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Le proposte del Partito Democratico/13 - Pubblica Amministrazione

 
LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/13
 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
 
Un settore pubblico di qualità per far ripartire l’Italia.
L’amministrazione deve essere, anche in Italia, al servizio dei cittadini e delle imprese. Con regole certe e trasparenti che favoriscano la garanzia dei diritti di tutti e la libera competizione nel mercato.
Il nostro settore pubblico non è una zavorra: una Pubblica Amministrazione (PA) al servizio dei cittadini è condizione di democrazia ed elemento fondamentale della crescita civile ed economica del Paese.
Il governo in questi anni ha adottato una politica demagogica, peggiorando le cose: il settore pubblico e i suoi lavoratori sono stati mortificati per privilegiare gli interessi privati, specie se di “amici” e cricche. Sprechi e corruzione hanno gonfiato di costi il bilancio dello Stato, la spesa pubblica, in particolare quella dell’amministrazione centrale – a dispetto del falso federalismo della Lega – è aumentata, ma i servizi offerti sono peggiorati. È necessario ricondurre ai rispettivi doveri politica ed amministrazione: il cambiamento delle amministrazioni passa attraverso il cambiamento della politica. Sono compiti della politica progettare le azioni pubbliche e i percorsi per la loro attuazione, il rigore nel controllo della spesa, la verifica della qualità e dei risultati, il rispetto delle regole, il rafforzamento dei servizi per una società più coesa.
 
Le risorse pubbliche: spendere meno, spendere bene.
Bisogna imparare a fare meglio e con meno risorse: di ogni euro che esce da una amministrazione pubblica occorre verificare rigorosamente la congruità dei risultati utili per la collettività. Non tagli lineari e uniformi, ma scelta delle priorità. Una revisione generale di tutta la spesa pubblica, settore per settore, ci potrà consentire di portare ai livelli europei investimenti in istruzione, ricerca, welfare per giovani, infanzia e famiglia.
 
Lo stato: più snello, più efficiente.
Occorre uno Stato centrale più autorevole e forte, ma più snello. Occorre riorganizzare, sul piano quantitativo e delle competenze, il personale delle amministrazioni, e adottare norme che ne favoriscano la mobilità. Per questo occorre ridurre il numero dei ministeri, con la mobilità del personale dall’amministrazione centrale agli enti territoriali; concentrare gli uffici decentrati dei ministeri negli Uffici Territoriali del governo; attuare le città metropolitane abolendo, nelle stesse, le province; favorire l’aggregazione dei piccoli comuni.
 
Trasparenza e lotta alla corruzione.
Trasparenza totale sull’attività e i rapporti delle amministrazioni (tutto su Internet), trasparenza patrimoniale per i titolari di funzioni pubbliche. No all’abuso di gestioni commissariali e condizioni rigorose per i regimi derogatori, con un regime di trasparenza straordinario (anche in questo caso provvedimenti di spesa e contratti subito on line). Revisione delle norme sugli appalti e centralizzazione degli acquisti, che produce grandi risparmi. Indennizzi effettivi a favore del cittadino e delle imprese per i ritardi e le inadempienze delle PA. Dirigenti autonomi dalla politica e responsabili dei risultati, con riduzione dello spoil system. Parità di genere nella dirigenza e nei quadri di PA e società pubbliche o a partecipazione pubblica.
 
No al precariato, concorsi e merito.
La mancanza di risorse economiche, l’invecchiamento e lo spoil system negli uffici creano sacche di precariato inaccettabili, soprattutto tra i giovani. Nelle amministrazioni pubbliche si potrà lavorare solo dopo aver superato un concorso pubblico, come prevede la Costituzione: proponiamo concorsi unici articolati sul territorio, con commissioni di esame estratte da un albo composto da esperti nominati per un periodo di tempo limitato e procedure affidate a un organismo indipendente. Con una riduzione drastica delle consulenze, la mobilità nelle carriere deve essere fondata sul merito, riconoscendo le funzioni svolte in altre amministrazioni. Col piano Eccellenze nelle pubbliche amministrazioni vogliamo creare percorsi di inserimento nelle pubbliche amministrazioni ad hoc per i migliori studenti universitari.
 
Codice di responsabilità per eletti e amministratori pubblici.
Gli eletti e gli amministratori pubblici iscritti al PD, ad ogni livello istituzionale, sottoscrivono un impegno a rispettare regole di trasparenza, efficacia, responsabilità.
 
Valutazione dei risultati.
La valutazione delle pubbliche amministrazioni si deve concentrare sulla qualità del servizio erogato e da qui considerare gli organismi impegnati nell’obiettivo. Prevedere maggiore effettività e indipendenza dell’azione dell’organismo di valutazione, rafforzare gli strumenti ispettivi e sanzionatori, garantire l’effettiva indipendenza degli organi di controllo interno.
 
Innovazione, semplificazione delle procedure per le imprese.
Interventi di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi e dei tempi di attesa;

·        divieto di introdurre nuovi adempimenti burocratici;
·        livelli essenziali di semplificazione su tutto il territorio nazionale;
·        adottare le migliori pratiche internazionali su gestione e governance dell’IT: risparmi per la PA, vita più facile per le aziende ICT, diffusione degli standard tra le imprese italiane;
·        centralizzare la programmazione, gli standard, le politiche comuni, anche con un sistema di e-government nazionale, per mettere in comunicazione l’intera PA.
 
Piani industriali per servizi di qualità.
Gli apparati pubblici assumono nuove “missioni” e nuove competenze, e si sviluppano le funzioni di rapporto con l’utenza, di ascolto, di facilitazione e sostegno, perciò è necessario un adattamento continuo all’evoluzione normativa e delle situazioni sociali, che cambiano anche attraverso la tecnologia. Nel personale servono più giovani, più donne, più professionalità elevate, e un nuovo approccio, con l’adozione di piani industriali e piani strategici dei servizi, architetture per l’intero sistema di e-government nazionale; adottare l’open government come forma consueta di operare da parte della PA.
 
Il nostro impegno concreto.
Sottoscrizione di un Codice di responsabilità per gli iscritti al PD che assumono incarichi pubblici: trasparenza patrimoniale, azioni per il corretto funzionamento delle PA, trasparenza, merito e concorsi per assunzioni e carriere; valutazione dei risultati.
 
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Un settore pubblico di qualità. La riqualificazione della spesa pubblica. Il federalismo responsabile. Tutela dei cittadini, dei giovani. Innovazione e trasparenza
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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm
 
 
Ministero della Funzione Pubblica
http://www.funzionepubblica.gov.it/
 
Post del mio blog sulla PA (con dati e analisi):
Analisi QQ/10 –Pubblica Amministrazione (8-12-10)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html
Analisi QQ/19 -Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita (3-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’ (25-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese (30-5-12)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 
Post precedenti:
Le proposte del Partito Democratico/1 -Lavoro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html  
Le proposte del Partito Democratico/2 –Famiglia e Politiche sociali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html
Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760711.html
Le proposte del Partito Democratico/4 -Scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761480.html
Le proposte del Partito Democratico/5 -Giustizia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762322.html
Le proposte del Partito Democratico/6 - Salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762929.html
Le proposte del Partito Democratico/7 -Immigrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763032.html
Le proposte del Partito Democratico/8 -Cultura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763263.html
Le proposte del Partito Democratico/9 -Sicurezza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763402.html
Le proposte del Partito Democratico/10 –Green Economy
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763535.html
Le proposte del Partito Democratico/11 - Mezzogiorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763786.html
Le proposte del Partito Democratico/12 - Agricoltura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764273.html
 
 
 

Un marziano e l’imposta patrimoniale

 
29 dicembre 2012   Perché Bersani serve a Monti (e viceversa)  Antonio Funiciello
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139297/perche_bersani_serve_a_monti_e_viceversa
 
"Auspicare nuove tasse sul patrimonio mentre gli italiani hanno appena pagato la seconda salatissima rata dell’Imu (la patrimoniale voluta da Monti e votata dal Pd), dà di noi l’idea di gente vissuta su un altro pianeta".
 
Affermazione lunare, di uno che sembra scrivere da un manicomio sulla Luna o su Marte. E lo dimostro facilmente.
1) Il costo medio annuo dell'IMU ascende all'astronomica cifra di 235 €. [1]
2) L’imposta patrimoniale (cfr. Dossier Imposta patrimoniale [2]) ha subito alterne vicende, ma è una misura doverosissima proposta da parecchi, anche ricchi liberali, anche Confindustria, e quindi Bersani la varerà, se non altro perché, dopo ben 330 mld di manovre correttive addossate in massima parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), i ricchi sono gli unici ad averli, i soldi. [3]
3) Il contributo del sottoscritto al risanamento dei conti pubblici (non dell'INPS) è stato di 20.000 € nel 2011, pari a 85 volte il gravame medio annuo dell'IMU o, il che è lo stesso, a 85 anni di IMU.
4) Antonio Funiciello è un mentitore o un ignorante, perché tutte - proprio tutte - le proposte di introduzione dell'imposta patrimoniale prevedono una franchigia, almeno di 800 mila € nell'ipotesi della CGIL, il che significa che su un patrimonio netto (al netto dei debiti) di 1 milione, l'imposta sarebbe di 2 mila €, pari a 1/10 di quello che ho dovuto pagare io, che non possiedo neppure 1/10 di 800 mila €. (Ovviamente, nell'ipotesi di una franchigia di 1 milione, l'imposta su 1 milione sarebbe pari a zero, e così via).
5) Antonio Funiciello è sicuramente uomo d'onore e quindi comunicherà qui pubblicamente qual è stato il costo della sua IMU e/o qual è stato l'ammontare del suo contributo al risanamento del bilancio pubblico.
 

[1] Il piagnisteo per l’IMU
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738170.html
[2] Dossier Imposta patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html


 


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Finisce lo psicodramma del Sen. Pietro Ichino

 
Egr. Sen. Ichino,
Lei ha scritto (cfr. http://flexsecurity-semplificazione-e-trasparenza.com.unita.it/politica/2012/12/risposta-collettiva-a-molte-centinaia-di-messaggi): “[…] P.s. La mattina del 25 dicembre la mia assistente mi informa che, dei messaggi pervenuti, quelli favorevoli alla mia scelta sono più di tre quarti”.
Lei, Sen. Ichino, continua a darsi ragione da solo: segno di debolezza, se non di cattiva coscienza. Se non sbaglio, Lei ha scritto che i destinatari della Sua newsletter sono 10 mila, 600 (li metto tutti) sono perciò appena il 6% del totale.
Comunque, io personalmente, elettore del PD, sono contento che Lei abbia fatta questa scelta, sia per Lei che per il PD, perché essa, oltre a sgombrare il campo da un elemento perturbatore (questo a prescindere dal merito delle Sue proposte), strumentalizzato ad arte dai giornali dei ricchi e dagli avversari politici, mette (forse) la parola fine ad uno psicodramma, quale è stata, secondo me, la Sua vicenda politica finora, in generale e nel PD in particolare.
Ora, invece, Lei potrà liberamente e senza condizionamenti di coscienza unire la Sua sapiente attività tecnico-politica ed il Suo destino politico a quelli, analoghi, di un altro professore, Mario Monti, protagonista di un altro, incipiente, psicodramma. Rammenti, professore, in futuro: i professori universitari vanno presi con le molle. Auguri di buon lavoro.
Cordialmente,
 
 
Post collegati:
Carteggio tra il Sen. Pietro Ichino e me
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762171.html
Il missionario Mario Monti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765922.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 26/12/2012 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il missionario Mario Monti

  

20 dicembre 2012   Professore, il partito è più insidioso del governo   Guelfo Fiore
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139184/professore_il_partito_e_piu_insidioso_del_governo
 
Mario Monti si crede chiamato ad una missione. I missionari, quando andavano - vanno - in missione, sono pronti ad affrontare tutti i pericoli. In più, anche se è stato subissato di lodi e auto-lodi ("salva-Italia"), sa intimamente che il suo governo è stato un mezzo fallimento: primo, perché ha beneficiato dei 4/5 del lavoro sporco del precedente governo; secondo, perché, avendo deciso di non chiedere i soldi a chi ce li ha, ha fallito sul lato della crescita ("cresci-Italia"). Uno smacco insopportabile per chiunque appartenente alla categoria dei professori, che come si sa si credono dei padreterni (quasi) infallibili, ancor di più per un professore famoso, con un altissimo concetto di sé, incensato da tutti e che si sente vocato ad una missione.
PS:
"Il Prof. Mario Monti, il millantatore"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 21/12/2012 alle 0:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Esternazione accademica o macelleria sociale

 
20 dicembre 2012   Perché c’è ancora bisogno del premier  Linda Lanzillotta
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139183/perche_ce_ancora_bisogno_del_premier
 
Analisi sostanzialmente valida, ma troppo vaga e parziale e - ad essere maliziosi -manchevole in un punto: l'aumento abnorme delle retribuzioni dei dirigenti pubblici, dopo la legge Bassanini. E che, soprattutto, non indica la scansione necessaria dei provvedimenti. Messo al sicuro l'equilibrio ottimale (ormai l'Italia è benchmark in UE) della spesa pensionistica con la riforma (l'ottava dal 1992) Fornero, [1] le misure devono seguire i seguenti passaggi secondo logica ed equità: 1) approntamento di un sistema di ammortizzatori sociali universale [2]; 2) finanziato con l'introduzione di un'imposta patrimoniale sulla ricchezza al di sopra di una certa soglia [3]; 3) varo di un prestito forzoso su una platea selezionata per la riduzione celere del debito pubblico e degli interessi passivi; 4) solo a questo punto, riduzione del numero e dell'ampiezza della PA (in senso lato), qualificandola e migliorandone le performance. [4] 
Altrimenti delle due l'una: o è la solita esternazione accademica improduttiva di effetti concreti o è l'ennesima macelleria sociale a danno dei soliti.
 

Post Scriptum:
Sistema di ammortizzatori sociali universale:
TRE MISURE ANTI-CRISI INDISPENSABILI
La crisi epocale in atto sarà dura e lunga almeno 15 anni. Occorrono TRE MISURE INDISPENSABILI: 1) un reddito minimo garantito (Rmg) o reddito di cittadinanza, opportunamente disciplinato (com'è in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria) di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 € per gli altri che invece li hanno versati; 2) una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese), attraverso un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità, almeno 25.000 all’anno - negli ultimi 20 anni si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; e 3) l’obbligo ai datori di lavoro di pagare un precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente), così uno riuscirebbe almeno a sopravvivere, si potrebbe sottrarre al ricatto di un lavoro purchessia pagato poco o punto e sarebbe un po' più sereno, anziché sovrastato da un sentimento di spada di Damocle di SELEZIONE NATURALE DARWINIANA.

[1] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti/Fornero, 2011.
[2] AQQ11/Lavoro precario e reddito di cittadinanza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580529.html
[3] Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
[4] Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
 
 
Post collegati:
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
  

I 2.000 miliardi che dividono i figli dai padri


15 dicembre 2012   2000 miliardi, la grande rapina dei padri   Mario Adinolfi
 http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139115/2000_miliardi_la_grande_rapina_dei_padri

Articolo come al solito ambivalente e con qualche errore tecnico o di prospettiva.
1) In linea generale, è vero che il debito pubblico è servito ad assicurare e mantenere ai "padri" un benessere ed un tenore di vita superiori a quello permesso dal reddito disponibile;
2) è anche vero che questo ora si scarica sulle attuali generazioni (non solo figli, ma anche padri e nonni);
3) è altresì vero, però, che il reddito disponibile privato, accresciuto – diciamo così - dal debito pubblico, si è trasformato in parte in patrimonio (reddito non speso e accumulato), pari ora complessivamente, secondo la Banca d'Italia, a 8.600 mld netti, cioè oltre 4 volte il debito pubblico (forse addirittura maggiore di oltre 1.500 mld, stante la valutazione del patrimonio immobiliare da parte dell'Agenzia del Territorio in 6.335 mld contro 4.800 di Bankitalia, cfr. [*], nota 4), che ora è sia dei padri sia dei nonni sia dei figli;
4) non è corretto dire che "Su un debito da duemila miliardi di euro ogni punto di spread affonda ulteriormente l’Italia nelle sabbie mobili, perché sono interessi sul debito più gravosi da dover pagare", poiché lo spread riguarda i titoli del 2° mercato, non le nuove emissioni, che infatti, come talvolta precisato dagli organi politici e tecnici del MEF, sono mediamente venduti a tassi sensibilmente più bassi;
5) infine, è sbagliato ed un po' maldestro perché oggettivamente contraddittorio con la difesa dei giovani precari criticare in toto Vendola, fautore, come o ancor più del PD, dell'introduzione del Reddito minimo garantito (Rmg); di una legislazione a favore dei lavoratori precari; della copertura integrativa pubblica di una maggiorazione del c.d. "tasso di sostituzione pensionistico" per i lavoratori precari (che sono soprattutto giovani, ma ormai anche non giovani). A queste misure, io aggiungo con forza un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità, per dare una casa ad affitto sociale, che può fare la differenza tra la sostenibilità economica e la povertà.
 
[*] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html 
[4] Analisi quali-quantitative/5/Distribuzione della ricchezza
Secondo la Banca d’Italia, nel 2008 e nel 2009, il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale e “Alla fine del 2009 la ricchezza netta delle famiglie italiane cioè la somma di attività reali (abitazioni, terreni, ecc.) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.), al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali, ecc.), è stimabile in circa 8.600 miliardi di euro (Tavv. 1A e 3A)” (pag. 7); e “le attività reali (5.883 miliardi di euro; Tav. 1A) rappresentavano il 62,3 per cento della ricchezza lorda, le attività finanziarie (3.565 miliardi di euro) il 37,7 per cento e le passività finanziarie (860 miliardi di euro) circa il 9,1 per cento”. (pag. 10).
Per completezza, rilevo (v. [2], nota 1) che la Banca d’Italia valuta il patrimonio immobiliare (facente parte delle “Attività reali”) in 4.800 mld, l’Agenzia del Territorio in 6.335 mld (una differenza di ben 1.535 mld, il motivo è spiegato nella predetta nota 1).
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html


Post collegato:
AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html


 


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permalink | inviato da magnagrecia il 19/12/2012 alle 0:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Lettera all’On. Ignazio La Russa

 

Oggetto:

Equità e principio di realtà

A:

<larussa.i@camera.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

Data:

17/12/2012 21:59 


Egr. On. La Russa,
Ricavo da “la Repubblica” di oggi la seguente notizia:
“La Russa ha parlato anche dell'eventuale candidatura del presidente del Consiglio Mario Monti: "Tutti hanno dimenticato le dichiarazioni di Monti quando ottenne la fiducia dai gruppi parlamentari. Se Monti ora vuole continuare con la politica scenda in campo e decida di candidarsi. Oggi i cittadini si trovano con la tassa sulla casa e la 13esima in fumo. Capisco chiedere i sacrifici ai cittadini ma i sacrifici chiesti non sono stati in maniera equa".”.
E’proprio vero, egr. Onorevole, che voi del centrodestra siete senza vergogna ed avete qualche problema serio col principio di realtà, dovuto all’educazione troppo severa.
Nel periodo dal maggio 2010 al novembre 2011 (basterebbe informarsi…), sono state varate dal governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi (esclusa la legge di stabilità 2011) tre manovre lacrime e sangue e molto inique per ben 165 mld, addossati in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (pensionandi, in particolare pensionandi disoccupati a reddito zero, precari del settore pubblico licenziati nella proporzione del 50%, dipendenti pubblici, spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.) tagliata del 90%; risparmiando quasi i ricchi ed i redditi privati (tranne i farmacisti e i produttori di farmaci, in quanto fornitori del SSN).
Le manovre del governo Monti valgono “soltanto” 42 mld e sono meno inique, perché colpiscono anche i ricchi e non escludono del tutto i percettori di redditi privati. Il rapporto tra i rispettivi ammontari complessivi è di 4 a 1.
La manovra Monti 2011-2014 peserà sulle famiglie per 1.100 € circa, le vostre 2011 (escluse le altre) per oltre il doppio.
Io, per inciso, per effetto della vostra Legge 122/2010, ho subito in un solo anno un mancato introito pensionistico di 20 mila €. Altro che IMU!
S'informi, Onorevole, prima di parlare. O, se sa, almeno taccia.
Distinti saluti,
 
Post scriptum:
LE CIFRE (per i valori cumulati, fonte: “Il Sole 24 ore”).
Manovre correttive.
Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld;- Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Rapporto 4 a 1. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; -Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, per i sacrifici (riduzioni di spesa e tasse) imposti agli Italiani, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili – diciamo così - extra-tecnico-contabili, è anche peggio.
Equità.
Il governo Monti è stato molto più equo del governo Berlusconi-Tremonti, perché, a differenza di quest’ultimo, che ha addossato il risanamento soprattutto sulle spalle del ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), Monti ha distribuito i sacrifici su quasi tutti (il quasi – grosso - sta per la non introduzione dell’imposta patrimoniale). Infatti, la riprova è che, a differenza dei 267,3 mld che colpirono alcuni milioni di Italiani e gli altri manco se ne accorsero o fecero finta di niente, adesso con Monti se ne sono accorti tutti, anche perché ha colpito i 2 beni con la maggiore “sensibilità”: la prima casa, con la doverosissima IMU (gravame medio annuo, secondo il MEF, di appena 235 €!), e l’automezzo, con l’aumento delle accise sui carburanti (l’aumento dell’IVA era stato già deciso dal governo precedente, per coprire la scopertura di 15 mld delle manovre Tremonti 2011 con la delega fiscale).

Post collegati:
Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
Il piagnisteo per l’IMU
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738170.html

 



 

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE/21/Dossier Debito pubblico

 

DOSSIER “DEBITO PUBBLICO ITALIANO”
 
n. 31 - Il debito pubblico italiano dall’Unità a oggi. Una ricostruzione della serie storica (Italian Public debt since national unification. A reconstruction of the time series)
Maura Francese, Angelo Pace, ottobre 2008
Questo lavoro presenta i risultati di una ricostruzione del debito pubblico italiano dall'unità del paese a oggi. Le elaborazioni sono effettuate utilizzando una metodologia in linea con le regole statistiche attuali al fine di ottenere una base dati omogenea e più coerente con le statistiche di contabilità nazionale. Il settore di riferimento, a differenza di molti studi precedenti che prendevano in esame il solo Settore statale, è quello delle Amministrazioni pubbliche e l'aggregato è il debito lordo al valore nominale e consolidato tra e nei sottosettori. La base dati ricostruita include le serie storiche mensili per il debito e per le sue scomposizioni per sottosettori e strumenti. Per la loro frequenza e il lungo periodo considerato, questi dati possono rappresentare un utile strumento di analisi per gli studiosi di storia economica e economia pubblica. 
Il lavoro presenta una sintesi degli aspetti metodologici e una breve descrizione dell'andamento del debito negli ultimi 150 anni. Se confrontata coni dati precedenti, la nuova ricostruzione storica evidenzia un valore del passivo in media superiore. Il progetto è completato da un fascicolo di Note metodologiche in cui si approfondiscono gli aspetti connessi ai metodi e alle fonti utilizzate, e da una base dati con le serie storiche mensili del debito, quelle relative alla scomposizione per strumenti e sottosettori e agli elementi di consolidamento. Tutti e tre questi componenti sono disponibili sul sito web della Banca d'Italia; per il futuro le serie storiche verranno aggiornate mensilmente e saranno reperibili on-line nella sezione statistica del sito.
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_pdf.gifTesto pdf 615 kB
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_pdf.gifNote metodologiche pdf 56 kB
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_zip.gifDebito delle Amministrazionipubbliche - Serie storiche mensili zip 334 kB
 
 
Riporto la serie storica del debito di tutte le Amministrazioni pubbliche elaborata dalla Banca d’Italia (c’è un’incidenza dell’alta inflazione che caratterizzò quegli anni che gonfia gli importi, ma la progressione è impressionante: in 7 anni dal 1980 al 1987 è quadruplicato, in 12 anni dal 1980 al 1992 è ottuplicato; nei successivi 15 anni è aumentato di ulteriori 7 volte, per un totale di 14 volte; ho calcolato ed aggiunto io i numeri indice):
……………………….N.indice
1980…  114.066,0…….100,0
1981…  142.427,1….…124,8
1982…  181.567,8.……159,2
1983…  232.385,5….…203,7
1984…  286.744,4….....251,4
1985…  347.592,6….…304,7
1986…  404.335,9…….354,5
1987…  463.083,4….…406,0
1988…  524.528,4…….459,8
1989…  591.618,7…….518,7
1990…  667.847,7…….585,5
1991…  755.010,9…….661,9
1992…  849.920,5…….745,1
1993…  959.713,5
1994.  1.069.415,1
1995.  1.151.488,8
1996.  1.213.508,3
1997.  1.238.169,6
1998.  1.254.386,0
1999.  1.282.061,5
2000.  1.300.340,7…...1.140,0
2001.  1.358.333,2
2002.  1.368.511,7
2003.  1.393.495,3
2004.  1.444.603,6
2005.  1.512.779,1
2006.  1.582.008,6
2007.  1.598.971,2……1.401,8
Il debito pubblico italiano dall’Unità ad oggi. Una ricostruzione della serie storica
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf  
link sostituito da:
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2008-0031/QEF_31.pdf

…………Debito………PIL…….Debito/PIL
2007.....1.598.971.....1.543.408.....103,60%
2008.....1.666.603.....1.567.761.....106,30%
2009.....1.763.864.....1.519.702.....116,10%
2010.....1.843.015.....1.548.816.....119,00%
2011….1.897.900….1.580.220….120,10%
Nota: Di fronte alla speculazione che faceva cadere il cambio della lira, il Governatore Ciampi non poté far altro che alzare il tasso di interesse. Il Tesoro, spinto dalle scadenze medie molto corte dei titoli di Stato, non poté far altro, a sua volta, che aumentarne la remunerazione. Il debito passò dal 98 al 121.5% nei tre anni che vanno dal 1992 al 1994 [35] a causa di un disavanzo interamente dovuto alle spese per interessi.
http://www.umanista.info/spip.php?article1

 
Con i governi guidati da Berlusconi il debito pubblico corre a velocità doppia
Con gli esecutivi di centro destra l'esposizione è cresciuta del 13,5% contro una media del 5,1%. Dal 1982 lo stock è passato dal 63,1% al 121,8% del Prodotto interno lordo
di Giovanni Salzano e Lorenzo Totaro     11 ottobre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/11/news/con_i_governi_guidati_da_berlusconi_il_debito_pubblico_corre_a_velocit_doppia-23051032/
 
DAL PASSATO UN DEBITO PUBBLICO INSOSTENIBILE
di Monica Montella,e Franco Mostacci, Categoria Conti Pubblici, Data 06.09.2012
http://t.contactlab.it/c/1000009/3255/38854951/27794
link sostituito da:
http://www.lavoce.info/archives/2265/dal-passato-un-debito-pubblico-insostenibile/
 
 
Grafico: Berlusconi Italian debt Contribution vs Rivals
http://www.bloomberg.com/chart/iAlThQSpLh1A/
 
Debito pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico
 
Debito pubblico: Italia
http://www.google.com/publicdata?ds=jnhjj7mtl7cmt_&met=gd_pc_gdp&idim=eu_country:IT&dl=it&hl=it&q=debito+pubblico
 
Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano#ixzz2FG8SgVUR
http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano
 
Chi ha fatto il debito pubblico? Oscar Giannino smonta la teoria della "Prima Repubblica"
# Governo Berlusconi I: 330 milioni al giorno di debito
# Governo Berlusconi IV: 207 milioni al giorno
# Governo Prodi: 96 milioni al giorno
# Governo D'Alema: 76 milioni al giorno
Quindi il serial killer dell'economia italiana ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi.
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2011/12/chi-ha-fatto-il-debito-pubblico-oscar-giannino-smonta-la-teoria-della-prima-repubblica-ma-noi-smonti.html
 
Il debito pubblico italiano
di Tommaso Gennari
http://italiapiu20.wordpress.com/2010/11/28/il-debito-pubblico-italiano/
 
Le vere cause del debito pubblico italiano
di Domenico Moro
Pubblicato da keynesblog il 31 agosto 2012
http://keynesblog.com/2012/08/31/le-vere-cause-del-debito-pubblico-italiano/

 

Allegato

Il Debito Pubblico cumulato nella 2° Repubblica supera quello della 1° Repubblica.
Recentemente il ministro Romani ha dichiarato : “La speculazione ha preso di mira l’unico nostro punto di debolezza, quello del debito pubblico pari al 120% del Pil, che però negli ultimi venti anni è rimasto più o meno lo stesso mentre abbiamo assistito a un incremento dei debiti pubblici di 10-20-30 punti negli altri Paesi.” Romani non è che uno dei tanti ministri di questo governo che somma incompetenza, impudenza e improntitudine : semplicemente non sa di che parla. Chi volesse avere una visione corretta e completa della dinamica del Debito Pubblico italiano può visitare il sito della Banca d’Italia/Base Informativa Pubblica/FinanzaPubblica/Debito Amministrazioni Pubbliche/Analisi per strumenti.
L’ultimo dato consolidato di debito pubblico disponibile è quello al 30.06.2011, pari a 1.901,9 miliardi di euro.
Se si riorganizzano opportunamente i dati storici di debito pubblico di Bankitalia in un semplicissimo foglio excel si scoprono alcune cose interessanti, che riepilogo nella tabella riportata alla fine del testo.
1. il 28 giugno 1992, alla caduta del 7° governo Andreotti – cinquantesimo governo della prima repubblica – il debito pubblico italiano ammontava, in euro, a 799,5 miliardi di euro.
Nei 46 anni trascorsi dal 15 luglio 1946 , data del primo governo Degasperi , la prima repubblica aveva accumulato questo debito con una crescita media giornaliera di 47.593.865 euro/giorno di nuovo debito. (si può ricordare che la crescita del debito subì enormemente l’inflazione intorno al 20 % degli anni settanta e ottanta ( con tassi nominali che stavano tra il 22 ed il 24% annuo) e fu decisamente peggiorata negli anni 80 dai governi del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), che in pochi anni portarono il debito pubblico dal 70% del pil a oltre il 100% del pil.
2.Dal 28.6.92 al 10.05.1994 si succedettero due governi di transizione a guida Amato e Ciampi, che, politicamente, possono essere considerati governi di emergenza e di transizione tra la prima e la seconda repubblica.
Amato e Ciampi gestirono e, in qualche modo, superarono, una crisi della lira profondissima, l’uscita dal serpente monetario ed una pesantissima manovra di salvataggio propedeutica al rientro nello Sme e successivamente nell’euro.
In presenza di tassi altissimi e svalutazione selvaggia, il debito pubblico complessivo peggiorò da 799,5 miliardi di euro a 994,7 miliardi di euro, appesantendosi ogni giorno di una media di circa 285.000 euro al giorno.
3. il 10.05.1994 con il primo governo Berlusconi nasce ufficialmente una, soi-disant, seconda repubblica : quel giorno il debito pubblico ammontava a 994, 7 miliardi di euro.
Se il 30.06.2011 (data a cui abbiamo l’ultimo dato consolidato del debito pubblico) la seconda repubblica fosse fortunatamente finita, con un debito pubblico di 1.901,9 miliardi di euro potremmo dire che in soli 17 anni i governi della Seconda Repubblica hanno saputo cumulare nuovo debito per 907,2 miliardi di euro, oltre 100 miliardi di euro in più rispetto al debito cumulato dalla prima repubblica in 47 anni e praticamente raddoppiando il debito ereditato al momento della sua nascita.
4. Si deve ricordare che i governi della prima repubblica cumularono un enorme debito pubblico, ma sostenibile rispetto ad un economia in crescita, partendo un paese distrutto dalla guerra, estremamente arretrato grazie al precedente ventennio fascista, investendo in opere pubbliche, sviluppando una economia mista con forti investimenti pubblici e con partecipazioni statali colossali, quasi sempre gestite in modo scandaloso, mafioso e criminale. Ma – obbiettivamente – costruirono un paese che alla fine della guerra era inesistente.
5. I governi della seconda repubblica in soli 17 anni accumulano tanto nuovo Debito Pubblico quanto quelli della prima repubblica, godendo dei tassi più bassi che si siano mai visti dalla fine della seconda guerra mondiale, godendo della copertura e della protezione dell’euro, della pressione al risanamento imposta dalla Comunità Europea , il tutto sopportato senza fiatare da un popolo disciplinato e rassegnato, quasi ebete e comunque intento, laddove possibile a sottrarre gettito.
I governi della 2° repubblica hanno di fatto tagliato quasi tutti gli investimenti pubblici infrastrutturali (cioè gli unici che giustificherebbero un incremento del Debito Pubblico) e quello straccio di welfare state che una classe politica incompetente e stracciona aveva costruito durante la prima repubblica, accoppiando pressione fiscale da paesi scandinavi con prestazioni ed efficienza sudamericana ( con tutto il rispetto per il sudamerica che nel frattempo ci ha di gran lunga superato) .
6. Eppure durante i governi della seconda repubblica – al 30.06.2011 – il debito pubblico è aumentato ogni giorno di euro 144.918.765 ( cioè il triplo dell’incremento giornaliero del debito pubblico durante i 46 anni di prima repubblica).
Poiché non è vero che tutti i gatti sono bigi, nemmeno di notte, dobbiamo dedicare un minimo di tempo a vedere le performances di crescita del debito pubblico nella seconda repubblica, giusto per capire chi è stato più cialtrone tra i cialtroni : la mia particolare classifica prende in considerazione la crescita pro-die del debito pubblico durante il mandato di governo, misurato alla fine mese del mese di competenza, in modo da poter usare in maniera semplice ed intuitiva i dati banca Italia.
La performance media di crescita giornaliera del debito pubblico nella 2°repubblica è la seguente:
nei 252 giorni del 1° gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 330,1 milioni di euro al giorno;
nei 484 giorni del 1° gov Dini il debito pubblico aumenta di 207,3 milioni di euro al giorno;
nei 887 giorni del 1° gov Prodi il debito pubblico aumenta di 96,.2 milioni di euro al giorno;
nei 552 giorni del 1° gov D’Alema il debito pubblico aumenta di 76,3 milioni euro al giorno;
nei 412 giorni del 2° gov Amato il debito pubblico aumenta di 124,5 milioni euro al giorno;
nei 1.800 giorni del 2° e 3° gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 124,3 milioni di euro/giorno;
nei 723 giorni del 2° gov Prodi il debito pubblico aumenta di 97,5 milioni euro al giorno;
nei 1148 giorni del 4°gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 217,8 milioni di euro al giorno, ma solo fino al 30.06.2011, in questi ultimi mesi la situazione sta largamente peggiorando.
Si può tranquillamente leggere nella tabella precedente che i governi di sinistra della seconda repubblica hanno tentato di governare la crescita del debito pubblico con maggiore efficacia ed efficienza rispetto ai governi del centro destra.
E’ comunque una performance largamente insoddisfacente ma rispetto ai governi dello Stavisky di Arcore non c’è confronto : la coppia Berlusconi –Tremonti è la responsabile del peggiore andamento storico del debito pubblico italiano dal 1946, peggiorando di gran lunga ciò che avevano ereditato dalla nefasta prima repubblica.
In particolare Tremonti, sulla base della performance del debito pubblico, è di gran lunga il peggiore ministro dell’economia : il commercialista di Sondrio e lo statista di Arcore, rappresentano insieme alla ridicola Lega di Bossi , in sintesi, la giusta e terribile pestilenza che ha colpito un paese di sprovveduti; passeranno alla storia per lo scudo fiscale, non certo per la loro capacità di gestire i conti pubblici.
E’ giusto criterio giudicare un ministro dell’economia ed un primo ministro dalla performance del debito pubblico? a fronte di governi che si sono caratterizzati per zero investimenti e zero soluzione a problemi strutturali ed infrastrutturali credo proprio che l’unico criterio di valutazione rimanga la loro efficienza nel contenere il debito pubblico; in ogni caso se qualcuno ha un criterio migliore lo segnali.
Si può forse cominciare a capire quindi che l’unica politica “liberale”, “di destra”, non dico di risanamento, ma sicuramente di contenimento dei conti l’abbia fatto il centro-sinistra e questo è il motivo per cui la sinistra radicale e cattolica ha sempre abbandonato e tradito i governi riformisti di risanamento del partito democratico (eh si, proprio il pds-ulivo-unione-pd, il più ridicolo partito della storia della sinistra italiana è l’unico che abbia governato con un minimo di sapienza).
La destra berlusconiana , cialtrona nella migliore tradizione fascista, leghista, cattolica, ciellina e mafiosa ha sfasciato i conti tutte le volte che ne ha avuto occasione, prolungando oltre il dovuto la tradizione democristiana-socialista della 1° repubblica che aveva già provveduto a sfasciare i conti pubblici della prima repubblica.
Ma possiamo chiederci per quale motivo la seconda repubblica pur godendo di condizioni straordinarie dovute all’euro non ha saputo bloccare l’espansione del debito pubblico ? pur con continui tagli annunciati e qualche volta fatti, sempre ai danni dei più deboli ?
La risposta più lampante o la coincidenza più inquietante sembra essere rappresentata dalla entrata in funzione a pieno regime e a pieni costi delle Regioni, che pur nate nel 75, erano state sapientemente tenute quasi congelate fino alla fine degli anni 80.
I vecchi democristiani evidentemente intuivano quale inutile e pericoloso mostro avevano inventato per soddisfare clientele e politici trombati.
Ma grazie alla presa di una insulsa ideologia ridicolmente federalista (in una nazione che non ha alcuna tradizione nè motivo per pensarsi federalista), le Regioni solo nella 2° repubblica sviluppano tutto il loro potenziale distruttivo.
Le Regioni rappresentano il continuo incremento della spesa pubblica in presenza di continui tagli ai servizi : le Regioni a statuto ordinario assumono la logica clientelista e mafiosa che contraddistingue da sempre la gestione delle Regioni a Statuto Speciale : ormai tutti i bilanci regionali sono costruiti sul paradigma della Regione Sicilia, che da oltre mezzo secolo rappresenta, senza tema di smentita, il peggiore e più turpe esempio di pubblica amministrazione a livello mondiale.
Oltre al debito pubblico ufficiale peraltro in questi anni va accumulandosi un enorme debito delle Amministrazioni Locali, su cui nessuno accende i necessari riflettori.
Una eventuale e a questo punto indispensabile Terza Repubblica potrà puntare ad un risanamento solo a partire da una pronta e immediata eliminazione del 4° ed inutile livello di governo , quello regionale. L’abolizione delle Regioni e la cancellazione di tutte le normative pseudo-federaliste sono la precondizione , esclusiva, necessaria ma non ancora sufficiente per il risanamento.
Immagino che qualche economista storcerà il naso di fronte a queste elaborazioni che , volutamente, non hanno voluto prendere in considerazione, deflattori, saldi di spesa pubblica, percentuali di crescita del pil ed altre elaborazioni normalmente inventate per distrarre dal focus dell’andamento del Debito Pubblico (niente è più truffaldino che parlare di debito pubblico in termini di % del pil, come i trattati di Maastricht hanno insegnato a fare).
Allo stesso modo bisogna ribadire come sui conti italiani non hanno avuto alcun effetto particolare le crisi finanziarie, mondiali, il crollo delle torri, fenomeni mondiali che si sono abbattuti su tutte le nazioni industrializzate: l’Italia è quella che ha gestito PEGGIO , non meglio, quello che andava man mano verificandosi : nessuna crescita del pil, nessuna capacità di attrarre investimenti esteri, nessuna riforma fiscale, nessuna rimodulazione della abnorme pressione fiscale sui produttori (lavoratori e aziende), nessuna riduzione della spesa pubblica, nessuna seria riforma, nessuna politica industriale : questo è solo un paese paradiso fiscale per le rendite e gli evasori.
Infine nessuno può più dire che il debito pubblico viene da lontano, ereditato dalla prima repubblica: la seconda repubblica ne ha costruito uno analogo in un terzo degli anni, senza fare alcun investimento.
Carlo Grezio
16.08.11
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/09/03/dicono-di-tremonti/ 

On. Damiano, anche per la CIG ci sono figli e figliastri

 
Crisi: su Cig vicini a picco 2010, serve politica attenta a effetti sul lavoro
Pubblicato il sabato,15 dicembre 2012   da Cesare Damiano
 
On. Damiano,
Come Lei sa meglio di me, negli altri Paesi UE non esiste la CIG, ma gli ammortizzatori sociali universali (tranne in Grecia e in Ungheria), per cui i lavoratori di aziende decotte non vengono assistiti e classificati per anni come “occupati” (fittizi) ma come “disoccupati”.
Ne discendono alcune osservazioni.
1) il tasso di occupazione di questi Paesi non è sovrastimato ed il tasso di disoccupazione sottostimato per effetto dei lavoratori in CIG, come invece succede in Italia;
2) idem – ma al contrario -  per la quota di “inattivi” che, se ne hanno voglia, si iscrivono ai Centri per l’impiego, vengono classificati “disoccupati” (in Italia gli inattivi, cioè quelli che non hanno un lavoro e non lo cercano, non sono classificati né occupati né disoccupati) e riscuotono l’indennità di disoccupazione adeguatamente disciplinata;
3) assieme agli ammortizzatori sociali, esistono servizi attivi per l'impiego ed il reimpiego (non baracconi inefficienti come i nostri che servono soltanto a quelli che vi lavorano: soltanto il 5% trova lavoro tramite loro), che coinvolgono economicamente e operativamente le aziende che licenziano;
4) non si sussidiano posti di lavoro decotti, ma i lavoratori, sia con ammortizzatori sociali, sia con provvidenze per la casa, sia con formazione, sia con servizi attivi per il ricollocamento;
5) infine, si evita la terribile ed iniqua prassi italica dei figli (lavoratori dipendenti con certe caratteristiche) e dei figliastri (tutti gli altri), ai quali si dice: arrangiatevi!
 
PS: Se il PD vincerà, come è probabile, le prossime elezioni politiche, smetta la mentalità di ex funzionario CGIL e si conformi per la materia sopra illustrata, nell’arco della legislatura, - come è già avvenuto per le pensioni - alle regole del benchmark UE.
 
 
Glossario:
http://www.fim.cisl.it/glossario/cassaintegrazioneguadagni.asp
http://www.cisl.it/Sito-lavoro.nsf/documenti/HOMECIG%5EApertura/$file/glossarioessenzialemdl.pdf
 
 
Post collegati:

AQQ11/Lavoro precario e reddito di cittadinanza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580529.html 
Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html 
Tasso di disoccupazione e tasso di occupazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738031.html
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
 
 

Gli utili idioti dei ricchi del Corriere della Sera

 
12 dicembre 2012   Davvero Pdl e Pd pari sono al Corriere?  Stefano Menichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139054/davvero_pdl_e_pd_pari_sono_al_corriere 

Non capisco perché il direttore Menichini si meravigli, è quello che fecero col 2° governo Prodi, dal giorno dopo la vittoria. Con la terribile crisi in corso, che sarà dura e lunga, la preoccupazione prioritaria dei ricchi, tipo Montezemolo, è difendere la roba e scaricare il costo dei sacrifici sulla massa. Finora - per i ben 330 mld di manovre correttive – [1] ci sono riusciti; col centrosinistra al governo, finirebbe (in parte più o meno grande: dipende dal peso dei cosiddetti liberali, nel Centro e nel PD) la pacchia. La polarizzazione della ricchezza e la globalizzazione riducono a due, in Occidente, le categorie a confronto per i prossimi decenni (un ritorno ai secoli passati): i ricchi e i poveri.
 
Il professore strabico Panebianco sarà (?) un grande politologo (a me, che sono ignorante, quando lo sento non sembra, perché la sua voce faziosa suona falsa al mio orecchio sincero; come non sembra che lo sia il soporifero Stefano Folli, pagato per scrivere talvolta vere e proprie sciocchezze; lo scrissi anche in un commento sul “Sole 24 ore”, ma me lo censurarono…), ma sicuramente è un, ancora più grande, utile idiota dei ricchi. Assieme al suo direttore, de Bortoli, al quale lo scrissi anche, nella lettera che ho già linkato qui (cfr. http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137290/il_segretario_non_ci_risponde) e che reitero:

 
inviato il 21/9/2012 alle 16:29
Ripeto, non ne so molto, ma mi permetto di osservare che NON siete affatto d’accordo. Il sistema francese, preferito dal PD, da me e da Pietro Bolenares, prevede proprio i collegi uninominali.
SCHEDA SUL SISTEMA ELETTORALE FRANCESE
http://w3.uniroma1.it/ceccanti/schedafrancia.doc
Ps: Il Corriere della Sera ospita sempre gli articoli del “montiano” Pietro Ichino. Organo dei poteri forti, bombardò il 2° governo Prodi dal giorno dopo la vittoria. Ho letto decine di articoli severi. Ha sempre messo zizzania nel PD (ora, dopo il clamoroso fallimento del governo Berlusconi, molto meno). Rammento, al riguardo, l’intervista del direttore De Bortoli alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, in cui accusò il PD di… estremismo, perché voleva allearsi con Vendola e non con Casini. De Bortoli è pagato profumatamente per questo: fare l’utile idiota dei ricchi (glielo ho anche scritto). [*]
[*] Lettera al direttore Ferruccio DeBortoli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697282.html
Egr.Direttore De Bortoli,
Lei, anche stasera a “Ballarò”, ed il “Corriere” e persino giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei sa bene, finora i ricchi l’hanno fatta quasi franca, e i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente.
E’superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.
E’ perciò colpevole, Dott. De Bortoli, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. […]
Pps:
Dimenticavo, Ferruccio De Bortoli mi rispose, molto sinteticamente, e non so perché: “Grazie a lei”.
 
 
Dedicato, in particolare, ai cosiddetti liberali e "montiani" che frequentano questo sito:

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
Utili idioti.
Nel breve carteggio tra Einstein e Freud (v. “Perché la guerra?” Lettera di Albert Einstein a Sigmund Freud e risposta di quest’ultimo http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2595199 ),[il link non è più attivo, v. nota in calce *] Einstein chiede a Freud perché tantissime persone (la maggioranza) arrivano a sostenere politiche di guerra, propugnate da pochi, che vanno a loro danno.
Anch’io me lo chiedo a proposito della politica economica e combatto contro sia la DISINFORMAZIONE di pochi UTILI IDIOTI ben retribuiti (spesso direttori o editorialisti di giornale), sia la scelta autolesionistica di tantissimi UTILI IDIOTI che gratuitamente appoggiano le politiche portate avanti dai governi di destra.
Ammuina.
Se la stragrande maggioranza della popolazione, in piccolissima parte composta da utili idioti ben retribuiti, la più parte gratis, non avesse l’abitudine di dividersi e di fare ammuina, come potrebbe un’esigua (in Italia) o infima (nel mondo) minoranza decidere per tutti e riuscire a “schiavizzare” il resto dell’umanità per continuare ad arricchirsi? [...]
 
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
Riepilogo delle manovre correttive, valori cumulati da inizio legislatura:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
 
 
 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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