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UE, che fare contro e con le regole europee


Nel post precedente[1 oppure 2] di questo blog, ho linkato un articolo del prof. Gustavo Piga, che commentando un saggio sugli USA spiega che l’obiettivo di diventare uno Stato federale richiede moltissimo tempo e il superamento di notevoli ostacoli.

Vi dicevo anche che l’UE è una confederazione (atipica) di Stati con economie molto eterogenee, priva degli strumenti riequilibratori tipici delle federazioni e degli Stati nazionali (i trasferimenti fiscali, soprattutto, dai Paesi o Regioni ricchi a quelli meno ricchi).

Assodato questo, in attesa di diventare federazione tra alcuni decenni, se ci riusciremo, occorre disporre - oggi - di strumenti idonei onde evitare che l’UE imploda.

Le regole attuali, ispirate in buona parte dal neo-liberismo (il mercato che si regola da sé), vanno forse bene nei periodi normali; non vanno bene invece per niente – come si vede da 7 anni in Italia o in Grecia o in Portogallo, ecc. – nei periodi di crisi, poiché non consentono politiche economiche anti-cicliche (il che è un obbrobrio logico prima che tecnico). Quindi andrebbero assolutamente adeguate. Un po’ lo si è fatto con decisioni sui generis (ad esempio, l’applicazione formale del fiscal compact[1] viene rinviata di anno in anno), ma appunto sono un palliativo temporaneo.

La Germania, con i suoi satelliti, non vuole cambiare le regole attuali, chi può costringerla? Lo potrebbe fare l’Italia, ma ha troppi scheletri nell’armadio, alcuni reali (il debito pubblico attuale, anche se, a ben vedere, nel lungo periodo è giudicato tra i più sostenibili), altri fittizi (l’equilibrio di bilancio: come è scritto anche nell’articolo che stiamo commentando, l’Italia è uno dei due Paesi che rispetta – da anni - il limite del 3% del deficit/Pil e quando l’ha sforato l’ha fatto di poco, mentre la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia, ecc. hanno raggiunto durante la crisi fino il 10%). 

Anche la Francia ha delle debolezze e cerca di non gridare troppo per rimanere sotto la “fiducia” dell’ombrello finanziario teutonico, ma, come secondo membro della diarchia storica europea, è l’unico Paese che se veramente lo volesse potrebbe contrastare l’egemonia della Germania. Purtroppo, anche il sedicente socialista Hollande ha tradito il suo programma col quale ha vinto le elezioni presidenziali ed, irretito dal potere – come ha rivelato la sua ex moglie - si è affrettato anche lui ad applicare la ricetta mainstream neo-liberista: riduzione – anche se un po’ al rallentatore - del deficit e riforme strutturali: riforma del diritto del lavoro e deflazione dei salari (recalcitra invece sull’inasprimento della riforma delle pensioni). Ed è ora il presidente francese meno popolare nella storia della Francia, pregiudicandosi qualunque possibilità di sua riconferma alla presidenza (quindi non vedo che cosa ci abbia guadagnato).

Questo è il problema negli ultimi 30 anni: anche quando vince la sinistra, la politica economica attuata è di stampo liberista. I sedicenti socialisti e democratici (Blair, Hollande, Renzi) tradiscono gli ideali socialisti e/o i loro programmi elettorali.[2]

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Che fare? Occorre agire su più direttrici. Atteso che è quasi vano sperare in una 'rivoluzione' progressista (siamo quasi tutti dei pantofolai, ma mai dire mai) e l'avversario - il ceto dominante da 30 anni - è ricchissimo, potentissimo (controlla i media e le università), bulimico e spietato, da una parte occorre partecipare assiduamente e, nelle forme a disposizione che includono il mezzo potente del web, bombardare senza sosta lo stato maggiore di sinistra, stimolandolo, criticandolo e punendolo; dall’altra, occorre appoggiarsi alla legge vigente, nel caso di specie i trattati UE (il nefasto fiscal compact non fa parte dei trattati, ma è una regola successiva, e andrebbe denunciato perché – afferma il prof. Guarino – li vìola) e chiederne l’applicazione rispettandone la lettera e lo spirito.

Qui arrivo al dunque: pochissimi – debbo presumere da quel che leggo in giro - hanno letto i trattati UE, se li si leggono e li si approfondiscono un poco, come ho fatto io da profano, ci si accorge che, almeno dacché è scoppiata la grave crisi economica in EUZ (Grecia, 2010), essi vengono patentemente violati sia nella lettera che nello spirito, da parte sia della Commissione europea, sia del Consiglio europeo, sia della BCE. Traggo dal mio post Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE[3]

E’ agevole notare che, a dispetto dell'impronta ideologicamente connotata in senso ordoliberista dei Trattati UE e contrariamente alla loro interpretazione maistream neo-liberista ostinatamente propalata stravolgendo spesso la lettera e lo spirito delle norme, la lingua, la matematica, la logica e perfino i fatti, la deduzione è arbitraria, non avvalorata da una semplice lettura dell’intero testo del Trattato, in particolare l’art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, ribadisce i principi fondamentali del governo dell'Unione Europea, finalizzandolo a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo [Art. 3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.]; smentita dalle evidenze empiriche dell’ultimo quinquennio; contraddetta dai dati macroeconomici relativi al tasso d’inflazione e al tasso di disoccupazione dell’Eurozona; formalmente corretta per l’Eurosistema ma sostanzialmente fuorviante, poiché è in discussione non la prevalenza e la cogenza dell’obiettivo principale – la stabilità dei prezzi - ma l’obliterazione sistematica da parte della BCE del secondo obiettivo statutario – sostenere le politiche economiche dell’UE - che in deflazione o con inflazione inferiore (sensibilmente) al target, quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti e complementari, ha le stesse dignità e cogenza del primo”.

Se ciò risponde, almeno in parte, al vero, occorrerebbe, come dicevo prima, appoggiarsi alla legge e – come Stati o come cittadini o, meglio, come soggetti organizzati (partiti, sindacati, associazioni) – “muovere” i due Organi deputati a dirimere la questione: in primo luogo, la Corte di Giustizia Europea (organo giurisdizionale), ricorrendone i presupposti, e, in secondo luogo, il Parlamento europeo (organo politico). Ho provato anche a fare un tentativo per pungolarne qualcuno, ma finora ho constatato che nessuno, né i docenti e gli intellettuali, i quali preferiscono gli inefficaci appelli, né i politici, né i sindacati, né i cittadini salvo casi sparuti, intende seguire questa strada. Ma è l’unica percorribile in tempi relativamente brevi e senza chiedere il permesso a chi detiene le leve del potere.


PS: Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei



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Bersani con cattiveria all’attacco di Renzi


FUOCO AMICO

Bersani, ‘Renzi pensa ai suoi amici capitalisti e non agli italiani’

‘Abbiamo perso pezzi di industria, mancano milioni di posti di lavoro’


Bersani: “Pensiamo ai 6 milioni di posti di lavoro che mancano e poi al voto di ottobre”

L’ex segretario del Pd spiega al premier che non può dimenticare l’economia e pensare solo al referendum. Intervista di Giorgio Meletti, Il Fatto Quotidiano

Pubblicato il 27 maggio 2016 in Partito



Le ultime dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su Renzi sono state pesantissime ed hanno prodotto, da una parte, un nutrito dibattito in rete, e, dall’altra, una reazione tiepida, anzi fredda, del resto della minoranza PD (Cuperlo e Speranza), che non se la sono sentita di seguire Bersani, rischiando di superare il punto di non ritorno che li avrebbe portati alla scissione.

Constato che troppo tardi il gentiluomo Bersani ha forse capito che una congrua dose di “cattiveria” è un elemento fondamentale di un leader politico, come gli avevo suggerito nel 2010:

“una leadership che negli ultimi due mesi è visibilmente cresciuta”

E’ vero, ma il miglioramento di Bersani non è soltanto degli ultimi 2 mesi, ma è stato un crescendo negli ultimi 2 anni, soprattutto in fatto di determinazione (io uso definirla "cattiveria", che in “PD-Obama” gli “suggerivo” 2 anni fa, con scandalo di qualche anima pia), che poi piano piano, mettendo gradualmente la sordina alla sua bonomia caratteriale, ha anche di conseguenza migliorato l'efficacia delle sue "performance" comunicative. (Cfr. L’esito fausto delle elezioni primarie del Centrosinistra).


La questione Bersani-Renzi è abbastanza chiara. Provo allora a spiegarla come la vedo io, nel merito e seguendo il filo delle critiche di Bersani a Renzi, in sintesi ma compiutamente, ché posso ulteriormente motivare quasi punto per punto (avendo tempo, ho scritto decine di articoli nel mio blog e centinaia di commenti in giro per il web).

Innanzitutto, dico che io non condivido la scelta del galantuomo Bersani di non lasciare il PD del destrorso Renzi, e di limitarsi a denunciare, stando all'interno del partito, che Renzi, essendo un destrorso, ha sposato ovviamente gli interessi dei Marchionne e degli Squinzi; ed essendo - pare - un massone, ha sposato gli interessi dell'élite finanziaria che gravita nei - e attorno ai - consessi latomistici; ed essendo un contaballe contrabbanda la misera e del tutto insufficiente flessibilità ottenuta dall’UE per un grosso e risolutivo successo; ed essendo un Edipo nato e pasciuto ha un'irrefrenabile pulsione a... rottamare chi gli si oppone; ed essendo sveglio e tosto ma di mediocre visione è incapace di erigere un piano con contenuti e respiro strategico.

Anche se - va detto - egli fece errori gravi nella gestione della campagna elettorale, che gli fecero perdere - pare - il 5% dei voti nell'ultima settimana prima delle elezioni, gli elettori non bocciarono Bersani, ma egli per coerenza con se stesso rifiutò di allearsi col pregiudicato Berlusconi e così, stante il divieto statutario di M5S di allearsi con chicchessia, rinunciò alla sua legittima ambizione di diventare PdC.

Che però ora gli dà almeno il diritto di dire la sua e criticare - oggettivamente, nel merito! - gli errori e le carenze delle scelte (o non scelte) di Renzi.

Lo spregiudicato Renzi non ebbe alcuna remora, invece, prima a defenestrare slealmente il debole Letta e poi ad allearsi col pregiudicato predetto per diventare, mai votato da nessuno, PdC e governare grazie ai voti guadagnati dalla coalizione di Bersani: alla Camera 345 seggi su 630, e una maggioranza relativa al Senato (cfr. http://www.ilpost.it/2013/02/26/seggi-camera-senato-elezioni-2013/), facendo per giunta cose spesso opposte al programma (“Italia bene comune”) su cui il PD ha preso i voti, incluso il mio, tradendo così il rapporto di lealtà col proprio elettorato.


Ad una disamina non superficiale dei provvedimenti del governo Renzi, c'è ben altro che il c.d. Jobs Act. Occorrerebbe a) quantificare la distribuzione dei pesi e dei vantaggi per le classi e i ceti di ciò che ha fatto e soprattutto di ciò che non ha fatto il governo dei due massoni Renzi-Padoan; e b) esaminare le differenze tra il programma elettorale col quale il PD (candidato Bersani) ha chiesto e ottenuto il voto e vinto - checché se ne dica - le elezioni e i provvedimenti di legge adottati dal governo Renzi.

Sotto entrambi i profili, con qualche eccezione per un paio di misure iniziali di Renzi, il bilancio è impietoso, e una persona onesta come Bersani, che per coerenza rifiutò l'alleanza con il pregiudicato Berlusconi e rinunciò così alla sua legittima aspirazione a diventare PdC, ha non solo il diritto ma anche il dovere di chiederne conto allo spregiudicato, sleale e destrorso Renzi.


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Sul costo delle decontribuzioni (a favore degli imprenditori) e sui loro effetti, ecco una stima:


Il Jobs Act e il costo della nuova occupazione: una stima

Marta Fana e Michele Raitano 4 maggio 2016

Marta Fana e Michele Raitano si propongono di stimare quanto inciderà sul bilancio pubblico la decontribuzione sul costo del lavoro prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015. A questo scopo, essi formulano diverse ipotesi su variabili rilevanti fini del calcolo, come la durata media dei nuovi contratti e la distribuzione delle retribuzioni. La conclusione alla quale giungono è che il costo lordo per il bilancio pubblico nel triennio di sgravio oscillerà, a seconda delle ipotesi, tra i 22 e i 14 miliardi.


Sugli effetti delle cosiddette riforme strutturali, ecco un’analisi:


SONO LE RIFORME STRUTTURALI LA VERA SOLUZIONE?

Amedeo Panci 27 maggio 2016


Su uno dei modi in cui si estrinseca la cattiveria di Renzi, infine, ecco il giudizio di un esperto:


Marcello Foa sulle minacce di Renzi ai giornalisti (dal minuto 36:30 circa)



Post e articoli collegati:


Caro Pier Luigi Bersani


Bersani vs Renzi



1. Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso


2. Bersani vs Renzi, il competente e onesto segretario gentiluomo e lo sfidante coraggioso e tosto


3. Il tappo gerontocratico al naturale, fisiologico, salutare ricambio generazionale


4. I 700+1 conservatori dello status quo


5. Se vince Renzi…


6. Il probabile effetto-valanga della ‘rottamazione’ renziana


7. Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?


8. Tra Bersani e Renzi il gioco si fa duro


9. L’esito fausto delle elezioni primarie del Centrosinistra


RITRATTO

La metamorfosi di Pier Luigi Bersani: il mite ex segratario Pd ora è una furia

Chiede di abbassare i toni e di modificare l’Italicum. Si indigna, si dice stupito. E anche se i renziani non gli concedono nulla, l'esponente della minoranza dem non molla

DI LUCA SAPPINO

27 maggio 2016



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permalink | inviato da magnagrecia il 29/5/2016 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il Pil dell'Italia frena a fine 2015: + 0,7%

 
Il Pil frena a fine 2015. Ma Renzi, Italia in crescita
Padoan, importante è direzione. Opposizioni attaccano. Rallenta Ue
Silvia Gasparetto
13 febbraio 2016
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/12/pil-prima-stima-crescita-italia-2015-a-07_73992afb-a49a-4306-87cc-ec21e0135113.html
 
Non c'è da meravigliarsi.

La previsione era di 0,8-0,7%; si è avuta la più bassa tra le due, ma cambia poco.

Ho letto i commenti in giro e constatato che c'è poca consapevolezza di quello che è successo in Italia negli ultimi 8 anni e, soprattutto, di ciò che occorrerebbe fare.

Dopo la cura da cavallo imposta all'Italia dall'insensata élite UE negli ultimi 8 anni (solo nella scorsa legislatura sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, le cui misure strutturali dispiegano i loro effetti tuttora, addossati sui ceti medio-bassi ad alta propensione al consumo),[1] che ha causato la distruzione del 25% dell'apparato produttivo, un calo notevole della occupazione e la riduzione della domanda, occorrerebbe una terapia d'urto dell'ordine di vari punti di Pil (ogni punto di Pil vale 16 mld).

Di fronte ad una crisi economica di tali dimensioni e durata, infatti, è errato da parte dell’Unione europea continuare a imporre un avanzo primario crescente (il più alto in UE28), che equivale a sottrarre altrettante risorse all'economia reale.

Come pure è sbagliato, da parte del Governo italiano, visto che la determinante del perdurare della crisi è il calo della domanda, attaccarla dal lato dell'offerta (IRAP e Jobs act), come sostengono i nostri imprenditori e l’ideologia mainstream neo-liberista; o dare i soldi, anziché ai poveri ad alta propensione al consumo, ai ricchi a bassa propensione al consumo, con l'abolizione per tutti della TASI sull'abitazione principale.[2]

Per quanto riguarda la condotta specifica del PdC Renzi nell’ultimo periodo, certo, occorrerebbe ben altro che la misera flessibilità da lui invocata a gran voce, che è solo un palliativo. Ma, dati gli attuali vincoli UE, egli si attacca giocoforza ai decimali e, dati gli attuali rapporti di forza e il controllo occhiuto sull'Italia (che è dal 2011 sorvegliata speciale) da parte della Commissione europea (per conto della concorrente Germania), non ha il potere né di sforare il limite del 3% del deficit, né tanto meno di ottenere ciò che servirebbe: uno shock di alcuni punti di Pil.[3]

Ma fa benissimo ad aver posto con forza il problema. Purché insista e, con l'appoggio di altri Paesi, miri molto più in alto.

Aggiungo che, per reperire le cospicue risorse necessarie al taglio celere del debito pubblico e alla crescita economica e dell'occupazione, le alternative - l’ho già scritto da molto tempo[4] - sono:

- all'interno, varare una corposa imposta patrimoniale (300-400 mld), caldeggiata anche dalla Germania e dall'FMI, ma solo sul decile o la metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo (il 90-95% delle famiglie sarebbe esente); però so bene che Renzi non lo farà, se non costretto;

- all'esterno, implementare, in luogo del risibile piano Juncker, la vecchia proposta degli EuroUnionBond di Prodi e Quadrio-Curzio: 3.000 mld per tutta l’Eurozona, da destinare al taglio del debito pubblico e alla crescita, conferendo in garanzia, per rassicurare la riottosa Germania, l'oro delle banche centrali e quote di aziende pubbliche.

Queste cose il prof. Padoan le sa bene, ma il ministro-burocrate-prudente Padoan fa finta di non saperle e attacca l'asino dove chiede il padrone.[5]


[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[2] Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2839241.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/abolizione-imu-tasi-lallievo-renzi-ha.html
 
[3] La frase di Renzi è una negazione freudiana
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843723.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/02/la-frase-di-renzi-e-una-negazione.html
 
[4] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/piano-taglia-debito-per-la-crescita.html
 
[5] IL PROFESSOR PADOAN HA CONFESSATO CHE IL MINISTRO NON CAPISCE NIENTE
POSTED BY REDAZIONE -11 FEBBRAIO 2016
http://www.asimmetrie.org/op-ed/il-professor-padoan-ha-confessato-che-il-ministro-non-capisce-niente/ 
 


Risegnalo questi articoli:

 
MOSLER: SALVI COL DEFICIT ALL’8% MA BERLINO VI VUOLE MORTI
Pubblicato in POLITICA&PALAZZO da L'Euroscettico il 10 giugno, 2015
http://www.euroscettico.com/mosler-salvi-col-deficit-all8-berlino-vi-vuole-morti/
 
Morire per Bruxelles
Carlo Clericetti 21 GEN 2016
La tempesta che si sta abbattendo sulle banche italiane è la conseguenza della politica criminale dell'Unione europea a cui si sono sommati i gravissimi errori della politica italiana.
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/
 
EURO CRISIS gennaio 22, 2016 posted by Mitt Dolcino
La strategia EU-tedesca nella “crisi” delle nostre banche: attaccare gli altri paesi per impossessarsi dei loro attivi al fine di coprire i buchi del proprio sistema. Come chiudere il cerchio
http://scenarieconomici.it/la-strategia-eu-tedesca-nella-crisi-delle-nostre-banche-attaccare-gli-altri-paesi-per-impossessarsi-dei-loro-attivi-al-fine-di-coprire-i-buchi-del-proprio-sistema-come-chiudere-il-cerchio/
 
Una Ue che non ha più certezze
di Vincenzo Visco 29 Gennaio 2016
[…] All’origine di questo disastro vi sono due fattori principali: la crisi economica e il fenomeno dell’immigrazione. La crisi del 2007 ha avuto dimensioni epocali e, come quella del 1929, rischia di avre conseguenze politiche devastanti in Europa dove la leadership tedesca ha imposto una terapia insensata, ispirata agli interessi di breve periodo della Germania, ma assolutamente iatrogena per tutti gli altri, che ha spinto le economie del continente a divergere sempri di più e a scaricare sui ceti più deboli tutto il costo dell’aggiustamento, creando insicurezza, paura e risentimento, e anche mettendo a rischio la ripresa mondiale affidata solo agli sforzi degli Stati Uniti. La pervicacia con cui il ministero delle Finanze tedesco e la Bundesbank continuano a portare avanti la loro linea incuranti delle macerie materiali e morali che essa ha provocato fa temere che in verità i gruppi dirigenti tedeschi (o una loro parte) abbiano già deciso di considerare chiusa l’esperienza dell’euro se non della stessa Unione. […]
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-01-29/una-ue-che-non-ha-piu-certezze-104258.shtml  
 
E questa vecchia proposta (in luogo del ridicolo piano Juncker):
 
EuroUnionBond per la nuova Europa
di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio
23 agosto 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
 
 
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permalink | inviato da magnagrecia il 22/2/2016 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La frase di Renzi è una negazione freudiana

 
La frase di Renzi nella sua lettera a “Repubblica”:[1] "Il problema 'non' sono le regole" è una evidente, sostanziale bugia, poiché è un classico esempio di negazione freudiana.[2] Il che, al di là di ogni ragionevole dubbio, dà ragione al duo Cofferati-Maltese, parlamentari europei, e a tutti quelli che accusano Renzi di essere troppo prudente nel rapporto con l’Unione Europea.

Pochissimi, mi pare, sono consapevoli che è su questo crinale contraddittorio che si sta dispiegando fin dall’inizio il mandato di PdC di Renzi: stretto, da un lato, dalla cogenza di norme europee “stupide” perché fisse e inidonee ad affrontare una crisi economica; e, dall’altra, dal rischio di dare la stura sia ai sospetti e pregiudizi antitaliani dell’élite europea, della quale aspira a far parte, sia alla speculazione finanziaria megagalattica.

Egli, per tener fede alle sue promesse elettorali di (centro)sinistra, evitare l’impasse e far uscire l'Italia dalla recessione (trasformatasi in depressione) economica,[3] ha provato all’inizio a contrastare la politica austeritaria dell’UE imposta dalla Germania, ma poi, lasciato solo dal mediocre presidente francese Hollande, all’esterno, si è arreso alla cancelliera Merkel e, all’interno, ha sposato le proposte dei Marchionne e degli Squinzi, tradendo il suo mandato elettorale in qualità di rappresentante massimo del PD.

Ora ci sta riprovando, nascondendosi dietro protettive negazioni freudiane. Ma, pur se manterrà il punto, la sua politica troppo prudente sarà destinata inevitabilmente al fallimento, poiché, per uscire da una depressione economica che, tranne il 2010, dura da sette anni ed evitare l’inarrestabile declino dell’Italia, ci vuole ben altro che la flessibilità di qualche decimale di punto da lui invocata a gran voce. Occorre un cambio sostanziale di paradigma economico, l'eliminazione o almeno un contemperamento degli squilibri strutturali del sistema Euro che finora ha avvantaggiato la Germania e penalizzato l'Italia e gli altri Piigs, cioè proprio quel cambio delle regole da lui stesso intimamente auspicato ancorché esplicitamente negato.

La negazione freudiana svela plasticamente il suo senso di colpa derivante dalla consapevolezza dello iato enorme tra obiettivo perseguito e obiettivo necessario. 
E ne rappresenta la confessione.

 
 
[1] Renzi: "La Ue sbaglia, di sola austerity si muore"
Il premier scrive a Repubblica e risponde a Scalfari sulla proposta di un superministro delle Finanze per l'eurozona: "Il problema non è la leadership ma la scelta della politica economica. Ora vogliamo una svolta"
di MATTEO RENZI
11 febbraio 2016
http://www.repubblica.it/politica/2016/02/11/news/renzi_lettera_a_repubblica_ue-133162994/
 
[2] Le difese: negazione e diniego
http://psicoterapiasiena.blogspot.com/2008/01/le-difese-negazione-e-diniego.html
 
La negazione e il diniego
http://www.ass-arcano.it/negazione_santini.htm

[3] Recessione,depressione e 80€
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816654.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/recessione-depressione-e-80.html 

 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/la-frase-di-renzi-e-una-negazione.html
 
 

 


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permalink | inviato da magnagrecia il 16/2/2016 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo sull’attacco del PdC Renzi alla Germania

 
Riporto un dialogo tra due altri lettori e me, incentrato sulle dichiarazioni del PdC Matteo Renzi contro la Germania, durante la sua conferenza stampa di fine anno. Cosa che aveva già fatto qualche giorno prima nel corso dell’ultimo vertice del Consiglio europeo, ribaltando il suo atteggiamento quasi remissivo tenuto negli ultimi due anni, dopo che all’inizio del suo percorso in veste di presidente del Consiglio aveva criticato con forza la politica economica imposta dall’Unione europea per volontà della Germania.

Come si vede, è l’ennesimo caso di Italiani che denigrano il proprio Paese ed elogiano la Germania.

Io penso che se c’è uno che, se solo lo vuole, può tener testa alla arrogante, egoista, egemone Germania, ed evitare il declino inarrestabile dell’Italia, questo è il tosto, determinato, spietato Renzi. Soprattutto se la richiesta gli viene – come io sospetto - da poteri fortissimi come le banche e l’ENI.
 
Allego uno degli articoli di giornale che commentano la conferenza stampa del PdC Renzi.
 
MATTEO RENZI
Referendum costituzionale, l'attacco di Renzi alla Germania e l'ombra di un governo tecnico
Giuseppe Timpone
Aggiornato il 30 Dicembre 2015, ore 08:38
http://www.investireoggi.it/attualita/referendum-costituzionale-lattacco-di-renzi-alla-germania-e-lombra-di-un-governo-tecnico/
 
***
 
Renzi: C'è poi il capitolo Germania. "noi chiediamo solo di far rispettare le regole a tutti”.

Vincesko
Giusto! Finalmente! Bravo! Gli arroganti ed egoisti bottegai tedeschi sono diventati i più bravi interpreti del detto napoletano del “chiagne e fotte”. Ed il modo peggiore per trattare gli arroganti è l’acquiescenza.
Ma il problema è a monte e deriva dalla débacle del PSE nella trattativa per la formazione e il programma della Commissione europea: il PPE controllato dalla Germania, pur avendo preso pochi voti in più rispetto al PSE, ha 13 Commissari oltre al presidente, il PSE solo 8. E dalla distribuzione delle posizioni burocratiche apicali: ben 5 direzioni generali sono occupate da Tedeschi.
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Paolo (Verona)
Renzi è un povero demente, la germania sara' sempre superiore all'italia per un solo semplice motivo, sono molto piu' onesti di noi, senza contare che l'amministrazione statale funziona alla grande, la giustizia, la scuola ect. impossibile cambiare l'italia perchè bisognerebbe cambiare la testa degli italiani, cominciando da ns "grandi" politici
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Vincesko
Hai fatto un'affermazione in parte infondata, frutto di ignoranza, e interamente autolesionistica, tipica di tanti Italiani che denigrano il loro Paese a prescindere e stravedono per la Germania a prescindere.
In parte infondata, perché anche la Germania imbroglia, ma lo fa soprattutto a spese degli altri Paesi (è, ad esempio, ai primi posti nella classifica delle truffe all'UE).
Autolesionistica, perché è dannoso oltre che stupido prima risolvere i problemi secolari italiani e poi impedire alla Germania di continuare a violare le regole che ha imposto a tutti e determinare il declino inarrestabile dell'Italia.

Poiché anche i Tedeschi violano le regole o inclinano alle furbizie, come quando, per fare qualche esempio, 
a) i Tedeschi sono stati i primi a non rispettare le regole che hanno imposto (pretesero la deroga sul deficit/Pil, nella fase dell’implementazione delle c.d. riforme e della deflazione dei salari nel 2003-2005);
b) per accrescere la competitività dei loro prodotti rispetto ai loro partner UE (tra cui l’Italia), finanziano la deflazione dei salari tedeschi (400-450€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il loro robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese, vietati dall'UE; oppure 
c) impongono misure draconiane di risanamento ai Paesi per evitare che le banche tedesche perdano i loro prestiti (ad es. la gran parte dei prestiti anti-crisi fatti alla Grecia); oppure 
d) si atteggiano a salvatori che si svenano per la patria UE, e danno lezione all’Italia, quando l’Italia non ha preso un Euro e contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota, ma la Germania lucra dal differenziale tra i capitali che prende a prestito e quelli che dà in prestito; oppure 
e) non si assumono, come Paese leader ed avvantaggiato dalla moneta unica, l’onere del riequilibrio della bilancia commerciale infra UE, anzi rifiutano di essere sanzionati poiché sforano da anni il limite del 6% (già sovradimensionato e fatto dall’UE a misura della Germania) del surplus commerciale, accrescendo i suoi consumi interni e gli investimenti pubblici, e fa per giunta concorrenza sleale deflazionando i salari e integrandoli col welfare; oppure 
f) impongono l’esclusione delle loro banche regionali o un criterio che favorisce i titoli derivati (di cui le banche tedesche sono strapiene) e penalizza gli impieghi o i titoli di Stato (che sfavorisce l’Italia) negli stress test delle banche.
 
***
 
Claudio (Bologna)
Tanto per ricordare : 1-le elezioni europee hanno avuto una affluenza pari al 58% circa degli aventi diritto , quindi il 40,8% è , circa , uguale al 20% degli aventi diritto. 2- in quella occasione si e votato praticamente per scegliere se essere pro o contro l'Europa !!! Ricordiamo a Matteo che lo stato Italiano 250 MLD per mettere le banche in sicurezza non li aveva e anche perchè , come ogni anno , 180 MLD se ne vanno in evasione fiscale , Fare i " grossi" con i Tedeschi , o lo fai sul serio , o lasci stare ( abbiamo già visto come è andata recentemente ) !!
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Vincesko
Perché, la Germania dove ha trovato i 250 mld per salvare le sue banche se non aumentando il debito pubblico? Per inciso rilevo che a) durante la crisi, il debito pubblico tedesco (e di altri Paesi) è cresciuto più di quello italiano; e b) le difficoltà delle banche tedesche sono dovute alle speculazioni sui derivati (solo la Deutsche Bank ne ha ancora la bellezza di 54.000 mld), mentre le difficoltà delle banche italiane sono dovute esclusivamente al prolungarsi della crisi economica per colpa della austerità imposta dalla Germania.
 
 
Claudio
Certo che hanno aumentato il debito , solo che il loro non era superiore al 100% come il nostro . Che la crisi peer le le banche Italiane si sia inasprita a causa della crisi può darsi , rimane il fatto che quì c'è un sistema in cui le figure apicali non scendono mai di un gradino ( come invece hanno fatto i Tedeschi ) . Mai che un politico si cali di un euro lo stipendio , mai che un dirigente di bamca cali le sue entrate , indipendentemente dai bilanci . Insomma , siamo sinceri , l'Italia è andata in crisi quando non c'erano più le possibilità di svalutare , aggirare le proprie leggi , insomma quando le regole sono diventate regole per tutti . L'euro è entrato in circolo per tutti nello stesso momento ma SOLO in Italia i prezzi sono schizzati (era solo un esempio) in sintesi io credo che noi Italiani non siamo adatti ad un mondo dove vigono le regole (vedi le ultime delibere su fiscalità ) . Detto questo , buona serata
 
 
Vincesko
Sicuramente hai ragione per i dirigenti delle banche, per il resto no:
1. Le banche italiane né hanno chiesto, né hanno avuto bisogno di aiuti, quelle tedesche sì a causa delle speculazioni sui derivati, di cui sono strapiene (solo la Deutsche Bank ne ha 54.000 mld).
2. Le difficoltà attuali delle banche italiane sono dovute ESCLUSIVAMENTE al prolungarsi della crisi economica, dovuto a) all'austerità economica imposta dalla Germania, b) alla quasi latitanza della BCE e c) alle mastodontiche manovre correttive varate in Italia per far fronte alla crisi economica, esacerbata dalla pessima gestione, per colpa della Germania e della Francia, che si sono preoccupati soltanto di non far perdere i prestiti delle loro banche ai Greci, della crisi greca.
3. Dire che l'Italia è andata in crisi perché non ha potuto svalutare è corretto, ma insufficiente: la moneta unica ha messo insieme economie eterogenee, che impediscono appunto gli aggiustamenti automatici, i quali però non sono stati sostituiti da altri meccanismi indispensabili, quali i trasferimenti fiscali, sostituendoli con prestiti; per giunta la Germania si è rifiutata e si rifiuta egoisticamente di addossarsi una parte dell'onere del riequilibrio, semplicemente aumentando i suoi consumi e investimenti interni, a beneficio dei Tedeschi, ma ha scaricato tutto l'onere sui Paesi deboli che hanno dovuto deflazionare i salari e i diritti.
4. La Germania è stata la prima, nel 2003-2005, a non rispettare le regole che ha imposto a tutti, per fare dumping salariale a spese dei partner EUZ, finanziandolo con soldi pubblici, pratica vietata in UE: quindi ha commesso una duplice violazione delle regole, a danno degli altri. Continua da anni a non rispettare il limite del 6% (già sovradimensionato e fatto a sua misura dalla prona Commissione del suo servo Barroso) delle partite correnti (export meno import), che tanti problemi arreca ai partner EUZ e al mondo intero (v. punto 3). E potrei continuare.
5. L'aumento abnorme dei prezzi in Italia (e in Grecia) dopo l'introduzione dell'Euro è stato causato: a) dalla furbizia di una parte degli Italiani (quelli che possono fare il prezzo: commercianti, autonomi, imprese, perfino Enti pubblici), a spese di tutti gli altri; b) dalla cattiva gestione del change-over da parte del governo Berlusconi, che non ha attivato i controlli programmati.
Conclusione: ad esser buono, nessuno è perfetto o esente da colpe, neppure i Tedeschi.
Buona serata.
 
 
Claudio
Sono parzialmente daccordo ma i fatti di questi ultimi anni dimostrano ce la saldezza tanto sbandierata delle banche , è una favola !! Le banche non hanno chiesto nulla per paura di essere esautorate dai propri interessi . Lo dimostrano l'azzeramento dei crediti dati alla produzione . Senza affidamenti la produzione si è fermata e da li sono iniziati i problemi veri , niente soldi niente investimentie/0 pagamenti , chiusura disoccupazione galoppante !!! Sui derivati , meglio lasciare perdere , sicuramente le banche ne avevano meno ma solo perchè , in molti casi , erano stati scaricati sugli enti pubblici (comuni in particolare modo ). Nel 2003 la Germania ha fatto le riforma SENZA avvantaggiare nessuno , il debito era arrivato al 60% , quindi abbondantemente sotto ai valori Italiani . Comunque dopo pochi anni la situazione si è normalizzata e il PIL è sempre aumentato in maniera significativa . Ripeto un paese con 180 MLD di evasione , non può dare la colpa alla crisi e/o alla Germania . I ciabattai siamo noi , anzi , i nostri governanti . Certo di non averle fatto cambiare idea, buona notte
 
 
Vincesko
Tanto per chiarire, io non sono né un esperto né un difensore delle banche, che considero più imbroglioni di un fruttivendolo che bara sul peso e sul prezzo.
Non confondiamo, però, gli effetti con le cause. E’ stata la crisi economica che ha fatto aumentare le sofferenze e ridurre gli affidamenti, per paura di perdere i soldi; perfino ora le banche pur di non prestarli alle imprese mantengono i soldi presso la BCE pagando un prezzo pari allo 0,3%.
Non confrontiamo l’ammontare dei derivati in pancia agli Enti pubblici italiani (pochi miliardi, una trentina), con le migliaia di miliardi in pancia alle banche tedesche.
Non assolviamo la Germania per le violazioni del 2003-2005, fino ad allora considerata il malato d’Europa, che hanno AVVANTAGGIATO sé stessa (le sue imprese) e SVANTAGGIATO i partner EUZ, che da allora arrancano al suo inseguimento aumentando l’handicap iniziale, poiché l’Euro incorpora fin dall’inizio un valore inferiore del 20% rispetto al Marco, accresciuto dal differenziale d’inflazione a favore della Germania maturato da allora più la deflazione operata allora. E’ per questo che far assumere una parte del riequilibrio alla Germania significa SEMPLICEMENTE aumentare la sua domanda interna (consumi e investimenti in infrastrutture, che peraltro sono carenti), che farebbe aumentare l’inflazione tedesca e ridurre di conseguenza la competitività dei prodotti tedeschi rispetto a quelli dei partner EUZ, che conseguentemente aumenterebbero le esportazioni e diminuirebbero le importazioni verso la Germania; l’inverso per la Germania.
Il debito tedesco, che beneficia di poste occultate in enti considerati al di fuori dell’ambito pubblico, è arrivato all’80% del Pil.
L’evasione italiana è di 120 mld.
La crisi non solo dell’Italia ma di tutti i Paesi dell’EUZ è colpa della Germania, che ne trae vantaggio.
Conclusione: questi non sono idee, da cambiare, ma numeri e fatti, che attestano l’egoismo e le gravi responsabilità della Germania, che beninteso non assolvono l’Italia dalle sue proprie, che conosco bene anch’io, e vivendo a Napoli, al massimo grado. E che contrasto. Ma questo non m’impedisce di sceverare il grano dal loglio e invitare a fare un po’ come i Tedeschi, che, pur avendo molte colpe, al cospetto degli stranieri si assolvono e si presentano compatti a difesa dei loro interessi, incolpando per giunta gli altri e facendo loro la lezione. Mentre quasi tutti gli Italiani non fanno altro che lamentarsi, autodenigrarsi, lodare gli stranieri e incolparsi a vicenda.
Buonanotte.
 
 
Post collegato:
 
Avevo puntualmente registrato e già commentato favorevolmente il cambio di atteggiamento del PdC Renzi verso la Germania, in calce ad alcuni articoli e in questo post qui sotto, suscitando lo scetticismo di vari interlocutori, uno dei quali ha lasciato un commento, anzi addirittura due, cosa rarissima nel mio blog, in calce al post.
 
Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/dialogo-sullattacco-del-pdc-renzi-alla.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 30/12/2015 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Renzi vs i giornalisti

 
"Schiavitù" nell'editoria, battibecco tra Renzi e Iacopino
29 dicembre 2015
http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/battibecco-tra-renzi-e-jacopino-ordine-giornalisti.aspx
 

Il mio giudizio su Renzi è basato non sul pregiudizio ma sull'analisi dei fatti, delle scelte concrete. Ci sono luci ed ombre, queste ultime purtroppo obliterate da una narrazione mendace. Francamente questo non è accettabile.

Come personalmente trovo inquietante l'inattesa per me idiosincrasia - similberlusconiana - di Renzi alle critiche. Crea un ambiente favorevole acché qualche servo zelante escluda Fiorella Mannoia dal concertone di Capodanno a Roma.

E diffonde un vago sentore di incipiente regime autocratico, foriero, se non di guai, di atmosfera plumbea.

Secondo me, Renzi ha sulle palle non i giornalisti ma i giornali, soprattutto perché, volenti o nolenti, veicolano le accuse debordanti contro di lui dei numerosi oppositori, sia quelli istituzionali (Grillo, Salvini e compagnia bella), sia i tanti cittadini che lo riempiono quotidianamente di contumelie ed epiteti scorticanti.

Similmente a Berlusconi che voleva strozzare gli autori che scrivevano di mafia, ma in realtà voleva strozzare i mafiosi che lo tenevano sotto ricatto, Renzi dice che vorrebbe chiudere l'Ordine dei giornalisti, ma in realtà vorrebbe eliminare i giornali, che direttamente o indirettamente parlano male di lui.

 

 
Post collegato:
 
Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/berlusconi-renzi-interpretazione.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/renzi-vs-i-giornalisti.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 29/12/2015 alle 20:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?

 
Pochi giorni fa, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato Massimo “Mucchetti si dice non stupito che le banche siano saltate, perché “erano marce. Mi ha colpito, invece, che non siano state ricapitalizzate attraverso il Fondo interbancario di garanzia dei depositi solo perché la Direzione Ue per la Concorrenza ha espresso un orientamento contrario. A suo dire il Fondo avrebbe natura pubblica, e dunque il suo intervento costituirebbe aiuto di Stato, perché istituito per legge e con un esponente della Banca d’Italia in consiglio. Un po’ poco ove si consideri che i quattrini del fondo li mettono le banche”.

Per Mucchetti – aggiunge l’Ansa – l’Italia avrebbe dovuto “tirare diritto, lasciar formalizzare l’orientamento e, ove fosse, impugnarlo. Il Lussemburgo si è difeso sul tax ruling e ha subito impugnato la procedura d’infrazione. E invece, meno coraggiosi del Granducato, abbiamo colpito, oltre agli azionisti com’era nell’ordine delle cose, anche gli obbligazionisti subordinati, che rappresenta la novità, discutibile, delle nuove regole di risoluzione”.[1]

Ora il ministro Delrio ci informa che la colpa della resa all’imposizione dell’UE, anzi alla semplice comunicazione informale di una delle direzioni dell’UE, è del ministro Padoan.[2] Sono mesi che osservo che l’ex tosto Renzi si è fatto “addomesticare” dal burocrate prudente Padoan.[3]

Dall’altro ieri,[4] Renzi sembra aver ripreso il viso dell’armi con l’egemone, egoista ed arrogante Germania,[5] stimolato presumibilmente da poteri forti come le banche e l’ENI. Ed “avrebbe deciso di sostituire in anticipo il rappresentante permanente Sannino, incline al dialogo e alla mediazione, con l’ambasciatore d’Italia a Mosca, pronto a portare in Europa la linea rottamatrice del premier”. Infatti, “Incline al dialogo e a trovare compromessi, l’attuale ambasciatore, grande conoscitore della macchina europea, non rappresenterebbe in pieno la linea muscolare che Renzi vuole portare a Bruxelles: quella di un’Italia pronta a farsi sentire su tutti i dossier e a prendere anche posizioni scomode”.[6]

Ma la cartina di tornasole della sua determinazione ad andare allo scontro con l’UE (e la Germania) sarà il trattamento che riserverà ad altre due figure chiave: il capogruppo PSE al Parlamento Europeo, Gianni Pittella, uno dei responsabili della débacle dei socialisti nella trattativa con il PPE sulla formazione della Commissione europea,[7] e, appunto, il ministro burocrate prudente Padoan, latore degli input austeritari dell’Unione europea.[8] Se ne disferà ritenendoli un freno, una volta deciso che il dado è tratto, o li userà come necessari strumenti per praticare una tattica da stop and go nella contrapposizione inevitabile con la Germania, per evitare il declino irreversibile dell’Italia?

 
[1] Il caso-Boschi scuote il Partito Democratico Mucchetti attacca: “Il padre dovrebbe rispondere”
By Redazione on 14 dicembre 2015
http://www.italiaora.net/il-caso-boschi-scuote-il-partito-democratico-mucchetti-attacca-il-padre-dovrebbe-rispondere/
 
[2] Graziano Delrio: "Sul Salva banche ha trattato Padoan. Il Salva Carrai? Iniziativa parlamentare, il governo non c'entra"
Angela Mauro
Pubblicato: 19/12/2015 12:08 CET Aggiornato: 19/12/2015 12:08 CET
http://www.huffingtonpost.it/2015/12/19/graziano-delrio-salva-banche-trattato-padoan_n_8844378.html
 
[3] UE, classifica (personale) dei mediocri
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/ue-classifica-personale-dei-mediocri.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2835140.html
 
[4] Vertice Ue, Renzi attacca Merkel sulle banche: “Non raccontate che donate sangue all’Europa”
Alta tensione sullo schema dei depositi. Il premier: «Cara Angela, perché ti opponi?»
18/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/18/esteri/vertice-ue-renzi-attacca-la-merkel-non-raccontarci-che-donate-sangue-alleuropa-SlDlQh1cHF5rIIgmncS0jO/pagina.html
 
[5] L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.htmloppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html
 
[6] Renzi pronto a sostituire in anticipo l’ambasciatore italiano presso l’Ue
17 dicembre 2015
http://www.eunews.it/2015/12/17/renzi-sannino-ue/47122
 
[7] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
[8] PD, non paradosso, ma mutazione degli interessi rappresentati
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832703.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/pd-non-paradosso-ma-mutazione-degli.html


Articolo collegato:
 
Guarda la combinazione, oggi su La Stampa, a distanza di tre giorni dallo scontro del PdC Renzi con la cancelliera Merkel e le sue critiche all'UE, c’è questa a dir poco tempestiva intervista, fatta presumibilmente ieri, al ministro-burocrate-prudente Padoan, che, per emulare il suo capo e conservare la cadrega, critica la Germania e l’UE, ma lo fa nel modo suo solito, definendo prudentemente la soluzione strampalata data al salvataggio delle quattro piccole banche che egli stesso ha contrattato e poi eseguito “posizioni discutibili”.
 
“Sulle banche italiane da Ue e Germania posizioni discutibili”
Il ministro: con le nuove regole, Bankitalia potrà vietare i bond rischiosi. A gennaio riforma del credito cooperativo. Incentivi sui prestiti incagliati
ALESSANDRO BARBERA
20/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/20/economia/sulle-banche-italiane-da-ue-e-germania-posizioni-discutibili-DjMuCJWb6rGp3KwcB23oKJ/pagina.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
 

Matteo Richetti critica la gestione renziana del PD

 
“Rottamazione fallita, il Pd è senza identità. Renzi deve ascoltarci”
Richetti chiede un cambio di passo nella gestione del partito
FRANCESCA SCHIANCHI
19/11/2015
http://www.lastampa.it/2015/11/19/italia/cronache/rottamazione-fallita-il-pd-senza-identit-renzi-deve-ascoltarci-IFeRQqkhGxUqUAIW7egfoJ/pagina.html

 

Questo articolo, che ai miei occhi costituisce una buona notizia, merita un commento articolato.

1. Matteo Richetti conferma il mio giudizio positivo che espressi su di lui qualche anno fa quando lo ascoltai per la prima volta alla Leopolda.

2. In un Paese gerontocratico e bloccato come l’Italia, la rottamazione era più che necessaria. E’ che, come è stato già scritto da parecchi, è stata molto parziale ed ha alimentato il trasformismo degli opportunisti.

3. Il giudizio severo di Richetti svela plasticamente i limiti evidenti del contaballe Edipo-Renzi come leader di un partito di Csx.

4. A mio avviso, un leader va giudicato anche dalla qualità dei suoi collaboratori: quelli di Renzi sono mediocri, vuoi per limiti personali oggettivi, vuoi per la loro clamorosa propensione a sposare acriticamente le tesi del capo. Fa eccezione – come si vede - Richetti.

5. Infine, per me c’era – c’è - un abisso, sotto il profilo della competenza, tra il gentiluomo Bersani e il tosto Renzi. Ma anche l’ottimo Bersani aveva due limiti: il maggiore dei quali era la sua carente capacità comunicativa, che è stata la sua principale, forse unica, defaillance, con l'esito negativo che sappiamo (nell’ultima settimana prima del voto, il PD perse ben 5 punti percentuali); ed il minore dei quali, ma complementare, quello di scegliere male e sopravvalutare i suoi collaboratori, vedi la sua indicazione della Fornero come possibile sua ministra e della Finocchiaro come PdR o non so che cosa, e, soprattutto, come fu nella scelta di Stefano Di Traglia a responsabile della comunicazione del PD in tutto il percorso del Segretario Bersani, il quale sbagliò la campagna comunicativa elettorale, oltre che per la sua bonomia caratteriale, appunto la sua carente capacità comunicativa e la sua idiosincrasia alle bugie, per responsabilità dei suoi consulenti alla comunicazione, in primis Di Traglia.


Post scriptum

Per motivare il mio giudizio negativo su Stefano Di Traglia, do un'informazione tecnica. Un qualunque bravo venditore sa che una delle regole fondamentali della comunicazione di vendita è quello di non basare il messaggio sulle cattive qualità dei concorrenti (che anzi si consiglia di non menzionare neppure), ma esclusivamente sulle qualità del proprio prodotto-servizio. Il presentarsi di Bersani, quasi ossessivamente, come "smacchiatore del giaguaro" contraddice clamorosamente quella regola basilare. Ora, delle due l'una: o è stato l'esperto (fino a prova contraria) Di Traglia a suggerire a Bersani di caratterizzare in quel modo il suo messaggio di propaganda politico-elettorale, e quindi è stato lui il responsabile diretto del fallimento; o è stato l'ignorante (in senso tecnico) Bersani a intestardirsi a veicolare ostinatamente quel messaggio palesemente, almeno agli occhi di un esperto, sbagliato, ma anche in questo caso Di Traglia resta secondo me il responsabile del fallimento, poiché né ha persuaso Bersani a mutare la strategia comunicativa errata, né se ne è dissociato rassegnando le dimissioni.

 
 
Appendice
 
Per quel che vale, provo a indicare una strategia comunicativa elettorale più efficace.
Ho frequentato per tre anni il forum del Partito Democratico PDNetwork (ora non più attivo, anche perché era affollato di paranoici lamentosi), nel quale la RedazioneWeb del PD provvedeva a pubblicare, oltre a quelli di noi frequentatori, contributi dei dirigenti e dei parlamentari del PD, che noi commentavamo. Tra questi, questo videomessaggio di Pier Luigi Bersani:

Governeremo per tutti, al servizio del Paese e dei cittadini (Videomessaggio)
contributo inviato da pierluigi bersani il 21 maggio 2011
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2646634

in calce al quale pubblicai il seguente commento:

 commento di magnagrecia inviato il 23 maggio 2011
La crisi economica ed occupazionale è e sarà dura e lunga (almeno 15 anni), perché riflette il riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere in ambito planetario. Occorre finanziare l’indispensabile crescita e gli altrettanto indispensabili ammortizzatori sociali universali.
Dove si prendono le risorse?
Nella lettera di PDnetwork (Lettera PDnetwork), le proposte riguardavano:
- Piano di sviluppo economico ed occupazionale;
- Reddito di cittadinanza universale;
- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari, facendolo costare di più di quello stabile;
- Sgravio fiscale sul lavoro e sulle imprese;
- Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare;
- Questione femminile, Rivoluzione culturale e Mezzogiorno (obiettivi strettamente intrecciati).
Prendendo i soldi, tra l’altro, da:
- taglio selezionato della spesa pubblica relativa all'apparato burocratico[Nota 13], per gli armamenti [14] e la politica [15].
- un maggior onere delle classi agiate:
• reintroduzione dell'ICI sulla prima casa di proprietà dei ricchi e degli abbienti [16];
• aumento della aliquota sulle rendite finanziarie (eventualmente, esclusi i BOT);
• imposta pluriennale di scopo sui ricchi ed i ricchissimi.
Due domande a Pierluigi Bersani: 1) Questo silenzio della sinistra sui costi della politica fa guadagnare o perdere voti? 2) Il PD prenderà l’iniziativa o andrà al traino del M5S?
Sui costi della politica silenzio a sinistra
 

Ho poi sviluppato queste proposte concentrandomi su queste sei:

Tre Misure tattiche

1. Il reddito minimo garantito (Rmg);

2. le norme sul lavoro precario, facendolo costare più di quello stabile;

3. un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità;

Tre misure strategiche

4. Pubblica Amministrazione;

5) Questione femminile;

6) Tutela del territorio.

Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sei-misure-da-adottare-contro-la-crisi.html
 

Trasfusi queste proposte elaborate analiticamente nella Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD, segnatamente le prime tre, in numerosi commenti in PDNetwork.

Non so se fu anche grazie a questo bombardamento, ma sta di fatto che il Segretario Bersani, in varie occasioni pubbliche, parlò sia del reddito minimo garantito che di un piano casa come misure prioritarie, mentre il lavoro precario era un tema del discorso pubblico dell’intero PD.

Oggetto:         Bersani: serve salario minimo garantito
Da:      info@mailservices.pdnetwork.it 
Data:   21/09/2010 17:30
Care democratiche, cari democratici
ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ai microfoni del Tg1, ha lanciato l’idea di introdurre "un salario minimo garantito per legge". Una proposta concreta per aiutare tutti coloro che lottano contro la crisi e per i quali non esiste un contratto nazionale di lavoro.
 

Il segretario Bersani, intervistato nel febbraio 2011 da Rainews, affermò che le 2 principali priorità erano il lavoro e la casa.
 
Mercoledì scorso, su Rainews24, nella trasmissione settimanale di approfondimento politico, è stato trasmesso un servizio da Bologna (cfr. Pierluigi Bersani protagonista di “Voglio chiedere a Pier Luigi Bersani…”, dibattito condotto da Patrizio Roversi - Librerie Coop Ambasciatori – via Orefici, 19)
http://beta.partitodemocratico.it/doc/203664/bersani-a-imola-e-bologna.htm
A una domanda della giornalista di Rainews sul programma del PD, Pierluigi Bersani ha elencato tre punti-obiettivo; il terzo non lo rammento, ma i primi due sono stati:
1°  il precariato;
2°  la casa.
So che la Lettera di PDnetwork l’ha sicuramente ricevuta, perché, non riuscendo io ad avere dopo 20 giorni il riscontro dell’invio da parte della RedazioneWeb, ho contattato la Segreteria Nazionale, ho parlato con la segretaria e gliel’ho inviata personalmente.
Ed allora, nell’ascoltarlo, mi sono legittimamente chiesto se quei due obiettivi, semplici, precisi, concreti, sicuramente di sinistra, perché mirati ai ceti e alle categorie più deboli – diversi milioni di persone, se si considerano tutte le famiglie coinvolte – gli fossero stati suggeriti proprio dalla lettura della Lettera di PDnetwork, perché essi sono proprio i primi due punti contenuti nella Lettera (il reddito di cittadinanza universale è un obiettivo che comporta un costo notevolissimo, ma è parte integrante, imprescindibilmente complementare del problema del precariato). Il terzo riguarda la questione femminile, d’altronde strettamente intrecciata col problema della disoccupazione e del precariato, soprattutto al Sud.
 
E concludevo così:

In conclusione, penso si possa convenire tutti sull’opportunità di elaborare e presentare un programma snello, basato su pochi (diciamo cinque), chiari, concreti e qualificanti obiettivi: due o tre di questi ora sono già definiti. Si tratterà di saperli efficacemente propagandare, creando lo spirito giusto, prima nella coalizione e poi nell’elettorato. Riporto perciò l’ultima parte della lettera di accompagnamento alla Lettera di PDnetwork:  

Noi crediamo che i numeri elettorali sarebbero dalla parte delle misure indicate, a condizione che si abbia la saggezza, il coraggio e l’intelligenza di farne oggetto chiaro, esplicito ed appassionato del programma elettorale del PD, così come viene delineato nel documento; sapendo però che preliminarmente e parallelamente occorrerà intervenire su due aspetti fondamentali: 1. ricreare lo spirito giusto, poiché, come afferma Robert Musil ne “L’uomo senza qualità” “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”; 2. lavorare, per questo, su una riforma culturale, attraverso l’educazione, che coinvolga in primo luogo la famiglia e poi la scuola.

Buon lavoro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-di-pdnetwork-alla-segreteria.html

(cfr. SONDAGGIO IPSOS: PRIMARIECENTROSINISTRA, 1° BERSANI
contributo inviato da magnagrecia il 25 febbraio 2011
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2601862 ).
 

Conclusione. Non v’è alcuna certezza dell’esito, ma, come si vede, sarebbe stato forse sufficiente, in luogo dell’ossessivo e controproducente “smacchiamento di giaguari”, prendere queste poche proposte qualificanti che interessavano decine di milioni di persone: reddito minimo garantito, piano pluriennale di alloggi pubblici (“Piano-casa Bersani”)[*] e lavoro precario, già chiare e definite nella testa del candidato Bersani, e trasfonderle in una sinossi di programma politico-elettorale semplice, chiara ed efficace, trasformandole in slogan incisivi di propaganda elettorale, sia per evitare l’emorragia dell’ultima settimana di campagna elettorale a favore di M5S, che pare abbia guadagnato almeno un milione di voti grazie alla sua proposta di reddito di cittadinanza, che in Italia era stato già attuato a livello regionale soltanto da amministrazioni di Csx, sia per vincere nettamente le elezioni politiche, togliendo così ogni velleità irridente al duo Grillo-Casaleggio ed ogni remora-alibi ademocratica al presidente della Repubblica, il massone elitario Giorgio Napolitano.
 
[*] La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-casa-e-un-diritto-essenziale.html

  

Post collegati:
 
Caro Pier Luigi Bersani
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2796706.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/caro-pier-luigi-bersani.html
 
Comunicazione politica e vendita diretta
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760961.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/comunicazione-politica-e-vendita-diretta.html

Carteggio tra il Prof. Massimo Arcangeli e me sulla capacità comunicativa di Pierluigi Bersani
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2759360.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/carteggio-tra-il-prof-massimo-arcangeli.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/matteo-richetti-critica-la-gestione.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 23/11/2015 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La fede commovente dei sostenitori di Renzi

 
La fede di moltissimi sostenitori vecchi e nuovi di Renzi è commovente. Una fede che rimuove i dati della realtà effettuale. Il dato più grosso - rammentato da Bersani a Ballarò - è che Renzi governa con i voti conquistati dal PD di Bersani. E questo – va riconosciuto, anche se al netto dell’obiezione fondata che la stessa possibilità piena non fu concessa dal presidente Napolitano a Pier Luigi Bersani - fa parte legittimamente della grammatica costituzionale italiana. Ma sta attuando un programma diverso da quello elettorale vincente e in vari aspetti differente da quello suo proprio. E non vale affatto la giustificazione che, poiché ha bisogno dei voti del Cdx, ha dovuto dare al programma una sterzata destrorsa. Qui la misura, il mix sono determinanti. Anziché a un ribilanciamento del programma, siamo di fronte – come ho scritto l’anno scorso[1] ad uno “snaturamento del PD, come partito di centrosinistra (1/3 di centro e 2/3 di sinistra), solo parzialmente contraddetta dalla scelta iniziale di Renzi dell’iscrizione del PD al PSE, dopo anni che se ne parlava senza mai realizzarla, e da alcune misure del governo (al di là della loro strumentalità elettorale e dei difetti, gli 80€/mese a 11 mln di percettori di redditi relativamente bassi, prendendo i soldi ai ricchi e ai benestanti, sono una misura redistributiva di sinistra). E’ indubbio che la strategia di Renzi sembra cambiata velocemente, sia all’interno, in termini di alleanze (privilegiando in maniera ostentata Marchionne e Confindustria e, per contro, emarginando i Sindacati dei lavoratori), e per il linguaggio di rottura e menzognero non solo della estremista Picierno, ma anche di moderati come Serracchiani, Taddei e Gozi o l’opportunista Fioroni; sia all’estero, in cui obtorto collo Renzi si è dovuto piegare ai veti della Merkel ed acconciarsi ad alleanze variabili a seconda della materia (il mediocre Hollande, contro l’austerità, o il filoatlantico Cameron, contro la burocrazia UE)”.
E, per giustificare il tutto, ha dato la stura alla sua compulsiva comunicazione menzognera e manipolatoria.[2] Grosso errore per un leader di sinistra.
 
I sostenitori renziani sono ancor più commoventi quando parlano d'altro, divagano, perdendo tempo dietro ipotesi indimostrate e indimostrabili, ad esempio chiedendosi che cosa farebbe Bersani, se avesse il controllo del PD, nei riguardi delle proposte di Renzi, e che non sono comunque pertinenti anche se fossero dimostrabili, al solo scopo di trovare giustificazioni-alibi, tipico atteggiamento di chi ha la coscienza sporca. Questo comportamento equivale proprio a incapacità di guardare in faccia la realtà e di affrontare il nocciolo della questione. Che è quello che ho cercato di illustrare in precedenza e che sempre i citati sostenitori non a caso eludono completamente: Renzi governa con i voti ricevuti da Bersani, facendo cose non solo diverse ma opposte a quelle contenute nel programma elettorale del PD e dello stesso Renzi. Egli, quindi, non è solo un contaballe, ma un campione della slealtà e del tradimento del patto democratico con gli elettori che hanno dato il loro voto al PD. Io lo trovo un fatto gravissimo; non mi meraviglio, avendo frequentato per tre anni il quotidiano della Margherita "Europa" e constatato la doppiezza, la logica strampalata (indizio di problemi col principio di realtà) e l'inclinazione al tradimento dei cattolici dc,[3] che dei (simil)democristiani vi sorvolino sopra, anzi lo giudichino quasi un titolo di merito.
 
[1] PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pd-metamorfosi-incipiente-di-un-partito.html
 
[2] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/07/la-comunicazione-di-matteo-renzi.html
 
[3] La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756061.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-macroscopica-mistificazione-pro.html
 
A @m.claudia, una frequentatrice di questo sito, che si chiedeva perché quelli della destra del PD “cercano di denigrare il PD e non vogliono che la sinistra governi?”, ho risposto:
“Perché lo fanno, quelli della destra del PD (nonché "Europa")? Me lo sono chiesto anch'io e intanto li sto "bastonando" adeguatamente: 1) Perché i cattolici italiani, storicamente, essendo filo-Vaticano, sono inclini psicologicamente al tradimento (e sono rimasti i soli con questa inclinazione,dopo la scomparsa dei... comunisti e dell'impero del male). 2) Perché sono inclini a fare - spesso inconsapevolmente e nonostante la fede asserita nella terza virtù teologale, la carità, o chissà forse proprio per questo - gli utili idioti dei ricchi egoisti, avidi, spietati e affamatori”.
La sconcertante scoperta della scarsa empatia dei cattolici del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756664.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-sconcertante-scoperta-della-scarsa.html
 

Video collegato:
 
Anche Alfredo D’Attorre dice che il traditore non è lui, ma Renzi, che ha stravolto in senso destrorso il programma di governo del PD.
 
Ecco la sinistra anti Renzi
Lilli Gruber ospita Alfredo D'Attorre (Sinistra Italiana), Paolo Mieli (Presidente RCS Libri) e Antonio Padellaro (Il Fatto Quotidiano)
10 novembre 2015
http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/ecco-la-sinistra-anti-renzi-10-11-2015-167197
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/la-fede-commovente-dei-sostenitori-di.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 9/11/2015 alle 13:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi

 
Come ha insegnato il suo “maestro” Berlusconi (ma l’allievo, come talvolta succede, è più bravo e soprattutto più determinato e spietato del maestro), la pessima decisione del sempre più destrorso PdC Renzi di abolire l'IMU-TASI, e per tutti, anche i ricchi proprietari di case di lusso (cat. A1), ville (cat. A8) e castelli (cat. A9), cosa che Berlusconi non osò fare, è solo marketing elettorale e solletica l'egoismo di milioni di Italiani che odiano le tasse, in particolare quelle sulla casa, che viene subito dopo la mammina.
 
Certamente la legge ordinaria può - sbagliando, da tutti i punti di vista, salvo prova contraria (sfido a trovarla) - escludere dall’imposizione fiscale la casa principale, ma: 1. deve avere una ratio ( = principio, motivazione); e 2. non essere incostituzionale.
 
Si leggono, infatti, come successe per l’abolizione dell’IMU nel 2012, dei ragionamenti, al minimo, capziosi, che, in definitiva, servono soltanto a giustificare l’egoismo di chi li fa. Non indicano mai una sola motivazione valida per cui la casa principale, indicatore di capacità contributiva ex art. 53 Cost.,[*] debba per giunta essere addirittura esclusa dal pagamento di un tributo locale (anche se in parte viene incamerato dall'onnivoro Stato centrale italiano), destinato a pagare servizi erogati dal Comune, di cui i possessori delle citate case beneficiano, talvolta o spesso in misura maggiore rispetto ad altri contribuenti (si pensi, ad esempio, all'incremento del valore dell'immobile grazie all'effetto di spese d'investimento infrastrutturale o spese correnti - illuminazione pubblica, trasporti, ecc. - effettuate dal Comune medesimo).
 
La considerazione più importante, però, che, a mio avviso, va fatta è che il dibattito, aperto dalle dichiarazioni del medesimo Renzi, prontamente alimentato ad arte dai suoi reggitori di coda vecchi e nuovi, sull'abolizione della IMU-TASI sui ricchi (appena 60.000 residenze su circa 34 milioni) è fumo per i gonzi, poiché è solo un modo furbesco di stornare l'attenzione dalla colpa principale: favorire i ricchi e i relativamente benestanti, che costituiscono la stragrande maggioranza degli Italiani, fregandosene sia – come ha osservato Bersani - del principio contenuto nell’art. 53 della Costituzione,[*] sia della natura iniqua e destrorsa del provvedimento che snatura vieppiù il PD, sia degli affittuari, che sono "soltanto" 15 milioni e che - come fiscalità generale - pagheranno anch'essi lo sgravio. Come dire? Cornuti e mazziati.
Infatti, quelli che abitano in affitto, in particolare milioni di anziani, stanno molto peggio, a causa sia dell'elevatezza del costo degli affitti, sia della estrema penuria di alloggi pubblici, sia della carenza dei sussidi all'affitto, ma di loro nessuno quasi si cura. Anzi, come fiscalità generale, contribuiranno, appunto, a pagare lo sgravio dell'IMU e della TASI, a beneficio anche dei ricchi e dei benestanti. E' un'ingiustizia talmente evidente e scandalosa (che replica quella del governo Berlusconi con l’eliminazione dell’ICI ai ricchi ed ai più abbienti, finanziata anche col taglio della spesa sociale, destinata ai poveri) che soltanto in Italia, popolata da milioni di individui egoisti, piagnoni e con scarsissimo senso civico, cui un PdC senza pudore liscia il pelo per un egoistico calcolo elettoralistico, si può provare, invero con qualche successo, a obliterare.
 
[*] Art. 53 Cost.: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
IL PRINCIPIO DI CAPACITA’ CONTRIBUTIVA (art. 53 Cost.)
Le leggi che istituiscono e regolano i tributi, pertanto, devono rispettare il principio di capacita` contributiva, sancito dall’art. 53 Cost., secondo cui Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita`contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
• Quali sono i fatti che esprimono capacità contributiva?
• Che cosa è la capacità contributiva?
• L’indice generatore di capacità contributiva è, per eccellenza, il reddito.
• Oltre al reddito, sono considerati indici diretti di cap. contributiva, anche il patrimonio e gli incrementi di valore del patrimonio.
• Sono, invece, indici indiretti di capacita` contributiva, il consumo e gli affari (colpiti dalle imposte indirette, come le imposte di fabbricazione, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di registro, ecc.).

 
Post e articoli collegati:
 
Imposte, il governo Renzi-Padoan ciurla nel manico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827108.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/imposte-il-governo-renzi-padoan-ciurla.html
 
Renzi, taglio delle tasse (IMU e TASI) nel segno di Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837640.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/09/renzi-taglio-delle-tasse-imu-e-tasi-nel.html

L’ABOLIZIONE DI TASI E IMU AVVANTAGGIA I MENO ABBIENTI
19 ottobre 2015
http://www.cgiamestre.com/2015/10/labolizione-di-tasi-e-imu-avvantaggia-i-meno-abbienti/
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/abolizione-imu-tasi-lallievo-renzi-ha.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 18/10/2015 alle 22:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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