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PROPOSTA PER MATTEO RENZI

          

 

Alla “Leopolda2”, il regista Fausto Brizzi, come mezzo per migliorare le cose, ha parlato di “buon esempio”. Si dice che l'educazione è l'insegnamento sostenuto, rafforzato dall'esempio. Ne consegue che se si vuole migliorare la situazione italiana, e diffondere il buon esempio, occorre investire nell’educazione. Cominciando dalla famiglia.

Infatti, l'agente educativo principale è la famiglia, in primo luogo la madre, se è vero come è vero (da evidenze scientifiche e quindi obiettive) che il periodo cruciale per la formazione delle basi della personalità del bambino è dalla pancia della mamma a 3 anni, quando il cervello è come una spugna ed assorbe facilmente tutto, di bene e di male. [1]

Anche per esperienza empirica diretta, si comprende che, al netto del carattere, vale a dire del fattore innato, l'educazione svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e nel determinare l’etica individuale, il senso civico, la propensione al rischio, che è materia prima indispensabile sia per creare un'impresa, sia per scalare una montagna, sia per passeggiare di sera in un quartiere malfamato di Napoli, sia per diventare un condottiero, sia per decidere il proprio portafoglio titoli, sia per scegliere di iscriversi alle facoltà scientifiche, sia per creare e dirigere e contendere la leadership di - persino in Italia - un partito nuovo.

 

Spiego allora il mio progetto, necessario sia in generale, sia per risolvere la Questione meridionale e la Questione femminile. (V. anche, più in esteso, l’allegato post [2], nonché l’articolo di Romano Prodi [3], destinatario di una mia lettera sul tema nel gennaio 2006, citata nel predetto post)

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore, laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone” fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNADISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile.

Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli. E dell’Italia.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

Si tratta anche, in definitiva, della costruzione delle premesse della maggior "felicità" possibile delle nuove generazioni: quale obiettivo più importante, prioritario di questo?

 

 

[1] Educazione.

Fascia d’età critica. Il periodo fondamentale è dalla gravidanza a 3 anni! E’ in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi, che legano i neuroni, ma esse si fissano a condizione che vengano utilizzate/stimolate dall’educazione. Riporto il passo scritto da un mio interlocutore, Valerio_38, che lo spiega bene:

“Le moderne neuroscienze hanno dimostrato che la nostra specie è affetta da una eccezionale neotenia, cosicché il cervello di un bambino appena nato è ancora immaturo. Possiede già l’intero patrimonio di neuroni (circa cento miliardi), ma tutti quei neuroni sono pressoché privi di collegamenti fra di loro. Lo sviluppo dei collegamenti (assoni e sinapsi) avviene gradualmente nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, in parallelo alla vita fuori dall’utero. I collegamenti (in media circa diecimila per ciascun neurone) sembra si sviluppino per caso ma si stabilizzino (si fissino) soltanto se vengono “utilizzati” (gli altri si atrofizzano).

Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia. L’istruzione determina quali sinapsi si fisseranno e quali no”.

 

ed una mia integrazione:

“Ho letto con interesse il tuo commento del 9.5 23:05 (poi gli altri) e l’ho condiviso interamente tranne in due punti: 1) laddove tu scrivi “Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia”; e quando affermi: “Ma la distribuzione di queste differenze non dipende dalle latitudini, dipende dalla storia”.

Non dalla storia, ma dall’educazione, appunto, che deve cominciare già durante la gravidanza”.

 

 

[2] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html

 

[3] “Solo una riscossa etica e politica può salvare il Mezzogiorno. Il peso dell’illegalità”

Una riscossa etica per salvare il Sud

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 23 ottobre 2011

http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html

 

P.S.:

Matteo Renzi si è chiesto perché quelli di estrema sinistra si comportano in modo autolesionistico. Ho provato a tracciare un profilo psicologico alla buona dei “destri” e dei ”sinistri” in questo ‘post’ del mio blog

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html

 

P.P.S.:

Berlusconi-Renzi: interpretazione psicologica di un incontro scandaloso

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html



LETTERA A EUGENIO SCALFARI

           

Egr. Dott. Scalfari,

 

La leggo dal lontano 1970, da quando Lei era direttore de "L'Espresso" (formato lenzuolo), e finora mi sono trovato praticamente sempre d'accordo con quello che Lei ha scritto. M'è capitato, nella mia vita, soltanto con un altro giornalista, il grande Gianni Brera, tranne nel giudizio su Dino Zoff, ch'egli appellava il "portierone" ed io (dopo il campionato mondiale in Argentina) il "mongoloide".

 

Ma non condivido ciò che Lei ha scritto oggi nel Suo editoriale http://www.repubblica.it/politica/2011/10/30/news/l_europa_ci_protegge_ma_diffida_di_lui-24123552/ riguardo a 2 punti:

 

1) Lei ha scritto (rivolgendosi a Mario Draghi): "Nel frattempo avete dimostrato soddisfazione per la riforma delle pensioni che però non avete affatto ottenuto".

Si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendo opportunamente tra le due tipologie di pensione: come ho eccepito a Ezio Mauro (Le inoltro lo scambio delle 3 e-mail[*]), a) il sistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varate dal 1992, è in notevole attivo ed in equilibrio fino al 2050 (e l'UE lo sa molto bene!); b) per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, è in linea addirittura col "benchmark" europeo, poiché è già ora a 66 anni (per effetto dell'eufemistica "finestra" di 12 mesi), dal 2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vita, per crescere fino a oltre 67 entro il 2024 ed oltre 68 nel 2032; c) è vero, invece, che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate (età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media OCSE; ma quelle ordinarie sono già a 41 anni e saliranno anch'esse gradualmente in base all'aspettativa di vita. In ogni caso, i risparmi rivenienti dalla futura riforma delle pensioni d'anzianità devono rimanere nel capitolo della previdenza ed assistenza (per finanziare l'indispensabile reddito minimo garantito universale e le pensioni dei precari), poiché la spesa sociale complessiva è in linea con la media OCSE.

 

2) Il secondo punto riguarda Renzi. Premetto che non sono né - ovviamente, da quel che ho scritto: ho una ventina d'anni meno di Lei - giovane, né renziano. Ma giudico salutare e benvenuta l'iniziativa di Renzi, in un Paese conservatore, stortignaccolo e governato dai nonni e dai bisnonni, come il nostro. Francamente, mi sembra strano - e ne sono sinceramente dispiaciuto - che Lei sia talmente invecchiato spiritualmente da non sostenere - persino, in parte, beninteso, al di là del merito delle proposte di Renzi (che peraltro sono in divenire) - un'opportunità del genere.

 

Con sincera stima e cordialità,

 

Data: 30/10/2011  16:45

 

 

[*] Lettera al direttore di "Repubblica" Ezio Mauro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2692273.html

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LETTERA ALL'ON. PIERFERDINANDO CASINI

           

Egr. Sig. Presidente Casini,

 

Lei, in questi ultimi giorni, come misura strutturale per finanziare la crescita, ha affermato che l’UDC appoggerebbe la riforma delle pensioni. Senza menzionare altro.

 

Mi permetto di osservare (premettendo che io sono già in pensione, ma la stessa mi verrà erogata dopo 12 mesi, con un mancato introito quest'anno di quasi 20 mila €):

 

1) Spesa pensionistica.

E’ vero che la spesa sociale italiana è in linea con quella media OCSE, ma non la voce pensioni, né l’età di pensionamento. Quindi ci sono margini d’intervento, che andrebbero però definiti sulla base di incentivi-disincentivi decisi con la riforma Dini del 1995, che è una delle 7 (sette) riforme delle pensioni varate a partire dal 1992,

che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi e severi (e l’UE lo sa molto bene!). Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi. L’accordo intervenuto uniformerà (sembra) il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato a quello degli uomini, e delle donne del settore pubblico (come chiesto dalla BCE, vedi sotto).

E’ altresì vero, però, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’Osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’INPS perché andata in difficoltà per troppa generosità).

In ogni caso, per allinearci alla media OCSE, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il REDDITO MINIMO GARANTITO UNIVERSALE (l’Italia è l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede) oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ per i lavoratori precari.

 

Della famosa lettera della BCE, * scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal “Corriere”, riporto il passo relativo alle pensioni:
È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

La lettera della BCE, però, va considerata integralmente, anche per quanto riguarda il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, poiché - s'informi - ci sono milioni di cittadini, parecchi di loro over 45, ed anche over 60, anche con famiglia a carico, senza lavoro e completamente privi di tutele:
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi”.

2) Imposta patrimoniale.

Non credo che l’UDC sia composto solo da milionari, come Suo suocero. Ormai l’imposta patrimoniale, sulla ricchezza netta oltre una certa soglia (almeno 800 mila €), è chiesta dal 70 per cento degli Italiani; e non è un tabù neppure per le associazioni imprenditoriali, ed è positivo che esse abbiano aperto alla sua introduzione, anche se, se si guardano i numeri delle loro proposte, si vede che:

http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf

a) le entrate da loro previste per le pensioni vanno da 2,9 a 18 mld (“Si può stimare che le misure proposte - vedi box - determinino un risparmio iniziale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel 2013 e di circa 18 miliardi di euro nel 2019. Tali stime si riferiscono al solo sistema Inps”.).

b) Mentre dall’imposta patrimoniale prevedono un introito di 6 mld, che a me appare decisamente insufficiente, se si pensa che la sola abolizione dell’ICI sulla prima casa ha comportato minori entrate per quasi 4 mld (cfr. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html ).

In altri studi e proposte (cfr. Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ),

si ipotizzano ed auspicano introiti maggiori.

 

3) Doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

Il nostro Bel Paese è pieno di ingiustizie e di privilegi. Tra questi ultimi spicca lo scandaloso doppio stipendio dei quasi 250 magistrati posti fuori ruolo e passati ad altro incarico, che prendono non uno ma due lauti stipendi, per un costo complessivo annuo di ben 20 milioni. Ad esempio, il presidente dell’Autorità Antitrust, Antonio Catricalà, che prende il lautissimo stipendio di presidente pari a 500 mila € e quello di magistrato, di oltre 200 mila; o il consigliere giuridico del presidente della Repubblica, Salvatore Sechi.

E tutto questo mentre, dai dati ISTAT sul rapporto annuale dell'INPS diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese.

 

Conclusione.

E’ necessario evitare, Egr. Onorevole, che, come succede troppo spesso in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronti un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E perciò è colpevole chiunque contribuisce ad alimentare la solita ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” **) o il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito lunedì scorso ***, dove nelle conclusioni si legge: “In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio »”, per rendersene conto. O basta analizzare sulle spalle di chi sta gravando e graverà l’onere dei quasi 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive (escluse, cioè, le leggi di stabilità) varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi – e la crescita - la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non soltanto i meno abbienti ed i poveri.

 

Cordialmente,

 

Data: 27/10/2011   20:20

 

 

[*] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

 [**] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento

http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

[***] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.justpax.it/pls/pcgp/ext_pcgp_new.h_select_attivita?dicastero=2&tema=60&argomento=0&sottoargomento=0&lingua=3&Classe=1&operazione=ges_doc&rif=256&rif1=256lunedi&inevi=2#  

 

LETTERA AL DIRETTORE DI "REPUBBLICA" EZIO MAURO

 

Lettera dell’Italia alla UE.

http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_26/lettera-italia-ue_07594f00-fffa-11e0-9c44-5417ae399559.shtml           

 

Egr. Direttore Mauro,

 

Anche questa volta i ricchi la fanno franca, e Repubblica (di cui sono lettore dal gennaio 1976) ed altri giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di riforma delle pensioni.

Intanto, non mi sembra che, come ha scritto Marco Ruffolo, ci sia un arretramento in tema di pensioni di vecchiaia, poiché (cfr. tabella nel “report” della CGIL allegato) si conferma al 2013 l’inizio dell’adeguamento all’aspettativa di vita.

Inoltre, è vero che le pensioni di anzianità non sono state toccate, pur essendo il peso della spesa pensionistica sul PIL sopra la media OCSE (cfr. Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse ).

ma i risparmi rivenienti dalla loro riforma devono rimanere nel capitolo “previdenza ed assistenza”, poiché la spesa sociale complessiva italiana è in linea con la media OCSE.

 

Dal 1992, sono state varate 7 più o meno importanti riforme delle pensioni, che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi, (e la UE lo sa molto bene!). Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi (cfr. tabella CGIL citata).
L’accordo intervenuto uniformerà il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato a quello degli uomini, e delle donne del settore pubblico (come chiesto dalla BCE, vedi sotto).

Ecco i dati pensionistici elaborati dalla CGIL:
LA NORMATIVA IN MATERIA DI PENSIONI PUBBLICHE DOPO LE MANOVRE ECONOMICHE DEL 2011
http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

Ed il punto di vista dei padroni:
“Pensioni, cosa ci differenzia dall’Europa”
redazioneweb
25/10/2011 14:56
La riforma della previdenza sembra bloccare il decreto sviluppo del governo. È possibile portare le pensioni a 67 anni? Ecco cosa fanno gli altri Paesi europei. […]. Che differenze ci sono tra il sistema previdenziale italiano e quello degli altri Paesi dell’area euro? Secondo l’agenzia Adnkronos, che ha riassunto i dati del Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea, le principali differenze sono di genere, con età di pensionamento diverse per uomini e donne, e la pensione di anzianità. In molti Paesi europei, dove l'accesso alla sola pensione di vecchiaia è previsto a 65 anni sia per gli uomini che per le donne, è già previsto un aumento graduale fino a 67/68 anni. Ecco un quadro europeo delle pensioni:
http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723
ITALIA: 60 anni per le donne e 65 gli uomini nel settore privato, mentre nel pubblico 61 anni per le donne ma con innalzamento a 65 anni nel 2012. Si deve poi aggiungere un anno ulteriore previsto dalla finestra mobile inserita nella manovra correttiva del 2010. C'è comunque la possibilità di uscire con la pensione di anzianità a 60 anni con 36 di contributi (61 gli autonomi), età alla quale va comunque aggiunta la finestra mobile.
FRANCIA: attualmente l'età di pensionamento prevista per uomini e donne è d 62 anni. È previsto un aumento progressivo di quattro mesi all'anno dal 1 luglio 2011 (a regime nel 2018) a cominciare dai nati dopo il 1 luglio 1951.
GERMANIA: 65 anni per gli uomini e donne, nati prima del 1 gennaio 1947. L'obiettivo da raggiungere sono i 67 anni per gli uomini e le donne con aumento graduale dal 2012 al 2019 a partire dai nati nel 1947.
REGNO UNITO: l'età per gli uomini è a 65 anni; per le donne è previsto un graduale aumento fino a 65 anni dal 2010 al 2020. È previsto un aumento a 68 anni per tutti tra il 2024 e il 2046.
SPAGNA: per uomini e donne a 65 anni. Aumento graduale fino a 67 anni dal 2018 al 2027.
BELGIO: 65 anni per uomini e donne.
DANIMARCA: 65 anni per uomini e donne. Previsto l'innalzamento a 67 tra il 2024 e il 2027 e dal 2025 l'adeguamento all'incremento della speranza di vita media dei sessantenni.
FINLANDIA: 65 anni per la pensione di base; da 62 a 68 anni per la pensione legata alla retribuzione.
SVEZIA: età flessibile fra i 61 e i 67 anni.
Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf
Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

CONCLUSIONI.

Della famosa lettera della BCE, * scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal Corriere, riporto il passo relativo alle pensioni:
“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

La lettera della BCE, però, va considerata integralmente, anche per quanto riguarda il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, poiché – s’informi - ci sono milioni di cittadini, parecchi di loro over 45, ed anche over 60, anche con famiglia a carico, senza lavoro e completamente privi di tutele:
“c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi”.

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (mentre i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente), le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale. Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond (non a caso caldeggiati da Tremonti) e della TTF, occorre:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente, l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi (v. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html )
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimoniale ordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € (v. Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html );
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

E’ superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro (e come ha rammentato Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica scorsa, citando Enrico Berlinguer), si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E perciò non contribuiamo ad alimentare, Dott. Mauro,  la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di Liberazione **) per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito lunedì scorso ***. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

(*) Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[**] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento

 http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

[***] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di quasi 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed a voi giornalisti che chiedete le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, quanto?

 

Cordialmente,

 

27 ottobre 2011  15:48

 

 

Pubblico, di seguito, la risposta di Ezio Mauro e la mia replica:

 

legga prima la pagina di petrini, oggi”. [****]

Data:

27/10/2011 16:19

 

Non ho bisogno di leggere Petrini per sapere la situazione. Anzi, è proprio per questo che mi sono permesso di scrivere a Lei, dopo avere scritto a F. Bei (3 giorni fa) e M. Ruffolo (oggi).

Il problema è che, per attaccare - giustamente - Berlusconi, state colpevolmente alimentando anche voi di "Repubblica" (come fanno i contaballe giornali di destra) la solita ammuina che favorisce i ricchi, attaccando le pensioni di vecchiaia, già riformate ed in equilibrio rispetto al benchmark UE (non si dovevano proprio inserire nella lettera all'UE!).

Sulle pensioni di anzianità, legga la mia e-mail precedente (o ciò che ho scritto a F. Bei). Alla quale posso aggiungere (come ho scritto a Francesco Bei) che c'è anche il problema di un limite agli importi pensionistici, visto che le pensioni superiori a 2.500 € (incluse quelle dei dirigenti, dovute confluire nell'INPS per difficoltà derivate da troppa generosità) incidono per oltre il 10,4 per cento della spesa pensionistica complessiva, mentre il 39,1 per cento di esse è inferiore a 500 € ed il 70,5 per cento non supera i mille €.

Esprimo la speranza che, invece delle pensioni, facciate ora una forte campagna a favore del "contributo di solidarietà" sui redditi privati, (caldeggiato da Eugenio Scalfari), prima versione,  l'imposta patrimoniale (proposta per primo da Carlo De Benedetti), l'ICI sui ricchi (suggerita dalla Banca d'Italia), i capitali scudati, ecc.

27 ottobre 2011  17:28

 

[****] La previdenza

Pensioni, ecco la riforma fantasma, i 67 anni nel 2026 erano già previsti

Nella lettera inviata all'Europa, vincoli anche meno severi di quelli in vigore. In base alla legge, quell'anno uomini e donne lasceranno per vecchiaia solo a 67 anni e 7 mesi. Il vero terreno di riforma chiesto dalla Bce era l'anzianità, dove non cambia nulla di ROBERTO PETRINI

27 ottobre 2011

http://www.repubblica.it/economia/2011/10/27/news/pensioni_riforma_fantasma-23945702/

 

P.S.:

Riporto il mio commento in calce all’articolo di Roberto Petrini, rimasto in grande evidenza, assieme a quello di Marco Ruffolo, nella home page di Repubblica.it per tutto il giorno; poi, sarà stato sicuramente un caso, tolti da lì dopo la mia replica a Ezio Mauro.

1.     LA SOLITA AMMUINA A FAVORE DEI RICCHI. Anche questa volta i ricchi la fanno franca, e voi di Repubblica non fate altro che parlare di pensioni. Dal 1992, sono state varate 7 riforme delle pensioni, che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi. Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi. Laccordo intervenuto uniformerà il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato. Dopo aver addossato lonere del risanamento (almeno 140 mld) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10 per cento di Italiani che detiene il 45 per cento della ricchezza nazionale (ICI sulla prima casa dei ricchi, imposta patrimoniale, ritassazione capitali scudati, eliminazione doppio stipendio magistrati fuori ruolo).

Inviato da magnagrecia7 il 27 ottobre 2011 alle 14:25

 

 

LETTERA N. 3 ALL'ON. ROCCO BUTTIGLIONE

           

Egr. On. Buttiglione,

 

Lei, oggi, come misura strutturale per finanziare la crescita, ha affermato che l’UDC appoggerebbe la riforma delle pensioni. Senza menzionare altro.

 

Mi permetto di osservare (premettendo che io sono già in pensione, ma la stessa mi verrà erogata dopo 12 mesi, con un mancato introito quest'anno di quasi 20 mila €):

1) Spesa pensionistica.

E’ vero che la spesa sociale italiana è in linea con quella media OCSE, ma non la voce pensioni, né l’età di pensionamento. Quindi ci sono margini d’intervento, che andrebbero però definiti sulla base di incentivi-disincentivi decisi con la riforma Dini del 1995, che è una delle 7 (sette) riforme delle pensioni varate a partire dal 1992.

Ma è altresì vero che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione” (in merito al quale sono già state presentate proposte di legge dal centrosinistra), ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’Osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’INPS perché andata in difficoltà per troppa generosità).

In ogni caso, per allinearci alla media OCSE, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il REDDITO MINIMO GARANTITO UNIVERSALE (l’Italia è l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede) oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ per i lavoratori precari.

 

2) Imposta patrimoniale.

Non credo che l’UDC sia composto solo da milionari, come il suocero del presidente Casini. Ormai l’imposta patrimoniale, sulla ricchezza netta oltre una certa soglia (almeno 800 mila €), non è un tabù neppure per le associazioni imprenditoriali, ed è positivo che esse abbiano aperto alla sua introduzione, anche se, se si guardano i numeri delle loro proposte, si vede che:

http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf

a) le entrate da loro previste per le pensioni vanno da 2,9 a 18 mld (“Si può stimare che le misure proposte - vedi box - determinino un risparmio iniziale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel 2013 e di circa 18 miliardi di euro nel 2019. Tali stime si riferiscono al solo sistema Inps.

Le risorse reperibili con la riforma delle pensioni devono anche concorrere a realizzare gli interventi cruciali per la crescita e in particolare a ridurre l’attuale cuneo contributivo e fiscale e rilanciare così l’occupazione, soprattutto dei giovani”.).

b) Mentre dall’imposta patrimoniale prevedono un introito di 6 mld, che a me appare decisamente insufficiente, se si pensa che la sola abolizione dell’ICI sulla prima casa ha comportato minori entrate per quasi 4 mld (cfr. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html ).

In altri studi e proposte (cfr. Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ),

si ipotizzano ed auspicano introiti maggiori.

 

3) Doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

Il nostro Bel Paese è pieno di ingiustizie e di privilegi. Tra questi ultimi spicca lo scandaloso doppio stipendio dei quasi 250 magistrati posti fuori ruolo e passati ad altro incarico, che prendono non uno ma due lauti stipendi, per un costo complessivo annuo di ben 20 milioni. Ad esempio, il presidente dell’Autorità Antitrust, Antonio Catricalà, che prende il lautissimo stipendio di presidente pari a 500 mila € e quello di magistrato, di oltre 200 mila; o il consigliere giuridico del presidente della Repubblica, Salvatore Sechi.

E tutto questo mentre, dai dati ISTAT sul rapporto annuale dell'INPS diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese.

 

Conclusione.

E’ necessario evitare, Egr. Onorevole, che, come succede troppo spesso in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronti un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E quindi non si dovrebbe contribuire ad alimentare la solita ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” *) o il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito oggi **, dove nelle conclusioni si legge: “In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio »”,  per rendersene conto. O basta analizzare sulle spalle di chi sta gravando e graverà l’onere dei quasi 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi – e la crescita - la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

 [*] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento.

http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

[**] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

Cordialmente,

LETTERA A FRANCESCO BEI DI "REPUBBLICA"

           

Egr. Dott. Bei,

 

Lei, nell’articolo “Berlino, nessun bilaterale con Berlusconi. Il premier: "Pronto a riformare le pensioni", ha scritto:

“Insomma, per trovare risorse da destinare alla crescita restano davanti al governo soltanto due strade. Quella del condono fiscale (ribattezzato "concordato" per renderlo più sexy), che però non sarebbe accettata dall'Europa in quanto misura una tantum.

Un provvedimento impresentabile politicamente e non strutturale, soprattutto perché monco di quella riforma fiscale che sola potrebbe, al limite, giustificarlo. L'altra strada, l'unica possibile a questo punto, è la riforma delle pensioni”.

 

Mi permetto di osservare (premettendo che io sono già in pensione, ma la stessa mi verrà erogata dopo 12 mesi, con un mancato introito quest'anno di quasi 20 mila €):

1) Spesa pensionistica.

E’ vero che la spesa sociale italiana è in linea con quella media OCSE, ma non la voce pensioni, né l’età di pensionamento. Quindi ci sono margini d’intervento, che andrebbero però definiti sulla base di incentivi-disincentivi decisi con la riforma Dini del 1995, che è una delle 7 riforme delle pensioni varate a partire dal 1992.

Ma è altresì vero che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione” (in merito al quale sono già state presentate proposte di legge dal centrosinistra), ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’Osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’INPS perché andata in difficoltà per troppa generosità).

In ogni caso, per allinearci alla media OCSE, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il REDDITO MINIMO GARANTITO UNIVERSALE (l’Italia è l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede) oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ per i lavoratori precari.

 

2) Imposta patrimoniale.

Ormai l’imposta patrimoniale non è un tabù neppure per le associazioni imprenditoriali ed è positivo che esse abbiano aperto alla sua introduzione, ma se si guardano i numeri delle loro proposte, si vede che:

http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf

a) le entrate da loro previste per le pensioni vanno da 2,9 a 18 mld (“Si può stimare che le misure proposte - vedi box - determinino un risparmio iniziale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel 2013 e di circa 18 miliardi di euro nel 2019. Tali stime si riferiscono al solo sistema Inps.

Le risorse reperibili con la riforma delle pensioni devono anche concorrere a realizzare gli interventi cruciali per la crescita e in particolare a ridurre l’attuale cuneo contributivo e fiscale e rilanciare così l’occupazione, soprattutto dei giovani".).

b) Mentre dall’imposta patrimoniale prevedono un introito di 6 mld, che a me appare decisamente insufficiente, se si pensa che la sola abolizione dell’ICI sulla prima casa ha comportato minori entrate per quasi 4 mld (cfr. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html ).

In altri studi e proposte (cfr. Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ),

si ipotizzano ed auspicano introiti maggiori.

 

Conclusione.

E’ superfluo notare che bisognerà stare molto attenti affinché, come succede troppo spesso in un Paese stortignaccolo come il nostro (e come rammenta Eugenio Scalfari nel suo editoriale di oggi, citando Enrico Berlinguer), si appronti un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E quindi non contribuiamo ad alimentare, Dott. Bei, la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” *) per rendersene conto. O basta analizzare sulle spalle di chi sta gravando e graverà l’onere dei quasi 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

[*] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento. http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

Cordialmente,

 

 

 

 

LETTERA N. 3 AL MINISTRO MAURIZIO SACCONI

           

Riporto la terza (ed ultima) lettera da me inviata l’11 maggio scorso al ministro Sacconi.

 

Lei, Sig. Ministro Sacconi, ha rivendicato ieri sera a “Ballarò” di essere orgogliosamente socialista.

Come possa un filo-confindustriale e ministro di un Governo di centrodestra come Lei dirsi orgogliosamente socialista è un mistero che soltanto la psicologia forse potrebbe spiegare.

 

Il socialista Sandro Pertini, che – come Lei certamente saprà - aveva come motto “Libertà e Giustizia sociale”, si è rivoltato sicuramente nella tomba.

 

Sicuramente, altrettanto ha fatto il socialista Antonio Giolitti.

 

Eugenio Scalfari ha affermato su “la Repubblica”, domenica scorsa:

“Ha scritto sulla "Stampa" Massimo Gramellini: il vero tratto distintivo di questa casta di macchiette non è più nemmeno l'incompetenza. È la mancanza di vergogna. È esattamente così. Posso assicurare, avendolo conosciuto molto da vicino, che Antonio Giolitti se si fosse trovato di fronte ad un caso simile sarebbe uscito da qualunque partito e avrebbe abbandonato qualunque carica sbattendo la porta. Di gente come lui si è persa la matrice”.

 

Appunto. Lei, Sig. Ministro, oltre al resto, nel dichiararsi orgogliosamente socialista, manca semplicemente di vergogna.

 

Distinti saluti




Post collegato:

Lettera n. 2 al Ministro Maurizio Sacconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564771.html 


 

**********

 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-n-3-al-ministro-maurizio-sacconi.html
 


BERLUSCONI-RENZI: INTERPRETAZIONE PSICOLOGICA DI UN INCONTRO SCANDALOSO

           

(Ripubblico qui questo ‘post’ a fini di archivio del mio blog, cfr.  http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2684132)

 

commento di Rotondi inviato il 8 dicembre 2010

Attento, Renzi, Berlusconi sa come distruggere i suoi avversari. Ed ha lasciato filtrare la frase peggiore: "Renzi mi somiglia".
Mai più ad Arcore!

 

L'incontro ad Arcore tra Berlusconi e Renzi ha suscitato, anche in questo forum, numerose reazioni, in maggioranza di segno negativo.

Tutti si sono sbizzarriti a fornirne la chiave interpretativa, sia dal lato dell'ospitante che da quello dell'ospitato.

 

Tra tutte quelle espresse, ho riportato qui sopra quella di Rotondi, perché secondo me è emblematica, nonostante le evidenze di più di un quindicennio, di un'errata lettura del personaggio Silvio Berlusconi.

 

Cerco di spiegarmi. Non vorrei sembrare troppo intelligente, ma la spiegazione dell'invito a Renzi ad Arcore da parte della mente supposta raffinata di Berlusconi e la frase sopra riportata (“Renzi mi somiglia”) non sono affatto da ricondurre ad un'intenzione di ordire un complotto ai danni di Renzi (figuriamoci, non avrebbe alcun senso), ma è insieme semplice e sofisticata: l'invito e la frase – illuminante - sono ascrivibili, come sempre, alla natura istintivamente proteiforme di Berlusconi (in parte – in parte - rappresentata dalla sua espressione “farsi concavo o convesso”) e, soprattutto, rispondono, come tutte le frasi e le azioni del Sig. Silvio B., non ad un disegno complesso e raffinato, ma semplicemente al richiamo di poche, fondamentali pulsioni profonde, le quali come si sa, parlando in generale, sono potenti ed incoercibili. Vediamo quali sono queste intime pulsioni.

 

Il Sig. Silvio B. non ha affatto una mente raffinata, egli non è una persona intelligente: è un furbo, un amorale, un bulimico, un mammone narcisista e schizoide, “condannato” dalla sua educazione con forte impronta materna ad imitare il modello della madre autoritaria e dalla dedizione per lui esclusiva ed assoluta. Dal rapporto con la quale egli ha tratto il suo principale e formidabile propellente, ma anche la sua intrinseca debolezza. Perché egli, in fondo, è un debole, poiché non può ammettere e sopportare né offese al suo amor proprio ipertrofico e malato, né lesioni alla sua autorità, né tanto meno sconfitte al suo orgoglio di “unico ed insostituibile”.

 

Il conflitto, prima latente ed ora esploso in tutta la sua virulenza, con Fini – uno spietato “tagliatore” di teste – mette in luce tutti gli aspetti “deboli” della sua personalità. Egli si sente insidiato, periclitante, sull'orlo di una rovinosa, forse definitiva caduta dal trono. E, da una parte, mette in campo tutte le armi materiali di cui dispone, dall'altra, col suo coté infantile, profondo, istintivo, automatico, attiva i soliti meccanismi difensivi della menzogna, della negazione freudiana, della proiezione psicologica, del “travestimento” schizoide. E, similmente ad un alieno privo di corpo, ma che senza non può sopravvivere, si “reincarna” nel corpo più idoneo ad allontanare da sé le minacce più terribili che, insieme, incombono su di lui: la vecchiaia e la “rottamazione”. E quale corpo piu idoneo di un famoso, conclamato, giovane “rottamatore” come il sindaco di Firenze? 

 

Ecco allora l'invito a Renzi, apparentemente incongruo in una fase politica per lui potenzialmente letale, ma che si spiega benissimo, invece, alla luce dei predetti, abituali, protettivi meccanismi psicologici.

 

Perché si tratta di meccanismi abituali. L'anno scorso, quando emersero accuse sul suo conto di connessioni con la criminalità mafiosa, ci fu la sua famosa dichiarazione sui film sulla mafia. Ne ho lette tante di spiegazioni, tranne una: questa, la più “semplice” e logica.

Egli dichiarò:

Quelli che ci fanno conoscere nel mondo per la mafia, gli autori delle nove serie della Piovra o chi scrive libri su Cosa nostra: se li trovo giuro che li strozzo”.

Io (in un altro forum di politica) commentai così:

Vuoto di memoria? Non è amnesia. Egli sa benissimo che anche Mediaset ha prodotto telefilm sulla mafia.
E’ invece un’altra modalità d’uso del meccanismo analogo alla cosiddetta “negazione freudiana”. (Esempio di ‘negazione freudiana’: quando egli afferma: “Io ‘non’ sono sceso in politica per difendere le mie aziende”: il ‘non’ costituisce negazione freudiana, poiché egli ‘sa’ bene nel suo intimo che è sceso in politica proprio per quello e non lo vuole ammettere a se stesso  (le sue aziende, infatti, erano oberate da 3.500 miliardi di Lire di debiti ed erano mantenute in piedi solo dal sostegno delle banche, in particolare quelle sotto l’influenza del PSI, cioè di Craxi: BNL e, delle 3 BIN, credo almeno la COMIT). Ma un meccanismo in questo caso - apparentemente - più complesso. Desiderando che non sia mai stato girato un film sulla mafia, egli ci dice – freudianamente – che desidererebbe vivere in una realtà in cui non si fanno film sulla mafia perché LA MAFIA NON ESISTE: NON CI SONO FILM SULLA MAFIA, NON C’E' LA MAFIA. E se la prende con i registi perché lo riportano alla dura realtà e li vorrebbe strozzare, termine tipicamente mafioso, perché in realtà sono proprio i mafiosi che egli vorrebbe strozzare, quei mafiosi che ora lo tengono sotto ricatto.
Corollario (= conseguenza logica): se la psicologia ha un senso – e questo senso ce l’ha certamente - l’affermazione di S.B. equivale ad una sorta di confessione.

 

Meccanismi difensivi, quindi, che egli attiva istintivamente ogni qualvolta è stretto all'angolo ed ha bisogno di una via d'uscita.

 

Per quanto riguarda Matteo Renzi, poiché lo conosco poco, debbo limitarmi a dire poco. Se ora dovessi scegliere tra lui ed Enrico Rossi, governatore della Toscana, io voterei per il secondo. Siccome si tratta di abbozzarne la personalità, basandomi sia sulla sua decisione di rinunciare alla carica di presidente di provincia per mettersi in gioco contro quasi tutti per concorrere a quella di sindaco, sia sul giudizio di una persona che io reputo sincera ed intelligente, il prof. Franco Cardini ( http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/122517/ciclone_renzi [se il link non è più attivo, cliccare qui http://www.europaquotidiano.it/2010/11/11/ciclone-renzi/ ]), dico che Renzi mi appare un tipo poco manipolabile, anzi tosto, coraggioso e con elevata propensione al rischio: materia prima di un innovatore, sia in economia che in politica.  

 

Allego:

Profilo psicologico di Silvio B. in post/1

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html

 

Il potere dello sguardo di Berlusconi

           

Facendo semplicemente 2+2, io affermo da tempo che anche la scelta politica è conseguenza della struttura psicologica; ed ho provato a tracciare in questo ‘post’ la “Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html.

 

Sulle motivazioni delle scelte politiche: in questo recentissimo articolo “Lo sguardo del leader politico” di Salvatore Maria Aglioti e Gian Vittorio Caprara, segnalato stamane da Radio3-Scienza (http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-d632226a-1a30-4fca-87c4-779ab67ca969.html), si descrive il risultato di una ricerca di neuroscienziati sociali italiani "da cui risulta che gli elettori di centrodestra, in quel momento [2009], erano attratti dallo sguardo del proprio leader politico (per esempio Berlusconi) molto di più che dallo sguardo di un leader di centro-sinistra (per esempio Di Pietro).

Per contro, questo effetto era assente negli elettori di centro-sinistra, che non erano influenzati in modo specifico dai leader dello stesso schieramento. Quindi, lo sguardo dei leader di centro-destra influenza gli elettori dello stesso gruppo politico molto di più di quanto lo sguardo di leader di centro-sinistra influenzi gli elettori dello stesso gruppo. È inoltre emerso che una gran parte dell'influenza del leader che ha dominato la scena politica Italiana degli ultimi diciassette anni, vale a dire Silvio Berlusconi, sembra legata a un meccanismo di identificazione personologica tra elettori e leader. […].

La scoperta principale è stata che mentre gli elettori di centro-destra non resistono allo sguardo del personaggio del loro stesso gruppo politico, gli elettori di centrosinistra non sono influenzati selettivamente dallo sguardo del personaggio appartenente alla coalizione da loro scelta. […].

Lo studio potrebbe trovare applicazioni pratiche per prevedere comportamenti di voto".

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-29/sguardo-leader-politico-155430.shtml?uuid=Aa9GJb8D

 

Io ritengo che lo studio, più che far trovare applicazioni pratiche sui comportamenti di voto, soprattutto dà indicazioni che l’antidoto all’affermazione elettorale di pericolosi narcisisti populisti e simili è nell’educare gli individui in maniera non repressiva, inculcando loro in famiglia, fin da piccoli, dosi congrue di scetticismo che è la base dell’analisi critica, ed a scuola – e non è una boutade - diffondere lo studio approfondito della fiaba di Hans Christian Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Solo così non si rischia mai di crescere individui idolatri.



Appendice:
 
Siamo finalmente nella fase del disamoramento! Riporto un mio vecchio ‘post’.
 
Il rapporto tra Berlusconi ed il suo elettorato somiglia molto all’innamoramento, che è una passione. Già i miti greci 2.500 anni fa, il potente Shakespeare 400 anni fa e Freud 100 anni fa paragonavano l’innamoramento ad uno stato di malattia della mente, ora ci sono le evidenze scientifiche (allego i link).
Freud diceva che lo stato dell'innamoramento è più simile ad uno stato di malattia che ad uno sano, questo rimane vero ancora oggi. Nell'innamoramento esiste una idealizzazione dell'amato e la proiezione su di lui di tutti i nostri oggetti buoni, di modo che non vediamo la persona come in realtà è, ma come vorremmo che fosse, questo spiega perché una volta finito l'innamoramento le proiezioni vengono ritirate e si hanno quei commenti tipo "Ma come ho fatto a innamorarmi di quello lì? Non ha nulla, non è bello, né intelligente, dovevo proprio essere fuori di me" E spesso si passa ad una denigrazione dell’oggetto prima tanto amato. Gianna Porri
http://www.whohub.com/it513/cosa-consiste-fenomeno-dell-innamoramento?tag=PSICOLOGIA
Sarà certamente riduttivo, ma la ricerca di un gruppo di neuroscienziati americani ha analizzato come forse non era mai stato fatto prima d'ora il meccanismo dell'innamoramento, della cotta, se volete chiamarla così, o della passione, dell'eros, ed è pervenuta alla conclusione che l' amore romantico è come una malattia mentale e che quando si è alle prese con la passione, diventiamo tutti vittime impotenti di un istinto biologico.
http://mysterium.blogosfere.it/2008/02/san-valentino-una-ricerca-americana-linnamoramento-e-come-una-malattia-mentale.html
Il Sig. Silvio B. ed il suo tallone d’Achille/9/Innamoramento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592704.html

 
GOVERNO
Paragone con Madrid, Pdl contro Tremonti
Ferrara: "Berlusconi minaccia di andarsene"
Secondo il direttore del Foglio il premier è "furioso" per le dichiarazioni rese ieri. Ma è tutto il partito ad attaccare duramente il ministro dell'Economia per la battuta sul voto anticipato. Vertice serale a Palazzo Grazioli sul caso Moody's. Alla Camera maggioranza battuta sul documento di economia e finanza
05 ottobre 2011
http://www.repubblica.it/politica/2011/10/05/news/ferrara_berlusconi_minaccia_di_andarsene-22722715/
 
Fuga da Berlusconi
Ieri sera a “Ballarò” Sandro Bondi pareva l’ultimo giapponese mentre si sforzava di non ridere per contratto alle battute di Crozza e per come faceva da scudo umano a Berlusconi (“non mollerà mai!”), ma per il resto serpeggia una certa inquietudine tra i corifei di destra.

 
«Io non tifo più per nessuno!» è la sacra promessa di Gianluigi Paragone, il conduttore del talk “L’ultima parola”. E tutta la vita di prima, consacrata a Bossi e Berlusconi? «L’ho fatto perché ero convinto che le ricette fossero giuste e i direttori d’orchestra i migliori possibili…» E mentre recitava contrito il suo bel mea culpa bacchettava Brunetta e canonizzava Santoro, «fatto fuori dalla politica che voleva il suo scalpo». Anche il liberale Piero Ostellino, che si era sbracciato sul palco del teatro del Verme (Milano, 12 febbraio 2011) per difendere il Cavaliere dai puritani, deve aver cambiato idea: «Il tempo è scaduto: Berlusconi non è stato la soluzione dei problemi del paese ed è diventato egli stesso un problema da risolvere». Bruno Vespa pieno di delusione: «Questo governo non è riuscito a fare la rivoluzione italiana. La responsabilità di Berlusconi è più forte perché entrato in politica per fare questa rivoluzione».
 
Non solo gli illustri commentatori, anche gli imprenditori si riposizionano:
 
Fuga da Berlusconi
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/10/05/fuga-da-berlusconi/
 
Ferrara: "Berlusconi minaccia di andarsene"
Questa, come tutte le frasi e le azioni del Sig. Silvio B.: quella sugli sceneggiati sulla mafia o quella su Renzi (“mi somiglia”), cui seguì l’incontro “scandaloso” con lui ad Arcore, risponde non ad un disegno complesso e raffinato, ma semplicemente al richiamo di poche, fondamentali pulsioni profonde, le quali come si sa, parlando in generale, sono potenti ed incoercibili.
Il Sig. Silvio B. non ha affatto una mente raffinata, egli non è una persona intelligente: è un furbo, un amorale, un bulimico, un mammone narcisista e schizoide, “condannato” dalla sua educazione con forte impronta materna ad imitare il modello della madre autoritaria e dalla dedizione per lui esclusiva ed assoluta. Dal rapporto con la quale egli ha tratto il suo principale e formidabile propellente, ma anche la sua intrinseca debolezza. Perché egli, in fondo, è un debole, poiché non può ammettere e sopportare né offese al suo amor proprio ipertrofico e malato, né lesioni alla sua autorità, né tanto meno sconfitte al suo orgoglio di “unico ed insostituibile”.
La frase ha lo scopo di lenire l’offesa al suo amor proprio ipertrofico e malato, ora che tutti lo abbandonano e lo vogliono mandar via.
Berlusconi-Renzi: interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html 


Forse sembrerà strano, ma io non ho seguito il processo di Perugia. Mi capita quasi sempre, anche per i processi, di non seguire l’onda, ma di interessarmi degli omicidi eclatanti soltanto da un certo punto in poi.
 
6 ottobre 2011
Berlusconi, giù le mani da Amanda
Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129831/berlusconi_giu_le_mani_da_amanda
 
Bell’articolo!
 
Lettere
5 ottobre 2011
Amanda, la folla dice sempre “crucifige”
Federico Orlando
Cara signora, sono convinto che lei dica il vero. Perciò anch’io ho tifato per Amanda e Raffaele, da sempre raffigurati nell’iconografia clerico-populista del nostro paese come mangiatrice d’uomini l’una, come l’Adamo torpido corrotto dalla sensualissima Eva l’altro. Amanda aveva (ha) tutti gli ingredienti per essere simpatica a una parte di noi uomini più disinibiti e a una parte delle donne meno invidiose della bellezza e del successo delle altre. Già il nome, Amanda, che è un gerundio latino e significa “da amare”, è tutto un programma di vita per noi e di morte per i bigotti. […].
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129818/amanda_la_folla_dice_sempre_crucifige
 
PROCESSO MEREDITH
Presidente Corte: "Amanda è innocente". Ma per ora la verità "resta insoluta"
Il giudice Claudio Pratillo Hellmann chiede il rispetto della sentenza: "Se fossi stato nei pubblici ministeri avrei fatto esattamente la stessa cosa: loro avevano elementi più che sufficienti per indagare questi due ragazzi". Ma la stampa inglese continua a attaccare il sistema di giustizia italiano
05 ottobre 2011
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/05/news/giudici-amanda-22733550/
 
Camerata Prof. fantasioso Seamusbl,
"E inoltre motherfucker Silvio non ha vinto per le sciocche ragioni psicologiche addotte".
Ti sbagli di grosso. Quando un ciarlatano riesce, potendo disporre di mezzi di rincretinimento di massa come le tv, a conquistare il consenso di 10 milioni di persone adulte, vuol dire che, al netto della quota di ricchi ed altri che scelgono per interesse, hanno funzionato ed avuto un peso altri fattori ed altre qualità: quelli del pifferaio magico.
Lo sosteneva anche Freud, nella risposta ad Einstein. Ma naturalmente, per uno ‘nzallanuto malato di superbia come te, anche Freud è un asino.
Se non fosse inutile con un superbo e ‘nzallanuto come te, ti suggerirei di dare un’occhiata sia ai sondaggi, sia (come era prevedibile, cfr. il mio ‘post’“Il Sig. Silvio B. ed il suo tallone d’Achille/9/Innamoramento”, allegato più sopra) ai commenti autocritici che ora si possono leggere sui blog, ‘postati’ dagli ex innamorati del tuo amico ciarlatano, asino e fuori di testa Silvio B.
 
Camerata Prof. fantasioso Seamusbl,
Silvio B. è un ciarlatano ed un pifferaio magico e tu un allocco, tra milioni di allocchi.
Alla favola che il furbissimo Berlusconi, piduista, protetto di Craxi, sceso in politica (dove rimane per lo stesso motivo: conservare la roba) per salvare le sue aziende in stato prefallimentare, oberate da 4.000 miliardi di Lire e tenute in piedi soltanto dalla banche in orbita politica, sia un imprenditore liberista sei rimasto forse l’unico al mondo a credere. Che tu sia l’unico potrà probabilmente solleticare la tua superbia, ma attesta soltanto il tuo completo ‘nzallanimento.
 
commento di seamusbl inviato il 8 ottobre 2011
comrade grammatico sexual mental health care Magnagrecia, 
non ho scritto che motherfucker Silvio e' un liberista, e' semmai un porco di socialista, ma che la sua attivita' economica avviene in italia e che ha un interesse ad una situazione economica positiva.
il tuo giudizio che condivido per vari aspetti e' tuttavia troppo estremista e viziato dalla tua psico-patica-analisi. Motherfucker Silvio is a clever and foolish guy.
E' vero che e' entrato in politica per salvarsi il culo, altrimenti la vecchia somara e ignorante elite lo avrebbe spazzato via con i suoi debiti, ma di certo non puo' essere il grande capitale italiano a fare la morale, parassiti di stato fin dalla nascita.
E nella crisi economica lui e Tremonti hanno fatto bene.
take care and follow the great leader Mao, be objective.
 
Camerata Prof. fantasioso Seamusbl,
”E nella crisi economica lui e Tremonti hanno fatto bene.
Più che superbia, hai l’ostinazione degli allocchi. E non ti rendi neppure conto che condividi lo stesso giudizio sull’asino Tremonti (l’asino Berlusconi ha contato poco nelle misure adottate) dei ricchi banchieri e finanzieri e dei loro utili idioti, che a parole critichi tanto.
Le persone dotate di comprendonio adeguato (quindi tu sei escluso…) capiscono facilmente che il loro è un giudizio interessato e soprattutto infondato, poiché finora, senza aver dovuto salvare banche o aver finanziato la ripresa (e si vedono i risultati sul PIL e l’occupazione), ha deciso misure per ben 140 miliardi (cioè 270 mila mld di Lire!), presi per di più soprattutto dalle tasche del ceto medio-basso e buona parte dei quali resi necessari – a giudizio dei mercati - dall’inadeguatezza politica del governo Berlusconi-Tremonti.
Dear Camerata Seamusbl, ti suggerisco di piantarla:qui fai solo la figura dell’allocco; se ti va tanto, ti conviene andarlo a scrivere sui giornali e forum di destra.
 
 
 

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