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Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”





Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a fiuggi.maggio2018@gmail.com e p.c. a  redazione@eguaglianzaeliberta.it, dopo aver letto un documento di Stefano Fassina, pubblicato dal sito Eguaglianza&Libertà.   


Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”

Da:  v

6/6/2018 13:20


Buongiorno,

Ho letto con interesse il documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU. Non sono un esperto, ma ho letto i Trattati UE e lo Statuto della BCE (credo di essere uno dei pochi ad averlo fatto, su 500 milioni di Europei) e rifletto su di essi da alcuni anni, discutendone anche sui siti con sedicenti esperti. In passato, ho provato anche ad esplicitare osservazioni analoghe in calce al blog di Stefano Fassina su Huffington Post, ma vedo invano (come, peraltro, succede per la normativa pensionistica in cui anche Fassina fa confusione tra la riforma Fornero e la ben più severa riforma Sacconi).

Fatta questa doverosa premessa, mi permetto di formulare alcune brevi osservazioni puntuali sul documento.


1.      Di conseguenza, in relazione a tali principi, la nostra ragione fondativa dovrebbe essere un patriottismo costituzionale come articolazione del nesso nazionale-sovranazionale alternativa sia alla declinazione nazionalista della de-globalizzazione in corso, sia all’europeismo liberista dominante nel consolidato assetto regolativo e di policy dell’Ue e dell’eurozona.

I Trattati ospitano molteplici e mutualmente contraddittori principi, in un apparente sincretismo. Ma i principi prevalenti sono la concorrenza e la stabilità dei prezzi. (pag. 5)


E’ vero che i Trattati dicono tutto e il contrario di tutto, ma la missione dell’UE è definita ed esplicitata, oltre che nel preambolo, nel fondamentale art. 3 del TUE http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf. E’ l’art. 3 del TUE la bussola di qualunque lavoro di interpretazione ed applicazione dei Trattati. Non è vero che la stabilità dei prezzi sia un principio prevalente della politica economica, esso lo è soltanto della politica monetaria (BCE, cfr. art. 2 statuto https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf). Peraltro, la stabilità dei prezzi diventa un obiettivo (sub-obiettivo, vedi appresso) dell’UE soltanto col trattato di Lisbona (2007, in vigore dal 2009).


2.      Domina il principio della concorrenza, non tra imprese, ma tra ordinamenti costituzionali e tra welfare state. (pag. 5)


Interpretazione “stirata”. Il principio della concorrenza attiene alla politica economica. Estenderlo meccanicamente al welfare appare, almeno a me, un modo surrettizio ed aprioristico di rifiutare il principio della sostenibilità finanziaria, dell’equità intergenerazionale e dell’efficacia ed efficienza della spesa.


3.      È un europeismo consapevole del primato della concorrenza e della stabilità dei prezzi scolpito delle normative della UE e nella fisiologia dell'eurozona e il primato del lavoro e della solidarietà sociale affermato nella nostra Carta fondamentale. (pag. 6)


Se non si fa l’errore di estrarre ciò che è coerente soltanto con la tesi che si intende affermare, non c’è dualismo assoluto tra la missione dell’UE definita dall’art. 3 del TUE e la nostra Costituzione. A ben vedere, è in gran parte un problema di interpretazione e di applicazione delle regole, influenzate abnormemente dalla Germania. Occorre accogliere la tesi che spesso sono la Commissione e la BCE a violare i Trattati, come conferma il Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino.


4.      i Trattati che prevedono "una moneta unica, l'euro, nonché la definizione e la conduzione di una politica monetaria e del cambio uniche, che abbiano l'obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali dell'Unione conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza" (Tuef, art. 119, comma 2). (pag. 6)


Osservo: (i) l’art. 119 TFUE ha un incipit che fa riferimento agli obiettivi indicati nell’art. 3 del TUE (“Ai fini enunciati all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea,”); (ii) la stabilità dei prezzi – ribadisco - è l’obiettivo principale soltanto della politica monetaria; e (iii) la politica monetaria, di pertinenza esclusiva della BCE, ha, appunto, anche un secondo obiettivo, anche se subordinato al primo, cioè di “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea” cfr. art. 2 Statuto BCE   https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf, che, quindi, fa anch’esso riferimento al fondamentale art. 3 del TUE (vedi anche punto 5).


5.      “è difficile accettare con animo leggero il fatto che l'obiettivo della stabilità dei prezzi sia indicato senza alcun riferimento al livello occupazionale e, dunque, al benessere delle comunità che si sono date questa Costituzione monetaria.” (pag. 7)


Il riferimento – ripeto - c’è (cfr. art. 2 statuto BCE, vedi sopra), anche se indiretto e subordinato a quello principale, a meno che non si sia in deflazione o con tasso di inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti, convergenti e complementari, e il secondo ha le stesse dignità e cogenza del primo”.


6.      4. Va ampliato il mandato della Bce, in analogia a quanto scritto nello statuto della Federal Reserve degli Stati Uniti, al fine di includere l'obiettivo di un tasso di occupazione qualificato, a pari rilevanza con l'obiettivo di inflazione. Perché? Perché il diritto al lavoro è un diritto fondamentale. Non può essere sotto-ordinato all'inflation target. (pag. 8)


Va bene l'allineamento della BCE allo statuto della FED, ma, per quanto riguarda la missione dell'UE, questo è già scritto nell’art. 3 del TUE. Anzi, in esso è scritto che la stabilità dei prezzi è anch’esso un sub-obiettivo che, assieme agli altri, “mira alla piena occupazione e al progresso sociale”, che è l’obiettivo strategico (missione) dell’UE (cfr. link al punto 3).


7.      senza incorrere in conseguenze “punitive”. (pag. 9)


E’ inutile sperarlo se, privi della difesa da parte della BCE stanti i vincoli dei Trattati, non si affronta con coraggio e determinazione il problema dell’elevato debito pubblico, con un mix di misure che contemplino un’imposta patrimoniale sui ricchi, che si sono arricchiti con la terribile crisi, anche perché hanno contribuito poco al mastodontico risanamento dei conti pubblici (manovre correttive per 330 mld cumulati varate nella XVI legislatura, e le misure strutturali valgono tuttora, l’81% da Berlusconi, scandalosamente inique, e il 19% da Monti, molto più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi e TTF). Ma, nel caso la si decida, occorrerà essere saggi nel messaggio sulla patrimoniale, perché milioni di poveri appoggiano misure che vanno contro il proprio interesse (cfr. il dialogo tra Einstein e Freud in “Perché la guerra”) o sono istintivamente e pervicacemente contrari a quelle che colpiscono i ricchi.


Cordialmente,

V.


Allego:

-         gli URL del mio blog, dove sono reperibili decine di post sui temi accennati all’inizio (BCE, Trattati e pensioni): http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure, se in avaria, http://vincesko.blogspot.it;

-         tra i quali questo, che riguarda la BCE e la sua politica monetaria:      

      Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859155.html oppure (se in avaria)   http://vincesko.blogspot.com/2017/12/replica-alla-seconda-risposta-della-bce_20.html



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Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

  


Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels).


Io ritengo, da sei anni, che ci troviamo di fronte a tre casi di DISINFORMAZIONE (lo scrivo quasi sempre in maiuscolo) tra i più macroscopici della storia italiana, tre veri casi di scuola:

1.     l’ammontare complessivo di 330 (trecentotrentamld€ delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica,[1] la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare – quasi tutti i docenti di Economia) e la sua ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi de

2.     la riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[2] il prof. Monti, che per inciso io giudico una persona per solito molto sincera,[3] esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la normativa pensionistica e i suoi autori,[4] o la strana coppia costituita dal senatore Sacconi e dall’onorevole Damiano,[5] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[6], il quale, anziché denunciare pubblicamente il plagio e rivendicare la paternità e l’incisività della sua riforma, è stato per anni silenzioso assecondando la vulgata.

E, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea,


3.     gli obiettivi statutari della BCEche non è uno soltanto - la stabilità dei prezzi - come quasi tutti pensano; oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[7]


Questo mio lungo articolo (che in gran parte mette insieme in un unico post dati e informazioni contenuti in vari altri) vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che porto avanti da 6 anni, contrastando la vulgata della versione (a) di chi ha messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la recessione, alimentata ad arte dalla potente propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie di fatto del Prof. Monti e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del governo Monti: “Salva-Italia”; (b) di chi ha portato l’età di pensionamento a 67 anni e messo in sicurezza i conti pensionistici; e (c) degli effettivi poteri-doveri della BCE. Ma, credetemi, è una fatica di Sisifo!

Spero perciò che anche altri (in particolare, media,[8] politici e docenti[9]) vorranno intraprendere quest’opera di chiarificazione, al loro ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.


1. Manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura

Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che aveva portato lo spread ad un picco di 574 punti base e faceva temere il default, causò le dimissioni del governo Berlusconi, ritenuto dall’UE (e forse dai mercati) inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell'UE, con il governo tecnico Monti, che appariva quindi, in quelle circostanze drammatiche, un salvatore dell’Italia. Questo duplice giudizio è sorretto da un’analisi obiettiva ex post dei dati? La risposta è in entrambi i casi negativa.

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), infatti, sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.[1]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (-22% della capacità produttiva manifatturiera) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private.

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Fonti. Non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti,[10] coautori e “complici” del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Maurizio Sacconi, e della presidentessa della Confindustria, Emma Marcegaglia, nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa - o famigerata - lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, (b) ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la severa riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, (c) ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana. La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[11], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, fu notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[12]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario UE all’Economia, Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[13] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, si badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn, alla nota13, e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 6), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande bugia impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[14]

Scopertura e clausola di salvaguardia. L’ho riportata nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti.[1] A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA, misura già decisa dal governo precedente. Rileggendo recentemente un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

Prima manovra finanziaria correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010). Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto),[11] sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati (si fa per dire, poiché i beneficiari furono altri, sia come fasce di reddito che come fasce di elettorato) dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld; a tutti gli altri aveva già provveduto, in due tranche, il governo Prodi)[15] o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld),[16] o il doppio G8 (0,5 mld)[17] o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti e Berlusconi nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti,[1] i mutati rapporti di forza tra le classi rispetto al “trentennio glorioso” si fecero sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale (330 mld cumulati) fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF, avendo dovuto rinunciare all’introduzione di un’imposta patrimoniale – che poi successivamente diventò una delle proposte del suo programma elettorale Agenda Monti[18] - per l’opposizione del miliardario Berlusconi, il cui partito - il PDL - faceva parte della maggioranza di governo).

Il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, fu scandalosamente iniquo poiché contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (destinata ai poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo. Il contributo di solidarietà, varato in due DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne. Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

2011. Nel 2011, il governo Berlusconi-Tremonti varò altre due manovre finanziarie correttive (oltre alla legge finanziaria) molto pesanti e inique: il DL 98 del 06.07.2011, di 80 mld cumulati, e (dopo la lettera del 5.08.2011 della BCE) il DL 138 del 13.08.2011, di 60 mld cumulati.


2. Pensioni

Una altrettanto grave DISINFORMAZIONE riguarda le riforme delle pensioni.

Riforme. Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando ununica riforma le norme emanate da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre che nel 2009, col DL 78/2009), sono state 7 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010 e 2011; Monti-Fornero, 2011).

Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime tre riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (ben 900, cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28.[8] L’unico intervento ancora da fare è quello sulle cosiddette pensioni d’oro (>90.000€ l’anno), che sono circa 100.000 e costano 13 mld l’anno (e forse su quelle d’argento), intervenendo con modalità rispettose della pronuncia della Corte Costituzionale del 2013.

La riforma Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) è più corposa, immediata e recessiva di quella Fornero; in sintesi, essa ha introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più ‘finestra’), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2020.[19]

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti, vale a dire per coloro che erano esclusi dalla riforma Dini (anzianità contributiva maggiore di 18 anni), a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più ‘finestra’), per allinearle a tutti gli altri.

Gli effetti della riforma si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 mesi (estesa anche ai lavoratori autonomi, in luogo di 18 mesi) sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi con la finestra) è solo formale.

Come si vede, l’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2018;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020, o forse prima.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

Traggo dalla Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi:[5]

Come è potuto succedere un caso così eclatante di DISINFORMAZIONE sulle pensioni, analogo a quelli coevi sul risanamento iniquo e recessivo dei conti pubblici nella scorsa legislatura, che sarebbe ascrivibile a Monti, quando invece Berlusconi lo ha battuto per 4 a 1 (267 mld cumulati contro 63), o sugli obiettivi statutari della BCE (art. 2/Obiettivi Statuto BCE)? I circa 60 milioni di Italiani sono stati vittime della vulgata diffusa ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana-leghista e simile; coadiuvata dalla stessa coraggiosa millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive[2]), la quale, nella sua legge di riforma (DL 201/2011, art. 24), anziché limitarsi a modificare ed integrare la legislazione preesistente, ha ripetuto le misure della severissima riforma SACCONI (che, dal suo canto, non rivendica la paternità e smaschera il plagio ma lo asseconda) - è facile verificarlo confrontando i testi delle due leggi[6] -, e poi l’ha menata per anni, per vantarsi di aver salvato l’Italia dal default (cosa smentita nettamente dai numeri; peraltro, gli stessi risparmi derivanti dalla riforma Fornero ci saranno soprattutto dal 2020), prendendosi masochisticamente insulti e maledizioni, perfino dall’on. Matteo Salvini, il finto smemorato che votò assieme al suo partito - la Lega Nord - la severissima riforma delle pensioni Sacconi (la quale – essa sì – ha portato e porterà l’età di pensionamento a 67 anni e oltre) e promette, una volta al governo, di mandare in esilio la professoressa Fornero perché costringerebbe gli Italiani a lavorare fino a 70 anni.

Risparmi. Per quanto attiene alla spesa pensionistica (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale invito a leggere le mie Lettera a Carlo Cottarelli[20] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli),[8] i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in 900 mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive[2]), e (b) ascritti, tagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE sulle pensioni, solo per circa un terzo del totale alle riforme dal 2011 (modifiche della riforma Sacconi e riforma Fornero) e quindi per meno di un terzo ascrivibili alla riforma Fornero.[21]


3. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, il suo statuto e il giudizio a mio avviso in gran parte immeritato sul “salvatore” Draghi, osservo quanto segue.

Obiettivi. Lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all'Euro[22]). Il primo è la stabilità dei prezzi, “sotto, ma vicino, al 2%”. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: “Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi”, la Bce “sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea”. Tra questi, una “crescita economica equilibrata”; la “piena occupazione”; “la solidarietà tra Stati membri”.[23]

POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione 

Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione EUZ poco sotto il 2% nel medio periodo[24, nota53]; per i vari step circa le varie deliberazioni del Consiglio direttivo della BCE, vedi, qui sotto, il post alla nota 23, quasi al termine dell’appendice). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la stessa BCE[24, nota89] - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora (guardati dal peggio)
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti[23]). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.[25]

Va anche notato che gli acquisti da parte della BCE dei titoli di Stato italiani sono cominciati il 22 agosto del 2011, dopo circa 20 giorni dalla già citata lettera del 5 agosto della BCE al Governo italiano e il varo da parte di quest'ultimo della seconda, pesante manovra finanziaria correttiva nell'arco di appena 40 giorni (il DL 138 del 13 agosto 2011, di 60 mld cumulati, dopo il DL 98 del 6 luglio 2011, di 80 mld cumulati, che erano stati preceduti dal DL 78 del 31 maggio 2010, di 62 mld cumulati).[24]

In deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%)la condizione sospensiva (“fatto salvo” - “without prejudice”, nella versione inglese - ), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario: pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - “crescita economica” e “piena occupazione” -, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero, che rende necessaria una politica monetaria espansiva – è del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione da sotto zero o quasi zero a poco sotto il 2%. 

_______________________________________


[3] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[4] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[5] Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi

[6] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[7] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[8] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

[9] Ad esempio:

Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica

Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni

[10] Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL

[11] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[12] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[13] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[14] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[15] Analisi quali-quantitative/2/Abolizione dell‘ICI

[18] Agenda Monti

IMPOSTA PATRIMONIALE
“Per la prossima legislatura occorre un impegno, non appena le condizioni generali lo consentiranno, a ridurre il prelievo fiscale complessivo, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa. Questa va comunque perseguita anche trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio. Servono meccanismi di Misurazione della Ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitali. In questo modo il fisco diventa strumento per perseguire anche obiettivi di maggiore equità nella distribuzione del peso dell’aggiustamento”.

[19] DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

[20] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica

[21] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[22] Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati (ad esempio gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Esse sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione europea Delors, gestito dal comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa (“DEFICIT - Il punto sull'Europa tra sogno e realtà” Seconda parte https://www.youtube.com/watch?v=Y9fGPNOQHW0&t=3210s).

Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCE.

[23] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html

[24] Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente (poi è stata in parte cancellata, inclusi gli strafalcioni, dopo la mia modifica, cfr. Cronologia), inserendo il capitolo 8, inclusa un’analisi dell’attività della BCE durante la crisi economica, e corredata di 100 note (ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti, cfr. nota 6); la riporto, desumendola dalla Cronologia della voce.

8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061#Attivit.C3.A0_della_BCE_dopo_il_trattato_di_Lisbona:_analisi_critica  

[25] Questo dell’indipendenza delle banche centrali è un principio presente in tutti gli statuti delle banche centrali principali, ma declinato da alcune con intelligenza e saggezza.

Anche tra il Tesoro inglese e la BoE vige il divorzio ( = indipendenza della BoE), ma la BoE persegue l’interesse nazionale (come è scritto nel suo sito: “Promoting the good of the people”) e, quando è necessario, acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche tra il Tesoro USA e la FED vige il divorzio e il divieto per la FED di acquistare titoli del Tesoro sul mercato primario, ma la FED persegue l’interesse nazionale e non solo controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso, ma “orchestra” anche gli acquisti di titoli del Tesoro sul mercato aperto in accordo con i dealer, che sono gli unici abilitati ad acquistarli sul mercato primario.

Anche tra il Tesoro giapponese e la BoJ vige il divorzio, nel senso che è indipendente (art. 3 Statuto), ma la BoJ persegue l’interesse nazionale e deve coordinarsi col Governo (art. 4) e acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche la BCE è formalmente e sostanzialmente indipendente dal potere politico (art. 7 Statuto) e, se e quando vuole, a sua completa discrezione, acquista titoli pubblici sul mercato aperto e controlla il tasso d’interesse passivo, che comunque è differenziato per Paese.

La Banca d’Italia, in quanto membro del SEBC, segue le regole ed esegue le disposizioni della BCE.

Il divorzio Tesoro-Banca d’Italia del 1981 e l’indipendenza delle banche centrali

http://vincesko.blogspot.com/2017/01/il-divorzio-tesoro-banca-ditalia-del.html  


 

Appendice


La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure

http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html), ed ha concesso all'Italia soltanto una piccola flessibilità, peraltro sprecata in buona parte in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche ritenute inaffidabili dalla stessa Commissione Europea, oltre che dalla BCE (vedi il Pil strutturale)[24, note 74 e 76] - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7...-5,9..+0,7

Irlanda.......+0,3..-7,0..-13,8.-32,1.-12,6.-8,0..-5,7…-3,7..-2,0..-0,6

Portogallo..-3,0..-3,8…-9,8..-11,2..-7,4.-5,7..-4,8…-7,2...-4,4..-2,0

Le differenze di crescita tra l'Italia e altri Paesi UE sono motivate anche dalle differenti politiche economiche implementate consentite dalla Commissione Europea.


Va anche notato che, escluso il Portogallo, l'Italia col 4% nel 2016 (che per fortuna è calato dal 5,2% del 2012 per effetto del calo dei tassi grazie alla politica monetaria finalmente espansiva della BCE) ha il primato in UE28 dell’incidenza della spesa degli interessi passivi sul Pil, che aumenta il deficit/Pil.

BANCA D’ITALIA – Statistiche di finanza pubblica nei paesi dell’Unione europea - Spesa per interessi (in percentuale del PIL) Tav. 16

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia............4,8…4,9…4,4...4,3…4,7…5,2…4,8…4,6…4,1…4,0

Francia…....2,6…2,8…2,4…2,4…2,6…2,6…2,3…2,2…2,0…1,9

Spagna…....1,6…1,5…1,7…1,9…2,5…3,0…3,5…3,5…3,1…2,8

Gran Br…...2,2…2,2…1,9…2,9…3,2…2,9…2,9…2,7…2,3…2,5

Germania....2,7…2,7…2,6…2,5…2,5…2,3…2,0…1,8…1,6…1,4

Olanda….…2,0…2,0…2,0…1,8…1,8…1,6…1,5…1,4…1,3…1,1

Grecia…….4,5…4,8…5,0...5,9…7,3….5,1…4,0…4,0…3,6…3,2

Portogallo...2,9…3,1…3,0...3,0…2,9....4,3….4,9…4,9…4,6…4,2

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica-ue/  



Post collegati:


Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi


Di solito, i miei commenti sui tre casi ricevono reazioni negative e talvolta vengono censurati (vedi il post qui sopra). E’ comprensibile avvenga questo, poiché risulta da studi fatti in materia che ciascuno di noi è “catturato” dalle proprie tesi precostituite o fatte proprie dopo anni di bombardamento mediatico, e che, per un periodo più o meno lungo a seconda del livello di resistenza ad ammettere la propria ignoranza, quasi sempre resistono a qualunque prova contraria, che viene o negata o, semplicemente, cancellata. Invece…

  
 
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http://vincesko.blogspot.com/2017/10/tre-casi-di-disinformazione-generale.html



Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE



Mario Monti nella sua rappresentazione di se stesso con l'aureola di santo europeo



Silvio Berlusconi sotto le sembianze di Mario Monti travestito da Dracula italiano


Pubblico la lettera che ho inviato in data 02 febbraio 2017 al Prof. Sen. Mario Monti, dopo una sua intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv, nella quale, santificando se stesso, ha ripetuto il solito mantra oggettivamente masochista - vista la nomea di vampiro e bugiardo, a mio avviso altrettanto oggettivamente ingiusta, che gli ha fatto guadagnare - ma in buona parte infondato di avere salvato l'Italia dal fallimento, cosa smentita dai numeri. Si tratta, in tutta evidenza, di un caso macroscopico di DISINFORMAZIONE generale, creato, dolosamente, ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana, e poi alimentato, colpevolmente perché sciattamente, dall'intero sistema mediatico nazionale, e in buona parte, incredibilmente, dal mondo accademico. Un vero e proprio caso di scuola della applicazione della massima di Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista: Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

Purtroppo, gli indirizzi e-mail del Prof. Monti sia presso il Senato che presso l'Università Bocconi risultano errati, ma ho provveduto in due altri modi a trasmettergli la lettera, e non appena tornerò in Italia gliela invierò via posta prioritaria al Senato (cosa che ho fatto in data 27.07.2017).


   Manovre correttive, pensioni e statuto BCE

   Da:   v   02 feb 2017 - 17:34

   A:     mario.monti@senato.it

   CC:   m.giannini@repubblica.it


Egr. Prof. Sen. Monti,

Le scrivo (lo devo fare qui perché non conosco il suo indirizzo e-mail), dopo aver ascoltato la Sua recente intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv  (http://video.repubblica.it/videoforum/viddeoforum-monti-integrale/266573?video), in cui Lei ha riaffermato che il Suo Governo ha salvato l’Italia dal default ed ha messo in sicurezza i conti pensionistici poiché i Governi precedenti non vi avevano provveduto. GiudicandoLa un persona molto sincera, debbo ritenere che Lei lo faccia in buonafede.

Tuttavia, sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana, ed anche – purtroppo - dalle dichiarazioni Sue e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del Suo Governo: “Salva-Italia”. Ma, mi creda, è una fatica di Sisifo, poiché è stata fatta propria da quasi tutti gli Italiani, inclusi i docenti di Economia, nonché i giornalisti, tra cui lo stesso intervistatore Massimo Giannini, in particolare sulle pensioni.

Pertanto, mi permetto di fare alcune osservazioni, scusandomi preventivamente della loro lunghezza e per la franchezza.

Prima di tutto, faccio una premessa: politicamente, io sono antiberlusconiano e “antimontiano” (le virgolette sono motivate e dalla Sua sincerità e lealtà, che apprezzo molto, e da alcune misure da Lei varate – ad esempio l’IMU sulla casa principale – o contenute nel Suo programma, ad esempio, l’imposta patrimoniale o la valorizzazione culturale ed economica del ruolo fondamentale delle donne, punto debole dell'Italia), ed ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa su di Lei, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),


Vengo alle osservazioni.


1. Governo Berlusconi, non Governo Monti.

In primo luogo, osservo che le manovre correttive decise dal governo Berlusconi, il grosso in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle varate dal governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire al Governo Monti gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse il Governo Monti.


2. Sacconi, non Fornero.

In secondo luogo, osservo che il discorso è più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, visti gli insulti, le minacce e le maledizioni, perfino da parte del bugiardo e impunito On. Matteo Salvini, che, con tutta la Lega Nord, votò la riforma Sacconi) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dal DL Sacconi nel 2010, allego (ivi le prove documentali):

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni


3. Statuto BCE

In terzo luogo, infine, osservo (ma potrebbe essere una notizia priva di fondamento) che Lei, secondo il Corriere della Sera si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.

Il che attesta (o attesterebbe, il condizionale è d’obbligo) che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, anche se in via subordinata, Lei o non conosce bene lo statuto della BCE (come forse il 99,9% del popolo europeo) – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave, ma vista la Sua sincerità escluderei questa seconda ipotesi.

Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Egr. Professore, capisco la Sua affezione per l'ideologia economica neo-liberista (ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, come l’economia sociale di mercato, citata nell'art. 3 del TUE, a Lei altrettanto cara, che - La prego di verificare - al di là del nominalismo le assomiglia, salvo le “deviazioni” concrete in Germania ad opera della socialdemocrazia tedesca) e in buona parte la Sua severità, proporzionale ai difetti – secolari - degli Italiani, ma non ritiene che è stupido implementare politiche economiche pro cicliche? Il che, beninteso, vale anche per gli eccessi del keynesismo a prescindere? La Sua (famigerata nella vulgata) intervista alla CNN, nella quale ammetteva che con l’austerità avevate distrutto la domanda interna e chiedeva una speculare politica espansiva dell’Europa, confidando ingenuamente – e perciò colpevolmente - nella generosità degli ottusi ed egoisti Tedeschi, a me sembra una chiara risposta affermativa. Ma Lei lo sa che da anni mi tocca, come per le Sue supposte colpe in tema di manovre recessive e di pensioni, difenderLa dall’accusa generale infondata di avere intenzionalmente distrutto la domanda interna, che è suffragata da quella altrettanto infondata circa l'entità e l'iniquità delle manovre correttive e le riforme delle pensioni? Non sarebbe il caso che Lei, edotto di queste errate, universali imputazioni, facesse su tutto finalmente un’opera assidua di verità?


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N.B. per il Dott. Giannini:

Non sono sicuro dell'indirizzo e-mail del Prof. Sen. Monti (l'ho creato io in base a quello di altri senatori), pertanto prego vivamente il Dott. Massimo Giannini di inoltrare questa e-mail al Prof. Monti. Grazie. V.



Post collegati:


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive



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Sudditi dell’UE e della BCE o cittadini sovrani?


SUDDITI O CITTADINI SOVRANI?

9 ottobre 2016


1. Le sigle attuali dei Trattati europei sono: TUE (Trattato dell’Unione europea) e TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). (Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013) http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf).

2. L’art. 130 del TFUE è stato travasato nell’art. 7-Indipendenza dello Statuto della BCE; l’articolo 128 del TFUE nell’articolo 16-Banconote dello Statuto BCE.

3. La BCE è indipendente dal potere politico, analogamente a quasi tutte le altre banche centrali, ma questo va sempre contemperato con - e subordinato a - l'interesse superiore di fare il bene del popolo, come recita il sito della BoE (“Promoting the good of the people of the United Kingdom by maintaining monetary and financial stability” http://www.bankofengland.co.uk/). Inoltre, l’indipendenza della BCE dal potere politico vale biunivocamente, quindi quando la BCE “condiziona” l’esercizio dell’attività politica compie un vulnus dei principi della democrazia e delle rispettive responsabilità in capo alla BCE, per la politica monetaria, e agli Organi politici, per tutto il resto.

4. Gli inadempimenti statutari maggiori della BCE hanno riguardato l’art. 2-Obiettivi (al plurale!), che coinvolge il fondamentale art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, definisce ed esplicita la “missione” complessiva dell’Unione europea, finalizzandola a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la BCE un semplice strumento di questa missione e la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo.

5. In forza dell’art. 340 del TFUE, “la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni”.

6. Non è vero che gli atti della BCE sono inappellabili. Il controllo giudiziario sulla BCE è esercitato dalla Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35 dello Statuto BCE, protocollo 4, allegato al Trattato di Lisbona https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf).

7. Ne discende che più che gli articoli o gli appelli occorrerebbe vagliare la strada maestra della legge e, se del caso, implementare un’azione collettiva di responsabilità contro la BCE per violazione dei Trattati e dello Statuto, da presentare al Parlamento europeo per la sanzione politica e alla Corte di giustizia europea per la sanzione giudiziaria.

PS: Art. 104 del Trattato UE? Ci deve essere un errore.


Appendice


Ho capito l’errore relativo all’art. 104 leggendo l’allegato linkato al sito dell’Avv. Mori. Si tratta dell’ex art. 104 del Trattato di Maastricht, ora sostituito dall’articolo 126 del Trattato di Lisbona (TFUE, vedi testo linkato sopra). Ma, ovviamente, non c’entra nulla la BCE, che non ha nessun potere di imporre agli Stati membri il rispetto dei parametri di Maastricht e sue modificazioni (ad esempio, Six Pack e Fiscal Compact). Ha solo – diciamo così - la facoltà, di cui si avvale amplissimamente nei suoi rapporti periodici, di CRITICARE e la mancata osservanza dei detti parametri e le omesse applicazioni delle sanzioni agli Stati membri da parte della Commissione europea e del Consiglio europeo.


Segnalo solo alcune delle incongruenze contenute nell’Esposto dell’Avv. Mori. 

1. “Come noto la leva monetaria determina direttamente il tasso di occupazione in una nazione. Con maggior precisione la leva monetaria consente di gestire l’inflazione”. Falso, che lo possa fare da sola. 

2. “Nello stesso periodo luglio-agosto 2011 la DeutsheBank cedeva circa l’88% dei titoli di stato italiani nel suo portafoglio”. Falso, come peraltro è scritto (ho letto adesso) in altro post nel sito di Mori, tali vendite avvengono nel 1° semestre 2011, quindi non c’è un nesso causale diretto con la crescita dello spread, anche se probabilmente fanno da innesco alla valanga speculativa successiva sui titoli di Stato italiani. 

3. “Detta lettera [del 5/8/2011 della BCE] sarebbe stata sottoscritta sia dal Governatore in carica Jean Claude Trichet che da quello che lo sarebbe divenuto a breve ovvero Mario Draghi (In allora Governatore di Banca Italia). L’austerità, dopo aver completamente distrutto l’economia greca, arrivava dunque anche in Italia”. Falso, l’austerità in Italia arriva nel 2010, dopo la crisi del debito greco, con la prima manovra correttiva del governo Berlusconi, la più scandalosamente iniqua, il DL 78 del 31.5.2010, di 24,9 mld (62,2 mld cumulati, secondo il “Sole 24 ore”), cui fanno seguito la legge di Stabilità 2011 e il DL 98 del 6.07.2011 (80 mld), seguito dopo circa 40 giorni dal DL 138 del 13/8/2011 (60 mld), che appunto consegue ai diktat della lettera della BCE. Ma a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi, in rotta con la diarchia Merkel-Sarkozy, e alla quasi latitanza della BCE (che comunque comincia a comprare titoli pubblici italiani il 22/8/2011 e li protrae fino al febbraio 2012, per un ammontare di 102,8 mld), tutto è inutile e Berlusconi rassegna le dimissioni. 

4. Il Gruppo Bildemberg e la Commissione Trilaterale, secondo il Gran Maestro massone Gioele Magaldi (cfr. il libro “Massoni”) sono emanazioni di secondo livello della Massoneria, verso cui hanno un rapporto ancillare. 

5. “Specificamente alla CNN Monti ha addirittura dichiarato testualmente il seguente concetto: “Bene stiamo guadagnando posizioni migliori in termini di competitività grazie alle riforme strutturali. Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale”.”. Falso, basta leggere e ascoltare l’intervista di Monti alla CNN per constatarlo (cfr. “Monti ha detto che anche se il suo paese stava stimolando la competitività attraverso riforme strutturali, "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale." "Quindi, ci deve essere una operazione di domanda in tutta Europa, una espansione della domanda", ha detto. Gli Stati Uniti e l'Italia erano tra i paesi che maggiormente facevano pressioni sulla Germania per un atteggiamento più accomodante sulla crescita al vertice del Gruppo del G8 qui questo fine settimana. Tuttavia, il G8 non è riuscito a raggiungere il consenso sulla questione”. «Monti confessa alla CNN: "Stiamo distruggendo la domanda interna"»

https://www.youtube.com/watch?v=LyAcSGuC5zc). 

6. Fu il debole Berlusconi, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (equilibrio del bilancio, che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica. CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it%/ec/120304.pdf. Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

7. In conclusione, riporto gli ammontari delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura (i numeri sono più eloquenti di tante parole): Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%); - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%). LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.


Do il link per le prove documentali sulle manovre correttive:  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.htmlSegnalo altre 2 incongruenze nell’Esposto. 

1. E’ lui la causa dell’errore, poiché scrive: “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE, di fatto sottraendo definitivamente la sovranità alle nazioni dell’Europa che da tale momento venivano ufficialmente consegnate ai mercati”. Tranne un solo riferimento nel comma 14 dell’ex art 104 del Trattato di Maastricht (ora sostituito dall’art. 126 del TFUE) ad un ruolo consultivo della BCE per la stesura del protocollo sui disavanzi eccessivi, che riporto per intero, “14. Ulteriori disposizioni concernenti l'attuazione della procedura descritta nel presente articolo sono precisate nel protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato ai trattati. Il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, adotta le opportune disposizioni che sostituiscono detto protocollo”, non c’è scritto da nessuna parte, e non poteva essere altrimenti, che “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE”. 

2. Anche per quanto riguarda le pensioni, la riforma delle pensioni SACCONI (DL 78/2010, art. 12, e i 2 DL del 2011) è molto più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni FORNERO (DL 201/2011, art. 24) (Cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html). 

CONCLUSIONE. Ho incrociato in passato un paio di volte scritti dell’Avv. Marco Mori. E ne ho tratto la constatazione che, assieme a varie cose buone, in particolare quando cita esperti come il Prof. Giuseppe Guarino, scrive tante fesserie gravi, segnatamente in temi economici. Dal mio archivio traggo, in conclusione, questa sua perla: “Imposte sulla casa si avvicina la scadenza. Io non pagherò e voi?” giugno 12, 2015 posted by Avv. Marco Mori http://scenarieconomici.it/imposte-sulla-casa-si-avvicina-la-scadenza-io-non-paghero-e-voi/. In calce all’articolo c’è un mio commento. 



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I difetti strutturali dell’Euro


L’Eurozona è un insieme di Paesi strutturalmente eterogenei; non sono previsti dai trattati europei (influenzati dall'ordoliberismo germanico, senza però le correzioni che ne hanno smussato le asperità in sede applicativa in Germania[1]meccanismi di aggiustamento degli squilibri strutturali interni: né quelli tipici delle federazioni, né quelli che ne distribuiscono equamente i pesi tra Paesi forti e Paesi deboli.

[1] Dialogo con Carlo Clericetti sulla solidarietà tra gli Stati dell’UE e sull’economia sociale di mercato  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2848095.html  oppure 

Gli USA sono una federazione e perciò hanno i trasferimenti fiscali (quindi a fondo perduto) dagli Stati ricchi a quelli meno ricchi, che fanno da riequilibratori, per il tramite del bilancio federale, pari al 20% del Pil annuo USA (pari complessivamente a 17.500 mld $).

L'UE è invece ancora una confederazione (atipica), che non contempla i trasferimenti fiscali, il cui bilancio confederale ammonta ad appena l'1% del Pil complessivo (pari a 18.500 mld $) e la cui moneta è comune ad appena 19 Paesi su 28; ed il cui riequilibrio tra i Paesi membri avviene, non a spese dei Paesi ricchi, tramite i trasferimenti fiscali o, almeno, la sanzione dei surplus commerciali eccessivi,[2] ma a spese dei Paesi meno ricchi, attraverso la deflazione dei salari e la riduzione dei diritti e i trasferimenti di capitali in prestito (quindi a titolo oneroso) dai più forti e avvantaggiati dalla moneta unica (Germania, Olanda, Belgio, Francia, Austria, ecc.) a quelli deboli e svantaggiati dall'Euro (Piigs).

[2] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari

L’ideologia ordoliberista tedesca ha influenzato anche – forse soprattutto – lo statuto della BCE,[3] che è soltanto un po’ meno rigido di quello della Bundesbank, ma prevede anch’esso che l’obiettivo principale sia la stabilità dei prezzi (“sotto, ma vicino, al 2%”). Fatto salvo questo, essa ha, però, anche l’obiettivo di sostenere le politiche economiche dell’UE fissate dall’art. 3 del TUE,[3] tra cui “una crescita economica equilibrata” e “la piena occupazione”.

[3] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

Sotto questo aspetto, con la deflazione o l’inflazione molto sotto target e la crisi economica ed occupazionale che perdura da 7 (sette) anni (tranne in Germania e i suoi satelliti), la BCE ha mancato e sta mancando entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli europei più deboli e sui Paesi debitori (tra cui l’Italia). Il QE, implementato nel marzo 2015, è tardivo e insufficiente sia qualitativamente che quantitativamente, e di per sé, se non è accompagnato da una politica fiscale espansiva anticiclica (taglio di tasse e aumento di spesa) che accresca la domanda aggregata (consumi, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni nette), non sarà in grado di debellare da solo la deflazione (come, ovviamente, ammette la stessa BCE).[4]

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La Germania, che all’epoca era considerata la malata d'Europa, trasse vantaggio dall'introduzione dell'Euro nel 1999, il cui valore, derivante dalla sommatoria/media delle monete di dodici dei quindici Paesi che allora componevano l’Unione europea, in cui il Marco tedesco era la moneta più forte, fu inevitabilmente fissato ad un livello che teneva conto anche delle monete più deboli e perciò più basso del Marco e vantaggioso per la Germania (in pratica, essa beneficiò di una svalutazione monetaria),

Com’è noto, il cambio Lira/Euro fu fissato a 1.936,27. Era troppo basso o troppo alto? Secondo i critici di destra, in primis Silvio Berlusconi (evidente indizio di coda di paglia per i suoi mancati controlli dei prezzi), troppo alto. Per loro, soprattutto a seguito del lamentato, da parte della grandissima parte del popolo italiano, supposto raddoppio dei prezzi subito dopo la sua introduzione, sarebbe dovuto essere fissato addirittura a 1.000 Lire. Ma naturalmente è una sciocchezza macroscopica, poiché sarebbe equivalso a una rivalutazione preventiva del 100% e quindi al raddoppio immediato dei prezzi dei prodotti italiani per gli acquirenti esteri.[5]

[5] Il ‘change over’ Lira-Euro e le responsabilità di Berlusconi

Oltre alla svalutazione preventiva, la Germania pretese ed ottenne nel 2003-2005, non una semplice flessibilità, ma di sforare il limite del 3% di deficit/Pil, per un importo pari a una ventina di mld, quando implementò le riforme strutturali del lavoro, inclusi i mini job a 400€ mensili, che deflazionarono i salari tedeschi, procurando alla Germania un ulteriore vantaggio competitivo rispetto ai partner dell'Eurozona.

Vantaggio competitivo accresciutosi negli anni successivi, poiché la Germania, in aderenza alla sua ideologia mercantilista e ordoliberista, ha continuato e continua ad attuare tuttora una politica economica deflazionistica e restrittiva, scaricando sui partner deboli tutto l'onere dell'aggiustamento infra-EUZ.

Segnalo, en passant, che la Germania pretendeva di negare all'Italia (già penalizzata dal criterio ritenuto inaffidabile dalla stessa Commissione europea, oltre che dalla BCE, del calcolo del cosiddetto deficit strutturale[6] applicato dalla Commissione europea), quando il governo Renzi ha implementato la riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs Act), non uno sforamento del limite del 3%, ma una misera e drammaticamente insufficiente flessibilità, come misura anticiclica.

[6] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html  oppure 


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La soluzione ai difetti strutturali dell’Euro possono essere gli Stati Uniti d’Europa? Sì, certamente, ma purtroppo nel lungo periodo. Come scrive al riguardo il prof. Gustavo Piga. Egli, inoltre, commentando un saggio di Hugh Rockoff intitolato “How Long Did it Take the United States to Become an Optimal Currency Area?”, ovvero “Quanto ci hanno messo gli Stati Uniti a divenire una Area Valutaria Ottimale?”, spiega perché, nonostante i difetti, per l’Unione Europea è preferibile continuare ad adottare una moneta ed una politica monetaria comune.[7]

[7] Moneta e bandiera: il se e quando degli Stati Uniti d’Europa

Gustavo Piga - 18 agosto 2016

Ed invece il prof. Joseph Stiglitz, in un articolo sul Financial Times, afferma che l’Euro è insostenibile e propone di dividerlo in due.[8]

[8] A split euro is the solution for Europe’s single currency

Joseph Stiglitz  -  August 17, 2016 4:32 am

The problems with the structure of the eurozone may be insurmountable, writes Joseph Stiglitz

(trovate l'articolo originale e la traduzione in questo mio post (nell'appendice):

Critiche severe all’economia italiana da importanti giornali di Spagna, Francia, Gran Bretagna e USA


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Intanto, si susseguono proposte per far fronte alla deflazione, renitente alla presunta cura per giunta tardiva del QE implementata dalla BCE, e alla crisi economica.[9]

[9] QE, il monetarismo e la fallacia logica della falsa equivalenza

Tra queste, la “moneta dall’elicottero”, vecchissima espressione coniata da Milton Friedman, il padre del monetarismo, che ogni tanto rispunta fuori - ora soprattutto ad opera dei neo-liberisti pentiti, di fronte al fallimento della loro ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi -, che prevede che i soldi vengano distribuiti direttamente ai cittadini.[5]

[5] Ad esempio, l’ho letta e discussa mesi fa qui:

Carlo Clericetti - 21 APR 2016

Moneta dall'elicottero? Parliamo del pilota

Ma la moneta dall’elicottero non è ancora sufficiente, se non hai modo di costringere i beneficiari a spenderla, perché potrebbero destinare quei soldi, in tutto o in parte, a risparmio (che, come si vede oggi, anzi da anni, rimane nel circuito finanziario). Perciò – dice Clericetti - è meglio darli allo Stato, che li destina a opere pubbliche.

Attenzione, però, non indifferentemente a spesa pubblica, ma prioritariamente a investimenti, perché se lo Stato li destinasse, poniamo, a finanziare il reddito di cittadinanza,[10] si rischierebbe di ricadere, in tutto o in parte, nello stesso problema (vedansi gli 80€/mese decisi dal Governo Renzi, che solo in parte si sono trasformati in consumi).



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Buon voto, Grecia, dai la sveglia all’Europa!

 
ELEZIONI IN GRECIA
Grecia, Tsipras: «Merkel non vale più degli altri leader Ue»
Il leader di Syriza: «Non rispetteremo gli accordi firmati da chi ci ha preceduto. L’austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell’Unione europea»
di Redazione Online
23 gennaio 2015
http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_23/grecia-tsipras-prepara-battaglia-europa-si-ma-no-all-austerita-cb377898-a30d-11e4-9709-8a33da129a5e.shtml
 
 
Io giudico parole sante e rispondenti al vero, quelle di Alexis Tsipras, almeno per tutti coloro – purtroppo pochissimi – che hanno letto i trattati UE [1] e lo statuto della BCE,[2] che ne mutua le regole; mentre trovo risibili le minacce del ministro tedesco e massone reazionario* Wolfgang Schauble. La minaccia della BCE di non acquistare titoli greci è un’arma spuntata. L’80-90% del debito greco è ora nei portafogli della BCE, dell'UE (i due Fondi salva-Stato) e dell'FMI. Il Piano di Salonicco [3] anticrisi di Syriza contempla comunque il pareggio di bilancio (ha già un avanzo primario, cioè al netto degli interessi passivi), e, prescindendo dal giudizio morale, può essere congruamente finanziato con i 10 mld annui che la Grecia dovrà pagare di interessi. Se tutto il QE di 1.140 mld in 19 mesi deciso ieri dalla BCE[4] venisse indirizzato all’acquisto di titoli pubblici (cosa che non è), otterrebbe in totale 32 mld, ma beninteso non in soldi bensì in acquisti di titoli pubblici greci, con il beneficio di una riduzione dei rendimenti e quindi degli interessi passivi, che continuerebbe come tutti gli altri Paesi a pagare. In definitiva, un beneficio ridottissimo in rapporto alla situazione della Grecia. Mentre, se deciderà di non pagare gli interessi, risparmierà circa 10 mld l’anno e potrà realizzare il suo piano. La Germania fa il suo interesse, ma gli altri purtroppo gli hanno dato finora una grossa mano. W perciò Tsipras! Che non fa altro che smascherare un re nudo. E probabilmente non conosce ancora neppure lui bene lo statuto della BCE, e quindi le sue gravi violazioni.

*cfr. il libro "Massoni"di Gioele Magaldi

Questa è una guerra, non dichiarata, della Germania (e satelliti), che lucrano dalla moneta comune, contro i Paesi periferici. Combattuta con le armi della finanza. Gli accordi con la Grecia (l’Irlanda, il Portogallo) sono stati imposti. Dopo che soprattutto le banche tedesche e francesi avevano finanziato le importazioni dei prodotti tedeschi e francesi e i vizi greci, chiudendo entrambi gli occhi e corrompendo quando serviva. Poi, di fronte al disastro, causato dal rifiuto della Germania di aiutare la Grecia all’inizio della crisi del debito (2010), che sarebbe costato 30 mld, lo ha poi concesso quando ne è costato 300, anche per l’esplosione dello spread, per salvare le banche francesi e tedesche, ma addossando il costo del salvataggio sui contribuenti di tutti i Paesi EUZ, inclusa l’Italia, ed ha imposto misure draconiane che hanno impoverito un popolo intero. Tsipras non vuole uscire dall’Euro e ha detto che rispetterà il pareggio di bilancio, quindi niente sciali; chiede soltanto di ricevere l’aiuto che la Germania ha ottenuto dopo la II guerra mondiale e di poter fare ciò che la Germania ha fatto per ben 8 volte dall’800[5]: la ristrutturazione del suo debito e di quello degli altri Paesi, Italia inclusa. Basta monetizzarlo, almeno in parte, tramite la BCE, o misure analoghe.

Segnalo, inoltre: a) che l'FMI (uno dei componenti della troika) ha ammesso da un paio d'anni di aver prescritto agli Stati in difficoltà terapie sbagliate e controproducenti ed ha raccomandato all'UE di cambiare politica economica [6]b) che la BCE (un altro dei componenti della troika) sta violando da tempo il suo statuto (art. 2) e non sta perseguendo i suoi due obiettivi statutari[7]; e c) che l'UE (il terzo componente della troika) è manovrata da e nell'interesse del Paese egemone: la Germania, che finora è stata l'unica a lucrare dall'attuale assetto monco dell'UE, dell'Euro e della BCE, e sta imponendo a tutti una politica suicida, come i dati comparativi col resto del mondo al di fuori dell'Eurozona dimostrano ampiamente.

Aggiungo – come ho già rilevato in passato[8] - che anche i Tedeschi inclinano alle furbizie, come quando: a) per accrescere la competitività dei loro prodotti rispetto ai loro partner UE (tra cui l’Italia), finanziano la deflazione dei salari tedeschi (prima 400€, ora 450€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il loro robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese, vietati dall’UE, e contestualmente fu consentito loro di sforare il limite del 3% del deficit, senza subire sanzioni, cosa che invece essa nega ai Paesi, come l’Italia, che stanno implementando le medesime riforme; oppure b) impongono misure draconiane di risanamento ai Paesi per evitare che le banche tedesche perdano i loro prestiti (ad es. la gran parte dei prestiti anti-crisi fatti alla Grecia);[9] oppure c) si atteggiano a salvatori che si svenano per la patria UE, e danno lezione all’Italia, quando l’Italia non ha preso un Euro dai fondi salva-Stati e contribuisce ad essi, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua, ma pagando uno spreadd) violano impunemente da 8 anni il limite del 6% del surplus commerciale,[10] già di per sé sovradimensionato e cucito su misura della Germania dalla prona Commissione UE, che ammonta complessivamente a ben 280 mld annui, con effetti deleteri a livello Eurozona (rivalutazione dell’Euro, richiesto in gran copia dai Paesi importatori, e aumento del debito), UE e mondiale; ed infine e) non si assumono, come Paese leader ed avvantaggiato dalla moneta unica fissa, che impedisce le svalutazioni competitive, l’onere del riequilibrio della bilancia commerciale infra UE accrescendo i suoi consumi e investendo in infrastrutture (che peraltro sono molto carenti) ed impone l’onere di tale aggiustamento interamente sulle spalle dei Paesi importatori.

Buon voto, Grecia, dai la sveglia all’Europa!
 
[1] Trattato di Lisbona
Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013)
http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf

[2] Statuto BCE https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf

[3] COME SI PUO’ GOVERNARE IN MODO DIVERSO DAI DETTAMI DELLA TROIKA
PUBBLICHIAMO IL “PROGRAMMA DI SALONICCO” CON CUI ALEXIS TSIPRAS SI RIPROMETTE DI GOVERNARE LA GRECIA
COSA FARA’ IL GOVERNO DI SYRIZA
http://www.altraeuroparoma.it/blog/come-si-puo-governare-in-modo-diverso-dai-dettami-della-troika/
Commento: Temo ci sia un errore nell'importo totale del "1° pilastro: Affrontare la crisi umanitaria" e quindi nei totali complessivi: sostituire il punto con una virgola, non 1.882, ma 1,882 mld, che è esattamente la somma degli importi singoli espressi in milioni; non 11.382 e 12.000 mld, ma 11,382 e 12 mld. Segnalo che questo errore figura su tutti i media che hanno pubblicato il "Programma di Salonicco".

[4] Qe: il bazooka di Draghi. Effetto Bce sulle Borse, in flessione spread e euro
QE da 1140 mld per acquisto bond. Compromesso con Berlino su rischi
Redazione ANSA BERLINO 23 gennaio 2015 20:16
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/01/21/bce-il-bazooka-di-draghi-60-miliardi-al-mese-fino-a-settembre-2016_fecff999-9881-407a-9d59-23f2d99f103a.html

Quantitative easing, il comunicato Bce (in inglese)
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-22/quantitative-easing-comunicato-bce-in-inglese-153401.shtml

Le otto cose fondamentali da sapere sul «bazooka» della Bce
di Riccardo Sorrentino 23 gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2015/qe-sorprese-conferme/index.shtml

Esperti e analisti danno il voto al Qe della Bce
di Vittorio Carlini 22gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-22/esperti-e-analisti-danno-voto-qe-bce-155709.shtml

[5] Dal 1800 al 2008, infatti, la Germania ha avuto ben 8 default o ristrutturazioni del suo debito! Traggo da: SOCIAL EUROPE JOURNAL 23 Ottobre 2013 ROBERT SKIDELSKI
Opinioni sbagliate sull’austerità britannica
[…] Si consideri la Germania che secondo lo storico economico Albrecht Ritschl è "il più grande trasgressore debito del XX secolo". Nella tabella a pagina 99 del loro libro “This Time is Different”, Rogoff e il suo co -autore, Carmen Reinhart , mostrano che la Germania ha subito otto default del debito e/o ristrutturazioni tra il 1800 e il 2008 . C'erano anche due default causati dall'inflazione nel 1920 e 1923. Eppure oggi la Germania è l’egemone economico d’Europa che stabilisce le regole per “furfanti” come la Grecia.
http://2.232.193.134/resetold/en/component/attachments/download/199

[6] Il Fondo Monetario insiste: sull’austerità ci siamo sbagliati
Pubblicato da keynesblog il 8 gennaio 2013
http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/

Austerità espansiva, il FMI riconosce l’errore che sta uccidendo economia e democrazia in Europa
di Erasmo Venosi | 22 Agosto 2014 - 00:27
L'austerità espansiva, ovvero la strategia fatta di tagli alla spesa pubblica e di aumenti di tasse rivela sempre più il suo potenziale devastante. L'inefficacia è stata dimostrata da ricerche di organismi istituzionali internazionali ma riproposta e condivisa da Ue, Bce e Governo italiano.
http://www.forexinfo.it/La-strategia-della-austerita

Il FMI, gli investimenti pubblici si ripagano da soli
Pubblicato da keynesblog il 9 ottobre 2014
Prosegue il ritorno al buon senso economico del Fondo Monetario Internazionale sotto la guida di Olivier Blanchard. Che ora scopre, dati alla mano, che un dollaro speso in infrastrutture ne genera quasi tre
di Larry Summers, dal Financial Times

http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/

[7] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html

[8] False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html

[9] Il vero "bail-out"? Quello della Germania
Scritto da Thomas Fazi on 21 Giugno 2014
“Che conclusioni possiamo trarre da questi dati? Prima di tutto che sarebbe il caso di smetterla di dire che la Germania ha“sborsato molti soldi” per salvare le povere economie della periferia, quando in realtà è accaduto esattamente l’inverso”.
http://www.scenariglobali.it/europa/675-il-vero-bail-out-quello-della-germania.html

Ecco come l’Europa sta salvando la Germania (e non i Paesi periferici)
20 - 12 – 2014 Tino Oldani
http://www.formiche.net/2014/12/20/ecco-leuropa-sta-salvando-la-germania-i-paesi-periferici/

[10] Scoreboard Indicators
The headline indicators consist of the following eleven indicators and indicative thresholds, covering the major sources of macroeconomic imbalances:
3 year backward moving average of the current account balance as percent of GDP, with thresholds of +6% and -4% ;
http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm 



Articoli collegati:
 
Alexis Tsipras
Sull'orlo di un cambiamento di portata storica
Pubblicato: 06/01/2015 13:46 CET Aggiornato: 15/01/2015 11:32 CET
http://www.huffingtonpost.it/alexis-tsipras/orlo-cambiamento-storico_b_6422052.html

Quanto è esposta l’Italia verso il debito monstre della Grecia?
25 gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-25/quanto-e-esposta-l-italia-il-debito-monstre-grecia-191548.shtml

La Grecia ci deve 43 miliardi
26.01.15
First financing program, bilateral loans  10,01 mld
First financing program, IMF (SBA)  0,66 mld
Second financing program, EFSF  27,22 mld
Second financing program, IMF (EFF)  0,4 mld
ECB security Market Program  4,84 mld
http://www.lavoce.info/archives/32587/grecia-ci-43-miliardi-2/
 
Supplementi al Bollettino Statistico Indicatori monetari e finanziari /VNFSP
Finanza pubblica, fabbisogno e debito Nuova serie Anno XXV - 14 Gennaio 2015
Fig.1 SOSTEGNO FINANZIARIO AI PAESI DELLA UEM (2) (valori cumulati; miliardi di euro) (1) Cfr. appendice metodologica. (2) Sono escluse le passività connesse con i prestiti in favore di paesi della UEM, erogati sia bilateralmente sia attraverso lo European Financial Stability Facility (EFSF) (serie S452657M), e con il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (ESM) (serie S271668M)
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2015-finanza-pubblica/suppl_3_15.pdf
 
DOPO IL VOTO
Grecia, nasce il governo Tsipras
Ecco chi sono i ministri
I membri dell’esecutivo sono tutti di Syriza, tranne il ministro della Difesa che è il leader di Greci indipendenti Panos Kammenos
di Redazione Online
http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_27/grecia-nasce-governo-tsipras-ecco-chi-sono-ministri-5bb6e1c6-a645-11e4-96ea-4beaab57491a.shtml

Varoufakis: Come ridurre il debito senza creare recessione
Pubblicato da keynesblog il 28 gennaio 2015
http://keynesblog.com/2015/01/28/varoufakis-come-ridurre-il-debito-senza-creare-recessione/

Cosa sapete della Grecia? (fact checking)
di Alberto Bagnai
25 gennaio 2015
http://www.sinistrainrete.info/estero/4627-alberto-bagnai-cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html

Solo uscendo dall’euro la Grecia potrà abbandonare la sua “valle di lacrime”
Xenia Kounalaki intervista Hans-Werner Sinn
25 gennaio 2015
http://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/4623-hans-werner-sinn-solo-uscendo-dalleuro-la-grecia-potra-abbandonare-la-sua-valle-di-lacrime.html

29/01/2015 19:08 | POLITICA - INTERNAZIONALE | Fonte: il manifesto | Autore: Angelo Mastrandrea
I 3 pilastri della nuova Grecia
http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2015/1/29/43723-i-3-pilastri-della-nuova-grecia/

Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)

 

Voi già sapete che, da almeno un paio d’anni, ho – diciamo così - l’onore e l’onere di evidenziare, anche a docenti universitari di Economia, la loro scarsa conoscenza dello statuto della BCE, della quale o ignorano o, quel che sarebbe peggio, fanno finta di ignorare (ma, in generale, propendo per la prima ipotesi) i reali poteri-doveri, che sono ignoti – sembra - a quasi tutti e che – nell’attuale, grave crisi economica, dalla quale dopo ben sette anni stentiamo ad uscire – tanta importanza hanno per i popoli dell’Eurozona.

Mi riferisco in particolare all’art. 2-Obiettivi, che già dalla denominazione (al plurale) attesta che la BCE ha non un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – ma due obiettivi. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, la “crescita economica equilibrata” e la “piena occupazione”; la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri".

L'altro ieri ho scoperto che nel novero di coloro che non conoscono bene lo statuto della BCE c’è addirittura il Prof. Sen. Mario Monti, insigne economista e cattedratico ed ex presidente del Consiglio (la prova la potete trovare quasi in fondo all’elenco), il quale si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”. Il che, da una parte, dimostra che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, il Prof. Sen. Monti o non conosce lo statuto della BCE – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave; dall’altra, conferma che la BCE è passibile di attribuzione di responsabilità; e, da un’altra ancora, rafforza l’ipotesi che, dato il rischio di incolpazione non soltanto mediatica ma anche giuridica del Consiglio direttivo della BCE e del suo presidente per omissione di obblighi statutari, che aver obliterato quasi del tutto questo secondo obiettivo nei siti dell’UE e della BCE e completamente nei discorsi del presidente Draghi non è casuale, ma risponde ad un intento scientemente portato avanti per disinformare l’opinione pubblica europea, disinformazione della quale, come si vede appresso, restano vittime anche docenti universitari di Economia e perfino premi Nobel.

Oltre agli obiettivi, la scarsa conoscenza dello statuto riguarda: a) il potere di acquisto di titoli pubblici (art. 18), purché vengano effettuati sul mercato secondario; b) il divieto di finanziare gli Stati attraverso l’acquisto diretto (art. 21), cioè sul mercato primario; c) parallelamente al punto b), la convinzione quasi universale errata che la FED non abbia invece questo divieto; e d) che l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE è la Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35).

Andrebbe tenuto presente che lo statuto della BCE mutua, spesso letteralmente, tutte le disposizioni dei trattati di sua pertinenza, per cui, da una parte, è un’inutile complicazione riferirsi ai trattati quando si trattano i poteri-doveri della BCE; e, dall’altra, questa abitudine disincentiva la conoscenza dello statuto.

Infine, elemento molto importante, va considerato che attualmente la BCE sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, non soltanto quello secondario ma anche quello principale.

Riporto, qui di seguito:

- Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

-        1 - Motivazioni della petizione

-        2 - Statuto BCE

-        3 - Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino

-        4 - Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)

-        5 - Trattato di Lisbona

-        6 - Trattato di Maastricht

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html 

 

- una selezione di articoli costituenti le prove della scarsa conoscenza dello statuto della BCE [NB: Sbilanciamoci, in occasione della ristrutturazione del suo sito avvenuta nel 2016, ha sia creato nuovi URL ai suoi vecchi articoli, sia cancellato i miei commenti scomodi]:

1. Aristotele, BCE, economia, ricchezza di Federica Martiny*
Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
 […] Non sono cose da banchieri centrali, queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana.Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un rovesciamento. […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.211-4-gennaio-2013%2FAristotele-lezione-di-economia-16199.html
Funzioni della BCE
Vincesko
Venerdì, 04 Gennaio 2013
“Funzioni della BCE” […]
*Studente, responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa
 
2. Bce, politica monetaria di Nicola Melloni*
Bce, troppo poco e troppo tardi
08/11/2013
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20882.html
Citazione: "Come ben sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
Solamente? Non proprio, c'è qualcuno allora che ciurla nel manico.
Funzioni della BCE […]
brevi risposte
Vero, la BCE ha anche altri compiti - fatta salva la stabilita' dei prezzi, pero'.
@ nicola melloni
Chiaro, ma era un assist a Lei, visto che l’inflazione è allo 0,7%.
Se non si è capito, chi ciurla nel manico è la Germania, che prende tutti i vantaggi dell’attuale assetto, ma non vuole assumersi gli oneri di Paese leader (anche se l’accordo recente tra la Merkel e la SPD contempla un aumento dei salari tedeschi).
*(DPhil, Oxford) è Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere Internazionali del Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le altre cose, di Market Without Economy (2007, Ibidem Verlag).
 
3. Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì 14 Aprile 2014
 “La Bce, al contrario, ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura dell’euro”.
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3598:domenico-moro-perche-e-come-leuro-va-eliminato&catid=44:europa&Itemid=82
*economista, membro della direzione nazionale del PdCI, autore di numerosi saggi come “Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” e il “Nuovo compendio del “Capitale” di Karl Marx”.
 
4. equità, pensioni, Renzi, sviluppo di Felice Roberto Pizzuti*
La favola dell'equità e dello sviluppo
23/08/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Archivio/eguaglianza/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25926.html
Citazioni:
1. “Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2. “Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto ‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
[1] http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184 link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.211-4-gennaio-2013/Aristotele-lezione-di-economia-16199.html
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20882.html
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523 link sostituito da (commenti eliminati) http://old.sbilanciamoci.info/Archivio/europa/Prendiamocela-con-l-Europa-21541.html  
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282 link sostituito da (commenti eliminati) http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282.html 
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/I-pesci-da-pigliare-25761.html
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
*E' professore di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Economia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato Sociale.

5. di Paolo Pini*

Il giorno dello “Sblocca Italia”

02/09/2014

link sostituito da:

Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:

molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,

il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:

Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.

*Professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell’Università di Ferrara. Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE) per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista Economia Politica. Journal of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a   Sbilanciamoci.info. 


6. di Paolo Pini
I ripensamenti a metà della Bce
13/09/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138.html
1) Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html).[...] 


7. di Antonio Lettieri*
Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.357-13-settembre-2014/Moneta-morbida-lavoro-duro-26146.html
Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
Antonio Lettieri lo ha mai letto attentamente lo statuto della BCE?
Lo linko: PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA  https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf
Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
La BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno – diciamo così – secondario o subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che non deve superare il 2% (il livello poco sotto il 2% costituisce il suo target) e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione – “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
Che la BCE abbia le ali spuntate è quello che la medesima BCE vuole far credere, ma non è vero (ho già segnalato la recente, strana modifica nel suo sito del testo delle funzioni). E, per fare cortine fumogene e così nascondere le proprie responsabilità e omissioni, chiede ad ogni pie’ sospinto agli Stati in crisi economica le asserite salvifiche riforme strutturali; e addirittura, per poter ottenere gli aiuti, lo condiziona ad un’ulteriore cessione di sovranità. Davvero bizzarro è trasformare un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa; ancora più bizzarro è che (quasi) nessuno fiati.
Ne discende, senza possibilità di equivoco, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare,  il varo di un congruo QE e dell’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil di tutti i Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli pubblici a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (quasi 90 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale soprattutto per accrescere la domanda aggregata. (Detto per inciso, l’intervento della BCE, per superare – in una sorta di sapiente trattativa negoziale – la sicura contrarietà della Germania, potrebbe eventualmente essere legato agli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) che prevedono la garanzia collaterale di oro e quote di aziende pubbliche nazionali)
L’unico mio dubbio riguardava la possibilità da parte della BCE di acquistare titoli pubblici nuovi (stante il divieto nel trattato UE), ma questo dubbio è stato risolto dal prof. Andrea Terzi, secondo il quale non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare titoli pubblici nuovi, purché siano bond emessi dall’Eurozona.
Conclusione.
In sostanza, il Consiglio direttivo della BCE, costituito dai [attualmente 18] governatori delle banche centrali dell’Eurozona, cioè da funzionari pubblici pagati lautamente dalla collettività europea, sta disattendendo il suo statuto e sta mancando entrambi gli obiettivi, sia quello principale di tenere l’inflazione poco sotto il 2%, sia quello subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) di sostenere la crescita economica e dell’occupazione. Con gravi conseguenze sulla vita e il benessere della collettività al cui servizio (teoricamente) essi operano (la crisi economica ha distrutto finora il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane).
Il re, cioè, è nudo, ma (quasi) nessuno fiata contro il potente sovrano monetario (la BCE) e si guarda bene dal menare scandalo per la sua condotta giuridicamente omissiva e moralmente criminosa, anzi ci sono persone e giornali che arrivano a inneggiare al salvatore Draghi, il quale invece continua a comportarsi come il cattivo Signor Hyde e non come il buono Dottor Jekyll, .
PS:
Ecco cosa sono gli Abs con cui la Bce spera di portare l'Eurozona fuori dalla crisi
di Vito Lops 4 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-04/ecco-cosa-sono-abs-162810.shtml
Nota: Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
*Editor of Insight and President of CISS - Center for International Social Studies (Roma). He was National Secretary of CGIL; Member of ILO Governing Body, Member of the OECD's Trade Union Advisory Council and Advisor of Labor Minister for European Affairs.(a.lettieri@insightweb.it)- http://antoniolettieriinsight.blogspot.it/ 


8. Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre  reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi* su Il Messaggero del 31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di quelli della sua consorella americana [A mio avviso, questo non è vero in caso di deflazione, v. anche la nota più sotto, ndr].
http://www.romanoprodi.it/articoli/con-la-deflazione-gli-speculatori-attaccheranno-i-paesi-piu-deboli-occorre-reagire-con-rapidita_9454.html
Impariamo dagli antieuropeisti a essere coerentemente europei con una politica comune di rilancio dell’economia
Intervista di Giacomo Costa e Paolo Foglizzo a Romano Prodi* su Aggiornamenti Sociali di maggio 2014
Così l’unica vera politica di difesa dell’Europa l’ha fatta la Banca centrale europea, che pure non è un organo democratico, utilizzando tutti i suoi poteri, peraltro piuttosto scarsi [A me non pare, dipende: a norma di statuto, la BCE ha ATTUALMENTE gli stessi poteri della FED per gestire efficacemente la politica monetaria e - con opportune misure - sostenere la crescita economica e dell'occupazione (secondo obiettivo); le uniche differenze è a) che - di norma - i suoi 2 obiettivi non sono formalmente paritari, tranne che - all'atto pratico - in caso di deflazione o inflazione sotto target, come ora, situazione in cui è necessaria una politica monetaria espansiva e i 2 obiettivi - l'obiettivo principale e quello subordinato - diventano pertanto concordanti e convergenti, ed acquisisce carattere di cogenza statutaria anche l’obiettivo secondario o subordinato di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità”; e b) che ha come interlocutori non uno soltanto ma 18 governi (ora - con la Lituania - diventati 19), e purtroppo uno di essi (la Germania), è divenuto, a causa della latitanza della Commissione europea e dell'egoismo miope della sua leadership, più uguale degli altri. Scriverò al professor Prodi e glielo chiederò direttamente, ndr]. Ha salvato l’euro, permettendo di conservarlo per il futuro. Questo mostra la trappola in cui siamo finiti e soprattutto è una ulteriore prova del fatto che l’Europa oggi è incapace di elaborare una visione di lungo periodo.
http://www.romanoprodi.it/interviste/impariamo-dagli-antieuropeisti-a-essere-coerentemente-europei-con-una-politica-comune-di-rilancio-delleconomia_8887.html 
Prodi: 10 e lode a Mario Draghi
December 2, 2014
http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-10-e-lode-a-mario-draghi_10042.html
* Romano Prodi è un politico ed economista italiano, che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per due volte (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008). Docente universitario di Economia e politica industriale all'Università di Bologna, è stato nel 1978 ministro dell'Industria nel Governo Andreotti IV; presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994. È stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004.

9. Il mito del “below 2%, but close”
18/08/2014 / L. ZINGALES*
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
[In calce, c’è il commento di Piero Postacchini, col quale avevo discusso del tema degli obiettivi della BCE, prima su LaVoce.info e poi su Keynesblog  http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701 ]
* E’ un economista, accademico e blogger italiano. È Robert C. McCormack professor of Entrepreneurship and Finance presso la University of Chicago Booth School of Business. Dal 2012, è stato uno dei promotori del movimento politico italiano Fermare il Declino. 

10. Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):
austerità, euro, riforme strutturali di Joseph Stiglitz
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre
Al contrario la Banca Centrale Europea ha come unico mandato l'inflazione, si concentra unicamente sull'inflazione”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-imperfezione-dei-mercati-26321
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/L-imperfezione-dei-mercati-26344.html

 
11. Bce: Fisher (Fed), bene Draghi ma poteri limitati
Articolo pubblicato il: 25/09/2014
"Draghi sta agendo correttamente ma ha poteri limitati" rispetto alla Fed per il diverso mandato dell'Eurotower. Così Richard W. Fisher, presidente e ad della Federal Reserve Bank of Dallas ad un incontro sull'impatto nella zona euro della politica monetaria Usa.
La Bce e' più "giovane" della Fed e dunque "Draghi sta cercando di seguire un percorso" all'interno del suo mandato ed "ha strumenti limitati", ha aggiunto Fisher. Ma non solo, ha osservato, per Draghi "e' più difficile agire perché ha davanti 18 stati membri".
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2014/09/25/bce-fisher-fed-bene-draghi-poteri-limitati_C11zLl3RLHPnivodFNBKPI.html

12. La cosa giusta che non facciamo

di Lucrezia Reichlin*

03 ottobre 2014

I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte del Trattato.

Questa della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta [prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto, almeno apparentemente, visto che ha lavorato alla BCE

*Dal 1994 è docente di economia all'Université libre de Bruxelles. Dal 2005 al 2008 è stata Direttore generale alla Ricerca alla Banca Centrale Europea di Francoforte, durante la presidenza di Jean-Claude Trichet, una delle 12 direzioni generali della BCE.[3] Dal 2008 è professore di economia alla London Business School.

 

Riccardo Realfonzo* - 02 ottobre 2014

Anche per questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti – che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo obiettivo statutario.

OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento, poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]

Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v. penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi [al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.

Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante violazione del suo statuto, poiché deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare, l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda aggregata.

(Per i dettagli dei riferimenti statutari BCE e FED, v. “Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).

http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/

* Professore ordinario di Fondamenti di Economia Politica presso l'Università degli Studi del Sannio, dove attualmente è preside di Economia aziendale. 

Luigi Pandolfi - 21 ottobre 2014

L’Europa potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano, con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]

Mi pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due, uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%  (“below 2%, but close”), non determinato dai trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.

Ne discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.

Lo ri-allego:

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Articolo 2 - Obiettivi

Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.

Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:

• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità

• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente

• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale

• la coesione economica e sociale

• la solidarietà tra stati membri.

PS: Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di pubblicazione dal 4 ottobre scorso.

* Giornalista e politologo (l’ho ricavato dal suo blog su Il Fatto Quotidiano).


Draghi apre al quantitative easing “all’americana”

19/11/2014

Draghi ha incassato l’ok ad una politica di quantitative easing “all’americana”, estesa cioè anche ai titoli di stato. Un importante passo avanti, ma non sufficiente

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Draghi-apre-al-quantitative-easing-all-americana-27129

link sostituito da:

http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Draghi-apre-al-quantitative-easing-all-americana-27129.html

Citazione: “In questo senso, se è vero che il programma Omt rappresenta un passo avanti rispetto al mandato della Bce, che vieta l’acquisto di titoli di stato senza se e senza ma”.

E’ falso che lo statuto della BCE vieti l’acquisto di titoli di Stato. Questo divieto (art. 21 dello Statuto) è limitato al mercato primario, esattamente come per la FED, che NON può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, ma soltanto sul “mercato aperto” (open market) (cfr. allegato in fondo).

Thomas Fazi

Ciao Vincesko: bè, la legalità dell'acquisto di titoli di stato da parte della Bce (anche sul mercato secondario) è quantomeno dubbia, come dimostra la sentenza della Corte di giustizia tedesca, ora al vaglio della Corte di giustizia europea.

Risposta a Thomas Fazi

1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da: “Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 -di Pietro Manzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  “Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiuridici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.

Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria. […]

* Thomas Fazi è un saggista, traduttore e autore di documentari. La casa editrice inglese Pluto Press ha pubblicato il suo primo libro, The Battle for Europe

 

16. crisimoneta di (***)

Una moneta statale per uscire dalla crisi

22/11/2014

L'emissione da parte dello Stato di "Certificati di credito fiscale" consentirebbe di creare una moneta nazionale complementare all'euro e di conseguenza nuova capacità di spesa senza generare debito. Un manifesto - appello di Gallino Bossone, Cattaneo, Grazzini e Sylos Labini

link sostituito da (commenti eliminati):

http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.374-24-novembre-2014/Una-moneta-statale-per-uscire-dalla-crisi-27240.html

Commento: Io direi di lasciar perdere il set delle proposte immaginifiche e di migliorare ed implementare quelle, ancorché difficili, praticabili e congrue per uscire dal pantano: a) all’interno, un’imposta patrimoniale straordinaria corposa sul 5% più riccvo delle famiglie; e/o b) costringere la BCE a fare quel che deve per statuto (art. 2), se necessario denunciandola alla Corte di giustizia (art. 35 Statuto BCE), prima che l’ottusa Germania caschi insieme a noi e all’Euro: a) riportare il tasso d’inflazione poco sotto il 2% e b) sostenere la crescita economica ed un elevato livello dell’occupazione. Altre soluzioni – purché realizzabili - sono solo complementari.

risposta a Vincesko
Sulla BCE mi sembra che la Germania non lo permetterebbe mai.
Replica a Stefano Sylos Labini*
5. Infine, la BCE. E’ chiaro che la Germania non è d’accordo acché la BCE adempia il suo statuto. Ma proprio per questo io da mesi propongo di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea, unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente ad essa (art. 35 Statuto BCE).
Stefano Sylos Labini
precisazioni
sulla BCE la questione è complicata
Obiezioni
Sulla BCE, vista la normativa, se si rigetta il complesso d'inferiorità verso l'egemone Germania, che per gli Omt (Outright Monetary Transaction), tramite la Corte Cost., ha presentato ricorso alla Corte di giustizia, e si rispetta la condizione che le regole non valgano soltanto per i Paesi deboli ed i poveri cristi ma per tutti, la questione è, invece, semplice e chiara. E per denunciare la BCE alla Corte di giustizia per violazione statutaria non bisogna chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania o alla Commissione europea "controllata" dalla Germania, com'è nel caso dei CCF, che in ogni caso mi auguro vengano implementati.
* Geologo, ricercatore presso l'Enea - Studioso di economia ambientale ed energia. Scrive su quotidiani nazionali e riviste economiche su innovazione, economia industriale, moneta e finanza.
 
17. BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima Istanza? La confusione regna sovrana…
Pubblicato da keynesblog il 18 settembre 2012 in Economia, Europa
di Francesco Saraceno*
Sarebbe auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
http://keynesblog.com/2012/09/18/bce-e-fed-quantitative-easing-o-prestatore-di-ultima-istanza-la-confusione-regna-sovrana/
Ho letto solo adesso. Citazione: “La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco)”.
Neppure Francesco Saraceno ha mai letto attentamente lo statuto della BCE.
Lo linko: https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf.
Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è da tempo in flagrante violazione del suo statuto (art. 2-Obiettivi). […]
(*) OFCE, Observatoire français des conjonctures économiques – centre de recherche en économie de Sciences Po, Paris

18. LA "SORPRESINA" (di Angela): TTIP E ACCORDI DI CAMBIO VINCOLANTI. DALLA GRECIA ALL'ARGENTINA.
Orizzonte48*
Giovedì 27 Novembre 2014
http://orizzonte48.blogspot.it/2014/11/la-sorpresina-di-angela-ttip-e-accordi.html
Leggi il Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825594.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-acceso-tra-quarantotto-luciano.html
“Ed infatti, il target inflattivo al 2%, è stato chiaramente voluto come asimmetrico, e quindi dotando la BCE di poteri per ridurre l'inflazione - mediante politiche monetarie restrittive di alti tassi, ma non anche di poteri per poterla riportare in su, in caso di deflazione (o inflazione sotto target), poteri che non possono consistere nella mera fissazione dei tassi”.
* Luciano Barra Caracciolo, presidente di Sezione del Consiglio di Stato


19. I dolori del giovane Draghi
Maurizio Sgroi*  24/11/2014
http://thewalkingdebt.org/2014/11/24/i-dolori-del-giovane-draghi/
1) Citazione1: “Quello più amaro che confessa con maschia determinazione è l’inflazione. I maledetti prezzi che declinano, tenendosi ben lontani dal target del 2%, o poco giù di lì, che poi è l’unico compito a casa che i governi europei hanno messo per iscritto alla Bce”.
Mi permetto segnalare anche a lei che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi statutari, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, senza chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania, compito statutario della BCE (art. 2) è quello, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che deve essere “sotto il 2%, ma vicino” e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione– di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
Ne discende anche che ATTUALMENTE (cioè in deflazione o quasi), poiché i due obiettivi adesso sono concordanti e convergenti, la BCE ha gli stessi poteri della FED (anche per la FED vige il divieto di acquisto diretto dei titoli del Tesoro). […]
* Giornalista socioeconomico, titolare del blog The Walking Debt.

20. Europe is a Cow
Domenico Mario Nuti*
THURSDAY, DECEMBER 18, 2014
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html
*Professore di sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza
NB: Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof. Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html), ha aggiunto, dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero, poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca”.
 
21. LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L'INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/11/crisi_dell_euro_Puo_mandare_co_8_111011057.shtml
*Mario Monti: economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.

22. Ho ritrovato oggi [06/04/2015] questa vecchia intervista al prof. Luciano Gallino*, dalla quale emerge che neppure lui conosce bene lo statuto della BCE:

L’Europa della troika. Intervista a Luciano Gallino
“Il maggior limite della Bce deriva dal suo statuto, che le impone come massimo scopo quello di combattere l’inflazione, laddove una banca centrale dovrebbe avere tra i suoi scopi anche la promozione dello sviluppo e dell’occupazione”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-Europa-della-troika.-Intervista-a-Luciano-Gallino-10519
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-Europa-della-troika.-Intervista-a-Luciano-Gallino-10519.html
* Sociologo, scrittore, docente di Sociologia 


23. Neppure lo statunitense Warren Mosler, fondatore della  Modern Monetary Theory (MMT), conosce bene lo statuto della BCE.
«Il mandato della Banca centrale è solo quello di garantire la stabilità dei prezzi».
http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/04/18/salario-minimo-occupazione-finanziati-bce-l-inedita-proposta-dell-ex-guru-wall-street-e0895f38-0557-11e6-9d1f-916c0ba5b897.shtml


24. Meglio che le banche centrali restino indipendenti
Fausto Panunzi* - 11.03.16
“Alcune osservazioni. La prima è che Wren-Lewis ha il merito di porre una domanda diversa dal solito tema sul mandato doppio o singolo delle banche centrali. È vero che la Banca centrale europea ha un mandato che riguarda solo la stabilità dei prezzi, contrariamente alla Federal Reserve, ma la timidezza che ha mostrato a reagire inizialmente alla crisi non è ascrivibile a esso, ma più probabilmente al diverso impatto della crisi nei vari paesi dell’Eurozona e alle divisioni tra i vari membri del suo consiglio direttivo”.
http://www.lavoce.info/archives/40134/meglio-che-le-banche-centrali-restino-indipendenti/

* Professore ordinario di Economia Politica presso l’Università “Luigi Bocconi” di Milano.

 
Appendice
 
Sulla deliberazione quantitativa dell’obiettivo dell’inflazione, riporto l’interessante e documentato commento di Zoe Keller, in calce all’articolo di Luigi Zingales, riportato più sopra, Il mito del “below 2%, but close 18/08/2014 / L. ZINGALES
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/ , ed uno stralcio della recente intervista di Draghi a Handelsblatt, la quale è un’ennesima dimostrazione del “chiagne e fotte” tedesco.
 
Zoe Keller (@KellerZoe)
20/08/2014 ALLE 19:53
D’accordo che il mandato BCE andrebbe rivisto, ma l’interpretazione del target BCE di questo post (basta che un paese sia vicino al 2% anche se l’HICP dell’area euro crolla a -5%; oppure: una deflazione del 10% è ok…) non convince proprio. È vero che c’è un po’ di dislivello tra il “below” e il “close”, ma non ha quella portata. Basta fare riferimento agli atti e alle spiegazioni dell’epoca della modifica per capire.
L’attuale definizione del target si trova nella delibera della BCE del maggio 2003 (http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2003/html/is030508_1.en.html ), nella slide 5 (
http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2003/html/sp030508_2slides.pdf ).
Il relativo Bolletino fa rapida sintesi (http://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/mobu/mb200305en.pdf ) così:
“… regarding the primary objective of price stability, the Governing Council confirmed that it defines price stability as announced in 1998, namely as a year-on-year increase in the HICP for the euro area of below 2%. At the same time, it clarified that in the pursuit of price stability it aims to maintain inflation rates at levels close to 2% over the medium term. This clarification underlines the ECB’s commitment to provide a sufficient safety margin to guard against the risks of deflation. It also addresses the issue of the possible presence of a measurement bias in the HICP and the implications of inflation differentials within the euro area.”
Dalle fonti citate si ricava chiaramente che:
1) la “stabilità dei prezzi” è da 0 a 2% (year on year *increase* below 2%) dell’HICP per l’area euro: mai si è pensato che la deflazione sia stabilità dei prezzi.
2) la BCE ha l’obiettivo di mantenere i tassi a livelli vicini al 2% nel medio termine, per garantirsi un margine per i seguenti motivi (recentemente ricordati da Draghi):
– tenersi lontano dal rischio deflazione
– avere un cuscinetto rispetto a errori di misurazione
– riassorbire eventuali differenziali interni
Papademos: “We have confirmed the definition of price stability. At the sametime we have clarified that, within that definition, the aim of our policy will be inflation close to 2% from below”
3) praticamente e più precisamente questo comporta continuare a (dicono di averlo sempre fatto) darsi come obiettivo “inflation expectations remaining in a narrow range of between roughly 1.7% and 1.9% in the medium term” (Issing)
4) un tasso di inflazione che restasse sotto l’1% in modo persistente sarebbe molto preoccupante.
Issing: “… if we were to identify a risk of inflation approaching very low levels on a sustainable basis and threatening to fall below 1% in a persistent way, then we should of course be extremely concerned. With our clarification now, that we aim to keep inflation at close to 2%, I think it is clear enough that we are not blind in the eye which identifies deflationary problems. We have both eyes – as Paul Samuelson said in a slightly different context – watching deflationary as well as inflationary developments.”
5) da nessuna parte il target BCE è definito per singoli paesi: la comunicazione è costante nel riferirlo alla “euro-area as a whole”. Es. Issing: ” is not question of sectors and countries, it is a question of the monetary area. In all large monetary areas in the world, you have regions with low and even sometimes negative developments in prices, and others with higher price developments. This is not specific to the euro area, but it has nothing to do with deflation. Deflation is a concept related to monetary policy for the average of the whole monetary area.”
Questi concetti sono stati ribaditi da Draghi e Constancio (che era nel Governing Council già nel 2003, in quanto allora governatore della Banca centrale del Portogallo) nella press conference del novembre 2013 (e in varie altre occasioni):
– http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=29m20s (domanda 6) Draghi
– http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=58m30s (domanda 15) Costancio
Inoltre la forward guidance della BCE è da vari mesi chiarissima nel ribadire i concetti precedenti e che la risposta all’inflazione troppo bassa è il quantitative easing (non il monetary e credit easing di giugno 2014): vedi 3 contingenze nel discorso di Draghi aprile 2014:  http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2014/html/sp140424.en.html
Perchè allora non hanno ancora agito? Si giustificano con l’argomento che le aspettative sul medio-lungo termine non sarebbero ancora disancorate, ma è un termine che si allontana sempre di più e sta diventando sempre più un’arrampicata sugli specchi. L’ultima fg dice: “Moreover, the Governing Council is unanimous in its commitment to also using unconventional instruments within its mandate, should it become necessary to further address risks of too prolonged a period of low inflation. We are strongly determined to safeguard the firm anchoring of inflation expectations over the medium to long term.”
 
 
***
 
Interview with Handelsblatt
Interview with Mario Draghi, President of the ECB
Published on 2 January 2015
 
In reality, your expansionary monetary policy, which is pumping trillions of euro into the markets, is just buying the governments more time – and it seems that no one is really using this time. Do you feel alone in your fight to save Monetary Union?
Draghi: We have a mandate. It is to keep inflation close to but below 2%. That is our legal obligation. And we must deliver,within our mandate given by the European Treaty. But it is quite clear that our monetary policy would be much more effective if the governments implemented structural reforms.
 
The ECB acts and waits ...
Draghi: It acts and delivers. The others must also do their duty.

The question is why you see price stability at 2% inflation at all. 0% would be much better, wouldn’t it?
Draghi: The 2% target was decided by the Governing Council in 2003. It would certainly not help confidence if targets were changed when it becomes difficult to meet them! Otherwise, when we had 3% inflation, we could have set 3% as the target. We must be reliable. Inflation has been low for some time now. This is partly due to falling oil prices and corrections of high prices in some countries, but also to weak demand. Core inflation has been around 0.7% for a year.
No major central bank has an objective of 0%. The reason is simple. If one aims at 0%, half the time inflation will be positive and half the time it will be negative. And when inflation is negative and interest rates have fallen to zero, one cannot lower interest rates to bring inflation back to zero.
https://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2015/html/sp150102_1.en.html
 
 
Post collegati
 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/appelli-o-minacce-forti.html

Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-sui-poteri-gli-obiettivi-e-le.html

Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/lettera-jose-manuel-barroso.html

  
**********
 

http://vincesko.blogspot.it/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html  

 
 

 

BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)


La BCE è colpevole di gravi violazioni statutarie e passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea

Dialogo tra Carlo Clericetti e me sull’efficacia degli appelli e le violazioni statutarie della BCE

 
Carlo Clericetti
22 OTT 2014
Un altro appello. Ecco perché non è inutile
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/22/un-altro-appello-ecco-perche-non-e-inutile/
 
 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle14:59

Citazione: “Piuttosto l’unica direzione di marcia possibile

L’appello non è l’unica soluzione, anzi, come insegna l’esperienza, è la meno efficace. La soluzione di gran lunga più efficace – ribadisco – è la denuncia della BCE, in forza dell’art. 35 dello statuto BCE, alla Corte di Giustizia Europea per violazione dello statuto: sicuramente dell’art.2-Obiettivi e forse anche dell’art. 7-Indipendenza.
Il fatto che nessuno dei professori pensi a quest’altra soluzione molto più efficace è dovuto, a mio avviso, essenzialmente a 2 motivi: il primo, al paradosso che quasi nessuno di loro conosce affatto o bene lo statuto della BCE ed, il secondo, al fatto che quei pochi che lo conoscono probabilmente non sanno che è possibile o non ardiscono mettersi contro la BCE e Draghi, promuovendo un’azione legale.
Tra quelli che non lo conoscono affatto o lo conoscono male, in base ad un esame puntuale dei loro scritti, ci sono: Luigi Zingales, Joseph Stiglitz, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Luigi Pandolfi; Paolo Pini, che è uno dei quattro promotori dell’Appello al Governo, e Antonio Lettieri (prima che glielo spiegassi io).

In questo post ho riportato la discussione svoltasi in calce al precedente articolo di questo blog, in cui ho spiegato perché è molto più efficace la denuncia della BCE (vedi anche l’altro post in esso linkato Appelli o minacce forti?),e dove ho anche allegato le prove documentali di alcuni di coloro che non conoscono lo statuto della BCE (elenco in divenire):
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html

Vincesko

 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:41

@Carlo Clericetti
Mi rivolgo a lei come giornalista esperto, oltre che come persona intelligente, e, da umile “allievo” di Auguste Dupin, ma forse più propriamente in questo caso da specialista del 2+2, quale mi considero e sono, le rivolgo 3 quesiti ed un quarto nella conclusione:
1. Le sembra casuale che Mario Draghi ometta puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menzioni soltanto quello principale del controllo dei prezzi?
2. Le sembra casuale che nel sito della BCE – come ho già segnalato più volte – ci sia stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE?
3. Le sembra casuale che sul sito della Unione Europea, al link trasmessomi recentemente dal Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm, sia menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale (come ho contestato anche a Manuel Barroso nella lettera che gli ho inviato ieri, v. PS)?
Conclusione: Qui è in atto da tempo un tentativo sistematico ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari, da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare (termine squisitamente giuridico) scientemente le prove patenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Perché, dunque, lei asseconda, facendole da cassa di risonanza, questa iniziativa consistente in un inefficace appello, che asseconda indirettamente e inconsapevolmente (?) il disegno disinformativo della BCE e dell’UE, e non grida invece, assieme a me, da par suo, che il re-BCE è nudo, colpevole di gravi violazioni statutarie e perciò passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea?

Vincesko

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:42

PS:
Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html

 

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cclericetti 22 ottobre 2014 alle17:24

Caro Vincesko, credo di essere tra i pochissimi giornalisti a criticare costantemente e duramente la Bce, non solo dai tempi della gestione demenziale di Trichet, ma quella di “San” Mario Draghi. Perché continua a dare indicazioni politiche invece di premere per le riforme della finanza e adottare quelle che competono alla banca centrale; perché non ha risolto il problema delle agenzie di rating, nonostante lo avesse indicato come rilevante da presidente del Financial stability board; perché ha sposato l’interpretazione secondo cui la Bce non poteva finanziare i Fondi salva-Stato; perché si è permesso di invitare i governi a cedere sovranità ai tecnocrati; eccetera. Lei segue quello che scrivo, quindi queste cose le ricorderà sicuramente. Ho anche scritto che la Bce è indipendente dagli Stati, tranne che dalla Germania; e che non sta facendo quanto dovrebbe in relazione all’inflazione, non rispettando le sue stesse deliberazioni. Non mi pare di poter essere rimproverato di timore reverenziale verso la Bce. Nell’articolo ho cercato di spiegare perché non considero inutile questo appello e i prossimi che certamente arriveranno: finché avremo questi politici al potere non ci potrà essere nessun cambiamento di linea, e siccome i politici al potere ce li mandano gli elettori, è loro che bisogna convincere a cambiarli. Il potere applica le regole secondo le sue convenienze, anche forzando le interpretazioni di quelle stesse regole che ha scritto: nel caso della Germania lo abbiamo verificato in vari casi, a cominciare dallo sfondamento del 3% non sanzionato per finire con la regola del surplus eccessivo che viene platealmente ignorata e sconfessata. Inoltre sono convinto che anche una politica monetaria espansiva da sola non basterebbe a tirarci fuori dai guai: deve cambiare anche la politica fiscale. Cioè, appunto, deve cambiare la politica. Senza quello, non ne usciamo.

 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle19:13

Caro Carlo Clericetti,
1. Premetto, scusandomi preventivamente della lunghezza della mia risposta, che io la seguo da più tempo su “Eguaglianza e Libertà” e solo da pochi mesi qua, quindi non conosco tutti i suoi articoli; leggo quelli suoi vecchi perché li linka lei o perché frutto, casualmente, di una ricerca in Internet.
2. Assolutamente le riconosco coraggio, in generale e nelle critiche a Draghi e alla BCE, anche per questo la leggo molto volentieri.
3. Tuttavia, scusi, anche lei, forse non conoscendo bene lo statuto della BCE(?), ha posto finora – mi pare – l’accento soltanto sulle inadempienze di Draghi relative all’obiettivo principale (controllo dei prezzi). Ma, come penso di aver dimostrato allegando lo statuto della BCE, Draghi (con tutto il Consiglio direttivo) è ora inadempiente anche – e soprattutto – relativamente al secondo obiettivo (sostenere la crescita economica e dell’occupazione), e ciò significa che sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli dell’Eurozona, in particolare i Piigs, visto che – come ho scritto qui pochi giorni fa in calce al suo articolo precedente – la Francia troverà il modo di arrangiarsi con l’aiuto della Germania (v. sanzioni – ancora inapplicate dall’UE nel caso del suo precedente sforamento del 3% -, acquisti ABS francesi da parte della BCE, ecc.).
4. Lei ritiene giustamente che la soluzione sia politica, ma la affida alla crescita della maturità dell’elettorato, cioè la rinvia praticamente alle cosiddette calende greche; ed invece, come anche lei sottolinea, le scelte sono urgenti.
5. Ritiene anche che la Germania non farà mai approvare il P.A.D.R.E., come probabilmente non lo farà per gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), garantiti dall’oro e da quote di aziende pubbliche degli Stati, per non parlare degli Eurobond (caldeggiati anche dal premio Nobel Stiglitz), privi invece di garanzie collaterali, e perciò particolarmente invisi ai Tedeschi.
6. Dunque, che si fa? A) Io ho lanciato il 10/10, apposta per superare il veto della arrogante ed egoista Germania, una petizione alla Corte di Giustizia Europea contro la BCE per violazione dello statuto, ma la proposta ha raccolto finora soltanto 15 adesioni (ho constatato che anche parecchi che la apprezzano non la firmano). B) Esaminati, però, attentamente le risposte e i link che ho ricevuto dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, ho scoperto che non è possibile inviare alla Corte di Giustizia Europea petizioni, ma è possibile inviare ricorsi diretti, tramite però un avvocato, nel caso si sia subito un danno diretto dalle azioni o omissioni della BCE (o dell’UE), e non è il mio caso. C) Per cui, ieri, ho partecipato a Napoli alla riunione dell’Associazione di Civati “E’ possibile” ed ho proposto al suo coordinatore nazionale Paolo Cosseddu di farla propria, la denuncia della BCE, trasmettendogli poi via e-mail la documentazione e scrivendo: “Nell’incontro di Napoli, mi pare di aver capito che la corrente Civati non abbia né la struttura né l’orientamento a intraprendere iniziative dirompenti di tal genere, ma certo sarebbe un bel botto se Civati intraprendesse un’azione legale del genere e ottenesse un pronunciamento appena appena negativo da parte della Corte di giustizia contro la BCE, utile anzi necessario per uscire dalla crisi economica”.
7. In conclusione, io non ritengo che sia del tutto sbagliato aderire agli appelli, se non altro perché possono essere uno strumento per far maturare la consapevolezza dell’opinione pubblica, tuttavia li reputo inefficaci a raggiungere lo scopo che si prefiggono, mentre reputo la denuncia della BCE alla Corte di giustizia la strada più celere ed efficace per superare il veto della Germania, che blocca indebitamente l’azione della BCE, indispensabile per uscire velocemente dalla crisi economica e scongiurare il destino altrimenti inevitabile della depressione economica e del declino.

Vincesko

 

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cclericetti 23 ottobre 2014 alle 00:16

Le posso dare la mia opinione sul perché la sua petizione ha raccolto poche firme? Lei ha scritto un programma politico, elencando vari provvedimenti. Molti possono non essere d’accordo con l’una o con l’altra delle misure che lei propone. Io credo che se si limitasse a una petizione sul mancato perseguimento degli obiettivi della Bce, e in particolare il secondo di cui non si è mai parlato (non a caso), raccoglierebbe molti più consensi.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 10:01

@Carlo Clericetti
Grazie del suggerimento. In effetti, ho solo indicato le tre proposte a mio avviso risolutive per reperire le risorse finanziarie per uscire dalla crisi economica (imposta patrimoniale corposa sui ricchi, EuroUnionBond di Prodi e Quadrio Curzio e intervento congruo della BCE) e sono legate da un e/o, ma la lunghezza del testo può ingenerare l’impressione che siano di più, quasi un programma politico… Il problema è che era la mia prima petizione e non conoscevo la procedura, quindi ho modificato più volte il testo ed una volta anche il titolo, aggiungendo man mano altre osservazioni. Questo soprattutto perché Change.org richiedeva un indirizzo email del destinatario ed ho perciò contattato la Corte di Giustizia Europea, ricevendo dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, dopo uno scambio di email (che riporterò assieme a questo dialogo in un prossimo post del mio blog), tra l’altro, l’informazione che non era possibile inviare alla Corte di giustizia delle petizioni e dovevo trasformarla in una denuncia formale, che – come forse è noto – va circostanziata il più possibile. All’insuccesso delle firme di adesione, come lei dice, ha contribuito quasi certamente l’antipatia individuale (da me messa in conto, comunque) vuoi dei poveri per l’imposta patrimoniale sui ricchi, vuoi per Prodi, vuoi per l’invito a sottoscrivere indirettamente una denuncia della BCE alla Corte di giustizia (come recitava già il titolo). Per averne la riprova, la petizione in sostituzione della precedente (già in gestazione) la farò tenendo conto di questa prima esperienza.

Vincesko

 

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cclericetti 23 ottobre 2014 alle 10:22

Non so se sia una procedura praticabile, ma forse la petizione si potrebbe rivolgere alla nostra Corte Costituzionale, con la motivazione che il comportamento della Bce mette in pericolo la nostra sovranità. Insomma, fare come i tedeschi, in modo da far deflagrare l’assurdità che gli impegni internazionali di un governo possano essere smentiti, a posteriori, dalla Corte costituzionale di un paese (semmai il governo in questione dovrebbe acquisire un parere preventivo). In realtà la petizione dovrebbe essere diretta al presidente della Repubblica, ma mandarla a Napolitano sarebbe come mandarla alla Merkel.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 12:14

@Carlo Clericetti
Non sono un esperto, ma ritengo che un cittadino non possa adire la Corte Costituzionale neppure per inviarle una petizione. Sono andato poco fa nel sito della Corte ed ho cliccato sul pulsante “Rapporto con i cittadini”: viene spiegato soltanto Come assistere alle udienze pubbliche. Comunque, esiste anche il pulsante “Scrivi alla Corte” ed almeno in via informale lo si potrebbe fare, ma non credo che ne possa sortire alcun effetto.
Invece è possibile inviare una petizione, che è addirittura classificato Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei, sia individualmente che come gruppo, al Parlamento Europeo, che ha nella sua struttura una apposita commissione per le petizioni.

A seconda delle circostanze, la commissione per le petizioni può:
• chiedere alla Commissione europea di avviare un’indagine preliminare e fornire informazioni riguardo al rispetto della legislazione comunitaria pertinente o contattare SOLVIT,
• deferire la petizione ad altre commissioni del Parlamento europeo con richiesta di informazioni o di ulteriori azioni (una commissione parlamentare può ad esempio tenere conto di una petizione nell’ambito delle proprie attività legislative),
• in casi eccezionali, elaborare e presentare una relazione completa al Parlamento da sottoporre a votazione in Aula o effettuare un sopralluogo informativo nel paese o nella regione in questione e pubblicare una relazione della commissione contenente le sue osservazioni e raccomandazioni,
• o compiere qualsiasi altro passo giudicato opportuno per risolvere un determinato problema o fornire una risposta adeguata al firmatario della petizione.

Ovviamente, il Parlamento Europeo, al termine della procedura, non può applicare sanzioni alla BCE, ma certo una sua eventuale deliberazione non sarebbe senza conseguenze, soprattutto se potesse “passare la palla” in qualche modo alla Corte di giustizia, unica Autorità – che io sappia – che (a norma dell’art. 35 del medesimo statuto) può esaminare ed interpretare lo statuto della BCE ed applicare eventuali sanzioni.
Pertanto, ero già orientato ad inviare la petizione al Parlamento Europeo e, per conoscenza, alla Corte di Giustizia Europea ed al Governo italiano; aggiungerei ai destinatari la Corte Cost. italiana. Escluderò sicuramente il Presidente della Repubblica, poiché l’ho già fatto nel 2010 ed è stato tempo perso e fatica sprecata. Anticiperò qui il testo della petizione (che redigerò dopo aver letto e approfondito i vari aspetti, incluso il formulario del Parlamento Europeo).

Vincesko

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 13:02

PS: Ho appena telefonato alla Corte Cost.: mi hanno detto che la si può inviare, ma che non avrà nessun effetto concreto.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 23:00

Pubblico il testo della petizione. L’aiuto che mi servirebbe, prima di lanciarla, è quello di dare un’occhiata critica “esterna” al testo, incluso il titolo, che deve essere il più efficace possibile, e vostri franchi e puntuali suggerimenti.

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E p.c. ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, ALLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA E AL GOVERNO ITALIANO

Premesso che:
- il presidente Mario Draghi omette puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, di citare l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menziona soltanto quello principale del controllo dei prezzi;
- nel sito della BCE, c’è stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e, per contro, posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE (noi abbiamo conservato e possiamo produrre la vecchia versione);
- sul sito della Unione Europea, al link trasmessoci recentemente, su nostra richiesta, dal Centro di contatto EUROPE DIRECT (
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm), è menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale;
- la conclusione che noi ne traiamo è che è in atto da tempo un’opera sistematica ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui – incredibilmente – sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari (tra tantissimi altri, i Professori Joseph Stiglitz, Luigi Zingales, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Paolo Pini), da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare scientemente le prove evidenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Premesso anche che:
- gli obiettivi della BCE sono 2 (due), non 1 (uno) soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi – e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) – “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”;
- l’obiettivo della stabilità dei prezzi è già stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dal Consiglio direttivo della BCE, poiché l’obiettivo, che i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –siamo,  , prossimi allo zero (con vantaggio dei Paesi creditori – Germania e Paesi del Nord – e svantaggio dei Paesi debitori – Piigs);
- pertanto, la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”
, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%;
- ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi – controllo dei prezzi e crescita economica e dell’occupazione – sono su un piano perfettamente paritario;
- è la BCE, a causa della sua inazione o azione insufficiente, il maggior responsabile del perdurare della depressione economica italiana e della crisi economica dell’Eurozona, con gravi conseguenze sui popoli europei, nel cui interesse teoricamente essa opera;
- la BCE, infine, sembra ubbidire alla Germania, anziché al suo statuto (vedi, da ultimo, la telefonata del presidente Draghi, reduce dal convegno di Jackson Hole, alla cancelliera Merkel per giustificare le sue dichiarazioni ritenute da tutti i commentatori eterodosse rispetto alla linea dell’austerità propugnata dalla Germania).
Tutto ciò premesso, noi chiediamo:
1. di accertare e di dichiarare se questo disegno disinformativo della BCE e dell’UE risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria (art.2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza) e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello Statuto BCE).
Con alta deferenza,
V.

Allegati:

- Statuto BCE
- Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino

Vincesko

 

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cclericetti 24 ottobre 2014 alle 00:50

Avrei qualche suggerimento, ma mi scriva in privato all’indirizzo che è sul mio sito personale.

 

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magnagrecia7 24 ottobre 2014 alle 16:45

@Carlo Clericetti
Le ho trasmesso alle 11:14 il testo della petizione a postmaster@carloclericetti.it.
Vincesko

 

 

Appendice
 
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Date: Friday, 10/10/2014 11:20:12
From: <v >
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Vi prego comunicarmi con cortese sollecitudine il Vostro indirizzo email per poterVi trasmettere una petizione.
Grazie e distinti saluti
V.
 
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 10/10/2014 16.27
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Sulla base dei dati da Lei forniti nella sua mail, non siamo riusciti a comprendere esattamente che tipo di petizione vuole inviare e a chi.
Se vuole presentare una petizione al Parlamento europeo, troverà il formulario da riempire al seguente link:
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html
Tenga presente tuttavia che si può presentare una petizione al Parlamento europeo solo “su una materia che rientra nel campo d'attività dell'Unione europea”, come può leggere qui:
http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00533cec74/Petitions.html
Se nella sua mail si riferiva a qualcos’altro o ad altro tipo di petizione,ci riscriva con maggiori informazioni.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.
Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
--------------------------------------------------
Date: Friday, 10/10/2014 17:21:10
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie per la cortese risposta. La petizione è diretta alla Corte Europea di Giustizia (ero convinto di essere entrato nel suo sito, perciò non l'ho specificato). Ho bisogno dell'indirizzo email, da comunicare a Change.org. Grazie anticipatamente. Distinti saluti
V.
 
--------------------------------------------------
Da: citizen reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 10.30
A: <v>
Ogg: [Case ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Non ci è ancora del tutto chiaro che tipo di contatto cerchi, all’interno della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), e che tipo di petizione voglia trasmettere.
Può forse esserle utile sapere, infatti, che i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte solo se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. La Corte di giustizia, infatti, si occupa di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE e interpreta il diritto dell'UE perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE. Per farlo essa opera in collaborazione con i giudici degli Stati membri. Per evitare interpretazioni divergenti, i giudici nazionali possono, e talvolta devono, rivolgersi alla Corte per chiederle di precisare una questione di interpretazione del diritto dell'Unione, al fine di poter, ad esempio, verificare la conformità con tale diritto della loro normativa nazionale (rinvio pregiudiziale). Detto rinvio può essere effettuato solo da un giudice nazionale. Per ulteriori informazioni legga qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7024/
Se ritiene ancora che la Corte di Giustizia sia il contatto giusto cui trasmettere la sua petizione, troverà i contatti del caso qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7030/
Nel menù superiore, cliccando su “come contattarci”, troverà anche un formulario.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.

Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
--------------------------------------------------
Date: Monday, 13/10/2014 11:31:44
From: <v > 
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie mille per la Vostra cortese risposta. Ho letto le competenze della Corte di
Giustizia Europea, che esclude un ESPOSTO dei singoli cittadini europei, ma non
ho trovato la soluzione, che concerne CHI e COME ha la competenza di vigilare sull’operato
della BCE (che deve essere indipendente dal potere politico) e sanzionare le eventuali
sue omissioni/violazioni del suo statuto fissato dai trattati UE e che hanno un
effetto negativo sui popoli europei e sui singoli cittadini. Pertanto, Vi
trasmetto il link con l’oggetto della petizione, pregandoVi di volermi inviare
un semplice indirizzo e-mail a cui inviare la petizione, eventuali suggerimenti
e di voler considerare che ero già consapevole che trasmetterla alla Corte di
giustizia avrebbe un valore essenzialmente simbolico.
Corte di Giustizia Europea: Messa sotto accusa della BCE per
violazione del suo statuto (art. 2) 
 
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 18.04
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Tuttavia la preghiamo di considerare che, in qualità di servizio d’informazione generale dell’UE, EUROPE DIRECT può solo fornire informazioni fattuali sull’UE, per esempio sulle sue leggi e sulle attività delle sue istituzioni, e non siamo in posizione di scegliere per lei dei contatti adeguati a cui inviare la sua petizione e/o di valutare il contenuto del link della petizione che ci ha inviato. Possiamo (come abbiamo fatto nell’ultima mail) solo informarla sulle competenze dei vari organi/istituzioni delle UE di modo che lei possa decidere i contatti più adeguati per il suo caso.
Per informazioni su come funziona la Banca Centrale europea può consultare il seguente sito:
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm
Vogliamo sottolineare che, come spiegato nella nostra precedente mail, i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. Il Tribunale, in particolare, si occupa dei ricorsi diretti proposti dalle persone fisiche o giuridiche e rivolti contro gli atti delle istituzioni e degli organismi e organi dell'Unione europea (di cui esse sono destinatarie o che le riguardano direttamente e individualmente), come può leggere qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7033/
Troverà ulteriori contatti qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7039/
Se dovesse ritenerlo in caso, inoltre, può presentare una petizione al Parlamento europeo secondo le modalità spiegate nel nostro primo link:
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html
Se lo dovesse ritenere il caso, inoltre, può portare le questioni contenute nella sua petizione all’attenzione dei membri del Parlamento europeo che rappresentano lei e il suo paese. Può usare il seguente sito per trovare contatti adeguati:
http://www.europarl.europa.eu/meps/it/map.html
Scelga il paese per avere una lista di deputati.
Infine, vorremmo attirare la sua attenzione sul forum "La vostra voce in Europa", dove è possibile partecipare ad una vasta gamma di consultazioni, discussioni e altri strumenti che consentono di svolgere un ruolo attivo nel processo decisionale europeo :
http://ec.europa.eu/yourvoice/index_it.htm
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.
Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
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Date: Monday, 13/10/2014 18:24
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Perfetto! Vi ringrazio moltissimo
Distinti saluti
V.

Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

 

Ho già segnalato che, negli ultimi due-tre anni, ho dovuto rilevare spesso, anche a docenti di Economia,[1] i reali poteri della BCE, ignoti – pare - a quasi tutti, che tanta importanza – nell’attuale, grave crisi economica - rivestono nella vita dei popoli dell’Eurozona. Riporto una discussione svoltasi, l'altro ieri, ieri e oggi, su questo tema nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, in calce al post

Carlo Clericetti - 17 OTT 2014
Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/17/finalmente-litalia-contesta-un-po-la-ue/

 

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sergionero 17 ottobre 2014 alle 22:05

Finalmente uno squittio, per di più fasullo .
E col viatico delle parole di Draghi poi…
Caro Clericetti fin dalla crociera del Britannia il frammassone Draghi era in tutte le ciurme che hanno assaltato il patrimonio pubblico italiano, assieme a Visco Tremonti Prodi Amato e altri figuri simili .
Nella vicenda MPS il suo non-ruolo di vigilanza in un paese sovrano avrebbe dovuto valergli l’arresto immediato, assieme a Tarantola e ai capi della CONSOB, invece nemmeno un avviso di garanzia.
Lo scalpo della 300 l’ha voluto lui, salvo poi blaterare che “bisogna assumere, non licenziare”.
Invece bisognerebbe proprio licenziare, a partire da lui e tutta la BCE che è istituzionalmente uno strumento anti economico che assegna una autonomia indebita ed esiziale al sistema finanziario privato elevato a istituzione politica , e da quella posizione torce tutte le decisioni pubbliche ai suoi fini, non solo finanziarie ma economiche, giuslavoriste , sociali, etiche ,sanitarie…
Infatti è espressione di banche centrali privatizzate, senza contare il fatto che diversi capi di governo europei che assieme ad esse concorrono alle nomine, da noi Prodi Amato e Monti , sono organici a banche d’affari.
Il problema della UE non è spostare qualche deficit di uno o due punti in percentuale ma di rovesciare un aborto privo di guida politica , un governo illegittimo del sistema economico che marcia spedito verso la catastrofe, come dimostra il progetto di mettere mano ai fondi pensioni o l’idea di mandare i malati a casa dell’”economista” Gutgeld .
Mi permetto di segnalarle un bel libro appena uscito dell’economista Lidia Undiemi “Il ricatto dei mercati” che spiega come Draghi la BCE e la UE. non solo non abbiano le soluzioni ma siano il problema .

 

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magnagrecia7 17 ottobre 2014 alle 22:38

@sergionero (17 ottobre 2014 alle 22:05)
Che Draghi la BCE e la UE. “non abbiano le soluzioni è falso. Che invece “siano il problema” è vero, proprio perché hanno le soluzioni ma non le attuano.
Vincesko

 

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magnagrecia7 17 ottobre 2014 alle 22:51

Quello del ministro Padoan è meglio che niente, ma a me sembra un belato, appetto a quel che servirebbe ed al sicuro ruggito dell’egemone Germania, che controlla la Commissione Europea (vedi il mio commento in calce al post precedente) e la maggior parte dei posti di comando operativi che contano in UE (v.l’articolo qui sotto). Segnalo:

Angela Merkel, il genio della gestione del potere
Lorenzo Robustelli
15 ottobre 2014
La cancelliera tedesca non impone la sua volontà in Europa (solo) perché la sua economia è la più forte. Nell’Unione europea si fa quel che lei vuole perché è lei che sceglie tutti gli uomini e le donne al comando.

http://www.eunews.it/2014/10/15/angela-merkel-il-genio-della-gestione-del-potere/23270

Vincesko

 

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sergionero 17 ottobre 2014 alle 23:21

Magnagrecia “non le hanno” (riferito a BCE e banche centrali) in quanto non è loro compito e ruolo averle, anche al netto del totale conflitto d’interessi lo scopo delle banche centrali é istituzionalmente di contrastare l’’inflazione, non permettere lo sviluppo .
Ciononostante nel sistema UE la BCE di fatto dirige la politica economica, come guidare una macchina solo col sistema frenante .
Di fatto si è sviluppata l’idea della finanza come quarto potere, e proprio a partire dalle banche centrali .
Chi ha a che fare con la banca d’Italia la vede per quello che è , un centro di spesa senza qualità tranne una , la capacità di promuovere sé stessa .
Basti pensare alla curiosa di mitologia di Einaudi che quasi tutti considerano “grande” senza sapere spiegare perché .
Draghi non è stupido , è peggio , è uno capace ma della controparte , il suo valore ha quindi segno negativo .
Molto tempo fa quando era solo un comico ma che sapeva far pensare Grillo fece notare come fosse osceno che le banconote recassero le firme di capi e persino funzionari della Banda d’Italia piuttosto che di figure istituzionali , come fosse anti democratico che il principale potere sovrano, il conio, fosse sottratto al controllo popolare e per di più “di fatto”, senza una vera previsione di legge, senza spiegazioni e contrappesi istituzionali, libera banca centrale in libero (e povero) Stato .

 

· http://0.gravatar.com/avatar/8eeb2473b0f9fae679ce018e260afe7b?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

gorby07 18 ottobre 2014 alle 04:15

@ Clericetti

>>> Quello che conta è che non è abbastanza per tirarci fuori dalle peste>>>

Caro Clericetti, mi dica…..
Quanto deficit servirebbe, per “tirarci fuori dalle pesti” ?
3,5% ?…… 4% ?…… 4,5% ?
E come andrebbe investito, questo deficit ?
In spesa pubblica “produttiva” ?

Rimane irrisolto il quesito che le ho posto nella sezione precedente.

Se la fantomatica “spesa pubblica produttiva” esiste, allora, perché, da Francoforte, dal Bruxelles, non ci autorizzano a farla ?
Perché dall’Europa non ci dicono…… “Va bene, sforate il 3%, però a patto che facciate spesa pubblica produttiva”……?

Le anticipo che, quando ho posto ad altri questa domanda, ho avuto come risposta…… “il complotto”.

Mi hanno risposto……
C’era il Bildelberg……
La trilaterale……
La crociera del Britannia……
Prodi, Ciampi, Andreatta, Draghi, erano servi delle grandi banche americane e tedesche, ed hanno svenduto i gioielli dell’IRI……
La Germania vuole mettere in ginocchio l’industria italiana, che diversamente sarebbe una pericolosa concorrente……

Ho avuto risposte di questo tenore, che quando mi arrivano mi fanno dire……
“Ah, ho capito…… Il complotto…… Il complotto demo-giudo-pluto-massonico”.

Caro Clericetti, risposte più concrete, alla mia domanda, non ne ho avute.
L’unica risposta che ho avuto alla mai domanda è……. il complotto demo-giudo-pluto-massonico.

Caro Clericetti, anche lei crede al complotto demo-giudo-pluto-massonico ?
Anche lei pensa che non ci autorizzano a fare più deficit perché vogliono mettere in ginocchio l’industria italiana ?

 

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cclericetti 18 ottobre 2014 alle 10:09

Caro gorby, quanto deficit servirebbe l’ho già scritto qualche articolo fa,e il criterio è quello indicato più sopra [sotto] da vincenzoaversa.
Il perché non ce lo vogliono far fare l’ho scritto una dozzina di volte in vari articoli ma vedo che non l’ha colto. Lo ripeto ancora. Non è questione di “complotti”, ma banalmente di scelte politiche. Chi è oggi al potere ritiene che il modello sociale europeo costruito nel secolo scorso debba essere distrutto e usa la crisi per perseguire questo scopo. Il loro obiettivo primario quindi non è superare la crisi, non prima almeno di esser riusciti nei loro intenti.

 

· http://0.gravatar.com/avatar/dbfc0dd7789de0121e49e14dea2213db?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

desertflower 18 ottobre 2014 alle 09:48

Aggiungiamoci a monte anche i concetti sbagliati dei conti! Errare è umano, perseverare è diabolico. Ma è chiaro che la “manovra” diRenzi l’andremo a pagare noi: i 18 miliardi di alleggerimento di tasse è fatto per dare alle imprese “più competitività” (leggasi più profitti) e sulla carta buona parte sono in quegli 11 miliardi di più debito che si trova nelle entrate! Detto questo è palese che tutta la finanziaria è rivolta ad impoverire gli italiani. Non ci saranno nuove assunzioni, con la scusa che il mercato “nontira”. Le aziende preferiranno fare più profitti col personale che hanno, per effetto del calo delle tasse. Il TFR in busta paga diventa una necessità per come il costo della vita aumenti spudoratamente proprio nelle tariffe delle utenze! Moralmente quello che viene attuato è inqualificabile. Scaricare l’obbligo dei risparmi sulle regioni significa o più tasse, o meno servizi: più tasse tolgono a quei miseri aumenti che ci saranno per alcuni con la manovra del TFR e gli 80 euro riconfermati mentre impoveriscono chi non usufruisce di questi soldi in più! Servizi in meno, sono in meno per tutti! Quindi, tenore divita in peggioramento. E questa panoramica mi fa sorgere la domanda: Ma la Germania è il Paradiso dei cittadini? Il divario fra noi e i Tedeschi senz’altro si allarga in maniera vistosa, visto che l’impoverimento dell’Italia corre precipitevolissimevolmente. Ma con quale faccia tosta la Merkel mantiene il welfare ai tedeschi, mentre le sicurezze sociali degli Italiani vanno in….fumo? E nessuno fa il rilievo? Nessun reporter fa un’indagine capillare sul welfare tedesco per raffrontarlo al nostro, per accusare punto per punto quello che Renzi/Padoan/Cottareili (la nostra troika) sta facendo agli Italiani? Basterebbe una tabellina con le voci!

 

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vincenzoaversa 18 ottobre 2014 alle 09:50

@gorby

riguardo alle dimensioni del deficit, ne servirebbe almeno il 6-7% (1-2% in più di quanto lo Stato paga di interessi sul debito) per due-tre anni. Potrebbe essere usato per ridurre le tasse sul lavoro (a carico sia di imprese che di lavoratori).
Questo darebbe un impulso notevole alla ripresa dei consumi ed alla diminuzione della disoccupazione.
Il deficit dovrebbe essere finanziato non con l’emissione di nuovo debito, ma con emmissione di moneta da parte della BCE, che ci dovrebbe fare il favore non non rivolerla indietro. Non sarebbe uno scandalo, lo fanno tutte le banche centrali (FED, Bank of England, le banche centrali asiatiche, etc…).
L’emmissione di moneta non sarebbe inflativa perché ci troviamo in una situazione di disoccupazione elevata e consumi depressi. La prova è anche data dal fatto che l’inflazione non è aumentata in USA, Gran Bretagna, Giappone,Cina, etc.. nonostante le enormi quantità di denaro emesse dalle rispettive banche centrali negli anni successivi alla crisi.
Riguardo al perché UE e BCE si ostinino ad imporre misure di austerità, non mi piace fare processi alle intenzioni; forse per incompetenza, forse per non perdere la faccia. Chiediti semmai come mai in tutto il resto del mondo nessuno ha seguito l’austerità e tutti stanno messi molto meglio dell’Europa!

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 11:57

@sergionero (17 ottobre 2014 alle 23:21)

Mi pare di capire che neppure l’economista Lidia Undiemi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE.
Lo ri-ri-allego:

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2
Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf

Vincesko

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 12:15

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014 alle 09:50)

1) Non “ridurre le tasse sul lavoro”, ma le tasse sui redditi bassi.

2) La BCE non può dare soldi ai singoli Stati, poiché glielo vieta l’art. 21 del suo statuto:
Articolo 21
Operazioni con enti pubblici
21.1. Conformemente all’articolo 101 del trattato, è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni o agli organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.
21.2. La BCE e le banche centrali nazionali possono operare come agenti finanziari per gli organismi di cui all’articolo 21.1.
21.3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di riserve da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla BCE lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.

3) L’UE impone l’austerità perché così vuole l’egemone Germania. La Germania lo vuole sia per ragioni “filosofiche e “morali”, sia per ragioni di bottega.

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 13:53

magnagrecia “fatto salvo l’obbiettivo della stabilità dei prezzi” .

Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !
E limitiamoci a questo, il divieto di scoperto applicato agli Stati sarebbe una barzelletta se non fosse una oscenità , di fatto Stati senza moneta, un’idiozia mai vista dai tempi di Gilgamesh a quelli di Andreatta.
In un sistema di mercato i valori oscillano, pretendere di fissarne uno a priori scassa il sistema, soprattutto se a farlo è un’entità “tecnica” istituzionalmente impedita ad auto correggersi , incapacitata al ragionamento politico e illegittima nel momento che lo percorrerebbe .
La vera natura del problema è che non si possono concedere ad autorità tecniche demandi di sovranità , come la sovranità non può essere frazionata a pezzi e bocconi , almeno non oltre la storicamente rodata divisione di Montesquieu .
Fondamento del potere efficiente è la legittimità , non la “competenza” , che in campo economico è una chimera, basti vedere la figura di palta degli economisti davanti alla crisi del 2008 .
La storia di Myron Scholes e Fischer Black é la dimostrazione compiuta dei limiti della tecnica finanziaria in materia economica, del resto se esistessero veramente i tecnici avremmo l’economia di Piano e non interpelleremmo il libero mercato .
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/14/Grande_Azzardo_co_9_100314038.shtml
Ovviamente l’obbiettivo della stabilità dei prezzi sarà sempre perseguito, ma non deve esserlo da una sotto-autorità però sciolta e autonoma rispetto alla principale, questo è l’equivalente organizzativo di un danno cerebrale .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 14:52

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 13:53)

”magnagrecia “fatto salvo l’obbiettivo della stabilità dei prezzi” .
Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !

Appunto. Che sia bello e chiaro! lo posso dire io (anche il punto esclamativo lo posso mettere solo io…).
Eppure è semplice come fare 2+2. E davvero paradossale questa ignoranza di quasi tutti, anche economisti famosi, di un elemento fondamentale come gli obiettivi della BCE, e persino, come si vede, questa incapacità di leggerli correttamente.
Intanto – per riepilogare -, ribadisco che gli obiettivi sono 2, non 1 soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi –e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania)– “sostenere la crescita economica e un alto livello dell’occupazione”.
Poi, ripeto (vedi mio commento in calce a “Quelle riforme sono sbagliate: lo dice il Tesoro”
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/), l ’obiettivo della stabilità è già stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dalla BCE, poiché l’obiettivo, che i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –siamo, nell’Eurozona, prossimi allo zero.
Conclusione: la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo, che – stante l’inflazione prossima allo zero – è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2% .
Ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano perfettamente paritario.

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 15:31

Vincenzo se è un “obbligo” statutario perché la BCE non procede ?
Forse neanche loro perdono tempo a leggere i loro statuti , del resto quale autorità potrebbe mai costringerli a fare qualcosa ?
Sono un’autocrazia legibus solutus .
Non hai risposto neanche ad una delle mie osservazioni, a cominciare da quelle sull’asserzione che precede il punto esclamativo , e cioè che la stabilità dei prezzi “a prescindere” è una aberrazione economica mentre un’autorità monetaria autonoma è una blasfemia istituzionale .
Gli stessi obbiettivi che la BCE si dà “…crescita sostenibile, noninflazionistica, che rispetti l’ambiente
?, il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale…” sono un atto eversivo, il pronunciamento di una autorità abusiva che si accinge a soppiantare le legittime istituzioni democratiche .
Se di ciò si occupa Draghi e la sua cosca noi cosa diamine andiamo a votare , l’avvenenza fisica dei candidati ?

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 15:48

L’impotenza (o la malafede ) della BCE nell’adempiere ai suo ruolo (facendo finta di credere che sia di interesse pubblico) sta nella incredibile ripetersi di finanziamenti agevolati alle banche private , nel nome del credito all’economia , e la puntuale constatazione che questi invece finiscono nell’impiego speculativo .
Non potendo immaginare che siano incompetenti bisogna desumere che servono interessi altri rispetto a quelli pubblici conclamati , e il fatto che a cominciare dal vertice passino tutti per le porte girevoli delle banche private si può immaginare quali.

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 16:34

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 15:31)
“Vincenzo, se è un “obbligo” statutario perché la BCE non procede?”

1) Intanto, il mio nickname è Vincesko, anche per non confonderci, me e vincenzoaversa (l’altro è il mio primo, vecchissimo, ma mi tocca usarlo perché così vuole Repubblica.it).
2) La risposta è semplice: perché il cattivo Signor Hyde-Draghi (con qualche tentativo di libera uscita del suo “doppio” buono Dottor Jekyll-Draghi, vedi ad esempio il suo intervento di Jackson Hole, richiamato in questo post da Carlo Clericetti) e gli altri membri del Consiglio direttivo stanno ubbidendo al Governo della Germania (che è un soggetto politico, vedi ad esempio la telefonata di spiegazioni di Draghi alla Merkel appena tornato da Jackson Hole, diffusa da tutti i media), violando così un altro obbligo del loro statuto, recato dall’art. 7:
Articolo 7
Indipendenza
Conformemente all’articolo 108 del trattato, nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.

3) E’ falso (ho usato e uso apposta questo termine per vincere le tue“resistenze”) che la BCE sia ”un’autocrazia legibus solutus”,in primo luogo perché il suo statuto è stato fissato dai trattati e può essere modificato seguendo la procedura prevista dallo statuto (come è scritto chiaramente nei trattati dell’UE e nello stesso statuto della BCE, cfr. il CapoVIII); e in secondo luogo, soprattutto, perché, secondo l’art. 35, essa è subordinata dal punto di vista giurisdizionale alla Corte di Giustizia Europea:
Articolo 35
Controllo giudiziario e materie connesse
35.1. Gli atti o le omissioni della BCE sono soggetti ad esame o interpretazione da parte della Corte di giustizia nei casi ed alle condizioni stabilite dal trattato. La BCE può avviare un’azione giudiziaria nei casi ed alle condizioni stabilite dal trattato. […]
.
4) Le tue osservazioni, scusami, sono superiori alla mia comprensione.
5) Io adesso, avendo una visione pragmatica e non ideologica o paranoica, sono preso dal mio compito che mi sono assegnato – arduo, ho visto – di fare sia opera di CONTROINFORMAZIONE, sia di portare avanti fino alla meta, nei limiti strettissimi delle mie possibilità e delle norme europee, la mia iniziativa di petizione alla Corte di Giustizia Europea, per la MESSA IN STATO D’ACCUSA DELLA BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO STATUTO (ART. 2), lanciata in data 10/10/2014 (cioè 3 giorni prima che i 4 docenti, tra cui Paolo Pini, al quale ho dovuto spiegare i veri poteri della BCE [*], lanciassero il loro (secondo me inefficace) Appello per una “Bretton Woods” europea, diretto al Governo italiano.

[*] Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 17:34

CaroVincesko , quindi la colpa sarebbe tutta della Germania.
Ma la Germania stessa sta perdendo colpi, a Berlino tutti scemi ?
È una bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che la sancisce :
“né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo”
Quindi pieni poteri in materia monetaria a gente con pregressi e prospettive di impiego in banche private, anche estere , delle quali curiosamente riesce a fare costantemente l’interesse , a parte quello che Draghi/Jekill bofonchia di tanto in tanto .
Sulla Corte di Giustizia Europea, beh , buona fortuna !
La cdge applica i dettami UE , quindi é ispirata dalle stesse fonti e dai medesimi disegni che hanno prodotto la BCE , organismi che hanno nel DNA la distruzione dei diritti dei Lavoratori e dello Stato sociale , con lo scopo di farci a immagine degli USA , e non a caso prima rilevavi il parallelo con la FED.
Ma Draghi compri pure qualche titoluccio , faccia alzare il deficit che farà alzare qualche numeretto per qualche mese in qualche indice, intanto avrà ottenuto la riforma della 300 , avrà cioè compiuto il ricatto sul governo italiano , ci vorrebbe anche un articolo 7 che tuteli i governi democraticamente eletti !
E poi col debito aumentato alla prima flatulenza dei mercati la crisi morderà più di prima e saranno nuovi ricatti .
Clericetti ha descritto bene le intenzioni della BCE , sta a noi ribaltare il tavolo e tornare sovrani o presentarci con qualche azzeccagarbugli in qualche spelonca comunitaria a trattare gli sconticini .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle19:03

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 17:34)

1) Io sono un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario. Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando – come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di essa.
3) La contraddizione logica è soltanto nella tua testa: (quasi?) tutte le banche centrali sono formalmente indipendenti. L’aspetto gravissimo è che la BCE non lo è in concreto, ma ubbidisce alla Germania, e per far ciò arriva a disattendere il proprio statuto.
4) Non mi pare che Carlo Clericetti dica cose diverse dalle mie, tranne per le soluzioni: egli – che credo facesse parte di coloro che non avevano letto lo statuto della BCE (ma può confermarlo solo lui) – preferisce gli appelli – dimostratisi inefficaci finora – alla denuncia alla Corte di Giustizia Europea, alla quale si è dovuta sottomettere anche l’arrogante Corte costituzionale tedesca (ma il bravissimo Clericetti mi pare creda più nell’autorità della seconda che della prima [*])..
5) Il resto sono delle considerazioni superiori alla mia capacità di comprensione, almeno di quella razionale che escluda la psicologia.

[*] 4 LUG 2014
L’arroganza del banchiere anti-euro

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/04/larroganza-del-banchiere-anti-euro/

Vincesko

 

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vincenzoaversa 18 ottobre 2014 alle 19:04

@magnagrecia 12:15

1. secondo me la riduzione delle tasse sul lavoro (non solo alle imprese ma anche ai lavoratori) sarebbe più efficace per rilanciare consumi ed occupazione, ovviamente non disdegnerei anche una riduzione ai redditi più bassi
2. so che la BCE non può finanziare il nostro deficit (né quello di altri Stati dell’eurozona), ma è quello che dovrebbe fare se vivessimo “nel migliore dei mondi possibili). Nella situazione attuale non mi dispiacerebbe la soluzione dei Cerificati di Credito Fiscale proposta da Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi (
http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-uscire-dalla-crisi-senza-uscire-dalleuro/).
3. Imponendo l’austerità, la Germania sta segando l’albero sul quale è seduta, se ne accorgerà tra poco.

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 19:30

Magnagrecia é difficile non vedere la contraddizione tra l’articolo 7 che hai postato e l’obbedienza alla Merkel che sostieni.
Naturalmente questo non esclude che esista e io non smentirò certo le fonti autorevoli che la rilevano, ma proprio ciò conferma una BCE che agisce al di là del suo statuto , da qua il giudizio di autocrazia .
L’indipendenza delle banche centrali che richiami non confuta il mio rilievo a questa caratteristica , se avessi letto almeno la metà di quello che ho scritto la mia contestazione alla BCE é ontologica e deriva proprio dalla mia assoluta ostilità all’idea di banca centrale indipendente, come si impose anche da noi dall’inizio degli anni 80 .
Questa moda fu propedeutica alla globalizzazione e al canone finanziario contemporaneo che ha sostituito agli investimenti pubblici il finanziamento privato, una sorta di keynesismo bancario il sistema che ora sta saltando .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 21:33

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014 alle 19:04)

1. Ne abbiamo già discusso, secondo il prof. Paolo Leon (e poi tanti altri) no, poiché la riduzione di imposte sulle imprese non si tradurrebbe automaticamente in investimenti (perché investire in nuovi impianti e assumere lavoratori se non c’è domanda?), e inoltre tra i dipendenti bisognerebbe selezionare solo quelli a basso reddito.
2. Io direi di lasciar perdere il migliore dei mondi possibili, e di migliorare questo in cui viviamo. Costringendo la BCE a fare quel che deve per statuto. Altre soluzioni sono solo complementari. Avevo già letta quella dei CCF, ma a me sembra anticostituzionale, poiché privilegia alcune categorie (lavoratori e imprese) e ne esclude altre (pensionati e disoccupati).
3. Occorre far fare alla BCE ciò che deve prima che l’ottusa Germania caschi insieme a noi e all’Euro.

Vincesko

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 21:37

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 19:30)

1) La colpa è tua che, anziché ringraziarmi per le informazioni che ti sto fornendo, fai irresistibilmente l’intelligentone: se controlli, sono stato io per primo a rilevare la violazione dell’art. 7; anziché scrivere“È una bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che la sancisce”, avresti dovuto ringraziarmi dell’informazione e scrivere semplicemente: “Sono d’accordo con te.”. Tu, scusami, hai un approccio vagamente paranoico, esattamente da intelligentone di estrema sinistra, a cui non va mai bene nessuna soluzione. Stiamo ai fatti: l’autocrazia – ripeto – riguarda i poteri fissati dallo statuto deciso dai governi (in primis dalla Germania, appoggiata dalla Francia), che possono essere modificati seguendo la procedura prevista e comunque sono sottoposti al controllo giurisdizionale della Corte di giustizia (ah, già, tu ritieni che anche questa sia inaffidabile perché aggiogata dal potere finanziario…). Com’è per tutti i poteri similmente autocratici, tipo i Governi, che hanno i poteri fissati dal loro statuto, che è la Costituzione (decisa dal Parlamento), e li esercitano discrezionalmente, nei limiti della legge e dei regolamenti e sottoposti al controllo del Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, ecc. (mo’, per favore, non venirmi a obiettare sugli strapoteri del PdR…).
2) Anche i ladri agiscono al di là dei loro poteri, ma li si può perseguire. E’esattamente ciò che io propongo: PERSEGUIRE LA BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO STATUTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA.
3) Tu invece, da intelligentone, vedo che, anziché firmare la petizione, preferisci ammannirci le tue idiosincrasie filosofiche sui massimi sistemi politici, e ti lamenti pure che io non ti legga. Ti leggo, ma non sono in grado di capirti.

PS: Ovviamente, alla Corte di Giustizia si può ricorrere anche individualmente, però dimostrando di subire un danno concreto dalla condotta omissiva della BCE.

Vincesko

 

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sergionero 19 ottobre 2014 alle 07:06

Magnagrecia il mio non è l’ approccio di un paranoico, ne abbiamo uno che gira da queste parti e puoi vedere che è altra cosa .
Io traggo le conseguenze di quello che Clericetti rileva, ovvero che in questo sistema la sovranità è negata, il cosiddetto mercato finanziario possedendo il conio pubblico tramite la BCE (ovvero tramite la UE ) riscrive le nostre leggi, il nostro stile di vita e attacca il nostro sistema produttivo.
La categoria è quella dell’Invasione, dell’Alto Tradimento dal punto di vista della politica collaborazionista della quale il PD ora rappresenta il nucleo .
Vorresti reagire a ciò con l’avvocato facendo leva sui codicilli ?
Anche se ammiro il tuo impegno e la competenza che dimostri non posso sottoscriverlo perché così facendo riconoscerei la UE che è il nemico da abbattere .
Non lo farei comunque anche perché la coreografia sarebbe del dramma politico/giudiziario americano , nel senso degli USA , a sud e nord del continente sono anche americani ma un poco migliori .
Le piccole catarsi del paese del dollaro, Pinco Pallino contro la grande multinazionale , anni di processi e alla fine il torto sanato per sempre , con standing ovation dei consumatori/spettatori .
Il vero dramma è che non si accorgono che è una farsa, poi tornano alla loro vita indebita , ai cibi ogm , al loro lavori senza diritti , nemmeno quello di andar a pisciare e con obblighi che arrivano a definirne l’abbigliamento .

 

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magnagrecia7 19 ottobre 2014 alle 18:10

@sergionero (19 ottobre 2014 alle 07:06)

1. No, mi spiace, anche io concordo con quel che Carlo Clericetti rileva, ma io propongo una soluzione concreta, tu nessuna, se non quella di lamentare le nequizie del potere finanziario, che, beninteso, vedo e denuncio anch’io.
2. Esiste una specularità tra te ed il “tagliatore dei salari (degli altri)”: egli, per qualunque problema, ha sempre un’unica soluzione: tagliare i salari (ora, per stornare un po’ l’attenzione dalla sua ossessione, ha aggiunto la spesa pubblica, però improduttiva – dice – credendo di fare bella figura ed evitare le “bastonature” – ma se scavi un po’ si sa bene che la spesa pubblica improduttiva è fatta soprattutto di salari, quindi sempre lì torniamo: tagliare i salari. Ed adatta tutte le analisi per arrivare alla sua soluzione… geniale. Anche se si parlasse di come cucinare gli spaghetti, sarebbe capace di fare entrare nella ricetta il taglio dei salari, che è la sua variabile indipendente.
3. Tu, invece, hai come variabile indipendente l’analisi della malvagità e iniquità (appunto nequizia) del “sistema”, ma sei incapace, in generale, di trarre “conseguenze” concrete dall’analisi tua o altrui, ed, in particolare, nel caso dell’UE, della BCE e dell’Euro, che odii e dei quali ti auguri il fallimento. Per cui aborri qualunque, non dico soluzione palingenetica, ma semplici ed efficaci correttivi che possano migliorare il “sistema” e scongiurare il ritorno allo status quo ante. E per giustificarti accusi gli altri (in questo caso me) di “reagire con l’avvocato facendo leva sui codicilli”, quando tu non fai altro che trovare qualunque mezzo e scappatoia e persino il pelo nell’uovo pur di aspettare seduto comodamente sulla riva del fiume il cadavere trino dell’UE, dell’Euro e della BCE.

Vincesko

 

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sergionero 19 ottobre 2014 alle 20:37

Caro magnagrecia la mia soluzione é concretissima ; il ritorno alla lira .
E l’uscita dalla UE .
Lo dice con più perizia di me la Undiemi, ma anche diversi economisti hanno nel corso degli anni dato l’euro per spacciato . e dal 2008 sempre di più .
Sulla tua idea ti ho già detto che la trovo più che rispettabile, e se non si é capito ti presento ancora una volta la mia stima per l’impegno che ci metti .
Chiaramente non é la mia posizione, ma é rispettabilissima e da te e Clericetti bene argomentata.
Per quel che riguarda il mio impegno non ho difficoltà ad ammetter una certa pigrizia, più che votare non so cosa fare poi, ultimamente “grazie” alle riforme di Renzi devo occuparmi del mantenimento del mio posto di lavoro , non mi resta molto spazio per la militanza .
Sperando di essermi spiegato ed evitare un dibattito che rischia di diventare eccedente ti saluto con stima e auguro una buona serata, a te e a tutti gli amici del blog, blogmaster in testa.

 

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cclericetti 20 ottobre 2014 alle 14:44

Ecchediamine, uno non può andare un weekend al mare che vi scatenate coi commenti e mi fate restare indietro! Almeno un paio di risposte provo a darle.
@gorby: gli investimenti pubblici sono la sola cosa che in questo momento, nella situazione data (cioè con la Ue che non fa nulla, la Bce che non fa quello che dovrebbe, la Germania che blocca qualsiasi ipotesi di soluzioni razionali e ragionevoli) l’Italia può fare per non continuare ad affondare. Lei dice che non c’entrano con il modello europeo? Le sfugge il nesso fondamentale. Se in quel modo si uscisse dalla crisi verrebbe meno la terribile pressione che impone di fare strame dei diritti dei lavoratori e dell’intervento pubblico in economia e nel sociale. E’ questo che intendo quando dico che la crisi viene usata per finire di distruggere il modello sociale europeo. L’altra terribile arma è il Trattato Usa-Ue in corso di approvazione.
@Vincesko: Voglio ricordare la vecchia battuta sulle leggi, che ai nemici si applicano e per gli amici si “interpretano”. Temo che valga anche per le prescrizioni dello Statuto Bce, e ne abbiamo già avuta una prova quando è stato dichiarato improponibile un finanziamento diretto della Banca centrale ai Fondi salva-Stati, che in base allo statuto sarebbe stato invece assolutamente legittimo. Ad oggi non abbiamo prove che anche la Corte di giustizia sia succube delle pretese tedesche, e quindi va benissimo tentare di ricorrervi, ma non riesco ad essere ottimista sul risultato. Quanto all’appello a cui ho aderito, non mi aspetto certo che ottenga chissà quali risultati, ma bisogna pur dare una testimonianza di dissenso rispetto a quello che si sta facendo. Sulla Corte tedesca: non mi pongo il problema se abbia o meno più potere di quella europea. La questione è che può dare alla Germania l’alibi per non rispettare le decisioni comuni (e anche questo è un aspetto incredibile dell’ordinamento – anzi del “disordinamento” – europeo, come accadde nel ’92. Ricorderete che gli accordi Sme prevedevano che tutte le banche centrali dovessero intervenire in modo illimitato per difendere la parità delle monete del sistema quando la speculazione minacciava di far scendere il cambio di una o più di esse al di sotto della soglia minima di oscillazione. Ebbene, a un certo punto la Bundesbank si tirò fuori, proprio in base a una delibera della Corte che aveva escluso gli interventi illimitati (quindi: la decisione della Corte era contraria al trattato sullo Sme a suo tempo sottoscritto dal governo tedesco. A me sembra inconcepibile, ma nessuno disse niente, né quando quella decisione fu deliberata, né quando fu fatta valere. Il risultato fu il crollo dello Sme). Siamo sempre lì: la Germania è “più uguale” degli altri, e nessuno protesta.
@vinvenzoaversa: I CCF equivarrebbero all’emissione di moneta, e non credo che ce lo permetterebbero. Inoltre mi sembra fondata anche l’obiezione sul dubbio di costituzionalità, qualora non venissero dati a tutti. Se invece fossero limitati al pagamento dei debiti della PA forse potrebbe essere una strada praticabile. Comunque non mi ritengo abbastanza competente per esprimere un giudizio definitivo.

 

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magnagrecia7 20 ottobre 2014 alle 15:28

@sergionero (19 ottobre 2014 alle 20:37)

Capisco la tua posizione, e che cerchi tutti i libri e gli articoli che la corroborino, ma mi permetto di osservare:

1. Premesso che giudico l’uscita dall’UE un’ipotesi astratta e sbagliata, anche io, che – ignorandone tutte le implicazioni – sono stato sempre filo-Euro, sono convinto ora che l’Euro sia destinato al fallimento, ma nel frattempo (visto che anche premi Nobel che oltre un anno fa l’avevano considerato prossimo si sono sbagliati) che si deve fare?
Nel post precedente di questo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/14/def-litigare-per-niente/ ) ho ribadito:
L’Euro non funziona, e non funziona perché – come l’UE e la BCE –è un sistema monco, senza correttivi, fatto a misura della Germania. O implode da solo o se ne esce o lo si completa. Le modalità e le conseguenze delle prime2 ipotesi sono quasi del tutto ignote e dipendono molto – come spiega il prof. Brancaccio – dalla strada che si decide di imboccare nella tutela degli interessi italiani in gioco. Chiaro è invece che cosa occorra fare per completarlo. Ed ha a che fare innanzitutto col ruolo della BCE, il vero ganglio del sistema ed il cui malfunzionamento assicura l’attuale strapotere all’egemone, egoista ed arrogante Germania. Nel frattempo, che si fa?
A differenza tua, io ritengo che sia un dovere – al fine di limitare i danni per i popoli dell’Eurozona, in particolare per i ceti più deboli – impegnarsi per ottenere dei correttivi e che questi – valutata la situazione – debbano riguardare innanzitutto la BCE, che costituisce il ganglio del sistema Euro.
Per ottenere ciò, io penso sia molto più intelligente ed efficace sfruttare gli strumenti che le norme mettono a disposizione, piuttosto che, da una parte, imbarcarsi in inani tentativi di modifica dei trattati o, dall’altra, limitarsi ai soliti appelli, rivelatisi del tutto improduttivi di effetti.

2. Ferma restando la libertà di ciascuno, ed anche considerato che persino persone che la apprezzano – chissà perché – non la firmano (!), firmare una petizione richiede non più di un minuto.

3. E, infine, sulla scelta della soluzione, ripeto, la mia posizione (come ho già scritto nel mio commento del 18 ottobre 2014 alle 19:03) non coincide con quella di Carlo Clericetti.

Vincesko

 

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magnagrecia7 20 ottobre 2014 alle 15:43

@Carlo Clericetti
Concordo in toto col suo commento del 20 ottobre 2014 alle 14:44 [che ho letto dopo aver postato il mio delle 15:28].
Vincesko


[1] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire):
 
AristoteleBCEeconomiaricchezza di Federica Martiny*
Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
 […] Non sono cose da banchieri centrali, queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana. Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un rovesciamento. […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
*Studente, responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa
 
Bcepolitica monetaria di Nicola Melloni*
Bce, troppo poco e troppo tardi
08/11/2013
"Come ben sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
*(DPhil, Oxford) è Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere Internazionali del Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le altre cose, di Market Without Economy (2007, Ibidem Verlag).
 
Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì 14 Aprile 2014
 “La Bce, al contrario, ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura dell’euro”.
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3598:domenico-moro-perche-e-come-leuro-va-eliminato&catid=44:europa&Itemid=82
*economista,membro della direzione nazionale del PdCI, autore di numerosi saggi come “ClubBilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” e il “Nuovo compendio del“Capitale” di Karl Marx”.
 
equitàpensioniRenzisviluppo di Felice Roberto Pizzuti*
La favola dell'equità e dello sviluppo
23/08/2014
Citazioni:
1.“Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2.“Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto l‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
[1]http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523 
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
*E' professore di Politica economica presso laFacoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza, Dipartimento diEconomia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato Sociale.
 
di Paolo Pini*
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:
“molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:
“Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025
*Professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell’Università di Ferrara. Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE) per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista   EconomiaPolitica. Journal of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a Sbilanciamoci.info.
 
di Paolo Pini
I ripensamenti a metà della Bce
13/09/2014
Diabolico perseverare/Secondo Draghi le stime della disoccupazione strutturale sono circondate da considerevole incertezza e la sua dimensione è sovrastimata
1) Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138
 
di Antonio Lettieri*
Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135
Nota: Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
*Editor of Insight and President of CISS - Center for International Social Studies (Roma). He was National Secretary of CGIL; Member of ILO Governing Body, Member of the OECD's Trade Union Advisory Council and Advisor of Labor Minister for European Affairs.(a.lettieri@insightweb.it) - http://antoniolettieriinsight.blogspot.it/

Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di quelli della sua consorella americana [questo non è vero in caso di deflazione].
http://www.romanoprodi.it/articoli/con-la-deflazione-gli-speculatori-attaccheranno-i-paesi-piu-deboli-occorre-reagire-con-rapidita_9454.html

 
Il mito del “below 2%, but close”
18/08/2014 / L. ZINGALES
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/
[In calce, c’è il commento di Piero Postacchini, col quale avevo discusso del tema degli obiettivi della BCE, prima su LaVoce.info e poi su Keynesblog  http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701]

Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):

austeritàeuroriforme strutturali di Joseph Stiglitz
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre
2) Statuto BCE
Neppure Joseph Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE. Essa non ha “come unico mandato l'inflazione”, questo è soltanto l’obiettivo principale (tenere l’inflazione poco sotto il 2%); ne ha un altro, subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania), che è quello, raggiunto il primo, di sostenere la crescita economica e dell’occupazione. Ora, con l'inflazione prossima allo zero o in deflazione, la BCE sta disattendendo entrambi i suoi obiettivi statutari!
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-imperfezione-dei-mercati-26321 


La cosa giusta che non facciamo
di Lucrezia Reichlin
03 ottobre 2014
I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte del Trattato.
Questa della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta [prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto.
http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_03/cosa-giusta-che-non-facciamo-38a97e2c-4abb-11e4-9829-df2f785edc20.shtml


La BCE a Napoli e il cavallo di Keynes
Riccardo Realfonzo - 02 ottobre 2014
Anche per questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti – che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo obiettivo statutario.
OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento, poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]
Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v.penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto,del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi [al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante violazione del suo statuto, poiché deve  – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare, l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda aggregata.
(Per i dettagli dei riferimenti statutari BCE e FED, v. “Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/
 
Partire dal lavoro per rimettere in moto l’economia
Luigi Pandolfi - 21 ottobre2014
L’Europa potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano, con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]
Mi pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due, uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%  (“below 2%, but close”), non determinato dai trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.
Ne discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.
Lo ri-allego:
PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2
Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.
[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf
PS: Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di pubblicazione dal 4 ottobre scorso.
http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/
http://www.economiaepolitica.it/europa-e-mondo/partire-dal-lavoro-per-rimettere-in-moto-leconomia/

Bce: Fisher (Fed), bene Draghi ma poteri limitati
Articolo pubblicato il: 25/09/2014
"Draghi sta agendo correttamente ma ha poteri limitati" rispetto alla Fed per il diverso mandato dell'Eurotower. Così Richard W. Fisher, presidente e ad della Federal Reserve Bank of Dallas ad un incontro sull'impatto nella zona euro della politica monetaria Usa.
La Bce e' più "giovane" della Fed e dunque "Draghi sta cercando di seguire un percorso" all'interno del suo mandato ed "ha strumenti limitati", ha aggiunto Fisher. Ma non solo, ha osservato, per Draghi "e' più difficile agire perché ha davanti 18 stati membri".
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2014/09/25/bce-fisher-fed-bene-draghi-poteri-limitati_C11zLl3RLHPnivodFNBKPI.html


BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima Istanza? La confusione regna sovrana…
Pubblicato da keynesblog il 18 settembre 2012 in Economia, Europa
di Francesco Saraceno*
Sarebbe auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
http://keynesblog.com/2012/09/18/bce-e-fed-quantitative-easing-o-prestatore-di-ultima-istanza-la-confusione-regna-sovrana/ 


Europe is aCow
Domenico Mario Nuti*
THURSDAY, DECEMBER 18, 2014
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html
*Professore di sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza
NB: Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof.Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 ), ha aggiunto, dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero, poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art.35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca”.
 
LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L'INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/11/crisi_dell_euro_Puo_mandare_co_8_111011057.shtml
*Mario Monti: economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.



Post collegati

 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html
 
Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html

Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE

 
di Paolo Pini
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025.html  


[Antefatto. Anche a Paolo Pini avevo posto il quesito sulla violazione dello statuto BCE, ma stranamente, poiché risponde sempre a tutti, quella volta non ha risposto.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752 link sostituito da (commenti cancellati) http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/I-pesci-da-pigliare-25761.html]

 
Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:
“molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:
“Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.
Il che, peraltro, conferma la incredibile sottovalutazione, diffusa anche in ambito accademico, del ruolo, dei poteri, delle omissioni, anzi, a mio avviso, come ho già segnalato, della vera e propria violazione del suo statuto (art. 2), e perciò delle responsabilità della BCE nel perdurare della crisi economica, divenuta in Italia, come conferma questa analisi anche per cause preesistenti, depressione economica.
 
Come ho scritto in calce ad un altro articolo di questa stessa newsletter (a cui rinvio), ieri, la BCE ha tagliato allo 0,05% il tasso di riferimento, misura da sola palesemente insufficiente (oltre ad acquisti futuri diretti di ABS).
La montagna ha partorito un topolino, per ubbidire alla Germania, la quale non consentirà mai facilmente:
1) di abbandonare l’austerità, poiché, sotto l’alibi dell’austerità, i furbi bottegai tedeschi perseguono solo il loro interesse, che è quello di lasciare le cose come stanno, poiché l’attuale struttura monca dell’UE, dell’Euro e della BCE li favorisce. 2) O di lasciare completa libertà d’azione alla BCE: a) per la politica monetaria, perché la Germania e i suoi satelliti del Nord sono Paesi creditori per cui sono favoriti dalla deflazione e verrebbero danneggiati dall’inflazione; b) per l’acquisto di titoli pubblici dei Paesi del Sud Europa, sia per ragioni ideologiche, sia per ragioni di competizione economica.
 
Occorre perciò essere consapevoli che la Germania non lo consentirà mai con le buone e quindi è necessario adottare delle contromisure forti: minacciare di uscire dall’Euro o denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto (art. 2) potrebbero costituire delle possibili ed efficaci contromisure forti.
 
A proposito di poteri della BCE: la BCE (lo chiedono anche neo-liberisti pentiti come Giavazzi e Tabellini) – e sarebbe una misura decisiva, cui però andrebbe affiancato il permanere dell’obbligo legislativo dell’equilibrio strutturale di bilancio - può e deve acquistare debito pubblico dei Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per rendere possibile agli Stati una politica fiscale adeguata per far crescere la domanda. Aggiungo anche qui un'informazione importante: ad avviso del prof. Andrea Terzi (cfr. articolo del “Sole 24 ore” “L'Eurozona entra nell'era dei tassi sottozero. Ecco che cosa può fare la Bce e cosa può cambiare per i mutui”) non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare nuovi titoli pubblici, purché siano bond emessi dall’Eurozona.
 
[Estratto, in parte, da: "BCE, la montagna ha partorito un topolino"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818029.html ].
 
 
incoerenza-incongruenza
paolo pini
Sabato, 06 Settembre 2014 12:51:34
Non mi sembra di cogliere l'incoerenza-incongruenza attribuitami. Le ali spezzate perchè l'azione della Bce è tra l'altro, sotto monitoraggio sempre da parte del governo tedesco, vedasi il ministro delle finanze, da un lato, e gli errori che la Bce ha fatto e fa sull'inflazione, dall'altro.
La domanda vera è un'altra: sono errori quelli della Bce o rispondono ad un approccio conservativo in linea con paradigmi teorici che stanno alla base della sua costituzione pre-euro e che hanno plasmato l'azione della politica che ha voluto la Bce che abbiamo? Propendo per la seconda opzione, anche se vi sono pure stati grossolani errori, come quelli del 2011.
 
 
Replica a Paolo Pini sull’incongruenza
 
L’incongruenza da me rilevata, come ho già scritto, riguarda la frase che la BCE ha le “ali spuntate”, contraddetta dal rilievo successivo che la BCE non ha fatto ciò che doveva fare (solo in tema di inflazione-deflazione?).
Che la BCE abbia le ali spuntate è quello che la medesima BCE vuole far credere, ma non è vero (ho già segnalato la recente, strana modifica nel suo sito del testo delle funzioni). E, per fare cortine fumogene e così nascondere le proprie responsabilità e omissioni, chiede ad ogni pie’ sospinto agli Stati in crisi economica le asserite salvifiche riforme strutturali; e addirittura, per poter ottenere gli aiuti, lo condiziona ad un’ulteriore cessione di sovranità. Davvero bizzarro è trasformare un suo obbligo statutario (vedi appresso) in una concessione condizionata e costosa; ancora più bizzarro è che (quasi) nessuno fiati.
 
Ora, si sa, il permanere della crisi economica in Eurozona è dovuto anche al fatto che l’Euro non funziona, e non funziona perché – come l’UE e la BCE - è un sistema monco, senza correttivi, fatto a misura della Germania. O implode da solo o se ne esce o lo si completa. Le modalità e le conseguenze delle prime 2 ipotesi sono quasi del tutto ignote. Chiaro è invece che cosa occorra fare per completarlo. Ed ha a che fare innanzitutto col ruolo della BCE.
 
Com’è noto (ma non a tutti, tant’è che negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevarlo spesso), la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno – diciamo così – secondario o subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
 
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che non deve superare il 2% e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione – “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
 
Ne discende, senza possibilità di equivoco, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare,  il varo di un congruo QE e dell’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil di tutti i Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli pubblici a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (quasi 90 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale soprattutto per accrescere la domanda aggregata. (Detto per inciso, l’intervento della BCE, per superare – in una sorta di sapiente trattativa negoziale – la sicura contrarietà della Germania, potrebbe eventualmente essere legato agli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) che prevedono la garanzia collaterale di oro e quote di aziende pubbliche nazionali)
 
L’unico mio dubbio riguardava la possibilità da parte della BCE di acquistare titoli pubblici nuovi (stante il divieto nel trattato UE), ma questo dubbio è stato risolto dal prof. Andrea Terzi, secondo il quale non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare titoli pubblici nuovi, purché siano bond emessi dall’Eurozona.
 

***

Postilla:

Conclusione.
In sostanza, il Consiglio direttivo della BCE,[*] costituito dai governatori delle banche centrali dell’Eurozona, cioè da funzionari pubblici pagati lautamente dalla collettività europea, sta disattendendo il suo statuto e sta mancando entrambi gli obiettivi, sia quello principale di tenere l’inflazione poco sotto il 2%, sia quello subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) di sostenere la crescita economica e dell’occupazione. Con gravi conseguenze sulla vita e il benessere della collettività al cui servizio (teoricamente) essi operano (la crisi economica ha distrutto finora il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane).
Il re, cioè, è nudo, ma (quasi) nessuno fiata contro il potente sovrano monetario (la BCE**) e si guarda bene dal menare scandalo per la sua condotta giuridicamente omissiva e moralmente criminosa, anzi ci sono persone e giornali che arrivano a inneggiare al salvatore Draghi, il quale invece continua a comportarsi come il cattivo Signor Hyde e non come il buono Dottor Jekyll.

[*] https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/govc/html/index.it.html

[**]http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale_europea

NB: Faccio notare che, mentre lo statuto della BCE, all’articolo 2, parla di “obiettivi” (al plurale) ed elenca sia l’obiettivo principale del controllo dei prezzi, sia quello subordinato di sostenere le politiche economiche dell’UE,  il testo di Wikipedia parla di “scopo” (al singolare) e menziona soltanto l’obiettivo principale; mentre cita l’obiettivo subordinato solo nel paragrafo successivo ma desumendolo dall’art. 105, par. 1, del trattato UE.

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI  E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
                                                                         Articolo 2
                                                                          Obiettivi
Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace  allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l'articolo 105,paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità  dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" agendo "in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza".
Tali obiettivi (definiti dall'articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell'insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.

https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf

Traggo sempre da Wikipedia:
Un ruolo analogo di contenimento dell'inflazione è svolto in America dalla Federal Reserve; quest'ultima però, a differenza della Bce, deve contemporaneamente perseguire l'obiettivo politico del pieno impiego[3]
Mission
The Federal Reserve System is the central bank of the United States. It was founded by Congress in 1913 to provide the nation with a safer, more flexible, and more stable monetary and financial system. Over the years, its role in banking and the economy has expanded.
Today, the Federal Reserve's duties fall into four general areas:
• conducting the nation's monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates
• supervising and regulating banking institutions to ensure the safety and soundness of the nation's banking and financial system and to protect the credit rights of consumers
• maintaining the stability of the financial system and containing systemic risk that may arise in financial markets
• providing financial services to depository institutions, the U.S. government, and foreign official institutions, including playing a major role in operating the nation's payments system
http://www.federalreserve.gov/aboutthefed/mission.htm 

 

Post e articoli collegati:
 
BCE, la montagna ha partorito un topolino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818029.html
Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817602.html
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816759.html
Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
 
La Bce taglia i tassi allo 0,05%. Draghi: ad ottobre parte acquisto di Abs ma è prematuro dare cifre
di Vito Lops 4 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-04/la-bce-taglia-tassi-interesse-10-punti-base-005percento-134701.shtml
 
Ecco cosa sono gli Abs con cui la Bce spera di portare l'Eurozona fuori dalla crisi
di Vito Lops 4 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-04/ecco-cosa-sono-abs-162810.shtml
 
Cercando il link di Wikipedia della BCE, ho trovato sia lo statuto completo della BCE, sia un articolo di Renato Brunetta, sul sito de La Nuova Italia, che è l’unico che ha conservato il testo, mentre altri danno il link al sito di Brunetta, da dove però è sparito. Evidenzio che neppure Brunetta fa menzione del secondo obiettivo della BCE.
 
Ecco tutta la verità che nessuno racconta sui poteri della Bce
di Renato Brunetta
13 agosto 2012
http://www.lanuovaitalia.eu/wordpress/ecco-tutta-la-verita-che-nessuno-racconta-sui-poteri-della-bce-di-renato-brunetta/ 

Aggiornamento

UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più
8 ottobre 2014
Bortolussi: “Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito”
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0o0m0o0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1a1h1s0k1k1x0l1c1h1r1n1b1b1t1o1Z1s1h1X1t1d

Lagarde: serio rischio recessione nell’area euro, la Bce compri titoli di Stato
9 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/lagarde-serio-rischio-recessione-nell-area-euro-bce-compri-titoli-stato-170734.shtml



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