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Quante remore... filosofiche quando c'è da far pagare ai ricchi

 
reddito minimo di Corrado Del Bò
Ragioni morali
25/06/2013
Il reddito minimo costituisce una misura per attenuare gli effetti della povertà, perciò a buon diritto potrebbe essere incorporato nei nostri sistemi di welfare. Perchè non possono essere le condizioni di nascita, naturali o sociali che siano, a dettare quelle che saranno le condizioni di vita individuali di ciascuno di noi
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/Ragioni-morali-19100
 
Osservo:
1. Voi studiosi dovreste evitare la proliferazione/confusione di termini ed usare tutti “Reddito minimo garantito” (RMG).
2. Oltre all’Italia e alla Grecia, il reddito minimo garantito non esiste neppure in Ungheria.
3. La crisi epocale in atto ha richiesto, nella scorsa legislatura, il varo di manovre finanziarie correttive per un ammontare cumulato colossale pari a 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi, 63,2 mld il governo Monti, cfr.  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html), addossati in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), senza che questi abbiano protestato – come ebbe a dire l’ineffabile ministro dell’Economia Tremonti - neanche tanto; va bene che l’opinione pubblica è governata dai ricchi e dai loro UTILI IDIOTI ben retribuiti, ma – permettetemi - fa impressione notare che, per varare il Reddito minimo garantito (RMG), che esiste da molti anni in quasi tutta la UE27, ci si pongano tante remore… filosofiche.
4. La crisi sarà dura e lunga almeno 15 anni, occorre che il tema lavoro diventi obiettivo prioritario e strategico ed occorrono misure incisive e radicali di welfare, quali appunto il Reddito minimo garantito (RMG), opportunamente disciplinato.
5. Ma, come sto scrivendo da 4 anni, da quando frequento Internet, per sottrarre i poveri (attuali e potenziali) alla povertà, occorre la casa ad affitto sociale (100-150€ al mese), che rende congruo anche un “reddito minimo garantito” (Rmg) di poche centinaia di € al mese (l’Rmg non potrà essere di 600-700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario, occorre essere realistici perché come si sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, e negli altri Paesi di norma è inferiore a 500€/mese [*]); pertanto all’Rmg va abbinato in-di-spen-sa-bil-men-te un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare) per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo; ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti altri 2,5-5 mld.
 
PS: Alloggi pubblici.
[*] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
 
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Anni 2006 e 2010.
Contributo per persona (€)
Paese Misura
………………………………………………………………..2006…..2011
Germania Sozialhilfe (assistenza sociale)
Arbeitlosengeld II (suss. disocc.) ………………………345 ..…364
Francia Revenu de solidarité active ……………….……441 …..475
Spagna Renta minima ………………………………….349,5….412,7
Regno Unito Income support …………………………..306,8 …742
Employment and Support Allowance ……………..…...328,8 …385,4
Means-Tested Jobseekers Allowance ……………..…..306,8 ....742
Pension Credit-Guarantee Credit …………………...…654,4….785,4
Danimarca Kontanthjælp (assistenza sociale) .…….....1.201 .…1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre, in funzione delle esigenze di vita del richiedente. Nel Regno Unito, l’Income Support può essere integrato con l’aggiunta dei servizi sanitari gratuiti (compreso il dentista), di voucher per l’acquisto di occhiali, di sostegni alla gravidanza e ai costi della mensa scolastica. In Germania, l’integrazione è prevista per i nuclei monogenitoriali, per gravidanze e, una tantum, per nuclei familiari di recente costituzione. In Danimarca, il cui livello di generosità dipende dal grado di copertura dell’erogazione, il contributo comprende, infatti, non solo i mezzi necessari al sostentamento, ma anche quanto è necessario per l’abitazione e per l’attività lavorativa.
Per quanto concerne la tassazione, ci sono paesi nei quali il reddito minimo non è soggetto a tassazione (Francia, Germania e Regno Unito) e quelli nei quali lo è (Spagna e Danimarca). Con alcune differenze: in Spagna il contributo è soggetto a tassazione normale, in Danimarca, invece, sono previste apposite deduzioni (1,74 euro all’ora, per un massimo di 160 ore).
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf


 
Post e articoli collegati:
 
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
Nel post del 22/6 u.s. Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.htmlho scritto:
Ma è [il reddito minimo garantito] un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
- chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
- riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
Ecco un – l'ennesimo - caso emblematico di mala spesa pubblica:
 
LA CONFERENZA STAMPA
Messineo: "La corruzione, un cancro troppo esteso"
Mercoledì 19 Giugno 2013 - 14:00 di MonicaPanzica
Un quadro desolante quello che il procuratore capo di Palermo ha fornito al margine della conferenza stampa sui 17 arresti. "Il sistema Giacchetto ha divorato milioni di euro dei fondi dell'Unione Europea".
PALERMO - "Si tratta di una lunga serie di episodi, tristemente e gravemente monotoni, all'insegna dello sperpero della spesa pubblica. Questo ente di formazione, destinatario di ingenti somme di finanziamenti europei per una somma complessiva di circa novanta milioni, non ha utilizzato queste somme per promuovere sviluppo e occupazione in Sicilia creando un raccordo tra le aziende e il mercato del lavoro, anzi". E' il quadro generale, alquanto desolante, delineato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a margine della conferenza stampa sui diciassette arresti per i fondi della formazione professionale e gli appalti legati ai grandi eventi della Regione Siciliana.
Le indagini hanno dimostrato che i fondi non sono stati mai destinati alla scopo: basti pensare che non è mai stato rilevato un aumento dell'occupazione grazie al Capi, questo ente non ha mai trovato lavoro a nessuno, nemmeno ad una persona. L'unico utilizzo "legale" di quei soldi è quello che riguarda le duecento persone assunte dal Ciapi".
"Per molta parte - ha proseguito Messineo - i fondi sono stati sperperati da parte del soggetto centrale della vicenda, Faustino Giacchetto, che con una serie di espedienti, false fatturazioni, finte negoziazioni immobiliari e fatture gonfiate, ha incassato i fondi che erano stati spesi - solo apparentemente - ma che tornavano al Giacchetto stesso e utilizzate per le proprie spese".
Due le indagini che, nel corso di un biennio, hanno camminato sulla stessa strada per poi intrecciarsi: il project manager Giacchetto è considerato l'uomo chiave. Secondo l'accusa, riusciva a monopolizzare i grandi eventi perché aveva una sorta di "appalto esclusivo all'assessorato al Turismo per l'organizzazione degli eventi", ha affermato Messineo, che ha proseguito: "C'e' stata una cospicua partecipazione di politici e nei confronti di questi soggetti abbiamo individuato forme improprie di finanziamento.
Un vero e proprio cancro - ha precisato il procuratore - che riguarda purtroppo diversi aspetti della politica. In questo caso erano stati messi in segno sistemi molto sofisticati, che si sono snodati tra fatturazioni false, compravendite immobiliari che si fermavano al versamento della caparra da parte dell'ipotetico acquirente e giri di bustarelle. Meccanismi diversi tra loro - ha proseguito Messineo - che permettevano comunque di ottenere affari d'oro.
Il risultato delle indagini è frutto anche della collaborazione dell'Organismo Antifrode di Bruxelles, come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti: "Un lavoro coordinato, che ci ha permesso di andare fino in fondo. Siamo riusciti a fare luce su una serie di aspetti che erano tutti direttamente collegati, che rendono necessari, ora come mai, i controllo sulla spesa pubblica, un settore importantissimo, almeno quanto quello dell'evasione fiscale.
http://livesicilia.it/2013/06/19/la-corruzione-un-cancro-troppo-esteso_336218/
 
 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/71

 
Uomo narciso, pregi e difetti in amore
04/06/2013
All'inizio sfodera fascino e capacità di seduzione. Ma alla lunga è un disastro
Descrizione: Uomo narciso, pregi e difetti

L'uomo narciso, quello capace di stare ore davanti allo specchio per curare il look, di spendere un patrimonio in cosmetici e in abbigliamento all'ultima moda, avrà mille pregi. Di sicuro, tanto per fare un esempio, quasi sempre sfodera grandi capacità di seduzione, fascino e audacia nelle tecniche di conquista delle donne. Al primo appuntamento, poi, è praticamente insuperabile. Il fatto è che, a fronte di tutti questi lati positivi, ce ne sono altri che qualunque donna preferirebbe non sperimentare. Quali? Se n'è occupato uno studio scientifico sul narcisismo, che è giunto a risposte molto interessanti.
 
Lo studio
Se lui è narciso flirta meglio e si comporta con maggiore audacia e fascino con le donne al primo appuntamento. I narcisi sono molto abili ad allacciare relazioni amorose ma, alla lunga, non si occupano molto della partner.
Lo dimostra una ricerca svolta alla Humboldt university di Berlino (in Germania), pubblicata sul numero di luglio della rivista scientifica "Personality and social psychology bullettin". L'indagine è stata condotta su 61 uomini, di 25 anni di età media, ai quali è stato chiesto di approcciare per strada le donne che non conoscevano per riuscire ad avere il loro numero telefonico, l'e-mail o il contatto su Facebook.
Gli studiosi hanno anche sottoposto il gruppo di volontari a differenti test sulla personalità, identificando il livello narcisistico di ognuno, escludendo i casi patologici.
 
I difetti nel lungo periodo
"I narcisi hanno conquistato di più le ragazze mostrandosi anche meno selettivi nelle scelte", spiega Michael Dufner, che ha condotto l'esperimento. "Piu alto è il livello di narcisismo. più è probabile ottenere contatti con l'altro sesso. Ciò dipende da un maggiore fascino e audacia sociale. Se però i narcisi sono molto abili ad avviare le relazioni e di primo impatto appaiono più intimi e affascinanti, si mostrano meno capaci a mantenere relazioni affettive e di amicizia nel lungo periodo", conclude Dufner.
 
Uomo narciso, pregi e difetti in amore
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
post/5-card. Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
post/13-Test: Equilibrismi d'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
post/15-Quando l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html
post/17-Gay ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html
post/18-Sette regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html
post/19-L’amore è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html
post/20-Mi eccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html
post/21-Cosa non fare dopo una serata di passione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630733.html
post/22-Sesso, crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html
post/23-Sesso, chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html
post/24-Ricerca: ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html
post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
post/33-Sesso: ‘flop’ per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 post/34-Sesso:l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html
post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
post/36-Sesso: 1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html
post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perchétraditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html
post/38-Divisi anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html
post/39-Erezione difficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html
post/40-Kamasutra per il punto G
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769002.html
Post/41-Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769346.html
Post/42-Cassazione: 'hot line' casalingo? Nessun reato. In allegato il testo della sentenza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769819.html
Post/43-Pistacchi: il frutto dell’Amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771010.html
Post/44- Le più grandi stranezze sessuali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771479.html
Post/45- L’attrazion esessuale si rivela con uno… sbadiglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771527.html
Post/46- Sesso: lo studio, coppie 'rumorose' piu' felici sotto le lenzuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771834.html
Post/47- Le dimensioni? A letto contano eccome...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771993.html
Post/48-I 2 chiodi fissi dell'uomo (oltre al sesso)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772356.html
Post/49- Sesso: guai a letto se lei guadagna piu', lui spinto verso Viagra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772551.html
Post/50- Sesso: problemi sotto le lenzuola per lui, solo 1 su 4 chiede aiuto al medico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772898.html
Post/51- Donne e sesso: gli studi sono realmente scientifici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2773033.html
Post/52- Ecco l’identikit del maschio europeo in crisi con il sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774274.html
Post/53- Il ritorno dell’educazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774670.html
Post/54- Sesso over 65, elisir di felicità
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2775931.html
Post/55- Altro che Viagra, prova il fieno greco...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780508.html
Post/56-I video per far bene l’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780914.html
Post/57- I test di salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781305.html
Post/58-Sesso orale, due vantaggi sorprendenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781451.html
Post/59-Più fai sesso, più proteggi la prostata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781682.html
Post/60-Le posizioni del sesso che ancora non conosci
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782281.html
Post/61-Pene, quando le dimensioni contano... troppo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782709.html
Post/62-L’uomo che ascolta fa buon sesso. Per lei conta l’autostima
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782970.html
Post/63-Problemi di erezione, campanello d’allarme per il cuore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783164.html
Post/64-I preliminari sono importanti. O no?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783344.html
Post/65-Prima volta, che ansia...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783785.html
Post/66-I 5 motivi per cui fa flop sotto le lenzuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783958.html
Post/67-Manuale del buon sesso d’estate
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784438.html
Post/68-Ti ha tradito? Strategie e consigli pratici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784787.html
Post/69-Sesso, le italiane sono le migliori al mondo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785307.html
Post/70-Donne in carriera, infedeli come gli uomini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785671.html
 
 

Dialogo breve con Alfonso Gianni sul programma del PD, il reddito minimo garantito, la questione femminile ed altro

 
Riporto una breve discussione, svoltasi alla fine del mese di dicembre scorso, tra Alfonso Gianni e me sul suo blog in Huffington Post. Anche in questo dialogo, come faccio da 4 anni dacché frequento Internet, ho sostenuto la necessità del varo sia del reddito minimo garantito (Rmg), sia di un piano corposo di alloggi pubblici, prendendo i soldi da una imposta patrimoniale.
 
 
Alfonso Gianni
L'Agenda Monti Sotto l'Albero di Natale
Pubblicato: 27/12/2012 11:00
http://www.huffingtonpost.it/alfonso-gianni/lagenda-monti-sotto-lalbe_b_2366242.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Vincesko
13 Fan
00:27 su 28/12/2012
E' regola elementare delle analisi non comparare dati non omogenei. La Carta d'intenti (lo dice la parola stessa) del Csx non è comparabile con l'Agenda Monti, che anche se di appena 25 pagine è già un programma politico abbastanza dettagliato. Se Alfonso Gianni smettesse per qualche minuto gli abiti dell'intelligentone di estrema sinistra e si informasse adeguatamente, riuscirebbe forse a sapere che il Segretario Bersani, subito dopo le scorse primarie, dichiarò che il secondo passo era l'elaborazione del programma, dal che si ricava la conferma che la Carta d'Intenti non lo è. Poi, le dimissioni del premier ha scombussolato la "road map" (1. primarie; 2. elaborazione del programma; 3. scelta delle alleanze, in coerenza col programma; e 4. primarie di collegio per la scelta dei candidati), imponendo la precedenza alle primarie per la scelta dei parlamentari. (continua/1)
 
Vincesko
13 Fan
00:25 su 28/12/2012
(segue/2)
In primo luogo, osservo che soltanto una forzatura "ideologica" da bastian contrario può far affermare che il "Reddito di cittadinanza" (che, per inciso, esiste in tutti i Paesi UE, tranne Italia, Grecia e Ungheria) non faccia parte delle proposte del Csx, che Monti furbescamente ha mutuato. Anche perché persino nella famosa lettera della BCE del 5/8/2011, che è stata la vera ‘guideline’ del governo Monti, è raccomandato il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, nonché dei servizi per l'impiego, unica misura non ancora attuata (al riguardo, la proposta Ichino, a ben vedere, è meglio sia della legge Fornero sia dell'attuale assetto sostenuto dalla CGIL e dagli altri sindacati). 
Inoltre, va rimarcata dell'Agenda Monti la proposta dell'imposta patrimoniale, mutuata anch'essa dal programma di Csx, alla quale però andrebbe aggiunto un prestito forzoso su una platea selezionata per la riduzione celere del debito pubblico e dei relativi, ingenti interessi passivi (misura proposta, tra gli altri, da Veltroni-Morando al Lingotto2, da Fitoussi, da Giannino). 
Infine, va sottolineato l'inserimento nell'Agenda Monti della questione femminile, che assieme alla PA costituisce il problema prioritario e strategico italiano, obiettivo che è contenuto, se non ancora compiutamente nel programma del PD, nella Lettera di PDnetwork alla Segreteria Naz. ed ai Gruppi parlamentari del PD (cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html , nota 18).
 
 
Descrizione: foto
Blogger di HuffPost
Alfonso Gianni
20 Fan
19:08 su 28/12/2012
Non ho scritto che l'agenda Monti e la carta di intenti sono la stessa cosa, nè nella forma nè nei contenuti. Ho verificato però che le distanze non sono enormi. Anzi ci sono dei precisi punti di incontro, come la fedeltà al fiscal compact recentemente ribadita con ancora più forza da Bersani al Financial Times. In secondo luogo ribadisco che il del reddito di cittadinanza non è citato in nessun punto della carta di intenti. Che nel csx se ne parli è vero ed anche ovvio, non che esista una proposta precisa al riguardo, Comunque anche se vi fosse non è stata ritenuta degna di comparire tra gli intenti da cui deriverebbe l'articolazione del programma (se ci sarà). In terzo luogo non c'è traccia di patrimoniale nè di qui nè di là, se a questo termine si dà un significato proprio cioè di un'imposta soggettiva su tutti i beni immobiliari e mobiliari in capo a una persona fisica (fatte salve le eventuali franchige, come nella proposta della Cgil che considero la migliore in circolazione). Non si tratta quindi di essere più o meno intelligenti. Si tratta di legegre quello che c'è scritto, non quello che si vorrebbe fare intendere, sapendo che in politica le parole hanno il loro peso.
 
 
Vincesko
13 Fan
21:10 su 28/12/2012
1) Dove avrei affermato che Lei ha “scritto che l'agenda Monti e la carta di intenti sono la stessa cosa”? Io ho affermato che sono dati non omogenei, quindi non comparabili. Occorre quindi aspettare il programma del Csx.
2) “Le distanze non sono enormi” a) per alcune proposte, cioè quelle che Monti ha mutuato dal Csx; b) perché alcune proposte riflettono provvedimenti oggettivamente necessari, beninteso in un’ottica di Csx, non da intelligentoni sovrastati dall’ideologia; c) per altre, le distanze ci sono, o meglio ci saranno quando sarà disponibile il programma del Csx.
3) Il quale programma presumibilmente non sconterà più tutti gli effetti di condizionamento e dello spread e della prudenza del neofita e “comunista” Bersani in funzione dell’esigenza inevitabile di “accreditarsi” agli occhi dei poteri forti, soprattutto di quelli che muovono capitali speculativi megagalattici. (continua/1)
 
Vincesko
13 Fan
21:09 su 28/12/2012
(segue/2)
4) L’imposta patrimoniale (cfr. Dossier Imposta patrimoniale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ) ha subito alterne vicende, ma è una misura doverosissima proposta da parecchi e quindi Bersani la varerà, se non altro perché, dopo ben 330 mld di manovre correttive addossate in massima parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), i ricchi sono gli unici ad averli,i soldi. 
5) Ho scritto ‘intelligentoni’, come sono tutti quelli di estrema sinistra, ai quali non va mai bene niente e che, non avendo risolto il rapporto edipico, perdono tempo ad “ammazzare” tutti i giorni il loro padre: una iattura per l’Italia. Ci vuole intelligenza e pragmatismo. E la perfezione non è di questo mondo. E non ce l’ha neppure la CGIL, visto che non sostiene il Reddito di cittadinanza perché le farebbe perdere potere (cfr. Lettera PDnetwork, nota 9). Rmg che non potrà essere di 700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario: occorre essere realistici perché come Lei sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, ma affiancare al Rmg la casa ad affitto sociale. (continua/2)
 
Vincesko
13 Fan
21:08 su 28/12/2012
(segue/3)
PS: Sistema di ammortizzatori sociali universale:
TRE MISURE ANTI-CRISI INDISPENSABILI
La crisi epocale in atto sarà dura e lunga almeno 15 anni. Occorrono TRE MISURE INDISPENSABILI: 1) un reddito minimo garantito (Rmg) o reddito di cittadinanza,opportunamente disciplinato (com'è in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria) di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 € per gli altri che invece li hanno versati; 2) una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese), attraverso un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità, almeno 25.000 all’anno - negli ultimi 20 anni si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; e 3) l’obbligo ai datori di lavoro di pagare un precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente), così uno riuscirebbe almeno a sopravvivere, si potrebbe sottrarre al ricatto di un lavoro purchessia pagato poco o punto e sarebbe un po' più sereno, anziché sovrastato da un sentimento di spada di Damocle di SELEZIONE NATURALE DARWINIANA.
 
 
Post e articoli collegati:
 
Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
Differenza tra‘destri’ e ‘sinistri’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
disoccupatiprecariprimo impiegoproposta di leggereddito minimowelfare di Luca Santini
Reddito minimo garantito, la proposta di legge popolare
27/04/2013
La consegna alla Camera della proposta di legge d’iniziativa popolare sul Reddito minimo garantito apre una fase nuova nel rinnovamento delle politiche sociali e di tutela del reddito in Italia. Sbilanciamoci.info apre una discussione
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-garantito-la-proposta-di-legge-d-iniziativa-popolare-18109
 
povertàprotezione socialereddito minimo di Armando Travaglini
Reddito minimo, come si potrebbe fare
27/04/2013
Il sostegno al reddito è il buco più grave del welfare italiano. Le lezioni della sperimentazione del Reddito minimo d’inserimento e i costi che avrebbe il reddito minimo garantito
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-come-si-potrebbe-fare-18107
 
Un reddito minimo possibile
14.06.13
Massimo BaldiniPaolo BosiSara ColombiniDaniela Mesini e Emanuele Ranci Ortigosa
L’introduzione di un reddito minimo è quanto mai urgente e necessaria. Ma come disegnare la misura? Universalismo selettivo e risorse da recuperare secondo una logica redistributiva sono i criteri guida. L’erogazione monetaria va affiancata da interventi di promozione sociale e lavorativa.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3473/43544101/31533
 
Alloggi pubblici.
Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20 della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che costituiscono un vero scandalo!
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l'esclusione sociale 2011 -  2012
 
 

Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro

 
Grillo e quella casta di 25 milioni di italiani
Pubblicato da keynesblog il 29 maggio 2013 in EconomiaibtItalia
http://keynesblog.com/2013/05/29/grillo-e-quella-casta-di-25-milioni-di-italiani/
 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/ef35936ed3cc1bc5534ef45b3d373c6b?s=48&d=identicon&r=G.g.e.o. 29 maggio 2013 alle 16:13

A ben pensarci di Italie ne esistono di più.
Una di serie A: quella dei grandissimi privilegiati. Ne fanno parte i “poteri forti” che manipolano l’elettorato con lo strumento di una democrazia malata. Quindi: banche (che usano raccolta pubblica e signoraggio per finanziare operazioni finanziarie), grandi imprese (che ottengono gli appalti per le grandi opere come TAV, G8, F-35, eccetera), interi settori industriali fortemente beneficiati (farmindustria) o grandissime aziende (vedi ILVA che ha eluso finora i doveri di conformarsi alle norme vigenti, ammazzando non si sa quanti tarantini, con l’evidente complicità di un sindacato che ha guardato sistematicamente altrove).
Una di serie B: quella dei privilegiati. Ne fanno parte svariate categorie professionali che godono di leggi e regole astruse che elargiscono privilegi e/o limitano la libertà del sistema economico ed impediscono ad esso di allocare efficientemente le risorse. Quindi: notai (inutili ma costosissimi, in altri Paesi al loro posto si usano moduli prestampati ed impiegati pubblici), avvocati, commercialisti, farmacisti, giornalisti, eccetera; oltre, naturalmente, ai politici ed ai grandi manager di Stato.
Una di serie C: quella dei pubblici imiegati di livello medio e basso e degli impiegati del privato protetti sindacalmente, che fanno più o meno bene il loro lavoro, sono in linea di massima utili ed anche se non lo sono ricadono nell’ambito di una fisiologico e necessario assistenzialismo.
Una infine di carne da macello: quella che Grillo definisce “di serie B”.

Il punto è che gli elettori “di serie C” non si rendono conto che tra poco toccherà anche a loro. Anzi: già ci siamo, vedi la riforma Fornero o gli scatti di anzianità non riconosciuti. I veri privilegiati (“serie A” e “serie B”) li usano come scudo, parlano di difesa dei “diritti acquisiti” per indurli a votare per il mantenimento dello status quo; quando in realtà l’Italia “di serie C” ha tutto da perdere e niente da guadagnare dallo status quo, essendo mantenuta ad un livello di triste sussistenza che probabilmente cambierebbe significativamente in meglio in un sistema equo. Esempio: le pensioni al minimo sono da fame, quelle (spesso multiple) degli ex manager di Stato sono invece ricchissime nonostante non siano stati versati contributi adeguati; logica vorrebbe che venisse posto, anche retroattivamente, un tetto alle pensioni “retributive” e parte di quanto risparmiato venisse usato per innalzare quelle minime a livelli decenti. Così come logica vorrebbe che le spese che oggi foraggiano la “serie A” venissero sottoposte a revisione, eliminate laddove non superassero la prova di una seria analisi di costi e benefici e con i risparmi venissero tagliate le tasse.

Insomma: a mio avviso la vera sfida per Grillo ed il M5S consiste nel far capire questo agli “Italiani di serie C” e stringere con loro una nuova alleanza per rovesciare l’Italia dei privilegiati “di serie A” (che deve sparire) e “di serie B” (i cui appartenenti vanno ricondotti ai livelli che competono alla loro reale utilità sociale tramite eradicazione dei privilegi fin qui goduti).

Impensabile, ovviamente, che a fare questo siano i politici degli stessi partiti che hanno fin qui costruito la situazione attuale; primi fra tutti, PD (per quanto riguarda soprattutto la “serie A”) e PDL (per quanto riguarda soprattutto la “serie B”).

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 29 maggio 2013 alle 21:28

Bel commento. Tranne per le responsabilità, in particolare che il PD, che è nato nell’ottobre 2007, abbia “costruito” la Serie A.
Negli ultimi 12 anni il Csx ha governato, con una esigua maggioranza al Senato, per appena 22 mesi, con l’ottimo (sulla base dei dati) 2° governo Prodi, anche – nonostante quanto di solito si affermi – sotto l’aspetto fiscale e redistributivo.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 29 maggio 2013 alle 16:51

5 osservazioni:

1) Riduzione dei dipendenti pubblici.
La riduzione del numero dei dipendenti pubblici è cominciata (dopo la crisi della Grecia) sotto il governo Berlusconi-Tremonti: il DL 78/2010 tagliò del 50% il numero dei lavoratori precari e congelò il rinnovo contrattuale..

2) Blocco delle pensioni.
Idem come sopra, con l’aggravante del rinvio del pensionamento: di un anno per tutti (anche disoccupati, inattivi o in mobilità eccedenti 10 mila unità) e di 6 anni per le lavoratrici pubbliche.

3) Numero dei pensionati.
Le pensioni sono complessivamente 16,5 milioni; poiché un terzo dei pensionati percepisce 2 o più pensioni, se ne deduce che il numero dei pensionati è inferiore a 14 milioni.

4) Spesa pensionistica.
“AQQ/24 – Spesa pensionistica” 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
La tabella che segue è ricavata dai dati diffusi dall’INPS sulla distribuzione delle pensioni per fasce di importo.
(Dati ISTAT 2010)
La distribuzione percentuale della spesa pensionistica è la seguente (ciascun pensionato può prendere 2 o più pensioni [*]):
……………………N. Pensionati………..% spesa
Meno di 500€…..…..….14,4%……………..4,65%
500-1.000€……………..31,0%…………….18,01%
1.000-1.500€………..…23,5,%……………23,40%
1.500-2.000€………..…14,5,%……………20,45%
Sopra 2.000€………..…16,5%…………….33,49%

Rispetto alla spesa totale, che ammonta (al lordo di oltre 40 mld di imposte, che è una mera partita di giro) a 258,5 miliardi di €, per un totale di 16 milioni e 500 mila pensioni:
1) Il 45% (7 milioni e 425mila pensionati) che sta sotto i 1000 € assorbe solamente il 22% (58.558.500.000€) della spesa totale. 2) Per contro, i pensionati sopra i 2000 €, pari al 16,5 % del totale, per una spesa di 86.578.250.000€, assorbono il 33,49% della spesa totale.
Tale distribuzione sperequata è ancora più marcata se si scorpora il dato relativo alle donne. “Analizzando le differenze di genere in funzione delle classi di reddito pensionistico mensile emerge – in linea con quanto finora osservato – la maggiore concentrazione degli uomini nelle classi di reddito più elevate. Il 24,1% dei pensionati percepisce, infatti, un reddito mensile superiore ai 2.000 euro, assorbendo il 47,7% della spesa pensionistica destinata agli uomini; solo il 9,9% delle donne percepisce tali livelli di reddito, per una spesa complessiva pari al 24,8% (Tavola 2). Nella classe di reddito più elevata, che raccoglie i beneficiari di trattamenti superiori ai 3.000 euro mensili, le differenze sono ancora più marcate: le donne sono solo il 2% del totale, pari a una spesa complessiva del 7,6%, contro il 7,6% osservato tra gli uomini, pari al 22,1% di spesa”.

5) I figli‘ pubblici’ ed i figliastri ‘privati’.
Il numero dei dipendenti pubblici è in linea con gli altri Paesi; quello che differisce è la “performance”.
Ciò che non è accettabile è il fatto che negli ultimi 30 anni i dipendenti pubblici siano trattati come “figli” e i dipendenti privati come “figliastri”.
Una volta (fino agli anni ’70), i privilegi dei dipendenti statali rispetto a quelli privati (non licenziabilità, orari ridotti e scarso impegno nel lavoro) erano compensati da più bassi stipendi. Ora anche gli stipendi sono più alti.
Negli ultimi anni, c’è stata una diminuzione di circa 300 mila dipendenti pubblici, agendo sul turnover, che si aggiunge al blocco delle assunzioni da almeno una decina d’anni.
Nonostante questo, almeno in alcune Regioni (es. Sicilia, Campania, Calabria) ed in alcuni comparti della P.A. (ad esempio, Sanità campana o calabrese o siciliana; dipendenti Enti locali Sicilia), c’è una sovrabbondanza di personale, immesso per far fronte non alle necessità dei servizi da erogare ai cittadini, ma per diminuire la disoccupazione, e non premiando i meritevoli, ma per la più parte sulla base di raccomandazioni, dividendo tra figli e figliastri.
Allora, si dovrebbe essere d’accordo con me che lo Stato, cioè noi tutti, come un buon padre di famiglia, anziché privilegiare, poniamo ad esempio, 100 mila persone sostenendo un costo di 2.000 ciascuno x 13 mensilità x 100.000 = 2,6 miliardi, provveda a pagare il reddito di cittadinanza – opportunamente disciplinato – di 500 € a 520.000 persone disoccupate.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 00:40

Errata corrige:
16,5 milioni sono il numero complessivo di pensionati.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/eedd6bcb64a187d3bee7d210f9bcf99a?s=48&d=identicon&r=Gmichele 31 maggio 2013 alle 12:14

daccordo!

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/2551a511bb16074384e76b07876f30d1?s=48&d=identicon&r=Gmarco 31 maggio 2013 alle 10:17Risposta

La cosa assolutamente più buffa è che questo post, anche avendo lo scopo di smentirlo, non fa altro che dare ragione a Grillo. Ok il punto di vista è differente ma si arriva esattamente alla stessa conclusione…ovviamente ci sono ombrre e luci e non è tutto così limpido come dice Grillo ma è impossibile nascondere una verità palese.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b5f8c57c2b519efb3737b8585b8e343c?s=48&d=identicon&r=Gclaudio 31 maggio 2013 alle 11:48

non e vero che si arriva alla stessa conclusione grillo ha il merito di avere posto dei problemi reali che complessivamente esistono quindi fin qui bene ma il problema sta nel fatto che grillo non solo non ha gli strumenti per poter intervenire positivamente su tali squilibri,ma addirittura cada in contraddizione rispetto a quello che lui stesso dice.infatti grillo dice delle cose per poi smentirle lui stesso dopo un po’ esmpio parla di reddito di cittadinanza ,poi di reddito minimo garantito poi ancora che questo sarebbe solo per chi perde il lavoro eccora non so’ ma non credo che il reddito garantito nell’attuale situazione sia possibile e se questa puo essere definita politica keineisiana (non è mio compito saperlo)ma mi sembra che il problema che pone il keinesismo e quello della domanda pubblica di beni (quindi intervenire con risorse pubbliche dal lato dell,offerta)questo mi sembra aver capito di keynes…grillo ha ragione quanto dice che deve ripartire l,economia reale ma torto quando non dice comefarla ripartire inoltre cade in una contraddizione madornale quando dice che fara’ il referendum tra un anno sull’euro ..(senza nemmeno sapere se questo e possibile)non so’ se fosse ancora vivo keynes se gli avrebbe risposto tra un anno chissa se siamo ancora vivi…il problema di grillo e che parla poco ed ha una solo fonte che lo indirizza.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 12:14

Se è lecito, Grillo è un buffone ignorante alle prese con un compito molto più grande di lui (il secondo che ci tocca sopportare in 20 anni…).
Come rivelò la moglie quando egli voleva fare il segretario del PD senza neanche essere iscritto, è uno entrato in politica perché si annoiava.
Due buffoni ignoranti leader politici sono troppi, speriamo si annoi presto e sparisca in fretta, portando con sé anche l’altro, ché abbiamo già tanti problemi. Amen.

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/62aaf598fe468470129562b85a9a9336?s=48&d=identicon&r=GFabio 31 maggio 2013 alle 11:15

L’unico che parla di interventi di matrice keynesiana in Italia è proprio Grillo tanto dileggiato in questo blog… reddito di cittadinanza, interventi massicci sul welfare e defiscalizzazione delle imprese… ma questo è un blog pro-keynes o contro keynes? Poi se ci vogliamo prendere in giro facciamolo pure, ma non me lo doveva spiegare di certo Grillo che il posto fisso nella P.A. in Italia è un lavoro più ambito che diventare imprenditore e aprire una partita IVA? Vogliamo dire che non è vero? Sono un imprenditore di 33 anni e tutti i miei amici e conoscenti della mia età che lavorano nel pubblico si sono comprati casa o se la stanno comprando… io non riesco neanche ad andare in affitto per nonl icenziare i miei 11 dipendenti… forse tornerò a vivere da “mammà” od emigrerò all’estero sicuramente starò meglio con i tedeschi che con i “teniamo famiglia” italioti!

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 12:41

A titolo informativo, le proposte da te citate sono da tempo tutte contenute nel programma del PD.
Per la precisione, il reddito di cittadinanza è una proposta del centrosinistra da ben prima che nascesse M5S. Tra i primi ad attuarlo è stata la Regione Campania nel 2004 (amministrazione Bassolino), seconda Regione e ultima, la Regione Lazio nel 2010 (amministrazione Marrazzo).
Ma è un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
- chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
- riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
Vasto programma…

Segnalo:

Reddito minimo garantito: come funziona
15.03.13
Che cos’è il reddito minimo garantito da istituire per dare un sostegno ai più poveri? E in che cosa si differenzia dal reddito di cittadinanza proposto dal M5s? Il primo è finanziariamente sostenibile, il secondo no. Vediamo in questo Dossier il confronto ospitato da lavoce.info.
http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2013/03/dossier-rmg1.pdf

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/62aaf598fe468470129562b85a9a9336?s=48&d=identicon&r=GFabio 31 maggio 2013 alle 13:13

Verissimo quello che dice, le vorrei però chiedere dove era il PD quando fu promulgata la legge Biagi? Dove era il PD quando molti fondi per scuole e ospedali pubblici furono girati ai privati? Dove era il PD quando il 10% di quelle famiglie ricche licenziava gli italiani e portava le fabbriche all’estero? Dove era il PD quando Monti mandava i suoi scagnozzi dell’agenzia delle entrate a intimidire le imprese private? Dove era il PD quando Caltagirone, Mezzaroma etc, se ne infischiavano dei piani regolatori e costruivano case gonfiando i costi fregandosene dell’ edilizia popolare? Dove era il PD quando i megamanager strapagati facevano fallire aziende pubbliche e municipalizzate creando dei buchi di bilancio incolmabili? Questo le sembra keynesiano? Questo le sembra responsabile? Questo le sembra accettabile?

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 13:35

Replica non pertinente: l’oggetto della discussione erano le proposte di Grillo.
Comunque osservo che: 1) il PD è nato nell’ottobre del 2007; e dalla mescolanza di cose diverse, talvolta (v. i diritti civili) persino opposte; 2) non è perfetto, come tutte le cose umane inclusi i partiti politici; 3) anche io sono critico su ciò che fa o che non fa; 3) di solito tra il dire (il programma) e il fare (varo delle norme e degli atti concreti) dei partiti e dei politici, incluso M5S come si vede a Parma, c’è il mare. Nostro compito di cittadini-elettori è proprio quello di ridurre l’ampiezza di questo mare, stanando, smascherando e punendo i pifferai e buffoni, gli incompetenti e  disonesti.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 1 giugno 2013 alle 01:18

Sì, PD che c’avesse mai provato a far qualcosa. È inutile dire che è da tanto che il PD promette le stesse cose del M5S se in anni non l’ha mai fatto! Vi date la zappa sui piedi da soli! L’unica cosa che è stato capace di fare quel Prodi è stato l’indulto… l’indulto!!!

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 1 giugno 2013 alle 15:34

Sei affatto disinformata sul 2° governo Prodi, come milioni di altri Italiani, parecchi purtroppo anche di Csx (ma l’accenno all’indulto – che detto per inciso, visto che lo ignori, fu una legge di iniziativa non del governo ma parlamentare per rispondere ad una richiesta solenne del papa, approvata dai 2/3 del Parlamento, anche da FI e UDC – mi porta a ipotizzare che tu sia di Cdx), vittime della forsennata propaganda dei media di destra contro Prodi. Grave per una che non solo frequenta blog economici come questo, ma ci scrive anche e per giunta s’impanca a maestrina e censora degli altri. Cerca di vincere il tuo pregiudizio e informati meglio.
Ripeto: il PD è nato nel 2007 e non è mai stato al governo. Il governo Letta è appena all’inizio, a me non piace perché condizionato da Berlusconi, lo giudicherò dagli atti concreti. Qual è il tuo partito e il giudizio su di esso?
PS: la sovrabbondanza di punti esclamativi è un brutto indizio, datti una calmata.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 1 giugno 2013 alle 15:50

ahahahahah certo, certo, andiamo sul puntiglio perché è quello che è importante. IL PD c’era, col cavolo che ha fatto la legge sul conflitto d’interessi di cui tanto parlava e poco importano i motivi che lo hanno portato: ci siamo ritrovati l’indulto quando c’erano loro. Avessero fatto qualcosa di buono, avremmo anche potuto interessarci sui puntigliosi motivi della presenza dell’indulto… ma non sono stati capaci di fare nulla. Di provarci almeno.

Mettiamo comunque il caso che sia davvero disinformata, io sono una di quelle persone che ha votato PD e che ne è rimasta fortemente delusa, schifata… Com’è che MILIONI (come dici) d’italiani sono tanto disinformati e stanchi del partito che difendi tanto? Sempre tutta colpa solo e soltanto di Berlusconi e della sua propaganda? Il PD è così innocente e puro, lontano da ogni tipo di corruzione?

Sai qual è il problema degli elettori/difensori del PD? Che credono ancora, erroneamente, che il male sia rappresentato unicamente da Berlusconi, quando morto Berlusconi se ne fa un altro, quando differenze fra questi vecchi politici, a qualsiasi partito appartengano, non ce ne sono.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/ec8b351403fe7f7b0f7841cdfd8de685?s=48&d=identicon&r=Ggiovanni 4 giugno 2013 alle 01:45

“l’unico parla di interventi di matrice keynesiana in Italia è proprio Grillo”
keynes NON diceva “affamiamo i pensionati per dare l’elemosina ai disoccupati”, diceva tassiamo chi ha davvero i soldi per pagare buone pensioni e buoni sussidi ai disoccupati (o al limite facciamo tanti lavori pubblici pur di farli lavorare, chè un disoccupato che sta per anni a far niente che faccia la fame o meno è comunque uno spreco).
“tutti i miei amici e conoscenti della mia età che lavorano nel pubblico si sono comprati casa o se la stanno comprando”
e poi c’è la marmotta che incarta la cioccolata. Io nel pubblico ci lavoro da 10 anni, ne ho 35 e prima dei 40, pur risparmiando quasi tutto, stando ancora coi miei, non mi potrò permettere nemmeno un monolocale. Voglio proprio vedere tutta questa gente che con 1300 euro a 30 anni si può comprare casa….

 

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@Vincesko

Forse ha ragione, sono andato un pò off-topic, ma tutto quello che c’è nel programma del PD viene smentito dai fatti. Nulla è stato fatto per venire incontro agli strati più deboli della società, nulla è stato fatto per pervenire questa situazione! Il PD non può parlare di reddito minimo garantito senza garantire il lavoro!

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:44

Il PD è nato nell’ottobre del 2007 e non ha mai potuto attuare il suo programma. Non lo ha potuto fare col governo Monti, né lo potrà fare ora, condizionato dal PDL, col governo Letta.
Sarebbe stato interessante vedere all’opera un governo Bersani appoggiato da SEL e M5S, ma Grillo, checché ne dica ora, non ha voluto.
Per quel che vale, anche io, che voto da 40 anni PCI-PDS-DS-PD, sto aspettando il PD alla prova dei fatti, delle scelte concrete, soprattutto dopo
“L’agguato dei 101 traditori del PD”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2779648.html

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b5f8c57c2b519efb3737b8585b8e343c?s=48&d=identicon&r=Gclaudio 31 maggio 2013 alle 19:00

ci vuole veramente coraggio a difendere questo pd che e democratico solo nel nome ricordo al sig vincesko che se grillo a potuto vendere le sue chiacchere ,e spacciarlo per oro colato e stato propio per la mancanza di un vero partito democratico per favore il pd e indifendibile….ormai lo sanno tutti che il pd e il partito piu esposto nei confronti del capitale finanziario…e che grazie ad esso berlusconi ha potuto avere il suo salvacondotto….

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 20:35

Il PD ha ereditato la maledizione del PCI. Scalfari scrisse molti anni fa a proposito dei comunisti: qualunque cosa facciano per emendarsi, per i moderati italiani è sempre insufficiente, devono solo scomparire.
Io non sto difendendo il PD aprioristicamente, espongo soltanto fatti, inoppugnabili, almeno per chi non è accecato dal pregiudizio.

Che tutti sappiano che il PD sia “il partito più esposto nei confronti del capitale finanziario” è falso: io non lo so. Se ti riferisci a MPS, la banca più antica del mondo, quindi molto più vecchia del PD, che è nato nel 2007, esso è un esempio del disfunzionamento e della potenziale degenerazione del sistema bancario basato sulle fondazioni, che coinvolge tutti i partiti forti a livello locale. Chiedi alla Lega Nord. Pure il Vaticano ha una banca. Anche in Germania pare funzioni nello stesso modo per le casse locali.
Sul salvacondotto per SB, è vero – lo ha ammesso anche D’Alema – per il 1996-2001. E’ falso invece per il 2° governo Prodi, poiché non c’era la maggioranza, dal momento che Mastella, i cui voti erano determinanti al Senato, dichiarò pubblicamente che non avrebbe mai votato la legge (togliere le 2 X):
cfr. XX
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.festivalbluespiacenza.it%2Fdownload%2F070517_prima_Libert%C3%A0.pdf&ei=6SpgTLDYIpipsQa8_NSOCA&usg=AFQjCNFH68rJShsNfCyEhIh0Sh7-qRHSRw .

Di grazia, mi fai un solo esempio di partito – in Italia o nel mondo – davvero democratico? Certissimamente non lo è il PDL. Certissimamente non lo è M5S. Sono certo neppure il tuo, se ne hai uno. Anzi, dimmi qual è, così ti faccio le pulci. Se no, è troppo comodo.
Non esistono partiti davvero democratici. Io ho esposto ciò che penso dei partiti e del PD qui:
“Fabrizio Barca e la rottamazione gentile del PD”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2779102.html

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 1 giugno 2013 alle 15:59

Il M5S non ha mai voluto dare alcun appoggio al PD (a ben ragione), ma il PD stesso non ha fatto nulla per provare a ricevere un appoggio: l’interesse del partito era prettamente di convenienza.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 1 giugno 2013 alle 22:49

Anche i bambini over 5 anni, che, seguendo l’evoluzione psicologica normale, sono passati dal principio del piacere al principio di realtà, hanno capito che a non volere l’accordo PD-M5S è stato il buffone ignorante Grillo. Il quale, non più tardi di 2 giorni fa, ha invitato i parlamentari M5S favorevoli all’accordo col PD ad accomodarsi alla porta. Perché? Semplicemente perché, come tutti gli incompetenti, non sapendo che cosa fare e per paura di sbagliare, è condannato all’inazione.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 2 giugno 2013 alle 17:12

Rileggi bene: “Il M5S non ha mai voluto dare alcun appoggio al PD (a ben ragione), ma il PD stesso non ha fatto nulla per provare a ricevere un appoggio: l’interesse del partito era prettamente di convenienza.”
Dov’è che avrei detto che Grillo voleva dare appoggio al PD?

Ho però aggiunto che lo stesso PD non ha fatto NULLA per chiedere un appoggio… Ad esempio accettare subito le richieste che Grillo gli ha lanciato per provocazione. Mi sa che ti sei perso i tanti “Bersani firma qui”! Se l’avessero voluto davvero, l’appoggio, avrebbero dovuto come MINIMO mostrarsi disponibili nell’accettare qualche punto. Capisco che c’avete il prosciutto sugli occhi, però negare l’evidenza così…

Grillo, il M5S e gli elettori del M5S non hanno mai voluto un accordo col PD e non hanno mai detto il contrario perché per loro sono tutti un branco di iene uguali, PD, PDL, SEL o altro che siano. I dissidenti elettori del movimento che avrebbero voluto un accordo col PD non sono altro che ex elettori del PD delusi, che non hanno riflettuto a fondo sul movimento e su quel che rappresenta e che se il movimento non ci fosse stato, non avrebbero dato il voto a nessuno. Sono anche quelli che pensano che Berlusconi sia l’unico male dell’Italia.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 2 giugno 2013 alle 17:54

Sei poco lucida. Di grazia, dove avrei scritto che tu hai “detto che Grillo voleva dare appoggio al PD”?
Tutti quelli che sovrabbondano in punti esclamativi (indignati in servizio permanente effettivo, di cui – come suggerisce opportunamente Raffaele La Capria – è meglio diffidare) di solito sono poco lucidi, forse perché hanno la testa occupata da “elementi perturbatori”): tu non sei un’eccezione. Datti una calmata, rileggi tutto d’accapo e non proiettare sugli altri i tuoi (vostri) difetti, ché gli altri ne hanno già abbastanza, di difetti.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 2 giugno 2013 alle 21:48

Ti cito per risponderti “Anche i bambini over 5 anni, che, seguendo l’evoluzione psicologica normale, sono passati dal principio del piacere al principio di realtà, hanno capito che a non volere l’accordo PD-M5S è stato il buffone ignorante Grillo.”
Bisogna rileggere anche quello che si è scritto di tanto in tanto… La poco lucida non sono certo io ^^ Poi nel mio ultimo post di punti esclamativi ne conto uno :O Forse non stavi parlando con me e il fatto di essere poco lucido ti ha maggiormente confuso. Fai prima pace col cervello e poi torna a conversare, se ti va.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 3 giugno 2013 alle 00:00

Lo vedi che sei poco lucida? Non c’è scritto che tu hai “detto che Grillo voleva dare appoggio al PD”. Se non l’hai capito, la frase sui bambini over 5 anni era riferita a te, che (cfr. commenti precedenti) – come capita a chi ha qualche problema col principio di realtà – hai dato la colpa – e continui – del mancato accordo NON a Grillo ma al PD, che non avrebbe fatto nulla per… meritarselo. Che è un’altra balla sesquipedale smentita dai dati della realtà, perché – com’è noto – Bersani ha proposto non uno, ma ben 8 punti, ricalcati sul programma di M5S. Vista l’inutilità evidente, considero chiuso il nostro “dialogo”… tra sordi.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 3 giugno 2013 alle 12:29

Sìsì…Rileggi meglio… balla… 8 punti… smentite… Se per 20 il PD non ha concluso nulla, è anche per l’atteggiamento di continuare a negare l’evidenza, di dire una cosa per un’altra di quelli che ne fanno parte e dei relativi elettori.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/a397b741ee47c1caae70ebc06176d5e0?s=48&d=identicon&r=GIvrelia 3 giugno 2013 alle 12:30

Sìsì…Rileggi meglio… balla… 8 punti… smentite… Se per 20 anni il PD non ha mai concluso nulla, è anche per l’atteggiamento di continuare a negare l’evidenza,di dire una cosa per un’altra di quelli che ne fanno parte e dei relativi elettori.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/ec8b351403fe7f7b0f7841cdfd8de685?s=48&d=identicon&r=Ggiovanni 4 giugno 2013 alle 01:51

“Scalfari scrisse molti anni fa a proposito dei comunisti: qualunque cosa facciano per emendarsi, per i moderati italiani è sempre insufficiente, devono solo scomparire.”
Scalfari non ha avuto il coraggio di trarre la debita conclusione di quel discorso: dei moderati che vogliono che un partito sostanzialmente socialdemocratico (perchè questo era il PCI, al di là del nome) scompaia, semplicemente NON sono moderati, sono di destra, e nemmeno tanto moderata (tant’è vero che votano uno che esalta Mussolini molto di più dei suoi ex-alleati missini!).

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b5f8c57c2b519efb3737b8585b8e343c?s=48&d=identicon&r=Gclaudio 1 giugno 2013 alle 02:06

vorrei sapere da te visto che aspiro a non essere piu preso in giro quale partito mi proponi…se poi come giustamente anche tu ammetti partiti democratici non ce ne sono perche dovrei votare dei partiti antidemocratici?

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 1 giugno 2013 alle 21:06

Io voto da 40 anni (praticamente) lo stesso partito, perciò sono la persona meno adatta a suggerirti un partito da votare.
Posso invece dirti come procedo: per me il voto è sia un giudizio ex post sulla qualità del governo passato, sia una scelta del partito/programma/candidato più rispondente (quindi – bada – concetto relativo, non assoluto, perché la perfezione non esiste e spesso occorre scegliere il meno peggio) alla mia visione politica. Non ho mai considerato l’opzione del non-voto, perché: a) ciò he conta per me è – pragmaticamente – l’obiettivo, cioè le leggi (un semplice comma di una legge può cambiare la vita di un uomo), non il partito, che è un mero strumento; e b) i seggi parlamentari vengono ripartiti in rapporto ai voti validamente espressi, gli altri contano zero.
Poiché idealmente sono un riformista di sinistra ed ho come motto “Libertà e giustizia sociale”, ho sempre votato di conseguenza e quindi ho dato il mio voto (in assenza di un PSI di stampo europeo) a PCI-PDS-DS-PD.
Ora, dopo “l’agguato dei 101 traditori del PD” (se leggi il mio post allegato il 31/5 alle 17:44, constaterai che lo avevo previsto, sulla scorta della mia lunga frequentazione del sito del quotidiano “Europa”) e le dimissioni di Bersani sia da segretario sia da candidato (scelto da una maggioranza di 3,2 mln di persone) del Csx, e la sua sostituzione con Enrico Letta, scelto da una sola persona: Napolitano, sto valutando molto criticamente le scelte del PD ed accarezzando persino l’ipotesi, sulla base di una valutazione delle sue scelte, se confermare il mio voto in futuro o – dopo 40 anni – non più. L’alternativa per me non potrà essere che gli ex “ottusi”=intelligentoni (come definisco quelli di estrema sinistra) di SEL.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/87621a479ad3c6e916d133f68b2e29a2?s=48&d=identicon&r=Gnirvana 2 giugno 2013 alle 01:27

Ancora una volta constato con grande dispiacere che troppi commenti rivelano dei TIFOSI e non seri responsabili cittadini LUCIDI E INDIPENDENTI. I partiti politici NON SONO SQUADRE DI CALCIO. Quando sbagliano bisogna avere la lucidita’ di riconoscerne la mediocrita’ e ricordarsi che non giocano con un pallone, ma con la vita della gente.
1) Il PD chiamatelo, DS, PDS, o come vi pare e’ nato da uno strano connubio tra ex-PC e ex-DC, fatto di gente che ha sempre saputo parlare bene sui palchi e nei talk show, ma che hanno dietro le quinte razzolato e continuano a razzolare molto male – portaborse dei tecnocrati oligarchi della Troika (e del Vaticano) – tant’e’ che tutti i Trattati Europei di rilievo a partire da Maastricht, Lisbona, per finire a Velsen hanno il marchio centro-sinistra con le stesse facce che sono nel PD indipendentemente dal fatto che all’epoca il partito avesse un altro nome.
2) Il partito di Grillo NON E’ UN’ ALTERNATIVA SERIA alla partitocrazia. Non ha un programma serio – assomiglia piu’ ad una lista della spesa. Sa far tanta polemica, ma NON HA proposte serie e realizzabili. E quel che e’ piu’ grave e’ che mentre sui palchi Grillo urla al cambiamento, in realta’ da per scontato che l’assurdo percorso neo-liberista vada continuato e fa credere agli italiani che il problema non e’ la perdita’ di controllo dello stato sulla propria economia con l’ arresa totale da parte di questo a favore delle lobbies finanziarie e industriali, ma e’ colpa dei ladri di polli nostrani perche’ rubacchiano 4 uova.

Basta, scusate ma non se n’e’ puo’ piu’ DI TIFOSI DI UN COLORE O DELL’ALTRO.

Ultragolpisti gli uni e aria fritta gli altri – continuando ad ascoltare gli stolti che ci vogliono far credere che l’Europa e’ benefica (PD) o che il problema sono la casta e i privilegi della casta (M5S) cosi’ non abbiamo alcuna speranza di tornare a prosperare.
Per non parlare della destra che un giorno sputa fuoco sugli avversari e il giorno dopo cerca alleanze. Da destra a sinistra, QUESTA GENTE NON STA FACENDO I NOSTRI INTERESSI. Per questo c’e’ solo una cosa da fare ……. mandarli tutti a casa! Abbiamo bisogno di movimenti nuovi disposti ad andare contro corrente ……in una parola ANTI-LIBERISTI!

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/ec8b351403fe7f7b0f7841cdfd8de685?s=48&d=identicon&r=Ggiovanni 4 giugno 2013 alle 01:53Risposta

92 MINUTI DI APPLAUSI!

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 4 giugno 2013 alle 11:16

Applausi immeritati, almeno per 2 motivi: 1) accusa generica e indistinta per quanto riguarda i destinatari; 2) tra il serio ed il faceto: la politica, come il calcio, coinvolge la pancia; se è vero, come ho letto, che anche la pancia ha un cervello, è “normale” che esso co-determini, assieme al cervello principale (psiche), i ragionamenti, le emozioni e i giudizi politici; è essenziale, però,che il primo non prevalga e addirittura prevarichi sul secondo, come purtroppo capita spesso ai… tifosi sfegatati.

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/0c1098e97241e62318176ade6e370801?s=48&d=identicon&r=GIlluminante 14 giugno 2013 alle 02:41

7Grillo ha ragione perché la sua analisi e’ rivolta ad un paese come l’Italia che ha un debito pubblico pari al 130% del pil. In Italia in questo momento l’arma dell’aumento delle tasse e’ un’arma spuntata, più che risolverli li può solamente aumentare, vedi effetto imu devastante, sul mercato immobiliare.
L’unica possibilità per fare tornare i conti e’ quella di tagliare le spese e fare tornaree
Il sistema più Produttivo.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko14 giugno 2013 alle 11:19

L’”effetto imu devastante, sul mercato immobiliare” è una balla sesquipedale. Peraltro, visto il livello dei prezzi delle case ancora troppo alto, sarebbe un effetto benefico per chi la casa non ce l’ha e la vorrebbe acquistare.

Di cosa parliamo quando parliamo di IMU
http://keynesblog.com/2013/05/03/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-imu/

 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/70

 
Donne in carriera, infedeli come gli uomini
07/06/2013
Non solo i maschi di potere sono più inclini al tradimento in amore
Descrizione: donna in carriera tradimento

Non sono soltanto gli uomini potenti a essere più inclini al tradimento.Se è vero che i maschi con una posizione influente sul lavoro e nella vita hanno una maggiore propensione all’infedeltà coniugale, lo stesso si può dire delle donne che ricoprono analogo status sociale. Insomma: a uomo di potere fedifrago corrisponde una donna in carriera altrettanto infedele.
 
Lo studio
La teoria si deve a uno studio condotto da Joris Lammers, psicologo dell’Università di Tilburg, in Olanda. Stando alle sue conclusioni, la differenza tra i sessi non mette al riparo le donne di potere da scappatelle e avventure extraconiugali.
Lammers e i colleghi del suo gruppo di ricerca hanno studiato un campione di 1.500 persone composto per il 58% da professionisti, per il 22% da capiufficio, il 14% da “quadri” e il 6% da manager. I loro desideri e le loro ambizioni sono stati passati ai raggi x con domande su carriera, onestà, fiducia in se stessi.
 
Stessi comportamenti
Al termine dell’indagine, si è scoperto che al contrario di quanto finora ipotizzato da numerosi studi, essere donne non influenza in meglio l’atteggiamento quando si assumono incarichi di responsabilità.
“Le persone credono che se il potente è uomo ha più facilità ad imbrogliare il prossimo”, spiega Lammers, “ma se una persona di potere è uomo o donna non fa alcuna differenza riguardo al comportamento che terranno”.
I ricercatori olandesi hanno cercato di colmare un vuoto: “Ci sono molti lavori che riguardano la differenza di genere nel mondo del lavoro, ma nessuno è stato condotto sulle donne di potere”. La ricerca ha dimostrato che l’autostima cresce di pari passo con l’ambizione e la scalata di posizione sociali. E questo incide sulla soglia morale dei comportamenti.
“Oggi, le donne ai vertici sono considerate sempre più come i loro omologhi maschili”, conclude Lammers, “e questo può portare ad assumere comportamenti negativi, come il tradimento, che finora si riteneva fossero appannaggio solo degli uomini”.

Donne in carriera, infedeli come gli uomini 

 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
post/5-card. Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
post/13-Test: Equilibrismi d'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
post/15-Quando l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html
post/17-Gay ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html
post/18-Sette regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html
post/19-L’amore è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html
post/20-Mi eccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html
post/21-Cosa non fare dopo una serata di passione
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post/22-Sesso, crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html
post/23-Sesso, chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html
post/24-Ricerca: ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html
post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
post/33-Sesso: ‘flop’ per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
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post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
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post/36-Sesso: 1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
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post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perchétraditi
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Post/46- Sesso: lo studio, coppie 'rumorose' piu' felici sotto le lenzuola
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Post/49- Sesso: guai a letto se lei guadagna piu', lui spinto verso Viagra
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Post/50- Sesso: problemi sotto le lenzuola per lui, solo 1 su 4 chiede aiuto al medico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772898.html
Post/51- Donne e sesso: gli studi sono realmente scientifici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2773033.html
Post/52- Ecco l’identikit del maschio europeo in crisi con il sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774274.html
Post/53- Il ritorno dell’educazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774670.html
Post/54- Sesso over 65, elisir di felicità
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2775931.html
Post/55- Altro che Viagra, prova il fieno greco...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780508.html
Post/56-I video per far bene l’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780914.html
Post/57- I test di salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781305.html
Post/58-Sesso orale, due vantaggi sorprendenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781451.html
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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781682.html
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Post/68-Ti ha tradito? Strategie e consigli pratici
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Post/69-Sesso, le italiane sono le migliori al mondo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785307.html
 
 

Dialogo sull’IMU con l’ex Sottosegretario Polillo

 
Riporto la breve discussione sul tema dell’IMU, svoltasi il mese scorso nel suo blog su Huffington Post, tra l’ex Sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo e me.

L'Imu sarà il nuovo tormentone estivo
Pubblicato: 17/05/2013 12:52
http://www.huffingtonpost.it/gianfranco-polillo/limu-sara-il-nuovo-tormentone-estivo_b_3291487.html?utm_hp_ref=italy 


Vincesko       
13 Fan
15:11 su 17/05/2013
Questo articolo esprime la nota idiosincrasia del Dott. Polillo verso le imposte patrimoniali.
Ri-ri-evidenzio che, secondo i dati consuntivi del MEF (http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/02/14/i_dati_consuntivi_del_mef_conf.html ), il gravame medio annuo dell'IMU sulla prima casa ascende all'astronomica cifra di 225 €. 
Inoltre, da questa analisi della Voce.info, la sua abolizione si tradurrebbe in un risparmio di soldi per i più ricchi ("più della metà del gettito è pagato dagli ultimi tre decili, l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa andrebbe a vantaggio prevalentemente dei decili elevati di famiglie") e per gli anziani http://t.contactlab.it/c/1000009/3449/43179925/31265 .
Per questi e molti altri motivi, è un'indecenza che si parli di IMU per volontà di un miliardario imbonitore. Le priorità sono altre: il lavoro, gli ammortizzatori sociali, la casa ad affitto sociale, per le quali occorrono risorse, chiedendole agli unici che ora, dopo ben 329,5 mld di manovre finanziarie distribuite in maniera molto iniqua, le hanno: i ricchi. Non sprecarle, regalandole ai più ricchi.
 
gpolillo
11 Fan
18:12 su 17/05/2013
Il suo é un semplice processo alle presunte intenzioni. Mi sono limitato a raccontare come sono andate le cose. Per il resto vedremo i possibili sviluppi. I dati forniti sul pagamento IMU per la prima casa sono diversi. Essa interessa la maggior parte dei contribuenti a basso reddito. Cosa evidente se si considera che l'80 per cento circa della popolazione possiede la casa d'abitazione. Il maggior gettito deriva invece dalle seconde case e dalle attività economiche, con una fortissima progressione (dati MEF). Le priorità non li decide né lei né me, ma il Parlamento, attraverso le complesse procedure democratiche che regolano la vita politica italiana, Naturalmente si può dissentire, ma con un pizzico d'umiltà. Almeno finché siamo in democrazia. 
GP
 
Vincesko
13 Fan
23:03 su 17/05/2013
Dott. Polillo,
Io sono ateo, aborro i pregiudizi e valuto esclusivamente i numeri e i fatti.
1) In pochi mesi, questo è il Suo quinto articolo contro le imposte patrimoniali:
- L'Imu si può rimborsare con i Bot. Aspettando la Svizzera...
- Dove sbaglia Der Spiegel
- E' giusto restituire l'IMU? (perché Berlusconi non ha tutti i torti)
- Gianfranco Polillo: Attenti agli spread - Huffington Post
 
2) Visto che li ignora o fa finta di ignorarli e fa ammuina, ecco i dati consuntivi del MEF (linkati più sopra). che attestano:
- l’introito complessivo dell’IMU è stato pari a 23,7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti;
- l’importo medio sulla prima casa è stato di 225 €;
- per la prima casa, l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
(continua)
 
Vincesko
13 Fan
23:04 su 17/05/2013
(segue)
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209, 680 e 217 €;
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.

3) Quello di ritenersi superiori al Parlamento è un vizio tipico della casta dei Mandarini, di cui Lei fa parte: che fa, lo proietta su di me?

In conclusione, Le chiesi in calce al Suo articolo “Attenti agli spread” quale fosse stato il Suo contributo straordinario al risanamento dei conti pubblici costato finora ben 330 mld molto iniquamente distribuiti, ipotizzando zero (visto che la Corte Costituzionale, guarda caso, come era stato previsto, ha dovuto dichiarare incostituzionale il vostro contributo di solidarietà), Lei non mi ha ancora risposto. Almeno ora pagate l’IMU, per favore, vincendo il vostro egoismo e scarso senso civico, ché noi abbiamo già dato, e ben di più.
 
Descrizione: foto
borromini
11 Fan
18:39 su 17/05/2013
bravo!
soprattutto il 2. capoverso è meritorio di riflessione: per la maggior parte l'imu andrebbe a gravare NON su chi ha problemi a pagarla, ma su chi ne ha troppi, ed è per questo che ci imboniscono promettendo di toglierci dall'occhio una pagliuzza che nel loro è trave
a guadagnarci sarebbero loro, SEMPRE loro...
 
Vincesko
13 Fan
23:07 su 17/05/2013
Grazie.


Post collegato:
La casta dei Mandarini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780717.html
 

 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/6/2013 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo sulle risorse per la crescita ed altro

 

Più deficit per ripartire
Pubblicato da keynesblog il 6 giugno 2013 in EconomiaEuropaibtItalia
di Giorgio La Malfa, da giorgiolamalfa.it
http://keynesblog.com/2013/06/06/piu-deficit-per-ripartire/

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 6 giugno 2013 alle 16:46

“In questo senso dovrebbero essere prese in esame le diverse proposte che circolano sui modi di ridurre il debito pubblico attraverso l’alienazione del patrimonio o quelle che riguardano la possibilità di allungare le scadenze del debito”.

Giorgio La Malfa fa finta di dimenticare che c’è una terza opzione sul tavolo, fatta sparire con un gioco di prestigio dai ricchi e dai loro utili idioti ben retribuiti: chiedere i soldi, dopo che i ben 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura (poi ci si sorprende degli effetti recessivi…) sono stati addossati in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (taglio della spesa sociale), agli unici che ora i soldi li hanno: i ricchi (il 10% delle famiglie che possiede il 45,9% della ricchezza totale), sia a mezzo di un’imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota con franchigia di almeno 800 mila € (ipotesi De Benedetti, Amato, Veltroni, CGIL, Associazioni imprese, Squinzi, ecc.), sia con un prestito forzoso (Fitoussi, Giannino, ecc.), che per giunta sembrano avere scarsi effetti recessivi. [*]
[* ] Dossier Imposta Patrimoniale 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/8eae5c3686de8f4fa5566e190f2e3015?s=48&d=identicon&r=GGiorgio 6 giugno 2013 alle 17:57

Inoltre non è per nulla dimostrato che il problema sia il rinnovo dei titoli pubblici in scadenza.
Il problema è semmai, come dice la Banca d’Italia, il “rischio di ridenominazione” del debito.
Ma questo rischio è sorto a partire dalla crisi greca, proprio in seguito alle politiche messe in atto dall’Eurosistema (ovvero dalla Germania), quando ha reso evidente ai mercati che il debito sovrano emesso in euro non avrebbe avuto alcuna garanzia da parte della BCE e avrebbe dovuto considerarsi un debito nazionale, pur avendo lo Stato ellenico (e con lui tutti gli Stati facenti parte dell’euro) perso la sovranità monetaria.
Questo è il problema, non il debito o il deficit pubblico.
Ma questo significa rimettere in discussione l’impianto e le ideologie che presiedono all’Eurosistema. Ma la Banca d’Italia non lo può fare. E non lo può dire.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 6 giugno 2013 alle 18:09

sono d’accordo con Vincesko. Mi sono divertito a fare qualche conto della serva: http://rbolletta.com/2012/11/14/la-patrimoniale-1/
http://rbolletta.com/2012/11/16/la-patrimoniale-2/

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/0ba9590d4323e1d61988a39669bc39ed?s=48&d=identicon&r=GGianni 9 giugno 2013 alle 10:03

Ovvio! Le tasse le paghino “i ricchi” cioe´gli altri.
Ma bisognerebbe ricordare che in Italia di patrimoniali ce ne sono almeno gia´un paio e la sola “patrimonialina” (1×1000 su depositi e conti correnti) rende piu´ di tutta la ISF francese. Escludendo Francia e Belgio nel 2011 (cioe´ prima dell´introduzione di IMU e patrimoniali) l´Italia era gia´ il paese EUZ con il maggior peso della tassazione patrimoniale sul PIL

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 9 giugno 2013 alle 12:32

@ Gianni
1) Visto che non sei Aristotele, linka le prove che “nel 2011 l´Italia [il Paese con la più alta evasione fiscale e contributiva] era gia´ il paese EUZ con il maggior peso della tassazione patrimoniale sul PIL”.
2) Almeno per quanto riguarda la casa, secondo il MEF, nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE (cfr. “12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html).
3) Affermazione risibile, quella che voglio far pagare i ricchi, anzi lunare, di uno che vive sulla Luna; per punizione ti chiedo: a) dei 267 mld delle manovre finanziarie varate dal governo Berlusconi-Tremonti nella scorsa legislatura, qual è stata la quota accollata ai tuoi amici ricchi?; b) e, soprattutto, qual è stato il tuo contributo (straordinario, beninteso) al risanamento dei conti pubblici (330 mld in totale, cfr. “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html     

PS: Riporto l’incipit del mio post sull’imposta patrimoniale allegato sopra:
“I nemici dell’imposta patrimoniale, misura indispensabile, sono sia il 10% di popolazione che detiene il 45% della ricchezza nazionale – il che è normale – sia quel certo numero di “utili idioti” ben retribuiti al loro servizio – il che è comprensibile -, sia, purtroppo, la massa di milioni di “utili idioti”che gratuitamente appoggiano la politica economica di destra, dettata dal e nell’interesse del 10% predetto, e che, chissà perché, come scriveva Einstein a Freud, chiedendogli lumi, a proposito della guerra, appoggiano decisioni (o ‘non decisioni’, com’è il caso della patrimoniale) che vanno contro il loro interesse”.

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/0ba9590d4323e1d61988a39669bc39ed?s=48&d=identicon&r=GGianni 9 giugno 2013 alle 14:02

I dati sono i soliti dell´OECD: http://www.oecd-ilibrary.org/taxation/taxes-on-property_20758510-table7
Come ricordavo, con l´eccezione di Francia e Belgio, nell´EUZ vantiamo la tassazione della proprieta´ piu´elevata rispetto al PIL e non erano ancora entrate in vigore le nuove patrimoniali. Di queste la sola “patrimonialina” rende piu´di tutta l´ISF francese

Bisognerebbe piuttosto far caso che gli amici dell´ennesima patrimoniale italiana sono come al solito coloro che piu´hanno ottenuto dalla politica, di questa o della loro vicinanza hanno vissuto una vita intera.

La storia di tassiamo i “ricchi” e´ la solita solfa di tassate “gli altri”.
L´unica fortuna e´ che chi crede e chiede queste sciocchezze lo piglia regolarmente in quel posto quando si passa dal dire al fare. Basterebbe ricordarsi di “facciamo piangere i ricchi”…ma come si suol dire: la figlia dello scemo del villaggio e´ regolarmente incinta ;-)

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 9 giugno 2013 alle 22:11

@ Gianni
Credo tu sia la dimostrazione del perché Einstein, su quelli che io chiamo icasticamente “utili idioti”, chiese lumi a Freud (cfr. “Perché la guerra?”, allegato a “L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html).

Osservo (li enumero, così ti ci raccapezzi meglio e non rischi… amnesie di comodo):

1) Hai esordito con una balla scrivendo arbitrariamente che voglio far pagare ai ricchi, cioè agli altri, e continui, quando più sopra ho scritto che finora hanno pagato soprattutto i non ricchi e persino i poveri. Non sai leggere o sei a tal punto obnubilato dall’egoismo?

2) Sull’ammontare della ISF conti un’altra balla: i depositi bancari e postali ammontano, secondo la Banca d’Italia, a poco più di 1.000 mld, quindi l’1 per mille equivale ad un miliardo, mentre, per contro, “l’imposta francese ha dato un gettito di 4,2 miliardi nel 2008 e 3,6 nel 2009, con basi imponibili stimate in 566 e 560 miliardi rispettivamente” (cfr. “Quanto può dare una tassa sui ricchi”, allegato nel mio dossier sull’imposta patrimoniale”).

3) a) Hai scelto ad arte una tabella dell’OCSE priva di spiegazioni sul contenuto; b) presumo includa l’imposta di registro che colpisce, analogamente all’IVA per i consumi, le compravendite di cespiti; c) l’imposizione francese è quasi doppia di quella italiana; d) in ambito OCSE, molti Paesi sono sopra l’aliquota italiana, che peraltro è influenzata nel 2009 e 2011 dal calo sensibile del PIL; e) le basse imposizioni sulla proprietà di Germania, Svezia e Danimarca sono controbilanciate da imposte sul reddito elevate o elevatissime e da bassa o bassissima evasione fiscale; ed f) il contrario in Italia, dove l’IRPEF è elevata, ricade per oltre l’80% sui lavoratori dipendenti ed i pensionati, andrebbe ridotta trasferendo in parte l’onere appunto sul patrimonio e l’evasione è elevatissima.

4) Non hai detto qual è stato il tuo contributo straordinario all’onerosissimo ed iniquo (molto più Berlusconi di Monti) risanamento dei conti pubblici, per cui sono autorizzato ad ipotizzare: ZERO o poco più. Io, non ricco, ho “contribuito” per qualche decina di migliaia di €. Quindi la tua accusa risibile, lunare, da contaballe rivolta a me è un esempio di proiezione: sei tu che pretendi di far pagare agli altri e non ai ricchi.

5) Infine, citi – deprimendo il livello di questo pregevole blog a quello del contaballe “Il Giornale” – l’”ottuso” (= intelligentone) Bertinotti; io considero gli intelligentoni alla Bertinotti una iattura, ma in quel caso, a parte la forma ed il momento, egli aveva del tutto ragione: i ricchi (e lo sai anche tu, visto il tuo signorile accenno che i non ricchi lo prendono in quel posto) NON pagano quasi mai, perché possono contare sul controllo dei media, sulla collaborazione di una schiera di utili idioti ben retribuiti e sull’aiuto di milioni di altri utili idioti che lo fanno gratis. Tu chi sei: un ricco, un loro utile idiota o uno che, semplicemente, odia le tasse e fa con improntitudine il furbo?

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 10 giugno 2013 alle 07:06

Grazie per la chiarezza condivido al 150%

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 10 giugno 2013 alle 20:35

Grazie per la condivisione.

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/0ba9590d4323e1d61988a39669bc39ed?s=48&d=identicon&r=GGianni 9 giugno 2013 alle 22:48

@Vincesko

La nostra “patrimonialina” si applica anche sui depositi titoli e e´stimata per 2013 rendere 4.7mld. Molto di piu´della ISF francese. Se aveste poi il coraggio di informarvi quanto nel mondo le imposte patrimoniali pesano sul gettito complessivo di un paese forse capireste perche´sono estremamente improduttive

L´unica consolazione e´ che quanto piu´continuate a chiedere di tassare gli altri tanto piu´ lo prendete in quel posto ;-)

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 9 giugno 2013 alle 23:44

@ Gianni
Sei molto reticente, naturalmente, ma finalmente ci dai una seconda buona notizia (dopo la TTF, versione UE, beninteso, non quella edulcorata di Monti):i ricchi finalmente – per usare una tua espressione abituale (hai hai hai, brutto indizio) – l’hanno preso in quel posto e pagano qualcosa, ecco perché le lacrime copiose, come si vede. Poverini… Purtroppo, non c’è franchigia, e l’abbiamo dovuta pagare tutti.
Hai qualche problema col… calcolatore: 4,7 (stima) non è molto di più di 4 (consuntivo e peraltro in via di revisione al rialzo, visti i chiari di luna in Francia).
Naturalmente, per il costoso risanamento gestione miliardario Berlusconi non hai pagato nulla, piantala di lamentarti e metti mano alla tasca, perché per voi ricchi (o utili idioti, il che è lo stesso, anzi peggio…) temo siamo appena all’inizio.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b9a05930c170560b05833015204e290c?s=48&d=identicon&r=Gmatteo 7 giugno 2013 alle 13:47

Senza Euro, come ho scritto sotto, e con una moneta sovrana come poteva essere la Lira, lo stato potrebbe intanto pagare stipendi a tutti coloro che oggi non lavorano, mettendoli a lavorare per lo stato stesso. Lo stato italiano ha bisogno di infrastrutture, no? Bene. Chiama mille uomini e gli dice: ricostruite questa strada, questo ponte, questa diga, etc. In cambio, eccovi uno stipendio con i fiocchi. Chiaramente, quando hanno finito di fare la strada o il ponte o la diga, faranno dell’altro, tanto non c’è carenza di cose fa dare in Italia. Quei mille uomini non sarebbero più alla fame e lo stato avrebbe nuove e funzionanti infrastrutture; nessuno ci rimetterebbe. I soldi creati dal nulla e dati a quei mille uomini darebbero nuova linfa all’economia, perché permetterebbero ai venditori di beni di consumo di vendere di più e di guadagnare di più. E l’economia tornerebbe a girare. Ora, invece che mille, pensa a 3 milioni di uomini che lavorerebbero in questo modo. Pensa a quante cose si potrebbero costruire e a quante persone starebbero meglio. In più, pensa che per costruire qualcosa o mettere a posto qualcos’altro, lo stato dovrebbe anche comprare e materie prime, quindi ecco nuovi capitali che darebbero nuova linfa all’economia. Infatti i soldi dallo stato passerebbero alle industrie che creano ferro, acciaio, cemento, etc, che tornerebbero ad assumere, a crescere, a comprare,a vendere. Passiamo a ciò che dici tu. Uno stato, come si diceva prima, più che vendere all’estero, deve comprare. Comprare beni e servizi e far arrivare capitale umano. Se non ci comprassero più nulla, non sarebbe un problema. In più, io penso che la cosa più importante sia il benessere delle persone. Gli italiani con questa politica economica tornerebbero a sorridere, e già quello sarebbe una gran cosa.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 7 giugno 2013 alle 00:24

@ Matteo
Hai disegnato un Eldorado che non è mai esistito e mai potrà esistere. Metti i piedi per terra e misurati con le cose difficilissime ma possibili e da noi “controllabili”.

“I tedeschi contro Draghi, vuole usare la Bce per comprare i 70 miliardi di crediti delle imprese verso lo Stato Italiano”

Qui si sommano tre elementi: 1) congiunturalmente, la vicinanza delle elezioni tedesche; 2) strutturalmente, l’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi; e 3) per contro, il completamento da parte dell’Italia dei compiti a casa. Tra questi ultimi – dato ben noto ai Tedeschi e a Der Spiegel, che periodicamente ce lo rammentano [1] – c’è la possibilità di attingere dalla ricchezza degli Italiani, superiore a quella dei Tedeschi. [2]
Le manovre finanziarie della scorsa legislatura ammontano alla cifra stratosferica di 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi e 63,2 mld il governo Monti), [3] producendo gli effetti recessivi che vediamo adesso, anzi da un bel po’.
Ora, [STIAMO MOLTO MEGLIO DI 2 ANNI FA, NON DOBBIAMO, NOI POVERACCI, PIU' FARE SACRIFICI,] sarebbe il momento della crescita o almeno dell’uscita dalla recessione, ma servono risorse. Esse possono venire o dall’esterno (UE), ma la Germania non vuole, o dall’interno, chiedendole agli unici che ora le hanno, il 10% delle famiglie più ricche, che possiede il 45% dell’intera ricchezza nazionale, attraverso il varo di un’imposta patrimoniale sulla ricchezza maggiore di 1 mln e/o di un prestito forzoso di almeno 150 mld, [4] ma Berlusconi certamente non lo consentirà. Anzi, anziché preoccuparsi di reperire risorse, sta imponendo demagogicamente l’abolizione e la restituzione integrale e a tutti (anche ai ricchi) dell’IMU sulla prima casa, che è una mini-patrimoniale, rinunciando a 4+4 mld. [5] [...]
L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html

PS: Vista la furbizia e l’arroganza dei “bottegai” tedeschi, le predette misure (accompagnate da riduzioni dei “costi di struttura” dell’apparato burocratico, inteso in senso lato: dal re all’ultimo impiegato, passando per lo stipendio dei Mandarini pubblici e le pensioni d’oro) dovranno far parte di un accordo più ampio che includa il varo degli eurobond o strumenti equivalenti.

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b9a05930c170560b05833015204e290c?s=48&d=identicon&r=Gmatteo 7 giugno 2013 alle 00:43

Molto spesso le cose giuste da fare sono anche le più semplici. E’ chiaro che se dovessi dire ciò che io posso controllare, allora dovrei starmene zitto in un angolino. Io dico quello che potrebbero fare coloro che hanno il potere di farlo. Io non potrei mai portare l’Italia fuori dall’Euro, ma chi ci comanda potrebbe eccome! Basta dire ai tedeschi e al resto della combriccola: sentite, ci dispiace, ma noi non riusciamo più a fare ciò che ci chiedete; non siamo capaci di fare i sacrifici che per voi sono necessari; la nostra economia è, come dite voi, messa malaccio, dunque vi facciamo un piacere: ce ne andiamo! Sono anni che ci additano come la peste, saranno ben felici di vederci andare fuori dal loro “ring”, dal loro circolo. Non siamo all’altezza, non abbiamo i mezzi, non siamo capaci di seguirvi: possiamo dirgli qualunque cosa! Voglio vedere cosa ci diranno! Ci imploreranno di rimanere? Non credo che si abbasseranno tanto! Forse la punteranno sul melodrammatico: l’Italia vuole far fallire l’Europa! “Ma no” dobbiamo dirgli noi ” ma cosa ci dite mai? Ma noi siamo solo un piccolo paese, l’ammalato di Europa, un paesello dove tutti suonano il mandolino e pensano solo a mangiare spaghetti? Credeteci: è più un guadagno, che una perdita!”. Se poi scioglieranno comunque l’Europa, allora vorrà dire che forse contava qualcosa l’italia…

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 7 giugno 2013 alle 07:41

Sono d’accordo con Vincesko tranne la punta antigermanica che mi sembra eccessiva. Sulla questione del reperimento delle risorse anch’io ho scritto dei pezzi che mi permetto di risegnalare http://rbolletta.com/2012/11/14/la-patrimoniale-1/
in ogni caso è illusorio pensare che la disponibilità di moneta sia risolutivo, la BCE ne ha immessa nel sistema in quantità, in realtà servirebbe una inflazione sostanziale di 10 o 20 punti che avrebbe effetti destabilizzanti a livello sociale (Argentina) e preleverebbe ricchezza a tutti in modo proporzionale ben più di qualsiasi patrimoniale ben congegnata, e gli effetti di una inflazione forte sarebbero spaventosi per le categorie che ora la sognano votando chi non vuole nuove tasse, lavoratori a reddito fisso, disoccupati, nullatenenti e piccolo borghesi. I ricchi attuali rimarranno tali perché i beni immobili si rivalutano con l’inflazione e perché soprattutto i professionisti dei servizi, medici, avvocati, certificatori, tutte le corporazioni forti continueranno ad imporre le loro condizioni a prezzi più alti e quindi a reddito invariato. Ovviamente tedeschi, cinesi arabi ed indiani potrebbero facilmente comprarsi tutto, anche il Colosseo, e noi finalmente vivremo felici e contenti con uno stornellatore al Quirinale che ci ha liberato dall’odiosa IMU.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/d3ef1b7bef5f5a592da923a41ed4adb7?s=48&d=identicon&r=GSaverio 7 giugno 2013 alle 10:41

Qui si continua a confondere svalutazione con inflazione! Suggerimento per i gestori del sito: potreste fare un bel paper divulgativo sul tema? Se no molti continuano ad essere convinti che se, uscendo dall’euro, svalutassimo del 20% (come accadrà) l’inflazione aumenterà del 20%!
E poi, sta storia dei costi energetici, non se ne può più! Ma lo sapete o no che sul mercato libero dell’energia ormai le fonti rinnovabili contano per il 50%? (A maggio 2013 anche di più, e l’anno scorso ci fu un giorno – credo sempre a maggio – che l’energia costò ZERO perchè ci fu un tale eccesso di energia immessa nelle reti che si potette vendere gratis). Se l’energia continua a costare tanto è perchè c’è qualcuno a cui questo fa molta paura: e non parlo solo dell’ENI o dell’ENEL ma dei tanti che hanno investito e traggono profitti dalle fonti tradizionali! Basterebbe sviluppare le smart-grid o permettere la vendita diretta dal produttore al vicino di casa per far crollare la bolletta energetica! Quindi basta sta storia del petrolio!

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 7 giugno 2013 alle 10:43

Auguri. Restiamo in attesa della scheda sull’inflazione.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 7 giugno 2013 alle 19:57

@ Saverio
D’accordo, ma come (mi pare) spiega anche Bagnai, la svalutazione non ha un effetto nullo sul livello dei prezzi, ma determina inflazione per la quota parte importata, che non si riduce solo alla voce petrolio.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/d3ef1b7bef5f5a592da923a41ed4adb7?s=48&d=identicon&r=GSaverio 7 giugno 2013 alle 15:34

@Luigi Maria
Non mi meraviglia che ci stiamo “abituando” a tutto quel che ci sta capitando, a considerarlo “normale”. Le consiglio, se non lo ha già letto, un denso ma piacevolissimo volume, “Shock economy” di Naomi Klein: dopo un iniziale scoramento (perchè, le giuro, mi son depresso a leggerlo), per fortuna (e questa era l’intenzione della Klein) la rabbia mi è montata e continua sempre più a montarmi.
E ringrazio siti e blog come questo, o quelli di Bagnai, Brancaccio, Piga, Iceberg finanza, Orizzonte48 ed altri per avermi aiutato ad aprire la mente. Penso di essere una persona di cultura medio-alta, buon background economico e sempre assetato di informazioni, ma appartenevo anch’io alla categoria “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. La lettura del libro e dei siti citati mi ha fatto capire quanto il martellamento incessante, continuo, inesorabile dei media di regime abbia instillato nella mente delle persone comuni una tale serie di falsità e stupidaggini da aver interiorizzato la colpa. Perchè se tutti abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità significa che anche io l’ho fatto; e allora alla colpa deve seguire l’espiazione! E giù sacrifici, e stringere la cinghia, e dire: “ci dovevamo pensare prima”… La depressione è la più grande arma di cui le classi dominanti dispongono!

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/01679bd8b32a65fd2faf1e87682be106?s=48&d=identicon&r=Gf. spirito 11 giugno 2013 alle 16:51

ah! naomi klein :D
la campionessa mondiale di citazioni false :D
vabbè, del resto, da uno che dice “i prezzi sono determinati dai costi”, cosa ci si può aspettare :)

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 11 giugno 2013 alle 18:18

Atteso che per un prodotto non esiste “il” prezzo, ma tanti prezzi, ci sono essenzialmente 2 strade per determinare il prezzo/ricavo: una, è proprio partire dal costo di produzione e aggiungere un ricarico: positivo (mark-up) o, talvolta, negativo (mark-down) o nullo; l’altra, più complessa, è fissare il prezzo soprattutto in base ad altre variabili: analisi del mercato, studio della concorrenza, strategia commerciale (marketing mix).

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/01679bd8b32a65fd2faf1e87682be106?s=48&d=identicon&r=Gf. spirito 12 giugno 2013 alle 00:06

il discorso è più a monte.
il fatto è che sono, alla fine, i prezzi che determinano i costi. su questo c’è una lunghissima discussione in un altro post (credo, da cosa deriva il debito pubblico), che non avrebbe senso ripetere qui.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 12 giugno 2013 alle 09:38

Ti dispiace linkare la discussione, così me la leggo?

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/01679bd8b32a65fd2faf1e87682be106?s=48&d=identicon&r=Gf. spirito 12 giugno 2013 alle 13:12

http://keynesblog.com/2012/08/31/le-vere-cause-del-debito-pubblico-italiano/

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 13 giugno 2013 alle 15:43

Ho letto la lunga discussione sui prezzi. Osservo:
- la parte condivisibile è la conclusione tra Saverio e Fanfulla, in cui viene messo da parte il termine “valore” e si parla di costo e di prezzo; perché il “valore soggettivo” del compratore non è un dato fisso e immutabile, gioca evidentemente un ruolo ma esso è modificabile, entro certi limiti, attraverso tecniche appropriate messe in campo dal venditore;
- al di là della “filosofia”, nella concretezza aziendale dire che “sono i prezzi a determinare i costi” è affermazione errata se considerata in senso assoluto e non relativo, altrettanto quella che “sono i costi a determinare i prezzi”: nel senso che DIPENDE, il processo aziendale di determinazione dei prezzi di vendita è un processo iterativo che tiene conto di diverse variabili (tipo di mercato, stadio di vita del prodotto, strategia commerciale, tipologia del target commerciale, ecc.);
- confermo pertanto ciò che ho scritto sopra.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/48e1d8e65fc42793674c373ed6489640?s=48&d=identicon&r=GLuigi Maria 7 giugno 2013 alle 15:36

scusate. poi esco. caro Croppy. lo sbaglio che voi commettete e che non si riesce a farvi capire è nella premessa. la premessa del tuo discorso è il “debito pubblico”. la vostra ossessione è data dal fatto che, come l’economia liberista ci dice (Ballarò, Porta a porta, Gruber, etc, etc compagnia dittatura giornalistica serva del potere cantando), un paese con un debito pubblico molto elevato no può crescere economicamente. ora a parte che anche in ambito liberista è dimostrato, e la risonanza che ha avuto il caso di R&R del data base sbagliato ne è una prova, è dimostrato che sono tutte palle. vorrei che sia ben chiara una cosa. è la premessa che è errata. cioè quella che il debito pubblico è un problema. cerco di spiegarti perché secondo me che non sono economista. il debito pubblico è un problema per una nazione quando questo è denominato in una valuta straniera. cioè in una valuta che lo stato deve comprare perché lui non ne è il proprietario. come nella situazione dell’euro. se lo stato fosse proprietari della moneta che chiameremo per comodità fiorino tu capisci che il debito da esso emesso sarebbe una mera scrittura contabile poiché esso lo stato emettendo fiorini crea un debito con se stesso. che è sempre in grado di restituire. non ci sarebbero ricatti sulla probabilità del fallimento. non ci sarebbero tassi d’interesse determinati dai mercati. non ci sarebbe bisogno di ricorrere al prestito da parte dello stato presso i privati per avere moneta da investire nel welfare e per l’occupazione. quindi è la premessa che è sbagliata. si cerca una spiegazione ad un problema che è quello del debito, ma non si vuole capire che questo se solo si volesse non sarebbe un problema reale.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 7 giugno 2013 alle 19:41

Ah, non sei economista? Però, in compenso scrivi parecchio, di economia, e Matteo ti prende a conforto delle sue tesi… strampalate, perché è riuscito a creare l’Eldorado in Italia (secondo lui c’era già negli anni ’80, io c’ero ma non me ne accorsi), purché beninteso usciamo dall’Euro. C’è una certa confusione sotto il cielo, in questo blog. Mi permetto di rammentarti il detto milanese “Ofelet fa el tò mesté” (ragazzo pasticcere, fa il tuo mestiere).

 

Descrizione: http://2.gravatar.com/avatar/b9a05930c170560b05833015204e290c?s=48&d=identicon&r=Gmatteo 7 giugno 2013 alle 20:33

Vincesko, io concordo con ciò che ho letto nei commenti di Luigi Maria, ma ciò che dico deriva dalla lettura dei libri di persone come Barnard. …Negli anni ’80 l’Italia stava 100 volte meglio di ora ( non ci vuole poi molto a stare meglio di ora, sinceramente). Poi aggiungici che, anche se a quei tempi la moneta era sovrana, chi la emetteva non era keynesiano e non concepiva di poterla usare come Keynes insegna. Dunque ci vuole sia una moneta sovrana che persone competenti che sappiano come usarla. Unendo le due cose, avremo davvero l’Eldorado :)

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 7 giugno 2013 alle 15:38

Segnalo sullo stesso tema del reperimento delle risorse per la crescita:

Quella ricchezza che arriva da lontano
07.06.13
Carlo Favero e Nicola Gennaioli
ll problema del debito non può essere risolto prescindendo dalla ricchezza privata. L’Italia dovrebbe chiedere un contributo a favore della crescita a quelle generazioni che hanno beneficiato di una tassazione del reddito troppo bassa. E dovrebbe mobilitare la ricchezza pubblica verso il credito.
http://www.lavoce.info/il-peccato-originale-e-lurgenza-della-crescita/

 

 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/69

 
Sesso, le italiane sono le migliori al mondo
06/06/2013
Prime anche nei rapporti stabili. Male invece gli uomini
Descrizione: Sesso, italiane campionesse mondiali

Quante volte ci siamo sentiti dire che gli uomini italiani sono i migliori amatori? Che sanno come sedurre, che sono al primo posto sotto le lenzuola eccetera eccetera. Bene, ora è la volta delle nostre connazionali a salire sul gradino più alto del podio: stando a un sondaggio di qualche tempo fa, le italiane sarebbero le migliori al mondo quando si parla di sesso. E i maschi? Quelli sarebbero stati soppiantati dagli uomini brasiliani.
Sono i risultati di un sondaggio condotto dal sito di "dating on line" svizzero, C-Date, secondo cui non si tratterebbe di un primato circoscritto al sesso da una sola notte, ma a quello tout court, al centro dei rapporti di coppia in genere.
 
Lo studio
Al sondaggio hanno preso parte 6 mila persone tra i 18 e i 50 anni. Al buon risultato delle donne fa da contraltare quello degli uomini, che sembrano aver perso il primato di amatori a favore dei brasiliani, seppure solo in parte: se non altro perché il 24% degli intervistati ha ammesso di fare sesso per amore e con regolarità.
 
Abitudini sotto le lenzuola
Nel sondaggio si è parlato anche di posizioni sessuali e sex toys.
I vibratori e gli altri oggetti "hot" sono usati soprattutto dalle donne, mentre la posizione preferita è quella dello smorzacandela, che consente alla donna piena autonomia e completo controllo del proprio corpo e di quello dell’uomo.
 
Sesso, le italiane sono le migliori al mondo
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
post/5-card. Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
post/13-Test: Equilibrismid'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
post/15-Quando l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html
post/17-Gay ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html
post/18-Sette regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html
post/19-L’amore è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html
post/20-Mi eccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html
post/21-Cosa non fare dopo una serata di passione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630733.html
post/22-Sesso, crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html
post/23-Sesso, chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html
post/24-Ricerca: ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html
post/25-Tristezza post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
post/26-Sesso: se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
post/28-Uomini e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
post/29-Sesso: lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci ‘verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
post/30-La prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
post/31-Lezioni di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
post/32-Quaranta donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
post/33-Sesso: ‘flop’ per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 post/34-Sesso: l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html
post/35-Sesso: l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
post/36-Sesso: 1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html
post/37-Solo tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perchétraditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html
post/38-Divisi anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html
post/39-Erezione difficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html
post/40-Kamasutra per il punto G
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769002.html
Post/41-Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769346.html
Post/42-Cassazione: 'hot line' casalingo? Nessun reato. In allegato il testo dellasentenza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769819.html
Post/43-Pistacchi: il frutto dell’Amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771010.html
Post/44- Le più grandi stranezze sessuali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771479.html
Post/45- L’attrazione sessuale si rivela con uno… sbadiglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771527.html
Post/46- Sesso: lo studio, coppie 'rumorose' piu' felici sotto le lenzuola
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Post/47- Le dimensioni? A letto contano eccome...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771993.html
Post/48-I 2 chiodi fissi dell'uomo (oltre al sesso)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772356.html
Post/49- Sesso: guai a letto se lei guadagna piu', lui spinto verso Viagra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772551.html
Post/50- Sesso: problemi sotto le lenzuola per lui, solo 1 su 4 chiede aiuto al medico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772898.html
Post/51- Donne e sesso: gli studi sonorealmente scientifici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2773033.html
Post/52- Ecco l’identikit del maschio europeo in crisi con il sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774274.html
Post/53- Il ritorno dell’educazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774670.html
Post/54- Sesso over 65, elisir di felicità
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2775931.html
Post/55- Altro che Viagra, prova il fieno greco...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780508.html
Post/56-I video per far bene l’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2780914.html
Post/57- I test di salute
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781305.html
Post/58-Sesso orale, due vantaggi sorprendenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781451.html
Post/59-Più fai sesso, più proteggi la prostata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781682.html
Post/60-Le posizioni del sesso che ancora non conosci
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782281.html
Post/61-Pene, quando le dimensioni contano... troppo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782709.html
Post/62-L’uomo che ascolta fa buon sesso. Per lei conta l’autostima
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2782970.html
Post/63-Problemi di erezione, campanello d’allarme per il cuore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783164.html
Post/64-I preliminari sono importanti. O no?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783344.html
Post/65-Prima volta, che ansia...
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783785.html
Post/66-I 5 motivi per cui lui fa flop sotto le lenzuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783958.html
Post/67-Manuale del buon sesso d'estate
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784438.html
Post/68-Ti ha tradito? Strategie e consigli pratici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784787.html
 
 
 
 

Dialogo n. 2 sull’IMU

 

Di cosa parliamo quando parliamo di IMU
Pubblicato da keynesblog il 3 maggio 2013 in EconomiaEuropaItalia
http://keynesblog.com/2013/05/03/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-imu/

 

Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/f8707226d615abd00e5749a370d04605?s=48&d=identicon&r=Gguiodic 3 maggio 2013 alle 17:10

“L’imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale.”

L’IMU originariamente non era sulla prima casa. Di questo stiamo parlando.

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 3 maggio 2013alle 17:35

Ragionamento bizzarro. E’ proprio vero che l’IMU fa sragionare…
Anche l’età di pensionamento per vecchiaia era anni fa a 60 anni e 1 mese, poi portata a 65 anni e 1 mese, ora (dal DL 78/2010) a 66 anni e 1 mese più l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita: per tutti, occupati, disoccupati o inattivi. Analogo discorso per le pensioni di anzianità.
Aumenti per effetto dei quali ci saranno minori esborsi per spesa pensionistica per decine di miliardi l’anno (centinaia nei prossimi decenni), tolti dalle tasche dei pensionandi (integralmente, da quelli inattivi). A me – inattivo per causa di forza maggiore – ed altre decine di migliaia ne hanno tolti nel 2011 per 13 mensilità, per un ammontare di qualche decina di migliaia di Euri, pari – poniamo – a 100 volte o – il che è lo stesso – a 100 anni di IMU media annua!

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 3 maggio 2013alle 15:49

I dati consuntivi del MEF ( cfr.http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/02/14/i_dati_consuntivi_del_mef_conf.html ) attestano:
- l’introito complessivo dell’IMU è stato pari a 23.7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti;
- l’importo medio sulla prima casa è stato di 225 €;
- per la prima casa, l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209, 680 e 217 €.
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.

Osservo che:
1) il costo medio annuo dell’IMU sulla prima casa è pari a 225 €, cioè meno di 1 € al giorno: esattamente, 0,616 €. E’ andata e va molto peggio agli “esodati”, vecchi (cfr. art. 12 del DL 78/2010 del governo Berlusconi, che per soprammercato abolì l’ICI sui ricchi ed i più abbienti) e nuovi (cfr. DL salva-Italia del governo Monti, che almeno reintrodusse l’IMU sulla prima casa), i quali, per il risanamento dei conti pubblici, hanno pagato e pagano decine di migliaia di € all’anno.
E’ un’indecenza che si parli di IMU e la colpa di ciò è sia del miliardario imbonitore e bulimico Silvio Berlusconi, sia dello scarso spirito civico‘compensato’ colpevolmente dall’egoismo di una fetta corposa di Italiani;
2) in Italia, secondo la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a 120 mld l’anno; in 10 anni fanno 1.200 mld.
Secondo la Banca d’Italia, il patrimonio immobiliare ammonta a 5.000 mld; secondo l’Agenzia del Territorio, a 6.500 mld. Chissà quanti dei miliardi evasi al fisco, danneggiando gli altri Italiani che pagano le tasse, sono stati e vengono investiti in immobili. Per non parlare dell’economia criminale;
3) i capitali evasi hanno finanziato anche l’acquisto della prima casa;
4) l’IMU è difficilmente evadibile;
5) l’importo è relativamente modesto (nel 90% dei casi), ed altri hanno contribuito e contribuiscono al risanamento in misura molto, molto più gravosa;
6) l’abolizione dell’ICI sui ricchi ed i più abbienti fu finanziata anche tagliando la spesa sociale dei Comuni del 90%, destinata ai poveri, inclusi i sussidi agli affitti; l’abolizione o la riduzione dell’IMU, nella situazione attuale di crisi terribile, che durerà a lungo, NON è la priorità; le priorità sono il lavoro, la casa a prezzo sociale e le altre provvidenze di welfare;
7) anzi, essa andrebbe affiancata da un’imposta patrimoniale sui patrimoni superiori a 1 mln di € per finanziare la crescita e gli ammortizzatori sociali anti-crisi, perché dopo 329,5 mld di manovre finanziarie della scorsa legislatura (267,3 mld il governo Berlusconi e 62,2 il governo Monti), addossate in gran parte – soprattutto dal governo Berlusconi – sul ceto medio-basso, solo il 10% delle famiglie italiane che possiede il 45% della ricchezza nazionale ha ora i soldi. [*]
[*] “Ribaltamento delle priorità per volere di un miliardario”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781004.html

 

Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/48e1d8e65fc42793674c373ed6489640?s=48&d=identicon&r=GLuigi Maria 4 maggio 2013alle 16:32

IMU o non IMU?
perdonatemi. ma credo che non abbiate compreso il paradosso oggetto dell’articolo. siamo ridotti talmente male, in termini di sovranità economica che uno stato (il terzo per contribuzione al sostegno delle politiche UE) discute se sia possibile per le sue casse (o possibilità economica) rinunciare ad una entrata in bilancio che è pari a meno dell’1% dell’entrate. (tasse) capite che questo è il vero problema su cui dibattere. senza la strumentalizzazione politica, imu si imu no, che allontana con argomentazioni pretestuose gli Italiani dal riflettere sui veri problemi che l’euro ed i trattati europei hanno creato.


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Naturalmente posso sbagliarmi, ma temo che non l’abbia compreso tu, poiché non hai considerato il commento di guiodic del 3 maggio 2013 alle 17:10, confermato indirettamente dall’assenza di replica alla mia risposta, che lasciano trasparire una consentaneità alla decisione di abolire l’IMU.
Saremo conciati male, ma l’appartenenza all’UE comporta dei vincoli nelle materie “cedute”, per cui delle due l’una: o restiamo membri dell’UE e ne accettiamo i vincoli, scomodi ma invero utili per un Paese sregolato come il nostro, cercando di completarne l’architettura di Stato federale e massimizzare i vantaggi) o usciamo dall’UE. Ma che c’entra questo con l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, che peraltro esiste in tutta l’UE, ed è una misura di equità minimale, non un problema secondario?
Si vede che non sei molto informato sulla distribuzione del peso delle manovre finanziarie. Di grazia, allora chiedo anche a te di scendere dalla analisi sui massimi sistemi al piano della concretezza: dei 266,3 mld cumulati delle manovre finanziarie varate dal governo Berlusconi-Tremonti, qual è stato il tuo contributo (straordinario)?

 

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Sono contento, vedo che si fa l’esegesi dei miei commenti :)
Comunque va da sé che il significato dell’articolo è principalmente quello di mettere in evidenza l’assurdità di vincoli talmente stretti da rendere un paese grande come l’Italia “appeso” a 4 miliardi di euro.

Detto ciò, l’IMU ha avuto anche effetti collaterali sui valori degli immobili che non sono da trascurare. Quando i prezzi delle case cadono, le cose non si mettono bene non solo per i proprietari, ma anche per gli altri. Non bisogna cadere nell’errore di ritenere che, siccome le bolle immobiliari sono un fenomeno pericoloso, allora la deflazione sia la soluzione.

 

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L’Italia sarà anche “appesa”, ma:
1) dopo ben 330 mld di manovre correttive da inizio legislatura, a) 4 mld non sono una piccola cifra; e b) ovviamente, l’abolizione dell’IMU – del tutto possibile nonostante i vincoli europei – va compensata con un’altra imposta (o un taglio di spesa): è giusto? e su chi? Anche sui poveri, come successe con l’ICI tolta ai ricchi da Berlusconi, caso eclatante di redistribuzione all’incontrario, col taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni?;
2) nel mio commento del 3-5 15:49, ho riportato i dati consuntivi dell’IMU e almeno 7 motivi per il mantenimento dell’IMU sulla prima casa; a questi posso aggiungere: a) l’effetto calmieratore sui prezzi degli immobili, ancora troppo elevati, e quelli (generali dell’IMU) benefici sulla difesa del suolo agricolo e del paesaggio; b) va molto peggio ai locatari, di cui nessuno si occupa, che debbono sobbarcarsi ad affitti spesso esosi e che incidono per oltre il 30% della retribuzione; c) la necessità di spostare in parte il peso fiscale dai redditi al patrimonio; e d) l’aspetto fon-da-men-ta-le dell’equità;
3) a ben vedere, al netto del valore simbolico della casa (in Italia viene subito dopo la mamma…), non c’è un solo motivo a sostegno dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa ed è quasi agevole notare che tutte le motivazioni addotte, anche quella esplicita del presente articolo, rinviano a motivazioni“sottostanti” e scontano tale pregiudizio – come dire? – subliminale.
Per “punizione”, allora, chiedo anche a Lei (sperando di avere una risposta): dei 266,3 mld cumulati delle manovre finanziarie varate – e con una distribuzione molto, molto iniqua – dal governo Berlusconi-Tremonti, qual è stato il Suo contributo (straordinario, beninteso)?

 

 


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permalink | inviato da magnagrecia il 14/6/2013 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Dialogo sulla globalizzazione ed altro

 

A fini di archivio e di divulgazione, riporto una discussione - che forse vale la pena di leggere tutta - tra me, il dotto Valerio_38 ed altri sul tema della globalizzazione ed altro, svoltasi nel blog di PGO su “Repubblica” in “Le carte in tav-ola” http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/06/28/le-carte-in-tav-ola/,  già pubblicata in parte in La globalizzazione non è un gioco equo http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html.

Cliccando sulla data, si apre il commento originale.

 

 

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valerio_38 30 giugno 2011 alle 11:18

@Piergiorgio Odifreddi, post del 29 giugno 2011 alle 21:13

Capisco la necessità della concisione, ma la sua risposta a perelman mi sembra francamente abborracciata.
Berlusconi è presidente del consiglio “non perché turlupina le vecchiette”? No, caro Odifreddi, al massimo Berlusconi è presidente del consiglio NON SOLO perché turlupina le vecchiette…., però lo è ANCHE PERCHE’ le vecchiette le ha turlupinate e vorrebbe tanto continuare a farlo.
Perché, caro Odifreddi, gli industriali, i commercianti e i ceti che Berlusconi può sperare di accontentare con le sue mance non sarebbero stati sufficienti a dargli la maggioranza che ha avuto. C’è stata, le statistiche lo dimostrano, una frazione notevole di elettorato popolare che, pur avendo solo da perderci, lo ha votato (e potrebbe continuare a votarlo), proprio perché turlupinata dai lustrini delle sue televisioni (e dalla presa che ha subito stretto attorno alla TV pubblica, non appena ne ha avuto il destro).
Quanto alla lega, per quanto io condivida il suo rigetto morale, penso che considerarla rappresentante di “piccoli uomini razzisti e xenofobi” non aiuti a esorcizzare un problema gigantesco. La lega strumentalizza una reazione che c’è, una reazione ideologica a cause materiali, reazione che non è frutto di preconcetti ideologici (in altre parole, anche la lega turlupina una frazione del suo elettorato).
L’immigrazione incontrollata C’E’ e ha conseguenze MATERIALI, e sono queste conseguenze materiali che consentono alla lega di fare presa con la sua agitazione “xenofoba”. E’ l’immigrazione eccessiva e incontrollata (un fenomeno materiale, che esiste) che ha suscitato una reazione istintiva di autodifesa (fenomeno ideologico) in estesi strati popolari.
Se lei sussume questa reazione nella categoria “razzismo e xenofobia” (come se fosse un atteggiamento artificiale, associato indissolubilmente a “piccoli uomini razzisti e xenofobi“, senza alcuna causa materiale sottostante) scambia le cause con gli effetti.
Per estesi ceti popolari l’immigrazione incontrollata ha comportato una pressione al ribasso sui salari e peggiori condizioni di lavoro, perché il lavoro nero (che ruota attorno all’immigrazione incontrollata, e che spesso è offerto dagli stessi piccoli imprenditori di simpatie leghiste) ha proprio questo preciso effetto materiale.
In un quadro di insicurezza generale del lavoro manuale, di precarietà delle giovani generazioni, di progressivo (e apparentemente inarrestabile) smantellamento di tutele che sembravano acquisite, sarebbe strano che questi effetti materiali non provocassero reazioni a livello ideale.
Insomma: la lega è, a suo modo, un termometro che segnala l’esistenza di profonde tensioni sociali. Bisognerebbe avere il coraggio di guardarci dentro, di scandagliarne le cause e cercare di rimuovere QUELLE cause, non illudersi di poter contrastare la propaganda xenofoba della lega rimanendo soltanto al livello simbolico/ideologico.
Per i burocrati di Bruxelles, entusiasti promotori della ortodossia neoliberale, sussumere nella categoria “razzismo e xenofobia” le reazioni popolari all’immigrazione incontrollata è un’ottima foglia di fico per mascherare il reale obbiettivo delle loro politiche: comprimere i salari (ovviamente “per rendere l’Europa più competitiva”). Ma per un intellettuale schierato a sinistra, limitarsi a suonare lo spartito di Bruxelles mi sembra un po’ riduttivo.
La lega racconta la favola che l’immigrazione incontrollata si combatte rendendo dura la vita all’immigrato. Chi si oppone alla lega, invece che impostare una battaglia puramente ideologica contro “razzismo e xenofobia”, basata sulle giaculatorie “accoglienza e multiculturalismo” (come se queste giaculatorie potessero rendere la vita meno dura agli immigrati), non farebbe meglio a porsi il problema di rendere materialmente dura la vita ai DATORI DI LAVORO che impiegano lavoro nero?
Se l’immigrazione lavora in nero è perché qualcuno quel lavoro nero lo offre, lo pretende, addirittura rifiuta di impiegare lavoratori con regolare cittadinanza italiana, perché potenzialmente in grado di “creare problemi” (poi arriva l’altra foglia di fico: “nessun italiano vuole più fare i lavori che fanno gli immigrati”).
Ma se i neoliberali nostrani (e i suoi entusiasti manutengoli, i Chiamparino e i Bonanni) sono impegnati a convincere i lavoratori Fiat che ha ragione l’aguzzino Marchionne, come potrebbero considerare disumano il lavoro nero e proporsi di combatterne le cause con leggi adeguate?

 

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vincesko 30giugno 2011 alle 12:14

@ Valerio_38 (11:18)
D’accordo quasi su tutto, ma equiparare Chiamparino al sedicente sindacalista (amico del filoconfindustriale Sacconi) Bonanni mi sembra francamente esagerato.

 

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valerio_38 30 giugno 2011 alle 13:56

@vincesko, post del 30 giugno 2011 alle 12:14

Forse non te ne sei accorto, ma in merito ai ricatti dell’aguzzino con maglioncino, Chiamparino ha assunto le stesse posizioni del “sedicente sindacalista (amico del filoconfindustriale Sacconi) Bonanni”, si è schierato con l’aguzzino. Che gli costava, in fondo? Sulle linee di montaggio non doveva certo andarci a lavorare lui. E dunque, vincesko, perché non ti fai qualche domanda scomoda, qualche volta? Usiamo pure il tuo linguaggio da San Vincenzo, se vuoi, ma prova, una buona volta, a rispondere a una domanda come questa: Se “la divisione oggi passa fra chi difende i ricchi (pochi) e chi difende i poveri (tanti)”, e tu ritieni che chi è di sinistra debba schierarsi dalla parte dei poveri (tanti), com’è che il tuo diletto Chiamparino (che dovrebbe condividere questa tua opzione) è così spesso schierato con i ricchi (pochi)?

 

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vincesko 30 giugno 2011 alle 15:28

@ Valerio_38 (13:56)

1. Premetto che di ‘diletto’ non avevo neppure mio padre e mia madre, quando erano vivi (nel senso che io non faccio sconti a nessuno), figuriamoci il pragmatico compagno Chiamparino, del quale mi limito ad esaminare le scelte, talora condividendole, talaltra no.

2. Mi meraviglio che una persona dai ragionamenti sofisticati come te non veda (o non voglia vedere?) la complessità (anche se ormai è piuttosto semplice da interpretare) del mondo in cui viviamo, investito da un planetario processo di riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere, con conseguenti morti e feriti nel nostro campo, che non può – se non riusciamo a correre ai ripari – non innescare una lotta darwiniana, dove un’esigua minoranza – aiutata da milioni di utili idioti, parte ben retribuita, la più parte gratis – detta le regole del gioco, in parte con motivazioni egoistiche e predatorie, ma in parte – ed è questo il punto – per far fronte alla nuove, mutate condizioni della competizione mondiale.

3. Quando a 49 anni sono stato messo, assieme ad altre migliaia di colleghi della nostra grossa azienda, in mobilità, mi sono dato da fare e, pur non avendone (quasi) nessuna attitudine, mi sono imbarcato in un’attività in proprio, e per 15 anni ho dovuto battagliare, ed è stata dura; e non mi sono messo ad imprecare contro il sistema, il destino, il mercato, la CEE, la Cina, ecc. Per cui io ora ho acquisito una mentalità poco pietosa. Anche con quelli come gli operai FIAT, alle prese con un processo di ridefinizione (= ridimensionamento) delle loro condizioni di lavoro, dettato dalla nuova situazione.

4. Chiamparino, posto di fronte alla scelta di accettare le condizioni – in parte obbligate – imposte dalla FIAT oppure vedere probabilmente delocalizzare l’azienda e perdere conseguentemente tutti i posti di lavoro (incluso l’indotto), ha scelto il male minore.

5. Sono sicuro converrai con me che il governo di questo processo non può essere al livello della FIAT, ma del governo nazionale e soprattutto UE. E’ qui che si gioca la partita, dove alcuni giocatori tendono a giocare sporco, potendo coi loro enormi mezzi decidere le regole di gioco ed influenzare le decisioni arbitrali. Ma credo che anche loro hanno capito che non possono tirare troppo la corda. Bisogna evitare di fare ammuina tra i milioni in basso e creare quella pressione indispensabile acché il gioco sia il più equo possibile.

 

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vincesko 30 giugno 2011 alle 16:33

PS:
Prendendo spunto da un servizio appena trasmesso da Radio3-Fahreneit, riporto una lunga ed interessante intervista al propugnatore della de-globalizzazione, Walden Bello:

Walden Bello, scrittore ed accademico filippino, e’ uno dei maggiori critici della globalizzazione e delle derive finanziare del nostro mondo. L’ho incontrato alcuni mesi fa nel suo ufficio di Manila.
http://silvestromontanaro.com/post/2734067473/deglobalizzare-intervista-a-walden-bello

 

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vincesko 30 giugno 2011 alle 16:38

PPS:
Walden Bello: de-globalizzazione, unica salvezza
http://www.libreidee.org/2009/07/walden-bello-de-globalizzazione-unica-salvezza/

 

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valerio_38 30giugno 2011 alle 17:32

@vincesko, post del 30 giugno 2011 alle 16:38

Ottima segnalazione. Ma come fai convivere Walden Bello con la rocciosa fiducia nelle magnifiche sorti e progressive della globalizzazione (e nella possibilità di governarla democraticamente) che ha pervaso, finora, i leader del PD?

 

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vincesko 30 giugno 2011 alle 19:22

@ Valerio_38 (17:32)

Io non credo che i leader del PD (partito composito, che alberga posizioni variegate) siano ora sostenitori acritici della globalizzazione. Ho piuttosto l’impressione che prevalga il ragionamento di Romano Prodi che la considera ineluttabile e quindi ne vede soprattutto i vantaggi da cogliere, non nascondendosi certamente gli svantaggi. Il problema, come dice Walden Bello (e come sostengo anch’io da tempo, visto che ne ho conosciuto le tesi poco fa) è che è necessario un movimento di popolo dal basso (che invece finora ha costituito la massa di utili idioti a loro favore) per vincere la pretesa di 4 gatti potentissimi, ricchissimi, avidissimi e spietatissimi di decidere la “schiavizzazione” del resto dell’umanità.

Ma il popolo italiano (come gli altri popoli occidentali) non può reggere altri 15 anni (durata probabile perché la legge dei vasi comunicanti produca il livellamento dei salari e degli assetti normativi sul lavoro) in una crisi economica devastante. Già ora, come s’è visto dai risultati elettorali e referendari, c’è sia una diversa consapevolezza del problema, sia, soprattutto, un più forte e diffuso spirito di reazione.

Ciò che mi preoccupa leggendo l’intervista a Walden Bello è che egli, a differenza di ciò che penso io, è che ritiene impossibile una soluzione socialdemocratica alla globalizzazione: “Quelli che sostengono «la globalizzazione è irreversibile, dobbiamo soltanto umanizzarla» si illudono: è impossibile umanizzare la globalizzazione, dovremmo piuttosto capovolgerla.”

Intanto, in attesa dell’eventuale de-globalizzazione, un bel compito si presenta ai leader del PD e a tutti gli altri leader di sinistra europei: rendere più equi gli scambi commerciali con i Paesi emergenti; fare pressione per ottenere un miglioramento dei loro salari e condizioni di lavoro; distribuire i sacrifici da noi in modo equo. Ma bisognerà smettere la nostra abitudine all’ammuina e pungolarne e sostenerne l’azione.

 

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valerio_38 30 giugno 2011 alle 22:05

@vincesko, post del 30 giugno 2011 alle 19:22

Mi fa piacere che la lettura dell’intervista a Walden Bello ti abbia aperto gli occhi (probabilmente solo un po’, ma è sempre un passo avanti). Ma ti inviterei a riflettere più a fondo sulle conseguenze delle considerazioni che Bello fa in quella intervista.
La globalizzazione non è un fenomeno atmosferico.
Un fenomeno atmosferico ha cause che sfuggono al nostro controllo, per cui è ineluttabile e si può solo cercare di ripararsi dagli effetti (e non c’è bisogno di Prodi per saperlo).
La globalizzazione, invece, è la conseguenza di scelte politiche consapevoli, dunque ha dei padri con nome e cognome ed è troppo comodo, dopo averla scatenata, venirci a raccontare che è ineluttabile (come proclama Prodi, forse perché ne ha condiviso una qualche responsabilità, visto che ha svolto il ruolo di consulente per Goldman Sachs) e che “bisogna governarla”.

Qualche elemento per identificare gli apprendisti stregoni della globalizzazione è fornito da un interessante passo di Luciano Gallino (Finanzcapitalismo, Einaudi 2011, pagg. 69-74). Il tetso è piuttosto lungo, chiedo scusa. Un altro passo, altrettanto illuminante puoi leggerlo al termine degli interventi sul precedente post di Odifreddi.

DOV’ERANO LE REGOLE E I REGOLATORI?

Al contrario di quanto solitamente si legge, la liberalizzazione dei movimenti di capitale non è stata un’invenzione dovuta esclusivamente a economisti, banchieri e politici americani, che gli europei in subordine hanno poi subito o imitato. Una spinta autonoma in tale direzione, e di grande forza, è provenuta dall’Europa occidentale.
Meno che mai risponde a verità che le sinistre europee siano state travolte da un processo di troppo superiore alle loro capacità di resistenza. La globalizzazione finanziaria è decollata grazie a contributi fondamentali di politici e partiti che si reputavano di sinistra; il che costituisce, a posteriori, un paradosso a fronte di un processo mondiale che è stato condotto palesemente in funzione antioperaia. Però codesti precedenti spiegano anche il fascino che la mitologia neoliberale o liberista ha avuto agli occhi della «nuova sinistra» britannica, tedesca, italiana, ivi compresi non pochi già appartenenti ad auto-estintisi partiti comunisti.

Della liberalizzazione dei capitali sono stati protagonisti soprattutto alcune personalità della politica e dell’economia francesi, tra i quali ho già citato il presidente François Mitterrand, che prima era stato per dieci anni segretario del partito socialista, e il suo ministro dell’Economia e delle Finanze, poi presidente della Commissione Europea Jacques Delors, parimenti socialista. Ad essi si possono aggiungere Michel Camdessus, iperliberale nominato proprio da Mitterrand governatore della Banca di Francia (1984-87), e di lì transitato alla testa del Fondo Monetario Internazionale (1987-2000); Henri Chavranski, presidente dal 1982 al 1994 del Comitato per i movimenti di capitale e le «transazioni invisibili» dell’Ocse (espressione che pare quasi un’anticipazione della finanza ombra); Pierre Beregovoy, altro dirigente di primo piano del partito socialista convertitosi fervorosamente al liberismo,che ebbe poi modo di praticare nel ruolo sia di ministro dell’Economia e delle Finanze (1984-86, governo di Laurent Fabius; 1988-92, governo di Michel Rocard), sia come primo ministro (1992-93).
La conversione al neoliberalismo o liberismo dei massimi politici socialisti francesi venne sollecitata da una sconfitta. Fino al 1983 i francesi avevano tentato in ogni modo di ostacolare l’espatrio dei capitali nazionali all’estero, senza riuscirvi. In barba alle leggi e ai controlli vigenti, i patrons della finanza e dell’industria muovevano i capitali come e dove volevano. Tra il 1983 e il 1986 la dirigenza politica dell’Esagono mutò radicalmente di posizione: se i movimenti di capitale risultavano comunque incontrollabili, quanto invisibili, tanto valeva rendere esplicita e pienamente legalizzata la loro libertà di movimento.
Prendeva così corpo, accanto se non addirittura prima del più famoso Consenso di Washington, il Consenso di Parigi.
Dopo il 1986, si legge in un lungo saggio dedicato per intero a quest’altro consenso, «varie personalità francesi arriveranno a figurare in primo piano tra coloro che hanno reso possibile la globalizzazione come la conosciamo oggi… Non sono gli Stati Uniti che hanno condotto la battaglia per istituzionalizzare le regole e gli obblighi di un mercato finanziario liberale … I francesi non vi sono stati forzati dagli Usa; sono essi che hanno preso la testa del movimento»”.
La Germania e il Cancelliere Helmut Kohl furono sin dall’inizio i loro migliori alleati; la Commissione Europea guidata dal socialista Delors si adoperò con successo per coinvolgere nella liberalizzazione l’Italia, la Spagna e altri paesi.

Negli Stati Uniti la battaglia per liberalizzare i movimenti di capitale, adducendo in molti casi proprio l’esempio battistrada dell’Europa, ha preso soprattutto forma di smantellamento della legislazione che durante i primi due mandati presidenziali di Franklin D. Roosevelt (1932-1940) era stata introdotta per impedire alle banche e altre istituzioni finanziarie di operare con finalità speculative, largamente eccedenti la loro funzione primaria di sostegno dell’economia reale.
Il testo più importante di tale legislazione è stata la seconda legge Glass-Steagall, approvata nel giugno 1933 (una prima legge del 1932, proposta dagli stessi deputati, non ha lasciato molte tracce). La nuova legge vietava anzitutto alle banche commerciali di operare allo stesso tempo come banche di investimento; il pericolo essendo, quando le due attività fanno capo a una medesima società, che i depositi, garantiti dal governo, vengano utilizzati per operazioni ad alto rischio, le cui eventuali perdite non hanno alcun diritto a essere rimborsate a spese del contribuente. Inoltre diversi articoli della legge, insieme con altri testi legislativi cui rinviava, oppure emanati in seguito per completarla, vietavano di collocare fuori bilancio sia attivi che passivi; ostacolavano gli scambi di derivati al di fuori delle borse a fini speculativi; ponevano un freno all’ingigantimento degli enti finanziari mediante fusioni e acquisizioni. In altre parole la legislazione introdotta dal Congresso dopo la crisi del ‘29 impediva alle istituzioni finanziarie di compiere quasi tutti quei generi di operazioni che erano state all’origine della crisi di allora e lo sono state, su un piano ancora più ampio, di quella attuale.
Dopo anni di pressioni e di lobbying da parte delle grandi banche e compagnie di assicurazione, comprendenti anche il versamento di centinaia di milioni di dollari a favore delle campagne elettorali di politici sia repubblicani che democratici, oltre a numerosi interventi legislativi ad hoc che l’avevano ormai drasticamente depotenziata, la legge Glass-Steagall fu ufficialmente abolita nel novembre 1999. Strumento operativo della sua soppressione fu il Financial Services Modemization Act, nota anche come legge Gramm-Leach-Bliley dal nome dei suoi proponenti, firmata dal presidente democratico William J. Clinton. Essa rendeva nuovamente possibile alle banche di compiere tutte le operazioni ricordate sopra, a conferma del fatto che la memoria dei politici, e dei banchieri, è davvero corta.
Tra le altre numerose leggi di minor risalto che hanno totalmente liberalizzato le attività delle banche americane va ricordato il Commodity Futures Modemization Act (Cfma) del dicembre 2000, anch’esso firmato dal presidente Clinton. E stato principalmente il Cfma a spalancare le porte alla moltiplicazione senza limiti dei derivati trattati al di fuori dei mercati di borsa. Se ne giovò su larga scala, non da ultimo per truccare i bilanci societari, l’archetipo dei disastri industrial-finanziari degli anni 2000, la Enron.

La deregolazione delle attività degli enti finanziari, tanto quella compiuta in Usa a partire dalla presidenza Reagan (1981-1988) e dai governi di Margaret Thatcher nel Regno Unito (1979-1990), quanto quella avviata quasi contemporaneamente dalla Francia nella futura UE, presenta alcune caratteristiche che è utile, per comprendere le cause della crisi, annotarsi con cura. Innanzitutto essa rende evidente che deregolare non significa affatto abolire le regole in vigore, allo scopo di permettere ai suddetti enti di agire come gli pare. Significa piuttosto sostituire le regole esistenti con altre che allargano a dismisura il perimetro delle attività degli enti stessi, rendendo pienamente legali molti tipi di attività che senza le nuove regole potrebbero essere esposte a contestazioni sia da parte di qualche pignolo rappresentante della legge, sia dei risparmiatori; sia, ancora, da qualche istituzione concorrente. Nella realtà le regole «liberalizzanti» possono essere assai più complicate e lunghe di quelle vincolanti. Per dire, il Cfma americano del 2000, da cui sono discese le nuove generazioni di derivati, era soltanto un emendamento a una legge di per sé assai corposa, ma occupava ben 262 pagine.
In secondo luogo, sia cedendo a pressioni o lusinghe politiche, sia operando esse stesse come braccio politico, le autorità di sorveglianza – in primo piano la Fed e la Sec americane, ma anche la Banca d’Inghilterra e la connazionale Financial Services Authority (Fsa), nonché la Banca Centrale Europea -anziché badare all’applicazione delle regole in vigore, hanno sovente spianato la strada delle liberalizzazioni dando scarso peso ai pericoli che ad esse palesemente si accompagnavano, e non di rado ignorandoli del tutto. Quelli insiti nella bolla immobiliare, gonfiata anche dal predatory lending, ossia dai mutui non soltanto concessi con troppa facilità ma pure truffaldini, erano evidenti a molti osservatori fin dal 2003-2004. Del pari i medesimi enti hanno sottovalutato o ignorato i segnali di grave destabilizzazione del sistema finanziario che pure molti centri studi, facenti capo proprio all’establishment dell’alta finanza, avevano lanciato.
Allo stesso proposito merita ricordare i dettagliati rapporti della Banca dei Regolamenti Internazionali e, nientemeno, del World Economie Forum (Wef), un’associazione ultraliberale. In uno di questi, pubblicato nel gennaio 2007, il Wef sottolineava: «Negli ultimi dieci anni i prezzi delle case sono raddoppiati in termini reali sui mercati più maturi (e su alcuni mercati emergenti), spingendo i rapporti prezzo/reddito a livelli mai visti in precedenza. Molti esperti temono una caduta dei prezzi su larga scala, con differenti impatti sul consumo, la crescita economica e il prezzo di altri attivi». Nel rapporto il rischio che ciò accadesse era stimato sopra il 10 per cento (un livello da considerare altissimo: nessuno salirebbe su un’auto, un ascensore o un aereo di cui sapesse che ha il 10 per cento di probabilità di guastarsi in marcia); le perdite economiche conseguenti erano previste superare un trilione di dollari. Nonostante simili preavvisi, sia Alan Greenspan, l’ineffabile presidente della Fed che la bolla stessa aveva energicamente favorito con la sua politica monetaria, sia il suo successore Ben Bernanke, continuarono a ripetere che il mondo della finanza aveva raggiunto una tale maturità ed efficienza di mezzi da non aver più bisogno di alcuna regolazione da parte dello stato: era perfettamente in grado di regolarsi da solo.
Nel Regno Unito, ci volle l’assalto del pubblico agli sportelli della Northern Rock (settembre 2007) affinchè il Cancelliere dello Scacchiere (cioè il ministro delle Finanze) e la Financial Services Authority si rendessero conto che il tetto del sistema stava per crollare. Nell’eurozona la banca franco-belga Dexia è stata salvata dalla bancarotta nell’ottobre del 2008 con un esborso di 6,4 miliardi di euro (cui ha contributo anche il Lussemburgo). Anche in questo caso è difficile ammettere che le banche nazionali di Francia e Belgio non sapessero, da almeno un anno, che essa era in pericolo a causa delle massicce partecipazioni a banche di investimento straniere sull’orlo dell’abisso come la Lehman Brothers (che nell’abisso cadde appunto nel settembre 2008). Quanto alla Banca centrale europea, concentrata com’era nella sua battaglia contro improbabili rischi di inflazione, fino all’ultimo non sentì, non capi e non aprì bocca su quanto stava accadendo.

Si possono dare diverse spiegazioni del fatto che le massime autorità finanziarie internazionali sembrino non aver né visto né compreso l’avanzare della crisi, quando non l’abbiano addirittura favorito. La storia e i personaggi del trentennale processo di deregolazione, riassunto sopra, ne suggerisce una su tutte: in Usa come nella UE gli intrecci organizzativi, personali e ideologici tra finanza e politica, tra enti che dovrebbero essere regolati ed enti regolatori, tra cariche private e cariche pubbliche, sono stati e sono tuttora così stretti da rendere illusoria l’attesa che anche in vista della crisi la politica riprendesse una congrua misura di autonomia, se non di potere, rispetto alla finanza.

Concordo con te, vincesko: “ un bel compito si presenta ai leader del PD e a tutti gli altri leader di sinistra europei”.
Ma qui l’unico “che ha fatto ammuina”, almeno finora, sei tu. Possibile che il tuo intuito infallibile (”che sa fare 2+2 mentre gli intelligentoni no”) non si sia mai accorto che gli attuali leader del PD (e in particolare i miglioristi ex comunisti ai quali ti senti vicino, quelli che a Milano, ai tempi di “manipulite” erano sarcasticamente indicati come “piglioristi”, a significare la loro contiguità, anche “pragmatica”, con le peggiori abitudini del craxismo) hanno condiviso per due decenni (e condividono ancora) l’ideologia neoliberale che ha costituito il fondamento teorico della globalizzazione?
Speri di salvare il pollaio facendo appello alle volpi? Ma vincesko, ma dove hai vissuto finora?

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 00:27

@ Valerio_38 (30.6 22:05)

Documento interessante. Ma di nuovo, per la quarta o quinta volta in un mese, mi attribuisci una “colpa” che non ho. A tua discolpa, riconosco che tu non puoi sapere come compiutamente la penso, poiché frequento da poco questo blog, anche se… E perché non sai che io ho l’abitudine di fare l’avvocato del diavolo o limitarmi a giustapporre due tesi contrapposte sullo stesso tema per sollecitare il dibattito e chiarirmi ulteriormente le idee. Né puoi sapere che soltanto da 2 anni ho ripreso, dopo 30 anni, una qual certa attività politica, quasi tutta svolta nel web.
Ora, per “discolparmi”, riporto alcuni miei commenti ‘postati’ l’anno scorso in un circolo on-line del PD (ormai chiuso):

Permalink Risposto da Vincenzo su 25 Giugno 2010 a 18:04
Sullo stesso argomento e su altro.
Talora, trovo il compagno Alfredo Rechlin “troppo” intelligente. Come quando, qualche settimana fa, in un’intervista all’Unità, ha definito Pieluigi Bersani una brava persona, ma non un granché come segretario.
Giudico, invece, questo suo articolo, che allego, del tutto condivisibile. Anch’esso evidenzia un’esigenza che è mia da tempo: quella “riformistica” di un’alleanza tra i produttori, che deve andare di pari passo con un’azione collettiva, volta a contrastare la pretesa egoistica ed inaccettabile di un pugno di miliardari e milionari di anteporre ed imporre il loro interesse a quello di miliardi di altri uomini e donne. E per far questo impongono ai governi assenza di regole stringenti; comprano o riescono ad ottenere il consenso dei ceti abbienti, ma anche di quelli poveri; si avvalgono dell’opera, ben retribuita, di intellettuali, economisti e giornalisti, e di “utili amici” come Marchionne.

Permalink Risposto da Vincenzo su 1 Luglio 2010 a 13:22
Mentre i leader europei discutono, il presidente USA “espugna” Wall Street.
Usa, Obama esulta: varata la riforma di Wall Street

Permalink Risposto da Vincenzo su 16 Luglio 2010 a 21:31
‘Post’ interessante. Sorge spontanea una domanda: stamane a Radio3, anche Loretta Napoleoni ha affermato che bisognerebbe ripensarci sulla mondializzazione dell’economia. Ma secondo te è un’ipotesi realizzabile concretamente? E come? E con quali vantaggi/svantaggi (tra questi ultimi, un aumento dell’inflazione)?

Permalink Risposto da Vincenzo su 30 Luglio 2010 a 16:14
Allego anche qui l’editoriale di domenica 25.7 di Eugenio Scalfari, che ho già riportato nel thread “Che ne pensiamo della CGIL?”, che continua quello del 20 giugno sui “vasi comunicanti” (“A Pomigliano comincia l’epoca dopo Cristo”) ed in cui riparla del caso Pomigliano come “apripista” ed, in conclusione, riafferma (come aveva fatto nell’editoriale precedente parlando dell’indispensabilità di“un piano globale di redistribuzione del reddito da chi più ha a chi meno ha”) che “Questa delle ingiustizie sociali da combattere è la madre delle riforme”.
Lo faccio sia perché è pertinente qui, sia perché si lega molto bene con l’analisi che fa Massimo Mucchetti sul “Corriere”, sulla quale richiamo l’attenzione di tutti, poiché parla anch’egli della Fiat, ed affronta con parole nette e franche uno dei problemi cruciali cui siamo di fronte: gli effetti negativi della globalizzazione ed i modi alternativi, addirittura opposti, in cui affrontarli: se privilegiando gli interessi miopi ed egoistici, dannosi in prospettiva futura, di una sparuta minoranza (“le elite finanziarie”) oppure difendendo “l’economia sociale di mercato dell’Europa”.
E’ una questione cruciale che, lo sostiene con forza anche Vendola nel suo intervento recente (vedi l’altro thread su di lui), interpella in primo luogo tutto il centrosinistra.

http://pdobama.ning.com/forum/topics/la-portata-della-crisi

Potrei continuare a lungo (ne scrissi centinaia di ‘post’ su vari temi per rianimare il circolo).

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 11:04

OT (ma fino a un certo punto…).

Dopo questa notizia di oggi:

IL CASO
Strauss-Kahn potrebbe essere liberato
“Troppe lacune in racconto cameriera”

Clamorosa retromarcia degli investigatori, lo scandalo che ha fatto perdere il posto al direttore del Fondo monetario internazionale potrebbe essere una montatura. Un investigatore: “L’indagine è un disastro”. La donna ha un rapporto sospetto con un detenuto e riceve versamenti sul suo conto da tutto il mondo
dal nostro inviato ANGELO AQUARO

ripropongo questo mio commento ‘postato’ in un ‘post’ precedente (”Chi ama Osama o Obama”), che suscitò le reazioni sdegnate di Valerio_38 e di Aurelianus):

L’“affaire” Dominique Strauss-Kahn

Prima del fatto: il giorno 12.5 scorso ho pubblicato nel blog “Percentualmente” il seguente commento:
“Luciano Barca, in questo articolo, evidenzia e giudica positivamente il cambiamento di rotta del FMI per merito del nuovo direttore generale, Dominique Strauss-Kahn.
“E’ necessario ridurre le ineguaglianze. Le indicazioni del Fmi per uscire dalla crisi”
http://www.eticaeconomia.it/e%e2%80%99-necessario-ridurre-le-ineguaglianze-le-indicazioni-del-fmi-per-uscire-dalla-crisi.html

Dopo il fatto, il 16.5, ho commentato così:

Elementi pro e contro di un “affaire” che mi ha colpito molto (vedi più sopra), perché sfortunatamente coinvolge un potente di orientamento socialdemocratico, che – l’ha detto il suo amico Fitoussi – ha urtato ambienti conservatori molto potenti perché ha cambiato la dottrina del FMI.

Aggiungo una considerazione – come dire? – esclusivamente tecnica. Io sono del parere che si possa essere succubi dei propri “istinti” e che quando questo succede non prevale certamente il raziocinio, ed emerge un lato della personalità sconosciuta agli altri, ancorché amici o parenti stretti; ma credo anche che per certi tipi di violenza (v. articolo allegato) – se di questo si tratta – sia praticamente indispensabile una qualche “collaborazione” della vittima, almeno sotto forma di acquiescenza imposta, che può essere frutto soltanto di una minaccia grave o di una forma estrema di subordinazione psicologica.

“Graffi sul torace di Strauss-Kahn
difesa in difficoltà, niente scarcerazione”

[...] “Dominique non è stupido: uno stupro in un hotel di New York è l’ultima cosa che farebbe”, ha detto l’economista Jean Paul Fitoussi.
(Fitoussi – l’ho sentito in diretta – ha fatto queste dichiarazioni stamattina a “Radio3-Tutta la città ne parla”).

E ieri, 18.5:

Nell’articolo di oggi (“Dostoevskij nella suite”, troppo severo e giocato quasi interamente in chiave di colpevolezza (ma anche di stupidità), Barbara Spinelli scrive: 
“Ci sono tutti gli ingredienti della favola nera: c’è il Dr. Jekyll che beve la miscela che s’è fabbricato e barcolla in vie notturne tramutato in criminoso Mr. Hyde. E c’è qualcosa di talmente cupo che si stenta a non fantasticare su avversari che altro non aspettavano che il finale sbandamento. Perché gli avversari politici esistevano, sesso e violenza non occupavano tutti gli spazi di DSK. Quel che stava facendo, nel Fondo, era secondo alcuni una rivoluzione. Appena 9 giorni prima del fattaccio, Joseph Stiglitz, l’economista che da anni denuncia i misfatti del Fmi, scrisse un articolo in cui annunciava la svolta radicale che Strauss-Kahn voleva imprimere all’istituzione: la fine delle condizioni capestro imposte ai paesi poveri, il “nesso indispensabile tra equità, occupazione e stabilità economica”, la volontà di mettere tale nesso al centro del governo mondiale dell’economia (discorso alla Brookings Institution, 13 aprile 2011)”.

Vedremo gli sviluppi, ma quel che è certo è che i ricchissimi – ingordi e crudeli – hanno ora un potente nemico in meno.

 

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valerio_38 1 luglio 2011 alle 11:24

@vincesko,post del 1 luglio 2011 alle 11:04

E’ inutile tentare di giustificare le “scappatelle” di Strauss-Kahn, magari solleticando i soliti riflessi condizionati maschilisti.
Il problema è semplice: se Strauss-Kahn era davvero al centro di uno scontro epocale con i predatori della finanza, perché stava impostando una “rivoluzione” nelle politiche del FMI, che senso aveva, per lui, mettere a repentaglio la sua “battaglia epocale” per non perdere l’occasione di una squallida avventuretta con una cameriera in un albergo di NY?
Solo un idiota (come Clinton, per intenderci) può cascare in una trappola così ovvia e prevedibile. Quindi, qualsiasi retroscena emergerà dalla vicenda (stupro o rapporto consenziente non ha alcuna importanza), non potrà cambiare il giudizio: Strauss-Kahn è stato e rimane un idiota. Strano che il tuo infallibile intuito non ti dia questa semplice ed ovvia risposta. Che sia condizionato da qualche sottostante riflesso di protezione maschilista?

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 12:05

@ Valerio_38 (11:24)
Bel modo – tignoso – di continuare a vedere l’”affaire” DSK. E – cela va sans dire – moralistico.
Continui a dare per scontata la veridicità dell’imputazione, facendo strame del principio di civiltà giuridica di presunzione d’innocenza.
Non prendi in conto neppure quanto ho scritto sulla potenza delle pulsioni (maschili o femminili!), che tu cataloghi – beato te: sei indenne o hai sublimato le tue? – sotto la voce “idiozia”.
Il mio intuito (poiché ne so quanto te) è incline, poi, ad escludere il complotto ex ante dei poteri forti, [*] ma non l’evidente strumentalizzazione ex post, cui ti presti anche tu…
T’inviterei sommessamente ad interrogarti ed esercitare il tuo di intuito – invero piuttosto anchilosato – sul caso Grecia ante e post gestione Strauss-Kahn del FMI.

[* In questo caso, il mio intuito (quasi) infallibile parrebbe, sottolineo parrebbe, avere fatto cilecca, cfr. la conclusione della Ricostruzione de L’affaire Dominique Strauss-Kahn  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763669.htm].

 

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tony_montana_ii 1 luglio 2011 alle 12:25

@vincesko
Hai ragione da vendere.
Prima di tutto, quasi a compensazione (la “giustizia” per alcuni è questo, ahinoi!) abbiamo come nuovo presidente del FMI, Christine Lagarde, una francese (sempre europei o americani al FMI? quando capiranno che il mondo è cambiato e che forse sarebbe più opportuno accorgersene!).
Tre giorni dopo la nomina della Lagarde, ecco trapelare la notizia che Strauss-Kahn è probabilmente innocente (personalmente non avevo dubbi).
Non sono un complottista, ma evidentemente, ex post, qualcuno ne ha approfittato.

———-
Sento parlare di globalizzazione come se fosse un problema! Sembra che questo mostro abbia creato degli scompensi enormi, che stia affamando interi popoli, ecc…
A me pare che questo processo, iniziato dopo la crisi petrolifera e in accelerazione dopo la caduta del blocco sovietico, ha portato, a conti fatti, più benefici che altro.
Se si vuole più equità e più ridistribuzione delle ricchezze, è naturale che la parte ricca del mondo (noi!) stia peggio di prima a tutto vantaggio dei paesi emergenti (che ora stanno decisamente meglio di prima). 60 milioni di italiani rappresentano il 4% della popolazione cinese. Tutta la popolazione europea è appena 1/3 della Cina.
Andatelo a dire ai cinesi di fermarsi ora. Questa sì che verrebbe vista come una mossa neocoloniale!
Quando si fece entrare la Cina nel WTO, eravamo tutti convinti di poter invadere il mercato cinese con i nostri prodotti; in realtà sono loro che hanno (giustamente, questa è la forza del mercato) invaso noi. L’unica cosa che possiamo fare è competere ad alto livello con la Cina, migliorandoci. Loro hanno il Maglev, noi per costruire la TAV siamo partiti all’ultimo giorno, con l’ausilio della forza. Il nostro principale ostacolo siamo noi stessi!

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tony_montana_ii 1 luglio 2011 alle 12:27

PS: Dimenticavo di dire che anche in Occidente (non so in Italia) si sta meglio di prima, anche se la contingenza attuale è di stampo recessivo.

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 13:18

@ Tony_montana (12:25)

DSK
Per legge non scritta, la Banca Mondiale è appannaggio di uno statunitense, l’FMI di un europeo.
La notizia su DSK, come forse si sa, è del New York Times:
http://www.nytimes.com/2011/07/01/nyregion/strauss-kahn-case-seen-as-in-jeopardy.html?ref=global-home

Globalizzazione
La globalizzazione oggi non è un gioco equo (se leggi l’intervista a Walden Bello allegata sopra ne hai conferma), sia per la sottovalutazione dello yuan cinese (e del dollaro USA), che equivale a mettere un dazio sulle importazioni cinesi (o americane), sia per il dumping sociale, la cui gestione è politica (cioè in mano al partito comunista cinese); sia per l’assenza di controlli qualitativi e normativi efficaci ed incisivi sulle merci cinesi o orientali o extra UE prodotte dalle nostre aziende delocalizzate, importate in UE.
Quando l’Italia ha chiesto una normativa più severa sulle importazioni di prodotti tessili a difesa dei nostri prodotti, i Paesi scandinavi si sono opposti, per salvaguardare il vantaggio dei consumatori svedesi o finlandesi dei bassi prezzi dei prodotti cinesi.
Va rimarcato che bisogna appunto distinguere gli effetti della globalizzazione sui vari Paesi UE, sulla base del criterio della complementarità delle nostre economie con quella cinese, massima ad esempio per la Germania, non altrettanto, purtroppo, per l’Italia.
Una normativa e controlli più stringenti vanno contro gli interessi – esogeni – della potente Cina, ma anche quelli – endogeni – delle nostre potentissime multinazionali, che producono a prezzi cinesi (1/10 di quelli occidentali) e vendono da noi a prezzi occidentali, lucrando gli enormi sovrapprofitti.
Questo, più che un’improbabile de-globalizzazione, è forse il problema prioritario da aggredire.

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 17:45

Ne approfitto, visto che Preferax25, che reclamava spazio, non pubblica commenti.

IL CASO
Strauss-Kahn tornerà libero
Ok della procura a scarcerazione

Clamorosa svolta per l’ex direttore del Fondo monetario internazionale agli arresti domiciliari con l’accusa di stupro ai danni di una cameriera. Dubbi sulla credibilità della accusatrice. Riavrà indietro la cauzione versata, con la revoca della custodia cautelare, ma sarà soggetto a restrizioni

http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/01/news/ok_scarcerazione_strauss-kahn-18509368

 

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valerio_38 1 luglio 2011 alle 18:55

@vincesko, post del 1 luglio 2011 alle 12:05

Che c’entra la questione “innocenza” o meno?
Il fatto che Strauss-Kahn abbia offerto a una cameriera d’albergo (con la quale, per suo esplicito riconoscimento, ha effettivamente avuto un rapporto sessuale) la possibilità di trascinarlo in tribunale per me è sufficiente per dire che è un idiota. Punto. Qui le pulsioni c’entrano come i cavoli a merenda. Se una persona della sua età e con le sue responsabilità sa di non poter controllare la patta dei suoi pantaloni e non può resistere all’idea di scegliere a capocchia partner occasionali può esprimersi in innumerevoli carriere di grande prestigio sociale, dati i tempi (gigolò, critico d’arte, tycoon televisivo, tuttologo, ecc.), ma se pretende di calarsi nei panni dello statista o del gran commis di istituzioni internazionali (dove sibilano sciabole e coltelli dietro ogni angolo) va in cerca di guai, e immancabilmente li trova (in Italia come altrove).
Tutto il resto è fumo.

 

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vincesko 1 luglio 2011 alle 21:14

@ Valerio_38 (18:55)
Non fare il finto tonto, tutti possiamo errare, diabolico è perseverare.
Ti rammento che all’inizio tu eri convintissimo della sua colpevolezza.
Le pulsioni “c’entrano come i cavoli a merenda” soltanto per uno che – sovrumano – o ne è immune o le ha sublimate. Per il resto dell’umanità, soprattutto per i potenti (vedi SB o ciò che si usa definire doppia morale, prima degli aristocratici, ora dei ricchi in genere), è pane quotidiano.
Chissà quante volte DSK si sarà trovato in quella situazione (pare molte volte). In questo caso, risulterebbe che il rapporto sia stato regolarmente consenziente (mero incontro di domanda e offerta). Definirlo per questo un’idiota è soltanto una manifestazione di moralismo benpensante. Se si fosse reso colpevole di violenza, allora sì avresti ora tutto il diritto di definirlo idiota, o peggio.
Ti auguro una bella scopata.

PS: Piuttosto, sarei molto interessato a conoscere sinteticamente le soluzioni di Gallino alla globalizzazione, se ne ha di concrete e praticabili.

 

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valerio_38 1 luglio 2011 alle 23:58

@vincesko, post del 1 luglio 2011 alle 21:14

Non fa parte della mia mentalità elucubrare sulla colpevolezza o meno di un personaggio che non conosco, che è stato coinvolto in un episodio fin dall’inizio dai contorni poco chiari e di cui si continua a sapere con certezza ben poco.
La colpevolezza o meno di DSK verrà appurata da una corte. Io ho espresso fin dall’inizio (e continuo a esprimere) un giudizio politico sul comportamento abituale del personaggio DSK (in base ai numerosi e controversi episodi di cui era stato protagonista anche in precedenza). E questo tipo di giudizio politico non ha bisogno di attendere la sentenza del giudice USA, così come, se vedi un tuo vicino uscire da casa tua con la tua argenteria, non hai bisogno di attendere i tre gradi di giudizio delle corti repubblicane per smettere di considerarlo ospite gradito in casa tua (copyright Piercamillo Davigo).
L’abitudine di tacciare di “moralismo” (il termine, non a caso, è stato impugnato per la prima volta dai ladroni craxiani per irridere i loro “ingenui critici”) chiunque pretenda che chi assume cariche pubbliche si comporti in modo “virtuoso” è un segno della degenerazione dei tempi.
Invocare le “naturali pulsioni” (la versione “politicamente corretta” dei vecchi ammiccamenti tipo “si sa, l’uomo è cacciatore”) per scusare gli umilianti sotterfugi di Clinton con Monica Lwinsky, i traffici di escort e cocaina nei quali sono coinvolti, sempre più spesso, membri di parlamenti e di governi così come giovani rampolli di illustri stirpi industriali, la risaputa abitudine di Strauss-Kahn di molestare spudoratamente qualunque donna gli capitasse a tiro, è il modo migliore per accelerare il generale degrado del costume civile. Perché, come è noto, l’esempio viene dall’alto e sarebbe singolare aspettarsi che i governati sviluppino virtù civili se è considerato normale che i loro leader si ritengano al di sopra della legge, siano mentitori abituali nella loro vita privata come in quella pubblica, vivano di sotterfugi, non abbiano scrupoli a mettersi in situazioni che li espongono al ricatto (il che demolisce le basi del rapporto di fiducia fra rappresentanti e rappresentati, rapporto che, per definizione, non è possibile se i rappresentanti sono dei gaglioffi).
Per questo, dai suoi rappresentanti il popolo dovrebbe pretendere il rispetto di standard di virtù civili superiori di quelli ai quali si pretende si attengano i semplici cittadini. Altro che “moralismo”.

PS. Il tuo linguaggio raggiunge vette ineguagliabili di eleganza e raffinatezza, quando vuoi mostrarti moderno, disinvolto, disinibito. A ben vedere, peraltro, non sei molto originale. In fondo è il solito, trito gallismo italico, solo un po’ più volgare. Anche in questo, sei probabilmente debitore al dominante mood berlusconiano. Ognuno si sceglie i modelli che sente più vicino alla propria sensibilità.

PS. Il libro di Luciano Gallino è disponibile in libreria. Le questioni complesse non si possono “conoscere sinteticamente”, premasticate. Bisogna imparare a masticarle in proprio.

 

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vincesko 2 luglio 2011 alle 01:03

@ Valerio_38 (01.07 23:58)

Oh, questo tuo ultimo commento mi è piaciuto di più; hai smesso i toni esageratamente indignati ed hai anche calibrato in misura più congrua giudizio morale e pruderie d’antan, purtroppo con uno slalom-scivolata in un potpourri di vocaboli e immagini da codice penale, che credo, o almeno spero, siano propri solo di una minoranza di coloro che sono investiti di cariche pubbliche.
Ai quali non si può chiedere l’ascetismo o la castità. Una congrua dose di sesso non può che far loro del bene. Non tutti hanno la capacità di sublimare. Del resto, guai se si sottoponesse un po’ di gente – di varie professioni – ad uno screening psicologico: se ne vedrebbero delle belle.

Uso certi termini spiazzanti strumentalmente, per la loro efficacia quando si tratta di sgretolare un muro di rigidità.

Leggo soltanto classici, romanzi russi e libri di psicologia, negli ultimi tempi anche di storia. Comunque, non credo proprio che, se decidessi lontanamente di acquistare il saggio di Gallino, riuscirei a trovarlo nel piccolo paese isolato dove ora sto, anche ordinandolo (c’ho già provato con un altro libro). Né credo non si possa tentare di riassumerne – se esistono – le soluzioni alla globalizzazione. A meno che non siano elucubrazioni da intelligentone, che non m’interessano.

 

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valerio_38 2 luglio 2011 alle 15:22

@vincesko, post del 2 luglio 2011 alle 01:03

I libri si possono ordinare via web anche se si abita in uno sperduto paesello. Leggere qualche libro intelligente penso ti farebbe bene. Forse contribuirebbe a diminuire la tua spocchia e a instillarti qualche dubbio sul tuo infallibile intuito.
Aspettarsi una ricetta di poche righe (perché deve pure essere concisa), che dia “soluzione alla globalizzazione” (come dici tu), è confondere un libro di analisi politica ed economica con un giallo, nel quale tutto si risolve con il nome dell’assassino.
Qui, caro vincesko, si sa già chi sono gli “assassini” (e quindi quali potrebbero essere le strategie per venire a capo della catastrofe incombente), ma i tuoi amici del PD fanno i pesci nel barile da circa venti anni, perché hanno flirtato con gli “assassini” fino a ieri e continuano a credere che quegli “assassini” siano dei benefattori dell’umanità, i promotori del progresso.

 

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vincesko 2 luglio 2011 alle 23:39

@ Valerio_38 (15.22)

DSK
Federico Rampini (v. 
http://rampini.blogautore.repubblica.it/2011/07/02/cyrus-vance-jr-che-fara-costui/ ) scrive che la cameriera dell’affaire DSK faceva part-time la escort. Egli, da una parte, fa una sorta di ammenda scrivendo “dopo quel che è accaduto dal 14 maggio in qui non scommetto più su niente, accetto l’esistenza degli Ufo ed Elvis Presley è ancora vivo”; dall’altra, ragionando come te, esprime l’auspicio che:
“C’è da augurarsi che i due uomini più in vista di questa vicenda facciano la stessa fine: in pensione subito tutti e due, Cyrus Vance jr. e DSK”
, poiché “Un uomo che ha il bisogno così frequente di ricorrere a prostitute, non solo ha uno stile di vita inadatto al ruolo di statista, ma soprattutto è perennemente ricattabile. Infine, si autoassolve: “Mi sfugge ancor più la responsabilità dei media: nella ricerca della verità, in un caso come questo abbiamo strumenti certamente meno efficaci di quelli che ha la polizia di New York e il procuratore generale di Manhattan.
Bastava fare 2+2 per escludere lo stupro.

Globalizzazione e PD
Lasciamo perdere Gallino, ma tu come pensi si possa uscire dalla trappola della globalizzazione, chiunque l’abbia assecondata? Io le mie proposte le ho abbozzate sopra.
In ogni caso, ti pregherei di tener presente che: 1) è sconsigliabile fare di tutta l’erba un fascio, anche nel caso del PD – partito composito – occorre distinguere e fare nomi e cognomi, se tu ne hai; 2) io non uso fare sconti a nessuno, figuriamoci al PD, di cui sono soltanto un elettore critico; 3) il fatto ch’io mi prenda la briga di difenderlo – ma, se noti, caso per caso, quando lo trovo giusto, ad esempio di solito quando si tratti di Bersani, che io non ho votato alle primarie, ma che sto difendendo da almeno un anno, sia dagli attacchi esterni (inclusi i soloni della stampa e della comunicazione), sia da quelli terribili esterni ed interni dei forum e dei circoli on-line – non significa che ne accetti acriticamente la politica e l’operato: è che era (è) indispensabile far crescere l’unico partito che può sconfiggere la destra berlusconiana-tremontiana-bossiana-sacconiana, che è una vera iattura per l’Italia intera, esclusi i ricchi; tenendolo beninteso sotto osservazione, stimolo e critica, come ho deciso di fare anch’io, riprendendomi la mia piena libertà, con maggiore severità e frequenza, da quando le cose vanno meglio (e l’ho anche annunciato in un forum del PD, dove per parecchio tempo i paranoici che lo frequentano hanno scritto ch’io ero una sorta di “longa manus” dei dirigenti (sic), facendomi sganasciare dal ridere…

 

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tony_montana_ii 3 luglio 2011 alle 09:59

Ieri passavo davanti ad un negozio di elettrodomestici. In vetrina c’era un televisore a LED 40” di una bene nota marca a soli 389€, oppure con un finanziamento di 24 mesi con rata di 19€.

Prendo un gelato in una nota gelateria del centro e incontro un gruppo di ragazzi cinesi che parlano un ottimo inglese. Stanno facendo un viaggio in Europa: sono stati a Parigi, Londra, Roma e poi andranno a Berlino. I genitori di uno dei ragazzi posseggono una rivendita di motociclette. Gli chiedo cosa sanno dell’Italia e di Berlusconi: scoppiano a ridere e mi dicono “bunga bunga”. Sono tipici ragazzi della middle class.

Vado a casa di amici, guardiamo il telegiornale. Si parla della Siria. Migliaia e migliaia di persone in piazza combattono per la libertà, il lavoro e per cacciare il tiranno. Per incontrarsi ed evitare il più possibile la repressione e la censura, usano internet. E su internet, chi vuole, può leggersi le ragioni della loro protesta.

Certo, ci sono molti, tanti problemi, ma non cambierei questo mondo globalizzato così su due piedi. Soprattutto se la ricetta è, alla Walden Bello, un ritorno allo stato-padrone, ad una sorta di nazionalismo economico che non ha protetto mai nessuno.

 

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vincesko 4 luglio 2011 alle 00:20

@ Tony_montana
Certo, ci sono molti, tanti problemi, ma non cambierei questo mondo globalizzato così su due piedi. Soprattutto se la ricetta è, alla Walden Bello, un ritorno allo stato-padrone, ad una sorta di nazionalismo economico che non ha protetto mai nessuno.

1) Non mi sembra che Walden Bello suggerisca un ritorno allo stato padrone.
2) Chiediti se anche gli altri (ad esempio i lavoratori delle aziende che hanno delocalizzato o intendono farlo) non cambierebbero questo mondo globalizzato.
3) Il gioco della globalizzazione non è equo, e su questa asimmetria lucrano sia gli imprenditori e la “middle class” cinese, sia le multinazionali e gli imprenditori nostrani, come pensi si possa porvi rimedio?

 

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vincesko 6 luglio 2011 alle 01:57

@Tony_montana

Mi permetto di suggerirti d’informarti meglio su Guido Rossi.

Qui non è in discussione la funzione essenziale della finanza, ma il suo strapotere e la sua degenerazione diffusa.
La finanza, assieme alle multinazionali, ormai costituisce un potere sovraordinato, non giuridicamente beninteso, ma di fatto, rispetto ai poteri democraticamente eletti. Anche a me pare evidente che, dopo alcune utili decisioni adottate durante la prima fase della crisi, neppure l’uomo più potente del mondo, il presidente degli USA, possa molto contro lo strapotere della finanza. D’altronde, pare persino inevitabile, se i movimenti finanziari di soli 4 giorni sono superiori all’intero ammontare degli scambi di beni e servizi di un intero anno. L’unica soluzione è un movimento dal basso, di popolo, che, anziché dividersi e fare ammuina (come oggettivamente fai anche tu nel caso di Guido Rossi), pretenda e appoggi le indispensabili riforme.

 

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tony_montana_ii 6 luglio 2011 alle 08:48

@vincesko
Fare ammuina? Imparo da te probabilmente. Oppure forse è il fatto che nei mercati finanziari fare 2+2 non ti porta a nulla che ti fa sembrare ammuina quello che dico?

Per quanto riguarda la finanza, essa ha un solo potere in più rispetto ai poteri giuridicamente intesi. È sovranazionale, e quindi si comporta di conseguenza nel bene e nel male. Non esistendo di fatto un potere sovranazionale democraticamente e direttamente eletto (l’Europa può essere un esempio contrario, ma il Consiglio Europeo, l’unica con un vero e proprio potere è espressione dei governi nazionali e non dei popoli, come lo è invece il Parlamento), ha pochi vincoli e gli stati nazionali spesso non trovano accordi tra loro per regolare i mercati finanziari mondiali perché ognuno troppo occupato a farsi adescare dalla finanza cattiva e a guardarsi l’ombelico.

PS:
Guido Rossi: ex professore in materie economiche a Venezia, Milano (inclusa l’Università Salute-Vita del San Raffaele), Pavia, attuale professore di diritto commerciale alla Bocconi, ex presidente Consob, ex senatore della Repubblica (a suo attivo ha comunque l’aver presentato alcune delle migliori leggi italiani in termini di mercati finanzari… da iscritto alla sinistra indipendente, tsk!), ex presidente Montedison, ex presidente Telecom, ex consulente Abn Amro, ex dirigente Inter, ex commissario straordinario FIGC, attuale consulente Fiat, garante etico per la Consob, e mille altri incarichi. Se non è un uomo buono per tutte le stagioni costui! È sicuramente bravo, non lo metto in dubbio, però poi dice che i giovani non trovano posti dirigenziali in Italia. E te credo: fa quasi tutto Guido Rossi!

 

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vincesko 6 luglio 2011 alle 11:42

@ Tony_montana

Ammuina
Io non faccio mai ammuina quando si tratta di cose serie. E questo è un discorso serissimo: se la stragrande maggioranza della popolazione, in piccolissima parte composta da utili idioti ben retribuiti, la più parte gratis, non avesse l’abitudine di dividersi e di fare ammuina, come potrebbe un’esigua (in Italia) o infima (nel mondo) minoranza decidere per tutti e riuscire a “schiavizzare” il resto dell’umanità?

Io sono piuttosto individualista, ma poiché credo fermamente nella necessità di unire le forze, se si vuole perseguire il nobile obiettivo della giustizia sociale, che non è una parola vuota, ma la quintessenza del sentire democratico di sinistra riformista, a cui idealmente appartengo, ma anche un obiettivo che può essere condiviso da chi non ha una visione grettamente egoistica ed è consapevole che una distribuzione equa della ricchezza e del benessere è un vantaggio per tutti, occorre smettere l’abitudine autolesionistica di dividersi e fare ammuina, quell’ammuina che favorisce soltanto i ricchi potenti, egoisti, avidi e spietati.

Finanza
Ti sei risposto da solo, la finanza globalizzata non è controbilanciata da un potere politico altrettanto globalizzato. Ma, in più, ha raggiunto dimensioni spropositate e opera senza limiti etici e in barba a qualunque principio deontologico, di interesse generale e, direi, ormai di semplice buon senso, in un avvitamento parossistico che ha mutato profondamente l’equilibrio tra le variabili economiche, tolto risorse agli impieghi produttivi, accentrato le leve decisionali in pochissime mani sottratte a qualunque controllo democratico, ingigantito gli squilibri e le disuguaglianze, rese precarie ed insicure le vite di milioni e milioni di persone. E tu non trovi di meglio che criticare Guido Rossi, che a me pare abbia detto delle cose riscontrabili nella realtà e persino ovvie?

Guido Rossi
Sì, pare sia un tecnico competente, della cui competenza, pagando, si avvalgono tutti. Hai omesso di dire che è considerato il “comunista” col reddito dichiarato più cospicuo… Prova a dare un’occhiata all’archivio storico di “Repubblica”, così forse te ne fai un’idea più compiuta.
Ma, cambi o no il giudizio su di lui, mi pare lecito ed opportuno farti rilevare , per le ragioni anzidette, che non è né logico né utile, ma soltanto un po’ furbesco e comunque indice di ammuina, spostare il focus, a mo' di riflesso condizionato, dal grave problema del pessimo funzionamento del sistema finanziario, su cui occorre la massima consapevolezza del maggior numero di persone, al povero Guido Rossi, sol perché s’è permesso – mi pare a ragione – di parlar male degli USA.

Manovra correttiva
Faccio sommessamente notare a tutti che un’analoga consapevolezza è necessaria per contrastare adeguatamente la prassi scandalosa dell’attuale governo di destra di scaricare quasi tutto il peso del risanamento dei conti sul ceto medio-basso e sui poveri.

 

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tony_montana_ii 6 luglio 2011 alle 13:58

@vincesko
Guarda che quello che ho scritto su Guido Rossi nel primo commento all’articolo postato da aurelianus era un inciso (era pure messo tra parentesi) e non il core del mio commento, che non mi sembra fosse così tenero nei confronti della cattiva finanza. Quindi chi sta spostando ora il discorso? Chiudiamo il capitolo Rossi (di cui romanescamente non me ne po’ frega de meno) e veniamo al nocciolo: manca la regulation.
Io per esempio sono per la Tobin Tax e faccio mio questa parte dell’intervista che egli concesse a Der Spiegel:
Non ho assolutamente niente in comune con questi ribelli antiglobalizzazione. Naturalmente sono compiaciuto; ma il plauso più forte sta arrivando dalla parte sbagliata. Guardi, io sono un economista, e come molti economisti, io sostengo il libero scambio. Inoltre, io sono a favore del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Questi hanno preso in ostaggio il mio nome … La tassa sulle transazioni in valuta estera venne concepita per ammortizzare le fluttuazioni dei tassi di cambio. L’idea è molto semplice: ad ogni scambio di valuta in un’altra, una piccola tassa verrebbe applicata – diciamo lo 0,5% del volume della transazione. Questo dissuade gli speculatori poiché tanti investitori investono i loro soldi su una base a brevissimo termine. Se questi soldi vengono improvvisamente ritirati, le nazioni devono aumentare drasticamente i tassi di interesse per far sì che le loro valute restino attraenti. Ma alti tassi d’interesse sono spesso disastrosi per una economia nazionale, come hanno dimostrato le crisi degli anni novanta in Messico, sud-est asiatico e Russia. La mia tassa restituirebbe qualche margine di manovra alle banche emittenti delle piccole nazioni e sarebbe una misura di opposizione ai dettami dei mercati finanziari.

PS: La cosa scandalosa di questa manovra, norme ad personam a parte (il lupo perde il pelo ma non il vizio), è che è la solita manovra tremontiana di stampo recessivo. Dico io ci sarà pure un settore in Italia che lo stato vuole non dico incentivare, ma almeno non tagliare?

 

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valerio_38 6 luglio 2011 alle 15:47

@tony_montana_ii, post del 5 luglio 2011 alle 21:49

Noto, nel tuo post, il tuo solito, misterioso strabismo.
Dunque, secondo te, se dei privati comprano titoli tossici hanno la tua comprensione ma sono fatti loro (se la sono cercata), se invece i titoli tossici li comprano istituzioni pubbliche (immagino che ti riferisca a amministrazioni locali, come regioni, comuni, ecc.) allora è più grave.
Nel tuo discorso, stranamente, compaiono soltanto i compratori dei titoli tossico, ma non i venditori. Ma nella vicenda dei titoli tossici i venditori non sono dei benefattori. Sono stati i venditori, le holding bancarie (H), che hanno emesso i titoli tossici, CDO, e li hanno assicurati contro l’insolvenza con altri titoli tossici, CDS (emessi da società di assicurazione, A). Il rischio di insolvenza di questi titoli (o di loro tranche) era calcolato (e successivamente assicurato con CDS emessi da A) con algoritmi che si sono successivamente dimostrati errati, per cui H e A, come minimo, hanno agito in malafede o senza i necessari scrupoli. Basandosi sui risultati prodotti da quegli stessi algoritmi, le agenzie di rating, R, hanno assegnato alle varie tranche dei titoli tossici rating truffaldini, (per ragioni che erano ovvie fin dall’inizio ma sono state “scoperte” solo a valle della frittata: nell’assegnare i rating ai titoli tossici, le R erano in palese conflitto di interessi, essendo H il cliente principale dei servizi di R).
I clienti (C) hanno comprato i titoli emessi da H (carta) pagandoli a H con soldi liquidi (che H ha immediatamente riutilizzato per riavviare il ciclo di creazione/vendita di CDO).
Quando gli algoritmi per il calcolo del rischio di insolvenza hanno mostrato la loro inconsistenza (perché negli USA i mutuatari hanno cominciato a diventare insolventi in massa, non secondo la distribuzione statistica ipotizzata negli algoritmi per il calcolo del rischio di insolvenza) l’intero castello di carta (letterale) è crollato di schianto e la carta in mano a C non è più stata negoziabile, quindi ha perso la sua “liquidabilità”.
Tenendo conto dell’intero quadro, la tua idea che la crisi finanziaria sia attribuibile alla dabbenaggine di C (che non avrebbe resistito al fascino del cattivo diavoletto tentatore e si è buttato sulla “finanza cattiva”) è una trovata geniale, degna dei più originali ideologi del neoliberalismo (è parente dell’idea che se uno è disoccupato è colpa sua).
Per caso, ti risulta che quando c’è di mezzo un truffato (che non è stato capace di resistere al cattivo diavoletto tentatore) ci sia di mezzo anche un truffatore (il cattivo diavoletto tentatore, che a sua volta non resiste alla tentazione di buttarsi sulla “finanza cattiva”, ma nella veste, ben più remunerativa, di truffatore)?
Per caso, quel cattivo diavoletto tentatore non sarà qualcuno che ha spacciato per scienza algoritmi fasulli (che a qualcuno ha addirittura fruttato un Nobel)? Che ha “pagato” le agenzie di rating per far assegnare ai suoi titoli un rating tale da consentirne l’acquisto (obbligatorio per legge in gran parte dei paesi occidentali, che strana coincidenza!) da parte dei fondi pensione? Che ha distribuito i suoi titoli tossici in tutto il mondo mettendoli fuori bilancio (tramite apposite SIV), in modo da sottrarsi ai vincoli di deposito ai quali sono soggette le attività ufficiali delle banche da parte delle autorità di vigilanza?
Come avrebbe potuto, Tom, capire che il suo tentatore era un diavoletto cattivo e in malafede, se non erano state in grado di capirlo le agenzie di rating e nemmeno le autorità di vigilanza (inclusi i geni, sempre osannati dai neoliberali di tutto il mondo, come Alan Greenspan e Ben Bernanke, con tutti i loro faraonici staff)?
E’ per questa misteriosa “cancellazione del truffatore” (che fa sparire un John Law di dimensioni mondiali) che non capisci le critiche di Guido Rossi a Obama. Perché se ti degnassi di vedere la questione includendo nel tuo quadro i truffatori, scopriresti che le loro truffe non sarebbero state possibili se avessero avuto “meno libertà” (purtroppo i liberali sono contrari a limitare le libertà dei ricchi, mentre sono estremamente sensibili a limitare quelle dei ribelli della TAV), cioè se fossero stati in vigore i controlli sulla circolazione dei capitali (che sono stati eliminati negli anni ’80 e ’90) e i vincoli che impedivano alle banche di diventare troppo grandi per fallire e che impedivano loro di usare i depositi dei clienti (passività, assicurate dal governo) per trafficare titoli, speculare sulle valute e sulle commodities, gestire fusioni e acquisizioni (attività, che sono soggette ad alto rischio e non è logico che questi rischi vengano scaricati sui governi, cioè sui contribuenti).
Guarda caso, questa “libertà delle holding bancarie” che ha consentito la truffa dei titoli tossici è stata procurata da leggi apposite (le famose liberalizzazioni e deregolamentazioni degli anni ’80 e ’90). E, guarda caso, l’assenza di regole/obblighi è quella che viene sempre invocata dai neoliberali perché amplia le cosiddette “libertà”.

Perché Guido Rossi se la prende con quell’icona mediatica di Obama? Te lo spiego. Il congresso USA, nel luglio 2010 (quando i democratici avevano una solida maggioranza sia alla Camera che al Senato) ha approvato il Dodd-Frank Act, su proposta dell’amministrazione Obama. Nonostante le ambizioni che le sono state attribuite, quella legge non fa nemmeno il solletico alle holding bancarie (per cui lascia intatta l’architettura dell’attuale sistema finanziario i cui difetti, ormai esplorati e noti, hanno portato alla crisi in atto).
Rispetto alle politiche rooseveltiane il Dodd-Frank Act è una barzelletta.
E’ del tutto legittima, allora, la domanda: Obama si sta occupando del futuro dei suoi cittadini (il che richiederebbe di riportare sotto controllo le holding bancarie, invece che rifinanziarle a spese dei contribuenti) oppure si sta occupando dei bilanci dei veri finanziatori delle sue faraoniche campagne elettorali (le holding bancarie e il big business), a spese della gran massa dei suoi ingenui concittadini?
Ti sembra più chiara, così, la critica di Guido Rossi?

 

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vincesko 6 luglio 2011 alle 16:35

@ Valerio_38
A me sì, chiarissimo, ma non mi hai ancora risposto sulla globalizzazione (02.07 23:39).

 

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tony_montana_ii 6 luglio 2011 alle 18:44

@valerio38
Guarda che remiamo dalla stessa parte. Non ho cancellato i truffatori affatto. Dico solo che i prodotti derivati tossici erano da parte di chi comprava un piatto all’apparenza molto ricco per non buttarcisi (l’avidità non è solo in chi vende, purtroppo). Quello che intendevo dire, per l’appunto, è che i truffatori (protetti, ahimé dalla legge, anzi dall’assenza di questa) hanno fatto gioco anche sui truffati. L’equazione porta con se i due termini sempre, non c’è l’uno senza l’altro. Chiaro?

Dopodiché, il vostro strabismo vi fa partire in quarta. Non ho mica scritto di non condividere le critiche di Rossi. Ho solo detto che era roba già risaputa. Rileggetevi il mio post… ‘a strabici!

PS: Il Dodd-Frank Act ha una pecca gravissima ai miei occhi, che però è tipica della mentalità americana: il giorno dopo la sua entrata in vigore, i titoli bancari collettivamente salirono del 2,7%. Gli analisti si divisero: chi disse che il mercato bancario, ora più regolato, fosse appetibili agli investitori (meno rischi), o chi disse che gli investitori avevano fiducia nel fatto che le banche avrebbero trovato il modo di raggirare le nuove regole (più rischioso, ma più lucroso).
Tuttavia, ammetto che il Dodd-Frank Act è una mezza delusione. Dovevano fare 4 cose:
1) proteggere gli investitori dai prodotti finanziari truffaldini
2) dare un freno ai rischi presi da istituzioni
3) evitare il “too big to fail”
4) ripristinare la fiducia dei mercati
Tuttavia, i punti 2 e 3 del programma sono proprio venuti meno. Ad Obama (e al Congresso) è mancato a mio avviso un po’ di coraggio. Soprattuto sul punto 3.    Non sono un tecnico di queste cose, ma mi è stato spiegato che non l’aver voluto inserire alcuni prodotti finanziari (i migliori) nel pacchetto legislativo si è fatto sì che i prezzi salissero, spingendo ulteriormente fuori dal mercato i piccoli H e quindi consolindando il potere di quei pochi che vi sono dentro.

Per ritornare all TAV. Faccio una domanda all’apparenza sciocca ai NO TAV. Come si fa a non farla? Degli accordi con Francia e Unione Europea cosa ne facciamo? Come si fa ad evitare di rimanere ancora più isolati dall’Unione Europea non facendo la TAV?

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tony_montana_ii 6 luglio 2011 alle 18:51

@valerio38
PS: L’idea che se uno è disoccupato è colpa sua è ovviamente bislacca se portata all’estremo. Diciamo che ha un concorso di colpa…
Quando ero studente (anni ‘90) e avevo bisogno di un lavoro, uscivo di casa e rientravo la sera con un contratto. Certo si trattava di “lavoretti” (per quanti con alcuni ho guadagnato davvero bene) e non un vero e proprio lavoro su cui costruire una vita. Però era disarmante vedere amici miei all’università senza una lira in tasca (tutti gli studenti sono per loro natura “morti di fame”) e lamentarsi di questo. Nessuno si faceva un giro fuori di casa con me!

 

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valerio_38 6 luglio 2011 alle 20:21

@vincesko, post del 2 luglio 2011 alle 23:39 e del 6 luglio 2011 alle 16:35

Trovo un po’ridicolo che io e te ci mettiamo a discutere dei “modi per dare soluzione” alla globalizzazione. Su questa questione è in atto una discussione che coinvolge governi, istituzioni internazionali, ambienti accademici, politici, sindacali, ecc.
Nel bailamme seguito allo scatenarsi della crisi finanziaria in atto, una cosa è ormai ben chiara: immaginare “soluzioni” è solo il primo passo (ed è già, di per sé, piuttosto impegnativo); ma mettere in campo il protagonista politico che dovrebbe “afferrare il volante” e dare la necessaria sterzata è un compito ancora più impegnativo.

Quanto al primo punto (immaginare soluzioni), è necessario prendere atto che la situazione di crisi che stiamo vivendo è frutto diretto delle politiche di liberalizzazione dei mercati degli ultimi 15 anni (trattati di libero scambio in ambito WTO) e delle politiche di deregulation del sistema finanziario globale sviluppate negli ultimi 25 anni.
Per effetto di quella apertura del “vaso di Pandora”, l’architettura dell’attuale sistema economico-finanziario è stato costruita senza alcun progetto consapevole.
E’ ben noto che nessun sistema di una certa complessità può essere stabile e controllabile se non è stato progettato per esserlo. Una intera branca dell’ingegneria (teoria dei sistemi, controlli automatici, teoria della regolazione, ecc.) è stata sviluppata proprio per identificare i criteri di progetto che assicurino la stabilità e la controllabilità dei sistemi fisici (reti elettriche e elettroniche, sistemi idraulici, energetici, chimici, ecc.). Nessun progettista di un qualunque sistema fisico complesso si sognerebbe di implementare un sistema senza avere esplorato con tecniche adeguate il comportamento del suo modello teorico. Invece l’architettura del sistema finanziario globale è stata costruita proprio così, affidando la sua archiettura alle forze spontanee (e anarchiche) del mercato.

In un quadro generale di questo tipo, le opzioni immaginabili sono sostanzialmente di tre tipi:
1. Il salasso portato fino alle estreme conseguenze (perché la crisi sarebbe colpa degli interventi politici sul mercato). Bisogna lasciare agire le dinamiche intrinseche del sistema economico-finanziario così com’è, confidando nel fatto che, come assicurano i dogmi del credo neoliberale, il sistema sia perfettamente in grado di autoregolarsi e di ottimizzare l’allocazione dei capitali se non venga perturbato da interferenze politiche. In altre parole: altre liberalizzazioni, altre privatizzazioni, altre deregolamentazioni (il caso Grecia e il modo in cui è attualmente gestito dall’UE e dalla BCE è un caso di scuola).
2. Non intervenire sulle cause della crisi, ma cercare di temperarne gli effetti. Questa è, da sempre, l’impostazione del riformismo pavido. Nel nostro caso ci si propone di lasciare inalterata l’architettura del sistema economico-finanziario (le cause) ma di apportare dei correttivi ai suoi effetti più evidenti e drammatici. Come sa chiunque abbia nozioni elementari del progetto di sistemi, si può riportare sotto controllo un generico sistema X instabile mediante sottosistemi di correzione, ma a tale scopo è essenziale conoscere il modello intrinseco del sistema X (in altre parole il sistema deve essere completamente conosciuto e descrivibile con un modello). Ma il modello astratto di un sistema costruito senza progetto (come l’attuale sistema economico-finanziario) è conoscibile solo mediante reverse engeneering di tipo “scatola nera”, inadeguato a fornire un modello intrinseco univoco.
3. Intervenire sulle cause. Questo presuppone, nel breve termine, la segmentazione del sistema esistente (a livello regionale e interrompendo le interazioni notoriamente più critiche, ad esempio separando banche commerciali dalle banche di investimento) per riportarlo sotto controllo (come propone Walden Bello) e, nel lungo termine, la sua riorganizzazione radicale secondo una nuova architettura economico-finanziaria che ne assicuri stabilità e controllabilità (un keynesismo adattato al nuovo millennio).

Ritengo che le prime due opzioni siano palliativi, che potranno soltanto trascinare a lungo la situazione di crisi per poi degenerare in regimi autoritari, come teme Luciano Gallino. La terza opzione è l’unica realistica dal punto di vista intellettuale, ma è pressoché priva di sostenitori sociali, dal momento che da decenni l’intero schieramento politico è stato pietrificato dalle sirene neoliberali.

Dunque, il nostro destino sembra ineluttabile: un regime autoritario prometterà di mettere fine al dominio distruttivo dei mercati, ma lo farà con mezzi fascisti. Come dice Luciano Gallino “vari segni inducono a supporre che molti esponenti del sistema finanziario mondiale non sarebbero turbati da questo esito”.

 

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tony_montana_ii 6 luglio 2011 alle 20:55

@ben900
Lo so, ero un po’ cattivello… però dava i suoi risultati: si può dire che ero il Mourinho delle ripetizioni! Descrizione: :D

@valerio38
Personalmente, nonostante le nostre a volte fin troppo accaldate discussioni, la terza opzione è quella che più mi aggrada. Il problema centrale però l’hai detto all’inizio: chi è l’organismo politico che deve diventare il protagonista di quest’azione?
Inoltre, non credo che nel mondo sia in atto una deriva neo-fascista. Al contrario io vedo che molta più gente sta diventando cosciente del mondo intero a livello globale.

 

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vincesko 6 luglio 2011 alle 23:50

@ Valerio_38(20:21)

Trovo un po’ridicolo che io e te ci mettiamo a discutere dei “modi per dare soluzione” alla globalizzazione.

Invece è proprio il nostro compito; di noi, intendo, che facciamo parte della rete e commentiamo in un blog. Beninteso, se anche tu come me persegui l’obiettivo di creare informazione corretta e controinformazione.

Chi, quale soggetto? Per fare che cosa?

Perché – l’ho già scritto – anch’io come Walner Bello credo che il soggetto principale debba essere il popolo, in primo luogo il popolo del web, a farsi promotore di un’azione di raccolta, elaborazione, distribuzione delle informazioni, pungolo, controllo sulle istanze politiche e, tramite queste, sui soggetti economico-finanziari, per operare su un duplice piano: 1) far riprogettare l’intero sistema secondo principi socialdemocratici (terza opzione); 2) apprestare, nel frattempo, correttivi e misure adeguate per gestire al meglio la situazione (seconda opzione), che può diventare insostenibile ed esplosiva (dando la stura ed il pretesto a soluzioni fascistiche).

Soluzioni

Non mi arrischio a delineare soluzioni sistemiche e palingenetiche, ma è chiaro che occorre limitare da subito gli effetti perversi della globalizzazione nell’economia reale. Io, credo di averlo già detto, come fanno tantissimi altri, individuo tre fattori su cui intervenire: 1) la sottovalutazione dello yuan cinese (e del dollaro USA), che equivale a mettere un dazio sulle importazioni cinesi (o americane); 2) il dumping sociale, la cui gestione è politica (cioè in mano al partito comunista cinese); e 3) l’assenza di controlli qualitativi e normativi efficaci ed incisivi sulle merci cinesi o orientali o extra UE prodotte dalle nostre aziende delocalizzate, importate in UE.
Per quanto riguarda il punto 1), faccio due osservazioni: a) lessi tempo fa che la Cina ha riunito un gruppo di esperti internazionali, e ne tratta anche negli incontri bilaterali internazionali, per studiare le cause prima del declino e poi della dissoluzione dei vari imperi, incluso ovviamente quello romano, che si sono succeduti nella storia; b) ha fatto tesoro di un caso di studio molto più recente – il Giappone – che 25-30 anni fa accettò l’invito degli USA a rivalutare lo yen per riequilibrare gli scambi commerciali, e ne ha pagato a lungo poi le conseguenze negative. Questo per spiegare la renitenza della Cina a rivalutare lo yuan (o renminbi): difficilmente lo farà. Altrettanto si può dire per il punto 2), in ordine al quale giocheranno un ruolo, in via prioritaria, i lavoratori cinesi (che già hanno ottenuto significativi miglioramenti salariali); in via subordinata e complementare, i sindacati mondiali. Il punto 3) – la gestione dei prodotti importati, inclusi quelli delle imprese occidentali de-localizzate – secondo me costituisce la variabile controllabile su cui occorre ed è possibile intervenire con dei correttivi adeguati.

Infine, a livello nazionale, è fondamentale apprestare un mix di misure che, da un lato, aumentino le tutele di welfare, riformino il mercato del lavoro, varino un corposo piano di alloggi pubblici; dall’altro, trovino le risorse finanziarie, chiamando a contribuire secondo capacità di reddito e consistenza patrimoniale.

I numeri elettorali, se opportunamente spiegate e propagandate, sono dalla parte di queste misure; i partiti di centrosinistra non potranno non seguire (lo stanno già facendo). Ma bisogna evitare di fare ammuina.

 

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valerio_38 7 luglio 2011 alle 12:09

@vincesko, post del 6 luglio 2011 alle 23:50

Mi sembra chiaro che il quadro interpretativo che ti sei costruito ruota attorno a uno dei due grandi processi in atto (processo A: delocalizzazione delle manifatture dall’Occidente alla Cina e ai paesi dell’Europa Orientale) mentre ignora/trascura completamente l’altro grande processo (processo B: la finanziarizzazione delle economie dell’Occidente).
Ma è la compresenza dei due processi che rende particolarmente distruttiva la crisi in atto. Il processo A deprime i salari nei paesi origine delle delocalizzazioni (e, indirettamente, ha creato le condizioni per l’insolvibilità in massa dei mutuatari USA i cui titoli di debito erano stati impacchettati dalle holding finanziarie globali nei titoli tossici poi venduti in tutto il mondo), il processo B propaga la crisi finanziaria in tutto il mondo (provocando, in tutto il mondo, la improvvisa perdita di valore della montagna di carta dei titoli di debito il cui valore nominale, per inciso, supera di molte volte il PIL mondiale).
Per capire con quali strumenti sia possibile arginare le conseguenze della crisi in atto (che sta ormai minacciando interi stati) bisogna chiedersi chi sono i colpevoli, chi ha avviato i due processi A e B.
E la risposta è sconsolante. I due processi sono stati avviati in modo bipartisan da destra (liberali e conservatori europei e USA) e sinistra (riformismo pavido europeo e liberal USA), perché in entrambi gli schieramenti,nel corso degli anni ’80 e ’90, sono diventate dominanti le correnti ideologicamente incatenate ai dogmi neoliberali.
Una volta avviati quei due processi, più essi avanzano, più è difficile anche solo fermarli, e ancora di più rimuoverne le cause.
Per fermare i due processi bisogna infrangere i dogmi neoliberali, cosa che il campo della destra (dominato dai neoliberali avidi) nemmeno si sognerebbe mentre il campo della sinistra (dominato dal riformismo pavido) non ha il coraggio intellettuale di pensare. Perché per fermare la deriva in atto bisognerebbe risegmentare il mercato mondiale (ripristinando barriere doganali fra aree economiche, in modo da interrompere i flussi di merci e capitali che sostengono il processo A), e segmentare il sistema finanziario, riportando le holding bancarie nei confini nazionali (o regionali, ad esempio la regione UE) e poi ripristinando la separazione fra banche commerciali garantite dai governi (raccolta del risparmio e prestiti coperti da solide garanzie) e banche di investimento, non garantite dai governi e quindi esposte al concreto rischio di fallimento (in modo da interrompere la creazione/cartolarizzazione/distribuzione del debito che sostiene il processo B).
La tua idea che gli interventi debbano concentrarsi su una parte del processo A, immaginando che “i cattivi” siano i cinesi e che basti scatenare una campagna anticinese (come negli anni ‘80 fu scatenata in USA una campagna  antigiapponese, che Reagan portò al successo con gli accordi capestro dell’hotel Plaza) per “risolvere il problema della globalizzazione” è fuorviante.
I cattivi non sono “i cinesi”, quanto piuttosto le norme che hanno consentito alle multinazionali occidentali di delocalizzare le manifatture dall’Occidente verso la Cina e i paesi dell’Europa Orientale (processo A) e quelle che consentono oggi alle holding bancarie TBTF di ricattare i governi (minacciando una crisi finanziaria globale) in modo da estorcere ai popoli occidentali risorse di liquidità illimitate (scaricando sui contribuenti gli oneri derivanti dal fallimento del loro “modello di business”, con il risultato di deprimere ulteriormente il ciclo economico nei paesi dell’occidente) che utilizzano per continuare a speculare ai danni di quegli stessi popoli (processo B).
A suo tempo non fu particolarmente difficile, per le lobby del big business, trafficare nei sotterranei dei governi e dei parlamenti occidentali in modo da modificare le norme che impedivano l’avvio dei processi A e B. Assai più difficile, oggi e domani, ottenere che le norme modificate vengano ripristinate, dal momento che non si vede all’orizzonte, in nessun paese occidentale, un soggetto politico e sociale in grado di far prevalere queste istanze. Le chiacchiere sul web sono meglio di niente, ma se le chiacchiere non mettono in moto processi nel mondo reale (revoca di mandati a partiti, scioperi di massa, minacce all’ordine pubblico, ecc.), non disturbano il manovratore, che, da parte sua, non ha nemmeno bisogno di impegnarsi direttamente sul web, dal momento che a confondere le idee (additando i ribelli come responsabili del disordine) provvedono tanti “volonterosi e inconsapevoli” carnefici.
Cosicché è facile prevedere che l’opposizione sociale ai processi A e B tenderà a incattivirsi in spinte ribellistiche senza sbocco (moderne jacqueries), con il rischio che alla fine l’esasperazione e la frustrazione sociale si arrenda a tentazioni autoritarie di tipo fascista, qualora esse promettano di fermare i processi della globalizzazione e di ripristinare le sovranità nazionali. I fascismi sono sempre la conseguenza dell’incapacità delle forze politiche democratiche di svolgere un ruolo di rappresentanza degli interessi generali della società. Va a finire che di questo compito si fanno portatori regimi autoritari.

 

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tony_montana_ii 7 luglio 2011 alle 12:26

@valerio38
Siccome se si parla di economia, non mi sento in grado di discutere con la stessa competenza di fisica, ho mandato quello che hai scritto ad un mio amico, liberale e liberista, che è a Londra. Voglio sentire un’altra campana, perché le cause che tu adduci come scatenanti della crisi a me, da mezzo ignorante in materia non quadrano affatto (né la A né la B). Non sarò bravo a fare 2+2, anche con un phd in fisica…

 

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vincesko 7 luglio 2011 alle 17:35

@ Valerio_38 (12:09)

Ottimo commento, mi è piaciuto! Tranne:

1) Di nuovo mi attribuisci colpe che non ho: non ignoro/trascuro completamente l’altro grande processo (processo B: la finanziarizzazione delle economie dell’Occidente). Se controlli, ho scritto

Chi, quale soggetto? Per fare che cosa?

Perché – l’ho già scritto – anch’io come Walder Bello credo che il soggetto principale debba essere il popolo, in primo luogo il popolo del web, a farsi promotore di un’azione di raccolta, elaborazione, distribuzione delle informazioni, pungolo, controllo sulle istanze politiche e, tramite queste, sui soggetti economico-finanziari, per operare su un duplice piano: 1) far riprogettare l’intero sistema secondo principi socialdemocratici (terza opzione); 2) apprestare, nel frattempo, correttivi e misure adeguate per gestire al meglio la situazione (seconda opzione), che può diventare insostenibile ed esplosiva (dando la stura ed il pretesto a soluzioni fascistiche).

E’ che, siccome sono ignorante in materia, lascio a te ed agli altri esperti la riprogettazione dell’intero sistema (speriamo che il FSB di Mario Draghi presenti a ottobre qualcosa di almeno passabile per la parte finanziaria; sono sicuro che tu sei molto scettico).

2) Nessuna “campagna anti-cinese”, ma rendere più severe e cogenti le regole e più incisivi i controlli; applicare come UE un criterio severo di reciprocità verso tutti i Paesi, anche la Cina e gli USA.

3) Dobbiamo prendere l’abitudine di chiamare i “volonterosi e inconsapevoli” carnefici e soprattutto quelli consapevoli al soldo dei ricchi, UTILI IDIOTI: mi sono accorto che è molto più efficace.

4) Io ho una mentalità concreta, pragmatica, “goal oriented”: devo dare un senso – o almeno se lo faccio mi diverto molto di più – al tempo che spendo a scrivere nel web. Gli esperti pare annettano un’importanza crescente, in prospettiva forse determinante, al ruolo degli internauti sugli esiti politici ed elettorali. Pertanto, sto diventando anch’io ancor più consapevole dell’influenza che ciascuno di noi e l’insieme possiamo esercitare. Anche i partiti, ovviamente, ne sono consapevoli. Si tratta di dargli un’organizzazione. Ad esempio, elaborando, come ho fatto io (a fatica, credimi, per le terribili resistenze “culturali”) in PDnetwork, il documento di 11 pagine, che poi ho inviato ad una cinquantina dei principali esponenti del partito.

5) Io, al riguardo, immagino si potrebbe fare: a) in primo luogo, “stanare” e coinvolgere l’esimio Piergiorgio Odifreddi, il quale è reduce dalla gita in barca proprio a cogitare sulle sorti e le soluzioni per l’Italia (hai visto? non ne ha mai scritto. È reticente…); b) elaborare un documento (i tuoi ‘post’ sono quasi già bell’e pronti da trasmettere…) da inviare, ad esempio, sia alla neonata rivista “TamTam democratico”, che, soprattutto, a qualche esponente importante dei partiti di centrosinistra (incluso Romano Prodi). Che ne pensi? (Che ne pensate?).

 

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l.mauretti 8 luglio 2011 alle 00:33

@Valerio_38
Analisi condivisibile la tua delle 12?09: quanto ai punti A e B le cose stanno proprio come dici, ed è anche vero che all’origine di questa politica c’é una responsabilità bi-partisan di destra e sinistra in tutta Europa. Inutile che ti dica che queste scelte nella loro sostanza non sono né liberali né neo-liberali, ma presumono l’assunzione di una visione liberista di tipo monetarista da parte di conservatori e socialisti di tutto il mondo che hanno creato questa sorta di monstrum statalista-liberista, che unendo il diavolo e l’acqua santa (scegli tu chi è il diavolo e chi l’acqua santa) ha cercato di imporre un modello di tipo finanziario che ha fornito una indebita centralità sovranazionale alle grandi banche ed alle grandi multinazionali: L’Europa lungi dall’essersi sviluppata come una realtà politica è nata e si è sviluppata nella prospettiva di questo monstrum globale sostenuto dalla grande finanza internazionale.
Sono convinto come te che l’Occidente stia scivolando verso derive di tipo autoritario e che il problema sia nato dal tentativo di garantire all’occidentale medio, tramite bolle finanziarie, la possibilità di mantenimento dei livelli di vita che erano stati raggiunti alla fine degli anni 80, questo anche per garantire eguali profitti ai vari sistemi industriali, in mano a sempre meno gruppi in una logica di oligopolio che non ha hulla di liberale. La delocalizzazione è il tentativo di allargare il campo di intervento per sfruttare nuovi mercati in crescita, ma i problemi di saturazione prima o poi verranno anche da questa parte, e secondo me la soluzione non è tanto nella creazione di nuove barriere doganali e nella rilocalizzazione e ridefinizione di spazi statali protetti, che potrebbe però essere una soluzione valida a breve termine, quanto nel tentativo di ripensare un modello di sviluppo globale con nuove priorità e una nuova capacità critica di interdizione da parte di chi vive in una moderna democrazia ed un potere di scelta e di indirizzo comunque ce l’ha.
Sono comunque temi molto complicati ed in questo blog non credo ci sia lo spazio adatto per approfondire, a meno di non provare ad organizzare cose come quelle di Madrid.

 

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vincesko 8 luglio 2011 alle 10:04

A proposito di barriere doganali:

L’Unione europea abbatte i dazi con la Corea del sud
In vigore dal 1° luglio l’accordo di libero scambio che nel giro di cinque anni azzererà le tariffe di importazione tra i due mercati

http://www.businesspeople.it/Business/Economia/L-Unione-europea-abbatte-i-dazi-con-la-Corea-del-sud_21981

 

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vincesko 9 luglio 2011 alle 14:11

Il 6.7 23:50, ho scritto:

Altrettanto si può dire per il punto 2), in ordine al quale giocheranno un ruolo, in via prioritaria, i lavoratori cinesi (che già hanno ottenuto significativi miglioramenti salariali); in via subordinata e complementare, i sindacati mondiali.

Cina, operai di Jean Ruffier
La primavera degli operai cinesi
06/07/2011

Nel Guandong gli operai della nuova generazione vogliono guadagnare di più con ritmi dilavoro più sopportabili. Industriali, sindacalisti e politici si trovano di fronte a problemi che non hanno mai affrontato
La buona notizia è che in Cina i salari stanno crescendo.
Dalla primavera del 2010 si succedono nel sud del paese, e non solo, ondate di scioperi spontanei, che normalmente si concludono con aumenti salariali consistenti. Nella ricca provincia costiera del Guangdong, tra Canton (in cinese: Guangzhou) e Shenzhen, nel cuore della “fabbrica del mondo” gli operai di molte imprese, sia multinazionali straniere che cinesi (private o pubbliche) hanno ottenuto nel corso del 2010 aumenti salariali dell’ordine del 30-40 per cento. Le imprese di Taiwan e di Hong Kong dichiarano aumenti medi del 14 per cento nelle loro filiali cinesi. Nelle principali città i salari minimi stabiliti per legge sono stati aumentati del 18 per cento. Il nuovo piano quinquennale prevede un aumento salariale medio del 15 per cento annuo.
Tra le cause di questa nuova tendenza, l’eccesso di domanda sull’offerta di lavoro, qualificato e non (c’è penuria di forza lavoro in tutta la regione), dopo due decenni di fortissima crescita industriale; l’arrivo sul mercato del lavoro dei giovani della “generazione dei figli unici”, più consapevoli e combattivi; e l’assottigliarsi dell’esercito di riserva dei migranti interni, perché anche molte province interne si sono industrializzate (è il caso, ad esempio, di Chong Quing, dove ha aperto il nuovo stabilimento Iveco, accanto a molti altri)
Abbiamo chiesto a Jean Ruffier, un sociologo francese con una lunga esperienza di indagine sul terreno a Canton, di scriverci un suo commento.
(nota introduttiva di Giovanni Balcet, 5.7.2011)

[…]. Tutti questi elementi fanno prevedere che i salari aumenteranno rapidamente nel sud della Cina. Ciò non influenzerà minimamente la presenza di imprese straniere. Certo, diventerà meno interessante la localizzazione in Cina per sfruttare i bassi salari, ma coloro che sono già localizzati ci rifletteranno prima di andarsene, in un momento in cui sta per verificarsi un aumento del potere d’acquisto locale. La primavera degli operai del sud della Cina è dunque cominciata.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-primavera-degli-operai-cinesi-8842
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-primavera-degli-operai-cinesi-8842.html

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vincesko 9 luglio 2011 alle 14:41

@ Valerio_38

Ti informo che ho ‘postato’, in calce all’articolo di Sbilanciamoci.info che ho riportato sopra, un tuo ed un mio commento sulla globalizzazione.

P.S.: Non hai ancora risposto al mio commento-invito del 7.7 17:35, ma presumo non sia una distrazione.

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vincesko 9 luglio 2011 alle 15:18

Sempre sulla Cina (in calce ho ‘postato’ un mio commento sui PIL che s’inseguono):

Bric/Cina di Vincenzo Comito
L’economia cinese è in difficoltà?
06/07/2011
commenti (1)
Bric/Cina. Può durare indefinitamente una crescita economica che viaggia al ritmo del dieci per cento all’anno? Ecco alcuni spunti per riflettere in un modo argomentato sulla questione
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-economia-cinese-e-in-difficolta-8839
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-economia-cinese-e-in-difficolta-8839

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vincesko 9 luglio 2011 alle 16:12

Per chi fosse interessato.

Ho incrociato la prima volta il calcolo dei PIL che si inseguono negli anni ’70 in un saggio di Giorgio Fuà.

“I PIL che si inseguono”.

Ecco una coppia di nomogrammi universali per il calcolo del numeri di anni nei quali il PIL2 (il minore dei due) insegue il PIL1.
Come si usa:
1) Nel primo grafico in alto, nella X scegliere il rapporto PIL1/PIL2 (supponiamo 4).
2) Ottenere il Coeff_molt sull’asse delle x (nel caso di esempio, 1,3)
3) Nel secondo grafico, nella X scegliere il rapporto tra il tasso di incremento del PIL1 (il maggiore dei due) rispetto al PIL2, nella forma 1+t%/100. Dunque,se il t1 è il 3.5%, si deve calcolare 1+0,035=1,035. Se t2 è 8%, si deve calcolare 1,08. Dunque il rapporto è 1,08/1,035=1,04.
4) Calcolare il numero di anni prendendo la Y (nel nostro caso 25) e moltiplicandola per il coeff_molt (25*1,3=32,5 anni).

(Purtroppo, le figure non escono. Se qualcuno mi dice come si fa…).

Non ci vuole un secolo, ma molto molto meno, a differenziale costante, perché la Cina raggiunga gli USA.
Nell’ipotesi di un rapporto tra i due PIL pari a 4, e di un differenziale di poco più di 4 punti percentuali, ci vorranno 32,5 anni. Ma in effetti il differenziale attualmente è pari a oltre 6 punti (+ 10% per la Cina contro il +3,5% USA), per cui, coeteris paribus, ci vorranno 17*1,3=22,1 anni.
Al netto del coefficiente correttivo (1,3 equivale ad un PIL circa quadruplo del Paese inseguito rispetto a quello del Paese inseguitore, ma ora tra USA e Cina è circa triplo), per ogni raddoppio del differenziale, diciamo così (in effetti della variazione del rapporto tra i due indici), il numero degli anni si dimezza. Infatti, se il rapporto PIL1/PIL2 è pari a 1,02 ci vogliono 50 anni, se è pari a 1,04 ne occorrono 25, se è pari a 1,08 ne bastano 12,5.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/05/21/zhu-min-for-president-il-peso-della-cina-in-un-mondo-multipolare/

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vincesko 9 luglio 2011 alle 16:16

P.S.:

Ricavo dall’articolo di V. Comito sulla Cina:

2) nel supplemento dell’”Economist” già citato, in un secondo testo precedente (Economist, 2011), nello scritto di Wolf e in uno di Magnus (Magnus, 2011) viene ricordato il problema della “trappola dei paesi a medio reddito”. Si fa riferimento al fatto che, spesso, a un certo punto dei processi di sviluppo di un paese, la crescita rallenta o svanisce del tutto. Così, guadagnare per un certo periodo terreno sulle nazioni già sviluppate è molto più facile che raggiungerle. Secondo le analisi sviluppate da alcuni studiosi (Eichengreen, Park, Kwano Shin, 2011) la soglia critica può essere fissata al livello di 16.740 dollari di reddito pro-capite misurato con il criterio della parità dei poteri di acquisto. Soltanto il Giappone, la Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore sono riusciti a fare il salto negli ultimi 60 anni. Il fatto è che man mano che l’economia cresce essa diventa più complessa e richiede, per continuare a svilupparsi, grandi mutamenti strutturali, tra i quali una molto maggiore capacità di innovazione (prima, aumentare la produzione era più semplice e bastava copiare quello che avevano già fatto i paesi ricchi) e la messa in opera di istituzioni di grande qualità, in particolare nell’area legale. Il problema, su questo ultimo fronte, è che la riforma si scontrerebbe in Cina con il primato del partito sullo stato e sul potere giudiziario. Per altro verso, dal punto di vista più strettamente tecnico, un rischio rilevante è quello che un paese emergente possa, a un certo punto, perdere competitività nelle industrie “labour-intensive” e non riuscire però a trovare nuove fonti di crescita; […].

 

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vincesko 9 luglio 2011 alle 16:37

Ancora da Sbilanciamoci.info:

Bretton Woods, Fmi, rating di Sergio Bruno
Il fratello di Prometeo/1
08/07/2011
La condotta delle maggiori economie mondiali dai tempi di Bretton Woods alle attuali condanne delle agenzie di rating. Pubblichiamo la prima parte di un articolo di Sergio Bruno. Che sostiene: siamo passati dalla cultura di Prometeo (“colui che riflette prima”) a quella del suo maldestro fratello Epimeteo (“colui che riflette dopo”)…

[…]. La ragione di questa sostanziale irrilevanza della sovranità politica sta nei ristretti margini in cui si muovono le politiche di bilancio. In un articolo di qualche settimana fa (“Tutto cominciò con un divorzio”  http://sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Tutto-comincio-con-un-divorzio-8396 link sostituito da http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Tutto-comincio-con-un-divorzio-8396) ho ricondotto ciò agli effetti cumulativi di un percorso perverso avviato negli anni ‘80 del Novecento con la cessione alle banche centrali del potere statuale di signoraggio monetario. Il problema è stato ulteriormente chiarito da Luciano Gallino (“La crisi greca e le colpe della Ue”; ma si veda anche il suo recente libro “Finanzcapitalismo”). […].

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vincesko 9 luglio 2011 alle 16:38

P.S.:

Luciano Gallino “La crisi greca e le colpe della Ue”
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-crisi-greca-e-le-colpe-della-ue/?printpage=undefined

 

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valerio_38 9 luglio 2011 alle 16:49

@vincesko, post del 9 luglio 2011 alle 14:41

No, non è per distrazione che non ho risposto al tuo invito. Il fatto è che il mio giudizio sulle attuali leadership del centrosinistra italiano è molto drastico: sono direttamente responsabili dell’attuale stato di degrado del paese e dello stato comatoso dell’elaborazione teorica. Ne ho tratto, da tempo, una convinzione radicale: nulla potrà cambiare se non verranno spazzati via (tutti) questi pigri eredi di tradizioni storiche dignitose. E questa convinzione si rafforza quando si vedono emergere, come segni del “nuovo”, i Renzi, i Boeri e gli Ichino, un “nuovo” più vecchio del vecchio. L’unico sforzo dei “nuovi” sembra quello di presentarsi, già ora, come volonterosi carnefici, ansiosi di essere adottati come “nuovi” compagni di strada dal capitale finanziario non appena il discredito dei nani e delle ballerine del centrodestra supererà la soglia di tolleranza. In altre parole: nessuno di loro si pone l’obbiettivo di incivilire il moderno capitalismo finanziario (assoggettandolo ai vincoli necessari), ma quello di subentrare ai nani e alle ballerine nel ruolo di maggiordomi del capitalismo finanziario selvaggio. Gli “esponenti importanti dei partiti di centrosinistra” (ai quali ritieni utile rivolgerti) sono importanti (o comunque ritenuti tali dalla stampa compiacente) proprio perché palesemente disponibili a svolgere questo ruolo.

 

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vincesko 9 luglio 2011 alle 17:03

P.P.S.:

Do il link di “Il fratello di Prometeo/1"
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-fratello-di-Prometeo-1-8854

 

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vincesko 10 luglio 2011 alle 16:19

Dietrologia

Nella Lettera di PDnetwork (nei “principali parametri di macroscenario”; vedi anche nota 3), ho scritto che le transazioni finanziarie pare assommino a 4 mila miliardi al giorno. Chomsky evidenzia che uno dei principali problemi della nostra epoca è la globalizzazione dei capitali, ma non del potere politico.
Nel suo editoriale del 19 dicembre 2010, “Nove banche vogliono dividere l’euro in due”, Eugenio Scalfari, citando il New York Times, ha scritto:

“(…). È vero, gli “hedge funds” sono un’ingente massa di manovra ma non rappresentano il cervello della speculazione. Il cervello sta al vertice del sistema bancario internazionale e vede insieme sia le grandi banche di credito sia le grandi banche d’affari americane, inglesi, svizzere, tedesche. Il “New York Times” ha descritto pochi giorni fa il funzionamento di questa “Cupola” ed ha anche indicato le banche che la compongono: J. P. Morgan, Bank of America, Goldman Sachs, Ubs, Credit Suisse, Barclays, Citigroup ed altre per un totale di nove. Ma ciascuna di esse possiede una quantità di partecipazioni e diramazioni in tutto il mondo e capitali immensi a disposizione.
In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull’occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli “spread” tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. L’esame dura un’ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa”.

http://www.repubblica.it/politica/2010/12/19/news/nove_banche_vogliono_dividere_l_euro_in_due-10377795/

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vincesko 10 luglio 2011 alle 16:20

P.S.:

E’ soltanto il libero gioco del mercato o anche la conseguenza dell’input della “Cupola”?

Un regno che affonda in un mare di scandali
di EUGENIO SCALFARI
[…]. Ribadito che la reazione negativa dei mercati è motivata principalmente dall’implosione della maggioranza di centrodestra, occorre tuttavia esaminare la manovra nella sua impostazione politica e tecnica, ambedue estremamente manchevoli. […]. 

http://www.repubblica.it/politica/2011/07/10/news/scalfari_10_luglio-18919337

 

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valerio_38 10 luglio 2011 alle 18:36

@tony_montana_ii, post del 10 luglio 2011 alle 15:09

Mi sembrava di avere ampiamente replicato alla tua domanda in numerosi miei post.
Ma se non ti ho convinto, ebbene, mi toccherà ripetermi. Me ne scuso con gli altri frequentatori del blog.
Confido che della tua formazione scientifica facciano parte nozioni di controlli automatici e teoria della regolazione. Se un sistema (come l’attuale sistema finanziario) è stato implementato sulla base di modelli astratti falsi, che probabilità avrà, secondo te, di essere, per cun caso fortuito, permanentemente stabile e controllabile? O non sarà, pressoché con certezza, soggetto a dinamiche tali da innescare retroazioni positive che lo porteranno all’autodistruzione? E questo non è proprio quello che è già successo verso la fine del 2007? E non sono ancora all’opera, intatte, le dinamiche che hanno portato alla crisi?
Mi sembra di capire che tu confidi (o speri) che l’esito al quale il sistema è destinato non sia (ancora?) classificabile come “catastrofe”.
Va bene, non c’è problema. Fissa tu la condizione che, secondo te, separa lo stato di crisi “non catastrofica” dallo stato di “crisi catastrofica”. Poi ti rimarrà solo da aspettare per stabilire se la tua certezza (o speranza) sia sensata.
Ma ti faccio notare, montana, che non stai assistendo a una corsa di cavalli o a una partita di calcio, stai vivendo in diretta le conseguenze della rimozione dei famosi “lacci e lacciuoli” che facevano tanto orrore ai liberali degli anni ‘80 e ‘90 (inclusi i volonterosi come Eugenio Scalfari, che ancora oggi dà lezioni a destra e a manca ma non ha mai fatto ammenda delle sue errate lezioni passate), le conseguenze della eliminazione delle regole alle quali era stato assoggettato il capitale finanziario dopo la crisi degli anni ’30, regole che erano state pensate per addomesticare (incivilire) le sue irrazionali esuberanze (copyright Alan Greenspan).
Grazie alla deregulation e alle liberalizzazioni degli anni ’80 e ’90 si sono legittimate pratiche considerate in precedenza “fuorilegge”, per cui i manager delle holding finanziarie sono oggi, a tutti gli effetti, dei fuorilegge (come è un fuorilegge chiunque agisca al di fuori di qualsiasi vincolo di tutela degli equilibri sociali).
L’ortodossia liberale ha convinto i decisori politici ad affidare l’economia all’azione incontrollata di fuorilegge. E proprio in conseguenza della mancanza di regole, i fuorilegge si sono esposti troppo (John Law confidava che il suo castello di carte reggesse grazie al sostegno della monarchia, i moderni fuorilegge confidavano che il loro castello di carte reggesse sulla finzione dei famosi algoritmi matematici che avrebbero dovuto calcolare con precisione, e dunque mettere sotto controllo definitivamente, il rischio di insolvenza).
I moderni John Law, esattamente come il loro capostipite storico, hanno inventato un meccanismo intrinsecamente truffaldino e lo hanno sfruttato a fondo, fino a provocare la crisi finanziaria mondiale (in atto da tre anni, ormai). Ma a differenza del loro capostipite, una volta esplosa la crisi, i moderni fuorilegge non sono stati costretti a fallire, non sono stati costretti ad assumersene la responsabilità, non sono finiti in galera.
I moderni governi liberali, molto più stupidi dei monarchi del XVIII secolo, si sono fatti trascinare dai moderni John Law (assai più smaliziati del loro capostipite) fino alla resa sotto ricatto. Terrorizzati all’idea di un crollo catastrofico (qui la parola è ammissibile, montana, o è espunta definitivamente dal tuo vocabolario?) del sistema finanziario, i governi liberali hanno accettato di accollare alle banche centrali l’esposizione finanziaria dei moderni John Law (cioè si sono fatti intermediari affinché la truffa venisse scaricata sugli ignari e innocenti contribuenti). Grazie a questa operazione, che ha trasferito la (promessa di) catastrofe sui bilanci pubblici, mimetizzandola agli occhi di montana, ora i fuorilegge dispongono di abbondante liquidità.
Cosa ne faranno, montana, secondo te? La useranno per risolvere i problemi della disoccupazione giovanile? O quelli della fame nel mondo? O qualche altro problema che riguardi i 7 miliardi di abitanti del pianeta?
No, da buoni fuorilegge, li usano e li useranno per speculare sui titoli di debito di quegli stessi governi che, con il ricatto, hanno costretto ad accollare ai contribuenti la loro esposizione finanziaria.
Ebbene sì, oggi i governi liberali forniscono ai moderni John Law i mezzi finanziari per speculare sul rischio di default dei bilanci pubblici, i cui deficit sono “usciti di controllo” proprio a causa di quegli stessi moderni John Law.
E’ quello che sta succedendo, montana, è sotto i tuoi occhi, ti basta aprirli per vederlo.
Ti sembra che una situazione del genere induca a confidare che la crisi non peggiorerà fino a superare la soglia che tu stabilirai, oltre la quale potrai consdierare la crisi “catastrofica”?
Caro montana, se qualcosa può fermare la deriva in atto, non potrà avere alcuna parentela con le ortodossie neoliberali.
Ma una cosa deve essere chiara. Questa volta non sarà possibile scaricare la responsabilità su qualcun altro. Questa volta la responsabilità (ideologica e politica) è chiara.

 

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vincesko 10 luglio 2011 alle 19:17

@ Valerio_38 (09.07 16:49)

Pietro Ichino
L’anno scorso, ho espresso più o meno lo stesso tuo concetto con queste parole, in un mio commento ad un articolo su “Europa”:
“I Senatori Pietro Ichino, Tiziano Treu e Cesare Damiano non hanno una grossa “audience” né a sinistra, né nel centrosinistra. Credo, anche basandomi sui commenti dei lettori dei giornali on-line, essenzialmente per due motivi: il primo, perché, quando progettano le loro belle e razionali riforme, si preoccupano di considerare tutte le variabili in gioco, ma poi, quando le traducono in articolati di legge di attuazione, per problemi di copertura finanziaria, ma anche per un fatto – come dire? – di cultura, di logica e di etica di fondo nazionale piuttosto stortignaccole e strabiche, omettono sempre una gamba del tavolo: quella di sostituire le tutele e le indennità particolari e selettive dei tanti privilegiati (tra cui quelle dei parlamentari) con quelle universali”.

Dopo di che, però, ho fatto tre cose:
1. mi sono iscritto alla newsletter di Ichino (e di Damiano) e ne seguo le iniziative; devo riconoscere che è una persona seria, più sincera e netta di Tiziano Treu (anch’egli però legislatore pentito), che è molto più incline a fare il pesce in barile;
2. ho “bilanciato”, nel documento di 11 pagine di PDnetwork, la propensione del coautore (al 20%) a favore di Pietro Ichino, sia aggiungendo le altre tre proposte del PD (maggioritarie, peraltro, nel partito) e chiedendone esplicitamente il coordinamento, sia inserendo una critica esplicita al DdL Ichino, laddove (vedi nota 9) ho scritto: “Sia l’ipotesi Ichino, sia l’ipotesi recente della CGIL non hanno il carattere della universalità ed esprimono un’ottica centrata sulla figura del lavoratore occupato, con un’accumulazione nel tempo di contributi a carico delle imprese, soprattutto, e dei lavoratori; per erogare, in sostanza, sussidi di disoccupazione, la prima per un arco temporale di 4 anni, la seconda di 3 anni; anche il suggerimento del governatore Draghi e la proposta di legge della deputata Marianna Madia hanno entrambi un’ottica parziale e volano basso, disinteressandosi tutti e quattro di milioni di persone che sono forse in situazioni ancora peggiori dei precari, come ad esempio le centinaia di migliaia di OVER 45 (stimati in un milione), la più parte con famiglia a carico, rimasti disoccupati e “troppo vecchi per il lavoro, troppo giovani per la pensione”, che quasi nessuno considera”.

3. Ho avuto con lui uno scambio di e-mail (è uno dei pochi parlamentari che rispondono) e sono stato piuttosto severo sul suo modo di comunicare. Ha una cattiva stampa a sinistra, talora a torto.

Funzione ed efficacia della divulgazione sul web

Presumo di aver incrociato, per la prima volta ieri sera, dei tuoi ‘post’ nel web, dai quali si deduce una qual certa tua attività divulgativa – diciamo così – anche al di fuori di questo blog, Ne so quindi poco, tuttavia permettimi di dirti che forse ti sei scelto degli interlocutori-alleati, consentanei a te ideologicamente, ma, anche per questo, non della massima efficacia.
Io credo che, con la difficoltà oggi di farsi luce nel mare magno della comunicazione, e al netto della possibilità che avrebbe un singolo politico o un singolo partito di mutare più che un ette dell’odierno assetto economico-finanziario, vale comunque la considerazione empirica che, come ci vuole lo stesso impegno e la stessa fatica a corteggiare una bella come una brutta donna, la possibilità di successo è la stessa, e talora in realtà può essere più facile conquistare quella bella, con maggior soddisfazione, così vale per gli uomini politici, destinatari da privilegiare, attesa la loro prerogativa di fare le leggi: talora è più facile, se hai argomenti validi, fare breccia in quelli di primo piano che nei peones, e comunque lo sforzo è lo stesso e, in caso di riuscita, l’efficacia enormemente superiore.
A buon intenditore poche parole.

 

Post collegato:

Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html

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