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Dialogo breve con la Sen. Stefania Pucciarelli della Lega Nord sulle bufale del Sen. Alberto Bagnai sul Governo Monti





Pubblico il breve scambio di email intercorso tra la senatrice Stefania Pucciarelli della Lega Nord e me, dopo che ho inviato p.c. a tutti i membri del Gruppo parlamentare della Lega Nord del Senato una lettera inviata al senatore Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulle sue bufale sul Governo Monti.



Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

19/4/2019 12:07

A:  v  


Le chiedo cortesemente di noi inoltrarmi più queste lettere in quanto non sono interessata.Buona giornata,Stefania Pucciarelli.

Inviato da iPad




Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

Da:  v

19/4/2019 22:48


Egr. Senatrice Pucciarelli,

Pensavo volesse ringraziarmi dell’utile informazione. Invece mi dice che Lei, senatrice della Repubblica, non è interessata a sapere che un Suo collega leghista, professore universitario di Economia e presidente della Commissione Bilancio e Finanze del Senato, ignora i dati economico-finanziari delle leggi fondamentali della XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti, che hanno gestito la più grave crisi economica dal 1929), ne parla ad ogni pie’ sospinto e propala bufale gigantesche sul Governo Monti, al quale imputa la responsabilità della predetta crisi e dell’aumento della povertà, quando Monti ha varato soltanto il 19% del totale delle manovre contro l'81% di Berlusconi ed è stato molto più equo.

In effetti tanto strano non è, poiché la Lega Nord (statutariamente è ancora tale) approvò tutte le manovre pesantissime e scandalosamente inique del governo Berlusconi, inclusa la severa riforma Sacconi, ma poi ha addossato tutta la colpa su Monti e Fornero, che hanno dato una mano con le loro millanterie.

In primis Matteo Salvini, al quale l’ho contestato sia per lettera due volte, sia in diretta su Radio1 Zapping.[1] E Salvini ha basato su queste due BUFALE ormai diventate mondiali la vittoriosa propaganda elettorale del 2018. Ma la verità – si sa - fa male, in particolare a voi di destra, per l’educazione severa ricevuta. Per cui non legga il mio libro, vi troverebbe tutto spiegato e provato attraverso i documenti parlamentari. Buona notte,

V.

[1Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


PS: La informo che, come faccio sempre, riporterò questo scambio di email nel mio blog.





Re: Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

22/4/2019 09:33

A:  v  


Le ripeto,che non gradisco ricevere più sue mail.Buona giornata,Stefania.

Inviato da iPad



Post collegato:


Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti



**********




Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato in data 18 aprile al senatore Alberto Bagnai, della Lega Nord, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento nel suo blog sulla correlazione spuria e sulle sue ennesime bufale sul Governo Monti. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.




Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

Da:  v

18/4/2019  20:31


Egr. Sen. Bagnai,

Come Le avevo promesso, Le invio il mio commento sulle Sue bufale sul Governo Monti, che ha censurato. Di seguito, c’è la spiegazione del perché il Suo post mi ha fatto sganasciare dal ridere.

Distinti saluti,

V.



martedì 9 aprile 2019

The awanagana approach to monetary theory and policy (chapter 1)


Vincesko ha detto...

Non frequento questo sito di adepti, stamattina questo post mi è arrivato sul telefonino tra la selezione di Google, e l’ho letto, ma arrivato a questa frase ”solo che uno che non capisce cosa sia una correlazione spuria cosa volete ne capisca di etichetta!?”, ho pensato subito a questi Suoi post precedenti, che affermano che il millantatore Monti avrebbe causato la recessione e aumentato i poveri, ed allora mi sono sganasciato dal ridere.

venerdì 11 marzo 2016
Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)
http://goofynomics.blogspot.com/2016/03/fukushima-vs-monti-offerta-vs-domanda.html 
giovedì 1 giugno 2017
QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."
Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.
http://goofynomics.blogspot.com/2017/06/qed74-dotto-e-frizzione-come-tocchi.html 
Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"
1 Ottobre 2018
C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".
https://tv.liberoquotidiano.it/video/politica/13383140/alberto-bagnai-governo-mario-monti-ci-ha-lasciato-un-buco-di-400-miliardi-questa-e-la-sua-eredita-i-poveri.html 

PS: Spero che non lo censuri, è antipatico sobbarcarmi alla fatica di risegnalare ai Suoi colleghi che anche Lei ha il vizietto della censura (che accomuna i professori di sinistra, di centro e di destra come Lei).

9 aprile 2019 11:57


Traggo dall’Appendice al capitolo 1 del mio libro LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO, dove sono riportati 40 esempi clamorosi (quasi tutti economisti, tra cui un premio Nobel, o giornali economici prestigiosi) vittime della Prima Più Grande Bufala.


Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

[...]


Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

      36

12.131

25.068

  25.033

 -

  62.268

22,8

DL98/2011

          -

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

          -

    732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

      36

14.971

53.343

  79.298

61.795

    209.443

76,7

DL201/2011

          -

 -

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

          -

 -

     603

         16

      27

      646

  0,2

Tot.Gov.M.

          -

 -

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

      36

14.971

74.189

    100.633

83.254

    273.083

100,0

      %

          -

           5,5

         27,2

         36,9

         30,5

100,0


 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)


2. Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi

[…] Si tratta di un fenomeno di obnubilamento della quasi intera classe degli economisti (oltre che degli esperti di previdenza), che (a) o/e sbagliano la paternità delle manovre; (b) o/e applicano una teoria economica strampalata: considerano gli effetti delle stesse come farebbe il cemento a presa rapida; (c) o/e confondono la correlazione con la causalità (anche se, in realtà, tutto nasce – vittime anch’essi della potente disinformazione berlusconiana e del centrodestra come una qualunque casalinga - dalla ignoranza dei dati).

«Nella ricerca scientifica si confondono spesso due concetti: la correlazione e la causalità. La correlazione si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili che cambiano insieme. Una correlazione può essere positiva o negativa.

• Una correlazione positiva vuole dire che se una variabile aumenta (per es., il consumo di gelato) anche l'altra aumenta.

• Una correlazione negativa funziona all'opposto: se una aumenta l'altra diminuisce.

La causalità si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili dove una variabile causa l'altra. Devono essere soddisfatti tre criteri perché si abbia causalità:

• le variabili devono essere correlate;

• una variabile deve precedere l'altra variabile;

• deve essere dimostrato che una terza variabile non stia provocando alcun cambiamento nelle due variabili di interesse (assenza di correlazione spuria).»

Ecco 40 esempi davvero clamorosi (tra i meno clamorosi, c’è l’onorevole Claudio Borghi, ndr).

[…]

Riporto ciò che ha scritto nel 2016 e 2017, e poi dichiarato recentemente già ricoprendo il ruolo di presidente della Commissione Finanze del Senato, il sedicente di sinistra, eletto con la Lega Nord, professore di Economia, Alberto Bagnai, su Monti come solo responsabile della recessione, coadiuvato – udite, udite – dal Ministero dell’Economia e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: (a) sbagliano la paternità delle manovre; (b) applicano la teoria economica strampalata del cemento a presa rapida, quando è noto, soprattutto agli economisti, che dall’emanazione di una legge a che questa esplichi i suoi effetti passano al minimo sei mesi. Come è il caso anche del decreto “Salva-Italia”, le cui principali misure sono state l’IMU (reintroduzione sulla casa principale e aggravamento sugli altri cespiti), che, com’è noto, viene pagata in due rate semestrali posticipate; e, ancor più, la riforma delle pensioni Fornero, che, come ormai è noto ai lettori di questo libro, esplica i suoi effetti a decorrere dal 2013, con un trend crescente fino al 2020; e (c) confondono la correlazione con la causalità.

Ora, anche volendo considerare l’effetto delle aspettative, a me pare che questo triplice concorso di “colpa” di errata attribuzione delle responsabilità della recessione sia del tutto clamoroso.

Il professor Bagnai imputa tutto a Monti, prima (i) comparando il Giappone con l’Italia di Monti e quantunque il secondo grafico attesti che la curva del PIL è in flessione già prima che arrivasse Monti; poi (ii) portando come fonte di un suo post quanto ha scritto il Ministero di Economia e Finanze nel Programma Nazionale di Riforma, la terza parte del Documento di Economia e Finanza 2017, senza capire che questo – dimentico di ciò che il medesimo ministero aveva scritto nel 2011 - attribuisce erroneamente a Monti anche le manovre, molto più corpose, decise da Berlusconi; e, infine, (iii) citando il ministro dell’Economia ed anch’egli economista, Pier Carlo Padoan, che commette lo stesso errore. Tra i primi due interventi e il terzo, i miliardi crescono da 300 a 400.

17. venerdì 11 marzo 2016

Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)

giovedì 1 giugno 2017

QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."

Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.

Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"

1 Ottobre 2018

C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".

Anche il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, professor Alberto Bagnai, sedicente-di-sinistra-eletto-dalla-Lega-Nord, ha il vizietto della censura.

Lettera al Sen. Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento


Naturalmente, la bufala del Ministero del Tesoro fa strage tra i media.



Destinatari:


Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio della Camera

(n. 48)


Commissione Finanze della Camera

(n. 46)


(n. 50)v


Gruppo parlamentare Lega Nord Senato

(n. 50)


Gruppo parlamentare PD Senato

(n. 50)


Media


redazioneweb@gds.itredazioneweb@quotidianodipuglia.itredazione@lasicilia.itdirettore@firstonline.info, unione@unionesarda.itlanuovasardegna@lanuovasardegna.itredazione@lasicilia.itredazione@wallstreetitalia.come.chioda@millionaire.itdiaconale@opinione.itdirettore@ilsussidiario.netredazioneweb@eco.bg.itinfo@glistatigenerali.comditelo@quotidianopuglia.itweb@gazzettadelsud.itposta.lettori@messaggeroveneto.itsir@agensir.itinfo@radicali.itportaaporta@rai.itunomattina@rai.itpresadiretta@rai.itreport@rai.itdimartedi@la7.itottoemezzo@la7.itpiazzapulita@la7.itradio1@rai.itradio3@rai.itgrr@rai.itradioanchio@rai.itzappingduepuntozero@rai.ittrapocoinedicola@rai.itlacitta@rai.itprimapagina@rai.itfahre@rai.itgiornopergiorno@rai.iteconomico@rai.itungiornodapecora@rai.itandataeritorno@rai.itdiretta@capital.iteconomia@lapresse.itredazione@articolo21.inforedazionetg5@mediaset.itfuoridalcoro@mediaset.itletterealsole@ilsole24ore.cominfo@radio24.ititaliaoggi@class.itposta.lettori@messaggeroveneto.itsegreteria.redazione@ilpiccolo.itsito@gazzettadiparma.netredazioneweb@eco.bg.it


Parlamentari nazionali

(n. 37)


Parlamentari europei

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu,  marco.affronte@europarl.europa.eu,  laura.agea@europarl.europa.eu,  daniela.aiuto@europarl.europa.eu,  tiziana.beghin@europarl.europa.eu,  brando.benifei@europarl.europa.eu,  goffredo.bettini@europarl.europa.eu,  mara.bizzotto@europarl.europa.eu,  simona.bonafe@europarl.europa.eu,  mario.borghezio@europarl.europa.eu,  david.borrelli@europarl.europa.eu,  mercedes.bresso@europarl.europa.eu,  renata.briano@europarl.europa.eu,  nicola.caputo@europarl.europa.eu,  fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu,  lorenzo.cesa@europarl.europa.eu,  caterina.chinnici@europarl.europa.eu,  salvatore.cicu@europarl.europa.euangelo.ciocca@europarl.europa.eu,  alberto.cirio@europarl.europa.eu,  sergio.cofferati@europarl.europa.eu,  lara.comi@europarl.europa.eu,  ignazio.corrao@europarl.europa.eu,  silvia.costa@europarl.europa.eu,  andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu,  nicola.danti@europarl.europa.eu,  paolo.decastro@europarl.europa.eu,  isabella.demonte@europarl.europa.eu,  herbert.dorfmann@europarl.europa.eu,  eleonora.evi@europarl.europa.eulaura.ferrara@europarl.europa.eu,  raffaele.fitto@europarl.europa.eu,  eleonora.forenza@europarl.europa.euelisabetta.gardini@europarl.europa.eu,  enrico.gasbarra@europarl.europa.eu,  elena.gentile@europarl.europa.eu,  michela.giuffrida@europarl.europa.eu,  roberto.gualtieri@europarl.europa.eu,  kashetu.kyenge@europarl.europa.eu,  giovanni.lavia@europarl.europa.eu,  curzio.maltese@europarl.europa.eu,  fulvio.martusciello@europarl.europa.eu,  barbara.matera@europarl.europa.eu,  giulia.moi@europarl.europa.eu,  luigi.morgano@europarl.europa.eu,  alessia.mosca@europarl.europa.eu,  alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eumassimo.paolucci@europarl.europa.eu

(n. 50) 


(n. 25)



Post e articoli collegati:


Le fake news di Byoblu su Mario Monti


mercoledì 29 giugno 2016

Monti (fact checking)


venerdì 26 dicembre 2014

Il costo di Monti (KPD6)



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https://vincesko.blogspot.com/2019/04/lettera-n-2-al-sen-alberto-bagnai-sulla.html  







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permalink | inviato da magnagrecia il 23/4/2019 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Lettera ad Andrea Danielli e Alessio Mazzucco de LINKIESTA sulle loro notizie false sul Governo Monti




ALLA C.A. DEL DOTT. ANDREA DANIELLI E DEL DOTT. ALESSIO MAZZUCCO

C.C. DIRETTORE FRANCESCO CANCELLATO, REDAZIONE de LINKIESTA, ALTRI MEDIA



Egregi Dott. Danielli e Dott. Mazzucco,

Traggo dalla Vostra intervista con la professoressa Elsa Fornero la seguente frase: “Lei è stata Ministro in un Governo in carica in un momento incandescente nella storia degli ultimi 20 anni del Paese, e il Paese si è salvato proprio grazie a quel Governo e alle riforme che ha portato.” https://www.linkiesta.it/it/blog-post/2019/03/25/elsa-fornero-i-politici-devono-avere-il-coraggio-di-dire-la-verita-per/27875/


Osservo con sorpresa e sincero rammarico che, sebbene LINKIESTA sia da anni tra i destinatari delle mie lettere circolari (l’ultima ieri), tese a combattere la DISINFORMAZIONE generale su ciò che ha legiferato il Parlamento nella XVI legislatura contro la grave crisi economica, anche Voi due siete vittime della vulgata che attribuisce al Governo Monti meriti inesistenti, speculare all’accusa propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi quasi tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti di aver “salvato” l’Italia, di aver causato la recessione con un feroce consolidamento fiscale. Che, dopo aver fatto in Italia 60 milioni di vittime, è diventata una BUFALA mondiale.

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, formulo le seguenti osservazioni.


Manovre correttive

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatuttoGianni Trovati 15 luglio 2012

Altre fonti sono:

Servizio Studi della Camera dei Deputati. Sulla base dei dati di quest’ultimo, ho elaborato questa tabella relativa alle principali cinque manovre correttive, molte delle cui misure sono strutturali e quindi permanenti.[1]

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL 78/2010

          36

12.131

25.068

25.033

 -

62.268

22,8

DL98/201 1

 -

  2.108

  5.577

24.406

49.973

82.064

30,1

DL138/2011

 -

     732

22.698

29.859

11.822

65.111

23,8

Tot.Gov.B.

         36

14.971

53.343

79.298

61.795

 209.443

76,7

DL201/2011

 -

 -

20.243

21.319

21.432

62.994

23,1

DL95/2012*

 -

 -

     603

       16

      27

     646

  0,2

Tot.Gov.M.

 -

 -

20.846

21.335

21.459

63.640

23,3

TOTALE

        36

14.971

74.189

100.633

83.254

 273.083

100,0

  %

 -

  5,5

  27,2

  36,9

  30,5

100,0

 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680. 

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)


Se ne deduce che il Governo Berlusconi ha battuto il Governo Monti 4 a 1 (anche per l’iniquità, anzi peggio). E che il secondo ha soltanto completato l’opera di “salvataggio” (in gran parte artificiosamente indotto) nella misura di 1/5. Ciononostante, Berlusconi fu costretto alle dimissioni, all’esito di un complotto sui generis.[1]


Pensioni

Una situazione analoga, anche se di proporzioni inferiori, si è verificata per la riforma delle pensioni.[1]

La riforma Sacconi (2010 e 2011) ha portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 (e poi la porterà oltre); ha aumentato quella anticipata (ex anzianità) a 41 anni e 3 mesi e introdotto l’adeguamento triennale alla speranza di vita delle pensioni di vecchiaia e delle “quote”. Ma queste misure, a causa della formulazione insufficiente della legge Fornero, vengono erroneamente attribuite alla riforma Fornero, che ha abolito la “finestra” mobile (con il comma 5) e contestualmente aumentato l’età base (rispettivamente, con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10 dell’art. 24 della L. 214/2011), senza però evidenziarne il legame, il che ha tratto in inganno tutti, inclusi il Servizio Studi della Camera nell’immediatezza del varo della riforma Fornero (cfr. dossier L. 214/2011), RGS (cfr. NADEF 2018, pag. 61) e professori di Lavoro e Previdenza.

La riforma Fornero ha accelerato l’allineamento delle donne del settore privato a 65 anni, allungato l’età di pensionamento anticipato a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, abolito le “quote”, esteso l’adeguamento automatico alle pensioni anticipate rendendolo biennale a decorrere dal 2022.

Il contributo di solidarietà sulle pensioni, citato nell’intervista, era stato già introdotto dalla riforma Sacconi ed è stato soltanto aggravato dalla riforma Fornero, ma, privo di ragionevolezza, è stato cancellato dalla Corte Cost.

Il metodo contributivo è stato deciso dalla riforma Dini (Legge 8.8.1995, n. 335). La riforma Fornero (Legge 22.12.2011, n. 214) lo ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, a coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, tutti relativamente anziani e ormai quasi tutti già in pensione.

Venendo all’aspetto economico, dei 1.000 mld di risparmi pensionistici stimati da RGS al 2060 dalle 4 riforme dal 2004 (Maroni, 2004, la cui misura principale, lo ‘scalone’, fu abrogato da Damiano prima che andasse in vigore; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), al lordo dell’errata attribuzione delle norme (come conferma la professoressa Elsa Fornero nel suo ultimo libro), soltanto 350 (poi calati a 280 dopo i vari interventi legislativi) vengono ascritti alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045. La gran parte dei residui 700 mld è ascrivibile a Sacconi. Il che vuol dire che Sacconi ha battuto Fornero 2-1.[1]

Dall’analisi di RGS, risulta anche che il “pro-rata” contributivo introdotto dalla riforma Fornero fa risparmiare, a regime (2018), appena 200 milioni circa all’anno (su una quindicina di miliardi annui), che poi si riducono in breve fino a sparire.

Questo è il dato più clamoroso, poiché la vulgata è che la riforma Fornero abbia salvato i conti pensionistici sostituendo il metodo retributivo col contributivo.


Conclusione

Mi permetto rinviarVi all’analisi completa, dettagliata e provata documentalmente che ho fatto nel mio libro.[1] Ma spero già, con questi pochi dati, di averVi, se non convinti, almeno riempiti di dubbi e che, una volta accertata la veridicità dei dati ufficiali (già numerose volte da me segnalati al Vostro giornale), vogliate contribuire in futuro a contrastare la DISINFORMAZIONE generale sulle tre BUFALE ormai mondiali (la terza è sulla BCE).

Cordiali saluti,

V.

__________________________


Note

[1] LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO https://www.amazon.it/dp/B07L3B5N5M



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Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false sul Governo Monti in un suo articolo su Il Sole 24 ore





Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al Prof. Sergio Fabbrini, editorialista del Sole 24 ore, sulle sue notizie false sul Governo Monti, che egli prende a base per spiegare il successo elettorale dei “sovranisti” Lega Nord e M5S. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false in un articolo su "Il Sole 24 ore".

Da:  v

25/3/2019  14:50


ALLA C.A. DEL PROF. SERGIO FABBRINI

P.C. DIRETTORE DE IL SOLE 24 ORE E ALTRI MEDIA


Egr. Prof. Fabbrini,

Traggo da:

Tra promesse e realtà un anno dopo il cambiamento

–di Sergio Fabbrini - 04 marzo 2019

«Le elezioni del 4 marzo 2018 sono state l’equivalente di un sommovimento sociale. Esse hanno registrato il successo delle due forze politiche (Cinque Stelle e Lega) che avevano dato voce al malessere diffuso nel Paese. Un malessere cresciuto costantemente dal novembre 2011, quando il governo politico in carica (il governo Berlusconi) fu sostituito da un governo tecnico (il governo Monti). È in quel passaggio storico che vanno cercate le ragioni della convergenza tra le due forze politiche che sono oggi al governo. Esse furono le uniche ad opporsi al governo Monti (da dentro e da fuori il Parlamento) e all’idea che l’Italia doveva sottostare alle regole di bilancio che tengono insieme l’Eurozona. Dietro la rivoluzione del 4 marzo c’è una contrastata (e finora irrisolta) relazione tra l’Italia e l’Europa integrata. Se non si capisce questo problema strutturale, non si potrà venire a capo del malessere italiano. Vediamo meglio.

Il governo Monti fu necessario per salvare l’Italia da un possibile default finanziario. 

Quel governo si impose perché la discrasia tra la struttura del bilancio pubblico italiano e la struttura della regolamentazione dell’Eurozona non era più gestibile.

Occorreva introdurre (in gran fretta) riforme strutturali (a cominciare da quella del sistema pensionistico) che riportassero l’andamento della spesa pubblica entro un orizzonte di compatibilità con le regole dell’Eurozona.

Tuttavia, le riforme strutturali producono benefici nel medio periodo, mentre i costi sociali da esse generati sono immediatamente percepiti. Di qui l’ascesa elettorale dei Cinque Stelle e della Lega. Nel marzo scorso, esse hanno dato rappresentanza proprio a coloro che avevano sostenuto quei costi (o che temevano che li avrebbero sostenuti). Una rappresentanza legittimata dal fatto che esse avevano di già contrastato il ritorno, con il governo Monti, alla politica del sentiero stretto.»


Deduco da ciò che ha scritto nel Suo editoriale del 4 marzo 2019 che anche Lei è vittima – come quasi 60 milioni di Italiani, ivi incluso l’ex direttore de Il Sole 24 ore Roberto Napoletano (v. il suo ultimo libro “Il cigno nero e il cavaliere bianco ), talvolta Il Sole 24 ore, ministri, parlamentari, nonché quasi tutti i docenti universitari di Economia o di Lavoro e Previdenza – della Prima e della Seconda Più Grande Bufala del XXI Secolo.

Infatti, da sette anni, per colpa anche dei media - fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte (coloro che conoscono i dati sono pochissimi), volutamente false – è stato completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA sesquipedale che il mastodontico consolidamento fiscale e la conseguente recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure importanti della ben più severa riforma Sacconi. Vediamo nell’ordine.


Prima Più Grande Bufala

Riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:


Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld,  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


Le fonti da me utilizzate sono state:

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

Servizio Studi della Camera dei Deputati.

Sulla base dei dati di quest’ultimo, ho elaborato questa tabella relativa alle principali cinque manovre correttive, molte delle cui misure sono strutturali e quindi permanenti.[1]

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL 78/2010

          36

12.131

25.068

25.033

 -

62.268

22,8

DL98/201 1

 -

  2.108

  5.577

24.406

49.973

82.064

30,1

DL138/2011

 -

     732

22.698

29.859

11.822

65.111

23,8

Tot.Gov.B.

         36

14.971

53.343

79.298

61.795

  209.443

76,7

DL201/2011

 -

 -

20.243

21.319

21.432

62.994

23,1

DL95/2012*

 -

 -

     603

       16

      27

     646

  0,2

Tot.Gov.M.

 -

 -

20.846

21.335

21.459

63.640

23,3

TOTALE

        36

14.971

74.189

100.633

83.254

  273.083

100,0

  %

 -

  5,5

  27,2

  36,9

  30,5

100,0

 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680. 

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Da essa, si evince che:

(i) gli importi e i tempi di attuazione furono imposti dai veri e propri diktat dell’UE e della lettera del 5/8/2011 della BCE al governo Berlusconi, costretto poi a dimettersi[1]), sostituito da Monti, che subentra a Berlusconi all’esito di un complotto sui generis orchestrato su input iniziale di Sarkozy-Merkel;[1]

(ii) nel quadriennio 2011-14 (nonché successivamente), impattarono sia le due manovre del governo Monti, sia le tre varate in precedenza dal governo Berlusconi, per un totale (esclusa la legge di stabilità 2011, che nel 2012 impatta per 2,8 mld[2]) di 273.083 milioni, di cui Berlusconi 209.443 mln (76,7%) e Monti 63.640 mln (23,3%).[1]


Seconda Più Grande Bufala

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, rinvio all’analisi dettagliata che ho fatto nel mio libro.[1] Qui mi limito a tre aspetti.

Il primo: è importante osservare che l’aumento dell’età di pensionamento sia di vecchiaia (da 65 a 66 anni) che di anzianità (da 40 a 41 anni e 3 mesi) – oltre all’adeguamento all’aspettativa di vita - viene di solito erroneamente attribuito alla riforma Fornero e non alla riforma Sacconi, come lamenta la stessa professoressa Fornero nel suo ultimo libro. Ma la colpa è della formulazione insufficiente e poco chiara della legge Fornero, che ha abolito la “finestra” mobile (con il comma 5) e contestualmente aumentato l’età base (rispettivamente, con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10 dell’art. 24 della L. 214/2011), senza però evidenziarne il legame, il che ha tratto in inganno tutti, perfino il Servizio Studi della Camera nell’immediatezza del varo della riforma Fornero (cfr. dossier L. 214/2011), RGS (cfr. NADEF 2018, pag. 61) e professori di Lavoro e Previdenza.

Il secondoil metodo contributivo è stato deciso dalla riforma Dini (Legge 8.8.1995, n. 335): (i) interamente retributivo per coloro che al 31.12.1995 avevano almeno 18 anni di contributi; (ii) misto per coloro che erano sotto questo limite; e (iii) interamente contributivo per coloro che hanno iniziato l’attività lavorativa dall’1.1.1996.

La riforma Fornero (Legge 22.12.2011, n. 214) lo ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, a coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, tutti relativamente anziani e ormai quasi tutti già in pensione.

Il terzo: dei 1.000 mld di risparmi pensionistici stimati da RGS al 2060 dalle 4 riforme dal 2004 (Maroni, 2004, la cui misura principale, lo ‘scalone’, fu abrogato da Damiano prima che andasse in vigore; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), al lordo dell’errata attribuzione delle norme (come conferma la professoressa Elsa Fornero nel suo ultimo libro), soltanto 350 (poi calati a 280 dopo i vari interventi legislativi) vengono ascritti alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045. Secondo Lei a chi vanno ascritti i residui 700 mld?[1]

Dall’analisi di RGS, risulta anche che il «pro-rata» contributivo introdotto dalla riforma Fornero fa risparmiare, a regime (2018), appena 200 milioni circa all’anno (su una quindicina di miliardi annui), che poi si riducono in breve fino a sparire.

Questo è il dato forse più clamoroso, poiché la vulgata è che la riforma Fornero abbia salvato i conti pensionistici sostituendo il metodo retributivo col contributivo.


Conclusione

Se ne deduce che la propaganda vittoriosa di Salvini della Lega Nord (che faceva parte del Governo Berlusconi ed ha approvato le pesanti e scandalosamente inique manovre correttive e la severa riforma Sacconi) e di Di Maio di M5S poggia su due BUFALE ormai mondiali. Con la differenza che il primo – al quale ho scritto due volte e contestatogli in diretta Radio1 - lo fa in malafede.

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire in futuro a contrastare la DISINFORMAZIONE generale sulle tre BUFALE mondiali (la terza è sulla BCE).

Cordiali saluti,

V.

__________________________


Note

[1] LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO https://www.amazon.it/dp/B07PBXVWRS



Destinatari:


MEDIAv

22/1/2019 16:38

(n. 50)v

(n. 50)

(n. 50)v


SITI ECONOMICI E PREVIDENZAv

(n. 50)v


PROFESSORI VARIv



**********




“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO”


VINCENZO BATTIPAGLIA

LE  TRE

PIU’  GRANDI

BUFALE

DEL XXI SECOLO

_______________________________________________­

1. La responsabilità della Grande Recessione

- Berlusconi vs Monti –

2. La Riforma delle pensioni più severa

- Sacconi vs Fornero -

3. Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE

- Draghi vs Yellen -

Prefazione di Carlo Clericetti

Commento di Elsa Fornero



***


“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO”


Io ritengo che chi voglia o debba esplicare un impegno civile, sindacale o politico, o approfondire per motivi di studio o di lavoro:

• le cause e le vere responsabilità – Berlusconi o Monti - della grave crisi economica italiana,

•  le ultime due severe Riforme delle pensioni - Sacconi e Fornero,

• i poteri-doveri statutari della BCE, che è il vero ganglio del sistema Euro, (in parte violati durante la crisi, con gravi conseguenze su una parte del popolo dellEurozona),

o semplicemente soddisfare il suo bisogno di corretta informazione in questi tre ambiti, e – non ultimo - capire la situazione politico-economica attuale, non possa fare a meno di conoscere fondatamente i dati, i fatti e le responsabilità relativi alla XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti).

Nel solco di un’opera di controinformazione che svolgo da sette anni, soprattutto attraverso il mio blog, oltre a lettere circolari inviate ai vari esperti, autori delle notizie false, e a numerosi destinatari per conoscenza, essi sono descritti, approfonditi e provati documentalmente – e spesso nominativamente - nel mio libro, appena pubblicato in Amazon, e smentiscono una vulgata che ha ingannato 60 milioni di Italiani, inclusi i professori universitari di Economia o Lavoro e Previdenza, gli esperti, enti terzi (INPS, RGS, UPB, ISTAT), e poi assunto una dimensione mondiale (OCSE, FMI, premi Nobel di Economia, giornali prestigiosi).

E’ proprio questo il nocciolo, e lo scopo, del libro: che anche un ragazzino, guardando i dati desumibili dai documenti ufficiali, ai quali mi sono fedelmente attenuto – come confermano Carlo Clericetti nella sua prefazione ed Elsa Fornero nel suo commento finale -, è in grado di capire che – detto sinteticamente in linguaggio calcistico - Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1 e Sacconi ha battuto Fornero per 2 a 1.

Eppure, ancora oggi 60 milioni di Italiani, inclusi i professori universitari, gli esperti, i giornalisti economici e previdenziali e perfino i politici legislatori e i loro ausiliari, oltre all’estero, sono (stati) convinti del contrario. Sembra incredibile, ma è proprio vero.

Grazie dell’attenzione.


“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO: La responsabilità della Grande Recessione – Berlusconi vs Monti. La Riforma delle pensioni più severa – Sacconi vs Fornero. Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE – Draghi vs Yellen.” (con prefazione di Carlo Clericetti e commento finale di Elsa Fornero).


Link all’edizione digitale, collegata con l’edizione cartacea (mercato italiano) https://www.amazon.it/dp/B07L3B5N5M


Link all’estratto dell’ebook http://amzn.eu/6vArubk


Presentazione del libro

Questo libro tratta tre temi importanti e attuali: “tre grandissime bufale”, che riguardano vicende di cui si parla continuamente, tanto sui media quanto nei talk show da parte sia di opinionisti che di economisti, e sono: chi ha fatto più “austerità” in politica economica in seguito alla crisi esplosa nel 2008: Berlusconi o Monti; a chi vada attribuita la riforma previdenziale più severa e incisiva: Sacconi o Fornero; e quale sia – o dovrebbe essere – il ruolo della Banca centrale europea: Draghi (BCE) versus Yellen (FED).
Si tratta di tre temi che hanno colpito più di altri l’attenzione e l’interesse del popolo italiano negli ultimi sette anni. E che, secondo l’autore, Vincenzo Battipaglia, che ha analizzato le fonti originarie delle leggi, delle prove documentali e dei dati, attenendovisi fedelmente (come confermano Carlo Clericetti, di «Repubblica», nella sua prefazione ed Elsa Fornero nel suo commento finale), registrano il maggiore iato tra la realtà e il percepito da parte:
- dei 60 milioni di Italiani; inclusi
- i cosiddetti esperti: studiosi e operatori di previdenza, sindacalisti, politici, ministri, parlamentari, giornalisti e docenti universitari di Diritto del Lavoro o di Economia, citati nominativamente nel libro adducendo le prove documentali (ad esempio, Mario Monti, Carlo Cottarelli e Alberto Bagnai); ed
- enti generalmente considerati terzi e attendibili (RGS, UPB, INPS, ISTAT).
E all’estero, da parte:
- di addetti ai lavori (inclusi premi Nobel di Economia, come Krugman e Stiglitz),
- di media prestigiosi (come il «Financial Times», «The Economist» e «Le Monde») e
- dei principali organismi economico-statistici internazionali (EUROSTAT, OCSE e FMI).
Tanto da costituire tre casi di scuola di disinformazione mondiale. Da qui il titolo: «LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO».
«Con questo libro–diario-denuncia di un cittadino-testimone, che vuole essere insieme pamphlet, saggio e manuale di scuola, cerco allora di fare un po’ di chiarezza su tre casi di studio emblematici della disinformazione di un popolo intero di ben 60 milioni di abitanti, oltre all’estero, che varrebbe la pena indagare a livello accademico, come suggerii l’anno scorso al professor Francesco Daveri, ordinario di Economia all’Università Cattolica, una delle vittime illustri della Prima Più Grande Bufala, che è oggetto del capitolo 1.»

«Il proposito di Vincenzo Battipaglia – scrive Clericetti - era di fare corretta informazione e sicuramente ha fatto un notevole lavoro di ricerca. Questo libro offre al lettore dati e documenti sulle materie trattate che in modo organico sarebbe difficile reperire altrove.» 



**********





Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012





Pubblico la seconda lettera che ho inviato sei giorni fa all’Osservatorio sui conti pubblici italiani, dell’Università Cattolica, diretto da Carlo Cottarelli. La prima riguardava la spesa pensionistica, questa seconda riguarda le manovre correttive della XVI legislatura e la responsabilità della recessione. In calce, riporto il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da: v

19/9/2018 17:52


ALL’OSSERVATORIO CPI

p.c. PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI


Spett. Osservatorio CPI,

Traggo dal Vostro articolo (senza data!) “L’andamento del debito dopo la stretta fiscale del 2012

Resta però il fatto che nel 2012 la politica fiscale è stata stretta in modo significativo, attraverso tagli di spesa e aumenti delle tasse pari a 2,4 per cento del Pil. […] La figura 3 riporta i risultati della simulazione. Il rapporto tra debito pubblico e Pil, in assenza della stretta operata da Monti, sarebbe cresciuto più rapidamente di quanto osservato, arrivando nel 2018 a 142,1 per cento (circa 11 punti percentuali al di sopra di quanto attualmente previsto per il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fine di quest’anno).

1. Innanzitutto, osservo che il 2,4% equivale a circa 40 mld, cioè il doppio dell’importo netto della prima manovra di Monti (DL 201/2011, L.214/2011, c.d. decreto “Salva-Italia”), che cifra 32 mld lordi (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi).

2. Quindi almeno la metà è di altri, cioè del governo Berlusconi precedente.

3. Ma vediamo meglio le cifre. Premetto che:

(i) le manovre da me esaminate hanno avuto attuazione anche prima e dopo il 2012;

(ii) l’impatto sul 2012 del primo DL del governo Monti è stimato da RGS in 20,2 mld (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Note-brevi/La-manovra-di-FP/2011-2014/Le_manovre_di_finanza_pubblica_del_2011.pdf  pag. 5, tav. 11); ma

(iii) nel 2012 si sono concretizzate anche le precedenti misure di Berlusconi contenute in ben tre DL mastodontici, molto maggiori, singolarmente, del primo DL di Monti: il DL 78/2010, L. 122/2010, di 62 mld cumulati; il DL 98/2011, L. 111/2011, di 80 mld cumulati (pag. 2, tav. 4); e il DL 138/2011, L. 148/2011 (pag. 2, tav. 5), di 65 mld cumulati, per un totale di 207 mld cumulati per il quadriennio 2011-2014 (contro 62 mld delle due manovre di Monti), per un ammontare rispettivo stimato da RGS in 12, 5 (attribuisco il 50% dell’importo di 24,9 mld che è il totale non cumulato del DL 78/2010 a valere per il biennio 2011-2012), 5,5 e 22,7 mld, pari a un totale di 40,7 mld; solo per info (salvo approfondimento), aggiungo che dalla relazione del Servizio Studi – Dipartimento Bilancio della Camera dei Deputati, risulta per il DL 78/2010 (L. 122/2010) un importo di manovra netta per gli anni dal 2010 al 2013 (in milioni), rispettivamente, di 108, 14.312, 24.952 e 23.985, cioè l'impatto sul 2012 è stimato in 25 mld, maggiore da solo del primo DL Monti.


Saldo netto da finanziare

2010

2011

2012

2013

Risorse





Minori spese correnti

264,5

9.413,4

13.362,9

13.724,9

Minori spese in conto capitale

0,0

1.613,0

1.395,0

1.571,0

Maggiori entrate

848,0

7.835,3

11.671,7

9.359,8

Impieghi





Maggiori spese correnti

984,5

1.911,1

532,3

150,0

Maggiori spese in conto capitale

20,0

320,0

320,0

320,0

Minori entrate

0,0

2.318,4

624,5

200,2






Totale risorse (manovra lorda)

1.112,5

18.861,7

26.429,6

24.655,7

Totale impieghi (misure espansive)

1.004,5

4.549,5

1.476,8

670,2

Manovra netta

108,0

14.312,2

24.952,8

23.985,5

4. Sulla base dei documenti citati, perciò, si può ipotizzare che le misure del governo Berlusconi abbiano avuto un impatto sul 2012 almeno doppio di quelle del governo Monti, per cui ne discende che a quest’ultimo si possono attribuire al massimo 1/3 dei 40 mld iniziali, e cioè 13 mld.

5. Inoltre, va anche considerato che le entrate del primo DL Monti (DL 201/2011-“Salva-Italia”) sono ascrivibili per 23,7 mld all’IMU, ma 4 mld sono relativi all’IMU sulla casa principale, poi abolita (http://www.tesoro.it/primo-piano/article_0101.html).

6. Successivamente, ho trovato in Rete questo video, in cui il professor Cottarelli, soltanto a mo’ di inciso (“peraltro con misure per metà introdotte dal governo Berlusconi”), afferma che la metà dell’importo relativo al 2,4% è stato deciso dal governo precedente. Il video è del quotidiano online Affari Italiani, che ha titolato così:

Debito-Pil, Cottarelli: "Se Monti non avesse contenuto il deficit, il debito sarebbe aumentato"

Sabato, 30 giugno 2018 - 12:29:56

Anche gli altri media hanno titolato nello stesso modo, citando soltanto Monti.

Cioè, come sta succedendo da sette anni, i media - anche perché fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte, volutamente false - hanno completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA che il mastodontico consolidamento fiscale e la recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure severe della riforma Sacconi; come ho già avuto modo di segnalare nel gennaio scorso al professor Cottarelli sia per le manovre che per le pensioni, il quale molto stranamente (forse perché era afflitto da influenza) mi ribatté che non interessa chi l’ha fatto esattamente (sic!).

7. Conclusione. Sorprende e spiace, pertanto, che alimentiate la diffusione di notizie false o fake news o BUFALE sul governo Monti, che (come sulla riforma delle pensioni Fornero) in Italia hanno fatto (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all’estero. Per cui, in conclusione, mi permetto di invitarVi - e di reiterare il mio invito al professor Cottarelli - di dedicare finalmente la Vostra/sua analisi al governo Berlusconi, che ha varato il quadruplo delle manovre correttive del governo Monti, ed a pubblicizzarlo adeguatamente, tenendo conto della superficialità dei media, irretiti dalla DISINFORMAZIONE propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi – pare – tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti, lasciando stare per un po’ il povero, sopravvalutato, ‘diffamato’ governo Monti-Fornero.

Cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mldhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

(cifre analoghe sono riportate da altre fonti, in linea con quelle di RGS e Servizio Studi della Camera dei Deputati).

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


PPS:

E-mail collegata:

Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli



Destinatari:


19/09/2018  17:52

(n. 50)


19/09/2018  19:02

(n. 50) 


19/9/2018 19:11

(n. 47)


19/9/2018 19:12

(n. 50)


19/09/2018 19:14