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Che cosa mi attendo nel 2015

 
Carlo Clericetti
19 DIC 2014
Il tedesco che incarna l’Europa egoista
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/19/il-tedesco-che-incarna-leuropa-egoista/
 
Citazione:E dunque, Sinn ha ben poco da lamentarsi per le critiche di Saraceno. Noi, invece, da lamentarci abbiamo molto: questi qui continueranno a farci soffrire”.
 
La conclusione dell’articolo di Carlo Clericetti è un destino inevitabile? Un destino deciso da pochi, per far fronte ai mutamenti planetari e alle mutate ragioni di scambio,[1] ovviamente facendo pagare il conto solo ai non ricchi, poiché i ricchi hanno santi in Paradiso.[2] E chi ce lo deve eventualmente evitare?

Si possono fare, semplificando, due ipotesi: la prima è che il governo continui nel segno dell’ultimo Renzi, con una gestione economica affidata ad un burocrate prudente come Padoan, sotto l’egida di un presidente come Napolitano (come sottolinea Carlo Clericetti in questo articolo interamente condivisibile, in particolare sul mancato incarico a Bersani[3]), custode delle larghe intese e, tranne nell’ultimissimo scorcio della sua presidenza, dell’ortodossia tedesca, votata all’ossimorica e nefasta austerità espansiva.
 
La seconda, invece, innanzitutto contempla l’elezione di Romano Prodi a PdR,[4] col quale – e questo scandalizzerà Sergionero – si avrebbe molto probabilmente una netta discontinuità con l’attuale linea economica dettata dalla Germania, costantemente da lui criticata negli ultimi anni, anche per i passaggi sull’Euro previsti ma non compiuti, come è facilmente verificabile dando un’occhiata al suo blog.[5] 
Con Romano Prodi al Quirinale, io penso che sia Padoan, sia l’ex tosto Renzi saranno costretti a tutelare in maniera più efficace gli interessi italiani contro lo strapotere tedesco. Se, poi, in Spagna Podemos e in Grecia Syriza vinceranno le prossime elezioni, sarà finalmente possibile creare quell’alleanza dei Paesi del Sud Europa, che Prodi auspica da tempo, per controbilanciare l’egemonia della Germania e dei suoi satelliti. L’unica pecca di Prodi è che a Draghi ha dato 10 e lode[6].  Evidentemente, non ha ancora letto la… mia email circolare sui poteri e le violazioni statutarie della BCE,[7] che gli ho trasmesso all’indirizzo di una università inglese, l’unico che sono riuscito a trovare. Gli scriverò a casa, come ho già fatto in passato due volte, ricevendone una cortese risposta. Chissà che non cambi idea, soprattutto se Draghi continuerà a menare il can per l’aia.
 
E qui veniamo alla variabile fondamentale: dove trovare le risorse finanziarie necessarie a finanziare la ripresa economica. Secondo me – l’ho già scritto qui più volte[8] – ci sono fondamentalmente tre opzioni.

La prima è che la BCE vari un QE (senza sterilizzazione) per almeno 3.000 mld per tutta l’Eurozona. La base di ripartizione dei 3.000 mld potrebbe essere: a) o unica: il PIL (sulla cui base furono definite le quote di capitale della BCE); oppure, meglio, b) multipla: ad esempio, metà in base al Pil e metà in base all’eccedenza rispetto al limite del 60% debito/Pil), in tal caso all’Italia andrebbe il 20-25% del QE (3.000x0,25=750mld), che è la stessissima cosa che acquistare – selettivamente - 750 mld di titoli italiani, per alleviare sensibilmente la spesa per interessi passivi e liberare così risorse congrue per varare un’adeguata politica fiscale (taglio di tasse e aumento di spese) per la crescita economica e dell’occupazione.
La seconda è quella di implementare gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), 3.000 mld, garantiti dall’oro e da quote di aziende pubbliche degli Stati, dei quali 2.300 mld a riduzione del debito pubblico e 700 mld a investimenti.[9]

La terza è interna e prescinde dall’intervento dell’UE, anche se è quasi scomparsa dai radar dei media: il varo di una corposa imposta patrimoniale straordinaria sui ricchi (5% delle famiglie), caldeggiata anche dalla Germania, la cui ricchezza privata è inferiore a quella italiana.[10]
Se non si realizzerà nessuna delle tre ipotesi ed in più dovremo obbedire ai dettami del fiscal compact,[11] ci aspetta un futuro di sacrifici e di progressivo impoverimento.

[1] Trasformazione epocale da governare al meglio http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
[2] I down, gli SLA, i santi in Paradiso, le Regioni e le Province http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760150.html
[3] La fine di un regno e il turbopremier http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1783
[4] La mossa di Berlusconi per trattare sul Colle: “Non direi no a Prodi”. E chiama il premier
di Francesco Bei – 27 dicembre 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/12/27/news/la_mossa_di_berlusconi_per_trattare_sul_colle_non_direi_no_a_prodi_e_chiama_il_premier-103785309/
[5] http://www.romanoprodi.it/
[6] Prodi: 10 e lode a Mario Draghi
http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-10-e-lode-a-mario-draghi_10042.html
[7] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html
[8] Draghi: sul pareggio conti Ue inattendibili
Carlo Clericetti - 27 AGO 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/27/draghi-sul-pareggio-conti-ue-inattendibili/
[9] EuroUnionBond per la nuova Europa
di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
[10] Dossier Imposta Patrimoniale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
[11] Cos'è il Fiscal Compact? Ecco le sue regole base
http://www.soldionline.it/infografiche/cos-e-il-fiscal-compact-ecco-le-sue-regole-base

 
 
Appendice
 
Al netto della promozione degli interessi imprenditoriali nel caso dell’Irap e degli 80€, il direttore del Sole 24 ore, organo della Confindustria, scrive cose condivisibili:
 
IL CASO ITALIA E LE STRINGHE TEDESCHE DI EUROPA E BCE
di Roberto Napoletano 24 dicembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-12-24/il-caso-italia-e-stringhe-tedesche-europa-e-bce-071110.shtml
 
Ho definito Pier Carlo Padoan un burocrate prudente ed ho inferito dal mutamento del premier Renzi nel rapporto con l’ UE e soprattutto con la Germania, tale da farmelo definire un “ex tosto”, che fosse stato “addomesticato” dal ministro dell’Economia. Giudico questa lettera di Padoan al Sole 24 ore la prova provata delle mie affermazioni, e perciò mi permetto di richiamare l’attenzione dei lettori su di essa, che reputo paradigmatica del permanere dell’anomalia tutta europea di aver affidato da 10 anni le sorti dei popoli europei a politici inadeguati o a burocrati travestiti da politici.
 
Padoan risponde al Sole: «Più stabilità per colmare il deficit di fiducia in Europa»
di Pier Carlo Padoan con l’editoriale di Roberto Napoletano 28 Dicembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-28/piu-stabilita-colmare-deficit-fiducia-europa-144626.shtml

A proposito di politici inadeguati, succubi del potere finanziario e contro i quali andrebbe intentata un'azione collettiva di responsabilità:

«Io, ex consigliere di Barroso, vi spiego come e perché l’Europa ha fregato voi per salvare le banche tedesche e francesi»
Maggio 25, 2014 Rodolfo Casade
[…] Nel caso dell’Italia, le cui banche non si sono esposte durante gli anni della bolla, la sua attuale situazione è in gran parte dovuta all’imposizione di un’eccessiva austerità in risposta a un panico creato a Berlino, Bruxelles e Francoforte, così come dal fallimento di successivi governi di attuare riforme per aumentare la crescita della produttività. Per quel che vale, uno studio realizzato da un dirigente della Commissione europea utilizzando un modello da lui creato, conclude che l’austerità collettiva ed eccessiva finora è risultata nella perdita cumulativa di 10 punti percentuali di Pil nell’eurozona: nessuno è stato chiamato a rispondere di questo.
Infine, nell’estate del 2012 la Bce ha arrestato il panico, l’austerità è stata ammorbidita e le economie stabilizzate. Pensate quanta miseria ci saremmo risparmiati se la Bce avesse agito prima e se i responsabili politici non avessero imposto tanto rigore. E nel frattempo la crisi bancaria è rimasta senza soluzione.
http://www.tempi.it/io-ex-consigliere-di-barroso-vi-spiego-come-e-perche-l-europa-ha-fregato-voi-per-salvare-le-banche-tedesche-e-francesi

Infine, segnalo volentieri il romanzo di fantaeconomia “Il Golpe Latino”  http://www.monetabenecomune.it/Links/Il%20Golpe%20Latino.pdf )di Leopoldo Salmaso, scaricabile gratuitamente dal blog di Sandro Magister (http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/12/28/buono-sufficiente-bocciato-le-pagelle-in-economia-dei-tre-ultimi-papi//), su Repubblica, dal quale emerge un quadro completo delle mistificazioni da Il re è nudo e degli stravolgimenti della vita, della lingua, della logica e della matematica, e persino dei principi originari del liberismo, ad opera dei poteri forti e della finanza europei e mondiali, che ci hanno convinto che “gli asini volano”, con l’acquiescenza e talora la connivenza dei politici, come anch'io, in questo blog e nei commenti nei forum, nel mio piccolo vado denunciando da tempo.

 

 
Post collegati:
 
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html

Stravolgimenti europei
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821282.html

BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html

Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

 
di Domenico Mario Nuti
Tutti gli errori dell'Unione
19/12/2014
Fine semestre/ L'unica soluzione sarebbe un piano di investimenti vero. Ma i soldi di Juncker sono una finta: disponibili solo pochi miliardi. Così l'Ue rischia di disgregarsi, non rimpianta da nessuno
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667
link sostituito da (commento cancellato):
http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html 


Come ho già dimostrato qui,[1] molti professori di Economia non conoscono bene gli obiettivi e i poteri della BCE. L’ultimo, in ordine di tempo, è il prof. Mario Nuti, che in questo articolo su Sbilanciamoci, dopo il nostro scambio di email (v. appendice), corregge il tiro, rispetto alla sua relazione al convegno sul prof. Federico Caffè,[2] aggiungendo “illimitato” al potere della BCE di acquistare titoli pubblici, ma… non abbastanza.
Come ho già evidenziato nell’allegato alla mia petizione al Parlamento europeo, l’errata conoscenza dei poteri della BCE, secondo me, falsa alla radice il dibattito italiano (e forse europeo) sulle soluzioni alla crisi economica, che devono avere al centro il ruolo cruciale della BCE, la quale ha già tutti i poteri che servono alla bisogna e semmai va aiutata a scrollarsi di dosso l’influenza nefasta della Germania. Nella conclusione di un precedente post[3], ho scritto:
“I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Siryza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT”.
 
Citazione (dall’articolo di Mario Nuti): “la BCE è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza – che è comune alle maggiori banche centrali del mondo – ma perché, modellata sulla Bundesbank, era ancor più di quest’ultima del tutto separata dalla politica fiscale, priva del potere illimitato di acquistare titoli di stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti”.
 
1. La BCE è formalmente indipendente, ma sostanzialmente ubbidisce ad un solo Stato: la Germania (violando l’art. 7 del suo Statuto), della quale di fatto protegge gli interessi, a detrimento degli altri Stati dell’Eurozona.
 
2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato, purché (analogamente a quanto è prescritto dal proprio statuto per la FED) sia effettuato sul mercato secondario. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE),[4] che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca.[5]
 
3. Attualmente, in deflazione o quasi, e cioè lontani dall’obiettivo statutario del “sotto, ma vicino, al 2%”, la BCE ha, in concreto, gli stessi poteri della FED e delle altre banche centrali, poiché l’obiettivo principale della stabilità dei prezzi è concordante e convergente con quello subordinato di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”.
 

Tutti i dettagli e i documenti qui: “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html .


[1] Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

[2] Carlo Clericetti - 13 DIC 2014

[3] Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

[4] Corte di giustizia europea

[5] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

 
 
Appendice
 
Pubblico, sul tema dei poteri della BCE e della FED sull’acquisto di titoli pubblici, la mia e-mail-quesito a Mario Nuti e la sua risposta, precedenti all'articolo:
 
15 dic 2014 - 17:31
Egr. Prof. Nuti,
Carlo Clericetti, nel suo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), ha riportato le sue parole al convegno per celebrare il centenario della nascita di Federico Caffè:
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
Ho eccepito che non fosse vero, almeno per quanto riguarda il mercato secondario, esattamente come per la FED (allegando le prove, v. anche Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html).
Carlo Clericetti ha chiarito che lei intendesse riferirsi al mercato primario. Ma ho controbattuto che allora lei non sapesse che tale divieto vige anche per la FED.
Può dirimere con sincerità questo dubbio sulle sue dichiarazioni?
Cordiali saluti,
V.
PS: Ho dimenticato di aggiungere che avrei intenzione di pubblicare la sua eventuale risposta sul blog di Carlo Clericetti.
 
18 dic 2014 - 10:59
Grazie della precisazione. Certo che l'acquisto di titoli di stato sul mercato primario sarebbe piu' efficace che sul mercato secondario, dove la liquidita' iniettata nel sistema puo' rimanere inattiva anziche' direttamente finanziare una spesa. 
Ma ogni acquisto di titoli anche sul mercato secondario fa aumentare il prezzo dei titoli e quindi riduce il tasso d'interesse. Certo che anche la BCE puo' farlo, e se e' per quello lo ha fatto anche la Bundesbank almeno nel 1993 se ricordo bene. Ma rimane il fatto che la Fed puo' acquistare quantita' virtualmente illimitate di titoli di stato senza doversi sottoporre ad un voto dei pochi stati suoi azionisti, a maggioranza o preferibilmente all'unanimita'; senza rischiare il deferimento a una Corte Costituzionale come quella di Karlsruhe, o a intimidazioni come quelle subite da Draghi, nonche' altri bastoni fra le ruote. E quindi non si puo' fare finta che questi ostacoli non contino o non esistano, e che i poteri della Fed e della ECB siano equivalenti.
Pertanto, rispetto a quanto ho detto al Convegno su Caffe' sono unrepentant. Anzi, rincarerei la dose. Vedasi http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html.
Ho cercato di registrarmi sul sito di Clericetti per appendere questo commento ma come al solito il sistema mi rifiuta. La ringrazio se lo vorra' fare lei. Con molte cordialita' e auguri (di stagione e non), Mario Nuti.
 
***
 
Traggo da QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED (allegato sopra):
 
@Thomas Fazi
 
1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da:Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 - di PietroManzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  
“Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiudici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.
 
Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 18 e dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria.
 
2) Segnalo, sul tema, questo commento che mi sembra interessante e forse dirimente (peraltro esso è in linea con le motivazioni addotte dalla stessa BCE):

nextville  
L'atto della BCE in questione è l'OMT, che non è un trasferimento di liquidità alle banche (come gli LTRO, che nessuno ha impugnato) ma un programma (per ora solo annunciato) di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario. Dal punto di vista giuridico, la BCE non può fare acquisti sul mercato primario e in generale agire con lo scopo di finanziare gli stati (ex art.123 TFEU), ma può (ex art.18 ESCB Statute) fare acquisti di titoli di stato (e altri titoli) sul mercato secondario (cioè non direttamente alle aste pubbliche, ma sul mercato privato dei titoli già emessi) per ragioni di politica monetaria - es. per fare Quantitative easing. Ad es. può, per scongiurare un rischio deflazione, non solo abbassare i tassi ma anche aumentare la liquidità tramite acquisti sul mercato. 
L'OMT è quindi legittimo se gli acquisti di titoli di stato dei paesi membri sono fatti sul secondario e giustificati da ragioni monetarie. La ragione portata dalla BCE a giustificazione dell'OMT non è un generico "to preserve the euro", ma è più precisamente l'esigenza (fortissima nell'estate 2012) di "riparare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria" che aveva cessato di funzionare per l'interferenza del rischio di ridenominazione, cioè perché i mercati temevano che alcuni paesi deboli (tra cui Italia e Spagna) fossero costretti a uscire dall'euro e quindi fossero costretti al default sul loro debito (non essendo più in grado di pagarlo con una moneta destinata a rapida e pesante svalutazione). Questo genere di rischi crea un "bad equilibrium", cioè una situazione che si autoalimenta portando al disastro (= l'aspettativa che un paese sia costretto a uscire fa salire a tal punto i suoi tassi da generare l'evento). Per poter ripristinare la sua capacità di controllo sulla moneta tramite le tradizionali manovre sui tassi -- quindi per ragioni di politica monetaria (e non fiscale) -- la BCE ha minacciato di usare un potere che certamente ha (ex art.18 ESCB Statute) di fare acquisti sul mercato secondario di titoli di stato. Tale minaccia da sola è bastata a eliminare il bad equilibrium e a far tornare progressivamente i mercati alla normalità. E' proprio questo successo che dimostra che era in atto un bad equilibrium e che la BCE doveva sventarlo, perchè senza sventarlo non sarebbe più stata in grado di ottemperare al suo mandato primario, che è mantenere la stabilità dei prezzi.
http://studiocataldi.mailupnet.it/f/tr.aspx/?:5Um8d=wstwsu5:5h.=t2yyof-=bhfj/nvkiq3eni5cc40h2f709:fvb6qgma:gl:5c69&x=pv&o2mdnh8imo8cidc70:4mwuo_u10gbNCLM
 
3) Gli articoli riportati sopra, infine, fotografavano la situazione di quasi un anno fa; nel frattempo i dati della deflazione e della crisi economica permangono negativi, se non aggravati, anche e soprattutto in termini prospettici. Il che giustifica – come preannunciato da Draghi – l’adozione di “misure non convenzionali” (per la BCE, poiché per tutte le altre banche centrali sono del tutto ordinarie in periodi di crisi), anche per NON disattendere ulteriormente entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2).
 
Cordiali saluti.
 
 
Draghi ammette che il QE per l'acquisto dei titoli di debito pubblico rientra nei poteri della BCE. Tuttavia, neanche oggi la BCE ha deciso di adempiere finalmente i suoi doveri statutari fissati dall'art. 2:
 
“Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare "tutti gli asset tranne l'oro".
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/
 
***
 
Traggo da “La “bestemmia” del neo-keynesiano (linkato sopra):
 
[*] Allego l’articolo con la dichiarazione di Trichet (che ho già linkato in “Le incongruenze di Draghi”):
Trichet: la Bce può comprare titoli di Stato
«Francoforte ha tutti gli strumenti, non c’è bisogno di ampliarne i poteri» 
di Giuliana Ferraino
26 novembre 2014
«Comprare i titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona è totalmente in linea con il mandato della Bce. Lo ha già fatto quando io ero presidente, prima comprando i titoli pubblici greci e irlandesi nel 2010, poi i titoli di Stato italiani e spagnoli nell’agosto del 2011».
http://www.corriere.it/economia/14_novembre_26/trichet-bce-puo-comprare-titoli-stato-217f3cfa-7595-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml
 
Peraltro, anche Weidmann nell’intervista a Repubblica ammette (dopo Trichet, che 10 giorni fa ha “stanato” sia lui che Draghi) che la BCE può acquistarli. Se Draghi non lo fa, è perché preferisce ubbidire al veto di Weidmann, che è solo 1 su 24 ed, anche aggiungendo i satelliti della Germania, ha la maggioranza.
 

Aggiornamento
 
La Corte Ue con Draghi: "Gli acquisti Bce rispettano i trattati"
Il giudizio della Corte di giustizia europea in un parere consultivo sollecitato dalla Germania. Per l'avvocato generale all'Eurotower serve "ampia discrezionalità". La decisione definitiva nel giro di qualche mese. Draghi a Die Zeit: "I tedeschi capiscano che la Bce ha mandato pan-europeo"
14 gennaio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/14/news/la_corte_ue_con_draghi_gli_acquisti_bce_rispettano_i_trattati-104903053/

Per far cambiare rotta all’UE la speranza è necessaria ma non sufficiente

 
di Vincenzo Comito
Le quattro variabili per cambiare rotta
19/12/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Le-quattro-variabili-per-cambiare-rotta-27664
 
 
Citazione: Un cambiamento della politica tedesca, una coalizione di forze tra i paesi del sud Europa, la vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna, misure forti della Bce”
 
1. Cambiamento della politica tedesca
I Tedeschi sono, psicologicamente, talmente arroganti da rasentare l’ottusità. Temo che non cambieranno la loro politica neppure se questa – come sta già avvenendo – danneggerà anche loro.
 
2. Coalizione di forze tra i paesi del sud Europa
E’quella che sarebbe necessaria per far cambiare a brutto muso agli arroganti Tedeschi la loro politica, che finora li ha avvantaggiati, ma purtroppo gli unici due Paesi che lo potrebbero fare – la Francia e l’Italia – sono retti da due mediocri: Hollande e l’ex tosto Renzi.
 
3. Vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna
Effettivamente è la variabile più promettente di un cambio di rotta dell’UE, speriamo – se vinceranno - abbiano la forza di “convincere” la Francia e l’Italia, senza le quali l’aggiustamento ci sarà, ma sarà parziale e di basso profilo.
 
4. Misure forti della Bce
E’ la variabile determinante, poiché la BCE è l’unica, stante l’ostracismo dei poteri forti all’imposta patrimoniale sui ricchi e alla TTF rafforzata, ad avere i soldi che servono: almeno 3.000 mld, per acquistare una parte consistente del debito pubblico e, riducendo di conseguenza sensibilmente la spesa degli interessi passivi, rendere possibile un’adeguata politica fiscale degli Stati (taglio di tasse e aumento di spesa).
 
Conclusione
Citazione: “A fine 2014, il quadro europeo non appare confortante. Ma forse ci sono altre forze all’opera che non riusciamo a vedere e le novità che potrebbero manifestarsi su questi quattro fronti potrebbero essere più importanti. Speriamo”.
 
La speranza è necessaria ma non sufficiente. Le novità hanno bisogno di una spinta dal basso, visto che al vertice comandano “bottegaie” (Merkel), ostinate cani da guardia degli interessi dell’establishment teutonico, e mediocri e molli (Hollande e Renzi). La probabilità è di una su un miliardo di miliardi, ma chissà che la novità importante non possa scaturire da una deliberazione dell’organo più democratico dell’UE – il Parlamento Europeo – in ordine alla… mia petizione contro la BCE, che ne sancisca le violazioni statutarie e la induca finalmente ad affrancarsi dal veto tedesco (che rappresenta 1/24 del Consiglio direttivo della BCE) e a fare quel che serve nell’interesse dei popoli dell’Eurozona. J
 
 
Post collegati:
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html
 
Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823865.html
 
N. 16 post sulla Germania, lo spread ed altro:
 
(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 
(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html
(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html
(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html
(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html
(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html
(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html
(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html
(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html
(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811768.html
(16) False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html
 

False opinioni sull'Italia e la Germania


L’Italia è meglio e la Germania è peggio di quel che parecchi Italiani pensano
 

Mi capita abbastanza spesso nel web di leggere sciocchezze elogiative sulla egemone Germania e sulla “bottegaia” Merkel, cane da guardia degli interessi dell’establishment politico-economico-finanziario-industriale tedesco, i quali per egoismo stanno affossando l'Euro e le economie dei Paesi periferici (tra cui l’Italia)[1]; sul supposto effetto salvifico dei fantomatici 315 mld per 3 anni per tutta l'Eurozona promessi dalla Commissione europea (già insufficienti se fossero effettivi), che in realtà sono 21 (16 dell'UE, per giunta travasati da altri capitoli, e 5 della BEI), e che miracolosamente si moltiplicherebbero per 15;[2] appetto invece alle “sprecone” politiche keynesiane per uscire dalla recessione-depressione economica, che peraltro sono suggerite, oltre che da numerosi premi Nobel per l’Economia, dall’FMI.[3]

Oppure, come ha fatto Eugenio Scalfari ieri sera a “Ballarò”, sul conto del presidente della BCE, Mario Draghi, che secondo me, invece, è il principale responsabile del permanere della crisi economica nell’Eurozona.[4]
 
Oppure commenti edificanti sulle nequizie italiane (corruzione, sprechi, evasione, inefficienze) e sulla necessità anzi l’urgenza di porvi rimedio prendendo esempio dalla Germania, prima di chiedere aiuto all’UE. Premesso che io condivido l’opinione che l’Italia debba completare i compiti a casa, temo che essi siano privi di aderenza con la concretezza: l'Italia è questa e porsi obiettivi impossibili (almeno nel breve periodo) significa a) votarsi al fallimento; e b) fare il gioco del "nemico" – l’arrogante ed egoista Germania -, che non è esente da pecche gravi, come svela plasticamente la sua severità esagerata verso gli Italiani e altri. E in parte radicalmente infondato: l'Italia a) è un contributore netto dell’UE;[5] b) contribuisce al MES (il fondo salva-Stati da cui non ha preso finora 1 €) in ragione della sua quota, esattamente come la Germania, in ragione della sua,[6] e in più paga un tasso d’interesse sui contributi (presi a debito e poi prestati) più alto della Germania; c) presenta – tranne nel biennio 2009-2010 - un avanzo primario significativo da 15 anni,[7] il che attesta che non vive, come si pensa, al di sopra delle sue possibilità (il debito è cresciuto per colpa degli interessi passivi e dal 2012 anche per poste straordinarie, quali i contributi al MES – 60 mld finora -, che sono prestiti a titolo oneroso ai Paesi in difficoltà, ed il pagamento dei debiti della PA – 31 mld finora); d) in realtà, ha dato essa (assieme agli altri Piigs) soldi alla Germania, che lucra dall'Euro come moneta unica;[8] ed e) dovrebbe esserle consentito di avvalersi, esattamente come fu permesso nel 2003-2005, senza sanzioni, alla Germania (ed alla Francia, alla quale viene permesso anche ora, o alla Spagna, da 3 anni), né più né meno, della deroga sul deficit/Pil, nella fase dell’implementazione delle c.d. riforme e della deflazione dei salari, peraltro impostale dalla Germania per evitarsi egoisticamente aggiustamenti interni del surplus commerciale eccessivo (> 6%)[9]; invece, per di più, le viene imposta un'interpretazione della formula del deficit strutturale penalizzante;[10] e con l'aggravante che la Germania, oltre alla deroga sul deficit, fece dumping sociale verso i partner UE (aiuti di Stato surrettizi, che sono vietati), attraverso sussidi diretti e indiretti (welfare: rmg e sussidi all'affitto, ecc. ai salariati) alle imprese, che le ha dato un vantaggio competitivo difficilmente colmabile, poiché chi deflaziona per primo costringe gli altri ad una competizione ad handicap.
 
Non è la prima volta – ripeto - che incrocio nel web Italiani iperseveri con l'Italia e indulgenti con la Germania (in particolare tra gli emigrati); ovviamente è sciocco generalizzare e per esprimere un giudizio compiuto occorre approfondire le motivazioni, tuttavia sono incline a pensare - intuitivamente - che non soltanto sbagliano ma che lo fanno perché hanno avuto un'educazione stortignaccola (troppo severa), com'è sempre quando si è incapaci di essere equanimi e si usano due pesi e due misure.
 
[1] Esportare depressione, la formula tedesca da ribaltare
Gli stimoli Ue e le riforme non funzioneranno se non si superano i freni imposti dalla Germania
Sergio De Nardis
19/12/2014
http://www.linkiesta.it/austerity-tedesca-esporta-la-depressione

L’austerità deprime. Ovvero la fallacia dell’ideologia tedesca
Gaetano Perone - 15 dicembre 2014
Come conferma anche il recente dietrofront del Fondo Monetario Internazionale [1], le politiche di austerità imposte dalla Germania in questi anni hanno determinato una pericolosa e progressiva erosione della domanda interna, senza alcun effetto positivo sulla crescita. Le numerose stime dei moltiplicatori fiscali[2] - che misurano l’effetto di una variazione della spesa pubblica sul pil - hanno ormai dipanato i dubbi a riguardo. A ulteriore conferma dei danni dell’austerità, verifichiamo gli effetti medi complessivi dei tagli alla spesa pubblica e degli aumenti della pressione fiscale in 38 Paesi, avanzati ed emergenti. In particolare, mettiamo in relazione le variazioni nella dinamica dei deficit/surplus di bilancio dei Paesi considerati con le variazioni del rapporto debito/PIL, del PIL reale nazionale e del tasso di disoccupazione, nel periodo 2009-2013 (l’arco temporale immediatamente successivo allo scoppio della crisi finanziaria mondiale). […]
http://www.economiaepolitica.it/europa-e-mondo/lausterita-deprime-ovvero-la-fallacia-dellideologia-tedesca/

[2] investimentiJunckerUe di Andrea Baranes - 05/12/2014
Juncker, il funambolo
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Juncker-il-funambolo-27440

[3] Il FMI: gli investimenti pubblici si ripagano da soli
Pubblicato da keynesblog il 9 ottobre 2014
http://keynesblog.com/2014/10/09/il-fmi-gli-investimenti-pubblici-si-ripagano-da-soli/

[4] Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html

[5] Un bilancio del «dare e avere» con l'Europa per ritrovare un nuovo protagonismo dell’Italia
Siamo il terzo contribuente netto dell'Ue, pur essendo al 12° posto per Pil pro-capite: nel 2012 versati 16,4 miliardi di euro e ricevuti indietro 10,7 miliardi, con un saldo negativo di 5,7 miliardi. Restiamo un mercato molto appetibile e diamo un forte contributo alla competitività europea
19/03/2014
http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120951

[6] La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%.

[7] Avanzo Primario (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2.

[8] Il vero"bail-out"? Quello della Germania
Scritto da Thomas Fazi on 21 Giugno 2014
“Che conclusioni possiamo trarre da questi dati? Prima di tutto che sarebbe il caso di smetterla di dire che la Germania ha “sborsato molti soldi” per salvare le povere economie della periferia, quando in realtà è accaduto esattamente l’inverso”.
http://www.scenariglobali.it/europa/675-il-vero-bail-out-quello-della-germania.html

Ecco come l’Europa sta salvando la Germania (e non i Paesi periferici)
20-12–2014 Tino Oldani
http://www.formiche.net/2014/12/20/ecco-leuropa-sta-salvando-la-germania-i-paesi-periferici/

[9] Scoreboard Indicators
The headline indicators consist of the following eleven indicators and indicative thresholds, covering the major sources of macroeconomic imbalances:
3 year backward moving average of the current account balance as percent of GDP, with thresholds of +6% and -4% ;
http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm

[10] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html 


 
Post e articoli collegati:
 
Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html

Sul limite del surplus commerciale eccessivo, segnalo questo articolo che ho trovato interessante, poiché avvalora ciò che vado affermando da un paio d’anni*: che i Tedeschi hanno imparato bene il detto napoletano del “Chiagne e fotte”, e Der Spiegel, col suo doppio standard, ne è il vessillifero:
 
Economic Doghouse: Complaints about German Exports Unfounded
By Alexander Jung, Christian Reiermann and Gregor Peter Schmitz
November 05, 2013 – 12:00 PM
http://www.spiegel.de/international/business/complaints-about-export-surplus-of-germany-unfounded-a-931607.html
 
* E-mail inviata a "Der Spiegel" (tramite il suo sito)
Two observations (Bing translation):
1) Only the control of the media and the “ammuina”of the poors can make the domain of a tiny minority of powerful, selfish, ruthless and bulimic super-rich on the rest of humanity. Murdoch is one of them.
2) These German shopkeepers have learned well the Neapolitan byword 'chiagne e fotte’ (‘cry and fuck'). Can someone explain to the editor of Der Spiegel: a) that the Italians (not all) are so rich that they are buying a half Berlin? b) that Italy contributes to the fund-saving states, because of its share in the ECB, exactly like Germany, because of its share? c) that the "shopkeeper" Merkel is the problem not the solution, not only for Italy but for Europe? [1]
[1] The sailor's promises of "shopkeeper" Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
 
[Due osservazioni:
1) Ho scritto più volte che soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei poveri rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. Murdoch è uno di loro.
2) Questi bottegai tedeschi hanno imparato bene il detto italiano del chiagne e fotte. Qualcuno può spiegare a Der Spiegel: a) che gli Italiani (non tutti) sono talmente ricchi che si stanno comprando mezza Berlino?; b) che l’Italia contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota?; c) che la “bottegaia” Merkel è il problema, non la soluzione, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa?]
 

IL CASO

Decreto sviluppo, l'ironia del Wsj "Come svuotare un lago col mestolo"

Il quotidiano di Murdoch stronca il provvedimento varato dal governo Monti la scorsa settimana. "Economia italiana moribonda per colpa della legislazione sul lavoro che favorisce l'economia sommersa". E Der Spiegel attacca i sindacati

22 giugno 2012

[…] E a salire in cattedra per fare lezione all'Italia è oggi anche il settimanale tedesco Der Spiegel. La crisi in cui versa l'Italia, sostiene Jan Fleischhauer in un articolo dal titolo "Appello alla mamma", è colpa in gran parte dei sindacati, aggrappati alle loro "rendite di posizione". "Purtroppo - aggiunge - molti italiani credono che solo la cancelliera possa salvare il loro paese" e invece "dovrebbero finalmente spezzare il potere dei sindacati, per rimettere in moto la loro economia". Non è la prima volta che Fleischhauer prende di mira l'Italia. Suo fu anche il polemico commento in cui si accomunava il comportamento del capitano Schettino a quello degli italiani in genere.

 
Segnalo volentieri, sul tema della deflazione tedesca dei salari ottenuta attraverso i mini job, ma integrati dal welfare: rmg e sussidio all’affitto, quindi con aiuti di Stato surrettizi (concorrenza sleale):
 
Mi' cuggino all'abbiemmevvu (prima parte)
Molto spesso si confrontano gli stipendi dei dipendenti Fiat con quelli delle case automobilistiche tedesche. Peccato che ogni volta ci si dimentichi di parlare dei lavoratori precari e degli appaltatori esterni. Lo stabilimento BMW di Liepzig è un esempio perfetto: una piccola società su 5 livelli. Un'altra grande inchiesta giornalistica da Die Zeit. (prima parte)
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-prima-parte.html
 
Mi' cuggino all'abbiemmevvu (parte seconda)
Seconda parte dell'inchiesta giornalistica sullo stabilimento BMW di Leipzig, da "Die Zeit"
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-parte-seconda.html

«BUONGIORNO ITALIA»
«Siamo affetti da strabismo e non vediamo il lato positivo delle cose»
Il 1 gennaio, su iPad un Corriere fatto solo di buone notizie. Pagnoncelli: «Prevale
una generica percezione dei problemi rispetto alla realtà. Così nasce il pessimismo»
di Paolo Conti
25 dicembre 2014
http://www.corriere.it/cultura/14_dicembre_23/siamo-affetti-strabismo-non-vediamo-lato-positivo-cose-6af62916-8ac6-11e4-9b75-4bce2f4b3eb9.shtml

I servizi segreti tedeschi per anni hanno spiato politici, imprenditori e funzionari europei
LENA PAVESE
24 aprile 2015
http://www.eunews.it/2015/04/24/servizi-segreti-tedeschi-per-anni-hanno-spiato-politici-imprenditori-e-funzionari-europei/34189 

NEGLI STATI UNITI
Volkswagen crolla in Borsa su scandalo emissioni «truccate»
Il gruppo tedesco blocca la vendita dei modelli diesel sia a marchio Vw sia Audi negli Usa dopo che l’amministratore delegato Winterkorn ha ammesso le manipolazioni dei test sulle auto con motori diesel, ritira 500mila vetture e rischia sanzioni per 18 miliardi
di Daniela Polizzi
21 settembre 2015
http://www.corriere.it/economia/15_settembre_21/volkswagen-cede-20percento-scandalo-emissioni-truccate-usa-2280eeec-603f-11e5-9acb-71d039ed2d70.shtml

La Germania non ha rispettato le regole che ha imposto. Riequilibrare la politica industriale europea
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 25 settembre 2015
http://www.romanoprodi.it/strillo/la-germania-non-ha-rispettato-le-regole-che-ha-imposto-riequilibrare-la-politica-industriale-europea_11979.html

Patuelli: "Il salvataggio delle banche è una legnata"
Il presidente dell'Abi critica l'Europa: "Siamo imbestialiti, la Germania può usare soldi pubblici e noi no. Così non va". Il Tribunale Ue ha autorizzato l'intervento di Berlino a sostegno di una banca tedesca
28 novembre 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/11/28/news/banche_abi_bail_in-128346803/

GERMANIA
Tedeschi a parole italiani nei fatti. Clientelismo e corruzione vanno di moda anche a Berlino
Il salvataggio delle banche con i fondi dello Stato. E il cartello tra i big dell’auto. Il rigore teutonico vale per tutti, non per la Germania. Qui il familismo amorale di stampo italiano la fa da padrone: «Hanno pensato a salvare se stessi per poi diventare rigoristi a spese altrui»
DI VITTORIO MALAGUTTI  -  21 settembre 2017
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/29/news/tedeschi-a-parole-italiani-nei-fatti-1.308767 


La cultura del ferroviere-controllore

 
Concetto Vecchio
19 DIC 2014
Un libro per Natale
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2014/12/19/un-libro-per-natale/
 
 
Citazione: “Scrive Parks, a proposito di quel terribile Paese che è oggi è diventata l'Italia: "Una cultura di regole ambigue e di accese discussioni che non portano a nessun risultato preciso sembra fatta apposta per indurti a assumere un atteggiamento mentale basato sulla vendetta e il risentimento che succhia l'energia a ogni altro settore della vita. Diventi un membro della società nella misura in cui ti senti trattato ingiustamente, aggredito". Una fotografia amara”.
 
L’autoritarismo è la pulsione irrefrenabile del burocrate mediocre o ottuso.
La spiegazione plausibile ce la dà il grande Fedor M. Dostoevskij ne “I Demoni”, per bocca di Stepan Trofimovic Verchovenskij (cito a memoria, e manco a farlo apposta parla di ferrovieri): Tu prendi un qualunque imbecille e lo metti dietro una scrivania a vendere biglietti ferroviari; la sua prima preoccupazione sarà quella di ‘nous montrer son pouvoir’”.
 
Qual è la causa e quale l’effetto?
Premetto che mi riferirò in particolare agli Italiani meridionali, ma ormai – anche per effetto della tv - c’è un’omologazione. E’ un atteggiamento culturale deteriore che poggia, da un lato, sul sospetto che l’italiano sia un furbo e un imbroglione; e, dall’altro, sulla convinzione che il potente possa prevaricare sul debole.
 
Cultura (in senso antropologico)
Gli Italiani apprendono e fanno propria gradualmente la cultura locale, intesa ovviamente, come è ben spiegato nella voce di Wikipedia, nel suo significato antropologico, di insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini della popolazione del posto: dal non buttare l’acqua sporca dal balcone, come avveniva nelle case di ringhiera a Milano negli anni ’70, o nel Sud, nel palazzo in cui abitavo, negli anni’80-‘90) o la carta a terra, al rispettare i patti, la parola data, la fila, la buonafede del cittadino; il sì è sì, il no è no; ecc. ecc.
 
Diseconomie esterne
Nella mia attività di piccolo imprenditore e poi di lavoratore autonomo, a Napoli, ne ho viste di tutti i colori; ed il rodaggio mi è costato parecchio, in tutti i sensi.
All’inizio della mia permanenza (ora, le cose sono migliorate), tre cose in generale m’impressionarono subito: 1) la stragrande maggioranza dei napoletani non dà la precedenza alle ambulanze; 2) non si rispettano i semafori rossi e, se tu ti fermi, dietro s’arrabbiano pure e strombazzano senza sosta; 3) il numero esorbitante di motorini che transitano pericolosamente sui marciapiedi, in mezzo alla gente.
Per le ambulanze, chiesi lumi agli amici napoletani: mi dissero che non si fermano e non le fanno passare perché gli autisti fanno i furbi per tornare prima, perché NON portano nessun paziente a bordo. Obiettai: ma come fate a saperlo? Non lo sappiamo, ma noi ragioniamo come se lo fosse, sicuri della furbizia dell’autista, che va punita… (con una severità esagerata, che è sempre un chiaro indizio di coda di paglia). Questo è (era) solo un esempio – invero eclatante – della logica stortignaccola imperante a Napoli.
Per un’induzione estrapolata dall’esperienza personale di 15 anni, nell’intera Campania, in particolare nel napoletano, ritengo siano davvero impressionanti il numero di volte, i Km sprecati, le centinaia di migliaia (o milioni) di telefonate, i milioni (forse miliardi complessivamente finora) di € che vengono buttati al vento, a causa degli appuntamenti di lavoro non rispettati, anche più volte, anche se li si conferma prima di partire; o a causa della sub-cultura locale, retaggio forse storico, che induce un numero incredibile di persone (quasi tutti?) a dire sì, sono interessato, anche quando è no, non sono interessato (è la riedizione nella vita reale di quello che avviene nella vita onirica: il ribaltamento del significato). Può sembrare incredibile, ma, a differenza dei Paesi civili, il rapporto di lavoro – oltre che quello sociale – difficilmente, a Napoli, è basato sul rispetto reciproco, ma spesso su una sorta di competizione sleale, alimentata da un sentimento di supposta superiorità, venata talvolta di un vero e proprio “sadismo” vendicativo compiaciuto, della serie (me l’hanno confidato): ora, io sono il martello e gli altri l’incudine; oppure, l’han fatto a me ed io lo faccio agli altri; in una catena diabolica infinita e costosissima.
 
Bugie e permalosità
Abbozzo una spiegazione, spero di riuscire a spiegarmi. Può sembrare esagerato, ma la bugia e la permalosità sono parti costitutive della natura del meridionale: la prima, strumento difensivo, è forse anch’essa retaggio storico, come il “sì” in luogo del “no”, per non inimicarsi il signorotto; la seconda, forse legata alla concezione “divina” di sé (pendant dell’ottusità), frutto della cultura dell’intolleranza e della derisione (appetto di quella del dialogo, dell’ironia e del rispetto reciproco, almeno tendenzialmente, più propriamente centro-settentrionale). Tutti i deboli e gli ottusi hanno un amor proprio malato e sono permalosissimi.
 
Soluzioni
Se si facesse un’indagine comparativa tra i vari Paesi, sono sicuro emergerebbero due fattori chiave peculiari dell’Italia: uno, di carattere etico-normativo, sul ruolo protettivo ed orientato alla scarsa disciplina e bassa propensione al rischio dei genitori, segnatamente della mamma, nella costruzione della personalità dei figli; l’altro, la carente diffusione di quello che Robert Musil sintetizza così: “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”, sostituito da una marcata inclinazione alla lamentela.
Si dice che l'educazione è l'insegnamento sostenuto, rafforzato dall'esempio. Ne consegue che se si vuole migliorare la situazione italiana, e diffondere il buon esempio, occorre investire nell’educazione. Cominciando dalla famiglia.
Anche per esperienza empirica diretta, si comprende che, al netto del carattere, vale a dire del fattore innato, l'educazione (che è interazione con l’ambiente, in primis quello familiare) svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e nel determinare l’etica individuale, il senso civico, la propensione al rischio, lo spirito cooperativo, il rispetto del prossimo.
Poi viene la scuola. L'istruzione nei Paesi avanzati, e non solo, è una priorità, lo dovrebbe essere a maggior ragione per l'Italia che - non avendo risorse materiali - dovrebbe investire in capitale umano. Ostano oggi (ragionando per il futuro) due fattori: 1) la penuria di risorse pubbliche, aggravata ora dal vincolo del pareggio di bilancio; 2) l'inefficienza (misurabile dall'output, dai risultati: il parametro da considerare è il livello medio), consolidata nei decenni, del settore istruzione, che è diventato, in assenza di alternative più appetibili, uno sbocco occupazionale per un “esercito” male retribuito, che attrae quindi non sempre i più idonei, competenti e motivati. Il tutto aggravato dall'insufficiente (eufemismo) cooperazione tra la scuola e la famiglia, poiché, come spiegava tempo fa Marco Rossi Doria a Radio3-"Tutta la città ne parla", almeno per le Elementari, “l'insegnamento è 50% didattica e 50% alleanza insegnante-genitori”.

Invece, spesso, al posto della cooperazione, c’è una guerra: tra donne, visto il grado di femminilizzazione del corpo insegnanti e l’evoluzione demografica (famiglie monoparentali con figli affidati alla madre) e culturale (una sorta di familismo amorale mammone, iper-permissivo, a-meritocratico) della famiglia italiana, dove la figura materna la fa da padrona (il matriarcato, almeno al Sud, esiste da secoli e non è mai scomparso; il Centro-Nord si sta omologando).
Ed invece la cooperazione, per eliminare o almeno ridurre fortemente le disuguaglianze, dovrebbe diventare strutturale, con una divisione formale di compiti tra la famiglia, nel periodo fondamentale dalla gravidanza a 3 anni (v. il mio post linkato sotto) e la scuola (materna, elementare, ecc.) dopo i 3 anni.
Delle materie di studio deve far parte necessariamente anche l’educazione sessuale (ma è meglio parlare più semplicemente di istruzione o informazione sessuale, cominciando, come dico al 3° punto del mio progetto educativo allegato nel post linkato sotto, dalla NON repressione delle curiosità sessuali), poiché Freud – che si sa era un po’fissato per il sesso – ravvisava una relazione tra questo e lo sviluppo intellettivo, segnatamente delle femminucce; e vincendo la ferma e costante opposizione dei genitori, addirittura anche quando essa è destinata ai genitori stessi.

Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
 


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L’ex marxista Jean-Claude Juncker

 
diseguaglianze, Juncker, Ocse di Andrea Baranes
la ricetta di Juncker
Spiacevoli conseguenze
12/12/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Spiacevoli-conseguenze-27547

 

Nulla di nuovo, il ‘la’ lo ha dato la cancelliera Merkel, figlia di pastore protestante e cane da guardia degli interessi egoistici dell’establishment teutonico, che lucra dall’attuale assetto monco UE/Euro/BCE e dagli inadempimenti statutari della BCE. Alle reazioni finalmente adeguate del governo italiano per voce dei Sottosegretari Graziano Delrio e Sandro Gozi, che hanno invitato Angela Merkel ad astenersi dal giudicare gli altri Paesi e a preoccuparsi dei compiti della Germania (surplus commerciale astronomico e sforamento del limite – già sovradimensionato nella sua fissazione quantitativa regolamentare – del 6%  http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm), hanno subito fatto seguito alle parole della Merkel i suoi utili idioti, prima il presidente olandese dell’Eurogruppo,  Jeroen  Dijsselbloem, e poi il presidente lussemburghese della Commissione, Jean-Claude Juncker.  

Il problema è – come si usa dire - a monte e risiede nella débacle del PSE nella composizione della subentrante Commissione Europea nell’assegnazione degli incarichi (intelligenza col nemico?). Il PSE ha pochi parlamentari europei meno del PPE, ma i commissari socialisti sono solo 8 su 27; i popolari 13 oltre al presidente. Il governo danese (guidato dalla socialista Helle Thorning-Schmidt) ha proposto una liberale. Il socialista francese Pierre Moscovici ha avuto gli Affari Economici, ma la Merkel ha ottenuto da Juncker che la supervisione economica fosse affidata al suo fedelissimo falco finlandese Jyrki Katainen, nominato vicepresidente, che avrà diritto di veto. In sostanza, la Commissione Europea sarà controllata anche per i prossimi 5 anni dal PPE e dalla Germania. Per soprammercato, lo stesso PSE, paventando danni dal ritardo nel funzionamento della nuova Commissione (dichiarazione testuale del capogruppo PSE Gianni Pittella), ha accettato la composizione squilibrata a favore del PPE (e quindi della Germania e satelliti) e votato la fiducia a Juncker, accontentandosi della promessa dei “miracolosi” 300 mld in 3 anni per tutta l’Eurozona (importo già di per sé del tutto insufficiente) e l’ha confermata dopo lo scandalo Luxleaks. Le loro responsabilità sono evidenti, perché nessuno chiede conto a Martin Schulz e Gianni Pittella e a chi ha avallato tutto questo? Vien da dire: "Quos vult Iupiter perdere, dementat prius" ("a quelli che vuole rovinare, Giove toglie prima la ragione" (Euripide).

 

PS: Così parlava Jean-Claude Juncker pochi giorni prima di lasciare la carica di presidente dell’Eurogruppo a Jeroen Dijsselbloem:
 
Crisi: Juncker, non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli.Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
 
Post e articoli collegati:
 
Dossier reddito minimo garantito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html
 
Jean-Claude Juncker
Da Wikipedia
Il 30 aprile 2012 Juncker ha annunciato la sua decisione di dimettersi dalla carica di presidente dell'Eurogruppo perché"stanco" delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi[6].
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Claude_Juncker
 
Juncker avverte Italia e Francia: “Senza riforme conseguenze spiacevoli”
Il presidente della Commissione, intervistato dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, minaccia un «inasprimento della procedura sul deficit» per Parigi e Roma
10/12/2014
http://www.lastampa.it/2014/12/10/economia/juncker-senza-riforme-conseguenze-spiacevoli-per-litalia-0fPzrMXL2DesuBkyUbcADO/pagina.html  
 
Juncker: "Senza riforme conseguenze spiacevoli per Italia e Francia"
Il presidente della Commissione Ue parla alla Faz e mostra il pugno di ferro: senza i progressi annunciati si arriverà a "un inasprimento della procedura sul deficit". Poi il riconoscimento a Roma e Parigi e l'invito ai tedeschi: "Dovremmo dare fiducia  a italiani e francesi, sostituire i diktat immediati con fiducia a lungo termine". Renzi incontra Lagarde: "Anche il Fmi chiede crescita"
10 dicembre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/10/news/juncker_senza_riforme_conseguenze_spiacevoli_per_l_italia-102541405/
 
Si allarga lo scandalo Luxleaks, ci sono anche Skype e Walt Disney: Juncker nel mirino
Da premier del Lussemburgo il presidente della Commissione Ue aveva siglato 340 accordi con altrettante multinazionali garantendo esenzioni fiscali o minori imposizioni. La difesa: "Non sono l'architetto del sistema, ma sono responsabile politicamente, adesso una direttiva europea. Non ho intenzione di dimettermi"
10 dicembre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/10/news/luxleaks_fisco_tasse_juncker-102543972/
 
Anais Ginori
1 OTT 2014
L'arte di procrastinare
La Francia ha disatteso l'obiettivo del 3% sin da principio. Nel 2003 accadde con un patto suggellato tra Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. “Siamo determinati a ridurre i deficit pubblici che sono eccessivi, ma senza prendere il rischio di smorzare la ripresa economica che deve essere incoraggiata” aveva spiegato il presidente francese. “Sono d'accordo con il presidente della Commissione (Romando Prodi, ndr.) quando dice che bisogna interpretare il Patto di Stabilità in modo flessibile” aveva aggiunto il cancelliere tedesco.
http://ginori.blogautore.repubblica.it/2014/10/01/larte-di-procrastinare/
 
L'Ue bacchetta la Francia sul deficit/Pil. Ma chi rispetta questo parametro? Dal 2009 quasi nessuno mentre l'Italia è stata tra i virtuosi
di Vito Lops  06 aprile 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-06/l-ue-bacchetta-francia-deficitpil-ma-chi-rispetta-questo-parametro-2009-quasi-nessuno-mentre-italia-e-stata-i-virtuosi-152447.shtml
 
Carlo Clericetti
23 Ott 2014
La Spagna è un modello (perché fa deficit)
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/23/la-spagna-e-un-modello-perche-fa-deficit/
 
L'Italia virtuosa batte la Spagna indebitata
di Marco Fortis 5 novembre 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-11-05/l-italia-virtuosa-batte-spagna-indebitata-082433.shtml
 
L'Italia dal 2011 ha speso tre volte meno di Irlanda, Uk e Spagna (che sono ripartiti). È per questo che è ancora in crisi?
di Vito Lops 23 gennaio 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-01-22/dal-2011-italia-ha-speso-deficit-tre-volte-meno-irlanda-regno-unito-e-spagna-oggi-ripartiti-e-questo-che-e-recessione-164913.shtml
 
La ricchezza (pubblica e privata) delle nazioni
di Marco Fortis 19 maggio 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-19/ricchezza-pubblica-privata-nazioni-064337.shtml

Aggiornamento (07 marzo 2015):
 
La Commissione Ue si svincola dalla Germania: tensione tra Juncker e Merkel
di MAURIZIO RICCI
(07 marzo 2015)
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/03/07/news/la_commissione_ue_si_svincola_dalla_germania_alta_tensione_tra_juncker_e_merkel-108969820/
 

Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

 
Carlo Clericetti
6 DIC 2014
L’ultima speranza contro la crisi infinita
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/06/lultima-speranza-contro-la-crisi-infinita/

 

Assenza di democrazia o di legalità?

L’ammissione di Carlo Clericetti che “la struttura dell'Europa non abbia nulla a che fare con la democrazia” è oggettivamente grave e può avere due conseguenze opposte: la prima è quella di giudicare con realismo e con almeno un occhio benevolo, se non assolutorio, come da un po’ di tempo mi pare inclini a fare Carlo Clericetti (ma è un atteggiamento che sto riscontrando in quasi tutti i critici in passato di Draghi, come se si fossero per qualche motivo passata parola) -, i comportamenti e le responsabilità dei principali attori della scena europea, in primo luogo Draghi per il ruolo cruciale che ricopre; la seconda è quella che elimina alla radice tale possibilità, poiché a me pare che più che assenza di democrazia, concetto facilmente eludibile in concreto in tutte le democrazie rappresentative, nella struttura dell’UE ci sia assenza di legalità, che è molto più grave.

Vorrei sottolineare che, in sostanza, il mio assunto, che mi ha indotto a lanciare una petizione per la messa in stato di accusa della BCE, prima alla Corte di Giustizia Europea (ma essa non può ricevere che ricorsi legali tramite un avvocato, se si è ricevuto un danno diretto da atti o omissioni della BCE) e poi obtorto collo al Parlamento Europeo – e mi sorprende che neppure un giurista come Agustìn José Menéndez (cfr. http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447 ) e i promotori degli inefficaci appelli e i tanti commentatori lo colgano – è che, pur nel fisiologico divenire dei rapporti di forza nel contesto di un organismo giovane come Unione Europea/Euro/BCE, senza legalità (cioè un sistema di riferimento giuridico codificato certo e rispettato) prevale il più forte.

 

Cui prodest?

In calce al post “Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue”, dialogando con sergionero, ho scritto:

“1) Io sono un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario. Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando– come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di essa”.

 

I dati dimostrano che: a) l’ordoliberalismo tedesco non è assimilabile per vari aspetti al credo neo-liberista; b) anche la Germania ci sta perdendo, dall’austerità; e c) si comporta così perché è arrogante a dismisura ed inclina anch’essa alla furbizia egoistica e questa le provoca una lunga coda di paglia, che risolve – succede sempre così a tutti - con una maggiore severità verso gli altri, in primis l’Italia, la cui ricchezza privata è maggiore di quella tedesca, per cui la Germania sta cercando di addossare sull'Italia, dopo il costo del risanamento, l’onere della crescita. Qualche dato aiuta a capire meglio i termini della questione:

1) La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%, in ragione delle quali si versano i contributi e si guadagnano i relativi interessi; ovviamente la Germania (che come l’Italia e la Francia finora non ha preso da esso un Euro) è quella che lucra di più dal differenziale tra il tasso a cui essa si finanzia (molto basso) e il tasso dei prestiti ai Paesi in difficoltà (ben più alto). 3) I Tedeschi: a) lucrano dalle disfunzioni dell’attuale assetto dell’UE, dell’Euro e della BCE; b) lucrano dal livello dell’Euro; c) lucrano dal surplus commerciale eccessivo, favorito dall’Euro, e si rifiutano di ridurlo ancorché ci sia il limite del 6%; d) lucrano dalla deflazione dei salari e la integrano con il reddito minimo e il sussidio all’affitto (concorrenza sleale verso i partner UE); e) lucrano dalla deflazione come creditori e impediscono alla BCE di combatterla adeguatamente; f) lucrano dai salvataggi degli Stati (vedi Deutsche Bank con la Grecia); g) lucrano dall’interpretazione pro domo sua dei trattati e dello Statuto BCE.

 

Conclusione

I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Syriza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT.

 

 

Articolo collegato:

 

Perché la teoria della finanza degli economisti ortodossi è inutile
ISMAEL HOSSEIN-ZADEH
ED. IT. DI MARIA CARANNANTE  21 novembre 2014

[…] La figura seguente mostra chiaramente questa tendenza inquietante: mentre il credito al settore FIRE è quadruplicato a partire dal 1950, la quota di risorse destinata all’economia reale è rimasta pressoché invariata.

Qui di seguito sono elencati ulteriori esempi di crescita astronomica del settore FIRE negli ultimi trent’anni. Tra il 1980 e il 2005, i profitti del settore finanziario sono aumentati dell’800%, oltre tre volte la crescita dei settori non finanziari. Nei primi anni Novanta, esistevano solo un paio di fondi speculativi; nel 2007, hanno raggiunto i 10.000. Il numero di mediatori di ipoteca, che hanno sostituito il vecchio Savings & Loans e le banche territoriali, si è, allo stesso modo, moltiplicato: attualmente sono 50.000 e impiegano circa 400.000 agenti, più di tutta l’industria tessile statunitense[4]. Come candidamente dichiarato da Raymond Dalio di Bridgewater Associates: «la ricchezza che si crea con la produzione è un’inezia rispetto a quanto si può ottenere facendo girare denaro. Il quarantaquattro percento dei profitti delle imprese degli Stati Uniti proviene dal settore finanziario contro l’appena dieci percento del settore manifatturiero» [5]. […]

Gli economisti neoclassici non hanno, finora, saputo far riconciliare il settore finanziario con la teoria dell’equilibrio economico generale e il modello del flusso circolare. Tristemente, invece di cercare di incorporare il settore finanziario nel loro modello sull’economia reale, hanno scelto di ignorarlo per non disturbare il loro perfettamente ordinato modello di comodo.

http://2.229.124.115/reset/sites/default/files/reset_edizioni_italiane/Perche%20la%20teoria%20della%20finanza%20degli%20economisti%20ortodossi%20e%20inutile.pdf

 

 

S&P’s declassa l’Italia a BBB-

 
I TEMPI DELLE RIFORME
Italia declassata, non possiamo rassegnarci a finire sempre in castigo
Manca pochissimo per essere considerati un Paese le cui emissioni di titoli sono «spazzatura». Si temono i decreti attuativi del Jobs Act
di Daniele Manca
6 dicembre 2014
http://www.corriere.it/economia/14_dicembre_06/italia-declassata-non-possiamo-rassegnarci-finire-sempre-castigo-2b4aa32a-7d13-11e4-878f-3e2fb7c8ce61.shtml
 
Le AGENZIE DI RATING sono da tempo un problema molto serio. In questa guerra in atto tra l'infima minoranza di ricchissimi (ben rappresentati e guidati dalla "cupola" delle 9 più grandi banche) e tutti gli altri, le agenzie di rating svolgono il ruolo di loro utili idioti ben retribuiti. Il presidente della BCE Mario Draghi, nonostante lo avesse indicato come rilevante da presidente del Financial stability board, non ha risolto il problema delle agenzie di rating. Neppure la Commissione Europea, che, nel 2013, su iniziativa soprattutto di Leonardo Domenici, relatore del Parlamento Ue sul regolamento sulle agenzie di rating,[1] ha emanato una modifica al regolamento del 2009, in particolare per quanto riguarda la valutazione dei debiti sovrani, che è stato solo un primo passo.[2] Si è anche parlato più volte di creare un’agenzia di rating europea, ma la sua costituzione è rimandata al 2016. Non è la prima volta che Standard&Poor's ci declassa perché non variamo le c.d. riforme strutturali, sorvolando sull’obiezione che esse non possono che produrre i loro effetti nel lungo termine; poi quando le variamo, ci declassa perché le riforme strutturali produrranno i loro effetti solo nel lungo periodo. Logica stortignaccola davvero sospetta. Non so quanto sia attendibile, ma ho letto che la speculazione finanziaria USA starebbe preparando per fine anno o inizio del prossimo un secondo attacco contro l’Euro; come ventila qualche analista, questa mossa di S&P's è tesa a condizionare preventivamente le mosse di Draghi.
 
Se si approfondisce un po’ la materia si vede, per fare qualche esempio, che le c.d. “agenzie” non sono Enti pubblici, ma società private di consulenza finanziaria, che esprimono (per loro stessa ammissione) semplici pareri, e lo fanno secondo criteri discrezionali che si rifiutano di esplicitare e che variano tra le diverse società di rating. Insomma, pare ci sia una forte componente politica e discrezionale, inficiata da conflitti di interesse (commistione tra controllati e controllanti). La confusione è alimentata da Autorità pubbliche, che nelle norme che regolano gli investimenti di certi fondi obbligano a investire o disinvestire in base ai rating espressi da tali società.[3]
 
[1] Agenzie rating, Domenici sempre più urgente regolamento Ue
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/economia/2012/11/15/Agenzie-rating-Domenici-sempre-piu-urgente-regolamento-Ue_7800162.html

[2] UE: entrate in vigore norme più severe per le agenzie di rating del credito.
a cura di Giorgiana Grazioli  16-07-2013
http://www.amministrazioneincammino.luiss.it/?p=20128

L'Europa è più severa con le agenzie di rating
di Chiara Bussi  17 giugno 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-17/leuropa-severa-agenzie-rating-064025.shtml   

[3] Tutto quello che non è stato volutamente detto sulle società di rating
06-12–2014  Antonio Maria Rinaldi
http://www.formiche.net/2014/12/06/che-stato-volutamente-detto-sulle-societa-rating/


Post e articoli collegati:

La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2846378.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/05/la-procura-di-trani-deutsche-bank-e.html

S&P paga 1,5 miliardi di dollari per chiudere indagine rating gonfiati
di Marco Valsania3 febbraio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-03/sp-paga-15-miliardi-dollari-chiudere-indagine-rating-gonfiati-151638.shtml

Perché si tace sull’importantissimo processo a Trani contro le agenzie di rating che hanno provocato all’Italia un enorme danno finanziario?
di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
Giovedì 19 Marzo 2015
http://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/4868-mlettieri-e-praimondi-.html

Processo rating, la procura chiede di condannare S&P e gli analisti
A Trani si chiede la condanna per manipolazione del mercato: 3 anni e mezzo milione di multa al responsabile per l'Europa e gli specialisti del debito
20 gennaio 2017
http://www.repubblica.it/economia/2017/01/20/news/processo_rating_la_procura_chiede_di_condannare_s_p_e_gli_analisti-156447276/ 

Trani, tutti assolti nel processo per il rating italiano
Il Tribunale ha assolto dall'accusa di manipolazione del mercato cinque tra analisti e manager dell'agenzia Standard & Poor's e la stessa società. Le accuse riguardavano il taglio al giudizio italiano
30 marzo 2017
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2017/03/30/news/trani_tutti_assolti_nel_processo_per_il_rating_italiano-161789180/

Inchiesta sul rating, lo sfogo del pm di Trani: “Mi hanno lasciato da solo. La verità resta sullo sfondo”
A meno di 24 ore dalla sentenza di assoluzione, il sostituto procuratore Michele Ruggiero affida alla bacheca Facebook le sue riflessioni: "Pensare che i consulenti hanno lavorato gratis"

31 marzo 2017
http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/03/31/news/trani_inchiesta_rating_sfogo_su_facebook_pm_michele_ruggiero-161850878/


Riporto un mio precedente commento esplicativo sul tema, pubblicato nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it:


Ad integrazione del mio commento precedente, allego un altro mio precedente commento nel blog di Carlo Clericetti sul tema del declassamento dell’Italia da parte delle società di rating, con La storia dei rating sull'Italia dal 1995 al 2011:




Mario Draghi

 
di Agenor
La guerra in corso tra Draghi e i «falchi»
05/12/2014
Euro manovre/Trasferimenti fiscali e un budget finanziario imponente sono necessari per la sopravvivenza dell'Eurozona. La partita con i tedeschi si gioca su questo terreno
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-guerra-in-corso-tra-Draghi-e-i-falchi-27453

 

Lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi. Il primo è la stabilità dei prezzi, "sotto, ma vicino, al 2%". Oggi in molti Paesi dell'Euro l'inflazione è sotto zero. La deflazione è un male ancora più grave dell'inflazione e la Bce non sta facendo quello che dovrebbe per riportare i prezzi all'obiettivo quantitativo da essa stessa deliberato.

Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, una "crescita equilibrata"; la "piena occupazione"; "la solidarietà tra Stati membri".

Come tutti possono constatare, la Bce non ha fatto e non ha in programma di fare nulla per questi obiettivi, e queste problematiche sono del tutto assenti persino nelle esternazioni del suo presidente.

 

Il cattivo Signor Hyde-Draghi (con qualche tentativo di libera uscita del suo “doppio” buono Dottor Jekyll-Draghi, vedi ad esempio il suo intervento di Jackson Hole o questo in Finlandia) e gli altri 23 membri del Consiglio direttivo stanno ubbidendo al Governo della Germania (che è un soggetto politico, vedi ad esempio la telefonata di spiegazioni a mo’ di giustificazioni di Draghi alla Merkel appena tornato da Jackson Hole, diffusa da tutti i media), violando così un altro obbligo del loro statuto, recato dall’art. 7:

Articolo 7 - Indipendenza

Conformemente all'articolo 130 del trattato, nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.

“Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html

 

1) La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%, in ragione delle quali si versano i contributi e si guadagnano i relativi interessi; ovviamente la Germania è quella che lucra di più dal differenziale tra il tasso a cui essa si finanzia (molto basso) e il tasso dei prestiti ai Paesi in difficoltà (ben più alto). 3) I Tedeschi sono meno corrotti degli Italiani, ma anch’essi sono furbi e per di più ‘chiagnene e fottono’: a) lucrano dalle disfunzioni dell’attuale assetto dell’UE, dell’Euro e della BCE; b) lucrano dal livello dell’Euro; c) lucrano dal surplus commerciale eccessivo, favorito dall’Euro, e si rifiutano di ridurlo ancorché ci sia il limite del 6%; d) lucrano dalla deflazione dei salari e la integrano con il reddito minimo e il sussidio all’affitto (concorrenza sleale); e) lucrano dalla deflazione come creditori e impediscono alla BCE di combatterla adeguatamente; f) lucrano dai salvataggi degli Stati (vedi Deutsche Bank con la Grecia); g) lucrano dall’interpretazione pro domo sua dei trattati. 4) I Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. 5) Draghi è colpevolmente acquiescente.

 
 
Post su Draghi e la BCE
 
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
 
Quesito aperto a Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html
 
Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
 
Draghi e l’obiettivo dell’inflazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819224.html
 
Draghi, incongruenze o misfatti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822406.html

Mario Draghi e Jens Weidmann
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825389.html 
 

Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html
 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html
 
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html
 
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html

Articoli collegati:

Draghi al Quirinale? No grazie. Parla Luttwak
12 - 09 – 2014 Michele Pierri
Luttwak, prende quota l’ipotesi di Mario Draghi al Quirinale? Lo ha scritto su Formiche.net l’analista Francesco Galietti e ne ha accennato anche lo storico Benedetto Ippolito. Che ne pensa? 
Se sia uno scenario possibile non saprei dirlo. Però sono convinto che Draghi non meriti affatto di diventare presidente della Repubblica. La sua storia passata e recente dimostra quanto egli non abbia mai lavorato nell’interesse del vostro Paese, perfino nel suo ruolo a capo della Bce, dove è stato nei fatti un emissario della Germania e un fautore di quel rigore che strangola l’economia italiana e fa volare quella di Berlino.
http://www.formiche.net/2014/09/12/draghi-quirinale/
 
di Jacopo Rosatelli
«Il potere di Draghi si ferma a Karlsruhe»
05/12/2014
Euromanovre/Intervista al giurista Agustìn José Menéndez: per i giudici tedeschi e la Bundesbank il valore fondamentale è la stabilità monetaria
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447

Ecco tutti gli errori della Bce, ovvero della Buba
06-04–2015  Guido Salerno Aletta
http://www.formiche.net/2015/04/06/ecco-gli-errori-della-bce-ovvero-della-buba/

Vi spiego perché contesto le tesi della Bce di Draghi
09-04-2015  Paolo Savona
http://www.formiche.net/2015/04/09/euro-bce-draghi/

Manifestante sul tavolo di Draghi: "Basta Bce"
15 aprile 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/04/15/news/la_bce_lascia_i_tassi_fermi_al_minimo_storico_dello_0_05_-112015937/ 

Renzi nomina Guerra consigliere per le strategie

 
IL CASO
Guerra chiamato a Palazzo Chigi. Sarà consigliere del premier
L’ex manager Luxottica accetta la proposta di Renzi per un ruolo inedito: tra i dossier più urgenti da esaminare Ilva, agenda digitale e sistema bancario
di DANIELE MANCA
3 dicembre 2014
http://www.corriere.it/politica/14_dicembre_03/guerra-chiamato-palazzo-chigi-sara-consigliere-premier-31cd4e3e-7ab4-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml
 
 
Come le vie dell’Inferno, la mente vulcanica dell’ex tosto Renzi è lastricata di buone intenzioni. Che puntualmente falliscono o si ridimensionano. Come è successo per la spending review,[1] per la quale ha ereditato da Letta il “tagliatore Cottarelli”, gli ha affiancato – forse non fidandosene – il fido Gutgeld, senior partner e direttore di McKinsey, che ha approntato una struttura informale ed ha occupato, presso il ministero dell’Economia e Finanze (Mef), di fronte alla sala conferenze della Ragioneria generale, una stanza mettendo sulla porta una targa con scritto “Laboratorio McKinsey-Mef”.[2] Ma con scarsi risultati. Poi, oltre a Yoram Gutgeld e Filippo Taddei, ha nominato a consiglieri economici Guido Tabellini, Marco Simoni, Veronica de Romanis e Tommaso Nannicini.[3] 

Ora aggiunge, per le strategie, il manager Andrea Guerra. Ma a che gli servirà se, dopo un promettente inizio bellicoso con l’UE contro la nefasta austerità, l’ex tosto Renzi si è fatto "ammansire" dal burocrate Padoan ed arreso all’arroganza della Germania, sprecando la grande occasione del semestre italiano di conduzione del Consiglio Europeo?[4] Coprirà come al solito con mendaci dichiarazioni roboanti di facciata il sostanziale fallimento? O capirà finalmente che questo tipo di comunicazione da venditore diretto che applica la tecnica di vendita manipolatoria basata in gran parte sulle bugie è esiziale per un leader di sinistra? [5]

 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Revisione_della_spesa_pubblica
[2] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/31/mckinsey-ministero-ombra/
[3] http://www.huffingtonpost.it/2014/07/28/renzi-team-consiglieri-per-economia_n_5626269.html?utm_hp_ref=italy&ncid=tweetlnkushpmg00000067
[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_europeo
[5] La comunicazione di Matteo Renzi  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html

 

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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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