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Lettera alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL sulla loro notizia errata sulla decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento alla speranza di vita


Pubblico la lettera che ho inviato cinque giorni fa alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL dopo aver letto la loro analisi degli effetti di “Quota 100”, nella quale ripetono l’errore della Ragioneria Generale dello Stato sulla decorrenza biennale dell’adeguamento delletà di pensionamento alla speranza di vita. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL sulla loro notizia errata sulla decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento alla speranza di vita

Da:  v

9/5/2019 17:15


ALLA C.A. DI FULVIO FAMMONI, CARLO GHEZZI, EZIO CIGNA

CC: Parlamentari, Sindacati, Media, Fondazioni, INPS


Viene eliminato sino al 31.12.2026 il collegamento del requisito pensionistico per la pensione anticipata con l’incremento dell’attesa di vita (che sarebbe stato di 5 mesi nel 2019) previsto per ogni biennio dal 2019 in poi.

No, la periodicità biennale decorre dal 2022, come si evince agevolmente dalla norma (L. 214/2011, art. 24, comma 13), che viene interpretata in maniera erronea da RGS (in contraddizione con quanto la stessa RGS scriveva nella relazione tecnica della legge):

Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.[…]”.

Aggiungo che un’altra errata interpretazione di RGS riguarda la norma che prescriverebbe che si calcolino soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni dell’aspettativa di vita, che invece dovrebbe valere soltanto in sede di prima applicazione: “In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita”.

Ho già segnalato due volte queste errate interpretazioni delle norme pensionistiche a RGS.


Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull’adeguamento dell’età pensionabile


Lettera n. 2 alla Ragioneria Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche

Vista la sordità generale, ho inviato le due lettere, via pec, p.c. anche al Presidente della Repubblica, come extrema ratio. In data 5 marzo scorso, il Segretariato Generale del Quirinale mi ha informato che “questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per l’esame di competenza”.

Gli ho dovuto, però, riscrivere. Ecco la mia replica:

Replica alla risposta del Quirinale sulle errate interpretazioni della Ragioneria Generale dello Stato di norme pensionistiche

Ho inviato p.c. queste lettere anche ai Sindacati, incluso CGIL-SPI, e alla Fondazione Di Vittorio. Ed ho anche fatto omaggio del mio libro “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” sia a Maurizio Landini che a Roberto Ghiselli.

I quali, però, come tutti, continuano a citare esclusivamente la riforma Fornero e mai la ben più severa riforma SACCONI. Il che è:

·     errato, in particolare per il pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, nonché per il risparmio al 2060 (cfr. lettere a RGS);

·    autolesionistico per la CGIL (basta dare un’occhiata ai commenti in Rete), che fu l’unico Sindacato ad opporsi nel 2010 e 2011 alla riforma Sacconi ed è accusato di non essersi opposto adeguatamente alla riforma Fornero, alla quale viene imputato tutto, perciò avrebbe tutto l’interesse a fare chiarezza e ad attribuire in maniera corretta le norme pensionistiche.

Alla luce di quanto detto, cioè di un tema che fa registrare dal 2013-14 una DISINFORMAZIONE crescente prima nazionale, che coinvolge 60 milioni di Italiani, inclusi quasi tutti gli esperti previdenziali, e poi mondiale, mi permetto evidenziare ai dirigenti della CGIL e della Fondazione Di Vittorio l’opportunità di organizzare uno o più incontri-dibattiti informativi a Roma, a Napoli e nelle principali città sul tema delle riforme delle pensioni varate nel 2010 e 2011 (oltre che sulle manovre finanziarie della XVI legislatura e gli Obiettivi statutari della BCE) che dia a Cesare quel che è di Cesare. Per Roma suggerirei come moderatore Carlo Clericetti, che ha scritto la prefazione del mio libro e sul cui blog su Repubblica si è dispiegata nell’arco degli ultimi anni la mia piccola, diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, e, se ritenuto utile, do volentieri la mia disponibilità.

Cordiali saluti,

V.



Destinatari:



SINDACATI

(n. 47)


(n. 50)


Ministeri Lavoro e Tesoro

 (n. 29)

(n. 18)


(n. 50)


Commissione Lavoro Camera

(n. 44)


Commissione Affari Sociali Camera

(n. 48)


Commissione Lavoro pubblico e privato, Previdenza Sociale Senato

(n. 38)


ALTRE ISTITUZIONI/FONDAZIONI/ASSOCIAZIONIv

(n. 50)v


MEDIAv

(n. 50)


(n. 50)


(n. 50)



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Lettera all’economista Giampaolo Galli sulla sua notizia falsa sugli obiettivi statutari della BCE





Pubblico la lettera che ho inviato il 2 maggio scorso all’economista Giampaolo Galli, ex vice presidente di Confindustria e parlamentare del PD, sugli obiettivi statutari della BCE, dopo aver letto un suo articolo sul sito dell’Osservatorio CPI diretto da Carlo Cottarelli. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera al Dott. Giampaolo Galli sulla sua notizia falsa sugli obiettivi statutari della BCE.

Da:  v

2/5/2019 14:27


ALLA C.A. DEL DOTT. GIAMPAOLO GALLI


Egr. Dott. Galli,

Nel Suo articolo Il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro: teorie sovraniste e realtà , pubblicato nel sito dell’Osservatorio CPI, Lei scrive una cosa giusta ed una – grave - sbagliata.

Quella giusta è che, anche dopo il c.d. divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro, Bankitalia continuò a comprare titoli di Stato italiani per diversi anni.

Quella sbagliata è che la BCE abbia un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi. Che è la Terza più Grande Bufala del XXI Secolo.

La stessa decisione, che oggi alcuni mettono in discussione, di dare un unico obiettivo alla Bce, la stabilità dei prezzi, si spiega in termini teorici con la finalità di minimizzare i costi del controllo dell’inflazione in termini di prodotto e occupazione.

Se ne deduce che Lei, dottor Galli, – come quasi tutti gli economisti, incluso qualche premio Nobel - non conosce bene né i Trattati UE, né lo statuto BCE.

1. La stabilità dei prezzi non è l’unico obiettivo della BCE, come si deduce facilissimamente fin dal titolo, al plurale, dell’art. 2 Statuto BCE, di cui – viste l’importanza del tema per il popolo dell’Eurozona, in particolare del Sud, e l’ignoranza quasi universale - ho fatto un esame accurato nel mio libro “Le violazioni statutarie della BCE”.

2. La stabilità dei prezzi entra a far parte degli obiettivi dell’UE soltanto col Trattato di Lisbona, ma certamente non è l’obiettivo principale, ma un mero sub-obiettivo, finalizzato alla missione dell’UE statuita dal fondamentale art. 3 del TUE: “piena occupazione” e “progresso sociale”.

3. La BCE, citata in una recente lettera del presidente Mattarella (lettera ai presidenti delle Camere sulla legge “Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario”) quasi come se fosse un organo sovraordinato agli organi politici, è un mero organo strumentale dell’Unione Europea, al servizio del popolo europeo nel cui interesse esclusivo essa deve operare. 

Traggo il passo pertinente dal mio libro citato.


Statuto BCE


Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati UE  (ad esempio gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, acronimo TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Quindi inscrivere altri obiettivi nel mandato della BCE esige la modifica dei Trattati e perciò l’unanimità. Lo Statuto BCE, protocollo 4, infatti, include le modifiche ai Trattati intervenute col trattato di Lisbona.

Ma è difficilissimo cambiarle, sia perché è necessaria l’unanimità tra Paesi con interessi divergenti, sia perché le regole statutarie della BCE sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione europea Delors, gestito dal comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank, la banca centrale della Germania (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa «Deficit – Il punto sull’Europa tra sogno e realtà» - Seconda parte) [Attenzione: il video comincia a 52’51”, portare il cursore all’inizio del video].

L’obliterazione dell’obiettivo subordinato risale a quel peccato originale. Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCE.

Ancor meno ciò avvenne nei Trattati se la stabilità dei prezzi – con buona pace di Draghi e degli altri esponenti della BCE, in primis il potente presidente della Bundesbank, Jens Weidmann - vi entra soltanto con il Trattato di Lisbona,[14] finalizzato grazie al forte impegno e sotto la presidenza tedesca del Consiglio Europeo (2007, con decorrenza dicembre 2009), che gli impresse una forte impronta e riuscì a introdurvi anche il principio ordoliberista – invero lessicalmente ambiguo e fuorviante - della «economia sociale di mercato» (cfr. l’art. 3 del Trattato dell’Unione Europea, acronimo TUE). […]



1.1 Obiettivi

«Articolo 2-Obiettivi Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.»[15]

Lo statuto della Bce, come si deduce già dal titolo dell’articolo 2, stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, come si crede, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all’Euro, si veda la nota 17), però, secondo alcuni studiosi, tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente, ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo.

Il primo obiettivo è la stabilità dei prezzi, «sotto, ma vicino, al 2%». Il secondo obiettivo è stabilito nel medesimo articolo 2 dello statuto: «Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi», la Bce «sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea». Tra questi, i principali sono una «crescita economica equilibrata», la «piena occupazione» e il «progresso sociale»:

«Art. 3. […] L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente.»[14]

Ne discende che, in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), la condizione sospensiva («fatto salvo» - «without prejudice», nella versione inglese -), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario: pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - «crescita economica» e «piena occupazione» -, il quale – poiché l’inflazione dell’Eurozona è stata per cinque anni sotto zero (deflazione) o prossima allo zero o molto sotto il targetche rende necessaria una politica monetaria espansiva – è del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione, da sotto zero o quasi zero o molto inferiore, a poco sotto il 2%.


Cordiali saluti,

V.



Post collegati:


Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli


Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012



Destinatari:








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permalink | inviato da magnagrecia il 9/5/2019 alle 9:22 | Versione per la stampa

Dialogo breve con la Sen. Stefania Pucciarelli della Lega Nord sulle bufale del Sen. Alberto Bagnai sul Governo Monti





Pubblico il breve scambio di email intercorso tra la senatrice Stefania Pucciarelli della Lega Nord e me, dopo che ho inviato p.c. a tutti i membri del Gruppo parlamentare della Lega Nord del Senato una lettera inviata al senatore Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulle sue bufale sul Governo Monti.



Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

19/4/2019 12:07

A:  v  


Le chiedo cortesemente di noi inoltrarmi più queste lettere in quanto non sono interessata.Buona giornata,Stefania Pucciarelli.

Inviato da iPad




Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

Da:  v

19/4/2019 22:48


Egr. Senatrice Pucciarelli,

Pensavo volesse ringraziarmi dell’utile informazione. Invece mi dice che Lei, senatrice della Repubblica, non è interessata a sapere che un Suo collega leghista, professore universitario di Economia e presidente della Commissione Bilancio e Finanze del Senato, ignora i dati economico-finanziari delle leggi fondamentali della XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti, che hanno gestito la più grave crisi economica dal 1929), ne parla ad ogni pie’ sospinto e propala bufale gigantesche sul Governo Monti, al quale imputa la responsabilità della predetta crisi e dell’aumento della povertà, quando Monti ha varato soltanto il 19% del totale delle manovre contro l'81% di Berlusconi ed è stato molto più equo.

In effetti tanto strano non è, poiché la Lega Nord (statutariamente è ancora tale) approvò tutte le manovre pesantissime e scandalosamente inique del governo Berlusconi, inclusa la severa riforma Sacconi, ma poi ha addossato tutta la colpa su Monti e Fornero, che hanno dato una mano con le loro millanterie.

In primis Matteo Salvini, al quale l’ho contestato sia per lettera due volte, sia in diretta su Radio1 Zapping.[1] E Salvini ha basato su queste due BUFALE ormai diventate mondiali la vittoriosa propaganda elettorale del 2018. Ma la verità – si sa - fa male, in particolare a voi di destra, per l’educazione severa ricevuta. Per cui non legga il mio libro, vi troverebbe tutto spiegato e provato attraverso i documenti parlamentari. Buona notte,

V.

[1Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


PS: La informo che, come faccio sempre, riporterò questo scambio di email nel mio blog.





Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

22/4/2019 09:33

A:  v  


Le ripeto,che non gradisco ricevere più sue mail.Buona giornata,Stefania.

Inviato da iPad



Post collegato:


Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti



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Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato in data 18 aprile al senatore Alberto Bagnai, della Lega Nord, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento nel suo blog sulla correlazione spuria e sulle sue ennesime bufale sul Governo Monti. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.




Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

Da:  v

18/4/2019  20:31


Egr. Sen. Bagnai,

Come Le avevo promesso, Le invio il mio commento sulle Sue bufale sul Governo Monti, che ha censurato. Di seguito, c’è la spiegazione del perché il Suo post mi ha fatto sganasciare dal ridere.

Distinti saluti,

V.



martedì 9 aprile 2019

The awanagana approach to monetary theory and policy (chapter 1)


Vincesko ha detto...

Non frequento questo sito di adepti, stamattina questo post mi è arrivato sul telefonino tra la selezione di Google, e l’ho letto, ma arrivato a questa frase ”solo che uno che non capisce cosa sia una correlazione spuria cosa volete ne capisca di etichetta!?”, ho pensato subito a questi Suoi post precedenti, che affermano che il millantatore Monti avrebbe causato la recessione e aumentato i poveri, ed allora mi sono sganasciato dal ridere.

venerdì 11 marzo 2016
Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)
http://goofynomics.blogspot.com/2016/03/fukushima-vs-monti-offerta-vs-domanda.html 
giovedì 1 giugno 2017
QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."
Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.
http://goofynomics.blogspot.com/2017/06/qed74-dotto-e-frizzione-come-tocchi.html 
Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"
1 Ottobre 2018
C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".
https://tv.liberoquotidiano.it/video/politica/13383140/alberto-bagnai-governo-mario-monti-ci-ha-lasciato-un-buco-di-400-miliardi-questa-e-la-sua-eredita-i-poveri.html 

PS: Spero che non lo censuri, è antipatico sobbarcarmi alla fatica di risegnalare ai Suoi colleghi che anche Lei ha il vizietto della censura (che accomuna i professori di sinistra, di centro e di destra come Lei).

9 aprile 2019 11:57


Traggo dall’Appendice al capitolo 1 del mio libro LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO, dove sono riportati 40 esempi clamorosi (quasi tutti economisti, tra cui un premio Nobel, o giornali economici prestigiosi) vittime della Prima Più Grande Bufala.


Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

[...]


Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

      36

12.131

25.068

  25.033

 -

  62.268

22,8

DL98/2011

          -

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

          -

    732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

      36

14.971

53.343

  79.298

61.795

    209.443

76,7

DL201/2011

          -

 -

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

          -

 -

     603

         16

      27

      646

  0,2

Tot.Gov.M.

          -

 -

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

      36

14.971

74.189

    100.633

83.254

    273.083

100,0

      %

          -

           5,5

         27,2

         36,9

         30,5

100,0


 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)


2. Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi

[…] Si tratta di un fenomeno di obnubilamento della quasi intera classe degli economisti (oltre che degli esperti di previdenza), che (a) o/e sbagliano la paternità delle manovre; (b) o/e applicano una teoria economica strampalata: considerano gli effetti delle stesse come farebbe il cemento a presa rapida; (c) o/e confondono la correlazione con la causalità (anche se, in realtà, tutto nasce – vittime anch’essi della potente disinformazione berlusconiana e del centrodestra come una qualunque casalinga - dalla ignoranza dei dati).

«Nella ricerca scientifica si confondono spesso due concetti: la correlazione e la causalità. La correlazione si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili che cambiano insieme. Una correlazione può essere positiva o negativa.

• Una correlazione positiva vuole dire che se una variabile aumenta (per es., il consumo di gelato) anche l'altra aumenta.

• Una correlazione negativa funziona all'opposto: se una aumenta l'altra diminuisce.

La causalità si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili dove una variabile causa l'altra. Devono essere soddisfatti tre criteri perché si abbia causalità:

• le variabili devono essere correlate;

• una variabile deve precedere l'altra variabile;

• deve essere dimostrato che una terza variabile non stia provocando alcun cambiamento nelle due variabili di interesse (assenza di correlazione spuria).»

Ecco 40 esempi davvero clamorosi (tra i meno clamorosi, c’è l’onorevole Claudio Borghi, ndr).

[…]

Riporto ciò che ha scritto nel 2016 e 2017, e poi dichiarato recentemente già ricoprendo il ruolo di presidente della Commissione Finanze del Senato, il sedicente di sinistra, eletto con la Lega Nord, professore di Economia, Alberto Bagnai, su Monti come solo responsabile della recessione, coadiuvato – udite, udite – dal Ministero dell’Economia e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: (a) sbagliano la paternità delle manovre; (b) applicano la teoria economica strampalata del cemento a presa rapida, quando è noto, soprattutto agli economisti, che dall’emanazione di una legge a che questa esplichi i suoi effetti passano al minimo sei mesi. Come è il caso anche del decreto “Salva-Italia”, le cui principali misure sono state l’IMU (reintroduzione sulla casa principale e aggravamento sugli altri cespiti), che, com’è noto, viene pagata in due rate semestrali posticipate; e, ancor più, la riforma delle pensioni Fornero, che, come ormai è noto ai lettori di questo libro, esplica i suoi effetti a decorrere dal 2013, con un trend crescente fino al 2020; e (c) confondono la correlazione con la causalità.

Ora, anche volendo considerare l’effetto delle aspettative, a me pare che questo triplice concorso di “colpa” di errata attribuzione delle responsabilità della recessione sia del tutto clamoroso.

Il professor Bagnai imputa tutto a Monti, prima (i) comparando il Giappone con l’Italia di Monti e quantunque il secondo grafico attesti che la curva del PIL è in flessione già prima che arrivasse Monti; poi (ii) portando come fonte di un suo post quanto ha scritto il Ministero di Economia e Finanze nel Programma Nazionale di Riforma, la terza parte del Documento di Economia e Finanza 2017, senza capire che questo – dimentico di ciò che il medesimo ministero aveva scritto nel 2011 - attribuisce erroneamente a Monti anche le manovre, molto più corpose, decise da Berlusconi; e, infine, (iii) citando il ministro dell’Economia ed anch’egli economista, Pier Carlo Padoan, che commette lo stesso errore. Tra i primi due interventi e il terzo, i miliardi crescono da 300 a 400.

17. venerdì 11 marzo 2016

Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)

giovedì 1 giugno 2017

QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."

Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.

Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"

1 Ottobre 2018

C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".

Anche il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, professor Alberto Bagnai, sedicente-di-sinistra-eletto-dalla-Lega-Nord, ha il vizietto della censura.

Lettera al Sen. Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento


Naturalmente, la bufala del Ministero del Tesoro fa strage tra i media.



Destinatari:


Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio della Camera

(n. 48)


Commissione Finanze della Camera

(n. 46)


(n. 50)v


Gruppo parlamentare Lega Nord Senato

(n. 50)


Gruppo parlamentare PD Senato

(n. 50)


Media


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Parlamentari nazionali

(n. 37)


Parlamentari europei

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(n. 50) 


(n. 25)



Post e articoli collegati:


Le fake news di Byoblu su Mario Monti


mercoledì 29 giugno 2016

Monti (fact checking)


venerdì 26 dicembre 2014

Il costo di Monti (KPD6)



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Lettera ai Presidenti del Senato e della Camera: il Parlamento è diventato una fabbrica di BUFALE sulle pensioni.




Pubblico la lettera che ho inviato il 27 marzo scorso ai Presidenti della Camera e del Senato, sulla pletora di BUFALE che sono state raccontate dai senatori durante la discussione sul decreto legge su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Egregi Signori Presidenti del Senato e della Camera,

Ho ascoltato oggi su Radio Radicale la discussione al Senato sul reddito di cittadinanza e su Quota 100. Constato con raccapriccio che il Parlamento, sulle pensioni, è diventato una fabbrica di fake news, notizie false, BUFALE. Una senatrice della Lega Nord, partito che votò la riforma Sacconi (2010 e 2011), è arrivata a sostenere che l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è frutto della riforma Fornero, che è una BUFALA cosmica, dal momento che la riforma Fornero non ha quasi toccato le pensioni di vecchiaia, se non per:

(i) l’accelerazione dell'allineamento a 65 anni delle donne del settore privato a tutti gli altri, già regolati da SACCONI; e

(ii) l’equiparazione degli autonomi a tutti gli altri della “finestra”, e quindi riducendola da 18 a 12 mesi. La “finestra” è stata poi eliminata e incorporata dalla stessa legge Fornero nell’età base, che è dunque passata da 65 a 66 anni, ma a causa della formulazione insufficiente e poco chiara della norma (in due commi diversi e senza esplicitarne il legame), l’aumento a 66 anni viene da TUTTI (inclusi RGS, vedi lettera allegata sotto, e docenti di Lavoro e Previdenza) attribuito erroneamente a Fornero, come lamenta la stessa professoressa nel suo ultimo libro.

Va aggiunto che lo stesso equivoco è avvenuto per l’aumento (dai 40 anni del 2010) a 41 anni e 3 mesi delle pensioni anticipate (ex anzianità), deciso da Sacconi ma attribuito da TUTTI, per i motivi anzidetti, a Fornero, che, invece, ha soltanto allungato ulteriormente l’età di pensionamento a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne (in entrambi i casi, i 10 mesi sono dovuti all’estensione alle pensioni anticipate, da parte della riforma Fornero, dell’adeguamento alla speranza di vita).

L’aumento da 66 a 67 anni (e poi oltre) è conseguenza dell’adeguamento all’aspettativa di vita, introdotto dalla riforma Sacconi.

Analogamente a come uso fare da tempo, mi permetto trasmetterVi anche la risposta del Quirinale, con la quale mi informa di avere trasmesso le mie osservazioni al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e la mia replica sulle errate interpretazioni di RGS di norme pensionistiche delle leggi Sacconi e Fornero. Lo faccio molto volentieri e con accresciuta speranza poiché, come ho scritto nella mia replica al Segretariato Generale del Quirinale, si tratta di una “DISINFORMAZIONE che cerco di contrastare, nel mio piccolissimo, ormai da otto anni, ma che – data la sua estensione e l’importanza delle materie - richiederebbe un intervento ben più autorevole ed efficace del mio, e proprio a tale scopo ho deciso – come extrema ratio – di scrivere anche al Signor Presidente della Repubblica”.

Con lo stesso spirito, mi permetto di chiederVi di voler deliberare iniziative adeguate atte a contrastare le BUFALE ormai mondiali sulle manovre finanziarie della XVI legislatura (Governi Berlusconi, che ha varato l’81% del totale di 330 miliardi, e Monti, che ha deciso appena il residuo 19%, ma gli viene imputato tutto o quasi) e sulle Riforme delle pensioni, che sono state sette dal 1992, delle quali la riforma Fornero è soltanto la settima e NON la più severa e incisiva (dei 1.000 mld di risparmi al 2060 stimati da RGS dalle quattro riforme delle pensioni dal 2004, soltanto 300 mld circa sono ascrivibili ad essa, contro il doppio circa della ben più severa riforma Sacconi, oggetto da almeno cinque anni di una sorta di sorprendente e ingiustificata damnatio memoriae). Grazie mille.

Distinti saluti,

V.



Da:  v

27/3/2019  16:45

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Anche il professor Vladimiro Giacché non conosce bene né i Trattati, né lo statuto BCE





Proprietà pubblica e privata tra Costituzione e trattati europei

di Vladimiro Giacchè

Created: 24 March 2019


Citazione: “Un anno prima, con il Trattato di Maastricht, era entrato in vigore il più formidabile dispositivo istituzionale neoliberale del mondo: con esso era tra l’altro codificata direttamente la stabilità dei prezzi come obiettivo principale della politica economica (cui tutti gli altri devono essere subordinati) e addirittura come unico obiettivo della banca centrale (a differenza di quanto previsto per le maggiori altre banche centrali, a cominciare da quella statunitense);”.


Il prof. Giacché non conosce bene né i Trattati, né lo statuto BCE.

1. La stabilità dei prezzi non è “codificata come obiettivo principale della politica economica”, ma della politica monetaria, attribuita in via esclusiva alla BCE.

2. La stabilità dei prezzi non è l’unico obiettivo della BCE, come si seduce facilissimamente fin dal titolo dell’art. 2 Statuto BCE, di cui – vista l’ignoranza quasi universale - ho fatto un esame accurato nel mio libro “Le violazioni statutarie della BCE”.

3. La stabilità dei prezzi entra a far parte degli obiettivi dell’UE soltanto col Trattato di Lisbona, ma certamente non è obiettivo principale, ma un mero sub-obiettivo, finalizzato alla missione dell’UE statuita dal fondamentale art. 3 del TUE: piena occupazione e progresso sociale.


Statuto BCE

Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati UE  (ad esempio gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, acronimo TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Quindi inscrivere altri obiettivi nel mandato della BCE esige la modifica dei Trattati e perciò l’unanimità. Lo Statuto BCE, protocollo 4, infatti, include le modifiche ai Trattati intervenute col trattato di Lisbona.

Ma è difficilissimo cambiarle, sia perché è necessaria l’unanimità tra Paesi con interessi divergenti, sia perché le regole statutarie della BCE sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione europea Delors, gestito dal comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank, la banca centrale della Germania (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa «Deficit – Il punto sull’Europa tra sogno e realtà» - Seconda parte) [Attenzione: il video comincia a 52’51”, portare il cursore all’inizio del video].

L’obliterazione dell’obiettivo subordinato risale a quel peccato originale. Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCE.

Ancor meno ciò avvenne nei Trattati se la stabilità dei prezzi – con buona pace di Draghi e degli altri esponenti della BCE, in primis il potente presidente della Bundesbank, Jens Weidmann - vi entra soltanto con il Trattato di Lisbona,[14] finalizzato grazie al forte impegno e sotto la presidenza tedesca del Consiglio Europeo (2007, con decorrenza dicembre 2009), che gli impresse una forte impronta e riuscì a introdurvi anche il principio ordoliberista – invero lessicalmente ambiguo e fuorviante - della «economia sociale di mercato» (cfr. l’art. 3 del Trattato dell’Unione Europea, acronimo TUE). […]

1.1 Obiettivi

«Articolo 2-Obiettivi Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.»[15]

Lo statuto della Bce, come si deduce già dal titolo dell’articolo 2, stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, come si crede, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all’Euro, si veda la nota 17), però, secondo alcuni studiosi, tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente, ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo.

Il primo obiettivo è la stabilità dei prezzi, «sotto, ma vicino, al 2%». Il secondo obiettivo è stabilito nel medesimo articolo 2 dello statuto: «Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi», la Bce «sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea». Tra questi, i principali sono una «crescita economica equilibrata», la «piena occupazione» e il «progresso sociale»:

«Art. 3. […] L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente.»[14]

Ne discende che, in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), la condizione sospensiva («fatto salvo» - «without prejudice», nella versione inglese -), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario: pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - «crescita economica» e «piena occupazione» -, il quale – poiché l’inflazione dell’Eurozona è stata per cinque anni sotto zero (deflazione) o prossima allo zero o molto sotto il targetche rende necessaria una politica monetaria espansiva – è del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione, da sotto zero o quasi zero o molto inferiore, a poco sotto il 2%.


LE VIOLAZIONI STATUTARIE DELLA BCE: Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE (LE TRE PIU' GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO Vol. 3)

https://www.amazon.it/dp/B07PYZ71YB



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Lettera ad Andrea Danielli e Alessio Mazzucco de LINKIESTA sulle loro notizie false sul Governo Monti




ALLA C.A. DEL DOTT. ANDREA DANIELLI E DEL DOTT. ALESSIO MAZZUCCO

C.C. DIRETTORE FRANCESCO CANCELLATO, REDAZIONE de LINKIESTA, ALTRI MEDIA



Egregi Dott. Danielli e Dott. Mazzucco,

Traggo dalla Vostra intervista con la professoressa Elsa Fornero la seguente frase: “Lei è stata Ministro in un Governo in carica in un momento incandescente nella storia degli ultimi 20 anni del Paese, e il Paese si è salvato proprio grazie a quel Governo e alle riforme che ha portato.” https://www.linkiesta.it/it/blog-post/2019/03/25/elsa-fornero-i-politici-devono-avere-il-coraggio-di-dire-la-verita-per/27875/


Osservo con sorpresa e sincero rammarico che, sebbene LINKIESTA sia da anni tra i destinatari delle mie lettere circolari (l’ultima ieri), tese a combattere la DISINFORMAZIONE generale su ciò che ha legiferato il Parlamento nella XVI legislatura contro la grave crisi economica, anche Voi due siete vittime della vulgata che attribuisce al Governo Monti meriti inesistenti, speculare all’accusa propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi quasi tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti di aver “salvato” l’Italia, di aver causato la recessione con un feroce consolidamento fiscale. Che, dopo aver fatto in Italia 60 milioni di vittime, è diventata una BUFALA mondiale.

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, formulo le seguenti osservazioni.


Manovre correttive

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatuttoGianni Trovati 15 luglio 2012

Altre fonti sono:

Servizio Studi della Camera dei Deputati. Sulla base dei dati di quest’ultimo, ho elaborato questa tabella relativa alle principali cinque manovre correttive, molte delle cui misure sono strutturali e quindi permanenti.[1]

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL 78/2010

          36

12.131

25.068

25.033

 -

62.268

22,8

DL98/201 1

 -

  2.108

  5.577

24.406

49.973

82.064

30,1

DL138/2011

 -

     732