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Riformismo vs liberismo


Salvare il liberismo dai liberisti (ideologici)

–di Carlo Calenda  -  20 dicembre 2016


Mi posso senz’altro sbagliare, ma constato che forse non è un caso che, eliminata (per il momento) la presenza ingombrante del liberista Renzi, sotto la cui Presidenza del Consiglio si è consumata la scelta poco lungimirante di far cadere la nostra strategica TELECOM dalla padella spagnola alla brace francese,[1] il ministro del MISE Carlo Calenda mostri una volontà interventista negli assetti dei cosiddetti campioni nazionali, come avviene, in grado ben maggiore, fin dalla nascita dell’Unione europea, in Francia o in Germania.


Ci sono - lo spiegava anche Adam Smith 250 anni fa - essenzialmente tre ideologie economiche: quella liberista, quella statalista e quella intermedia, cosiddetta mista. Tutte le altre sono derivazioni di queste.

Da riformista, io sono favorevole alla terza, che assegna allo Stato un compito di programmazione economica, ormai obnubilata, obliterata quasi completamente dal quarantennio di esistenza dell'Unione europea a trazione ordoliberista, interpretata dai nostri governanti in maniera ottusa ed autolesionistica, e perciò occorre fare i conti con la mentalità imperante che vede lo Stato quasi esclusivamente come un soggetto inefficiente e corrotto.


Anche il riformista Romano Prodi (non tragga in inganno la dismissione dell'IRI, che fu una decisione politica italiana ed europea susseguente al Trattato di Maastricht, che l'allora tecnico Prodi eseguì[2]) sostiene da molto tempo la necessità di una politica industriale nel quadro dell'attuazione di una politica economica autenticamente di sinistra. Vincendo le terribili resistenze "culturali" che allignano, non tanto nelle file dei ricchi - che è normale -, quanto nella maggioranza del popolo, che normale non è. Rilevo, infatti, da diversi anni il paradosso (constatato recentemente in un suo articolo proprio da Romano Prodi[3]) che sono i poveri ad opporsi autolesionisticamente ad una politica autenticamente riformista, o a sostenere, come scriveva Einstein nel suo carteggio con Freud, politiche che vanno contro il proprio interesse (cfr. "Perché la guerra?").[4]
Questa renitenza culturale è, a ben vedere, insieme, lo specchio della natura profondamente conservatrice dell'elettorato italiano e il più grosso ostacolo alla sua maturazione in senso socialdemocratico (nella sua accezione europea, in particolare scandinava).


Dei tre principali partiti (PD, M5S e FI), il PD (fusione di ex comunisti ed ex democristiani di sinistra), superata la torsione destrorsa impressa da Renzi, dovrebbe essere ascrivibile “naturalmente” al campo riformista. Per M5S, il discorso è più complesso. Io non voto per M5S, ma sono molto interessato all'evolversi della situazione di M5S, date le implicazioni future in termini di possibili alleanze, a condizione che il buffone ignorante ed il suo nuovo socio provvedano a modificare il loro statuto, che le vieta. Ma nutro, in ogni caso, qualche dubbio sulla effettiva volontà di M5S di voler perseguire obiettivi riformisti, il che in soldoni significa, da una parte, affermare il ruolo dello Stato in economia; e, dall'altra, aumentare le tasse sui ricchi da investire in settori mirati (investimenti e welfare) e fare redistribuzione. E li nutro sulla base di una scelta concreta passata di M5S, cioè di espungere dalle coperture, nella seconda versione della loro proposta di legge sul reddito di cittadinanza, un'imposta patrimoniale, che invece era prevista nella prima versione.[5] Ed è proprio sull'imposta patrimoniale sui ricchi (il decile o la metà del decile più ricco)anche per un fatto di semplice equità vista la loro scarsa partecipazione al mastodontico risanamento dei conti pubblici effettuato nella scorsa legislatura (4/5 da Berlusconi, pari a 267 mld cumulati, in maniera scandalosamente iniqua, ed 1/5 da Monti, pari a 63 mld, in modo più equo)che, secondo me, si parrà la nobilitade di un qualunque partito che si dichiari riformista.


In definitiva, il succo che va estratto dal mio commento e dall’articolo del prof. Prodi è il seguente: (a) la sinistra deve fare la sinistra, non copiare – come è successo negli ultimi 25 anni - la destra; e (b) i poveri devono smettere l’abitudine masochistica plurimillenaria di fare AMMUINA e di difendere l’interesse dei ricchi, e fare il loro, che CON-FLIG-GE con quello dei ricchi.


[1] Telecom


[2] Un’illustrazione molto critica di Nino Galloni


[3] I riformisti possono tornare a vincere solo se ritrovano le loro radici
L’onda anti-sistema – I riformisti ritrovino la bussola (e gli elettori)
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2016
http://www.romanoprodi.it/strillo/i-riformisti-possono-tornare-a-vincere-solo-se-ritrovano-le-loro-radici_13674.html


[4] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi


[5] Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S


Appendice


Prodi ha le sue idee, che di solito condivido. Fanno eccezione: (1) il giudizio molto positivo su Draghi (gli ho anche scritto e francamente ho trovato la sua risposta insoddisfacente) e (2) il sì al referendum costituzionale, ma su questo ha detto che la riforma faceva schifo ma che la votava per altri motivi (che ha spiegato).

Sulla questione dell’ingresso nell’Euro, ho trovato questa incoerenza tra quanto Prodi afferma sulla stupidità della regola del 3% (fissata dal Trattato di Maastricht, del febbraio 1992, assieme all’adozione dell’Euro come moneta unica, firmatario il ministro del Tesoro Guido Carli del VII Governo Andreotti) e l’accettazione dei Regolamenti 1466 e 1467 che rendono più stringente quella regola, approvati il 17 giugno del 1997 da parte del Ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi del I Governo Prodi (poi sostituiti, prima, dal Reg. 1175/2011 e, poi, nel 2012, dal fiscal compact). Vedi questa ricostruzione (severa e insinuante nei riguardi di Prodi):

L’ingresso dell’Italia nell’euro: è stato veramente un golpe?

04/11/2015 - Simone Nastasi

PS: Quando allego un documento, non vuol dire necessariamente che ne condivido le tesi.


La risposta, credo, la dà questo lungo e interessante documento di analisi dei due regolamenti e del fiscal compact, del Prof. Giuseppe Guarino, laddove scrive: “L’adesione al regolamento fu formalmente volontaria. Sostanzialmente, almeno per alcuni degli Stati membri, coatta. Ottenere consensi formalmente volontari, sostanzialmente coatti, è un metodo che anche in seguito sarebbe stato praticato”. (pag. 11)

NB: Al termine del par. 31, pag. 18, c’è un “non” di troppo. Al par. 72, “Gli obiettivi fondamentali sono enunciati all’art. 2, n. 3” va corretto in “art. 3, n. 3”.


Per chi vuole confrontare quanto scrive Giuseppe Guarino col testo del Trattato di Lisbona (TUE e TFUE), allego:

Trattato di Lisbona

Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013)


Segnalo, perché contiene considerazioni sulla politica monetaria della BCE:


Lectio magistralis in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Scienze Statistiche per le Decisioni

Università degli Studi di Napoli Federico II

Modelli e metodi quantitativi per le decisioni di politica monetaria: limiti e nuove prospettive

 Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia

Napoli, 19 dicembre 2016



Post e articolo collegati:


Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?


Il governo corre ai ripari: fermare i francesi con Telecom

Cdp nel capitale dell’azienda di Tlc per bloccarne la vendita a Orange e costringere il finanziere bretone a trattare su Mediaset e Generali

FRANCESCO BEI

Pubblicato il 23/12/2016



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Referendum costituzionale, il NO vince col 59% contro il 41% del SI’ e riapre i giochi politici


  

Dalle elezioni europee[1] non voto più PD. Io ho sostenuto il NO nel Referendum,[2] non solo per difendere la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza dalle grinfie dei miliardari, dei ricchi, dei media controllati dai predetti, dei conservatori potenti alla Juncker, dei reazionari potenti alla Schaeuble, nonché dei loro milioni di UTILI IDIOTI, come Renzi; ma anche per cacciare il contaballe seriale sleale e traditore del mandato elettorale Renzi, per sostituirlo con uno di sinistra riformista del PD (inclusi gli ex), tenendo conto del voto e del programma del 2013 (della sinistra riformista, fanno parte o facevano parte, ad esempio, Pier Luigi Bersani, Enrico Rossi, Alfredo D'Attorre).

Rammento un fatto che sembra essere dimenticato da quasi tutti: tutti i parlamentari del PD (maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato), inclusi i renziani, alcuni dei quali inseriti addirittura nel listino bloccato di Bersani (Bonafè, Boschi, Bonifazi e Lotti),[3] sono stati eletti con Bersani segretario e candidato informale a PdC, in coalizione con SEL, PSI e Centro Democratico, col programma di Csx “Italia bene comune”. Renzi non era neppure candidato. 

Ora Renzi ha perso e si dimette; Napolitano, che rifiutò il mandato pieno a Bersani, non c'è più; nulla impedisce di rispettare il mandato elettorale, anzi sarebbe doveroso. 

Bersani rifiutò, per coerenza, l'alleanza col pregiudicato Berlusconi, non c'era ancora NCD, quindi anche nel Cdx il quadro è mutato. 

La non disponibilità di M5S era obbligata, determinata dal divieto statutario di allearsi con chicchessia; Grillo era eterodiretto da Casaleggio - contrario a qualunque alleanza -, che ora è morto; nulla dovrebbe impedire, tranne lo statuto, di mutare la strategia.

Premesso questo, dunque si riaprono i giochi, che possono sfociare in uno dei seguenti esiti (i nomi sono meramente indicativi): 

1. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi che tenga anche conto dell'esito del referendum, stessa alleanza PD-NCD fino alla fine della legislatura. 

2. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi (ad esempio, Enrico Rossi o D'Attorre, che ha espresso recentemente una critica ragionata severa verso gli squilibri strutturali dell'Euro[4]) e alleanza con M5S. 

3. Governo tecnico per approvare la legge elettorale ed elezioni politiche nel 2017.


Elemento importante da considerare è se Renzi rimane segretario del PD,[5] partito che conserva la maggioranza parlamentare. Io mi auguro che si dimetta anche da segretario.

Altro elemento da valutare è che M5S dovrebbe cercare un leader, anche esterno, un poco meglio del buffone ignorante Grillo. E, se non lo hanno ancora fatto, provvedere urgentemente a modificare il loro statuto, che vieta alleanze.

La politica è un mestiere nobile e difficile, bisogna esserci portati. E fare il PdC è come la Formula1, alla portata di pochissimi, capaci anche di fare una buona squadra.

I politici mediocri - vedete Berlusconi o Renzi - si scelgono immancabilmente collaboratori mediocri. La situazione dell'Italia è ancora difficile, non ce lo possiamo permettere.

In un’ipotesi ideale, essendo il galantuomo Bersani usurato, io tifo, come prima scelta, per Alfredo D’Attorre, anche per la sua consapevolezza della necessità di ridefinire i vincoli europei;[6] in subordine, in un’ipotesi più concreta, per Enrico Rossi.


[1] Analisi quali-quantitative/29 - Elezioni Europee 2014


[2] Referendum, vince il No con il 59%. Sì al 41%. Renzi si dimette. Affluenza al 68%

Domenica 4 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2016 07:41


[3] VERSO LE URNE. Liste Pd, Bersani fa la parte del leone

Roberta D'Angelo sabato 5 gennaio 2013


[4] Noi di sinistra dobbiamo chiedere scusa per l’euro

Alfredo D'Attorre

Il Fatto Quotidiano 26.10.'16


[5] PD, metamorfosi incipiente di un partito


[6] Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi



Articoli collegati:


Risultati Referendum Costituzionale 2016

Riepilogo (Italia + estero)

Abitanti / Elettori: 65.138.790 / 50.773.284

63.169 sezioni su 63.169 (100%)

Ultimo aggiornamento: 05 dicembre 2016 ore 07:26

Sì 40,9%

13.432.208 voti

No 59,1%

19.419.507 voti


Schede bianche: 83.417

Schede nulle: 209.025

Schede contestate: 1.761

Affluenza: 65,5%

(a chiusura delle operazioni)


Analisi del voto
http://www.lastampa.it/2016/12/06/italia/speciali/referendum-2016/fuga-dai-partiti-i-pi-leali-sono-gli-elettori-ms-oCjo487rh17LysCUISmQAO/pagina.html 


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http://vincesko.blogspot.com/2016/12/referendum-costituzionale-il-no-vince.html  


Degli errori, della paura e della conservazione in un articolo sulle elezioni comunali 2016 a Roma


PERCHÉ A ROMA LO SFIDANTE DI VIRGINIA RAGGI HA PERSO COSÌ MALE

FABIO SALAMIDA  -  21 giugno 2016



Citazione1: “e no, non la chiamerò mai “sindaca” perché è orribile”.

Rifiuto… conservativo. Non c’è nessuna motivazione linguistica, ma solo culturale (http://www.accademiadellacrusca.it/it/tema-del-mese/infermiera-s-ingegnera).

Citazione2: “agevolate da quella follia che è il voto di preferenza, grande cancro della politica italiana e fonte costante di corruzione”.

Opinione… conservativa, basata sulla paura: a) la corruzione è consustanziale alla vita: b) le elezioni primarie sono basate sulla preferenza (rigorosamente al singolare, come sancì il referendum del 1991[1]); e c) sostanzialmente stessa cosa per le elezioni basate su collegi uninominali.

Citazione3: “Ignazio Marino, Stefano Esposito”.

Ne so poco, ma mi sembrano anch’essi dei giudizi… conservativi…[2] Certo, la responsabilità prevalente è della politica (per quel che fa o non fa in tema di famiglia, di scuola, di urbanistica), ma io ho abitato nelle periferie (a Napoli, ce ne sono anche al Centro), e francamente non assolverei le periferie, dove ci sono anche brave persone, ma dove spesso si annida il peggio del peggio.

Citazione4: “Qualcuno, tra cui il sottoscritto, in quelle ore faceva sommessamente notare che forse si sarebbe dovuto centrare di più la campagna sul candidato e sulle sue proposte”.

Completamente d’accordo. E’ un errore da dilettanti. Lo si insegna nei corsi di vendita per principianti. Peraltro il PD è recidivo (Bersani, lo smacchiatore di giaguari). [1]

Citazione5: “Ciliegina sulla torta, il call center improvvisato in diretta facebook con il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, per convincere gli indecisi”.

Me ne intendo un po’ e lo giudico l’errore più marchiano: la voce della Boschi (la voce è la spia fedele della personalità) è del tutto inadatta al telemarketing.[2]

Citazione6: “Roberto Giachetti, una persona per bene e forse non così empatica come qualcuno sperava”.

Empatico Giachetti? A me sembra un ossimoro.



[1] Referendum abrogativo del 1991 in Italia


[2] Ignazio Marino vs Matteo Renzi


L’errore del sindaco Ignazio Marino


[3] Matteo Richetti critica la gestione renziana del PD

PS: Per motivare il mio giudizio negativo su Stefano Di Traglia, do un'informazione tecnica. Un qualunque bravo venditore sa che una delle regole fondamentali della comunicazione di vendita è quello di non basare il messaggio sulle cattive qualità dei concorrenti (che anzi si consiglia di non menzionare neppure), ma esclusivamente sulle qualità del proprio prodotto-servizio. Il presentarsi di Bersani, quasi ossessivamente, come "smacchiatore del giaguaro" contraddice clamorosamente quella regola basilare. Ora, delle due l'una: o è stato l'esperto (fino a prova contraria) Di Traglia a suggerire a Bersani di caratterizzare in quel modo il suo messaggio di propaganda politico-elettorale, e quindi è stato lui il responsabile diretto del fallimento; o è stato l'ignorante (in senso tecnico) Bersani a intestardirsi a veicolare ostinatamente quel messaggio palesemente, almeno agli occhi di un esperto, sbagliato, ma anche in questo caso Di Traglia resta secondo me il responsabile del fallimento, poiché né ha persuaso Bersani a mutare la strategia comunicativa errata, né se ne è dissociato rassegnando le dimissioni. […]


[4] Maria Elena Boschi, analisi di una ministra mezza bugiarda



Articolo collegato:


DI BALLOTTAGGI E ALTRI DISASTRI

21 giugno 2016

http://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/di-ballottaggi-e-altri-disastri/



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Bersani con cattiveria all’attacco di Renzi


FUOCO AMICO

Bersani, ‘Renzi pensa ai suoi amici capitalisti e non agli italiani’

‘Abbiamo perso pezzi di industria, mancano milioni di posti di lavoro’


Bersani: “Pensiamo ai 6 milioni di posti di lavoro che mancano e poi al voto di ottobre”

L’ex segretario del Pd spiega al premier che non può dimenticare l’economia e pensare solo al referendum. Intervista di Giorgio Meletti, Il Fatto Quotidiano

Pubblicato il 27 maggio 2016 in Partito



Le ultime dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su Renzi sono state pesantissime ed hanno prodotto, da una parte, un nutrito dibattito in rete, e, dall’altra, una reazione tiepida, anzi fredda, del resto della minoranza PD (Cuperlo e Speranza), che non se la sono sentita di seguire Bersani, rischiando di superare il punto di non ritorno che li avrebbe portati alla scissione.

Constato che troppo tardi il gentiluomo Bersani ha forse capito che una congrua dose di “cattiveria” è un elemento fondamentale di un leader politico, come gli avevo suggerito nel 2010:

“una leadership che negli ultimi due mesi è visibilmente cresciuta”

E’ vero, ma il miglioramento di Bersani non è soltanto degli ultimi 2 mesi, ma è stato un crescendo negli ultimi 2 anni, soprattutto in fatto di determinazione (io uso definirla "cattiveria", che in “PD-Obama” gli “suggerivo” 2 anni fa, con scandalo di qualche anima pia), che poi piano piano, mettendo gradualmente la sordina alla sua bonomia caratteriale, ha anche di conseguenza migliorato l'efficacia delle sue "performance" comunicative. (Cfr. L’esito fausto delle elezioni primarie del Centrosinistra).


La questione Bersani-Renzi è abbastanza chiara. Provo allora a spiegarla come la vedo io, nel merito e seguendo il filo delle critiche di Bersani a Renzi, in sintesi ma compiutamente, ché posso ulteriormente motivare quasi punto per punto (avendo tempo, ho scritto decine di articoli nel mio blog e centinaia di commenti in giro per il web).

Innanzitutto, dico che io non condivido la scelta del galantuomo Bersani di non lasciare il PD del destrorso Renzi, e di limitarsi a denunciare, stando all'interno del partito, che Renzi, essendo un destrorso, ha sposato ovviamente gli interessi dei Marchionne e degli Squinzi; ed essendo - pare - un massone, ha sposato gli interessi dell'élite finanziaria che gravita nei - e attorno ai - consessi latomistici; ed essendo un contaballe contrabbanda la misera e del tutto insufficiente flessibilità ottenuta dall’UE per un grosso e risolutivo successo; ed essendo un Edipo nato e pasciuto ha un'irrefrenabile pulsione a... rottamare chi gli si oppone; ed essendo sveglio e tosto ma di mediocre visione è incapace di erigere un piano con contenuti e respiro strategico.

Anche se - va detto - egli fece errori gravi nella gestione della campagna elettorale, che gli fecero perdere - pare - il 5% dei voti nell'ultima settimana prima delle elezioni, gli elettori non bocciarono Bersani, ma egli per coerenza con se stesso rifiutò di allearsi col pregiudicato Berlusconi e così, stante il divieto statutario di M5S di allearsi con chicchessia, rinunciò alla sua legittima ambizione di diventare PdC.

Che però ora gli dà almeno il diritto di dire la sua e criticare - oggettivamente, nel merito! - gli errori e le carenze delle scelte (o non scelte) di Renzi.

Lo spregiudicato Renzi non ebbe alcuna remora, invece, prima a defenestrare slealmente il debole Letta e poi ad allearsi col pregiudicato predetto per diventare, mai votato da nessuno, PdC e governare grazie ai voti guadagnati dalla coalizione di Bersani: alla Camera 345 seggi su 630, e una maggioranza relativa al Senato (cfr. http://www.ilpost.it/2013/02/26/seggi-camera-senato-elezioni-2013/), facendo per giunta cose spesso opposte al programma (“Italia bene comune”) su cui il PD ha preso i voti, incluso il mio, tradendo così il rapporto di lealtà col proprio elettorato.


Ad una disamina non superficiale dei provvedimenti del governo Renzi, c'è ben altro che il c.d. Jobs Act. Occorrerebbe a) quantificare la distribuzione dei pesi e dei vantaggi per le classi e i ceti di ciò che ha fatto e soprattutto di ciò che non ha fatto il governo dei due massoni Renzi-Padoan; e b) esaminare le differenze tra il programma elettorale col quale il PD (candidato Bersani) ha chiesto e ottenuto il voto e vinto - checché se ne dica - le elezioni e i provvedimenti di legge adottati dal governo Renzi.

Sotto entrambi i profili, con qualche eccezione per un paio di misure iniziali di Renzi, il bilancio è impietoso, e una persona onesta come Bersani, che per coerenza rifiutò l'alleanza con il pregiudicato Berlusconi e rinunciò così alla sua legittima aspirazione a diventare PdC, ha non solo il diritto ma anche il dovere di chiederne conto allo spregiudicato, sleale e destrorso Renzi.


***


Sul costo delle decontribuzioni (a favore degli imprenditori) e sui loro effetti, ecco una stima:


Il Jobs Act e il costo della nuova occupazione: una stima

Marta Fana e Michele Raitano 4 maggio 2016

Marta Fana e Michele Raitano si propongono di stimare quanto inciderà sul bilancio pubblico la decontribuzione sul costo del lavoro prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015. A questo scopo, essi formulano diverse ipotesi su variabili rilevanti fini del calcolo, come la durata media dei nuovi contratti e la distribuzione delle retribuzioni. La conclusione alla quale giungono è che il costo lordo per il bilancio pubblico nel triennio di sgravio oscillerà, a seconda delle ipotesi, tra i 22 e i 14 miliardi.


Sugli effetti delle cosiddette riforme strutturali, ecco un’analisi:


SONO LE RIFORME STRUTTURALI LA VERA SOLUZIONE?

Amedeo Panci 27 maggio 2016


Su uno dei modi in cui si estrinseca la cattiveria di Renzi, infine, ecco il giudizio di un esperto:


Marcello Foa sulle minacce di Renzi ai giornalisti (dal minuto 36:30 circa)



Post e articoli collegati:


Caro Pier Luigi Bersani


Bersani vs Renzi



1. Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso


2. Bersani vs Renzi, il competente e onesto segretario gentiluomo e lo sfidante coraggioso e tosto


3. Il tappo gerontocratico al naturale, fisiologico, salutare ricambio generazionale


4. I 700+1 conservatori dello status quo


5. Se vince Renzi…


6. Il probabile effetto-valanga della ‘rottamazione’ renziana


7. Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?


8. Tra Bersani e Renzi il gioco si fa duro


9. L’esito fausto delle elezioni primarie del Centrosinistra


RITRATTO

La metamorfosi di Pier Luigi Bersani: il mite ex segratario Pd ora è una furia

Chiede di abbassare i toni e di modificare l’Italicum. Si indigna, si dice stupito. E anche se i renziani non gli concedono nulla, l'esponente della minoranza dem non molla

DI LUCA SAPPINO

27 maggio 2016



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permalink | inviato da magnagrecia il 29/5/2016 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Matteo Richetti critica la gestione renziana del PD

 
“Rottamazione fallita, il Pd è senza identità. Renzi deve ascoltarci”
Richetti chiede un cambio di passo nella gestione del partito
FRANCESCA SCHIANCHI
19/11/2015
http://www.lastampa.it/2015/11/19/italia/cronache/rottamazione-fallita-il-pd-senza-identit-renzi-deve-ascoltarci-IFeRQqkhGxUqUAIW7egfoJ/pagina.html

 

Questo articolo, che ai miei occhi costituisce una buona notizia, merita un commento articolato.

1. Matteo Richetti conferma il mio giudizio positivo che espressi su di lui qualche anno fa quando lo ascoltai per la prima volta alla Leopolda.

2. In un Paese gerontocratico e bloccato come l’Italia, la rottamazione era più che necessaria. E’ che, come è stato già scritto da parecchi, è stata molto parziale ed ha alimentato il trasformismo degli opportunisti.

3. Il giudizio severo di Richetti svela plasticamente i limiti evidenti del contaballe Edipo-Renzi come leader di un partito di Csx.

4. A mio avviso, un leader va giudicato anche dalla qualità dei suoi collaboratori: quelli di Renzi sono mediocri, vuoi per limiti personali oggettivi, vuoi per la loro clamorosa propensione a sposare acriticamente le tesi del capo. Fa eccezione – come si vede - Richetti.

5. Infine, per me c’era – c’è - un abisso, sotto il profilo della competenza, tra il gentiluomo Bersani e il tosto Renzi. Ma anche l’ottimo Bersani aveva due limiti: il maggiore dei quali era la sua carente capacità comunicativa, che è stata la sua principale, forse unica, defaillance, con l'esito negativo che sappiamo (nell’ultima settimana prima del voto, il PD perse ben 5 punti percentuali); ed il minore dei quali, ma complementare, quello di scegliere male e sopravvalutare i suoi collaboratori, vedi la sua indicazione della Fornero come possibile sua ministra e della Finocchiaro come PdR o non so che cosa, e, soprattutto, come fu nella scelta di Stefano Di Traglia a responsabile della comunicazione del PD in tutto il percorso del Segretario Bersani, il quale sbagliò la campagna comunicativa elettorale, oltre che per la sua bonomia caratteriale, appunto la sua carente capacità comunicativa e la sua idiosincrasia alle bugie, per responsabilità dei suoi consulenti alla comunicazione, in primis Di Traglia.


Post scriptum

Per motivare il mio giudizio negativo su Stefano Di Traglia, do un'informazione tecnica. Un qualunque bravo venditore sa che una delle regole fondamentali della comunicazione di vendita è quello di non basare il messaggio sulle cattive qualità dei concorrenti (che anzi si consiglia di non menzionare neppure), ma esclusivamente sulle qualità del proprio prodotto-servizio. Il presentarsi di Bersani, quasi ossessivamente, come "smacchiatore del giaguaro" contraddice clamorosamente quella regola basilare. Ora, delle due l'una: o è stato l'esperto (fino a prova contraria) Di Traglia a suggerire a Bersani di caratterizzare in quel modo il suo messaggio di propaganda politico-elettorale, e quindi è stato lui il responsabile diretto del fallimento; o è stato l'ignorante (in senso tecnico) Bersani a intestardirsi a veicolare ostinatamente quel messaggio palesemente, almeno agli occhi di un esperto, sbagliato, ma anche in questo caso Di Traglia resta secondo me il responsabile del fallimento, poiché né ha persuaso Bersani a mutare la strategia comunicativa errata, né se ne è dissociato rassegnando le dimissioni.

 
 
Appendice
 
Per quel che vale, provo a indicare una strategia comunicativa elettorale più efficace.
Ho frequentato per tre anni il forum del Partito Democratico PDNetwork (ora non più attivo, anche perché era affollato di paranoici lamentosi), nel quale la RedazioneWeb del PD provvedeva a pubblicare, oltre a quelli di noi frequentatori, contributi dei dirigenti e dei parlamentari del PD, che noi commentavamo. Tra questi, questo videomessaggio di Pier Luigi Bersani:

Governeremo per tutti, al servizio del Paese e dei cittadini (Videomessaggio)
contributo inviato da pierluigi bersani il 21 maggio 2011
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2646634

in calce al quale pubblicai il seguente commento:

 commento di magnagrecia inviato il 23 maggio 2011
La crisi economica ed occupazionale è e sarà dura e lunga (almeno 15 anni), perché riflette il riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere in ambito planetario. Occorre finanziare l’indispensabile crescita e gli altrettanto indispensabili ammortizzatori sociali universali.
Dove si prendono le risorse?
Nella lettera di PDnetwork (Lettera PDnetwork), le proposte riguardavano:
- Piano di sviluppo economico ed occupazionale;
- Reddito di cittadinanza universale;
- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari, facendolo costare di più di quello stabile;
- Sgravio fiscale sul lavoro e sulle imprese;
- Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare;
- Questione femminile, Rivoluzione culturale e Mezzogiorno (obiettivi strettamente intrecciati).
Prendendo i soldi, tra l’altro, da:
- taglio selezionato della spesa pubblica relativa all'apparato burocratico[Nota 13], per gli armamenti [14] e la politica [15].
- un maggior onere delle classi agiate:
• reintroduzione dell'ICI sulla prima casa di proprietà dei ricchi e degli abbienti [16];
• aumento della aliquota sulle rendite finanziarie (eventualmente, esclusi i BOT);
• imposta pluriennale di scopo sui ricchi ed i ricchissimi.
Due domande a Pierluigi Bersani: 1) Questo silenzio della sinistra sui costi della politica fa guadagnare o perdere voti? 2) Il PD prenderà l’iniziativa o andrà al traino del M5S?
Sui costi della politica silenzio a sinistra
 

Ho poi sviluppato queste proposte concentrandomi su queste sei:

Tre Misure tattiche

1. Il reddito minimo garantito (Rmg);

2. le norme sul lavoro precario, facendolo costare più di quello stabile;

3. un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità;

Tre misure strategiche

4. Pubblica Amministrazione;

5) Questione femminile;

6) Tutela del territorio.

Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sei-misure-da-adottare-contro-la-crisi.html
 

Trasfusi queste proposte elaborate analiticamente nella Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD, segnatamente le prime tre, in numerosi commenti in PDNetwork.

Non so se fu anche grazie a questo bombardamento, ma sta di fatto che il Segretario Bersani, in varie occasioni pubbliche, parlò sia del reddito minimo garantito che di un piano casa come misure prioritarie, mentre il lavoro precario era un tema del discorso pubblico dell’intero PD.

Oggetto:         Bersani: serve salario minimo garantito
Da:      info@mailservices.pdnetwork.it 
Data:   21/09/2010 17:30
Care democratiche, cari democratici
ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ai microfoni del Tg1, ha lanciato l’idea di introdurre "un salario minimo garantito per legge". Una proposta concreta per aiutare tutti coloro che lottano contro la crisi e per i quali non esiste un contratto nazionale di lavoro.
 

Il segretario Bersani, intervistato nel febbraio 2011 da Rainews, affermò che le 2 principali priorità erano il lavoro e la casa.
 
Mercoledì scorso, su Rainews24, nella trasmissione settimanale di approfondimento politico, è stato trasmesso un servizio da Bologna (cfr. Pierluigi Bersani protagonista di “Voglio chiedere a Pier Luigi Bersani…”, dibattito condotto da Patrizio Roversi - Librerie Coop Ambasciatori – via Orefici, 19)
http://beta.partitodemocratico.it/doc/203664/bersani-a-imola-e-bologna.htm
A una domanda della giornalista di Rainews sul programma del PD, Pierluigi Bersani ha elencato tre punti-obiettivo; il terzo non lo rammento, ma i primi due sono stati:
1°  il precariato;
2°  la casa.
So che la Lettera di PDnetwork l’ha sicuramente ricevuta, perché, non riuscendo io ad avere dopo 20 giorni il riscontro dell’invio da parte della RedazioneWeb, ho contattato la Segreteria Nazionale, ho parlato con la segretaria e gliel’ho inviata personalmente.
Ed allora, nell’ascoltarlo, mi sono legittimamente chiesto se quei due obiettivi, semplici, precisi, concreti, sicuramente di sinistra, perché mirati ai ceti e alle categorie più deboli – diversi milioni di persone, se si considerano tutte le famiglie coinvolte – gli fossero stati suggeriti proprio dalla lettura della Lettera di PDnetwork, perché essi sono proprio i primi due punti contenuti nella Lettera (il reddito di cittadinanza universale è un obiettivo che comporta un costo notevolissimo, ma è parte integrante, imprescindibilmente complementare del problema del precariato). Il terzo riguarda la questione femminile, d’altronde strettamente intrecciata col problema della disoccupazione e del precariato, soprattutto al Sud.
 
E concludevo così:

In conclusione, penso si possa convenire tutti sull’opportunità di elaborare e presentare un programma snello, basato su pochi (diciamo cinque), chiari, concreti e qualificanti obiettivi: due o tre di questi ora sono già definiti. Si tratterà di saperli efficacemente propagandare, creando lo spirito giusto, prima nella coalizione e poi nell’elettorato. Riporto perciò l’ultima parte della lettera di accompagnamento alla Lettera di PDnetwork:  

Noi crediamo che i numeri elettorali sarebbero dalla parte delle misure indicate, a condizione che si abbia la saggezza, il coraggio e l’intelligenza di farne oggetto chiaro, esplicito ed appassionato del programma elettorale del PD, così come viene delineato nel documento; sapendo però che preliminarmente e parallelamente occorrerà intervenire su due aspetti fondamentali: 1. ricreare lo spirito giusto, poiché, come afferma Robert Musil ne “L’uomo senza qualità” “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”; 2. lavorare, per questo, su una riforma culturale, attraverso l’educazione, che coinvolga in primo luogo la famiglia e poi la scuola.

Buon lavoro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-di-pdnetwork-alla-segreteria.html

(cfr. SONDAGGIO IPSOS: PRIMARIECENTROSINISTRA, 1° BERSANI
contributo inviato da magnagrecia il 25 febbraio 2011
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2601862 ).
 

Conclusione. Non v’è alcuna certezza dell’esito, ma, come si vede, sarebbe stato forse sufficiente, in luogo dell’ossessivo e controproducente “smacchiamento di giaguari”, prendere queste poche proposte qualificanti che interessavano decine di milioni di persone: reddito minimo garantito, piano pluriennale di alloggi pubblici (“Piano-casa Bersani”)[*] e lavoro precario, già chiare e definite nella testa del candidato Bersani, e trasfonderle in una sinossi di programma politico-elettorale semplice, chiara ed efficace, trasformandole in slogan incisivi di propaganda elettorale, sia per evitare l’emorragia dell’ultima settimana di campagna elettorale a favore di M5S, che pare abbia guadagnato almeno un milione di voti grazie alla sua proposta di reddito di cittadinanza, che in Italia era stato già attuato a livello regionale soltanto da amministrazioni di Csx, sia per vincere nettamente le elezioni politiche, togliendo così ogni velleità irridente al duo Grillo-Casaleggio ed ogni remora-alibi ademocratica al presidente della Repubblica, il massone elitario Giorgio Napolitano.
 
[*] La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-casa-e-un-diritto-essenziale.html

  

Post collegati:
 
Caro Pier Luigi Bersani
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2796706.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/caro-pier-luigi-bersani.html
 
Comunicazione politica e vendita diretta
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760961.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/comunicazione-politica-e-vendita-diretta.html

Carteggio tra il Prof. Massimo Arcangeli e me sulla capacità comunicativa di Pierluigi Bersani
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2759360.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/carteggio-tra-il-prof-massimo-arcangeli.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/matteo-richetti-critica-la-gestione.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 23/11/2015 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La fede commovente dei sostenitori di Renzi

 
La fede di moltissimi sostenitori vecchi e nuovi di Renzi è commovente. Una fede che rimuove i dati della realtà effettuale. Il dato più grosso - rammentato da Bersani a Ballarò - è che Renzi governa con i voti conquistati dal PD di Bersani. E questo – va riconosciuto, anche se al netto dell’obiezione fondata che la stessa possibilità piena non fu concessa dal presidente Napolitano a Pier Luigi Bersani - fa parte legittimamente della grammatica costituzionale italiana. Ma sta attuando un programma diverso da quello elettorale vincente e in vari aspetti differente da quello suo proprio. E non vale affatto la giustificazione che, poiché ha bisogno dei voti del Cdx, ha dovuto dare al programma una sterzata destrorsa. Qui la misura, il mix sono determinanti. Anziché a un ribilanciamento del programma, siamo di fronte – come ho scritto l’anno scorso[1] ad uno “snaturamento del PD, come partito di centrosinistra (1/3 di centro e 2/3 di sinistra), solo parzialmente contraddetta dalla scelta iniziale di Renzi dell’iscrizione del PD al PSE, dopo anni che se ne parlava senza mai realizzarla, e da alcune misure del governo (al di là della loro strumentalità elettorale e dei difetti, gli 80€/mese a 11 mln di percettori di redditi relativamente bassi, prendendo i soldi ai ricchi e ai benestanti, sono una misura redistributiva di sinistra). E’ indubbio che la strategia di Renzi sembra cambiata velocemente, sia all’interno, in termini di alleanze (privilegiando in maniera ostentata Marchionne e Confindustria e, per contro, emarginando i Sindacati dei lavoratori), e per il linguaggio di rottura e menzognero non solo della estremista Picierno, ma anche di moderati come Serracchiani, Taddei e Gozi o l’opportunista Fioroni; sia all’estero, in cui obtorto collo Renzi si è dovuto piegare ai veti della Merkel ed acconciarsi ad alleanze variabili a seconda della materia (il mediocre Hollande, contro l’austerità, o il filoatlantico Cameron, contro la burocrazia UE)”.
E, per giustificare il tutto, ha dato la stura alla sua compulsiva comunicazione menzognera e manipolatoria.[2] Grosso errore per un leader di sinistra.
 
I sostenitori renziani sono ancor più commoventi quando parlano d'altro, divagano, perdendo tempo dietro ipotesi indimostrate e indimostrabili, ad esempio chiedendosi che cosa farebbe Bersani, se avesse il controllo del PD, nei riguardi delle proposte di Renzi, e che non sono comunque pertinenti anche se fossero dimostrabili, al solo scopo di trovare giustificazioni-alibi, tipico atteggiamento di chi ha la coscienza sporca. Questo comportamento equivale proprio a incapacità di guardare in faccia la realtà e di affrontare il nocciolo della questione. Che è quello che ho cercato di illustrare in precedenza e che sempre i citati sostenitori non a caso eludono completamente: Renzi governa con i voti ricevuti da Bersani, facendo cose non solo diverse ma opposte a quelle contenute nel programma elettorale del PD e dello stesso Renzi. Egli, quindi, non è solo un contaballe, ma un campione della slealtà e del tradimento del patto democratico con gli elettori che hanno dato il loro voto al PD. Io lo trovo un fatto gravissimo; non mi meraviglio, avendo frequentato per tre anni il quotidiano della Margherita "Europa" e constatato la doppiezza, la logica strampalata (indizio di problemi col principio di realtà) e l'inclinazione al tradimento dei cattolici dc,[3] che dei (simil)democristiani vi sorvolino sopra, anzi lo giudichino quasi un titolo di merito.
 
[1] PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pd-metamorfosi-incipiente-di-un-partito.html
 
[2] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/la-comunicazione-di-matteo-renzi.html
 
[3] La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756061.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-macroscopica-mistificazione-pro.html
 
A @m.claudia, una frequentatrice di questo sito, che si chiedeva perché quelli della destra del PD “cercano di denigrare il PD e non vogliono che la sinistra governi?”, ho risposto:
“Perché lo fanno, quelli della destra del PD (nonché "Europa")? Me lo sono chiesto anch'io e intanto li sto "bastonando" adeguatamente: 1) Perché i cattolici italiani, storicamente, essendo filo-Vaticano, sono inclini psicologicamente al tradimento (e sono rimasti i soli con questa inclinazione,dopo la scomparsa dei... comunisti e dell'impero del male). 2) Perché sono inclini a fare - spesso inconsapevolmente e nonostante la fede asserita nella terza virtù teologale, la carità, o chissà forse proprio per questo - gli utili idioti dei ricchi egoisti, avidi, spietati e affamatori”.
La sconcertante scoperta della scarsa empatia dei cattolici del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756664.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-sconcertante-scoperta-della-scarsa.html
 

Video collegato:
 
Anche Alfredo D’Attorre dice che il traditore non è lui, ma Renzi, che ha stravolto in senso destrorso il programma di governo del PD.
 
Ecco la sinistra anti Renzi
Lilli Gruber ospita Alfredo D'Attorre (Sinistra Italiana), Paolo Mieli (Presidente RCS Libri) e Antonio Padellaro (Il Fatto Quotidiano)
10 novembre 2015
http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/ecco-la-sinistra-anti-renzi-10-11-2015-167197
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/la-fede-commovente-dei-sostenitori-di.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 9/11/2015 alle 13:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi

 
Come ha insegnato il suo “maestro” Berlusconi (ma l’allievo, come talvolta succede, è più bravo e soprattutto più determinato e spietato del maestro), la pessima decisione del sempre più destrorso PdC Renzi di abolire l'IMU-TASI, e per tutti, anche i ricchi proprietari di case di lusso (cat. A1), ville (cat. A8) e castelli (cat. A9), cosa che Berlusconi non osò fare, è solo marketing elettorale e solletica l'egoismo di milioni di Italiani che odiano le tasse, in particolare quelle sulla casa, che viene subito dopo la mammina.
 
Certamente la legge ordinaria può - sbagliando, da tutti i punti di vista, salvo prova contraria (sfido a trovarla) - escludere dall’imposizione fiscale la casa principale, ma: 1. deve avere una ratio ( = principio, motivazione); e 2. non essere incostituzionale.
 
Si leggono, infatti, come successe per l’abolizione dell’IMU nel 2012, dei ragionamenti, al minimo, capziosi, che, in definitiva, servono soltanto a giustificare l’egoismo di chi li fa. Non indicano mai una sola motivazione valida per cui la casa principale, indicatore di capacità contributiva ex art. 53 Cost.,[*] debba per giunta essere addirittura esclusa dal pagamento di un tributo locale (anche se in parte viene incamerato dall'onnivoro Stato centrale italiano), destinato a pagare servizi erogati dal Comune, di cui i possessori delle citate case beneficiano, talvolta o spesso in misura maggiore rispetto ad altri contribuenti (si pensi, ad esempio, all'incremento del valore dell'immobile grazie all'effetto di spese d'investimento infrastrutturale o spese correnti - illuminazione pubblica, trasporti, ecc. - effettuate dal Comune medesimo).
 
La considerazione più importante, però, che, a mio avviso, va fatta è che il dibattito, aperto dalle dichiarazioni del medesimo Renzi, prontamente alimentato ad arte dai suoi reggitori di coda vecchi e nuovi, sull'abolizione della IMU-TASI sui ricchi (appena 60.000 residenze su circa 34 milioni) è fumo per i gonzi, poiché è solo un modo furbesco di stornare l'attenzione dalla colpa principale: favorire i ricchi e i relativamente benestanti, che costituiscono la stragrande maggioranza degli Italiani, fregandosene sia – come ha osservato Bersani - del principio contenuto nell’art. 53 della Costituzione,[*] sia della natura iniqua e destrorsa del provvedimento che snatura vieppiù il PD, sia degli affittuari, che sono "soltanto" 15 milioni e che - come fiscalità generale - pagheranno anch'essi lo sgravio. Come dire? Cornuti e mazziati.
Infatti, quelli che abitano in affitto, in particolare milioni di anziani, stanno molto peggio, a causa sia dell'elevatezza del costo degli affitti, sia della estrema penuria di alloggi pubblici, sia della carenza dei sussidi all'affitto, ma di loro nessuno quasi si cura. Anzi, come fiscalità generale, contribuiranno, appunto, a pagare lo sgravio dell'IMU e della TASI, a beneficio anche dei ricchi e dei benestanti. E' un'ingiustizia talmente evidente e scandalosa (che replica quella del governo Berlusconi con l’eliminazione dell’ICI ai ricchi ed ai più abbienti, finanziata anche col taglio della spesa sociale, destinata ai poveri) che soltanto in Italia, popolata da milioni di individui egoisti, piagnoni e con scarsissimo senso civico, cui un PdC senza pudore liscia il pelo per un egoistico calcolo elettoralistico, si può provare, invero con qualche successo, a obliterare.
 
[*] Art. 53 Cost.: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
IL PRINCIPIO DI CAPACITA’ CONTRIBUTIVA (art. 53 Cost.)
Le leggi che istituiscono e regolano i tributi, pertanto, devono rispettare il principio di capacita` contributiva, sancito dall’art. 53 Cost., secondo cui Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita`contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
• Quali sono i fatti che esprimono capacità contributiva?
• Che cosa è la capacità contributiva?
• L’indice generatore di capacità contributiva è, per eccellenza, il reddito.
• Oltre al reddito, sono considerati indici diretti di cap. contributiva, anche il patrimonio e gli incrementi di valore del patrimonio.
• Sono, invece, indici indiretti di capacita` contributiva, il consumo e gli affari (colpiti dalle imposte indirette, come le imposte di fabbricazione, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di registro, ecc.).

 
Post e articoli collegati:
 
Imposte, il governo Renzi-Padoan ciurla nel manico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827108.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/imposte-il-governo-renzi-padoan-ciurla.html
 
Renzi, taglio delle tasse (IMU e TASI) nel segno di Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837640.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/09/renzi-taglio-delle-tasse-imu-e-tasi-nel.html

L’ABOLIZIONE DI TASI E IMU AVVANTAGGIA I MENO ABBIENTI
19 ottobre 2015
http://www.cgiamestre.com/2015/10/labolizione-di-tasi-e-imu-avvantaggia-i-meno-abbienti/
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/abolizione-imu-tasi-lallievo-renzi-ha.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 18/10/2015 alle 22:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Sergio Staino l'esagerato

 
Sergio Staino: "Non sono renziano, Gianni al guinzaglio di D'Alema"
Il vignettista:"La minoranza rischia di fare la fine di Ingroia. Non si rendono conto che Matteo è il frutto dei loro errori"
di GIUSEPPE ALBERTO FALCI
10 agosto 2015
http://www.repubblica.it/politica/2015/08/10/news/sergio_staino_non_sono_renziano_gianni_al_guinzaglio_di_d_alema_-120748892/
 

Sergio Staino l'esagerato. O esagerava prima a ritenere il pretesco Gianni Cuperlo capace di coagulare attorno a sé la sinistra o esagera ora a criticarlo durissimamente accusandolo addirittura di essere un cagnolino al guinzaglio di Massimo D'Alema. Tertium non datur.

In ogni caso, come si sa qualunque esagerazione rinvia immancabilmente a coda di paglia per senso di colpa. Dev'essere davvero indigesto per un compagno duro e puro come Sergio Staino doversi guadagnare la pagnotta collaborando alla ex gloriosa "L'Unità", riaperta soltanto dopo che è stata "ipotecata" e "addomesticata" dall'ex bersaglio Matteo Renzi.

 
 
Post collegato:
 
PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pd-metamorfosi-incipiente-di-un-partito.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/08/sergio-staino-lesagerato.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 10/8/2015 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La morsa che innervosisce Renzi

 
MarcoBracconi  -  3 GIU 2015
Se Renzi guarda l'Italia
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2015/06/03/9293/
  

Analisi condivisibile. Ma, ripeto: Renzi non è attrezzato intellettualmente per strategie dotte e lungimiranti. Egli ha la cultura e la psicologia del bravo venditore porta a porta, della corrente manipolatoria.[1] E, soprattutto, è un Edipo nato e pasciuto,[2] quando deve raggiungere i suoi obiettivi che considera prioritari. 

Egli è, come i suoi predecessori, stretto in una morsa: da una parte (come ha pensato di fare all'inizio del suo mandato), vorrebbe attuare una politica economica espansiva dopo una depressione durata in pratica 7 anni, che gli farebbe fruttare molti consensi, ma che abbisogna di risorse ingenti; dall'altra, arresosi, all'esterno, al niet del duo massonico reazionario Merkel e Schaeuble (come ha fatto anche il massone e mediocre Hollande), [3] e non ardendo prendere i soldi, all'interno, a coloro che, dopo manovre finanziarie correttive sesquipedali e molto inique (in gran parte di Berlusconi, in parte di Monti, in piccolissima parte di Letta),[4] li hanno: il 5% più ricco delle famiglie, irretito dal massone e prudente Padoan, ha sposato la causa dei ricchi e degli industriali e cerca di barcamenarsi, supplendo con molta propaganda alla carenza - oggettiva e inevitabile - dei risultati. 

E' questa situazione scomoda che gli fa perdere lucidità e, abbinata al dato caratteriale, lo induce a scelte autolesionistiche (vedi il rapporto muscolare con la minoranza interna o la riforma della scuola con un'impronta managerial-efficientistica, che cozza platealmente con un mondo mammone-femminile-ameritocratico, o la questione dei pensionati, entrambi bacini elettorali tradizionali del PD). Aggravato tutto questo dalla sua terribile inclinazione alla menzogna, esiziale per un leader di (centro)sinistra.

La nobilitade di Renzi (l'ho scritto nel mio blog mesi fa)[5] si parrà in campo economico. Ma dovrà avere il coraggio di fare scelte necessarie ma molto scomode per l'establishment europeo e/o nazionale. Difficilissimo, ma non impossibile. Altrimenti - temo - sarà una lenta agonia per lui e il Paese.

 
[1] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
 
[2] Renzi non è Telemaco ma Edipo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816207.html
 
[3] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
 
[5] La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html

 
 
Appendice
 

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Jane 3 giugno 2015 alle 14:00

@magnagrecia7: lei scrive sulla riforma della scuola:..con un'impronta che cozza platealmente con un mondo mammone-femminile-ameritocratico...lei non ha nemmeno idea di cosa sarebbe la scuola senza il femminile e senza le donne tra i nostri ragazzi. Mandate pure avanti solo gli uomini, così come é accaduto ancora nel voto delle regionali; legga le statistiche della corruzione: i maschi sono antropologicamente avvezzi alla corruttela e agli affarismi dai tempi di Cesare..le donne rimediano quando possono, anche nei luoghi di lavoro gliel'assicuro. Fortunati quelli che leggono il suo blog

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 15:15

@Jane (3 giugno 2015 alle 14:00)
Credo ne abbiamo già discusso in HP. La mia tesi è questa: noi siamo frutto, in parte, dei geni, e in parte (maggiore) dell’interazione con l’ambiente - nell’ordine: familiare, scolastico e sociale -, cioè dell’educazione, segnatamente nel primo periodo della vita (dalla gravidanza all’adolescenza), che è quello maggiormente formativo. Il fulcro dell’educazione familiare è la donna-mamma. Il corpo docente, in particolare nei primi gradi, è prevalentemente femminile. La società – la politica - è controllata prevalentemente dai maschi, ma il danno ormai è fatto. Corollario ( = conseguenza logica): se gli Italiani sono mammoni, indisciplinati, ameritocratici, lamentosi e corrotti, la colpa maggiore è delle donne-mamme, soprattutto, e delle insegnanti.
Vincesko

 

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lorenzollp 3 giugno 2015 alle 12:20

Fino a quando non si avra' il coraggio di perdere dicendo cose giuste (per vincere o perlomeno cambiare il domani) lo scivolamento a destra di questo paese continuera' ininterrotto. Come insegui posizioni di destra vinci una volta poi senza il coraggio di cambiare davvero.. ti ritrovi che piace addirittura di piu' una destra xenofoba. Succede in tutta europa il riformismo non esiste piu': esiste solo il rincorrere logiche di potere (economico) sempre piu' autoritarie. Logiche autoritarie che impongono il successo con la menzogna prima ancora che la verita' spacciando il benessere di pochi come quello di molti. La menzogna e' la cifra di Renzi. Oggi twitta l'istat che ci dice che sono aumentati gli occupati senza dire fino fondo dove e come. Infatti nel suo documento Istat dice testualmente " Al calo degli occupati nelle classi di età 15-34 anni e 35-49 anni (-1,7% e -1,4%, rispettivamente), continua a contrapporsi la crescita degli ultra 50enni (+5,3%)". Ecco questo e' "merito" delle grandi riforme di Renzi o della Fornero che ritarda l'andare in pensione? Questo e' un bene ? Ecco una politica piu' credibile dovrebbe porre piu' domande che false verita' prima ancora di dare risposte o rispostucole sbagliate. Altrimenti vincera' Salvini o peggio con risposte sbagliate inumane e di corto respiro ma che risultano piu' verosimili che le bugie imbellite di retorica.

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 14:53

@lorenzollp (3 giugno 2015 alle 12:20)
Anche tu sei vittima della interessata e scandalosa DISINFORMAZIONE del furbo, mendace e fintamente paranoico Salvini (e di quasi tutti gli altri, persino della professoressa Fornero): il pensionamento lo ha ritardato più Sacconi (DL 78/2010) che la Fornero (Dl 201/2011).
Vincesko

 

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Luciano 3 giugno 2015 alle 14:37

Vorrei proporre una riflessione: 4 candidati maschi del PD, di cui 2 personalità piuttosto autoritarie come De Luca ed Emiliano, hanno vinto. La Marini in Umbria ha fatto un risultato assai mediocre, rispetto alle,tradizioni della sinistra in quella regione, simili alla vicina Toscana dove Rossi ha vinto a mani basse. Le due candidate donne in Veneto e Liguria, opposte a due uomini della,destra, hanno perso alla grande. Ecco: non ci sarà anche una componente maschilista forte nel voto degli italiani, con cui fare i conti?

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 15:31

@Luciano (3 giugno 2015 alle 14:37)
Sia la popolazione che l’elettorato, in Italia, sono costituiti in prevalenza da femmine.
In Italia, in particolare al Sud, vige il matriarcato e una sorta di divisione tacita del potere: in casa comanda la donna e fuori (politica, economia, ecc.) comanda il maschio.
Vincesko

 

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permalink | inviato da magnagrecia il 3/6/2015 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Vincenzo De Luca e il delirio di onnipotenza

 
Marco Bracconi  -  29 MAG 2015
Commissione ad personam
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2015/05/29/commissione-ad-personam/
 

Vincenzo De Luca si è fatto una buona nomea come sindaco, realizzando un corposo lavoro di ristrutturazione urbanistica, con il record di raccolta differenziata, con buone iniziative, ecc.

Poi, come capita a quasi tutti i potenti, si è fatto prendere da delirio di onnipotenza. Ed allora è venuta la vicenda del Crescent, un obbrobrio architettonico e amministrativo, la disinvoltura nelle elezioni primarie del PD nel 2009, con l’episodio inquietante dell’aggressione “di alcuni delegati dei Giovani Democratici che dovevano eleggere quel giorno il loro segretario provinciale da parte di ultras della Salernitana e dipendenti di Salerno Pulita, una società partecipata del Comune di Salerno, che gridano: “A Salerno comanda De Luca, tornatevene a Napoli”, e “Oggi il congresso non si fa, andate via o vi uccidiamo di mazzate”. Il giorno dopo, alla richiesta di una presa di posizione, De Luca rispose: “Non parlo di fatti che non conosco”. Il 16 giugno 2011 14 persone vengono rinviate a giudizio per quell'episodio.[15]" http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_De_Luca_(1949); la vicenda delle mancate dimissioni da sindaco una volta nominato viceministro, in dispregio della legge; la vicenda ancora più discutibile della sua candidatura a governatore della Campania con la spada di Damocle della sua decadenza certa in caso di vittoria, con serissime ripercussioni sul funzionamento della Giunta regionale campana. 

Ho conosciuto un poco e visto all'opera il compagno De Luca e constatato la sua scarsissima considerazione per il rispetto delle regole, all'inizio del 1980, quando egli ricopriva la carica di segretario della federazione provinciale del PCI, la sua rivalità feroce con i comunisti napoletani e i bassoliniani in particolare (ad esempio il salernitano Isaia Sales), posso perciò affermare che c'erano tutte le premesse per questa sua involuzione autoritaria successiva. Da una trasmissione tv di un paio di anni fa, ho sentito che a Salerno ora lo appellano "‘o pazzo"... Se di pazzia si tratta, è una lucida e preoccupante pazzia.



Articolo collegato:
 
Vincenzo De Luca, il doppio impedimento prima dell'insediamento: la legge Severino e lo Statuto della Regione
Claudia Fusani, L'Huffington Post
Pubblicato: 01/06/2015 14:12 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2015/06/01/de-luca-doppio-impedimento_n_7483116.html 
 

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http://vincesko.blogspot.com/2015/05/vincenzo-de-luca-e-il-delirio-di.html
 
 

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