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Dialogo n. 2 tra gio.d e me su Draghi il temporeggiatore


Dopo il primo,[1] riporto il secondo dialogo tra gio.d e me, un po’ più acceso del precedente, sullo stesso tema: Draghi e il suo temporeggiare di fronte al perdurare della crisi economica nella maggior parte dei Paesi dell’Eurozona, svoltosi nel mese di novembre 2014 in calce al seguente articolo:


La contraddizione del banchiere centrale

Pubblicato da keynesblog il 19 novembre 2014


E’ chiaramente un gioco delle parti. Rossi segue l’esempio del suo ex capo. Anche la metà cattiva di Draghi, per tener buona la Germania, chiede a gran voce le c.d. riforme strutturali; la metà buona afferma, invece, che le c.d. riforme strutturali produrranno i loro effetti solo nel lungo periodo. Anche Ignazio Visco, a Napoli, in un discorso ad ampio respiro culturale, ha giudicato insufficiente l’azione pregressa della BCE, ma poi anch’egli si rifugia nell’invocazione delle riforme strutturali.
La politica monetaria – come è noto – è insufficiente da sola a far ripartire la crescita economica, essa va accompagnata da una politica fiscale (taglio di tasse e aumento di spesa selezionata); il QE – ventilato da Draghi, ma mai attuato – ha lo scopo proprio di rendere possibile agli Stati tale indispensabile politica fiscale, ma la Germania non vuole, a causa di quella che Vincenzo Comito (v. il suo articolo sull’ultimo numero di Sbilanciamoci) definisce ostinazione, ma che – ho eccepito – più propriamente può essere chiamata arroganza fino all’ottusità. Egli, nella chiusa, scrive: “Apparentemente non resta quindi che rassegnarsi ad un lento ulteriore declino economico dei nostri paesi, in attesa almeno che l’aggravarsi della situazione induca qualcuno a più miti consigli”.
Ma è una conclusione, a mio giudizio, inaccettabile.
E’ Draghi il primo responsabile del perdurare della depressione economica italiana. Il Consiglio direttivo della BCE, costituito in gran parte dai governatori delle banche centrali dell’Eurozona, cioè da funzionari pubblici pagati lautamente dalla collettività europea, per ubbidire al veto della egemone Germania, sta disattendendo il suo statuto (art. 2) e sta mancando entrambi gli obiettivi, sia quello principale di tenere l’inflazione poco sotto il 2%, sia quello subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”. Con gravi conseguenze sulla vita e il benessere della collettività al cui servizio (teoricamente) essi operano. Il re è nudo, ma (quasi) nessuno fiata contro il potente sovrano monetario (la BCE) e si guarda bene dal menare scandalo per la sua condotta giuridicamente omissiva e moralmente criminosa.
E’ (quasi) vano sperare nella resipiscenza della Germania. Per uscire dall’impasse, ribadisco, l’unica strada è presentare una denuncia collettiva alla Corte di Giustizia Europea contro la BCE (art. 35), dopo aver sollecitato un pronunciamento politico al Parlamento Europeo.


QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

E’ falso – come molti affermano – che lo statuto della BCE vieti l’acquisto di titoli di Stato. Questo divieto (art. 21 dello Statuto) è limitato al mercato primario, esattamente come per la FED, che NON può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, ma soltanto sul “mercato aperto” (open market) (cfr. allegato in fondo).
L’art. 21 dello statuto della BCE, infatti, così recita: “21.1. Conformemente all’articolo 123 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni, organi o organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.”

Per uscire dal pantano (recessione – che colpisce tutti, tranne la Germania, anche se… – e deflazione, che avvantaggia i Paesi creditori – Germania e satelliti), la BCE deve acquistare titoli di Stato, ma la Germania non vuole e la BCE ubbidisce, violando il suo statuto (artt. 2-Obiettivi e 7-Indipendenza).
Anche la BCE è obbligata statutariamente a: a) controllare l’inflazione che deve essere “sotto il 2%, ma vicino” (ed ora è prossima allo zero ed in alcuni Paesi sotto zero); e b) “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione” (tra cui un elevato livello di occupazione). In condizioni normali, la BCE NON ha gli stessi poteri della FED, i cui 4 obiettivi sono sullo stesso piano ed al primo posto è menzionata la piena occupazione; ATTUALMENTE, invece, i poteri sono gli stessi, perché la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, in deflazione è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un elevato livello dell’occupazione” -, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2% (cfr “Allegato alla petizione al Parlamento Europeo: la BCE non rispetta il suo statuto”).
La BCE dovrebbe varare un QE (senza sterilizzazione) per almeno 3.000 mld per tutta l’Eurozona. La base di ripartizione dei 3.000 mld potrebbe essere: a) o unica: il PIL; oppure, meglio, b) multipla: ad esempio, metà in base al Pil e metà in base all’eccedenza rispetto al limite del 60% debito/Pil), quindi all’Italia andrebbe il 20-25% del QE (3.000×0,25=750mld), che è la stessissima cosa che acquistare, selettivamente, 750 mld di titoli italiani, per alleviare sensibilmente la spesa per interessi passivi e liberare così risorse congrue per varare un’adeguata politica fiscale per la crescita economica e dell’occupazione.

La FED acquista sul mercato aperto (mercato secondario) titoli a bassissimo interesse e a lunga scadenza di solito subito dopo l’emissione, attraverso i “dealer”. E’ chiaro che la BCE dovrebbe fare la stessa cosa “mascherata”, anche noi abbiamo i “dealer”, per l’Italia, ad esempio, sono una ventina: cinque banche americane (Goldman Sachs, Merril Lynch, JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup), due banche tedesche (Deutsche Bank e Commerzbank), due banche svizzere (UBS Bank e Credit Suisse), una banca olandese (ING Bank), una banca giapponese (Nomura), due banche britanniche (Barclays e Royal Bank of Scotland), tre banche italiane (Banca Intesa, Unicredit e Banca Montepaschi di Siena), e quattro banche francesi (Credit Agricole, BNP Paribas, Societe Generale, HSBC).

PS:
Allegato
1 – Motivazioni della petizione
2 – Statuto BCE
3 – Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
4 – Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)
5 – Trattato di Lisbona
6 – Trattato di Maastricht

“Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”
(cerca con Google).[2]


@vincesko: putroppo l’interpretazione della Bundesbank è che qualsiasi intervento sui titoli di stato che vada oltre le normali operazioni di mercato aperto è un finanziamento monetario e addirittura (so che la cosa può destare ilarità) un trasferimento fiscale mascherato. Ora la Corte dovrà sciogliere il nodo, vedremo.


So bene che per la forza oggettiva, il fascino del più forte, la capacità di alleanze e, non ultimo, la passività e la disunione degli altri, il peso della Germania è diventato predominante, ma mi permetto di eccepire che Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, vale 1/24 del Consiglio direttivo della BCE.
Il nodo è quello del ricorso dell’arrogante Corte Cost. tedesca, nulla impedisce, anzi sarebbe molto opportuno, aggiungere un ricorso collettivo dei cittadini.


Se togli Draghi chi preferisci? Katainen? Junker? Schauble? Hai solo l’imbarazzo della scelta…a parte questo piccolo particolare se pensi che la corte di giustizia europea sia un’istituzione migliore della Bce, si vede che non conosci né la Bce, né la corte di giustizia…sono d’accordo con chi afferma che occorre rassegnarsi al declino e sperare che lo stesso declino ci fornisca la soluzione, in fondo la Grande Germania non sta facendo altro che limitare i suoi mercati europei e trasformare i suoi clienti in suoi competitor, prima o poi se ne renderanno conto. Prepararsi al peggio e sperare per il meglio, in fondo, è meglio che lottare contro i mulini a vento, col rischio nel caso specifico, che una pala del mulino ti finisce anche in testa…


Commento strampalato, intriso di pessimismo rinunciatario.
1. Prescindendo dal piccolo particolare che Draghi – al di là delle dichiarazioni – è prono alla Germania e fa in concreto solo quel che dice e farebbe Schaeuble, scelgo Tsipras.
2. Io sono abituato a valutare i fatti ed a seguire la logica: la BCE sta oggettivamente violando il suo statuto e quindi è fuorilegge, con gravi conseguenze su milioni di persone, e la posso perciò giudicare molto negativamente; la Corte di Giustizia – salvo prova contraria valida – finora no; se e quando lo sarà, fuorilegge, la giudicherò altrettanto negativamente.
3. Io aborro il pessimismo cosmico e la sterile lamentela; in questo caso, ritengo doveroso applicare la massima: fai quel che devi, accada quel che può; anche perché “cave peiora”, ma peggio di così è difficile; e, infine, perché soltanto l’arrogante Corte Cost. tedesca può ricorrere alla Corte di giustizia?


L’unica cosa strampalata è fare causa al meno peggio delle alternative che ci sono, tsipras non conta una beata fava in Grecia, figuriamoci in Europa…Draghi è un nostro alleato non un nemico solo uno sprovveduto non se ne accorge, la Germania è ricorsa alla corte di giustizia Europea proprio contro Draghi, il nemico di un mio nemico è mio amico, ovvio che la sua strategia è fare delle concessioni alla Germania, mica si puo’ mettere apertamente contro i tedeschi, sarebbe impallinato ad alzo zero in un minuto secondo, e lui non è mica uno tsipras qualunque, è uno che di tattica e strategia qualcosa ci capisce…sottotraccia però Draghi cerca di fare il suo, supplendo persino alle mancanze politiche di Francia e Italia. Se non fosse stato per l’omt, invenzione di Draghi, l’Italia avrebbe già fatto default da tempo, è Draghi che insiste per i Qe, che cerca soluzioni e forse l’ha anche trovata una per comprare titoli di stato in una maniera accettabile per la Germania, notizia di ieri,ti aggiorno. E tu vorresti fargli causa? Per cosa , per farti pubblicita’? Hai intenzione di candidarti alle prossime tornate elettorali? Di professorucoli in cerca di visibilità l’Italia è piena di visibilità l’Italia è piena oggi come oggi, sorry.


Il tuo è un bla bla bla isterico da saputello, che odia i fatti e la logica e non sa neppure incolonnare i commenti… Draghi è statutariamente fuorilegge: questo è un fatto! Finora la BCE ha solo fatto la metà della metà del suo dovere: questo è un fatto! Nessuno, neppure un saputello come te può dimostrare che un eventuale sostituto farebbe meno: questo – come dire? – è un fatto logico! La scelta di Tsipras (1° in Grecia secondo i sondaggi, fonte: La Stampa di 4 gg fa), visto che non l’hai capito (ti piacciono i mulini a vento immaginari, vero? perciò me l’hai attribuito prima), esprime solo una preferenza personale, per consentaneità di vedute sullo strapotere del potere finanziario in Europa, da regolare: questo è un fatto! Dov’è la prova che la Corte di giustizia sia fuorilegge come la BCE? L’hai detto solo per dare aria alla bocca e fare fumo per ammannirci le tue tesi strampalate? Anche quella del professorucolo in cerca di pubblicità te la potevi risparmiare, è un altro chiaro indizio di proiezione. Stai calmo e non scoprirti troppo.


Siamo a rischio deflazione, e occorrono politiche di stimolo della domanda. Ok.

Però, un dubbio è legittimo. Non è la stessa cosa che ha provato a fare il Giappone?

Politiche di defici spending e stimolo alla domanda da decenni. Hanno risolto il problema? A me non sembra.

Non sono anti-keynesiano a prescindere, come molti bimbiminkia liberaloidi, ma mi piacerebbe avere delle delucidazioni dai keynesiani.

Grazie.


In questo articolo è spiegato perché:

“L’Abenomics è stata davvero un flop? Parola ad accusa e difesa. E un primo verdetto”
di Stefano Carrer
19-11-2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-18/processo-all-abenomics-effetti-sull-economia-193619.shtml


A parte che il Giappone non se la passa peggio di noi.
BISOGNA AUMENTARE I SALARI.
Questo Abe non lo ha fatto. Ecco il suo fallimento.


Prima di Abe il Giappone, cultura mercantilista per antonomasia, vatti a vedere il saldo del conto corrente con l’estero, positivo per 30 anni consecutivi, i tedeschi da questo punto di vista stanno ai giapponesi come i portoghesi ai tedeschi…ha cercato in tutti i modi di mantenere la sua competitività, pur avendo Korea, Cina e Indonesia a un tiro di schioppo…in questo sforzo impossibile hanno però pensato a mantenere alta la domanda interna, per non fare la fine della Grecia e di tutta l’Europa se continueremo cosi’…risultato: deficit e debito pubblico alle stelle…adesso con Abe il debito se lo stanno ricomprando, in sostanza gran parte del debito pubblico giapponese non esiste piu’…vogliono cercare di aumentare l’inflazione e convincere cosi’ i giapponesi a spendere, per far questo pero’ han commesso l’errore di aumentare l’Iva, manovra recessiva…ad ogni modo il Giappone ha il record della disoccupazione più bassa del mondo, debito sempre più nella pancia della banca centrale e cmq a tassi piu’ bassi del mondo, moneta riserva valutaria internazionale e inflazione in ripresa…per un isolotto stracolmo di gente non mi sembrano risultati da buttar via…la bilancia commerciale e’ in declino è vero, ma questa è una brutta notizia solo per i paesi mercantilisti, ma una ottima notizia per chi di Macroeconomia qualcosa né capisce: non possiamo essere tutti esportatori netti, se qualcuno vende, c’è bisogno che qualcun altro compri…è bene che a comprare siano le nazioni più ricche e con le monete più forti…


[1] Dialogo n. 1 tra gio.d e me su Draghi senza più armi


[2] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto



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UE, classifica (personale) dei mediocri

 
debito, Grecia, referendum, Ue di Marta Fana
"Il No di Atene ha sconfitto l’arroganza dell’austerità"
07/07/2015
«Il referendum greco sancisce il fallimento totale dell'Europa degli arroganti e dei mediocri. Questo coraggio dà umanamente i brividi. In Europa non ci sarà mai una crescita senza un piano massiccio di investimenti pubblici che aumentino la produttività e creino lavoro». Intervista a Mariana Mazzucato
“Il risultato politico però è il fallimento totale di questa Europa. Siamo oggi circondati e governati da troppe figure mediocri, che hanno permesso all’arroganza di prevalere sulla solidarietà e sulla ragione”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-No-di-Atene-ha-sconfitto-l-arroganza-dell-austerita-30542
 
In rapporto al ruolo, la più mediocre di tutti - e ribadisco un giudizio che esprimo da almeno 3 anni [1] - è la cancelliera Merkel, massone reazionaria, una "bottegaia" incapace. A capo di un popolo di bottegai egoisti e arroganti. Ella è soltanto il cane da guardia, assieme a Schaeuble e Weidmann, degli interessi dell'establishment finanziario-industriale-commerciale tedesco. Che molto probabilmente la terrà lì soltanto finché sarà capace di svolgere questo ruolo.

Il secondo più mediocre è il presidente francese, il sedicente socialista e massone Hollande, il quale, dopo aver vinto le elezioni promettendo la lotta all’austerità economica tedesca, si è rimangiato tutto, si è dimostrato un amico dei banchieri e si accontenta di fare da chaperon alla consorella reazionaria Merkel, per poter violare impunemente la regola del 3% per il terzo anno consecutivo.

Il terzo è l’ex tosto Renzi, il capo del maggiore partito europeo sedicente di centrosinistra, finanziato da banchieri, che, dopo aver promesso sfracelli contro l’austerità tedesca, si è fatto "addomesticare" dal burocrate prudente e massone Padoan ed è ora ridotto a mendicare un inutile 0,1% di flessibilità.

Gli altri, a cominciare dal presidente della Commissione europea, il conservatore non immacolato Juncker, per passare al presidente del Parlamento europeo, il sedicente socialdemocratico Schulz, al presidente del Consiglio europeo, il conservatore Tusk, e al presidente dell’Eurogruppo, il nevrotico e inesperto sedicente socialista Dijsselbloem, mero strumento del duo massonico reazionario Merkel-Schaeuble, sono soltanto dei comprimari, nella mediocrità. 

Nel novero, attenendosi strettamente ai risultati, va aggiunto il presidente della BCE, il massone reazionario Draghi, che, per ubbidire alla Germania (violando così il suo statuto, art. 7-Indipendenza), sta disattendendo da tempo entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2) [2]: la stabilità dei prezzi (sotto, ma vicino, al 2%) e sostenere gli obiettivi dell’UE fissati dall’art. 3 del TUE, tra cui “una crescita economica equilibrata”, “la piena occupazione” e “la solidarietà tra gli Stati membri”).[3] 

Uno degli ostacoli maggiori a combattere la mediocrità dei dirigenti UE è la presenza in Italia e in UE di milioni di UTILI IDIOTI pro Germania, spesso a sproposito, vedi, in particolare, il suo egoismo e la sua ottusità nell'imporre in recessione una politica economica austeritaria, prociclica anziché anticiclica; e pro Draghi, che invece andrebbe denunciato alla Corte di Giustizia europea per inadempimenti statutari (art. 35 Statuto BCE).

 
[1] Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/le-promesse-da-marinaio-della-bottegaia.html
 
[2] Statuto BCE
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf
 
[3] Trattato di Lisbona (testo consolidato)
http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf
 
 
Post e articolo collegati:
 
UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html

Tutti gli errori di Berlino e Bruxelles (non solo sulla Grecia). Parla Romano Prodi
07-07–2015  Edoardo Petti
Chi c'era, e che cosa si è detto, alla presentazione ieri del 9° Rapporto sull’Economia reale curato dall'economista Mario Baldassarri
La vicenda greca, ha rilevato l’ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, è lo specchio di un Vecchio Continente “piramidale”: “Nel quale un paese leader come la Germania prende le decisioni privilegiando i propri interessi senza tenere conto di quelli generali. Dove le istituzioni comunitarie contano sempre meno e mancano autentiche alternative europeiste”.
http://www.formiche.net/2015/07/07/grecia-europa-baldassarri-prodi/
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/07/ue-classifica-personale-dei-mediocri.html 
 

Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel

 
Nel dicembre scorso, rispondendo a @domenicobasile, evidenziavo il carattere indipendente del neo-presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e allegavo un mio post con alcune prove:
 
· http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 15 dicembre 2014 alle 20:22
@domenicobasile (15 dicembre 2014 alle 18:42)
[…]
“Quanto a Junker, a parte taluni difetti non troppo mediatizzati, è l'uomo che di fatto è stato il garante dell'evasione fiscale in Europa durante un ventennio! (bel primato per guidare la commissione di Delors et Prodi!!!)”
A parte il Luxleaks, ti segnalo che Prodi ha dato su Juncker un giudizio positivo. I politici per solito non disdegnano la “flessibilità” e quindi possono essere incoerenti, ma al netto di questo, per la sua propensione all’indipendenza dalla Germania ed altro, leggi il mio post linkato nel poscritto.
Vincesko

PS:
L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/#comment-925
 
Segnalo perciò volentieri questo interessante articolo di oggi, che parla di un rapporto teso tra Juncker e la cancelliera Merkel proprio riguardo alla distribuzione del potere nell'UE:
 
La Commissione Ue si svincola dalla Germania: tensione tra Juncker e Merkel
di MAURIZIO RICCI
(07 marzo 2015)
La telefonata è di qualche settimana fa e la racconta lo Spiegel. "Il mio commissario - si lamenta Angela Merkel, riferendosi a Guenther Oettinger, commissario tedesco a Bruxelles - ha ricevuto il progetto solo la mattina della riunione". All'altro capo del filo, un gelido Jean-Claude Juncker: "Quale tuo commissario? Quello è il mio commissario!". E' uno scontro che ha un solo significato: il braccio di ferro su chi detiene il potere in Eurolandia è ricominciato. Non è difficile vederne i segnali. A sorpresa, sui media tedeschi la bestia nera non è il greco Tsipras, nè il suo riottoso sodale Varoufakis. E neanche l'italiano Mario Draghi, che si appresta ad inondare l'Europa di banconote, stampate nel retrobottega della Bce, all'insegna del quantitative easing. E' l'intramontabile Juncker, presidente di una Commissione che Berlino sente sempre più lontana. […]
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/03/07/news/la_commissione_ue_si_svincola_dalla_germania_alta_tensione_tra_juncker_e_merkel-108969820/

 
· http://1.gravatar.com/avatar/96a34fb50de32f7c7cb22bb6d65b3e41?s=48&d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
jeantine01 7 marzo 2015 alle 19:41
@magnagrecia7 7 marzo 2015 alle 14:02
Che il caso Grecia abbia agitato le acque,in Europa e che le posizioni si stiano ridefinendo in funzione del redde rationem, lo dimostra anche questo articolo sul Sole (v. in particolare il finale):
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-03-07/solo-unione-politica-permette-scelte-economiche-democratiche--094706.shtml?uuid=ABD87h5C

 
· http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 8 marzo 2015 alle 00:52

@jeantine01 (7 marzo 2015 alle 19:41)

1. Rilevo che l’articolo è di Luigi Zingales.

2. Se si “condivide” l’articolo, anziché il titolo Solo l’Unione politica permette scelte economiche democratiche, viene fuori il seguente titolo e sottotitolo:
Nel braccio di ferro tra Grecia ed Europa io sto con Atene
L’Europa ha maltrattato la Grecia e lo ha fatto perché la Germania e la Francia hanno protetto i loro interessi a scapito di quelli greci
.
Il che significa – credo – che qualcuno (il direttore? il caporedattore?) lo ha poi cambiato, forse perché l’ha ritenuto troppo forte (!).

3. Fin dall’inizio, dopo aver approfondito un po’ la materia, ed anche nel dialogo con Carlo Clericetti, propedeutico al lancio della mia Petizione al Parlamento europeo (BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti), io ho definito il caso UE-Euro-BCE un esempio eclatante della fiaba di Hans Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Tutto è alla luce del sole: le iniquità, le violazioni, le prepotenze, le furbizie, gli stravolgimenti della lingua, della logica e della matematica (Stravolgimenti europei). Mancava il bambino. Finché è arrivato Varoufakis (Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis).

4. Nell’articolo del Sole 24 ore, Luigi Zingales cita come “testimone”, per dimostrare che gli aiuti alla Grecia sono serviti per salvare le banche tedesche e francesi, Athanasios Orphanides, ex governatore della Banca di Cipro ed ex membro del Consiglio direttivo della Bce ed ora docente al MIT. Io ho riportato le sue critiche severe al QE prima del suo varo nell’intervista a Federico Fubini su Repubblica nello Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto).
Dopo che la BCE ha deciso il varo del QE, Federico Fubini ha partecipato al coro degli elogiatori di Draghi. Per non parlare di Eugenio Scalfari, che quasi ogni domenica tesse le lodi del salvatore Draghi, arrivando, forse per l’età, a stravolgere sia le tesi che diffondeva nei suoi formidabili editoriali nel 2010 (L’involuzione di Eugenio Scalfari), sia le più banali leggi economiche, che fino a qualche anno fa conosceva benissimo. E Scalfari su Repubblica (per non parlare del Corriere) influenza molte più persone di Zingales sul Sole 24 ore. Ed invece, per sortire qualche effetto, Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore, che pure sono critici con l’UE e la BCE, dovrebbero – come fanno i media tedeschi - unirsi per fare pressione sui nostri governanti (Renzi e Padoan!) affinché tutelino maggiormente i nostri interessi contro lo strapotere tedesco.

5. In conclusione, a mio sommesso avviso, occorre, però, una spinta dal basso e, da un lato, (continuare a) unirci al “bambino” Varoufakis nel gridare all’unisono che Il re è nudo, e, dall’altro, “valorizzare”, utilizzare di più il fattore regole, poiché è nella legge – correttamente ed equamente applicata - la tutela dei più deboli contro la prepotenza dei potenti e dei ricchi, che sono quattro gatti, ma dettano legge perché possono contare su 4 fattori: a) risorse finanziarie enormi; b) il controllo dei media; c) l’aiuto di un certo numero di “agit-prop” ben retribuiti; e d) l’ammuina di milioni, miliardi di poveri.

Vincesko

 
 
Articoli collegati:
 
Il “bambino” Yanis Varoufakis, sui giudizi politici di Draghi, la pensa come Carlo Clericetti e me (cfr. Allegato alla petizione al Parlamento europeo: la BCE non rispetta il suo statuto, linkato più sopra):

Grecia, parla Varoufakis: «Atene non chiederà altri prestiti»
Intervista al ministro delle Finanze greco: «La Bce nel 2012, in una crisi simile ma con un governo conservatore, aumentò senza problemi la nostra possibilità di emettere titoli a breve termine Ora invece è molto ”disciplinante” con la Grecia»
di Danilo Taino, inviato a Venezia
8 marzo 2015 | 07:58
Com’è il suo rapporto con Mario Draghi e la Bce?
«Formale».
Cosa intende?
«La Bce è molto “disciplinante” nei confronti della Grecia. Nel 2012, in una situazione di crisi simile ma con un governo conservatore, fu flessibile, aumentò senza problemi la possibilità del governo di emettere titoli a breve termine. Ora invece ha molto ridotto la nostra agibilità». 
Quando crede che la Bce comprerà titoli greci all’interno del programma di Quantitative Easing che ha lanciato? Si dice a luglio.
«Penso che il Quantitative Easing andrebbe fatto dove la mancanza di crescita è massima. Invece si compreranno grandi quantità di titoli tedeschi. Quindi credo che la Bce avrebbe dovuto comprarli ieri i titoli greci. Non un domani. Ritengo Draghi uno splendido banchiere centrale, date le condizioni di scarsa libertà in cui si muove. Ma l’indipendenza della banca centrale deve essere nei due sensi: anche la Bce non deve dare giudizi politici, deve trattare tutti i Paesi allo stesso modo».
http://www.corriere.it/economia/15_marzo_08/varoufakis-atene-non-chiedera-altri-prestiti-all-europa-e09010f6-c55e-11e4-a88d-7584e1199318.shtml

Anche il "bambino" Tsipras, sull'indipendenza della BCE dalla Germania:

Grecia: lo stop dell’Eurogruppo «La lista delle riforme non è completa»
L’altolà presidente Dijissembloem alla vigilia degli incontri a Bruxelles. Tispras chiama Draghi e Hollande
8 marzo 2015 | 17:12
Quest’ultimo ha speso la domenica lavorando alle relazioni in Europa e ha chiamato per primo, in mattinata, Mario Draghi ribadendo il rispetto per l’indipendenza della Banca centrale europea e auspicando la distanza dell’Authority dai tentativi di pressione politica.
http://www.corriere.it/economia/15_marzo_08/grecia-dijsselbloem-la-lista-riforme-atene-non-completa-5b30c8fe-c5ab-11e4-a88d-7584e1199318.shtml

Nell’editoriale di domenica scorsa, l’ennesima glorificazione di Draghi da parte di Eugenio Scalfari:

I benefici che Draghi procurerà all'Italia e a Renzi
Domani la Bce comincerà a comprare titoli e obbligazioni pubbliche nell'Eurozona. Al governo spetterà di trasformare questo beneficio in una forte ripresa di investimenti
di EUGENIO SCALFARI
08 marzo 2014
http://www.repubblica.it/politica/2015/03/08/news/i_benefici_che_draghi_procurera_all_italia_e_a_renzi-109028243/ 


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permalink | inviato da magnagrecia il 9/3/2015 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo (botta e risposta) sulla Grecia e la BCE

 
Carlo Clericetti - 5 FEB 2015
L’invasione di campo della Bce
Il Consiglio direttivo della Bce punta una pistola alla tempia del nuovo leader greco. 
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/05/linvasione-di-campo-della-bce/
 
 
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Ubimel 5 febbraio 2015 alle 13:07
Magari, se il governo greco avesse evitato allusione al non pagamento del debito, la BCE sarebbe andata più cauta.
E' alquanto ovvio che, se il pagamento del debito greco è in dubbio, i titoli di quel debito non possano essere usati come garanzia.
E' arrivato il momento per Tsipras di parlare meno e scrivere su un documento il suo programma di ridefinizione del debito. Solo allora si potrà iniziare a trattare sul serio.
Fino ad allora, la BCE può solo fare la Banca Centrale.
 
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Amegighi 5 febbraio 2015 alle 13:29
Mah, forse più semplicemente, se Lei pensasse di prestare dei soldi ad uno indebitato, chiedendogli di mettere le cose a posto, mentre invece quest'ultimo va a dire in giro che non pagherà il debito, ci penserebbe sopra un po' prima di prestargli nuovamente soldi.
Vede, capisco la "globalizzazione", la "Germania", le"Banche" eccetera, ma qui le cose sono abbastanza semplici. La BCE NON è gli Stati Europei, che hanno anch'essi prestato direttamente soldi alla Grecia. Questi possono permettersi di non riaverli indietro. La BCE, per statuto, non può permetterselo.
La BCE aveva più volte richiamato i Greci per la situazione finanziaria prima del buco. Gli Stati europei no. E' forse giusto che paghino gli Stati,..........ed anche i Greci. Il falso in bilancio è stato furbamente depenalizzato in Italia da qualcuno. Ma è reato, e molto grave, in molti Stati.
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 13:46
@ubimel (5 febbraio 2015 alle 13:07)
Sei disinformato e/o moralmente strabico:
1. la BCE sta violando da molto tempo il suo statuto (art. 2-Obiettivi): siccome sei rigoroso, sono sicuro che sei disposto a firmare un ricorso contro la BCE alla Corte di giustizia europea (CGUE);
2. la BCE lo sta facendo per ubbidire alla Germania, violando il suo statuto (art. 7-Indipendenza): siccome sei rigoroso, sono sicuro che sei disposto a firmare un ricorso legale contro la BCE alla Corte di giustizia europea (CGUE);
3. nel trattato UE (art. 3), c’è la solidarietà tra gli Stati: siccome sei rigoroso, sono sicuro lancerai una petizione al Parlamento Europeo contro la BCE, la quale, per ubbidire alla Germania, ha disatteso questo principio;
4. ti segnalo che la proposta è già sul tavolo da tempo: Varoufakis: Come ridurre il debito senza creare recessione
Pubblicato da keynesblog il 28 gennaio 2015
http://keynesblog.com/2015/01/28/varoufakis-come-ridurre-il-debito-senza-creare-recessione/ ;
5. la proposta di Varoufakis riguarda non soltanto la Grecia, ma tutti i Paesi periferici con alto debito: siccome sei un Italiano rigoroso, sono sicuro invierai una petizione o almeno una e-mail al Governo italiano perché non ciurli nel manico, ma la appoggi.
Vincesko
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 14:00
@amegighi (5 febbraio 2015 alle 13:29)
Sei disinformato e/o moralmente strabico:
1. Gli Stati sono stati costretti a prestare direttamente soldi alla Grecia proprio perché il primo fondo salva-Stati non è stato giudicato dalla BCE avere la personalità giuridica adeguata.
2. Perché gli Stati possono permettersi di non riaverli indietro e la BCE no?
3. Qual è la norma dello statuto che glielo impedisce?
4. Peraltro, la BCE sta violando da tempo il suo statuto: lo sai?
5. Se sì, puoi linkare una tua iniziativa o almeno un tuo commento di critica alla BCE?
6. Sai che anche la Germania viola le regole?
7. Se sì, puoi linkare una tua iniziativa o almeno un tuo commento di critica alla Germania?
Vincesko
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 14:17
Rammento ai numerosi (troppi) Italiani disinformati e moralmente strabici:
Dal 1800 al 2008 la Germania ha avuto ben 8 default o ristrutturazioni del suo debito!
Traggo da: SOCIAL EUROPE JOURNAL 23 Ottobre 2013 - ROBERT SKIDELSKI "Opinioni sbagliate sull’austerità britannica"
[…] Si consideri la Germania che secondo lo storico economico Albrecht Ritschl è "il più grande trasgressore debito del XX secolo". Nella tabella a pagina 99 del loro libro “This Time is Different”, Rogoff e il suo co -autore, Carmen Reinhart , mostrano che la Germania ha subito otto default del debito e/o ristrutturazioni tra il 1800 e il 2008 . C'erano anche due default causati dall'inflazione nel 1920 e 1923. Eppure oggi la Germania è l’egemone economico d’Europa che stabilisce le regole per “furfanti” come la Grecia.
http://2.232.193.134/resetold/en/component/attachments/download/199
Vincesko
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 14:45
Segnalo volentieri:
Il mondo è dalla parte di Tsipras. Ma basterà a convincere la Germania?
ONEURO – REDAZIONE - 5 febbraio 2015
La battaglia in corso sul debito greco non riguarda solo la Grecia, riguarda tutti noi europei. Perché dall’esito di questa battaglia capiremo se esiste qualche speranza di trasformare l’Unione dal suo interno (e di smuovere la Germania).
http://www.eunews.it/2015/02/05/il-mondo-e-dalla-parte-di-tsipras-ma-bastera-convincere-la-germania/29704
Vincesko
 
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Domenicobasile 5 febbraio 2015 alle 15:04
Atene ha chiesto una rinegoziazione "politica" della questione del debito (suscitando una grande empatia fra i commentatori) e ha cercato di imporre alle controparti il rigetto unilaterale delle misure in corso.
Si è trattato a mio avviso di un'ingenuità madornale che riposava unicamente sulla buonafede dei suoi dirigenti, forti del risultato del suffragio elettorale ma senza nessuna esperienza negoziale a livello internazionale.
A una richiesta "politica", la BCE ha dato una risposta eminentemente "politica" ritirando la deroga accordata alla Grecia circa l'accettazione come collaterale di titoli "spazzatura".
Tatticamente la gestione di Varoufakis è per il momento un disastro.
Ha scoperto da subito le sue carte (parlando incautamente alla stampa) ed ha fatto capire di avere un mandato "politico" e non "tecnico" restringendo giocoforza i margini di manovra dello stesso Tsipras.
Se l'idea era quella di isolare la Germania, peggio di così non si poteva fare!
Non scopriamo certo oggi gli arcani della geopolitica ed i rapporti di forza
in seno alla UE sono quello che sono.
Renzi ha offerto una cravatta e Hollande nemmeno quella, di appoggio sostanziale non se n'è nemmeno parlato.
Fine del primo round : greci alle corde, con le banche attaccate all'ultima fiala di perfusione.
Tutti abbiamo pensato dall'inizio che fosse un bluff ed aspettiamo ancora fiduciosi che uno dei giocatori passi la mano...
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 15:27
Nè Tsipras né Varoufakis sono supermassoni (UR-Lodge), Merkel, Hollande, Schauble, Padoan, Draghi e Weidmann sì. Renzi è un aspirante che ha presentato domanda. Meglio mettere le carte in tavola. Così i sepolcri imbiancati politici e dei media non possono ciurlare troppo nel manico. E gli Europei possono giudicare e forse si svegliano.
Vincesko
 
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gorby07 5 febbraio 2015 alle 16:15
>>> le richieste greche di un cambiamento di linea hanno già ricevuto l’appoggio del presidente americano Obama e del leader britannico Cameron>>>
Se oltre "all'appoggio" Obama e Cameron vogliono accollarsi anche una parte del debito greco......
Sennò, è troppo facile, dire agli altri come devono comportarsi.
Tanto, "l'appoggio" non costa niente......
>>> la decisione della Bce rappresenta una pesantissima invasione di campo, un tentativo inaccettabile di condizionamento che mira ad indebolire una delle parti, quella che già di suo è la più debole>>>
Cosa avrebbe dovuto fare, al BCE ?
Continuare ad accettare in garanzia titoli di stato di un paese che ha detto che non avrebbe ripagato il debito ?
Cioè, si pretende che Draghi faccia la figura del fesso ?
Mi sembra chiedere troppo.
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 17:51
Il "confratello" Draghi fa da 3 anni il fesso della Germania. Difficile che avesse il coraggio per fare il fesso della Grecia o dell'Italia o di qualunque altro Paese.
La "consorella" Merkel, figlia di pastore protestante (con quel che ne consegue), non ha ancora elaborato l'offesa di essere considerata da Tsipras uguale agli altri premier.
Dal "confratello" Hollande, data la sua conclamata mediocrità, io non mi aspettavo niente di diverso.
L'aspirante "confratello" ed ex tosto Renzi, opportunamente consigliato dal "confratello" Padoan, per non pregiudicare la sua aspirazione alla "fratellanza" ed evitare un secondo articolo "minatorio" di de Bortoli (su commissione - pare - di Draghi), sveglio come sempre, ha scelto di gettare subito la maschera ed essere più realista del re. Avrà anche consultato, anziché gli aruspici, qualche sondaggio. E di questi tempi non tira una buona aria per i Greci neppure in Italia, almeno tra i benpensanti, che sono un esercito...
Vedete che la posizione chiara e netta della Grecia smaschera i sepolcri imbiancati? E siamo appena all'inizio. Speriamo che serva acché gli Europei aprano gli occhi.
Vincesko
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 21:02
Questo articolo di Stefano Cingolani mi sembra un’analisi intelligente:
Ecco su cosa bisticcia Tsipras con Draghi e Merkel
05-02–2015 Stefano Cingolani
http://formiche.us8.list-manage1.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=3483af30d4&e=07e3b92ad9
Vincesko
 
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salvum 5 febbraio 2015 alle 22:47
E' chiaro che sono tutte fantasie.
La Grecia non ha i soldi e chiedere soldi alle altre nazioni europee per poter sostenere il loro alto livello di vita, è una pretesa priva di diritto.
La ricchezza si può definire una miriadi di situazioni di micro-ricchezza e miriadi di situazioni di micro-produttività.
La ricchezza è un fatto strutturale.
E per quanto uno voglia tale peculiarità per se, non è detto che la possa avere.
Sarebbe vero il contrario.
La ricchezza è anche un fatto secolare (e non c'è bisogno di specificare meglio)
Mandare la Grecia in default, significherebbe disarticolare la loro capacità produttiva? in che senso?
Anche uscendo dall'euro, sarebbe un default, poichè gli effetti a medio e lungo termine sarebbero uguali al "non ti pago".
Ossia nessuno presterebbe soldi a loro, e neanche i propri concittadini terrebbero a prestarglieli.
Se loro si renderanno conto di quello che ad esempio io ho scritto (e altri hanno spiegato) forse non è tutto perduto.
Si deve accettare perciò di fare la strada con le proprie gambe, poiche il percorso si renderebbe troppo difficile.
Affidarsi esculsivamente alla propria produttività e ricchezza.
Restare nell'euro per usufruire degli aiuti.
Sottostare alle carenze di sussistenza, finchè non si arriva a livelli troppo bassi.
Anche in molte nazioni europee si sono avuti livelli molto bassi di sussistenza negli anni '70 e '80, e nessuno è andato in piazza a protestare.
In Romania c'è un'economia povera, ma nessuno si sogna di voler vivere ad esempio come in Italia.
L'Europa non ha colpa dei tassi con cui la Grecia si è procurato denaro.
Si può dare la colpa a chi ha fornito quei soldi, ma non si può chiedere di rifare un esperimento dai risultati conclamati.
Ma chi dei privati presterebbe soldi a chi non li restituisce?
Sarebbero obbligati quindi i governi di altri Stati ?
L'esperimento ci può essere, ma bisogna obbedire a chi ci mette i soldi.
 
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magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 23:29
"La Grecia non ha i soldi e chiedere soldi alle altre nazioni europee per poter sostenere il loro alto livello di vita, è una pretesa priva di diritto".
L'unica frase che ho capito, nel solito arzigogolamento incomprensibile dell'ineffabile salvum, è una sciocchezza priva di fondamento.
Vincesko
 
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vincenzoaversa 5 febbraio 2015 alle 18:23
E' evidente che la decisione della BCE è stata presa di comune accordo con la Commissione Europea e l'FMI (è di pochi minuti fa la notizia che anche l'FMI ha "consigliato" alla Grecia di rispettare i patti con la Troika).
La decisione di Hollande e Renzi di lasciare Tsipras al proprio destino è, oltre che codarda, politicamente miope, come osservato da Clericetti.
Ora a Tsipras e Varoufakis non sono rimaste molte alternative tra:
1. uscita dall'Euro;
2. accettazione delle condizioni della Troika (un suicidio politico per Syriza ed economico per la Grecia);
3. adozione di una "moneta parallela" (tipo i crediti fiscali proposti da Cattaneo, per intenderci), di cui tra l'altro lo stesso Varoufakis aveva parlato in un suo articolo qualche anno fa (prometto di postare il link all'articolo appena lo trovo!).
Ognuna di queste scelte comporta dei rischi notevoli.
Sarebbe stato molto più semplice se la BCE si fosse fatta garante del debito greco ed ancora meglio se la quantità di Euro che la BCE utilizzerà per un inutile QE fosse stata utilizzata per finanziare programmi di lavori pubblici per abbattere la disoccupazione europea e rilanciare la ripresa economica.
 
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vincenzoaversa 6 febbraio 2015 alle 09:51
questo è il link all'articolo di Varoufakis del 2014 a proposito dell'introduzione di una moneta parallela all'Euro:
http://yanisvaroufakis.eu/2014/02/15/bitcoin-a-flawed-currency-blueprint-with-a-potentially-useful-application-for-the-eurozone/
 
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magnagrecia7 6 febbraio 2015 alle 12:33
@Vincenzoaversa (6 febbraio 2015 alle 09:51)
Interessante, quindi è Varoufakis il padre della proposta dei CCF?
Però ne emerge anche che neppure Varoufakis (in data February 15, 2014) - se per istituzionali intende statutari - conosceva bene lo statuto ed i poteri della BCE.
“At this very moment in Europe’s history, withinterest rates practically on the lower zero bound, and with inflation turningnegative, the ECB is not allowed (for institutional and political reasons) toeffect expansionary monetary policies through quantitative easing. What use aremonetary authorities in a currency union if they cannot expand money supply inresponse to falling prices?”
[In questo preciso momento della storia d'Europa, con i tassi di interesse praticamente a zero vincolati sul basso e con l'inflazione che gira in negativo, alla BCE non è consentito (per fini istituzionali e politici) di effettuare politiche monetarie espansive attraverso allentamento quantitativo. A che servono le autorità monetarie in un'unione monetaria se non possono espandere l'offerta di moneta in risposta a un calo dei prezzi?]
Vincesko
 
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vincenzoaversa 6 febbraio 2015 alle 12:56
@magnagrecia (06-02-15, ore 12:33)
in realtà il padre della proposta dei CCF è un... tedesco! Il governatore della Bundesbank degli anni 30 (mi sfugge adesso il nome) propose ed implementò i cosiddetti "MEFO-bills" che contribuirono a tirare fuori la Germania dalla recessione seguita alla crisi del 1929.
 
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vincenzoaversa 6 febbraio 2015 alle 18:23
Per completezza di informazione, l'ideatore dei MEFO bills si chiamava Hjalmar Schacht. La pagina wikipedia spiega il meccanismo di funzionamento di questi certificati di credito fiscale:
http://it.wikipedia.org/wiki/Metallurgische_Forschungsgesellschaft
 
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magnagrecia7 6 febbraio 2015 alle 23:01
Riporto volentieri questo articolo pro BCE de LaVoce.info, ma per segnalare i 3 bellissimi commenti critici in calce. Credo ci sia un errore nell’articolo, laddove l'autore sostiene che
“La Bce non può monetizzare i debiti pubblici dei singoli stati europei, esattamente come la Fed non lo fa per il debito della California e del Michigan. Potrebbe farlo per un debito federale, che però al momento non c’è”.
Lo sosteneva anche Andrea Terzi, in un’intervista a Il Sole 24 ore, addirittura per titoli nuovi purché emessi dall’Eurozona e non dai singoli Stati, ma quando gli ho chiesto direttamente conferma via e-mail mi è sembrato un po’ evasivo. D’altra parte, l’art. 21 dello statuto della BCE recita:
21.1. Conformemente all'articolo 123 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni, organi o organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.
Quindi il divieto riguarda, oltre agli Stati, anche “istituzioni, organi o organismi dell'Unione” e l'acquisto diretto, cioè sul mercato primario.
Anche il “whatever it takes” di Draghi ha un limite
06.02.15
Angelo Baglioni
http://www.lavoce.info/archives/32884/whatever-it-takes-draghi-limite/
Vincesko
 
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jeantine01 6 febbraio 2015 alle 23:17
Vorrei segnalare che alcuni commentatori (tra cui Krugman) danno un'interpretazione diversa alla mossa della BCE. In sostanza, il messaggio sottostante sarebbe rivolto non solo alla Grecia, ma anche alla Germania, con l'obiettivo di porla di fronte alla responsabilità delle proprie scelte in modo netto e ultimativo. Come dire: sei sicura di volere il default e l'uscita della Grecia dall'euro? hai fatto proprio bene i tuoi calcoli?
Mentre il Frankfurter prosegue indifferente nella sua crociata anti Grecia, Handelsblatt sembra in parte recepire questa interpretazione, dando ampio spazio ad un articolo in cui si spiega perché si deve nonostante tutto temere la Grexit:
http://www.handelsblatt.com/finanzen/maerkte/anleihen/griechische-staatsanleihen-warum-wir-den-grexit-doch-fuerchten-sollten/11339564.html
Alla domanda se ci aspetta un nuovo disastro, "gli esperti di mercato dei capitali danno solo un mezzo segnale di cessato allarme". Secondo il giornale, il contagio agli altri paesi periferici, per quanto meno probabile, non si può insomma escludere, e con questo anche la fine dell'euro.
 
 
Appendice
 
Riporto volentieri questi 3 bellissimi commenti critici in calce all’articolo pro BCE de LaVoce.info:
 
Annibale 06/02/2015 alle 11:56
La famiglia dell'artigiano intagliatore ha un debito di 100 con la banca di quartiere, la quale nel tempo sollecita un piano di rientro che prevede la progressiva vendita degli strumenti da intaglio. È evidente che questa richiesta priverà l'artigiano dei mezzi per lavorare, in breve smetterà di guadagnare 100 all'anno e il suo reddito diminuirà in rapporto al debito. La qual cosa allarmerà ancora di più la banca,che pretenderà altri tagli molto molto austeri, che precipiteranno la famiglia nell'indigenza. Un mattino l'artigiano si reca in banca a proporre un accordo che preveda una ripresa della sua attività lavorativa, in modo da guadagnare soldi con cui pagare il debito e non far morire di fame i propri figli. Il banchiere si inalbera e prende una misura 'tecnica' (i tuoi figli non possono più andare alla charitas per mangiare perché la tua solvibilità è dubbia) per ricattare l'artigiano e costringerlo a tornare alle politiche di austerità, che distruggono la sua economia domestica a favore di creditori esteri (ah già era l'artigiano e la banca...). A volte mi chiedo se ai professori di finanza l'apprendimento eccessivo di paroloni tecnici (tecnicamente dette supercazzole) fa perdere il senso della realtà. Una misura tecnica è neutrale rispetto alle scelte democratiche, mentre la BCE interferisce pesantemente con le scelte che sono vagliate dai parlamenti eletti dai popoli. L'artigiano non definirebbe 'tecnico' il provvedimento che rischia di mandarlo in rovina.
 
Stefano 06/02/2015 alle 17:17
In effetti "anche la BCE ha delle regole da seguire", regole che essa stessa definisce in un'autonomia che sconfina nell'arbitrarietà: il "risk-control framework" permette alla BCE di scegliere letteralmente caso per caso cosa accettare da ogni singola controparte come collaterale eleggibile. Di questo diritto "di vita e di morte" la BCE ha fatto un uso politico larghissimo nel corso di questi 6 anni di crisi, travalicando ampiamente il suo mandato e ridicolizzando a più riprese la nozione di "democrazia" agli occhi dei cittadini europei. La Grecia è insolvente da 6 anni, e non da oggi perchè coraggiosamente (e ragionevolmente) lo dichiara il ministro delle finanze di un governo che nulla ha a che fare con la banda di ladri che hanno guidato il paese verso il baratro, e per cui Juncker e Draghi hanno fatto il tifo. “Sei insolvente quando lo diciamo noi”: ecco il coraggio e la determinazione di Draghi. Due "bailout" vergognosamente allestiti per far "rientrare dall'esposizione" le banche tedesche e francesi a carico dei contribuenti europei, sono stati smentiti previsione per previsione, numero per numero, come era ovvio fin dall'inizio. Il significato politico della decisione del 4 febbraio (che ha diviso il Governing council della BCE tanto poco era ovvio) è il seguente: la Grecia deve accettare le condizioni che gli saranno poste, perchè la BCE e la Germania sono pronte a spingerla fuori dall'euro.
 
Andrea Fumagalli 06/02/2015 alle 18:20
Interessante e chiaro articolo che, almeno, a differenza di altri che si trincerano dietro ragioni tecniche (come se si trattase di un atto dovuto), riconosce la natura prettamente politica della Bce. Ma credo anche che si debba riconoscere che l'obiettivo di far sedere al tavolo delle trattative i paesi europei. crei una situazione anomala: uno dei commensali al tavolo (la Grecia) auspicato e forzato dalla Bce si trova (grazie proprio a qusta decisione Bce) con una pistola puntata alla tempia (il rischio di non avere più liquidità per la sopravvivenza delle persone) Che trattativa sarebbe? http://quaderni.sanprecario.info/effimera/

Anche il “whatever it takes” di Draghi ha un limite
06.02.15
AngeloBaglioni

http://www.lavoce.info/archives/32884/whatever-it-takes-draghi-limite/
 

 
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La Grecia, l’Europa e la necessità di una nuova politica economica continentale  in un’analisi di Riccardo Bellofiore
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http://www.forexinfo.it/La-Grecia-l-Europa-e-la-necessita 

Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE

 
quantitative easing di Vincenzo Comito
Il QE alla prova tedesca
23/01/2015
L'immissione di più moneta in circolazione effettuata dalla Bce, per essere efficace, avrebbe dovuto essere accompagnato da politiche budgetarie ed economiche espansive, che rilanciassero la domanda, ciò che costituisce un’eresia per la Germania. Perchè in Europa non manca la liquidità, ma gli investimenti
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-QE-alla-prova-tedesca-28071
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-QE-alla-prova-tedesca-28071.html  


7 osservazioni

Vincesko

Venerdì, 23 Gennaio 2015 21:02:49

Faccio alcune osservazioni:

1)Mentre i rappresentanti della Germania nella BCE si opponevano al programma e altrettanto faceva il presidente della Bundesbank, Weidmann,”.

I rappresentanti della Germania nella BCE sono due: nel Comitato esecutivo (composto da 6 menbri
https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/eb/html/index.it.html), Sabine Lautenschläger e, nel Consiglio direttivo (composto da 24 membri, cioè dai 6 membri del Comitato esecutivo e da 18 governatori delle BCN https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/html/index.it.html), Jens Weidmann. Quindi quest’ultimo fa ora parte del Consiglio direttivo della BCE.

2)la Merkel premeva sottobanco perché esso fosse il meno incisivo possibile

No, peggio, Draghi è andato da lei poco prima del varo del QE, per averne l’avallo finale, violando entrambi l’art. 7-Indipendenza dello Statuto della BCE (
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf).

3)Weidmann ha affermato, tra l’altro, che l’acquisto di titoli pubblici violerebbe la legge dell’Unione Europea”.

Questo non è vero. Nella recente intervista resa da lui a “Repubblica” (allegata qui col mio commento “Mario Draghi e Jens Weidmann
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825389.html), ha detto: “Quindi l'acquisto di titoli sovrani sui mercati secondari da parte dell'Eurosistema va giudicato in modo critico, sebbene non sia vietato”. D’altra parte, a) il dettato dell’art. 18 Statuto BCE è chiarissimo; b) l’art. 21 vieta soltanto l’acquisto diretto (cioè sul mercato primario) dei titoli di Stato; c) la BCE, come ha confermato l’ex presidente Trichet, lo ha già fatto in passato 4 volte (http://www.corriere.it/economia/14_novembre_26/trichet-bce-puo-comprare-titoli-stato-217f3cfa-7595-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml); e d) il ricorso della Corte Cost. tedesca alla Corte di Giustizia (CGUE), su denuncia di Weidmann, verte sull’illimitatezza degli OMT.

4)quello della BCE è un intervento di supplenza”.

A mio avviso, può essere considerato tale solo in parte, poiché il QE (o misure equivalenti) è comunque necessario, ma non sufficiente. La BCE ha fatto il minimo sindacale, poiché il QE varato è quantitativamente e qualitativamente insufficiente.

5)a partire da marzo 2015 e sino al settembre 2016, salvo estensioni temporali, un programma di acquisti di titoli per 60 miliardi di euro al mese, per un totale di 1080 miliardi”.

Da marzo 2015 a settembre 2016 i mesi sono 19. Per 60 mld/mese il totale fa 1.140.

6)Per quanto riguarda la Grecia, Draghi ha lasciato sostanzialmente nel vago la possibilità di acquisti di titoli di quel paese

No, i titoli greci sono esclusi per rating, e ammessi solo se condizionati al piano della Troika.

7)Dove il cedimento di Draghi alle pretese tedesche è grave è nel fatto che gran parte della responsabilità per eventuali perdite sull’acquisto dei titoli viene scaricato sulle singole banche centrali”.

Forse no, come hanno osservato sia Draghi che I. Visco. A mio avviso, invece, come ho già rilevato in passato, la colpa maggiore di Draghi (e di Weidmann, v. il mio commento alla sua intervista) è nell’aver obliterato completamente, sia nelle dichiarazioni che nei fatti, il secondo obiettivo statutario della BCE (art. 2): la crescita economica e dell’occupazione (cfr. Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html).

 

risposta a Vincensko

Vincenzo Comito

Venerdì, 23 Gennaio 201522:18:54

mi scuso con i lettori per due piccoli errori sottolineati da Vincensko. In effetti l'intervento è un po' dei 1080 miliardi indicati da me e il presidente della Bundesbank è uno dei due rappresentanti tedeschi nella Bce. Tali inesattezze sono state provocate dalla fretta nella stesura di un articolo che doveva essere consegnato ieri pomeriggio al giornale. Per gli altri punti sollevati dal lettore non si tratta invece di errori, ma di diverse interpretazioni dei fatti tra me e Vincesko.

 

Replica a Vincenzo Comito

Vincesko

Sabato, 24 Gennaio2015 14:23:56

1. Il mio nickname è Vincesko (senza la ‘n’).
2. Che Draghi sia andato dalla Merkel (e non da Hollande, Renzi o Rajoy, ecc.) poco prima di varare il QE è un fatto, che è stato pubblicato da tutti i media. L’ho rimarcato poiché è l’ennesimo – l’ennesimo - caso di violazione dello statuto BCE (art. 7-Indipendenza) sia di Draghi che di Merkel.
3. L’osservazione n. 3 non è un’interpretazione, ma un fatto, a meno che Lei non possa linkare una prova che dimostri che Weidmann ha dichiarato che l’acquisto di titoli pubblici è vietato. Lo puntualizzo non per un mero puntiglio, ma perché, approfondendo il tema della BCE, ho riscontrato un’ignoranza quasi universale del suo statuto e di altri elementi connessi, anche in ambito accademico (come avrà già potuto desumere dalla mia Petizione al Parlamento europeo contro la BCE che Le trasmisi un paio di mesi fa, se non dai miei commenti su Sbilanciamoci; petizione che ho lanciato dopo aver constatato l’impossibilità di esperire un ricorso alla Corte di Giustizia Europea – unica Autorità sovraordinata alla BCE (art. 35) – e che ho inviato a più di un centinaio di docenti universitari e ricercatori, ma nessuno ha ritenuto di sottoscriverla, preferendo gli inefficaci appelli). Weidmann, cane da guardia degli interessi dell’establishment teutonico, è il principale esponente della schiera dei “nemici” dei Paesi periferici. Altre sono le sue colpe, anche gravi, qualcuna delle quali (in particolare l’obliterazione totale del 2° obiettivo statutario della BCE: sostenere la crescita economica e l’occupazione) ho evidenziato nel mio commento puntuale della sua intervista a "Repubblica", allegata nel mio post già linkato più sotto “Mario Draghi e Jens Weidmann” (entrambi iniziati, secondo il libro “Massoni” del massone Gioele Magaldi, nella stessa loggia massonica, della quale Gran Maestro è il ministro tedesco Schauble), e nell’osservazione n. 7.

 

Precisazione importante

Vincesko

Sabato, 24 Gennaio 2015 14:52:06

PS:
A scanso di equivoci, quando ho scritto “dopo aver constatato l’impossibilità di esperire un ricorso alla Corte di Giustizia Europea – unica Autorità sovraordinata alla BCE (art. 35) –” intendevo riferirmi ad un’insussistenza mia personale, non assoluta, della condizione per poter presentare un ricorso alla Corte di giustizia (CGUE) contro la BCE, che è la seguente: il ricorso va presentato tramite un legale, nel caso si sia ricevuto un danno diretto da atti o omissioni della BCE.
Aggiungo, per completezza, che la Corte di giustizia non può ricevere petizioni, ma io gliel’ho inviata lo stesso per conoscenza (oltre che alla nostra Corte Cost. ed al nostro Governo); mentre il Parlamento Europeo, sì, ed ha una specifica Commissione Petizioni, che ha protocollato la mia petizione (la mia ha protocollo 2401/2014) e mi ha inviato una comunicazione scritta di riscontro, preavvertendomi che occorrerà un po’ di tempo per la risposta, poiché ne hanno ricevuto parecchie altre. 

Ho inviato la mia petizione anche a tutti i nostri parlamentari europei; l’unica che mi ha risposto è stata una parlamentare di M5S, membro della Commissione Petizioni, per assicurarmi che avrà una particolare attenzione per essa. Ne allego il testo:

Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
p. c. Corte di Giustizia Europea
p.c. Corte Costituzionale italiana
p.c. Governo italiano
Lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi. Il primo è la stabilità dei prezzi, "sotto, ma vicino, al 2%". Oggi in molti Paesi dell'Euro l'inflazione è sotto zero. La deflazione è un male ancora più grave dell'inflazione e la Bce non sta facendo quello che dovrebbe per riportare i prezzi all'obiettivo quantitativo da essa stessa deliberato.
Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, "il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale"; "una crescita sostenibile"; "la coesione economica e sociale"; "la solidarietà tra Stati membri".
Come tutti possono constatare, la Bce non ha fatto e non ha in programma di fare nulla per questi obiettivi, e queste problematiche sono del tutto assenti persino nelle esternazioni del suo presidente.
Tutto ciò premesso, noi chiediamo:
1. di accertare e di dichiarare se quanto da noi denunciato risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello statuto BCE).

Allegato
1 - Motivazioni della petizione
2 - Statuto BCE
3 - Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
4 - Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)
5 - Trattato di Lisbona
6 - Trattato di Maastricht
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html

 

altra risposta a Vincesko

Vincenzo Comito

Sabato, 24 Gennaio 2015 16:40:47

ho tratto le dichiarazioni di Weidmann da un articolo del Financial Times del 20 gennaio (www.ft.com) scritto da R. Atkins, E. Moore e C. Jones ed intitolato"Tension simmer over eurozone QE as investors buy up Spanish debt"

 

Altra replica a Vincenzo Comito

Vincesko

Sabato, 24 Gennaio 2015 19:49:12

Ho letto l’articolo di FT (http://www.ft.com/cms/s/0/1932d5f2-a074-11e4-9aee-00144feab7de.html). Interessante, ma con 3 obiezioni: la prima è che io – sulla base dei fatti - considero Weidmann (e non solo) un furbo, capacissimo di dire bugie (anche le mezze verità equivalgono a bugie), tant’è che l’ho definito bugiardo nel mio commento della sua intervista (che ho riportato anche nell’Allegato alla Petizione al Parlamento Europeo, assieme all’intervista di Orphanides, che mi è sembrato un… firmatario della mia petizione http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html); la seconda è che - Lei ne converrà -, per quanto riguarda Weidmann, le 2 fonti non si equivalgono: da una parte, c’è l’intervista a “Repubblica” in cui egli ammette che gli acquisti di titoli pubblici sono consentiti (cfr. art. 18 statuto BCE - è un’inutile complicazione in tema di BCE riferirsi ai trattati, è sufficiente citare lo statuto BCE, che ne mutua, spesso letteralmente, le regole di sua pertinenza -, purché ovviamente siano effettuati sul mercato secondario, ex art. 21), mentre, dall’altra, c’è, nell’articolo di FT, il riferimento ad una asserita dichiarazione di Weidmann, senza fornire la fonte; la terza è che, dopo aver approfondito la materia della BCE e dovuto riscontrare tante anomalie (persino Mario Monti, Luigi Zingales e Stiglitz non conoscono bene lo statuto BCE; sul sito dell’UE, soprattutto, e della BCE ci sono informazioni omissive o fuorvianti sugli obiettivi della BCE, mentre né Weidmann né Mario Draghi hanno mai citato in oltre 3 anni il secondo obiettivo statutario, quello di sostenere la crescita economica e dell’occupazione), io mi baso soltanto su prove documentali valide e attendibili.

Il passo incriminato (lo dico per i lettori) è proprio al termine dell’articolo di FT:

Leading the charge for abandoning risk-sharing has been Jens Weidmann, Bundesbank president and an outspoken QE critic.
In December he argued that sovereign bond buying would break EU law unless national central banks shouldered the responsibility for losses. Privately, the government in Berlin supports Mr Weidmann’s position.

(A guidare la carica per abbandonare la ripartizione dei rischi è stato Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e un critico franco del QE. In dicembre ha sostenuto che l'acquisto di obbligazioni sovrane violerebbe i trattati UE a meno che le banche centrali nazionali non si assumano la responsabilità per le perdite. Privatamente, il governo di Berlino sostiene la posizione del signor Weidmann).



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https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/01/21/bce-il-bazooka-di-draghi-60-miliardi-al-mese-fino-a-settembre-2016_fecff999-9881-407a-9d59-23f2d99f103a.html

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Le otto cose fondamentali da sapere sul «bazooka» della Bce
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http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2015/qe-sorprese-conferme/index.shtml

Esperti e analisti danno il voto al Qe della Bce
di Vittorio Carlini 22 gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-22/esperti-e-analisti-danno-voto-qe-bce-155709.shtml 


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Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone

 

Come ho già raccontato in passato, pur essendo della sua stessa corrente riformista, non ho mai avuto molta simpatia per Giorgio Napolitano. Ciononostante, anzi proprio per questo, ho apprezzato e puntualmente dato conto volentieri dei suoi interventi positivi, come fu nel caso delle dimissioni di Silvio Berlusconi (probabilmente su input della potente cancelliera Merkel, come lui (?) (iniziato in USA presso la “Three Eyes”, superloggia ultraconservatrice rockefeller-kissingeriana)[1] massone?[2], come pure massoni sarebbero Draghi, Weidmann e Schaeuble?[3], oltre Monti e Padoan?, cfr. il libro di Gioele Magaldi "Massoni").

Rammento che si era nell’autunno del 2011 e, nonostante il varo di tre mastodontiche manovre correttive lacrime e sangue e molto inique,[4] Berlusconi stava portando al disastro l'Italia, sotto attacco della speculazione finanziaria mondiale, e Napolitano perseguì sapientemente e pervicacemente l’obiettivo [5] di costringere alle dimissioni l'incompetente e screditato premier, e lo fece in modo così sapiente da evitarci un finale analogo a quello raccontato da Nanni Moretti nel film "Il Caimano".[6]

Il compagno presidente Napolitano ha sicuramente una certa propensione (mutuata dal padre? Ho ascoltato una sua intervista in cui raccontava il suo rapporto difficile col severo padre, avvocato e liberale [7]) ad assumere comportamenti “autoritari”, o eterodossi, quando si tratti di affermare un interesse superiore, però declinato talvolta a suo piacimento e non privo di aspetti criticabili, come fu nel 1984 per il salvataggio dell’allora ministro Andreotti [8] o, più recentemente, il suo pesante intervento nel caso de Magistris, nella dura contrapposizione tra le procure di Catanzaro e di Salerno, da lui risolta (in sostanza, poiché formalmente poi provvide il CSM, vice presidente Mancino) dando ragione in pratica a quella di Catanzaro, che aveva assunto decisioni gravi in violazione della legge, e torto a quella di Salerno, che invece aveva operato nel rispetto delle sue prerogative di legge. [9]

Ma, prima di ottenerne le dimissioni, prima sulle tante leggi in campo economico o giudiziario molto discutibili e poi di fronte alla pretesa incongrua, immotivata, ‘irrazionale’ del Sig. Berlusconi di ritenersi sciolto dall’osservanza delle leggi perché aveva il consenso di milioni di elettori (i quali allora erano i veri responsabili del vulnus arrecato allo Stato di diritto), pur consapevole delle condizioni mentali precarie del presidente del Consiglio[10], fu acquiescente e un po’ cerchiobottista, per salvare la governabilità. 

Atteggiamento che raggiunse l’acme col rifiuto di concedere a Pier Luigi Bersani (vincitore, checché se ne dica, delle elezioni politiche 2013 [11]) l’incarico pieno, a favore prima della nascita del governo Letta (col PDL), in barba alla volontà espressa, prima, dalla maggioranza di ben 3,2 milioni di elettori in libere elezioni primarie e, poi, dalla volontà della maggioranza relativa dell’intero elettorato; e successivamente di Renzi, funzionali alle c.d. larghe intese. [12]

Strana parabola: da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone.

 

[1] L’ECLISSI DI GIORGIO NAPOLITANO, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IN FORZA ALLA UR-LODGES THREE EYES
http://www.ilmoralista.it/2014/12/22/leclissi-di-giorgio-napolitano-presidente-della-repubblica-in-forza-alla-ur-lodges-three-eyes/
http://www.ilmoralista.it/2015/01/19/aldo-stai-sereno/

[2] MASSONI 5/ MERKEL E PUTIN SONO STATI ENTRAMBI INIZIATI PRESSO LA UR-LODGE GOLDEN EURASIA
http://www.ilmoralista.it/2014/12/30/massoni-5-merkel-e-putin-sono-stati-entrambi-iniziati-presso-la-ur-lodge-golden-eurasia/

[3] LE RECITE DI JENS WEIDMANN E MARIO DRAGHI, ENTRAMBI AFFILIATI PRESSO LA UR-LODGES “DER RING”
http://www.ilmoralista.it/2014/12/15/le-recite-di-jens-weidmann-e-mario-draghi-entrambi-affiliati-presso-la-ur-lodges-der-ring/

[4] Il lavoro ‘sporco’del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  

[5] Re Giorgio http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2705612.html

[6] Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
L'anno scorso, egli acconsentì alle dimissioni perché prostrato psicologicamente dagli attacchi dei mercati finanziari e – da ultimo – dopo gli attacchi dei media mondiali e la derisione in pubblico da parte di Sarkozy e Merkel, dal trattamento ricevuto al vertice di Bruxelles: scansato come un appestato. Questo evitò un finale come quello prefigurato nel film di Moretti "Il Caimano".
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html

[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano

[8] Quando Napolitano salvò il Divo
http://fulviolocicero.blogspot.com/2012/08/quando-era-presidente-del-gruppo.html

[9] Scontro tra le procure di Salerno e di Catanzaro
http://www.webalice.it/lapaginadivicio/procure_scontro.htm

[10] Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/14/Napolitano
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html

[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2013

[12] http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_coalizione 

Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)

 

Voi già sapete che, da almeno un paio d’anni, ho – diciamo così - l’onore e l’onere di evidenziare, anche a docenti universitari di Economia, la loro scarsa conoscenza dello statuto della BCE, della quale o ignorano o, quel che sarebbe peggio, fanno finta di ignorare (ma, in generale, propendo per la prima ipotesi) i reali poteri-doveri, che sono ignoti – sembra - a quasi tutti e che – nell’attuale, grave crisi economica, dalla quale dopo ben sette anni stentiamo ad uscire – tanta importanza hanno per i popoli dell’Eurozona.

Mi riferisco in particolare all’art. 2-Obiettivi, che già dalla denominazione (al plurale) attesta che la BCE ha non un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – ma due obiettivi. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, la “crescita economica equilibrata” e la “piena occupazione”; la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri".

L'altro ieri ho scoperto che nel novero di coloro che non conoscono bene lo statuto della BCE c’è addirittura il Prof. Sen. Mario Monti, insigne economista e cattedratico ed ex presidente del Consiglio (la prova la potete trovare quasi in fondo all’elenco), il quale si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”. Il che, da una parte, dimostra che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, il Prof. Sen. Monti o non conosce lo statuto della BCE – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave; dall’altra, conferma che la BCE è passibile di attribuzione di responsabilità; e, da un’altra ancora, rafforza l’ipotesi che, dato il rischio di incolpazione non soltanto mediatica ma anche giuridica del Consiglio direttivo della BCE e del suo presidente per omissione di obblighi statutari, che aver obliterato quasi del tutto questo secondo obiettivo nei siti dell’UE e della BCE e completamente nei discorsi del presidente Draghi non è casuale, ma risponde ad un intento scientemente portato avanti per disinformare l’opinione pubblica europea, disinformazione della quale, come si vede appresso, restano vittime anche docenti universitari di Economia e perfino premi Nobel.

Oltre agli obiettivi, la scarsa conoscenza dello statuto riguarda: a) il potere di acquisto di titoli pubblici (art. 18), purché vengano effettuati sul mercato secondario; b) il divieto di finanziare gli Stati attraverso l’acquisto diretto (art. 21), cioè sul mercato primario; c) parallelamente al punto b), la convinzione quasi universale errata che la FED non abbia invece questo divieto; e d) che l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE è la Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35).

Andrebbe tenuto presente che lo statuto della BCE mutua, spesso letteralmente, tutte le disposizioni dei trattati di sua pertinenza, per cui, da una parte, è un’inutile complicazione riferirsi ai trattati quando si trattano i poteri-doveri della BCE; e, dall’altra, questa abitudine disincentiva la conoscenza dello statuto.

Infine, elemento molto importante, va considerato che attualmente la BCE sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, non soltanto quello secondario ma anche quello principale.

Riporto, qui di seguito:

- Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

-        1 - Motivazioni della petizione

-        2 - Statuto BCE

-        3 - Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino

-        4 - Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)

-        5 - Trattato di Lisbona

-        6 - Trattato di Maastricht

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html 

 

- una selezione di articoli costituenti le prove della scarsa conoscenza dello statuto della BCE [NB: Sbilanciamoci, in occasione della ristrutturazione del suo sito avvenuta nel 2016, ha sia creato nuovi URL ai suoi vecchi articoli, sia cancellato i miei commenti scomodi]:

1. Aristotele, BCE, economia, ricchezza di Federica Martiny*
Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
 […] Non sono cose da banchieri centrali, queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana.Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un rovesciamento. […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.211-4-gennaio-2013%2FAristotele-lezione-di-economia-16199.html
Funzioni della BCE
Vincesko
Venerdì, 04 Gennaio 2013
“Funzioni della BCE” […]
*Studente, responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa
 
2. Bce, politica monetaria di Nicola Melloni*
Bce, troppo poco e troppo tardi
08/11/2013
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20882.html
Citazione: "Come ben sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
Solamente? Non proprio, c'è qualcuno allora che ciurla nel manico.
Funzioni della BCE […]
brevi risposte
Vero, la BCE ha anche altri compiti - fatta salva la stabilita' dei prezzi, pero'.
@ nicola melloni
Chiaro, ma era un assist a Lei, visto che l’inflazione è allo 0,7%.
Se non si è capito, chi ciurla nel manico è la Germania, che prende tutti i vantaggi dell’attuale assetto, ma non vuole assumersi gli oneri di Paese leader (anche se l’accordo recente tra la Merkel e la SPD contempla un aumento dei salari tedeschi).
*(DPhil, Oxford) è Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere Internazionali del Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le altre cose, di Market Without Economy (2007, Ibidem Verlag).
 
3. Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì 14 Aprile 2014
 “La Bce, al contrario, ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura dell’euro”.
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3598:domenico-moro-perche-e-come-leuro-va-eliminato&catid=44:europa&Itemid=82
*economista, membro della direzione nazionale del PdCI, autore di numerosi saggi come “Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” e il “Nuovo compendio del “Capitale” di Karl Marx”.
 
4. equità, pensioni, Renzi, sviluppo di Felice Roberto Pizzuti*
La favola dell'equità e dello sviluppo
23/08/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Archivio/eguaglianza/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25926.html
Citazioni:
1. “Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2. “Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto ‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
[1] http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184 link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.211-4-gennaio-2013/Aristotele-lezione-di-economia-16199.html
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20882.html
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523 link sostituito da (commenti eliminati) http://old.sbilanciamoci.info/Archivio/europa/Prendiamocela-con-l-Europa-21541.html  
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282 link sostituito da (commenti eliminati) http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282.html 
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/I-pesci-da-pigliare-25761.html
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
*E' professore di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Economia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato Sociale.

5. di Paolo Pini*

Il giorno dello “Sblocca Italia”

02/09/2014

link sostituito da:

Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:

molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,

il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:

Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.

*Professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell’Università di Ferrara. Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE) per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista Economia Politica. Journal of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a   Sbilanciamoci.info. 


6. di Paolo Pini
I ripensamenti a metà della Bce
13/09/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138.html
1) Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html). 


7. di Antonio Lettieri*
Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.357-13-settembre-2014/Moneta-morbida-lavoro-duro-26146.html
Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
Nota: Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
*Editor of Insight and President of CISS - Center for International Social Studies (Roma). He was National Secretary of CGIL; Member of ILO Governing Body, Member of the OECD's Trade Union Advisory Council and Advisor of Labor Minister for European Affairs.(a.lettieri@insightweb.it)- http://antoniolettieriinsight.blogspot.it/ 

8. Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre  reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi* su Il Messaggero del 31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di quelli della sua consorella americana [A mio avviso, questo non è vero in caso di deflazione, v. anche la nota più sotto, ndr].
http://www.romanoprodi.it/articoli/con-la-deflazione-gli-speculatori-attaccheranno-i-paesi-piu-deboli-occorre-reagire-con-rapidita_9454.html
Impariamo dagli antieuropeisti a essere coerentemente europei con una politica comune di rilancio dell’economia
Intervista di Giacomo Costa e Paolo Foglizzo a Romano Prodi* su Aggiornamenti Sociali di maggio 2014
Così l’unica vera politica di difesa dell’Europa l’ha fatta la Banca centrale europea, che pure non è un organo democratico, utilizzando tutti i suoi poteri, peraltro piuttosto scarsi [A me non pare, dipende: a norma di statuto, la BCE ha ATTUALMENTE gli stessi poteri della FED per gestire efficacemente la politica monetaria e - con opportune misure - sostenere la crescita economica e dell'occupazione (secondo obiettivo); le uniche differenze è a) che - di norma - i suoi 2 obiettivi non sono formalmente paritari, tranne che - all'atto pratico - in caso di deflazione o inflazione sotto target, come ora, situazione in cui è necessaria una politica monetaria espansiva e i 2 obiettivi - l'obiettivo principale e quello subordinato - diventano pertanto concordanti e convergenti, ed acquisisce carattere di cogenza statutaria anche l’obiettivo secondario o subordinato di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità”; e b) che ha come interlocutori non uno soltanto ma 18 governi (ora - con la Lituania - diventati 19), e purtroppo uno di essi (la Germania), è divenuto, a causa della latitanza della Commissione europea e dell'egoismo miope della sua leadership, più uguale degli altri. Scriverò al professor Prodi e glielo chiederò direttamente, ndr]. Ha salvato l’euro, permettendo di conservarlo per il futuro. Questo mostra la trappola in cui siamo finiti e soprattutto è una ulteriore prova del fatto che l’Europa oggi è incapace di elaborare una visione di lungo periodo.
http://www.romanoprodi.it/interviste/impariamo-dagli-antieuropeisti-a-essere-coerentemente-europei-con-una-politica-comune-di-rilancio-delleconomia_8887.html 
Prodi: 10 e lode a Mario Draghi
December 2, 2014
http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-10-e-lode-a-mario-draghi_10042.html
* Romano Prodi è un politico ed economista italiano, che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per due volte (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008). Docente universitario di Economia e politica industriale all'Università di Bologna, è stato nel 1978 ministro dell'Industria nel Governo Andreotti IV; presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994. È stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004.

9. Il mito del “below 2%, but close”
18/08/2014 / L. ZINGALES*
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
[In calce, c’è il commento di Piero Postacchini, col quale avevo discusso del tema degli obiettivi della BCE, prima su LaVoce.info e poi su Keynesblog  http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701 ]
* E’ un economista, accademico e blogger italiano. È Robert C. McCormack professor of Entrepreneurship and Finance presso la University of Chicago Booth School of Business. Dal 2012, è stato uno dei promotori del movimento politico italiano Fermare il Declino. 

10. Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):
austerità, euro, riforme strutturali di Joseph Stiglitz
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-imperfezione-dei-mercati-26321
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/L-imperfezione-dei-mercati-26344.html
 
11. Bce: Fisher (Fed), bene Draghi ma poteri limitati
Articolo pubblicato il: 25/09/2014
"Draghi sta agendo correttamente ma ha poteri limitati" rispetto alla Fed per il diverso mandato dell'Eurotower. Così Richard W. Fisher, presidente e ad della Federal Reserve Bank of Dallas ad un incontro sull'impatto nella zona euro della politica monetaria Usa.
La Bce e' più "giovane" della Fed e dunque "Draghi sta cercando di seguire un percorso" all'interno del suo mandato ed "ha strumenti limitati", ha aggiunto Fisher. Ma non solo, ha osservato, per Draghi "e' più difficile agire perché ha davanti 18 stati membri".
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2014/09/25/bce-fisher-fed-bene-draghi-poteri-limitati_C11zLl3RLHPnivodFNBKPI.html

12. La cosa giusta che non facciamo

di Lucrezia Reichlin*

03 ottobre 2014

I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte del Trattato.

Questa della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta [prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto, almeno apparentemente, visto che ha lavorato alla BCE

*Dal 1994 è docente di economia all'Université libre de Bruxelles. Dal 2005 al 2008 è stata Direttore generale alla Ricerca alla Banca Centrale Europea di Francoforte, durante la presidenza di Jean-Claude Trichet, una delle 12 direzioni generali della BCE.[3] Dal 2008 è professore di economia alla London Business School.

 

Riccardo Realfonzo* - 02 ottobre 2014

Anche per questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti – che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo obiettivo statutario.

OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento, poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]

Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v. penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi [al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.

Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante violazione del suo statuto, poiché deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare, l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda aggregata.

(Per i dettagli dei riferimenti statutari BCE e FED, v. “Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).

http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/

* Professore ordinario di Fondamenti di Economia Politica presso l'Università degli Studi del Sannio, dove attualmente è preside di Economia aziendale. 

Luigi Pandolfi - 21 ottobre 2014

L’Europa potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano, con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]

Mi pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due, uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%  (“below 2%, but close”), non determinato dai trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.

Ne discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.

Lo ri-allego:

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Articolo 2 - Obiettivi

Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.

Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:

• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità

• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente

• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale

• la coesione economica e sociale

• la solidarietà tra stati membri.

PS: Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di pubblicazione dal 4 ottobre scorso.

* Giornalista e politologo (l’ho ricavato dal suo blog su Il Fatto Quotidiano).


Draghi apre al quantitative easing “all’americana”

19/11/2014

Draghi ha incassato l’ok ad una politica di quantitative easing “all’americana”, estesa cioè anche ai titoli di stato. Un importante passo avanti, ma non sufficiente

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Draghi-apre-al-quantitative-easing-all-americana-27129

link sostituito da:

http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Draghi-apre-al-quantitative-easing-all-americana-27129.html

Citazione: “In questo senso, se è vero che il programma Omt rappresenta un passo avanti rispetto al mandato della Bce, che vieta l’acquisto di titoli di stato senza se e senza ma”.

E’ falso che lo statuto della BCE vieti l’acquisto di titoli di Stato. Questo divieto (art. 21 dello Statuto) è limitato al mercato primario, esattamente come per la FED, che NON può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, ma soltanto sul “mercato aperto” (open market) (cfr. allegato in fondo).

Thomas Fazi

Ciao Vincesko: bè, la legalità dell'acquisto di titoli di stato da parte della Bce (anche sul mercato secondario) è quantomeno dubbia, come dimostra la sentenza della Corte di giustizia tedesca, ora al vaglio della Corte di giustizia europea.

Risposta a Thomas Fazi

1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da: “Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 -di Pietro Manzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  “Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiuridici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.

Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria. […]

* Thomas Fazi è un saggista, traduttore e autore di documentari. La casa editrice inglese Pluto Press ha pubblicato il suo primo libro, The Battle for Europe

 

16. crisimoneta di (***)

Una moneta statale per uscire dalla crisi

22/11/2014

L'emissione da parte dello Stato di "Certificati di credito fiscale" consentirebbe di creare una moneta nazionale complementare all'euro e di conseguenza nuova capacità di spesa senza generare debito. Un manifesto - appello di Gallino Bossone, Cattaneo, Grazzini e Sylos Labini

link sostituito da (commenti eliminati):

http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.374-24-novembre-2014/Una-moneta-statale-per-uscire-dalla-crisi-27240.html

Commento: Io direi di lasciar perdere il set delle proposte immaginifiche e di migliorare ed implementare quelle, ancorché difficili, praticabili e congrue per uscire dal pantano: a) all’interno, un’imposta patrimoniale straordinaria corposa sul 5% più riccvo delle famiglie; e/o b) costringere la BCE a fare quel che deve per statuto (art. 2), se necessario denunciandola alla Corte di giustizia (art. 35 Statuto BCE), prima che l’ottusa Germania caschi insieme a noi e all’Euro: a) riportare il tasso d’inflazione poco sotto il 2% e b) sostenere la crescita economica ed un elevato livello dell’occupazione. Altre soluzioni – purché realizzabili - sono solo complementari.

risposta a Vincesko
Sulla BCE mi sembra che la Germania non lo permetterebbe mai.
Replica a Stefano Sylos Labini*
5. Infine, la BCE. E’ chiaro che la Germania non è d’accordo acché la BCE adempia il suo statuto. Ma proprio per questo io da mesi propongo di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea, unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente ad essa (art. 35 Statuto BCE).
Stefano Sylos Labini
precisazioni
sulla BCE la questione è complicata
Obiezioni
Sulla BCE, vista la normativa, se si rigetta il complesso d'inferiorità verso l'egemone Germania, che per gli Omt (Outright Monetary Transaction), tramite la Corte Cost., ha presentato ricorso alla Corte di giustizia, e si rispetta la condizione che le regole non valgano soltanto per i Paesi deboli ed i poveri cristi ma per tutti, la questione è, invece, semplice e chiara. E per denunciare la BCE alla Corte di giustizia per violazione statutaria non bisogna chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania o alla Commissione europea "controllata" dalla Germania, com'è nel caso dei CCF, che in ogni caso mi auguro vengano implementati.
* Geologo, ricercatore presso l'Enea - Studioso di economia ambientale ed energia. Scrive su quotidiani nazionali e riviste economiche su innovazione, economia industriale, moneta e finanza.
 
17. BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima Istanza? La confusione regna sovrana…
Pubblicato da keynesblog il 18 settembre 2012 in Economia, Europa
di Francesco Saraceno*
Sarebbe auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
http://keynesblog.com/2012/09/18/bce-e-fed-quantitative-easing-o-prestatore-di-ultima-istanza-la-confusione-regna-sovrana/
Ho letto solo adesso. Citazione: “La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco)”.
Neppure Francesco Saraceno ha mai letto attentamente lo statuto della BCE.
Lo linko: https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf.
Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è da tempo in flagrante violazione del suo statuto (art. 2-Obiettivi). […]
(*) OFCE, Observatoire français des conjonctures économiques – centre de recherche en économie de Sciences Po, Paris

18. LA "SORPRESINA" (di Angela): TTIP E ACCORDI DI CAMBIO VINCOLANTI. DALLA GRECIA ALL'ARGENTINA.
Orizzonte48*
Giovedì 27 Novembre 2014
http://orizzonte48.blogspot.it/2014/11/la-sorpresina-di-angela-ttip-e-accordi.html
Leggi il Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825594.html
* Luciano Barra Caracciolo, presidente di Sezione del Consiglio di Stato

19. I dolori del giovane Draghi
Maurizio Sgroi*  24/11/2014
http://thewalkingdebt.org/2014/11/24/i-dolori-del-giovane-draghi/
1) Citazione1: “Quello più amaro che confessa con maschia determinazione è l’inflazione. I maledetti prezzi che declinano, tenendosi ben lontani dal target del 2%, o poco giù di lì, che poi è l’unico compito a casa che i governi europei hanno messo per iscritto alla Bce”.
Mi permetto segnalare anche a lei che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi statutari, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, senza chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania, compito statutario della BCE (art. 2) è quello, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che deve essere “sotto il 2%, ma vicino” e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione– di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
Ne discende anche che ATTUALMENTE (cioè in deflazione o quasi), poiché i due obiettivi adesso sono concordanti e convergenti, la BCE ha gli stessi poteri della FED (anche per la FED vige il divieto di acquisto diretto dei titoli del Tesoro). […]
* Giornalista socioeconomico, titolare del blog The Walking Debt.

20. Europe is a Cow
Domenico Mario Nuti*
THURSDAY, DECEMBER 18, 2014
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html
*Professore di sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza
NB: Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof. Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html), ha aggiunto, dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero, poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca”.
 
21. LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L'INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/11/crisi_dell_euro_Puo_mandare_co_8_111011057.shtml
*Mario Monti: economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.

22. Ho ritrovato oggi [06/04/2015] questa vecchia intervista al prof. Luciano Gallino*, dalla quale emerge che neppure lui conosce bene lo statuto della BCE:

L’Europa della troika. Intervista a Luciano Gallino
“Il maggior limite della Bce deriva dal suo statuto, che le impone come massimo scopo quello di combattere l’inflazione, laddove una banca centrale dovrebbe avere tra i suoi scopi anche la promozione dello sviluppo e dell’occupazione”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-Europa-della-troika.-Intervista-a-Luciano-Gallino-10519
link sostituito da (commentieliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-Europa-della-troika.-Intervista-a-Luciano-Gallino-10519.html
* Sociologo, scrittore, docente di Sociologia 


23. Neppure lo statunitense Warren Mosler, fondatore della  Modern Monetary Theory (MMT), conosce bene lo statuto della BCE.
«Il mandato della Banca centrale è solo quello di garantire la stabilità dei prezzi».
http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/04/18/salario-minimo-occupazione-finanziati-bce-l-inedita-proposta-dell-ex-guru-wall-street-e0895f38-0557-11e6-9d1f-916c0ba5b897.shtml


 
Appendice
 
Sulla deliberazione quantitativa dell’obiettivo dell’inflazione, riporto l’interessante e documentato commento di Zoe Keller, in calce all’articolo di Luigi Zingales, riportato più sopra, Il mito del “below 2%, but close 18/08/2014 / L. ZINGALES
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/ , ed uno stralcio della recente intervista di Draghi a Handelsblatt, la quale è un’ennesima dimostrazione del “chiagne e fotte” tedesco.
 
Zoe Keller (@KellerZoe)
20/08/2014 ALLE 19:53
D’accordo che il mandato BCE andrebbe rivisto, ma l’interpretazione del target BCE di questo post (basta che un paese sia vicino al 2% anche se l’HICP dell’area euro crolla a -5%; oppure: una deflazione del 10% è ok…) non convince proprio. È vero che c’è un po’ di dislivello tra il “below” e il “close”, ma non ha quella portata. Basta fare riferimento agli atti e alle spiegazioni dell’epoca della modifica per capire.
L’attuale definizione del target si trova nella delibera della BCE del maggio 2003 (http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2003/html/is030508_1.en.html ), nella slide 5 (
http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2003/html/sp030508_2slides.pdf ).
Il relativo Bolletino fa rapida sintesi (http://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/mobu/mb200305en.pdf ) così:
“… regarding the primary objective of price stability, the Governing Council confirmed that it defines price stability as announced in 1998, namely as a year-on-year increase in the HICP for the euro area of below 2%. At the same time, it clarified that in the pursuit of price stability it aims to maintain inflation rates at levels close to 2% over the medium term. This clarification underlines the ECB’s commitment to provide a sufficient safety margin to guard against the risks of deflation. It also addresses the issue of the possible presence of a measurement bias in the HICP and the implications of inflation differentials within the euro area.”
Dalle fonti citate si ricava chiaramente che:
1) la “stabilità dei prezzi” è da 0 a 2% (year on year *increase* below 2%) dell’HICP per l’area euro: mai si è pensato che la deflazione sia stabilità dei prezzi.
2) la BCE ha l’obiettivo di mantenere i tassi a livelli vicini al 2% nel medio termine, per garantirsi un margine per i seguenti motivi (recentemente ricordati da Draghi):
– tenersi lontano dal rischio deflazione
– avere un cuscinetto rispetto a errori di misurazione
– riassorbire eventuali differenziali interni
Papademos: “We have confirmed the definition of price stability. At the sametime we have clarified that, within that definition, the aim of our policy will be inflation close to 2% from below”
3) praticamente e più precisamente questo comporta continuare a (dicono di averlo sempre fatto) darsi come obiettivo “inflation expectations remaining in a narrow range of between roughly 1.7% and 1.9% in the medium term” (Issing)
4) un tasso di inflazione che restasse sotto l’1% in modo persistente sarebbe molto preoccupante.
Issing: “… if we were to identify a risk of inflation approaching very low levels on a sustainable basis and threatening to fall below 1% in a persistent way, then we should of course be extremely concerned. With our clarification now, that we aim to keep inflation at close to 2%, I think it is clear enough that we are not blind in the eye which identifies deflationary problems. We have both eyes – as Paul Samuelson said in a slightly different context – watching deflationary as well as inflationary developments.”
5) da nessuna parte il target BCE è definito per singoli paesi: la comunicazione è costante nel riferirlo alla “euro-area as a whole”. Es. Issing: ” is not question of sectors and countries, it is a question of the monetary area. In all large monetary areas in the world, you have regions with low and even sometimes negative developments in prices, and others with higher price developments. This is not specific to the euro area, but it has nothing to do with deflation. Deflation is a concept related to monetary policy for the average of the whole monetary area.”
Questi concetti sono stati ribaditi da Draghi e Constancio (che era nel Governing Council già nel 2003, in quanto allora governatore della Banca centrale del Portogallo) nella press conference del novembre 2013 (e in varie altre occasioni):
– http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=29m20s (domanda 6) Draghi
– http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=58m30s (domanda 15) Costancio
Inoltre la forward guidance della BCE è da vari mesi chiarissima nel ribadire i concetti precedenti e che la risposta all’inflazione troppo bassa è il quantitative easing (non il monetary e credit easing di giugno 2014): vedi 3 contingenze nel discorso di Draghi aprile 2014:  http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2014/html/sp140424.en.html
Perchè allora non hanno ancora agito? Si giustificano con l’argomento che le aspettative sul medio-lungo termine non sarebbero ancora disancorate, ma è un termine che si allontana sempre di più e sta diventando sempre più un’arrampicata sugli specchi. L’ultima fg dice: “Moreover, the Governing Council is unanimous in its commitment to also using unconventional instruments within its mandate, should it become necessary to further address risks of too prolonged a period of low inflation. We are strongly determined to safeguard the firm anchoring of inflation expectations over the medium to long term.”
 
 
***
 
Interview with Handelsblatt
Interview with Mario Draghi, President of the ECB
Published on 2 January 2015
 
In reality, your expansionary monetary policy, which is pumping trillions of euro into the markets, is just buying the governments more time – and it seems that no one is really using this time. Do you feel alone in your fight to save Monetary Union?
Draghi: We have a mandate. It is to keep inflation close to but below 2%. That is our legal obligation. And we must deliver,within our mandate given by the European Treaty. But it is quite clear that our monetary policy would be much more effective if the governments implemented structural reforms.
 
The ECB acts and waits ...
Draghi: It acts and delivers. The others must also do their duty.

The question is why you see price stability at 2% inflation at all. 0% would be much better, wouldn’t it?
Draghi: The 2% target was decided by the Governing Council in 2003. It would certainly not help confidence if targets were changed when it becomes difficult to meet them! Otherwise, when we had 3% inflation, we could have set 3% as the target. We must be reliable. Inflation has been low for some time now. This is partly due to falling oil prices and corrections of high prices in some countries, but also to weak demand. Core inflation has been around 0.7% for a year.
No major central bank has an objective of 0%. The reason is simple. If one aims at 0%, half the time inflation will be positive and half the time it will be negative. And when inflation is negative and interest rates have fallen to zero, one cannot lower interest rates to bring inflation back to zero.
https://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2015/html/sp150102_1.en.html
 
 
Post collegati
 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/appelli-o-minacce-forti.html

Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-sui-poteri-gli-obiettivi-e-le.html

Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/lettera-jose-manuel-barroso.html

  
**********
 

http://vincesko.blogspot.it/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html  

 
 

 

Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

 
di Domenico Mario Nuti
Tutti gli errori dell'Unione
19/12/2014
Fine semestre/ L'unica soluzione sarebbe un piano di investimenti vero. Ma i soldi di Juncker sono una finta: disponibili solo pochi miliardi. Così l'Ue rischia di disgregarsi, non rimpianta da nessuno
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667
link sostituito da (commento cancellato):
http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html 


Come ho già dimostrato qui,[1] molti professori di Economia non conoscono bene gli obiettivi e i poteri della BCE. L’ultimo, in ordine di tempo, è il prof. Mario Nuti, che in questo articolo su Sbilanciamoci, dopo il nostro scambio di email (v. appendice), corregge il tiro, rispetto alla sua relazione al convegno sul prof. Federico Caffè,[2] aggiungendo “illimitato” al potere della BCE di acquistare titoli pubblici, ma… non abbastanza.
Come ho già evidenziato nell’allegato alla mia petizione al Parlamento europeo, l’errata conoscenza dei poteri della BCE, secondo me, falsa alla radice il dibattito italiano (e forse europeo) sulle soluzioni alla crisi economica, che devono avere al centro il ruolo cruciale della BCE, la quale ha già tutti i poteri che servono alla bisogna e semmai va aiutata a scrollarsi di dosso l’influenza nefasta della Germania. Nella conclusione di un precedente post[3], ho scritto:
“I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Siryza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT”.
 
Citazione (dall’articolo di Mario Nuti): “la BCE è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza – che è comune alle maggiori banche centrali del mondo – ma perché, modellata sulla Bundesbank, era ancor più di quest’ultima del tutto separata dalla politica fiscale, priva del potere illimitato di acquistare titoli di stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti”.
 
1. La BCE è formalmente indipendente, ma sostanzialmente ubbidisce ad un solo Stato: la Germania (violando l’art. 7 del suo Statuto), della quale di fatto protegge gli interessi, a detrimento degli altri Stati dell’Eurozona.
 
2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato, purché (analogamente a quanto è prescritto dal proprio statuto per la FED) sia effettuato sul mercato secondario. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE),[4] che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca.[5]
 
3. Attualmente, in deflazione o quasi, e cioè lontani dall’obiettivo statutario del “sotto, ma vicino, al 2%”, la BCE ha, in concreto, gli stessi poteri della FED e delle altre banche centrali, poiché l’obiettivo principale della stabilità dei prezzi è concordante e convergente con quello subordinato di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”.
 

Tutti i dettagli e i documenti qui: “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html .


[1] Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

[2] Carlo Clericetti - 13 DIC 2014

[3] Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

[4] Corte di giustizia europea

[5] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

 
 
Appendice
 
Pubblico, sul tema dei poteri della BCE e della FED sull’acquisto di titoli pubblici, la mia e-mail-quesito a Mario Nuti e la sua risposta, precedenti all'articolo:
 
15 dic 2014 - 17:31
Egr. Prof. Nuti,
Carlo Clericetti, nel suo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), ha riportato le sue parole al convegno per celebrare il centenario della nascita di Federico Caffè:
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
Ho eccepito che non fosse vero, almeno per quanto riguarda il mercato secondario, esattamente come per la FED (allegando le prove, v. anche Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html).
Carlo Clericetti ha chiarito che lei intendesse riferirsi al mercato primario. Ma ho controbattuto che allora lei non sapesse che tale divieto vige anche per la FED.
Può dirimere con sincerità questo dubbio sulle sue dichiarazioni?
Cordiali saluti,
V.
PS: Ho dimenticato di aggiungere che avrei intenzione di pubblicare la sua eventuale risposta sul blog di Carlo Clericetti.
 
18 dic 2014 - 10:59
Grazie della precisazione. Certo che l'acquisto di titoli di stato sul mercato primario sarebbe piu' efficace che sul mercato secondario, dove la liquidita' iniettata nel sistema puo' rimanere inattiva anziche' direttamente finanziare una spesa. 
Ma ogni acquisto di titoli anche sul mercato secondario fa aumentare il prezzo dei titoli e quindi riduce il tasso d'interesse. Certo che anche la BCE puo' farlo, e se e' per quello lo ha fatto anche la Bundesbank almeno nel 1993 se ricordo bene. Ma rimane il fatto che la Fed puo' acquistare quantita' virtualmente illimitate di titoli di stato senza doversi sottoporre ad un voto dei pochi stati suoi azionisti, a maggioranza o preferibilmente all'unanimita'; senza rischiare il deferimento a una Corte Costituzionale come quella di Karlsruhe, o a intimidazioni come quelle subite da Draghi, nonche' altri bastoni fra le ruote. E quindi non si puo' fare finta che questi ostacoli non contino o non esistano, e che i poteri della Fed e della ECB siano equivalenti.
Pertanto, rispetto a quanto ho detto al Convegno su Caffe' sono unrepentant. Anzi, rincarerei la dose. Vedasi http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html.
Ho cercato di registrarmi sul sito di Clericetti per appendere questo commento ma come al solito il sistema mi rifiuta. La ringrazio se lo vorra' fare lei. Con molte cordialita' e auguri (di stagione e non), Mario Nuti.
 
***
 
Traggo da QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED (allegato sopra):
 
@Thomas Fazi
 
1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da:Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 - di PietroManzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  
“Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiudici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.
 
Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 18 e dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria.
 
2) Segnalo, sul tema, questo commento che mi sembra interessante e forse dirimente (peraltro esso è in linea con le motivazioni addotte dalla stessa BCE):

nextville  
L'atto della BCE in questione è l'OMT, che non è un trasferimento di liquidità alle banche (come gli LTRO, che nessuno ha impugnato) ma un programma (per ora solo annunciato) di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario. Dal punto di vista giuridico, la BCE non può fare acquisti sul mercato primario e in generale agire con lo scopo di finanziare gli stati (ex art.123 TFEU), ma può (ex art.18 ESCB Statute) fare acquisti di titoli di stato (e altri titoli) sul mercato secondario (cioè non direttamente alle aste pubbliche, ma sul mercato privato dei titoli già emessi) per ragioni di politica monetaria - es. per fare Quantitative easing. Ad es. può, per scongiurare un rischio deflazione, non solo abbassare i tassi ma anche aumentare la liquidità tramite acquisti sul mercato. 
L'OMT è quindi legittimo se gli acquisti di titoli di stato dei paesi membri sono fatti sul secondario e giustificati da ragioni monetarie. La ragione portata dalla BCE a giustificazione dell'OMT non è un generico "to preserve the euro", ma è più precisamente l'esigenza (fortissima nell'estate 2012) di "riparare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria" che aveva cessato di funzionare per l'interferenza del rischio di ridenominazione, cioè perché i mercati temevano che alcuni paesi deboli (tra cui Italia e Spagna) fossero costretti a uscire dall'euro e quindi fossero costretti al default sul loro debito (non essendo più in grado di pagarlo con una moneta destinata a rapida e pesante svalutazione). Questo genere di rischi crea un "bad equilibrium", cioè una situazione che si autoalimenta portando al disastro (= l'aspettativa che un paese sia costretto a uscire fa salire a tal punto i suoi tassi da generare l'evento). Per poter ripristinare la sua capacità di controllo sulla moneta tramite le tradizionali manovre sui tassi -- quindi per ragioni di politica monetaria (e non fiscale) -- la BCE ha minacciato di usare un potere che certamente ha (ex art.18 ESCB Statute) di fare acquisti sul mercato secondario di titoli di stato. Tale minaccia da sola è bastata a eliminare il bad equilibrium e a far tornare progressivamente i mercati alla normalità. E' proprio questo successo che dimostra che era in atto un bad equilibrium e che la BCE doveva sventarlo, perchè senza sventarlo non sarebbe più stata in grado di ottemperare al suo mandato primario, che è mantenere la stabilità dei prezzi.
http://studiocataldi.mailupnet.it/f/tr.aspx/?:5Um8d=wstwsu5:5h.=t2yyof-=bhfj/nvkiq3eni5cc40h2f709:fvb6qgma:gl:5c69&x=pv&o2mdnh8imo8cidc70:4mwuo_u10gbNCLM
 
3) Gli articoli riportati sopra, infine, fotografavano la situazione di quasi un anno fa; nel frattempo i dati della deflazione e della crisi economica permangono negativi, se non aggravati, anche e soprattutto in termini prospettici. Il che giustifica – come preannunciato da Draghi – l’adozione di “misure non convenzionali” (per la BCE, poiché per tutte le altre banche centrali sono del tutto ordinarie in periodi di crisi), anche per NON disattendere ulteriormente entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2).
 
Cordiali saluti.
 
 
Draghi ammette che il QE per l'acquisto dei titoli di debito pubblico rientra nei poteri della BCE. Tuttavia, neanche oggi la BCE ha deciso di adempiere finalmente i suoi doveri statutari fissati dall'art. 2:
 
“Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare "tutti gli asset tranne l'oro".
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/
 
***
 
Traggo da “La “bestemmia” del neo-keynesiano (linkato sopra):
 
[*] Allego l’articolo con la dichiarazione di Trichet (che ho già linkato in “Le incongruenze di Draghi”):
Trichet: la Bce può comprare titoli di Stato
«Francoforte ha tutti gli strumenti, non c’è bisogno di ampliarne i poteri» 
di Giuliana Ferraino
26 novembre 2014
«Comprare i titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona è totalmente in linea con il mandato della Bce. Lo ha già fatto quando io ero presidente, prima comprando i titoli pubblici greci e irlandesi nel 2010, poi i titoli di Stato italiani e spagnoli nell’agosto del 2011».
http://www.corriere.it/economia/14_novembre_26/trichet-bce-puo-comprare-titoli-stato-217f3cfa-7595-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml
 
Peraltro, anche Weidmann nell’intervista a Repubblica ammette (dopo Trichet, che 10 giorni fa ha “stanato” sia lui che Draghi) che la BCE può acquistarli. Se Draghi non lo fa, è perché preferisce ubbidire al veto di Weidmann, che è solo 1 su 24 ed, anche aggiungendo i satelliti della Germania, ha la maggioranza.
 

Aggiornamento
 
La Corte Ue con Draghi: "Gli acquisti Bce rispettano i trattati"
Il giudizio della Corte di giustizia europea in un parere consultivo sollecitato dalla Germania. Per l'avvocato generale all'Eurotower serve "ampia discrezionalità". La decisione definitiva nel giro di qualche mese. Draghi a Die Zeit: "I tedeschi capiscano che la Bce ha mandato pan-europeo"
14 gennaio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/14/news/la_corte_ue_con_draghi_gli_acquisti_bce_rispettano_i_trattati-104903053/

False opinioni sull'Italia e la Germania


L’Italia è meglio e la Germania è peggio di quel che parecchi Italiani pensano
 

Mi capita abbastanza spesso nel web di leggere sciocchezze elogiative sulla egemone Germania e sulla “bottegaia” Merkel, cane da guardia degli interessi dell’establishment politico-economico-finanziario-industriale tedesco, i quali per egoismo stanno affossando l'Euro e le economie dei Paesi periferici (tra cui l’Italia)[1]; sul supposto effetto salvifico dei fantomatici 315 mld per 3 anni per tutta l'Eurozona promessi dalla Commissione europea (già insufficienti se fossero effettivi), che in realtà sono 21 (16 dell'UE, per giunta travasati da altri capitoli, e 5 della BEI), e che miracolosamente si moltiplicherebbero per 15;[2] appetto invece alle “sprecone” politiche keynesiane per uscire dalla recessione-depressione economica, che peraltro sono suggerite, oltre che da numerosi premi Nobel per l’Economia, dall’FMI.[3]

Oppure, come ha fatto Eugenio Scalfari ieri sera a “Ballarò”, sul conto del presidente della BCE, Mario Draghi, che secondo me, invece, è il principale responsabile del permanere della crisi economica nell’Eurozona.[4]
 
Oppure commenti edificanti sulle nequizie italiane (corruzione, sprechi, evasione, inefficienze) e sulla necessità anzi l’urgenza di porvi rimedio prendendo esempio dalla Germania, prima di chiedere aiuto all’UE. Premesso che io condivido l’opinione che l’Italia debba completare i compiti a casa, temo che essi siano privi di aderenza con la concretezza: l'Italia è questa e porsi obiettivi impossibili (almeno nel breve periodo) significa a) votarsi al fallimento; e b) fare il gioco del "nemico" – l’arrogante ed egoista Germania -, che non è esente da pecche gravi, come svela plasticamente la sua severità esagerata verso gli Italiani e altri. E in parte radicalmente infondato: l'Italia a) è un contributore netto dell’UE;[5] b) contribuisce al MES (il fondo salva-Stati da cui non ha preso finora 1 €) in ragione della sua quota, esattamente come la Germania, in ragione della sua,[6] e in più paga un tasso d’interesse sui contributi (presi a debito e poi prestati) più alto della Germania; c) presenta – tranne nel biennio 2009-2010 - un avanzo primario significativo da 15 anni,[7] il che attesta che non vive, come si pensa, al di sopra delle sue possibilità (il debito è cresciuto per colpa degli interessi passivi e dal 2012 anche per poste straordinarie, quali i contributi al MES – 60 mld finora -, che sono prestiti a titolo oneroso ai Paesi in difficoltà, ed il pagamento dei debiti della PA – 31 mld finora); d) in realtà, ha dato essa (assieme agli altri Piigs) soldi alla Germania, che lucra dall'Euro come moneta unica;[8] ed e) dovrebbe esserle consentito di avvalersi, esattamente come fu permesso nel 2003-2005, senza sanzioni, alla Germania (ed alla Francia, alla quale viene permesso anche ora, o alla Spagna, da 3 anni), né più né meno, della deroga sul deficit/Pil, nella fase dell’implementazione delle c.d. riforme e della deflazione dei salari, peraltro impostale dalla Germania per evitarsi egoisticamente aggiustamenti interni del surplus commerciale eccessivo (> 6%)[9]; invece, per di più, le viene imposta un'interpretazione della formula del deficit strutturale penalizzante;[10] e con l'aggravante che la Germania, oltre alla deroga sul deficit, fece dumping sociale verso i partner UE (aiuti di Stato surrettizi, che sono vietati), attraverso sussidi diretti e indiretti (welfare: rmg e sussidi all'affitto, ecc. ai salariati) alle imprese, che le ha dato un vantaggio competitivo difficilmente colmabile, poiché chi deflaziona per primo costringe gli altri ad una competizione ad handicap.
 
Non è la prima volta – ripeto - che incrocio nel web Italiani iperseveri con l'Italia e indulgenti con la Germania (in particolare tra gli emigrati); ovviamente è sciocco generalizzare e per esprimere un giudizio compiuto occorre approfondire le motivazioni, tuttavia sono incline a pensare - intuitivamente - che non soltanto sbagliano ma che lo fanno perché hanno avuto un'educazione stortignaccola (troppo severa), com'è sempre quando si è incapaci di essere equanimi e si usano due pesi e due misure.
 
[1] Esportare depressione, la formula tedesca da ribaltare
Gli stimoli Ue e le riforme non funzioneranno se non si superano i freni imposti dalla Germania
Sergio De Nardis
19/12/2014
http://www.linkiesta.it/austerity-tedesca-esporta-la-depressione

L’austerità deprime. Ovvero la fallacia dell’ideologia tedesca
Gaetano Perone - 15 dicembre 2014
Come conferma anche il recente dietrofront del Fondo Monetario Internazionale [1], le politiche di austerità imposte dalla Germania in questi anni hanno determinato una pericolosa e progressiva erosione della domanda interna, senza alcun effetto positivo sulla crescita. Le numerose stime dei moltiplicatori fiscali[2] - che misurano l’effetto di una variazione della spesa pubblica sul pil - hanno ormai dipanato i dubbi a riguardo. A ulteriore conferma dei danni dell’austerità, verifichiamo gli effetti medi complessivi dei tagli alla spesa pubblica e degli aumenti della pressione fiscale in 38 Paesi, avanzati ed emergenti. In particolare, mettiamo in relazione le variazioni nella dinamica dei deficit/surplus di bilancio dei Paesi considerati con le variazioni del rapporto debito/PIL, del PIL reale nazionale e del tasso di disoccupazione, nel periodo 2009-2013 (l’arco temporale immediatamente successivo allo scoppio della crisi finanziaria mondiale). […]
http://www.economiaepolitica.it/europa-e-mondo/lausterita-deprime-ovvero-la-fallacia-dellideologia-tedesca/

[2] investimentiJunckerUe di Andrea Baranes - 05/12/2014
Juncker, il funambolo
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Juncker-il-funambolo-27440

[3] Il FMI: gli investimenti pubblici si ripagano da soli
Pubblicato da keynesblog il 9 ottobre 2014
http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/

[4] Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html

[5] Un bilancio del «dare e avere» con l'Europa per ritrovare un nuovo protagonismo dell’Italia
Siamo il terzo contribuente netto dell'Ue, pur essendo al 12° posto per Pil pro-capite: nel 2012 versati 16,4 miliardi di euro e ricevuti indietro 10,7 miliardi, con un saldo negativo di 5,7 miliardi. Restiamo un mercato molto appetibile e diamo un forte contributo alla competitività europea
19/03/2014
http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120951

[6] La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%.

[7] Avanzo Primario (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2.

[8] Il vero"bail-out"? Quello della Germania
Scritto da Thomas Fazi on 21 Giugno 2014
“Che conclusioni possiamo trarre da questi dati? Prima di tutto che sarebbe il caso di smetterla di dire che la Germania ha “sborsato molti soldi” per salvare le povere economie della periferia, quando in realtà è accaduto esattamente l’inverso”.
http://www.scenariglobali.it/europa/675-il-vero-bail-out-quello-della-germania.html

Ecco come l’Europa sta salvando la Germania (e non i Paesi periferici)
20-12–2014 Tino Oldani
http://www.formiche.net/2014/12/20/ecco-leuropa-sta-salvando-la-germania-i-paesi-periferici/

[9] Scoreboard Indicators
The headline indicators consist of the following eleven indicators and indicative thresholds, covering the major sources of macroeconomic imbalances:
3 year backward moving average of the current account balance as percent of GDP, with thresholds of +6% and -4% ;
http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm

[10] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html 


 
Post e articoli collegati:
 
Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html

Sul limite del surplus commerciale eccessivo, segnalo questo articolo che ho trovato interessante, poiché avvalora ciò che vado affermando da un paio d’anni*: che i Tedeschi hanno imparato bene il detto napoletano del “Chiagne e fotte”, e Der Spiegel, col suo doppio standard, ne è il vessillifero:
 
Economic Doghouse: Complaints about German Exports Unfounded
By Alexander Jung, Christian Reiermann and Gregor Peter Schmitz
November 05, 2013 – 12:00 PM
http://www.spiegel.de/international/business/complaints-about-export-surplus-of-germany-unfounded-a-931607.html
 
* E-mail inviata a "Der Spiegel" (tramite il suo sito)
Two observations (Bing translation):
1) Only the control of the media and the “ammuina”of the poors can make the domain of a tiny minority of powerful, selfish, ruthless and bulimic super-rich on the rest of humanity. Murdoch is one of them.
2) These German shopkeepers have learned well the Neapolitan byword 'chiagne e fotte’ (‘cry and fuck'). Can someone explain to the editor of Der Spiegel: a) that the Italians (not all) are so rich that they are buying a half Berlin? b) that Italy contributes to the fund-saving states, because of its share in the ECB, exactly like Germany, because of its share? c) that the "shopkeeper" Merkel is the problem not the solution, not only for Italy but for Europe? [1]
[1] The sailor's promises of "shopkeeper" Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
 
[Due osservazioni:
1) Ho scritto più volte che soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei poveri rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. Murdoch è uno di loro.
2) Questi bottegai tedeschi hanno imparato bene il detto italiano del chiagne e fotte. Qualcuno può spiegare a Der Spiegel: a) che gli Italiani (non tutti) sono talmente ricchi che si stanno comprando mezza Berlino?; b) che l’Italia contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota?; c) che la “bottegaia” Merkel è il problema, non la soluzione, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa?]
 
IL CASO
Decreto sviluppo, l'ironia del Wsj "Come svuotare un lago col mestolo"
Il quotidiano di Murdoch stronca il provvedimento varato dal governo Monti la scorsa settimana. "Economia italiana moribonda per colpa della legislazione sul lavoro che favorisce l'economia sommersa". E Der Spiegel attacca i sindacati
22 giugno 2012
[…] E a salire in cattedra per fare lezione all'Italia è oggi anche il settimanale tedesco Der Spiegel. La crisi in cui versa l'Italia, sostiene Jan Fleischhauer in un articolo dal titolo "Appello alla mamma", è colpa in gran parte dei sindacati, aggrappati alle loro "rendite di posizione". "Purtroppo - aggiunge - molti italiani credono che solo la cancelliera possa salvare il loro paese" e invece "dovrebbero finalmente spezzare il potere dei sindacati, per rimettere in moto la loro economia". Non è la prima volta che Fleischhauer prende di mira l'Italia. Suo fu anche il polemico commento in cui si accomunava il comportamento del capitano Schettino a quello degli italiani in genere.
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/22/news/wsj_contro_italian_style-37726793/
 
Segnalo volentieri, sul tema della deflazione tedesca dei salari ottenuta attraverso i mini job, ma integrati dal welfare: rmg e sussidio all’affitto, quindi con aiuti di Stato surrettizi (concorrenza sleale):
 
Mi' cuggino all'abbiemmevvu (prima parte)
Molto spesso si confrontano gli stipendi dei dipendenti Fiat con quelli delle case automobilistiche tedesche. Peccato che ogni volta ci si dimentichi di parlare dei lavoratori precari e degli appaltatori esterni. Lo stabilimento BMW di Liepzig è un esempio perfetto: una piccola società su 5 livelli. Un'altra grande inchiesta giornalistica da Die Zeit. (prima parte)
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-prima-parte.html
 
Mi' cuggino all'abbiemmevvu (parte seconda)
Seconda parte dell'inchiesta giornalistica sullo stabilimento BMW di Leipzig, da "Die Zeit"
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-parte-seconda.html

«BUONGIORNO ITALIA»
«Siamo affetti da strabismo e non vediamo il lato positivo delle cose»
Il 1 gennaio, su iPad un Corriere fatto solo di buone notizie. Pagnoncelli: «Prevale
una generica percezione dei problemi rispetto alla realtà. Così nasce il pessimismo»
di Paolo Conti
25 dicembre 2014
http://www.corriere.it/cultura/14_dicembre_23/siamo-affetti-strabismo-non-vediamo-lato-positivo-cose-6af62916-8ac6-11e4-9b75-4bce2f4b3eb9.shtml

I servizi segreti tedeschi per anni hanno spiato politici, imprenditori e funzionari europei
LENA PAVESE
24 aprile 2015
http://www.eunews.it/2015/04/24/servizi-segreti-tedeschi-per-anni-hanno-spiato-politici-imprenditori-e-funzionari-europei/34189 

NEGLI STATI UNITI
Volkswagen crolla in Borsa su scandalo emissioni «truccate»
Il gruppo tedesco blocca la vendita dei modelli diesel sia a marchio Vw sia Audi negli Usa dopo che l’amministratore delegato Winterkorn ha ammesso le manipolazioni dei test sulle auto con motori diesel, ritira 500mila vetture e rischia sanzioni per 18 miliardi
di Daniela Polizzi
21 settembre 2015
http://www.corriere.it/economia/15_settembre_21/volkswagen-cede-20percento-scandalo-emissioni-truccate-usa-2280eeec-603f-11e5-9acb-71d039ed2d70.shtml

La Germania non ha rispettato le regole che ha imposto. Riequilibrare la politica industriale europea
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 25 settembre 2015
http://www.romanoprodi.it/strillo/la-germania-non-ha-rispettato-le-regole-che-ha-imposto-riequilibrare-la-politica-industriale-europea_11979.html


Patuelli: "Il salvataggio delle banche è una legnata"
Il presidente dell'Abi critica l'Europa: "Siamo imbestialiti, la Germania può usare soldi pubblici e noi no. Così non va". Il Tribunale Ue ha autorizzato l'intervento di Berlino a sostegno di una banca tedesca
28 novembre 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/11/28/news/banche_abi_bail_in-128346803/


Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

 
Carlo Clericetti
6 DIC 2014
L’ultima speranza contro la crisi infinita
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/06/lultima-speranza-contro-la-crisi-infinita/

 

Assenza di democrazia o di legalità?

L’ammissione di Carlo Clericetti che “la struttura dell'Europa non abbia nulla a che fare con la democrazia” è oggettivamente grave e può avere due conseguenze opposte: la prima è quella di giudicare con realismo e con almeno un occhio benevolo, se non assolutorio, come da un po’ di tempo mi pare inclini a fare Carlo Clericetti (ma è un atteggiamento che sto riscontrando in quasi tutti i critici in passato di Draghi, come se si fossero per qualche motivo passata parola) -, i comportamenti e le responsabilità dei principali attori della scena europea, in primo luogo Draghi per il ruolo cruciale che ricopre; la seconda è quella che elimina alla radice tale possibilità, poiché a me pare che più che assenza di democrazia, concetto facilmente eludibile in concreto in tutte le democrazie rappresentative, nella struttura dell’UE ci sia assenza di legalità, che è molto più grave.

Vorrei sottolineare che, in sostanza, il mio assunto, che mi ha indotto a lanciare una petizione per la messa in stato di accusa della BCE, prima alla Corte di Giustizia Europea (ma essa non può ricevere che ricorsi legali tramite un avvocato, se si è ricevuto un danno diretto da atti o omissioni della BCE) e poi obtorto collo al Parlamento Europeo – e mi sorprende che neppure un giurista come Agustìn José Menéndez (cfr. http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447 ) e i promotori degli inefficaci appelli e i tanti commentatori lo colgano – è che, pur nel fisiologico divenire dei rapporti di forza nel contesto di un organismo giovane come Unione Europea/Euro/BCE, senza legalità (cioè un sistema di riferimento giuridico codificato certo e rispettato) prevale il più forte.

 

Cui prodest?

In calce al post “Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue”, dialogando con sergionero, ho scritto:

“1) Io sono un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario. Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando– come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di essa”.

 

I dati dimostrano che: a) l’ordoliberalismo tedesco non è assimilabile per vari aspetti al credo neo-liberista; b) anche la Germania ci sta perdendo, dall’austerità; e c) si comporta così perché è arrogante a dismisura ed inclina anch’essa alla furbizia egoistica e questa le provoca una lunga coda di paglia, che risolve – succede sempre così a tutti - con una maggiore severità verso gli altri, in primis l’Italia, la cui ricchezza privata è maggiore di quella tedesca, per cui la Germania sta cercando di addossare sull'Italia, dopo il costo del risanamento, l’onere della crescita. Qualche dato aiuta a capire meglio i termini della questione:

1) La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%, in ragione delle quali si versano i contributi e si guadagnano i relativi interessi; ovviamente la Germania (che come l’Italia e la Francia finora non ha preso da esso un Euro) è quella che lucra di più dal differenziale tra il tasso a cui essa si finanzia (molto basso) e il tasso dei prestiti ai Paesi in difficoltà (ben più alto). 3) I Tedeschi: a) lucrano dalle disfunzioni dell’attuale assetto dell’UE, dell’Euro e della BCE; b) lucrano dal livello dell’Euro; c) lucrano dal surplus commerciale eccessivo, favorito dall’Euro, e si rifiutano di ridurlo ancorché ci sia il limite del 6%; d) lucrano dalla deflazione dei salari e la integrano con il reddito minimo e il sussidio all’affitto (concorrenza sleale verso i partner UE); e) lucrano dalla deflazione come creditori e impediscono alla BCE di combatterla adeguatamente; f) lucrano dai salvataggi degli Stati (vedi Deutsche Bank con la Grecia); g) lucrano dall’interpretazione pro domo sua dei trattati e dello Statuto BCE.

 

Conclusione

I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Syriza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT.

 

 

Articolo collegato:

 

Perché la teoria della finanza degli economisti ortodossi è inutile
ISMAEL HOSSEIN-ZADEH
ED. IT. DI MARIA CARANNANTE  21 novembre 2014

[…] La figura seguente mostra chiaramente questa tendenza inquietante: mentre il credito al settore FIRE è quadruplicato a partire dal 1950, la quota di risorse destinata all’economia reale è rimasta pressoché invariata.

Qui di seguito sono elencati ulteriori esempi di crescita astronomica del settore FIRE negli ultimi trent’anni. Tra il 1980 e il 2005, i profitti del settore finanziario sono aumentati dell’800%, oltre tre volte la crescita dei settori non finanziari. Nei primi anni Novanta, esistevano solo un paio di fondi speculativi; nel 2007, hanno raggiunto i 10.000. Il numero di mediatori di ipoteca, che hanno sostituito il vecchio Savings & Loans e le banche territoriali, si è, allo stesso modo, moltiplicato: attualmente sono 50.000 e impiegano circa 400.000 agenti, più di tutta l’industria tessile statunitense[4]. Come candidamente dichiarato da Raymond Dalio di Bridgewater Associates: «la ricchezza che si crea con la produzione è un’inezia rispetto a quanto si può ottenere facendo girare denaro. Il quarantaquattro percento dei profitti delle imprese degli Stati Uniti proviene dal settore finanziario contro l’appena dieci percento del settore manifatturiero» [5]. […]

Gli economisti neoclassici non hanno, finora, saputo far riconciliare il settore finanziario con la teoria dell’equilibrio economico generale e il modello del flusso circolare. Tristemente, invece di cercare di incorporare il settore finanziario nel loro modello sull’economia reale, hanno scelto di ignorarlo per non disturbare il loro perfettamente ordinato modello di comodo.

http://2.229.124.115/reset/sites/default/files/reset_edizioni_italiane/Perche%20la%20teoria%20della%20finanza%20degli%20economisti%20ortodossi%20e%20inutile.pdf

 

 

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