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Le proposte del Partito Democratico/14 - Liberalizzazioni

 
Termino (almeno per ora) con le proposte sulle liberalizzazioni, che non fanno ancora parte delle Proposte per l’Italia di domani, perché non ancora definitive ed approvate.
 
LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/14
 
POSIZIONE PD
Liberalizzazioni: dal PD 41 norme ad effetto immediato
Ecco la risposta Pd alla propaganda berlusconiana: 35 proposte, da discutere con gli italiani. Non per modificare l'art.41 ma per aiutare i consumatori e le imprese, abbassare i prezzi, sbloccare gli investimenti, creare lavoro.
pubblicato il 9 febbraio 2011 , 36078 letture
Quarantuno norme ad effetto immediato e nessun altro show di propaganda. Questa è la risposta del Pd alla nuova mossa di Berlusconi che vuole modificare tre articoli della Costituzione per dare “una scossa per l'economia”. Per Bersani “qui non c'è nessuna scossa e nemmeno il solletico. Siamo davanti ad un insieme di norme astratte, calendari, rinvii a nuove norme. Insomma niente di concreto”.

L'azione del Pd è la prima risposta alla nuova campagna mediatica con cui, questa mattina, il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale recante modifiche agli articoli 41, 97 e 118, comma quarto, della Carta sulla libertà di impresa e ha approvato il decreto sugli incentivi.

Il governo pensa di risollevare l'economia con incentivi pari all'1,5 del Pil. “Se arrivano all'1,5% prendo il saio – ha continuato il leader del Pd – e vado ad Arcore a piedi. Con le manovre proposte non smuovono neanche l'0,15% del Pil”. C'è un profondo senso di amarezza perché mentre il governo fa propaganda, la situazione per il Paese si fa critica nella stagnazione economica, nei problemi di occupazione e nelle difficoltà del sistema impresa.

“La modifica dell'Articolo 41 della Costituzione è solo una misura di distrazione. Un po' come buttare la palla in corner.Questo articolo non ha mai impedito misure di semplificazione, di liberalizzazione o manovre di controllo ex post. Molto meglio realizzare 41 norme ad effetto immediato. Oggi ne proponiamo 35 e chiediamo a chiunque abbia un'idea di interloquire con noi in rete per una mega lenzuolata di 41 norme in una sfida reciproca”.

“Gli incentivi? Sono norme ornamentali ovvero concetto che non provocano nulla e non aggiungono nulla alla legge Bassanini o alle liberalizzazioni introdotte dalla legge Bersani. Anche qui nessun rilievo pratico così come gli incentivi per il Sud: un calendario, un timing”.

“Quella di Berlusconi è solo un'operazione di distrazione fallita dove resta inevaso il tema delle politiche economiche. Senza processi di crescita si rinvia il problema della stabilità. Ha protratto propaganda oltre un segno minimo di credibilità”.

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Ecco le proposte del Pd

L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di liberalizzazioni, intesa in senso ampio e molteplice. Ciò vuol dire: aprire alla concorrenza mercati chiusi o in regime di monopolio; dare più potere e libertà ai consumatori nei mercati caratterizzati dalla presenza di forti operatori; ridurre le barriere di accesso a categorie economiche e professioni; dotarsi di Autorità di regolazione realmente indipendenti dal potere politico, sia nei settori dove già operano, sia in quelli in cui si è sprovvisti; rivedere la regolamentazione di alcuni settori di grande impatto sociale, in cui la liberalizzazione ha funzionato poco e male, prevedendo anche forme di intervento pubblico al fine di assicurare la fruibilità dei servizi ai cittadini a costi accessibili.
 
 
GLI OBIETTIVI
 
 - SERVIZI E PROFESSIONIPIÙ CONCORRENZIALI
 - PIÙ TUTELE E MENOCOSTI PER I CONSUMATORI
 - MIGLIORIOPPORTUNITÀ PER I GIOVANI
 - IMPRESA PIÙLIBERA
 - INVESTIMENTI EOCCUPAZIONE DA SBLOCCARE
 
 
AMBITI DI INTERVENTO E PROPOSTE
·        Professioni
·        Farmaci 
·        Carburanti ed energia
·        Banche
·        Autorità di Regolazione, Trasporti e Poste
·        Assicurazioni
·        Commercio
·        Semplificazioni per le imprese
·        Tutela dei consumatori
 

IL PACCHETTO COMPLETO:
 
Professioni
Portare a compimento lariforma organica del sistema delle professioni dopo quindici anni di steriledibattito parlamentare. 
 
Proposte:
1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali
La modernizzazione è necessaria per qualificare l’esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l’interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto. Non meno importante è ridurre in maniera incisiva i costi, a carico degli iscritti, per il funzionamento degli organi e delle strutture amministrative degli Ordini.
2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni
Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico.
3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso
4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi
L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani.
5. Riconoscere le professioni non regolamentate
Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.
(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)
 
Farmaci 
Ampliare il processo di liberalizzazione avviato nel 2006 (che ha aperto alla concorrenza la vendita dei medicinali da banco, cioè quelli che non hanno bisogno di prescrizione medica), dando ora la facoltà alle parafarmacie e ai corner della grande distribuzione (in tutto 3.300 punti di vendita che occupano  circa 6.000 farmacisti) di vendere anche i farmaci di fascia C (un segmento che vale circa 3 miliardi di euro in termini di fatturato) e quindi così tutti i medicinali non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale. 
Altre misure dovrebbero essere poi definite per migliorare l’efficienza e la concorrenzialità in tutta la filiera del farmaco (dall’industria fino al consumo, passando per la distribuzione intermedia) allo scopo di abbassare i costi e rendere più accessibile il servizio distributivo ai cittadini, dando ai titolari di esercizio la facoltà di tenere aperto oltre l’orario stabilito dai regolamenti.
 
Proposte:
1. Liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini 
(Ddl già depositato a Camera e Senato) 
2. Facoltà alle farmacie di stabilire un orario di apertura superiore al minimo
(Testo in corso di elaborazione)
 
Carburanti ed energia
Creare condizioni di mercato maggiormente concorrenziali in tutta la filiera petrolifera che è oggi dominata da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente (cioè che contestualmente producono, commercializzano all’ingrosso e vendono al dettaglio) e che determina un extra prezzo di alcuni centesimi di euro per ogni litro di carburante a carico dei nostri automobilisti rispetto al panorama europeo. 
Mancano nel nostro Paese sia forti operatori commerciali puri in grado di contrattare liberamente con i produttori sul piano nazionale e internazionale le migliori condizioni di acquisto dei carburanti, sia un numero sufficiente di rivenditori al dettaglio (cioè di stazioni di rifornimento) autonomi rispetto ai produttori e indipendenti sul piano dell’offerta commerciale e quindi dei prezzi di vendita. In virtù di una maggiore pressione concorrenziale, con una diminuzione prevista dei prezzi di vendita di 4 centesimi al litro si potrebbe assicurare alla collettività un risparmio complessivo stimabile in circa 2 miliardi di euro nel triennio.
È possibile creare maggiore concorrenza nel mercato e far diminuire il peso della bolletta del gas procedendo immediatamente alla separazione dell’operatore della rete di trasporto del gas naturale e degli stoccaggi dall’operatore dominante (Eni). 
Si può stimare, sulla base di quanto avvenuto anche nel mercato elettrico, che l’impatto a regime della separazione proprietaria potrebbe consentire all’Italia di recuperare il differenziale con la media UE relativamente al prezzo all’ingrosso del gas, con un risparmio pari circa 4 miliardi di euro. 
Inoltre, tale separazione potrà determinare un potenziamento degli investimenti in trasporto e soprattutto in stoccaggio volto a garantire un dimensionamento delle infrastrutture stesse indispensabile sia in termini di sicurezza che di competitività e concorrenzialità del sistema del gas nel nostro Paese.
La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas.
 
Proposte:
1. Libertà di approvvigionamento dei gestori della rete dei carburanti
Concedere ai distributori legati da vincoli di esclusiva alle compagnie petrolifere (che gestiscono direttamente o indirettamente la gran parte dei 22.450 punti di vendita al dettaglio) la facoltà di approvvigionarsi di carburanti presso altri fornitori: l’acquisto in esclusiva non potrà superare il 50% e il singolo esercente al dettaglio potrà acquistare la restante parte da altri rifornitori ai migliori prezzi presenti sul libero mercato.
2. Acquirente unico per il commercio all’ingrosso dei carburanti
Assegnare in via straordinaria e temporanea alla società pubblica “Acquirente unico”  (che attualmente svolge funzioni analoghe nel mercato dell’energia elettrica) il compito di esercitare anche attività di commercio all’ingrosso dei carburanti, in modo da rifornire migliaia di punti di vendita al dettaglio a prezzi competitivi e così contribuire al contenimento dei prezzi al consumo, superando le attuali strozzature del mercato.
3. Eliminazione dei vincoli regionali sulla liberalizzazione della distribuzionedei carburanti
Intervenire, rimuovendo vincoli normativi e amministrativi a livello regionale e locale e varando misure di accompagnamento, sia sulla distribuzione all’ingrosso che su quella al dettaglio, allo scopo di dotare il nostro Paese di un numero percentualmente adeguato di stazioni di rifornimento indipendenti e maggiormente dotate di pompe self-service, anche offrendo la possibilità ai gestori degli attuali impianti in comodato di diventare imprenditori autonomi.
4. Separazione proprietaria rete trasporto gas
La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas. L’Eni infatti possiede tutt’ora il 50% della società proprietaria delle rete, Snam Rete Gas, la quale controlla dal febbraio 2009 il100% di Stogit, società che gestisce il sistema dello stoccaggio in una sorta di monopolio tecnico.
(Testi già elaborati e presentati come emendamenti alla manovra di luglio )
 
Banche 
Nel settore dei servizi bancari molto si può ancora fare per sviluppare la competizione concorrenziale, per migliorare la trasparenza dei prezzi e le condizioni e per contenere i costi per Pmi e consumatori che, secondo un recente studio della Commissione europea, pagano due volte e mezzo la media UE per un conto corrente.
Nel corso del 2010 si è poi registrato un peggioramento delle condizioni per la clientela italiana, con un aggravamento di tutte le voci di costo di gestione di un conto corrente (dalle singole operazioni fino al canone per bancomat e carta di credito, oltre a commissioni e oneri vari). E questo, in un mercato armonizzato e concorrenziale su base comunitaria, non è più giustificato nei diversi luoghi di negoziazione, né la complessità tecnica e l’innovazione tecnologica possono essere un pretesto per il sistema bancario per trascurare continuamente i principi di trasparenza e di rigorosa condotta nei confronti dei clienti. 
Un indicatore per misurare la concorrenza nel settore è la mobilità dei clienti: nel nostro Paese la quota percentuale di coloro che cambiano conto corrente ogni anno è la metà rispetto ai principali paesi europei. Allora, sulla falsa riga delle norme sulla portabilità gratuità dei mutui varate nel 2007 (che andrebbero comunque rafforzate nonostante il fatto che da un po’di tempo le c.d. surroghe e le rinegoziazioni costituiscono oramai circa un quarto delle totale delle pratiche di mutuo immobiliare), occorre far nascere una analoga procedura obbligatoria per la rapida e non onerosa portabilità dei c/c, quale leva concorrenziale per far abbassare i costi per la clientela.
Parallelamente si dovrebbe stabilire per legge la nullità di tutte le clausole, indipendentemente dalla denominazione utilizzata dalle singole banche, che prevedono una commissione per l’affidamento temporale di fondi, cioè per l’utilizzo di somme oltre la disponibilità del conto corrente (scoperto transitorio), sostituendo la norma introdotta dal Governo Berlusconi che limita solo parzialmente l’uso delle cosiddette “commissioni di massimo scoperto” nei conti correnti. Infatti, come ha rilevato l’Antitrust, tale norma ha determinato un innalzamento dei costi a carico dei correntisti rispetto alle strutture di prezzo precedentemente in uso nella prassi bancaria.
La governance delle banche italiane è infine segnata, come sostenuto più volte dal presidente dell'Antitrust, da intensi intrecci azionari e personali tra imprese concorrenti che costituiscono una peculiarità nazionale che frena le spinte concorrenziali, riduce la contendibilità del controllo e attenua il rapporto tra capitale di rischio investito e responsabilità. Occorrere pertanto porre rimedio o freno a tale situazione. 
 
Proposte:
1. Portabilità gratuita dei conti correnti 
(Testo in corso di elaborazione)
2. Abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei c/c bancari
Stabilire la nullità di tutte le clausole, comunque denominate, che prevedono una commissione per l’affidamento temporale di fondi, cioè per l’utilizzo di somme oltre la disponibilità del conto corrente (scoperto transitorio). Poiché l’Autorità ha invitato il legislatore a porvi rimedio, la norma proposta intende mettere uno stop definitivo a queste voci di costo dei conti correnti, che oltre ad essere particolarmente onerose per famiglie e piccole imprese, sono anche poco trasparenti. Si affida, inoltre, alla Banca d’Italia il controllo sul corretto rispetto delle nuove prescrizioni e il potere di stabilire i criteri e le modalità per la corretta informazione ai clienti delle condizioni economiche dei servizi  offerti dalle banche. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia, del resto, era intervenuto lo scorso febbraio chiedendo una nuova legge per semplificare e rendere più trasparente la struttura delle commissioni bancarie.
(Testo già  presentato come emendamento alla manovra di luglio)
3. Divieto di ricoprire incarichi incrociati nei CdA delle banche
(Testi in corso di presentazione) 
 
Autorità di Regolazione, Trasporti e Poste
Trasporti e infrastrutture sono due settori in cui la liberalizzazione dei vari segmenti dell’offerta commerciale e l’affacciarsi di nuovi operatori sul mercato procedono lentamente, secondo principi fissati dalle direttive comunitarie e in base alle decisioni governative. Qualunque intervento in questi ambiti richiede particolare attenzione al fine di conciliare i diritti di accesso dei nuovi operatori entranti con gli obblighi di universalità posti attualmente a carico dei soggetti ex monopolisti per la fornitura di servizi di interesse pubblico.
Per questo motivo, e allo scopo di assicurare una corretta e leale concorrenza tra gli operatori, regole, tempi, modalità e compiti di controllo non possono essere decisi e svolti da istituzioni governative (che oggi sono costituiti dai rispettivi Ministeri di competenza; per i servizi postali il Governo, in uno schema di decreto legislativo attualmente all’esame, intende attribuire la vigilanza a un’Agenzia sempre di emanazione ministeriale), bensì da Autorità realmente indipendenti dalla politica e dal Governo.
Per impedire il passaggio delle stesse persone da un’autorità all’altra, pratica che rischia di minarne l'indipendenza ed autonomia di giudizio e di non garantire la necessaria acquisizione di competenze va stabilito il divieto di assumere un nuovo incarico in altra Autorità, prima di un certo lasso di tempo, da parte di chi è stato componente di un’Autorità indipendente.
Va poi riformato il meccanismo di adeguamento tariffario, per i pedaggi autostradali,  ancorato all’andamento dell’inflazione legandolo maggiormente alla qualità del servizio offerto e degli investimenti effettuati. 
È infine opportuno sopprimere il PRA (Pubblico registro automobilistico) poiché assolve alle stesse funzioni dell’Archivio nazionale degli autoveicoli che è un registro più completo e perché costituisce un inutile e dispendioso adempimento amministrativo per gli automobilisti. 
 
Proposte:
1. Istituzione dell’Autorità dei trasporti
2. Regolazione del settore dei trasporti
3. Trasferimento delle funzioni di regolamentazione dei servizi postali all’AGCOM
(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)
4. Divieto di ricoprire più incarichi nelle autorità indipendenti
5. Regolamentazione delle tariffe autostradali
6. Soppressione del pubblico registro automobilistico (PRA)
(Testi in corso di elaborazione)
 
Assicurazioni
L’abnorme incremento delle tariffe dal 1994 ad oggi, cioè da quando fu avviata (formalmente) la liberalizzazione dei prezzi, in attuazione di norme comunitarie, e il contesto di difficoltà nel quale si muovono i clienti, con scarse e contrastanti informazioni, sono oramai sintomi accertati che dimostrano come in Italia il mercato della rc-auto non sia affatto concorrenziale. 
Si tratta di un mercato asfittico che, in queste condizioni, non può funzionare come qualsiasi mercato libero di beni o servizi. La domanda è certa e statica in quanto scaturisce dall’obbligatorietà per gli automobilisti di assicurarsi. I clienti che ogni anno cambiano compagnia assicurativa rappresentano una bassissima percentuale, anche a causa delle clausole di tacito rinnovo delle polizze che quindi devono essere vietate.
Le imprese di assicurazione, che sono tenute obbligatoriamente a fornire il servizio, possono di anno in anno modificare unilateralmente le condizioni tariffarie oppure, come sta accadendo in modo diffuso e con gravi ripercussioni di ordine sociale in diverse aree del Sud, possono procedere alla disdetta del contratto con i propri clienti. Il comparto della rc-auto non deve essere trattato come un mercato in cui sono solo i contraenti più deboli a rischiare, pagando (praticamente a pie’ di lista) i costi globali del sistema.
La costituzione di gruppi di acquisto tra automobilisti a livello territoriale va promossa da parte dello Stato, per consentire agli stessi di trattare le condizioni avendo più potere contrattuale con le imprese di assicurazione.
Il sistema del bonus-malus si è rivelato un fallimento per gli assicurati: la stragrande maggioranza di essi oggi si concentra nelle prime tre classi di merito e questo non ha portato, come avrebbe dovuto essere secondo i principi originari del sistema, ad una progressiva diminuzione del premio da pagare in rapporto alla condizione di minor rischio per le imprese assicurative. 
In tutti questi anni, le polizze bonus-malus alla fine hanno quindi penalizzato soprattutto gli automobilisti virtuosi (per loro è sempre malus-malus), oltre a discriminare, oltre misura ed in  modo generalizzato, i giovani e gli automobilisti delle regioni meridionali che si trovano di fronte ad offerte di prezzo insostenibili. 
Alla luce di tutto ciò appare necessario ripensare profondamente il meccanismo della rc-auto che non può non essere considerato alla stregua di un servizio di pubblica utilità e pertanto andrebbe ipotizzato un vigoroso intervento pubblico di regolamentazione, se si ritiene prevalente la finalità di far conciliare il principio di mutualità, posto alla base dell’obbligo di assicurazione, con l’interesse pubblico a garantire ai cittadini l’esercizio di un fruibile ed universale servizio di tutela.
Contestualmente all’esigenza, non più procrastinabile, di procedere ad una riforma della rc-auto, occorrerebbe infine intervenire, anche con misure collaterali, quali quelle per il contrasto alle frodi assicurative, accelerando la nascita dell’apposito Ufficio centrale antifrode, e alla lievitazione anomala del costo dei sinistri, secondo quando segnalato da Isvap.
 
Proposte:
1. Abrogazione del tacito rinnovo del contratto RC auto
2. Divieto di modifiche unilaterali del contratto RC auto
3. Promozione dei gruppi di acquisto solidali polizze RC auto
4. Revisione del meccanismo del bonus malus
(Testi in corso di elaborazione) 
5. Istituzione dell’Ufficio centrale antifrode
(In corso di approvazione alla Camera)
 
Commercio
Il commercio al dettaglio è stato il primo grande settore privato (circa 800.000 imprese coinvolte) che è stato oggetto di un incisivo intervento di liberalizzazione e sburocratizzazione: nel lontano 1998 (riforma Bersani), furono eliminati i vincoli numerici, i requisiti di abilitazione e le licenze per l’apertura dei negozi e successivamente furono trasferite alle Regioni le competenze legislative.
Oggi la regolazione del settore è diventata più complessa: per alcuni versi, occorre disporre, in un mercato globalizzato, di poche e uniformi, sul piano territoriale, regole concorrenziali; per altro verso è indispensabile avere una connotazione locale e integrata dei fattori di sviluppo delle imprese e dei luoghi del commercio, come strumenti di servizio ad alto valore aggiunto per le comunità di riferimento.
Il PD ribadisce l’ esigenza di un rinnovato governo del sistema perché il commercio è elemento genetico e qualificante della stessa costituzione urbana, gli assetti commerciali hanno un impatto generale, non solo imprenditoriale; governo del sistema non per limitare la concorrenza ma per favorire una evoluzione sostanziale non traumatica dei vari ambiti del commercio che tenga conto anche delle funzioni territoriali, sociali e ambientali
Alle attività classiche di vendita di beni ai consumatori, si vanno progressivamente aggiungendo altre tipologie di servizi: si tende, in alcune componenti, ad internalizzare funzioni tipiche della produzione; si svolgono funzioni connesse con il valore d’uso dei prodotti (specie per il risparmio di tempo), con i bisogni informativi ed educativi, con il bisogno di svago, divertimento e socialità. 
Occorrono quindi politiche mirate alla promozione di una maggiore integrazione tra attività commerciale e servizi rivolti alla persona e alla famiglia incoraggiando una maggiore creazione di valore a favore del consumatore e a tutto vantaggio anche dell’impresa commerciale.
In questo senso occorre rimuovere i restanti vincoli che ancora oggi impediscono l’innovazione dell’impresa commerciale, e più in particolare la libertà di abbinare la vendita di beni alla fornitura di servizi ai consumatori.
Per quanto riguarda l’apertura domenicale, appare oggi anacronistica e discriminatoria (per la discrasia nei criteri utilizzati dalle Regioni) la distinzione tra comuni turistici e non turistici per quanto riguarda il potere di fissare il calendario delle aperture domenicali degli esercizi commerciali: a tutti i comuni dovrebbe essere quindi essere attribuita la competenza a stabilire in quali giorni dell’anno concedere agli operatori la facoltà di aprire la domenica, nel rispetto delle deroghe e dei limiti stabiliti dalle leggi regionali.  
Oltre a rispondere ad esigenze di carattere "sociale" il commercio dei piccoli negozi può contribuire a mantenere "alto" il livello qualitativo delle aree in cui è insediato. La rarefazione delle attività tradizionali nei centri storici (anche a causa delle rendite immobiliari che nei centri storici sono molto alte) e il determinarsi di una selettività solo di determinati operatori può produrre come risultato che i centri storici divengano pressoché uguali perdendo quelle caratteristiche che li identificavano da un punto di vista sociale e culturale.
Bisognerebbe perciò incentivare l’apertura di piccoli esercizi di prossimità nei centri più svantaggiati, prevedendo un alleggerimento fiscale per i “negozi alimentari” di vicinato nei centri urbani di piccole dimensioni e nelle frazioni
 
Proposte:
1. Estensione a tutte le attività commerciali di fornire liberamente ai consumatori anche servizi integrati con la propria attività economica principale
2. Facoltà apertura domenicale dei negozi nei Comuni non turistici
3. Sostegno fiscale, per i primi anni di attività, agli esercizi di prossimità nei centri minori 
(Testi in corso di elaborazione)
 
Semplificazioni per le imprese
L’obiettivo è semplificare e accelerare le procedure di avvio delle attività sia nella fase progettuale che nella fase di ultimazione dei lavori e messa in funzione operativa degli impianti.
 
Proposte:
1. Consentire l’avvio immediato di stabilimenti produttivi con autocertificazione e controlli ex-post 
Va consentito all’imprenditore, tramite la semplice autocertificazione sulla base della sussistenza dei requisiti attestati da un professionista, di ottenere immediatamente dal Comune una ricevuta che abilita all’avvio dell’attività ovvero dei lavori di realizzazione dell’impianto. Al Comune spetta poi l’onere di provare la sussistenza dei requisiti con attività di verifica e controlli. 
Se gli interventi previsti sono in contrasto con gli strumenti urbanistici, l’imprenditore può richiedere l’immediata convocazione della Conferenza dei servizi.
La messa in funzione operativa dell’impianto, a conclusione dei lavori, è consentita immediatamente sulla base di una semplice comunicazione al Comune corredata da una dichiarazione del direttore dei lavori. Comuni e altre amministrazioni sono tenuti a svolgere a posteriori verifiche e controlli e possono interrompere il procedimento in sede di autotutela una sola volta.
2. Dare piena autonomia alle imprese
Le imprese devono poter scegliere le modalità di esercizio e i tempi di svolgimento delle attività economiche con libertà di stabilire gli orari di attività, salvi gli eventuali limiti minimi a tutela dell’accesso dei consumatori  e gli eventuali limiti  giustificati da specifiche ragioni di pubblica quiete.
3. Facilitare l’accesso a nuove attività economiche
Va data piena attuazione alla “direttiva europea servizi” rivedendo tutte le norme attuative del Governo Berlusconi (decreto legislativo n. 59 del 2010) che escludono l’efficacia della direttiva per particolari attività e che consentono di mantenere vecchie procedure autorizzatorie.
 
Tutela dei consumatori
Con l’arrivo del governo Berlusconi gli oppositori della legge sulla class action voluta dal Governo Prodi (faceva parte del pacchetto cittadino-consumatore del giugno 2006) hanno trovato facile ascolto: l’entrata in vigore - originariamente prevista per il 1 luglio 2008 - è stata rinviata di un anno e mezzo. 
Nella nuova versione, entrata in vigore il 1 gennaio 2010, è stata completamente svuotata la potenzialità di questo strumento di tutela collettiva, destinato inizialmente a ridurre le asimmetrie nel mercato e a moralizzare i comportamenti e la pratiche commerciali nei confronti del cittadino-consumatore. 
È evidente, anche dai primi pronunciamenti di inammissibilità, che questo strumento giudiziario di tipo risarcitorio non fa più paura alle grandi imprese di servizi che perpetuano nei confronti di migliaia di clienti, pratiche vessatorie il più delle volte del valore di poche decine di euro. Va quindi reso meno oneroso e rischioso, e quindi più agevole, l’accesso alla giustizia per i consumatori e le loro associazioni. 
 
Proposte:
1. Semplificazione dell’accesso alla class action
Attualmente il consumatore deve farsi carico dell’azione giudiziaria di classe, sia come proponente sia come aderente al gruppo, e deve per questo rivolgersi a un avvocato oppure dare mandato all’avvocato dell’associazione proponente per depositare alla Cancelleria del Tribunale l’atto di adesione e la documentazione. Anche la scelta di assegnare la competenza a valutare l’ammissibilità delle class action solo ai tribunali dei capoluoghi di regione crea problemi di accesso. Alla fine ci si dovrà quasi sempre rivolgere ai già intasati tribunali di Roma e Milano
2. Estensione del campo di applicazione della class action
Il campo di applicazione della legge è stato limitato: per presentare una richiesta di risarcimento collettivo è necessario che i diritti dei componenti della classe da tutelare siano identici. 
3. Eliminazione dei disincentivi a intraprendere azioni di tutela
Beffarda e disincentivante è la disposizione che prevede che qualora il proponente, anche il singolo individuo, presenti un’azione manifestamente infondata oppure non sia in grado di curare adeguatamente gli interessi della classe è tenuto a pagare sia le spese di pubblicità della decisione di inammissibilità operata dal giudice, sia gli eventuali danni per responsabilità aggravata, quali quelli di immagine, procurati all’impresa chiamata in giudizio.
 
http://mmk.pdnetwork.it/link.php?M=59320&N=114&L=207&F=H

 
COMMENTO 
Liberalizzazioni
Le liberalizzazioni di per sé, anche se io ne fui una vittima, non sono negative. Anzi, se fatte bene, si concretano in un vantaggio per i consumatori, come è stato in particolare per il mio ex settore di appartenenza, quello telefonico, o in parte per l’energia; non altrettanto, invece, nel settore assicurativo o bancario. Questo è il motivo per cui esse costituiscono uno dei compiti istituzionali della UE.
Lo stesso dicasi per le privatizzazioni, che di solito le accompagnano. E qui ci sono le note più dolenti. Quando, cioè, al monopolista pubblico si è sostituito il monopolista privato, come è stato nel caso delle aziende delle autostrade. Le critiche si possono estendere senza dubbio alle costose Autorità di controllo, efficaci nelle telecomunicazioni, meno nell’energia, molto insoddisfacenti, visti i risultati, in tutti gli altri settori.
Infine, osservo che una delle vittime delle privatizzazioni fu il Gruppo IRI (nel quale operavano le aziende di telecomunicazione, sotto la finanziaria STET), la più grande conglomerata italiana; la sua scomparsa ha avuto almeno 2 conseguenze negative: la prima, la riduzione drastica del numero dei cosiddetti campioni nazionali (v. la Francia), cioè di aziende aventi una taglia congrua per competere in un mercato globale come quello attuale; la seconda, la perdita di aziende del settore privato in cui c’erano le risorse finanziarie ed umane per fare della buona ricerca (R&S), ora molto deficitaria.
 
Ps: Uno dei più noti e tenaci avversari dello smembramento e della privatizzazione dell’IRI (conseguenza, in buona parte, della normativa UE) fu l’ex ministro dell’Industria Giuseppe Guarino, che ora ha appena dato alle stampe un libro di critica al “fiscal compact”. (Fonte: “L’Espresso” di venerdì 9/11 scorso [*]).
[*] L’EX MINISTRO GUARINO -FISCAL COMPACT FUORI LEGGE
Il Fiscal compact? Incostituzionale. Anzi di più, illegittimo secondo gli stessi Trattati europei. Una boutade di Beppe Grillo? No, sono le opinioni sostenute in un saggio zeppo di riferimenti legislativi scritto da Giuseppe Guarino, professore emerito di Diritto amministrativo alla Sapienza di Roma e già ministro delle Finanze e dell’Industria. “Euro, venti anni di depressione” è il titolo dell’analisi dell’ex ministro. Il capitolo clou è il sedicesimo su “Esame del Fiscal compact, contrasto con i trattati e con il diritto dell’Unione europea”. La tesi finale di Guarino è che «il Fiscal compact si è proposto di modificare i trattati vigenti ma eludendo gli ostacoli derivanti dai suoi vincoli procedimentali». Quanto al merito, per gli Stati «le misure provocano danni superiori ai benefici».
 
Banche
Le proposte sono ottime. Le banche sono le vere padrone d'Italia. Arroganti come tutti i padroni egoisti. Esose e scorrette come può esserlo un bottegaio disonesto che bara sul prezzo e sul peso. Io aggiungo, sull'altro versante, la proposta dell'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie.
 
Autorità di Vigilanza
Un’altra Autorità? Nel quadro complessivo della PA, la cui inefficienza rappresenta sia un costo notevole (50 miliardi) per le imprese ed i cittadini, sia un fattore critico per qualunque strategia di miglioramento e di crescita, abbiamo già notevoli sprechi delle attuali cosiddette Autorità di Garanzia, infarcite di garanti strapagati provenienti dalla classe politica e ad essa asserviti e di impiegati pagati lautamente che in maggioranza non fanno letteralmente nulla (dall’inchiesta televisiva sullo spionaggio Telecom, risultò che fossero forti fruitori di siti porno durante l’orario di lavoro; mentre, se capita di ricorrervi per qualche contenzioso, o non danno risposta o la danno con tempi biblici); addirittura con doppi stipendi, se si tratti  di magistrati posti fuori ruolo (cioè che ricoprono nuovi incarichi, ma continuano a prendere – vedi l’ex presidente dell’Antitrust Catricalà - anche lo stipendio precedente, ora ridotto dal decreto “Salva-Italia” del dicembre 2011 al 25%).
Atteso che le Autorità hanno autonomia nella definizione del loro regolamento di funzionamento, occorre dare un’attenta e seria occhiata preliminare anche a questo aspetto, poiché, con la crisi economica ed occupazionale che sarà lunga e dura, non ci possiamo più permettere sprechi e sperequazioni inique di trattamento tra i cittadini-lavoratori.
 
Assicurazioni
Il rapporto Impresa assicuratrice/Assicurato è un rapporto asimmetrico, ancor più, data l’obbligatorietà, di quello tra Banca e Cliente.  Le proposte vanno rafforzate, consultando gli operatori e le Associazioni dei consumatori. Un risultato positivo avrebbe presumibilmente una ricaduta favorevole come quella sull’eliminazione della maggiorazione sulle ricariche telefoniche.
 
 
POSIZIONE PD
Decreto Crescitalia
Le dieci proposte prioritarie del Partito Democratico nel campo delle Liberalizzazioni, presentate al Senato. "Deve essere fatto un ulteriore passo in avanti perché il paese ne ha grande bisogno. Il decreto del governo è il primo tentativo serio di liberalizzare il mercato". VIDEO
pubblicato il 9 febbraio 2012
http://mmk.pdnetwork.it/link.php?M=179631&N=332&L=662&F=H
 
 
Post precedenti:
Le proposte del Partito Democratico/1 - Lavoro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html  
Le proposte del Partito Democratico/2 – Famiglia e Politiche sociali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html
Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760711.html
Le proposte del Partito Democratico/4 - Scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761480.html
Le proposte del Partito Democratico/5 - Giustizia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762322.html
Le proposte del Partito Democratico/6 - Salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762929.html
Le proposte del Partito Democratico/7 - Immigrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763032.html
Le proposte del Partito Democratico/8 - Cultura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763263.html
Le proposte del Partito Democratico/9 - Sicurezza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763402.html
Le proposte del Partito Democratico/10 – Green Economy
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763535.html
Le proposte del Partito Democratico/11 - Mezzogiorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763786.html
Le proposte del Partito Democratico/12 - Agricoltura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764273.html
Le proposte del Partito Democratico/13 – Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2766980.html
 
 

La malvagia Lady Macbeth

 
@ Giovanni
Interessante lo scritto che hai linkato. Però mi permetto di fare un'osservazione: ho letto le opere di Shakespeare [1] 3-4 anni fa, quasi tutte le tragedie, e concordo con Sigmund Freud [2] che le migliori sono Amleto [3] e Macbeth, [4] alle quali io personalmente aggiungo Romeo e Giulietta. [5] Ma quello che volevo dire è che c'è un personaggio nella tragedia di Macbeth che per me, razionalista, ha un'influenza ancora più concreta e nefasta su Macbeth delle Parche: [6] la moglie, Lady Macbeth, [*] forse il personaggio più cattivo ch'io abbia incrociato nelle mie letture recenti, di cui le terribili Parche sono, non so se consapevolmente o inconsapevolmente nell'autore, presumo di sì poiché egli è un genio, la proiezione simbolica. [**]

Dello scritto riporto alcuni stralci, che hanno valore universale, e che quindi valgono anche per le persone che scrivono in questo forum, quorum ego.
 
L’autore [7] prende spunto dal Macbeth di Shakespeare per introdurre nel testo il concetto cardine dell’intera trattazione: l’esasperata ricerca da parte dell’uomo di ipersoluzioni comporta inevitabilmente effetti controproducenti.
Ecate, truce dea della fortuna, incarica le tre sorelle fatali, le dee mitologiche del destino, le parche, abbassate qui al “rango” di streghe quale incarnazione realistica e prosaica del male, di provocare la rovina di Macbeth mediante un’ingannevole profezia.
 
Il consiglio di Watzlawick è semplice: usare quella scheggia di sapienza che è dentro di noi, come strumento di concretezza nella scelta delle soluzioni, evitando quelle troppo radicali. Più dell’effetto vendetta delle cose che si ribellano, dobbiamo temere il nostro atteggiamento verso la perfezione e l’ordine ad ogni costo.
 
Il testo sottolinea anche che non esiste un’unica visione corretta della realtà: la propria; chi si impaluda in una logica rigida di questo tipo, si persuade di sapere con assoluta certezza cosa c’è nella testa degli altri, non riesce a calarsi nel modo di pensare altrui e finisce con l’applicare ipersoluzioni per dimostrare di avere più ragione dell’altro.
 
Suggerisce all’uomo la saggezza dell'adesione alla concretezza del presente e dei piccoli passi, il superamento dell’indiscutibile divisione manichea degli opposti, l’atteggiamento conciliante, l’ordine come emergente dal disordine, la pienezza del presente; il ritorno al servizio della negentropia.
 
PAUL WATZLAWICK Di bene in peggio. Istruzioni per un successo catastrofico
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/psiche/dibeneinpeggio.pdf
http://www.ibs.it/code/9788807814952/watzlawick-paul/bene-peggio-istruzioni.html
 
[*] Lady Macbeth appare in scena per la prima volta leggendo una lettera del marito che la informa dell'apparizione delle streghe che lo hanno indicato come futuro re di Scozia. Già dalle prime battute si capisce come la donna sia assetata di potere e desiderosa della conquista di un'ambita posizione sociale: conscia del fatto che Macbeth possiede una morale, afferma:

(EN)
« Yet do I fear thy nature;

It is too full o' the milk of human kindness
To catch the nearest way: thou wouldst be great;
Art not without ambition, but without
The illness should attend it: what thou wouldst highly,
That wouldst thou holily; wouldst not play false,
And yet wouldst wrongly win: [...] Hie thee hither,
That I may pour my spirits in thine ear;
And chastise with the valour of my tongue
All that impedes thee from the golden round,
Which fate and metaphysical aid doth seem
To have thee crown'd withal. »

(IT)
« Ma non mi fido della tua natura:

troppo latte d'umana tenerezza
ci scorre, perché tu sappia seguire
la via più breve. Brama d'esser grande
tu l'hai e l'ambizione non ti manca;
ma ti manca purtroppo la perfidia
che a quella si dovrebbe accompagnare.
Quello che brami tanto ardentemente
tu vorresti ottenerlo santamente:
non sei disposto a giocare di falso,
eppur vorresti vincere col torto. [...]
Ma affrettati a tornare,
ch'io possa riversarti nelle orecchie
i demoni che ho dentro,
e con l'intrepidezza della lingua
cacciar via a frustate
ogni intralcio tra te e quel cerchio d'oro
onde il destino e un sovrumano aiuto
ti voglion, come sembra, incoronato. »

(Macbeth, Atto I scena V, traduzione di Goffredo Raponi.)

[**] La donna italiana, come scrisse Geminello Alvi sul Magazine Sette (ma non ricordo esattamente l'efficace espressione), è un'angolosa rompiballe. Io aggiungo che è lamentosa. Noi uomini siamo spesso peggio, ma siamo meno importanti e quindi facciamo meno danni.
Non è solo nelle famiglie di mafia che è la donna che tramanda la cattiveria e l'odio, io penso succeda in tutte le famiglie. Specularmente, è la donna-madre, soprattutto, che dà l'impronta alla prole, nel bene, nelle regole. Il senso civico, la cultura civica dipendono dal padre e dalla madre, ma è la madre che crea le condizioni favorevoli o sfavorevoli. Sarebbe interesse dello Stato incentivare, attraverso la madre, il capitale sociale di una comunità come la nostra, in cui è troppo sviluppato il senso di appartenenza alla famiglia rispetto all'appartenenza alla Nazione, all'intera collettività.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/William_Shakespeare
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Amleto
[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Macbeth
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Romeo_e_Giulietta
[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Parche
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Watzlawick
 
(Tratto dall’archivio dei miei commenti nel forum PD-Obama, 2010)
 
 

L'intelligence dei pretoriani e l'agente segreto di Ponzio Pilato

 
CULTURA
L'intelligence dei pretoriani: delazione, sangue, complotti
Il primo studio completo sui servizi segreti nell'antica Roma. Dall'assassinio di Caligola al declino dell'Impero. Ecco come i senatori dei primi anni della repubblica utilizzavano i propri clientes per impedire le riunioni della plebe
DI ALESSANDRA CLEMENTI   29 ottobre 2010
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/10/29/news/roma_antica_servizi_segreti-8541971
 
Non ho fatto studi classici (tranne latino alla Scuola Media). Negli ultimi anni, ho letto “Le lettere a Lucilio” di Seneca [1] e “L'arte di amare” di Ovidio. [2] Nel primo, mi colpì molto la riflessione dell'autore quando parla del senso d'insicurezza che prova, vuoi perché sottoposto all'arbitrio capriccioso ed inappellabile dell'imperatore (ed infatti fu condannato per due volte a morte da due imperatori diversi), vuoi perché un qualunque suo schiavo poteva per vendetta attentare in casa alla sua vita, vuoi perché poteva rimanere vittima dell'ira di una folla tumultuosa per strada (questa dell'antipatia per le folle - ben rappresentata dall'espressione “la folla emana sempre un cattivo odore” - accomuna molti scrittori, da Seneca a Flaubert [3] a Valery Tarsis, [4] ecc.). Del secondo, Ovidio, basti dire che fu relegato da Augusto [5] a Tomi (l’odierna Costanza [6]) forse – forse -  per una congiura o un intrigo di palazzo. Ma il libro che ho letto che ha più attinenza con l'articolo allegato non è di un romano, ma di un russo: “Il Maestro e Margherita”, [7] il capolavoro di Michail Bulgakov, che alterna i capitoli, fantastici, sulle gesta del diavolo Woland in Russia a quelli, bellissimi, su Gesù e Ponzio Pilato, [8] che si avvale dei servigi di un fedele ed efficiente agente segreto romano, in Palestina. [9]
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Anneo_Seneca
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Ovidio_Nasone
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Gustave_Flaubert
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/Valery_Tarsis
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto
[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Costanza_(Romania)
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Il_maestro_e_Margherita
[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Ponzio_Pilato
[9] http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina
 
(Tratto dall'archivio dei miei commenti sul forum del Circolo PD-Obama, 2010)
 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/42

 
Cassazione: 'hot line' casalingo? Nessun reato
(Studio Cataldi.it) 
http://www.studiocataldi.it/images/imgnews/prostituzione-id12990.jpg

Descrizione: http://www.studiocataldi.it/images/imgnews/prostituzione-id12990.jpgUna recente sentenza della Cassazione ha messo in discussione i limiti dei rapporti tra moglie e marito, anche in caso i due abbiano dato il via ad un'attività poco decorosa, ma molto danarosa, come una hot-line

Bene, però come sappiamo in Italia, il diritto è fatto anche di interpretazioni ed è stata proprio un'interpretazione ad aver scagionato l'uomo dalla pesante accusa.
Il signore, nonché brillante manager del sesso casalingo, aveva avuto l' idea di creare una hot-line, trovando i papabili clienti su una community. I quali, in cambio di una ricarica (!) telefonica potevano godersi lo spettacolo di foto spinte la cui protagonista era la dolce mogliettina. Precisiamo per onor di cronaca che le ricariche dovevano essere fatte sulle utenze dei due e che venivano poi monetizzate.

Il giochetto è durato per un po' sino a che si è concluso, appunto, con l'iscrizione del signore nel registro degli indagati.

La Terza sezione penale della Cassazione, con sentenza 1164 del 9 gennaio 2013, ha però accolto il ricorso del marito perché la vendita di immagini si è svolta di comune accordo: "non solo non è emersa alcuna forma di coazione o semplicemente induzione da parte dell'indagato nei confronti della moglie, bensì esattamente il contrario, vale a dire una comune 'intraprendenza' nell'avviare i contatti sulle chat line". I giudici aggiungono anche che "non si può che prendere atto, senza ulteriori commenti, della lucrosa ma non illecita attività posta in essere dal marito, d'intesa e con la collaborazione della moglie". E a questo punto è scattato anche l'annullamento del provvedimento che disponeva il sequestro dei conti correnti dell'indagato, così come dei vari telefoni cellulari ed apparecchiature elettroniche impiegate per il business.

Inoltre la Corte ha ribadito il concetto e significato di meretricio, proprio per differenziarlo da altre attività come lap-dance o hot-line, che come già ribadito in passato necessita di interazione diretta, insomma contatto carnale, tra cliente e "prestatrice d'opera". Per la Suprema Corte la prostituzione consiste nel " fatto di mettere il proprio corpo alla mercé altrui disponendone, dietro corrispettivo, secondo la volontà dello stesso".

A questo punto chissà che via prenderà l'attività dei due. Si prevede un fine inverno "bollente"!

Puoi leggere un precedente qui:
Descrizione: http://www.studiocataldi.it/images/imgnews/small/escort-id12416.jpgCassazione: letelefonate erotiche non sono atti di prostituzione

Vai al testo della sentenza 1164 /2012 
(16/01/2013 - Barbara LG Sordi)
http://studiocataldi.mailupnet.it/f/tr.aspx/?:5Um8d=wstwsu5:5h.=szqyof-=bhfj/nvkiq3eni5cc40h2f709:fvb6qgma:gl:5c69&x=pv&o2mdnh8imo8cidc70:4mwrw3z10gbNCLM
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud“La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
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post/3-DeBernardi “Il diritto all’innocenza”
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post/4-IlVdS “La scoperta della sessualità”
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post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
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post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
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post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
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post/36-Sesso: 1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
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post/39-Erezione difficile, i rimedi nella storia
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post/40-Kamasutra per il punto G
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Post/41-Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769346.html
 
 

Il mondo sottosopra, in Italia

 
   Il mondo sottosopra, capovolto, in Italia (ma non è stato sempre così?). Tutti si preoccupano dei ricchi e dei benestanti, che di riffa o di raffa monopolizzano quasi il dibattito della campagna elettorale in corso.
   Sabato sera, Pierre Carniti, intervistato da Giorgio Zanchini di Radio3 su Machiavelli, ha citato prima il particulare di Guicciardini [1] e poi la tesi di Vito Mancuso: in Italia, manca una religione civile: Il problema, in altri termini, è "religioso", nel senso etimologico del termine religio: in Italia, a differenza degli altri paesi occidentali, manca una religione "civile", capace di legare responsabilmente l'individuo alla società”[2]
   In Italia, secondo la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a 120 mld l’anno; in 10 anni fanno 1.200 mld.
Secondo la Banca d’Italia, il patrimonio immobiliare ammonta a 5.000 mld; secondo l’Agenzia del Territorio, a 6.500 mld. Chissà quanti dei miliardi evasi al fisco, danneggiando gli altri Italiani che pagano le tasse, sono stati e vengono investiti in immobili. Per non parlare dell’economia criminale.
   Poi tutti i proprietari piangono per l’IMU e per la temuta introduzione dell’imposta patrimoniale (sui ricchi!) ed i media gli tengono bordone, trascurando temi centrali come la disoccupazione giovanile e femminile. [3]
   Agli ipergarantisti io proporrei di applicare anche in Italia la normativa fiscale di un Paese garantista come gli USA, incluse ovviamente le severe sanzioni. Penso saranno d'accordo.
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guicciardini  
[2] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/13/r2-la-religione-civile-che-manca.html
[3] La casa al centro, i giovani al margine
di Roberta Carlini
16/01/2013
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-casa-al-centro-i-giovani-al-margine-16403
 
 
Post collegato:
AQQ22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/14/analisi_qualiquantitative22_co.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html

 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/41

 
Non vedo l’ora che sarà messo in vendita, sono sicuro andrà a ruba.
 
Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
ultimo aggiornamento: 17 gennaio, ore 17:29

Roma, 17 gen. (AdnkronosSalute) - I preservativi in lattice sono storia antica: un team di ricercatori ha messo a punto dei nuovi condom in silicone, che promettono di aumentare la sicurezza e il piacere sotto le lenzuola. A descrivere la scoperta, 'battezzata' Origami condom e già brevettata in Usa da Daniel Resnic e Ray Chavez, è 'New Scientist'.

Oltre ad essere più flessibile ed elastico del lattice, il silicone è più efficace nel bloccare virus e batteri, come mostra un video che confronta un prototipo recente con preservativi tradizionali, evidenziando come la speciale lubrificazione interna permetta anche una più agevole 'applicazione' del dispositivo. Non solo, anche il desing e le creste presenti sul condom hanno l'obiettivo di migliorare il piacere. Il team sta ancora sperimentando delle varianti, mirate anche ad aumentare ulteriormente l'aspetto della sicurezza.

http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Sesso-nuovo-Origami-condom-promette-piu-sicurezza-e-piacere_314092492480.html
 
 
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post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
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post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
 
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
 
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
 
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
 
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
 
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
 
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
 
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
 
post/33-Sesso: ‘flop’per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 
post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html
 
post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
 
post/36-Sesso:1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html
 
post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perché traditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html
 
post/38-Divisi anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html
 
post/39-Erezione difficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html

post/40-Kamasutra per il punto G
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769002.html
 
 

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/10/Lettera

 
Poiché PDnetwork non è più attivo, la ripubblico nel mio blog.
(http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2607838)
 
   Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso [2011] al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
   Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.
 
   Egr. Sig. Ministro Tremonti,
   Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
   Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
   Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/
http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf  
   Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più  “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
   Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri,  matti, ex drogati, LSU, ecc.).
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o  abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
   Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
   1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
   2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
   Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami,ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
   In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a  “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
   Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
Distinti saluti
 
 
Post, Articoli e Scritti collegati:

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/9
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html
AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html  

Dati macroeconomici italiani
http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani
 
Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?
 
CRISI
Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"
Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"
07 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/ue_all_italia_chiarimenti_su_riforme-24581684/

Sulla pazzia di Tremonti (cfr. post/1): dopo Crosetto, Casini. Dopo Casini, Vendola:
 
Crosetto (Pdl): “La manovra di Tremonti è da psichiatra”
26 giugno 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/crosetto-tremonti-psichiatra-manovra-governo-900511/
 
Guido Crosetto: "Tremonti? Un orologio rotto"
20 ottobre 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/guido-crosetto-tremonti-un-orologio-rotto-991035/
 
Parole di... conferma dell'on. Pierferdinando Casini:

Insulti con Casini. Particolarmente duro poi lo scontro con Casini. Il leader dell'Udc durante il suo intervento alla Camera si è lamentato della vaghezza di Tremonti, spiegando che il contenuto della manovra è stato spiegato meglio dai giornali. Una frecciata alla quale durante la replica il ministro ha risposto in maniera acida, mandando su tutte le furie Casini. "Questo è scemo, da ricoverare", è sbottato il leader dell'Udc rivolgendosi a un collega mentre lasciava la Sala Mappamondo. 
http://www.repubblica.it/economia/2011/08/11/news/tremonti_camera-20304673/
 
Vendola: «Dobbiamo ribellarci per difendere gli italiani»
di Andrea Carugati
14 agosto 2011
Crede che Tremonti resterà ministro? 
«Ormai è un personaggio da letteratura, o da psicanalisi. Un ministro che si comporta come un intellettuale No Global, con giudizi sprezzanti sulla finanziarizzazione dell’economia globale. Dimenticando che lui è da 10 anni il padrone dell’economia italiana, e non può fare l’analista distaccato del fallimento di un ciclo economico. Lui è il fallimento dell’Italia, è la malattia, non la medicina».
http://www.unita.it/italia/vendola-dobbiamo-ribellarci-br-per-salvare-l-italia-1.323037
 
L’acme, però, la si raggiunge nello scambio di “complimenti” tra i due matti [*]:
 
Berlusconi-Tremonti, ormai è rottura. “Sei pazzo”. “Il problema sei tu”
06/10/2011
http://www.siwikinews.it/index.php?title=Berlusconi-Tremonti,_ormai_%C3%A8_rottura._%E2%80%9CSei_pazzo%E2%80%9D._%E2%80%9CIl_problema_sei_tu%E2%80%9D 

 
Geronzi: "Tremonti dietro la congiura per cacciarmi dalle Generali"
L'ex banchiere racconta le sue verità e attacca tutti, tranne D'Alema, Berlusconi e Scaroni."Ma al Cavaliere dissi no su Ermolli presidente di Mediobanca". E dice: "Monti non tocca i veri poteri, è Draghi il salvatore"
di ALBERTO STATERA
27 novembre 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/11/27/news/geronzi_tremonti_dietro_la_congiura_per_cacciarmi_dalle_generali-47519044/ 

18 gennaio 2013  Lo smemorato di Sondrio
Colpo di spugna di Tremonti sull’estate dello spread. Bce: niente sconti
Raffaella Cascioli
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139579/colpo_di_spugna_di_tremonti_sullestate_dello_spread_bce_niente_sconti
 
Fassina incalza Tremonti «Faccia tosta e vigliacco»
23 gennaio 2013
http://www.unita.it/italia/fassina-incalza-tremonti-br-faccia-tosta-e-vigliacco-1.480118
 
Chi toglie soldi al sud
di Gianni Pittella e Stefano Fassina
10 luglio 2010
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/119766/chi_toglie_soldi_al_sud
 
Parola di ex magistrato.
 
Le omissioni di Tremonti
di Luigi De Magistris
04 luglio 2010
Il ministro dell’Economia Tremonti ha elaborato una manovra economica di classe che colpisce dipendenti pubblici, pensionati, precari, enti locali, cultura, preservando le rendite finanziarie, tutelando i ceti dominanti e gli “incriccati”. Ora rilancia l’avversione verso il Sud con un’operazione subdola e maliziosa. Afferma circostanze vere, omettendo fatti decisivi per una ricostruzione analitica. Sostiene che il Mezzogiorno è in deficit di sviluppo economico per incapacità dei politici meridionali di utilizzare i fondi europei. Qui termina la sua analisi. E’ vero che la classe dirigente del Sud -salvo eccezioni - non è stata in grado di utilizzare in modo efficace immani risorse pubbliche che avrebbero realizzato sviluppo e riduzione della disoccupazione. Vi sono responsabilità trasversali, del centro-destra e del centro-sinistra. Il ministro sa però che la responsabilità dell’utilizzo dei fondi europei - anche se erogati dalle Regioni - è del Governo nei confronti della Commissione europea. Il ministro dovrebbe sapere che al Sud la questione morale è divenuta questione criminale. Dovrebbe sapere - visto che appartiene ad un esecutivo che millanta il contrasto al crimine mentre, in realtà, lo favorisce - che al Sud si è creato un legame tra spesa pubblica e criminalità organizzata e che questo intreccio si consuma anche nella gestione di fondi di responsabilità diretta del Governo, come l’emergenza ambientale e grandi opere pubbliche. In questo ambito si consolidano forme di commistione tra controllori e controllati e si realizzano conflitti di interesse. La corruzione politico-imprenditoriale e forme di finanziamento illecito alla politica si consolidano proprio nella gestione illegale del denaro pubblico. Il laboratorio criminale creato da politici, prenditori di soldi pubblici e criminalità organizzata dei colletti bianchi è servente ai referenti politici nazionali. Dovrebbe conoscere - in quanto fondatore degli “scudati” - quali sono i canali di riciclaggio del denaro sporco che proviene dalla gestione illegale dei fondi pubblici. Si analizzi il ruolo che, in questo sistema criminale, hanno ricoperto sottosegretari alle Attività produttive (oggi Sviluppo economico) con delega al CIPE: da Galati a Cosentino passando per Miccichè (Calabria, Campania e Sicilia). Tanti prenditori di soldi pubblici che operano al Sud sono “padani” ed alcuni di loro hanno anche contribuito al massacro del territorio con il traffico dei rifiuti tossico-nocivi. Il blocco economico e sociale che una certa politica - intrisa di mafiosità - ha realizzato con l’utilizzo dei fondi pubblici è servente ad interessi corruttivi e mafiosi nazionali, per controllare la complessiva catena dei finanziamenti pubblici, i progetti, le opere, le consulenze; per decidere chi lavora creandosi vincoli di appartenenza prodromici anche al controllo del voto. Tremonti è solo un giocatore delle tre carte funzionale a spostare l’azione di un Governo “Lega-dipendente” verso il Nord.
http://www.unita.it/news/100781/le_omissioni_di_tremonti
 
[*] L’uomo che ha fregato un intero Paese
Lo ripropongo  (v. http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2646634) “Governeremo per tutti, al servizio del Paese e dei cittadini) e lo integro.
(http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2659188).

Pericolosità ed urgenza
Bisogna però sbrigarsi, perché il nostro Paese è, letteralmente, nelle mani di due persone fuori di testa: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il primo dei due è molto più grave.
A mezza strada tra i due, naturalmente, si colloca GiulioTremonti, il ministro incompetente dell'Economia: il più dannoso.
Il quarto fuori di testa, infine, quello più subdolo, è il filo-confindustriale e nemico dei lavoratori precari ministro del Lavoro, sedicente socialista

Maurizio Sacconi.
Se c’è un elemento che più di tutti accomuna il trio Berlusconi-Tremonti-Sacconi e li distingue dal quarto, Bossi, è il rifiuto infantile del principio di realtà: “Il principio di realtà, in psicoanalisi, è il principio dominante nella vita psichica dell'adulto, successivo e sostitutivo, nello sviluppo psichico dell'individuo, del ridotto principio di piacere, che domina invece la vita psichica del lattante.
Nell'ultimo Freud (successivamente alla pubblicazione di “Al di là del principio di piacere”, 1920) il principio di realtà è attribuito all'Io e scaturisce dalla contrapposizione tra l'Es e la realtà esterna”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_realt%C3%A0
Berlusconi e le frasi a Obama su giustizia
"In Italia dittatura dei giudici. Mio dovere spiegare la situazione a tutti"
http://www.repubblica.it/politica/2011/05/27/news/frattini_su_frasi_di_berlusconi_a_obama-16829764
Confindustria, fine di un equivoco
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/126928/confindustria_fine_di_un_equivoco
Nessuna critica di Confindustria al Governo
(ASCA) - Treviso, 27mag - Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non e' arrivata nessuna critica al Governo dall'Assemblea Confindustria di ieri.
http://www.asca.it/news-GOVERNO__SACCONI__CONFINDUSTRIA_HA_DETTO_CHE_OPPOSIZIONE_E__INADEGUATA-1021277-ORA-.html 

Scontro Berlusconi-Tremonti.
Lo scontro in corso Berlusconi-Tremonti è tra due uomini apparentemente diversi, ma invece molto simili.
Silvio Berlusconi (suo profilo in post/1, in calce a questo Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html) e Giulio Tremonti (suo profilo in post/1 in calce a questo Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html), hanno molte caratteristiche in comune.
- Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza, ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese.
- Entrambi sono profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi e possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge.
- Entrambi sono “bambini” bisognosi di protezione: Berlusconi, avendo molti mezzi, si è contornato di molte mamme vicarie (Letta, Bondi, Alfano, Cicchitto, Frattini, Capezzone, ecc.); Tremonti, che è sleale, di Bossi (basta e avanza, come si vede).
- Entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune "oniriche", altre reali. 
- Entrambi sono contrassegnati dal rifiuto infantile del principio di realtà, principio dominante nella vita psichica dell'adulto, successivo e sostitutivo, nello sviluppo psichico dell'individuo, del ridotto principio di piacere, che domina invece la vita psichica del lattante.
- Infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. 
Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati" (cfr anche il mio commento qui http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/pil-il-problema-non-e-la-crisi/.

Menefreghismo o incompetenza?
“La verità è una sola, ben evidenziata dal giornalista: “quello che di peggiore Berlusconi si lascerà dietro, non è né il processo per prostituzione minorile né quelli per corruzione. Peggio di tutte queste cose, c’è un terzo fallimento: il suo completo menefreghismo per le condizioni economiche del suo paese”.  

Non è menefreghismo, ma incompetenza. Come ho più volte scritto (anche a Silvio B., nella lettera dell'aprile 2008, dopo la sua vittoria elettorale, v. post/4), Adam Smith, il padre del liberismo , non Karl Marx, scriveva ne “La ricchezza delle Nazioni” che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, sono inadatti alla politica. Berlusconi non è un’eccezione. Lo si vede anche – e forse soprattutto – dal livello dei collaboratori politici che si sceglie (si veda l’incompetente superministro dell’Economia Giulio Tremonti), che non equivale affatto a quello dei suoi collaboratori in campo aziendale.
Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per 8 anni; e per 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti […].
Il ministro Tremonti, similmente ad un orologio rotto che - fermo – segna l’ora esatta due volte al giorno, finora se l’è cavata stando immobile - comportamento tipico degli incompetenti - e pretende anche gli elogi (e parecchi, anche di centrosinistra,  glieli fanno pure, visto che ora è primo per gradimento col 60%!).
Ora, oltre ai disoccupati, agli inattivi, alle aziende in crisi, ai precari, ai poveri, anche i mercati (v. S&P’s) e ora l’Economist chiedono che finalmente egli (con Berlusconi) si dia una mossa. Sarà durissima, perché sono due incompetenti (fuori di testa).
 
IL NUOVO RAPPORTO SULL'ITALIA
L' Economist: «Berlusconi, l'uomo che ha fregato un intero Paese»
Per il settimanale britannico «serve un cambio di governo per la crescita». Otto anni fa «l'inadatto a governare»
http://www.corriere.it/economia/11_giugno_09/economist-rapporto-berlusconi_efdd0980-928e-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml
 
Da "Il Corriere della Sera" di venerdì 10 giugno 2011, un’intervista (delirante) a Maurizio Sacconi:
Intervista a Maurizio Sacconi
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=62247431

Lo scontro Berlusconi-Tremonti continua.
Lo sleale ed incompetente ministro dell’Economia si esibisce in uno dei suoi innumerevoli travestimenti schizoidi e si schiera con i lavoratori precari. Non gli credete, finché il suo collega filo-confindustriale non smetterà di prendere ordini da Marcegaglia ed accetterà di esaminare ed approvare uno dei DdL sul lavoro già presentati dal PD. Intanto, per far capire da che parte sta, questi, da bravo utile idiota, ha dichiarato che intende riformare la disciplina dei contratti, come auspicata dai padroni.
Maroni invita Tremonti ad avere coraggio: è più facile che il famoso cammello passi per la cruna di un ago che un incompetente...
 
CRISI
Da Tremonti stop a Berlusconi "Nessuna riforma fiscale in deficit"
Il ministro dell'Economia dal palco dell'assemblea dei giovani di Confindustria:"Dobbiamo trovare i soldi senza scassare i conti. Possibile solo con il recupero dell'evasione". E sui contratti a tempo determinato: "Servirebbe un limite, un conto è la flessibilità e un altro è l'abuso". Marcegaglia:"No a indeterminato di massa". Maroni: "Più che prudenza ora serve coraggio"
http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/tremonti_11_giugno-17538405
 
LAVORO
Prevalenza dei contratti aziendali, Sacconi pronto a varare una legge
Il ministro annuncia norme per dare maggior valore agli accordi all'interno dell'impresa su quelli nazionali. Rivolta di Cgil e Pd: dichiarazioni gravi e inopportune
di PAOLO GRISERI
http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/contratti_prevalenza-17527788
   
 
Piccola appendice sull'onnipotenza del pensiero:

RILEGGENDO FREUD - IX VOLUME DELLE OPERE  Il perturbante
(…). Una delle forme più perturbanti e più diffuse di superstizione è la paura del "malocchio" di cui un oculista di Amburgo, Seligmann, ha fornito una trattazione approfondita. Sulla provenienza di questa paura non sembra vi siano mai stati dubbi. Chi possiede qualcosa di prezioso e al tempo stesso di perituro teme l’invidia del prossimo, in quanto proietta sugli altri l’invidia che egli proverebbe se si trovasse al loro posto.
in-videre è guardare malamente, non vedere.
Questi moti dell’animo si tradiscono con lo sguardo anche quando ci si vieta di esprimerli a parole, e, se vi è chi spicca tra gli altri per caratteristiche ben evidenti, specie se indesiderate, subito sorge il sospetto che la sua invidia raggiungerà un’intensità particolare e che questa intensità verrà poi anche mandata ad effetto. Si teme perciò un’intenzione segreta di nuocere e si suppone, basandosi su determinati indizi, che questa intenzione disponga anche della forza per attuarsi.
Gli esempi di perturbante che ho citati per ultimi dipendono da un principio che, accogliendo un suggerimento di un paziente, ho chiamato la "onnipotenza dei pensieri".
Cosa è l’onnipotenza del pensiero? è quel fenomeno immaginato, per cui il pensiero di per se ha la capacità di modificare la realtà senza passare attraverso le istanze comportamentali che il pensiero muove. Onnipotenza è "se io desidero che quella cosa venga qui, il mio pensiero può agire attraverso i movimenti". In altre parole se io penso che soltanto pensando possa far avvenire qualcosa, questa è l’onnipotenza del pensiero. E ancora, se voglio parlare con una persona devo in qualche modo lanciare un messaggio, scrivere un biglietto, parlare con lui, passare al comportamento. Ma se io pensando immagino che lui recepisca il mio messaggio senza nessun segno, è onnipotenza del pensiero, cosa che è propria delle religioni. Io prego con Dio in silenzio: uno dei due deve essere onnipotente, o io che prego o lui che ascolta. Se nessuno dei due è onnipotente non si può comunicare in silenzio.
Il concetto di onnipotenza è il modo tipico di ragionare del mondo infantile, ma anche dei popoli primitivi o dei popoli non primitivi, e negli adulti quando entrano nella dimensione religiosa.  (…). 
http://www.psychiatryonline.it/ital/rileggendofreud/lezione21.htm
 
S. Freud e la psicoanalisi applicata
(…).Con il terzo saggio, “Animismo, magia e onnipotenza del pensiero” Freud, pur accettando la tradizionale divisione degli stadi di sviluppo umano in animistico, religioso e scientifico, condividerà con Marett l’esistenza di uno stadio precedente o “pre-animistico” definito “animatismo”, dove il mondo viene percepito come animato da diverse intenzioni che conducono al benessere o alla rovina dell’umanità. Il passaggio all’animismo, il cui il mondo é vissuto come popolato da anime e demoni, è secondo Freud da considerarsi un progresso,poiché l’uomo affida i propri desideri agli spiriti attraverso una proiezione. Per quel che attiene la magia Freud metterà in rapporto questo atteggiamento primitivo con l’onnipotenza dei pensieri riscontrabile sia nelle fantasie nevrotiche che nella vita psichica dei bambini.
Nella quarta parte, ”Il ritorno del totemismo nell’infanzia”, si soffermerà sull’origine dei totem, spiegando ad esempio come al clan che discendeva da una particolare specie (per eredità materna) fosse severamente proibito uccidere animali di quella specie. Era anzi obbligatorio proteggerli, affinché essi, a loro volta, proteggessero il loro clan.
Il libro, come lo stesso Freud anticipò, non ricevette il consenso dovuto poiché incontrò aspre resistenze anche al di fuori dei circoli psicoanalitici.(…).
http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/Freud/articoli/freud17.html
 
 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/40

 
SOTTO LE LENZUOLA
Kamasutra per il punto G
Le migliori posizioni del Kamasutra per stimolare il punto G, zona erogena per eccellenza del piacere femminile

Descrizione: Kamasutra per il punto G - Le migliori posizioni del Kamasutra per stimolare il punto G, zona erogena per eccellenza del piacere femminile

FOTOGALLERY

  1. Il punto G si trova con il Kamasutra, nessuna novità. La zona erogena del piacere femminile è il punto G. Per stimolarla esistono delle posizioni speciali. Ecco quali sono: all'amazzone, varianti del celebre missionario, e altre posizioni hot. 

Le posizioni migliori sono quelle in cui si sta l'uno di fronte all'altra e in cui la penetrazione avviene un po' "di sbieco", come nella posizione dell'amazzone all'indietro, che facilita il contatto e la comunicazione. La posizione del missionario ad angolo retto, presenta diversi vantaggi per il piacere femminile, e, assieme alla posizione dell'amazzone, è una di quelle più efficaci per raggiungere l'orgasmo. In questa posizione del Kamasutra è più facile raggiungere il punto G, sia che le gambe siano chiuse o divaricate, piegate o appoggiate alle spalle del partner. Tra le posizioni del Kamasutra più adatte per stimolare il punto G, c'è poi una variante confortevole del missionario ad angolo retto, in cui lei appoggia le gambe sulle spalle di lui. 

Un'altra posizione, si realizza quando l’uomo si alza sulle ginocchia e la donna sdraiata sul dorso, poggia i piedi contro il busto del compagno. L’uomo s’inclina in avanti per comprimere le cosce della donna contro il seno. Per concludere, la posizione della tigre. L’uomo sta sulle ginocchia. La donna, coricata sulla schiena, solleva le gambe poggiandole una sulla spalla dell’uomo e l’altra sul suo avambraccio opposto. Il compagno le solleva le natiche: Per aumentare il piacere, la donna terrà le cosce più unite possibile. 
http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/58889620/kamasutra-per-il-punto-g
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
 
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
 
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
 
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
 
post/5-card. Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
 
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
 
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
 
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
 
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
 
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
 
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
 
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
 
post/13-Test: Equilibrismi d'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
 
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
 
post/15-Quando l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
 
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html
 
post/17-Gay ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html
 
post/18-Sette regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html
 
post/19-L’amore è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html
 
post/20-Mi eccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html
 
post/21-Cosa non fare dopo una serata di passione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630733.html
 
post/22-Sesso, crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html
 
post/23-Sesso, chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html
 
post/24-Ricerca: ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html
 
post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
 
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
 
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
 
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
 
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
 
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
 
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
 
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
 
post/33-Sesso: ‘flop’per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 
post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html
 
post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
 
post/36-Sesso:1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html
 
post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perché traditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html
 
post/38-Divisi anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html
 
post/39-Erezione difficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html
 
 

Un poker di assi


17 gennaio 2013   Monti punta tutto sull’estero (e finirà a quel ministero?)
Raffaella Cascioli
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139549/monti_punta_tutto_sullestero_e_finira_a_quel_ministero
 
Romano Prodi, presidente della Repubblica; 

Pier Luigi Bersani, presidente del Consiglio dei Ministri; 

Mario Monti, presidente del Consiglio UE; 

Mario Draghi, presidente della BCE: 

gli uomini giusti ai posti giusti. Davvero un poker di assi!
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 17/1/2013 alle 2:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE/22 – Ricchezza, Imposte, Contributi ed Evasione

 
Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale

Avvicinandosi la scadenza elettorale del 24 e 25 febbraio, i giornali stanno sfornando a più non posso analisi economiche relative ai conti pubblici. Per non rischiare di rimanere vittime della solita disinformazione interessata ad opera dei media controllati dai ricchi, fornisco i dati salienti relativi alla ricchezza, alle imposte (Irpef e indirette), ai contributi sociali ed all’evasione fiscale.
NB: Prego segnalare eventuali dati erronei.
 
Ricchezza
L’Italia ha il 4,7% della ricchezza mondiale, il 3% del PIL e meno dell’1% della popolazione. [1]
“Nel 2007, prima della recessione globale, l’Italia presentava il PIL pro capite più basso tra i paesi del G7, pari al 69 per cento di quello degli Stati Uniti, ma la ricchezza pro capite delle famiglie italiane era l’88 per cento di quella delle famiglie statunitensi, un valore superiore a quello osservato in Francia, Germania, Giappone e Canada”. [2]
“Alla fine del 2011 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e 350 mila euro in media per famiglia”. Il 10% più ricco delle famiglie possedeva il 45,9% della ricchezza netta complessiva. [1]
Evasione
Secondo la Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a circa 120 mld l’anno. [3]
Irpef:
• i redditi complessivi ai fini Irpef sono stati (2006) circa 741 miliardi; di questi, 422 mld sono stati dichiarati dai contribuenti con un reddito prevalente da lavoro dipendente, 246 mld da quelli con reddito prevalente da pensione e 72 mld da quelli per i quali prevale una attività economica. Pensionati e lavoratori dipendenti hanno dichiarato il 91,5% dei redditi complessivi ai fini Irpef;
• l'Irpef netta ammontava a 146 mld, comprese le addizionali comunali e regionali; i lavoratori dipendenti ne hanno pagati 88,5, i pensionati 44,5; per differenza, appena 13 mld sono stati pagati dagli indipendenti; cioè l'Irpef è pagata per il 60,6% dai dipendenti, per il 30,4% dai pensionati e per il 9% da imprenditori e autonomi.
I contributi sociali ammontavano a 189 mld, di cui 165 mld (87,3%) versati dai lavoratori dipendenti e 23 mld (12,1%) dagli indipendenti.
La somma del gettito di Irpef e dei contributi è di 344 mld: i lavoratori dipendenti hanno pagato 263,5 mld (76,5%), gli indipendenti 36 mld (10,4%) e i pensionati (che ovviamente non versano contributi) hanno pagato solo l'Irpef e quindi 44,5 mld (12,9%).
Le imposte indirette: i 10,8 milioni di famiglie con a capo un lavoratore dipendente nel 2006 hanno consumato 275,7 mld, i 9,23 milioni di famiglie con a capo un pensionato o ritirato dal lavoro 179 mld e i 2,8 milioni di famiglie con a capo un imprenditore o un lavoratore autonomo 86 mld. Proporzionalmente a questa suddivisione dei consumi, si può stimare che le imposte siano così distribuite: lavoratori dipendenti 81,6 mld, pensionati 52,8 mld, imprenditori e autonomi 25,6 miliardi.
Il prelievo complessivo (Irpef, contributi e imposte indirette) era pari, in totale, a 504 mld, così suddiviso: lavoratori dipendenti 345 mld; pensionati 97,3 mld; lavoratori indipendenti 61,6 mld; vale a dire che lavoratori e pensionati pagavano circa il 90% delle imposte. Ma, secondo l'Istat, i redditi da lavoro dipendente lordi erano invece soltanto il 60% dei redditi primari, mentre il margine operativo netto, cioè l'altro reddito primario da cui originano tutti i redditi da capitale (gli interessi, le rendite, i dividendi e gli utili) era il 40% dei redditi primari. Con una tassazione proporzionale il gettito dovrebbe rispecchiare queste proporzioni; per il dettato costituzionale, che invece prevede la progressività, i redditi da capitale (concentrati nel 12,3% delle famiglie) dovrebbero pagare oltre il 50% delle imposte.

[1] Banca d’Italia, “La ricchezza delle famiglie italiane”, 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
[2] Lezione Magistrale del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi - Ancona, 5 novembre 2010   
http://www.lastampa.it/_web/download/pdf/draghi_51110_ancona.pdf (se il link non è attivo, cliccare qui sotto)
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/draghi_5nov10/draghi_51110_ancona.pdf
[3] Commissione Anagrafe tributaria- Indagine conoscitiva sull'anagrafe tributaria nel contrasto all'evasione fiscale
http://www.camera.it/647?shadow_organo_parlamentare=1540
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=bollettini&tipoDoc=pdf&idlegislatura=16&anno=2012&mese=12&giorno=20&file=leg.16.bol0759.data20121220.com31

 

Post e articoli collegati:

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/17/lammuina_dei_poveri_e_legoismo.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
Analisi quali-quantitative/5/Distribuzione della ricchezza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/11/18/analisi_qualiquantitative_5_di.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html
Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
 

Tutto quello che non ci dicono sui soldi pubblici. Prelevati 11.860 euro da ogni italiano nel 2010
http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_12/Bilancio-dello-Stato-analisi-Taino_95a779a6-5cfd-11e2-bd70-6c313080309b.shtml
Con il Cavaliere il più alto aumento di tasse
http://www.repubblica.it/economia/2013/01/13/news/con_il_cavaliere_il_pi_alto_aumento_di_tasse-50425513/ 

Uomo, under 44 e rentier: ecco il profilo dell’evasore medio
Francesca D’Angelo 
10/03/2014
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/e9ca1dbde8a5f306e6fa6b6915f6ed1e/87317

Piccola appendice. 

Infine, rammento:
LE CIFRE DELLE MANOVRE: Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti di risanamento recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l’equità e l’immagine è anche peggio.
Cfr. Il lavoro‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
 
PENSIONI. Dal 1992, sono state varate 8 riforme pensionistiche (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011). Le ultime 4 riforme: Damiano (2007), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di mld. Il totale della spesa pensionistica è al lordo di 40 mld di Irpef (che è una partita di giro) e del TFR. La spesa pensionistica italiana, a differenza degli altri Paesi, include l'assistenza. MISURE. I 330 mld di manovre correttive da inizio legislatura (fonte "Sole-24 ore") sono stati addossati in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (taglio spesa sociale), ora dovrebbe toccare ai ricchi (10% delle famiglie che possiede il 45,9% della ricchezza totale) sia a mezzo di un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota con franchigia di almeno 800 mila €, sia con un prestito forzoso per ridurre celermente l'enorme debito pubblico e gli ingenti interessi passivi.  
 
 

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