.
Annunci online

Come ‘bastonare’ volentieri due iperliberisti sul cuneo fiscale

 
Descrizione: Carlo Stagnaro
Descrizione: Alberto Saravalle
CarloStagnaro e Alberto Saravalle
Diatribe in famiglia tra Renzi e Fassina: come tagliare il cuneo e vivere felici
Pubblicato:28/10/2013 17:19
http://www.huffingtonpost.it/carlo-stagnaro/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238.html
 
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
1) “Stanti i vincoli di finanza pubblica, questi 20 miliardi di euro devono essere trovati attraverso equivalenti tagli di spesa (o aumenti di altre imposte, ma per ovvie ragioni non prendiamo in considerazione questa ipotesi)”.

Che delicatezza. Quali sarebbero queste ovvie ragioni? Meglio esplicitarle e motivarle bene, perché uno può subito pensar male e ritenere che lo facciate perché pagati dai ricchi (vedi appresso).

2) “La spesa pubblica italiana valeva nel 2011 (ultimo anno disponibile su Eurostat) il 49,9% del Pil, contro una media Ue27 pari al 49% e un livello pari al 45% in Germania (il paese con cui appare più ovvio confrontarci)”.

Errore doppio (voluto?). Perché la Germania e non la Francia o la media UE27? Stante, poi, l’enorme debito pubblico e i correlati, ingentissimi interessi passivi (86 mld nel 2012, pari al 5,5% del PIL), è più utile (per non dire necessario), per confrontare dati il più possibile ‘omogenei’, comparare la spesa primaria (al netto degli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, sono da 20 anni la causa della crescita del debito pubblico). 

(continua/1)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935378.html
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
(segue/2)

Fatto questo, si ricava che la spesa pubblica primaria italiana: a) non è elevata; b) è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
Infine, riporto un passo dell’analisi RGS linkata sotto: “D’altro canto, considerando la spesa primaria (vedi figura II), pari al 45,9% del PIL nel 2010 e al 45,1% del PIL nel 2011 (sedicesimo posto nella graduatoria crescente per entrambi gli anni), si osserva un miglioramento relativo della situazione italiana in ragione dell’elevato peso rappresentato dagli interessi passivi”.

(continua/2)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935233.html
 
Vincesko
36 Fan
00:49 su 29/10/2013
(segue/3)

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
UE27 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,2 +5,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
UE27 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

(continua/3)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935093.html
 
Vincesko
36 Fan
00:48) su 29/10/2013
(segue/4)

3) “Quindi, lo spazio per una riduzione della spesa c'è, eccome”.

Falso per la spesa primaria (che, ripeto, va rimodulata); vero per gli interessi passivi (v. appresso).

4) “La cosa più ragionevole è partire da quei capitoli di spesa nei quali l'Italia si discosta maggiormente dai paesi partner: pensioni e interessi”.

Falso per la prima voce; vero per la seconda. In dettaglio per le pensioni: Il nostro sistema pensionistico, dopo le 8 riforme dal 1992, valutato al 2060: a) è in equilibrio; b) le riforme varate produrranno risparmi pensionistici crescenti (soprattutto a partire dal 2020) per centinaia di mld (300 mld secondo la RGS) e c) per la severità è (quasi) benchmark in UE27.
L'equilibrio del sistema pensionistico, la severità (arriveremo ai 67 anni della pensione ordinaria prima della Germania) e gli ingenti risparmi di centinaia di mld sono dovuti alle ultime 4 riforme: Prodi-Damiano, 2007 (con effetti soprattutto dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2010 (con effetti dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2011, con effetti dal 2012; e Monti-Fornero, 2011 (che ha esteso il metodo contributivo a tutti), con effetti dal 2012, ma segnatamente dal 2020.

(continua/4)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934951.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47 su 29/10/2013
5) “Il servizio al debito porta via 4,4 punti di Pil (2,6 in Germania)”.

Falso, l’incidenza percentuale degli interessi passivi sul PIL è pari al 5% nel 2011 e al 5,5% nel 2012.

6) “Sul fronte pensionistico, dunque, occorre mettere nel mirino le pensioni di importo relativamente elevato e ricalcolarle secondo il metodo contributivo. Gli ottimisti dicono che si possono ricuperare 1-2 punti di Pil; i pessimisti circa 1 miliardo di euro. Sembra verosimile una stima conservativa di 5 miliardi di euro (senza negare le difficoltà legali dell'operazione, date le precedenti decisioni della Corte costituzionale su questioni analoghe)”.

Vero ed: a) ci sono i modi per farlo (sono state già presentate proposte di legge formulate in modo da evitare la mannaia della Corte Cost.); e b) i 5 mld sono sottostimati. 
AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html

(continua/5)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934746.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47) su 29/10/2013
(segue/6)

7) “Per quanto riguarda il servizio al debito, ci sono poche alternative all'apertura di un'ampia stagione di privatizzazioni in mano al Tesoro”.

Falso a metà. Perché voi iperliberisti indicate soltanto le privatizzazioni? Sarebbe necessario pensare ad un mix di misure.
In recessione, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; e b) non ricada esclusivamente sui ricchi, gli unici che hanno ora i soldi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente 3:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;

(continua/6)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934540.html
 
Vincesko
36 Fan
00:45) su 29/10/2013
(segue/7)

2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita;
3. varando (come hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la meta del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld), per un ammontare di 150-200 mld.
La maggioranza delle proposte dei ricchi (e dei loro utili idioti ben retribuiti e non) è per l’opzione 2; io sono per la terza opzione, la più equa ed efficace dopo ben 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura molto iniquamente distribuite, ma non bisognerebbe dividersi tra i “poveri” e fare ammuina.
“Piano taglia-debito per la crescita”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html

(Fine/7)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934264.html
 
*** 
Vincesko
36 Fan
11:42 su 29/10/2013
Promemoria per reperire risorse:

Fabrizio Saccomanni: "Tasseremo i capitali in Svizzera. Un saldo per chiudere il passato"
L'Huffington Post | Pubblicato: 28/07/2013 11:20 CEST | Aggiornato: 28/07/2013 12:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/07/28/fabrizio-saccomanni-tasseremo-capitali_n_3666016.html?utm_hp_ref=italy

Riporto il mio commento in calce all’articolo:
“Per ragguagliare sugli ammontari in gioco, traggo dal mio post “Pro-memoria delle misure anticrisi”, nota 5:
“[…] Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguire le orme tedesche e ora austriache. Alle casse statali non farebbe che bene”. di Vittorio Da Rold - http://24o.it/Hywx4
“Promemoria delle misure anti-crisi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html

(continua/1)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296006081.html
 
Vincesko
36 Fan
11:37 su 29/10/2013
(segue/2)

Inoltre, rammento che, oltre ai capitali esportati illegalmente in Svizzera, rimane da affrontare anche quello del recupero dell’IVA sui capitali “scudati”.
Traggo dal mio post “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”
IVA sui capitali “scudati”.
Il terzo misfatto riguarda i capitali “scudati”, che, per volere del governo Berlusconi-Tremonti, poterono rientrare in Italia pagando appena il 5%. Il governo Monti, facendo un grazioso regalo ai ricchi evasori, ha varato una norma apposita per impedire il recupero dell’IVA su tali capitali.
Ho ricavato questa notizia, che anche io ignoravo del tutto, dall’ultima newsletter (la n. 47 del maggio 2013) dell’europarlamentare dell’IDV Niccolò Rinaldi (la sottolineatura è mia): 
2. La vera battaglia dell'Europa: contro la grande evasione […]”.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

(Fine/2)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296005716.html
 
 
 

Dialogo sui capitali esportati in Svizzera, il debito pubblico ed altro

 

Riporto una discussione sui capitali esportati illegalmente in Svizzera (tornati d’attualità dopo le recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, su un nuovo “scudo fiscale” sui capitali illegalmente esportati [*]), svoltasi nel mese di luglio scorso su Huffington Post.

Fabrizio Saccomanni: "Tasseremo i capitali in Svizzera. Un saldo per chiudere il passato"
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 28/07/201311:20 CEST  |  Aggiornato: 28/07/2013 12:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/07/28/fabrizio-saccomanni-tasseremo-capitali_n_3666016.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Vincesko
36 Fan
14:53 su 28/07/2013
Per ragguagliare sugli ammontari in gioco, traggo dal mio post “Pro-memoria delle misure anticrisi”, nota 5:

“[…] Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguire le orme tedesche e ora austriache. Alle casse statali non farebbe che bene”. di Vittorio Da Rold - http://24o.it/Hywx4

(continua)
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
15:00 su 28/07/2013
PS: 
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
14:53 su 28/07/2013
(segue)

Inoltre, rammento al ministro Saccomanni che, oltre ai capitali esportati illegalmente in Svizzera, rimane da affrontare anche quello del recupero dell’IVA sui capitali “scudati”.

Traggo dal mio post “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

"IVA sui capitali “scudati”.
Il terzo misfatto riguarda i capitali “scudati”, che, per volere del governo Berlusconi-Tremonti, poterono rientrare in Italia pagando appena il 5%. Il governo Monti, facendo un grazioso regalo ai ricchi evasori, ha varato una norma apposita per impedire il recupero dell’IVA su tali capitali.
Ho ricavato questa notizia, che anche io ignoravo del tutto, dall’ultima newsletter (la n. 47 del maggio 2013) dell’europarlamentare dell’IDV Niccolò Rinaldi (la sottolineatura è mia): 
2. La vera battaglia dell'Europa: contro la grande evasione […]".
Permalink  
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan 
17:31 su 28/07/2013
Questa non la sapevo! Avevo considerato il 5% un insulto ma pure il regalo sull' IVA noooo.
 
***
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan 
15:08 su 28/07/2013
Per ragionare in questo modo devono proprio essere con l' acqua alla gola.
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
16:05 su 28/07/2013
Commento incomprensibile. Provo a farti capire.
1. Al limite, noi, non loro, che sono semplicemente i nostri amministratori.
2. Dopo ben 330 mld di manovre finanziarie correttive della scorsa legislatura,distribuiti in modo molto iniquo, i conti pubblici stanno molto meglio di 2 anni fa.
3. Ora, per fare le cose necessarie (in particolare, finanziare la crescita e gli ammortizzatori sociali anti-crisi, incluso un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità per dare un alloggio ad affitto sociale, che fa la differenza tra la sostenibilità economica pur con un piccolo reddito e la povertà), occorrono ovviamente risorse finanziarie. Da prendere - per forza e per equità - dagli unici che ora le hanno: i ricchi (grosso modo la metà del decile più ricco, vale a dire il 5% degli Italiani), il che per giunta non avrebbe un effetto recessivo, da evitare assolutamente. La strada obbligata, allora, non può che essere, tra l’altro: a) un'imposta patrimoniale ordinaria con franchigia di almeno 800 mila €; b) entrate straordinarie/ordinarie appunto sui capitali esportati illegalmente; e c) un prestito forzoso di almeno 150 mld, per ridurre celermente l'enorme debito pubblico (anche per l’obbligo del fiscal compact) ed i correlati ingenti interessi passivi. Il miliardario SB finora vi si è opposto strenuamente, influenzando i maitre a penser, utili idioti dei ricchi, che ora propongono (quasi) esclusivamente la vendita di cespiti pubblici, incluso il ministro Saccomanni, che però li vorrebbe usare come collaterali (garanzia).
Meglio non contribuire all’ammuina, che favorisce soltanto i ricchi.
Permalink
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
Vincent60
Leggo, scrivo, cerco di capire.
69 Fan
17:29 su 28/07/2013
Ragionamento ineccepibile anche se l' aumento del debito pubblico non mi fare stare molto tranquillo. Comunque intendevo dire che con la pressione fiscale ai nostri livelli la tassazione di questi intoccabili (si spera ormai per poco) è diventata una necessità. L ' avessero fatto prima....
Permalink  
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
19:41 su 28/07/2013
Mi scusi l'ardire , ma ... Dopo ben 330 mld di manovre finanziarie correttive della scorsa legislatura, distribuiti in modo molto iniquo, i conti pubblici stanno molto meglio di 2 anni fa.....dove lo ha letto?
Sa, su HP se ne leggono di tutti i colori e questo potrebbe essermi sfuggito....
Permalink  
 
Superutente di HuffPost
rinaieskj
60 Fan
20:58 su 28/07/2013
Beh, in effetti se ti è sfuggita la notizia data da tutti i media compreso Topolino dell'uscita dall'Italia dalla procedura d'infrazione della Commissione Europea, può esserti anche sfuggito qualcosa scritto dall HP.
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
21:22 su 28/07/2013
Invece a lei è sfuggito il fatto che, dopo il "risanamento", il debito pubblico è salito da 126 a 131!
Permalink  
 
Superutente di HuffPost
rinaieskj
60 Fan
23:24 su 28/07/2013
Che mi sia sfuggito lo dice lei (se lo preferisce al tu). Così come che questo dato significhi che ia cifra oggetto della discussione del post non sia servito a rimettere a posto certi dati fondamentali dell'italia. Evidentemente anche la commissione europea ha sottovalutato il dato del debito pubblico e si affretterà a chiedere chiarimenti alla sua sapienza.
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
23:51 su 28/07/2013
Deduco che:
1. anche tu, come milioni di altri creduloni, sei stato vittima del sistema paramafioso di DISINFORMAZIONE berlusconiana-tremontiana-sacconiana (se ti può consolare, incredibile ma vero, assieme persino a docenti universitari di Economia o frequentatori abituali di blog economici);
2. non sei stato (?) una delle vittime delle manovre, almeno di quelle berlusconiane;
3. sei molto distratto (ma nessuna distrazione, direbbe Freud, è casuale)

Riporto i dati e le fonti, già allegate qui almeno una decina di volte e che peraltro sono incluse anche in una delle note dei 2 post linkati più sotto:

Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld; 
Totale 329,5 mld.

(continua)
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
23:52 su 28/07/2013
(segue)

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
08:22 su 29/07/2013
Ecco come si fa a leggere i ...numeri.
Il debito pubblico è salito in poco più di due anni da 126 a 130. Lei lo chiama risanamento....
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
10:02 su 29/07/2013
Vedo che qualunque sia la risposta del tuo interlocutore, hai una reazione istintiva, predeterminata, un po' paranoica.[*]
Non ti conosco molto, ma mi sembra che le tue convinzioni paranoiche riguardino preferibilmente il “comunismo”, l’IMU, il debito pubblico. Osservo:
1) Il debito pubblico è soltanto una delle variabili macroeconomiche;
2) il suo aumento era ampiamente previsto;
3) uno dei fattori del suo aumento è il contributo dell’Italia al salvataggio dei Paesi dell’Eurozona (45 mld nel 2012), citato dal ministro Saccomanni nella sua intervista;
4) la sua riduzione – in valore assoluto e/o relativa, in rapporto al PIL – sul versante “interno”, può essere attuata almeno in 3 modi: 1) gradualmente in un arco temporale ampio, facendo sì che la spesa pubblica aumenti meno del PIL; 2) mettendolo in comune a livello UE e per questo pagando un tasso d’interesse più basso; 3) celermente, attraverso un prestito forzoso (di almeno 150 mld, ipotesi Fitoussi) su una platea selezionata e/o la vendita di cespiti pubblici e/o l’utilizzo di questi come garanzia (ipotesi Saccomanni ed altri);
5) il giudizio della Commissione Europea sul debito pubblico italiano, nel suo ultimo rapporto, è favorevole, sia nel breve che nel lungo termine, e comparativamente migliore di quello di altri Paesi che pagano tassi inferiori (cfr.http://keynesblog.com/2012/12/20/il-debito-italiano-e-sostenibile-mai-rischiato-il-fallimento/ ). 

[*] http://it.wikipedia.org/wiki/Paranoia
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
11:16 su 29/07/2013
Tutto giusto, tutto bello ma la sostanza non cambia; se non si inverte e anche violentemente il PIL, pensare ad un prestito per pagare un altro prestito è pura follia.
Se la sua banca le chiede un piano di rientro, lei lo fa chiedendo un prestito ad un'altra banca?
E il PIL NON si inverte aumentando tasse e IVA, mettendo l'IMU senza diminuire DRASTICAMENTE le spese improduttive dello stato.
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
12:30 su 29/07/2013
Sei un caso disperato. 
1. Se non ho come ripagare un debito, o faccio default o, se posso, chiedo un altro prestito. Tertium non datur.
2. Visto che non lo hai capito, il prestito forzoso su una platea selezionata (i ricchi): a) sarebbe ad un tasso sensibilmente più vantaggioso per lo Stato, che quindi risparmierebbe sugli interessi, che, come insegna la Banca d’Italia, ora sono l’unica determinante del debito (posto che il deficit è basso e sotto controllo); e b) poiché è sui (relativamente pochi) ricchi, non avrebbe effetti recessivi.
3. Per far crescere il PIL, occorrono necessariamente risorse, che si possono ricavare o – gradualmente - da una minore spesa pubblica (inclusi gli interessi passivi), già abbondantemente tagliata (vedi ad es. i notevoli risparmi pensionistici, quantificati dalla RGS in 300 mld tra il 2020 e il 2060) o – celermente - da maggiori tasse sui ricchi.
4. Sia l’IMU che l’IVA sono state decisioni del governo Berlusconi (cfr. post già allegato sulle CIFRE). Il governo Monti le ha rese più eque.
5. Gli effetti recessivi sul PIL hanno avuto come determinante principale e preponderante le manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi nella scorsa legislatura (267 mld su 330, cfr. post citato).
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
14:26 su 29/07/2013
Quello che lei si ostina a non capire che lo stato italiano NON DEVE chiedere nulla; deve RISPARMIARE, visto che poi i debiti li farebbe pagare a noi con altri aumenti di tasse, a cominciar dai costi standard che ci darebbero SUBITO almeno 30 Mld. 
Il resto segue a ruota....
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
21:15 su 29/07/2013
Con me, per i costi std, sfondi una porta aperta (ho scritto questo lungo post sul tema http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html), ma è più facile a dirsi che a farsi; neppure il tosto Enrico Bondi è riuscito nell'impresa. Meglio chiedere i soldi ai ricchi, non appena verrà defenestrato SB. Ma occorre non fare ammuina, che favorisce solo i ricchi.
Permalink Descrizione: foto
 
Superutente di HuffPost
Nanni Nanni
22 Fan
21:55 su 29/07/2013
Certo, più facile farli tirare fuori dal Nord piuttosto che dal Sud il quale continua a sperperare e far debiti; io NON sono assolutamente d'accordo anche e soprattutto perché, con tutta probabilità, verrei considerato "ricco" solamente per aver lavorato bene per tutta la vita, accumulato e non sperperato e, soprattutto, continuato a produrre e costruire cose che coloro i quali mi considerano ricco non sono stati capaci di fare.
Troppo comodo, mio caro, fare le cicale e poi prendersela con le formiche; se fossimo stati TUTTI molto più formiche ora non saremmo in questa situazione.
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
VincentPastura
84 Fan
10:22 su 29/07/2013
Andrebbe anche fatto presente ai "maghi" che postano su HP, che 
1. l'aumento del debito pubblico non si ferma dall'oggi al domani, ci vorranno anni prima di invertirne il senso

2. Prodi (PD) riuscì a non a farlo aumentare la crescita del debito, anche grazie alle misure adotttate dall'odiato Visco

Se gli Italiani avessero messo Prodi in condizione di finire il mandato ora non saremmo qui nelle condizioni in cui ci troviamo. Ma tra Prodi e Berlusconi gli Italiani hanno scelto il venditore di balle. Non dimentichiamocelo questo.
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
10:41 su 29/07/2013
Giusto. E sono (quasi) sicuro che Nanni Nanni, che ora si lamenta paranoicamente del debito pubblico, è uno di quelli che hanno scelto il venditore di balle.
Permalink  
 
Vincesko
36 Fan
10:46 su 29/07/2013
PS: 
“Chi ha fatto il debito pubblico? Oscar Giannino smonta la teoria della "Prima Repubblica"
# Governo Berlusconi I: 330 milioni al giorno di debito
# Governo Berlusconi IV: 207 milioni al giorno
# Governo Prodi: 96 milioni al giorno
# Governo D'Alema: 76 milioni al giorno
Quindi il serial killer dell'economia italiana ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi”.
“AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html
Permalink  
Descrizione: foto

Superutente di HuffPost
VincentPastura
84 Fan
11:22 su 29/07/2013
Sotto Berlusconi il debito è passato da 1500 a 2000 miliardi, questa in parole povere è la tragica verità. Il conto da pagare dal venditore di tappeti è tragico, ingiusto e drammatico, lasciato in eredità a tutti - inclusi, sopratutto, chi non lo ha mai votato.
Permalink  
 

[*] Rientro di capitali, il piano del governo Letta per il rimpatrio di 200 miliardi. Autodenuncia e via le sanzioni penali
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 28/10/2013 08:47 CET  |  Aggiornato: 28/10/2013 08:53 CET
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/28/rientro-capitali-piano-governo-letta_n_4168987.html 

Dialogo n. 1 e n. 2 sul periodo ipotetico

 
Dialogo n. 1

Descrizione: Alessandro De Angelis
Alessandro De Angelis
Decadenza Berlusconi, frana l'ipotesi della grazia. Alfano lancia un avvertimento al Pd in vista del voto della giunta
Pubblicato: 03/09/2013 18:27 CEST  |  Aggiornato: 03/09/2013 19:46 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/03/decadenza-berlusconi-alfano_n_3860835.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
eugeniosabatino
non penso mai al futuro.arriva troppo presto
126 Fan
20:26 su 03/09/2013
E' stato fatto un sondaggio dal PD chiedendo agli intervistati se avessero votato ancora il partito se questo avesse votato contro la decadenza di Berlusconi. 
Il risultato ha fatto venire i contorcimenti di pancia a tutto il gruppo dirigente perché si sono avute percentuali al disotto del 5 % ,cioè si sfiora il limite per avere eletti in parlamento.
Altro che i soliti diktat di Schifani e Alfano. Se il PD cede su questo punto scompare dalla scena politica italiana.
Allora i corni del dilemma sono sempre due : 
1 ) si vota per non far decadere Berlusconi ? Il PD scompare.
2 ) si tiene la barra diritta e si dichiara che in uno stato di diritto la legge è uguale per tutti e si vota per la decadenza di Berlusconi? Il PD diventerà il primo partito italiano con una forte maggioranza.
Credo che questi scenari siano ben presenti a chi deve decidere e non credo che gli attuali dirigenti del PD siano così masochisti. ( almeno lo spero)
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
20:42 su 03/09/2013
Segnalo: se avrebbero votato.
Permalink
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
eugeniosabatino
non penso mai al futuro.arriva troppo presto
126 Fan
21:05 su 03/09/2013
Non ricordo bene la grammatica ma,se non erro, il periodo ipotetico vuole : se avesse....
Permalink
 
Anna Maria Herrmann
25 Fan
21:46 su 03/09/2013
non è un periodo ipotetico, "se avrebbero votato " è un futuro. scusare la precisazione please
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
23:53 su 03/09/2013
Certo, è un futuro, ma è soprattutto l'apodosi del periodo ipotetico, che va al condizionale:
“se il PD avesse votato contro la decadenza di Berlusconi” = condizione (detta ‘protasi’), che va al congiuntivo imperfetto o trapassato, come in questo caso, o all’indicativo;
“essi avrebbero votato contro” = reggente o apodosi, che va al condizionale (quando per la protasi si usa il congiuntivo imperfetto o trapassato, come in questo caso) o all’indicativo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_ipotetico

PS: rammento ancora quella volta, molti anni fa, alla Scuola Media, una supplente d'italiano per quell'ora andò alla lavagna e scrisse: “Quando egli lasciò la casa non sapeva se vi sarebbe ritornato” e chiese se era corretto. Fui l’unico a rispondere correttamente “sì”, era un futuro e non un periodo ipotetico, ma confesso che c’ero arrivato solo in forza della logica: infatti, non si sarebbe mai potuto scrivere che “egli non sapeva se (egli stesso) vi fosse ritornato”. 
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/decadenza-berlusconi-alfano_n_3860835_281936459.html
 
 
********
 
 
Dialogo n. 2

Descrizione: Alessandro De Angelis
Alessandro De Angelis
Decadenza Silvio Berlusconi, anche Giorgio Napolitano potrebbe parlare in tv se il Cav attacca col suo video
Pubblicato: 05/09/2013 16:26 CEST  |  Aggiornato: 05/09/2013 19:20 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/05/decadenza-silvio-berlusconi_n_3873435.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Vincesko
36 Fan
18:32 su 05/09/2013
"anche Giorgio Napolitano potrebbe parlare in tv se il Cav attacca col suo video"

Segnalo che, essendo un periodo ipotetico, se la prima parte della frase (apodosi) è al condizionale, la seconda (protasi) deve essere al congiuntivo imperfetto. Altrimenti, si usa per entrambe l'indicativo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_ipotetico
Permalink  
 
Descrizione: foto
Ronny Spagnolo
47 Fan
18:38 su 05/09/2013
Il congiuntivo è proprio una battaglia persa in questo paese..
Permalink
 
Descrizione: foto
Renato Vianello
2 Fan
18:56 su 05/09/2013
Specie con i giornalisti. ...
Permalink
 
GTEX
16 Fan
18:58 su 05/09/2013
Come il lui al posto di egli e lei al posto di ella.
Permalink  
Descrizione: foto

Ronny Spagnolo
47 Fan
19:02 su 05/09/2013
Si ma per lo meno il "lui" e "lei" sono accettabili nel linguaggio parlato. Il mancato congiuntivo è proprio cacofonico: non si può ascoltare. 
Permalink
 
KDURMONT
8 Fan
19:00 su 05/09/2013
Deve considerarsi una "congiuntivite" congenita per i gentili commentatori "seriali"
Permalink
 
Descrizione: foto
zurichangela
22 Fan
19:02 su 05/09/2013
non me ne frega niente del congiuntivo, tanto più se "imperfetto", basta che Napolitano PARLI e RISPONDA per le rime
Permalink
Descrizione: foto

WittgensteinL
17 Fan
19:09 su 05/09/2013
no, la frase si regge perfettamente. Il periodo ipotetico prevede molte sfumature, che si possono rendere combinando i tre modi verbali
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
23:11 su 05/09/2013
Caro filosofo, perbacco, ci stai senza volerlo dicendo che non conosci le regole del periodo ipotetico?
Allora, anziché... filosofeggiare, perché (assieme a colui che ha cliccato su 'preferito') non fai uno sforzo, vinci la tua ritrosia e leggi con congrua attenzione la voce Wikipedia che ho allegato o qualunque altra sull'argomento?
Anzi, onde evitare di menarla per le lunghe, come capita sempre con i... filosofi, ne riporto il paragrafo relativo all'uso corretto:

"Uso dei modi in lingua italiana  
La protasi è all'indicativo quando il periodo ipotetico è "della realtà", è al congiuntivo imperfetto quando il periodo ipotetico è "della possibilità", è al congiuntivo imperfetto o trapassato quando il periodo ipotetico è "dell'irrealtà". In italiano, essa è introdotto dalla congiunzione se, oppure da altre congiunzione e da locuzioni come qualora, a condizione che ecc.
L'apodosi è all'indicativo o all'imperativo quando il periodo ipotetico è della realtà, è al condizionale quando il periodo ipotetico è della possibilità o dell'irrealtà".
Permalink  
Descrizione: foto

WittgensteinL
17 Fan
22:17 su 08/09/2013
povero vincesko, sei stato sfortunato! La prossima volta troverai un interlocutore par tuo, con una cultura linguistica da scuola elementare!
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
23:07 su 08/09/2013
Sfortunato? Per così poco? Mi è capitato già un migliaio di volte di dover 'bastonare' asini matricolati incapaci di ammettere virilmente la propria ignoranza.
Permalink  
Descrizione: foto

Phoenicius
348 Fan
19:29 su 05/09/2013
Ha scritto in italiano pensando in inglese (loro sono molto più tolleranti)
Permalink
 
 
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. dialogo periodo ipotetico protasi apodosi

permalink | inviato da magnagrecia il 28/10/2013 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo sulle due Michelle


Descrizione: Beatrice Rutiloni
Beatrice Rutiloni
Giornalista
Bonev e Hunziker, le due Michelle
Pubblicato: 18/10/2013 17:01
http://www.huffingtonpost.it/beatrice-rutiloni/bonev-e-hunziker-le-due-michelle_b_4122646.html
 
 
Vincesko
35 Fan
21:35 su 18/10/2013
Faccio 3 osservazioni:
1. Concordo su Michelle Hunziker, donna intelligente. E’ un problema di educazione familiare: post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
2. Ho letto solo il primo ‘post’ di Michelle Bonev, nel suo blog, con le sue “confessioni”: a parte il contenuto, come è rilevatonell’articolo, dal quale emerge nettamente la stridente contraddizione di una peccatrice che fa la fustigatrice dei costumi, giocando per giunta sulla mozione dei sentimenti e la stigmatizzazione delle disuguaglianze, ho notato che l’italiano di Michelle Bonev, tranne qualche virgola di troppo, è così perfetto da giustificare il sospetto che ella sia stata aiutata per costruire ad arte – come è stato adombrato da qualcuno - un piano di estorsione, più che di vendetta.
3. La Bonev, oltre che lamentare (= manifestare dispiacere, segnalare, denunciare qualcosa di negativo) “di essere stata abbandonata dal sovrano”, non fa che lamentarsi (= 
• 1 Emettere gemiti e lamenti per un dolore fisico o morale;
• 2 Esprimere il proprio disappunto, protestare, lagnarsi, spesso con specificazione della causa; esprimere la propria delusione nei confronti di qlcu . 
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/L/lamentare.shtml ).
 
***
 
Descrizione: foto
Marcella Rosignoli
2 Fan
19:31 su 18/10/2013
Vorrei sapere se la giornalista ha partorito, com'è stato il parto e se è tornata al lavoro dopo 4 giorni! Io no, anche se non ero disfatta, ero stanchissima, dovevo abituarmi ad un'altra vita, abiturami a dover accudire un'altro essere vivente dipendente da me (mio marito non poteva stare a casa a badarlo, come vorrebbe la sig.ra giornalista!)... Una volta tanto sdo ragione alle femministe: la iena ridens della televisione (perché oltre che ridere la Hunziker non mi dite che fa altro!) è tornata a un lavoro comodissimo (non si scrive mica lei i commenti e tutto il resto, lei fa la bella statuina che ride), pagatissimo, con stuoli di tate ad accudire l'ennesimo royal baby! Intanto, d'accordo che non è obbligatorio allattare, ma visto che l'allattamento al seno è fondamentale per la salute psichica e fisica dei neonati (e non lo dico io,lo dicono fior di neonatologi!), non è un bell'esempio per tante sciacquette che le andranno dietro. Già le donne vengono discriminate in base alla maternità, vedrete quanti datori di lavoro si lamenteranno (e non solo) perché le loro dipendenti vorranno usufruire delle facilitazioni di legge. Mia nonna (inizio secolo XX) partoriva e tornava nei campi dopo una settimana, ma avesse potuto restare a casa ne sarebbe stata ben contenta!
 
thequanticlad
1 Fan
10:46 su 19/10/2013
Lei, come molti altri commentatori, continua a pretendere che il proprio episodio - o quello della nonna - debbano essere per forza generalizzati all'intero consesso femminile:
- LEI era stanchissima dopo il parto, e ci sta benissimo; la Hunziker non si può sentire fresca come una rosa? Quale diritto si arroga, lei, per affermare il contrario?
- SUA NONNA sarebbe stata volentieri a casa, visto anche il lavoro pesante che le toccava svolgere; la Hunziker, quindi, dovrebbe recitare la parte della mamma affaticata per far piacere a lei? O forse svolge un lavoro "leggero" che le ha consentito di riprendere l'attività immediatamente?
- SUO marito non ha potuto stare a casa a badare al bambino, e ci sta benissimo; lei conosce il marito della Hunziker ed è certa che neppure lui possa farlo?

Le è tanto difficile concedere alle persone l'esercizio del libero arbitrio? Le risulta faticoso ammettere che la Hunziker, dall'alto delle sue possibilità economiche e lavorative - abbia avuto più facoltà di scelta di lei?
La Hunziker - sulla quale la pregherei di sospendere il giudizio personale, ché non ha niente a che vedere col contenuto dell'articolo - ha fatto una serie di scelte PERSONALI in piena libertà e coscienza; non è assolutamente corretto che lei o chiunque altro facciate le pulci alle scelte personali di una donna in un momento estremamente privato della sua vita. (continua)
 
thequanticlad
1 Fan
10:48 su 19/10/2103
(segue) Gli eventuali uomini idioti che si lamenteranno delle loro sottoposte non devono certo essere un cruccio della Hunziker [alla quale lei altrimenti vorrebbe impedire di fare certe scelte solo in quanto personaggio pubblico], e mi lasci dire: le provvisioni di legge in materia di maternità esistono ESATTAMENTE a prevenire questi capricci dei datori di lavoro.
 
Descrizione: foto
Marcella Rosignoli
2 Fan
11:46 su 19/10/2013
Signora mia, lei conosce il mondo del lavoro NORMALE come io conosco de visu l'altra faccia della Luna, mi conceda. La maggioranza delle donne non PUÒ fare appello alla legge, tesoro: si chiama "o mangi questa minestra o salti dalla finestra"!
 
thequanticlad
1 Fan
13:36 su 19/10/2013
La maggioranza delle donne non può fare appello alla legge perché lavora in nero o ha contratti assurdi: lei crede che a questa somma mancanza dello Stato, a quest'ingiustizia che intacca il mondo del lavoro sempre più aggressivamente, debba far fronte una starlette? Suvvia.
 
Vincesko
35 Fan
15:46 su 19/10/2013
Concordo totalmente. Aggiungo che il ruolo "conservatore" della donna, segnatamente in campo educativo - familiare, soprattutto, e scolastico - è, in base alla mia esperienza, in particolare al Sud, forse il principale problema italiano, assieme a quello della Chiesa cattolica. E, quindi, la variabile prioritaria da affrontare per la soluzione degli altri.

Vincesko
35 Fan
13:43 su 25/10/2013
@Marcella Rosignoli
L'epiteto (perché tale è) di "iena ridens" la dice lunga sull'antipatia che Lei nutre verso Michelle Hunziker e quindi sulla scarsa obiettività del Suo giudizio; ovviamente, non per "ridens", ma per "iena", che è una palese esagerazione e perciò, come tutte le esagerazioni, rinvia a motivazioni"sottostanti". Come ho scritto più sotto, io ritengo che MH sia una persona intelligente (oltre che anticonformista per la cultura italiana), almeno a giudicare dalla sua intervista al Corriere che ho linkato più sopra.
 
Descrizione: fotoSuperutente di HuffPost
ulalena
30 Fan
@Marcella Rosignoli
04:54 su 20/10/2013
complimenti per aver trovato una descrizione cosi perfetta per la hunziker..."iena ridens" le sta benissimo perche', come dici, non sa far altro che ridere...oltre a mostrare tanta pelle.

Vincesko
35 Fan
14:28 su 25/10/2013
Dove - cela va sans dire - il "mostrare tanta pelle" gioca un ruolo forse prevalente nel suscitare la Sua antipatia verso MH. Mi permetto di suggerire anche a Lei di leggere il mio 'post'/9 con la sua intervista al Corriere, ove troverà linkati gli 8 post precedenti, che sono sicuro giudicherà utili ed interessanti...
 
Superutente di HuffPost
ulalena
30 Fan
16:28 su 25/10/2013
lo ho letto...patetico a dir poco...e' chiaro che non ha nessun tipo di pudore visto che ancora minorenne pur di "arrivare" era disposta a dar l'impressione di andare con uno molto piu' vecchio di lei (e forse non solo impressione)...predolin se non ricordo male. Comunque e' vuota come una zucca e se non fosse per l'involucro che ha non sarebbe nel mondo dello spettacolo (non che serva avere chissa che intelligenza per far quello che fa lei). Oltretutto ha l'abitudine (da zuccona) di parlare mettendo tutto in categorie e dispensa giudizi...sembra quasi una psicologa fallita. Mi spiace l'articolo non ha fatto altro che confermare il fatto che e' tutta apparenza e poca sostanza. Iena ridens le sta divinamente!
 
Vincesko
35 Fan
22:30 su 25/10/2013
Persino psicologa fallita? Praticamente un mostro.
Ma Lei, con questa evocazione, mi conferma nella mia intuizione. Allora, se Lei vuole avere una dritta sulla presumibile genesi di questa Sua antipatia verso MH, mi permetto di risuggerirLe la lettura attenta degli 8 post, incentrati sulla tesi di Freud.

 
***
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
Salvatore Sotgiu
Diciamo la nostra e ascoltiamo quella degli altri
120 Fan
11:43 su 19/10/2013
Mi sembra una lettura forzata dei fatti, per dimostrare una tesi precostituita.
Le critiche alla Hunziker fanno parte del chiacchiericcio di chi non ha niente da fare, mentre il dicorso della Bonev tocca temi molto seri, oltre ad alcuni aspetti privati di nessun interesse, tipo il fatto se la Pascale sia lesbica o meno.
Ma non si può certo dire che la Bonev sia stata risparmiata dalle critiche, viste le reazioni di tutto il PdL alla trasmissione, a cominciare da Belpietro, che si è messo avanti col lavoro già durante la trasmissione.
Non so quanto la Bonev sia sincera, né se abbia secondi fini, ma dice delle cose che - in qualsiasi paese non assuefatto agli inqualificabili comportamenti di Berlusconi - avrebbero creato uno scandalo politico enorme.
Il padrone di Mediaset, attraverso gli amici che ha messo nella RAI, fa finanziare all'azienda sua concorrente, con i soldi pubblici, un film solo per fare un favore ad un'amica che lo aiutava ad organizzare i suoi festini hard.
Questa cosa avrebbe creato in qualsiasi nazione (forse esclusa la Russia del suo amico Putin) un enorme scandalo.
L'unico rimprovero che si può fare a Santoro non è di fare una trasmissione come quella che ha fatto, ma di continuare a farle in un paese orma assuefatto a questo scandali, tanto che la reazione prevalente è ormai del tipo "Basta con queste storie".
 
Vincesko
35 Fan
16:56 su 19/10/2013
Ovviamente, non è l'unica determinante, ma, nel nostro Paese, c'è un nesso causale tra il ruolo preponderante - checché se ne dica - della donna-madre e/o donna-insegnante e/o donna-elettrice e/o donna-telespettatrice e la soglia elevata di tolleranza degli scandali del mammone SB.
Come piccolo esempio, segnalo che nessuna delle (poche) donne che hanno commentato qui abbia parlato della Bonev, tutte - negativamente - della Hunziker.
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
simonasforza
Mummy 1st of all
187 Fan 
21:32 su 19/10/2013
La Bonev non deve aver avuto un'infanzia e un'adolescenza sereni. Questa è una forte discriminante tra le due donne citate, anche se non può essere un alibi. Entrambe condividono un elemento: essersi avvicinate a un uomo più potente e famoso per emergere. Questo particolare parla da sé. Per il resto trovo il raffronto poco calzante e leggo tra le righe un po' di quella sana puzza sotto il naso che affligge molte donne.
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
simonasforza
Mummy 1st of all
187 Fan
21:47 su 19/10/2013
intendevo dire "malsana" puzza sotto il naso.

Vincesko
35 Fan
13:28 su 25/10/2013
No, cara Simona, per il meccanismo del lapsus freudiano, io penso tu intendessi proprio "sana", perché stavi parlando di te stessa e del tuo atteggiamento critico nei riguardi e del comportamento di Michelle Hunziker e, di conseguenza, delle tesi dell'autrice dell'articolo. Cordialmente,
V.
 
evergreen937
20 Fan
23:23 su 19/10/2013
Sana o malsana, sempre puzza rimane e mi pare che dall'articolo ne emani abbastanza, posso dire di stampo conformistico?
 
Descrizione: foto
Superutente di HuffPost
simonasforza
Mummy 1st of all
187 Fan
10:21 su 20/10/2013
esattamente..
 
Vincesko
35 Fan
00:32 su 24/10/2013
Nient'affatto, un articolo che non è critico (anzi) verso una donna che, appena 4 giorni dopo il parto, torna al lavoro lasciando alle cure di altri il proprio bambino, mi sembra, per l'Italia, molto anticonformistico. La riprova è nelle critiche della totalità delle commentatrici.

Per quanto riguarda le critiche alla Bonev, non c'entra nulla il conformismo, come qualcuno ventila: esse sono meritatissime da parte di un'ipocrita che fa la moralista ed è per giunta mossa forse da intenti ricattatori.
  
evergreen937
20 Fan
21:41 su 24/10/2013
Bene. E' il suo punto di vista che io rispetto, ma non condivido.
Cordialita'
 
Vincesko
35 Fan
13:22 su 25/10/2013
No, mi spiace, tutti i punti di vista sono soggettivi: la differenza risiede nel fatto se siano o non corroborati da dati fattuali e/o da prove logiche, per cui, ripeto: a) l'atteggiamento della Hunziker non è conforme alla cultura italiana, quindi è anticonformistico, e l'articolo -giocoforza - lo è altrettanto; e b) la riprova è che l'avete criticato tutte, dimostrando voi sì conformismo, che avete poi proiettato sulla giornalista.
Se posso aggiungere, io credo che voi siate prevenute nei riguardi di Michelle Hunziker, che ritenete quasi una stupida (vedasi l'epiteto più sopra di "iena ridens" rivoltole da Marcella Rosignoli, che ora andrò a commentare, sol perché ride molto); invece, io credo sia una persona intelligente, almeno a giudicare dall'intervista al Corriere che ho linkato più sopra. Cordialità.


Aggiornamento
 
Nel pdf riportato nell’articolo, c’è l’interrogatorio integrale di Michelle Bonev, che fornisce un  interessante spaccato del coté privatissimo di Silvio Berlusconi e di Francesca Pascale; vi si parla anche della RAI al tempo di Masi.
Mi sbagliavo, non per quanto riguarda la padronanza della lingua italiana di Michelle Bonev, ma pe ril disegno ricattatorio, da lei rifiutato - afferma - per la sua “scelta di vita”. Verso la fine dell’interrogatorio, ella racconta che tenta di entrare nella villa di Arcore per ottenere un aiuto da parte di Silvio Berlusconi, ma ingenuamente - mi pare -, poiché ella stessa racconta che tutte ottenevano soldi e regali solo ricattando Berlusconi, la stessa Pascale il suo ruolo speciale accanto a Berlusconi minacciando il suicidio ed altro, ed ormai la sua “ex” Francesca Pascale l’aveva spietatamente messa nella sua lista nera e decretato il suo ostracismo.

Sotto sequestro il blog della Bonev. Francesca Pascale canta vittoria
08 giugno 2014
http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_08/sotto-sequestro-blog-bonev-francesca-pascale-canta-vittoria-a73c40ec-eee8-11e3-9927-6b692159cfdc.shtml
  
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. hunziker bonev le due michelle

permalink | inviato da magnagrecia il 24/10/2013 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania


Descrizione: Valerio Cerretano
Valerio Cerretano
Storico dell’economia, Università di Glasgow
Crisi economica, sistema monetario e deflazione
Pubblicato:18/10/2013 12:29
http://www.huffingtonpost.it/valerio-cerretano/crisi-economica-sistema-monetario-e-deflazione_b_4121018.html?utm_hp_ref=italy
 
Vincesko
35 Fan
19:53 su 20/10/2013
Formulo alcune osservazioni:

1) Nella scorsa legislatura, sono state varate manovre finanziarie correttive per ben 330 mld (valore cumulato), 4/5 da Berlusconi e 1/5 da Monti, distribuite in modo molto iniquo, soprattutto da Berlusconi. Con i pesanti effetti recessivi che vediamo. 
Ciononostante, io penso che noi Italiani dovremmo completare i compiti a casa (in particolare, imposta patrimoniale e prestito forzoso sulla metà del decile più ricco - la ricchezza degli Italiani è superiore a quella dei Tedeschi ed è un dato ben noto ai Tedeschi e a Der Spiegel, che periodicamente ce lo rammentano -, per finanziare la crescita ed il rafforzamento degli ammortizzatori sociali; riforma ed efficientamento della cruciale PA; riforma del processo civile; lotta severa all’evasione fiscale; ampliamento a tutti i livelli di criteri meritocratici e di maggiore efficacia-efficienza), avendo però come stella polare l’equità.

(continua/1)
 
Mark920
8 Fan
10:12 su 21/10/2013
Ma la spesa sociale italiana non è in crescita?

Poi misure come la patrimoniale, che dovrebbe essere comunque contenuta per evitare intuibili movimenti di capitale, non dovrebbero concentrarsi sulla riduzione del debito pubblico?

Il processo civile, avendolo a suo tempo praticato, è già stato abbondantemente emendato; probabilmente i vantaggi concreti si manifesteranno solo con il processo cosiddetto telematico, più che con la mediazione obbligatoria. Ci sarebbe da allargare la platea degli atti da sottrarre al gravame delle impugnazioni.
 
Vincesko
35 Fan
19:53 su 20/10/2013
(segue/2)

2) Poiché, però, la soluzione della crisi è in UE, il problema è l’ottusità dei furbi tedeschi, maldestri apprendisti stregoni, che però possono farsi forti del fatto che le 'riforme' essi le hanno già fatte (con la deflazione dei salari varata da Shroeder, che ha prodotto 7 milioni di mini job a 400€ mensili, ma compatibili col reddito minimo garantito e il sussidio all’affitto).

3) Primo Levi scrive (ne 'La Tregua') che i Tedeschi sono arroganti. Dostoevskij scrive ('Memorie dalla casa dei morti'): 'Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati'. L'arroganza dei Tedeschi rasenta l'ottusità, ma ovviamente c'è anche un calcolo egoistico da 'bottegai': l’attuale UE li favorisce.

(continua/2)
 
Mark920
8 Fan
10:17 su 21/10/2013
400 euro mensili non è uno stipendio, ma un sussidio.
Un attentato al sistema previdenziale.

Il sussidio per l'affitto è presente ancora anche in Italia, seppur a livello locale.
 
Vincesko
35 Fan
16:48 su 21/10/2013
No, è uno stipendio.
Cfr. "Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il casotedesco"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html
 
Mark920
8 Fan
17:11 su 21/10/2013
400 euro mensili sono un sussidio travestito da stipendio.
Cosa vuole che ci faccia un lavoratore con 400 euro al mese.
 
Vincesko
35 Fan
12:25 su 22/10/2013
Certo, nella sostanza, ma osservo:
1. i 400 € vengono pagati dall'azienda per un lavoro part-time;
2. permettimi di dirti che ignoravi i mini job tedeschi, non ammetti mai la tua ignoranza e accampi sempre scuse o ti arrampichi sugli specchi, ahi ahi ahi;
3. ripeto, essi sono compatibili col RMG (quasi 400 €) e col sussidio pari all'affitto (che in Germania è di solito più basso che in Italia e dove è stato costruito molto più del decuplo che in Italia di case popolari);
4. in Italia, i lavori precari vengono pagati più o meno quella cifra (anche meno o zero se sono mascherati da stage), per più ore, e non esiste l'RMG; i sussidi all'affitto sì, da parte del Comune, ma i fondi sono insufficienti e non coprono mai il 100% del costo;
5. allora, anziché lamentarti della sacrosanta IMU, battiti per l'introduzione dell'RMG ed il varo di un piano corposo di costruzione di alloggi pubblici,co-finanziato dall'IMU.
 
Mark920
8 Fan
13:10 su 22/10/2013
hai semplicemente frainteso il senso del mio post dando per certo che lo ritenessi un sussidio. Avendo l'abbonamento al Sole 24 ore l'argomento è spesso trattato e approfondito.(anche piuttosto criticamente). Ciò conferma una tua tendenza alla supponenza.

E' precariato in Italia come in Germania, si vive male in Italia come in Germania, dove del resto non mi pare che tali contratti portino alla stabilizzazione dell'occupazione.
Sono ideologicamente contrario ad ogni forma di sussidio, se non per motivi realmente gravi.

Sulle case popolari le cose non sono così semplici: è difficile stare sul mercato delle locazioni per un privato a canone di mercato, mi pare ben difficile per un ente chiudere almeno in pareggio con canoni così bassi. Devono pagare IMU e manutenzione, due voci piuttosto gravose. Si veda la situazione dell'ALER milanese.
L'imu se lo mangiano per altre spese, altro che case popolari.
 
Vincesko
35 Fan
12:27 su 22/10/2013
PS:
Sulle riforme Haartz e i cosiddetti lavori minori, v. l’analisi linkata nel mio ‘post’ precedentemente allegato:
“Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica
L’esperienza tedesca”
Maximilian Fuchs
Relazione AIDLASS
Bologna 16/17 maggio 2013
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
se il link non è attivo, cliccare qui sotto:
http://www.aidlass.it/documenti-1/Fuchs_Aidlass_2013.doc
 
Mark920
8 Fan
12:56 su 22/10/2013
Sono palliativi forse utili per studenti o per il primissimo impiego. Noi abbiamo i voucher ad esempio.
Non ti affrancano dalla famiglia o dall'integrazione del sussidio sociale.

Pensare di combattere la disoccupazione con questi salari è illusorio, senza contare le future rendite pensionistiche.
 
Vincesko
35 Fan
15:36 su 22/10/2013
Dovrebbe essere così, ma la realtà è un'altra, un po' più complessa ed articolata. Mi limito ad osservare:
1. I ricchi e i poteri forti stanno impoverendo il 90% della popolazione europea e arricchendo il 10% o anche meno.
2. I mini-job sono arrivati in Germania ad un picco di ben 7 milioni. In Italia, i precari (incluse le più o meno false partite IVA) sono altrettanto, diffuse anche – forse soprattutto – nei servizi.
3. La Germania – Paese esportatore - se ne è servita (e se ne serve) per deflazionare i suoi costi di produzione e diventare competitiva rispetto agli altri Paesi UE. 
4. Le disuguaglianze là sono cresciute, ma mantiene la pace sociale attraverso il suo robusto welfare, che noi ci sogniamo (RMG di circa 370€, ma integrato da un patrimonio notevole di case popolari e un sussidio all’affitto. Da noi, sono cresciute lo stesso, non c’è l’RMG e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
5. Può rinfacciare ai partner europei di aver già fatto le cosiddette riforme ed imporre misure analoghe agli altri (v. Grecia, Portogallo, ecc.).
(continua)
 
Mark920
8 Fan
12 ore fa (11:49)
Le case popolari servono a chi non ha reddito sufficiente per locare un immobile nel mercato libero, non c'è una competizione diretta (o non dovrebbe esserci) con la proprietà privata.
Poi ci sono gli immobili pubblici da dismettere: si possono utilizzare questi per l'edilizia sociale; o forme di collaborazione pubblico\privato, come in alcune regioni o comuni.
 
Vincesko
35 Fan
15:57 su 22/10/2013
(segue)
6. Anziché - come ho già scritto - assumersi gli oneri derivanti dal suo status di Paese leader e adottare misure conseguenti (cioè aumento dei salari e della domanda), cosa che l’SPD ha appena chiesto nella trattativa con la Merkel.
7. Noi - ripeto - dovremmo, dopo aver completato, nel senso già da me indicato, i compiti a casa nostra, prendere in seria considerazione l'opzione di rispondere di brutto, assieme agli altri Paesi in difficoltà, poiché i Tedeschi, come tutti gli arroganti, conoscono soltanto il linguaggio della forza.
 
Vincesko
35 Fan
19:52 su 20/10/2013
(segue/3)

4) Secondo Der Spiegel, la Merkel, evidentemente non contenta degli obblighi derivanti dal fiscal compact, propone una modifica dei trattati Ue in senso ancora più restrittivo:
http://www.repubblica.it/economia/2013/10/19/news/la_merkel_propone_modifica_trattati_ue-68950729/

A proposito di Der Spiegel, riporto la e-mail che gli inviai il 23-6-2012, in calce all’ennesimo articolo anti-italiano:

Due osservazioni:
1) Soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei poveri rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. Murdoch è uno di loro.
2) Questi bottegai tedeschi hanno imparato bene il detto napoletano del‘chiagne e fotte’. Qualcuno può spiegare al direttore di Der Spiegel: a) che gli Italiani (non tutti) sono talmente ricchi che si stanno comprando mezza Berlino?; b) che l’Italia contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota?;c) che la “bottegaia” Merkel è il problema, non la soluzione, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa? [*]
[*] Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 

(continua/3)
 
Vincesko
35 Fan
19:49 su 20/10/2013
(segue/4)

5) Infine, la Germania non vuole assumersi l’onere di Paese guida, forse per ottusità, sicuramente per egoismo ed arroganza. Occorre forse un’azione forte, nel senso suggerito dalla tedesca Ulrike Herrmann, corrispondente economica per il quotidiano “Tageszeitung?
“Consigli per il nuovo premier: ‘L’Italia dovrebbe ricattare la Germania minacciando l’uscita dall’euro’”
http://keynesblog.com/2013/02/18/consigli-per-il-nuovo-premier-litalia-dovrebbe-ricattare-la-germania-minacciando-luscita-dalleuro/ 

(Fine/4)
 
 
Post e articoli collegati:
Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html
 
Lo spettro della deflazione e la BCE
Enrico Sergio Levrero* - 16 Maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/lo-spettro-della-deflazione-e-la-bce/  
 

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani?


Descrizione: Nicola Tasco
Nicola Tasco
Avvocato
Un'intera generazione di giovani rischia il naufragio. Ma la politica guarda altrove
Pubblicato: 22/10/2013 06:00
http://www.huffingtonpost.it/nicola-tasco/unintera-generazione-di-giovani-rischia-il-naufragio-ma-la-politica-guarda-altrove_b_4135087.html?utm_hp_ref=italy
 

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani? Provo a fissare alcuni punti dello scenario italiano.

1. Secondo la Banca d’Italia, [1] il gap principale italiano rispetto ai Paesi di confronto è il tasso di attività femminile, in particolare al Sud, dove è pari soltanto ad 1/3 delle donne tra 15 e 64 anni; in nessun altro Paese esiste un divario così elevato tra Nord e Sud (27 punti). L'Italia presenta il maggior tasso di disoccupazione femminile dopo Malta in UE27. 
2. Il tasso di disoccupazione dei giovani 15-24 anni raggiunge ormai il 40%, ma esso è calcolato, come avverte l’ISTAT, non sul totale dei giovani, bensì sul numero dei giovani occupati.
3. Gli over 40 rimasti senza lavoro sono stimati in un milione.
4. I lavoratori precari in senso stretto sono tra i 3 e i 4 milioni, ma se si includono le partite IVA più o meno false, essi raggiungono forse i 7 milioni, senza tutele di welfare (RMG, sussidio all’affitto o casa popolare).
5. Anche in Germania, nostro Paese concorrente e punto di riferimento, i cosiddetti lavori minori (mini job) [2] sono arrivati a 7 milioni, con un salario di 400€ mensili, però compatibile col RMG (circa 370€) e il sussidio all’affitto o la concessione di una casa popolare (c’è un patrimonio notevole di case popolari).
6. In Italia, invece, l’RMG non esiste (come in Grecia e Ungheria) e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, in alloggi pubblici investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
7. Studi seri ravvisano ormai una correlazione tra l’incidenza elevata di lavoro precario e il declino del tessuto industriale, con scarsa innovazione di prodotto e di processo e inevitabile enfasi della competitività basata sulla riduzione dei costi.

CONCLUSIONE. La crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, che, dopo manovre correttive della scorsa legislatura per un ammontare di ben 330 mld, distribuite in maniera molto iniqua (ceti medio e basso ad alta propensione al consumo, e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale), con pesanti effetti recessivi, vanno presi ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi), mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sul decile o sulla metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). [3] Risorse che vanno utilizzate per ridurre l’enorme debito pubblico e soprattutto i correlati, ingenti interessi passivi (89 mld nel 2012) e per co-finanziare, assieme ad una revisione intelligente della spesa pubblica, la crescita (riducendo le imposte sui redditi bassi per far ripartire la domanda) e indispensabili misure di welfare anticrisi, quali l’RMG e l’edilizia sociale, particolarmente e gravemente disallineati rispetto a UE27.

[1] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
[2] “Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica. L’esperienza tedesca” di Maximilian Fuchs
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
se il link non è attivo, cliccare qui sotto:
http://www.aidlass.it/documenti-1/Fuchs_Aidlass_2013.doc
[3] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html


Fedele e Silvio, lo Squalo e il Caimano

 
Fedele Confalonieri, la stoccata al Cav: "Doveva essere più cattivo, non ha fatto la rivoluzione liberale"
L'Huffingtonpost  |  Pubblicato: 19/10/2013 13:23 CEST  |  Aggiornato: 19/10/2013 13:25 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/19/fedele-confalonieri-mediaset-marina-politica-no-calvario-come-padre_n_4127413.html
 

Fedele e Silvio, il campo nobile della politica e quello inquietante della patologia mentale 

Anche a voler prescindere da qualunque considerazione circa la salute mentale di SB, esplicitate anche dalla sua ex moglie Veronica (ma che io avevo "diagnosticato" e anticipato da molto prima), mi permetto di ribadire che, sulla base dei dati ufficiali, [1] Silvio Berlusconi come politico è un'autentica schiappa.
Il che, detto incidentalmente a beneficio del suo amico e sodale Confalonieri, che so che si diletta ad esercitarsi in inglese ascoltando le opere di Shakespeare in lingua originale, conferma peraltro il giudizio del padre del liberismo, Adam Smith, il quale riteneva che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, fossero inadatti alla politica. Purtroppo, non solo per i suoi milioni di "alloccus" superstiti, ma per tutti gli Italiani, SB non è stato un'eccezione a questa "regola".
 
Il mammone Silvio Berlusconi, promosso al ruolo di PdC, ha raggiunto palesemente il suo livello di incompetenza [2] ed ha fatto quello che fanno tutti gli incompetenti: a) per paura di sbagliare, intervallato da tentativi di decisionismo manageriale senza però una visione, un disegno strategico coerente ed una continuità operativa, restare immobile o andare al traino, anziché di persone competenti (basti ricordare gli attriti col ministro degli Esteri Renato Ruggiero [3] o l'emarginazione del gruppo dei professori) di qualche 'consigliere' "matto" (Tremonti per la gestione dell'Economia; Bondi per quella della Cultura; Bossi per le riforme istituzionali ed il federalismo; Calderoli per la semplificazione e la legge elettorale; ecc.); e b) contornarsi di yes-men e mediocri che non gli facessero troppo ombra.
 
Ostinarsi a pensarla diversamente, come fanno ancora milioni di "alloccus berlusconianensis" (e non fa invece Fedele Confalonieri, che comunque si sorprende o fa finta di sorprendersi dell'esito) non può che costituire un indizio di qualche problema serio col principio di realtà, ma qui evidentemente esuliamo dal campo nobile della politica per inoltrarci in quello inquietante della patologia mentale.
 
[1] Dati macroeconomici italiani
http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani
[2] Il principio di Peter
http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter
[3]http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Ruggiero
 
PS: Comunque, per me Fedele Confalonieri, dietro i modi gentili e l’aria sorniona, [*] è uno squalo; ed SB non è né liberale, né liberista, né moderato, ma un mammone narcisista, bulimico e schizoide incline all'assolutismo (ad imitazione della madre autoritaria, la mitica mamma Rosa, la vera responsabile della cattiva educazione del figlio ed il suo potente propellente nella vita).
[*] http://www.treccani.it/vocabolario/sornione/
 
 
Post collegati:
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
Il dilemma del prigioniero Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2793826.html 
 

La spesa pubblica non va tagliata


Descrizione: Stefano Fassina

Stefano Fassina
Viceministro dell'economia
La spesa pubblica non va tagliata
Pubblicato: 16/10/2013 17:08
http://www.huffingtonpost.it/stefano-fassina/la-spesa-pubblica-non-va-tagliata_b_4108643.html?utm_hp_ref=italy
 
 
DEDICATO AI DISINFORMATI/DISINFORMATORI ED AGLI SCETTICI. 
Facciamo parlare LE CIFRE.

Sono d’accordo, questa volta, col Sottosegretario Stefano Fassina (sull’abolizione dell’IMU, invece, hanno calato le brache, ed ora si vedono le conseguenze, ampiamente previste). 
1. La spesa pubblica primaria: a) non è aumentata affatto; b) essa è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
2. Sono cresciuti gli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, alimentano da 20 anni la crescita del debito pubblico.
3. La spesa pubblica primaria non va ridotta in un periodo di recessione, sarebbe esiziale, ma semmai aumentata, finanziandola con un prelievo fiscale ordinario/straordinario sul decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo (imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota per co-finanziare misure di welfare, e prestito forzoso di 150-200 mld su una platea selezionata, per la riduzione celere del debito pubblico e dei correlati, ingenti interessi passivi, v. proposte già sul tavolo).

Spesa pubblica primaria.
Traggo dalle tabelle comparative UE27 della spesa pubblica primaria (e, tanto per parlare di spesa pensionistica, della Spesa primaria per Protezione sociale) elaborate dalla RGS.
Noto che la spesa pubblica italiana è allineata a quella degli altri Paesi (è sotto la media UE27); così pure la spesa sociale, ma non quella pensionistica, ma – attenzione! – prima delle riforme Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011). Poiché i cospicui risparmi della spesa pensionistica intervenuti dal 2011 per effetto delle riforme Damiano (2007) e Sacconi, ai quali si stanno ora aggiungendo quelli dovuti alla riforma Fornero, non sono rimasti nel capitolo della spesa sociale, presumo ci sarà in futuro un disallineamento (in meno) rispetto agli altri Paesi.

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
Unione Europea (27) 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,25,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sulPIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
link sostituito da:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Analisi_e_valutazione_della_Spesa/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

CONCLUSIONE
Premessa: dalla notte dei tempi, esiste una lotta tra forti (pochi) e deboli (molti), tra ricchi (pochi) e poveri (molti). Anche quella in corso s’inscrive in questo solco, aggravata dal fatto che viviamo una trasformazione epocale, che ha causato e causerà molte vittime. I forti/ricchi sono un’esigua minoranza, ma riescono a dettare legge, perché a) dispongono di enormi risorse finanziarie; b) controllano i media; c) influenzano i facitori delle leggi; d) hanno al loro servizio utili idioti ben retribuiti; e) non fanno mai l’errore di dividersi contro i “poveri”; ed f) possono contare su milioni di UTILIIDIOTI poveri che si dividono tra loro, fanno AMMUINA o li appoggiano gratuitamente.


Detto questo, tralasciando l’ambito UE, dov’è la soluzione della crisi, veniamo al caso italiano, fissando solo alcuni punti: a) nella scorsa legislatura, per sanare i conti pubblici, sono state varate manovre correttive per ben 330 mld (4/5 da Berlusconi e 1/5 da Monti); [1] b) gran parte di questi miliardi sono stati addossati in modo iniquo – in particolare da Berlusconi - sui “poveri”;c) ora i conti pubblici sono quasi a posto e l’Italia presenta il miglior dato sia di avanzo primario che di rapporto defict/PIL; [2] d) il debito pubblico, invece, è ulteriormente cresciuto, per varie ragioni, ma soprattutto per il peso degli interessi passivi (come succede da 20 anni); [2] e) la spesa pubblica primaria è in linea con UE27, essa non va quindi ridotta (sarebbe esiziale in recessione), ma riqualificata, eliminando i disallineamenti con UE27; f) come, appunto, spendendo di più per gli ammortizzatori sociali (in particolare, RMG ed edilizia sociale, che non sono una carità, ma la quintessenza di uno Stato solidaristico), che devono essere finalmente universali; g) il sistema pensionistico, dopo le varie riforme, è tra i migliori per l’equilibrio finanziario per i prossimi decenni in UE27; [2] 

h) ciò che manca ora è far ripartire i consumi interni e quindi la crescita economica e quindi l’occupazione, attraverso una redistribuzione di reddito dai ricchi, con bassa propensione al consumo, ai poveri, con alta propensione al consumo; i) quindi, sia per equità, sia perché ora sono i soli ad avere i soldi, le risorse vanno prese ai ricchi (il decile o la metà del decile più ricco delle famiglie); [2] e l) vanno intraprese e/o continuate azioni forti ed efficaci per realizzare 2 riforme strutturali: 1) quella nevralgica della PA (aumentandone l’efficienza e diminuendo la corruzione); [3] e 2) in questo ambito, in particolare quella della giustizia civile.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
[3] Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
 
 
Post e articoli collegati:

AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.html

Tagli alla spesa pubblica? Una vecchia ricetta
Stefano Perri, Riccardo Realfonzo - 01 Aprile 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/tagli-alla-spesa-pubblica-una-vecchia-ricetta/

 

Dialogo sull’IMU con i Deputati Maino Marchi e Simonetta Rubinato, del PD

 
Lo scorso 8 ottobre, ho inviato una e-mail a tutti i Membri della V Commissione Bilancio e Tesoro della Camera dei Deputati, dove era in discussione il Decreto Legge n. 102/2013 sull’IMU. Riporto il breve scambio di e-mail intercorso tra me e gli Onorevoli Maino Marchi, che ha proposto un emendamento al testo, diretto a escludere dall’esenzione le prime case con rendita catastale maggiore di 750 €, e Simonetta Rubinato, contraria all’emendamento, entrambi del PD.
 

Oggetto:

IMU

Da:

<v>

A:

<digioia_lello@camera.it>, <tabacci_b@camera.it>, <brugnerotto_m@camera.it>, <cariello_f@camera.it>, <caso_v@camera.it>, <castelli_l@camera.it>, <curro_t@camera.it>, <dinca_f@camera.it>, <sorial_g@camera.it>, <bobba_l@camera.it>, <boccia_f@camera.it>, <bonavitacola_f@camera.it>, <capodicasa_a@camera.it>, <censore_b@camera.it>, <demicheli_p@camera.it>, <fanucci_e@camera.it>, <galli_giampaolo@camera.it>, <genovese_f@camera.it>, <giulietti_giampiero@camera.it>, <guerra_m@camera.it>, <laforgia_f@camera.it>, <losacco_a@camera.it>, <marchetti_m@camera.it>, <marchi_m@camera.it>, <melilli_f@camera.it>, <misiani_a@camera.it>, <parrini_d@camera.it>, <preziosi_e@camera.it>, <rubinato_s@camera.it>, <rughetti_a@camera.it>, <corsaro_m@camera.it>, <galati_g@camera.it>, <leone_a@camera.it>, <milanato_l@camera.it>, <misuracadore@camera.it>, <palese_r@camera.it>, <prestigiacomo_s@camera.it>, <saltamartini_b@camera.it>, <borghesi_stefano@camera.it>, <guidesi_g@camera.it>, <boccadutri_s@camera.it>, <marcon_g@camera.it>, <melilla_g@camera.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

Data:

08/10/2013 10:21

Il mondo sottosopra, in Italia.

In questa crisi terribile, anziché di lavoro e di casa a prezzo sociale, l’argomento centrale è l’IMU!

Facendo: a) un regalo ai proprietari di casa, anche ricchi, e non destinando i soldi dell’IMU a scopi più congruenti con la situazione di crisi terribile; b) un’ingiustizia, poiché molti altri, semmai senza casa, hanno “contribuito” al risanamento dei conti pubblici per 50 o 100 volte o più il gravame medio annuo dell’IMU sulla prima casa, pari, secondo i dati consuntivi del MEF, a 225€, cioè meno di 1 € al giorno: esattamente, 0,616 €, (l'85% dei contribuenti ha pagato meno di 400 €); e c) un errore tecnico-economico, poiché la priorità ora è la crescita dei consumi interni/crescita economica/crescita dell’occupazione ed i 4 mld dell’IMU sulla prima casa vanno impiegati per co-finanziare una riduzione delle imposte sui redditi bassi (con alta propensione al consumo) e indispensabili misure di welfare, come il Rmg, un piano corposo di costruzione di alloggi pubblici (scandalosamente carenti negli ultimi 25 anni, rispetto a UE27), i sussidi all’affitto.
E' un'indecenza, pertanto, che si parli di IMU e addirittura la si abolisca, e la colpa di ciò è sia del miliardario demagogo ed imbonitore Silvio Berlusconi, sia dello scarso spirito civico compensato dall'egoismo di una fetta corposa di Italiani, sia della corrività di parlamentari indegni di ricoprire con equanimità, competenza, onore e buon senso il loro alto ruolo!

Distinti saluti

 

Oggetto:

Re: In: IMU

Da:

staff@simonettarubinato.itDescrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<v>

Data:

08/10/2013 17:22

Gentile V*, le preoccupazioni che mi avete manifestato in molti sull'emendamento proposto dal capogruppo del Pd per ripristinare l'Imu sulle abitazioni principali con rendita catastale superiore a 750 euro sono fondate. Le avevo già espresse anch'io stamattina interloquendo con il responsabile economico del Pd Colaninno, in considerazione dell'attuale sperequazione delle rendite assegnate dal catasto, che aumenterebbe le iniquità del sistema a carico dei cittadini 'normali', considerato che le abitazioni di lusso sono già oggi escluse dall'esenzione. L'obiettivo del capogruppo del Pd era comunque quella di porre al Governo la questione della chiarificazione sulle coperture disponibili (anche per verificare la possibilità di eliminare l'aumento dell'Iva e rifinanziare la cassa in deroga). Si trattava insomma di un emendamento provocatorio, per far emergere le altre priorità della politica economica e fiscale, compresa l'urgenza della riforma del catasto.

Cordialmente

Simonetta Rubinato

 

 

Oggetto:

R: Re: In: IMU

Da:

<v> 

A:

<staff@simonettarubinato.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

CC:

<digioia_lello@camera.it>, <tabacci_b@camera.it>, <brugnerotto_m@camera.it>, <cariello_f@camera.it>, <caso_v@camera.it>, <castelli_l@camera.it>, <curro_t@camera.it>, <dinca_f@camera.it>, <sorial_g@camera.it>, <bobba_l@camera.it>, <boccia_f@camera.it>, <bonavitacola_f@camera.it>, <capodicasa_a@camera.it>, <censore_b@camera.it>, <demicheli_p@camera.it>, <fanucci_e@camera.it>, <galli_giampaolo@camera.it>, <genovese_f@camera.it>, <giulietti_giampiero@camera.it>, <guerra_m@camera.it>, <laforgia_f@camera.it>, <losacco_a@camera.it>, <marchetti_m@camera.it>, <marchi_m@camera.it>, <melilli_f@camera.it>, <misiani_a@camera.it>, <parrini_d@camera.it>, <preziosi_e@camera.it>, <rubinato_s@camera.it>, <rughetti_a@camera.it>, <corsaro_m@camera.it>, <galati_g@camera.it>, <leone_a@camera.it>, <milanato_l@camera.it>, <misuracadore@camera.it>, <palese_r@camera.it>, <prestigiacomo_s@camera.it>, <saltamartini_b@camera.it>, <borghesi_stefano@camera.it>, <guidesi_g@camera.it>, <boccadutri_s@camera.it>, <marcon_g@camera.it>, <melilla_g@camera.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

Data:

10/10/2013 11:20

Gentilissima On. Rubinato,

La ringrazio della cortese risposta, ma mi permetto di osservare:

1. Io sono contrarissimo all’abolizione dell’IMU sulla prima casa:
a) le esenzioni possono arrivare a 600 € per chi ha 2 figli;
b) secondo i dati consuntivi del MEF, l'IMU media annua sulla prima casa – ripeto - è stata pari a 225€ e l'85% ha pagato meno di 400€;
c) esiste in tutti i Paesi;
d) nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
e) lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU;
f) le carenze del catasto sono oggettive e creano iniquità, ma in Italia, vista l’entità media dell’IMU, succede ben di peggio che le storture dell’IMU.
(Cfr. “12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html ).
 

2. Rammento l'entità e la distribuzione delle manovre finanziarie varate nella scorsa legislatura:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale  329,5 mld.

Distribuite in modo molto iniquo, soprattutto da parte del governo Berlusconi, che le ha addossate in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri, col taglio feroce della spesa sociale, mentre il governo Monti, se, da un lato, ha prodotto gli ‘esodati’ (ma l'aveva fatto anche il governo Berlusconi col DL 78/2010), almeno, dall'altro, ha colpito tutti, reintrodotto l'IMU sulla prima casa e aumentato il peso sulle altre.
(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html ).

3) L’abolizione dell’IMU ovviamente andrà compensata con un’altra imposta (o un taglio di spesa): è giusto? e su chi? Anche sui poveri, come successe con l’ICI tolta ai ricchi dal governo Berlusconi, caso eclatante di redistribuzione all’incontrario, col taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni? Infatti, l’abolizione dell’ICI sui ricchi ed i più abbienti fu finanziata anche tagliando (cfr. DL 78/2010 e DL 98/2011) la spesa sociale dei Comuni del 90%, destinata ai poveri, inclusi i sussidi agli affitti.

4) Il mantenimento dell’IMU è un fatto di semplice equità: c'è chi (decine di migliaia di pensionandi disoccupati o inattivi per ragioni varie, quorum ego), ha “contribuito”, in un solo anno, per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS), 50 o 100 volte o più l'IMU media annua.

5) Infine, anche l’abolizione dell’ICI escluse le cosiddette case di lusso (abitazioni di tipo signorile, cat. A1; ville, cat A8; e castelli, A9), ma queste sono soltanto circa 40.000 su oltre 33 milioni di case (cfr. http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=15507:quante-e-dove-sono-le-case-signorili-a1-che-pagheranno-limu&catid=1:latest-news&Itemid=50 ).

Cordialmente,

 

 

Oggetto:

R: Re: In: IMU

Da:

staff@simonettarubinato.itDescrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<v> 

Data:

10/10/2013 15:42

La ringrazio per le utili osservazioni di cui farò tesoro.

Simonetta  

  

***

 

Oggetto:

Rif: IMU

Da:

marchi_m@camera.itDescrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<v >

Data:

09/10/2013 10:45

In riferimento alle sue osservazioni sull’IMU le faccio presente quanto segue:

La rendita catastale è un valore fiscale che viene utilizzato per determinare:

  1. il valore di un immobile ai fini dell'imposizione diretta e l'imposta municipale propria (IMU);
  2. il valore catastale ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni, delle imposte ipotecaria e catastale.

L’emendamento, per la parte riguardante la revisione della normativa IMU, esenta dal pagamento dell’imposta gli immobili la cui rendita catastale di base, ossia (prima della rivalutazione e dell’applicazione del moltiplicatore di 160 ai fini IMU) risulti essere inferiore ad euro 750.

Secondo il MEF (Ministero Economia e Finanze), gli immobili adibiti ad abitazione principale aventi una rendita catastale inferiore a 750 euro sono circa 15.700.000 su un totale di 19.600.000, ossia all’incirca l’80 per cento.

Dei circa 2 miliardi di perdita di gettito per l’integrale esenzione dal pagamento della prima rata dell’IMU sull’abitazione principale, più di 1,2 miliardi di euro sono determinati dall’esenzione per gli immobili aventi rendita catastale superiore a 750 euro .

Il valore medio nazionale della rendita non rivalutata ammonta a 525 euro .

Siamo consapevoli comunque che ci sono distorsioni dei valori catastali che vanno corrette con una profonda riforma del Catasto.

Questa riforma è uno degli oggetti della legge delega fiscale approvata dalla Camera e all’esame del Senato.

Cordialmente.

On. Maino Marchi

 

 

Oggetto:

R: Rif: IMU

Da:

<v>

A:

<marchi_m@camera.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

Data:

10/10/2013 12:34

Gentilissimo On. Marchi,

La ringrazio della cortese risposta, ma mi permetto di osservare che io sono contrarissimo all’abolizione dell’IMU sulla prima casa. Essa, per un fatto di semplice equità e per tanti altri motivi, va mantenuta e fatta pagare a tutti i 17,8 milioni di contribuenti. Ho esposto tutti i motivi nella mia replica alla risposta dell’On. Simonetta Rubinato, che Le ho trasmesso per conoscenza.

Cordialmente,

 
PS: Allego:
Caro Ministro Zanonato, Caro Segretario Epifani
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2788496.html
  

Il ‘change over’ Lira-Euro e le responsabilità di Berlusconi

 
Romano Prodi al Quirinale, le risposte di Rodotà e Monti: "Non fummo noi i responsabili della mancata elezione"
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 08/10/2013 08:59 CEST  |  Aggiornato: 08/10/201309:06 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/08/prodi-monti-rodota_n_4061467.html?utm_hp_ref=italy

Ecco sul tema del rapporto di cambio Lira/Euro una discussione paradigmatica.


[...] Confermo il maleducato: “duro di comprendonio”, che cos’è, un complimento? Per giunta gratuito.
Però, rettifico in parte: non sei furbo, ma uno sprovveduto (bastava leggere i miei commenti…), oltre che – ripeto - una vittima della propaganda berlusconiana. E mi è agevole dimostrarlo (ma cerca di seguirmi con attenzione, poiché ti mancano proprio le basi tecniche per la questione del rapporto di cambio Euro/Lira; in Europa, per esprimere il rapporto di cambio, si adotta il metodo “certo” per “incerto” [1]). Sarò quindi didascalico.

1) L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira.

2) Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire. E' vero che furono seguiti - ovviamente - dei criteri tecnici, ma ci furono margini di negoziazione e la decisione finale NON fu esclusivamente tecnica ma anche politica.

3) Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del Tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, [2] un tasso di cambio a 990, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27. Quando tornò in Italia, gli incontentabili industriali, anziché complimentarsi con lui, lo criticarono perché il cambio L/€ era troppo basso.[3]

4) Altro discorso è l’aumento dei prezzi interni. Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica.

5) Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché... – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali Euro.[4]

Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani, quelli che possono determinare i prezzi: industriali, commercianti, professionisti, artigiani, alcuni Enti pubblici che dettero subito il cattivo esempio aumentando il prezzo del biglietto dell’autobus (a Napoli, ad esempio, da 1.500 Lire a 1 Euro, misura poi ritirata per le proteste, ma ormai il danno era stato già irreparabilmente fatto).[5]


[1] In poche parole: I Tassi di Cambio
http://vocidallestero.blogspot.com/p/in-poche-parole-i-tassi-di-cambio.html 

[2] http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/ciampi/dinamico/discorso.asp?id=9760
link nonpiù attivo, sostituito da:
http://presidenti.quirinale.it/Ciampi/dinamico/ContinuaCiampi.aspx?tipo=discorso&key=9760
 
[3] Romiti: La Lira è troppo forte
di ANGELO LUPOLI  
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/05/19/romiti-la-lira-troppo-forte.html
  

[4] Comitati Provinciali Euro (CEP), previsto dal decreto del Ministro del Tesoro 6 agosto 1997, G.U. n. 207 del 05/09/1997, attivi da 1.1.98
http://www1.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/servizi/old_servizi/legislazione/unione_europea/legislazione_245.html
I Comitati Provinciali per l'Euro
http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/europa/notizia_16006.html 
COMITATO EURO
Nome abbreviato del Comitato di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’euro. L’istituzione di struttura nazionale di orientamento (pilotage in fr.; for supervising in ingl.) che riunisca tutti gli operatori coinvolti (governo, banca centrale, settore privato, consumatori) per concertare e coordinare le innovazioni procedurali e tecniche per il passaggio alla moneta unica era raccomandata già dal Libro Verde sulle misure pratiche per l’introduzione della moneta unica pubblicato dalla Commissione europea nel maggio 1995.
http://www.bankpedia.org/index.php/it/90-italian/c/19221-comitato-euro
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 luglio 1998, n. 268
Regolamento recante norme per l'organizzazione e il funzionamento del Comitato di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'EURO, a norma dell'articolo 14, comma 3, della legge 17 dicembre 1997, n. 433. (GU Serie Generale n.183 del 7-8-1998)
note: Entrata in vigore del decreto: 22-8-1998
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/08/07/098G0320/sg

[5] IL PRIMO GENNAIO DEL 2002, CON IL «CHANGEOVER», LA NUOVA VALUTA IN TASCA AGLI ITALIANI
C'era una volta la vecchia lira. Euro, i prezzi dieci anni dopo
http://www.corriere.it/economia/13_aprile_14/decennio-rincari-luce-gas-consumatori_525ccdaa-a4cd-11e2-9ee4-532c6d76e49d.shtml 


Articoli collegati:
 
Il cambio lira-euro sbagliato? A chi dice una panzana simile, raccontate il capolavoro di Carlo Azeglio Ciampi, 24 novembre 1996

24 Novembre 2011
Il punto chiave del rientro nello SME era il tasso di cambio ritenuto corretto dagli altri partner europei. Nella riunione di sabato mattina a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio Prodi e Ciampi appresero dal Governatore della Banca d’Italia Fazio che la video-consultazione del venerdì aveva prospettato la posizione tedesco-olandese, che sostenevano che il cambio giusto per la lira sarebbe stato 925 per un marco. Prodi e Ciampi dissero che non se ne parlava neppure. Gli industriali italiani fantasticavano tassi di cambio ben superiori a quota 1.000, tipo 1.030/1.040. Il Governo sapeva che l’unica speranza era aggrapparsi alla cifra tonda: quota 1.000. Per ottenere 1.000, si decise si dare a Draghi e Ciocca il mandato di chiedere 1.010, con la facoltà di scendere a 1.000. Il tasso di cambio sui mercati in quei giorni viaggiava intorno a 985 lire per marco.
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2011/11/24/il-cambio-lira-euro-sbagliato-a-chi-dice-una-panzana-simile-raccontate/3022/
 
Il Sole 24 ore
Quel serpente padre dell’Euro
di Luca Paolazzi
13 gennaio 2006
[…] Il 24 novembre 1996, domenica, la delegazione italiana cercò di tutelare gli interessi competitivi del Paese: le imprese invocavano una parità lira/marco a 1.050. Ma a Bruxelles i rappresentanti degli altri Paesi dicevano 950 o anche meno […].
http://loveboat.forumcommunity.net/?t=2484168
 
La storia del cambio tra lira ed euro
http://forum.corriere.it/i_nostri_soldi/03-04-2006/primo.html

Quelli che ‘l’euro era giusto, ma il cambio era sbagliato’
di  | 18 gennaio 2016
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/18/quelli-che-leuro-era-giusto-ma-il-cambio-era-sbagliato/2385235/ 


 
Appendice

Prima discussione (su Huffington Post)


gilberto coppa
3 Fan
10:31 su 08/10/2013
Che c'entra Rodotà; di certo Prodi è stato boicottato da D'Alema, al quale si sono aggiunti vari personaggi del PD. I voti di Scelta Civica non erano comunque determinanti. Ma Prodi, con lo scherzetto del cambio euro/lira non era degno di essere eletto! Non parliamo poi delle consulenze a Nazarbayev.
 
Descrizione: foto
Maurizio Donadoni
0 Fan
12:11 su 08/10/2013
Un ripassino sulle addizioni ?
 
gilberto coppa
3 Fan
13:52 su 08/10/2013
Cos'è che non ti torna? Prova a fare due conti.
 
Vincesko
31 Fan
12:51 su 08/10/2013
Cambio Euro/Lira? Persino il demagogo ignorante Berlusconi ha capito che era una sesquipedale sciocchezza... Informati meglio.
 
gilberto coppa
3 Fan
13:53 su 08/10/2013
Se non hai capito il senso vuol dire che sei duro di comprendonio.
 
Vincesko
31 Fan
16:36 su 08/10/2013
Non fare il maleducato e il furbo, non sta bene lanciare il sasso e nascondere la mano. Di solito, io“non” capisco le affermazioni insensate o infondate, come la tua. Perché non la spieghi, la questione cambio Euro/Lira, riferita a Prodi? Altrimenti, chi legge può pensare, anzi trarre la conferma, che sei stato manipolato dalla propaganda dell’ignorante Berlusconi e lo ripeti senza manco sapere di che cosa si tratta.
 
gilberto coppa
3 Fan
17:11 su 08/10/2013
Non mi risulta di essere stato maleducato nè tanto meno furbetto. Forse sei troppo giovane per ricordare. E vabbè, santa pazienza, te lo spiego. Quotando l'euro a 1936,qualcosa senza contemporaneamente attivare controlli sul mercato, ci ritrovammo piano piano a pagare 1 Euro quello che prima costava 1000 Lire, cioè 1936,qualcosa. Quindi il potere di acquisto degli italiani si dimezzò. Questo avvenne sotto l'egida di Prodi Romano da Bologna. E' chiaro ora. Ti sembrano rilievi da poco o, come dici, "insensati o infondati"?
 
Vincesko
31 Fan
19:29 su 08/10/2013
Confermo il maleducato: “duro di comprendonio”, che cos’è, un complimento? Per giunta gratuito.
Però, rettifico in parte: non sei furbo, ma uno sprovveduto (bastava leggere i miei commenti…), oltre che – ripeto - una vittima della propaganda berlusconiana. E mi è agevole dimostrarlo (ma cerca di seguirmi con attenzione,poiché ti mancano proprio le basi tecniche per la questione del rapporto di cambio Euro/Lira; in Europa, per esprimere il rapporto di cambio, si adotta il metodo “certo” per “incerto” [1]). Sarò quindi didascalico.

1) L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira.
2) Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire.
3) Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, [2] un tasso di cambio intorno a 960, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27.

(continua)
 
Vincesko
31 Fan
19:32 su 08/10/2013
(segue)

4) Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica.
5) Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali prezzi.
Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani. [3]

[1] In poche parole: I Tassi di Cambio
http://vocidallestero.blogspot.com/p/in-poche-parole-i-tassi-di-cambio.html 
[2] http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/ciampi/dinamico/discorso.asp?id=9760 
[3] IL PRIMO GENNAIO DEL 2002, CON IL «CHANGEOVER», LA NUOVA VALUTA IN TASCA AGLI ITALIANI
C'era una volta la vecchia lira. Euro, i prezzi dieci anni dopo
http://www.corriere.it/economia/13_aprile_14/decennio-rincari-luce-gas-consumatori_525ccdaa-a4cd-11e2-9ee4-532c6d76e49d.shtml
 
Descrizione: foto
Antonio Groppi
20 Fan
22:10 su 08/10/2013
Quoto al 100% la sua ricostruzione della vicenda euro....non avrei potuto fare di meglio.
Non si crucci troppo...alcuni sono ancora irretiti dalla propaganda tremontian-berlusconiana.
 
Descrizione: foto
Antonio Groppi
20 Fan
22:12 su 08/10/2013
@gilberto coppa
Ricostruzione risibile, in malafede e infondata economicamente....
P.S. il change-over lo gestì il governo del pregiudicato di Arcore...
 
Descrizione: foto
Gatto Mannaro
60 Fan
22:30 su 08/10/2013
@gilberto coppa
sei un po'pirlotto vero?
circa il cambio, vai a studiare cos'era l'ECU ed il suo cambio.
Circa i "controlli" vedi un po' chi era al governo quando entro 'l'euro... non hai piu' l'euroconvertitore? non ti e' arrivato?
 
gilberto coppa
3 Fan
08:52 su 09/10/2013
Se vi informaste un pò di più prima di scrivere stupidate sarebbe meglio per tutti. Mi sembrate o in malafede o degli ingenui. Però non voglio continuare su questa falsariga, non è utile per nessuno e io non ho tempo da perdere con voi. Vi lascio due indicazioni: 1° guardatevi il video youtube-1992-2002 Guerra Finanziaria all'Italia (guarda caso le prime privatizzazioni di Prodi di alcune branche dell'IRI sono del 1993!) e la 2° "L'Ungheria caccia l' FMI e batte moneta propria rimetendo in sesto l'economia, restituendo i 2 bilioni di debito 1 anno prima della scadenza" nonchè, notizia non trascurabile, il Procuratore della Repubblica Ungherese mette sotto accusa gli ultimi tre primi ministri per "alto tradimento". Di notizie ce ne sarebbero a bizzeffe ma come si fa a dirle tutte.
 
Vincesko
31 Fan
13:24 su 09/10/2013
@Gilberto Coppa
Anziché scusarti e andarti a nascondere per la figuraccia fatta sulle responsabilità del "change over", insisti adducendo altre elucubrazioni?
Lascia perdere, fai solo la figura dell’ignorante manipolato, poiché quelle su Prodi sono solo delle grandi balle paranoiche, che restano tali anche se sono ripetute ossessivamente dalla quasi ventennale, forsennata propaganda anti-prodiana del centrodestra.

Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni, in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali. Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni – il “capital budgeting” è problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport - venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisors. Sul tema, allego:
a) questa ottima e dettagliata ricostruzione:
“Privatizzazioni” http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3847
b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
http://it.wikipedia.org/wiki/IRI
http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME
 
Vincesko
31 Fan
14:44 su 09/10/2013
Rettifico: non 960, ma 990 Lire.

Il cambio lira-euro sbagliato? A chi dice una panzana simile, raccontate il capolavoro di Carlo Azeglio Ciampi, 24 novembre 1996
Beniamino Andrea Piccone
24 November 2011
http://www.linkiesta.it/blogs/faust-e-governatore/il-cambio-lira-euro-sbagliato-chi-dice-una-panzana-simile-raccontate-il-ca#ixzz2hE9Sj4HE
Il cambio lira-euro a 1.500 è una fandonia
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/19/il-cambio-lira-euro-500-una-fandonia.html 


Seconda discussione (su Il Corriere della Sera)



http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 16:15

Prodi é colui che ci ha fatto entrare nell'Euro con un cambio di 1.936,27 quando é ormai assodato che il rapporto corretto sarebbe stato 1.450 circa. Complimenti! In quanto agli altri 2, beh... no comment!

Risposta a: avonlo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgXANADU 15 luglio 2014 | 16:49

Non so dove Lei trovi che era assodato un cambio di 1450 lire visto che l'ECU (unità di conto europea esistente prima della moneta €) il giorno prima del cambio era scambiata a circa 1975 lire. Il cambio lira/ecu era 1483 lire per ECU il 15 luglio del 1988. Il cambio €/lira scaturisce dalla parità €/$ (1x1) e dal cambio che la valuta di ogni paese aveva nei confronti del dollaro al momento della conversione. Quindi Prodi non c'entra nulla.

Risposta a: polpy46


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 16:55

RAPPORTO DI CAMBIO LIRA/EURO A 1936,27. Non mi pare tu (come milioni di altri Italiani, dal condottiero SB in giù, poi persino lui ha capito che era una sesquipedale sciocchezza) abbia le idee molto chiare sul tema da te sollevato. L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira. Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire. Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del Tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, un tasso di cambio intorno a 990, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27. Quando tornò in Italia, gli incontentabili industriali, anziché complimentarsi con lui, lo criticarono perché il cambio L/€ era troppo basso.

Risposta a: polpy46


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 15 luglio 2014 | 17:05

giustissimo quel che scrivi......anche perche' i concambi non furono oggetto (E NON POTEVA ESSERE CHE COSI') di particolari negoziazioni....E' da sfatare l'idea che uno andava a Bruxelles dava un pugno sul tavolo ed otteneva......fu un calcolo prodotto congiuntamente da tutti su basi assolutamente MATEMATICO-RAZIONALI dove la negoziazione gioco' pochissimo ruolo.....

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 17:20

Spiacente, non sapete quello che scrivete. I rapporti reali fra le monete sono regolati da valori assoluti rapportati al potere di acquisto. I rapporti di cambio sono regolati dai mercati, e il più delle volte sono artificiali o meglio "pilotati". O vi pare corretto il rapporto attuale fra €/$? La differenza - in questo caso è dovuta la fatto che gli USA fanno una politica monetaria e "regolano" il valore della Loro moneta in base agli interesse della Loro economia e della Loro industria. Questo é elementare, il resto sono speculazioni cervellotiche. In quanto a dare dell'ignorante a chi non è d'accordo con voi, bella prova di apertura mentale! .... e poi basta con Berlusconi! Vi manca?

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfilidoro 15 luglio 2014 | 17:33

ripropongo un giochino dimenticato...ma sempre valido lit 1936,27 = 1 EURO...........Germania 1 marco = 1 Euro.....valore del marco al tempo della truffa Lit 990...........chi decise sara anche stato un illuminato economista e statista......ma stava in cantina allo scuro....

Risposta a: EnricoSanJust


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgaqmazz 15 luglio 2014 | 17:35

Ho letto sull'Euro,chi ancora da la colpa a Prodi del Cambio Euro a 1936,27 ancora non ragiona con la sua testa o quantomeno non sa di cosa parla,la Germania non c'entra nulla,il Marco in quel periodo,valeva attorno a 950/975 Lire,ma comunque il valore dato è un calcolo complicato da fare,in ogni caso la base di partenza era ed è stato l'ECU che il valore in quel momento viaggiava attorno a 1500 Lire,Smettiamola di ascoltare ciarlatani che parlano per ottenere vantaggi elettorali sfruttando la difficoltà economica.Chi andava in svizzera prima dell'euro,quando ci davano il resto,ci sembravano pochi soldi,ma era solo un'illusione,ed è quello che capita con l'Euro,i Venditori e commercianti hanno giocato sul numero,1000/lire 1 Euro,questo è stato il gioco sporco lasciato fare,il Governo non è intervenuto ne PRIMA ne DOPO,per loro interesse.SE avessero,prima dell'entrata in vigore dell'Euro,preteso di far depositare i listini prezzi,obbligare il doppio prezzo con Lire in grande e fra parentesi il valore in Euro,chi aumentava più dell'ISTAT sarebbe stato controllato dalla GdF per verificare se era dovuto,SE AVESSERO FATTO SOLO QUESTO,la SPECULAZIONE non ci sarebbe stata,COME NON C'è stata per gli STIPENDI,"COME MAI GLI STIPENDI NON SONO RADDOPPIATI Come il resto dei Prodotti?,basta questo per dire che l'Euro non ha colpa,ma altre ne hanno sulla coscienza,BISOGNA RITORNARE AL1999 e Fissare le regole sopra,vedrete che i prezzi di oggi calano della Metà,MINIMO!.


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 17:45

spiacente, non ha capito nulla. Si rilegga il mio commento in proposito. A scanso di polemiche inutili, preciso che ho fatto l'Università, abitato e lavorato in Germania.

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_7832811 15 luglio 2014 | 17:46

Ineccepibile

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 15 luglio 2014 | 17:49

gioca pure come vuoi.......ma all'epoca..i concambi furono fatti CON RAGIONEVOLEZZA....quello che fu fatto poco o male per non dire che non fu fatto fu vigilare SU AUMENTI INDSCRIMINATI DI PREZZO....UN ESEMPIO PER TUTTI: al ristorante un piatto di pasta che costava 5.000 lire in pocchissimo tempo passo' a 5 euro....QUESTO PASSAGGIO FU FATTO MALE anche se qualcuno dice che i prezzi medi calcolati nei 10 anni successivi all'euro dimostrebbero prezzi MEDIAMENTE CORRETTI e senza situazioni poco chiare....IO dico la mia su queste pseudostatistiche : NON CI CREDO...perche' c'ero nel 2001 e nel 2002 ed a seguire e per alcune situazioni GLI AUMENTI CON PASSAGGIO PARITETICO FRA 1000 lire ed un euro ci furono alla grandissima....

Risposta a: filidoro


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfilidoro 15 luglio 2014 | 17:52

MA COME ERA POSSIBILE fare consegnare a tutti i fruttivendoli i loro prezzi PRE..per vedere cosa combinavano dopo...............il punto Egregio sig.re è che con l Euro siamo stati americanizzati mantenendo lo stipendiuccio italiano.........sono stato per lavoro 4 volte negli usa recentemente e il loro costo vita cibo benzina vestiario ecc ecc e di molto inferiore al nostro oltre al fatto che chi vuole lavorare trova lavoro....si intende anche a luglio agosto inclusi i week end........ c e un altro particolare chi sgarra paga..........

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 18:08

L'ho già chiesto l'altro giorno a tutti quelli che sostengono la sua tesi, senza ottenere nessuna risposta, e lo chiedo quindi ora a lei. Ma se fosse vero quanto dite, ovvero che Pro di ha f atto le cos e per b e n e (non sono errori di stampa, ho proprio difficoltà a scriverlo) e che la colpa è di chi non ha vigilato sui prezzi, permettendo addirittura il cambio 1 € = 1000 Lire, allora: 1) Come mai l'inflazione in quel primo anno fu del 2,6%, addirittura più bassa dell'1,8% avuto l'anno precedente? 2) Come mai a lamentarsi dell'aumento dei prezzi furono e sono anche i tedeschi, i belgi, i francesi, i greci, insomma, qualsiasi popolo abbia ora l'euro, nonostante in quei Paesi non governasse SB? 3) Come mai i Paesi in cui si fece un referendum sull'Euro, l'Euro perse? In Danimarca guardavano cosa succedeva nella lontanissima Italia o nelle ben più vicine Svezia e Finlandia? 4) Considerando che viviamo in un libero mercato e chiunque può applicare i prezzi che vuole, salvo poi avere problemi di clientela, cosa avrebbe potuto fare un Governo, qualsiasi Governo? Le ricordo che i doppi prezzi c'erano e che addirittura milioni di persone di una certa età ricevettero un convertitore in omaggio. E a chi dice che Prodi aveva previsto tutto, 5) in quale suo decreto attuativo è scritto nero su bianco cosa aveva previsto? E ancora, 6) In quale decreto di SB sono state cancellate le direttive imposte da Prodi che avrebbero limitato quell'incredibile inflazione al 2,6%...?

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 18:14

Errata corrige: Come mai l'inflazione in quel primo anno fu del 2,6%, addirittura più bassa del 2,8% avuto l'anno precedente. 2,8% non 1,8% come avevo erroneamente scritto.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 19:14

CHANGE-OVER LIRA/EURO E REFERENDUM. 1) Lei ha le idee errate sul “change-over” e chiede riferimenti normativi che può cercarsi benissimo da solo, visto che frequenta Internet. Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica e per la furbizia elevata degli Italiani, oltre alla dabbenaggine di amministratori pubblici, che quasi il giorno dopo aumentarono il prezzo del biglietto del tram (a Napoli, ad es. da 1.500 Lire a 1 €) , dando il cattivo esempio. Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali prezzi. Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani. 2) Lei si sbaglia anche sul referendum. Il referendum negli altri Paesi non ha riguardato l’Euro, ma la Costituzione europea, ed è stato bocciato solo in Francia (Paese sciovinista) ed in Olanda. 3) A parte che non è vero che i prezzi raddoppiarono subito, l'inflazione dipende dal paniere ISTAT e vanno analizzate le voci disaggregate..

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 15 luglio 2014 | 19:32

Bravissimo stavo rispondendogli , ma lei mi ha anticipato in modo preciso e dettagliato. Oltretutto non ho mai sentito che un inflazione al 2.6% sia più bassa di un inflazione al 1.8% che era quella dell'anno prima di quella vergognosa truffa ma lui esprime concetti abbastanza strani. Mi permetto di risponderle sul perchè berlusconi nonostante l'opposizione lo chiedesse ad alta voce, non uso' mai gli strumenti di controllo di Prodi: le categorie che approfittarono brutalmente di quella situazione per arricchirsi furono negozianti, piccoli artigiani, grossisti, ristorazione, liberi professionisti che come sappiamo bene sono bacino di voti elettorali di berlusconi con percentuali bulgare. Buona serata

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 20:09

Grazie. Certo, l'avverbio "presumibilmente" e l'inciso "non si sa perché" erano ironici. C'è un'altra persona che ha colpe ben maggiori di Berlusconi nella incredibile, colpevole, mancata attivazione degli strumenti di controllo e deterrenza dei prezzi: l'ineffabile ministro dell'Economia, il sedicente socialista, docente e titolare di studio affermato di tributarista Giulio Tremonti, se non altro perché - stante le prerogative dei ministri rispetto al PdC, che è un "primus inter pares"- ne aveva lui l'obbligo istituzionale. Il ministro Tremonti è stato l'amico del giaguaro dei pochi milioni di Italiani (commercianti, professionisti, lavoratori autonomi) che possono decidere il prezzo dei beni e servizi venduti, arricchitisi a danno di tutti gli altri.

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgaqmazz 15 luglio 2014 | 20:36

Lei guarda i risultati,non come dovevano essere. Comunque,Prodi,è uno dei MIGLIORI e ONESTI economisti,oltre che ce lo invidiano in Molti nel Mondo+eletto in Europa,Punto,Berlusconi,possono votarlo solo in Italia,da gente poco attenta ai FATTI,perchè?,Perchè non è sapere che una persona è piena di denaro che lo rende credibile,non è così,SONO I FATTI che dimostrano chi è capace e onesto,non l'Apparenza,Punto Basta perdere tempo con questa nullità DIMOSTRATA. 1)L'Inflazione ISTAT non è reale,in Italia,non corrisponde alla realtà,calcolata su tutto,auto e prodotti vitali,quando prodotti non necessari calano e quelli di VITALE importanza aumentano e di molto,l'Istat andrebbe fatto considerando i prodotti tenendo separati quelli di: di VITALE Importanza,Di servizi essenziali per vivere,Di prodotti non necessari per vivere,Di prodotti di Lusso,solo dopo l'inflazione potrà essere quasi reale. 2) Si Lamentavano anche altre Nazioni,perchè chi Governava erano della stessa pasta,cioè hanno chiuso gli occhi perchè gli faceva comodo. 3)Dove hanno fatto i Referendum contro l'euro,l'Euro perse perchè chi raccontava balle fu creduto,ma hanno perso per il resto,il tempo lo dirà,.e se si potesse tornare indietro,lo saprebbero da subito, 4)Infatti il mercato è libero,ma dato che gli stipendi non possono essere aumentati più dell'ISTAT,questo deve valere anche per altri,comunque possono aumentare,sono liberi di farlo,ma saranno controllati dalla GdF,il resto è solo Propaganda e poco seria.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_9831851 15 luglio 2014 | 20:49

Per i professinionisti la formazione dei prezzi relativi agli onorari è un aspetto più complesso, considerando il ruolo degli ordini professionali.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 21:19

1) Prendo atto che mi elenca una serie di "provvedimenti" che avrebbe preso Prodi, ma non mi sa dire dove sono scritti nero su bianco, nè sa dirmi con quale provvedimento Berlusconi li avrebbe cancellati 2) Io ho citato la Danimarca, che il referendum l'ha fatto sull'Euro, non sulla Costituzione europea 3) Tutti i prodotti nel paniere concorrono a formare il paniere ed hanno pesi studiati per evitare che un auto, ad esempio, entri in concorrenza con uno zucchino. Ergo, per valutare l'inflazione, concorrono diversi prodotti, e se come si racconta in giro una quantità sterminata di prodotti addirittura raddoppiarono, l'inflazione avrebbe dovuto essere ben più alta di quel 2,6%, in linea con l'anno precedente. Ora lei mi dice che in realtà non aumentarono subito, ma così facendo si smentisce da solo, visto che poco prima mi aveva raccontato che una grande colpa del Governo Berlusconi fu quella di non aver provveduto a lasciare i doppi prezzi... PER I PRIMI SEI MESI!!!

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 21:23

A parte il fatto che già dopo pochi minuti era uscito con una errata corrige, precisando che l'inflazione dell'anno precedente era del 2,8% e non dell'1,8% come avevo erroneamente scritto; a parte questo, come dicevo, vedo che fingi di rispondere ma al solito non rispondi. Quei provvedimenti di cui parli, che secondo te Prodi aveva rpevisto, dove sono messi nero su bianco? E con quale decreto Berlusconi li avrebbe cancellati? Basta demagogia ed invenzioni propagandistiche, Publius!

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3499202 15 luglio 2014 | 21:31

La storia dell'aumento dei prezzi con l'euro e talmente falsa che non trova nessuna giustificazione tranne quella di poter attaccare Berlusconi, e questa la dice lunga su l'onestà intellettuale di una certa "sinistra".

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsophomore 15 luglio 2014 | 22:10

Ricordo un'intervista televisiva a una sottosegretario del Governo Berlusconi (non ricordo se Economia o Finanze) pochi mesi prima dell'entrata in vigore dell'Euro al quale fu chiesto quali misure avrebbe preso il Governo per evitare che quel cambio venisse interpretato come cambio 1 euro a 2000 lire (quindi inflazionistico) e il sottosegretario rispose che il Governo non avrebbe potuto farci nulla, ma che era convinto che i commercianti non avrebbero aumentato i prezzi. Naturalmente l'idea sottostante era quella di favorire il lavoro autonomo (leggi 'elettori Berlusconiani') contro quello dipendente . Come sono andate le cose lo abbiamo visto tutti. Altro che falsità anti-berlusconiane.

Risposta a: Lettore_3499202


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 0:15

Certo che guardo i risultati, il "come doveva essere" è lo spot elettorale di Prodi e la sua eterna giustificazione per il mostro da lui creato, ma se così non è stato DA NESSUNA PARTE un motivo ci sarà, e va trovato nel mostro, non in chi se l'è ritrovato. Francamente non so chi ci invidi Prodi, ma sono d'accordo sul fatto che Berlusconi,possono votarlo solo in Italia. Non però per i motivi detti da lei, ma per un altro: SB ha fatto sempre gli interessi dell'Italia ed è per questo che all'estero lo hanno avversato, facendo passare solo una parte dell'informazione e non quella che qui, pure se in minoranza, ha comunque una voce. Per fare un esempio, all'estero arriva solo della condanna di SB, dei giri che hanno fatto certi pm per arrivarci 1)L'Inflazione è un dato comunque oggettivo. Per quanti aggregamenti lei faccia, rimane il dato che nel 2002 fu più bassa che nel 2001 2) Si lamentavano TUTTE le altre Nazioni, perchè gli aumenti dei prezzi erano inevitabili. 3) I danesi si stanno ancora complimentando per la scelta fatta, in Inghilterra non si sono neanche mai posti il problema, che si stanno ponendo invece quelli che ci devono entrare. 4) Quest'ultimo punto è così confuso che per commentarlo potrei parlare tranquillamente delle reti neurali, sarebbe la stessa cosa. Chiarisca e ne riparliamo.

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 0:27

Certo, certo. E infatti in quei giorni file di dipendenti pubblici, anzichè andare al mercato, andavano alle COOP, che i prezzi senz'altro non li avevano aumentati. Ciò portò al fallimento di migliaia di piccoli commercianti, tanto che le COOP in breve tempo divennero un monopolio che perdura ai giorni nostri. O meglio, questo è quello che sarebbe successo se ci fosse una parola di vero in quanto scrive lei, visto che queste sono le leggi del libero mercato, che evidentemente non conosce.

Risposta a: sophomore


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 16 luglio 2014 | 9:55

"C’erano due strumenti che Ciampi aveva elaborato: le commissioni provinciali di controllo che erano state istituite ma non sono state fatte lavorare, e il doppio prezzo in lire e in euro per sei mesi in modo che la gente si sarebbe potuta difendere da sola. Non ho mai capito perché questi due semplici provvedimenti che Ciampi aveva raccomandato, non siano stati usati dal governo Berlusconi». Queste iniziative erano state concordate da Prodi e da Ciampi. Con te oggi non aggiungo altro in quanto ho una giornata complessa e non voglio perdere tempo con chi come al solito denigra senza essere informato. saluti

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgtinauser 16 luglio 2014 | 10:35

Non ti affaticare, l´utente Chiarissimo vive in un mondo parallelo

Risposta a: Lettore_9263061


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_9263061 16 luglio 2014 | 10:44

risposta a tinauser Lei scrive "Non ti affaticare, l´utente Chiarissimo vive in un mondo parallelo temo che Lei abbia ragione seguendo la politica dal 1983 ho imparato a rispettare le opinioni di tutti dal PCI al MSI e quindi rispetto anche le idee di chiarissimo e mi batterò affinché chiarissimo possa votare Forza Italia per sempre, ma questo non significa che avere le proprie opinioni dia il diritto di negare la realà e i dati di fatto Che con Berlusconi stavamo fallendo è un dato di fatto che Berlusconi abbia spesso mentito (sulla crisi su Ruby nipote di Mubarak ecc) è un dato di fatto . Nelle altre nazioni europee (esempio Germania) un politico del genere (non importa se di destra sinitra o centro) dopo essersi comportato così ammesso che riesca a ricandidarsi non prende neppure un voto, perché in primis a non votarlo sono i suoi ex elettori vorrei che in Italia fosse lo stesso .. cordialità e grazie

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 12:23

A parte che la disinformazione (o la propaganda)l'hai domsotrata tu più volte, la mia domanda era ben diversa, e non ti salvi di certo riportando il virgolettato di un altro lettore. La mia domanda era: in quale decreto attuativo erano presenti quegli strumenti di controllo di cui parli? E con quale emendamento o decreto SB li avrebbe cancellati? Perchè è chiaro che, condizione 1, se davvero c'erano e condizione 2, se non sono stati cancellati, allora è perchè non funzionavano. Nel ripetere poi che con SB non ci sarebbe stato "il doppio prezzo in lire e in euro per sei mesi" ripeti poi l'errore del lettore di cui riporti il virgolettato. A precisa domanda, su perchè allora l'inflazione fosse stata in linea con l'anno precedente, anzi addirittura più bassa (2,6% nel 2002, 2,8% nel 2001), il lettore mi ha risposto che i prezzi non sono aumentati subito. Ma come è possibile allora che abbia avuto qualche influenza il fatto che, secondo voi (che ricordate solo quello che volete ricordare, non quello che è successo veramente) nei primi sei mesi non fossero riportati i doppi prezzi? Povero Publius, non ti bastavano i tuoi boomerang, ora ti prendi anche quelli degli altri...

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 12:26

Verissimo. Vivo in un mondo in cui i fatti e i dati hanno importanza, parallelo a quello della propaganda antiberlusconiana in cui vive lei.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 13:57

Il berlusconismo ha fatto peggio: ha fatto crescere la subcultura già diffusissima in Italia: 1 - dell'egoismo particolaristico, 2 - dello scarso senso civico, 3 - del familismo amorale (includendo nel concetto la "famiglia" piduista o mafiosa o politica), 4 - del nepotismo che premia i meno capaci (come quasi tutti i collaboratori politici di SB), 5 - del chiagne e fotte, 6 - dell'insofferenza alle regole, 7 - dell'idiosincrasia ai controlli, 8 - dell'apparenza e non della sostanza effettuale, 9 - della triade menzogna-negazione freudiana-proiezione psicologica, 10 - della negazione del principio di realtà, 11 - del racconto mendace di una realtà parallela avulsa dai fatti e dai dati, 12 - del pessimismo cosmico venato di paranoia (alimentato ad arte dalle terribili tv*), 13 - della lamentela infinita e sterile, che è lo sport nazionale più diffuso...

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 16 luglio 2014 | 13:59

Brutta cosa essere del tutto disinformato e denigrare, doppia figura ma oramai ci sei abituato. Quel virgolettato si riferisce ad una famosa intervista di Prodi nella quale accennava a fatti oramai risaputi e cioè di due strumenti messi a punto da lui e Ciampi per impedire che gli italiani venissero tuffati dalle categorie che ho illustrato, note fucine di elettori del pregiudicato con percentuali bulgare. Cosa che invece avvenne con la complicità del pluri condannato con esplosione dei prezzi dall'autunno 2001 alla primavera 2002. Anche questo facilmente rintracciabile on line. Ti risaluto

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 14:15

Se c’era, c'è, una costante della propaganda berlusconiana - consustanziale alla sua struttura psicologica di mammone "bambino" narcisista e con problemi seri col principio di realtà (che caratterizza, appunto, i bambini fino a 5 anni di età), che è conseguenza dell’educazione ricevuta da una mamma autoritaria (la mitica mamma Rosa, la vera responsabile) e da un padre severo, che ne ha fatto un campione nell’uso della triade menzogna-negazione freudiana-proiezione psicologica, è la costruzione di una realtà parallela. Infatti, la stragrande maggioranza di questi individui - fateci caso - vota e milita a destra, e non per un fatto di geni, ma perché la scelta politica è conseguenza della struttura psicologica, e quelli di destra - quasi tutti - lo sono, di destra, perché hanno ricevuto una educazione troppo severa, autoritaria, talvolta addirittura castrante, che poi provoca in loro problemi col principio di realtà, per cui sono costretti a crearsi una realtà parallela che impedisce loro di valutare i fatti, i dati e i... 'post' che perturbano la loro visione a senso unico ed il loro giudizio preconcetto. E, spesso, mentono e "proiettano" i loro difetti e li criticano ferocemente negli altri.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgNinanina68 16 luglio 2014 | 14:36

Vabbè che siamo il 16 luglio e fa molto caldo... ma questo non si uò leggere

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 16:40

Caspita, avevo letto la tua stessa frase riportata da un altro lettore, che però aveva aggiunto il nome di Prodi, avevo ritenuto che quindi quella fosse una sua frase e non avevo riconosciuto che era una dichiarazione di Prodi di qualche anno fa! Ma allora sono veramente disinformato! Suvvia, Publius, questi tuoi tentativi di denigrazione sono veramente ridicoli, quasi più dei boomerang che lanci continuamente e della tua nuova tattica per non rispondere alle domande che ti faccio: intervenire a metà conversazione, uscirtene con un tuo pensiero e poi dire che mi saluti perchè è inutile parlare con me. E anche stavolta, nel lanciarti un nuovo boomerang (l'euro nell'autunno del 2001 non c'era!) non rispondi a una domanda molto semplice: ma se i prezzi come dici si impennarono, come mai l'inflazione nel 2002 calò rispetto al 2001?

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:44

CHANGE-OVER. A parte che non ho letto nessuna replica di chiarissimo al mio commento, 1) segnalo: Comitati Provinciali Euro (CEP), previsto dal decreto del Ministro del Tesoro 6 agosto 1997, G.U. n. 207 del 05/09/1997, attivi da 1.1.98; non credo ci sia un decreto ministeriale che li abbia aboliti, ovviamente, ma che non siano stati fatti funzionare come avrebbero dovuto e potuto, viste le conseguenze. 2) Non ho scritto che i prezzi non sono aumentati subito, ma che non sono raddoppiati subito, come milioni di Italiani dicono o scrivono, secondo me sbagliando. 3) Per quanto riguarda il dato dell’inflazione (ed è una critica annosa e abituale che prescinde dal change-over), all’epoca ci fu una diatriba accesissima tra le associazioni dei consumatori e l’Istat sui criteri di composizione del paniere e di rilevazione dei prezzi. In ogni caso, cito a memoria, da studi risultò che i prezzi dei prodotti non tecnologici (che erano addirittura diminuiti in ragione della concorrenza accesa) e che costituivano i consumi tipici dei ceti popolari erano aumentati dell’8% circa. A causa della furbizia delle categorie (elettrici Cdx) e dell’inefficienza della PA forse gli aumenti abnormi (che ci furono) ci sarebbero stati lo stesso anche con i controlli programmati; quel che è certo, però, è che il ministro dell’Economia e Finanze Tremonti non li attuò bene, né fece molto quando si palesarono gli abusi.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:50

Io, che me ne intendo un po', la considero una replica rivelatrice.

Risposta a: Ninanina68


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:57

So bene che è (quasi) inutile dire al 95% degli Italiani: controlla i numeri o usa la logica; ma ciononostante, per combattere i pifferai magici, è quello che faccio da sempre e da 5 anni in Internet, proponendo analisi quali-quantitative e progetti di educazione, poiché solo in questa c'è la soluzione (a lungo termine). Perché ritengo che serva mettere dei punti fermi sui dati di realtà, per contrastare l'affermarsi della solita tattica del Cdx di raccontare una realtà parallela, propagandata ad arte dal loro sistema di DISINFORMAZIONE, che fa molte vittime anche nel Csx, agevolato da 2 fattori: a) il controllo e l'uso spregiudicato dei media; e b) la cultura controriformistica italiana sedimentatasi nei secoli, che fa odiare i numeri, la logica ed i fatti. A questo, io oppongo il mio piccolo sistema di CONTROINFORMAZIONE, basato rigorosamente sui dati, sui fatti e sulle argomentazioni logiche, che ha anche una funzione pedagogica, chiaramente insufficiente poiché occorrerebbe una rivoluzione culturale, partendo non dalla scuola (che viene dopo), ma dalla famiglia. In attesa che s’inizi quest’opera di educazione, occorrerà sobbarcarsi alla fatica di Sisifo di discutere con i vari “chiarissimi” e “svegli” (già dal nickname io riesco ad individuarli), e bisognerà farlo, prima che come polemica politica, come dovere civico.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgNinanina68 16 luglio 2014 | 17:03

Si capisce chiaramente che a lei non si può nascondere nulla!

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 17 luglio 2014 | 12:48

Insisti? Ripeto: metti i piedi a terra e prova a fare i conti con la realtà effettuale, non con quella immaginaria. E’ molto doloroso per te, lo so, ma prima o poi bisogna pure uscire dalla “età del piacere” della prima infanzia (è lì l’eziologia del tuo problema) e provare a diventare adulti. Con questo mio dialogo, ti sto solo dando una mano.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3499202 17 luglio 2014 | 14:31

<< ...a parte non è vero che i prezzi raddoppiarono subito...>>quindi confermi che comunque i prezzi raddoppiarono...dopo.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 17:41

Sembri avere qualche problema... L'eristica non è mai esercizio di capacità, ma vuoto pneumatico riversato sugli altri.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 21:58

L'Educatore ha preso un abbaglio grosso come l'enfasi un po' stupida che mette nelle sue parole. Vito Tanzi "Sono stato presidente del Comitato € da sett 2001 allo scioglimento (6 mesi dopo la cessazione del corso legale della lira, come fissato dall’art. 2, c. 10, DPR 268/98). Durante questo periodo, il Comitato, che aveva ampia rappresentanza di istituzioni pubbliche e private, si riunì spesso per affrontare problemi logistici o giuridici connessi con l'avvio dell'€ e contribuì alla soluzione di molti problemi...Si ignora che l'Italia ha un’ECONOMIA DI MERCATO e in quella..un venditore (di scarpe, cipolle, triglie) può stabilire QUALUNQUE PREZZO per ciò che vende. Se lo fissa più alto di altri, perderà clienti e sarà costretto ad abbassarlo. Quindi…in ogni momento il venditore chiederà il prezzo più alto che può ottenere senza aspettare € o altre scuse...In un'economia di mercato, non è la GdF che impedisce l'aumento dei prezzi, ma libera concorrenza e politica monetaria. Ovvio, più prezzi politici (es. tariffe), prezzi amministrati (i taxi) o di monopolio ci sono, minore è l'effetto di concorrenza nel contenere l'aumento dei prezzi. Date ste premesse, è ovvio che il Comitato € non aveva nessuna responsabilità rispetto al controllo dei prezzi. Il DPR 268/98, che ne specificava le competenze, NON faceva nessun RIFERIMENTO al CONTROLLO dei PREZZI. E infatti, nessuno ha precisato cosa si dovesse controllare in un sistema di libertà dei prezzi" La Voce.info del 18.3.2004.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 22:12

Quello che dice Vito Tanzi, letto attentamente, in merito ai prezzi politici, amministrati o di monopolio, per paradosso disvela casomai (e le raddoppia) le immense responsabilità della sx, di quel disastro degli anni 90: le 'finte' privatizzazioni vennero fatte con prezzi garantiti (penso a Telecom, Infostrada, Autostrade, alle banche!), addirittura con tariffe stabilite dal parlamento. E quindi, secondo Tanzi, quanto più ci sono queste distorsioni del mercato, tanto meno il mercato risponde a certe sollecitazioni. Sarebbe da sondare quella via, altrochè Mr Prezzi!! Guarda caso, in UE quando cominciano a temere la distruzione del giochino (vedi voto anti UE, alle ultime elezioni. Ovvio, Italia a parte, ove la propaganda ha una violenza smisurata!!), arriva la disinformacjia a rimettere tutti in riga!! Perfino l'Educator Veruska!!

Risposta a: svegliaitalia


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 18 luglio 2014 | 0:27

Che ci vuoi fare: era già scritto nero su bianco nel decreto stesso che mi aveva detto di guardare... sono fatti così, purtroppo.



***


INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON IL PROF. HANS TIETMEYER
EX PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK

Palazzo del Quirinale, in occasione del conferimento "motu proprio" dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'OMRI - 21 febbraio 2000


Sono lieto di avere qui il Presidente Tietmeyer per potergli conferire personalmente la "Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana". E vorrei anche, non dico spiegare perché tutti credo che già lo sappiano, ma anche ricordare a noi tutti i motivi per i quali ho ritenuto che il Presidente Tietmeyer meriti altamente questa onorificenza.

Ci siamo conosciuti molti anni fa, proprio in quel Comitato di Politica Economica, di cui qui abbiamo presente il primo Presidente, il Prof. Malinvaud; qualche anno dopo Hans Tietmeyer fu nominato Presidente di quel Comitato. E lavorammo insieme in quegli anni e nei successivi.

Allora Hans Tietmeyer era - se ben ricordo - Sottosegretario alle Finanze; egli ha passato tutta la vita nella pubblica amministrazione: venti anni nel Ministero dell'Economia, dal 1962 al 1982; e poi dal 1982 fino al 1989. Era, quindi, nel Comitato di Politica Economica, come Sottosegretario alle Finanze.

Successivamente entrò, all'inizio degli anni '90, nel Direttorio della Bundesbank, e nel 1993 fu nominato Presidente; carica che ha tenuto fino allo scorso anno.

Credo che in tutta questa attività Hans Tietmeyer abbia dimostrato quattro meriti. In primo luogo l'essere stato il più deciso sostenitore di quella che io chiamo la "cultura della stabilità" e con questo di avere confermato la forza e la funzione del "Deutsch-Mark".

Il secondo merito nel suo Paese è quello di essere stato anche un grande protagonista dell'unificazione tedesca. Non a caso, era da poco entrato nel Direttorio della Bundesbank, quando nel 1989 il Cancelliere Kohl chiese al Presidente della Bundesbank Pöhl di potere riavere temporaneamente Hans Tietmeyer per dedicarlo all'unificazione tedesca per tutto quello che riguardava gli aspetti monetari.

Il terzo merito, a mio avviso ancora maggiore, è quello di essere stato un protagonista e, direi anche uno degli anticipatori della unificazione monetaria europea. E non a caso egli già fece parte del Comitato Werner, nel 1970. Tutte le vicende successive, tutti i negoziati che hanno portato, alla fine del 1978, alla creazione dello SME e poi tutti gli avvenimenti che si sono succeduti hanno visto Hans Tietmeyer, sia come rappresentante del Governo tedesco, sia come Governatore, una figura di primo piano in questa creazione dell'Euro.

Il prestigio che ha acquisito in tutti questi anni è dimostrato anche da uno dei più recenti, uno degli ultimi incarichi che ebbe come Presidente della Bundesbank, cioè quello di essere incaricato dal G7 di presiedere il "Financial Stability Forum".

Tutta questa sua attività ha avuto delle "guide lines" ben chiare, che si possono ritrovare nella recente opera editoriale da lui pubblicata, con il volume che va sotto il titolo di "Social market economy and monetary stability".

Il titolo del libro risponde alla sua visione di collegare l'attività monetaria, nella quale si è particolarmente impegnato, con l'andamento generale dell'economia in un quadro di grande attenzione alla realtà sociale.

A Lui l'Italia deve molto. Prima di tutto, perché è stato il Presidente della Bundesbank con una più profonda e sicura visione europeista.

Ricordo ancora - e qui entro nelle memorie personali - uno dei nostri ultimi incontri, nel febbraio del 1998 - quando in Germania - dopo avere avuto vari contatti politici a Bonn, andai a Francoforte alla Bundesbank: le preoccupazioni che allora Hans mi espose erano quelle di un vero europeista. Egli aveva chiaramente in mente la consapevolezza che creare l'Euro era un passo di non ritorno verso l'integrazione europea. Per questo era preoccupato dell'ingresso della lira.

Egli mi diceva con tutta franchezza che entrare in una moneta unica senza possibilità di ritorno - e ancor più in vista di una crescente integrazione europea - implica avere economie con la flessibilità necessaria a vivere in una condizione del genere. E l'Italia la flessibilità era stata costretta a cercarla per troppe volte nella svalutazione della lira. Questa era la grossa preoccupazione di Tietmeyer

Ci eravamo già trovati a vivere momenti drammatici già nel novembre del 1992, quando avvenne la crisi non solo della lira ma di tutto il sistema monetario europeo. Hans sicuramente ricorderà quella riunione di un sabato pomeriggio negli uffici del Ministero del Tesoro - insieme a Kohler, il Ministro Barucci, Dini ed io - a cercare una soluzione, che giustamente vedevamo nella necessità di una svalutazione ampia, non solamente dell'Italia, ma anche di altri Paesi, nei confronti del marco e di una riduzione dei tassi di interesse nella Germania. Presidente del Consiglio era l'attuale Ministro del Tesoro, on. Amato, che ci seguiva per via telefonica.

E poi ci siamo ritrovati in altri incontri non facili, nel novembre 1996, per la riammissione della lira nella banda stretta, e poi nel 1998 per la finale decisione delle valute che dovevano far parte dell'Euro. Ma tutte queste nostre discussioni ci hanno sempre visto operare in spirito di grande lealtà ed amicizia.

Hans temeva, quando sostenevo la candidatura dell'Italia all'ingresso nell'Euro, che mi sbagliassi per eccesso di europeismo e per eccesso di amore di Patria. E al termine del nostro incontro, mi permetterò di dargli, con il permesso del Ministro del Tesoro, un grafico dei conti pubblici italiani negli ultimi venti anni. Questo grafico dimostra che egli aveva ragione di dubitare, ma che anche noi avevamo ragione di essere fiduciosi nell'Italia.

Oggi l'Italia può ben dire di avere non solo sradicato l'inflazione ma di avere condotto all'equilibrio i propri conti pubblici e di avere iniziato una riduzione anche di quell'altro importante rapporto che è quello tra il debito e il prodotto interno lordo. Certo c'è ancora molto da fare in Europa e, non meno che negli altri Paesi, in Italia per rafforzare questa nostra Unione Europea, per rafforzare questa nostra valuta comune.

Quello che posso dirti, caro Hans, è che la fiducia che mi esprimesti a York, in occasione dell'Ecofin nella primavera del 1998, quando mi facesti capire indirettamente che anche la Bundesbank era d'accordo per l'ingresso dell'Italia nell'Euro, non è stata una fiducia mal riposta. E al tempo stesso voglio ringraziarti, a nome dell'Italia e mio personale, perché senza il tuo pungolo, senza la tua costanza non si sarebbero realizzate tante cose né in Europa, né in Italia.

Per questo desidero consegnarti questa Onorificenza che intende dimostrarti la stima, l'amicizia e il ringraziamento del mio Paese.

 

RISPOSTA DEL PROF. HANS TIETMEYER

 

Signor Presidente, Signore e Signori,

prima di tutto vorrei dire quanto mi senta onorato e quanto questo incontro mi riempie di emozione.

Sono felice di avere potuto ricevere da Lei, dalle sue mani, questa Onorificenza. E mi fa molto piacere rivedere tanti vecchi amici con i quali ho potuto collaborare per tanto tempo. E per me è stato anche un onore poter lavorare con loro.

Vorrei prendere uno dei pensieri che Lei ha menzionato, Signor Presidente: l'Italia è stato ed è uno degli elementi centrali dell'Europa. E l'amicizia tra la Germania e l'Italia ha potuto funzionare anche in situazioni di crisi e nei momenti difficili.

Ho sempre cercato di lavorare a favore dell'Europa. Già nel 1951; uno dei miei professori mi ha scritto sotto un tema che riguardava l'unione del carbone e dell'acciaio: "Auguro ogni bene a un europeista convinto".

Sono convinto che l'Europa possa esistere soltanto se da un lato abbiamo dei valori in comune e dall'altro dobbiamo anche trovare altri aspetti in comune che devono rispecchiare la realtà. E penso, che senza riferirci alla realtà in cui viviamo non potremmo mai avere una integrazione duratura. E se questo non ci dovesse riuscire avremo una evoluzione in Europa che può portare a dei conflitti.

Quello che ho detto vale anche per l'Euro. L'Euro di per sé è stato un notevole progresso, ma l'Euro è anche una grandissima sfida per tutti. Sono felice che abbiamo potuto affrontare insieme momenti non facili durante questo processo. Ci sono stati infatti delle situazioni critiche, ma non li abbiamo affrontati soltanto pensando alla nostra amicizia, ma abbiamo sempre avuto presente anche la realtà. E sono convinto che abbiamo bisogno di un Euro veramente durevole e stabile; questo è necessario soprattutto se vogliamo rimanere competitivi nei confronti del dollaro.

So che ci sono state persone che mi hanno criticato, anche nel mio stesso Paese, poiché si riteneva che fossi contrario all'Euro. Qui in Italia si credeva, addirittura, che fossi contrario all'ingresso della lira nell'Euro: tutto questo non è esatto. Sono convinto che sia veramente un bene che sia stato istituito l'Euro e credo che sia anche un bene che l'Italia faccia parte dell'Euro.

E devo dire che ciò è merito di tante persone che sono qui presenti in questa sala. Vorrei aggiungere che Lei, Signor Presidente, ha contribuito a tutto questo, nei suoi vari incarichi istituzionali ricoperti, ma anche nella sua politica monetaria. Lo stesso vale per il Presidente Amato, quando era Presidente del Consiglio dei Ministri e nelle sue vari funzioni come Ministro e per il Ministro degli Esteri Dini, che proveniva dalla Banca d'Italia, con il quale abbiamo lavorato nei vari Comitati di giorno e di notte, senza sosta. E vorrei anche ricordare l'attuale Governatore della Banca d'Italia, Fazio. Tutti costoro hanno contribuito in modo decisivo alla partecipazione dell'Italia all'Euro.

Devo dire che molte persone mi criticano, anche nel mio Paese sono stato criticato, però oggi sono abbastanza soddisfatti di quello che ho detto allora, perché a volte bisogna anche correre il rischio di dire delle cose un po' spiacevoli, ma che rispecchiano la realtà.

Vorrei ancora ribadire quanto mi senta onorato e rinnovare il mio ringraziamento per l'alta onorificenza che mi è stata conferita. Spero e auspico che l'Euro abbia il suo successo, come spero ed auspico che l'amicizia tra l'Italia e la Germania possa ulteriormente progredire. E naturalmente spero anche che l'integrazione europea possa svilupparsi ulteriormente.

E con questo vi ho espresso tutte le speranze di una persona che ormai ritiratasi in pensione.




 

Sfoglia settembre   <<  1 | 2  >>   novembre
temi della settimana

educazione banca d'italia sviluppo intellettuale elsa fornero pensioni draghi curiosita' sessuali pd bersani germania bce ue fake news renzi sessualità debito pubblico berlusconi imposta patrimoniale crisi economica economia



ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


links


archivio

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0