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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/9/INNAMORAMENTO

 

Ripubblico un commento - beneaugurante! - qui già ‘postato’  (e in un altro forum nel Dic.'09)
 
Vincenzo, tu che sei un esperto, conosci un modo per mandare Silvio B. al creatore?
 
E’ una bella domanda la tua. Ovviamente, io non posseggo un sistema per eliminarlo, ma posso provare a fare un’analisi ragionata, e lunga, basata su un calcolo probabilistico, in ordine crescente, e formulare tre ipotesi.
 
Prima ipotesi: Silvio Berlusconi si dimette. Questa è l’ipotesi meno probabile, data la sua conformazione psicologica, non di ‘Unto del Signore’ - questo è un corollario (=conseguenza) – ma del suo essere un mammone amorale e bulimico: chi ha avuto la sfortuna di essere stato amato in maniera assoluta e totalizzante da una madre autoritaria e cattiva educatrice ha un senso di onnipotenza, che, se non viene elaborato, lo accompagnerà per tutta la vita e lo renderà schiavo di se stesso. Egli, quindi, non può non considerarsi onnipotente. E, come ho già scritto, ciò lo “costringe” a concupire e a fagocitare poteri e competenze per la potente pulsione bulimica e – dato l’imprinting, cioè la relazione primitiva fondamentale – ad imitare coattivamente l’autoritario – assolutistico - modello materno.
 
Seconda ipotesi: un atto di resipiscenza (-->Wikipedia) almeno di una parte – quella più raziocinante ed onesta, cioè quella per la quale ho apposta deciso di scrivere in questo forum - del suo elettorato. Questa è un’ipotesi poco probabile.
Qui faccio due osservazioni, una di tipo quantitativo: come ho già scritto a proposito del cosiddetto ‘popolo’ berlusconiano (PDL), se l’Italia fosse un villaggio di 100 persone, gli elettori PDL sono stati 23 alle elezioni politiche e 18 a quelle europee, per cui basterebbero relativamente piccoli “smottamenti” verso l’astensione o l’UDC, la metà addirittura se cambiassero fronte e passassero a sinistra (PD o IDV). L’altra, di tipo qualitativo: il rapporto tra Berlusconi ed il suo elettorato somiglia molto all’innamoramento, che è una passione. Già i miti greci 2.500 anni fa, il potente Shakespeare 400 anni fa e Freud 100 anni fa paragonavano l’innamoramento ad uno stato di malattia della mente, ora ci sono le evidenze scientifiche (allego i link).
 
Freud diceva che lo stato dell'innamoramento è più simile ad uno stato di malattia che ad uno sano, questo rimane vero ancora oggi. Nell'innamoramento esiste una idealizzazione dell'amato e la proiezione su di lui di tutti i nostri oggetti buoni, di modo che non vediamo la persona come in realtà è, ma come vorremmo che fosse, questo spiega perché una volta finito l'innamoramento le proiezioni vengono ritirate e si hanno quei commenti tipo "Ma come ho fatto a innamorarmi di quello lì? Non ha nulla, non è bello, né intelligente, dovevo proprio essere fuori di me" E spesso si passa ad una denigrazione dell’oggetto prima tanto amato. Gianna Porri.
http://www.whohub.com/it513/cosa-consiste-fenomeno-dell-innamoramento?tag=PSICOLOGIA
 
Sarà certamente riduttivo, ma la ricerca di un gruppo di neuroscienziati americani ha analizzato come forse non era mai stato fatto prima d'ora il meccanismo dell'innamoramento, della cotta, se volete chiamarla così, o della passione, dell'eros, ed è pervenuta alla conclusione che l' amore romantico è come una malattia mentale e che quando si è alle prese con la passione, diventiamo tutti vittime impotenti di un istinto biologico.
http://mysterium.blogosfere.it/2008/02/san-valentino-una-ricerca-americana-linnamoramento-e-come-una-malattia-mentale.html
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Innamoramento
 
Terza ipotesi: la rottura dell’alleanza con Gianfranco Fini. Questa è l’ipotesi più probabile. Qui c’è lo scontro tra un mammone dal collo taurino, che si crede onnipotente, ma che in fondo è un insicuro e vulnerabile nel suo amor proprio ipertrofico e malato, ed un uomo con una forte influenza paterna, lucido, determinato, sempre più sicuro di sé, autoritario, abile e spietato 'tagliatore di teste' (si veda il caso di Tremonti, Taormina e, ora, Cosentino; il prossimo sarà il traditore Gasparri?).
 
In conclusione: Giove toglie la ragione a chi vuol perdere, e Silvio B. è già mezzo matto. Posso naturalmente sbagliarmi, ma ho la netta sensazione che ci stiamo avvicinando per lui al giorno del “redde rationem”.
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Quos_vult_Iupiter_perdere_dementat_prius
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Redde_rationem
 
 
 
 
  
Puntate precedenti:
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 




permalink | inviato da magnagrecia il 31/1/2011 alle 1:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/4

 

Sigmund Freud, 100 anni fa, pur avendo l’evidenza clinica della precocità delle pulsioni  sessuali e della dannosità della loro repressione, sosteneva che “il fanciullo dovrebbe ricevere una istruzione sui fatti specifici della sessualità umana, con un cenno al suo significato sociale, al termine delle scuole elementari, prima di cominciare le medie, vale a dire prima del compimento del decimo anno di età”. Affidava quindi il compito alla scuola.
Oggi, gli esperti sono del parere che occorre anticipare l’istruzione sui temi della sessualità, in primo luogo dei genitori e poi dei fanciulli. Tuttavia, in Italia, purtroppo, per la resistenza della Chiesa e della cultura prevalente, non si sono fatti e non si fanno molti passi in avanti.   
 
La scoperta della sessualità
L'avvicinamento alla sessualità: momenti e fasi che non bisogna reprimere, sui quali è necessario vigilare, con grande attenzione e riservatezza.
Fin dai primi giorni di vita il neonato è un essere capace di provare sensazioni erotiche che, successivamente, si svilupperanno, modificandosi, fino all'età di quattro anni, per poi subire un periodo di latenza che durerà fino alla pubertà. Questo "meccanismo" è stato ampiamente spiegato da Freud, il quale è stato il primo ad analizzare le dinamiche sessuali nei bambini (e non solo) e a darne una spiegazione.
Per molto tempo si è ritenuto che le pulsioni sessuali si svegliassero solo all'inizio della pubertà. Un modo di pensare che ha portato intere generazioni di genitori, e adulti in genere, a commettere gravi trascuratezze ed errori con relative conseguenze sullo sviluppo normale della crescita della sessualità nei bambini. A ciò ha corrisposto, nella stragrande maggioranza dei casi, un’educazione repressiva, tesa a non comprendere e a far sì che il bambino negasse e reprimesse certi suoi istinti.
Oggi, grazie anche alla divulgazione del pensiero di Freud e di altri psicanalisti sull'argomento, il riconoscimento di queste pulsioni infantili è diventato comune e genitori, adulti, pediatri stanno molto più attenti alle manifestazioni sessuali dei bambini fin dalla prima infanzia.
·        Il succhiarsi il pollice - atteggiamento così comune fin dai primi giorni di vita - è un esempio delle manifestazioni sessuali dell'infanzia. Alla suzione - che può durare per anni - è spesso legato l'istinto di toccare una parte del corpo (il lobo dell'orecchio, ad esempio) piuttosto che un oggetto (uno straccetto morbido, un pupazzo, ecc.) che danno al bambino una sensazione piacevole. Si tratta della ripetizione di un gesto - succhiare il seno materno o un suo sostituto come il biberon - che il bambino ha provato, che ricorda e che, ripetendo con una parte del proprio corpo, gli provoca piacere. Il bisogno di ripetere il soddisfacimento si distingue dal bisogno di nutrirsi, appena crescono i primi dentini e il cibo viene assunto non più solo poppando, ma anche masticando. Il bambino non ricorre più all'uso di un corpo estraneo per il suo succhiare, ma preferisce una parte della propria pelle: è più conveniente perché lo rende indipendente dal mondo esterno, dalla volontà di qualcun altro.
·        Scoprire il proprio corpo e quello degli altri è un ulteriore passo verso la conoscenza sessuale. Osservare la propria diversità (chi non ha mai visto una bambina o un bambino osservare incuriosito il sesso di un coetaneo alla ricerca di qualcosa che non c’è?) è un modo per definirsi all'interno del quale sta anche il più o meno inconsapevole toccarsi le zone erogene provando sensazioni piacevoli. Queste azioni non vanno in alcun modo represse dagli adulti che possono depistare l’attenzione su qualcosa d’altro, senza con questo far sì che il bambino individui quel gesto come qualcosa di “brutto”, da non fare. Lo stesso vale per il gioco, antico come il mondo, che i bambini più grandicelli fanno, "il gioco del dottore". Anche questo è un modo a loro disposizione per scoprire un aspetto che sarà importante nella loro vita; anche su questo gli adulti devono vigilare, con discrezione. Altrettanto dicasi per quei giochi che inducono movimenti ripetitivi simili alla masturbazione (andare in altalena, ad esempio, oppure a cavalcioni di qualcosa, dal triciclo al cavallino).
·        Improvvisamente si arriverà a un'età nella quale sia la gestualità masturbatoria, sia la scoperta sessuale spariranno. Accade generalmente verso i 6/7 anni; è un periodo di "latenza sessuale" nel quale sembra che l’argomento non interessi, nel quale può accadere che i maschi stiano con i maschi, le femmine con le femmine senza quasi provare interesse reciproco, specialmente di tipo "sessuale". In questi anni il bambino metabolizza ciò che ha imparato sull'argomento, durante i primi anni di vita; tirerà fuori quei ricordi solo più tardi, a ridosso degli anni della pubertà, quando sentirà nei confronti dell’altro sesso un'attrazione "antica" che seguirà e che lo porterà alle prime esperienze sessuali.
http://www.villaggiodellasalute.com/Document.aspx?data=Pj8gz6N6I4T5oeCkaFMj%2Fg%3D%3D&title=La+scoperta+della+sessualit%C3%A0
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/8/MARINA

 

Un anno fa, lessi che Silvio Berlusconi aveva dichiarato che, tra i suoi figli, quella che gli somiglia di più è Marina. Non faccio fatica a credergli. Come lui, Marina dimostra, nell’intervista al Corriere della Sera citata nel post precedente http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/10/Contro_mio_padre_una_caccia_co_9_091010026.shtml  , una notevole propensione alla menzogna ed al ribaltamento della verità ed una difesa strenua della “roba”, anche quella acquisita in maniera truffaldina.
Per quanto riguarda questo ed, in particolare, la presunta persecuzione giudiziaria da lei lamentata, ecco un dettagliato riepilogo delle malefatte del padre ed attuale premier, non in base alle accuse faziose della sinistra, ma sulla scorta delle evidenze giudiziarie.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/d-avanzo-facola-processi/d-avanzo-facola-processi.html

 
 
 
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permalink | inviato da magnagrecia il 26/1/2011 alle 0:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/3

 

Riporto, come promesso, il punto di vista, sul tema dell’educazione sessuale, di un filosofo-teologo, Paolo De Bernardi (da Il diritto all’innocenza – Osservazioni sul progetto tecnocratico di educazione sessuale nelle scuole dellobbligo, “Sapienza”, Rivista di Filosofia e Teologia, LVII, pp. 325-335 – Aggiornato marzo 2008).
 
E’ questo argomento da trattare con grande delicatezza, dal momento che può consentire forme di condizionamento e plagio, molto più di discipline quali filosofia o religione, perché con l’educazione sessuale si trasmettono valori o modelli comportamentali che riguardano una delle sfere più intime della personalità: educazione che la scuola vorrebbe sottrarre alla competenza delle famiglie col pretesto che le famiglie non lo farebbero o non lo saprebbero fare. L’avvento del nuovo insegnamento preoccupa per i due seguenti riguardi.
1. Per la PRECOCIZZAZIONE degli interessi sessuali. Una cosa, ad esempio, è affrontare il tema dei rapporti non protetti con ragazzi di 18 anni, altra cosa con quelli di 14 e altra cosa ancora con quelli di 10 anni. Nel primo caso , si farà dell’informazione-prevenzione; nel secondo, oltre all’informazione si fa dell’istigazione a precocizzare le esperienze sessuali; nel terzo caso, si deturpa l’innocenza e si precocizzano illegittimamente interessi, che per natura dovrebbero comparire più tardi. (…) Emblematiche le dichiarazioni dell’ex ministro della Sanità U. Veronesi, secondo il quale l’educazione sessuale andrebbe insegnata sin dall’asilo (sic!).
2. Per i CONTENUTI. Avranno a questo punto i genitori la possibilità di avere l’esonero in quei casi dove insegnanti appartenenti a certe aree ideologiche dicessero che (…)?.
INQUIETANTI INIZIATIVE PER L’INFANZIA. (…). L’Italia ha aderito nel 1995 alla European Network of Health Promoting School (ENHPS) che riscuote l’approvazione della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e che impone ai paesi aderenti l’attiva partecipazione (anche con finanziamenti) dei Ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità. La rete di scuole coinvolta in tale progetto vede messi in atto corsi di educazione sessuale, anche per fasce di età da 3 a 11 anni (…).
La GuidaGenitori.it (…) ritiene, per bocca della psichiatra e psicoterapeuta R. Trabalzini, che: “La masturbazione nel bambino è assolutamente naturale… L’autostimolazione dei genitali rappresenta per i bambini soprattutto una possibilità di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di stanchezza, di solitudine, di noia… Impedire al bambino la masturbazione con rimproveri, punizioni e castighi è certamente un atteggiamento fuori luogo…”.
La psicologa R. Giommi, dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze (…) scrive dei bambini: “Si può insegnare loro la differenza di genere (maschile e femminile), oggetto di grande curiosità, parlando loro naturalmente con un linguaggio che siano in grado di comprendere (…)".
http://www.istitutocalvinocittadellapieve.it/liceo_file/Docenti_home/De_Bernardi_Paolo/sessualit%E0-videogiochi-famiglia/Il%20diritto%20all'innocenza.pdf
 
Per i più “curiosi” (se non funziona il link): cercate attraverso Google la invero interessante, integrale analisi, anche per la dovizia di riferimenti ad organismi qualificati e di spiegazioni dettagliate anche sui metodi seguiti all’estero, che il filosofo-teologo (non vorrei esagerare) mi pare riferisca anche con un certo compiaciuto dilungarsi sui particolari un po’ scabrosi e sui quali esprime naturalmente un giudizio molto severo.
 
Aggiungo, per finire, alcune osservazioni.
 
Sigmund Freud afferma che l’umanità, per potersi sviluppare, ha dovuto mettere sotto controllo la potente pulsione sessuale (libido) e, ad un certo punto della sua evoluzione, ha affidato questo compito alla religione. Se questo è vero, quindi, c’è un nesso stretto ed un conflitto perenne tra il naturale esprimersi della libido e la necessità “superiore” di governarla.
 
Questo, a maggior ragione, vale per la difesa della vita (aborto, uso del preservativo, ecc.). Solo che adesso – con 6 miliardi e passa di esseri umani sulla Terra – forse c’è un qualche difetto di adeguamento della Chiesa, o meglio del papa (vedi il suo recente intervento) e della Curia. I quali poi storicamente considerano l’Italia come il proprio giardino di casa.
 
Evidentemente, questo succede anche per l’educazione sessuale: a me pare che la preoccupazione del filosofo-teologo non sia – come afferma - che l’”educazione sessuale venga sottratta alle famiglie”, dove peraltro purtroppo non si fa, ma alla Chiesa, la quale, quasi come al tempo di Galileo, invece di adeguare – almeno in parte - il proprio punto di vista a quello scientifico, afferma e cerca di imporre il suo proprio, con la conseguenza che – aiutata in questo dalla moltitudine di persone che hanno subito un’educazione sessuale più o meno “repressiva” (forse il 90% di noi?), - in Italia l’educazione (informazione) sessuale malauguratamente non si fa: né in famiglia né a scuola.
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html

FEDERALISMO FISCALE: NORME E COMMENTI

 

Vorrei riferirmi alla discussione sul tema del federalismo fiscale, tema importante - eventualmente cruciale, ma soltanto in prospettiva, se usato strumentalmente - per i destini dell'Italia e degli Italiani.
Non vorrei aver interpretato male i commenti già pubblicati, ma osservo che forse  non si hanno del tutto chiari i termini della situazione o della legge. Faccio osservare, anche a fini di controllo delle decisioni del governo, che:
1. il federalismo fiscale è già legge dello Stato (L. 42/2009 http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09042l.htm );
2. l'attuazione del federalismo fiscale deve essere compatibile con gli impegni
finanziari assunti con il patto europeo di stabilità e di crescita, e, inoltre, deve
rispettare il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzioni;
3. la nuova legislazione dovrà essere a “costo zero”, cioè l’insieme dei
provvedimenti, compresi i decreti legislativi che ne daranno attuazione, non dovrà comportare nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica;
4. le Regioni già ora hanno autonomia di spesa dei fondi loro trasferiti;
5. nella nuova legge, anche i fondi provenienti dal fondo perequativo saranno "senza vincolo di destinazione";
6. le Regioni avranno autonomia sia di prelievo che di spesa;
7. anche le Province ed i Comuni (e le Città metropolitane) avranno potere impositivo (tasse di scopo e tributi locali);
8. è prevista una severa azione di controllo della spesa, con un sistema di premi e sanzioni, che arrivano fino all'ineleggibilità degli amministratori che abbiano provocato dissesto finanziario;
9. tra gli obiettivi c‘è anche quello di ridurre, gradualmente, la pressione fiscale: è  uno dei compiti principali dei decreti attuativi, che devono garantire la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo;
10. last but not least, è prevista una perequazione infrastrutturale (porti, aeroporti, strade, rete fognaria, idrica, elettrica e trasporto e distribuzione del gas).
 
Allego una nota del governo, alcuni ampi stralci di un commento analitico del Sole 24 Ore ed il link ad un’ampia analisi del Servizio Studi della Regione Piemonte; i link al testo e ad alcuni commenti del primo decreto attuativo, quello del federalismo demaniale. 
 
Governo Italiano – Dossier sul federalismo fiscale - legge n.42 del 5 maggio 2009.
Principi fondamentali del federalismo fiscale sono - da una parte - il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo, che comporterà automaticamente maggiore responsabilità da parte degli enti nel gestire le risorse. Dall'altra parte, la sostituzione della spesa storica, basata sulla continuità dei livelli di spesa raggiunti l'anno precedente, con la spesa standard. (...).
A favore delle regioni con minore capacità fiscale - così come prevede l'art.119 della Costituzione - interverrà un fondo perequativo, assegnato senza vincolo di destinazione.
(…). Viceversa, nei confronti degli enti meno virtuosi è previsto un sistema sanzionatorio che consiste nel divieto di fare assunzioni e di procedere a spese per attività discrezionali. (…). Sono previsti anche meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario. (...).
L’attuazione del federalismo fiscale deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita.
http://www.governo.it/governoinforma/dossier/federalismo_fiscale/
 
NORME&TRIBUTI
ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO 
Federalismo fiscale, tutte le novità dalla A alla Z
Copertura finanziaria (articolo 28).
Contrasto all'evasione fiscale (articolo 26).
Costi standard (articoli 8 e 11).
Fisco di vantaggio (articolo 16). Previsti, in armonia con le norme comunitarie, interventi speciali a favore degli enti locali per il loro sviluppo economico e sociale e per sopperire al deficit infrastrutturale, a una loro non ottimale collocazione geografica, ai diritti della persona, ai territori montani e alle isole minori. Obiettivo: colmare il gap ancora esistente tra Nord e Sud del Paese. L'entità delle risorse stanziate sarà determinata, annualmente, in sede di manovra finanziaria. Verranno finanziati da contributi statali speciali, dai fondi europei o da forme di co-finanziamento nazionale, secondo il metodo della programmazione pluriennale. Chiarito, poi, che i finanziamenti dell'Unione Europea non possono essere sostitutivi dei contributi statali speciali.
Fondo perequativo statale (articolo 9). Servirà per sostenere le Regioni con minor capacità fiscale per abitante, garantendo l'integrale copertura delle spese corrispondenti ai fabbisogni standard per i livelli essenziali delle prestazioni. Specificato che le quote assegnate per il trasporto pubblico locale dovranno ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante.
Il fondo sarà alimentato, in particolare, dal gettito prodotto nelle singole Regioni e dalla compartecipazione all'Iva e le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione.
Fondi perequativi locali (articolo 13). Saranno due, uno a favore dei Comuni, e l'altro delle Province e delle Città metropolitane, e verranno inseriti nel bilancio regionale, sebbene finanziati dallo Stato.
Gestione tributi e compartecipazioni (articolo 25).
Oggetto e finalità (articoli 1, 2 e 29).
Patrimonio degli enti locali (articolo 19).
Patto di convergenza (articolo 18).
Perequazione infrastrutturale (articolo 22). Prevista una ricognizione degli interventi infrastrutturali da fare su porti, aeroporti, strade, rete fognaria, idrica, elettrica e trasporto e distribuzione del gas. La ricognizione dovrà tener conto, tra l'altro, della valutazione della rete viaria, con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno, del deficit infrastrutturale e di sviluppo e delle carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio, specie in quelli di montagna.
Premi e sanzioni (articolo 17). Arriva un sistema che premia le amministrazioni più virtuose, anche dal punto di vista ambientale, e che incentivano l'occupazione e l'imprenditorialità femminile. Per i cattivi amministratori, invece, strette di cinghia sui trasferimenti, divieto di assunzione di nuovo personale, fino ad arrivare alla più grave sanzione "politica" dell'ineleggibilità automatica per quei responsabili che avranno condotto l'ente amministrato in stato di dissesto finanziario.
Regime transitorio (articoli 20 e 21). 
Regioni a statuto speciale (articoli 14 e 27).
Roma capitale (articolo 24).
Spese Regioni (articoli 7 e 10. Le Regioni finanzieranno le proprie spese, oltre che con le compartecipazioni al gettito delle imposte erariali (in via prioritaria a quello dell'Iva), con tre tipi di tributi: quelli propri derivati, istituiti e regolati da legge statale, con le aliquote riservate a valere sulle basi imponibili dei tributi statali e con i tributi propri, istituiti con legge regionale, ma solo su basi imponibili che non sono già assoggettate a imposizione erariale. Specificato che tali entrate non hanno vincolo di destinazione. Per la prima tipologia di tributi (e cioè, quelli propri derivati), le Regioni potranno modificare le aliquote (nei limiti massimi stabiliti dalla legge statale) e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni, nel rispetto, anche, della normativa comunitaria. Invece, per le addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali, le Regioni potranno introdurre variazioni percentuali delle aliquote addizionali e disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legge statale. Abolito, poi, il principio di territorialità nell'attribuzione del gettito dei tributi regionali istituiti con legge statale e la compartecipazione ai tributi erariali. Il nuovo principio di riferimento diventa l'articolo 119 della Costituzione, secondo cui comuni, province, città metropolitane e regioni dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali "riferibile al loro territorio". Bisognerà, quindi, tener conto, tra l'altro, della localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul patrimonio, del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla produzione, e, per i tributi sui consumi, del luogo del consumo, che s'identifica, per i servizi, nel domicilio del soggetto fruitore finale. Per le materie di competenza regionale esclusiva e concorrente, prevista, poi, la cancellazione, dal bilancio statale, dei stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del personale e di funzionamento, e una riduzione delle aliquote dei tributi erariali, con conseguente aumento dei tributi propri derivati e dell'aliquota della compartecipazione all'Iva, destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante ovvero della compartecipazione all'Irpef.
Tasse di scopo e tributi locali (articoli 12 e 15). I Comuni potranno introdurre una (o più) tasse di scopo per finanziare la realizzazione di opere pubbliche e di investimenti pluriennali nei servizi sociali o oneri derivanti dalla mobilità urbana o da particolari eventi turistici. Lo stesso potranno fare Province e Città metropolitane (...).
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/03/abc-federalismo-fiscale.shtml
Analisi:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/infoleg/dwd/focus/2009/23_federalismo_fiscale.pdf
 
DECRETI  ATTUATIVI:
Federalismo demaniale (Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85):
http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=57930
Commenti:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001533.html
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-05-21/libera-decreto-federalismo-demaniale-080100.shtml
http://www.anci.lombardia.it/notizie/Federalismo-demaniale-una-nota-di-Anci-Lombardia.asp
http://www.cgil.it/Archivio/Ambiente-Territorio/Casa/Nota_su_federalismo_demaniale.pdf
http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=3&contenuti_id=1517
http://www.comunivirtuosi.org/index.php/news/4-news-generica/1021-un-osservatorio-per-il-federalismo-demaniale
Dossier del Governo:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_demaniale/

Analisi :
Federalismo fiscale:l’unica certezza è che mancano 4 miliardi
http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/01/21/il-federalismo-e-i-comuni-allappello-mancano-4-miliardi/
 
Aggiornamento (14/04/2015)
 
I confini della questione settentrionale
14.04.15
Carmelo Petraglia e Domenico Scalera
Fare leva sui residui fiscali per sostenere la necessità del federalismo è sbagliato. Mostrano solo la redistribuzione dai territori con redditi più alti verso quelli con redditi più bassi. Come vuole la Costituzione, per garantire a tutti gli stessi diritti. Le responsabilità della politica.
http://www.lavoce.info/archives/34208/i-confini-della-questione-settentrionale/
 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/2

 

Riporto un breve stralcio dall’opera “Aforismi e pensieri” di Sigmund Freud - Newton Compton, Tascabili Economici, Roma, 1994.
 
“Tutti i fattori che danneggiano lo sviluppo sessuale presentano i loro effetti determinando una regressione, ossia un ritorno a fasi anteriori dello sviluppo. Spesso la precocità sessuale corre parallela allo sviluppo intellettuale precoce.(…).
Se la curiosità del bambino troverà adeguata soddisfazione a ciascun livello di apprendimento, non diventerà mai eccessiva. Dunque, il fanciullo dovrebbe ricevere una istruzione sui fatti specifici della sessualità umana, con un cenno al suo significato sociale, al termine delle scuole elementari, prima di cominciare le medie, vale a dire prima del compimento del decimo anno di età. Il periodo più adatto per l'istruzione del fanciullo sugli obblighi morali connessi alla soddisfazione materiale dell'istinto, è il tempo della cresima, quando ormai egli ha raggiunto una piena comprensione di tutti i fatti fisici. Secondo il mio modo di vedere, l'unico metodo che tiene conto dello sviluppo del fanciullo, e quindi riesce a evitare eventuali pericoli, è rappresentato da un'istruzione sulla vita sessuale condotta secondo queste direttive, cioè che proceda gradualmente senza alcuna vera interruzione, e la cui iniziativa sia presa dalla scuola.
Più una persona è disposta alla nevrosi, meno può tollerare l'astinenza. Chiunque sia in grado di penetrare le cause determinanti delle malattie nervose si convincerà presto che il loro aumento nella nostra società deriva dall'intensificazione delle restrizioni sessuali.(…)”.
 
Aggiungo alcune considerazioni:
- l'anno scorso ho pubblicato questa discussione in un altro forum, molto frequentato, in maggioranza da donne: si sono registrate pochissime risposte, nonostante il mio invito esplicito a farlo;
- evidentemente si tratta di un argomento “ostico”, che suscita diffidenza, rifiuto, autocensura;
- se dessimo credito all’assunto freudiano – ribadito anche più in generale nell’opera sopra citata - che l’assenza di “curiosità” intellettuale – riportato esplicitamente nel titolo dell’argomento di questa discussione - è correlata alla repressione delle curiosità sessuali da piccoli, dovremmo un po’ arbitrariamente dedurre una densità impressionante di “repressi” nei frequentatori e frequentatrici di quel forum;
- la mia personale valutazione, frutto dell’osservazione empirica, è che – l’ho già scritto – le osservazioni di Freud siano, nonostante la vulgata della diffusa liberazione sessuale, ancora attuali. Esse andrebbero meditate e suggerire un approccio scientifico, a-ideologico sull’utilità di un’istruzione sessuale adeguata, in un'età anticipata rispetto alle indicazioni di Freud (lunedì – per par condicio - pubblicherò uno stralcio dello scritto di un teologo), sia per ridurre l’incidenza delle malattie nervose, sia per agevolare in ognuno - e ognuna soprattutto - lo sviluppo del massimo potenziale intellettuale.
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/7/AMOR PROPRIO

 

Ho intitolato questa discussione “ll Sig. Silvio B. ed il suo tallone d’Achille” ed ho scritto all’inizio: “Ciò che spinge - potentemente - Silvio B., il "mammone dal collo taurino" (mia definizione ormai decennale), a reagire agli attacchi, in maniera violenta e incoercibile, soprattutto quando si basano su fatti veri ed egli stesso li riconosce tali nel suo intimo profondo (soltanto la verità, dice Freud, fa davvero male), non è l'analisi razionale dei fatti, ma il suo amor proprio ipertrofico e malato, il suo vero tallone d'Achille”.
L’amor proprio – per effetto dell’educazione e dell’ambiente - è connaturato a ciascuno di noi, ma in misura ed influenza diverse. Esso è un elemento fondamentale per la comprensione del nostro personaggio.
Cito, qui di seguito, un filosofo, Jean-Jaques Rousseau, ed un grande scrittore russo ch’io amo molto, Fedor M. Dostoevskij, che ne hanno trattato ampiamente nelle loro opere.
 
Il negativo influsso della società su un uomo altrimenti virtuoso, nella filosofia di Rousseau, ruota intorno alla trasformazione dell'amore di sé (amour de soi), inteso in senso positivo, nell'amor proprio (amour-propre), visto come negativo. L'amore di sé consiste nell'istintivo desiderio, posseduto dall'uomo come dagli altri animali, di autoconservazione; l'amore proprio, invece, generato dalla società, costringe l'individuo a paragonarsi agli altri esseri umani, portando all'infondata paura di non essere sufficientemente apprezzato, o al trarre piacere dalle debolezze e dal dolore altrui.
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaR/Rousseau_21.htm
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Jacques_Rousseau
 
 “(…). È una storia lunga, Avdòtja Romànovna. Si tratta, per cosí dire, d’una specie di teoria: come se io, per esempio, trovassi che un delitto è lecito se il movente è buono. Un solo male e cento azioni buone! Inoltre, naturalmente, un giovanotto con molte doti e con un amor proprio sconfinato, si impazientisce al pensiero che se avesse, per esempio, soltanto tremila rubli, tutta la sua carriera, il suo avvenire e lo scopo della sua esistenza prenderebbero tutt’altro corso, e che questi tremila rubli, invece, non ci sono. Aggiungete poi l’esasperazione dovuta alla fame, all’abitazione troppo stretta, agli abiti stracciati, alla chiara consapevolezza della sua tutt’altro che brillante posizione sociale, nonché di quella di sua sorella e di sua madre. Ma soprattutto la vanità, l’orgoglio e la vanità, forse – soltanto Iddio può dirlo – accompagnati da ottime inclinazioni... Io infatti non lo accuso, non ci penso nemmeno lontanamente, mi dovete credere; e poi non sono affari miei... In piú c’era anche una sua teoria personale – una teoria sui generis – secondo la quale gli uomini si dividono, badate bene, in materiale grezzo e in individui d’una specie particolare, per i quali, data la loro natura elevata, la legge è come se non fosse mai stata scritta; al contrario, sono loro che fanno le leggi per gli altri uomini, per il materiale grezzo, per i rifiuti“.(…).
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaD/DOSTOEVSKIJ_%20LA%20TEORIA%20DI%20RASKOL.htm
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/6/LEGGI

 

CONFLITTO D’INTERESSI
 
Ecco le leggi che hanno aiutato Berlusconi (prima del legittimo impedimento):
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/scheda-leggi/scheda-leggi.html
 
Commento:
Il grande economista liberale Adam Smith (non Karl Marx!), ne “La Ricchezza delle Nazioni” afferma che “Per ogni uomo molto ricco ce ne devono essere per lo meno 500 poveri e l’opulenza di pochi presuppone l’indigenza di molti”.
Quando si dice l’eterogenesi dei fini: chi l’avrebbe detto che mamma Rosa, nell’ingozzare di cibo suo figlio Silvio da piccolo, rendendolo insaziabile di denaro, di case, di successo, di potere, di donne, di consenso e gratificazioni, avrebbe provocato anche un aumento del numero dei… poveri.
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/5/FIGLIE

 

 

A proposito di educazione familiare. Richieste di un loro giudizio sul proprio padre, Marina Berlusconi (intervistata dal Corriere della Sera, il 10-10-2009) dichiarò:
«Penso che contro mio padre le stiano provando tutte, da quindici anni, ma negli ultimi mesi l'attacco si è fatto ancora più violento e indecente. Hanno cercato di distruggerlo sul piano personale, con le calunnie. Ora stanno tentando anche di colpirlo sul piano economico, con quella scandalosa decisione sul lodo Mondadori. E ancora, utilizzando la via giudiziaria, con la bocciatura del lodo Alfano».
 
Barbara Berlusconi (intervistata da Vanity Fair, agosto 2009) affermò:
«Penso che una società esprima un senso della morale comune. I rappresentanti politici che sono chiamati a ben governare, a far prosperare la comunità, sono anche tenuti a salvaguardare i valori che essa esprime, possibilmente a elevarli. Non credo, quindi, che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata».
 
Emerge una palese, netta diversità di valutazione tra le due figlie sul comportamento del padre, la cui causa determinante è, come sempre, quella “sottostante”: l’imprinting ed il percorso educativo familiar-scolastico. Da una parte – Marina - papà Silvio, nonna Rosa (alla quale somiglia anche fisicamente) e la scelta della scuola tradizionale; dall’altra – Barbara - mamma Veronica, pochissimo papà Silvio, niente nonna Rosa e la scelta della scuola steineriana (che prescrive poca o punto tv). Non c’è gara: io - con vero piacere – propendo e faccio il tifo per la seconda.
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/4/LETTERA A S.B.

 

Come preannunciato - ed anche perché vi si parla del “Piano casa”, trattato in un altro thread - riporto qui la lettera che inviai per posta nell'aprile del 2008 a Silvio B. Non so se gli è arrivata. Non ho ricevuto alcuna risposta. (Ho aggiunto ora solo la sottolineatura del punto 3. e di “Piano casa”).
 
Egr. Sig. Presidente Silvio Berlusconi,
permetta a me, elettore di sinistra, esperto di nulla, di esternarLe alcune considerazioni:
1. sono molto dispiaciuto della Sua vittoria elettorale, che considero un evento sfortunato per il nostro Paese, poiché, contrariamente ai Suoi “convincimenti”, La reputo, sulla base della valutazione “oggettiva” della Sua opera passata di governante, un mediocre politico. D’altra parte, se La può consolare, il grande economista liberale Adam Smith riteneva che un imprenditore, proprio perché tale, non possa essere un bravo politico;
2. ovviamente, accetto democraticamente il responso delle urne e addirittura stavolta oso coltivare una speranza: che Lei, opportunamente assistito, possa smentire quella autorevole previsione e costituire, per il bene di tutto il Paese, l’eccezione che conferma la regola;
3. Lei, Sig. Presidente, ha avuto un’educazione con una forte impronta materna: ciò probabilmente ha costituito il “propellente” principale e formidabile per la Sua fortunata carriera imprenditoriale; perché non ne indaga, con l’aiuto di persone esperte, gli immancabili risvolti negativi?;
4. ad esempio: Lei ha nel Suo programma politico un ottimo e assolutamente condivisibile progetto: un corposo “piano casa” (che io ritengo un vero e sostanziale ristoro per la situazione economicamente difficile dei ceti meno abbienti: la Campania – dati ISTAT 2001 – col 38,1%, è la regione con la percentuale più alta di abitazioni occupate in affitto), ma perché Lei “sporca” il nobilissimo obiettivo di apprestare un sostanziale aiuto alle persone economicamente più deboli – in linea con l’insegnamento materno di essere generoso (l’ha confidato Lei in TV) – la personalissima, “debole” – debole soprattutto perché esternata – ambizione di essere ricordato come Fanfani?;
5. infine, Sig. Presidente, quando io non conosco personalmente una persona, ne valuto le capacità anche sulla base della qualità dei suoi collaboratori; mi pare di poter dire che la qualità media dei Suoi collaboratori politici è mediocre e non equivale affatto a quella dei Suoi collaboratori in campo imprenditoriale: perché? Mi creda, muterei molto volentieri il mio giudizio sulle Sue qualità di politico, se Lei fosse capace, ad esempio, di scegliere come Suo futuro Ministro dell’Economia, anziché un inadeguato (tecnicamente e soprattutto caratterialmente) Tremonti, un Padoa-Schioppa, e come Ministro dell’Istruzione, invece dell’ineffabile e “materno” Sandro Bondi – come purtroppo si ventila –, un tecnico competente e severo.
Le esprimo, Sig. Presidente, i miei sinceri auguri di buon lavoro.
18 aprile 2008
 
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