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L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



  

Chi ha paura del governo tecnico?

Carlo Clericetti  -  28 NOV 2016


Citazione: “non sarebbe però male ogni tanto notare che la scienza economica non si limita ad un unico paradigma e che la complessità dei tempi che viviamo non sopporta risposte univoche”.


Prendo spunto dalla frase di Domenico, per fare, anzi ri-ripetere, alcune considerazioni.


Neo-liberismo

La frase di Domenico è un esempio preclaro di proiezione. Come se non avessero fatto già abbastanza danni col neo-liberismo, dopo 30 anni di sfracelli pagati dai poveri cristi per colpa di questa ideologia fallimentare (che suppongo il padre del liberismo, l’economista e filosofo morale Adam Smith, aborrirebbe), gli utili idioti al soldo dei ricchi non sono mai paghi, devono guadagnarsi la pagnotta. D’altronde, come farebbero i ricchi, che sono 4 gatti, a spadroneggiare se non potessero contare su risorse enormi, il controllo dei media, ormai da 30 anni anche quello accademico, e l’ausilio di utili idioti ben retribuiti e non? La loro presunta terapia, più che rasentare, anzi oltrepassare, la solita spietatezza degli adepti del neo-liberismo, come per solito capita a chi ha subìto un’educazione autoritaria e repressiva e diventa facile strumento della manipolazione psicologica, sfocia ormai nel ridicolo. Esilarante, se non fosse tragico per le vite di miliardi di persone.


Spread 2011


(a) Manovre correttive.

Come ho già rilevato più volte, il risanamento dei conti pubblici è iniziato nel 2010 (la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia è stata il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla Legge 122/2010, di 62 mld cumulati) ed è stato mastodontico (nella scorsa legislatura, sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, ¾ dal governo Berlusconi, pari a 267 mld cumulati, distribuiti in maniera molto iniqua, e ¼ dal governo Monti, pari a 63 mld cumulati, ripartiti in modo più equo, vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), per far fronte soprattutto agli accresciuti oneri per interessi passivi.

Le misure strutturali (cioè permanenti) delle manovre correttive, tra cui, ad esempio, la riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011), ben più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni Fornero, valgono tuttora.

E’ ovvio, tranne per i neo-liberisti, che queste misure pro cicliche hanno avuto l’effetto di aggravare e prolungare la crisi economica.


(b) Latitanza della BCE

Gli interventi si resero necessari, e in quella dimensione, proprio a causa della latitanza della BCE, i cui interventi a favore degli Stati in crisi, assieme alla decisione assurda di aumentare, unica banca centrale ad averlo fatto, il tasso di riferimento in piena crisi economica (Gavronski, Graf.8 http://www.fulm.org/articoli/economia/progetto-euro-andato-storto-riforma-necessaria-dell-eurozona-1), chiedendo in cambio “riforme”, si sono limitati agli SMP per 209 mld, di cui 99 all’Italia (tra il maggio 2010 e il marzo 2011, la BCE ha acquistato titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi; da agosto 2011 a gennaio 2012, titoli italiani e spagnoli), al famoso e decisivo “whatever it takes” di Draghi del luglio del 2012, che non è costato 1 solo € alla BCE, e agli OMT, mai implementati finora.

In più, a differenza della FED (i cui interventi sono stati, invece, massicci), sterilizzando ogni volta gli importi, cioè riducendo di pari importo la massa monetaria, per paura della (fantomatica) inflazione.


(c) Riforme strutturali

Al posto dell’azione di politica monetaria, la BCE si è dedicata, travalicando il suo ruolo, alla declamazione-imposizione delle cosiddette riforme strutturali, che, se sono utili, lo sono soltanto nel medio-lungo periodo, oltre al “consolidamento” dei conti pubblici nel breve-medio periodo.

Infatti, nell’ambito del programma SMP, gli acquisti da parte della BCE di titoli di Stato italiani cominciarono il 22 agosto 2011, cioè 17 giorni dopo l’invio della famosa (o famigerata) lettera del 5.8.2011 della BCE, firmata da Trichet e Draghi, e 9 giorni dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti del DL 138 del 13.8.2011, di 60 mld cumulati, contenente una buona parte delle misure chieste nella predetta lettera, e che faceva seguito, a distanza di neppure 40 giorni, al DL 98 del 6.7.2011, di 80 mld cumulati.


Politica economica keynesiana

Naturalmente, col solito meccanismo della proiezione, gli adepti del neo-liberismo imputano alla teoria keynesiana l’ostinazione di applicare in ogni congiuntura, sia quelle favorevoli che quelle negative, la stessa terapia economica. Ma questo non è affermato da Keynes. La deroga a questa regola, pur verificatasi in varie occasioni da parte dei governi in carica, non fa venir meno l’assunto principale della teoria keynesiana che, in congiunture economiche negative, è necessario l’intervento pubblico, aumentando la spesa pubblica e finanziandola a deficit accrescendo il debito pubblico. Provvedendo poi a ridurre la spesa ed aumentare le imposte, ove necessario, quando la crisi economica sia superata.

Purtroppo, con l’adozione della norma del pareggio strutturale di bilancio in Costituzione, sia nel vecchio che nel nuovo, eventuale, testo dell’art. 81, interpretata in maniera restrittiva dall’oligarchia europea, ci siamo preclusi “strutturalmente” la possibilità di attuare politiche economiche anticicliche. 

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale. 



Post collegati:


Analisi parziale del complotto contro Berlusconi


La religione neo-liberista

Spread, tornano la strumentalizzazione e la paura


Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove (100 note), allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate).

8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica



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Spread, tornano la strumentalizzazione e la paura



1. Prima osservazione. Tra tutte le spiegazioni sullo spread, che ho letto in giro, manca quella forse più importante per il dibattito contingente, scatenato dalla strumentalizzazione dello spread che ne stanno facendo i cosiddetti poteri forti ai fini della campagna referendaria a favore del .[1] Analogamente a quanto successe nel 2011.[2] E che è questa: lo spread riguarda i titoli di Stato già emessi e che vengono negoziati sul secondo mercato (mercato aperto). Non c’è una relazione diretta tra lo spread e gli interessi pagati sui titoli pubblici di nuova emissione acquistati da pochi dealer (una ventina) sul mercato primario.[3]

2. Seconda osservazione. La stessa propaganda ventila, in caso di vittoria del NO, il rischio di fallimento di ben 8 banche italiane. Con inevitabili, gravi riflessi negativi - si dice - sul debito pubblico italiano, poiché le banche sarebbero detentrici di una grossa aliquota di esso, addirittura, secondo alcuni, di una quota che arriverebbe al 70%. In realtà, il debito pubblico italiano è detenuto per il 10% circa da famiglie, per 1/3 all'estero = subtotale 44%; il residuo 56% da banche (circa 20%), assicurazioni (circa 20%), fondi comuni (circa 5%) e Banca d'Italia (circa 10%).[4]

3. Terza osservazione. Sostenibilità.
(a) Il debito pubblico italiano, pari al 30/9/2016 a 2.212,6 mld,[5] è, in rapporto al Pil, poco più della metà del debito pubblico del Giappone, il che dimostra che, se si ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome, esso non è un grosso problema. Inoltre, la sostenibilità del nostro debito pubblico, garantita nel breve periodo dall’esistenza di un avanzo primario, è attestata, nel medio-lungo periodo, sia dall’UE che da Centri studi internazionali, grazie alla dinamica sotto controllo soprattutto della spesa pensionistica.[6]
(b) Finché c'è un deficit, il debito pubblico non può che crescere.
(c) Poiché c’è un avanzo primario (quasi sempre negli ultimi 20 anni) e talvolta consistente, il debito è cresciuto - come spiega la Banca d’Italia - non a causa della spesa primaria (che è più o meno in linea con la media UE28), ma degli interessi passivi; i cui tassi hanno risentito del fatto che l’Italia è stata per troppi anni (una trentina) priva dello scudo della sua banca centrale, che in più teneva alto l'interesse per gli obblighi dello SME e per attirare capitali.
(d) Il Csx, “stranamente”, ha sempre fatto crescere meno il debito pubblico rispetto al Cdx, pare perché vince le elezioni nei periodi di crisi economica e deve riparare ai guasti causati dal Cdx e rientrare nei parametri UE, cosa che fa con zelo.
(e) Il debito pubblico italiano include attualmente delle poste straordinarie:
- aiuti a titolo oneroso agli altri Paesi (60 mld) e
- pagamento debiti pregressi PA (40 mld);
- disponibilità liquide del Tesoro (39,3 mld al 30/9/2016, dopo aver coperto i cali del debito pubblico sia in agosto, 30,9 mld, che in settembre, 12,1 mld).
(f) A fronte di un debito pubblico elevato, c’è una ricchezza privata elevata, tra le più alte al mondo, e un debito privato relativamente basso.
(g) In depressione/recessione/stagnazione, occorre fare una politica economica anticiclica e la riduzione del debito pubblico non è una priorità, anzi è esiziale, a meno che non lo si riduca attraverso un’imposta patrimoniale congrua sulla metà del decile più ricco, a bassissima propensione al consumo.[7]
(h) E, in ogni caso, il parametro che conta è il rapporto debito/Pil, che dipende anche dal denominatore, i.e. crescita, ma ciò è impedito dai vincoli UE; che hanno co-determinato un calo del Pil (denominatore) di almeno 150 mld (-10%) e impedito finora di recuperarlo.


[1] Referendum, meglio tenerci la Costituzione che abbiamo


[2] La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia


[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED



[5] Finanza pubblica, fabbisogno e debito

Anno XXVI - 15 Novembre 2016, n. 62


[6] Debito italiano a rischio, anzi il più sostenibile

Carlo Clericetti  -  28 FEB 2016


[7] Piano taglia-debito per la crescita



Post collegato:


Le determinanti dello spread





Dialogo con Beniamino Piccone sui probi Monti e Saccomanni, lo screditato Berlusconi, il calo dello spread e i numeri delle manovre correttive

 

Riporto il breve dialogo tra Beniamino Piccone, collaboratore de Il Sole 24 ore, e me in merito alla discesa dello spread tra BTP e Bund tedeschi nel 2011.

 

Risposta all'articolo "La lettera da Bruxelles e le incoerenze italiche tra deficit (buono) e debito (cattivo)"

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Da:

vhttp://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 mar 2016 - 13:49 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

<piccone@nextampartners.com> 

 

Citazione: “Re Giorgio non perse tempo e diede l’incarico a Mario Monti, il quale contribuì fattivamente alla ricostruzione della fiducia verso il nostro Paese (lo spread BTp-Bundscese velocemente da 575 punti base ai circa 300 del primo trimestre 2013)”.

http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2016/03/12/la-lettera-da-bruxelles-e-le-incoerenze-italiche-tra-deficit-buono-e-debito-cattivo/ 


Io non sono né berlusconiano né montiano, ma questi sono i dati:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale 329,5 mld.

 

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria) 

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html).

 

Conclusione.

 

Come si vede facilmente, per gli ammontari delle manovre finanziarie, i sacrifici iniqui imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1.

 

Discorso analogo per le pensioni: la riforma Sacconi (DL 78/2010, art. 12, modificata in peggio nel 2011), di cui nessuno parla, neppure il suo autore, che ha aumentato, senza gradualità, a 66 anni l’età di pensionamento di vecchiaia, per tutti tranne le dipendenti private, e ha introdotto l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che porterà l’età di pensionamento a 67 entro il 2020 e poi via via a 70 anni e oltre, è molto più severa della tanto vituperata riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24), che ha solo adeguato, con gradualità, le dipendenti private a tutti gli altri e ha solo esteso, col calcolo pro-rata, il metodo contributivo a quelli esclusi dalla riforma Dini del 1995 (>18 anni di lavoro).  (Cfr. Lettera ai media,al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure (se in avaria)

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html ).

 

Infine, anche con Monti, gli attacchi speculativi contro l'Italia continuarono (infatti, lo spread, che nel periodo iniziale del governo era sceso, riprese a salire), ma i mercati non è che ce l'avessero particolarmente con l'Italia, che, come abbiamo visto, aveva varato manovre pesantissime e una riforma delle pensioni severissima, ma avevano scommesso sulla rottura dell'Euro e, dopo l'Irlanda, la Grecia, il Portogallo e la Spagna, avevano attaccato l'Italia (poi sarebbe probabilmente toccato alla Francia), lasciati liberi di agire dall'inerzia colpevole della BCE di Draghi, bloccata dalla Germania. Fino al famoso "whatever it takes" del luglio 2012.Cioè Draghi - come era stato previsto dai suoi numerosi critici - non dovette spendere neppure 1 €, bastò la parola del banchiere centrale europeo a fermare la giostra “impazzita” della speculazione mondiale. Questo ovviamente successe perché i mercati finanziari credettero alla minaccia di Draghi ed ebbero paura di verificare se le sue parole erano un bluff, rischiando un bagno di capitali (bisogna anche considerare che la Germania aveva fatto ricorso contro gli OMT-Acquisti illimitati di titoli pubblici da parte della BCE, il che aveva indebolito oggettivamente la minaccia di Draghi).

In conclusione, e mi spiace dirlo, l’Italia l’ha salvata, in modo molto iniquo, molto più l’incompetente Berlusconi che il “millantatore” Monti.

 

Cordiali saluti

V.

 

 

RE: Risposta all'articolo "La lettera da Bruxelles e le incoerenze italiche tra deficit (buono) e debito (cattivo)"

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Da:

Beniamino Andrea Piccone (piccone@nextampartners.com) http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

14 mar 2016 - 11:23 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

"v

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CC:

"Beniamino Andrea Piccone"<piccone@nextampartners.com> 

Caro V.,

Non contano le manovre ma la credibilità. Berlusconi con le sue mattane perse ogni credibilità sui mercati, e visto che ogni mese l’Italia deve collocare debito pubblico per pagare gli stipendi del pubblico impiego, non esiste governo che possa stare in piedi senza avere la fiducia dei mercati.

Quando era ministro del Tesoro Ciampi, la sua sola presenza scoraggiava qualsiasi ribassita sui BTP.

Monti con la sua credibilità guadaganta come Commissario Europeo riuscì a diminuire il costo del debito pubblico. Così è.

Saluti,

B. Piccone

 

 

R: RE: Risposta all'articolo "La lettera da Bruxelles e le incoerenze italiche tra deficit (buono) e debito (cattivo)"

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Da:

v

14 mar 2016 - 14:20 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

"Beniamino Andrea Piccone"<piccone@nextampartners.com> 

 

Caro Piccone,

Sono del tutto d’accordo, ovviamente, sull’importanza della credibilità per i mercati:

 

Prima della fine dell’estate del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue, molto inique, per complessivi 165 mld (non cumulati) [1], ma che non furono sufficienti a convincere i mercati finanziari a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi;”.[***]

 

Non sono affatto d’accordo, invece, per l’efficacia complessiva delle manovre: quelle di Berlusconi sono state ben il quadruplo di quelle di Monti. E’ tale il rapporto – 4 a 1 – che non c’è gara per quanto attiene all’effetto sui dati macroeconomici successivi dell’Italia, altrettanto importanti per il giudizio dell’UE, dei mercati e degli esperti in generale.

 

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti pubblici era stato già fatto, in maniera molto iniqua, per circa 4/5, pari a 267 mld cumulati, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque, per “soli” 63 mld cumulati, su un totale di 330,[1] peraltro adempiendo misure in parte già decise dal governo precedente, ad esempio, l’aumento dell’IVA, [1] nonché il fiscal compact, [8] col pareggio di bilancio inserito in Costituzione. [9]”.[***]

 

[***] Sulla incompetenza e la credibilità dannosa di Berlusconi, di cui sono uno “studioso” da molto tempo, ho scritto vari miei post, tra cui questo:

Post n. 448 del 15-05-2014 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html  oppure 

http://vincesko.blogspot.com/2015/07/analisi-parziale-del-complotto-contro.html

 

Aggiungo, infine, un’osservazione per quanto riguarda Fabrizio Saccomanni, ma – anche per informarla di averlo fatto - la ricavo direttamente dal mio commento postato nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica, dove ho pubblicato la lettera che le ho inviato (e, a meno che lei non mi comunichi la sua contrarietà, pubblicherò anche la sua risposta e questa mia replica), travasando poi il tutto nel mio blog.

 

2. Nell’articolo viene citato ed elogiato Fabrizio Saccomanni, che – in qualità di studioso - si impanca come al solito a severo censore degli sprechi di spesa dei politici, ma che – in qualità di ministro dell’Economia, cioè quando egli rivestiva una carica politica – calò letteralmente le brache, assieme al premier Letta, di fronte all’imposizione del demagogo Berlusconi di restituire l’IMU 2012.

Postn. 368 del 03-09-13 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)

Letta, Epifani e Saccomanni, un trio di calabrache

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791048.html  oppure (se in avaria)

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/letta-epifani-e-saccomanni-un-trio-di.html

 

Cordiali saluti,

V.

 

 

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http://vincesko.blogspot.com/2016/03/dialogo-con-beniamino-piccone-sui-probi.html

 

 

Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

 
Riporto un mio commento, inviato ieri a redazione@eguaglianzaeliberta.it, al seguente articolo:
 
Chi complottò contro Berlusconi
La caduta del governo dell'ex Cavaliere fu il frutto di intrighi dei Palazzi in Italia e in Europa? A distanza di quasi cinque anni rileggiamo quegli avvenimenti per ricostruire le mosse dell'esecutivo, dei leader degli altri paesi e della Banca centrale europea
Ruggero Paladini
(29/02/2016)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1878
 
L’analisi è quasi interamente condivisibile; quasi, poiché contiene un’incoerenza logica e fattuale, laddove evidenzia giustamente che i fondamentali macroeconomici dell’Italia erano migliori nel 2011 (per forza: oltre alla legge di stabilità 2011, era stata in precedenza varata una pesante manovra correttiva col DL 78/2010, dopo la crisi della Grecia), ma prima aveva scritto:

Berlusconi può scegliere tra due strade:andare ad un default, con (eventuale) uscita dall’euro, o varare una manovra lacrime e sangue, secondo i precetti dell’austerità made in Berlin. Non volendo optare per nessuna delle due, Napolitano dice a Berlusconi che conviene che si faccia sostituire da Monti; Berlusconi accetta”.

Sulla base dei fatti, questo è lontanissimo dal vero, poiché il governo Berlusconi-Tremonti varò in luglio e agosto 2011, in appena 40 giorni, ben 2 (due) manovre correttive pesantissime [1] (dopo quella del 2010 - DL 78 del 31.5.2010 -, con la riforma Sacconi delle pensioni, molto più severa della successiva, tanto vituperata riforma Fornero[2]). Ma questa non conoscenza generale delle manovre correttive e delle riforme delle pensioni, anche in ambito accademico, (probabilissimo effetto del sistema disinformativo paramafioso berlusconiano-tremontiano-sacconiano) non mi meraviglia più, poiché da ben 4 anni la riscontro e la contrasto (come sto facendo anche ora).

In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS:

All’indomani della votazione che negò l’approvazione alla Camera dei Deputati del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, ricevetti l’allora Presidente del Consiglio che mostrò di comprendere responsabilmente l’inevitabilità delle sue dimissioni, alle quali si giunse alcuni giorni dopo consentendomi di avviare le tradizionali consultazioni di tutti i gruppi politici: e, come ho già detto, da esse fu confermato quel che già mi era chiaro, cioè l’impossibilità di un accordo politico e di governo per la formazione di un nuovo esecutivo data la profondità dei contrasti che avevano fino a quel momento segnato i rapporti tra i due schieramenti antagonisti”. 

L’on. Renato Brunetta, in una sua recente lettera a Huffington Post, in risposta a quella di Giorgio Napolitano, sostiene: “E non c'entra il fatto che Berlusconi si sia dimesso e poi abbia accettato di sostenere un governo non democratico”.

E’ curioso che non c’entri, poiché, a meno di una minaccia grave o di una coartazione manipolatoria frutto di plagio, è davvero bizzarro che la potentissima e ricchissima vittima di un complotto prima si faccia volontariamente da parte e poi addirittura sostenga con i suoi voti parlamentari determinanti il beneficiario del complotto, e non ne denunci tutti gli autori prima al Parlamento e poi alla Corte Cost. 

Brunetta sostiene, inoltre:Conta il fatto che interprete di quelle pressioni estere fu il Quirinale, che si fece parte volonterosa per attuare i desideri e le strategie di forze finanziarie e politiche congiunte tra loro, le quali esigevano la necessità di una prosternazione del governo italiano alle impostazioni tedesche e francesi. Con Berlusconi era impossibile”. 

Balla al cubo! Berlusconi ha obbedito in tutto, tranne, a causa del veto di Bossi, il completamento della severissima riforma Sacconi delle pensioni (eliminazione delle cosiddette pensioni di anzianità, concentrate al Nord, e l'adeguamento delle dipendenti private a tutti gli altri), come peraltro l’on. Brunetta sa benissimo, poiché fu lui, a seguito del rifiuto del ministro dell’Economia Tremonti, ai ferri corti da tempo col PdC Berlusconi, a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE, quella che conteneva ERRORI materiali gravi, amplificati da TUTTI i media italiani, a cominciare dall'ANSA e poi a cascata, che ingenerarono un caos nei rapporti con l’UE/Merkel/Sarkozy (vedi, quindi, le ingiunzioni e i sorrisetti di scherno in seno al Consiglio europeo del duo franco-tedesco, in parte per ignoranza delle misure varate dall'Italia, in parte - Sarkozy - per coda di paglia: la Francia deve ancora farla una riforma severa delle pensioni) e sui mercati.[3]

Come l’on. Brunetta sa altrettanto bene, avendo replicato 3 anni fa alle accuse dell’allora Commissario Olli Rehn esibendo le CIFRE del “Sole 24 ore”, dopo quella pesante dopo la crisi greca del 2010 (DL 78 del 31/5/2010), che include la severissima riforma Sacconi delle pensioni, che porta l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2021, benchmark in UE28, nel 2011, in appena un mese e mezzo, ubbidendo alle pressioni di UE/Merkel/Sarkozy, il governo Berlusconi-Tremonti varò altre 2 manovre correttive pesantissime per 80+60 mld (DL 98 del 6/7/2011 e DL 138 del 13/8/2011), che però, per la credibilità prossima allo zero del PdC Berlusconi, furono inefficaci a fermare l’attacco speculativo dei mercati finanziari contro l’Italia. Riporto le CIFRE delle manovre correttive dei due governi, prima e dopo il “complotto”:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale 329,5 mld.[1]

Come si vede facilmente, per gli ammontari delle manovre finanziarie, i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio. 

CONCLUSIONE

In conclusione, aggiungo, però, che il complotto fu sui generis, ma i mercati non è che ce l'avessero particolarmente con l'Italia, che, come abbiamo visto, aveva varato manovre pesantissime e una riforma delle pensioni severissima, ma avevano scommesso sulla rottura dell'Euro e, dopo l'Irlanda, la Grecia, il Portogallo e la Spagna, avevano attaccato l'Italia (poi sarebbe probabilmente toccato alla Francia), lasciati liberi di agire dall'inerzia colpevole della BCE di Draghi, bloccata dalla Germania. Infatti, anche con Monti, lo spread, dopo il calo nel primo periodo, aveva ripreso a salire. Fino al "whatever it takes" di Draghi, che ‘miracolosamente’, senza spendere un solo Euro, stoppò la giostra “impazzita” della speculazione mondiale.

 

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria)  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html
 
[3] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/analisi-parziale-del-complotto-contro.html
(nel post anche le prove documentali degli ERRORI nella prima lettera di chiarimenti all'UE)
 

Cordiali saluti

Vincesko

 

 

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cclericetti 14 marzo 2016 alle 19:27

@Vincesko
Copio qui la risposta di Ruggero Paladini.
"Non credo che ci sia contraddizione logica, e sono d’accordo con molte affermazioni. Il punto specifico è l’impennata dei tassi a metà 2011, che trascinano in alto anche i tassi spagnoli e, in parte quelli belgi. Perché? Ho avanzato la tesi che non si sia trattato di un ordine della Merkel, o di Obama, e mi pare che Vincesko sia d’accordo. Certo, la situazione è che i mercati avevano appreso che i titoli sovrani erano nudi, mentre per dieci anni dalla nascita dell’euro avevano creduto il contrario (vedi il famoso articolo di De Grauwe sulla fragilità dell’euro). Ma i mercati incominciano ad avere l’impressione che il governo sia in difficoltà, sanno che Berlusconi e Tremonti non si parlano ecc….. Nel momento in cui i tassi a breve superano quelli a lunga la situazione è vicina al punto di rottura.
Potremmo continuare: le misure di Monti hanno un effetto calmante, ma poi di nuovo i tassi si impennano, trascinati questa volta da quelli spagnoli (anche questo si vede nei grafici), fino all’intervento di Draghi, e su questo mi pare che siamo d’accordo".


 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2016/03/lettera-redazioneeguaglianzaelibertait.html  
 



Analisi parziale del complotto contro Berlusconi

 
L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011 la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
PAOLO MASTROLILLI
13/05/2014
http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/politica/lex-ministro-usa-funzionari-europei-ci-proposero-di-far-cadere-silvio-2G5osoGKsV8e1rtWqD95RJ/pagina.html

 

Prima della fine dell’estate del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue, molto inique, per complessivi 165 mld (non cumulati) [1], ma che non furono sufficienti a convincere i mercati finanziari a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi; ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche incisive (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle, - come insistentemente chiedevano l’UE e la BCE [2], come contropartita dell’acquisto di titoli pubblici italiani per raffreddare lo spread, impennatosi a luglio (raggiungerà il picco di 574 punti base rispetto ai Bund tedeschi in novembre, essendo scemati gli acquisti da parte della BCE) [3] ed evitare il temuto default -, con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni delle pensioni di vecchiaia anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato ed il raggiungimento anche per loro dei 67 anni, ma entro il 2026 (idem come sopra), - misure che furono poi varate dal governo Monti con la riforma Fornero -, come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark UE27 per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania).

Il governo commise, però, degli errori materiali gravi nella prima lettera all’UE, scrivendo erroneamente, ad esempio, che il raggiungimento a 67 anni sarebbe avvenuto per tutti nel 2026 [4], che ingenerò l’equivoco esiziale, che trasse in inganno tutti i media italiani, a partire dall’ANSA, [5] che così ne amplificarono l’eco, e persino parlamentari economisti esperti come il senatore Baldassarre (io, che seguivo la questione delle pensioni passo passo, lo scrissi a tutti i principali media ed al senatore  Baldassarre, presidente della Commissione Finanze, che aveva fatto lo stesso errore intervistato da Rainews e che fu l’unico a rispondermi, ammettendo l’errore). Poi, dopo la richiesta di chiarimenti dell’UE, [6] gli errori furono corretti nella seconda lettera del governo italiano [7], ma ciò pose solo parziale riparo al danno.

Per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente,  è caduto anche per un errore di… comunicazione. Va anche precisato che fu il ministro della Funzione pubblica, Brunetta, che per l’occasione aveva sostituito Tremonti, ormai ai ferri corti con Berlusconi, a redigere la lettera, tant’è che il ministro dell’Economia si rifiutò di firmarla.

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti pubblici era stato già fatto, in maniera molto iniqua, per circa 4/5, pari a 267 mld cumulati, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque,  per “soli” 63 mld cumulati, su un totale di 330, [1] peraltro adempiendo misure in parte già decise dal governo precedente, ad esempio, l’aumento dell’IVA, [1] nonché il fiscal compact, [8] col pareggio di bilancio inserito in Costituzione. [9]

 
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 

[2] Lettera della BCE del 5 agosto 2011
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml  

[3] Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811273.html

Commento-riepilogo della seconda lettera, di ADNKronos (anch’esso – incredibile ma vero – contiene degli errori e delle incongruenze relativi alle pensioni, come ad esempio l’età di pensionamento per vecchiaia, che, dall’1.1.2012, non è di 65 anni ma, includendo la cosiddetta “finestra”, è di 66 anni e 1 mese per i lavoratori dipendenti e 66 anni e 7 mesi per quelli autonomi; anche il titolo non riporta fedelmente ciò che è scritto nel testo; infatti, a 66 anni (e 1 mese) si va già dall’1.1.2012, mentre, dall’1.1.2013, poiché scatta l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, si va a 66 e 3 mesi, ma in effetti 4 mesi):
Crisi, i chiarimenti del governo giunti all'Ue: in pensione a 66 anni già nel 2013
13 novembre 2011
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-i-chiarimenti-del-governo-giunti-allUe-in-pensione-a-66-anni-gia-nel-2013_312641530182.html

Fu il debole Berlusconi, infatti, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica.

CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI

Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

[9] Art. 81 Cost.
http://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=81
 

 
Post e articoli collegati:
 
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
 
Dialogo acceso sulla paranoia verso Monti, l’UE e l’Euro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2842768.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/01/dialogo-acceso-sulla-paranoia-verso.html
 

Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[…] In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS[…]  

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2844554.html oppure


Caso Geithner, Quirinale "non a conoscenza di pressioni". Berlusconi: "Furiosi, esasperati"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/14/news/berlusconi_geithner-86098746/
 
Caso Geithner, Berlusconi: "Serve commissione inchiesta su fatti enormi"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/15/news/berlusconi_lo_dico_con_certezza_nel_2018_non_sar_io_il_premier-86196615/

Il governo a Berlusconi: "Vicenda Geithner ha caratura più letteraria che storica"
16 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/16/news/il_governo_a_berlusconi_nessuna_iniziativa_su_vicenda_geithner-86287406/ 

La Troika, il 2011 e l'Italia
di Alessandro Gilioli
Giovedì 23 Luglio 2015
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5491:alessandro-gilioli-la-troika-il-2011-e-litalia&catid=82:politica-italiana&Itemid=58

Napolitano: nel 2011 agii nell’interesse dell’Italia
Il presidente replica ancora alle accuse di complotto:“Ridicolmente strumentali. Anche il Cavaliere era d’accordo”
ANTONELLA RAMPINO
17/11/2015
http://www.lastampa.it/2015/11/17/italia/politica/napolitano-nel-agii-nellinteresse-dellitalia-wktAWytcuLQAv29BillNGI/pagina.html

 

Appendice


Riporto articoli e commenti del mio archivio relativi al periodo immediatamente precedente e successivo alle dimissioni del governo Berlusconi.


In un altro blog, una settimana fa, avevo ‘postato’ questo commento:

Allego un articolo che interpella i cattolici, in particolare quelli che hanno votato PDL, in particolare quelli che qui amano discettare dei milioni di morti sovietici di 50 anni fa e forse non si preoccupano neanche un po' dei milioni di uomini in carne ed ossa che pagano e pagheranno gli errori gravi di un governo inadeguato e di un presidente del Consiglio amorale, incompetente, malato e scandaloso. 


IL COMMENTO

Lo strano silenzio della Chiesa

di BARBARA SPINELLI

21 settembre 2011

IL SOSTEGNO che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l'incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: "Ora basta"? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini? Non sono sufficienti le accuse di aver prostituito minorenni, di svilire la carica dimenticando la disciplina e l'onore cui la Costituzione obbliga gli uomini di Stato? Non basta il plauso a Dell'Utri, quando questi chiamò eroe un mafioso, Vittorio Mangano? Cosa occorre ancora alla Chiesa, perché si erga e proclami che questa persona, proprio perché imperterrita si millanta cristiana, è pietra di scandalo e arreca danno immenso ai fedeli, e allo Stato democratico unitario che tanti laici cattolici hanno contribuito a costruire? […].


Oggi, la CEI, per voce del “cerchiobottista” Bagnasco, ha battuto un colpo, tardivo, ma che colpo!


Conferenza Episcopale Italiana

CONSIGLIO PERMANENTE

Roma, 26 - 29 settembre 2011

La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. E fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo con impoverire ancor di più quelli che già vivono in situazione di grave precarietà» (Benedetto XVI, Discorso per il 50° dell’enciclica “Mater et magistra”, 16 maggio 2011). Nessuna nuova istituzione internazionale è stata nel frattempo messa in campo col potere di regolare appunto la funzionalità dei mercati allorché questi risultino anomali. Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie. Dal canto suo, l’Europa ha fatto fronte in ritardo e di malavoglia alle emergenze, incapace di esprimere una visione comunitaria inclusiva dei doveri propri della reciprocità e della solidarietà, soprattutto rivelando ancor di più lo squilibrio tra l’integrazione economica, di cui l’euro è espressione, e un’integrazione politica, ancora inadeguata, pesantemente burocratizzata e invasiva.

8. Conosciamo le preoccupazioni che pulsano nel corpo vivo del Paese, e non ci sfugge certo quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle. L’impressione tuttavia è che, stando a quel che s’è visto, non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011). Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Da più parti, nelle ultime settimane, si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti. Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?

Tornando allo scenario generale, è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.

Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.


28 settembre 2011

Lo strappo Cei e i pdl ricattati. Colpiti ma non scalfiti: «Hanno paura»

Francesco Lo Sardo

link sostituito da:


CRISI

Il Bundestag appoggia la Merkel. Sì al fondo salva stati più forte

Il parlamento federale tedesco approva a larga maggioranza la proposta di rafforzare lo strumento usato dall'Unione per soccorrere le economie europee in difficoltà

29 settembre 2011

http://www.repubblica.it/economia/2011/09/29/news/berlino_approva_il_fondo_salva_stati-22414016/ 


LA CRISI

Governo in bilico: «Berlusconi sta per lasciare». Ma il premier smentisce

Ferrara: «Questione di ore e cede il passo». Letta: «Se cade l'esecutivo, gli impegni restano»

07 novembre 2011 13:05


Diretta

Governo sull'orlo del baratro. Ferrara: "Berlusconi si dimette"

07 novembre 2011


Quanto ci costa quest’individuo da tempo malato.


IL GRAFICO

"Va via": borsa su. "Resta": crollo. I mercati e il destino del premier

07 novembre 2011


I link di Sbilanciamoci dal 2016 sono stati tutti cambiati (sono stati anche cancellati i commenti “scomodi” riguardanti la conoscenza dello statuto della BCE), ma ho scoperto che si possono recuperare facendo una ricerca col browser, digitando il titolo dell’articolo + old + Sbilanciamoci.


SBILANCIAMOCI.INFO




Sbilanciamoci.info - Newsletter n.144 - 5 novembre 2011

 

FORUM/LA ROTTA D'EUROPA

 

Ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia: sono tre correzioni di rotta che servono all’Europa emerse dalle proteste del 15 ottobre e nel dibattito sulla “rotta d’Europa” aperto da Sbilanciamoci.info e il manifesto, ripresodaOpenDemocracy
di Mario Pianta

 

Nei paesi della periferia europea si pensa di uscire dalla crisi riducendo salari e tutele del lavoro e con sistemi di contrattazione a livello d’impresa. Non è questo che può rimettere in ordine i conti dell’economia, servono politiche di rilancio della domanda e istituzioni di contrattazione collettiva.
di Andrew Watt


INTERVENTI

Nella crisi italiana i nodi restano quelli definiti dalla lettera della Bce che pone dure condizioni di politica economica al governo italiano. È necessaria una risposta “di sinistra”, realistica nel fare i conti con l’emergenza e credibile nel delineare un programma alternativo
di Claudio Gnesutta


Un "manifesto per risollevare l'Europa" sul quotidiano di Confindustria propone governo economico europeo, eurobond, una Bce modello Fed e un mercato unico per il credito. Una discussione da iniziare. E un segnale di cambiamento?
di Mario Pianta


Come si può sostenere la giusta battaglia per i beni comuni e contemporaneamente auspicare il fallimento dell'istituzione collettiva che dovrebbe gestirli e amministrarli? 
di Felice Roberto Pizzuti


Secondo una stima realistica, da un'imposta ordinaria sulla ricchezza potrebbero entrare 15 miliardi. Non sono pochi, ma non possono servire sia a tappare i buchi che a finanziare la crescita
di Alessandro Santoro


Un conto sono le politiche di rientro dal debito, un altro le modifiche delle regole di finanza pubblica. Ecco alcune informazioni e utili avvertimenti sulle varie ipotesi di regole costituzionali in tema di pareggio di bilancio
di Antonio Brancasi


Salvaguardare patrimoni e ricchezze, colpire gli enti locali, le pensioni e i redditi, distribuire qualche una tantum assistenzialistica e azzerare la spesa sociale: queste sono le scelte del governo come ci dice il Libro nero sul welfare curato da Sbilanciamoci e della campagna I diritti alzano la voce

di Giulio Marcon


In un paio d'anni, la crisi sembra divenuta inesorabile, il capitale straniero più aggressivo, il governo irresoluto di fronte alle sue responsabilità 
di Vincenzo Comito


Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?


CRISI

Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"

Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"

07 novembre 2011


Diario della crisi

Berlusconi abbandonato anche da Letta e Bossi

di CLAUDIO TITO

08 novembre 2011

[…]. Se la politica nostrana scommette sulle elezioni anticipate, gli interlocutori esterni sembrano spingere per un esecutivo "tecnico". Un governo guidato da un personaggio come Mario Monti o come Giuliano Amato (che sta conquistando posizioni anche ai piani alti delle nostri Istituzioni) nella consapevolezza che solo un assetto di questo tipo può garantire una riduzione del debito pubblico con misure anche impopolari. Per questo le forze più responsabili del centrodestra e del centrosinistra si affannano a indicare soluzioni "tecniche". O miste, come sta facendo l'Udc con il "ticket" Monti-Letta. […].


Il Cavaliere

«Se proprio devo morire lo farò in Aula»

Cavaliere autocritico: ho commesso errori. Ma sui suoi: fanno disinformazione

Marco Galluzzo 
08 novembre 2011 07:27


In mattinata incontro dei capigruppo dell'opposizione

Rendiconto, il governo appeso ai numeri. Nucara ricoverato: non voterà

Tremonti rientra da Bruxelles. Pressing del premier sui dissidenti. E Di Pietro annuncia: «Voteremo no»

C. Arg. 
08 novembre 2011 12:03



Salvare la roba

Concetto Vecchio

07 novembre 2011


Diretta

Bossi: "Silvio si faccia da parte, Alfano premier"
Opposizione in aula, ma non voterà

08 novembre 2011


L'INTERVISTA

Veltroni sposa l'ipotesi Monti. "Niente voto e governo di transizione"

Parla Walter Veltroni: il partito ascolti le preoccupazioni di Prodi. "Il Cavaliere ora è solo contro tutti e oscilla tra infantilismi e l'idea di trascinarci alle urne in un finale da Caimano". Su Renzi: "Non condivido né certe forzature del sindaco di Firenze né reazioni di stampo antico del tipo 'fai il gioco del Cavaliere'" di GOFFREDO DE MARCHIS

08 novembre 2011


la crisi

Mercati, resta alta la tensione sugli spread
Tremonti lascia l'Ecofin e rientra a Roma

Giornata di tensione sui mercati finanziari in attesa del voto sul rendiconto di bilancio del governo italiano. Il differenziale tra i Btp e titoli del debito tedesco rimane alto. Tremonti rientra a Roma per votare. "Con questi spread è impossibile per le imprese chiedere i prestiti; riforme con o senza Silvio", sostiene il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia

08 novembre 2011


DIRETTA

Rendiconto, maggioranza ferma a 308
Opposizione: "Adesso si deve votare"

L'Aula della Camera ha approvato il Rendiconto generale dello Stato, con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano in Aula ma non hanno preso parte al voto. Il leader della Lega: "Chiesto a Berlusconi di fare un passo laterale". Vertice notturno a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore del Pdl. La Russa: "Abbiamo i numeri". Il premier fa sapere che attenderà 24 ore per valutare la tenuta della maggioranza. In caso di numeri scarsi, punterebbe sulle elezioni anticipate anche se si è discussa la possibilità di un governo diverso. L'opposizione sarà in aula per garantire il numero legale ma non partecipa al voto: è questa la decisione assunta nel vertice svoltosi in mattinata alla Camera, condivisa anche dai radicali. Bersani vede Pannella.


Un durissimo giudizio di Roubini sulla “mamma vicaria” Alfano.


IL COMMENTO

NourielRoubini su Twitter: "Alfano è il lacché n.1"

Ecco gli ultimi tweet dell'economista americano sulla situazione italiana.
* * *
Sostituire Berlusconi con il suo primo lacché è inaccettabile: l'Italia ha bisogno di un governo competente guidato da un rispettato e credibile leader 
Angelino Alfano non è degno di fare il primo ministro: è un avvocato con nessuna conoscenza di economia, il cui lavoro, da ministro della Giustizia, è stato solo quello di creare leggi per evitare a Berlusconi di essere processato
* * *
Alfano è il lacché numero di uno Berlusconi: il suo unico compito è stato quello di mettere il premier al riparo dai guai giudiziari, e ora vogliono promuoverlo a Palazzo Chigi per continuare a svolgere questa funzione.
* * *
Il "Gattopardo" Alfano ha partecipato non molti anni fa al matrimonio della figlia di un boss siciliano, Croce Napoli, e tutti hanno visto l'incontro affettuoso fra Alfano e lo stesso Napoli
* * *
Non è solo una questione di voci e indiscrezioni: tutti possiamo vedere un video che mostra Angelino Alfano partecipare al matrimonio nel 1996 della figlia del boss della mafia Napoli

 (08 NOVEMBRE 2011


In effetti, Gennaro Malgieri (ha fatto la dichiarazione in Aula al termine della seduta) è giunto in ritardo, ma ha dichiarato che avrebbe votato ‘sì’.


16:34Centrodestra, ecco i "dissidenti"77Sono undici i deputati di area centrodestra che oggi non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, più Alfonso Papa (agli arresti domiciliari). Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace. Si è invece astenuto Franco Stradella, del Pdl.


I NUMERI

Gli 11 che hanno voltato le spalle al Cav.
E lui: «Mi hanno tradito, dove vanno?»

Cinque deputati del Pdl e cinque del Misto non hanno partecipato al voto; uno si è astenuto

08 novembre 2011 17:33


Il grande bugiardo ha dichiarato:


APPROVATO IL RENDICONTO, MA IL PREMIER HA PERSO LA MAGGIORANZA

Berlusconi a Napolitano :«Mi dimetto subito dopo la legge di stabilità»

Il Colle: «Il premier ha manifestato la consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto»

C. Arg. 
08 novembre 2011 20:04


Ryanair, 'Silvio scappa con noi'

08 Novembre 2011 15:26

(ANSA) - ROMA - Silvio Berlusconi e' ancora una volta testimonial inconsapevole Ryanair. Sull'home page del sito internet della compagnia aerea lowcost irlandese compare il viso del Cavaliere in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo (9.99 euro). Accanto al volto del Cavaliere compare lo slogan, anch'esso rivolto al Cavaliere: ''Caro Silvio - si legge - un'altra occasione per scappare con Ryanair''.


Questi commissari UE, anche quando non sono tedeschi, sono babbei e noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, si occupasse principalmente di questo la Commissione UE!
Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria): quanto ci sarà costato in più, alla fine, questo premier incompetente e fuori di testa (assieme all’altro incompetente e fuori di testa Tremonti)?


Il commissariamento

Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"

L'Europa a sorpresa chiede al governo Berlusconi di intervenire nuovamente sui conti. Il commissario europeo agli Affari economici vuole misure addizionali per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. In 39 punti, tutti i chiarimenti necessari

di ALBERTO D'ARGENIO

08 novembre 2011


P.S.:

Testo della lettera in italiano


Affermazione grossolana e dilettantesca di Renzi, da ignorante della norma.


“Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036


Il centrosinistra sarà credibile se smetterà di essere conservatore

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo:

[…]. La nostra parola d’ordine è l’equità sociale? Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036 e contestualmente detassare per i primi tre anni il lavoro dei neoassunti. Semplificare la giustizia, specie quella civile, per garantire la certezza del diritto così da portare nuovi capitali a investire in Italia. Privatizzare le maggiori aziende del Paese non solo per far cassa, ma anche per evitare che la Finmeccanica di turno diventi la riserva di caccia di chi vince le elezioni. Tagliare i sussidi e le agevolazioni alle imprese, semplificare la burocrazia, dimezzando davvero i costi, e i posti , della politica.

Riformare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico a tutele progressive e superando l’apartheid tra chi è già garantito e chi sta fuori dal sistema del welfare. Portare finalmente la parola merito nelle scuole e nelle università italiane, senza paura di scontrarsi con le resistenze di chi difende il proprio orticello. Un pacchetto di provvedimenti che abbia la funzione di liberare l’Italia, una sorta di angioplastica istituzionale che stasi e sblocchi, subito. Perché lo status quo è quanto di più ingiusto ci sia. E uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte. Gli italiani sono persone serie, sono persone perbene. […].

08 novembre 2011


EVENTS

14/11/2011 - 14/11/2011

The high-level conference to be held in Brussels on 14 November will provide a forum for EU institutions, EU countries and social partners to share their to the current institutional and economic context.


Bravo!


Pensioni. Perché è giusto indignarsi

di Felice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

[…]. Ma allora perché, anche in ambiti progressisti incontra favore l'idea di nuovi interventi sulle pensioni? Il punto è che i maggiori ostacoli a superare questa crisi epocale risiedono non solo nelle difficoltà frapposte dagli interessi economici, politici e culturali collegati al modello produttivo affermatosi nel passato trentennio e adesso entrato in crisi; le ragioni vanno individuate anche nei limiti delle forze progressiste nel saper rinnovare il modello economico-sociale, la mentalità prevalente nell'opinione pubblica e gli equilibri politici. […].


OT: Notizia strabiliante!


Terremoto: palazzo alzato per isolatori

08 Novembre 2011 15:19

(ANSA) - L'AQUILA - Un palazzo di 6 piani -lungo 25 metri e del peso di duemila tonnellate - e' stato alzato di 60 cm per posizionarvi sotto gli isolatori sismici. L'intervento, il primo in Italia, e' stato completato oggi a l'Aquila. I 32 martinetti idraulici lo hanno sollevano un centimetro l'ora. L'iniziativa e' della Fondazione ''6 Aprile per la Vita Onlus''. La stessa tecnologia sara' utilizzata a Venezia contro l'acqua alta, ha detto l'assessore veneziano ai lavori pubblici, Alessandro Maggioni.

03 Novembre 2011

La Fondazione solleva la sicurezza

Dal 05 al 10 Novembre all'Aquila, presso l'area di cantiere sita tra Via Antonio Rauco e Via Amiternum, si terrà Up! - Sollevamento in Corso, manifestazione organizzata dalla Fondazione 6 Aprile per la Vita ONLUS e Consta.

La manifestazione ha come obiettivi principali la sensibilizzazione della popolazione nei confronti della sicurezza in caso di movimenti tellurici e la promozione in materia di protezione e prevenzione antisismica.

Nell'occasione si svolgerà il primo sollevamento in diretta di un palazzo colpito dal sisma di L'Aquila, applicando l'innovativa e brevettata tecnologia Soles per l'inserimento di isolatori sismici alla base dell'edificio.

Up! - Sollevamento in Corso si sviluppa in alcune giornate coinvolgendo in specifici momenti la popolazione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie, studenti e docenti universitari, professionisti del settore, istituzioni, intervallando momenti conviviali e moduli didattici con workshop e conferenze, con lo scopo di far conoscere agli specifici target gli aspetti maggiormente rilevanti dell'intervento sull'edificio.

All'interno della settimana di eventi è prevista la Giornata Istituzionale di martedì 08 Novembre con la presenza di autorità, giornalisti e tecnici del settore.

Inserimento di dispositivi antisismici in edifici esistenti

Soles ha messo a punto soluzioni tecnologicamente innovative per l’isolamento sismico in generale ed in particolare per l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente.

Nel caso di strutture esistenti, che richiedono il maggior impegno sotto l’aspetto progettuale ed esecutivo, si ricorre al sostegno e/o sollevamento dell’edificio per consentire l’inserimento di appositi dispositivi quali gli isolatori sismici con sistemi dissipativi di energia. L’obiettivo dei provvedimenti da adottare è sempre quello di svincolare il terreno dalla struttura sovrastante per rendere indipendenti i movimenti relativi delle due entità. L’assorbimento di energia sismica con relativa deformazione dei dispositivi riduce o elimina il danno sismico. […].


Riporto la mia replica a Franci53 nel ‘post’ “8 novembre 63 AC” e la nota del Quirinale.


Auguri a te, ma io brinderò solo quando il grande bugiardo avrà rassegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica; il quale, forte dell'esperienza precedente raccontata da Eugenio Scalfari (v. il mio 'post'/14 su Silvio B.), ha saggiamente emessa una nota a sancire di fronte all'Italia ed al mondo l'impegno di B. a dimettersi.


LA CRISI

«Il premier si dimetterà dopo la legge 
di stabilità»: la nota del Quirinale

Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)


8 novembre 2011

La Sora Cesira: ''Berlushka bye bye''

"In un momento di grande difficoltà" ecco il commento in musica di Sora Cesira (che riprende "Babooshka" di Kate Bush)




L'ultimo sogno del Cavaliere: candidarsi ancora come premier, Michele Tito su Repubblica








Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:


5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica,

inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento

automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età

pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni

disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026

l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per

le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti

anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a

ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione

consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo

sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente

riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei

criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro

abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i

generi dell’età pensionistica standard?

Le 39 domande dell’Europa (alle quali l’Italia dovrà rispondere), ANSA


Una breve sintesi della lista di 39 domande che alla quale il governo dovrà rispondere entro l’11 novembre, sul Corriere della Sera del 09-11-2011

Tutte le risposte che l’Italia dovrà dare all’Europa


I mercati non bevono le trappole

Se la situazione sta precipitando al di là di ogni controllo non possono esserci dubbi su quello che i mercati ci stanno dicendo: considerano le dimissioni annunciate l'ennesimo trappolone. Sta alle opposizioni mettere il presidente Napolitano nelle condizioni istituzionali di agire

Carlo Clericetti


PALAZZO MADAMA

Mario Monti nominato senatore a vita
La mossa del Colle nei giorni della crisi

09 novembre 2011


Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia (cfr. nota [6]), includendo la “finestra” mobile di 12 mesi, gli uomini andranno già nel 2021 a 67 anni, per l’esattezza 66 anni e 11 mesi,e le donne del pubblico impiego a 66 anni e 11 mesi; quelle del privato a 64 anni e 8 mesi (nel 2026 a 67 anni e 4 mesi).


LE MISURE PER L'EUROPA / Funziona il pressing delle opposizioni

Ddl Stabilità, approvato entro domenica 
Nel testo ci sono modifiche all'articolo 18

Ma Tremonti assicura: saranno approvate solo dopo un confronto con le parti sociali

09 novembre 2011 20:21

[…]. Dalle prime indicazioni sui contenuti è emerso che vi sarebbero previste anche alcune modifiche all'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori. Queste, ha però precisato Tremonti, saranno approvate dopo un confronto con le parti sociali.

LE ALTRE MISURE - A riferire le prime indiscrezioni è stato il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, secondo cui il nuovo testo recepisce i contenuti della lettera inviata dalla Bce all'Italia e si compone di 25 articoli e 10 punti. I capitoli di intervento riguardano la dismissione degli immobili pubblici, una maggiore apertura del mondo delle professioni tramite l'eliminazione delle tariffe minime, la semplificazione normativa, incentivi al projectfinancing e detassazione delle imprese costruttrici, rivisitazione della disciplina sull'apprendistato. E poi ancora un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie e un pacchetto per velocizzare il processo civile.

Capitolo pensioni. A partire dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni. Inoltre sono previsti meno tagli all'editoria. Entro tre mesi il ministero delle politiche agricole individuerà i terreni dello Stato a vocazione agricola e non utilizzabili per altre finalità da vendere. Infine le aree ed i siti del comune di Chiomonte, individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono «aree di interesse strategico nazionale». […].


Il testo del maxiemendamento


Aspettiamo di vedere se Mario Monti diventerà presidente del Consiglio, e le sue scelte, ma io non sono del tutto in disaccordo con quanto scrive Stefano Azzarà. Tranne nella chiusa, quando scrive: “Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi”. L’hanno già deciso finora, addossando il maggior peso dei 200 mld di manovre sul ceto medio-basso e sui poveri!


blog personale di Stefano G. Azzarà / e-mail s.azzara@uniurb.it

Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito

di Stefano G. Azzarà

I principi generali vanno applicati in maniera generale e con obiettività, senza lasciarsi condizionare dalle preferenze personali. Bisogna allora chiamare le cose con il loro nome: quello a cui stiamo assistendo in tempo reale, intontiti dalla retorica dell'interesse nazionale, è un colpo di Stato a tutti gli effetti. E' il colpo di Stato della BCE e della grande borghesia europea, che impone la propria dittatura commissaria all'Italia, annientandone la sovranità nazionale. Solo incidentalmente questo "golpe democratico" colpiscil governo Berlusconi: esso avrebbe colpito alla stessa stregua qualunque governo in carica.

La tecnica è quella più volte sperimentata: si crea lo stato d'eccezione e da esso si trae la legittimazione per sospendere la normalità costituzionale, forzando le procedure parlamentari. Nulla allora deve contare nel giudizio politico il fatto che la vittima immediata sia l'odiato Berlusconi. Questo fatto contingente, serve semmai a coprire la sostanza degli eventi e a suscitare il consenso più vasto, creando nell'opinione pubblica l'illusione che la sospensione della democrazia sia necessaria per la salvezza del paese e per il ripristino della democrazia stessa.

Ma questo colpo di Stato è in realtà contro l'Italia e contro le classi subalterne di questo paese e il suo obiettivo consiste nell'imporre quelle misure di austerità che il ceto politico, in condizioni normali, non avrebbe la forza mettere in atto.

Non è affatto paradossale che proprio coloro che hanno combattuto il tiranno, autoproclamandosi difensori della democrazia e delle sue regole, stiano ora appoggiando gli eventi per il solo fatto che viene colpito Berlusconi. Tra i danni peggiori dell'epoca berlusconiana, si può dire, c'è proprio l'antiberlusconismo volgare: l'atteggiamento di chi accetta qualunque cosa, basta che non sia Berlusconi a farla.
Bisogna opporsi al golpe e chiedere immediatamente le elezioni politiche. A quel punto, sarà la questione fiscale, la questione della redistribuzione della ricchezza, il banco di prova delle forze politiche. Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi.


Diretta non-stop 10 nov 2011


I MERCATI

A Milano riesce il rimbalzo. Tassi alle stelle per l'asta dei Bot

Giornata in altalena per gli investitori europei. Piazza Affari parte in flessione, sfonda quota 3% e poi ripiega. Contrastate le altre borse europee. Spread intorno ai 500 punti e rendimento del Btp inferiore al 7%. Collocati 5 miliardi di titoli a 12 mesi al 6,087% (contro il 3,570% di un mese fa)

10 novembre 2011


IL CASO

Monti: "Italia ha enorme lavoro da fare
Crescita nasca da rimozione privilegi"

Indicazioni chiare dall'ex commissario Ue: "Occorrono riforme strutturali, cancellare il problema italiano di chi protegge la propria circoscrizione elettorale". Le richieste dall'Europa e dalla comunità internazionale sono "giuste". E difende l'euro: "Senza, più inflazione e meno rispetto per generazioni future"

10 novembre 2011


Grafico: favorevoli e contrari


LA CRISI

Governo Monti, Berlusconi ci pensa
Lega e Di Pietro non ci stanno

Il cavaliere: "Scelta ineludibile". Lo stop della Lega: "Pronti all'opposizione. Si deve dare la parola al popolo". Sacconi: "E' un tecnocrate". Di Pietro: " Le elezioni sono un elemento di chiarezza. Bersani lo appoggia? Pd e Pdl non possono stare insieme, perché due maschi in camera da letto non fanno figli". Vertice a palazzo Grazioli: il premier cerca di convincere gli scontenti del Pdl

10 novembre 2011


IL CASO

Il popolo Idv contro Di Pietro: "Non è il momento della demagogia"

Sul web i militanti dell'Italia dei Valori contro l'annuncio dell'ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti di CARMINE SAVIANO

10 novembre 2011


Il 2.11 scorso, Ferruccio De Bortoli ha scritto sul Corriere il solito editoriale “fazioso”; ha ricevuto commenti durissimi, incluso il mio.


Fermare la deriva


Aspettavo da parecchio l’occasione per scrivergli direttamente. Ho colta quella del suo intervento a “Ballaro” e gli ho inviato questa lettera di critica per la sua posizione troppo sbilanciata a favore dei ricchi e di misure inique.

Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli


Oggi, De Bortoli – effetto sicuramente del… clima di larghe intese -  ha scritto questo editoriale molto equilibrato (ne riporto la parte conclusiva):


Possiamo farcela

Ferruccio De Bortoli

10 novembre 2011 09:22

[…]. Il segnale dev'essere forte, immediato, comprensibile agli stranieri infastiditi dalle nostre alchimie e dai nostri ritardi. Un esecutivo di emergenza nazionale, con una guida autorevole, può convincere gli investitori esteri che facciamo sul serio. Ridare fiducia a famiglie e imprese. Restaurare l'immagine di un Paese che è solvibile, ricco di primati, valori e talenti. Le forze politiche più consapevoli possono appoggiarlo nel nome dell'interesse comune, disposte a rinunciare al piccolo cabotaggio dei veti incrociati, alla bassa speculazione elettorale. Un tempo sospeso, o una fase di neutralità, consentirebbe ai partiti di riprendere i termini di una normale contesa politica, avviandosi anche alle elezioni, dopo aver messo in sicurezza il Paese. Non si può minimamente pensare di uscire da una crisi di credibilità finanziaria così profonda senza accettare sacrifici, purché questi siano equi e proporzionali, trasparenti e utili per tornare a crescere, creare lavoro e reddito. Ma a una condizione: l'esempio lo deve dare subito la politica, tagliando i suoi costi. E non per finta.


10 novembre 2011

Il Monti pensiero, dalla crescita all'euro

Nelle ultime settimane, l'ex commissario europeo ha spiegato spesso quali sono le ricette per uscire dalla crisi. Basta privilegi. Assieme al risanamento dei conti deve viaggiare lo sviluppo. E l'euro non si tocca. Perché, afferma il neo senatore a vita negando ogni paradosso, "è un successo anche per la Grecia"

di Laura Pertici


Dopo aver letto questo articolo, ho inviato una lettera al vice presidente Olli Rehn.


IL CASO

Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio 
"Si può fare di più sulle pensioni"

Il commissario europeo degli affari economici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit

10 novembre 2011


Lettera al vice presidente UE Olli Rehn


ISTAT

Produzione industriale -4,8% a settembre
Lavoro, sono 2,7 milioni gli inattivi

I dati Istat evidenziano un fortissimo calo rispetto ad agosto, mese che aveva fatto registrare un incremento del 3,9%. Il confronto con lo stesso mese del 2010 evidenzia una flessione del 2,7% (la più marcata da fine 2009). Sempre nel 2010 sono stati 1,2 milioni i lavoratori convinti che per loro non c'erano occasioni d'impiego

10 novembre 2011












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permalink | inviato da magnagrecia il 15/5/2014 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento

 

Dopo la prima buona notizia (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html ) e la seconda (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810945.html  ), pubblico volentieri qui la terza buona notizia, che riguarda lo spread (differenziale) tra i nostri BTP e i Bund tedeschi.
 
02/05/2014 17:50
BTp: spread chiude a 159 punti, rendimento aggiorna minimo storico al 3,04%
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 02 mag - Chiude sotto i 160 punti base lo spread tra BTp e Bund con il rendimento dei decennali italiani che aggiorna ancora il minimo storico avvicinandosi alla soglia del 3 per cento. Il differenziale tra il decennale benchmark italiano (Isin IT4953417) e il pari scadenza tedesco ha infatti chiuso la giornata a 159 punti base con un rendimento che a fine giornata e' pari al 3,04 per cento. Riescono a chiudere sotto la soglia del 3%,invece, i Bonos di Madrid (2,99%) che accusano uno spread da Berlino di 154 punti.
http://finanza-mercati.ilsole24ore.com%2Freddito-fisso-e-tassi/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor-reddito-fisso/news-radiocor-reddito-fisso.php?PNAC=nRC_02.05.2014_17.50_418
 
Crisi: spread verso 150. Rendimento decennale sotto 3%, minimo storico
06 Maggio 2014 - 16:04
(ASCA) -Roma, 6 mag 2014 - Spread Btp-Bund verso quota 150, al momento si viaggia a 153 punti con il rendimento del Btp decennale per la prima volta sotto il 3% a quota 2,99%.
http://www.asca.it/news-Crisi__spread_verso_150__Rendimento_decennale_sotto_3_PERCENTO___minimo_storico-1385229-ECO.html
 
Lo spread torna sotto 150 punti base
08 maggio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/05/08/news/borsa_8_maggio-85540146/
 
Spread BTP-Bund: grafico storico dal 2007
http://www.soldionline.it/infografiche/spread-btp-bund-grafico-storico-dal-2007
 
 
Post, comunicato e articolo collegati:

Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
 
RISULTATI DELL'EMISSIONE DEL NUOVO BTP A 15 ANNI
http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2014/comunicato_0123.html 

Lo spread e i trucchi della Bundesbank
Carlo Clericetti
21 maggio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/05/21/lo-spread-e-i-trucchi-della-bundesbank/

  1.  

 



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permalink | inviato da magnagrecia il 13/5/2014 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Italia-Francia e un editoriale indigesto

 
10 gennaio 2013   Fortuna che c’è Hollande   Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139431/fortuna_che_ce_hollande
link sostituito da:
http://europa.dol.it/dettaglio/139431/fortuna_che_ce_hollande
 


Di questo editoriale, francamente indigesto, la cosa più indigesta è la difesa indiretta dei ricchi egoisti tramite la questione Depardieu.
La Francia e l'Italia non sono comparabili, perché: a) la Francia non ha fatto in 4 anni e mezzo manovre correttive per 330 mld [1] per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, a causa dell'enorme debito pubblico e dello spread e degli obblighi imposti dall’UE e dalla BCE, [2] il cui peso è stato addossato in gran parte sulle spalle dei più deboli e non dei ricchi; b) né ha realizzato una serie di riforme delle pensioni [3] che hanno reso il sistema pensionistico italiano benchmark in UE, capaci di procurare - le ultime tre - risparmi per centinaia di miliardi nei prossimi decenni (22 - pare - solo nel 2012), anche a costo di ridurre senza reddito centinaia di migliaia di persone over 55; c) né deve apprestare ancora (come richiesto anche dalla BCE) un sistema di ammortizzatori sociali adeguati e possibilmente universali, poiché ce li ha già; d) né deve introdurre un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota sui patrimoni oltre una certa soglia, poiché ce l'ha già. [4]
E’, per converso, vero che non dovrà in futuro, per il fiscal compact [5] (se non verrà modificato) ridurre, in ragione di un ventesimo all’anno, il debito pubblico dal 126% al 60%, ma “soltanto” partendo dal 91% circa; avendo però un target di deficit al 3% nel 2013.
Ci sono quindi molte cose da fare in Italia, ma esse – al di là delle gonfiate ad arte richieste esagerate della sinistra – saranno tutte nel segno dell’equità, della giustizia sociale e della redistribuzione del reddito. I più deboli (di cui palesemente non fa parte il direttore Menichini) hanno già dato. Ora tocca ai ricchi, gli unici peraltro ad averli ora, i soldi!

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 

[2] Appunto dopo le lettere della BCE al Governo e del Governo all’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

[3] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti/Fornero, 2011.

[4] Dossier Imposta patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

[5] Cos'è il Fiscal Compact? Ecco le sue regole base
http://www.soldionline.it/infografiche/cos-e-il-fiscal-compact-ecco-le-sue-regole-base 


Post e Articoli collegati:

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html 
 
Queste cose oggi affermate dal presidente dell’Eurogruppo Juncker, io le vado scrivendo da ormai quasi 3 anni, sulla base dei numeri e dei fatti, a partire dal DL 78 del 31.5.2010, la manovra correttiva più scandalosamente iniqua varata dal governo Berlusconi-Tremonti, con l’avallo sostanziale di Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL).
 
Crisi: Juncker, non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli. Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo. ''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
 

Lo “schiaffo” benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel

Con uno “schiaffo” benvenuto alla cancelliera Merkel, che ieri [*] si era dichiarata contraria all’illimitatezza degli acquisti di bond da parte della BCE, oggi – finalmente! – il presidente della BCE, Mario Draghi, ha annunciata la decisione quasi unanime (ha votato contro soltanto il governatore della Bundesbank) della BCE di acquisto illimitato di titoli pubblici sul mercato secondario, l’unica soluzione veramente efficace e per giunta paradossalmente meno onerosa per calmierare gli spread, ormai ingiustificati guardando ai fondamentali e che costituiscono un intollerabile vantaggio competitivo per alcuni Paesi (in particolare la Germania) a danno di altri (tra cui l'Italia).

[*] La Bce pensa ad acquisti illimitati di bond sovrani. Ma la Merkel dice no                              05 settembre 2012                                                                                                                              Il piano anti-spread messo a punto dal presidente della Bce Mario Draghi prevede acquisti illimitati di titoli di stato che verranno sterilizzati. È quanto riporta Bloomberg citando due funzionari della stessa Banca centrale europea. I dettagli potrebbero essere resi noti domani dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Nelle ultime ore, tra le ipotesi, c'era anche quella di porre un tetto (segreto o pubblico) per delimitare la capacità di intervento sui debiti sovrani da parte dell'organismo della Bce. Secondo l' Il Sole 24Ore - leggi su http://24o.it/hDmmP

Allego: l’articolo di “Repubblica” sulla decisione della BCE; la dichiarazione, di oggi, del premier Monti; il commento opportuno, di ieri, di Massimo Giannini; e, infine, riporto il mio quesito rivolto al premier Monti, tre mesi fa, tramite “Repubblica”. 

CRISI                                                                                                                                                  Draghi: "Al via piano anti spread. Acquisto di bond sarà illimitato"                                                Il presidente della Banca centrale europea annuncia il via libera al meccanismo per                  raffreddare i differenziali, che incassa un solo voto di dissenso. Rivendica l'autonomia              dell'istituto, ma precisa che chi farà ricorso all'Esm dovrà rispettare impegni. E ribadisce          "Euro irreversibile"                                                                                                                                6 settembre 2012                                                                                                                                 http://www.repubblica.it/economia/2012/09/06/news/draghi-42050231/

6 settembre 2012                                                                                                                                  Monti: ''Nel Parlamento ribolle insofferenza verso la Germania''                                                All'incontro del Ppe a Fiesole interviene il nostro premier e dice: "Nel Parlamento italiano ci sono due gruppi, uno di centro e uno di centrodestra che afferiscono alla famiglia del Ppe e anche della Cdu". Ebbene , prosegue, "dall'inizio del mio governo a oggi nel Parlamento in generale, ma anche in quei due gruppi che avevano come punto di riferimento piu alto la Germania e chi la governa, è un bollire e ribollire del tasso di insofferenza verso la Germania e il governo tedesco". E questo è avvenuto "nel giro di quattro, cinque mesi"                                http://video.repubblica.it/dossier/crisi-euro-merkozy/monti-nel-parlamento-ribolle-insofferenza-vero-la-germania/104499?video 

5 settembre 2012                                                                                                                                  Giannini: ''A chi giova la patto-mania''                                                                                          E' una sindrome che attanaglia tutti i governi, quando l'agenda sembra svuotarsi. Ma sul tavolo dell'alleanza invocata oggi, quella per la produttività, manca qualcosa di molto concreto: i soldi. Il commento del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini                        http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/giannini-a-chi-giova-la-patto-mania/104417/102797 

Inviato il 11/6/2012 alle 23:54
domandeamonti@repubblica.it
Egr. Sig. Presidente,
Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o il “Corriere della Sera”, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1). Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali - rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew”, che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri (la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni è stata tagliata dal governo Berlusconi-Tremonti del 90%), e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (la cui spesa è pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v.[1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF, approvata nel lontano marzo  2011 dal Parlamento europeo (v. [1], nota 13).
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNOE DEL GOVERNO ALL’UE    
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html 
(firma)
PS: E’ un anno che uso definire la cancelliera Merkel una "bottegaia", leader di un Paese di "bottegai", per giunta arroganti, come li definiva Primo Levi (ne "La tregua").
E’ giusto che noi dobbiamo completare i compiti a casa, all’appello manca ancora, appunto, un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni o la lotta alla corruzione ed all’inefficienza della PA, che è una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese.
Tuttavia, i tornanti della storia, come quello attuale, sarebbe meglio affrontarli avendo alla guida degli statisti, non dei "bottegai". Purtroppo in Germania non c'è ora un Kohl, ma una Merkel. [2]
[2] “Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html

  

Post e articoli collegati:

Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro                                                                                          http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

L’Europa riparte da qui                                                                                                                    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

Le determinanti dello spread                                                                                                            http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html

Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi                                                                                http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html

I facitori dello spread                                                                                                                        http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html

Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’                                                                                                  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html

Carlo Clericetti “Lo strano caso del dr. Draghi e mr Buba”  (10/08/2012) http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1540

“Lo spread che vale una legislatura”  (30/08/2012)                                                                           http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1542, in cui tra l’altro scrive:                              “Dunque: richiedere l’intervento “è indispensabile”; il memorandum è “un passaggio obbligato”; potrebbe essere lo stesso Monti a formularne le condizioni, cosa del tutto credibile vista la sua consonanza tanto con la Merkel che con Draghi, che del resto negli ultimi tempi marciano perfettamente uniti”. 

 

 

   

 



Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’

Non c’è solo il vice presidente della Commissione UE, il finlandese Olli Rehn, a fare l’‘amico del giaguaro’, [1] o la direttrice del FMI, la disastrosa Cristine Lagarde [2] (l’FMI ha però corretto il tiro col suo ultimo report [3]). In prima linea ci sono i furbi tedeschi, [3] che sono quelli che stanno traendo il vantaggio maggiore dalla risalita degli spread per i Paesi dell’Europa meridionale. [3] Quando non straparla pro domo sua la “bottegaia”-capo Merkel, [4] provvedono, con dichiarazioni fuori luogo, i suoi vice, [5] mentre la Corte Costituzionale tedesca s’è presa fino a settembre per decidere sull’urgentissimo Fondo anti-spread. [3] [5]

E pensare che sono gli Italiani che passano per furbi, oltre che per traditori…

Finora, l’Italia non ha né chiesto né ricevuto un solo centesimo dagli altri Paesi, mentre (fonte: governatore Ignazio Visco, intervista al Corriere della Sera del 12 luglio scorso [2]) ha versato e verserà entro l’anno 45 miliardi per salvare gli altri Paesi (io l’avevo scritto a “Der Spiegel” qualche giorno prima (23-06) [1]).

I mercati – già agevolati dall’assenza di norme regolatorie severe adeguate alla guerra finanziaria in corso [4] - ovviamente si sentono quasi incoraggiati, ma non ne hanno affatto bisogno, e ne approfittano molto volentieri. [6]

Però c’è un giudice a Berlino, anzi in USA, e l’ottusità dei furbi tedeschi – maldestri apprendisti stregoni - riceve oggi la giusta sanzione. [7]


Ps:

Alle ore 00:27 del 24 luglio, ho inviato il presente post a Der Spiegel, come commento (in italiano) in calce all’articolo:

23.07.2012

Euro-Krise - US-Rating-Agentur verpasst Deutschland negativen Ausblick

Die Schuldenkrise in der Euro-Zonebelastet auch die Länder mit der Top-Bonität: Die US-Rating-Agentur Moody's hat den Ausblick für die Kreditwürdigkeit Deutschlands von "stabil" auf "negativ" zurückgestuft. Auch Luxemburg und die Niederlande sind betroffen.

http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/ratingagentur-moody-s-senkt-ausblick-fuer-deutschland-auf-negativ-a-846002.html

 

[1] Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

[2] Le determinanti dello spread

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html

[3] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html

[4] Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html

[5] Riva: ''Speculazione, è anche colpa dell'Ue''

"La cosa inaccettabile è lo sconcerto con cui l'Europa politica accoglie i movimenti dei mercati. Come possono reagire infatti i mercati se da settimane vengono lanciati messaggi rassicuranti a chi specula?" L'analisi di Massimo Riva  23 luglio 2012

http://video.repubblica.it/copertina/riva-speculazione-e-anche-colpa-dell-ue/101376/99753

[6] Lo spread torna sopra i 515 punti base. Lunedì nero delle Borse, euro ai minimi

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/23/news/borse_luned-39528787/

[7] Moody's declassa anche la Germania. Obama chiede a Bruxelles di agire subito

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/23/news/monti_spread_russia-39576685/

 


Post collegati:

L’Europa riparte da qui

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

I facitori dello spread

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html


 

Aggiornamento: 

Draghi si è ri-svegliato: era ora.

La crisi

Draghi: "Pronti a tutti per salvare euro"
Fmi: "Italia e Spagna attuino le riforme"

Il presidente della Banca centrale europea plaude ai progressi degli ultimi sei mesi all'interno dell'Eurozona che "ha il potere per sconfiggere la speculazione sui mercati". Il Fondo monetario internazionale promuove i governi di Roma e Madrid

26 luglio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/26/news/draghi_passi_straordinari_nell_area_euro-39745328/

 

L'ANALISI

Guarda i muscoli del capitano

di CARLO CLERICETTI

26 luglio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/26/news/guarda_i_muscoli_del_capitano-39768996/

 

Juncker meritò un plauso quando appioppò una doppia piccola sberla sul cranio del Sig. Silvio B., ora è da standing ovation.

La “bottegaia” Merkel si trasforma in statista?


CRISI

Berlino e Roma: "Tutto per salvare l'euro"
Juncker: "Eurozona non è filiale tedesca"

Dichiarazione comune dei governi di Germania e Italia per sostenere la linea Draghi, in vista della riapertura dei mercati. Ma ministro dell'economia tedesco scettico su Atene. Settimana decisiva. Fitta l'agenda di incontri del numero uno della Bce e del presidente del consiglio. E dagli Usa arriva il ministro del Tesoro Geithner. Juncker: "Merkel fa politica interna su questioni che riguardano l'Europa"

29 luglio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/29/news/euro_settimana_decisiva_monti_vedr_hollande_e_rajoy-39946174/

 

I MERCATI: la chiusura

Parigi-Berlino, pronti a tutto per l'euro
Borse ok, ma Madrid fa ancora paura

Giornata sull'ottovolante. Si parte con l'ottimismo generato dalle dichiarazioni di giovedì di Mario Draghi. Poi la frenata provocata dalla freddezza della Bundesbank. Quindi la mossa del governo tedesco che si schiera a fianco del numero uno della Bce. Madrid smentisce di avere chiesto un salvataggio da 300 miliardi di euro, ma secondo il Fmi la Spagna avrà bisogno di aiuti. Il Pil Usa rallenta all'1,5% nel secondo trimestre. A breve incontro Draghi-Bundesbank

di GIULIANO BALESTRERI

27 luglio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/27/news/le_parole_del_governatore_convincono_i_listini_asiatici-39800508/

 

L'ANALISI

A Merkel la sponda di Roma
per spuntarla contro i falchi

La cancelliera ha messo nell'angolo la Bundesbank e i duri della Fdp che sostengono il suo governo. Per farlo ha cercato e trovato appoggi in tutta l'Europa che conta: la Bce di Mario Draghi, la Commissione Europea di José Manuel Barroso, la Francia di Francois Hollande e l'Italia di Mario Monti

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

29 luglio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/29/news/monti_merkel_tarquini-39961197/

 

 

I facitori dello spread

19 luglio 2012
Crisi - Le preoccupazioni di Monti per l'estate bollente. Grilli: continuiamo per la strada definita
Rischio manovra-bis dietro l’angolo. Dipende dallo spread
Raffaella Cascioli
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136114/rischio_manovrabis_dietro_langolo_dipende_dallo_spread
 
Tre osservazioni:
1) Lo spread [*] riguarda il mercato secondario. [1]
2) L’ultima asta dei titoli di Stato italiani di pochi giorni fa (BOT e BTP a 3 anni) è andata bene, con tassi inferiori di un punto percentuale (100 punti base) rispetto al mese precedente.
3) Ho letto che il governo, prudenzialmente, ha comunque deciso di annullare l’asta di agosto, anche perché il fabbisogno è minore del previsto [, e di indire aste solo sui titoli a breve termine, che fanno registrare tassi più favorevoli].

[*] tranne i pochi giorni (2 o al massimo 4 le emissioni), al mese in cui si può rilevare lo spread che si riferisce ai tassi delle aste sul mercato primario.

[1] 29/12/2011 - Perché d'improvviso all'asta di ieri i Bot sono andati a ruba?
http://altrimondi.gazzetta.it/2011/12/29122011-perche-dimprovviso-al.html
TITOLI DI STATO, SPREAD, ASTE PRIMARIE DI COLLOCAMENTO E MERCATO SECONDARIO
http://www.ultimenotizie.we-news.com/politica/interna/6320-titoli-di-stato-spread-aste-primarie-di-collocamento-e-mercato-secondario
 

***

 

LE BANCHE CHE COMPRANO ALL’ASTA TITOLI DI STATO ITALIANI E INFLUENZANO I MERCATI

Queste banche vengono definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze “Specialisti in Titoli di Stato” e hanno particolari requisiti patrimoniali e organizzativi che vengono verificati dal ministero stesso, che una volta approvata la loro funzione di market maker inserisce le banche in un particolare elenco.

Attualmente le banche inserite nell’elenco degli specialisti in titoli di stato sono in tutto venti e l’elenco viene periodicamente aggiornato in base alle richieste che arrivano dalle banche internazionali.

Le venti banche internazionali possono essere divise in base alla loro provenienza geografica in tre banche italiane, quattro banche francesi, cinque banche americane (Goldman Sachs, Merril Lynch, JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup), due banche tedesche, due banche svizzere (UBS Bank e Credit Suisse), una banca olandese (ING Bank), una banca giapponese (Nomura), due banche britanniche (Barclays e Royal Bank of Scotland).

Le banche europee sono per il momento quelle più attive nell’acquisto di titoli di stato italiani nelle aste periodiche di collocamento, in particolare le tre banche italiane (Banca Intesa, Unicredit e Banca Montepaschi di Siena), le quattro banche francesi (Credit Agricole, BNP Paribas, Societe Generale, HSBC) e le due banche tedesche (Deutsche Bank e Commerzbank).

Una volta acquistati i titoli di stato italiani all’asta di collocamento, le venti banche internazionali poi iniziano ad operare con le compravendite dei titoli nel mercato secondario, dove hanno accesso altre banche, società di investimento, fondi comuni, fondi sovrani, fondi pensione, assicurazioni, facendo oscillare il famoso spread fra i titoli di stato italiani e i bund tedeschi.

La definizione quindi vaga di mercati è abbastanza circoscritta e si limita, almeno nella sola fase di collocamento in asta, a una quantità ristretta di venti banche internazionali, che influenzano con le loro offerte e intenzioni di investimento la vita dello stato italiano e dei suoi cittadini.

http://www.ultimenotizie.we-news.com/politica/interna/6348-le-banche-che-comprano-allasta-titoli-di-stato-italiani-e-influenzano-i-mercati

 

L’ultima proroga dell’euro
di Joseph Stiglitz
Non è solo la fiducia nei paesi periferici dell’Europa ad essere in declino, ma è la stessa sopravvivenza dell’euro ad essere ora in dubbio
3 luglio 2012
http://www.sinistrainrete.info/europa/2201-joseph-stiglitz-lultima-proroga-delleuro.html
 
I mercati puniscono le moine
La riunione dell’Eurogruppo, per quanto si sa al momento, è servita solo ad approvare un documento che riporta le decisioni prese dieci giorni fa. Decisioni inadeguate a contrastare la fase acuta della crisi che si aggiungono agli errori più generali di politica economica. La reazione dei mercati, spread alle stelle e Borse in caduta, è il giudizio su questa linea
Carlo Clericetti   20 luglio 2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1536

Forum
Cinque passi su un'altra strada
16/07/2012
Come uscire dalla dittatura dello spread: ecco le proposte avanzate dal Forum «Uscire dalla crisi con un’altra Europa» (Green European Foundation e Sbilanciamoci!, Roma, luglio 2012)
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Cinque-passi-su-un-altra-strada-14300 

 
Post collegati:

Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html
Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html

 

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"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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