndrangheta versate dalla mia grossa azienda appartenente alle Partecipazioni statali (anni ’80-90) venivano pagate gonfiando le quantità (mc, ore, ecc.) e non i prezzi unitari.

 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Cottarelli
[2] http://www.anticorruzione.it/
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_ABC
http://www.lucabazzani.com/file/LucaBazzani.com_Analisi%20ABC%20delle%20scorte%20di%20magazzino.pdf
 
Pa: la missione impossibile del taglio immediato
20.05.14
Luigi Oliveri
http://www.lavoce.info/risparmi-e-tagli-dagli-acquisti-costi-standard-pa/
 

Appendice

A.N.AC - Provvedimenti organizzativi – Comunicato del Presidente dell’Autorità del 5 agosto 2014
Il Consiglio dell’Autorità, nelle adunanze del 15 e del 29 luglio 2014, ha deliberato i seguenti provvedimenti organizzativi riguardanti strutture ed uffici ausiliari di cui al Capo I e al Capo II del Regolamento di organizzazione della soppressa AVCP:
1) abrogazione dell’art. 14 (Portavoce) e revoca dell’incarico in considerazione della decisione del Presidente di non volersi avvalere della figura del portavoce;
2) abrogazione dell’art. 15 (Ufficio relazioni internazionali ed europee), dell’art.16 (Ufficio relazioni istituzionali e rapporti con il Parlamento) e dell’art. 17 (Ufficio comunicazione) e conseguente revoca degli incarichi di dirigenti di seconda fascia a tempo determinato conferiti ai sensi dell’art. 19, comma 6, del d.lgs. 165/2001;
3) modifica dell’art. 23 (Organismo indipendente di valutazione della performance – OIV) prevedendo sia la riduzione del numero dei componenti, da tre ad uno, sia la riduzione del compenso annuo ad un terzo. E’ stata, inoltre, deliberata l’attivazione della procedura, mediante avviso pubblico, per la nomina del nuovo OIV. Gli attuali componenti decadono a far data dalla nuova nomina;
4) abrogazione dell’art. 23-bis (Comitato etico) e dell’art. 24 (Comitato per il precontenzioso) con la conseguente decadenza degli attuali componenti;
5) riduzione dei compensi annui spettanti ai componenti del Consiglio della Camera Arbitrale nella misura del 40%, riduzione accettata dai Componenti della Camera Arbitrale che con senso istituzionale hanno continuato la loro attività.
http://www.anticorruzione.it/?p=13546

 

Post collegati:

 
‘Post’ del mio blog sulla PA:
 
Analisi QQ/10 – Pubblica Amministrazione   (8-12-10)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html 
Analisi QQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita    (3-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’   (25-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese   (30-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 
 

Come ‘bastonare’ volentieri due iperliberisti sul cuneo fiscale

 
Descrizione: Carlo Stagnaro
Descrizione: Alberto Saravalle
CarloStagnaro e Alberto Saravalle
Diatribe in famiglia tra Renzi e Fassina: come tagliare il cuneo e vivere felici
Pubblicato:28/10/2013 17:19
http://www.huffingtonpost.it/carlo-stagnaro/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238.html
 
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
1) “Stanti i vincoli di finanza pubblica, questi 20 miliardi di euro devono essere trovati attraverso equivalenti tagli di spesa (o aumenti di altre imposte, ma per ovvie ragioni non prendiamo in considerazione questa ipotesi)”.

Che delicatezza. Quali sarebbero queste ovvie ragioni? Meglio esplicitarle e motivarle bene, perché uno può subito pensar male e ritenere che lo facciate perché pagati dai ricchi (vedi appresso).

2) “La spesa pubblica italiana valeva nel 2011 (ultimo anno disponibile su Eurostat) il 49,9% del Pil, contro una media Ue27 pari al 49% e un livello pari al 45% in Germania (il paese con cui appare più ovvio confrontarci)”.

Errore doppio (voluto?). Perché la Germania e non la Francia o la media UE27? Stante, poi, l’enorme debito pubblico e i correlati, ingentissimi interessi passivi (86 mld nel 2012, pari al 5,5% del PIL), è più utile (per non dire necessario), per confrontare dati il più possibile ‘omogenei’, comparare la spesa primaria (al netto degli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, sono da 20 anni la causa della crescita del debito pubblico). 

(continua/1)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935378.html
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
(segue/2)

Fatto questo, si ricava che la spesa pubblica primaria italiana: a) non è elevata; b) è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
Infine, riporto un passo dell’analisi RGS linkata sotto: “D’altro canto, considerando la spesa primaria (vedi figura II), pari al 45,9% del PIL nel 2010 e al 45,1% del PIL nel 2011 (sedicesimo posto nella graduatoria crescente per entrambi gli anni), si osserva un miglioramento relativo della situazione italiana in ragione dell’elevato peso rappresentato dagli interessi passivi”.

(continua/2)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935233.html
 
Vincesko
36 Fan
00:49 su 29/10/2013
(segue/3)

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
UE27 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,2 +5,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
UE27 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

(continua/3)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935093.html
 
Vincesko
36 Fan
00:48) su 29/10/2013
(segue/4)

3) “Quindi, lo spazio per una riduzione della spesa c'è, eccome”.

Falso per la spesa primaria (che, ripeto, va rimodulata); vero per gli interessi passivi (v. appresso).

4) “La cosa più ragionevole è partire da quei capitoli di spesa nei quali l'Italia si discosta maggiormente dai paesi partner: pensioni e interessi”.

Falso per la prima voce; vero per la seconda. In dettaglio per le pensioni: Il nostro sistema pensionistico, dopo le 8 riforme dal 1992, valutato al 2060: a) è in equilibrio; b) le riforme varate produrranno risparmi pensionistici crescenti (soprattutto a partire dal 2020) per centinaia di mld (300 mld secondo la RGS) e c) per la severità è (quasi) benchmark in UE27.
L'equilibrio del sistema pensionistico, la severità (arriveremo ai 67 anni della pensione ordinaria prima della Germania) e gli ingenti risparmi di centinaia di mld sono dovuti alle ultime 4 riforme: Prodi-Damiano, 2007 (con effetti soprattutto dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2010 (con effetti dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2011, con effetti dal 2012; e Monti-Fornero, 2011 (che ha esteso il metodo contributivo a tutti), con effetti dal 2012, ma segnatamente dal 2020.

(continua/4)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934951.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47 su 29/10/2013
5) “Il servizio al debito porta via 4,4 punti di Pil (2,6 in Germania)”.

Falso, l’incidenza percentuale degli interessi passivi sul PIL è pari al 5% nel 2011 e al 5,5% nel 2012.

6) “Sul fronte pensionistico, dunque, occorre mettere nel mirino le pensioni di importo relativamente elevato e ricalcolarle secondo il metodo contributivo. Gli ottimisti dicono che si possono ricuperare 1-2 punti di Pil; i pessimisti circa 1 miliardo di euro. Sembra verosimile una stima conservativa di 5 miliardi di euro (senza negare le difficoltà legali dell'operazione, date le precedenti decisioni della Corte costituzionale su questioni analoghe)”.

Vero ed: a) ci sono i modi per farlo (sono state già presentate proposte di legge formulate in modo da evitare la mannaia della Corte Cost.); e b) i 5 mld sono sottostimati. 
AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html

(continua/5)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934746.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47) su 29/10/2013
(segue/6)

7) “Per quanto riguarda il servizio al debito, ci sono poche alternative all'apertura di un'ampia stagione di privatizzazioni in mano al Tesoro”.

Falso a metà. Perché voi iperliberisti indicate soltanto le privatizzazioni? Sarebbe necessario pensare ad un mix di misure.
In recessione, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; e b) non ricada esclusivamente sui ricchi, gli unici che hanno ora i soldi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente 3:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;

(continua/6)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934540.html
 
Vincesko
36 Fan
00:45) su 29/10/2013
(segue/7)

2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita;
3. varando (come hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la meta del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld), per un ammontare di 150-200 mld.
La maggioranza delle proposte dei ricchi (e dei loro utili idioti ben retribuiti e non) è per l’opzione 2; io sono per la terza opzione, la più equa ed efficace dopo ben 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura molto iniquamente distribuite, ma non bisognerebbe dividersi tra i “poveri” e fare ammuina.
“Piano taglia-debito per la crescita”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html

(Fine/7)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934264.html
 
*** 
Vincesko
36 Fan
11:42 su 29/10/2013
Promemoria per reperire risorse:

Fabrizio Saccomanni: "Tasseremo i capitali in Svizzera. Un saldo per chiudere il passato"
L'Huffington Post | Pubblicato: 28/07/2013 11:20 CEST | Aggiornato: 28/07/2013 12:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/07/28/fabrizio-saccomanni-tasseremo-capitali_n_3666016.html?utm_hp_ref=italy

Riporto il mio commento in calce all’articolo:
“Per ragguagliare sugli ammontari in gioco, traggo dal mio post “Pro-memoria delle misure anticrisi”, nota 5:
“[…] Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguire le orme tedesche e ora austriache. Alle casse statali non farebbe che bene”. di Vittorio Da Rold - http://24o.it/Hywx4
“Promemoria delle misure anti-crisi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html

(continua/1)
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http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296006081.html
 
Vincesko
36 Fan
11:37 su 29/10/2013
(segue/2)

Inoltre, rammento che, oltre ai capitali esportati illegalmente in Svizzera, rimane da affrontare anche quello del recupero dell’IVA sui capitali “scudati”.
Traggo dal mio post “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”
IVA sui capitali “scudati”.
Il terzo misfatto riguarda i capitali “scudati”, che, per volere del governo Berlusconi-Tremonti, poterono rientrare in Italia pagando appena il 5%. Il governo Monti, facendo un grazioso regalo ai ricchi evasori, ha varato una norma apposita per impedire il recupero dell’IVA su tali capitali.
Ho ricavato questa notizia, che anche io ignoravo del tutto, dall’ultima newsletter (la n. 47 del maggio 2013) dell’europarlamentare dell’IDV Niccolò Rinaldi (la sottolineatura è mia): 
2. La vera battaglia dell'Europa: contro la grande evasione […]”.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

(Fine/2)
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http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296005716.html
 
 
 

Dialogo sui capitali esportati in Svizzera, il debito pubblico ed altro

 

Riporto una discussione sui capitali esportati illegalmente in Svizzera (tornati d’attualità dopo le recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, su un nuovo “scudo fiscale” sui capitali illegalmente esportati [*]), svoltasi nel mese di luglio scorso su Huffington Post.

Fabrizio Saccomanni: "Tasseremo i capitali in Svizzera. Un saldo per chiudere il passato"
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 28/07/201311:20 CEST  |  Aggiornato: 28/07/2013 12:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/07/28/fabrizio-saccomanni-tasseremo-capitali_n_3666016.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Vincesko
36 Fan
14:53 su 28/07/2013
Per ragguagliare sugli ammontari in gioco, traggo dal mio post “Pro-memoria delle misure anticrisi”, nota 5:

“[…] Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguire le orme tedesche e ora austriache. Alle casse statali non farebbe che bene”. di Vittorio Da Rold - http://24o.it/Hywx4

(continua)
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Vincesko
36 Fan
15:00 su 28/07/2013
PS: 
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
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Vincesko
36 Fan
14:53 su 28/07/2013
(segue)

Inoltre, rammento al ministro Saccomanni che, oltre ai capitali esportati illegalmente in Svizzera, rimane da affrontare anche quello del recupero dell’IVA sui capitali “scudati”.

Traggo dal mio post “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

"IVA sui capitali “scudati”.
Il terzo misfatto riguarda i capitali “scudati”, che, per volere del governo Berlusconi-Tremonti, poterono rientrare in Italia pagando appena il 5%. Il governo Monti, facendo un grazioso regalo ai ricchi evasori, ha varato una norma apposita per impedire il recupero dell’IVA su tali capitali.
Ho ricavato questa notizia, che anche io ignoravo del tutto, dall’ultima newsletter (la n. 47 del maggio 2013) dell’europarlamentare dell’IDV Niccolò Rinaldi (la sottolineatura è mia): 
2. La vera battaglia dell'Europa: contro la grande evasione […]".
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Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan 
17:31 su 28/07/2013
Questa non la sapevo! Avevo considerato il 5% un insulto ma pure il regalo sull' IVA noooo.
 
***
 
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Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan 
15:08 su 28/07/2013
Per ragionare in questo modo devono proprio essere con l' acqua alla gola.
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Vincesko
36 Fan
16:05 su 28/07/2013
Commento incomprensibile. Provo a farti capire.
1. Al limite, noi, non loro, che sono semplicemente i nostri amministratori.
2. Dopo ben 330 mld di manovre finanziarie correttive della scorsa legislatura,distribuiti in modo molto iniquo, i conti pubblici stanno molto meglio di 2 anni fa.
3. Ora, per fare le cose necessarie (in particolare, finanziare la crescita e gli ammortizzatori sociali anti-crisi, incluso un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità per dare un alloggio ad affitto sociale, che fa la differenza tra la sostenibilità economica pur con un piccolo reddito e la povertà), occorrono ovviamente risorse finanziarie. Da prendere - per forza e per equità - dagli unici che ora le hanno: i ricchi (grosso modo la metà del decile più ricco, vale a dire il 5% degli Italiani), il che per giunta non avrebbe un effetto recessivo, da evitare assolutamente. La strada obbligata, allora, non può che essere, tra l’altro: a) un'imposta patrimoniale ordinaria con franchigia di almeno 800 mila €; b) entrate straordinarie/ordinarie appunto sui capitali esportati illegalmente; e c) un prestito forzoso di almeno 150 mld, per ridurre celermente l'enorme debito pubblico (anche per l’obbligo del fiscal compact) ed i correlati ingenti interessi passivi. Il miliardario SB finora vi si è opposto strenuamente, influenzando i maitre a penser, utili idioti dei ricchi, che ora propongono (quasi) esclusivamente la vendita di cespiti pubblici, incluso il ministro Saccomanni, che però li vorrebbe usare come collaterali (garanzia).
Meglio non contribuire all’ammuina, che favorisce soltanto i ricchi.
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Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan
17:29 su 28/07/2013
Ragionamento ineccepibile anche se l' aumento del debito pubblico non mi fare stare molto tranquillo. Comunque intendevo dire che con la pressione fiscale ai nostri livelli la tassazione di questi intoccabili (si spera ormai per poco) è diventata una necessità. L ' avessero fatto prima....
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Nanni Nanni
22 Fan
19:41 su 28/07/2013
Mi scusi l'ardire , ma ... Dopo ben 330 mld di manovre finanziarie correttive della scorsa legislatura, distribuiti in modo molto iniquo, i conti pubblici stanno molto meglio di 2 anni fa.....dove lo ha letto?
Sa, su HP se ne leggono di tutti i colori e questo potrebbe essermi sfuggito....
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rinaieskj
60 Fan
20:58 su 28/07/2013
Beh, in effetti se ti è sfuggita la notizia data da tutti i media compreso Topolino dell'uscita dall'Italia dalla procedura d'infrazione della Commissione Europea, può esserti anche sfuggito qualcosa scritto dall HP.
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Nanni Nanni
22 Fan
21:22 su 28/07/2013
Invece a lei è sfuggito il fatto che, dopo il "risanamento", il debito pubblico è salito da 126 a 131!
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rinaieskj
60 Fan
23:24 su 28/07/2013
Che mi sia sfuggito lo dice lei (se lo preferisce al tu). Così come che questo dato significhi che ia cifra oggetto della discussione del post non sia servito a rimettere a posto certi dati fondamentali dell'italia. Evidentemente anche la commissione europea ha sottovalutato il dato del debito pubblico e si affretterà a chiedere chiarimenti alla sua sapienza.
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Vincesko
36 Fan
23:51 su 28/07/2013
Deduco che:
1. anche tu, come milioni di altri creduloni, sei stato vittima del sistema paramafioso di DISINFORMAZIONE berlusconiana-tremontiana-sacconiana (se ti può consolare, incredibile ma vero, assieme persino a docenti universitari di Economia o frequentatori abituali di blog economici);
2. non sei stato (?) una delle vittime delle manovre, almeno di quelle berlusconiane;
3. sei molto distratto (ma nessuna distrazione, direbbe Freud, è casuale)

Riporto i dati e le fonti, già allegate qui almeno una decina di volte e che peraltro sono incluse anche in una delle note dei 2 post linkati più sotto:

Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld; 
Totale 329,5 mld.

(continua)
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Vincesko
36 Fan
23:52 su 28/07/2013
(segue)

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
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Nanni Nanni
22 Fan
08:22 su 29/07/2013
Ecco come si fa a leggere i ...numeri.
Il debito pubblico è salito in poco più di due anni da 126 a 130. Lei lo chiama risanamento....
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Vincesko
36 Fan
10:02 su 29/07/2013
Vedo che qualunque sia la risposta del tuo interlocutore, hai una reazione istintiva, predeterminata, un po' paranoica.[*]
Non ti conosco molto, ma mi sembra che le tue convinzioni paranoiche riguardino preferibilmente il “comunismo”, l’IMU, il debito pubblico. Osservo:
1) Il debito pubblico è soltanto una delle variabili macroeconomiche;
2) il suo aumento era ampiamente previsto;
3) uno dei fattori del suo aumento è il contributo dell’Italia al salvataggio dei Paesi dell’Eurozona (45 mld nel 2012), citato dal ministro Saccomanni nella sua intervista;
4) la sua riduzione – in valore assoluto e/o relativa, in rapporto al PIL – sul versante “interno”, può essere attuata almeno in 3 modi: 1) gradualmente in un arco temporale ampio, facendo sì che la spesa pubblica aumenti meno del PIL; 2) mettendolo in comune a livello UE e per questo pagando un tasso d’interesse più basso; 3) celermente, attraverso un prestito forzoso (di almeno 150 mld, ipotesi Fitoussi) su una platea selezionata e/o la vendita di cespiti pubblici e/o l’utilizzo di questi come garanzia (ipotesi Saccomanni ed altri);
5) il giudizio della Commissione Europea sul debito pubblico italiano, nel suo ultimo rapporto, è favorevole, sia nel breve che nel lungo termine, e comparativamente migliore di quello di altri Paesi che pagano tassi inferiori (cfr.http://keynesblog.com/2012/12/20/il-debito-italiano-e-sostenibile-mai-rischiato-il-fallimento/ ). 

[*] http://it.wikipedia.org/wiki/Paranoia
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Nanni Nanni
22 Fan
11:16 su 29/07/2013
Tutto giusto, tutto bello ma la sostanza non cambia; se non si inverte e anche violentemente il PIL, pensare ad un prestito per pagare un altro prestito è pura follia.
Se la sua banca le chiede un piano di rientro, lei lo fa chiedendo un prestito ad un'altra banca?
E il PIL NON si inverte aumentando tasse e IVA, mettendo l'IMU senza diminuire DRASTICAMENTE le spese improduttive dello stato.
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Vincesko
36 Fan
12:30 su 29/07/2013
Sei un caso disperato. 
1. Se non ho come ripagare un debito, o faccio default o, se posso, chiedo un altro prestito. Tertium non datur.
2. Visto che non lo hai capito, il prestito forzoso su una platea selezionata (i ricchi): a) sarebbe ad un tasso sensibilmente più vantaggioso per lo Stato, che quindi risparmierebbe sugli interessi, che, come insegna la Banca d’Italia, ora sono l’unica determinante del debito (posto che il deficit è basso e sotto controllo); e b) poiché è sui (relativamente pochi) ricchi, non avrebbe effetti recessivi.
3. Per far crescere il PIL, occorrono necessariamente risorse, che si possono ricavare o – gradualmente - da una minore spesa pubblica (inclusi gli interessi passivi), già abbondantemente tagliata (vedi ad es. i notevoli risparmi pensionistici, quantificati dalla RGS in 300 mld tra il 2020 e il 2060) o – celermente - da maggiori tasse sui ricchi.
4. Sia l’IMU che l’IVA sono state decisioni del governo Berlusconi (cfr. post già allegato sulle CIFRE). Il governo Monti le ha rese più eque.
5. Gli effetti recessivi sul PIL hanno avuto come determinante principale e preponderante le manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi nella scorsa legislatura (267 mld su 330, cfr. post citato).
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Nanni Nanni
22 Fan
14:26 su 29/07/2013
Quello che lei si ostina a non capire che lo stato italiano NON DEVE chiedere nulla; deve RISPARMIARE, visto che poi i debiti li farebbe pagare a noi con altri aumenti di tasse, a cominciar dai costi standard che ci darebbero SUBITO almeno 30 Mld. 
Il resto segue a ruota....
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Vincesko
36 Fan
21:15 su 29/07/2013
Con me, per i costi std, sfondi una porta aperta (ho scritto questo lungo post sul tema http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html), ma è più facile a dirsi che a farsi; neppure il tosto Enrico Bondi è riuscito nell'impresa. Meglio chiedere i soldi ai ricchi, non appena verrà defenestrato SB. Ma occorre non fare ammuina, che favorisce solo i ricchi.
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Nanni Nanni
22 Fan
21:55 su 29/07/2013
Certo, più facile farli tirare fuori dal Nord piuttosto che dal Sud il quale continua a sperperare e far debiti; io NON sono assolutamente d'accordo anche e soprattutto perché, con tutta probabilità, verrei considerato "ricco" solamente per aver lavorato bene per tutta la vita, accumulato e non sperperato e, soprattutto, continuato a produrre e costruire cose che coloro i quali mi considerano ricco non sono stati capaci di fare.
Troppo comodo, mio caro, fare le cicale e poi prendersela con le formiche; se fossimo stati TUTTI molto più formiche ora non saremmo in questa situazione.
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VincentPastura
84 Fan
10:22 su 29/07/2013
Andrebbe anche fatto presente ai "maghi" che postano su HP, che 
1. l'aumento del debito pubblico non si ferma dall'oggi al domani, ci vorranno anni prima di invertirne il senso

2. Prodi (PD) riuscì a non a farlo aumentare la crescita del debito, anche grazie alle misure adotttate dall'odiato Visco

Se gli Italiani avessero messo Prodi in condizione di finire il mandato ora non saremmo qui nelle condizioni in cui ci troviamo. Ma tra Prodi e Berlusconi gli Italiani hanno scelto il venditore di balle. Non dimentichiamocelo questo.
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Vincesko
36 Fan
10:41 su 29/07/2013
Giusto. E sono (quasi) sicuro che Nanni Nanni, che ora si lamenta paranoicamente del debito pubblico, è uno di quelli che hanno scelto il venditore di balle.
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Vincesko
36 Fan
10:46 su 29/07/2013
PS: 
“Chi ha fatto il debito pubblico? Oscar Giannino smonta la teoria della "Prima Repubblica"
# Governo Berlusconi I: 330 milioni al giorno di debito
# Governo Berlusconi IV: 207 milioni al giorno
# Governo Prodi: 96 milioni al giorno
# Governo D'Alema: 76 milioni al giorno
Quindi il serial killer dell'economia italiana ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi”.
“AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html
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VincentPastura
84 Fan
11:22 su 29/07/2013
Sotto Berlusconi il debito è passato da 1500 a 2000 miliardi, questa in parole povere è la tragica verità. Il conto da pagare dal venditore di tappeti è tragico, ingiusto e drammatico, lasciato in eredità a tutti - inclusi, sopratutto, chi non lo ha mai votato.
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[*] Rientro di capitali, il piano del governo Letta per il rimpatrio di 200 miliardi. Autodenuncia e via le sanzioni penali
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 28/10/2013 08:47 CET  |  Aggiornato: 28/10/2013 08:53 CET
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/28/rientro-capitali-piano-governo-letta_n_4168987.html 

La spesa pubblica non va tagliata


Descrizione: Stefano Fassina

Stefano Fassina
Viceministro dell'economia
La spesa pubblica non va tagliata
Pubblicato: 16/10/2013 17:08
http://www.huffingtonpost.it/stefano-fassina/la-spesa-pubblica-non-va-tagliata_b_4108643.html?utm_hp_ref=italy
 
 
DEDICATO AI DISINFORMATI/DISINFORMATORI ED AGLI SCETTICI. 
Facciamo parlare LE CIFRE.

Sono d’accordo, questa volta, col Sottosegretario Stefano Fassina (sull’abolizione dell’IMU, invece, hanno calato le brache, ed ora si vedono le conseguenze, ampiamente previste). 
1. La spesa pubblica primaria: a) non è aumentata affatto; b) essa è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
2. Sono cresciuti gli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, alimentano da 20 anni la crescita del debito pubblico.
3. La spesa pubblica primaria non va ridotta in un periodo di recessione, sarebbe esiziale, ma semmai aumentata, finanziandola con un prelievo fiscale ordinario/straordinario sul decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo (imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota per co-finanziare misure di welfare, e prestito forzoso di 150-200 mld su una platea selezionata, per la riduzione celere del debito pubblico e dei correlati, ingenti interessi passivi, v. proposte già sul tavolo).

Spesa pubblica primaria.
Traggo dalle tabelle comparative UE27 della spesa pubblica primaria (e, tanto per parlare di spesa pensionistica, della Spesa primaria per Protezione sociale) elaborate dalla RGS.
Noto che la spesa pubblica italiana è allineata a quella degli altri Paesi (è sotto la media UE27); così pure la spesa sociale, ma non quella pensionistica, ma – attenzione! – prima delle riforme Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011). Poiché i cospicui risparmi della spesa pensionistica intervenuti dal 2011 per effetto delle riforme Damiano (2007) e Sacconi, ai quali si stanno ora aggiungendo quelli dovuti alla riforma Fornero, non sono rimasti nel capitolo della spesa sociale, presumo ci sarà in futuro un disallineamento (in meno) rispetto agli altri Paesi.

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
Unione Europea (27) 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,25,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sulPIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
link sostituito da:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Analisi_e_valutazione_della_Spesa/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

CONCLUSIONE
Premessa: dalla notte dei tempi, esiste una lotta tra forti (pochi) e deboli (molti), tra ricchi (pochi) e poveri (molti). Anche quella in corso s’inscrive in questo solco, aggravata dal fatto che viviamo una trasformazione epocale, che ha causato e causerà molte vittime. I forti/ricchi sono un’esigua minoranza, ma riescono a dettare legge, perché a) dispongono di enormi risorse finanziarie; b) controllano i media; c) influenzano i facitori delle leggi; d) hanno al loro servizio utili idioti ben retribuiti; e) non fanno mai l’errore di dividersi contro i “poveri”; ed f) possono contare su milioni di UTILIIDIOTI poveri che si dividono tra loro, fanno AMMUINA o li appoggiano gratuitamente.


Detto questo, tralasciando l’ambito UE, dov’è la soluzione della crisi, veniamo al caso italiano, fissando solo alcuni punti: a) nella scorsa legislatura, per sanare i conti pubblici, sono state varate manovre correttive per ben 330 mld (4/5 da Berlusconi e 1/5 da Monti); [1] b) gran parte di questi miliardi sono stati addossati in modo iniquo – in particolare da Berlusconi - sui “poveri”;c) ora i conti pubblici sono quasi a posto e l’Italia presenta il miglior dato sia di avanzo primario che di rapporto defict/PIL; [2] d) il debito pubblico, invece, è ulteriormente cresciuto, per varie ragioni, ma soprattutto per il peso degli interessi passivi (come succede da 20 anni); [2] e) la spesa pubblica primaria è in linea con UE27, essa non va quindi ridotta (sarebbe esiziale in recessione), ma riqualificata, eliminando i disallineamenti con UE27; f) come, appunto, spendendo di più per gli ammortizzatori sociali (in particolare, RMG ed edilizia sociale, che non sono una carità, ma la quintessenza di uno Stato solidaristico), che devono essere finalmente universali; g) il sistema pensionistico, dopo le varie riforme, è tra i migliori per l’equilibrio finanziario per i prossimi decenni in UE27; [2] 

h) ciò che manca ora è far ripartire i consumi interni e quindi la crescita economica e quindi l’occupazione, attraverso una redistribuzione di reddito dai ricchi, con bassa propensione al consumo, ai poveri, con alta propensione al consumo; i) quindi, sia per equità, sia perché ora sono i soli ad avere i soldi, le risorse vanno prese ai ricchi (il decile o la metà del decile più ricco delle famiglie); [2] e l) vanno intraprese e/o continuate azioni forti ed efficaci per realizzare 2 riforme strutturali: 1) quella nevralgica della PA (aumentandone l’efficienza e diminuendo la corruzione); [3] e 2) in questo ambito, in particolare quella della giustizia civile.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
[3] Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
 
 
Post e articoli collegati:

AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.html

Tagli alla spesa pubblica? Una vecchia ricetta
Stefano Perri, Riccardo Realfonzo - 01 Aprile 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/tagli-alla-spesa-pubblica-una-vecchia-ricetta/

 

Dialogo sulla spesa pubblica

 
Deficit pubblico eccessivo? No, è troppo basso
Pubblicato da keynesblog il 30 maggio 2013 in EuropaGlobalibt
di Andrea Terzi* per Keynesblog
http://keynesblog.com/2013/05/30/non-tutti-i-debiti-pubblici-sono-nati-uguali/
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 13:01
Mi limito ad osservare:
1) il tasso di disoccupazione italiano (cfr. dati ISTAT) è influenzato (notevolmente) dal trasferimento da “inattivi” (che non hanno un lavoro e non lo cercano; la SVIMEZ li definisce “disoccupati impliciti”) a “disoccupati” (che non hanno un lavoro ma lo cercano); ciò è dipeso presumibilmente dalla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie.
2) La spesa pubblica, nel periodo 2000-2010, è cresciuta del 4,6% in media sotto la gestione di Tremonti e del centrodestra: tra gli altri, Romano Prodi ha scritto nel suo sito: “le spese correnti (esclusi cioè gli investimenti sempre stagnanti) sono passate da 444 miliardi di euro nel 2000 a 670 miliardi nel 2010"; ed anche nel 2011 (cioè i famigerati “tagli lineari” di Tremonti, nell’ipotesi migliore, come ha osservato tra gli altri il sen. Baldassarri, presidente della Commissione Finanze, consistevano in realtà in un mero taglio degli aumenti).
3) Vista l’ignoranza dei più, vale la pena di quantificarlo: il “monumentale aggiustamento” dei conti pubblici avvenuto nella scorsa legislatura,soprattutto a partire dal maggio 2010 (DL 78), dopo lo scoppio della crisi greca, è ammontato alla stratosferica cifra di 330 mld: 4/5, pari a 267 mld, ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti; 1/5, pari a 63 mld, attribuibile al governo Monti.
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/01679bd8b32a65fd2faf1e87682be106?s=48&d=identicon&r=Gf. spirito 30 maggio 2013 alle 19:15
e questo aggiustamento, sbaglio o è stato praticamente solo dal lato entrate?
mi sembra che questo abbia qualcosa da dire sui moltiplicatori di spesa e tasse. l’aumento della spesa 2000-2011 NON ha portato a maggior crescita, mentre l’aumento delle tasse successivo HA distrutto l’economia.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 30 maggio 2013 alle 19:29
a me sembra più che altro che la spesa primaria italiana sia rimasta in linea con l’andamento europeo, registrando un aumento significativo nel 2008 per effetto della crisi finanziaria globale…punti di vista…
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 20:15
Secondo “Il Sole 24 ore”, quasi metà e metà. Io avevo sommato mano mano gli importi delle manovre correttive a partire dal 2010.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: – Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; – Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.
Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono:
- Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.
“Quattro anni, dieci manovre, e richieste per 329 miliardi e 520 milioni di euro, per il 55% (cioè 178 miliardi) rappresentato da aumenti di entrate vale a dire, quasi sempre, di nuove tasse.[…]”.
Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l’equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.
Tutti i dati in questo mio ‘post’ già riportato qui più volte (con all’interno l’articolo del “Sole 24 ore”):
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 21:35
@ rocky
Punti di vista? Facciamo parlare… LE CIFRE.
PIL: serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 =-1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%.
Spesa pubblica primaria.
Traggo dalle tabelle comparative UE27 della spesa pubblica primaria (e, tanto per parlare di spesa pensionistica, della Spesa primaria per Protezione sociale) elaborate dalla RGS.
Noto che la spesa pubblica italiana è allineata a quella degli altri Paesi (è sotto la media UE27); così pure la spesa sociale, ma non quella pensionistica, ma – attenzione! – prima delle riforme Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011). Poiché i cospicui risparmi della spesa pensionistica intervenuti dal 2011 per effetto delle riforme Damiano (2007) e Sacconi, ai quali si stanno ora aggiungendo quelli dovuti alla riforma Fornero, non sono rimasti nel capitolo della spesa sociale, presumo ci sarà in futuro un disallineamento (in meno) rispetto agli altri Paesi.
Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
Unione Europea (27) 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,25,0
Tavola 10 –Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
Tutti i dati qui:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/f8707226d615abd00e5749a370d04605?s=48&d=identicon&r=Gguiodic31 maggio 2013 alle 02:28
@f.spirito
ma chi ti ha detto che la spesa prima è aumentata? 
Descrizione: http://2.bp.blogspot.com/-sFzwBR1eFKk/UIkyQpTDShI/AAAAAAAAHXQ/dQRCAr6hJME/s1600/Eurozone-Government-Expenditure_Levy-Institute-Interim-Report.png
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 31 maggio 2013 alle 10:36
@Vincesko, rileggi bene il mio commento:
“a me sembra più che altro che la spesa primaria italiana sia rimasta in linea con l’andamento europeo, registrando un aumento significativo nel 2008" – ituoi dati, sui quali ho basato il mio primo commento, sembrano darmi ragione:
Italia: +5.5
UE (27): +5.
come dicevo,sono punti di vista…
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 11:49
@ rocky
Forse è meglio che rileggi tu: ovviamente, io eccepivo NON sul fatto che la spesa pubblica italiana sia stata in linea con UE27 (l’ho appunto scritto), ma:
1) che siano “punti di vista”, locuzione – spero lo riconoscerai – oggettivamente impropria ed ambigua sia per quale sia l’oggetto, sia per chi sia il destinatario, sia perché – almeno in teoria – è incongruo dirlo trattandosi di CIFRE facilmente reperibili e NON – chessò – della diatriba, spesso esageratamente ideologica e alimentata ad arte dai disinformatori di professione ed utili idioti dei ricchi, ben retribuiti e non [*], tra neo-liberisti e keynesiani;
2) sul dato del 2008 (scusa, da dove l’hai desunto?), smentito dai… dati della RGS, nonché da Prodi, di cui riporto la frase successiva a quelle già riportate: “Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, la spesa pubblica è sempre cresciuta in maniera sensibilmente più elevata rispetto al Prodotto nazionale lordo”; e infine
3) che questo, perciò, sia un “effetto della crisi finanziaria globale”, che, come si vede dai dati del PIL, dispiega i suoi effetti peggiori nel 2009, co-determinando l’aumento dell’incidenza percentuale della spesa pubblica sul PIL dal 43,5% del 2008 al 47,3% del 2009.
]*] “L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 31 maggio 2013 alle 12:50
1) dai tuoi dati pare proprio che nel 2004 sia diminuita anche se di poco, ma forse il problema è che c’era B, per cui non giocava molto a favore del buon Prodi…o forse tu la vedi da un altro punto di vista?
2) errore mio, avrei dovuto scrivere dal 2008. Comunque se vuoi far parlare le cifre, noterai che nel 2008 PIL -1% e Spesa +0.8%…chissà cosa avrà voluto dire il buon Prodi con quel “sensibilmente” … punti di vista? chissà…
3) ritengo, da quel che ho letto nel corso del tempo, che la crisi finanziaria abbia creato uno shock all’interno dell’UE e dell’EZ, e che direttamente o indirettamente (anche attraverso i nostri partner europei) ne abbiamo risentito…ma forse dovrei vedere le cose da un altro punto di vista. :)
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:27
I dati non sono… miei, ma della RGS e, purtroppo, danno non i valori assoluti, ma l’incidenza della spesa sul PIL, quindi sono influenzati anche dal PIL (denominatore del rapporto).
Io mi sforzo di non avere punti di vista – non sarebbero consentiti, ma in Italia purtroppo abbondano – slegati dalla realtà e dai dati “oggettivi” che la rappresentano, anche se si tratti di Prodi. Anzi, spesso sono più severo con gli amici che con i nemici. Se si facesse altrettanto, i pifferai magici ed i buffoni con velleità politiche non avrebbero alcuna ‘chance’, e con loro i disinformatori ben retribuiti e non, e le cose forse andrebbero meglio.
Sulla base dei dati (i principali indicatori), il 2° governo Prodi, a parte l’immagine litigiosa e (per colpa degli “intelligentoni” Pecoraro Scanio e Sodano) la pessima gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, secondo me è stato uno dei migliori governi degli ultimi 30 anni. I 4 governi Berlusconi, forse i peggiori della storia repubblicana italiana.
Come ho scritto in calce al post “Il paradosso di Berlusconi ‘keynesiano’”,
1) il vero ‘deus ex machina’ della politica economica di Berlusconi, per almeno 6 anni su 8, come si sa, non è stato Berlusconi, ma Tremonti, il turlupinatore dalla lingua biforcuta, che declamando il risanamento ha sempre scassato i conti pubblici, che poi i governi di Csx hanno dovuto, per i noti vincoli UE, risanare, ed il risanamento non può che avvenire riducendo le spese o aumentando le imposte. […]
3) Il secondo governo Prodi (2006) ha ereditato un deficit del 4,5% ed ha scelto, anche per le pressioni della Commissione UE, la strada di un risanamento rapido attuando una strategia dei due tempi, prima il risanamento celere e poi la crescita e la redistribuzione. [3] Quindi, a) rientro rapido entro il 3% di deficit, attraverso una legge finanziaria 2007 ingente (33,8 mld) e la lotta all’evasione fiscale, ma – pochi lo sanno o lo ammettono – b) allentando i cordoni della borsa già nella finanziaria 2008, restituendo ciò che aveva preso (fonte Banca d’Italia [4]). Strategia che avrebbe dovuto avere uno sviluppo ulteriore, se non fosse intervenuta la caduta del governo Prodi, durato appena 22 mesi. Che ha lasciato un debito pubblico del 103,6%, portato poi dal governo Berlusconi-Tremonti al 120,1% a fine 2011, nonostante manovre correttive molto, molto inique per 267 mld, fatte in prevalenza di maggiori tasse e di aumento della spesa pubblica cattiva!
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772117.html
Rivediamo i dati e le mie fonti. Secondo il sen. Morando (apprezzato anche a destra per il rigore e la competenza), tra il 2000 e il 2011, la spesa pubblica sotto i governi Berlusconi è cresciuta in media del 4,6%. Dato confermato – nella forma – da Prodi (Csx) e – nella sostanza – da Baldassarri (Cdx).
Ho rilevato ora i dati Istat (espressi in mln), ma includono gli interessi passivi (tra parentesi, ho calcolato la variazione assoluta e % rispetto all’anno precedente): al netto dell’ovvia considerazione che la spesa risente delle decisioni di spesa assunte anche anni prima, ognuno può trarre con intelligenza le sue conclusioni ed eventualmente arricchire la messe di dati.
:
2000 549.825
2001 600.586 +50.761 +9,2%
2002 615.049 +14.463 +2,4%
2003 648.804 +33.755 +5,5%
2004 668.543 +19.739 +3,0%
2005 694.020 +25.477 +3,8%
2006 730.942 +36.922 +5,3%
2007 748.395 +17.453 +2,3%
2008 774.612 +26.217 +3,5%
2009 798.085 +23.473 +3,0%
2010 793.485 + 4.600 +0,6%
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:29
PS.
Spesa totale consolidata delle amministrazioni pubbliche per funzioni di spesa.Anni 1990-2010
http://www.istat.it/it/archivio/51721
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:55
PPS. Errata corrige: il valore della variazione 2010 è negativo.
 
 
 

Dialogo sul paradosso di Berlusconi Keynesiano

 
Il paradosso di Berlusconi “keynesiano”
Posted by guiodic on 11 febbraio 2013 in EconomiaItalia
Negli anni la sinistra, abbandonando progressivamente i propri punti di riferimento nella teoria economica, è diventata la paladina del “rigore”, fino ad approvare il pareggio di bilancio in Costituzione. Così ha concesso a Berlusconi ampio margine per conquistare un terreno politico lasciato incustodito. Il paradosso di un Cavaliere “keynesiano”, avversario dell’austerità imposta dalla Merkel e critico dell’euro, altro non è che il risultato di una sinistra che ha fatto proprio il “punto di vista del Tesoro“.
di Luigi Cavallaro*
http://keynesblog.com/2013/02/11/il-paradosso-di-berlusconi-keynesiano/  

 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 11 febbraio 2013 alle 12:09
Interessante e fa riflettere ma ingenuamente direi allora che bisogna votare Berlusconi anche questa volta. E’ vero che una identità di sinistra è difficile da definire e verificare ma Keynes non era propriamente un comunista rivoluzionario. Eleganti confondenze!
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 11 febbraio 2013 alle 19:15
@Raimondo
Sei un po’ distratto, ti rammento che: 1) negli ultimi quasi 12 anni il Csx ha governato soltanto per appena 22 mesi; 2) per i vincoli UE, liberamente assunti, ha sempre dovuto rimediare (v. il mio commento più sotto) al malgoverno del Cdx, che ha aumentato le tasse e fatto cattiva spesa pubblica, cresciuta, in barba agli sbandierati tagli lineari, in media del 4,6% all’anno; 3) il Csx (peraltro minoritario nel Paese anche quando ha vinto), lo dice la parola stessa, è costituito, anche ora, anche il PD, da una Sinistra e da un Centro.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 10:14
Temo che i miei interventi non siano stati chiari, soprattutto non si capisca l’ironia se chi legge non conosce già chi scrive. Non sono distratto e sono consapevole di ciò che mi rammenti e credo che la pensiamo allo stesso modo.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 11 febbraio 2013 alle 13:23
“Ma dire la verità presuppone una scelta partigiana: la verità, infatti, è sempre situata da una parte”.
Troppo comodo: con una premessa così, uno può dire quello che vuole. Infatti… Osservo, sui punti salienti:
1. Il vero deus ex machina della politica economica di Berlusconi, per almeno 6 anni su 8, come si sa, non è stato Berlusconi, ma Tremonti, il turlupinatore dalla lingua biforcuta, che declamando il risanamento ha sempre scassato i conti pubblici, che poi i governi di Csx hanno dovuto, per i noti vincoli UE, risanare, ed il risanamento non può che avvenire riducendo le spese o aumentando le imposte.
Do il riepilogo delle cifre delle manovre finanziarie dei governi Berlusconi-Tremonti e Monti, che sono ignote ai più (fonte: “Il Sole 24 ore”):
Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld. [1]
2. “Sulla base del valore aggiunto dell’economia sommersa stimato dall’Istat otteniamo, per gli anni 2000-2011, un valore del sommerso pari in media a 238 miliardi di euro all’anno”. [2] Che fanno ascendere il valore dell’economia sommersa non al 30%, ma al 18%.
3. Il 2° governo Prodi (2006) ha ereditato un deficit del 4,5% ed ha scelto, anche per le pressioni della Commissione UE, la strada di un risanamento rapido attuando una strategia dei due tempi, prima il risanamento celere e poi la crescita e la redistribuzione. [3] Quindi, a) rientro rapido entro il 3% di deficit, attraverso una legge finanziaria 2007 ingente (33,8 mld) e la lotta all’evasione fiscale, ma – pochi lo sanno o lo ammettono – allentando i cordoni della borsa già nella finanziaria 2008, restituendo ciò che aveva preso (fonte Banca d’Italia [4]). Strategia che avrebbe dovuto avere uno sviluppo ulteriore, se non fosse intervenuta la caduta del governo Prodi, durato appena 20 mesi. Che ha lasciato un debito pubblico del 103,6%, portato poi dal governo Berlusconi-Tremonti al 120,1% a fine 2011, nonostante manovre correttive molto, molto inique per 267 mld, fatte in prevalenza di maggiori tasse!
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] “L’economia sommersa e il pareggio di bilancio”
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/L-economia-sommersa-e-il-pareggio-di-bilancio-15772
[3] “La politica fiscale di Prodi: quali gli elementi positivi? e quelli  negativi? Come dovrà comportarsi il prossimo Governo?”
di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
http://www.businessonline.it/3/LavoroeFisco/2062/pro-e-contro-della-politica-fiscale-del-governo-prodi.html
[4] “Ma sul fisco Prodi batte il Cavaliere: sgravi più consistenti dal centrosinistra”. Gli aiuti dati da centrosinistra e centrodestra secondo i Bollettini della Banca d’Italia
di Adriano Bonafe
http://www.repubblica.it/economia/2010/02/07/news/sgravi_prodi_berlusconi-2216166/
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 10:17
infatti sono del tutto d’accordo con la tua ricostruzione.
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/fb67e65e0e115ba0f74a20b182caf868?s=48&d=identicon&r=Gwalter 11 febbraio 2013 alle 20:04
Mica è tanto paradossale. Se si accetta l’idea che la spesa pubblica in eccesso rispetto alle necessità del welfare ( e in italia, vi ricordo, che più di metà della spesa pubblica NON è welfare, ma “altro”, non è così in Svezia, non è bello usare le percentuali che convengono per promuovere la propria visione del mondo economico) allora la cosa ha senso. Berlusconi (i partiti di centrodestra) campano di spesa pubblica inutile e non sono per nulla disposti a rinunciarvi.
Anzi, se li andate a dire: facciamo più spesa pubblica? sarebbero d’accordissimo, soprattutto se a debito. Inoltre, vi ricordo che come i neocartalisti rampanti alla Barnard anche Berlusconi ritiene lo spread un imbroglio. Su questo come la mettiamo ?
Bisognerebbe invece interrogarsi sull’unico spunto interessante dell’articolo (piuttosto complicato da capire, per la verità): conviene in un paese con una percentuale di sommerso del 18% o più insistere sulla crescita a deficit, sapendo che se ne avvantaggiano anche quelli che col sommerso ci lavorano? Non sarebbe meglio risolvere sia questa anomalia, sia i motivi che la originano?
Si pensa davvero che tutti quelli che evadono lo fanno per costruirsi ville sul lago di Garda o alle Cayman? Esiste un modo per distinguere ? Vanno puniti allo stesso modo? E a cosa dovremmo destinare quello che entrerebbe da una lotta dura all’evasione (che naturalmente si può fare, ma se non la fanno ne cdx nè cds evidentemente è perchè in questo paese molte aziende chiuderebbero nel giro di un mese dopo una guerra ad ogni “nero” tipo quella proposta da Ingroia, con questo livello di pressione fiscale).
Spero di avviare una proficua riflessione su questo punto.
E per inciso manco io lo voglio Berlusconi al governo, ma proprio perchè più keynesiano e simpatizzante della MMT, di altri competitor elettorali. Voi dovreste appoggiarlo, semmai…
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013alle 10:28
l’intervento di Walter, se l’ho capito bene, riporta il discorso sulla complessità di qualsiasi manovra di voglia attuare per uscire da questa crisi. Non sono un economista, ma solo un pensionato sfaccendato che segue con interesse questo blog cercando di capire e di imparare. Se non ricordo male Keynes parla anche della tassa di successione come una possibile leva. Non ne sta parlando nessuno. Mi sono divertito qualche tempo fa a scrivere un pezzo sul mio blog di pensionato sfaccendato: http://rbolletta.wordpress.com/2012/11/16/la-patrimoniale-2/
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 12 febbraio 2013 alle 17:24
@Raimondo
Ho letto il tuo interessante ‘post’ sull’imposta di successione, in alternativa all’imposta patrimoniale. Su quest’ultima, che, a mio avviso, dovrebbe affiancarsi, in via ordinaria, a bassa aliquota progressiva con una franchigia di almeno 800 mila € colpendo circa la metà del decile più ricco (secondo l aBanca d’Italia, patrimonio >500 mila €), all’imposta di successione e/o ad un prestito forzoso, allego il mio vecchio dossier, che è molto più ricco di quello di “Repubblica” (con articoli pro e contro):
Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
PS: Segnalo che l’imposta patrimoniale francese è ordinaria a bassa aliquota progressiva, come prevede (contrariamente a quanto afferma Dario Di Vico) anche la proposta della CGIL.
PPS: Invece, l’ipotesi del prestito forzoso, in alternativa alla patrimoniale, è stata avanzata, tra gli altri, da Fitoussi e da Giannino: riporto lo stralcio di un mio recente commento su “Europa”:
“Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni”
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA – Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
[...] Tuttavia crediamo che il prestito [di 150 miliardi] debba essere effettivamente forzoso e che non basti ipotizzare sottoscrizioni volontarie. Non si potrà evitare che l’emissione sia per alcuni aspetti atipica. Molti problemi rimangono aperti, come per una patrimoniale pura. Riguardano soprattutto la fattibilità e le modalità giuridiche del prestito e la garanzia dell’equità nella determinazione e nell’identificazione dei soggetti e dei patrimoni imponibili. Se l’equità è rispettata e le risorse deriveranno principalmente dagli strati più favoriti, il prestito forzoso non avrà un effetto restrittivo sulla domanda, né diverrà un vincolo alla crescita.
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
Oscar Giannino – figlio di proletari, come egli ama presentarsi talvolta – è un utile idiota dei ricchi, ben retribuito. Rammento la sua proposta recente di debito forzoso per ridurre il debito pubblico, ottima proposta, se fatta su una platea selezionata e purché non sia alternativa alla doverosissima imposta patrimoniale sui ricchi, gli unici ad aver pagato poco per il risanamento del bilancio pubblico e, dopo 330 mld di manovre correttive iniquamente distribuite, ad avere i soldi. Ma ora pare essersene dimenticato.
“Oscar Giannino a LA7: ‘Suicidio per debiti’”
http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 17:46
Grazie
 
 

Una proposta di taglio alla spesa pubblica

           

Spending review.

Il governo ha pubblicato sul proprio sito una nuova sezione http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html dedicata all’argomento. C’è anche un modulo online, attraverso il quale http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm  è possibile inviare suggerimenti e segnalazioni sugli sprechi.

 

Ho inviato, sul sito Governo.it, la seguente mia proposta (che è stata letta giovedì 3 maggio alla trasmissione di Radio3 “Tutta la città ne parla”):

 

Oggetto: Proposte tagli spesa pubblica

 

DOPPIO STIPENDIO AI MAGISTRATI FUORI RUOLO.

A seguito della campagna iniziata da “Report” sull’eliminazione dello scandalo del doppio, lauto stipendio ai magistrati posti fuori ruolo e passati ad altro incarico, il decreto “Salva-Italia” del  governo Monti ha tagliato del 75% lo stipendio relativo all’incarico non esercitato. Poiché il 25% residuo è un compenso per un lavoro non svolto, propongo che esso venga tagliato del tutto.

 

Allego ora:

 

l’appello che, come PDnetwork, inviammo l’anno scorso al Segretario Bersani:

APPELLO AL SEGRETARIO BERSANI PER CANCELLARE LO SCANDALO DEL DOPPIO STIPENDIO AI MAGISTRATI FUORI RUOLO

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2661354

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2661354.html

 

SPESA PUBBLICA E REVISIONE DELLA SPESA IN RAPPORTO ALLA CRESCITA

Costi della Pubblica Amministrazione - Spese militari - Costi della politica

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html  

 

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE - 19 - SPESA PUBBLICA E REVISIONE DELLA SPESA IN RAPPORTO ALLA CRESCITA

Costi della Pubblica Amministrazione - Spese militari - Costi della politica

           

In barba allo sbandierato controllo della spesa, ai patti di stabilità ed ai tagli lineari applicati (ottusamente), l’incompetente ministro Giulio Tremonti ed il centrodestra hanno vanificato in 2 anni tutto il risanamento attuato nel biennio giugno 2006-giugno 2008 da Tommaso Padoa-Schioppa (con la spending review), sia facendo crescere del 4,6% medio la spesa pubblica corrente in 8 anni del periodo 2001-2010, e di conseguenza il deficit, sia facendo risalire il rapporto debito/PIL dal 103,6% (2007) al 119% (2010). E tutto questo senza aver dovuto salvare il sistema del credito, né avere speso per misure anti-crisi.

 

Ora, ridotta ancor più la spesa sociale con la riforma Monti-Fornero delle pensioni (l’ottava dal 1992 [1]), che comporteranno tutte insieme risparmi notevoli dell’ordine di qualche decina di miliardi l’anno (tutti destinati ad avanzo primario! [2]), bisogna attaccare 3 comparti di spesa che presentano – soprattutto il primo –significativa latitudine di risparmio: riduzione dei costi della PA [3], delle spese militari [4] e dei costi della politica [5].

 

Inoltre, occorre lavorare su quanto denunciato dalla Corte dei Conti, secondo la quale la corruzione e l’inefficienza della PA costano 110 mld all’anno. Ed, in particolare, su quanto ha evidenziato Enrico Morando, secondo il quale la spesa pubblica corrente è aumentata, appunto, del 4,6% in media sotto la gestione di Tremonti e del centrodestra, dato confermato da Romano Prodi, che l’anno scorso ha scritto nel suo sito: “le spese correnti (esclusi cioè gli investimenti sempre stagnanti) sono passate da 444 miliardi di euro nel 2000 a 670 miliardi nel 2010. I 226 miliardi in più sono pari a una crescita superiore al 50%. Si tratta di oltre 20 miliardi all’anno di spesa aggiuntiva, metà dei quali dovuti all’inflazione ma metà imputabili ad un aumento netto della spesa corrente. Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, la spesa pubblica è sempre cresciuta in maniera sensibilmente più elevata rispetto al Prodotto nazionale lordo”.

Dati, poi, confermati a Rainews dal Sen. Baldassarri, presidente della Commissione Finanze, sia per quanto riguarda la spesa corrente complessiva, sia in particolare quella per beni e servizi” (beni, appalti, ecc. a prezzi gonfiati) cresciuta in maniera anomala e che vale quasi 140 mld all’anno: una riduzione di questa voce di almeno il 10% non dovrebbe essere impossibile.

 

Infine, sicuramente non vanno ripetuti provvedimenti dispendiosi come:

- il cosiddetto salvataggio dell’ALITALIA(3,1 + 2 mld di ammortizzatori sociali) [6];

- l’abolizione dell’ICI sulla prima casa dei ricchi e dei più abbienti (minori entrate per almeno 2,5 mld) [7];

- l’organizzazione di un doppio G8 (0,5 mld sprecato) [8];

- la firma di un trattato d’amicizia come quello Italia-Libia (voluto da Prodi, che però s’era rifiutato di firmarlo perché troppo oneroso), con un costo di 5 mld $  (250 mln all’anno per 20 anni). [9]

 

***

 

Per rinfrescare la memoria sullo stato dell’arte, sugli obblighi dell’Italia e sulla direttrice di marcia più congrua, riporto uno dei miei molteplici commenti su questo tema, di quasi un anno fa, pubblicati in PDnetwork (e altrove):

[…]

- il debito pubblico italiano è elevatissimo e comporta un costo di interessi intorno a 75 mld all’anno, togliendo queste risorse ad altre finalità;

- il trattato di Maastricht indica come limite il rapporto debito/PIL al 60%;

- fino all’anno scorso, la UE ha chiuso un occhio, anzi due;

- dopo la crisi greca, il cui PIL vale il 3% mi pare del totale UE, per l’indecisione dei principali Paesi UE, la Francia e soprattutto la Germania, la situazione è sembrata fuori controllo, il che ad un certo punto ha reso necessarie sia le manovre correttive,sia un obiettivo di severo rispetto dei parametri deficit e debito;

- l’incompetente Tremonti, anziché negoziare condizioni meno onerose o almeno diluite in un arco temporale più ampio (ricostituzione graduale dell’avanzo primario, com’è previsto nel piano PD, prevedendo un aumento della spesa pari alla metà dell’aumento del PIL) ha garantito, pur non avendo le risorse, il pareggio di bilancio addirittura entro il 2014;

- la tecnica dei tagli lineari impedisce un adeguato, intelligente, efficace controllo della spesa;

- il reperimento delle risorse, necessarie alla riduzione del debito ed alla crescita, esige invece un “trasferimento” oculato e calibrato di risorse dall’enorme settore improduttivo e parassitario all’economia produttiva, dai ricchi ai poveri, dalle rendite e dai redditi alti ai redditi medio-bassi;

- a parità di saldi, le misure da adottare devono conformarsi a questa strategia;

- individuare i settori e le misure non è un problema, il problema sono le resistenze potenti, sia negli interessi forti costituiti, sia purtroppo nei ceti che avrebbero tutto da guadagnarci, ma per ignoranza e per un riflesso condizionato autolesionistico fanno ammuina (vedi l’ICI sulla prima casa dei ricchi, l’imposta patrimoniale o la TTF);

- il problema, soprattutto, è questo ministro dell’Economia e questo governo d’incompetenti dannosi, che, vedi le misure adottate, vanno in direzione opposta a ciò che sarebbe opportuno fare: lasciano indenni – letteralmente - i ricchi ed il ceto parassitario e tolgono lavoro e soldi a chi dovrebbe sostenere la crescita ed i consumi.

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html

 

***

 

Infine - nell’ambito dei costi della politica - sull’abolizione delle province, o almeno di una parte di esse, come ha chiesto anche recentemente la BCE ( http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/04/30/Spending-rewiew-Richiamo-Bce-speranze-Province_6794458.html ), allego a scopo informativo tre scritti, già da me linkati in passato:

 

Ciao Vincenzo,

ieri il PD alla Camera si è astenuto sulla proposta di cancellazione delle Province perché non è cancellando una parola che si risolve il problema dei costi della politica. Esiste una nostra proposta per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni e in questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Un riordino che non deve e non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello Stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche.

Ecco perché non è sufficiente dire che si aboliscono le province. E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.

La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet all’indirizzo partitodemocratico.it/leggeprovince.

Se si vuole fare sul serio bisogna quindi dire a chi, una volta abolite , vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali, come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio.

E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando.

Grazie per l'attenzione, aiutaci a diffondere la proposta del PD

Davide Zoggia, responsabile Enti Locali Pd.

 

PROPOSTE DI LEGGE - CAMERA

Modifica all'articolo 133 della Costituzione, in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province

Proposta di Legge Costituzionale N. 4439 presentata il 21 giugno 2011. Tra i firmatari Bersani e Franceschini

http://mmk.pdnetwork.it/link.php?M=59320&N=212&L=398&F=H

 

Una riforma radicale delle province

“Ridurre il numero, abolire i consigli, alleggerire i costi: si può”

di Salvatore Vassallo

Una legge per cambiare radicalmente il volto delle Province ridisegnandone le funzioni e alleggerendone i costi. Una legge che ne riduca drasticamente il numero e abolisca gli attuali consigli provinciali sostituendoli con l'assemblea dei sindaci del territorio. Ecco il testo.

http://newsletter.agoramed.it/jump.aspx?link=1916&n=2108&ui=271307 

 

***

 

PROGETTO DI RIDUZIONE DELLA SPESA: ALCUNE OSSERVAZIONI EMPIRICHE.

Non vorrei essere sembrato troppo possibilista o superficiale nell’avere indicato come un obiettivo possibile la riduzione di almeno il 10% della voce “beni e servizi”.
Ed invece, per ragioni professionali, parlo con cognizione di causa.
Mi spiego. Essendo all’epoca il responsabile del controllo di gestione, ebbi l’incarico, dal direttore divisionale della mia ricca azienda a partecipazione statale, ma di diritto privato (oltre un migliaio di miliardi di Lire di fatturato complessivo e 7 mila dipendenti circa, in Italia e all’estero), di formulare una proposta di riduzione dei costi, resa necessaria dalla liberalizzazione del mercato e dalla diminuzione (in termini relativi) dei prezzi-ricavo (prezzi di vendita), rimasti stazionari negli ultimi 3 anni, a fronte di un aumento dei costi di almeno il 10% l’anno, che aveva ridotto i margini; il tutto aggravato dalla decisione dell’AD di aver resa pletorica la struttura territoriale decentrata, con l’inevitabile conseguenza dell’aumento dei “costi di struttura” e della loro incidenza sul fatturato.

Proposi: la creazione di un gruppo di lavoro (in gergo, PMT = Project Management Team), costituito dai soggetti divisionali coinvolti nel procedimento di approvvigionamenti (Ufficio Acquisti, Reparti produttivi richiedenti i beni e servizi, Controllo di gestione), in modo da ottenere un coordinamento degli sforzi e la loro rapida “sensibilizzazione” ed attivazione. Furono rinegoziati, su mia esplicita proposta, tutti i contratti già emessi ed “aperti” con i nostri fornitori di beni e servizi (in genere, PMI, quindi molto più piccole della nostra), con l’obiettivo di ottenere – stante già un livello di prezzi-costo convenienti per la nostra azienda - un risparmio di almeno il 5%. Non fu invece accolta la mia proposta di retrocedere (come avviene – o almeno avveniva – in tutti i Paesi più evoluti dal punto di vista organizzativo) una quota dei risparmi conseguiti ai componenti del PMT. In breve, furono poste le premesse per conseguire gli obiettivi e si cominciò a realizzarli.
La reazione dei portatori di “interessi” contrastanti col progetto non si fece attendere: il direttore centrale degli approvvigionamenti, sollecitato dai nostri fornitori, pose il veto alla rinegoziazione dei contratti di fornitura. Il direttore di Divisione non riuscì ad ottenere dalla direzione generale la revoca del veto (ebbe solo il contentino dell’incremento a 50 mln di Lire della soglia degli acquisti decisi e gestiti localmente). Il gruppo di lavoro (PMT) fu sciolto.

 

Vale forse la pena aggiungere che: 1) nella mia azienda, in parallelo, imperavano le cordate: dei top manager e dei fornitori di riferimento; 2) l’AD fu coinvolto in tangentopoli; 3) allora, non fu un caso se il controllo era edulcorato, addomesticato, “politicizzato”, per cui mal ne incoglieva ai controllori che non si adeguavano (in quel periodo ne ho viste e sopportate di tutti i colori).

Non ho una grande esperienza di PA: soltanto pochissimi casi per ragioni di lavoro e poi, soprattutto, come fruitore, ma già questo è bastato a potermene fare un’idea (questo potrebbe costituire un altro capitolo dell’analisi), pertanto sono consapevole che essa ha regole formalmente più stringenti e differenti da un’azienda privata.
E tuttavia, anche in questo caso, i 60 mld all'anno stimati per la corruzione ed i 50 mld quantificati per la cattiva amministrazione sono proprio il frutto malato dell’inefficienza e dell’inefficacia della spesa pubblica (opere esistenti solo sulla carta o reiterate più volte, come certi lavori stradali, o eseguite in maniera qualitativamente difforme dal capitolato d’appalto e/o valutati e remunerati in maniera esagerata, anche 3 o 4 o 5 volte o più il prezzo di mercato; s
enza dimenticare le tangenti alle mafie per tutti i lavori pubblici eseguiti nelle Regioni Sicilia e Calabria). Ma proprio per questo essa offre una notevole latitudine di risparmio, a condizione che a capo di questo importante obiettivo si metta il responsabile massimo e vengano sensibilizzati ed incentivati adeguatamente, con metodo trasparente, i soggetti coinvolti ai vari livelli.

Posso capire, quindi, perché il ministro Giarda si sente solo di fronte all’immane ed ingrato compito.

 

 

***


Il senatore Enrico Morando,nel suo intervento sul DEF, ha menzionato la “produttività totale dei fattori” quale elemento fondamentale per la crescita. Questo interessante e riccamente documentato articolo cade a fagiolo:

Economia e Politica

Perché la riforma Fornero va contro produttività e crescita

Domenico Moro - 30 Aprile 2012

1. Produttività e crescita economica

In Italia e in Europa si ripete come un mantra la necessità di accompagnare la crescita al risanamento dei conti pubblici. La crescita economica è riconducibile a molte e complesse fonti. Secondo molti economisti, una delle più importanti è l’aumento della produttività globale, sebbene i meccanismi che legano questa alla crescita siano diversi a seconda della prospettiva di analisi adottata.[1] Proprio con lo scopo dichiarato di innalzare la produttività italiana e, in questo modo, di spingere la crescita, da tempo entrambe stagnanti, è stata presentata dal ministro Fornero una proposta di riforma del mercato del lavoro. La logica sottostante a tale riforma, in accordo con il senso comune del mainstream economico e politico, è che il declino della produttività in Italia dipende da un mercato del lavoro troppo poco deregolamentato. A nostro avviso si tratta di una logica non solo errata ma anche controproducente. […]

http://www.economiaepolitica.it/index.php/lavoro-e-sindacato/perche-la-riforma-fornero-va-contro-produttivita-e-crescita/

 

A mia volta, ripropongo:

Produttività. [*]

Provo a fare qualche notazione.

 a) “La produttività è il rapporto tra la quantità o il valore del prodotto ottenuto e la quantità di uno o più fattori, richiesti per la sua produzione”. Quello più oggettivo – diciamo così - è il rapporto tra quantità, perché prescinde dal prezzo-ricavo: ad esempio, il rapporto tra quantità di autovetture o frigoriferi o libri o computer prodotti ed il numero di unità lavorative (o meglio, le ore lavorate) impiegate nella produzione (prescindendo dalla cause, non tutte addebitabili ai lavoratori dipendenti, segnalo ad esempio che lo stabilimento polacco della FIAT produce da solo un numero di autovetture pari a quelle globalmente prodotte da tutti gli stabilimenti italiani della stessa FIAT).

b) E’importante notare che, almeno teoricamente, dal livello di produttività e dal suo incremento nel tempo dipendono sia il livello dei salari che il loro aumento.

c) E’ quasi superfluo altresì rilevare che il livello del prezzo-ricavo (cioè di vendita) o del valore aggiunto, che è la “differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e di quelli consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive”) [2] di norma, in un mercato concorrenziale,  rispecchia anche sia il livello qualitativo che il contenuto tecnologico dei prodotti, frutto, da un lato, della politica industriale di un Paese; dall’altro, della Ricerca&Sviluppo (R&S) sia privata che pubblica (v. al riguardo differenze tra Italia e Germania, entrambi Paesi a forte vocazione manifatturiera).

[*] ISTAT - Produttività http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_3.html

[**] ISTAT – Valore aggiunto http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_1.html 

 

Sempre a proposito di produttività.

Nei miei corsi di formazione aziendali rivolti a figure di vario livello e persino laureati e capi d’azienda (piccola), quasi all’inizio del corso, non mancavo mai, qualunque fossero i destinatari, di chiarire il significato dei termini efficacia ed efficienza (e qualità ed economicità).

Ma prima lo chiedevo: quasi nessuno sapeva rispondere con precisione.

Efficacia ed efficienza sono (o dovrebbero essere) due concetti molto noti nel mondo del lavoro. Etimologicamente, per efficacia si intende la capacità di produrre un effetto, di raggiungere un determinato obiettivo, mentre per efficienza la capacità di raggiungerlo con la minima allogazione possibile di risorse (anche il termine economicità, non tutti lo sanno, ha un significato analogo).

 

Università Partenope

Efficienza, efficacia, economicità (riferite alla mamma e alle pizze)

http://www.economia.uniparthenope.it/modifica_docente/scaletti/ECONOMIA_AZIENDALE_-_9_CFU_-_A.A._2008-2009_LEZ_03.PDF

 

Ed infine allego questo mio vecchio commento con un articolo di Sbilanciamoci.info, che sostiene la stessa tesi dell’articolo linkato più sopra:

Qual è la causa e quale l’effetto? Qual è la relazione del sottoutilizzo in Italia del capitale umano qualificato e/o della sua bassa remunerazione – in assoluto e comparativamente agli altri Paesi - con l’evoluzione del PIL?

Da questa interessante ed acuta analisi di Sbilanciamoci.info, “La Lombardia che si allontana dall'Europa”, ricavo:

“la correlazione tra produzione e occupazione, come investimenti e pil, mostra come le riforme del mercato del lavoro degli anni ’90 e quelle di “mercato” realizzate in Italia sono state efficaci solo a margine del sistema economico e del lavoro, cioè le misure adottate dai governi nazionali dell’Italia hanno consolidato la debolezza di struttura del paese, e paradossalmente inibito le necessarie azioni di cambiamento di struttura necessari per una regione importante come la Lombardia”.

E poi: Infatti, i provvedimenti legati al mercato del lavoro per “flessibilizzare” lo stesso lavoro dal lato dell’offerta si è tradotto in un allargamento del tasso di occupazione per le figure che intrinsecamente producono meno valore aggiunto. Se il pil cresce poco all’aumentare dell’occupazione vuol dire che si producono beni e servizi a basso valore aggiunto, oppure che i redditi di ingresso dei nuovi occupati sono molto bassi. Forse la riflessione non è nuova per gli economisti, ma la profondità e drammaticità dell’attuale situazione ha caratteristiche abbastanza inedite”.

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-Lombardia-che-si-allontana-dall-Europa-8154

 

[1] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi,2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011.

[ 2] Secondo il rapporto Giarda [all. d] la “spesa per le pensioni è superiore alla media OCSE”. Dopo le 8 riforme delle pensioni dal 1992, in particolare quella Dini del 1995 (poi in parte inapplicata), la sesta e settima - Berlusconi-Sacconi - (finestra mobile a 12 mesi o 18 per i lavoratori autonomi, adeguamento all’aspettativa di vita, ecc.) e l’ottava - Monti-Fornero - (metodo contributivo per tutti, ecc.), che stanno comportando una minore spesa, già a partire dal 2012, e comporteranno in futuro - a regime - un risparmio di decine di miliardi l’anno, non è più così, tant’è che ora il sistema pensionistico italiano è giudicato dagli esperti - come ho già evidenziato qui in passato - il più severo ed in equilibrio in ambito UE.
Inoltre, poiché la spesa sociale complessiva (di cui la spesa pensionistica fa parte) già era in linea con la media OCSE, mentre quella degli ammortizzatori sociali era inferiore - come è confermato dallo stesso rapporto Giarda [all. d] –, il governo Monti non avrebbe dovuto – come ha deciso di fare sotto l’urgenza del pareggio di bilancio - destinare tutti i notevoli risparmi della spesa pensionistica, che la Ragioneria dello Stato, come conferma Cesare Damiano [*], quantifica in centinaia di miliardi nel periodo 2020-2050, ad avanzo primario, ma impiegarne una quota (come sto scrivendo da tempo) per finanziare ammortizzatori sociali universali, eventualmente compensata da un’imposta patrimoniale ordinaria sui grandi patrimoni, come fu suggerito persino dalle associazioni degli imprenditori, quale contropartita alla (ennesima) riforma delle pensioni ed alla modifica del diritto del lavoro.
[*] “Abbiamo voluto fare alcuni conti basandoci sulle stime della Ragioneria generale dello Stato. Se soltanto con l’ultima riforma si risparmieranno ogni anno, dal 2020, 22 miliardi di euro, ciò significa che nel periodo 2020-2050 si produrrà una colossale redistribuzione di risorse da Stato sociale a debito di quasi 650 miliardi di euro. Se a questa cifra dovessimo sommare gli interventi fatti dai diversi governi dal 2004 al 2011 sul sistema pensionistico andremmo al raddoppio” (C. Damiano).  
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=31627
[3] AQQ10-Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html

[4] AQQ6-Spese militari http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564326.html

[5a] Costi della politica http://www.uil.it/costi-politica.pdf

[5b] Costi della politica http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2714102.html 

[6] AQQ1-Piano Fenice - ALITALIA http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2555569.html

[7] AQQ2-Abolizione dell’ICI http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html

[8] AQQ3-Spese G8 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2561165.html

[9] Trattato di amicizia Italia-Libia http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0017390&stampa=true&mostraP=true&mostraRif=false 



Post, Articoli e dati collegati: 

I PREZZI DELLA PA
Dalla siringa… (leggere i valori mediani; il valore mediano per le siringhe è il doppio di quello standard, il che significa che in alcune ASL è anche triplo o quadruplo o più)
AVCP-Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
“Guida alla lettura dei prezzi di riferimento in ambito sanitario”
http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunicazione/Pubblicazioni/StudiRicerche/_prezziAmbitoSanitario  
… alla TAV
“L'alta velocità italiana è la più cara d'Europa”
Il costo medio al km è di 32 milioni contro i 10 di Francia e Spagna.
Lunedì, 05 Marzo 2012
http://www.lettera43.it/attualita/42306/l-alta-velocita-italiana-e-la-piu-cara-d-europa.htm  
I COSTI PER L’ALTA VELOCITÀ IN ITALIA SONO MEDIAMENTE IL 500% PIÙ ELEVATI DI QUELLI FRANCESI, SPAGNOLI E GIAPPONESI
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.'08.pdf

L’apparato burocratico (3,5 milioni circa di persone) – nel quale, secondo Adam Smith, vanno ricompresi tutti i cosiddetti “improduttivi”, e quindi anche tutti gli organi politico-istituzionali (“Dal re all’ultimo impiegato”) - è un costo notevolissimo di per sé; a fortiori in rapporto all’output (i risultati) che produce.
Analisi QQ/10-Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html  

 

Allego due articoli interessanti sul tema:

 

Spending review Italia, dove e come si può tagliare

Entro fine aprile verrà presentato il rapporto sulla revisione critica della spesa pubblica, il ministro Piero Giarda conta di far risparmiare 13 miliardi allo Stato tra il 2012 e il 2013

http://www.businesspeople.it/newsletter/read/388e86db43b0f73153e8c8b30dbfe969/37179

 

Conti Pubblici

UN DECALOGO SULLA SPESA

di Massimo Bordignon  02.05.2012

Tagliare la spesa pubblica non è poi così semplice. Perché gran parte va in interessi, pensioni e stipendi, capitoli sui quali i vari governi sono già intervenuti. Ridurre i bilanci di sanità, scuola, giustizia e altri servizi richiederebbe una revisione del confine pubblico-privato. Gli interventi possono essere solo strutturali con risparmi nel lungo periodo. Positiva allora la formazione della task force ministeriale perché mostra la volontà politica di agire davvero. Ma su questo tema fondamentale, il governo dei tecnici poteva sfruttare meglio il poco tempo a sua disposizione.

http://t.contactlab.it/c/1000009/3184/36548228/26006



Allegati:

 

[a] Il contenimento della spesa pubblica (2007)

La spending review

http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap03_sch03.htm

 

[b] Libro verde sulla spesa pubblica (2007)

http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/documenti/18827/28_libro%20verde.pdf

 

[c] Rapporto Giarda (settembre 2011)

http://www.unicatt.it/Istituti/EconomiaFinanza/Quaderni/ief0104.pdf

 

[d] Il rapporto Giarda sulla spending review
“Le anomalie che dilatano il debito pubblico”
Alti interessi sul debito, spesa superiore alla media per le pensioni, costo spropositato dei servizi pubblici, organizzazioni
carenti
30 aprile 2012 | 22:14
http://www.corriere.it/economia/12_aprile_30/cinque-anomalie-rapporto-giarda_fb4b9634-92ff-11e1-96f9-bbc2eef37e85.shtml 

[e] IL DOSSIER

Tagli a tribunali, prefetture e ministeri
arriva una forte stretta sugli acquisti

Le riduzioni nonsaranno lineari ma selettive e coinvolgeranno, oltre allo Stato centrale, Regioni e Comuni. Direttiva ai dicasteri, 80 miliardi di pagamenti da "rivedere"

di Roberto Petrini

01 maggio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/05/01/news/dossier_tagli_spesa-34257557/

 

[f] IL DOCUMENTO
Direttiva per la riduzione della spesa pubblica
http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2012/direttiva_30042012.pdf

 

[g] Sintesi

DEF 2012 Il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma

18Aprile 2012

http://www.governo.it/backoffice/allegati/67686-7614.pdf

 

[h] Documento completo

Documento di economia e finanza 2012

(Doc. LVII, n. 5)

http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/bilancio/Documentazione_di_finanza_pubblica/DEF17%20per%20internet.pdf

 

[i] Documento di economia e finanza 2012 – Aspetti di interesse per la7a Commissione

Edizione provvisoria

http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2012/Dossier_349.pdf


[l] Misurazione, valutazione e comparazione della PA 

MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
La spesa pubblica in Europa
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa.pdf
Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali (pag. 223 e seguenti))
CAPITALE PUBBLICO E COMPETITIVITÀ
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
Performance-Budgeting, spesa pubblica e contesto istituzionale: l’esperienza italiana
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/RGS-comuni/Eventi/WORKSHOP—3/Performance-budgeting-spesa-pubblica-e-contesto-istituzionale-l-esperienza-italiana.pdf 
MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
Una analisi degli indicatori di performance
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/RGS-comuni/Eventi/WORKSHOP—3/Una-analisi-degli-indicatori-di-performance-nelle-note-preliminari-2008-2009.pdf 
UNIROMA
Fonti e strumenti di misurazione della Pubblica Amministrazione: un’analisi a livello internazionale
http://uniroma2.academia.edu/DenitaCepiku/Papers/103558/Fonti_e_strumenti_di_misurazione_della_Pubblica_Amministrazione_unanalisi_a_livello_internazionale
  

Aggiornamento (07-07-2012):                                                     

Spending review, il comunicato del Cdm                                          
COMUNICATO STAMPA   
http://download.repubblica.it/pdf/2012/politica/com-spending-review.pdf  

Ospedali, cancellati 18 mila posti letto
Via libera in Cdm al taglio dei tribunali
Il Consiglio dei ministri ha approvato le norme anti-sprechi. Riunione fiume di sette ore, ok solo nella notte. Saranno più che dimezzate le province (saranno 50), molte misure sulle pubbliche amministrazioni. Dal decreto copertura per altri 55mila esodati. A rischio comunque nella sanità circa 18 mila posti letto
http://www.repubblica.it/economia/2012/07/06/news/contenuti_bozza_spending_review-38576009/

Guida ai tagli, ecco cosa cambia
Le misure del governo per il taglio della spesa pubblica
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/guida-ai-tagli-spending-review_e829246c-c7f8-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml


Post collegati:
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html


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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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