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Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto

 
Da oltre due anni, sto facendo opera di informazione sui poteri e gli obiettivi statutari della BCE, combattendo una battaglia quasi solitaria contro l’ignoranza quasi universale in materia e la DISINFORMAZIONE strumentale messa in campo dalla stessa BCE, il cui presidente, Mario Draghi, in tre anni e mezzo dacché ha ricevuto il mandato, non ha mai menzionato il secondo obiettivo statutario; con la complicità dell’Unione europea, che nel suo sito scrive di un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – (cfr. Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto; e dovendo correggere perfino docenti italiani di Economia, anche famosi, e un premio Nobel di Economia (cfr. Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire) ).

Nel novembre scorso, ho inviato al Parlamento europeo una petizione contro la BCE, perché non rispetta il suo statuto (cfr. Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto).

Qualche giorno fa, ho letto questi due articoli del prof. Paolo Savona apparsi su Milano Finanza rispettivamente il 31 marzo e il 1 aprile, e ripresi da Formiche: Vi spiego perché contesto le tesi della Bce di Draghi. Dopo la pubblicazione del primo articolo, egli dà conto che riceve un messaggio inviato dall’Ufficio contatti con la stampa della BCE:

“Le risposte di Draghi ai quesiti rivoltigli sul cambio meritano una particolare attenzione. Egli ha affermato che la nuova politica monetaria espansiva si trasmette al cambio dell’euro, precisando che“Oggi quell’effetto sul tasso di cambio è stato, indubbiamente, significativo. E’ iniziato con l’aspettativa che si arrivasse al QE, poi si è molto rafforzato con l’attuazione del QE…”. Ha poi aggiunto che una stima della Banca d’Italia indica che “la riduzione dei tassi a lungo termine e il deprezzamento del cambio dovrebbero esercitare un impatto positivo sul livello del PIL italiano pari a circa 1 punto percentuale entro il 2016”. E ancora di seguito ammette che “gli ultimi due o tre anni hanno visto movimenti del tasso di cambio molto significativi, ma da parte di tutti si è capito che questi movimenti del tasso di cambio non avevano intenti o non erano la conseguenza di politiche mirate al tasso di cambio, ma era la conseguenza di politiche economiche e, più particolarmente, monetarie che miravano a obiettivi di carattere interno. Quindi, nel nostro caso, a raggiungere un certo tasso di inflazione, nel caso degli Stati Uniti a raggiungere un certo tasso di inflazione e di disoccupazione. Draghi completa la risposta attribuendo alla differenza nei cicli economici e nelle politiche monetarie il recente comportamento del rapporto di cambio euro/dollaro e alla ritrovata fiducia nell’euro il “forte rafforzamento dell’euro” del 2012.

Credo che la spiegazione data, pur con profonde diversità interpretative delle determinanti delle parità di cambio nei diversi momenti attraversati dall’euro, fornisce la spiegazione, per me difficile da accettare, che la svalutazione è considerata benefica in termini di crescita, ma non è tra le variabili considerate nelle scelte di politica monetaria. Se a questa considerazione si somma l’affermazione che per la BCE l’obiettivo è sollecitare l’inflazione e non anche l’occupazione, come per la Fed americana, i miei turbamenti aumentano”. 

Io non ho le competenze tecniche per entrare nel discorso del cambio con un Draghi e un Savona. Ciò che posso e mi preme sottolineare, invece, è che questa risposta di Draghi è una vera e propria confessione della violazione dello statuto della BCE, poiché costituisce la prova documentale dell’ammissione che la BCE non persegue, come prescrive il suo statuto - che è mutuato dal trattato dell’Unione Europea (TFUE) -, che un solo obiettivo, quello del controllo dell’inflazione, e non anche il secondo, quello della crescita economica e della piena occupazione ( "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, una "crescita economica equilibrata"; la "piena occupazione"; "la solidarietà tra Stati membri"). 

Sono, da una parte, soddisfatto per aver finalmente trovato, dopo le bugie per omissione sia della BCE che dell’UE, circa gli obiettivi statutari della BCE, la prova della sua palese violazione statutaria; ma, dall’altra, sono davvero costernato sia del comportamento illecito della Banca Centrale Europea, del suo presidente e degli altri membri del Consiglio direttivo, sia del fatto che questa gravissima violazione, che tanti danni arreca al popolo europeo, continui a non suscitare scandalo ed un’adeguata azione legale, ma, come fa anche il prof. Paolo Savona, una semplice presa d’atto, come non si trattasse, oltre che di un evidente e grave sopruso, di un vero e proprio illecito.

 

PS: Per parte mia, aggiungerò questa prova documentale al mio Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto, petizione che è stata protocollata, ma che probabilmente farà appena in tempo ad essere trattata entro il termine della legislatura europea, poiché nel sito della Commissione Petizioni del Parlamento europeo l’elenco visibile delle petizioni arriva ancora al 2013.

 

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VIDEO E AUDIO COLLEGATI:

 

Facendo la ricerca, il link iniziale all’audizione offerto è questo: javascript:void(0);, ma linkando sul comunicato stampa e cercando le audizioni in ordine di data sono riuscito a trovare il video completo e, a destra (“nascosto”), il link dell’audizione. La cosa curiosa è che, per fortuna dopo averlo salvato, sono uscito inavvertitamente dal collegamento, ho rifatto la procedura, scorso i vari giorni, ma il video è scomparso dall’elenco relativo al giorno 26 marzo 2015.

 

Audizione del presidente della BCE Mario Draghi alla Camera dei Deputati

 

Comunicato stampa

25/03/2015

1938

Politica monetaria Bce, audizione Draghi - Giovedi’ alle 14,15 diretta webtv

Giovedì 26 marzo, alle ore 14,15, le Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell'Unione Europea, presso la Sala del Mappamondo, svolgeranno l'audizione del Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, sulla politica monetaria della Bce, le riforme strutturali e la crescita nell'area dell'euro. L'appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.

http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8958

 

Giovedì 26 Marzo 2015 ore 14:15 COMMISSIONI RIUNITE BILANCIO, FINANZE E POLITICHE UE - Politica monetaria Bce, audizione Draghi

Le Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell'Unione Europea, presso la Sala del Mappamondo, hanno svolto l'audizione del Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, sulla politica monetaria della Bce, le riforme strutturali e la crescita nell’area dell’euro.

http://webtv.camera.it/archivio?id=7695&position=0

 

Presidenti di Commissione parlamentare presenti:

Daniele Capezzone, presidente Commissione Finanze della Camera

Francesco Boccia, presidente Commissione Bilancio della Camera

Michele Bordo, presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea

 

Do un resoconto sintetico dell’audizione:

 

Domande:

On. Bordo (PD): 1. Piano Juncker, quale effetto? 2. Oltre riforme strutturali, quali misure stimolo domanda?

On.Boccia (PD): 1. Credito all’economia reale. 2 Se BCE potrà acq. titoli per piano Juncker.

On. Capezzone (FI): 1. Timore trasmissione all’economia reale dell’iperliquidità del QE; 2. Se crescita in Italia resta bassa e debito pubblico elevato, non teme insostenibilità debito italiano?; 3. Negli ultimi anni il processo di risanamento italiano è stato orientato alla crescita?

On. Causi (PD): 1. Timore contraddizione tra QE e requisiti prudenziali capitale banche; 2. Valutazioni differenziate degli attivi (stress test) titoli pubblici e derivati, a favore dei secondi; 3. Esigenza riduzione bancocentrismo: effetti per l’Italia; 4. In UE quanto contano squilibri macroeconomici [ad es., surplus commerciale eccessivo]; 5. Giudizio su riforma banche popolari.

On. G. Pisano (M5S): 1. In Italia, politica monetaria di tassi indifferenziati tra Nord e Sud ha svantaggiato il Sud, tale rischio si ripete in UE per la medesima politica dei tassi attuata dalla BCE.

On. Carla Ruocco (M5S): 1. Inserire in prospetti informativi proposti agli investitori delle analisi probabilistiche per ridurre le asimmetrie informative tra banca e investitore.

On. Villarosa (M5S): 1. Quanti soldi del QE arriveranno all’economia reale; 2. Riforma banche pop., è congruo limite 8 mld?; 3. Derivati, conflitto d’interesse dei proponenti.

On. Busin (Lega N.): 1. Bad bank, che sarebbe utile; 2. Effetti positivi QE per surplus commerciale, in particolare per ridurre surplus Germania.

On. Tancredi (Area popolare): 1. Maggiori poteri europei e maggiore investitura democratica

On. Bernardo (Area pop.): 1. Bad bank; 2. Se si fossero prese misure analoghe nel 2011, che effetti avrebbe avuto sullo spread?

On. Marcon (SEL): 1. Problema bilancia comm. e surplus, v. in particolare Germania; 2. Riforme strutturali in UE sono state efficaci? Il debito pubblico è aumentato e scarso importo piano Juncker.

On. Paglia (SEL): 1. QE, esperienza USA ha avuto successo perché non è bancocentrica, perché c’è maggiore accesso ai finanziamenti diretti di borsa e per il deficit elevato; in Italia non c’è nessuna di queste 3 condizioni.

On. Sottanelli (Scelta civica): 1. QE, quali strumenti per accrescere domanda e per fare arrivare i soldi all’economia reale; 2. Effetti sullo spread.

On. Librandi (Scelta Civica): 1. Quale sarà la politica monetaria degli altri Paesi per reagire al calo del tasso di cambio?; 2. O ci sarà rapporto di cambio Euro/Dollaro pari a 1?

On. Adriana Galgano (Scelta civ.): 1. Lista istituzioni e mancanza istituzioni it. per acquisto titoli QE; 2. Default Grecia.

On. Fauttilli (Per l’Italia-Centro dem.): 1. Risorse insufficienti piano Juncker; 2. Risorse, perché non si adottano eurobond o la proposta Prodi-Quadrio Curzio degli EuroUnionBond?

On. Barbanti (Misto-Area libera): 1. Tasso reale ; 2. Disclosure reporting; 3. Acq. titoli in base valutazioni società rating USA, perché non Agenzia rating UE?

 

Risposte del presidente Draghi:

1. Trasmissione QE all’economia reale: quanto si trasferirà a causa bancocentrismo (in UE, l’80% è credito bancario); piccola impresa (70-80% Pil). In GB e Giappone (entrambi bancocentrici) ha avuto effetto. I canali sono molteplici. Effetto tramite tasso di cambio. Calo tassi d’interesse a lungo termine. Tasso reale vicino a zero favorirà investimenti. Deficit in USA prima espanso nel momento più difficile della crisi e poi ridotto; in UE per vincoli istituzionali c’è stato invece il consolidamento fiscale, in tempi brevi. In UE la tassazione più elevata.

2. Piano Juncker: sarà efficace a 2 condizioni: la prima è che parta presto; la seconda è che venga accompagnato dalle riforme strutturali (PA). BCE non può acq. sul mercato primario, ma può acq. bond BEI sul mercato secondario.

3. BCE può agevolare che lo stimolo del QE si trasmetta all’economia reale? Lo fa favorendo i prestiti (LTRO, ecc.).

4. Ripresa ciclica, non strutturale, quindi occorre fare oggi le riforme strutturali. Il maggior incentivo a farle è il tasso di disoccupazione.

5. Effetti nuove misure restrittive sulle banche: banca senza capitale già non presta, quindi sanarla porta a maggior credito nel medio periodo. Titoli sovrani: prima erano a rischio zero, ma dopo Grecia non sono classificati esenti da rischio.

6. Riforma banche pop.: giudizio favorevole.

7. Può BCE differenziare obiettivi tassi d’inflazione? No, opera su obiettivo di tasso medio.

8. Trasparenza banche: prerogativa ora è nazionale.

9. Derivati, conflitto d’interesse: dopo Tesoro, sono rimasto disoccupato, mi sono dedicato all'insegnamento, solo dopo vari mesi sono stato assunto dalla Goldman S.

10. Tasso di cambio: a 1h 37’ 35” fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE e FED.

11. Effetto nel 2011 sullo spread di un QE: a) nel 2011 le banche erano malate, ora c’è stata pulizia banche che hanno potenziato trasmissione liquidità; e b) aspettative inflazione.

12. Surplus commerciale tedesco: il QE non incide, se non indirettamente attraverso le riforme strutturali.

13. Consolidamento fiscale UE: è avvenuto attraverso aumento tasse e della spesa corrente e tagli degli investimenti pubblici, che è un tipo di consolidamento cattivo.

14. BCE, criterio lista istituzioni tramiti acq. titoli QE: si basa su elenco di agenzie riconosciute nella seconda categoria di scarti di garanzia.

15. Grecia: il QE non compra titoli greci per 3 motivi: a) programma review sospeso; b) non acquista al di sotto di un certo rating; e c) non va al di sopra di una certa percentuale che potrebbe portarla in maggioranza nelle assemblee dei creditori (limite è il 33%).

16. Società di rating: nelle regole d’investimento, il rating è unico indicatore, alcuni investitori lo hanno addirittura nello statuto.

  
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http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html

 

Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE

 

La depressione economica italiana – che dura, tranne uno sporadico rimbalzo nel 2010, da 7 anni - non accenna a fermarsi. Essa va inquadrata nello scenario della trasformazione epocale planetaria, in corso da almeno 10 anni, degli assetti della produzione, della ricchezza e del benessere che avevano caratterizzato i precedenti 250 anni (fino a metà del ‘700, la Cina era il Paese più ricco del mondo e l’Indostan uno dei più ricchi) [1].In questo quadro, è in corso una battaglia tra la corrente economica egemone negli ultimi 30 anni - il neo-liberismo - ed una ora rinvigorita corrente neo-keynesiana. La prima ha fatto registrare negli ultimi 2 anni clamorose defezioni (a partire dal FMI), a motivo di una presa d’atto che le formule su cui erano basate le prescrizioni economiche mainstream orientate all’austerità sono state clamorosamente smentite dalle evidenze empiriche.[2] 

Ciononostante, talvolta lo stesso FMI contraddicendo se stesso e, in Europa, per volontà soprattutto della Germania (si vedano le dichiarazioni di ieri del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, [3] la Commissione Europea fanno resistenza ad abbandonare il famigerato ossimoro dell’austerità espansiva, e persistono nell’imporre agli Stati il rispetto degli “stupidi” parametri di Maastricht in tempi di recessione, resi più severi dal fiscal compact.

Qualche segnale di resipiscenza lo ha mostrato recentemente il neo presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, il quale, per guadagnarsi l’appoggio determinante del Gruppo del PSE al Parlamento Europeo, ha proposto un piano di investimenti triennale di 300 mld per tutta l’Eurozona, [4] ma tale cifra è palesemente inadeguata. L’unico intervento risolutivo potrebbe essere:

a) in Italia, il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; e/o

b) in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione; [5] e/o

c) aumentare il credito, che è uno dei provvedimenti necessari ma non sufficiente da solo; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio comprando il loro debito (la parte eccedente il 60% del Pil), sotto forma di titoli a lunga scadenza e a tasso zero (senza contestuale sterilizzazione), alleviando così sensibilmente la attualmente gravosa spesa per interessi (in Italia, quasi 90 mld l’anno),destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione.

Purtroppo, la prima ipotesi (vista di buon occhio dalla Germania) trova l’opposizione dei potenti ricchi italiani, che hanno risorse enormi, controllano i media e possono anche contare sia su una schiera di utili idioti ben retribuiti sia sull’ammuina gratuita di milioni di poveri; la seconda è di difficile attuazione poiché ha l’opposizione di principio della Germania; e la terza ha l’opposizione ideologica di nuovo della Germania, che ospita sul suo territorio la BCE e, soprattutto, ne condiziona l’operato e addirittura l’interpretazione e quindi l’applicazione del suo stesso statuto.

Infatti, la BCE sta violando il suo stesso statuto. Affermazione grave, ma rispondente del tutto al vero. Negli ultimi 2 anni, spesso faccio rilevare anche ad esperti e docenti universitari (vedi in appendice l'ultimo caso) che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione; essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" (art. 2).

Ho già segnalato qui la modifica del link e del testo delle funzioni della BCE nel suo sito. Ho poi rivolto un quesito aperto a Mario Draghi (lo scorso 8 agosto, letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) sul perché lo abbia fatto e se ciò abbia qualche legame con lo strapotere della Germania, non solo politico, economico e commerciale, ma anche nell’interpretazione dei trattati e dello statuto della BCE. Ho, infine, lanciato il quesito-proposta di denunciare la BCE, che, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE e dell’Euro, è il vero ganglio del sistema, sia per quello che fa (continuare a suggerire e condizionare gli aiuti alle riforme strutturali), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art.2), alla Corte di Giustizia Europea appunto per violazione dei trattati UE e dello statuto della BCE. [v. appendice].

In conclusione, poiché il problema, comunque, non è Draghi, ma è l'opposizione della Germania e, se la psicologia degli individui e delle Nazioni ha un senso (e sicuramente ce l’ha), la Germania smetterà o attenuerà la sua ideologia basata sull’austerità soltanto se e quando a) vedrà in pericolo il proprio interesse; o b) sarà costretta da un'Autorità superiore, che - temo - non può essere il Parlamento Europeo, ma la Corte di Giustizia Europea (alla cui autorità si è dovuta inchinare persino l'arrogante Corte Cost. tedesca), [6] io credo sia un errore, sia strategico sia tattico sia negoziale, limitarsi a chiedere una semplice flessibilità nell’applicazione dei parametri UE, incluse le formule astruse, errate e discrezionali, [7] che va considerato soltanto l’obiettivo minimo, ma occorra prefiggersi l’obiettivo massimo, che è almeno uno dei tre obiettivi indicati prima, di cui, per quanto riguarda i due obiettivi esterni all'Italia (EuroUnionBond e acquisto del debito da parte della BCE), la denuncia della BCE alla Corte di Giustizia Europea – visti l’egoismo e la tetragona ottusità della Germania – a mio avviso è la necessaria e strumentale conditio sine qua non.


[1] Trasformazione epocale da governare al meglio  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
[2] a) L’FMI ha ora ribaltato la sua convinzione sul moltiplicatore delle tasse e della spesa (http://keynesblog.com/2012/11/06/la-fine-del-washington-consensus/ http://keynesblog.com/2012/12/05/per-una-terza-via-keynesiana-tra-austerita-e-populismo/ http://keynesblog.com/2012/12/21/i-modelli-economici-sbagliati-alla-base-della-crisi/); b) un fatto analogo è successo per la tesi di Reinhardte Rogoff; (i cui studi sono un punto di riferimento e uno dei fondamenti teorici degli interventi dell’FMI e non solo): c’è sì una relazione tra debito pubblico e crescita, ma nel senso che è il rallentamento della crescita che fa salire il debito pubblico: praticamente l’opposto (http://keynesblog.com/2013/04/18/il-debito-pubblico-deprime-la-crescita-il-clamoroso-errore-di-carmen-reinhart-e-kenneth-rogoff/); e infine c) è stata messa in discussione la formula applicata dalla Commissione Europea sulla disoccupazione strutturale per il calcolo del deficit strutturale (lo ha fatto anche Draghi nel suo recente intervento al simposio dei governatori delle banche centrali tenutosi in USA (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/27/draghi-sul-pareggio-conti-ue-inattendibili/)..
[3] http://www.repubblica.it/economia/2014/08/27/news/schaeuble_frena_l_entusiasmo_per_draghi_sue_parole_male_interpretate-94527228/
[4]http://www.repubblica.it/economia/2014/07/15/news/juncker_il_giorno_della_fiducia_priorit_lavoro_e_crescita_300_miliardi_in_3_anni-91599045/
[5] http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
[6] L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html
[7] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/27/draghi-sul-pareggio-conti-ue-inattendibili/
 


Appendice
 
Quesito a Mario Draghi
Vincesko Venerdì, 08 Agosto 2014 15:08:48
Segnalo (ma certamente non a Paolo Pini, che presumo lo abbia già letto) questo molto opportuno articolo di oggi di Carlo Clericetti e riporto il mio lungo commento in calce ad esso.
8 AGO 2014
Draghi straparla, i governi stanno zitti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/08/draghi-straparla-i-governi-stanno-zitti/
Da un po' di tempo, quando penso a Mario Draghi, chissà perché…, mi vengono in mente il Dottor Jekyll e il Signor Hyde... 
Pensate, anche Scalfari, me li evoca, da 3 anni a questa parte, dopo che ha smesso di scrivere i suoi vigorosi editoriali del 2010 in cui sollecitava i ricchi a riattivare anche in Italia i vasi comunicanti, prima che la casa cascasse loro addosso. Poi, spento l’incendio, se ne è dimenticato, come tuttii ricchi illuminati, incluso Carlo De Benedetti, che propose per primo (si veda Il Sole 24 Ore del 12 settembre 2009, poi ribadito il 10.11.2010) un’imposta patrimoniale sui ricchi e i benestanti.
E noi povericristi a litigare, cadendo nella trappola dei ricchi, e dei loro utili idioti ben retribuiti, che, un giorno sì e l’altro pure, chiedono le salvifiche riforme strutturali, ma ovviamente quelle che riguardano i povericristi, mai quelle che colpirebbero i ricchi. Chissà perché…
Io mi considero un ignorante, specialista del 2+2. E forse è per questo che apprezzo molto gli articoli di Carlo Clericetti, che, non solo è voce fuori dal coro, ma scrive cose di logica elementare e di semplice buonsenso, che in questo periodo (ma forse è stato sempre così) in cui imperano gli utili idioti ben retribuiti al soldo dei ricchi (come è, per metà – novello Dottor Jekyll e Signor Hyde - lo stesso Draghi, che così tanto piace a Scalfari) appaiono e sono rivoluzionarie.
La recessione di oggi è soprattutto la conseguenza, ovviamente, non delle decisioni di questo governo Renzi o del precedente governo Letta, ma del sesquipedale risanamento dei conti pubblici operato, dopo la crisi della Grecia e sotto l’urgenza dello spread, nella scorsa legislatura (330 mld cumulati, ma le misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti, 4/5 Berlusconi, pari a 267 mld, e 1/5 Monti, pari a 63 mld) addossati per lo più sui non ricchi, ad alta propensione al consumo. e perciò con effetti economici depressivi. 
Soluzioni. Nell'attuale situazione dei conti pubblici e con i vincoli UE, Renzi può fare poco per la crescita, a meno che non decida di varare una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie) o faccia varare dall'UE gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), per costituire un fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici nazionali (per tranquillizzare la riottosa Germania, che pochi giorni fa, per salvare le sue banche, ha deciso un prelievo forzoso), per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione, pena il permanere della depressione economica e un lento declino.
Infine, ci sarebbe una terza opzione, ma, stante l’opposizione ideologica dellaGermania, è forse la meno probabile: un intervento strutturale anti-crisi della BCE, che, per imposizione appunto della Germania, sta contravvenendo al suo stesso statuto (art. 2). La severità eccessiva e la proposta strampalata - ma che ha una logica - di Draghi (per uno specialista del 2+2 come me) sono indizi evidenti di senso di colpa per coda di paglia.
Ho già segnalato qui la modifica del link e del testo delle funzioni della BCE nel suo sito. Pubblico anche qui un mio quesito aperto, che stamane è stato letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla.

QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI 
Egr. Dott. Draghi, 
Rilevo che, nel sito della BCE, [*] c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni. Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile, ma che io conservo gelosamente): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”. 
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. Infatti, come Lei sa, non è vero che la BCE ha il compito esclusivo del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di sostenere le politiche economiche generali dell’UE. 
Il problema è che la Germania, che La ospita, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione dello statuto BCE e nell’applicazione dei trattati. Questo strapotere ha avuto un’influenza sulla Sua decisione della modifica suaccennata?
Cordialmente,
V.
[Allego il post contenente i link "Quesito aperto a Mario Draghi"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html].
 
Quesito a Paolo Pini
Vincesko
Sabato, 09 Agosto 2014 18:32:16
No, il quesito a Draghi è mio...
Ne formulo un altro: 
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
Draghi: "E' ora di cedere sovranità sulla riforme. L'Italia allontana gli investimenti".
07 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/07/news/la_bce_lascia_i_tassi_invariati_allo_0_15_-93325026/
La frase-invito-monito di Draghi per me è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi: 
a) l’editoriale di Scalfari di domenica scorsa,[1] in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari); ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi,[2] recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti,[3] nessuno dei governanti fiata.
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi e solerti a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine, 
d) come accennavo ieri,[4] la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione.[4] Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.[5]
[1 ]Il concetto vi dissi... ora ascoltate com'egli è svolto
di Eugenio Scalfari - 03 agosto 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/08/03/news/il_concetto_vi_dissi_ora_ascoltate_com_egli_svolto_-93014426/
[2] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml
[3] Carlo Clericetti - 8 AGO 2014
Draghi straparla, i governi stanno zitti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/08/draghi-straparla-i-governi-stanno-zitti/
[4] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
[5] Recessione, depressione e 80€
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816654.html
Il Corriere della Sera prima ha censurato poi ha pubblicato poi ha cancellato un mio commento sui pesi del risanamento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816328.html
(Da: "La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816759.html).
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
 
Quesito a Felice Roberto Pizzuti
Violazione statutaria della BCE?
Vincesko
Mercoledì, 27 Agosto 2014 02:06:17
@Felice Roberto Pizzuti
Citazioni:
1. “Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2. “Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi euro pei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto ‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
Ri-ri-riporto la vecchia versione delle Funzioni della BCE (ormai introvabile):
“Funzioni della BCE
Le funzioni del SEBC e dell’Eurosistema sono definite dal Trattato che istituisce la Comunità europea e specificate dallo Statuto del Sistema europeodi banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE). Lo Statuto figura come protocollo allegato al Trattato. 
Il Trattato fa riferimento al “SEBC” e non all’“Eurosistema”, essendo stato redatto in base all’assunto che tutti gli Stati membri dell’UE adotteranno l’euro. Fino a tale momento sarà l’Eurosistema a svolgere le funzioni stabilite dal Trattato. 
Obiettivi
L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Inoltre, "fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBCsostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). 
Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ri-ri-faccio rilevare che recentemente il sito della BCE, non credo per caso,ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, cancellando il riferimento esteso all’obiettivo della crescita economica e dell’occupazione e introducendo un periodo che enfatizza anche per l’UE il controllo dei prezzi.
Il recente invito-monito di Draghi di cedere sovranità alla troika (anticipato e condiviso da Scalfari in un suo editoriale ) per me è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
Infine, rivolgo anche a Lei il quesito che ho proposto a Paolo Pini (e in Keynes blog): La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in unaconcessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
[1] http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionatae costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918 

vincesko 23 agosto 2014 alle 01:14
QUESITO
Nell’articolo allegato, Giavazzi e Tabellini chiedono un intervento forte alla BCE, ritenendolo indispensabile.
La BCE, finora, ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte di Giustizia Europea?
Draghi: “E’ora di cedere sovranità sulla riforme. L’Italia allontana gli investimenti”.
La frase-invito-monito di Draghi è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi:
a) l’editoriale di Scalfari di 2 domeniche fa in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari);ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi, recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti, nessuno dei governanti fiata).
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine,
d) la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art.2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
PS:
Faccio rilevare che, nel sito della BCE, c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni.
Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. [*]
[*] Link (e testo) sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817550.html
 
QUESITO-PROPOSTA
Nell’articolo allegato, Giavazzi e Tabellini chiedono un intervento forte alla BCE, ritenendolo indispensabile.
La BCE, finora, ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte di Giustizia Europea?
Draghi: “E’ ora di cedere sovranità sulla riforme. L’Italia allontana gli investimenti”.
La frase-invito-monito di Draghi è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi:
a) l’editoriale di Scalfari di 2 domeniche fa in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari); ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi, recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti, nessuno dei governanti fiata).
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine,
d) la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
PS:
Faccio rilevare che, nel sito della BCE, c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni.
Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre,“fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. [*]
[*] Link (e testo) sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
 
PPS:
Riporto per esteso la vecchia versione delle Funzioni della BCE (ormai introvabile):
“Funzioni della BCE
Le funzioni del SEBC e dell’Eurosistema sono definite dal Trattato che istituisce la Comunità europea e specificate dallo Statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE). Lo Statuto figura come protocollo allegato al Trattato. 
Il Trattato fa riferimento al “SEBC” e non all’“Eurosistema”, essendo stato redatto in base all’assunto che tutti gli Stati membri dell’UE adotteranno l’euro. Fino a tale momento sarà l’Eurosistemaa svolgere le funzioni stabilite dal Trattato. 
Obiettivi
L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Inoltre, "fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). 
Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Rifaccio rilevare che recentemente il sito della BCE, non credo per caso, ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, cancellando il riferimento esteso all’obiettivo della crescita economica e dell’occupazione e introducendo un periodo che enfatizza anche per l’UE il controllo dei prezzi.
http://keynesblog.com/2014/08/27/uscire-dalleuro-o-uscire-da-questa-bce


Articolo collegato:
 
Ritengo questa foto dell’Economist una fedele fotografia delle responsabilità della pessima gestione dell’UE e dell’Euro. La responsabile numero 1 è la “bottegaia” Merkel, il responsabile numero 2 è il mediocre Hollande, il responsabile numero 3 è Draghi, il quale, costretto dalla Germania, viola lo statuto della BCE di cui è presidente. Renzi è (almeno finora) irresponsabile.
 
Economist, Renzi in copertina con il gelato
http://www.repubblica.it/politica/2014/08/28/foto/economist_renzi_in_copertina_con_il_gelato-94593861/1/



 

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