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Il gattopardo Piero Grasso

 

Il presidente del Senato, Piero Grasso, [1] è un moderato. Palesò questa sua indole già durante la sua carriera di magistrato, come rivelò la sua più o meno sotterranea contrapposizione col collega magistrato Giancarlo Caselli, [2] procuratore della Repubblica a Palermo dal 1993 al 1999, ed il gruppo di PM da questi diretto; e che fu destinatario, nel 2005, caso forse unico nella storia italiana, di un provvedimento di legge contra personam da parte del governo Berlusconi III (emendamento di Luigi Bobbio), successivamente dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, per impedirgli di assumere la carica di procuratore nazionale antimafia, a favore proprio del moderato Piero Grasso. 

Il suo duplice intervento pubblico di ieri contro il DdL costituzionale di riforma del Senato, che oggi sarà presentato dal governo Renzi (PD), al di là del merito, segna una tappa ulteriore del moderatismo di Piero Grasso, eletto al Senato nelle file del PD, ed assume, per le motivazioni addotte, abbondanti ed affastellate, e vista anche la sua sicilianità, il sapore e la valenza di un gesto gattopardesco, teso a salvaguardare lo status quo. [3] 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Grasso
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Carlo_Caselli
[3] "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo

 
Articoli e video collegati
 
Grasso: Non abolite il Senato. Resti un ‘assemblea di eletti
Liana Milella
30 marzo 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/03/30/news/grasso_i_futuri_senatori_devono_essere_scelti_anche_dalla_gente-82274935/

Segnalo, nell’intervista, come utile elemento di riflessione, la numerosità di lapsus linguae commessi dal presidente Grasso, che per solito svelano retropensieri e riserve mentali. 

In ½ ora: Intervista a Pietro Grasso
Lucia Annunziata
30 marzo 2014
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-03-30&ch=3&v=345540&vd=2014-03-30&vc=3
 
IL PREMIER SPIEGA I QUATTRO PUNTI DEL PIANO: FACCIAMO SUL SERIO, ANCHE BERLUSCONI DEVE RISPETTARE IL PATTO
«No, il Senato non sarà più elettivo»
Renzi striglia Grasso:«Lancia avvertimenti. Se la riforma non passa, mollo tutto. Ho giurato sulla Costituzione, non sui professoroni. Faremo il salario minimo»
di Aldo Cazzullo
31 marzo 2014
http://www.corriere.it/politica/14_marzo_31/no-senato-non-sara-piu-elettivo-7985844e-b895-11e3-917e-4c908e083af6.shtml
 

Scheda 148 da Regionie Comuni, il nuovo Senato il testo
 

Analisi quali-quantitative/27 - Dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative al 2012

 

- Numero di contribuenti
Hanno presentato la dichiarazione più di 41,4 milioni di contribuenti (modelli di dichiarazione Unico e 730, ovvero indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta, Modello 770), +0,2% rispetto all’anno precedente.

- Reddito complessivo dichiarato
Il reddito complessivo dichiarato è pari a 800 miliardi di euro mentre il reddito medio è pari a 19.750 euro (+0,5% rispetto all’anno precedente). Il reddito totale  sale a circa 816 miliardi di euro (+1,4% rispetto al 2011), se si considerano il reddito da abitazione principale ed i redditi fondiari di immobili non locati.
Il reddito complessivo dichiarato dal contribuente mediano (che rispetto alla media non è influenzato da valori particolarmente elevati) scende a 15.654 euro.
L’analisi della distribuzione dei redditi evidenzia che l’ultimo ventile, ossia il 5% dei contribuenti con i redditi più alti, detiene il 22,7% del reddito complessivo, ossia una quota maggiore a quella detenuta complessivamente dalla metà dei contribuenti con i redditi più bassi.
Il 90% dei soggetti dichiara invece un reddito complessivo fino a 35.819 euro.
L'analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.320 euro), seguita dal Lazio (22.100 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.170 euro; nel 2012 il reddito medio nelle regioni del centro cresce meno della media nazionale. 

- Tipologie di redditi dichiarate
Dall’analisi per tipologia di reddito, emerge che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 36.070 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 17.470 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.280 euro, quello dei pensionati pari a 15.780 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate è pari a 15.850 euro.
E’opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto tra gli imprenditori sono compresi coloro che non hanno personale alle loro dipendenze.
Il confronto con l’anno d’imposta precedente mostra una crescita dei redditi medi da
pensione (+1,7%) e da lavoro dipendente (+1,3%, che diventa +0,3% considerando i premi di produttività). Calano invece tutti i redditi legati alle attività imprenditoriali e professionali: impresa (-8%), lavoro autonomo (-14,7%) e partecipazione (-4,9%).

- Confronto con i livelli precedenti alla crisi economica
In termini di numero soggetti, rispetto all’anno prima della crisi, ci sono ora circa 350 mila lavoratori dipendenti in meno, 190 mila pensionati in meno (anche per effetto delle misure normative sui pensionamenti introdotte negli ultimi anni), 32 mila imprenditori in meno e 138 mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. Al contrario si assiste ad un aumento dei lavoratori autonomi (+128 mila).
In termini di redditi medi dichiarati, tenendo conto dell’inflazione, in quattro anni il reddito medio degli autonomi è calato in termini reali del 14,3% (evidenziando che l’aumento del numero dei soggetti in questa categoria è anche effetto della crisi del mercato del lavoro), quello degli imprenditori è calato dell’11% e quello dei dipendenti è calato del 4,6%, mentre il reddito medio da pensione è aumentato del 4,6%.

- Addizionale Regionale e Comunale
L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2012 a più di 11 miliardi di euro (+0,46% rispetto al 2011). Il 50% dell’addizionale regionale totale proviene da quattro regioni: Lombardia (20%), Lazio (12%), Emilia Romagna (10%) e Campania (8%). L’addizionale regionale media è pari a 360 euro, quella più alta si registra nel Lazio (460 euro), seguito dalla Campania (440 euro), in relazione agli automatismi fiscali previsti in caso di deficit sanitario, quella più bassa si registra in Basilicata (250 euro).
L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 4 miliardi di euro, in forte aumento rispetto all’anno precedente (+20%) con un importo medio pari a 160 euro, contro i 130 dell’anno precedente.


MEF
Statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2012
http://www1.finanze.gov.it/analisi_stat/index.php?tree=2013 


Articolo collegato
 
CGIA. Gli imprenditori non dichiarano meno dei lavoratori dipendenti
 La CGIA contesta l’interpretazione dei dati del dipartimento delle finanze
26 marzo 2014
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0n0n0n0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1v1v1v0k1b1f1h1Z1l1d1r1s1q1d0k1b1n1l0l0o0m0n0q0l0m0p0l1b1f1h1Z0j1f1k1h0j1h1l1o1q1d1m1c1h1s1n1q1h0j1m1n1m0j1c1h1b1g1h1Z1q1Z1m1n0j1l1d1m1n0j1c1d1h0j1k1Z1u1n1q1Z1s1n1q1h0j1c1h1o1d1m1c1d1m1s1h0l 


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permalink | inviato da magnagrecia il 27/3/2014 alle 16:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Educazione e ruolo della donna

 

Bisogna interrogarsi sulle cause 

Naturalmente, per risolvere i problemi, bisogna interrogarsi sulle cause, su chi o che cosa fa sì che quella italiana sia una società bloccata o disequilibrata tra i generi e i ceti.
Quando un fenomeno è antico, profondo e diffuso, c‘è sempre, ovviamente, una dimensione prevalentemente storico-culturale.
Il nostro è un popolo antico, cinico, a-meritocratico e mammone.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico - e conservatore - sono, da una parte, mamma-Chiesa - oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) - e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, al Sud e forse non solo al Sud, vige il matriarcato.
Non servono studi particolari per accertarlo. E’ sufficiente fare, come ho fatto io, una riflessione su chi comanda nelle famiglie, osservando il parentado e la cerchia amicale: nell’80% dei casi è la donna, anche se questo spesso viene negato.   

Ma il matriarcato, persino auspicato dal Prof. Veronesi nel suo ultimo libro, è invece nel Sud forse il principale freno al cambiamento, costituito in generale dal ruolo della donna, soprattutto come madre ed insegnante. Ma non è casuale, ci sono due motivi: il primo, è un problema di modello: il modello delle figlie femmine è la madre, se la madre è educata male, educherà male i propri figli e le figlie tenderanno inevitabilmente ad imitarla; il secondo, è che le figlie femmine sono trattate peggio in famiglia. 

Il disequilibrio tra i generi, nella dimensione pubblica, e quindi anche nei rapporti economici, è paradossalmente conseguenza del matriarcato, il cui corollario è una sorta di divisione tacita del potere: la donna comanda in casa, l’uomo fuori dalla casa.

In una situazione siffatta, in Italia si è aggiunta l’occupazione crescente della scuola da parte delle donne nel ruolo di insegnanti, per giunta senza una selezione qualitativa dati i bassi salari, che presumibilmente ha abbassato ulteriormente il livello qualitativo medio.

A scanso di equivoci, chiarisco che, avendo avuto nella mia prima infanzia più amiche che amici, ho vissuto per decenni, fino al 1999, con un pregiudizio positivo verso le donne. Se potevo, sceglievo il medico, l’avvocato, l’insegnante, ecc. donna perché mi fidavo di più. Poi ho cambiato idea, nel senso che, in base all’esperienza, essendosi esaurito l’effetto distorcente del pregiudizio positivo, mi sono reso conto che la donna (ed essendo meridionale e vivendo al Sud mi riferisco alla donna meridionale) per tanti aspetti non è la soluzione ma il problema. Ho cercato di indagarne le cause e sono arrivato alla conclusione che è l’effetto dell’educazione in famiglia (in senso lato), che per le femmine è più severa, più repressiva, e la repressione si dispiega per prima e/o principalmente nella sfera sessuale (cfr. Sigmund Freud “La repressione delle curiosità sessuali e lo sviluppo intellettuale” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html). E questo produce inevitabilmente il tramandarsi ed il perpetuarsi di un paradigma educativo repressivo, col corollario di “resistenze”: al cambiamento, al miglioramento, individuale e collettivo. 

Detto questo, ne derivano, almeno per me, come logico corollario:

1.      l’ovvia considerazione che c‘è differenza (per fortuna), ma in un contesto - positivo - di complementarità tra i generi;

2.     per nessuno, uomo o donna, neanche per un genio, esistono tutti e solo punti di forza, ma la coesistenza di punti di forza e punti di debolezza (la tanto decantata superiorità delle donne universitarie rispetto ai maschi riguarda un’infima minoranza rispetto al totale della popolazione femminile);

3.     soltanto un’adeguata educazione (basata su molto amore e poche regole buone) [*] può modificare sostanzialmente e più rapidamente l’output, sia per i singoli individui (maschi o femmine), accrescendone le qualità intellettuali (QI), psicologiche (autostima) e morali (sistema etico-normativo), sia per i popoli.

Occorre una rivoluzione culturale; occorre che la donna rinunci ad una parte del suo potere tra le mura domestiche - dove si formano i paradigmi culturali, che deve contribuire a cambiare -, a favore di un suo più marcato ruolo pubblico, di una presenza più incisiva nei posti dove si fanno le leggi, che sono in rapporto biunivoco con il retaggio culturale: ne sono influenzate e lo influenzano. 

La scarsa partecipazione delle donne – in politica come nel lavoro esterno – rende l’Italia più debole e vulnerabile e condannata ad un più basso tasso di crescita. Succede la stessa cosa, secondo uno studio dell’ONU, beninteso in più ampia scala, per i paesi arabi e mussulmani in genere.
Le quote rosa per iniziare servono, ma sono solo un palliativo; occorre pensare ad un progetto educativo che abbia come soggetto ed oggetto principale le donne-madri. [*]
E’ ingenuo ed inefficace lamentarsi (la lamentela è lo sport nazionale più diffuso, sia degli uomini che, in particolare, delle donne) ed affidarsi alla generosità degli altri, soprattutto degli uomini, in particolare degli uomini politici. E’la donna-madre-educatrice – assieme alle modalità in cui la donna-madre dispiega il suo ruolo nella famiglia – l’artefice non solo del proprio destino, del proprio ruolo e di quello dei figli/figlie, ma del carattere e del destino dell’intero popolo italiano.
 

[*] “Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni” (e, soprattutto, i ‘post’in esso linkati)  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html .


Articolo collegato:
 
Più donne al lavoro in Italia. Così si può ripartire (in fretta)
di Maurizio Ferrera
Aprile 2014
http://27esimaora.corriere.it/articolo/piu-donne-al-lavoro-in-italiacosi-si-puo-ripartire-in-fretta/


L’arrogante Commissione Europea

 
L'ira di Saccomanni, rilievi Ue sorprendenti
Ex ministro dell'Economia: 'Commenti su correttezza conti governo Letta incomprensibili e immotivati'
06 marzo, 18:34
''Sorprende - aggiunge l'ex titolare di Via XX Settembre - la decisione della Commissione di classificare come 'eccessivi' gli squilibri macroeconomici italiani, anche perché all'elevato debito hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-stati e l'operazione straordinaria di pagamento dei debiti delle P.a.,concordata con la Commissione".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/03/06/Saccomanni-incomprensibili-rilievi-Ue-Debito-per-Salva-Stati_10190557.html
 

Anche io, come l’ex ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ritengo i rilievi della Commissione Europea ingiustificati.

Lo scorso dicembre, nel post L’arrogante Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2799018.html, scrivevo le stesse cose dette oggi da Saccomanni:

“Anche per il debito pubblico, si sbaglia, poiché è vero che è altissimo, ma è quello cresciuto meno negli ultimi anni, dallo scoppio della crisi nel 2007. [2] E poi Rehn fa finta di non sapere che l’aumento in percentuale è dovuto soprattutto al calo del PIL e che negli ultimi 2 anni esso è cresciuto in valore assoluto per il contributo al MES (45 mld nel 2012 e 55 nel 2013 per salvare gli altri Paesi) ed il pagamento dei debiti della PA, misura autorizzata dalla Commissione UE.

Ma non incomprensibili, poiché essi, dal punto di vista di esecutori fedeli della "linea" come Barroso e Rehn, perseguono, in generale, 3 obiettivi:

1.    Continuare ottusamente e arrogantemente un gioco delle parti tra la UE e l'Italia per sostenere le politiche di austerity, ancorché palesemente in contraddizione, come si vede dai risultati dell’ultimo quinquennio, con l’obiettivo della crescita e della riduzione del rapporto Debito/PIL, agendo anche sul denominatore.

2.    Obbedire ai desiderata, o, meglio, ai diktat della Germania, che tiene sotto controllo i Paesi periferici (i famigerati PIIGS), in particolare la concorrente ed indisciplinata Italia, costringendoli ad aggiustare i loro deficit di competitività (espressi dai disavanzi commerciali) attraverso politiche economiche deflattive, segnatamente dei salari, e non anche politiche espansive nel Paese-guida – la Germania - che trae i maggiori benefici dalla moneta unica, anche se solo ora, alla fine del loro mandato, Barroso e Rehn incominciano a chiederlo.

3.    Costringere l’Italia a finanziare la crescita con misure straordinarie, attingendo le risorse dalla ricchezza degli Italiani, attraverso l’introduzione di un’imposta patrimoniale ingente.

 
Com’è noto ai lettori di questo blog, io condivido quest’ultimo obiettivo e da anni scrivo dell’esigenza di prendere i soldi necessari alla crescita ed a misure straordinarie di welfare (reddito minimo garantito e piano corposo di alloggi pubblici) varando un’imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota (prevedendo una franchigia di 800 mila-1 mln di €) ed un prestito forzoso di almeno 150-200 mld sulla metà del decile più ricco.
 
 
Post e articoli collegati:
 
Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
UE, dicotomie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804624.html
L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vinces ko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html 
Fiscal compact, piove, anzi diluvia, sul bagnato. Alcune contromisure
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805158.html

Tutti pazzi per i bond dell'Eurozona. Ma la classifica del debito estero premia l'Italia e boccia la Spagna
di Vito Lops 5 marzo 2014             
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-05/tutti-pazzi-i-bond-eurozona-ma-classifica-debito-estero-premia-italia-e-boccia-spagna-105821.shtml
 
Le cause reali del calo dello spread
Alessandro Morselli* - 02 Marzo 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/il-cause-reali-del-calo-dello-spread/ 

BancoreuromoneteUe di Enrico Grazzini
Euro, come recuperare la sovranità monetaria
04/03/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Euro-come-recuperare-la-sovranita-monetaria-22815

Il parere di Letta, secondo Scalfari:
 
Caro Matteo, chi fa da sé non fa per tre
Eugenio Scalfari
09 marzo 2014
[…] Quanto alle contestazioni della Commissione di Bruxelles sui conti italiani, il parere di Letta è che esse siano state fatte per dare al nostro governo un’arma in più per vincere le resistenze della maggioranza che lo appoggia e che ora comprende anche Berlusconi. Si tratterebbe insomma di un’iniziativa figurativa, tanto più utile oggi che la maggioranza comprende di nuovo Forza Italia, contraria al programma che Letta avrebbe voluto presentare e che invece fu superata dal massiccio voto contrario che lo fece fuori.
http://www.repubblica.it/politica/2014/03/09/news/caro_matteo-80558397/

Krugman: “Monti proconsole della Germania per imporrel’austerità all’Italia”
Pubblicato da keynesblog il 25 febbraio 2013 in EconomiaEuropaItalia
http://keynesblog.com/2013/02/25/krugman-monti-proconsole-della-germania-per-imporre-lausterita-allitalia/
 

Analisi quali-quantitative/26/Classifica Forbes 2013 dei ricchissimi

 
Ovunque c'è grande proprietà, c'è grande diseguaglianza. Per ogni uomo molto ricco ce ne devono essere per lo meno cinquecento poveri, e l'opulenza di pochi presuppone l'indigenza di molti” (Adam Smith).
 
Forbes, Bill Gates torna il più ricco al mondo e aumentano le miliardarie
04/03/2014 10:00 
Il fondatore di Microsoft di nuovo al comando della classifica delle persone più facoltose al mondo, che vede l’ascesa di donne ‘self made’, come la Coo di Facebook, Sheryl Sandberg
http://www.businesspeople.it/People/Protagonisti/Forbes-Bill-Gates-torna-il-piu-ricco-al-mondo-e-aumentano-le-miliardarie_59864
 
La top ten
1   - Bill Gates 76 miliardi di dollari
2   - Carlos Slim 72 miliardi di dollari 
3   - Amancio Ortega 64 miliardi di dollari 
4   - Warren Buffett 58,2 miliardi di dollari 
5   - Larry Ellison 48 miliardi di dollari 
6   - Charles Koch 40 miliardi di dollari 
6   - David Koch 40 miliardi di dollari 
8  - Sheldon Adelson 38 miliardi di dollari 
9  - Christy Walton 36,7 miliardi di dollari
10 - Jim Walton 34,7 miliardi di dollari

Gli italiani tra i primi 200
22 -   Michele Ferrero 26,5 miliardi di dollari 
38 -   Leonardo Del Vecchio 19,2 miliardi di dollari 
102 - Miuccia Prada 11,1 miliardi di dollari 
113 - Stefano Pessina 10,4 miliardi di dollari
129 - Giorgio Armani 9,9 miliardi di dollari 
141 - Silvio Berlusconi 9,0 miliardi di dollari 
186 - Augusto & Giorgio Perfetti 7,2 miliardi di dollari
215 - Paolo & Gianfelice Mario Rocca  6,3 miliardi di dollari
234 - Patrizio Bertelli 6 miliardi di dollari

The World's Billionaires
http://www.forbes.com/billionaires/
 
Forbes Billionaires:Full List Of The World's 500 Richest People
http://www.forbes.com/sites/luisakroll/2014/03/03/inside-the-2014-forbes-billionaires-list-facts-and-figures/
 
I primi 10 hanno una ricchezza pari a 507,6 miliardi di $, con un incremento di 22,1 miliardi di $ rispetto ai 485,5 miliardi di $ del 2012.
 
Per una comparazione con gli anni scorsi:
 
AnalisiQQ/23/Classifica Forbes 2012 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774560.html
 
AnalisiQQ/17/Classifica Forbes 2011 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2730276.html
 
AnalisiQQ/12/Classifica 2010 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2609397.html
 
Classifica 2009 dei ricchissimi
http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296  
http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html 
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957
 
Infine, la solita, piccola notazione: Silvio Berlusconi scende dal 74esimo posto nel 2009, al 118esimo nel 2010, al 169esimo nel 2011 (dal terzo al sesto posto in Italia) ed al 194esimo nel 2012 (settimo in Italia); ed i suoi miliardi calano, rispettivamente, da 9 a 7,8 a 5,9, per poi risalire leggermente a 6,2 mld nel 2012; ma nel 2013 ha fatto un balzo di ben 3,8 mld riconquistando i 9 mld del 2009 e risalendo al 141esimo posto in graduatoria (sesto in Italia).


Post collegato:

Piketty: "L'economia è soffocata dal denaro. Come ai tempi di Marx"
Lo studioso francese analizza tre secoli di evoluzione dei paesi occidentali: "La rendita cresce più del Pil, per questo aumenta la disuguaglianza"
di Fabio Gambaro
06 marzo 2014
http://www.repubblica.it/cultura/2014/03/06/news/piketty_l_economia_soffocata_dal_denaro_come_ai_tempi_di_marx-80333829/


 
 

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"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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