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TTF: COMMENTO A GIANNI ALIOTI DELLA FIM-CISL, SUA REPLICA E MIA CONTROREPLICA

 

Nel sito di Sbilanciamoci.it,  è uscito questo articolo di Paolo Andruccioli della CGIL a sostegno della Tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf):
 
Finanza, la tassa prende quota
di Paolo Andruccioli
17/02/2011
commenti (6)
Il 17 febbraio è stata la giornata mondiale della tassa sulle transazioni finanziarie. Scendono in campo a sostegno della vera Robin-tax anche Ituc e Cgil
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Finanza-la-tassa-prende-quota-7770

link sostituito da:

http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Finanza-la-tassa-prende-quota-7770.html  

Ad esso è seguito un lungo commento di Gianni Alioti, Responsabile dell’Ufficio Internazionale e dell’Ufficio Ambiente, Salute e Sicurezza della FIM-CISL.
 
Riporto, qui di seguito, il mio commento a quest’ultimo, la replica di Gianni Alioti e la mia controreplica.
 
Vincesko
 
Domenica, 20 Febbraio 2011 23:25:41
 
Il Sig. Gianni Alioti rivendica per la CISL la primogenitura della campagna di sostegno alla Ttf da rivolgere al governo italiano (il cui premier Berlusconi si vantò allo scorso G20 di essersi opposto con successo proprio all’introduzione della Ttf) ed al ministro dell'Economia in particolare. E’ proprio una buona notizia, visti i buoni rapporti della CISL (e della UIL) col governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, come si è visto nel varo della manovra correttiva 2010, una manovra correttiva di 24,9 mld per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana; che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anticrisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni. E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i farmacisti) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi), o milionari (come Tremonti, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti, o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici, come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
 
Gianni Alioti
Lunedì, 21 Febbraio 2011 11:45:16
Il Sig. Gianni Alioti (cioè io) stamani ha scritto nell'intranet della Cisl e della Fim-Cisl il seguente pezzo, dal titolo:
"Quel <paraculo> di Giulio Tremonti".

" [.....] E' passato quasi un anno da quando la CISL (e la Fiba-Cisl) hanno promosso in Italia la campagna "Zerozerocinque", insieme a molte associazioni e ong espressione della società civile. Abbiamo raccolto migliaia di firme per chiedere al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell'introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie.
Nonostante la proposta abbia raccolto il sostegno di importanti leader di altri paesi, il Governo italiano continua a remare contro.
Dopo che Silvio Berlusconi nella riunione del G20 a Toronto (giugno 2010), aveva definito "ridicola" la nostra proposta (inclusa anche nella piattaforma per la riforma fiscale), al G20 finanziario di Parigi Giulio Tremonti ha fatto il perfetto "paraculo". Nel momento che la presidenza francese ha rilanciato la proposta dello 0,05% (sostenuta anche dalla Germania e da altri paesi), il nostro ministro dell'Economia ha dichiarato: «Se la virtuosità spinge tanto la Francia, questo paese può
fare da apripista». Ironia idiota visto che la tassazione delle transazioni finanziarie (per essere efficace) è una misura da adottare a livello internazionale o, almeno, su scala europea.
Se siamo - come unanimemente sosteniamo - un sindacato autonomo, in grado di giudizi autonomi, non possiamo far finta di nulla. La CISL rappresenta milioni di lavoratori e pensionati non siamo né "la compagnia delle opere" né "l'istituto opere pie". I nostri associati hanno subito e continueranno a subire danni tangibili ai loro interessi, in conseguenza del servilismo (interessato) della politica al dominio dell'economia finanziaria sui beni comuni e sulla coesione sociale.
Adesso è in gioco anche la nostra dignità e responsabilità di sindacalisti cislini. Adesso basta!!!
C'è un limite alla decenza, a maggior ragione dopo le scempiaggini di Calderoli sul "primo maggio" e, soprattutto, l'intervista di ieri al Corriere della Sera del ministro del welfare Maurizio Sacconi. Nella strenua difesa del Mubarak italiano come unico politico che può cambiar le cose, arruola strumentalmente anche la CISL nel "blocco sociale" che sostiene le politiche di questo Governo. "O saco é cheio", direbbero gli amici brasiliani!
Speriamo che la brezza marina ci porti - dalle sponde sud del mediterraneo - il "profumo di gelsomini" che, coprendo il puzzo di spazzatura, liberi finalmente tutte le energie di un sindacato nato libero! [.....]"

Come Vincezko può riscontrare, non c'è omologazione dentro la Cisl a un'idea di bipolarismo sindacale, tanto cara a Maurizio Sacconi e, purtroppo anche a settori della sinistra. E il mio commento precedente all'articolo di Paolo non va letto quindi come rivendicazione di "primogeniture", ma come un invito a ritessere il filo del dialogo su obiettivi comuni condivisi, facendo ciascuno i conti con i propri errori e le scelte sbagliate. Su quanto dice Vincensko sulla manovra correttiva del 2010 e le sue conseguenze sono d'accordo. Nella Fim-Cisl in molti non l'abbiamo condivisa (pur da posizioni distinte da quelle della Cgil) e, nonostante l'atteggiamento confederale, abbiamo manifestato contro il Governo davanti a molte prefetture in Lombardia. E, per le stesse ragioni, eravamo in tanti alla manifestazione europea di Bruxelles contro le politiche di austerità dei Governi dell'UE.
 
 
Vincesko
Martedì, 22 Febbraio 2011 15:51:52
 
Sono davvero lieto della precisazione di Gianni Alioti (da pubblicizzare, visto che per entrare in Intranet CISL è richiesto un codice login), ed allora, detto seriamente, volentieri auspico: “Fuori il sedicente sindacalista Bonanni dalla CISL e Alioti for Segretario generale”.
Mi permetto anche di suggerirgli la lettura di questi miei 3 ‘post’, perche il premier Berlusconi non è soltanto un simpatico… “gaffeur”, il ministro Tremonti uno spiritoso ‘paraculo’ ed il ministro Sacconi un disinteressato ed abusivo promotore di blocchi sociali, ma molto peggio, molto più pericolosi, come lo sono i “matti” dalla lucida pazzia, e dannosi, come lo sono tutti gli incompetenti. Anche vendicativi con chi li prenda in giro o li critichi (come è successo al presidente dell’ISAE o, ieri, a Montezemolo, proprietario del web magazine “Italiafutura”, su cui sono usciti articoli molto critici nei riguardi dell’incompetente ministro dell’Economia (ad es., “L'Imperatore dei marziani” http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani ).
 
Ecco i 3 ‘post’:
“Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille” (allego il post/14, il suo profilo è nel post/1):
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html
“Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter” (allego il post/2, il suo profilo è nel post/1):
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html 
“Lettera al ministro Maurizio Sacconi”:
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564771.html

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IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/3

 

Giulio Tremonti, nell'attuale incarico, è un incompetente. Ma quel che è ancora più preoccupante della sua incompetenza tecnica (lo scrivevo nella lettera che inviai a Berlusconi, che ho riportato nell'altro “3d”) è la sua inadeguatezza caratteriale. Nel 'post' iniziale di questa discussione, ho scritto: “A fortiori dal punto di vista psicologico: sleale ed opportunista, assolutamente incline al disprezzo dei concorrenti-avversari, incapace di addossarsi colpe, insofferente alle critiche ed ai giudizi, e quindi con una evidente idiosincrasia ai controlli”.  
 
Riporto un articolo pubblicato su Europa, che inizia così (il grassetto è mio):
Non basterà l’ennesima intervista nella quale un signore che di mestiere fa il ministro (e ha in corso una complicata manovra) può permettersi arie da intellettuale, a tratti da filosofo, e attraversare due pagine del “Corriere della Sera” senza rispondere a nessuna delle critiche che gli vengono dal paese”.
1 giugno 2010
Il ministro filosofo che ama le liste
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/118878/il_ministro_filosofo_che_ama_le_liste
link sostituito da:
http://europa.118.aws.dol.it/dettaglio/118878/il_ministro_filosofo_che_ama_le_liste  

Aggiungo che, come ho già ampiamente scritto, il premier Berlusconi non è soltanto un simpatico… “gaffeur”,  il ministro Tremonti uno spiritoso ‘paraculo’[1] ed il ministro Sacconi un disinteressato ed abusivo promotore di blocchi sociali dividendo i sindacati, ma molto peggio, molto più pericolosi, come lo sono i “matti” dalla lucida pazzia, e dannosi, come lo sono tutti gli incompetenti.
 
Anche vendicativi con chi li prenda in giro (come accadde ad Enzo Biagi e Daniele Luttazzi) o li critichi (come è successo al presidente dell’ISAE ed al suo Istituto, o, l’altro ieri, a Montezemolo, proprietario del web magazine “Italiafutura”, (su cui sono usciti articoli molto critici nei riguardi dell’incompetente ministro dell’Economia, ad es., L'Imperatore dei marziani di E.I. Zamjatin , pubblicato il 31 maggio 2010  http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani già riportato nel post/2 ), che si è visto porre il veto a presidente del Comitato olimpico;[2] o al ministro Brunetta, che si è visto negare i finanziamenti alla sua riforma della PA: Brunetta attacca di nuovo Tremonti "Io sono un economista, lui no" http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/maggioranza/brunetta-vs-tremonti/brunetta-vs-tremonti.html.
 

Appendice
 
[1] Sollecitato da un mio commento molto critico alla CISL, il Responsabile dell'Ufficio internazionale e dell'Ufficio ambiente, salute e sicurezza della Fim-Cisl, Gianni Alioti, ‘posta’ a giustificazione come replica un suo attacco al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel quale lo definisce un ‘paraculo’,  ed al ministro Sacconi, di cui stigmatizza l’abusiva inclusione della CISL nel blocco sociale pro Governo Berlusconi (v. miei riferimenti nel testo di questo ‘post’).
 
Finanza, la tassa prende quota
Gianni Alioti
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Finanza-la-tassa-prende-quota-7770
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Finanza-la-tassa-prende-quota-7770.html

 
[2] La mia deduzione circa il veto di Tremonti a Montezemolo trova conferma in questo articolo di Roberto Mania su “Repubblica“, il quale parla di “ministro permaloso”. Altro che permaloso.

E Tremonti disse no a Luca
(…). Ci sono vecchie ruggini e c’è – da ultimo – una critica ripetuta della Fondazione montezemoliana “Italia Futura” alla politica economica di Via Venti Settembre: bene il controllo dei conti pubblici ma la crescita? E le liberalizzazioni? Più tante altre punzecchiature mal digerite dal ministro permaloso. (…).
http://www.repubblica.it/rubriche/lobby/2011/02/21/news/e_tremonti_disse_no_a_luca-12731104/index.html

 

Puntate precedenti:

post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html
post/2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html



permalink | inviato da magnagrecia il 23/2/2011 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

LA CRICCA LIBICA

 

1. La cricca libica
Io ho lavorato un anno e mezzo, in Libia. Vi giunsi il 25 ottobre 1980; la prima settimana la passai con i crampi allo stomaco, a causa del clima di forte tensione che si respirava, causato dalla stabile presenza, di giorno, di un'auto dei servizi segreti libici che già da tempo stazionava fuori i nostri uffici in prefabbricato a Suk el Juma, quartiere di Tripoli, come forma di pressione per “convincere” le società del consorzio d'imprese, capitanate dalla Pirelli, a pagare la tangente sull'importo iniziale dei lavori di oltre 600 milioni di dollari di allora (era prassi, lì, mentre in Arabia Saudita tutto si risolveva col cosiddetto sponsor). Ma i nostri capi in Italia resistevano, ed allora i militari (è la cricca dei militari che domina la Libia) prima arrestarono con un pretesto l'ingegnere della Pirelli rappresentante in loco del consorzio e lo tennero in carcere fino a sotto Natale; bloccavano per strada i nostri mezzi e li sequestravano; facevano iniziare la costruzione del campo (nell'attesa noi alloggiavamo nel bel campo di un'impresa bergamasca che stava ampliando l'università) e poi ci cacciavano via, e dovevamo ripartire da zero; poi ci tagliarono la luce (e portammo i gruppi elettrogeni), l'acqua (e portammo il serbatoio a rimorchio Ravasini); quindi mandarono i sedicenti Comitati popolari con un escavatore a buttare giù il muro perimetrale del fabbricato (nell'operazione, fui sfiorato da una grossa pietra); poi vennero a prelevare per alcune ore anche il nostro direttore, proprio mentre ero a colloquio con lui. Insomma, questo fin quasi a Natale, quando i capi a Milano finalmente decisero di pagare, e tutte le pressioni terminarono. Anche l'ingegnere della Pirelli fu scarcerato e, poverino, non appena riebbe il passaporto rientrò in Italia.
 
2. Rapporti con i libici.
La Libia è stata colonia italiana per circa 50 anni. Ci somigliano, ma in peggio, sono la nostra brutta copia. Sono stronzi quasi come gli Svizzeri, che per me, tra quelli che conosco, sono i peggiori. Copiano (copiavano) le nostre regole amministrative (ad esempio l'INPS e l'INAIL) e c'è (c'era) l'inefficienza burocratica che c'è in Italia: ognuno si comanda da sé: se ha voglia, ti fa la pratica, se no “bukhara insc'Allah” (domani, se Dio vuole). C'è (c'era) molta corruzione. Il mio collega responsabile della Contabilità gen. aveva una valigetta dove custodiva il fondo nero destinato alle bustarelle per la corruzione spicciola. A quella in grande, l'abbiamo visto, ci pensava la sede di Milano.
I libici hanno (avevano) un complesso d'inferiorità verso noi Italiani e gli occidentali in genere ed un complesso di superiorità verso i negri. Sono molto permalosi. Sono (erano) sempre nervosi ed incazzati, perché sotto pressione, senza svaghi o alcol (c'era però un fiorente commercio clandestino di cassette pornografiche e cattivi liquori autoprodotti), esclusi, tranne pochi privilegiati, dal circuito del vero potere, quello militare-economico; sempre alla ricerca di modi per integrare il loro magro reddito, millantando influenze ed entrature, da spendere in beni di consumo che a ondate irregolari (dipendeva dal carico delle navi) si vendevano nei supermercati statali e nei pochi negozi privati; il grosso dei negozi, nel suk, era chiuso fin dalla cacciata dei commercianti ebrei, dopo la presa del potere da parte di Gheddafi.
Coi negri, dicevo, sono razzisti, sprezzanti e perfino brutali. Io, poco dopo arrivato, litigai col capo dei nostri (pochi) impiegati libici - che aveva il compito del rilascio dei nostri visti - discutendo del Ciad. Si offese, perché non ero d'accordo con quello che sosteneva lui, e, sebbene un mio collega, preoccupato, mi facesse cenno di non contrariarlo, mantenni il punto. Egli prima mi diede del fascista (io votavo PCI) e poi a Natale si vendicò, soltanto “dimenticandosi” il mio visto (era opinione comune fosse un tipo influente e pericoloso, ma in effetti per fortuna era solo un povero diavolo). Poi riuscii a partire lo stesso, col volo charter dell'impresa bergamasca che ci ospitava.
Racconto questo episodio per parlare della genuflessione ed il baciamano di Berlusconi a Gheddafi. E' un vizio di parecchi Italiani. Nella nostra branch libica,  prima che si scoprisse che era un povero diavolo, nessuno, dal direttore in giù, si è mai messo contro il capo degli impiegati libici, tranne io e un autista. Spadroneggiavano, nel loro piccolo. Se agli arabi dai corda, ne approfittano.
 
3. Le donne libiche.  
C'era una grandissima differenza tra l'Arabia Saudita, il Paese mussulmano più tradizionalista, dove anche le ragazze di scuola media dovevano uscire con un vestito nero o blu lungo, e la Libia. Nei primi mesi, prima della costruzione del campo, nel tragitto dall'ufficio alla mensa, tutti i giorni ci divertivamo ad attraversare in auto l'area recintata dell'università ed altre zone, ed incrociavamo le studentesse: erano vestite normalmente, parecchie in abiti paramilitari. La più bella era una ragazza di pelle scura, alta, snella, dal portamento elegante, simile a quello di un'indossatrice.
 
P.S.: Non so chi l'avesse coniato, ma Gheddafi veniva chiamato, anche dai libici che lavoravano con noi, Pierino.
 

IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/2

 

Riprendo, dopo aver 'postato' il suo “profilo” (V. post/1), la pubblicazione di una serie di articoli e commenti sul Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dominus economico in più di metà dell’ultimo decennio.
  
Propongo un mio commento pubblicato oltre un anno fa in un altro forum, per spiegare e corroborare quel che ho scritto nel 'profilo' che ho tracciato di Giulio Tremonti, utile ora per vagliarne e seguirne il comportamento e le scelte politiche e cercare di interpretarne anche le motivazioni “sottostanti”. Al riguardo va aggiunto che c'è stato un suo – come dire? - “riposizionamento” ideologico, a dimostrazione della sua notevole duttilità, ancorché credo nessuno – neanche lui - possa dissimulare a lungo le sue caratteristiche di fondo, correlate alla struttura psicologica e caratteriale. 
 
Nel post/1, avevo scritto un po' di tempo fa, tracciandone il profilo, che Giulio Tremonti è “costretto da una pulsione bulimica (potente quasi come quella del suo Capo S.B.) - che nel caso di Tremonti è forse riconducibile al c.d. istinto di proprietà... che caratterizza i bambini fino a 5 anni di età - (…) a fagocitare poteri e competenze”.
Ecco, qui sotto, un articolo interessante di Eugenio Scalfari, che illustra il disegno che stavano portando avanti Silvio B. e Giulio T. - i nostri due cari, formidabili bulimici, idiosincratici ai controlli - di impadronirsi dello Stato, sottraendo le leve decisionali e di controllo agli organi deputati.
[Com'è noto, il disegno fu sventato dallo scandalo che investì la Protezione Civile e la famigerata cricca. Poi vedremo se ci riprovano, sotto altre forme: ad esempio, manovra legge finanziaria (vedi secondo articolo) o federalismo demaniale].
 
IL COMMENTO
Lo Stato disossato e i pasticci elettorali
di EUGENIO SCALFARI
Negli scorsi giorni, nella disattenzione generale, è stata approvata la creazione della "Difesa Spa" che centralizzerà gli acquisti e gli approvvigionamenti necessari al funzionamento di tutte le Forze armate in una società per azioni. Analoga operazione verrà discussa e probabilmente approvata in Senato mercoledì prossimo per la creazione della "Protezione Spa", responsabile di tutte le operazioni di qualsivoglia tipo effettuate dalla Protezione civile. Immaginiamo che altre società sorgeranno nei vari settori della Pubblica amministrazione. (…).
Le somme in gioco sono enormi. (…).
C'è dunque un mutamento vistoso in questo modo di gestione: rapidità nel decidere, impressionante rafforzamento del potere esecutivo. (…). Bertolaso è la sua protesi e così saranno i capi delle future Spa pubbliche. La prova generale (auspice Tremonti) fu fatta qualche anno fa con la Cassa Depositi e Prestiti. Perché - bisogna ricordarlo - i flussi finanziari che alimentano il sistema "esternalizzato" sfuggono a tutti salvo che al superministro dell'Economia. Giulio e Guido, un'accoppiata perfetta, con la differenza che Guido è una protesi di B., mentre Giulio lavora per sé.
Lo Stato di diritto è a pezzi.
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/31/news/commento_scalfari-2137633


***

 
L'Imperatore dei marziani
L'angolo dei marziani/3
di E.I. Zamjatin , pubblicato il 31 maggio 2010
Questa mattina, proseguendo il censimento di coloro che dopo decenni di politica sembrano essere appena sbarcati da un altro pianeta, Zamjatin ha letto con attenzione l’intervista che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha concesso ad uno dei principali quotidiani italiani. D’altra parte è un giorno particolare per l’Italia e per gli italiani, che dopo un’intera settimana di annunci e dietrofont attendono ancora di conoscere i dettagli di una manovra che avrà serie ripercussioni sul presente e sulle prospettive della loro vita.

Eppure Zamjatin si è chiesto se l’intervistato fosse proprio il ministro dell’economia, o se invece si trattasse di un filosofo della storia che in questo difficile giorno voleva distrarre i lettori con considerazioni sui tempi lunghi dell’umanità e sul valore profetico che le sue visioni hanno mostrato nel corso degli anni. Sì, perché dall’intervista si apprende che il filosofo Tremonti già nel 2008 aveva scritto il copione della crisi nel suo libro “La paura e la speranza”; già nel 1997 aveva rinverdito le basi “dell’illuminismo giuridico” nel suo libro “Lo Stato criminogeno”; già nel 1994 aveva denunciato il “drammatico errore politico” della globalizzazione nel suo libro “Il fantasma della povertà”. Così come Zamjatin vi ha trovato poche notizie sulla manovra economica ma certamente molti spunti per dottissime conversazioni estive, tra cui la notizia che “non siamo dentro una di quelle solite congiunture negative, che tante volte abbiamo visto nei secoli e nei decenni passati, ma ad un tornante della storia”; o ancora che “questa è la fine dell’utopia della globalizzazione come nuova età dell’oro”; o infine che così “come il Medioevo era bloccato e fu superato d’un colpo dalla semplicità dei grandi codici borghesi” oggi si propone il contratto di produttività. (…).
http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani
 
 
Il ministro della Pubblica Amministrazione obietta al collega dell'Economia
"Nel rigore si può fare sviluppo, ci sono riforme che non costano niente"
Brunetta attacca di nuovo Tremonti "Io sono un economista, lui no"
Ma poi una nota del ministero precisa: "Nessuna polemica, il ministro dell'Economia è un giurista"
Critico Frattini: "Polemica legittima, ma nella sede del partito. Non è un bel vedere"
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/maggioranza/brunetta-vs-tremonti/brunetta-vs-tremonti.html
 
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html

PIL, IL PROBLEMA NON E' LA CRISI MA IL GOVERNO BERLUSCONI-TREMONTI

 

Nella conferenza stampa dell'altro ieri mattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% rispetto a quello della Francia; della Pubblica
Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati.
 
Vorrei osservare che:
 
1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti.
E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010:
1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%,
http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo  
per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi, ed aumento del deficit; la spesa, in barba ai proclami, ai tagli ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.
 
3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio, ed il rimanente sì (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n. 150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).
 
CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (V. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter  ), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune "oniriche", altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.

IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/14/NAPOLITANO

 

Dopo l'ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (vedi post/11), anche l'attuale presidente, Giorgio Napolitano, si è accorto recentemente delle precarie condizioni di salute mentali del premier Silvio Berlusconi. Come dire? Meglio tardi che mai. Ma, in ogni caso, è davvero preoccupante essere governati – per usare le sue parole – da “un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l'opposto la sera oppure d'una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi".
Io ne scrissi, proprio a Repubblica/Augias nel lontano maggio 2003 (ho già pubblicato qui – vedi post/1 – la lettera) e già allora formulai la stessa “diagnosi” di schizofrenia (una delle patologie mentali più gravi) ed usai lo stesso avverbio, 'vagamente', che usa Scalfari nell'editoriale allegato dello scorso aprile.
Ritengo opportuno aggiungere, avendo letto che qualcuno talora blatera che è necessario e conveniente “accontentare” Silvio Berlusconi nelle sue mire “riformistiche”, che di queste stesse necessità e convenienza scriveva – nel 2003 su la Repubblica, poco prima di passare al Corriere della Sera – il prof. Michele Salvati, uno dei padri del PD. Ed io sentii l'urgenza di scrivere quella lettera (la mia prima ad un giornale) proprio per mettere in guardia – credo per primo in Italia - dalla bulimia di Berlusconi (come è noto, il bulimico è insaziabile per definizione). Casualmente (?) - l'ho già scritto - il 15 del mese dopo, Eugenio Scalfari in un editoriale dal titolo “ Una lotta giusta ma un voto inutile” (vedi allegato), scrisse della bulimia di Silvio Berlusconi.
Concludo, ripetendo l'avvertimento di Euripide (che anche Scalfari cita nel suo editoriale dell'11.4): Quos vult Iupiter perdere dementat prius, che ho già usato a proposito del duello tra Berlusconi e Fini - figura chiave nelle passate e nelle prossime vicende politiche – e dedicandolo a tutti: agli idolatri e “innamorati” di destra, a quelli che votano Lega Nord, ai dubbiosi “border line”, ai critici ancora incerti, a quelli che si astengono, ai nemici sfegatati che però...
“La partita che si sta per aprire – scrive Scalfari - è quella decisiva”: c'è da sperare, vista la situazione, che sia Giove ad aprire gli occhi ai tantissimi ancora che ce l'hanno chiusi (il forte calo del PDL alle ultime elezioni regionali rispetto alle europee dell'anno scorso – quasi un terzo in meno -   però costituisce già un importante segnale di resipiscenza) e/o a togliere completamente la ragione a colui che dà già, ormai da lungo tempo, ampi segni di pazzia.    
 
Riporto l'editoriale di Eugenio Scalfari dell'11.4 e quello del 15-6-2003, nonché alcuni stralci significativi.
L'EDITORIALE
L'ultima sfida del Cavaliere al Quirinale
di Eugenio Scalfari
11 aprile 2010
(…).
Ma a sentirlo attaccare la sua burocrazia, la sua Camera e il suo Senato, dove domina con maggioranze bulgare, comunque lo applaudono. Attacca i suoi perché li disprezza. Anche la platea di Parma li disprezza ed è divertita e soddisfatta dallo spettacolo vagamente schizofrenico. La doppia o tripla o quadrupla personalità del premier piace a quella platea. (…).
* * *
Quelle frasi di Parma, nonostante il silenzio delle agenzie e dei telegiornali ufficiali, arrivano naturalmente alle orecchie del Quirinale. Si racconta che il Presidente ne sia rimasto stupefatto e indignato. Si è fatto chiamare al telefono Gianni Letta e gli ha chiesto conto di quanto aveva appena udito.
Pare che la risposta di Letta sia stata: "Non sapevo nulla. Ho udito anch'io. Le faccio le mie personali scuse".
E pare che la risposta del Presidente sia stata: "Le sue scuse personali non risolvono la questione. Se non si trattasse del presidente del Consiglio ma di una qualunque altra persona dovrei dire che siamo in presenza di un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l'opposto la sera oppure d'una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi".
http://www.repubblica.it/politica/2010/04/11/news/l_ultima_sfida_del_cavaliere-3262629
 
UNA LOTTA GIUSTA MA UN VOTO INUTILE
Repubblica — 15 giugno 2003   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA
(…).
*** Eppure Giuliano Ferrara non è soltanto un' intelligenza alterata; si appoggia a un dato di realtà, cioè al carattere di Silvio Berlusconi e ad alcune sue evidente lacune psicologiche delle quali una è la mitomania di se stesso e l' altra la bulimia. Questa seconda soprattutto: il presidente del Consiglio è bulimico, vuole tutto, divora tutto, la sua fame è insaziabile, il suo bisogno d' appropriazione non ha limiti, anzi cresce man mano che viene soddisfatto. Per questo l' idea di placarlo concedendogli di volta in volta poteri sempre maggiori, privilegi sempre più ampi, franchigie mai viste prima, è sbagliato alla radice: infatti ad ogni nuovo boccone il suo appetito divoratorio aumenta tra i battimani e gli sguaiati incoraggiamenti dei cortigiani. (…).
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/15/una-lotta-giusta-ma-un-voto-inutile.html
 
Quos vult Iupiter perdere dementat prius
http://it.wikipedia.org/wiki/Quos_vult_Iupiter_perdere_dementat_prius
 
 
 

 

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CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/9

 

Riporto un’interessante intervista ad una donna franca ed intelligente.
 
La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
«Vedono le loro mamme come madonne che non baciano. E di sesso sano e normale non se ne parla mai»
(…)
Michelle è un’esperta di autoironia.
«Da quando sono piccola non mi prendo mai troppo sul serio. Forse perché sono partita, come molte donne, con un’autostima molto bassa. L’autostima è il problema di molte donne. Dipende da come sei cresciuta e la mia è stata un’infanzia particolare. Chi fa questo lavoro, da quel che ho capito negli anni, in qualche modo vuole conquistarsi l’affetto del pubblico, quasi per avere conferma che qualcuno ti vuole bene. Lo fai all’inizio, poi, quando vedi che funziona, ti rilassi e capisci che forse non è esattamente quello l’amore che cerchi. È un sentimento proiettato sull’immagine, nella vita reale, invece, devi costruirti davvero delle basi solide».
E lei se l’è costruite?
«Oggi sono serena, felice, ho una figlia che mi ha dato molta forza. Quindi ad autostima va bene. Anche se sono rimasta profondamente autocritica, dovrei essere meno severa con me stessa».
(…)
Come giudica questo bordello all’italiana, fatto di trans, escort, ricatti...
«È veramente un momento drammatico per l’Italia. I carabinieri fanno dei filmati che poi vendono... Ragazzi, ma dove siamo arrivati? Noi italiani siamo ormai abituati a questa cosa, ma all’estero non è così. I trans non ci sono solo in Italia, anche se qui il fenomeno è molto più forte. In Germani, per esempio, non si è mai sentito di un politico che va con i trans. Se lo fanno, probabilmente non viene fuori. Nel Nord Europa si rendono conto che la politica è un’enorme responsabilità, soprattutto come esempio per giovani. E poi, non si può sputtanare un politico sulla vita privata, rovinargli la famiglia, togliergli tutto, è terrificante ».
Perché dice che in Italia è più forte questo fenomeno?
«Potrebbe essere una questione culturale, negli anni c’è stato un grande tabù sulla sessualità. Ancora oggi l’argomento non è trattato bene. Mia figlia mi ha raccontato che a scuola hanno fatto una lezione di educazione sessuale, ma una sola, perché poi l’insegnante si è vergognata. Penso che sia veramente responsabilità dei genitori e degli insegnanti far capire che la sessualità è una cosa sana, naturale, che va vissuta come tale. In Svizzera, all’età di 10 anni, io sapevo come funzionava. In casa ogni tanto vedevo papà nudo, e non era una cosa strana. Non mi sono mai creata delle malizie. Qui, quelli della mia generazione hanno avuto tanti tabù per quanto riguarda l’educazione sessuale nell’ambito della famiglia. Se poi chiedi, “ma tu con tua madre hai mai parlato di sesso?” “Con mia madre? Non potrei mai!”. Per molti maschi italiani la mamma non ha niente a che fare con la sessualità. La mamma non bacia, la mamma non fa sesso, la mamma è una donna a sé. È la madonna asessuata». (…).
http://www.corriere.it/spettacoli/09_dicembre_08/Michelle-Hunziker-intervista_41e0f582-e3ec-11de-8eb6-00144f02aabc.shtml
 
 
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/13/CIAMPI2

 

Ecco, nell'editoriale di Eugenio Scalfari del 14.3.2010, che riporta una confidenza ricevuta dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, un esempio concreto e lampante, insieme:
1. del conflitto d'interessi del Sig. Silvio B.;
2. della bulimia insaziabile del personaggio;
3. della sua impudica, strenua difesa della "roba",
4. di come, approfittando della carica di premier, si possa in pochi anni, partendo da una situazione debitoria di 4.000 miliardi di lire, diventare uno degli uomini più ricchi del mondo;
5. di come, nonostante la crisi mondiale ed il calo del PIL mondiale del -1,3% ed italiano del -5,1% nel 2009, il Sig. Silvio B. abbia incrementato la sua ricchezza di 2,5 miliardi di $.
 
L'EDITORIALE
Peggio del McCarthy di sessanta anni fa
di Eugenio Scalfari
(...).
Il secondo episodio avvenne nel corso di una colazione al Quirinale, sempre alla presenza di Gifuni e di Letta. Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l'aveva trasmessa a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell'informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio.
La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L'altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: "Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia".
A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: "Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l'obbligo". "Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l'hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo".
Uscì con il fido Letta. Ciampi rinviò la legge. Il premier per sei mesi non mise più piedi al Quirinale.
http://www.repubblica.it/politica/2010/03/14/news/peggio_di_mccarthy-2647807
 
 
 
 
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CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/8

 

Per quelli (pochi) che hanno la curiosità di approfondire l’argomento della sessualità, ed in particolare per chi sostiene che l'istruzione sessuale debba essere demandata alla scuola, ecco qui un interessante, breve saggio che tratta scientificamente l’argomento, spaziando da 0 – anzi dal periodo prenatale - a 25 anni circa. Buona lettura.
 
Sessualità, aspetti psico-evolutivi
Dr Andrea Tamburini 
 
Riporto alcuni stralci significativi, anche con riferimento all'importanza del ruolo dei genitori:
 
(…) lo sviluppo della sessualità, come tutto lo sviluppo umano, non appare come il susseguirsi di stadi fissi e preordinati dovuti a processi di maturazione endogena. Lo sviluppo sessuale sembra invece il risultato di un’interazione dinamica complessa fra un ristretto numero di fattori innati di natura genetica e fisiologica ed esperienze di apprendimento. Nell’arco dello sviluppo della sessualità, alcune esperienze di apprendimento risultano però chiaramente più importanti di altre. Fra i fattori che determinano le esperienze di apprendimento rientrano quelli familiari, religiosi, culturali, valoriali e attitudinali.
 
Parlando di una popolazione statisticamente ideale, dovremo tener conto che avremo un 16% dei soggetti per i quali la sessualità avrà un peso molto importante nell’insieme della loro personalità, un peso superiore alla media che, pur con le debite fluttuazioni, in una minima percentuale di questi soggetti sarà totalizzante. Analogamente, avremo un altro 16% dei soggetti per i quali la sessualità assumerà una rilevanza inferiore alla media, e una piccola percentuale di questo gruppo non darà che una minima importanza a questo aspetto della propria persona. Avremo quindi un 68% di soggetti “normali” che daranno “il giusto peso” alla loro vita sessuale.
 
Come è evidente dalle ecografie, almeno per i maschi, che presentano erezione, i riflessi sessuali si presentano già diversi mesi prima della nascita. Anche le bambine, fin dal primo giorno di vita, possono avere sia lubrificazione vaginale, sia erezione clitoridea.
 
Questi riflessi su base innata si manifestano durante le cure fisiche come il bagno, l’allattamento, le carezze e simili. Inoltre, dopo il primo mese di vita, i bambini iniziano inequivocabilmente a manifestare interesse per le funzioni corporali e le stimolazioni fisiche, e a manifestare espressioni di piacere in risposta alle stimolazioni fisicamente gradevoli.
A questo punto i genitori inizieranno a reagire alle manifestazioni di piacere e ai segni di eccitamento
sessuale (che nei maschi, per ovvie ragioni, sono più visibili). Le prime reazioni al comportamento sessuale dell’infante avranno un’importante ripercussione sul suo sviluppo futuro. Il genitore che rimane calmo e sereno, magari divertito da queste manifestazioni, comunicherà ai suoi figli una sensazione piacevole che è la prima base per l’accettazione di se stessi, per un’autostima positiva e per una visione serena dell’intimità sessuale.
(…).
L’atteggiamento del genitore, ripetiamo, contribuirà in modo importante nel processo di attribuzione del significato a queste attività da parte del bambino. L’intervento ideale degli adulti dovrebbe insegnare in modo sereno quali sono i momenti e i luoghi in cui si può indulgere in queste attività, senza comunicare angoscia, rabbia, disgusto o disprezzo. Già a 12 mesi i bambini sono perfettamente in grado di cogliere tali sfumature emotive, e li aiutano soprattutto a definire la qualità del legame di attaccamento che si sta sviluppando con la madre. (…).
 
Ecco qui il link dell’interessante, breve saggio:
http://www.federpsi.it/file/contributipdf/3.pdf
 
 
 
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IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/12/GALLIdLOGGIA

 

Quasi una patente d'incapace, ma non gliela rilasciava, l’anno scorso, Eugenio Scalfari, bensì – udite, udite - un “cerchiobottista” come Ernesto Galli della Loggia. Meglio tardi che mai; in fondo, bastava fare 2+2. Prima o poi, che Berlusconi come politico sia un incompetente diventerà senso comune. Purtroppo, allora, come Paese, avremo pagato un grosso prezzo.
 
Editoriale
La necessità di un colpo d'ala
Ernesto Galli della Loggia
28 giugno 2010
(…). Una tale inadempienza programmatica è il risultato in buona parte dell’incapacità di leadership da parte del premier. Nel merito dei problemi che non lo riguardano in prima persona Berlusconi, infatti, continua troppo spesso ad apparire incerto, assente, più incline ai colpi di teatro, alle dichiarazioni mirabolanti ma senza seguito, che ad una fattiva operosità d’uomo di governo. In questa situazione lo stesso controllo che egli dovrebbe esercitare sul proprio schieramento è diventato sempre più aleatorio. Benché con modi e scopi diversi Fini, Bossi e Tremonti dimostrano, infatti, di avere ormai guadagnato su di lui una fortissima capacità di condizionamento. Riguardo le cose da fare ne risulta la paralisi o il marasma più contraddittorio.
Anziché governare le decisioni, il presidente del Consiglio sembra galleggiare sul mare senza fine delle diatribe interne al suo schieramento. E nel frattempo dalla cerchia dei fedelissimi, dove pure qualche intelligenza e qualche personalità autonoma esiste, continua a non venire mai alcun discorso d’ordine generale, continua a non venire mai nulla che abbia il tono alto e forte della politica vera. Il silenzio del Pdl che non si riconosce in Fini è impressionante. Ad occupare il proscenio rimangono così, oltre l’eterno conflitto d’interessi del premier, solo i ministri ridicoli (Scajola) o impresentabili (Brancher), il giro degli avidi vegliardi delle Authority, le inutili intolleranze verso gli avversari. Dov’è finita la rivoluzione liberale di cui il Paese ha bisogno?
http://www.corriere.it/editoriali/10_giugno_28/dellaloggia_15c69da0-8273-11df-9406-00144f02aabe.shtml
 
 
 
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