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Grecia, dopo la cura del memorandum



Dal 2014, la stretta imposta dalla troika alla Grecia è stata impressionante. Si è passati da un deficit massimo del 15,1% nel 2009 ad un avanzo complessivo (dopo aver pagato gli interessi passivi) del +0,7% nel 2016.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7...-5,9..+0,7


Il tasso di disoccupazione è calato, ma è ancora superiore al 20%.

Le misure di austerità imposte dalla troika (tagli ripetuti dei salari e delle pensioni, aumento delle imposte e tasse, riduzioni di agevolazioni fiscali, ecc.) sono state controbilanciate da misure sociali, il governo Tsipras, ad esempio:

- ha introdotto il reddito sociale di solidarietà, ovvero un reddito minimo di 200 euro garantito già a 600.000 persone;

- ha reintrodotto nel sistema sanitario, due milioni e mezzo di cittadini greci (in precedenza chi perdeva il lavoro perdeva ogni forma di assicurazione sanitaria) oltre agli immigrati;

- è riuscito a riallacciare la corrente a 90.000 famiglie;

- ha impedito gli sfratti per gli affittuari insolventi pagando da 70 a 120 euro al mese ai proprietari degli immobili; e

- ha offerto un servizio mensa gratuito a 500.000 bambini delle scuole elementari dei quartieri più colpiti dalla crisi.


Dando uno sguardo all’indietro, va rimarcato, a mio avviso, anche:

- l'aspetto finanziario-economico, con, da una parte, il coinvolgimento per un importo significativo (86 mld) del MES (che, rammento, si somma a 2 precedenti salvataggi), non contemplato negli accordi precedenti; l'irrobustimento delle banche e l'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) e, dall'altra, un corposo piano per la crescita (i 12,5 mld del fondo di garanzia di 50 mld, che è un’altra novità rispetto al testo precedente, e soprattutto i 35 mld di finanziamenti UE);[1]


Ecco il quadro dell'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) per la Grecia grazie al memorandum accettato da Tsipras ed agli aiuti UE, con un’analisi comparativa tra gli stessi Paesi esaminati nella tabella precedente relativa al deficit/Pil.

BANCA D’ITALIA – Statistiche di finanza pubblica nei paesi dell’Unione europea - Spesa per interessi (in percentuale del PIL) Tav. 16

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia............4,8…4,9…4,4...4,3…4,7…5,2…4,8…4,6…4,1…4,0

Francia…....2,6…2,8…2,4…2,4…2,6…2,6…2,3…2,2…2,0…1,9

Spagna…....1,6…1,5…1,7…1,9…2,5…3,0…3,5…3,5…3,1…2,8

Gran Br…...2,2…2,2…1,9…2,9…3,2…2,9…2,9…2,7…2,3…2,5

Germania....2,7…2,7…2,6…2,5…2,5…2,3…2,0…1,8…1,6…1,4

Olanda….…2,0…2,0…2,0…1,8…1,8…1,6…1,5…1,4…1,3…1,1

Grecia…….4,5…4,8…5,0...5,9…7,3….5,1…4,0…4,0…3,6…3,2

Grecia. L’incidenza % degli interessi sul Pil è influenzata dal valore del debito pubblico (che per la Grecia è sensibilmente cresciuto), dai tassi (che si sono più che dimezzati) e dal valore del denominatore-Pil (che è diminuito). L’effetto combinato di questi tre fattori (di segno opposto) ha portato al più che dimezzamento dell’incidenza della spesa per interessi sul Pil rispetto al picco del 2011 (3,2 contro 7,3).

Italia. Nello stesso periodo, l’incidenza % della spesa per interessi dell’Italia - che dal marzo 2015, a differenza della Grecia, ha potuto beneficiare del calo dei tassi grazie al QE, ma non ha beneficiato di aiuti UE, anzi è contributrice netta dei vari fondi salva-Stato (60 mld), oltre alla sua quota di prestiti tramite la BCE (17%, considerando solo i Paesi Eurozona) -, è diminuita, per effetto degli stessi fattori di segno opposto (il debito pubblico è cresciuto, i tassi sono diminuiti e il denominatore-Pil è calato di circa il 10%), dal valore massimo nel 2012 del 5,2 al 4 nel 2016 (che è il valore record in UE dopo il Portogallo), cioè in misura inferiore a quella della Grecia.


_______________________________

Note:

[1] L’accordo UE-Grecia non è stato una débacle per Tsipras



Post e articoli collegati:


Grecia, la lingua biforcuta non solo dei levantini ma anche dei nordici dell’UE


Il dettaglio dell’accordo tra Grecia e creditori

ARGIRIS PANAGOPOULOS IL 2 MAGGIO 2017


09.05.17

Raggiunto un nuovo accordo tra governo greco e troika: garantirà risorse fondamentali per ripagare debiti in scadenza. Il prossimo passo sarà la difficile trattativa sulla riduzione del debito. Ma non esistono scorciatoie per la soluzione delle crisi.


Eurogruppo, 15.6.2017

Grecia

L'Eurogruppo ha concluso le discussioni sul secondo riesame, attualmente in corso, del programma di aggiustamento macroeconomico della Grecia finanziato dal meccanismo europeo di stabilità.



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Sudditi dell’UE e della BCE o cittadini sovrani?


SUDDITI O CITTADINI SOVRANI?

9 ottobre 2016


1. Le sigle attuali dei Trattati europei sono: TUE (Trattato dell’Unione europea) e TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). (Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013) http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf).

2. L’art. 130 del TFUE è stato travasato nell’art. 7-Indipendenza dello Statuto della BCE; l’articolo 128 del TFUE nell’articolo 16-Banconote dello Statuto BCE.

3. La BCE è indipendente dal potere politico, analogamente a quasi tutte le altre banche centrali, ma questo va sempre contemperato con - e subordinato a - l'interesse superiore di fare il bene del popolo, come recita il sito della BoE (“Promoting the good of the people of the United Kingdom by maintaining monetary and financial stability” http://www.bankofengland.co.uk/). Inoltre, l’indipendenza della BCE dal potere politico vale biunivocamente, quindi quando la BCE “condiziona” l’esercizio dell’attività politica compie un vulnus dei principi della democrazia e delle rispettive responsabilità in capo alla BCE, per la politica monetaria, e agli Organi politici, per tutto il resto.

4. Gli inadempimenti statutari maggiori della BCE hanno riguardato l’art. 2-Obiettivi (al plurale!), che coinvolge il fondamentale art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, definisce ed esplicita la “missione” complessiva dell’Unione europea, finalizzandola a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la BCE un semplice strumento di questa missione e la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo.

5. In forza dell’art. 340 del TFUE, “la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni”.

6. Non è vero che gli atti della BCE sono inappellabili. Il controllo giudiziario sulla BCE è esercitato dalla Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35 dello Statuto BCE, protocollo 4, allegato al Trattato di Lisbona https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf).

7. Ne discende che più che gli articoli o gli appelli occorrerebbe vagliare la strada maestra della legge e, se del caso, implementare un’azione collettiva di responsabilità contro la BCE per violazione dei Trattati e dello Statuto, da presentare al Parlamento europeo per la sanzione politica e alla Corte di giustizia europea per la sanzione giudiziaria.

PS: Art. 104 del Trattato UE? Ci deve essere un errore.


Appendice


Ho capito l’errore relativo all’art. 104 leggendo l’allegato linkato al sito dell’Avv. Mori. Si tratta dell’ex art. 104 del Trattato di Maastricht, ora sostituito dall’articolo 126 del Trattato di Lisbona (TFUE, vedi testo linkato sopra). Ma, ovviamente, non c’entra nulla la BCE, che non ha nessun potere di imporre agli Stati membri il rispetto dei parametri di Maastricht e sue modificazioni (ad esempio, Six Pack e Fiscal Compact). Ha solo – diciamo così - la facoltà, di cui si avvale amplissimamente nei suoi rapporti periodici, di CRITICARE e la mancata osservanza dei detti parametri e le omesse applicazioni delle sanzioni agli Stati membri da parte della Commissione europea e del Consiglio europeo.


Segnalo solo alcune delle incongruenze contenute nell’Esposto dell’Avv. Mori. 

1. “Come noto la leva monetaria determina direttamente il tasso di occupazione in una nazione. Con maggior precisione la leva monetaria consente di gestire l’inflazione”. Falso, che lo possa fare da sola. 

2. “Nello stesso periodo luglio-agosto 2011 la DeutsheBank cedeva circa l’88% dei titoli di stato italiani nel suo portafoglio”. Falso, come peraltro è scritto (ho letto adesso) in altro post nel sito di Mori, tali vendite avvengono nel 1° semestre 2011, quindi non c’è un nesso causale diretto con la crescita dello spread, anche se probabilmente fanno da innesco alla valanga speculativa successiva sui titoli di Stato italiani. 

3. “Detta lettera [del 5/8/2011 della BCE] sarebbe stata sottoscritta sia dal Governatore in carica Jean Claude Trichet che da quello che lo sarebbe divenuto a breve ovvero Mario Draghi (In allora Governatore di Banca Italia). L’austerità, dopo aver completamente distrutto l’economia greca, arrivava dunque anche in Italia”. Falso, l’austerità in Italia arriva nel 2010, dopo la crisi del debito greco, con la prima manovra correttiva del governo Berlusconi, la più scandalosamente iniqua, il DL 78 del 31.5.2010, di 24,9 mld (62,2 mld cumulati, secondo il “Sole 24 ore”), cui fanno seguito la legge di Stabilità 2011 e il DL 98 del 6.07.2011 (80 mld), seguito dopo circa 40 giorni dal DL 138 del 13/8/2011 (60 mld), che appunto consegue ai diktat della lettera della BCE. Ma a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi, in rotta con la diarchia Merkel-Sarkozy, e alla quasi latitanza della BCE (che comunque comincia a comprare titoli pubblici italiani il 22/8/2011 e li protrae fino al febbraio 2012, per un ammontare di 102,8 mld), tutto è inutile e Berlusconi rassegna le dimissioni. 

4. Il Gruppo Bildemberg e la Commissione Trilaterale, secondo il Gran Maestro massone Gioele Magaldi (cfr. il libro “Massoni”) sono emanazioni di secondo livello della Massoneria, verso cui hanno un rapporto ancillare. 

5. “Specificamente alla CNN Monti ha addirittura dichiarato testualmente il seguente concetto: “Bene stiamo guadagnando posizioni migliori in termini di competitività grazie alle riforme strutturali. Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale”.”. Falso, basta leggere e ascoltare l’intervista di Monti alla CNN per constatarlo (cfr. “Monti ha detto che anche se il suo paese stava stimolando la competitività attraverso riforme strutturali, "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale." "Quindi, ci deve essere una operazione di domanda in tutta Europa, una espansione della domanda", ha detto. Gli Stati Uniti e l'Italia erano tra i paesi che maggiormente facevano pressioni sulla Germania per un atteggiamento più accomodante sulla crescita al vertice del Gruppo del G8 qui questo fine settimana. Tuttavia, il G8 non è riuscito a raggiungere il consenso sulla questione”. «Monti confessa alla CNN: "Stiamo distruggendo la domanda interna"»

https://www.youtube.com/watch?v=LyAcSGuC5zc). 

6. Fu il debole Berlusconi, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (equilibrio del bilancio, che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica. CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it%/ec/120304.pdf. Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

7. In conclusione, riporto gli ammontari delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura (i numeri sono più eloquenti di tante parole): Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%); - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%). LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.


Do il link per le prove documentali sulle manovre correttive:  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.htmlSegnalo altre 2 incongruenze nell’Esposto. 

1. E’ lui la causa dell’errore, poiché scrive: “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE, di fatto sottraendo definitivamente la sovranità alle nazioni dell’Europa che da tale momento venivano ufficialmente consegnate ai mercati”. Tranne un solo riferimento nel comma 14 dell’ex art 104 del Trattato di Maastricht (ora sostituito dall’art. 126 del TFUE) ad un ruolo consultivo della BCE per la stesura del protocollo sui disavanzi eccessivi, che riporto per intero, “14. Ulteriori disposizioni concernenti l'attuazione della procedura descritta nel presente articolo sono precisate nel protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato ai trattati. Il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, adotta le opportune disposizioni che sostituiscono detto protocollo”, non c’è scritto da nessuna parte, e non poteva essere altrimenti, che “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE”. 

2. Anche per quanto riguarda le pensioni, la riforma delle pensioni SACCONI (DL 78/2010, art. 12, e i 2 DL del 2011) è molto più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni FORNERO (DL 201/2011, art. 24) (Cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html). 

CONCLUSIONE. Ho incrociato in passato un paio di volte scritti dell’Avv. Marco Mori. E ne ho tratto la constatazione che, assieme a varie cose buone, in particolare quando cita esperti come il Prof. Giuseppe Guarino, scrive tante fesserie gravi, segnatamente in temi economici. Dal mio archivio traggo, in conclusione, questa sua perla: “Imposte sulla casa si avvicina la scadenza. Io non pagherò e voi?” giugno 12, 2015 posted by Avv. Marco Mori http://scenarieconomici.it/imposte-sulla-casa-si-avvicina-la-scadenza-io-non-paghero-e-voi/. In calce all’articolo c’è un mio commento. 



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UE, che fare contro e con le regole europee


Nel post precedente[1 oppure 2] di questo blog, ho linkato un articolo del prof. Gustavo Piga, che commentando un saggio sugli USA spiega che l’obiettivo di diventare uno Stato federale richiede moltissimo tempo e il superamento di notevoli ostacoli.

Vi dicevo anche che l’UE è una confederazione (atipica) di Stati con economie molto eterogenee, priva degli strumenti riequilibratori tipici delle federazioni e degli Stati nazionali (i trasferimenti fiscali, soprattutto, dai Paesi o Regioni ricchi a quelli meno ricchi).

Assodato questo, in attesa di diventare federazione tra alcuni decenni, se ci riusciremo, occorre disporre - oggi - di strumenti idonei onde evitare che l’UE imploda.

Le regole attuali, ispirate in buona parte dal neo-liberismo (il mercato che si regola da sé), vanno forse bene nei periodi normali; non vanno bene invece per niente – come si vede da 7 anni in Italia o in Grecia o in Portogallo, ecc. – nei periodi di crisi, poiché non consentono politiche economiche anti-cicliche (il che è un obbrobrio logico prima che tecnico). Quindi andrebbero assolutamente adeguate. Un po’ lo si è fatto con decisioni sui generis (ad esempio, l’applicazione formale del fiscal compact[1] viene rinviata di anno in anno), ma appunto sono un palliativo temporaneo.

La Germania, con i suoi satelliti, non vuole cambiare le regole attuali, chi può costringerla? Lo potrebbe fare l’Italia, ma ha troppi scheletri nell’armadio, alcuni reali (il debito pubblico attuale, anche se, a ben vedere, nel lungo periodo è giudicato tra i più sostenibili), altri fittizi (l’equilibrio di bilancio: come è scritto anche nell’articolo che stiamo commentando, l’Italia è uno dei due Paesi che rispetta – da anni - il limite del 3% del deficit/Pil e quando l’ha sforato l’ha fatto di poco, mentre la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia, ecc. hanno raggiunto durante la crisi fino il 10%). 

Anche la Francia ha delle debolezze e cerca di non gridare troppo per rimanere sotto la “fiducia” dell’ombrello finanziario teutonico, ma, come secondo membro della diarchia storica europea, è l’unico Paese che se veramente lo volesse potrebbe contrastare l’egemonia della Germania. Purtroppo, anche il sedicente socialista Hollande ha tradito il suo programma col quale ha vinto le elezioni presidenziali ed, irretito dal potere – come ha rivelato la sua ex moglie - si è affrettato anche lui ad applicare la ricetta mainstream neo-liberista: riduzione – anche se un po’ al rallentatore - del deficit e riforme strutturali: riforma del diritto del lavoro e deflazione dei salari (recalcitra invece sull’inasprimento della riforma delle pensioni). Ed è ora il presidente francese meno popolare nella storia della Francia, pregiudicandosi qualunque possibilità di sua riconferma alla presidenza (quindi non vedo che cosa ci abbia guadagnato).

Questo è il problema negli ultimi 30 anni: anche quando vince la sinistra, la politica economica attuata è di stampo liberista. I sedicenti socialisti e democratici (Blair, Hollande, Renzi) tradiscono gli ideali socialisti e/o i loro programmi elettorali.[2]

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Che fare? Occorre agire su più direttrici. Atteso che è quasi vano sperare in una 'rivoluzione' progressista (siamo quasi tutti dei pantofolai, ma mai dire mai) e l'avversario - il ceto dominante da 30 anni - è ricchissimo, potentissimo (controlla i media e le università), bulimico e spietato, da una parte occorre partecipare assiduamente e, nelle forme a disposizione che includono il mezzo potente del web, bombardare senza sosta lo stato maggiore di sinistra, stimolandolo, criticandolo e punendolo; dall’altra, occorre appoggiarsi alla legge vigente, nel caso di specie i trattati UE (il nefasto fiscal compact non fa parte dei trattati, ma è una regola successiva, e andrebbe denunciato perché – afferma il prof. Guarino – li vìola) e chiederne l’applicazione rispettandone la lettera e lo spirito.

Qui arrivo al dunque: pochissimi – debbo presumere da quel che leggo in giro - hanno letto i trattati UE, se li si leggono e li si approfondiscono un poco, come ho fatto io da profano, ci si accorge che, almeno dacché è scoppiata la grave crisi economica in EUZ (Grecia, 2010), essi vengono patentemente violati sia nella lettera che nello spirito, da parte sia della Commissione europea, sia del Consiglio europeo, sia della BCE. Traggo dal mio post Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE[3]

E’ agevole notare che, a dispetto dell'impronta ideologicamente connotata in senso ordoliberista dei Trattati UE e contrariamente alla loro interpretazione maistream neo-liberista ostinatamente propalata stravolgendo spesso la lettera e lo spirito delle norme, la lingua, la matematica, la logica e perfino i fatti, la deduzione è arbitraria, non avvalorata da una semplice lettura dell’intero testo del Trattato, in particolare l’art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, ribadisce i principi fondamentali del governo dell'Unione Europea, finalizzandolo a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo [Art. 3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.]; smentita dalle evidenze empiriche dell’ultimo quinquennio; contraddetta dai dati macroeconomici relativi al tasso d’inflazione e al tasso di disoccupazione dell’Eurozona; formalmente corretta per l’Eurosistema ma sostanzialmente fuorviante, poiché è in discussione non la prevalenza e la cogenza dell’obiettivo principale – la stabilità dei prezzi - ma l’obliterazione sistematica da parte della BCE del secondo obiettivo statutario – sostenere le politiche economiche dell’UE - che in deflazione o con inflazione inferiore (sensibilmente) al target, quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti e complementari, ha le stesse dignità e cogenza del primo”.

Se ciò risponde, almeno in parte, al vero, occorrerebbe, come dicevo prima, appoggiarsi alla legge e – come Stati o come cittadini o, meglio, come soggetti organizzati (partiti, sindacati, associazioni) – “muovere” i due Organi deputati a dirimere la questione: in primo luogo, la Corte di Giustizia Europea (organo giurisdizionale), ricorrendone i presupposti, e, in secondo luogo, il Parlamento europeo (organo politico). Ho provato anche a fare un tentativo per pungolarne qualcuno, ma finora ho constatato che nessuno, né i docenti e gli intellettuali, i quali preferiscono gli inefficaci appelli, né i politici, né i sindacati, né i cittadini salvo casi sparuti, intende seguire questa strada. Ma è l’unica percorribile in tempi relativamente brevi e senza chiedere il permesso a chi detiene le leve del potere.


PS: Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei



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Il massone neoaristocratico Jeroen Dijsselbloem frena sul salvataggio delle banche italiane


Un anno fa mi sono espresso così sul conto di Jeroen Dijsselbloem: il presidente olandese dell’Eurogruppo, il nevrotico e inesperto sedicente socialista Dijsselbloem, mero strumento del duo massonico reazionario Merkel-Schaeuble”.[1]

Egli non perde occasione per contrastare tutte le decisioni dell’Italia, allineandosi fedelmente alla posizione della Germania.

Lo ha fatto quando l’Italia, che è uno dei pochissimi Paesi dei 19 dell’Eurozona, a rispettare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil e viene da quasi 7 anni di recessione per colpa dell’austerità imposta dalla Commissione europea per conto della Germania, ha chiesto la “flessibilità” (cioè di aumentare il deficit) di qualche decimale di punto, che è un semplice palliativo poiché servirebbe ben altro: uno shock di una cinquantina di miliardi.[2]

Lo ha fatto quando si è trattato di aiutare le banche italiane, che non ebbero bisogno di essere salvate all’inizio della crisi economica, mentre ora sono oberate di sofferenze per centinaia di miliardi causate dal prolungamento della crisi economica, perché lo vieta la recente normativa del bail-in, che ha innovato le regole che permisero alle banche soprattutto tedesche, ma anche francesi, belghe, olandesi, spagnole, ecc. di essere salvate con centinaia di miliardi di soldi pubblici.[3]

Lo ha fatto quando ha condiviso la posizione della Germania che si è opposta all'assicurazione europea dei depositi, che rientra nellaccordo già sottoscritto e implementato dellunione bancaria, ma che ora viene condizionata alla riduzione dei rischi bancari, che secondo i Tedeschi sarebbero legati ai troppi titoli di Stato in portafoglio alle banche, in particolare italiane, titoli che avrebbero un rischio maggiore dei derivati, di cui sono strapiene le banche tedesche.[4]

Lo ha fatto oggi quando ha frenato sulla trattativa in corso tra l’Italia e la Commissione europea per avere il via libera a un intervento con garanzia pubblica per puntellare il capitale di Mps.[5]

In teoria, parrebbe un comportamento davvero strano se si considerasse la sola appartenenza di Dijsselbloem al PSE, lo stesso gruppo del quale fa parte il PD renziano; lo appare un po’ meno se si valutano tre altri elementi: il primo, il complesso di superiorità di un olandese rispetto agli Italiani e in generale i mediterranei;[6] il secondo, il conflitto d’interessi nell’ambito del sistema Euro tra il blocco centro-europeo (Paesi creditori) e i Pigs (Paesi debitori); e terzo, l’appartenenza di Jeroen Dijsselbloem alla Massoneria neoaristocratica (se non reazionaria).[7]



Note


[1] UE, classifica (personale) dei mediocri 


[2] UE “FRENA” L’ITALIA SULLA FLESSIBILITA’

07 gennaio 2016 21.35 Dijsselbloem richiama l’Italia sulla flessibilità dei conti pubblici prevista dal patto di Stabilità per l’euro. “La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagegare”, dice il presidente dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. L’Italia “ha chiesto varie flessibilità, per le riforme istituzionali, per gli investimenti, per i migranti, dipende dalla commissione UE”, che deciderà sulla questione. “L’unica cosa che posso dire è: non spingiamo”.


[3] Crisi banche, il Pd guida l'assalto al bail in

Giuseppe Falci, L'Huffington Post

Pubblicato:14/02/2016 20:51 CETAggiornato: 14/02/2016 20:51 CET

Giunta la notizia a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem si è infuriato: “Un ritorno al passato sarebbe la cosa peggiore”.


[4] ECONOMIA

Banche: Dijsselbloem spalleggia Schaeuble, frena su sistema unico depositi -2-

14-01-2016

19:34  (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 14 gen - Il ministro delle finanze olandesi (che si trova a guidare nei prossimi sei mesi anche l'Ecofin) ha fatto un lungo ragionamento quando gli e' stato chiesto di commentare l'opinione del ministro Pier Carlo Padoan sulla posizione tedesca ("E' molto lontana da cio' che e' utile per l'Europa"). Dijsselbloem ha citato il caso del 'manuale unico' bancario: "Ci sono tante pagine bianche che dobbiamo riempire, dobbiamo essere d'accordo su che cosa intendiamo per qualita' di capitale delle banche, su che cosa sono i rischi bancari iscritti nei bilanci, sulle discrezionalita' della legislazione nazionale che vanno superate: la presidenza olandese della Ue e' molto impegnata, questo e' il lavoro da fare, non possiamo parlare di rischi da condividere senza parlare di rischi da ridurre". Dijsselbloem non ha citato una delle questioni centrali che fa parte della discussione e delle richieste tedesche: la riduzione dell'esposizione delle banche verso il debito sovrano nazionale. Si tratta di un principio sul quale tutti magari concordano in linea generale, ma e' una questione spinosissima. Da un lato la riduzione dell'esposizione al debito sovrano nazionale va nella direzione dello sganciamento (relativo) dei rischi bancari dai rischi sovrani, appunto. Dall'altro lato, le banche di un paese (in Italia quanto in Germania, Francia e altri paesi chiave della zona euro) sono grandi acquirenti di titoli del debito pubblico. Il presidente dell'Eurogruppo ha rivendicato il fatto che la filosofia dell'unione bancaria si fonda sull'accoppiamento riduzione dei rischi-condivisione dei rischi. Di solito gli esponenti europei sono restii a riferire pubblicamente delle posizioni di dissenso degli Stati membri. Questa volta Dijsselbloem ha fatto un'eccezione affermando: "Non e' un segreto che la Germania e' molto critica sul fatto di parlare adesso di un sistema unico europeo di garanzia dei depositi, mentre altri paesi non vogliono parlare di riduzione del rischio" (nel contesto della discussione sull'assicurazione europea dei depositi). Antonio Pollio Salimbeni Aps-y- (RADIOCOR) 14-01-16 19:34:37 (0551) 5


[5] Banche scommettono sul governo, ma Dijsselbloem frena. Si sgonfia il rimbalzo delle Borse

di GIULIANO BALESTRERI

07 luglio 2016


[6] La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord


[7] Traggo dal libro “Massoni” di Gioele Magaldi: “Jeroen Dijsselbloem (classe 1966, politico, affiliato alla «Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum» e alla «Three Eyes»”, due superlogge reazionarie, in particolare la potentissima rockefeller-kissingeriana seconda.



Post collegato:


UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?



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Ricchi e poveri


Carlo Clericetti  26 MAG 2016

Usa, per il 90% reddito fermo da 40 anni


Ricchi e poveri

Si tratta semplicemente della antichissima guerra tra i ricchi e i poveri, ed i ricchi, resisi conto che nel “trentennio d’oro” erano diventati meno ricchi ed i poveri meno poveri, dopo averlo fortemente voluto, pianificato, organizzato ed attuato a partire dalla fine degli anni '70 del secolo scorso, hanno stravinto. Controllando, com'era nei loro piani, in primo luogo l'università e la tv, veicoli principe dell’“indottrinamento” delle élite e della “manipolazione” delle masse.[1]


Neo-liberismo

Università che hanno approntato la base teorica della rivincita del ceto dominante: il neo-liberismo, che è l’ideologia al soldo dei ricchi e dei potenti, una religione[2] fallace[3] propalata dai loro sacerdoti-utili idioti (docenti universitari, maitre à penser e adepti plagiati).

Tale ideologia domina da 30 anni e ne fanno parte tantissimi che occupano posizioni apicali di Istituzioni pubbliche capaci di incidere anche pesantemente sulla vita di centinaia di milioni di persone.
Soltanto il controllo delle Università e dei media e l’ammuina dei non ricchi rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità.
E, soprattutto, la connivenza o almeno la corrività dei rappresentanti politici, socialisti inclusi.


Unione Europea

Anche l’Unione Europea è stata marchiata a fuoco dallo stigma dello stesso peccato originale: tutta la costruzione europea è determinata, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia.

Ma… Contrariamente a quel che sostengono esperti come Barra Caracciolo, che danno un’interpretazione pessimistica e ribaltata, ma poi aggiustano il tiro,[4] a mio avviso gli attuali Trattati europei (TEU e TFUE), vedi in particolare l'art. 3, permetterebbero già ora di concretizzare, in parte, la visione democratica, liberale, solidale, a favore del popolo europeo del Manifesto di Ventotene di Spinelli e NON quella neo-oligarchica, liberista e burocratica dei massoni reazionari Kalergi, Monnet, Schumann. Infatti, “Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei”.[5]


La presa della Bastiglia

Purtroppo, i partiti e gli intellettuali eterodossi si trastullano con gli inutili appelli e non seguono la strada maestra del ricorso alla legge. Le teste pensanti di stampo progressista - massoni e non - ci sono ancora; ed hanno l'appoggio di milioni di individui chini come me sulla tastiera del pc. Mancavano le braccia per dare l’assalto alla Bastiglia. Ora si può sperare che o i Francesi riprendano la Bastiglia e caccino il mediocre e colluso Hollande, che fa da chaperon[6] alla egemone Merkel, o i Sanders e i Corbyn conquistino democraticamente il potere. E portino, non la ghigliottina per i ricchi, ma semplicemente e “rivoluzionariamente” un nuovo trentennio d’oro, con più giustizia sociale, il ripristino dell’aliquota marginale del 92% d’imposta sui redditi (decisa negli anni cinquanta del secolo scorso dal conservatore Eisenhower!), un’imposta patrimoniale sia ordinaria che straordinaria sui ricchi per semplice equità, e la riduzione della finanza – adeguatamente ri-disciplinata[7] - da padrona del mondo al suo ruolo ancillare dell’economia.



[2] La religione neo-liberista


[3] L’economia neoclassica: una pseudoscienza. Una discussione tra Sylos Labini e Boldrin


[4] Helicopter money. Le soluzioni nascoste, ma non troppo, nei "poteri impliciti"

di Quarantotto

01 Maggio 2016


[5] Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei


[6] UE, classifica (personale) dei mediocri


[7] Bill Clinton, il liberista

Pubblicato da keynesblog il 16 maggio 2016



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La frase di Renzi è una negazione freudiana

 
La frase di Renzi nella sua lettera a “Repubblica”:[1] "Il problema 'non' sono le regole" è una evidente, sostanziale bugia, poiché è un classico esempio di negazione freudiana.[2] Il che, al di là di ogni ragionevole dubbio, dà ragione al duo Cofferati-Maltese, parlamentari europei, e a tutti quelli che accusano Renzi di essere troppo prudente nel rapporto con l’Unione Europea.

Pochissimi, mi pare, sono consapevoli che è su questo crinale contraddittorio che si sta dispiegando fin dall’inizio il mandato di PdC di Renzi: stretto, da un lato, dalla cogenza di norme europee “stupide” perché fisse e inidonee ad affrontare una crisi economica; e, dall’altra, dal rischio di dare la stura sia ai sospetti e pregiudizi antitaliani dell’élite europea, della quale aspira a far parte, sia alla speculazione finanziaria megagalattica.

Egli, per tener fede alle sue promesse elettorali di (centro)sinistra, evitare l’impasse e far uscire l'Italia dalla recessione (trasformatasi in depressione) economica,[3] ha provato all’inizio a contrastare la politica austeritaria dell’UE imposta dalla Germania, ma poi, lasciato solo dal mediocre presidente francese Hollande, all’esterno, si è arreso alla cancelliera Merkel e, all’interno, ha sposato le proposte dei Marchionne e degli Squinzi, tradendo il suo mandato elettorale in qualità di rappresentante massimo del PD.

Ora ci sta riprovando, nascondendosi dietro protettive negazioni freudiane. Ma, pur se manterrà il punto, la sua politica troppo prudente sarà destinata inevitabilmente al fallimento, poiché, per uscire da una depressione economica che, tranne il 2010, dura da sette anni ed evitare l’inarrestabile declino dell’Italia, ci vuole ben altro che la flessibilità di qualche decimale di punto da lui invocata a gran voce. Occorre un cambio sostanziale di paradigma economico, l'eliminazione o almeno un contemperamento degli squilibri strutturali del sistema Euro che finora ha avvantaggiato la Germania e penalizzato l'Italia e gli altri Piigs, cioè proprio quel cambio delle regole da lui stesso intimamente auspicato ancorché esplicitamente negato.

La negazione freudiana svela plasticamente il suo senso di colpa derivante dalla consapevolezza dello iato enorme tra obiettivo perseguito e obiettivo necessario. 
E ne rappresenta la confessione.

 
 
[1] Renzi: "La Ue sbaglia, di sola austerity si muore"
Il premier scrive a Repubblica e risponde a Scalfari sulla proposta di un superministro delle Finanze per l'eurozona: "Il problema non è la leadership ma la scelta della politica economica. Ora vogliamo una svolta"
di MATTEO RENZI
11 febbraio 2016
http://www.repubblica.it/politica/2016/02/11/news/renzi_lettera_a_repubblica_ue-133162994/
 
[2] Le difese: negazione e diniego
http://psicoterapiasiena.blogspot.com/2008/01/le-difese-negazione-e-diniego.html
 
La negazione e il diniego
http://www.ass-arcano.it/negazione_santini.htm

[3] Recessione,depressione e 80€
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816654.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/recessione-depressione-e-80.html 

 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/la-frase-di-renzi-e-una-negazione.html
 
 

 


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Martin Schulz, il sedicente socialista

 
Renzi incontra Schulz: "Vogliamo che Ue si muova"
Il presidente del Consiglio rilancia su meno austerità e più crescita. Il presidente dell'Europarlamento: "Serve un vento nuovo"
12 febbraio 2016
http://www.repubblica.it/politica/2016/02/12/news/renzi_spread_draghi_schulz-133241498/

 

Martin Schulz: mi spiace dirlo, ma ecco un alto rappresentante dei sedicenti socialisti complici della destra reazionaria che sta affossando l'UE e condannando l’Italia ad un inarrestabile declino. Uno dei maggiori responsabili della débacle del PSE nella formazione (composizione e programma) della Commissione europea.[1]

Vergognoso fu il suo atteggiamento lo scorso anno durante la vicenda greca,[2] in cui si allineò alla posizione della destra reazionaria PPE tedesca, ennesima conferma che, quando si tratta di difendere gli interessi del complesso industriale-finanziario-commerciale tedesco e lisciare il pelo ai loro elettori bottegai, i popolari e i socialdemocratici tedeschi fanno blocco unico.

Ora che ha bisogno di appoggi per ricollocarsi in qualche posizione di vertice, fa mostra di criticare l’austerità.

Renzi è un contaballe, ma è tosto, coraggioso e spietato, l’unico che può, se lo vuole, tener testa agli arroganti, ottusi ed egoisti Tedeschi.[3] Inclusi i sedicenti socialisti alla Schulz.

 

 
[1] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
UE, Euroconvintio Euroscettici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843564.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/02/ue-euroconvinti-o-euroscettici.html
 
[2] Il giornalista indica in Schulz uno dei responsabili perché tedesco, ma Schulz è socialdemocratico, non popolare.
 
Anche Juncker diventa ostaggio dei tedeschi
Il commissario Ue: da Atene segni positivi, si va verso un ragionevole compromesso. Poi il gelo di Berlino Occupazione record in Germania: 43 milioni di lavoratori
di Luigi Offeddu
20 febbraio 2015
http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_20/anche-juncker-diventa-ostaggio-tedeschi-2f5d56c0-b8ea-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml
 
Referendum Grecia. Ue scatenata per il sì contro Tsipras. Duro anche Martin Schulz, che spacca i socialisti europei
Angela Mauro
Pubblicato: 03/07/201520:32 CEST Aggiornato: 03/07/2015 20:32 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2015/07/03/referendum-grecia-ue_n_7722976.html
 
Referendum Grecia, Europarlamento si schiera per il “sì”, Schulz pronto a volare ad Atene
POLITICA - MATTEO MIGLIETTA
29 giugno 2015
http://www.eunews.it/2015/06/29/referendum-grecia-europarlamento-si-schiera-per-il-si-schulz-pronto-volare-ad-atene/38176
 
[3] Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
Dialogo sull’attacco del PdC Renzi alla Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2842182.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/dialogo-sullattacco-del-pdc-renzi-alla.html

 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/martin-schulz-il-sedicente-socialista.html  
 



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UE, Euroconvinti o Euroscettici?


UE, EUROCONVINTI O EUROSCETTICI?


Sui media, si leggono o si ascoltano ormai spesso discussioni sul destino dell’Euro e perfino su quello dell’Unione europea, e ci si chiede se vale la pena ancora essere Euroconvinti o se occorra essere Euroscettici. Io personalmente sono stato sempre un europeista convinto, ma osservando e analizzando il modo in cui l’Europa ha gestito e ancora gestisce l’attuale crisi economica, da qualche tempo sono diventato - come dire? - consapevolmente euroscettico.



UE, IL PECCATO ORIGINALE


Il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata, secondo alcuni, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia. Come poi si è realizzato.



UE, LA RESPONSABILITA’ DEI SOCIALISTI EUROPEI


Venendo alle responsabilità più recenti, la principale è quella del PSE, in particolare del massone socialista Hollande, senza l’assenso del quale l’egemone Germania, dominata dai massoni reazionari Schaeuble, Merkel e Weidmann per conto dell’establishment industriale-finanziario teutonico, non potrebbe imporre le politiche austeritarie, controriformistiche di deflazione dei salari e dei diritti del lavoro.

C’è stata una occasione, la più importante di tutte, persa da Renzi e dai socialisti europei: la formazione (composizione e programma) della Commissione Europea. Il PPE (che è calato rispetto alle elezioni precedenti, mentre il PSE ha sostanzialmente tenuto) ha preso pochi parlamentari più del PSE, ma ha il presidente e 13 commissari, contro solo 8 del PSE, e quindi il controllo della Commissione europea, che, oltre a gestire il bilancio UE, ecc., detiene in esclusiva l'iniziativa legislativa. In ogni caso, il PPE, senza l'appoggio del PSE, non avrebbe potuto e potrebbe fare NULLA.

A mio avviso, Renzi, che all'inizio del suo mandato di PdC aveva promesso sfracelli contro l’austerità imposta dalla prona Commissione europea per conto dell’egemone Germania, si arrese per due motivi: il primo, nascosto, di far parte dell’élite massonica; il secondo, perché il mediocre Hollande gli ha fatto mancare la sua sponda, ricacciandolo nelle braccia asfissianti della cancelliera Merkel.



CORTE DEI CONTI EUROPEA: UE, DUE PESI E DUE MISURE


Come ho già rilevato nel post precedente, questa notizia, che io sappia, non ha avuto quasi nessuna eco nei media italiani on-line. Ed invece essa è molto importante (perciò la ripropongo) poiché rappresenta bene – per attestazione di un Organo istituzionale europeo terzo e attendibile - il doppio standard usato dall’Europa, la quale applica severamente le norme per alcuni Paesi, mentre per altri, come si usa dire, le “interpreta”. Leggendo la relazione della Corte dei Conti europea, inoltre, vien da pensare: a) che la Commissione europea era un covo di dilettanti allo sbaraglio; b) che dopo aver sbagliato allora per controlli troppo laschi, ora sbaglia per controlli troppo rigidi e troppo severi; e c) che la costante è che usa due pesi e due misure.


158   27-01-2016 LA REPUBBLICA

LA CORTE DEI CONTI UE CONTRO LA COMMISSIONE "NEI SALVATAGGI APPLICATI DUE PESI E DUE MISURE"

Roma – “La Commissione europea non era pronta ad affrontare una crisi di proporzioni di quella scoppiata”. A quasi otto anni dall’ingresso dell’Europa nella recessione più grave dal dopoguerra, la Corte dei Conti UE ammette che qualcosa non ha funzionato. Il governo di Bruxelles si è trovato spiazzato con “debole governance delle banche e politiche di bilancio inadeguate”. E quando si è trattato di aiutare otto Paesi in difficoltà “è stata colta impreparata dalle prime richieste di assistenza”. Sotto la lente dei giudici contabili sono finiti i salvataggi di Ungheria, Lettonia, Romania, ma soprattutto Irlanda e Portogallo, due dei cinque membri dei Piigs (assieme a Spagna, Italia e Grecia). E qui la Commissione ha sbagliato quasi tutto, tra 2005 e 2008, ritenendo i bilanci nazionali e le banche “più solidi di quanto non fossero in realtà”. E non solo. I giudici denunciano anche disparità per vari Paesi, che “pur trovandosi in una situazione analoga non sono stati trattati alla stessa stregua”: rigore assoluto per alcuni, sconti per altri. Due pesi e due misure.



Allego:


26/01/2016

Relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà


26/01/2016

Sintesi della relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà



UE, CONCLUSIONE


In conclusione: sia l'attuale assetto monco UE-Euro-BCE, sia, come si vede, la politica attuata concretamente dall'UE, sia l'applicazione delle regole da parte della Commissione con due pesi e due misure avvantaggiano la Germania (e satelliti) a detrimento dei Paesi deboli, inclusa l’Italia.

Alcuni chiedono la revisione dei Trattati UE. Giusto, ma difficile, molto difficile. Per modificare i trattati occorre l’unanimità dei 28 Paesi.

Meno difficile, invece, è far applicare correttamente quelli in vigore, violati o disattesi o togliendo alla Germania il privilegio arrogante e illegittimo di condizionarne arbitrariamente l’applicazione (attraverso la prona Commissione europea) usando due pesi e due misure, come ha attestato recentemente anche la Corte dei Conti europea.

Contrariamente a quel che sostengono esperti come Barra Caracciolo, che danno un’interpretazione pessimistica e ribaltata, a mio avviso gli attuali Trattati europei (TEU e TFUE), vedi in particolare l'art. 3, permetterebbero già ora di concretizzare, in parte, la visione democratica, liberale, solidale, a favore del popolo europeo del Manifesto di Ventotene di Spinelli e NON quella neo-oligarchica, liberista e burocratica dei massoni reazionari Kalergi, Monnet, Schumann. Infatti, “Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html  .

A condizione, però, che si intraprenda, anziché quella politica, la via giuridica, non facile e velocissima, ma sicuramente più agevolmente perseguibile di quella politica. Muovendo, all’interno, come fanno i Tedeschi quando non riescono ad imporre il loro punto di vista, la Corte Costituzionale italiana, per rigettare ed eliminare le "superfetazioni" dei trattati, in particolare il fiscal compact; e, all’esterno, la Corte di Giustizia europea, in particolare per le violazioni statutarie della BCE (v. post linkato).



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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/ue-euroconvinti-o-euroscettici.html



La cacofonia isterica e autolesionistica che favorisce gli interventi a gamba tesa della Commissione europea

 
Carlo Clericetti  27 GEN 2016
Altro che le statue, si copre la realtà
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/27/altro-che-le-statue-si-copre-la-realta/

 

Concordo, non se ne può più.

D’altronde, questi argomenti di apparente comprensione immediata sono adattissimi ai milioni di persone disinformate su questioni complesse come quelle di Economia o dei Trattati europei o delle regole del Fiscal Compact, la cui comprensione richiede tempo e fatica, che neppure dei presunti addetti ai lavori risultano sempre disposti a spendere.

Ne deriva, da una parte, uno scadimento generale dell’informazione e della conoscenza, e, dall’altra, una cacofonia isterica e autolesionistica che favorisce gli interventi a gamba tesa della Commissione europea o della BCE o del FMI o dell’OCSE o della speculazione finanziaria.[1]

Io mi chiedo, ad esempio, come possa succedere che su una questione importante come le pensioni, che interessa milioni di persone, si possa ignorare da parte di tutti che esiste la riforma Sacconi, che è appena del 2010 e che è stata più incisiva e severa della tanto vituperata riforma Fornero, alla quale vengono attribuite anche tutte le misure della riforma Sacconi. Per cui, Massimo Giannini, che non è uno sprovveduto in fatto di Economia (ed al quale ho scritto già tre volte in merito) possa dare spazio per l’ennesima volta alla sua trasmissione Ballarò ad un bugiardo matricolato come l’onorevole Salvini, che ogni volta che compare in tv – ed avviene spessissimo – lancia immancabilmente le sue maledizioni a mo’ di fatwa contro la professoressa Fornero, colpevole, secondo lui, di aver portato l’età di pensionamento a 67 anni e poi man mano a 70, facendo finta di dimenticare che non è stata la legge Fornero ma la legge Sacconi, votata anche dallo stesso onorevole Salvini e dal suo partito, la Lega Nord. Senza che né Giannini, né nessun altro (ad esempio il sindacalista Giorgio Airaudo) lo sbugiardino in diretta. Incredibile!

Tornando alla questione principale sollevata da Carlo Clericetti sul modo criminale di operare della Commissione europea, alla quale vanno aggiunti gli altri due componenti della troika, la BCE e l’FMI, sia violando i trattati, sia usando due pesi e due misure nella loro applicazione, io sono del parere che tale condotta vada sì contrastata in sede politica, come sta facendo ultimamente Renzi, ma che occorra, vista l’indisponibilità della Francia, o costruire un’alleanza dei Piigs o denunciare tale condotta criminosa per via giudiziaria.

 

[1] Sull’importanza della comunicazione, si veda l’articolo de Lavoce.info che ha evidenziato una correlazione, nel 2011, tra l’aumento dello spread ed il numero di notizie sulla manovra economica pubblicate il giorno precedente sui giornali italiani

QUANDO IL MERCATO GIUDICA CON LO SPREAD
Riccardo Puglisi  21.10.2011
http://www.lavoce.info/archives/27223/quando-il-mercato-giudica-con-lo-spread/

o l’intervista successiva del premio Nobel Michael Spence

Un errore di comunicazione dei leader dietro il cambio di rotta dei mercati
Eugenio Occorsio  08 luglio 2012
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/07/08/un-errore-di-comunicazione-dei-leader-dietro.html
 

 

Articoli collegati:
 
A proposito di comportamento similcriminoso di uno dei componenti della troika, segnalo questo lungo articolo:
 
Come il Fmi potrebbe far saltare l'accordo sul debito greco
Petros Giannakouris, Associated Press
Pubblicato: 28/01/2016 13:23 CET Aggiornato: 28/01/2016 13:23 CET
http://www.huffingtonpost.it/2016/01/28/fmi-debito-greco_n_9096712.html
 

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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/la-cacofonia-isterica-e.html
 

Ora che si colpiscono i ricchi e i benestanti, il Governatore Visco è più determinato con l’UE di quando si tartassavano i poveri cristi

 
Intervento del Governatore al 22° Congresso ASSIOM FOREX
Torino, 30 gennaio 2016
[…] Alla fine del 2015 il Financial Stability Board ha definito requisiti stringenti in materia di capacità di assorbimento delle perdite da parte delle banche sistemiche a livello globale (Total Loss Absorbing Capacity, TLAC), concentrandosi sugli strumenti subordinati e prevedendo un’entrata in vigore graduale, entro il 2022, dei nuovi requisiti. Nell’ordinamento europeo il cambiamento è stato drastico e repentinoNel 2013 la “Comunicazione” della Commissione europea aveva disposto l’applicazione immediata di un nuovo regime di burden sharing che imponeva, in caso di crisi di una banca, perdite su azioni e obbligazioni subordinate come precondizione per un intervento pubblico. Nel 2014 la BRRD, approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, ha esteso quello stesso regime, già a partire da quest’anno, anche alle obbligazioni ordinarie e ai depositi superiori a 100.000 euro (il bail-in); tra questi ultimi, quelli detenuti da famiglie e piccole imprese hanno un trattamento preferenziale. Nell’ambito del regime di burden sharing e secondo le procedure di risoluzione definite dalla BRRD, si è proceduto nel novembre scorso ad attuare gli interventi di risoluzione delle quattro banche di cui ho appena parlato. Nell’introdurre questo delicato cambiamento a livello europeo non si è prestata sufficiente attenzione alla fase di transizione. Nel corso dei lavori tecnici per la definizione della direttiva il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia sostennero, senza trovare il necessario consenso, che un’applicazione immediata e, soprattutto, retroattiva dei meccanismi di burden sharing fino al 2015 e, successivamente, del bail-in avrebbe potuto comportare – oltre che un aumento del costo e una rarefazione del credito all’economia – rischi per la stabilità finanziaria, connessi anche col trattamento dei creditori in possesso di passività bancarie sottoscritte anni 8 addietro, in tempi in cui le possibilità di perdita del capitale investito erano molto remote. Le nostre valutazioni furono espresse nelle pubblicazioni ufficiali della Banca d’Italia. Sarebbe stato preferibile un passaggio graduale e meno traumatico, tale da permettere ai risparmiatori di acquisire piena consapevolezza del nuovo regimee di orientare le loro scelte di investimento in base al mutato scenario. Un approccio mirato, con l’applicazione del bail-in solo a strumenti provvisti di un’espressa clausola contrattuale, e un adeguato periodo transitorio avrebbero consentito alle banche di emettere nuove passività espressamente assoggettabili a tali condizioni. Questo approccio, in particolare l’accento sugli strumenti subordinati, sarebbe stato più in armonia con quello adottato dal Financial Stability Board nel determinare i requisiti di TLAC. La BRRD contiene una clausola che ne prevede la revisione, da avviare entro giugno 2018. È auspicabile che questa occasione sia ora sfruttata, facendo tesoro dell’esperienza, per meglio allineare la disciplina europea con gli standard internazionali. […]

https://www.bancaditalia.it/media/notizia/il-governatore-ignazio-visco-al-22-congresso-assiom-forex

 

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ora che si colpiscono i ricchi e i benestanti, è più determinato con l’UE di quando si tartassavano i poveri cristi. E chiede subito, naturalmente con il solito suo stile sobrio, la revisione delle norme del bail-in, andate in vigore all’inizio di questo mese.

Sul governatore Ignazio Visco, traggo dal mio archivio:
 
1. Segnalo queste sorprendenti – per chi le fa, non per il merito – affermazioni del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, membro del ‘board’ della BCE. Preluderanno a un cambio di rotta del Consiglio direttivo della BCE? Io ne dubito.
La svolta di Visco: l’Europa ha sbagliato nel 2010, e ora i banchieri centrali pensino al benessere della gente e non ai parametri
di Guido Gentili. Analisi di Alberto Quadrio Curzio e Luigi Zingales 5 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-05/la-svolta-visco-europa-ha-sbagliato-2010-e-ora-banchieri-centrali-pensino-benessere-gente-e-non-parametri-152936.shtml
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/#comment-479
 
cclericetti 10 ottobre 2014 alle 01:20
Ho letto le tre cartelle del discorso ufficiale di Visco. La frase sui parametri, la sola che conta (però conta...), è nell'ultimo capoverso, mentre l'affermazione sugli errori fatti è nell'intervista al Mattino. Se non sono prese di posizione estemporanee e se non resteranno isolate sono importanti. Difficile che si riesca a rovesciare la linea del board della Bce, ma la Banca d'Italia, se volesse, potrebbe fare molto. Per esempio prendendo posizioni più nette nei discorsi ufficiali e pubblicando analisi della crisi che si allontanino finalmente dalle ricette mainstream, o facendo le pulci alle metodologie che ci costringono a un circolo vizioso di tagli e recessione. Significherebbe mettersi esplicitamente contro la Germania e i suoi alleati e anche contro le ricette del "supercapitalismo", che non mirano a risolvere la crisi ma ad usarla per i loro obiettivi reazionari. Se Visco lo facesse darebbe una dimostrazione di grande coraggio e si schiererebbe, finalmente, dalla parte giusta.
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/#comment-481
 
@Carlo Clericetti
Sarò pessimista, ma francamente, 1) io non lo vedo Ignazio Visco, solo soletto (senza manco l'appoggio di Draghi-Signor Hyde), che fa la guerriglia alla Germania e a Weidmann a colpi di "report"; 2) ormai. anche l'FMI (http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/). e famosi neo-liberisti sono (quasi) passati sulla sponda keynesiana, ma questo non ha cambiato finora di una virgola la posizione rigida e arrogante della Germania sulla famigerata, ossimorica austerità espansiva e sulle supposte salvifiche riforme strutturali; 3) avrà letto sicuramente l'ultima newsletter di Sbilanciamoci, dedicata interamente alla Germania e ad alcune voci critiche tedesche sull'attuale politica economica giudicata suicida nel medio termine del governo tedesco, ma anch'esse - sono sicuro - lasceranno il tempo che trovano.
L'unica soluzione, l'ho già scritto più volte, se non si vuole uscire dall'Euro o minacciare di farlo (ed io sono stato sempre un filo-Euro) è denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea. E' la soluzione più facile, comoda e (forse) efficace.
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/#comment-484
 
cclericetti 11 ottobre2014 alle 01:03
@Vincesko Per la verità Visco in quel ruolo non ce lo vedo neanche io, però quella frase è piuttosto netta ed è stata una sorpresa. Speriamo che ci sorprenda ancora. Visco è una persona per bene, si fosse finalmente convinto che non si può più essere complici...
Quanto al ricorso alla Corte di giustizia, va bene come mossa politica, ma non spererei in un risultato favorevole. Purtroppo nei trattati c'è scritto solo "sotto il 2%", non si dice che l'inflazione deve essere al 2. Per i trattati va bene anche una deflazione al -10%, il che è una riprova della follia di chi li ha scritti e dell'irresponsabilità di chi li ha approvati senza opporsi a cose del genere. Questo però comporta che la Corte, per accettare il ricorso, dovrebbe dare un'interpretazione politica contraria alla linea dei tedeschi e delle tecnocrazie. E' più facile che un canapo passi perla cruna di un ago...
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/#comment-486
 
@Carlo Clericetti
1. Sono d’accordo che la dichiarazione di Ignazio Visco rappresenta una discontinuità. Ma purtroppo sarà inefficace: gli arroganti – come la Germania - conoscono solo il linguaggio della forza, e i Tedeschi – per usare un linguaggio molto franco -, come la storia insegna, non sono solo arroganti, sono anche “ottusi” o, se si preferisce, sado-masochisti.
2. L’inflazione dev’essere poco sotto il 2%.
3. In ogni caso, la violazione della BCE è di entrambi gli obiettivi statutari, perché gli obiettivi della BCE (come recita lo stesso titolo dell’art. 2 del suo statuto) sono due, non uno soltanto, come quasi tutti – anche docenti ordinari di Economia – pensano. Se fosse solo una mossa politica, io non l’avrei mai proposto.
Reitero il mio commento pubblicato in calce al post su Bonanni:
Oggi, 24 settembre 2014:
Draghi: «L’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento»
Ieri, alla sua audizione al Parlamento Europeo, quindi in una sede istituzionale, Draghi, ad una domanda di un parlamentare, aveva detto che la BCE, con l’inflazione prossima allo zero %, stava rispettando l’obiettivo statutario del controllo dei prezzi. Oggi, invece, all’emittente radiofonica francese Europe1, dice che l’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento.
Apparentemente, le due dichiarazioni sembrano equivalersi. Invece c’è una differenza sostanziale. Il primo obiettivo favorisce i creditori (Germania e satelliti), il secondo obiettivo favorisce i debitori (Italia ed altri Piigs).
Ciò che, però, Draghi non ha ancora detto è che la BCE, raggiunto il primo obiettivo statutario, che – come ho più volte segnalato - non è quello di tenere l’inflazione prossima allo zero, ma poco sotto il 2%, deve – deve! – adempiere il secondo obiettivo, di sostenere la crescita economica e dell’occupazione.
Allegati:
1) PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA.
Articolo 2 - Obiettivi
Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.
[*] Secondo l'articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" [che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”]
[…]
Vincesko
PS: Qui tutti i link: Draghi e l’obiettivo dell’inflazione http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819224.html
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/#comment-487
 
***
 
2. Il Governatore Visco ogni tanto non le manda a dire. Purtroppo, succede troppo raramente. Nel sito della Banca d’Italia non c’è traccia di questo intervento.
 
ECONOMIA
SIAMO FERMI: L'EUROPA È BLOCCATA TRA CRISI DEL DEBITO E RISCHIO DEFLAZIONE
VISCO: CREDITORI E DEBITORI HANNO LE STESSE RESPONSABILITÀ PER LA CRISI
L'intervento del governatore della banca d'Italia al seminario di villa Mondragone: gli interventi non convenzionali della banca centrale europea sono necessari per combattere il rischio deflazione. Sull'Europa il governatore lamenta la carenza di fiducia reciproca e ricorda: debitori e creditori hanno le stesse responsabilità
25 giugno 2015
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/visco-deflazione-bce-grecia-mondragone-830a2155-318f-4118-8dce-69588c8afe65.html
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/06/25/le-correzioni-sui-compiti-a-casa/#comment-2324
 
***
 
3. Aggiungo, a mo’di conclusione:
Segnalo molto volentieri questo articolo, poiché rispecchia il mio pensiero. Questi leader di destra europei sono spietati e mentono senza scrupoli, perché hanno il cervello condizionato dall’educazione stortignaccola ricevuta, che li costringe a scaricare tutte le colpe sui capri espiatori, e così tacitano la loro coscienza sporca:
«I conservatori hanno devastato l’Europa»
Thomas Piketty: «Quando sento dire dai tedeschi che i debiti vanno onorati mi viene da ridere»
lunedì 29 giugno 2015
http://www.nextquotidiano.it/i-conservatori-hanno-devastato-leuropa/
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/06/25/le-correzioni-sui-compiti-a-casa/#comment-2338

 
Post scriptum
 
A mio avviso, le banche non sono, oggi, uguali alle altre imprese, per una serie di motivi, che si rafforzano a vicenda: primo, perché sono le padrone del mondo; secondo, perché essendo potentissime sono riuscite e riescono a influenzare il legislatore; terzo, perché, proprio a cagione della disciplina che hanno fatto mettere su per il loro funzionamento, svolgono un ruolo estremamente delicato in un sistema altamente interconnesso come l'attuale; quarto, per questo il loro fallimento può avere – come è successo nella genesi di questa ultima, terribile crisi economica - effetti sistemici devastanti. Ne discende che, per renderle uguali alle altre imprese, è necessario affrontare e risolvere i vari aspetti citati, implementando le

Regole per i mercati finanziari:
(a) separazione tra banche commerciali e banche d’investimento; [8]
(b) controllo dei capitali-ombra; [9];
(c) disciplina dei derivati, (d) vietandoli – assieme alle vendite allo scoperto – per i prodotti alimentari;
(e) regolazione severa delle vendite allo scoperto sui titoli pubblici; [10] ed infine
(f) introduzione della TTF. [7]
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/promemoria-delle-misure-anti-crisi.html
 
 
Post collegato
 
Il governo deve ristorare i risparmiatori delle quattro banche Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841651.html  oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-governo-deve-ristorare-i.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2016/01/ora-che-si-colpiscono-i-ricchi-e-i.html

 


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