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L’unica e vera rivoluzione sarebbe che i poveri non pagassero per i ricchi


Un mio interlocutore, il povero (nel senso di non ricco) silvestro001, protettore dei ricchi, vuole vincere facile e per convincere se stesso e tutti noi che è giusto non amare la sinistra, sventola il solito spauracchio del comunismo e della rivoluzione ed emette la sua sentenza: “la sinistra ha fallito la sua rivoluzione. Non avete né le idee, né le competenze e né gli uomini per poter fare qualcosa di diverso”. Secondo lui, tutta la sinistra o è comunista e rivoluzionaria o non è. Sembra un alias di Bertinotti vecchia maniera. E’ una tesi, la sua, che porta acqua al gigantesco mulino dei ricchi - nell'ultimo trentennio i ricchi sono diventati sempre più ricchi e la disuguaglianza è aumentata - seminando paura e stravolgendo la realtà, che è questa.

Tranne nel cosiddetto “trentennio glorioso”, i ricchi hanno sempre fregato i poveri, piegando ai loro interessi le leggi. Il padre del liberismo e filosofo morale Adam Smith scriveva nel 1700 che gli imprenditori riuscivano facilmente a coalizzarsi per evitare l'aumento dei salari, mentre ai lavoratori era addirittura vietato per legge.

I padroni, essendo in numero minore, possono coalizzarsi più facilmente; e la legge, del resto, autorizza o almeno non proibisce le loro coalizioni, mentre proibisce quelle degli operai. Non esistono leggi del parlamento contro le coalizioni volte ad abbassare il prezzo del lavoro, mentre ne esistono molte contro le coalizioni volte ad elevarlo”. (Ricchezza delle Nazioni, Libro I, VIII Del salario del lavoro).

Nel dialogo tra il prof. Francesco Daveri e me (cfr. 1 oppure 2), che ha confermato che tra i 60 milioni di Italiani che sono rimasti vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana su chi veramente ha messo le mani nelle loro tasche ci sono - pare - anche tutti i docenti di Economia, abbiamo avuto uno scambio in particolare sulla prima manovra correttiva varata dal governo Berlusconi-Tremonti dopo la crisi della Grecia, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana. Una manovra di 62 mld cumulati addossata sui ceti medio e basso e perfino sui poveri, risparmiando del tutto i ricchi. Riporto un passo della mia lunga replica:

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

Come si vede, dal tempo di Adam Smith non è cambiato nulla: pur essendo il nostro un regime democratico parlamentare, i ricchi, capitanati da un PdC miliardario e da un ministro dell’Economia milionario, dettano legge e, con una legge del parlamento, addossano (quasi) tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sulle spalle dei non ricchi ed esentano se stessi. E, ciliegina sulla torta, riescono a nascondere il misfatto e raccontano che non hanno mai messo le mani nelle tasche degli Italiani. E che la colpa è stata di un altro, di nome Mario Monti. E 60 milioni di allocchi, inclusi i docenti di Economia, se la bevono.

L’unica e vera rivoluzione sarebbe di riuscire a far sì che i poveri non pagassero per i ricchi.



Post collegato:


Ricchi e poveri



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Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Riporto la lettera che, continuando la mia diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, che nel caso di specie svolgo da 5 anni, ho inviato in data 10 agosto 2017 al Prof. Francesco Daveri,[*] uno dei più famosi economisti italiani, dopo una sua intervista al giornale on-line HUFFINGTON POST, la sua risposta e la mia replica, su Monti e le manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Anche lui, come 60 milioni di Italiani, era convinto che fosse stato il governo Monti ad aver risanato i conti pubblici e fatto una politica restrittiva aumentando le tasse e tagliando la spesa pubblica (e così provocato o prolungato la recessione).


Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da¨  v   10/8/2017 17:20

A:   francesco.daveri@unicatt.it


Egr. Prof. Daveri,

Le scrivo in riferimento alle Sue dichiarazioni rilasciate ieri a HUFFINGTON POST. In particolare, a quella in cui Lei afferma: “E' chiaro che il governo Renzi ha potuto fare politiche fiscali più espansive ma ha anche capitalizzato sulle politiche restrittive dei governi passati. E' stato grazie al fatto che erano salite le tasse così tanto che ha potuto ridurle senza mandare il deficit di nuovo sopra al 3% quindi una quota parte va riconosciuta al governo Monti”.

Mi spiace, non concordo affatto con Lei su Monti, sul quale Lei continua a scrivere da anni (cfr., ad esempio, il Suo articolo sul Corriere della Sera Perché fatichiamo a imparare la lezione greca di Francesco Daveri - 30 dicembre 2014  http://www.corriere.it/opinioni/14_dicembre_30/perche-fatichiamo-imparare-lezione-greca-8a8d85b0-9004-11e4-a207-f362e6729675.shtml, in calce al quale c’è un mio commento con le cifre delle manovre correttive della scorsa legislatura, che Lei evidentemente o non ha letto o ha tenuto in non cale) alcune inesattezze macroscopiche, frutto – debbo presumere - di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi.

Sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il “millantatore” Monti (che peraltro io considero una persona molto sincera), cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (quasi il -25% della capacità produttiva) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Per completezza di informazione, aggiungo, relativamente alle riforme delle pensioni, oggetto anch’esse di una generale DISINFORMAZIONE:

2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 (o forse prima).

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, viste le maledizioni di cui è oggetto) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma Sacconi nel 2010 e integrate nel 2011, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che in futuro vorrà contribuire a fare chiarezza su chi ha fatto che cosa durante la lunga crisi economica.

Cordiali saluti,

V.


PS: In calce all'articolo di HP, trova tre miei lunghi commenti, con le cifre delle manovre correttive e alcune informazioni che troverà sicuramente “eterodosse”, ma del tutto rispondenti al vero e facilmente riscontrabili, sulla politica monetaria della BCE durante la crisi economica.



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Daveri Francesco (Francesco.Daveri@unicatt.it)

11/8/2017 09:28

A  v  

Gentile V.

grazie del messaggio.

il punto da lei sollevato è interessante e merita certamente sforzi approfonditi di analisi e quantificazione.

il fatto che gli aggiustamenti di bilancio di berlusconi-tremonti siano stati più consistenti di quanto gli interessati vogliano far sapere non mi sorprende. in particolare, i veri tagli alla spesa per dipendenti pubblici li ha fatti certamente tremonti congelando gli aumenti e i rinnovi contrattuali dal 2010. misura temporanea e iniqua ma efficace nel controllo della spesa nei redditi da lavoro. anche i risultati relativi alla spesa pensionistica mi sembrano plausibili, ma non sono un esperto di pensioni quindi su questo non so bene cosa dire di più preciso.

in generale mi chiedo se i suoi risultati dipendano almeno in parte dalla metodologia di calcolo che prende per buoni i numeri riportati nelle relazioni tecniche dei vari DL. tali numeri spesso rimangono sulla carta. specie nei tagli ai ministeri e agli enti locali. inoltre per quello che ricordavo i tagli di tremonti - compreso quelli dell'estate 2011 - rinviavano al futuro la vera copertura delle misure implicate con il trucco delle clausole di salvaguardia. non ho ben capito come lei contabilizzi questo gioco di rinvii delle coperture da un governo all'altro.

cordiali saluti e buona estate

francesco daveri



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da:   v   12/8/2017 17:42

A   Daveri Francesco  

Egr. Prof. Daveri,

1. Introduzione

La ringrazio doppiamente, sia per la Sua cortese risposta, sia per la Sua pronta sensibilità e manifestata consapevolezza che la questione da me sollevata merita di essere adeguatamente approfondita.

Io ritengo da anni, infatti, che ci troviamo di fronte ad uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre rigorosamente in maiuscolo) della storia patria, sia sull’ammontare complessivo delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, sia per la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare - tutti i docenti di Economia), sia per la loro ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi della riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[1] il prof. Monti[2] ed esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la situazione,[3] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[4]); e, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea, degli obiettivi statutari della BCE (che non è uno soltanto, come quasi tutti pensano), oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[5]

Questa mia e-mail di replica, della cui lunghezza mi scuso, vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che spero Lei vorrà intraprendere, al Suo ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.

2. Fonti

No, non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa o famigerata lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, come è scritto nella mia prima email, ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

3. DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana

La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[6], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, è notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[7]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario all’Economia Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[8] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il mio post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn riportato nella nota 8 e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 4), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande balla impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[9]

4. Scopertura e clausola di salvaguardia

Vi ho accennato nella mia prima e-mail ed è riportato nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti. A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA. Rileggendo ieri un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

5. Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale La invito a leggere la mia Lettera a Carlo Cottarelli…, allegata nelle mia Lettera ai media…, riportata nella mia prima email), i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in centinaia di mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero…), e (b) ascritti solo per un terzo del totale delle riforme dal 2011 alla riforma Fornero.[10]

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

7. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, ed il giudizio a mio avviso in grandissima parte immeritato sul “salvatore” Draghi, trascrivo qui di seguito il mio secondo commento in calce all’articolo di HP che ha riportato le Sue dichiarazioni (dei tre commenti che Le chiedevo di leggere nella mia prima e-mail).

CONTROINFORMAZIONE/2

2. POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione
Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione poco sotto il 2% nel medio periodo). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la BCE - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente, inserendo il capitolo 8, ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti. La riporto, desumendola dalla Cronologia della voce (scorrere la pagina fino all’indice e poi cliccare sul cap. 8).[11]


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

[2] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[4] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[6] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[7] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[8] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[9] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[10] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[11] 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061

Cordiali saluti e buona estate,

V.


PS: Se non ha niente in contrario, riporterò queste e-mail nel mio blog.



Post collegati:


Analisi quali-quantitativa/1 - Piano Fenice – Salvataggio Alitalia


Analisi quali-quantitativa/2 - Abolizione dell‘ICI


Analisi quali-quantitativa/3 – Spese G8



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Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


In un post precedente, ho dato conto di una conferenza stampa surreale di una strana coppia: Damiano e Sacconi (cfr. Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2856676.html  oppure 

Naturalmente, mi sono preso la briga di scrivere anche ai due protagonisti della conferenza stampa, con questa lettera che riporto qui. Avverto che soltanto dopo ho scoperto che, non solo quello della presidentessa Boldrini, ma anche gli indirizzi degli altri tre destinatari sono stati disattivati; con la differenza che a Cesare Damiano, Pietro Grasso e Laura Boldrini è possibile scrivere tramite il sito Parlamento.it, mentre ho dovuto pregare lo staff del presidente Pietro Grasso di trasmettere la lettera a Maurizio Sacconi.


p.c. Presidente Pietro Grasso (pietro.grasso@senato.it) e Presidentessa Laura Boldrini (tramite suo sito)

Disinformazione sulle riforme delle pensioni e l'adeguamento all'aspettativa di vita

Da  V  12/7/2017 17:38

Egregi On. Damiano/Sen. Sacconi,

In riferimento alla Vostra conferenza stampa (http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/), mi permetto rammentare che l’adeguamento all’aspettativa di vita è stato introdotto dal DL 78 del 31 maggio 2010, art. 12, co. 12bis

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Sorprende che anche Voi, presidenti di Commissione parlamentare, contribuiate alla DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che coinvolge tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 (vedi il post linkato più sotto[1]), e perfino l’INPS, oltre a quasi 60 milioni di Italiani.

Per riparare in piccola parte, faccio un riepilogo sintetico di cose che negli ultimi sei anni ho già dovuto scrivere decine di volte (vedi, ad esempio, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html).

Riforme delle pensioni

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Sacconi, non Fornero

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo l’adeguamento del 2019, cioè dal 2021, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 e poi oltre.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

[1] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità (Goebbels)

Come è potuto succedere un caso così eclatante di DISINFORMAZIONE sulle pensioni, analogo a quelli coevi sul risanamento iniquo e recessivo dei conti pubblici nella scorsa legislatura, che sarebbe ascrivibile a Monti, quando invece Berlusconi lo ha battuto per 4 a 1 (267 mld cumulati contro 62), o sugli obiettivi statutari della BCE (art. 2/Obiettivi Statuto BCE)? I circa 60 milioni di Italiani sono stati vittime della vulgata diffusa ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana-leghista e simile; coadiuvata dalla stessa coraggiosa millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html), la quale, nella sua legge di riforma (DL 201/2011, art. 24), anziché limitarsi a modificare ed integrare la legislazione preesistente, ha ripetuto le misure della severissima riforma SACCONI (che, dal suo canto, non rivendica la paternità e smaschera il plagio ma lo asseconda) - è facile verificarlo confrontando i testi delle due leggi -, e poi l’ha menata per anni, per vantarsi di aver salvato l’Italia dal default (cosa smentita nettamente dai numeri; peraltro, gli stessi risparmi derivanti dalla riforma Fornero ci saranno soprattutto dal 2020), prendendosi masochisticamente insulti e maledizioni, perfino dall’on. Matteo Salvini, il finto smemorato che votò assieme al suo partito - la Lega Nord -  la severissima riforma delle pensioni Sacconi (la quale – essa sì – ha portato e porterà l’età di pensionamento a 67 anni e oltre) e promette, una volta al governo, di mandare in esilio la professoressa Fornero perché costringerebbe gli Italiani a lavorare fino a 70 anni.

Spero di essere stato utile a ristabilire, in una materia così importante, delicata e d'interesse generale, la verità dei fatti.

Egregi On. Damiano e Sen. Sacconi, Vi prego di fare altrettanto.

Cordiali saluti,

V.

PS: Poiché la casella di posta del Sen. Maurizio Sacconi (sacconi.m@posta.senato.it) ‘stranamente’ non è più disponibile, prego l'On. Cesare Damiano e lo staff del Presidente Pietro Grasso di volergli trasmettere questa e-mail.

***


Cesare Damiano ha continuato a scrivere che era stata la riforma Fornero ed ho dovuto riscrivergli:


Egr. On. Damiano,

Lei continua ad affermare, nella Sua newsletter, una cosa non vera: che l'adeguamento all'aspettativa di vita sia stato deciso dalla riforma delle pensioni Fornero. E Lei lo sa benissimo. Anche perché alla conferenza stampa da Lei tenuta assieme al senatore Sacconi, secondo il resoconto che ne ha fatto Rosaria Amato su Repubblica (ma non nel relativo titolo), lo stesso Sacconi ha ammesso di esserne lui l'autore.

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi auguro che Lei non contribuisca ulteriormente alla generale DISINFORMAZIONE sulle pensioni, della quale è vittima anche il ministro Poletti (v. la sua intervista a Repubblica tv).

Cordiali saluti

V.


Ed invece ha continuato. E gli ho riscritto.


Egr. On. Damiano,

Lei ha scritto, nella Sua newsletter di oggi 30.7.2017  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/30/contributo-di-solidarieta-si-ricalcolo-no/ un’altra cosa non vera: “Ho approvato nel 2011 l'introduzione del contributivo pro rata per i parlamentari (che è stato successivamente esteso a tutti i lavoratori dalla legge Fornero)”.

Lei evidentemente ce l’ha con la professoressa Fornero, Sua vecchia compagna di scuola, che ha già la colpa di millantare la maternità di provvedimenti emessi dalla riforma delle pensioni SACCONI.

Come Lei sa benissimo, la riforma Fornero delle pensioni ha solo esteso, col calcolo pro rata a decorrere dall’1.1.2012, il metodo contributivo a tutti… quelli esclusi dalla legge Dini del 1995, vale a dire soltanto a coloro che avevano già 18 anni di contributi.

Vabbé che Lei è rimasto nello stesso partito del contaballe seriale Renzi, che evidentemente Le ha trasmesso lo stesso “virus”, ma faccia uno sforzo, non continui a DISINFORMARE anche Lei sulle pensioni, “alleandosi” addirittura col filoconfindustriale e sedicente socialista Sacconi, ché la situazione è già tragica.

Distinti saluti,

V.


Già due anni fa avevo dovuto scrivere all’On. Cesare Damiano:


damiano_c@camera.it

Egr. On. Damiano,

Leggo quotidianamente i Suoi comunicati stampa e mi sono reso conto che anche Lei è DISINFORMATO sulle pensioni oppure, più probabilmente, fa finta di esserlo, poiché attribuisce tutto alla riforma Fornero.

Le chiedo, perciò, di voler spendere qualche minuto per leggere la mia:

Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html.

Cordiali saluti

V.



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L’asilo nido fa bene o non? Dipende


18.07.17

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa prescolare sviluppata nel comune emiliano. Una ricerca vuole valutarne gli effetti. Sul “metodo Reggio” non raggiunge risultati definitivi, ma conferma che frequentare nidi e asili avvantaggia i bambini.


Mi pare che il contenuto dell'articolo smentisca in buona parte il titolo.

A mio avviso, l'agenzia educativa fondamentale è la famiglia e, in questo ambito, assume un rilievo fondamentale la dimensione affettiva genitori-figlio, fin dalla gravidanza e nei primi tre anni di vita del bambino; alla quale va abbinata via via la cura della altrettanto fondamentale dimensione etico-normativa.

Ne deriva come corollario che se l'asilo nido ricrea le stesse condizioni favorevoli, l’effetto sullo sviluppo intellettivo e morale del bambino-ragazzo-giovane adulto è sicuramente positivo; se, al contrario, ci sono deficienze nello sviluppo delle dimensioni affettiva ed etico-normativa, l'effetto è negativo. Ed allora si osservano effetti negativi della frequentazione degli asili nido, come attestato dalla ricerca svolta da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella, il cui titolo nella versione italiana è «La “meglio infanzia”: effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive, non cognitive e la salute dei bambini».



Post collegato:


Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido



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Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche


Dopo una lunga vacanza dal blog, causata soprattutto dalla lunga avaria della piattaforma IlCannocchiale, dove ho il mio primo blog (quest’altro l’ho aperto quando le avarie della piattaforma IlCannocchiale divennero quotidiane), riprendo il mio impegno saltuario di blogger, riportando la lettera che ho inviato il 12 luglio scorso a Rosaria Amato, giornalista economica di Repubblica, sulla conferenza stampa tenuta dai presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, e del Senato della Repubblica, Maurizio Sacconi, sull’adeguamento all’aspettativa di vita, le sue risposte e le mie repliche.



Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

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12 lug 2017 - 14:51

A

  <r.amato@repubblica.it>

Salve,

Ho appena letto il Suo articolo “Pensioni, Damiano e Sacconi contro gli adeguamenti automatici: "Serve gradualità"”  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/.

Anche Lei vittima – come quasi il 100% degli Italiani - della DISINFORMAZIONE berlusconian-sacconian-forneriana?

Come ho già scritto forse un centinaio di volte da 5 anni sulle riforme delle pensioni (inclusi Roberto Petrini e Roberto Mania di Repubblica, oltre ai due direttori), l'adeguamento all'aspettativa di vita è stato introdotto dalla riforma severissima delle pensioni SACCONI, e non da quella molto meno severa della millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente), la quale, anziché limitarsi a riportare nel suo DL 201/2011, art. 24, le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente visti gli esiti, però insiste tuttora…) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma delle pensioni SACCONI con l’art. 12 del DL 78/2010 e in vigore dall’1.1.2011, poi rese ancor più severe con i DL 98 e 138 del 2011, oltre che (quasi) intestarsi la conversione dal sistema retributivo al contributivo, già introdotto da Dini nel 1995. Creando uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE generale verificatosi in Italia negli ultimi 70 anni (assieme a chi ha “salvato” l’Italia dal default nella scorsa legislatura, e provocato la recessione, ed agli obiettivi statutari della BCE).

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi astengo, perché sarei censurabile, dal commentare ciò che afferma l’ineffabile, filoconfindustriale, sedicente socialista Sacconi.

Mi auguro di esserLe stato utile e che Lei voglia fare una comunicazione di rettifica/precisazione, almeno nel Suo blog o, chessò, come fece Petrini, un articolo sotto forma di dialogo sul tema pensioni (lo trova negli articoli collegati qui Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Cordialmente,

V.

PS: Per non ripetermi a lungo, allego la discussione sul tema “chi ha fatto che cosa in materia pensionistica” , svoltasi, da ultimo, nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, ricca di vari link con le prove documentali.

Carlo Clericetti  -  1 LUG 2017

Chi ruba il lavoro ai giovani



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

<v>

Gentile signor V.,

mi fa piacere avere di nuovo sue notizie. Nella conferenza stampa di ieri lo stesso Sacconi si è intestato la paternità dell’aggancio dell’età della pensione con l’aspettativa di vita (lo trova nel penultimo paragrafo del mio pezzo, Non voglio negare di essere stato il padre del collegamento tra l'età pensionabile e l'aspettativa di vita, ma lo immaginavo in un contesto diverso dalla riforma Fornero)

Solo che Sacconi afferma che questa norma, unita alle altre della riforma Fornero, risulta indigeribile. Naturalmente questo è contabile, può trattarsi di un pentimento opportunista, come suggerisce lei. Però Sacconi non nega nulla, e nel mio pezzo questa sua affermazione è riportata

              Cordialmente

                        Rosaria Amato



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A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Gentile Dott.ssa Amato,

Ha ragione e naturalmente l’avevo letto. Ma non ce n’è traccia né nel titolo, né nel lungo sottotitolo (o catenaccio), anzi, e quanti si fermano a quello?

I presidenti della commissione Lavoro della Camera e del Senato hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per lanciare un appello al governo e al Parlamento. Chiedono una norma nella prossima legge di Bilancio che sospenda o posticipi il prossimo passaggio automatico ai 67 anni, reso obbligatorio dalla riforma Fornero che aggancia l'età all'aspettativa di vita

Sottotitolo falso e fuorviante, poiché è stata la riforma Sacconi (perché non lo segnala al caporedattore o non so a chi che sta disinformando gravemente?). Guardi che ormai TUTTI, incluso l’INPS e Tito Boeri, al quale ho scritto, affermano che ha fatto tutto Fornero (che non ha né introdotto l'adeguamento né toccato affatto le pensioni di vecchiaia, se non per le lavoratrici private!), anche quelli che nel 2012 lodavano gli effetti della riforma Sacconi (le prove documentali, ripeto, sono nel mio post linkato).

Poi, siccome sono iscritto alla newsletter di Cesare Damiano, oggi ho letto questo  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/ e non c’è traccia della rivendicazione di paternità da parte di Sacconi, anzi:

In base alla normativa attuale, risalente al governo Monti e alla ministra del Lavoro Fornero (sic!) – hanno spiegato i due parlamentari – a partire dal primo gennaio 2019 si dovrà andare in pensione a 67 anni, nel 2021 a 67 anni e 3 mesi, nel 2031 a 68 e 1 mese, nel 2041 a 68 anni e 11 mesi e nel 2051 a 69 e 9 mesi. L’innalzamento dell’età avviene in modo automatico in base alle aspettative di vita rilasciate dall’Istat, ed è sufficiente una nota congiunta dei direttori dei ministeri dell’Economia e del Lavoro [questo lo ha deciso Sacconi, vedi art. 12, comma 12bis]. In Europa, hanno sottolineato, non ci sono situazioni similari: in Austria l’età per la pensione è di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; in Belgio e in Danimarca è 65 anni per tutti; nei Paesi Bassi 65 anni e 2 mesi; nel Regno Unito 65 anni per gli uomini e per le donne (ma a partire da novembre 2018); in Germania si arriverà a 67 anni solo nel 2029: una gradualità assente nella riforma Fornero [balle, nella riforma SACCONI!].

E l’ineffabile e bugiardo Sacconi (perché non gli chiede quali sarebbero in dettaglio queste norme della riforma Fornero che rendono indigeribile l’adeguamento all’aspettativa di vita? Nel mio post citato ho linkato un Suo articolo del 2010, che tenevo in archivio, sulla famosa sentenza della Corte di giustizia europea, alibi per Sacconi per aumentare di botto l'età di pensionamento di vecchiaia per le dipendenti pubbliche di ben 6 anni, a 66 anni!):

Ma “percorsi lavorativi discontinui saranno caratteristica di tutti, non solo delle donne – ha fatto notare Sacconi – e quindi l’anzianità contributiva sarà sempre meno praticabile”. Le soluzioni sono diverse, ha spiegato l’ex ministro del Lavoro: l’adeguamento potrebbe avvenire a 5 anni, “oppure si può decidere che si salta un giro e si riprende più avanti”. In ogni caso, l’innalzamento in questo momento non appare “accettabile”. Oggi pomeriggio, ha concluso Sacconi, governo e sindacati “rifletteranno di questo e altri aspetti”; “occorrono regole per tutti che devono essere rimesse alla logica umana, la logica tecnocratica ci ha portato oltre: ripeto, quando è troppo è troppo [affermazione incongrua, tipico indizio di coda di paglia]. Bisogna porre un paletto e aprire una discussione ampia”.

Purtroppo, Damiano ha tolto la possibilità di commentare nel suo blog (per anni gli esodati lo hanno riempito di parolacce; personalmente, io lo difendevo, ma una sola volta, quando ha provato ad attribuire a Sacconi l'intera responsabilità dell'allungamento della cosiddetta finestra a 12 mesi, facendo finta di non ricordarsi che 4 mesi in media li aveva già decisi lui con la L.247/07, glielo scrissi e provvide subito a correggersi).

E allora ho inviato una lunga e dettagliata lettera e-mail a Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (la cui casella postale del Senato non è più disponibile, pregando Damiano di trasmettergliela, poi ho scoperto che anche la sua è disattivata, ma almeno gli si può scrivere) e p.c. ai presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini, chiedendo loro di ristabilire la verità dei fatti. Facciamolo tutti.

Cordiali saluti

V.



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:06 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

<v>

Sì ha ragione. Sempre il problema dei titoli. Nella mia email precedente volevo scrivere “opinabile”, non so perché è venuto fuori “contabile”



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

vhttp://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:15 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Me n'ero accorto. Naturalmente, è un lapsus freudiano... (probabilmente ha a che fare con la partita doppia, il dare e l'avere, soprattutto il bilancio, che è 'parente stretto' della bilancia... [qui avrei continuato con “giustizia”, “equanimità”, “censura” strampalata di un mio commento nel dialogo con un altro frequentatore, che mi attaccava di brutto quando proponevo l’imposta patrimoniale sugli immobili (dei ricchi), nel blog di Rosaria Amato, quando lo frequentavo assiduamente e che decisi di abbandonare dopo la censura http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/07/20/a-volte-ritornano-riecco-lici-sulla-prima-casa/]). Segnali la grave DISINFORMAZIONE al caporedattore.

Cordialità,

VB



**********




Dialogo con e su un figlio turpiloquente di un padre “castrante”



Riporto la discussione con e su un figlio turpiloquente di un padre castrante, censurata in parte da Carlo Clericetti, in calce a due suoi articoli nel suo blog “Soldi e potere”. Non sono riuscito a salvare tutti i commenti censurati. Tra me e carlovitorioso, talvolta spalleggiato da un similtroll – thread - che successivamente per fortuna si è dileguato, c’erano già state varie discussioni, ad esempio qui  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/01/01/lettera-aperta-a-pier-luigi-bersani/, ma non avevo reagito, o qui, in cui il troll carlovitorioso ha dato la stura ai suoi insulti gratuiti ed ho reagito pesantemente  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/.

Il primo degli articoli, nel quale la discussione è cominciata e si è svolta quasi interamente, è questo:

Carlo Clericetti  -  19 FEB 2017

Bolognina, Lingotto, Leopolda, capolinea

Il secondo è quest’altro:

Carlo Clericetti  -  25 FEB 2017

Partito a vocazione subalterna


***


quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17

-------
Signore lei è un emerito imbecille, lo dico con cognizione di causa perchè viaggio spesso in Ungheria e Polonia, di questo paese conosco storia e lingua.
In questi paesi hanno solo una alta( fortunati loro) considerazione di se stessi, con la bizzarra convinzione che il destino dei loro paesi è nelle manoidei loro cittadini, e non di gentaglia come Juncker e katanien, loro si dei veri fascisti..ma che lo dico a fare? tanto lei non capirà!


@carlovittorioso
Non proiettare i tuoi difetti, ammannendoci le tue solite fesserie da vittima dell'ideologia di un padre castrante. Prescindendo dalle manchevolezze della gestione degli immigrati, i Polacchi, semplicemente, sono dei “cazzi loro”.
Polonia, due giorni in un Paese (di quasi 40 milioni) di ‘cazzi loro’
Vincesko


ma stai zitto idiota


[In calce al secondo articolo, subito dopo:]


vmvinceskij 25 febbraio 2017 alle 22:07

Senti moj koahne pedale...piccolo leguleio complessato, ciccisbeo del nulla...untuoso mellifuo che passi le giornate a scrivcere e rileggere in tuoi pippardoni grotteschi ... per devi contrastare chi ne sa più di te( il che ci vuole poco)...come dicevo della Polonia posso parlare con cognizione di causa...mi sono fatto da solo non sono un raccomandato come te che ha ottenuto un miserabile posto con prestazione fuori orario...rosumje male guvno?


Bersani e company stanno facendo un vecchio gioco di squadra, recuperare gli elettori che a loro dire si sono persi, quelli che in ogni intervista televisiva stanno friggendo salamelle al festival Dell'Unità e che rivendicano sempre un passato militante...insomma la solita fregatura ...passata la festa, cioè le elezioni, si metteranno insieme a renzi per formare il nuovo governo, ma solo per il bene del Paese ci mancherebbe...e se mancasse qualche numero sono altresì convinto che i buona voglia di berlusconi accorrerebbero... moriremo democristiani..alcuni come vmvinceskij anche cornuto e mazziato...


[In calce al primo articolo:]


@carlovitorioso
Non proiettare i tuoi difetti, figlio ben riuscito di un padre castrante. Vai a ragliare il tuo turpiloquio gratuito e autobiografico, segno di poco rispetto di te - et pour cause - e degli altri, da dove sei stato cacciato. E rivolgiti a uno psichiatra.
Vincesko


[In calce al secondo articolo:]


@carlovitorioso
Non proiettare i tuoi difetti, figlio ben riuscito di un padre castrante. Vai a ragliare il tuo turpiloquio gratuito e autobiografico, segno di poco rispetto di te - et pour cause - e degli altri, da dove sei stato cacciato. E rivolgiti a uno psichiatra.
Vincesko


@
vmvinceskij

povero demente mezzemaniche, scrivi da anni sempre lo stesso pezzo, e a tutti indistintamente, " ti consiglio questo...e bla bla... hai avuto un padre severo questo esula dall'io inconscio e bla bla.." .Piccolo impiegato del catasto frustrato ...buono per raccogliere segmenti altrui di un discorso politico che non sai portare avanti..scommetto che hai nel cassetto il grande libro della tua vita ,che nessun editore ha voluto pubblicare, cos' è che ti turba? sei un figlio non voluto? tua madre ti preferiva la sorellina? e ti vestiva con i suoi vestitini dismessi? ti obbligava a mettere i bigodini? ...piccolo Spriano di periferia...imitatore d'accatto ...il PCI che racconti ha poco di Canfora e molto delle figurine del Dash che tua madre ti regalava per illudere la tua vocazione di piccolo intellettuale quando i tuoi compagni delle elementari ti fregavano le merendine..è da li che nasce il tuo complesso di inferiorità culturale?....

userò parole semplici ...alla tua portata...La Polonia la frequento da 42 anni, di quel paese conosco Storia e Lingua..pregi e difetti , enucleati già da Wiston Churchill...e tu non sai na mazza..prendi 2 euro e vai a comprati in ghiacciolo..tieni pure il resto..e sparisci..sostantivo da Corazzatta Potemkin.


 

vmvinceskij

Lo sviluppo del dialogo tra me e il figlio turpiloquente del padre castrante lo si può trovare qui, dove era cominciato:

Vincesko

(censurato)


[In calce al primo articolo, fino al termine della discussione:]


scrivi un unico pezzo...vedi che ho ragione a darti del demente?


Suggerisco a tutti i partecipanti a questo blog di evitare attacchi personali e ancor più insulti. Non servono a convincere delle proprie ragioni e fanno scadere spiacevolmente la discussione.


concordo, ma faccio notare che i miei rafforzativi verbali sono solo in risposta ad una aggressione immotivata.


Infatti non dicevo solo a lei, mi rivolgevo a tutti.


vmvinceskij

Qui, per fortuna, è tutto scritto.


Citazione: "carlovitorioso 21 febbraio 2017 alle 14:05

quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17

-------

Signore lei è un emerito imbecille".


carlovitorioso (nickname che di tutta evidenza va letto all'opposto) o è talmente malato da non essere consapevole che si comporta in modo ributtante, offendendo gratuitamente - come si può verificare, fin dal suo esordio in questo blog[1][2] - chi non la pensa come lui, approfittando vigliaccamente dell'assenza di moderazione, o è un emerito bugiardo o entrambe le cose.

[1] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/11/09/trump-la-rana-e-lo-scorpione/


Come è facilmente verificabile, non contento di aver replicato qui, ferito nel suo amor proprio malato, ha continuato compulsivamente in calce a “Partito a vocazione subalterna”. 

Vincesko

(censurato)


[2] carlovitorioso 15 dicembre 2016 alle 23:28

jeantine01 sei un cretino, tu l'interesse nazionale ce l'hai nel c***

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/ 

Vincesko


PS: Ho riportato solo 2 esempi, ma ce ne sono vari altri.

(censurato!)



Caro Carlo Clericetti,
Vedo adesso che lei ha censurato i miei commenti (in calce a questo e al suo successivo articolo), e questo mi sorprende, per 3 motivi:
1. perché lei affermò di essere contrario alla censura;
2. perché nel mio commento censurato mi ero limitato (quasi) a riportare 2 esempi di vari commenti gratuitamente e pesantemente offensivi dell’incontinente carlovitorioso (come si può facilmente verificare, egli è aduso a distribuirli, fin dall’inizio della sua frequentazione di questo blog - credo novembre 2016 -, a chi la pensa diversamente da lui), peraltro non rivolti a me, ma, rispettivamente, a quelliche e a jeantine;
3. perché è una decisione esagerata (lei ha “dovuto” perfino censurare, in calce al suo articolo “Partito a vocazione subalterna”, dove carlovitorioso incongruamente aveva reiterato i suoi commenti offensivi nei miei riguardi, il mio rinvio alla discussione svoltasi qui in cui è iniziata e – di “norma” - sarebbe dovuta restare) e iniqua, poiché lei ha lasciato indenni là i commenti gratuitamente offensivi di carlovitorioso.
A questo, ne va aggiunto un quarto: che lei, poco aduso, mi pare, a trattare paranoici e simili, o non ha capito che la mia replica iniziale sopra le righe (24 febbraio 2017 alle 21:57) al commento gratuitamente offensivo di carlovitorioso a quelliche (21 febbraio 2017 alle 14:05), è solo apparentemente gratuita, poiché volevo far esplodere il caso di un incontinente verbale al quale viene da lei consentito di offendere gratuitamente chi la pensa diversamente da lui, o lo ha capito benissimo, vista la sua reazione censoria esagerata, che – detto con franchezza - per solito è indizio infallibile di senso di colpa per coda di paglia.
Poiché – com’è noto - io aborro la censura (come si può facilmente verificare, nel mio blog abbastanza letto ma pochissimo commentato ci sono commenti offensivi verso di me di immancabili paranoici in disaccordo con quanto ho scritto) e – com’è forse altrettanto noto - quando la ritengo immotivata abbandono il sito, saluto lei e tutti gli altri.
Vincesko

PS: Per chi fosse interessato a leggerli, riporterò i miei commenti censurati da cclericetti in un mio prossimo post del mio blog.


Caro Vincesko, dopo aver ripetutamente invitato tutti i partecipanti a questo blog ad evitare attacchi personali, visto che invece si stavano intensificando ho ritenuto di cancellare gli ultimi suoi e anche di carlovitorioso, che contenevano solo insulti reciproci e neanche lontanamente connessi con un qualsiasi dibattito. Non ho cancellato mai nessuna opinione, anche se era del tutto opposta alle mie e persino se era strampalata (e ce ne sono state parecchie, di entrambe le categorie). Lei quindi usa la parola "censura" del tutto a sproposito. Se decide di abbandonare questo blog mi dispiace, perché i suoi interventi sul merito dei problemi sono sempre interessanti e ben documentati. Però un minimo di rispetto per il "padrone di casa" ci vuole: non sono io che ho fatto uno sgarbo a lei, ma lei a me. Per quanto mi riguarda lo considero un semplice e poco importante incidente di percorso. Io ci metterei una pietra sopra. Veda lei.
Buona serata.


Caro Carlo,
Premessa
Innanzitutto, sgombro il campo da qualunque intenzione mia di mancarle di rispetto non tenendo conto dei suoi inviti ad evitare attacchi personali, nel perseguire le mie finalità pragmatiche, che vado ad esplicitare meglio.
Censura
Il mio commento censurato non conteneva miei insulti, ma quelli - gratuiti e a freddo – di carlovitorioso ad altri due frequentatori di questo blog, il primo dei quali, rivolto a quelliche, lo si può ancora leggere sopra (21 febbraio 2017 alle 14:05); il secondo, rivolto a jeantine, anch'esso ancora presente, segnava l'esordio turpiloquente dell'incontinente verbale (
http://www.treccani.it/vocabolario/incontinenza/) carlovitorioso in questo blog (in calce all’articolo “Io sono diverso”, commento del 15 dicembre 2016 alle 23:28).
Blog
Io sono affezionato al suo blog, che frequento da quasi 3 anni ed al quale ho cercato di dare un apporto concreto e diuturno sia in termini di commenti, sia in termini di contenimento della presenza “debordante” di paranoici e simili, attratti irresistibilmente qui dall’assenza di moderazione. Lei è troppo signore per poterlo e saperlo fare (vedi il caso eclatante del monocorde, ripetitivo e artatamente logorroico gorby7).
Proprio per questo, come scrivevo nel mio commento precedente, ho ritenuto utile fare scoppiare il caso del turpiloquente tuttologo carlovitorioso, la cui presenza - io temo - oltre ad abbassare il livello qualitativo dei commenti, disincentiva gli altri frequentatori dal farli.
Sondaggio interno
Ma è una mia deduzione e perciò mi posso sbagliare, perché non lancia un sondaggio all'interno del blog sul comportamento dell’incontinente carlovitorioso e sui suoi effetti, così lo verifichiamo?
Troll
Le debbo un chiarimento: qualche mese dopo l'inizio della mia frequentazione di Internet, partecipai per sei mesi ad un forum di politica (ormai chiuso) in Libero Community, frequentato da “destri” e “sinistri”, e letteralmente infestato da tre terribili troll di destra, volgari, sleali e maramaldi, che vi imperversavano agevolati dall'assenza della moderazione (che Libero, non so perché, aveva deciso di togliere). Anche io, che inesperto ero dedito esclusivamente a fare CONTROINFORMAZIONE documentata su Prodi, Berlusconi e Tremonti, ne dovetti subire gli attacchi gratuiti e proditori. In particolare di uno, ignorante matricolato, che discettava su tutto ed attaccava violentemente e proditoriamente chiunque esprimesse un’opinione diversa dalla sua, ed era particolarmente affezionato al termine “merda”; al quale, soltanto grazie ad un espediente dialettico (vista l’inutilità di qualunque dialogo, dopo la prima volta non mi rivolgevo a lui mai direttamente e lo sfidai ad avere il coraggio di confrontarsi a viso aperto declinando nome, professione, stato familiare), feci confessare pubblicamente il suo nome di battesimo, il peso (120 Kg), che era scapolo e senza figli e beneficiario periodicamente di un sussidio di disoccupazione. Errore grave, per un troll rinunciare all’anonimato, sia perché la forza di un troll è soprattutto nell’anonimato, sia perché lo pagò divenendo oggetto di sfottò e di dileggio da parte di qualcuno dei suoi avversari. In ogni caso, immagini la scena: un omone di 120 Kg, che, mantenuto dalla collettività, seduto dietro una tastiera, faceva h24 il troll (di destra) sommergendo gli avversari politici (di sinistra) di epiteti e di merda, sadomasochisticamente esaltandosi nei duelli scurrili talvolta quasi interminabili.
Fu per me un’esperienza dura ma istruttiva, dopo la quale decisi di fare l’acchiappamatti (il web come la vita reale ne è pieno, in grado lieve, per lo più, o elevato), instaurando decine, forse centinaia di duelli dialettici, vincendoli tutti, tranne in pochissimi casi: i matti veri sono imbattibili. Per tre anni, quindi a lungo e ricavandone un abbondante ampliamento della casistica, già in mio possesso per ragioni professionali ricavata dalla vita reale, e chiavi interpretative – questa volta - dei testi scritti (che è un po’ più difficile dell’analisi de visu dell’interlocutore) e delle loro reazioni (modi e tempi), quasi infallibili per inferirne aspetti problematici della psicologia. Poi mi sono annoiato.
Padre (o madre) “castrante”
Non a caso con carlovitorioso ho fatto riferimento al padre castrante. In base alla mia esperienza, l’incontinenza verbale di un individuo (maschio o femmina) trova la sua causa in una figura educativa troppo severa, autoritaria (genitore, parente, insegnante), che li ha dovuti subire a sua volta (quella che io definisco la famigerata “catena”) prodiga di insulti (scemo, idiota, deficiente, imbecille, demente, ecc. ecc.), per solito ammanniti al poveretto o poveretta anche o soprattutto pubblicamente, con un inevitabile crescente depotenziamento del sentimento naturale di vergogna, che di norma costituisce un utile freno. Il quale, poi, per effetto del potente meccanismo della coazione a ripetere, se ne “libererà” propinandoli compulsivamente agli altri, rei semplicemente di affermare tesi differenti dalle sue o di mostrare renitenza ad accogliere senza indugio la sua “saggia”, onnisciente visione della vita.
Conclusione-suggerimento
Se quanto precede è solo almeno parzialmente fondato, se lei, come ovviamente credo, è affezionato al suo blog e intende salvaguardarne la indubbia qualità, può sicuramente continuare ad applicare – come faccio anche io nel mio - la sua regola liberale di aborrire la censura, ma dovrebbe anche – a mio avviso – prendere in considerazione l’ipotesi di mostrare il cartellino giallo e poi, in caso di recidiva, quello rosso a chi, per tare psicologiche serie determinate per sua terribile sfortuna da educatori “castranti”, è incline al turpiloquio ed all’insulto grave gratuito – e sottolineo gratuito - a danno di altri frequentatori di questo blog. Non fare questo determinerebbe – almeno ai miei occhi - una stridente discrepanza tra la sua giusta severità verso i cattivi governanti (vedi i suoi ultimi articoli) e l’insufficiente gestione del suo blog al riguardo della tutela dei suoi frequentatori da attacchi personali a freddo gratuiti e proditori da parte di chi s’illude di sostituire con questi, col corredo di un uso smodato del meccanismo difensivo della proiezione, un’adeguata, dolorosa e costosa terapia psicologica o perfino psichiatrica.
Cordialmente,
Vincesko


carlovitorioso 6 marzo 2017 alle 19:06

guasti della legge Basaglia....emerito idiota

(censurato)


carlovitorioso 6 marzo 2017 alle 19:08

questo tizio, meticoloso,permaloso,sciocco, didascalico ha tutte le stimmate del serial killer

(censurato)


Caro Vincesko, io intervengo pochissimo (anzi, quasi per niente) sui commenti, per quanto strampalati, perché ho fiducia nella capacità di discernimento dei lettori, o almeno di quei lettori che hanno voglia e sono in grado di ragionare. Inoltre penso che sia utile che tutti vedano come ragiona il prossimo, bene o male che lo faccia. A volte cerco di opporre dei ragionamenti a qualcuno che va a ruota libera, come il mitico Gorby (che da un po' è sparito: chissà, forse si è fatto spiegare meglio da qualcuno il moltiplicatore e il colpo è stato così duro da lasciarlo senza parole). In ogni caso credo che nessuna buona ragione potrà mai convincere chi si rifiuta per principio di prendere in considerazione tesi diverse da quelle di cui è fideisticamente certo. In quei casi, è anche inutile attaccare queste persone. Comunque prenderò in considerazione il suo suggerimento, ma lo applicherò solo in casi estremi, per i motivi che ho spiegato. Un cordiale saluto, Carlo


domenicobasile 7 marzo 2017 alle 20:10

Caro Clericetti sono lontano con forte fuso orario e seguo come posso.
Noto che negli ultimi tempi i post brevi anche brevissimi , spesso infarciti di insulti non sono rari e fanno rimpiangere, è un'iperbole, i commenti di Gorby.
C'è à mio avviso una differenza fra un blog di economia ed una pagina FB. A Lei stabilire una frontiera fra i diversi tipi di contenuti.
In quest'ottica il suggerimento conclusivo di Vincesko non mi sembra campato in aria...


carlovitorioso 8 marzo 2017 alle 08:48

@clericetti

insomma se io do dell'imbecille ad uno che , graziosamente, mi ricorda mio padre castrante, scado nel turpiloquio... bah! ma è il destino delle persone dinamiche con una cultura superiore come la mia...(si sono molto vanitoso e mi ritengo superiore culturalmente a certi individui) dovermi confrontare con elementi gregari che scadono nello yes men come l'ultimo commento...ma lei vuole discorsi sinceri o la palude dei mediocri?


@carlovitorioso
Io voglio che si discuta sui problemi, cosa a cui gli attacchi personali non aggiungono nulla, oltre a dare una sgradevole sensazione di rissa. Quando nei talk televisivi vedo che c'è Sgarbi, per dire, io cambio subito canale. Questo l'ho detto più volte rivolgendomi a tutti i partecipanti al blog. Siccome ho visto che negli ultimi tempi si stava andando verso una degenerazione, ho cominciato a cassare i post più sgradevoli. Spero di non essere più costretto a farlo: non ho nessuna voglia di fare il maestro di scuola, quindi non tiratemici per i capelli. Ve ne sarò grato.


Caro Carlo,
mi permetto di rilevare che nel suo universo zoologico mancano i matti, più o meno gravi, con i quali, dominati dai loro dèmoni, il dialogo razionale è semplicemente impossibile. Le suggerisco amichevolmente di prendere atto di questo dato della realtà, anche se prenderne atto pare confliggere con il suo animo signorile. Il che però - mi dispiace per lo sforzo a cui la chiamo - non la esime dall'assicurare al suo blog un'agibilità appena passabile, non inficiata da elementi palesemente patologici.
Dopo aver letto il commento di Domenico, le rinnovo pertanto l'invito ad effettuare un sondaggio interno sul comportamento del turpiloquente carlovitorioso, incapace "strutturalmente" - come si vede - per tare evidenti perfino di distinguere le cause dagli effetti ed assumersi le sue gravi responsabilità (come il suo uso massivo della proiezione, meccanismo difensivo tipico dei deboli di spalle, svela plasticamente), sebbene qui sia tutto scritto con data e ora dei commenti. Come è evidente, almeno a chi ha occhi per vedere, individui sottoposti in età infantile a trattamenti "castranti", oltre a risentirne in termini di sviluppo intellettivo, diventano privi di senso della realtà, senso della misura, senso logico, e di semplice buonsenso. Non varrebbe nemmeno la pena perdere tanto tempo a discutere di un carlovitorioso qualsiasi, che si gratifica, avendo ricevuto molti insulti e poche gratificazioni o punto da ragazzo, altrimenti non sarebbe ridotto così, proprio assumendo il ruolo di protagonista, anche se in negativo, come capita abitualmente ai troll.
Anzi, se Carlo Clericetti non riterrà di farlo, mi permetto di invitare gli altri frequentatori di questo blog a dire la loro. Poi ognuno trarrà le conseguenze che riterrà.

PS: A proposito di educatori “castranti” inclini all’insulto, sub specie insegnanti, tra gli epiteti m’era rimasto nella penna “asino” (in napoletano, ciuccio). Me l'ero riservato per il prosieguo del "dialogo" col suddetto <carlovitorioso, un evidente ignorante matricolato che iperbolicamente s'impanca a maestrino severo e turpiloquente. Segnalo, perciò:

Calabria, sospese due maestre per schiaffi e minacce ai bimbi: "Somari bestie, vi taglio le mani"
Alle due insegnanti, 49 anni, della quinta classe di una scuola elementare di Oppido Mamertina, è stata notificata un'ordinanza di sospensione dall'attività. Le indagini, avviate nel novembre 2016 dopo la denuncia di alcuni genitori, si sono avvalse delle riprese video delle telecamere installate nella scuola
di ALESSIA CANDITO
08 marzo 2017

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/03/08/news/calabria_schiaffi_e_minacce_ai_bimbi_maestre_sospese-160035800/
Vincesko


Se qualcuno vuole esprimersi in proposito lo faccia. Ma non ricominciamo con gli insulti, per favore.


Caro Carlo, grazie, ma - scusi se insisto - in situazioni che richiedono forse un TSO è un po' pochino invitare ad astenersi dagli insulti. In questi casi, mi creda, quando si ha a che fare con troll, che si esaltano sadomasochisticamente nello scambio di insulti, la censura dei commenti non serve, occorre il cartellino rosso.
Vincesko

PS: Poiché il troll carlovitorioso è inconsapevole di esserlo o fa il furbo e per giunta si traveste da vittima, riporto per la terza volta solo due esempi di suoi commenti insultanti e assolutamente gratuiti, non rivolti a me, pregando Carlo Clericetti di non ricensurarmeli. Ripeto ancora una volta: solo a questo punto, ho deciso di far scoppiare il caso carlovitorioso per disinfestare il blog. Fare attenzione alle date.

Citazione1: carlovitorioso 15 dicembre 2016 alle 23:28
jeantine01 sei un cretino, tu l'interesse nazionale ce l'hai nel c***
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/

Citazione2: carlovitorioso 21 febbraio 2017 alle 14:05
quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17
-------
Signore lei è un emerito imbecille".
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/02/19/bolognina-lingotto-leopolda-capolinea/#comment-5175


carlovitorioso, non vorrei espellere nessuno dal blog. Mi fa la cortesia di impegnarsi esplicitamente ad evitare espressioni irriguardose, così possiamo chiudere questa storia?


carlovitorioso 9 marzo 2017 alle 14:00

ha ragione



**********




Dialogo sul sistema Target2



Riporto un dialogo sul TARGET2, il “sistema di pagamenti interbancario per l'elaborazione in tempo reale dei bonifici transfrontalieri in tutta l'Unione europea”, svoltosi a cavallo tra gennaio e febbraio 2017, in calce al seguente articolo del blog “Soldi e potere” di Carlo Clericetti su Repubblica.it:


Carlo Clericetti  -  30 GEN 2017

I debiti dell'Italia e la svolta di Draghi



http://0.gravatar.com/avatar/f8707226d615abd00e5749a370d04605?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

"E dunque, se per ipotesi l'Italia volesse uscire dall'euro e dovesse "pagare il conto", quel conto non corrisponderebbe al saldo del Target 2, ma solo ai prestiti che le banche italiane hanno acceso presso la Bce via Bankitalia."

Che sono i saldi T2. Il fatto che UNA PARTE di tali saldi sia dovuta ad attività acquistate all'estero non è rilevante. Quelle non le ha comprate la BdI ma le banche. E non possiamo sapere se e quando e a che prezzo le venderanno. Non possiamo sapere dove si faranno accreditare la vendita. L'unica cosa certa è che il giorno dopo l'uscita il debito è quello messo a bilancio dalla Banca d'Italia.

"Però, non è che quando una banca va a chiedere un finanziamento la Bce si accontenta di una stretta di mano e di un "pagherò": a fronte del prestito chiede una garanzia in titoli, il cosiddetto "collaterale". Quindi, in teoria basterebbe che questi titoli, che attualmente coprono il valore dei presiti, fossero trasferiti dalla Bce alla Banca d'Italia che con il corrispettivo rimborserebbe la Bce."

I collaterali ce li ha la BdI non la BCE. Tra BdI e BCE c'è solo un conto corrente con lo scoperto, o se vuoi un IOU. Quei collaterali sarebbero ridenominati in lire, quindi non servirebbero a nulla.


Chi detenga i collaterali non rileva, quello che conta è che il rimborso alla Bce sarebbe solo la differenza tra il loro valore in euro e quello in neolire, quindi il punto è quanto sarebbe la svalutazione.


http://1.gravatar.com/avatar/9aa88b4969bf21a9225887e99694c991?s=48&d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

Faccio due puntualizzazioni:

1. Come ho già rilevato in passato, poiché 9 Paesi non fanno parte dell’Eurozona e perciò hanno versato una quota minima di capitale ed il capitale versato della BCE è soltanto quello dei Paesi dell'Eurozona (pari in totale al 70,3915%),[1] ai fini della ripartizione dei profitti e delle perdite (e del QE) le quote vanno riproporzionate al totale versato, cioè le percentuali di riparto vanno riproporzionate al 70,3915% (ad es. Italia: 12,3108:100,00=X:70,3915= --> 17,4890).
In questo mio post ho riportato tutte le quote corrette di ripartizione: Quantitative easing e uscita dalla crisi economica.

[1] Sottoscrizione del capitale
Ultimo aggiornamento: 1° gennaio 2015
Il capitale della BCE, che ammonta a 10.825.007.069,61 euro, è sottoscritto dalle banche centrali nazionali (BCN) di tutti gli Stati membri dell’UE.
L’ammontare sottoscritto e interamente versato dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro a valere sul capitale della BCE è pari a un totale di 7.619.884.851,40 euro, ripartiti nel seguente modo.
Banca d’Italia (Italia) 12,3108€ € 1.332.644.970,33
Totale 70,3915% € 7.619.884.851,40
I profitti e le perdite netti della BCE sono distribuiti tra le BCN dei paesi dell’area dell’euro conformemente all’articolo 33 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea:
Ripartizione dei profitti e delle perdite netti della BCE
33.1. Il profitto netto della BCE deve essere trasferito nell’ordine seguente:
1. un importo stabilito dal Consiglio direttivo, che non può superare il 20% del profitto netto, viene trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale;
2. il rimanente profitto netto viene distribuito ai detentori di quote della BCE in proporzione alle quote versate.
BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro
Le BCN dei 9 paesi dell’UE non appartenenti all’area dell’euro sono tenute a versare una percentuale minima delle quote di capitale rispettivamente sottoscritte, a titolo di contributo ai costi operativi della BCE connessi alla partecipazione al Sistema europeo di banche centrali. Dal 29 dicembre 2010 tale contributo è pari al 3,75% della rispettiva quota complessiva di capitale sottoscritto.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/capital/html/index.it.html

2. L’importo complessivo degli aiuti dell’Italia ai Paesi in difficoltà ammonta a quasi 60 mld, suddivisi tra:
- Contributo al capitale dell'ESM (European Stability Mechanism; serie S271668M) circa 14 mld;
- Prestiti in favore di paesi della UEM erogati attraverso l'EFSF (European Financial Stability Facility; serie S441461M) circa 33 mld;
- Prestiti in favore di paesi della UEM erogati bilateralmente (serie S452657M - serie S441461M) 10 mld.
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2017-finanza-pubblica/suppl_03_17.pdf
Va però considerato che il rischio connesso è variamente suddiviso.

Vincesko


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Sullo stesso tema, ma con focus particolare sulle conseguenze per la Germania, segnalo:

Draghi e la “fake news” sul TARGET2
È vero che per uscire dall’euro bisogna prima saldare i debiti TARGET2? Non proprio.
di Thomas Fazi - 28 gennaio 2017

http://www.eunews.it/2017/01/28/draghi-e-la-fake-news-sul-target2/76363

Vincesko


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Sullo stesso tema, e con focus sulle conseguenze per la Germania dalla rottura dell’Euro per paura del Target2, segnalo:

TARGET2: Not why Germans should fear a euro breakup
Karl Whelan - 29 April 2012
In recent years, instability in many European countries has led to large transfers of money into Germany. This in turn has led the Bundesbank to build up large credits with other central banks in Europe – via the TARGET2 system. Does this represent a risk to Germany in the event of a breakup of the euro? This column argues that Germany will have far bigger things to worry about.

http://voxeu.org/article/target2-germany-has-bigger-things-worry-about

Do la traduzione della parte conclusiva.

Ho il sospetto che alcuni possano suggerire che una mancata, via fisco, ricapitalizzazione della Bundesbank produrrebbe una valuta in cui le persone non avranno fiducia e / o che questo si tradurrà in inflazione. Tuttavia, questo approccio non modificherebbe per nulla la quantità di denaro che circola in una Germania post-EMU. E un assegno gettato in un caveau non può innescare iperinflazione. Più probabilmente, siccome il valore di una moneta fiat dipende in gran parte dalla fiducia dei cittadini che la quantità di moneta sarà tenuta in misura limitata, è che il nuovo marco tedesco si apprezzerà in modo significativo, con il risultato della deflazione piuttosto che dell'inflazione.
Anzi, è probabile che la Germania debba affrontare gravi problemi dopo una rottura dell'euro a causa della rivalutazione della sua moneta. La sua economia orientata alle esportazioni ne soffrirebbe e le sue banche commerciali troverebbero che le loro attività - gran parte delle quali sarebbe ora denominata in valute estere più deboli - non coprono più le loro passività. I contribuenti tedeschi dovrebbero probabilmente pagare un prezzo serio per mantenere una moneta forte ed un sistema bancario privato solvente.
Quindi, una rottura dell'euro potrebbe essere molto dannosa per la Germania, ma questi pericoli non sono relativi al credito TARGET2 della Bundesbank. Per evitare i pericoli connessi con una rottura dell'euro, è indispensabile che il sistema di pagamenti continui a funzionare senza problemi. Le proposte, come quelle di Sinn e Wollmershäuser (2011), per limitare il funzionamento del sistema TARGET2 avrebbero, se attuate, portato alla fine dell'euro e gettato la Germania in gravi difficoltà economiche.
E' tempo per quegli economisti tedeschi che capiscono il significato dei saldi Target2 di rispondere agli allarmisti prima che sia troppo tardi.

Vincesko


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Non sono uno specialista ma, secondo me, la presentazione dei saldi Target fatta da Clericetti presenta qualche lacuna.
In effetti questi debiti sono generati non tanto dall'acquisto di una Mercedes quanto dal totale dei disavanzi commerciali presenti negli scambi fra paesi dell'euro zona.
Ciò vuol dire che le banche italiane hanno pompato liquidità per realizzare quelle transazioni (mettendo a disposizione dei loro clienti linee di credito).
In passato era la Banca d'Italia che gliela forniva e quando il deficit commerciale e la bilancia dei pagamenti raggiungevano livelli di guardia, si svalutava per ristabilire condizioni più sostenibili di equilibrio competitivo.
Con l'euro i flussi interbancari di sono allargati a tutte le banche dell'eurozona materializzandosi in massicci trasferimenti fra le banche del nord e quelle del sud.
Al momento della crisi si sono prodotti due fenomeni :
-le banche del nord hanno cominciato a rifiutare il collaterale offerto dalle banche del sud (essenzialmente titoli di stato)
-il mercato della liquidità interbancaria si è bloccato (la famosa crisi di fiducia).
À quel punto è intervenuta la BCE fornendo attraverso svariati tipi di operazioni (ltro, tltro e infine QE) liquidità a buon mercato alle banche, registrando al tempo stesso (secondo il circuito descritto da Clericetti) debiti e crediti nei propri libri di conto, corrispondenti ai disavanzi generati dai reciproci deficit commerciali.
In sostanza le importazioni provenienti dai paesi del nord sono state saldate grazie alla creazione di "moneta centrale" operata dalla BCE e presa in prestito dalle banche.
Ma dato che la BCE non può prestare ad un singolo paese, essa registra simultaneamente un debito presso la BCN del paese acquirente ed un credito verso la BCN del paese esportatore.
A tale fenomeno se ne aggiunge un altro, quello relativo alle transazioni su titoli finanziari sul mercato secondario.
È un problema che riguarda da vicino l'Italia, paese di grandi risparmiatori e spiega anche l'esplosione dei saldi Target a partire dal 2011.
Le banche italiane, si sa, conservano nei loro bilanci ingenti quantità di titoli di stato ma devono anche fornirne altrettanti ai loro clienti.
In tal caso si rivolgono ad operatori che detengono in genere i loro conti nell'euro zonazona presso le banche domiciliate nei paesi forti dell'euro sistema.
Quando le banche italiane, investono liquidità (che non hanno) per importare titoli, obbligazioni e prodotti monetari da mettere a disposizione dei loro clienti, creano un debito nei loro conto presso la BCN e di converso presso la BCE che corrisponde a un credito analogo nel conto BCE della, mettiamo, Bundesbank e in finis della Deutsche bank.
Questi movimenti corrispondono ai saldi Target che sono strettamente omogenei al positivo come al negativo.
Come risolvere il problema in caso di "uscita" dall'euro?
In questo caso ipotetico, dice Draghi, si devono saldare le pendenze.
Ma con che?
La conversione del collaterale (titoli delle banche o titoli di stato) dovrà riflettere il valore dei nuovi titoli emessi in neo moneta e se (come probabile) non ci sarà accesso ai mercati finanziari, il valore di quei titoli sarà nullo.
L'unica teoria avanzata, mi pare, sia stata quella di una modifica delle quote che ogni paese detiene nel capitale della BCE e in subordine dell'ESM.
Si opererebbe quindi uno spostamento di percentuali da un paese all'altro in funzione dei debiti e dei crediti.
Sembrerebbe semplice ma non lo è poiché nessun trattato lo prevede e nessun paese può abbandonare l'euro, fatto salvo il caso di un'esplosione del sistema...


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Caro Domenico,
1. Anche l’acquisto delle auto Mercedes o i frigoriferi vanno nei saldi Target2.
“Ogni pagamento, dall'acquisto di un frigorifero in un centro commerciale all'ordine di una maschera da sub dalla Grecia, passa attraverso questo cervellone elettronico. Una piramide, in cima alla quale c'è la Bce, immediatamente sotto ci sono le banche centrali nazionali (Banca d'Italia, Bundesbank, Banco d'Espana, ecc.). E poi alla base ci sono le banche commerciali”.

Ecco come funziona il cervellone che protegge l'euro (e perché al Sud viene imposta austerity anche in fasi recessive)
di Vito Lops 16 aprile 2014

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-16/ecco-come-funziona-cervellone-che-protegge-euro-e-perche-sud-viene-imposta-austerity-anche-fasi-recessive-111444.shtml

2. Se ti fossi preso la briga di leggere la lunga discussione in calce all’articolo di Keynesblog, che ho linkato in calce all’articolo precedente di questo blog “Gli “stregoni dei numeri” di Bruxelles”  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/01/20/gli-stregoni-dei-numeri-di-bruxelles/#comment-5078, ti saresti risparmiata l’affermazione probabilmente infondata che “nessun paese può abbandonare l'euro”, poiché avresti letto la mia risposta ad un neo-liberista, sicuro del fatto suo ma disinformato come te, corredato col seguente link:
Uscita dall’euro
L’articolo 140 del Trattato Ue consolidato indica che il Consiglio «deliberando all’unanimità degli Stati membri la cui moneta è l’euro e dello Stato membro in questione, su proposta della Commissione e previa consultazione della Banca centrale europea, fissa irrevocabilmente il tasso al quale l’euro subentra alla moneta dello Stato membro in questione e prende le altre misure necessarie per l’introduzione dell’euro come moneta unica nello Stato membro interessato». Tutto si gioca sul termine «irrevocabilmente»: l’interpretazione della Commissione e del Consiglio è che la stessa adesione all’euro è irrevocabile. C’è invece chi sostiene che a essere irrevocabile è solo il tasso di cambio dell’euro (art.140/3) e dunque un Paese non può essere espulso ma può andarsene se decide così
”.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-01-05/uscita-dall-euro-cosa-prevede-trattato-144818.shtml

3. Gli immediatamente precedenti 3 periodi del tuo commento sono incomprensibili.

Vincesko


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Ciao Vincesko,
rispetto ai punti che hai sollevato, continuo ad avere qualche perplessità e faccio appello a Clericetti per apportare altri chiarimenti.
1)secondo me il canale Target 2 funziona solo per importi elevati denominati in "moneta di banca centrale".
Se tu compri un frigo diciamo a 1000€ e hai tale somma sul tuo conto bancario, la transazione fra la tua banca e la banca del negoziante (che sia in Italia o in un paese dell'eurozona) si effettua tramite messaggio Swift di addebito a accredito nei conti che le due banche hanno l'una presso l'altra.
Nei casi più complessi, l'azienda che vende può attivare una garanzia bancaria (cauzione o fideiussione) per coprirsi dal rischio di insolvenza del compratore. Ma anche queste operazioni si effettuano sul circuito swift e, a mio parere, non lasciano traccia alcuna nel circuito Target.
Ma se poniamo che il fabbricante italiano di frigoriferi volesse rinnovare la sua linea di produzione e ne comprasse una nuova del valore di 10 mln presso un fornitore tedesco allora, non disponendo di tale somma sul suo conto, richiederebbe alla sua banca l'apertura di una linea di credito che impegnerebbe la liquidità della suddetta banca.
Questa ricerca di liquidità sfocia direttamente nei saldi target2.
Prima della crisi, l'operazione si svolgeva sul mercato interbancario con regolare reciprocità fra le banche dell'eurozona e l'impatto sui saldi Target era relativamente limitato. Dopo la crisi di fiducia del 2010, la banca italiana che vuole finanziare l' operazione sulla linea di produzione (e tante altre al tempo stesso) chiede liquidità alla sua BCN e si innesca quel circuito descritto da Clericetti.
Lo stesso succede se invece di una linea di produzione si tratta di tiitoli di stato o prodotti finanziari da vendere ai propri clienti.
2)avevo letto i commenti su Keynes blog ma non essendoci una giurisprudenza in materia capirai che le posizioni espresse rimangono allo stadio di congetture.
3)se ti riferisci alla teoria delle quote in BCE e ESM, era stata avanzata prima della crisi quando i saldi Target non superavano poche decine di mld.
Riconosco che oggi, dati gli importi in gioco, non sarebbe assolutamente praticabile e continuo a pensare che non ci sarà un'uscita unilaterale di un paese dall'euro...
Domenico


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Vincesko,
Ho appena letto l'articolo di Lops. Forse ha ragione lui sul frigo ma non ne sono sicuro.
In ogni caso, sulla bilancia dei pagamenti, sul circuito della liquidità prima e dopo la crisi e sul ruolo del collaterale, dice più o meno le stesse cose che avevo affermato nel primo post.


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Il mio interlocutore in Keynesblog è l’autore di una ricostruzione del sistema Target2, nel sito neo-liberista NoisefromAmerika:
I famosi saldi TARGET2
28 marzo 2013 • enzo michelangeli

http://noisefromamerika.org/articolo/famosi-saldi-target2

In uno dei primi commenti, ci sono questi scritti di Karl Whelan (il secondo, l’ho già linkato più sopra, il 30 gennaio 2017 alle 16:19, dando la traduzione della parte conclusiva):

Presentation: Target2 and the Euro Crisis
Posted on June 27, 2012

http://karlwhelan.com/blog/?p=542

TARGET2: Not why Germans should fear a euro breakup
Karl Whelan
29 April 2012

http://www.voxeu.org/article/target2-germany-has-bigger-things-worry-about

TARGET2 and Central Bank Balance Sheets 
Karl Whelan1
University College Dublin New Draft
March 17, 2013

http://www.karlwhelan.com/Papers/T2Paper-March2013.pdf

Vincesko


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Infatti uscirebbe dall'euro chi avrebbe convenienza o necessità di fare un default sul debito pubblico. Maggiormente per strumentalizzazione politica, la Francia è a maggiore rischio.

Chi non paga ad un ristorante non mangerà più in quel posto per molto tempo.

Le famiglie italiane hanno 3800 miliardi di euro di credito (soldi nei C.C.) e il rating dell'Italia è simile a paesi in via di fallimento.
E' una vergogna l'atteggiamento delle agenzie di rating verso l'Italia che si abbarbicano ancora all'epoca della crisi del 2011.

La mancata reazione italiana alla crisi del debito del 2011 era dovuta alla mancanza di una moneta sovrana e sopratutto alla mancanza dell protezione della Bce. Nessun nazione resisterebbe ad una richiesta di turnover immediato degli investimenti dei privati, tranne che per legge. Ma stiamo parlando di speculazione a cui non converrebbe alcuna legge.

Il debito aggregato è la somma tra il debito pubblico maturato da uno Stato nei confronti di vari creditori (pubblici o privati) e il debito privato, ovvero quello di famiglie e imprese. Grazie alla media elevata della ricchezza finanziaria delle famiglie (l'essenza del patrimonio nazionale) il debito aggregato italiano a carico di ogni adulto (81mila dollari) è dietro soltanto a quello tedesco (79mila) e nettamente inferiore ai livelli di Francia (97.700 dollari), Gran Bretagna (105.400 dollari) e Stati Uniti (134.400 dollari).


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@salvum
Questa volta, a parte sul… credito dei 3.800 mld, che sono invece la ricchezza finanziaria complessiva delle famiglie (https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-italiane/2015-ricchezza-famiglie/suppl_69_15.pdf), sono d’accordo con te. Purtroppo, gli Italiani sono in stragrande maggioranza autorazzisti ed hanno ancor meno autostima di quanto i loro difetti privati e pubblici giustificherebbero.
E anziché bastonare gli arroganti e i paranoici, autoctoni o stranieri, segnatamente quelli di ceppo teutonico, come fecero gli antichi Romani, consentono loro di impancarsi a maestrini strampalati, indizio certo di coda di paglia, e di diffamarli impunemente, dandogli anche una mano.
Le società di rating (che non sono agenzie pubbliche, ma imprese private, per giunta piene di conflitti d’interessi) sono truffaldine ed arroganti come i furbi Tedeschi, e come tutti gli arroganti conoscono soltanto il linguaggio della forza. Vanno bastonate adeguatamente e punite come fanno gli USA: penalmente e finanziariamente. Altro che facendo sterili appelli, come suggerisce il prof. Fortis. A chi, poi? Al ministro burocrate prudente Padoan? O al troppo educato e silenzioso PdC Gentiloni? O alla “bottegaia” e corriva cancelliera Merkel? O al giulivo e correo Presidente Juncker, che non crea un’agenzia di rating europea? (S&P’s declassa l’Italia a BBB-).

Presso il piccolo Tribunale di Trani, è in corso l’importante processo contro Standard&Poor’s per i suoi rating negativi farlocchi contro l’Italia nel 2011.

Processo rating, la procura chiede di condannare S&P e gli analisti
A Trani si chiede la condanna per manipolazione del mercato: 3 anni e mezzo milione di multa al responsabile per l'Europa e gli specialisti del debito
20 gennaio 2017

http://www.repubblica.it/economia/2017/01/20/news/processo_rating_la_procura_chiede_di_condannare_s_p_e_gli_analisti-156447276/

Ne traggo i passi più significativi, che, per chi conosce un po’ i dati, cioè una infima minoranza (max l’1%), equivalgono a scoprire l’acqua calda:
 L'inchiesta riguarda il declassamento di due gradini del rating dell'Italia che le agenzie di rating decisero tra il 2011 e il 2012 e che, secondo l'accusa, avrebbe provocato "una destabilizzazione dell'immagine, del prestigio e degli affidamenti creditizi dell'Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali", un deprezzamento dei titoli di Stato e un indebolimento dell'euro. All'epoca, l'allora premier Monti parlò di "un attacco all'euro e all'Europa". […]
Nel 2011 l'Italia "stava messa meglio di tutti gli altri" Stati europei, ma da parte di S&P c'è stata "la menzogna, la falsificazione dell'informazione fornita ai risparmiatori" mettendo così "in discussione il prestigio, la capacità creditizia di uno Stato sovrano come l'Italia", ha spiegato il pm Ruggiero. Che ha spiegato come la conversazione telefonica, intercettata durante le indagini, tra l'allora ad per l'Italia di S&P, Maria Pierdicchi, e Deven Sharma, all'epoca dei fatti presidente mondiale dell'agenzia di rating, "è la confessione del comportamento criminoso di S&P sul doppio downgrade dell'Italia
”.

Vincesko


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Nell'audizione di ieri davanti al Parlamento Europeo, Mario Draghi ha risposto indirettamente anche a Clericetti.
Non c'è nessuna svolta nella sua analisi e di fronte alle incongruenze della politica ed alle mire di chi, in un'Europa a doppia velocità, immagina già l'Italia relegata nel limbo dei perdenti, il Presidente alza i paletti e si prepara da solo all'ennesima battaglia...


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Segnalo sul tema del Target2:
L’organetto di Draghi. Terza lezione: LTRO, Target 2, OMT (2011-2012)
Di Sergio Cesaratto - 20 giugno 2015

http://www.economiaepolitica.it/il-pensiero-economico/lorganetto-di-draghi-terza-lezione-ltro-target-2-omt-2011-2012/
Vincesko


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Segnalo (Sergio Cesaratto è no-Euro):
Fiato sprecato
di Sergio Cesaratto - 31 Gennaio 2017
Intervento al Seminario internazionale, Europe…What’s Left? organizzato da: transform! europe, transform! italia, Rosa Luxemburg Stiftung e Alternative per il Socialismo, sulle “22 tesi per l’Europa”, 20 gennaio 2017, Casa Internazionale delle Donne, Roma
“[Non vale neppure menzionare l’altro argomento, assurdo, per cui abbandonare l’euro e perseguire la sovranità nazionale non ha senso in un mondo “globalizzato”. Sì, perché essersi messi nelle mani dei tedeschi (Caffè diceva “mai coi tedeschi!”) ci sta salvando!

http://www.sinistrainrete.info/europa/9005-sergio-cesaratto-fiato-sprecato.html

Vincesko


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Segnalo:
Quel bilan tirer du traité de Maastricht, 25 ans après sa signature?
Le 7 février 1992, les pays membres signaient la nouvelle pierre de la construction européenne. 
Mais les règles instaurées sont régulièrement critiquées.
LE MONDE ECONOMIE | 06.02.2017 à 06h38 • Mis à jour le 07.02.2017 à 09h59 |Par Marie Charrel

http://www.lemonde.fr/europe/article/2017/02/06/le-traite-de-maastricht-fete-ses-25-ans-en-catimini_5075033_3214.html
Vincesko



**********





Lettera-commento ad un articolo “alla Fubini” di Giovanni Pons di “Repubblica” sul debito pubblico



Manca la foto di Silvio Berlusconi per il periodo 8.5.2008-16.11.2011, in cui il debito pubblico è cresciuto di più sia in valore assoluto che in rapporto al Pil, e la sua linea del grafico si ferma al 2010. Sarà un caso? La disinformazione generale avvenuta sulle manovre correttive e sulle riforme delle pensioni a favore di Berlusconi e a danno di Monti [1 oppure 2] giustifica più di un dubbio.



Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Giovanni Pons di Repubblica, a commento di questo suo articolo “fubiniano” sul debito pubblico.


Debito pubblico troppo alto. Ecco i rischi che corrono gli italiani


***


Commento al Suo articolo sul debito pubblico

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Da:

vhttp://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

08 feb 2017 - 19:47 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

<g.pons@repubblica.it>


Caro Giovanni Pons,

Leggo sempre volentieri i Suoi articoli, ma l’ultimo (“Debito pubblico troppo alto. Ecco i rischi che corrono gli italiani”) non mi è piaciuto per niente. Somiglia troppo a quelli di Federico Fubini da quando è ripassato al Corriere della Sera.

Ad esempio questo, con un mio commento:

Fubini del Corriere della Sera disinforma sul debito pubblico per parare il culo ai ricchi

Le trasmetto, perciò, un mio commento critico dei punti principali del Suo articolo, contenente osservazioni a Lei sicuramente ben note, altre molto meno, temo, scusandomi della estrema lunghezza.

Cordiali saluti

V.


***


1. Incidenza sul Pil degli interessi passivi

In recessione ridurre il debito non è una priorità, anzi è dannoso. Inoltre, poiché ogni anno c’è un deficit, il debito pubblico ovviamente non può che crescere in termini assoluti, come avviene da almeno 20 anni, quindi, come spiegava anche il ministro Padoan, vedi la diatriba con il bugiardo presidente della Bundesbank Weidmann, occorre, oltre che aumentare l’inflazione (al livello dell’obiettivo statutario della BCE: poco sotto il 2%) per ridurre l’onere reale del debito (e il QE da solo, checché ne dicano i neo-liberisti, come si vede non è capace di ottenerlo), preoccuparsi e intervenire solo sul denominatore del rapporto debito/Pil (i.e. crescita), attuando un’adeguata politica economica.

Il debito pubblico italiano è molto elevato, ma, grazie ai sacrifici degli Italiani, soprattutto i poveri cristi, e alla BCE che fa finalmente il suo dovere e lo dovrà continuare a fare, in parte, anche in futuro, gli interessi passivi sono calati sia in valore assoluto (da un picco di 84 mld nel 2012 a 70 mld nel 2015) che come incidenza sul Pil (dal 5,2% al 4,2%).

Inoltre, esso, a giudizio della Commissione europea e di centri studi tedeschi, è il più sostenibile nel lungo periodo, avendo messo sotto controllo in particolare la dinamica della spesa pensionistica.[1]

[1] Carlo Clericetti  -  28 FEB 2016

Debito italiano a rischio, anzi il più sostenibile

Infine, come dimostrano ampiamente gli USA, la Gran Bretagna o il Giappone, che pur avendo un debito pubblico monstre pari quasi al 250% del Pil paga un tasso d’interesse irrisorio, si può senza dubbio aggiungere che esso non è un problema se si ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome e, contrariamente a quanto scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera, è meglio che il debito pubblico sia sempre più in mani italiane anziché straniere, tipo la Deutsche Bank, le cui vendite nel 1° semestre 2011 di titoli di Stato italiani innescarono la speculazione mondiale sul debito pubblico italiano e la febbre da spread, con conseguente necessità di varare manovre correttive pesantissime e inique: 4/5 dal governo Berlusconi-Tremonti, scandalosamente inique, e 1/5 dal governo Monti, più eque, vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF.[2]

[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).


2. Francesco Giavazzi

a) “La ripresa in Europa sta cominciando a contagiare i salari e i prezzi, così che le pressioni inflazionistiche stanno raggiungendo gli obbiettivi che si era posta la Bce, leggermente sotto al 2%”.

L’1,1% (valore stimato) di inflazione nel mese di dicembre 2016, cioè alla fine di un quadriennio di deflazione o di tasso d’inflazione sensibilmente più basso del target, è comunque poco più della metà del target della BCE (“sotto ma vicino al 2% nel medio periodo”). Questi sono i dati dell’inflazione media relativa agli ultimi 4 anni per l’Europa (non è chiaro se sono i 19 dell’Eurozona o i 28 Paesi, ma quella dell’Italia è ancora più bassa: 1,4%, 0,4%, 0,0%, 0,0%):

l'Inflazione armonizzata media del Europa nel 2013: 1,35%

l'Inflazione armonizzata media del Europa nel 2014: 0,43%

l'Inflazione armonizzata media del Europa nel 2015: 0,03%

l'Inflazione armonizzata media del Europa nel 2016: 0,16%

E, detto per inciso, il valore stimato di 1,1% di dicembre, che comunque è molto più basso del target, ha fatto un balzo rispetto allo 0,6% di novembre e può non essere confermato a gennaio e febbraio. L’obiettivo dovrebbe essere raggiunto forse nel 2020.

Infatti, il governatore Ignazio Visco ha dichiarato, al 23° Congresso ASSIOM Forex, sulle prospettive dell’inflazione:

“Nell’area dell’euro l’espansione dell’attività economica è in graduale consolidamento. Le misure adottate dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea hanno decisamente ridotto i rischi di deflazione e posto le premesse per un graduale ritorno alla stabilità monetaria. L’aumento dell’inflazione in dicembre è però in gran parte ascrivibile alle componenti energetiche e ad altre voci caratterizzate da elevata volatilità; ancora non emergono chiari segnali di un punto di svolta nelle componenti di fondo dell’evoluzione dei prezzi al consumo e nella dinamica delle retribuzioni, anche nei paesi dove la disoccupazione è più bassa. Nelle proiezioni dell’Eurosistema la crescita dei prezzi sarebbe ancora appena sopra l’1,5 per cento nel 2019. Per ricondurre l’inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine vanno mantenute condizioni monetarie molto accomodanti. Coerentemente con questa visione, il Consiglio direttivo ha deciso di estendere la durata del programma di acquisto di titoli almeno sino alla fine del 2017, riportando da aprile l’importo mensile degli interventi al livello originale di 60 miliardi di euro. Alla fine di quest’anno l’ammontare complessivo degli acquisti sarà di circa 2.300 miliardi. Il Consiglio si attende che i tassi ufficiali si manterranno su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un periodo che si estende ben oltre l’orizzonte del programma.”

E la stessa BCE scrive nel suo ultimo bollettino economico:

Bollettino economico BCE, n. 1 – 2017

Prezzi e costi (pag. 14)

L’inflazione complessiva è aumentata marcatamente nel dicembre 2016.

L’inflazione misurata sullo IAPC è salita dallo 0,6 all’1,1 per cento fra novembre e dicembre (cfr. grafico 7). Tale rialzo è stato determinato in particolare dall’aumento molto più consistente dell’inflazione dei beni energetici, che ha continuato a contribuire in misura determinante alla ripresa dell’inflazione complessiva dopo il minimo del -0,2 per cento toccato ad aprile 2016. La maggiore inflazione della componente energetica è dovuta in gran parte a vigorosi effetti base al rialzo, che avranno un impatto sull’inflazione anche nei primi mesi del 2017 (cfr. riquadro 4).

L’inflazione di fondo non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo.

L’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC al netto di alimentari ed energia si è collocata allo 0,9 per cento in dicembre, dopo essersi mantenuta allo 0,8 nei quattro mesi fino a novembre. I dati disponibili a livello nazionale suggeriscono che il rialzo in dicembre sia stato causato principalmente da un’impennata della componente volatile legata ai viaggi. L’inflazione al netto di alimentari ed energia rimane ben al di sotto della sua media di lungo periodo pari all’1,5 per cento. Inoltre, le misure alternative non segnalano la ripresa delle spinte inflazionistiche di fondo. Ciò potrebbe riflettere in parte gli effetti indiretti ritardati al ribasso dei precedenti cali dei corsi petroliferi ma anche, in modo più sostanziale, la protratta debolezza delle pressioni dal lato dei costi interni.


b) “Il privilegio di potersi dimenticare del debito sta dunque volgendo al termine e purtroppo, ancora una volta, l’Italia non è stata capace di avvantaggiarsi di un periodo di tassi eccezionalmente bassi per tagliare le spese almeno un po‘, che è l’unico modo per ridurre il rapporto debito/Pil in maniera strutturale”.

Trovo strano che il prof. Giavazzi continui a propugnare la misura pro ciclica del taglio delle spese per ridurre il rapporto debito/Pil - tenendo in non cale le acquisizioni successive sui moltiplicatori -, come faceva in un suo editoriale sul Corriere della Sera del 4 dicembre 2011, scritto a quattro mani con Alberto Alesina, col quale riuscì a far revocare nel giro di 24 ore la decisione del governo Monti di aumentare le 2 aliquote Irpef del 41 e del 43%, nell’ambito del decreto Salva-Italia (DL 201/2011), che avrebbe colpito i redditi dei ricchi e dei più abbienti, inclusi Alesina e/o Giavazzi.[3]

[3] Punto primo. Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario internazionale che della Commissione europea) concordano sul fatto che gli aggiustamenti fiscali fatti aumentando le aliquote hanno creato recessioni più forti di quelli che hanno operato riducendo le spese. Non solo: la spirale di aumenti di aliquote, recessione, riduzione di gettito, tende a creare un circolo vizioso in cui l'economia si avvita in una recessione sempre più grave. Quella di cui leggiamo è una manovra fatta per tre quarti di maggiori tasse e solo per un quarto di minori spese”.

TROPPE TASSE E POCHI TAGLI

Caro presidente no, così non va

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi  -  4 dicembre 2011


Tesi da loro ribadita in un altro editoriale di 2 anni dopo,[4] al quale replicò Stefano Fassina.[5]

[4] DEFICIT, TAGLIO DELLE TASSE E CRESCITA

La prigionia dei numeri

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi  -  24 settembre 2013

[5] DISPUTE

I tagli «impossibili», le spese eccessive

Stefano Fassina  -  25 settembre 2013

In calce c’è la replica di Alesina e Giavazzi, sacerdoti dell’ossimorica austerità espansiva che tanti danni ha causato soprattutto ai poveri cristi, poiché è stata presa a base dalla Commissione europea e dal FMI (che però poi quattro anni fa si è pentito e ha invitato a cambiare la politica economica in senso keynesiano, cfr. ad esempio Il FMI, gli investimenti pubblici si ripagano da soli http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/) per imporre l’austerità economica e le cosiddette riforme strutturali, i. e. deflazione dei salari e riduzione dei diritti, che si fanno forti della tesi sposata dall’FMI, poi rivelatasi errata per ammissione dello stesso FMI, per bocca del suo ex capo economista Blanchard, dei moltiplicatori taglio spesa/taglio tasse (cfr. Il Fondo Monetario insiste: sull’austerità ci siamo sbagliati 8 gennaio 2013 http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/).


c) “Durante il governo Monti sono state introdotte tasse per oltre il 5% del Pil che hanno portato alla recessione nel 2012 e nel 2013”.

E’ una fesseria cosmica (vedi nota 1 per le prove documentali), propalata ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana, e fatta propria da quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare – quasi tutti i docenti universitari di Economia e i giornalisti, contro cui da 5 anni CONTROINFORMO, ma è una fatica di Sisifo!

Vale la pena di riportare di nuovo le cifre, che raccontano una verità molto diversa dalla vulgata:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale  329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, Le rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private, a cui poi provvide la riforma Fornero.

Invece, sicuramente, sia il risanamento dei conti che i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Forse non è irrilevante aggiungere che, nell’ambito del programma SMP, gli acquisti da parte della BCE di titoli di Stato italiani, 99 mld su 209 complessivi (tra il maggio 2010 e il marzo 2011, la BCE ha acquistato titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi; da agosto 2011 a gennaio 2012, titoli italiani e spagnoli), cominciarono il 22 agosto 2011, cioè 17 giorni dopo l’invio della famosa (o famigerata) lettera del 5.8.2011 della BCE, firmata da Trichet e Draghi, e 9 giorni dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti del DL 138 del 13.8.2011, di 60 mld cumulati, contenente una buona parte delle misure chieste nella predetta lettera, e che faceva seguito, a distanza di neppure 40 giorni, al DL 98 del 6.7.2011, di 80 mld cumulati.

Detto per inciso, il discorso fatto per le manovre correttive, anche sotto il profilo della DISINFORMAZIONE, è più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento, infatti, è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

La DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media (immemori del calo notevole dei pensionamenti nel 2011, nei loro articoli di allora ascritto giustamente a Sacconi – DL 78/2010 - e Damiano, DL 247/2007) e perfino l’INPS, è dovuto in gran parte, io credo, alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente visti gli esiti, però insiste tuttora…) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dal DL Sacconi nel 2010 e in vigore dall’1.1.2011.[6]

[6] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

Gliel’ho anche scritto recentemente.[7]

[7] “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive”

http:// vincesko.blogspot. com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero. html.


3. “Il governo Renzi se non altro ha bloccato l’aumento delle imposte (diminuendo quelle centrali anche se compensate da aumenti a livello locale)”.

L’abolizione della TASI a tutti ha favorito i ricchi e i benestanti (2/3 del totale di circa 4 mld annui), a scapito degli affittuari anche relativamente poveri, i quali, come fiscalità generale, pagano anch’essi lo sgravio. [8] E' un'ingiustizia evidente e scandalosa, della quale allo strabico Giavazzi non può importare evidentemente di meno.

[8] Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi


4. “Nel caso dell’Italia – essendo lo stesso [debito] per il 90% detenuto all’interno dell’area euro e per il 65% da investitori domestici, essendo distribuito tra banche private (30%), privati cittadini (30%) e Banca d’Italia (10%), e con un altro 25% presente nei portafogli delle banche europee”.

Per esattezza, il debito pubblico italiano è detenuto per il 10% circa da famiglie, per 1/3 all'estero = subtotale 44%; il residuo 56% da banche (circa 20%), assicurazioni (circa 20%), fondi comuni (circa 5%) e Banca d'Italia (circa 10%).[9]


5. “Se il governo riuscisse un giorno ad annunciare un piano per la riduzione del debito nell’ordine dei 300 miliardi tale annuncio avrebbe benefici immediati sul livello dello spread innescando una spirale positiva”.

In recessione, ripeto, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; e b) non ricada esclusivamente sui ricchi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente tre:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;
2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti, ricchi e poveri; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita. Dopo il varo del QE, i tassi si sono ridotti, taluni fino ad azzerarsi.
3. varando (come da tempo hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la metà del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld, per circa la metà in immobili), per un ammontare di 150-200 mld,[10] da aumentare eventualmente a 300.

[10] Piano taglia-debito per la crescita





Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE



Mario Monti nella sua rappresentazione di se stesso con l'aureola di santo europeo



Silvio Berlusconi sotto le sembianze di Mario Monti travestito da Dracula italiano


Pubblico la lettera che ho inviato in data 02 febbraio 2017 al Prof. Sen. Mario Monti, dopo una sua intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv, nella quale, santificando se stesso, ha ripetuto il solito mantra oggettivamente masochista - vista la nomea di vampiro e bugiardo, a mio avviso altrettanto oggettivamente ingiusta, che gli ha fatto guadagnare - ma in buona parte infondato di avere salvato l'Italia dal fallimento, cosa smentita dai numeri. Si tratta, in tutta evidenza, di un caso macroscopico di DISINFORMAZIONE generale, creato, dolosamente, ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana, e poi alimentato, colpevolmente perché sciattamente, dall'intero sistema mediatico nazionale, e in buona parte, incredibilmente, dal mondo accademico. Un vero e proprio caso di scuola della applicazione della massima di Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista: Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

Purtroppo, gli indirizzi e-mail del Prof. Monti sia presso il Senato che presso l'Università Bocconi risultano errati, ma ho provveduto in due altri modi a trasmettergli la lettera, e non appena tornerò in Italia gliela invierò via posta prioritaria al Senato (cosa che ho fatto in data 27.07.2017).


   Manovre correttive, pensioni e statuto BCE

   Da:   v   02 feb 2017 - 17:34

   A:     mario.monti@senato.it

   CC:   m.giannini@repubblica.it


Egr. Prof. Sen. Monti,

Le scrivo (lo devo fare qui perché non conosco il suo indirizzo e-mail), dopo aver ascoltato la Sua recente intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv  (http://video.repubblica.it/videoforum/viddeoforum-monti-integrale/266573?video), in cui Lei ha riaffermato che il Suo Governo ha salvato l’Italia dal default ed ha messo in sicurezza i conti pensionistici poiché i Governi precedenti non vi avevano provveduto. GiudicandoLa un persona molto sincera, debbo ritenere che Lei lo faccia in buonafede.

Tuttavia, sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana, ed anche – purtroppo - dalle dichiarazioni Sue e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del Suo Governo: “Salva-Italia”. Ma, mi creda, è una fatica di Sisifo, poiché è stata fatta propria da quasi tutti gli Italiani, inclusi i docenti di Economia, nonché i giornalisti, tra cui lo stesso intervistatore Massimo Giannini, in particolare sulle pensioni.

Pertanto, mi permetto di fare alcune osservazioni, scusandomi preventivamente della loro lunghezza e per la franchezza.

Prima di tutto, faccio una premessa: politicamente, io sono antiberlusconiano e “antimontiano” (le virgolette sono motivate e dalla Sua sincerità e lealtà, che apprezzo molto, e da alcune misure da Lei varate – ad esempio l’IMU sulla casa principale – o contenute nel Suo programma, ad esempio, l’imposta patrimoniale o la valorizzazione culturale ed economica del ruolo fondamentale delle donne, punto debole dell'Italia), ed ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa su di Lei, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),


Vengo alle osservazioni.


1. Governo Berlusconi, non Governo Monti.

In primo luogo, osservo che le manovre correttive decise dal governo Berlusconi, il grosso in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle varate dal governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire al Governo Monti gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse il Governo Monti.


2. Sacconi, non Fornero.

In secondo luogo, osservo che il discorso è più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, visti gli insulti, le minacce e le maledizioni, perfino da parte del bugiardo e impunito On. Matteo Salvini, che, con tutta la Lega Nord, votò la riforma Sacconi) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dal DL Sacconi nel 2010, allego (ivi le prove documentali):

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni


3. Statuto BCE

In terzo luogo, infine, osservo (ma potrebbe essere una notizia priva di fondamento) che Lei, secondo il Corriere della Sera si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.

Il che attesta (o attesterebbe, il condizionale è d’obbligo) che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, anche se in via subordinata, Lei o non conosce bene lo statuto della BCE (come forse il 99,9% del popolo europeo) – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave, ma vista la Sua sincerità escluderei questa seconda ipotesi.

Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Egr. Professore, capisco la Sua affezione per l'ideologia economica neo-liberista (ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, come l’economia sociale di mercato, citata nell'art. 3 del TUE, a Lei altrettanto cara, che - La prego di verificare - al di là del nominalismo le assomiglia, salvo le “deviazioni” concrete in Germania ad opera della socialdemocrazia tedesca) e in buona parte la Sua severità, proporzionale ai difetti – secolari - degli Italiani, ma non ritiene che è stupido implementare politiche economiche pro cicliche? Il che, beninteso, vale anche per gli eccessi del keynesismo a prescindere? La Sua (famigerata nella vulgata) intervista alla CNN, nella quale ammetteva che con l’austerità avevate distrutto la domanda interna e chiedeva una speculare politica espansiva dell’Europa, confidando ingenuamente – e perciò colpevolmente - nella generosità degli ottusi ed egoisti Tedeschi, a me sembra una chiara risposta affermativa. Ma Lei lo sa che da anni mi tocca, come per le Sue supposte colpe in tema di manovre recessive e di pensioni, difenderLa dall’accusa generale infondata di avere intenzionalmente distrutto la domanda interna, che è suffragata da quella altrettanto infondata circa l'entità e l'iniquità delle manovre correttive e le riforme delle pensioni? Non sarebbe il caso che Lei, edotto di queste errate, universali imputazioni, facesse su tutto finalmente un’opera assidua di verità?


***


N.B. per il Dott. Giannini:

Non sono sicuro dell'indirizzo e-mail del Prof. Sen. Monti (l'ho creato io in base a quello di altri senatori), pertanto prego vivamente il Dott. Massimo Giannini di inoltrare questa e-mail al Prof. Monti. Grazie. V.



Post collegati:


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive



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Reddito di cittadinanza, l’esperimento finlandese contro la disoccupazione tecnologica



Tra le misure di welfare, quale provvidenza equivalente all’Indennità di disoccupazione, esistono il Reddito minimo garantito e il Reddito di cittadinanza.

La differenza tra il Reddito minimo garantito e il Reddito di cittadinanza è che il primo viene erogato ad una platea selezionata e “condizionata”; il secondo, all’intera cittadinanza senza alcuna condizione che non sia appunto la cittadinanza.

Com’è noto, il reddito di cittadinanza è la proposta principale di M5S, che gli arrise quasi la vittoria alle scorse elezioni politiche.

Ma è una proposta sempre più attuale in Occidente, sia per parare gli effetti della globalizzazione, che ha spostato una quota rilevante della produzione di beni nei Paesi emergenti, sia per far fronte alla disoccupazione tecnologica: sostituzione di manodopera ad opera dei robot o di addetti ai servizi bancari o commerciali ad opera di Internet, ecc.[1]

[1] Disoccupazione tecnologica: che cos’è? Ecco il risultato del progresso

11 Agosto 2014 - 16:30

L’avanzamento della tecnologia crea nuova disoccupazione? La disoccupazione tecnologica teorizzata da Keynes già 85 anni fa è un fenomeno attuale e ancora controverso.


La Finlandia è il primo Paese che sperimenta il reddito di cittadinanza, anche se limitatamente ad un gruppo di 2.000 persone, che costituisce il campione di prova.[2]


[2] In Finlandia provano a introdurre il reddito di cittadinanza

È un esperimento: un gruppo di persone lo riceverà per due anni, anche se nel frattempo troveranno lavoro, e poi si vedrà

3 GENNAIO 2017


Pagati per cercare lavoro. Così la Finlandia riscrive le regole dello Stato sociale

Esperimento a Helsinki sul reddito di cittadinanza. A duemila disoccupati 560 euro al mese per due anni

ANDREA MALAGUTI  -  Pubblicato il 04/02/2017


La notizia sull’esperimento finlandese fu data per primo da Gli Stati Generali, l’anno scorso, in un articolo ricco di riferimenti a iniziative analoghe.[3]


[3] REDDITO MINIMO ED EXPERIMENTAL GOVERNEMENT. IL CASO FINLANDESE

31 agosto 2016


Ne riporto i commenti in calce, rappresentativi del contrasto di opinioni sul Reddito minimo garantito.


1.       

vincesko  5 mesi fa

Persino lo spietato neo-liberista Friedrich von Hayek (spietato come tutti i neo-liberisti), in un soprassalto di resipiscenza, sosteneva: “Non esistono motivi per cui in una società libera il governo non debba assicurare a tutti una protezione contro una grave privazione, sotto forma di reddito minimo sicuro o di un livello al di sotto del quale nessuno debba scendere” e che il governo ha l’obbligo di intervenire con azioni positive a favore di “chi per varie ragioni non può guadagnarsi da vivere in un’economia di mercato, quali malati, vecchi, handicappati fisici e mentali, vedove e orfani”. (Friedrich von Hayek). PS: Dossier reddito minimo garantito http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dossier-reddito-minimo-garantito.html).

2.       

vincesko  5 mesi fa

PPS: Francesco Luccisano, del quale nel link proposto si può apprezzare la passione per il... calcio, deve essere uno dei tanti dalla pancia piena che discettano sul reddito minimo garantito.

3.       

luca-codeluppi  5 mesi fa

Un fatto però passa sempre inosservato: il governo finlandese cerca di comprimere le sue spese e per tanto decide di dare questo sussidio indiscriminato, aprioristico. Noi in Italia, non ci sogneremmo mai di comprimere le spese. Pertanto un tale strumento sociale diverrebbe solo un indebitamento ulteriore verso le banche centrali, banche che, poverette, oggi sono a rischio di deflazione! Chissà come apprezzerebbero questo sforzo sociale del governo! A proposito di calcio nei blog: ho molti amici seri professionisti che hanno a che fare con il pubblico, avvocati, formatori, coach/counselor, salutisti etc. Poveretti! loro non possono come noi, scagliarsi verso questi o quei cattivi di turno come facciamo noi, perché tra i loro clienti presenti o futuri, ci sono anche quelli del partito dei cattivi! (ma qual è poi il partito dei cattivi? o meglio: qual è il partito dei buoni che sia anche dei bravi, capaci e concludenti? Io non ne conosco, l'unico potenziale, quello di Oscar Giannino ce lo siamo fumati per aver sottolineato un suo vezzo veniale, se confrontato con populismi, faziosità, falsi, corruzione etc. dei vari esponenti di qualsiasi corrente e dico qualsiasi!). Il reddito minimo è un'utopia che prevede alla base una coscienza sociale di ogni singolo individuo, tale da sottrarlo, alla fine del periodo nero alla necessità di usufruire di un fondo. Anche riguardo la salute etc. il fatto che sia gratis e soprattutto che sia un diritto porta troppa gente (ero quasi tentato di dire la quasi totalità, ma sembrerei fazioso) a sentirsi in dovere verso sé stessa (io uso l'accento anche davanti a "stesso" e non mi interessano certe cavillosità della mente italiana, origine dei nostri mali!) di usufruirne quanto più possibile! I distretti sanitari e i gabinetti di analisi sono pieni di gente che potrebbe tranquillamente fare a meno di spendere soldi pubblici. Questa non è coscienza sociale e gli italiani in generale di coscienza sociale ne hanno proprio poca. A mia madre ho fatto cessare tutte le analisi inutili che faceva mensilmente e la sua salute ne ha guadagnato, il suo pensiero è stato distolto dai suoi mali immaginari o supposti tali, le sue lamentazioni sono finite e sono tre anni che vive senza l'assillo di una morte incombente. Tra i vari farmaci che le ho eliminato c'era anche un ansiolitico: ora non soffre più di ansia come allora. Questo potrebbe dimostrare che un eccesso di pietà produce/può produrre la proverbiale cancrena? Chi lo sa!

1.       

vincesko  5 mesi fa

Fesserie in serie, frutto di ignoranza. 1. Il reddito minimo garantito esiste in tutti i Paesi UE, con regimi economici variegati, tranne in Italia, Grecia e Ungheria [ora anche la Grecia lo ha introdotto  https://luciogiordano.wordpress.com/2015/05/14/reddito-di-cittadinanza-e-reddito-minimo-garantito/]. 2. Anche l’Italia ha ridotto la spesa, sia quella per interessi che, in valore reale, quella primaria, che è in linea con la media UE e, a ben vedere, col dato della Germania (tra i più virtuosi tra i Paesi di confronto), ho già riportato i dati in calce a questo articolo: http://www.glistatigenerali.com/bilancio-pubblico/senza-altre-macerie/. 3. Peraltro, l’Italia è quasi l'unico Paese in UE28 che rispetta da anni il limite del 3% deficit/Pil, cfr. i dati in calce a http://www.glistatigenerali.com/bilancio-pubblico/blocco-sforamento-e-rinvio/. 4. La quota del debito italiano detenuta dalla banca d’Italia e dalla BCE è molto bassa; purtroppo, sia perché sono in mani “sicure”, sia perché gli interessi passivi vengono retrocessi in tutto o in parte all’Italia. 5. La deflazione non è un rischio potenziale ma c’è da 3 anni, e favorisce i creditori. 6. Oscar Giannino, orgogliosamente sedicente figlio di operai, è un utile idiota dei ricchi, come tutti i partitini e gli adepti del neo-liberismo, ideologia economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi. Infine, 7. “Se stesso” è corretto senza l’accento, ma è ammesso anche l’accento, cfr. http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/897.shtml, mentre il soggetto non va mai separato con una virgola dal predicato verbale, a meno che non siano due virgole che racchiudono un inciso, cfr. http://www.manuscritto.it/punteggiatura.html. PS: L’adesione al neo-liberismo, ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, è un effetto; la causa determinante è, per solito, un’educazione troppo severa, autoritaria, castrante, che produce, da un lato, problemi col principio di realtà, da un altro, familiarità con la sindrome di Stoccolma e, dall’altro, sado-masochismo. E, spesso, idiosincrasia personale per le regole, che però si è inclini irresistibilmente ad imporre agli altri.



Post collegato:


Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S



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