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Nota sul Rapporto annuale ISTAT 2014

 

Da anni, [1] ho evidenziato  che il responsabile della recessione economica italiana è stato il governo Berlusconi-Tremonti, che, a partire dalla crisi greca, ha varato, senza correttivi orientati alla crescita economica e senza aver dovuto salvare le banche, in particolare 3 manovre correttive lacrime e sangue (DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011), addossate molto iniquamente soprattutto sui ceti medio-bassi ad alta propensione al consumo, per oltre 200 miliardi cumulati, e che hanno inciso, complessivamente, per 4/5 sull’intero ammontare delle manovre finanziarie varate nella scorsa legislatura, pari a 330 mld cumulati; mentre il governo Monti soltanto per 1/5 ed in maniera più equa.

Il rapporto annuale 2014 dell’ISTAT (v. tabb. 5.4/a e b) [2] conferma questo fatto, ignoto ai più, tra questi il conduttore della nota trasmissione su La7 “La Gabbia”, Gianluigi Paragone, che anche ieri sera, facendo riferimento in maniera incongrua proprio al Rapporto annuale 2014 dell’ISTAT, ha imputato a Mario Monti la responsabilità della recessione, anzi di aver distrutto l’Italia. [3]

Va anche notato che lo stesso rapporto ISTAT, nelle tabelle citate, non considera che gli effetti delle misure varate strutturali, quindi permanenti, non si esauriscono nei trienni successivi alla loro emanazione (come è prassi prevedere per le leggi finanziarie del governo), ma continuano anche dopo. 

Un’ultima annotazione riguarda l’attenzione del Rapporto al contrasto alle disuguaglianze (aumentate nel periodo di crisi, a dimostrazione ulteriore dell’iniquità delle manovre correttive berlusconiane-tremontiane), attraverso l’adozione del reddito di cittadinanza o misure similari (cfr. par. 5.3.1).

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] ISTAT - Rapporto annuale 2014
http://www.istat.it/it/archivio/120991
[3] La7-La Gabbia “Rottama l’Europa!”
http://www.la7.it/la-gabbia/rivedila7/la-gabbia-29-05-2014-132548


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IL RAPPORTO ISTAT: BASSA CRESCITA CAUSATA ANCHE DA MANOVRE FISCALI RESTRITTIVE,
Milano, 28 maggio 2014
«In Italia sforzo record su conti
Ma ora bisogna agire sulla crescita
http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_28/tram-bus-metro-servizio-peggiora-ma-biglietto-rincara-67percento-12-anni-29aeccb0-e62f-11e3-b776-3f9b9706b923.shtml
 
La recessione è finita, ma l'Italia rimane nella palude
Dal rapporto Istat 2014 emerge che solo 3 imprese su 10 aumentano occupazione e fatturato, oltre 6 milioni di persone potenzialmente impiegabili sono fuori dal mercato del lavoro, Mezzogiorno sempre più povero e "vecchio", disuguaglianza in crescita a dispetto delle politiche di redistribuzione. Nascite al nuovo minimo storico: 515 mila
di ROSARIA AMATO
28 maggio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/05/28/news/rapporto_istat_2014-87416596/
 
Istat: nascite al minimo storico, pesa crisi, giovani in fuga
'6,3 mln di senza lavoro, oltre 1 mln over 50 cerca il posto'. E' la fotografia del nostro Paese nel 2013. In 5 anni via da Italia quasi 100 mila giovani
28 maggio 2014
http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2014/05/28/istat-nuovo-minimo-storico-nascite-515mila-bimbi-_4302a9b3-5dde-42c7-9217-bfd1292f52f2.html
 
Istat Rapporto Annuale 2014, l'austerity ci è costata 78 miliardi. Italia prima della classe negli anni della crisi
Pubblicato: 28/05/201410:45 CEST Aggiornato: 28/05/2014 12:10 CEST
Flavio Bini
http://www.huffingtonpost.it/2014/05/28/rapporto-annuale-istat_n_5402171.html
  
Camera dei Deputati - 28/05/2014
Rapporto Istat 2014 - "La situazione del Paese" Mercoledì 28 maggio: presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio è stato presentato il Rapporto annuale 2014 Istat "La situazione del Paese". E' intervenuta la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. Ha presentato il Rapporto Antonio Golini, Presidente Istat. L'appuntamento è stato trasmesso in diretta sulla webtv della Camera. 
vai al video
http://www.camera.it/leg17/1132?shadow_primapagina=3781  

Perché il Sud sta soffocando
Riccardo Realfonzo - 09 Giugno 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/mezzogiorno/perche-il-sud-sta-soffocando/


CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/77


Sosteniamo questo appello!

 
L'appello: "Lezioni di sesso a scuola nella Ue". E intanto arriva in Italia il contraccettivo smart
La richiesta dei ginecologici italiani a Lisbona, in occasione del 13esimo Congresso della European Society of Contraception and Reproductive Health Sigo L'educazione sessuale in Italia non è una materia obbligatoria per legge e purtroppo nel nostro Paese forti sono l'ignoranza e i falsi miti da sfatare   dal nostro inviato ELVIRA NASELLI
Lo leggo dopo
L'appello: "Lezioni di sesso a scuola nella Ue".  E intanto arriva in Italia il contraccettivo smartLISBONA -  Dal prossimo anno scolastico anche l'Italia potrebbe avere finalmente un insegnamento di educazione sessuale, ben ultima tra i paesi europei. La Sigo, società italiana di ginecologia e ostetricia, approfitta della platea internazionale del tredicesimo congresso Esc (la Società europea di contraccezione e salute riproduttiva) in corso a Lisbona fino al 31 maggio, per lanciare un appello al Parlamento europeo perché renda l'insegnamento obbligatorio in tutti i paesi della Ue e per presentare un progetto che sarà sottoposto a breve al ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini. 

"Il nostro progetto - spiega Paolo Scollo, presidente Sigo - si propone di informare i ragazzi delle scuole medie o attraverso la presenza a scuola dei nostri iscritti o, meglio ancora, "educando" gli insegnanti perché siano loro poi a parlare agli alunni. Soltanto in questo modo ci garantiamo una diffusione a macchia d'olio - e non di leopardo - delle informazioni corrette con linguaggio semplice. Gli insegnanti sono un punto importante del progetto anche perché le scuole sono moltissime e i ginecologi non basterebbero per andare dappertutto. Ci auguriamo che il ministro Giannini, di concerto con il ministro Lorenzin, dia seguito concretamente a questo progetto e che si possa partire dopo l'estate. Noi siamo pronti ed è fondamentale cominciare a parlare di contraccezione, procreazione consapevole e di malattie sessualmente trasmesse, perché i ragazzi non sanno che cosa sono e che cosa rischiano".

Più informazione. Che sia necessaria un'informazione corretta lo dimostrano alcuni dati. Solo il 16 per cento delle ragazze italiane ha avuto informazioni sul sesso e sulla contraccezione a scuola. E da noi - secondo un sondaggio internazionale svolto in diciassette nazioni  su circa novemila donne - il 31 per cento delle intervistate pensa che il coito interrotto sia un sistema contraccettivo efficace o che sia impossibile restare incinta durante il primo rapporto sessuale (29%) tanto che quattro ragazze su dieci non utilizzano alcun metodo.

Nel 2012 105.000 interruzioni volontarie di gravidanza. Il prezzo di tanta ignoranza è alto. "Nel 2012 in Italia abbiamo avuto oltre 105.000 interruzioni volontarie di gravidanza - ragiona Paolo Scollo - e hanno partorito novemila baby mamme under 18. E non è un problema di mancanza di scolarità ma di cultura. In Italia ogni scuola decide in autonomia se tenere lezioni specifiche ai propri studenti e perciò la maggior parte dei ragazzi si informa con amici o su internet, dove ci sono anche informazioni fuorvianti e pericolose. Gli adolescenti - e anche gli stranieri - sono i soggetti più a rischio per comportamenti sessuali pericolosi ed è per questo che le prossime iniziative della Sigo, con il sito (www.sceglitu.it) saranno dedicate a loro. Già ora mettiamo a disposizione di insegnanti e ragazzi dei kit informativi da scaricare e usare in classe>.

Il rapporto con il medico. Anche con il proprio medico le donne parlano poco di contraccezione, tanto che le conoscenze non vanno al di là di pillola e preservativo. "Una donna su dieci ritiene che il metodo contraccettivo che sta utilizzando non  sia adatto a lei -precisa Emilio Arisi, presidente Smic (società medica italiana della contraccezione) - ed è invece compito del ginecologo quello di consigliare ad ogni donna il contraccettivo più adatto per le sue condizioni di salute e le sue esigenze personali. Invece in genere si propone sempre pillola e profilattico mentre la contraccezione intrauterina quasi mai. Eppure è molto utilizzata, non si dimentica come capita con la pillola ed è comoda perchè dura a lungo".

Il contraccettivo smart. Da oggi in Italia arriva poi un altro dispositivo, il più piccolo al mondo, che ha avuto molto successo negli Stati Uniti. "Il nuovo sistema intrauterino ormonale a basso dosaggio, che si chiama Jaidess - spiega Valeria Dubini, consigliere Sigo - è composto da un piccolo tubicino flessibile di plastica a forma di T che viene inserito dal ginecologo in un paio di minuti e resta nell'utero per tre anni, rilasciando dosi minime di ormoni (circa 6 mcg al giorno di levonorgestrel). Le donne continuano ad ovulare e a mantenere intatta la loro fisiologia e il sistema protegge anche l'apparato femminile dal rischio di possibili infezioni, tanto che il dispositivo è indicato per le under 30. Ed è adatto anche alle adolescenti, che dimenticano la pillola e sono molto preoccupate di prendere peso o di gonfiarsi perché non ha estrogeni e ha quantità minime di progestinico. Ricordiamoci che la metà delle gravidanze nelle teenager esita in interruzioni volontarie, questo nuovo dispositivo è uno strumento che si può offrire anche a loro. Inoltre l'efficacia è molto elevata, pari a quella delle donne che si sono sottoposte a sterilizzazione tubarica, è adatto anche alle donne che non hanno avuto figli e la sua rimozione ripristina immediatamente la fertilità".

Il costo. Il nuovo dispositivo - disponibile da oggi - costa 173 euro, quasi 5 euro al mese per tre anni, per l'inserimento si paga un ticket, in alcune regioni come la Toscana è gratis. Inoltre, proprio per il rilascio di progestinico, può esser utile anche nella sindrome premestruale e nella dismenorrea o in alcune patologie particolari. Tra  i possibili effetti collaterali, comuni a quelli degli altri dispositivi intrauterini e comunque rari, mal di testa, iniziale dolore addominale o pelvico e leggero sanguinamento irregolare nei primi mesi dell'inserimento.
http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2014/05/28/news/lezioni_di_sesso_a_scuola_in_tutti_i_paesi_europei-87489979/
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il  nervosismo moderno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2-Freud  “Aforismi e pensieri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
post/3-De  Bernardi “Il diritto all’innocenza”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
post/4-Il  VdS “La scoperta della sessualità”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
post/5-card.  Scola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
post/7-Belardelli  “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40 anni”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
post/8-Tamburini  “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
post/9-La  Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
post/10-Il  sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
post/11-Sesso  all’estero, ma di segno opposto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
post/12- Dal  bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
post/13-Test: Equilibrismi  d'amore, misura la parità di coppia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
post/14-Salute:  emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
post/15-Quando  l’amante è la zia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
post/16-L’ansia  da prestazione è rosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html
post/17-Gay  ma solo ogni tanto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623932.html
post/18-Sette  regole sul sesso, parola di John Lennon
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2624815.html
post/19-L’amore  è come una droga, potente come un antidolorifico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2625630.html
post/20-Mi  eccito pensando a…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630246.html
post/21-Cosa  non fare dopo una serata di passione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2630733.html
post/22-Sesso,  crollo del desiderio per un’italiana su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719024.html
post/23-Sesso,  chi ne è ossessionato ha paura di invecchiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2719805.html
post/24-Ricerca:  ‘fotografati’ i neuroni dell’aggressività, amore li spegne
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722180.html
post/25-Tristezza  post-sesso, ne soffre una donna su tre
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2722574.html
post/26-Sesso:  se occasionale è pericoloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2727500.html
post/27-Video
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729190.html
post/28-Uomini  e donne: sono davvero differenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2729544.html
post/29-Sesso:  lo studio, ginseng e zafferano afrodisiaci‘ verdi’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732610.html
post/30-La  prima volta che soddisfa i maschi e fa patire le femmine
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2732613.html
post/31-Lezioni  di sesso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2733128.html
post/32-Quaranta  donne con l’ex Iena per parlare di sesso senza tabù
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735477.html
post/33-Sesso:  ‘flop’ per 1 maschio italiano su 8, 500 mila in Lombardia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2735633.html
 post/34-Sesso:  l’indagine, lui vuole coccole e carezze, lei notti bollenti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736170.html
post/35-Sesso:  l’esperto spiega come è legato all’amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736617.html
post/36-Sesso:  1 italiano su 10 è dipendente, 20% a rischio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2736764.html
post/37-Solo  tre coppie su 10 fedeli, lui più fedifrago. Ma non si divorzia più perché  traditi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737144.html
post/38-Divisi  anche da una risata
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738022.html
post/39-Erezione  difficile, i rimedi nella storia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768310.html
post/40-Kamasutra  per il punto G
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769002.html
Post/41-Sesso: nuovo 'Origami condom' promette piu' sicurezza e piacere
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769346.html
Post/42-Cassazione: 'hot line' casalingo? Nessun reato. In allegato il testo della  sentenza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769819.html
Post/43-Pistacchi: il frutto dell’Amore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771010.html
Post/44- Le più grandi  stranezze sessuali
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771479.html
Post/45- L’attrazione  sessuale si rivela con uno… sbadiglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2771527.html
Post/46- Sesso: lo studio, coppie 'rumorose' piu' felici  sotto le lenzuola
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Post collegato.
L'organo sessuale per antonomàsia, il cervello
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760802.html
 
 
 

Elezioni europee 2014, tre ottime notizie

 

I dati di queste elezioni europee 2014 presentano, in Italia (e non solo), almeno per me, 3 ottime notizie: il PD ha vinto, M5S ha perso; la lista L'Altra Europa con Tsipras ha superato il quorum del 4%.

Io, riformista di sinistra da sempre, dopo 40 anni ho separato la mia strada dal PCI-PDS-DS-PD ed ho votato per L’Altra Europa, assieme agli "ottusi" (= intelligentoni) di estrema sinistra, mischiati, però, con ex comunisti diventati bravi amministratori pubblici pragmatici, come Nichi Vendola (SEL), e contaminati da persone intelligenti come Barbara Spinelli ed Ermanno Rea.

 

Ecco i dati definitivi (62.032 sezioni su 62.032):

 

Elezioni europee

Abitanti:  60.021.955
Elettori:  49.399.720
Affluenza: 58,7%
http://www.repubblica.it/static/speciale/2014/elezioni/europee/italia.html


Europee 2014 - ItaliaTUTTI IDATI
Fonte: Ministero dell'Interno
Aggiornamento: 11:09 del 26/05/14, sezioni 62003 su 62032
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-3456.png
Partito Democratico
40,81%   11.203.231 voti   31 seggi
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-3677.png
Movimento 5 Stelle Beppegrillo.It
21,15%   5.807.362 voti   17 seggi
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-1112.png
Forza Italia
16,81%   4.614.364 voti   13 seggi
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11102.png
Lega Nord-Die Freiheitlichen-Basta €Uro
6,15%   1.688.197 voti    5 seggi  
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11105.png
Nuovo Centro Destra - Udc
4,38%   1.202.350 voti   3 seggi
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11104.png
L'altra Europa Con Tsipras
4,03%   1.108.457 voti   3 seggi
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11111.png
Fratelli D'italia - Alleanza Nazionale
3,66%   1.006.513 voti
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11118.png
Verdi Europei-Green Italia
0,91%   250.102 voti
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11103.png
Scelta Europea
0,72%   197.942 voti
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11100.png
Italia Dei Valori
0,66%   181.373 voti
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-250.png
Svp
0,50%   138.037 voti   1 seggio
http://www.lastampa.it/_stc/europee_2014_2/browser/img/Seas/6-20140525000000-11108.png
Io Cambio - Maie
0,18%   50.978 voti


Il nuovo parlamento europeo
http://www.repubblica.it/static/speciale/2014/elezioni/europee/riepilogo_europa2014.html 


 
Post e articolo collegati:

Più democrazia per più Europa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2812094.html
 
Non è un paese per #noeuro
Pubblicato da keynesblog il 27 maggio 2014 in EconomiaEuropaibtItalia
http://keynesblog.com/2014/05/27/non-e-un-paese-per-noeuro/ 

Più democrazia per più Europa


Più Europa per più democrazia
09.05.14
Massimo Bordignon
http://www.lavoce.info/europa-per-democrazia/


Citazione:“la bassa qualità dei leader europei e nazionali o i furori teutonici di Angela Merkel

Parole che mettono il dito sulla piaga. 
Ottima analisi, del tutto condivisibile, incluse le proposte, ma che merita 2 chiose: 1) la prima, che manca qualunque riferimento all’istituzione europea forse più importante in caso di crisi finanziaria, com’è stata all’origine quella in corso: la BCE; e 2) la seconda, che occorre una maggiore enfasi nel ruolo esercitato in negativo dai protagonisti politici (Merkel, Sarkozy e Barroso, in ambito esterno; Berlusconi e Tremonti, in ambito nazionale) nella gestione di una crisi che per gli effetti è equivalsa ad una guerra con migliaia di morti e feriti. Alla quale se ne potrebbe aggiungere una terza (in parte ventilata nell'articolo): che la Germania, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
1) BCE. La maggiore pecca ascrivibile alla BCE è nel suo statuto costitutivo, ma non soltanto nella lettera dello stesso, bensì anche nella sua interpretazione, che è stata, ed ancora è, dettata precipuamente dalla Germania (non bastava il Governo, ora ci si mette anche la Corte Cost.), secondo un’interpretazione restrittiva in parte contraddetta (nei compiti di crescita economica e dell’occupazione) - ed è una dicotomia grave - dai trattati UE.
Ho già segnalato, nella discussione in calce all’articolo di Bini Smaghi  
(http://www.lavoce.info/euro-lira-falso-mito-della-sovranita/che recentemente il sito della BCE, non credo per caso, ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, introducendo un periodo che enfatizza il controllo dei prezzi anche asseritamente nei trattati.[1]
2) Qualità dei leader. In un tornante della storia come quello che stiamo vivendo in particolare dal 2010 (crisi della Grecia, il cui PIL incideva per il 3% sul totale UE), avremmo avuto bisogno di statisti lungimiranti e non di “bottegai”. Il popolo tedesco sembra diventato un Paese di bottegai preoccupati soltanto o soprattutto del proprio interesse, governato da una “bottegaia”, figlia di pastore protestante, presa, come dice il prof. Bordignon, da "furori teutonici" [moralistici].
Beninteso, io sono fermamente convinto che occorre completare i compiti a casa nostra (in particolare, eliminando gli sprechi legati all'inefficienza ed alla corruzione e varando una corposa imposta patrimoniale sulla metà del decile più ricco delle famiglie (la ricchezza delle famiglie italiane è maggiore di quella tedesca, dato ben noto ai Tedeschi ed alla Bundesbank), a bassa propensione al consumo) e, come dice un po' perfidamente ma realisticamente il prof. Monti, che le crisi sono (possono essere) positive poiché consentono (ci costringono) di fare le riforme, ma occorreva - ed occorre - farlo, da una parte, utilizzando al meglio le funzioni della BCE come una vera banca centrale e, dall’altra, avendo come stella polare l’equità e non, come ha fatto il governo Berlusconi-Tremonti, che, a partire dalla crisi greca, ha varato 3 manovre correttive lacrime e sangue (il DL 78/2010, di cui io sono stato una delle vittime con un mancato introito di circa 20.000 €, quindi parlo con cognizione di causa, il DL 98/2011 e il DL 138/2011) per un totale cumulato, incluse le leggi di stabilità, di ben 267 mld
(cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml), scaricandone il peso in grandissima parte sulle spalle del ceto medio-basso e perfino sui poveri, col taglio feroce della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (-90%).
Quante vittime della crisi, che si sarebbero potute evitare, hanno sulla coscienza Merkel, Sarkozy, Barroso, Berlusconi e Tremonti?
Sì, anche Manuel Barroso (ma bisognerebbe aggiungere pure il Vice Presidente e Commissario all’Economia Olli Rehn), che, al di là dei vincoli dei trattati,  è stato forse il peggiore presidente della storia della Commissione Europea, sia per l'asservimento sostanziale al Consiglio Europeo (lèggi: Germania), venendo meno al suo compito istituzionale di equilibrare lo strapotere del Consiglio, sia per i risultati.


[1] Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html



Segnalo:

L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011 la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/politica/lex-ministro-usa-funzionari-europei-ci-proposero-di-far-cadere-silvio-2G5osoGKsV8e1rtWqD95RJ/pagina.html

Chiosa: 

All'inizio dell’autunno del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue per complessivi 165 mld (non cumulati) ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato (idem come sopra), come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania). Il governo commise, però, un errore materiale nella prima lettera all’UE, che ingenerò l’equivoco esiziale, per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente,  è caduto anche per un errore di… comunicazione. [1]

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti era stato già fatto, in maniera molto iniqua,  per circa 4/5, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque,  per “soli” 62 mld cumulati, su un totale di 330, peraltro adempiendo a misure in parte già decise dal governo precedente (ad esempio, l’aumento dell’IVA). [2]

[1] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html
[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html



Articoli collegati:
 
Questo articolo si potrebbe anche intitolare: "Lo statista e la 'bottegaia'”…
In economia Obama surclassa la Merkel e l'Eurozona perde mille miliardi l'anno
E' il risultato di uno studio condotto da un professore di Berlino: con le politiche espansive americane, l'Europa sarebbe già uscita dalla crisi. L'austerity, invece, continua a minacciare la ripresa. Nonostante le politiche di tagli, il debito del Vecchio continente è anche aumentato
di Maurizio Ricci
24 maggio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/05/24/news/eurozona_eurobaromtro-86973547/
 
Prodi: «Grazie alla vittoria del governo Italia più forte contro il rigore»
di Barbara Jerkov
Martedì 27 Maggio 2014
Cosa le fa ritenere che Berlino, dopo un decennio in cui ha fatto sempre e solo in signor no, stavolta avallerà una politica differente solo perché la propone il governo Renzi?
«Non me lo fa pensare niente! Ciò che lo rende possibile è solo un rapporto di forze mutato. Ovvero: se noi picchiamo i pugni sul tavolo da soli, ci rompiamo le dita. Se ci mettiamo in rete con Francia, Spagna, Belgio e altri Paesi come noi, possiamo semplicemente vincere la gara con la Germania. Io ho rinunciato da un pezzo all’idea che Berlino possa radicalmente cambiare direzione. Tra l’altro lì i partiti populisti non è che abbiano fatto una gran strada in Germania, per cui la Merkel può sempre dire: non sarò amata dagli altri Paesi europei ma in Germania lo sono».
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ELEZIONI2014/prodi_grazie_vittoria_governo_italia_pi_amp_ugrave_forte_contro_rigore/notizie/711922.shtml
 
IL RAPPORTO ISTAT: BASSA CRESCITA CAUSATA ANCHE DA MANOVRE FISCALI RESTRITTIVE,
Milano, 28 maggio 2014
«In Italia sforzo record su conti. Ma ora bisogna agire sulla crescita
http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_28/tram-bus-metro-servizio-peggiora-ma-biglietto-rincara-67percento-12-anni-29aeccb0-e62f-11e3-b776-3f9b9706b923.shtml
 
ISTAT - Rapporto annuale 2014
http://www.istat.it/it/archivio/120991

Lo spettro della deflazione e la BCE
Enrico Sergio Levrero* - 16 Maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/lo-spettro-della-deflazione-e-la-bce/ 


Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria

 
L’euro, la lira e il falso mito della sovranità
02.05.14
Lorenzo Bini Smaghi
http://www.lavoce.info/euro-lira-falso-mito-della-sovranita/
 
 
Vincesko
Osservo, “collateralmente”, che non è vero che la BCE ha il compito esclusivo del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di sostenere le politiche economiche generali dell’UE:
L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi”.
Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire allarealizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattatosull’Unione europea.
Il problema è che la Germania, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
Faccio rilevare che, nel sito della BCE, c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni: la differenza tra le due versioni è costituita dall’aggiunta, negli obiettivi, del periodo seguente, nel quale – non a caso - viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi:
“L’UE si pone diversi obiettivi (articolo 3 del Trattato sull’Unione europea),fra i quali lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale. Pertanto, la stabilità dei prezzi non è solo l’obiettivo primario della politica monetaria della BCE, ma anche un obiettivo dell’intera Unione europea. Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e il Trattato sull’Unione europea stabiliscono una chiara gerarchia di obiettivi per l’Eurosistema, rimarcando come la stabilità dei prezzi sia il contributo più importante che la politica monetaria può dare al conseguimento di un contesto economico favorevole e di un elevato livello di occupazione”.
 
Maurizio Cocucci à Vincesko
E di fatti la Bce assolve questo compito, però all'interno dei limiti previsti dai trattati. Sempre che non intenda il finanziamento dei deficit degli Stati membri attraverso l'acquisto dei titoli del debito pubblico che è espressamente vietato dall'articolo 123 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. La Germania non interpreta nulla di diverso da quello che è chiaramente ed esplicitamente previsto dai trattati.
Venendo ad alcuni passaggi di quanto ha correttamente riportato le sembra che nonostante l'esplicito richiamo ad una economia sociale di mercato fortemente competitiva (attraverso liberalizzazioni) questo si sia fatto da noi? Sono anni che ci chiedono di procedere con le liberalizzazioni, ma poco si è fatto per resistenze ideologiche (vedere mercato del lavoro). Siamo il Paese Ue con il maggior numero di infrazioni commesse, infrazioni che comportano anche sanzioni economiche (vedi pagamenti della P.A.).
 
Vincesko à Maurizio Cocucci
Non sono un grande esperto, mi limito a formulare 3 obiezioni:
1. E’ vero che la BCE non può finanziare i deficit comprando titoli pubblici sul mercato primario (ex art. 123 TFEU), ma può farlo (come peraltro ha già fatto) sul mercato secondario (anche se la Corte Cost. tedesca non è d’accordo e piange perché la Germania ha contribuito al MES in ragione della sua quota, esattamente come l’Italia in ragione della sua, senza prendere un Euro e aumentando il debito pubblico).
2. La Germania (assieme alla Francia) non ha rispettato in passato il limite del deficit del 3% e pretese ed ottenne di non essere sanzionata, come succede oggi alla Francia ed alla Spagna, secondo il principio che la legge, cioè, si interpreta per gli “amici” e si applica per i “nemici”. Ora, l’Italia presenta il migliore avanzo primario in UE28, vedremo se l’UE a giugno accetterà di rinviare di 1 anno il pareggio strutturale di bilancio, limite stupido in recessione, stante per giunta un rischio di deflazione.
3. Io sono, beninteso, per completare i compiti a casa nostra (in particolare, eliminando gli sprechi e varando una corposa imposta patrimoniale sulla metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo), ma ci sono anche vari modi di aiutare i Paesi in difficoltà, difficoltà create anche dalle asimmetrie effetto della moneta unica; ad esempio: a) introducendo gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), oppure b) applicando severamente la procedura di surplus commerciale eccessivo (ora del 6%, inapplicata per soprammercato dall’ineffabile duo Barroso-Rehn), modulando intelligentemente il tasso di tolleranza, che, stante il mastodontico surplus attuale della Germania, ora dovrebbe tendere allo zero.
 
Maurizio Cocucci à Vincesko
Nella prima parte è vero ciò che dice ma sono due diversi interventi che generano diverse conseguenze. L'intervento possibile, ovvero l'acquisto sul secondario, si rende necessario soprattutto per calmierare i mercati in caso di 'febbre' sui titoli del debito, che in questo momento non è presente. Il rendimento dei nostri Btp decennali ad esempio è ai minimi storici, così come per quelli di scadenza diversa. Sul secondario è di poco sopra il 3%, il differenziale con quelli tedeschi è di poco meno del 1,6% ma meno di mezzo punto percentuale (oggi circa 0,35%) su quelli inglesi (sarebbe lo stesso se avessimo la lira?). Non vedo quindi la necessità di eventuali acquisti da parte della Bce sotto il profilo della riduzione dei rendimenti. Lo potrebbe avere in un'ottica di dare liquidità al sistema bancario, liquidità che essendo a rendimento 'zero' invoglierebbe questo ad aumentare i prestiti ad aziende e famiglie. Il problema però è che le banche limitano i prestiti non perché abbiano problemi di liquidità, ma piuttosto di fiducia oltre al fatto che sono davvero poche le attività che oggi si rivolgono per un prestito per ragioni di investimento e non invece perché in difficoltà finanziaria. Consideri che dai dati dell'Abi dello scorso dicembre, nel 2013 i prestiti complessivi del settore bancario all'economia è ammontato a 1.851 miliardi di euro a fronte di una raccolta di 1.736 miliardi e con ben 147 miliardi di sofferenze (erano 47 nel 2007). Da qui si comprende come i prestiti vengano concessi con particolare attenzione nonostante il loro costo (per gli istituti di credito) sia oggi molto basso sia per i tassi previsti dalla Bce che quello interbancario. Per gli altri punti rispondo telegraficamente dicendo che tutti i Paesi hanno, chi prima chi poi, disatteso i parametri di Maastricht. Per gli eurobond ci sarebbe da fare un discorso apposito anche se in qualche modo ci sono già (vedi Erp) e mi meraviglia vedere che siano proprio coloro che invocano gli eurobond a scandalizzarsi di questo strumento. Aggiungo che affinché la Germania dia il benestare agli eurobond occorre che cambi la propria Costituzione (Grundgesetz) che al momento vieta la mutualizzazione del debito. Per la bilancia commerciale tedesca la soluzione va trovata nello stimolare le economie più deboli, non frenando quella più competitiva.
 
Vincesko à Maurizio Cocucci
Il Suo ragionamento non farebbe una grinza se ci trovassimo di fronte a un sistema a compartimenti stagni e non, invece, strettamente intrecciato come l’Eurozona, con nessi causali plurimi e complessi.
1) Se la BCE (semplifico) fosse intervenuta sul mercato secondario fin dallo scoppio della crisi greca del 2010, forse ci saremmo quasi risparmiati a) l’attuale, terribile crisi economica-finanziaria, regalataci gentilmente dagli USA, che per giunta si sono messi bellamente a speculare sull’Euro, colpendo i PIIGS, e facendo salire esponenzialmente lo spread, per stornare i problemi dal dollaro e dai cittadini statunitensi; b) in Italia, un mastodontico risanamento dei conti pubblici, pari, nella scorsa legislatura, a ben 330 mld cumulati, destinati in gran parte a finanziare gli interessi passivi; e c) un calo della domanda interna più che proporzionale, che ha provocato crisi economica, chiusure e delocalizzazioni di migliaia di aziende e aumento della disoccupazione, nonché crescita delle disuguaglianze.
2) Come si vede, Lei è severo con l'Italia e troppo gentile con la Germania: noi abbiamo cambiato la Costituzione, per inserire una misura stupida come il pareggio di bilancio (anche se nell’art. 81 si parla di equilibrio) strutturale; perché non lo potrebbe fare la Germania per mutualizzare una parte del debito pubblico (con adeguate garanzie, v. appresso) e finanziare gli investimenti in grandi infrastrutture, assumendosi così anche gli oneri di Paese leader, non solo i vantaggi? Inoltre, io ho apposta parlato di EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio http://www.ilsole24ore.com/art...), che, proprio per tranquillizzare i “bottegai” tedeschi, contempla il conferimento a garanzia – garanzia! - dell’oro della Banca d’Italia e di azioni di aziende pubbliche.
3) Infine, desta meraviglia che Lei non veda o faccia finta di non vedere che proprio la politica economico-finanziaria troppo restrittiva imposta dalla Germania scarica il peso del riequilibrio tutto sui Paesi deboli, costretti a deflazionare, in particolare i salari, deprimendo i consumi, ed impedisce di attivare quel circolo virtuoso di crescita di cui possano beneficiare sia la Germania sia tutti gli altri Paesi.
 
Maurizio Cocucci à  Vincesko
È vero che sono severo (e molto) nei confronti delle responsabilità italiane, questo perché sono italiano e quindi mi interessa come le cose vanno qui più che altrove. Contrariamente a quello che potrebbe pensare sono stato severo nel condannare a suo tempo la decisione delle nostre autorità nel non condannare la Germania e la Francia quando non rispettarono i parametri macroeconomici fissati dal trattato di Maastricht e questo perché noi abbiamo radicata quella cultura che a volte è preferibile non applicare le regole se riteniamo che da questa scelta ne possa derivare un vantaggio anche futuro. Sono severo perché da quando andavo a scuola sono stato abituato a guardare agli studenti più bravi per cercare di capire se avessero qualcosa da insegnarmi circa il loro metodo di studio visto che molti non trascorrevano più tempo di me sui libri. Ergo non sono mai stato educato all'invidia ed alla ricerca dei possibili difetti in coloro che conseguono rendimenti migliori dei miei e questo è l'atteggiamento che mi spinge a studiare le ragioni del successo tedesco in campo economico ed in particolare al passaggio da 'malata d'Europa' a migliore del continente. Non condivido tutto ma gran parte di quanto loro hanno fatto lo ritengo di esempio. Sono severo perché non riesco davvero ad imputare ad una moneta o ai parametri restrittivi di Maastricht e/o del recente Fiscal Compact la situazione in cui versano grandi imprese come Telecom Italia, Alitalia, la fine dell'ex Enimont nel campo della chimica così come la fine che hanno fatto la maggior parte delle imprese nel settore alimentare, passato di mano a multinazionali e perlopiù non tedesche. Ma anche i servizi resi dalle nostre Ferrovie dello Stato, sebbene il bilancio sia stato di recente risanato. Sono severo in chi invoca più deficit senza rendersi conto che ciò significa più interessi da pagare e oggi l'ammontare medio annuo di quanto versiamo per tale voce corrisponde ad un 5,5% del Pil, direi che è anche troppo. Sono severo perché di imposte paghiamo qualcosa in più di quasi tutti gli altri paesi Ue ma siamo i soli, forse assieme alla Grecia, che con quanto versiamo non disponiamo di un sostentamento al reddito per chi si trovi in una situazione di disoccupazione. La Ue e la Bce hanno sì delle responsabilità in merito al tardivo e mal gestito intervento nella crisi finanziaria ma non ne sono responsabili. La Grecia ha ricevuto complessivamente aiuti per un importo superiore al suo Pil (!), ma non è ancora sufficiente, il motivo è che aveva un sistema completamente insostenibile perché se si fosse trattato del solo salvataggio del sistema bancario, come in Spagna ad esempio, sarebbe bastato un quarto di ciò che hanno ricevuto.
 
Vincesko à Maurizio Cocucci.
Anziché rispondere nel merito, Lei indugia in una filippica contro i ben noti difetti italiani, tralasciando del tutto quelli tedeschi. Questo è un doppio standard rivelatore. Io condivido la severità nei riguardi degli Italiani (ed essendo meridionale e vivendo al Sud ho a che fare col peggio del peggio), e ne ho scritto spesso nel mio blog e in centinaia di commenti qui e altrove. Ma ciò non m'impedisce di dedicarmi anche ai difetti degli altri, quando sono gravi. E quelli dei Tedeschi nella gestione dell'attuale, terribile crisi e nella non assunzione degli oneri di Paese leader, lo sono.
PS: Ho svolto altre considerazioni su questo tema in calce all'ultimo articolo di Massimo Bordignon.
·   
Maurizio Cocucci à Vincesko
Se do l'impressione di non prendere in considerazione a sufficienza quelle che Lei definisce responsabilità tedesche è perché o mi sono spiegato male o differentemente perché non esistono. La Germania ha sottoscritto gli stessi trattati che abbiamo sottoscritto noi (e altri) quindi se li dovesse disattendere è giusto che sia messa di fronte alle proprie responsabilità e ne subisca le conseguenze. Se invece le accuse fanno capo ad una presunta posizione di privilegio allora rientrano in quelle che io sostengo essere accuse inesistenti. La Germania ha (ad oggi) 99 eurodeputati su 765 (12,9%), l'Italia 73, la Francia 74 e la Spagna 54. Nell'Eurozona sono questi i Paesi che sono in grado di esercitare una influenza concreta nelle scelte derivanti da Bruxelles, qualora non derivi da trattati internazionali di competenza del Consiglio dell'Unione Europea (capi di Stato o di Governo). Nel caso di Ue nel suo complesso va aggiunta la rappresentanza della Gran Bretagna pari a 73 eurodeputati e anche della Polonia con 51 eurodeputati. Queste cifre per dirle che in sede parlamentare Ue la Germania è molto distante dal fare 'il bello e cattivo tempo' a suo piacimento. 
Più verosimile pensare che abbia una posizione di influenza, di prestigio, in grado di condizionare quelle degli altri partner, ma solo fino ad un certo punto. Il Fiscal Compact, tanto per fare un esempio, non lo hanno sottoscritto a suo tempo 23 Paesi (Italia compresa) oltre a Francia e Germania che lo presentarono perché sia stato imposto da quest'ultima. Nè la Germania può essere accusata, altro esempio, per il fatto che la Ue ha preso la scellerata decisione (nel 2012 se ricordo bene) di ridurre i dazi per i prodotti ittici e ortofrutticoli di importazione dal Marocco, soprattutto se stando alle fonti di informazione la maggior parte degli eurodeputati italiani votò a favore. La Germania cura i propri interessi, sono i nostri rappresentanti istituzionali a dover difendere i nostri. Per il surplus della partite correnti tedesche che Lei menziona ho già scritto che ritengo utile promuovere politiche che migliorino la competitività degli altri Paesi invece che frenare quella tedesca. E infine per gli eurobond ritengo che questi siano uno strumento sopravalutato che e sarebbero solo in minima parte utili. Le aziende italiane delocalizzano per ben altri motivi, basta ascoltare le motivazioni che ripetono continuamente e che non vedono ai primi posti la moneta unica.
 
Vincesko  à  Maurizio Cocucci
Il Suo benaltrismo, quando si parla della Germania e dell'Italia, è commovente.
 
 
Piero à Alex Dall'Asta
La Germania non ha una visione europea, ha una visione imperialistica dell'Europa, dove al centro ci sono loro che dettano le leggi.
 
Vincesko à Piero.
Più che da imperialisti, da bottegai, che hanno imparato bene il detto napoletano del “chiagne e fotte”. Infatti si sono scelti da una decina d'anni una cancelliera "bottegaia" che sa difendere bene i loro interessi di bottega. Come dice l’Impresentabile: “Aridateci (lo statista) Kohl!”.
Come accenno più sopra, tra l’Euro sì e l’Euro no, c’è una terza opzione: ridurre fortemente lo strapotere della Germania nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati. Ad esempio, 1) applicare in toto lo statuto attuale della BCE: non solo controllo dell’inflazione, ma anche crescita economica e dell’occupazione; e 2) modificare e rendere cogente la procedura di infrazione per surplus commerciale eccessivo, portandolo dal 6% (limite per giunta inapplicato dal duo Barroso-Rehn) al 3% o meno.
 
***
 
Piero
Prima dell'euro i paesi avevano la disponibilità della politica monetaria, basta vedere la rottura dello Sme, anche nel breve periodo dello Sme, i singoli paesi aderenti avevano il controllo della politica monetaria, dovevano solo garantire il cambio della loro valuta nella banda stretta o in quella più larga.
In ogni caso l'esempio dello Sme deve fare riflettere, abbiamo avuto con lo Sme un'area valutaria con il cambio quasi fisso, è durata poco tempo; abbiamo oggi una area valutaria con il cambio fisso, stiamo vedendo cosa sta accadendo, si cerca di resistere con politiche di bilancio di rigore, si precipita sempre di più per salvare una politica di cambio fisso, che in questo momento fa felici solo le istituzioni finanziarie e le imprese multinazionali, ma non le imprese dell'economia reale. Il fatto di avere inserito un membro nella Bce non è una conquista, oggi la politica della Bce viene dettata dalla Merkel e ciò lo sa benissimo Smaghi.
Ricordo che prima dell'euro la Germania era infastidita delle nostre continue svalutazioni, impediva loro di penetrare il nostro mercato e permetteva a noi di continuare ad esportare nel loro paese, con l'euro, basta vedere i conti la Germania è passata da un bilancio di deficit della bilancia dei pagamenti tra i paesi euro ad un surplus che ad oggi ha raggiunto la soglia di 1400 miliardi di euro, questa somma non è altro che esportazioni mancate dei paesi meridionali verso la Germania.
Una politica monetaria espansiva sicuramente avrà effetti sul cambio della valuta, basta vedere il dollaro, la politica monetaria espansiva della Fed mantiene il dollaro ad un rapporto con l'euro sopra la parità, ricordo che all'inizio dell'adozione dell'euro si aveva la parità con il dollaro, la sua svalutazione sull'euro non è dovuta dagli scambi commerciali tra i paesi ma solo alla politica espansiva della Fed, mentre la Bce ha sempre sterilizzato tutte le politiche monetarie espansive ( sul punto basta vedere i passivi del bilancio delle due banche centrali, la Fed negli ultimi tre anni ha incrementato la base monetaria di oltre 3000 miliardi, mentre la Bce ha fatto solo gli Ltro sterilizzati che ha fatto crescere solo il passivo, ma non la liquidità).
I sostenitori dell'uscita dall'euro, in primis sono quelli che vogliono cambiare la politica monetaria della Bce, la minaccia dell'uscita serve a fare cambiare la politica monetaria alla Merkel, basta vedere ciò che è successo in America o Inghilterra dove un vero allentamento della politica monetaria ha portato alla crescita del Pil e alla diminuzione della disoccupazione, ciò è quello che si vuole, tutti tengono all'Europa, ma nessuno vuole l'impero tedesco, naturale che la Merkel non vuole una politica monetaria espansiva, loro hanno il dogma della valuta forte, considerano l'euro come il marco ( a mio avviso dovrebbero essere loro che devono uscire dall'euro e tornano al loro marco forte).
Con l'euro tutti i paesi dell'area euro hanno visto aumentare i loro debiti, ciò significa che è impossibile pagare il debito accumulato con la politica di bilancio, necessità del colpo di spugna della politica monetaria, alla fine ridurre di 5000 miliardi di debito pubblico in un decennio, acquistando sul secondario proquota i debiti statali dei paesi euro, sicuramente allenta la morsa del debito su tutti gli stati porta il costo del debito uguale per tutti gli stati, fa salire l'inflazione al 2% ( anche se vi è uno sforamento,l'importanza e' che il tasso tendenziale rimanga al 2%, per rispettare il mandato della Bce). Tale manovra riporta ala parità anche il cambio dell'euro sul dollaro con tutti i miglioramenti dell'export sull'America.
Draghi, cosa fa annuncia, nel 2012 ha detto faro tutto per salvare l'euro, ieri ha detto faremo un QE di 1000 miliardi, ma sono solo parole, si ha fatto una cosa ha cessato la sterilizzazione sugli acquisti fatti da Trichet nel 2011, ben poca cosa per la liquidità, oggi la liquidità e il freno dell'economia reale.
 
nextville à Piero
Abbiamo avuto il cambio fisso per tutto il tempo del miracolo economico: 1944-1971 (accordi di Bretton Woods)! E non c'è nulla che dimostri la superiorità dei cambi flessibili, ti riporto la letteratura citata in un altro articolo di questo sito: "Guardando al periodo post-Bretton Woods per 178 economie, Rose (2011) 
conclude che non c’è evidenza che i paesi con cambi variabili crescano a tassi diversi da quelli dei paesi a tassi fissi (Rose, A.K., 2011)". “Exchange Rate Regimes in the Modern Era: Fixed,Floating, and Flaky”, Journal of Economic Literature, Vol. 49, No. 3, pp.652-672. Conclusioni simili sono ottenute da altri lavori, quali Eichengreen B., Andrew K. Rose (2011). “Flexing Your Muscles: Abandoning a Fixed Exchange Rate for Greater Flexibility” NBER International Seminar on Macroeconomics Vol. 8, No. 1, pp. 353-391. Atish R. Ghosh, Anne-Marie Gulde, Jonathan D. Ostry, Holger C. Wolf, “Does the Nominal Exchange Rate Regime Matter?” Nber Working Paper No. 5874, January 1997. L’unicaeccezione è un lavoro che trova che nei paesiin via di sviluppo tassi fissi tendono ad associarsi con crescita più bassa, mentre nei paesi industrializzati non emerge nessuna differenza: Levy-Yeyati,Eduardo, Federico Sturzenegger (2003). “To 
Float or to Fix: Evidence on the Impact of Exchange Rate Regimes on Growth.” The American Economic Review, Vol. 93, No. 4. pp. 1173-1193.
 
Piero à nextville
Bretton Woods fu utilizzato in un momento di sviluppo industriale post bellico, dove il dollaro aveva la convertibilità aurea, in ogni modo l'America ha stampato la moneta al di fuori della possibilità di convertire il dollaro in oro: tale politica monetaria espansiva ha permesso di mantenere Bretton Woods per un lungo periodo, mentre gli altri sistemi di cambi fissi furono il serpente monetario che durò due anni e lo Sme che ne durò 13. Se analizziamo criticamente, le svalutazioni dalla fine di Bretton Woods ad oggi hanno permesso la crescita dell'Italia fino ad arrivare ad essere la quinta potenza mondiale.
 
Maurizio Cocucci à Piero
Ma è sicuro di ciò che ha scritto? Che la politica della Bce sia dettata dal governo tedesco è ridicolo, intanto perché la Germania è nota per avere da sempre un modello quasi unico dove la politica monetaria e quella fiscale sono nettamente separate. La Bundesbank ad esempio non era nemmeno prestatore di ultima istanza, ovvero non era tenuta ad intervenire nel caso un istituto finanziario fosse in difficoltà. Ha mai sentito parlare di modello Bundesbank? E' quello che poi è stato trasferito alla Bce, ovvero una banca centrale che è completamente indipendente nelle scelte di politica monetaria. Questa era la condizione posta dai tedeschi all'ingresso nella moneta unica voluta in particolare dalla Francia preoccupata dalla possibile egemonia tedesca dopo la riunificazione. Infatti la condizione al benestare alleato (ma voluto più di tutti da Mitterand) alla riunificazione tedesca fu quello di introdurre anticipatamente rispetto ai tempi previsti la moneta unica e che la Germania vi aderisse. C'è voluto tutto il prestigio del cancelliere Kohl per far accettare ai tedeschi questa scelta, visto che gran parte di loro oltre ad essere fedeli del Deutsche Mark temevano che la nuova moneta potesse assomigliare alla lira. Dato che non ci furono obiezioni la Germania ottenne quanto richiesto e a garanzia, diciamo formale, ottenne che la sede fosse sul suo territorio. Tenga però conto che dal suo inizio attività non c'è stato un solo presidente tedesco, anzi ne abbiamo oggi uno italiano. E un altro italiano è ai vertici dell'Eba (l'Autorità Bancaria Europea), quindi è più verosimile se sono i tedeschi a dire che il settore monetario e finanziario europeo dipendono dagli italiani che non viceversa.
Per ciò che concerne i dati sul commercio li riguardi bene, la maggior parte del surplus commerciale la Germania oggi lo effettua fuori dell'area euro e buona parte verso i Paesi extra europei. In Cina la Volkswagen ha venduto nel 2013 2,4 milioni di autoveicoli, Audi 470 mila, Bmw 374.000, Fiat 43 mila. Sarebbe dovuto all'euro questo divario?
 
Piero à MaurizioCocucci
Veda i dati sul surplus tedesco tra i paesi euro dall'adozione moneta unica e faccia la somma.
A dire che non vi sia l'influenza della Germania sulle decisioni della Bce è rimasto solo il Sig.Cocucc; l'unico Presidente che si ribellò alla politica tedesca fu Trichet quando fece la politica di acquisto titoli Smp, subito bloccata da Draghi. 
 
Piero à Maurizio Cocucci
Le idee sono personali, ognuno ha le due. Oggi pochissime persone credono che la politica monetaria non sia influenzata dalla Merkel, ma i dati dei surplus purtroppo non sono idee, sono dati da tutti criticati e condivisi: la Germania con l'euro nei rapporti tra paesi euro è passata dal deficit della bilancia dei pagamenti al surplus, i surplus in 13 anni di euro ammontano ad oltre 1400 miliardi. Se oggi la Germania ha un surplus verso i paesi extra euro, ben per lei: grazie a tutti i soldi che ha rubato ai paesi meridionali può permettersi tutte le politiche che vuole, anche quelle necessarie per aggredire i paesi orientali.
 
Maurizio CocucciàPiero
Per l'esattezza parliamo di fatti, fatti facilmente verificabili. Non entro in merito delle opinioni personali, opinioni che nel suo caso dimostrano come lei abbia un forte disprezzo verso i tedeschi. A me onestamente non interessa questo, probabilmente avrà le sue ragioni e io non farò certo il loro difensore, sono qui per commentare interventi in ambito economico. Detto questo se i tedeschi hanno un forte surplus commerciale è perchè vendono molto importando meno, per quanto il livello di queste ultime sia comunque molto elevato. Non penso che il motivo del successo dei prodotti made in Germany derivi dal prezzo, visto che notoriamente sono spesso tra i più costosi, ma piuttosto dall'elevato valore tecnologico, qualitativo e di affidabilità. Come vorrebbe intervenire sulla loro bilancia commerciale, ponendo un tetto alle loro esportazioni? Obbligando i tedeschi a importare di più? Dicendo ad un certo punto ad un cittadino italiano che intende comperarsi una autovettura tedesca che non può e che deve scegliere tra case alternative? Siamo seri. Soprattutto nell'affermare che chi fa concorrenza 'rubi qualcosa' ad altri per il fatto che ha più successo. Tra l'altro lei scrive spesso affermazioni prive di fondamento, per esempio in merito alla bilancia commerciale italo-tedesca: negli anni della lira con cambio variabile è sempre stata a loro favore e per importi maggiori di quelli odierni (in proporzione), il contrario quindi di quanto ha scritto. Tra l'altro anche noi abbiamo verso alcuni Paesi una bilancia commerciale nettamente a nostro favore, saremmo quindi anche noi dei presunti 'ladri' verso costoro?
 
VinceskoàMaurizio Cocucci
No, per ridurre il surplus commerciale eccessivo (che è già un obbligo quando supera il 6%, che va ridotto e reso cogente con sanzioni severe, anche se è la Germania!) basta fare ciò che stanno già facendo (vedi l'accordo politico Merkel-SPD): aumentare i salari -> aumento costi di produzione --> aumento prezzi relativi tedeschi --> aumento delle importazioni.
PS: criticare l'arroganza della Germania, sulla base di un'analisi dei fatti, non equivale affatto a odiare i Tedeschi.
 
 
Post e articoli collegati:
 
Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html

L'Ue bacchetta la Francia sul deficit/Pil. Ma chi rispetta questo parametro? Dal 2009 quasi nessuno mentre l'Italia è stata tra i virtuosi
di Vito Lops  06 aprile 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-06/l-ue-bacchetta-francia-deficitpil-ma-chi-rispetta-questo-parametro-2009-quasi-nessuno-mentre-italia-e-stata-i-virtuosi-152447.shtml
 
Uscire o no dall’euro: gli effetti sui salari
Emiliano Brancaccio e Nadia Garbellini - 19 Maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/distribuzione-e-poverta/uscire-o-non-uscire-dalleuro-gli-effetti-sui-salari-e-sulla-distribuzione-dei-redditi/

Joseph Stiglitz: "L'euro un errore, ma non si può tornare indietro"
Roberta Carlini
06 maggio 2014
http://espresso.repubblica.it/affari/2014/05/06/news/joseph-stiglitz-l-euro-un-errore-ma-non-si-puo-tornare-indietro-1.163912

RNews, l'allarme del Nobel Stiglitz: "L'austerità non ci farà uscire dalla crisi"
Eugenio Occorsio
06 maggio 2014
http://video.repubblica.it/rubriche/rnews/rnews-lallarme-del-nobel-stiglitz-lausterita-non-ci-fara-uscire-dalla-crisi/164950/163441

Sopravviverà l'euro? Analisi del suo futuro
Joseph Stiglitz
20/05/2014
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1739

Lo spettro della deflazione e la BCE
Enrico Sergio Levrero* - 16 Maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/lo-spettro-della-deflazione-e-la-bce/

Lo spread e i trucchi della Bundesbank
Carlo Clericetti
21 maggio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/05/21/lo-spread-e-i-trucchi-della-bundesbank/ 

Disoccupazione e squilibri commerciali nella zona euro
Pubblicato da keynesblog il 4 luglio 2012 in EconomiaeurobancorEuropa
Nel progetto di Keynes una camera di compensazione avrebbe reso costosi i surplus e avrebbe costretto i paesi esportatori a compensarli con maggiori importazioni. Questo tipo di meccanismo sarebbe oggi vitale per l’area dell’euro. Tuttavia a differenza di come lo espone l’articolo di Richard, il progetto keynesiano per Bretton Woods non era basato su dazi, ma su una moneta unica internazionale per il commercio, il bancor, e su meccanismi di punizione, fino alla possibilità di requisire tutti i bancor di un paese in sistematico surplus commerciale. Un meccanismo che non sarebbe quindi difficile applicare alla zona euro, dove una moneta unica c’è già, e di cui abbiamo già parlato. In ogni caso lo scopo è il medesimo: regolare i commerci per evitare squilibri.
http://keynesblog.com/2012/07/04/disoccupazione-e-squilibri-commerciali-nella-zona-euro/ 

Il vero "bail-out"? Quello della Germania
Scritto da Thomas Fazi on 21 Giugno 2014
“Che conclusioni possiamo trarre da questi dati? Prima di tutto che sarebbe il caso di smetterla di dire che la Germania ha “sborsato molti soldi” per salvare le povere economie della periferia, quando in realtà è accaduto esattamente l’inverso”.
http://www.scenariglobali.it/europa/675-il-vero-bail-out-quello-della-germania.html 

La Germania rallenta, perché non ha fatto i propri compiti a casa. L'Italia può lavorare perché lo faccia, con beneficio per tutta l'Europa.
Secondo la Bundesbank, nel secondo trimestre la crescita tedesca si è fermata. Ma poi riprenderà a correre. E il surplus commerciale continua a restare sopra i limiti degli accordi europei. Secondo il Fondo monetario internazionale dovrebbe spendere più soldi pubblici per fare investimenti e crescere ancora di più, favorendo così le esportazioni degli altri paesi, come Grecia, Spagna o Italia.
23 luglio 2014
http://ilcampodelleidee.it/doc/173/la-germania-rallenta-perch-non-ha-fatto-i-propri-compiti-a-casa-litalia-pu-lavorare-perch-lo-faccia-con-beneficio-per-tutta-leur.htm  



 

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi

 
L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011 la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
PAOLO MASTROLILLI
13/05/2014
http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/politica/lex-ministro-usa-funzionari-europei-ci-proposero-di-far-cadere-silvio-2G5osoGKsV8e1rtWqD95RJ/pagina.html

 

Prima della fine dell’estate del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue, molto inique, per complessivi 165 mld (non cumulati) [1], ma che non furono sufficienti a convincere i mercati finanziari a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi; ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche incisive (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle, - come insistentemente chiedevano l’UE e la BCE [2], come contropartita dell’acquisto di titoli pubblici italiani per raffreddare lo spread, impennatosi a luglio (raggiungerà il picco di 574 punti base rispetto ai Bund tedeschi in novembre, essendo scemati gli acquisti da parte della BCE) [3] ed evitare il temuto default -, con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni delle pensioni di vecchiaia anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato ed il raggiungimento anche per loro dei 67 anni, ma entro il 2026 (idem come sopra), - misure che furono poi varate dal governo Monti con la riforma Fornero -, come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark UE27 per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania).

Il governo commise, però, degli errori materiali gravi nella prima lettera all’UE, scrivendo erroneamente, ad esempio, che il raggiungimento a 67 anni sarebbe avvenuto per tutti nel 2026 [4], che ingenerò l’equivoco esiziale, che trasse in inganno tutti i media italiani, a partire dall’ANSA, [5] che così ne amplificarono l’eco, e persino parlamentari economisti esperti come il senatore Baldassarre (io, che seguivo la questione delle pensioni passo passo, lo scrissi a tutti i principali media ed al senatore  Baldassarre, presidente della Commissione Finanze, che aveva fatto lo stesso errore intervistato da Rainews e che fu l’unico a rispondermi, ammettendo l’errore). Poi, dopo la richiesta di chiarimenti dell’UE, [6] gli errori furono corretti nella seconda lettera del governo italiano [7], ma ciò pose solo parziale riparo al danno.

Per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente,  è caduto anche per un errore di… comunicazione. Va anche precisato che fu il ministro della Funzione pubblica, Brunetta, che per l’occasione aveva sostituito Tremonti, ormai ai ferri corti con Berlusconi, a redigere la lettera, tant’è che il ministro dell’Economia si rifiutò di firmarla.

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti pubblici era stato già fatto, in maniera molto iniqua, per circa 4/5, pari a 267 mld cumulati, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque,  per “soli” 63 mld cumulati, su un totale di 330, [1] peraltro adempiendo misure in parte già decise dal governo precedente, ad esempio, l’aumento dell’IVA, [1] nonché il fiscal compact, [8] col pareggio di bilancio inserito in Costituzione. [9]

 
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 

[2] Lettera della BCE del 5 agosto 2011
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml  

[3] Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811273.html

Commento-riepilogo della seconda lettera, di ADNKronos (anch’esso – incredibile ma vero – contiene degli errori e delle incongruenze relativi alle pensioni, come ad esempio l’età di pensionamento per vecchiaia, che, dall’1.1.2012, non è di 65 anni ma, includendo la cosiddetta “finestra”, è di 66 anni e 1 mese per i lavoratori dipendenti e 66 anni e 7 mesi per quelli autonomi; anche il titolo non riporta fedelmente ciò che è scritto nel testo; infatti, a 66 anni (e 1 mese) si va già dall’1.1.2012, mentre, dall’1.1.2013, poiché scatta l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, si va a 66 e 3 mesi, ma in effetti 4 mesi):
Crisi, i chiarimenti del governo giunti all'Ue: in pensione a 66 anni già nel 2013
13 novembre 2011
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-i-chiarimenti-del-governo-giunti-allUe-in-pensione-a-66-anni-gia-nel-2013_312641530182.html

Fu il debole Berlusconi, infatti, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica.

CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI

Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

[9] Art. 81 Cost.
http://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=81
 

 
Post e articoli collegati:
 
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
 
Dialogo acceso sulla paranoia verso Monti, l’UE e l’Euro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2842768.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/01/dialogo-acceso-sulla-paranoia-verso.html
 

Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[…] In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS[…]  

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2844554.html oppure


Caso Geithner, Quirinale "non a conoscenza di pressioni". Berlusconi: "Furiosi, esasperati"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/14/news/berlusconi_geithner-86098746/
 
Caso Geithner, Berlusconi: "Serve commissione inchiesta su fatti enormi"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/15/news/berlusconi_lo_dico_con_certezza_nel_2018_non_sar_io_il_premier-86196615/

Il governo a Berlusconi: "Vicenda Geithner ha caratura più letteraria che storica"
16 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/16/news/il_governo_a_berlusconi_nessuna_iniziativa_su_vicenda_geithner-86287406/ 

La Troika, il 2011 e l'Italia
di Alessandro Gilioli
Giovedì 23 Luglio 2015
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5491:alessandro-gilioli-la-troika-il-2011-e-litalia&catid=82:politica-italiana&Itemid=58

Napolitano: nel 2011 agii nell’interesse dell’Italia
Il presidente replica ancora alle accuse di complotto:“Ridicolmente strumentali. Anche il Cavaliere era d’accordo”
ANTONELLA RAMPINO
17/11/2015
http://www.lastampa.it/2015/11/17/italia/politica/napolitano-nel-agii-nellinteresse-dellitalia-wktAWytcuLQAv29BillNGI/pagina.html

 

Appendice


Riporto articoli e commenti del mio archivio relativi al periodo immediatamente precedente e successivo alle dimissioni del governo Berlusconi.


In un altro blog, una settimana fa, avevo ‘postato’ questo commento:

Allego un articolo che interpella i cattolici, in particolare quelli che hanno votato PDL, in particolare quelli che qui amano discettare dei milioni di morti sovietici di 50 anni fa e forse non si preoccupano neanche un po' dei milioni di uomini in carne ed ossa che pagano e pagheranno gli errori gravi di un governo inadeguato e di un presidente del Consiglio amorale, incompetente, malato e scandaloso. 


IL COMMENTO

Lo strano silenzio della Chiesa

di BARBARA SPINELLI

21 settembre 2011

IL SOSTEGNO che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l'incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: "Ora basta"? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini? Non sono sufficienti le accuse di aver prostituito minorenni, di svilire la carica dimenticando la disciplina e l'onore cui la Costituzione obbliga gli uomini di Stato? Non basta il plauso a Dell'Utri, quando questi chiamò eroe un mafioso, Vittorio Mangano? Cosa occorre ancora alla Chiesa, perché si erga e proclami che questa persona, proprio perché imperterrita si millanta cristiana, è pietra di scandalo e arreca danno immenso ai fedeli, e allo Stato democratico unitario che tanti laici cattolici hanno contribuito a costruire? […].


Oggi, la CEI, per voce del “cerchiobottista” Bagnasco, ha battuto un colpo, tardivo, ma che colpo!


Conferenza Episcopale Italiana

CONSIGLIO PERMANENTE

Roma, 26 - 29 settembre 2011

La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. E fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo con impoverire ancor di più quelli che già vivono in situazione di grave precarietà» (Benedetto XVI, Discorso per il 50° dell’enciclica “Mater et magistra”, 16 maggio 2011). Nessuna nuova istituzione internazionale è stata nel frattempo messa in campo col potere di regolare appunto la funzionalità dei mercati allorché questi risultino anomali. Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie. Dal canto suo, l’Europa ha fatto fronte in ritardo e di malavoglia alle emergenze, incapace di esprimere una visione comunitaria inclusiva dei doveri propri della reciprocità e della solidarietà, soprattutto rivelando ancor di più lo squilibrio tra l’integrazione economica, di cui l’euro è espressione, e un’integrazione politica, ancora inadeguata, pesantemente burocratizzata e invasiva.

8. Conosciamo le preoccupazioni che pulsano nel corpo vivo del Paese, e non ci sfugge certo quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle. L’impressione tuttavia è che, stando a quel che s’è visto, non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011). Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Da più parti, nelle ultime settimane, si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti. Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?

Tornando allo scenario generale, è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.

Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.


28 settembre 2011

Lo strappo Cei e i pdl ricattati. Colpiti ma non scalfiti: «Hanno paura»

Francesco Lo Sardo

link sostituito da:


CRISI

Il Bundestag appoggia la Merkel. Sì al fondo salva stati più forte

Il parlamento federale tedesco approva a larga maggioranza la proposta di rafforzare lo strumento usato dall'Unione per soccorrere le economie europee in difficoltà

29 settembre 2011

http://www.repubblica.it/economia/2011/09/29/news/berlino_approva_il_fondo_salva_stati-22414016/ 


LA CRISI

Governo in bilico: «Berlusconi sta per lasciare». Ma il premier smentisce

Ferrara: «Questione di ore e cede il passo». Letta: «Se cade l'esecutivo, gli impegni restano»

07 novembre 2011 13:05


Diretta

Governo sull'orlo del baratro. Ferrara: "Berlusconi si dimette"

07 novembre 2011


Quanto ci costa quest’individuo da tempo malato.


IL GRAFICO

"Va via": borsa su. "Resta": crollo. I mercati e il destino del premier

07 novembre 2011


I link di Sbilanciamoci dal 2016 sono stati tutti cambiati (sono stati anche cancellati i commenti “scomodi” riguardanti la conoscenza dello statuto della BCE), ma ho scoperto che si possono recuperare facendo una ricerca col browser, digitando il titolo dell’articolo + old + Sbilanciamoci.


SBILANCIAMOCI.INFO




Sbilanciamoci.info - Newsletter n.144 - 5 novembre 2011

 

FORUM/LA ROTTA D'EUROPA

 

Ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia: sono tre correzioni di rotta che servono all’Europa emerse dalle proteste del 15 ottobre e nel dibattito sulla “rotta d’Europa” aperto da Sbilanciamoci.info e il manifesto, ripresodaOpenDemocracy
di Mario Pianta

 

Nei paesi della periferia europea si pensa di uscire dalla crisi riducendo salari e tutele del lavoro e con sistemi di contrattazione a livello d’impresa. Non è questo che può rimettere in ordine i conti dell’economia, servono politiche di rilancio della domanda e istituzioni di contrattazione collettiva.
di Andrew Watt


INTERVENTI

Nella crisi italiana i nodi restano quelli definiti dalla lettera della Bce che pone dure condizioni di politica economica al governo italiano. È necessaria una risposta “di sinistra”, realistica nel fare i conti con l’emergenza e credibile nel delineare un programma alternativo
di Claudio Gnesutta


Un "manifesto per risollevare l'Europa" sul quotidiano di Confindustria propone governo economico europeo, eurobond, una Bce modello Fed e un mercato unico per il credito. Una discussione da iniziare. E un segnale di cambiamento?
di Mario Pianta


Come si può sostenere la giusta battaglia per i beni comuni e contemporaneamente auspicare il fallimento dell'istituzione collettiva che dovrebbe gestirli e amministrarli? 
di Felice Roberto Pizzuti


Secondo una stima realistica, da un'imposta ordinaria sulla ricchezza potrebbero entrare 15 miliardi. Non sono pochi, ma non possono servire sia a tappare i buchi che a finanziare la crescita
di Alessandro Santoro


Un conto sono le politiche di rientro dal debito, un altro le modifiche delle regole di finanza pubblica. Ecco alcune informazioni e utili avvertimenti sulle varie ipotesi di regole costituzionali in tema di pareggio di bilancio
di Antonio Brancasi


Salvaguardare patrimoni e ricchezze, colpire gli enti locali, le pensioni e i redditi, distribuire qualche una tantum assistenzialistica e azzerare la spesa sociale: queste sono le scelte del governo come ci dice il Libro nero sul welfare curato da Sbilanciamoci e della campagna I diritti alzano la voce

di Giulio Marcon


In un paio d'anni, la crisi sembra divenuta inesorabile, il capitale straniero più aggressivo, il governo irresoluto di fronte alle sue responsabilità 
di Vincenzo Comito


Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?


CRISI

Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"

Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"

07 novembre 2011


Diario della crisi

Berlusconi abbandonato anche da Letta e Bossi

di CLAUDIO TITO

08 novembre 2011

[…]. Se la politica nostrana scommette sulle elezioni anticipate, gli interlocutori esterni sembrano spingere per un esecutivo "tecnico". Un governo guidato da un personaggio come Mario Monti o come Giuliano Amato (che sta conquistando posizioni anche ai piani alti delle nostri Istituzioni) nella consapevolezza che solo un assetto di questo tipo può garantire una riduzione del debito pubblico con misure anche impopolari. Per questo le forze più responsabili del centrodestra e del centrosinistra si affannano a indicare soluzioni "tecniche". O miste, come sta facendo l'Udc con il "ticket" Monti-Letta. […].


Il Cavaliere

«Se proprio devo morire lo farò in Aula»

Cavaliere autocritico: ho commesso errori. Ma sui suoi: fanno disinformazione

Marco Galluzzo 
08 novembre 2011 07:27


In mattinata incontro dei capigruppo dell'opposizione

Rendiconto, il governo appeso ai numeri. Nucara ricoverato: non voterà

Tremonti rientra da Bruxelles. Pressing del premier sui dissidenti. E Di Pietro annuncia: «Voteremo no»

C. Arg. 
08 novembre 2011 12:03



Salvare la roba

Concetto Vecchio

07 novembre 2011


Diretta

Bossi: "Silvio si faccia da parte, Alfano premier"
Opposizione in aula, ma non voterà

08 novembre 2011


L'INTERVISTA

Veltroni sposa l'ipotesi Monti. "Niente voto e governo di transizione"

Parla Walter Veltroni: il partito ascolti le preoccupazioni di Prodi. "Il Cavaliere ora è solo contro tutti e oscilla tra infantilismi e l'idea di trascinarci alle urne in un finale da Caimano". Su Renzi: "Non condivido né certe forzature del sindaco di Firenze né reazioni di stampo antico del tipo 'fai il gioco del Cavaliere'" di GOFFREDO DE MARCHIS

08 novembre 2011


la crisi

Mercati, resta alta la tensione sugli spread
Tremonti lascia l'Ecofin e rientra a Roma

Giornata di tensione sui mercati finanziari in attesa del voto sul rendiconto di bilancio del governo italiano. Il differenziale tra i Btp e titoli del debito tedesco rimane alto. Tremonti rientra a Roma per votare. "Con questi spread è impossibile per le imprese chiedere i prestiti; riforme con o senza Silvio", sostiene il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia

08 novembre 2011


DIRETTA

Rendiconto, maggioranza ferma a 308
Opposizione: "Adesso si deve votare"

L'Aula della Camera ha approvato il Rendiconto generale dello Stato, con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano in Aula ma non hanno preso parte al voto. Il leader della Lega: "Chiesto a Berlusconi di fare un passo laterale". Vertice notturno a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore del Pdl. La Russa: "Abbiamo i numeri". Il premier fa sapere che attenderà 24 ore per valutare la tenuta della maggioranza. In caso di numeri scarsi, punterebbe sulle elezioni anticipate anche se si è discussa la possibilità di un governo diverso. L'opposizione sarà in aula per garantire il numero legale ma non partecipa al voto: è questa la decisione assunta nel vertice svoltosi in mattinata alla Camera, condivisa anche dai radicali. Bersani vede Pannella.


Un durissimo giudizio di Roubini sulla “mamma vicaria” Alfano.


IL COMMENTO

NourielRoubini su Twitter: "Alfano è il lacché n.1"

Ecco gli ultimi tweet dell'economista americano sulla situazione italiana.
* * *
Sostituire Berlusconi con il suo primo lacché è inaccettabile: l'Italia ha bisogno di un governo competente guidato da un rispettato e credibile leader 
Angelino Alfano non è degno di fare il primo ministro: è un avvocato con nessuna conoscenza di economia, il cui lavoro, da ministro della Giustizia, è stato solo quello di creare leggi per evitare a Berlusconi di essere processato
* * *
Alfano è il lacché numero di uno Berlusconi: il suo unico compito è stato quello di mettere il premier al riparo dai guai giudiziari, e ora vogliono promuoverlo a Palazzo Chigi per continuare a svolgere questa funzione.
* * *
Il "Gattopardo" Alfano ha partecipato non molti anni fa al matrimonio della figlia di un boss siciliano, Croce Napoli, e tutti hanno visto l'incontro affettuoso fra Alfano e lo stesso Napoli
* * *
Non è solo una questione di voci e indiscrezioni: tutti possiamo vedere un video che mostra Angelino Alfano partecipare al matrimonio nel 1996 della figlia del boss della mafia Napoli

 (08 NOVEMBRE 2011


In effetti, Gennaro Malgieri (ha fatto la dichiarazione in Aula al termine della seduta) è giunto in ritardo, ma ha dichiarato che avrebbe votato ‘sì’.


16:34Centrodestra, ecco i "dissidenti"77Sono undici i deputati di area centrodestra che oggi non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, più Alfonso Papa (agli arresti domiciliari). Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace. Si è invece astenuto Franco Stradella, del Pdl.


I NUMERI

Gli 11 che hanno voltato le spalle al Cav.
E lui: «Mi hanno tradito, dove vanno?»

Cinque deputati del Pdl e cinque del Misto non hanno partecipato al voto; uno si è astenuto

08 novembre 2011 17:33


Il grande bugiardo ha dichiarato:


APPROVATO IL RENDICONTO, MA IL PREMIER HA PERSO LA MAGGIORANZA

Berlusconi a Napolitano :«Mi dimetto subito dopo la legge di stabilità»

Il Colle: «Il premier ha manifestato la consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto»

C. Arg. 
08 novembre 2011 20:04


Ryanair, 'Silvio scappa con noi'

08 Novembre 2011 15:26

(ANSA) - ROMA - Silvio Berlusconi e' ancora una volta testimonial inconsapevole Ryanair. Sull'home page del sito internet della compagnia aerea lowcost irlandese compare il viso del Cavaliere in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo (9.99 euro). Accanto al volto del Cavaliere compare lo slogan, anch'esso rivolto al Cavaliere: ''Caro Silvio - si legge - un'altra occasione per scappare con Ryanair''.


Questi commissari UE, anche quando non sono tedeschi, sono babbei e noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, si occupasse principalmente di questo la Commissione UE!
Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria): quanto ci sarà costato in più, alla fine, questo premier incompetente e fuori di testa (assieme all’altro incompetente e fuori di testa Tremonti)?


Il commissariamento

Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"

L'Europa a sorpresa chiede al governo Berlusconi di intervenire nuovamente sui conti. Il commissario europeo agli Affari economici vuole misure addizionali per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. In 39 punti, tutti i chiarimenti necessari

di ALBERTO D'ARGENIO

08 novembre 2011


P.S.:

Testo della lettera in italiano


Affermazione grossolana e dilettantesca di Renzi, da ignorante della norma.


“Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036


Il centrosinistra sarà credibile se smetterà di essere conservatore

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo:

[…]. La nostra parola d’ordine è l’equità sociale? Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036 e contestualmente detassare per i primi tre anni il lavoro dei neoassunti. Semplificare la giustizia, specie quella civile, per garantire la certezza del diritto così da portare nuovi capitali a investire in Italia. Privatizzare le maggiori aziende del Paese non solo per far cassa, ma anche per evitare che la Finmeccanica di turno diventi la riserva di caccia di chi vince le elezioni. Tagliare i sussidi e le agevolazioni alle imprese, semplificare la burocrazia, dimezzando davvero i costi, e i posti , della politica.

Riformare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico a tutele progressive e superando l’apartheid tra chi è già garantito e chi sta fuori dal sistema del welfare. Portare finalmente la parola merito nelle scuole e nelle università italiane, senza paura di scontrarsi con le resistenze di chi difende il proprio orticello. Un pacchetto di provvedimenti che abbia la funzione di liberare l’Italia, una sorta di angioplastica istituzionale che stasi e sblocchi, subito. Perché lo status quo è quanto di più ingiusto ci sia. E uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte. Gli italiani sono persone serie, sono persone perbene. […].

08 novembre 2011


EVENTS

14/11/2011 - 14/11/2011

The high-level conference to be held in Brussels on 14 November will provide a forum for EU institutions, EU countries and social partners to share their to the current institutional and economic context.


Bravo!


Pensioni. Perché è giusto indignarsi

di Felice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

[…]. Ma allora perché, anche in ambiti progressisti incontra favore l'idea di nuovi interventi sulle pensioni? Il punto è che i maggiori ostacoli a superare questa crisi epocale risiedono non solo nelle difficoltà frapposte dagli interessi economici, politici e culturali collegati al modello produttivo affermatosi nel passato trentennio e adesso entrato in crisi; le ragioni vanno individuate anche nei limiti delle forze progressiste nel saper rinnovare il modello economico-sociale, la mentalità prevalente nell'opinione pubblica e gli equilibri politici. […].


OT: Notizia strabiliante!


Terremoto: palazzo alzato per isolatori

08 Novembre 2011 15:19

(ANSA) - L'AQUILA - Un palazzo di 6 piani -lungo 25 metri e del peso di duemila tonnellate - e' stato alzato di 60 cm per posizionarvi sotto gli isolatori sismici. L'intervento, il primo in Italia, e' stato completato oggi a l'Aquila. I 32 martinetti idraulici lo hanno sollevano un centimetro l'ora. L'iniziativa e' della Fondazione ''6 Aprile per la Vita Onlus''. La stessa tecnologia sara' utilizzata a Venezia contro l'acqua alta, ha detto l'assessore veneziano ai lavori pubblici, Alessandro Maggioni.

03 Novembre 2011

La Fondazione solleva la sicurezza

Dal 05 al 10 Novembre all'Aquila, presso l'area di cantiere sita tra Via Antonio Rauco e Via Amiternum, si terrà Up! - Sollevamento in Corso, manifestazione organizzata dalla Fondazione 6 Aprile per la Vita ONLUS e Consta.

La manifestazione ha come obiettivi principali la sensibilizzazione della popolazione nei confronti della sicurezza in caso di movimenti tellurici e la promozione in materia di protezione e prevenzione antisismica.

Nell'occasione si svolgerà il primo sollevamento in diretta di un palazzo colpito dal sisma di L'Aquila, applicando l'innovativa e brevettata tecnologia Soles per l'inserimento di isolatori sismici alla base dell'edificio.

Up! - Sollevamento in Corso si sviluppa in alcune giornate coinvolgendo in specifici momenti la popolazione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie, studenti e docenti universitari, professionisti del settore, istituzioni, intervallando momenti conviviali e moduli didattici con workshop e conferenze, con lo scopo di far conoscere agli specifici target gli aspetti maggiormente rilevanti dell'intervento sull'edificio.

All'interno della settimana di eventi è prevista la Giornata Istituzionale di martedì 08 Novembre con la presenza di autorità, giornalisti e tecnici del settore.

Inserimento di dispositivi antisismici in edifici esistenti

Soles ha messo a punto soluzioni tecnologicamente innovative per l’isolamento sismico in generale ed in particolare per l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente.

Nel caso di strutture esistenti, che richiedono il maggior impegno sotto l’aspetto progettuale ed esecutivo, si ricorre al sostegno e/o sollevamento dell’edificio per consentire l’inserimento di appositi dispositivi quali gli isolatori sismici con sistemi dissipativi di energia. L’obiettivo dei provvedimenti da adottare è sempre quello di svincolare il terreno dalla struttura sovrastante per rendere indipendenti i movimenti relativi delle due entità. L’assorbimento di energia sismica con relativa deformazione dei dispositivi riduce o elimina il danno sismico. […].


Riporto la mia replica a Franci53 nel ‘post’ “8 novembre 63 AC” e la nota del Quirinale.


Auguri a te, ma io brinderò solo quando il grande bugiardo avrà rassegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica; il quale, forte dell'esperienza precedente raccontata da Eugenio Scalfari (v. il mio 'post'/14 su Silvio B.), ha saggiamente emessa una nota a sancire di fronte all'Italia ed al mondo l'impegno di B. a dimettersi.


LA CRISI

«Il premier si dimetterà dopo la legge 
di stabilità»: la nota del Quirinale

Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)


8 novembre 2011

La Sora Cesira: ''Berlushka bye bye''

"In un momento di grande difficoltà" ecco il commento in musica di Sora Cesira (che riprende "Babooshka" di Kate Bush)




L'ultimo sogno del Cavaliere: candidarsi ancora come premier, Michele Tito su Repubblica








Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:


5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica,

inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento

automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età

pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni

disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026

l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per

le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti

anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a

ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione

consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo

sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente

riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei

criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro

abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i

generi dell’età pensionistica standard?

Le 39 domande dell’Europa (alle quali l’Italia dovrà rispondere), ANSA


Una breve sintesi della lista di 39 domande che alla quale il governo dovrà rispondere entro l’11 novembre, sul Corriere della Sera del 09-11-2011

Tutte le risposte che l’Italia dovrà dare all’Europa


I mercati non bevono le trappole

Se la situazione sta precipitando al di là di ogni controllo non possono esserci dubbi su quello che i mercati ci stanno dicendo: considerano le dimissioni annunciate l'ennesimo trappolone. Sta alle opposizioni mettere il presidente Napolitano nelle condizioni istituzionali di agire

Carlo Clericetti


PALAZZO MADAMA

Mario Monti nominato senatore a vita
La mossa del Colle nei giorni della crisi

09 novembre 2011


Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia (cfr. nota [6]), includendo la “finestra” mobile di 12 mesi, gli uomini andranno già nel 2021 a 67 anni, per l’esattezza 66 anni e 11 mesi,e le donne del pubblico impiego a 66 anni e 11 mesi; quelle del privato a 64 anni e 8 mesi (nel 2026 a 67 anni e 4 mesi).


LE MISURE PER L'EUROPA / Funziona il pressing delle opposizioni

Ddl Stabilità, approvato entro domenica 
Nel testo ci sono modifiche all'articolo 18

Ma Tremonti assicura: saranno approvate solo dopo un confronto con le parti sociali

09 novembre 2011 20:21

[…]. Dalle prime indicazioni sui contenuti è emerso che vi sarebbero previste anche alcune modifiche all'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori. Queste, ha però precisato Tremonti, saranno approvate dopo un confronto con le parti sociali.

LE ALTRE MISURE - A riferire le prime indiscrezioni è stato il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, secondo cui il nuovo testo recepisce i contenuti della lettera inviata dalla Bce all'Italia e si compone di 25 articoli e 10 punti. I capitoli di intervento riguardano la dismissione degli immobili pubblici, una maggiore apertura del mondo delle professioni tramite l'eliminazione delle tariffe minime, la semplificazione normativa, incentivi al projectfinancing e detassazione delle imprese costruttrici, rivisitazione della disciplina sull'apprendistato. E poi ancora un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie e un pacchetto per velocizzare il processo civile.

Capitolo pensioni. A partire dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni. Inoltre sono previsti meno tagli all'editoria. Entro tre mesi il ministero delle politiche agricole individuerà i terreni dello Stato a vocazione agricola e non utilizzabili per altre finalità da vendere. Infine le aree ed i siti del comune di Chiomonte, individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono «aree di interesse strategico nazionale». […].


Il testo del maxiemendamento


Aspettiamo di vedere se Mario Monti diventerà presidente del Consiglio, e le sue scelte, ma io non sono del tutto in disaccordo con quanto scrive Stefano Azzarà. Tranne nella chiusa, quando scrive: “Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi”. L’hanno già deciso finora, addossando il maggior peso dei 200 mld di manovre sul ceto medio-basso e sui poveri!


blog personale di Stefano G. Azzarà / e-mail s.azzara@uniurb.it

Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito

di Stefano G. Azzarà

I principi generali vanno applicati in maniera generale e con obiettività, senza lasciarsi condizionare dalle preferenze personali. Bisogna allora chiamare le cose con il loro nome: quello a cui stiamo assistendo in tempo reale, intontiti dalla retorica dell'interesse nazionale, è un colpo di Stato a tutti gli effetti. E' il colpo di Stato della BCE e della grande borghesia europea, che impone la propria dittatura commissaria all'Italia, annientandone la sovranità nazionale. Solo incidentalmente questo "golpe democratico" colpiscil governo Berlusconi: esso avrebbe colpito alla stessa stregua qualunque governo in carica.

La tecnica è quella più volte sperimentata: si crea lo stato d'eccezione e da esso si trae la legittimazione per sospendere la normalità costituzionale, forzando le procedure parlamentari. Nulla allora deve contare nel giudizio politico il fatto che la vittima immediata sia l'odiato Berlusconi. Questo fatto contingente, serve semmai a coprire la sostanza degli eventi e a suscitare il consenso più vasto, creando nell'opinione pubblica l'illusione che la sospensione della democrazia sia necessaria per la salvezza del paese e per il ripristino della democrazia stessa.

Ma questo colpo di Stato è in realtà contro l'Italia e contro le classi subalterne di questo paese e il suo obiettivo consiste nell'imporre quelle misure di austerità che il ceto politico, in condizioni normali, non avrebbe la forza mettere in atto.

Non è affatto paradossale che proprio coloro che hanno combattuto il tiranno, autoproclamandosi difensori della democrazia e delle sue regole, stiano ora appoggiando gli eventi per il solo fatto che viene colpito Berlusconi. Tra i danni peggiori dell'epoca berlusconiana, si può dire, c'è proprio l'antiberlusconismo volgare: l'atteggiamento di chi accetta qualunque cosa, basta che non sia Berlusconi a farla.
Bisogna opporsi al golpe e chiedere immediatamente le elezioni politiche. A quel punto, sarà la questione fiscale, la questione della redistribuzione della ricchezza, il banco di prova delle forze politiche. Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi.


Diretta non-stop 10 nov 2011


I MERCATI

A Milano riesce il rimbalzo. Tassi alle stelle per l'asta dei Bot

Giornata in altalena per gli investitori europei. Piazza Affari parte in flessione, sfonda quota 3% e poi ripiega. Contrastate le altre borse europee. Spread intorno ai 500 punti e rendimento del Btp inferiore al 7%. Collocati 5 miliardi di titoli a 12 mesi al 6,087% (contro il 3,570% di un mese fa)

10 novembre 2011


IL CASO

Monti: "Italia ha enorme lavoro da fare
Crescita nasca da rimozione privilegi"

Indicazioni chiare dall'ex commissario Ue: "Occorrono riforme strutturali, cancellare il problema italiano di chi protegge la propria circoscrizione elettorale". Le richieste dall'Europa e dalla comunità internazionale sono "giuste". E difende l'euro: "Senza, più inflazione e meno rispetto per generazioni future"

10 novembre 2011


Grafico: favorevoli e contrari


LA CRISI

Governo Monti, Berlusconi ci pensa
Lega e Di Pietro non ci stanno

Il cavaliere: "Scelta ineludibile". Lo stop della Lega: "Pronti all'opposizione. Si deve dare la parola al popolo". Sacconi: "E' un tecnocrate". Di Pietro: " Le elezioni sono un elemento di chiarezza. Bersani lo appoggia? Pd e Pdl non possono stare insieme, perché due maschi in camera da letto non fanno figli". Vertice a palazzo Grazioli: il premier cerca di convincere gli scontenti del Pdl

10 novembre 2011


IL CASO

Il popolo Idv contro Di Pietro: "Non è il momento della demagogia"

Sul web i militanti dell'Italia dei Valori contro l'annuncio dell'ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti di CARMINE SAVIANO

10 novembre 2011


Il 2.11 scorso, Ferruccio De Bortoli ha scritto sul Corriere il solito editoriale “fazioso”; ha ricevuto commenti durissimi, incluso il mio.


Fermare la deriva


Aspettavo da parecchio l’occasione per scrivergli direttamente. Ho colta quella del suo intervento a “Ballaro” e gli ho inviato questa lettera di critica per la sua posizione troppo sbilanciata a favore dei ricchi e di misure inique.

Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli


Oggi, De Bortoli – effetto sicuramente del… clima di larghe intese -  ha scritto questo editoriale molto equilibrato (ne riporto la parte conclusiva):


Possiamo farcela

Ferruccio De Bortoli

10 novembre 2011 09:22

[…]. Il segnale dev'essere forte, immediato, comprensibile agli stranieri infastiditi dalle nostre alchimie e dai nostri ritardi. Un esecutivo di emergenza nazionale, con una guida autorevole, può convincere gli investitori esteri che facciamo sul serio. Ridare fiducia a famiglie e imprese. Restaurare l'immagine di un Paese che è solvibile, ricco di primati, valori e talenti. Le forze politiche più consapevoli possono appoggiarlo nel nome dell'interesse comune, disposte a rinunciare al piccolo cabotaggio dei veti incrociati, alla bassa speculazione elettorale. Un tempo sospeso, o una fase di neutralità, consentirebbe ai partiti di riprendere i termini di una normale contesa politica, avviandosi anche alle elezioni, dopo aver messo in sicurezza il Paese. Non si può minimamente pensare di uscire da una crisi di credibilità finanziaria così profonda senza accettare sacrifici, purché questi siano equi e proporzionali, trasparenti e utili per tornare a crescere, creare lavoro e reddito. Ma a una condizione: l'esempio lo deve dare subito la politica, tagliando i suoi costi. E non per finta.


10 novembre 2011

Il Monti pensiero, dalla crescita all'euro

Nelle ultime settimane, l'ex commissario europeo ha spiegato spesso quali sono le ricette per uscire dalla crisi. Basta privilegi. Assieme al risanamento dei conti deve viaggiare lo sviluppo. E l'euro non si tocca. Perché, afferma il neo senatore a vita negando ogni paradosso, "è un successo anche per la Grecia"

di Laura Pertici


Dopo aver letto questo articolo, ho inviato una lettera al vice presidente Olli Rehn.


IL CASO

Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio 
"Si può fare di più sulle pensioni"

Il commissario europeo degli affari economici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit

10 novembre 2011


Lettera al vice presidente UE Olli Rehn


ISTAT

Produzione industriale -4,8% a settembre
Lavoro, sono 2,7 milioni gli inattivi

I dati Istat evidenziano un fortissimo calo rispetto ad agosto, mese che aveva fatto registrare un incremento del 3,9%. Il confronto con lo stesso mese del 2010 evidenzia una flessione del 2,7% (la più marcata da fine 2009). Sempre nel 2010 sono stati 1,2 milioni i lavoratori convinti che per loro non c'erano occasioni d'impiego

10 novembre 2011












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permalink | inviato da magnagrecia il 15/5/2014 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento

 

Dopo la prima buona notizia (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html ) e la seconda (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810945.html  ), pubblico volentieri qui la terza buona notizia, che riguarda lo spread (differenziale) tra i nostri BTP e i Bund tedeschi.
 
02/05/2014 17:50
BTp: spread chiude a 159 punti, rendimento aggiorna minimo storico al 3,04%
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 02 mag - Chiude sotto i 160 punti base lo spread tra BTp e Bund con il rendimento dei decennali italiani che aggiorna ancora il minimo storico avvicinandosi alla soglia del 3 per cento. Il differenziale tra il decennale benchmark italiano (Isin IT4953417) e il pari scadenza tedesco ha infatti chiuso la giornata a 159 punti base con un rendimento che a fine giornata e' pari al 3,04 per cento. Riescono a chiudere sotto la soglia del 3%,invece, i Bonos di Madrid (2,99%) che accusano uno spread da Berlino di 154 punti.
http://finanza-mercati.ilsole24ore.com%2Freddito-fisso-e-tassi/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor-reddito-fisso/news-radiocor-reddito-fisso.php?PNAC=nRC_02.05.2014_17.50_418
 
Crisi: spread verso 150. Rendimento decennale sotto 3%, minimo storico
06 Maggio 2014 - 16:04
(ASCA) -Roma, 6 mag 2014 - Spread Btp-Bund verso quota 150, al momento si viaggia a 153 punti con il rendimento del Btp decennale per la prima volta sotto il 3% a quota 2,99%.
http://www.asca.it/news-Crisi__spread_verso_150__Rendimento_decennale_sotto_3_PERCENTO___minimo_storico-1385229-ECO.html
 
Lo spread torna sotto 150 punti base
08 maggio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/05/08/news/borsa_8_maggio-85540146/
 
Spread BTP-Bund: grafico storico dal 2007
http://www.soldionline.it/infografiche/spread-btp-bund-grafico-storico-dal-2007
 
 
Post, comunicato e articolo collegati:

Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
 
RISULTATI DELL'EMISSIONE DEL NUOVO BTP A 15 ANNI
http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2014/comunicato_0123.html 

Lo spread e i trucchi della Bundesbank
Carlo Clericetti
21 maggio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/05/21/lo-spread-e-i-trucchi-della-bundesbank/

  1.  

 



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permalink | inviato da magnagrecia il 13/5/2014 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Made in Italy, bello e ben fatto

 

Dopo la prima buona notizia (AnalisiQQ/28-Entrate tributarie gennaio-marzo 2014 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html ), pubblico volentieri qui la seconda buona notizia.

Nel post Promemoria delle misure anti-crisi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html , al punto C), ho indicato:

"C) Applicazione UE di norme severe e controlli stringenti e costanti sulle merci importate, incentivi alla non delocalizzazione e tracciabilità per la tutela dei prodotti (Made in)".

Recentemente, il Parlamento Europeo, a larga maggioranza, ha approvato il regolamento di etichettatura obbligatoria dei prodotti, misura voluta ed appoggiata fortemente dall’Italia, che ha dovuto vincere le resistenze di Paesi come la Svezia, la Gran Bretagna e la Germania e di quelli nordici in generale.

 
L’Ue dice sì al Made in (Italy)
16/04/2014
Il Parlamento europeo con 485 voti a favore ha dato il suo ok al progetto di etichettatura obbligatoria. Soddisfatte le istituzioni italiane
Il Made in è una legge europea. Il Parlamento di Strasburgo, con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astenuti, ha dato il via libera al Regolamento per la Sicurezza dei prodotti al consumo, incluso il suo capitolo 7 sull’obbligatorietà di indicazione d’origine per le merci circolanti in Europa. Soddisfatta la manifattura italiana, con Claudio Marenzi di Sistema moda Italia che parla di «risultato fantastico» e Cleto Sagripanti di Assocalzaturifici che sottolinea come nonostante «resti ancora molto da fare», l’Italia ha «ora la certezza di aver raggiunto un momento significativo della battaglia che se si concluderà positivamente darà ai consumatori la possibilità di acquistare in maniera trasparente in Europa». Molto soddisfatta anche Cristiana Muscardini, eurodeputato italiano da sempre pro etichettatura, secondo la quale «il voto boccia il Consiglio che da anni ha cercato di bloccare l’attuazione di norme e di regole a garanzia della sicurezza dei consumatori europei e della corretta concorrenza sul mercato». La Muscardini si affida quindi «alla Presidenza italiana che nel suo semestre di presidenza dovrà finalmente portare ad un voto favorevole in Consiglio perché i diritti dei consumatori e dei produttori siano riconosciuti e possa finalmente ripartire la produzione e perciò la crescita».
http://www.businesspeople.it/Lifestyle/Fashion/L-Ue-dice-si-al-Made-in-Italy-_61816

Questa è indubbiamente un’ottima notizia per l’Italia, in considerazione soprattutto dei seguenti 3 fattori:

1)   il made in può essere un formidabile volano della crescita del PIL e dell’occupazione italiani;

2)   la notevole entità delle falsificazioni che danneggiano il made in Italy e che, secondo la Coldiretti, assommano a 60 mld di €,[*] cioè il doppio del valore totale del made in Italy e che tolgono PIL ed occupazione al nostro Paese; e

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[*] Made in Italy: da pandoro a Valpolicella, il falso vale 60 miliardi
http://www.coldiretti.it/News/Pagine/94---7-Febbraio-2014.aspx

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3)   il trend previsionale molto positivo della domanda futura dei prodotti made in Italy, sia nei Paesi sviluppati, sia, soprattutto, nei Paesi emergenti, come risulta da questo articolo:

 
I nuovi mercati affamati del “bello e ben fatto” italiano
06/05/2014
Cresce l’export del made in Italy nei Paesi emergenti. Nel 2019 varrà 16,6 miliardi di euro con Cina, India, Brasile e Russia top buyer

Cresce, anche nei Paesi emergenti, la richiesta di prodotti che si contraddistinguono per il design, la cura, la qualità dei materiali e delle lavorazioni, il cosiddetto “bello e ben fatto”, soprattutto italiano. Un mercato che nel 2019 varrà 212 miliardi di euro,con una crescita di 66 miliardi rispetto al 2013, in aumento quindi del 45% nei prossimi sei anni. Oltre un terzo della domanda aggiuntiva verrà da Russia, Emirati e Cina, mentre l’Asia sarà l’area più dinamica in termini percentuali (+57%).

Importazioni che proverranno anche dal nostro Paese con il volume di vendite dall’Italia che potrà raggiungere i 16,6 miliardi di euro nel 2019, con una crescita di 4,8 miliardi rispetto al 2013, in aumento del 40% in sei anni e oltre 23 punti in più rispetto alla dinamica delle importazioni nei mercati maturi.

Questi i principali risultati della quinta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita”, realizzata da Centro Studi Confindustria e Prometeia.

Dei 16,6 miliardi di euro di export italiano di beni dell’alto di gamma l’alimentare toccherà 2,6 miliardi con la Russia che assorbirà un import pari a quello di tutta l’area asiatica; l’arredo salirà a 3,8 miliardi di euro e l’abbigliamento a 4,7 miliardi, con il 38% della domanda incrementale proveniente dalla Russia; le calzature arriveranno a 2,1 miliardi; l’occhialeria aumenterà a 800 milioni di euro, in questo caso sarà l’America Latina a richiederne la parte più elevata; mentre oreficeria-gioielleria salirà fino a 3 miliardi di euro, con una quota rilevante in più verso gli Emirati.

A trainare la domanda l’ampliamento della classe benestante. Si stima, infatti, che nel 2019, in tutto il mondo, ci saranno 202 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2013. La metà di essi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile, anche se la classe benestante si sta ampliando in paesi più vicini all’Italia, come la Russia, oggi il mercato emergente più importante per gli esportatori italiani.
http://www.businesspeople.it/Business/Economia/I-nuovi-mercati-affamati-del-bello-e-ben-fatto-italiano_62503

 

Aggiornamento:

09 DICEMBRE 2014 ORE 11:48
Misure anti contraffazione nell’UE: “MADE IN” rinviato al 2015
http://www.ipsoa.it/documents/impresa/marchi-e-brevetti/quotidiano/2014/12/09/misure-anti-contraffazione-nell-ue-made-in-rinviato-al-2015


 
Post e articoli collegati:

La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html

Quanto piace il made in Italy, ma non ditelo all'Europa
Francesco Perugini 
16/07/2014 
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/31ea2667742721b83fa9efb98030a6f1/96122

Il vero made in Italy: sfatati in un video i luoghi comuni sugli italiani
Redazione 
23/01/2015
In tre minuti il Mise ribalta la visione che gli stranieri attribuiscono al nostro Paese, raccontando una realtà di eccellenza che, spesso, non viene valorizzata
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/36b6d80bd49b08e76d7cc542404b76c1/110507 

VOLA IL MADE IN ITALY NEL MONDO
07 maggio 2016
http://www.cgiamestre.com/articoli/24253




Analisi quali-quantitative/28 - Entrate fiscali gennaio-marzo 2014

 

Poiché è una buona notizia, pubblico volentieri qui il comunicato del MEF relativo alle entrate fiscali del primo trimestre 2014, uno degli indicatori dell’inversione del ciclo economico recessivo.

Nel prossimo post, la seconda buona notizia.

 

Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

ENTRATE TRIBUTARIE GENNAIO-MARZO 2014

Nel primo trimestre del 2014 le entrate tributarie aumentano dell’1,8% rispetto al 2013, il gettito IVA sugli scambi interni continua a crescere (+7,3%)

Nel periodo gennaio-marzo 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica,ammontano a 88.925 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale dell’1,8% (+1.533 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

IMPOSTE DIRETTE
Si registra un gettito complessivamente pari a 49.024 milioni di euro e una diminuzione dell’1,8% (–917 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno.
L’IRPEF in lieve calo dello 0,3%, (–135 milioni di euro), riflette il decremento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (–1,1%) e dei lavoratori autonomi (–3,0%) e gli aumenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+1,2%) e dei versamenti in autoliquidazione (+3,4%).
L’IRES mostra un calo dell’1,1% (–12 milioni di euro).
Tra le altre imposte dirette, si nota una diminuzione del 17,1% (–368 milioni di euro) del gettito dell’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale, dovuta all’incremento di 10 punti percentuali dell’acconto versato nel mese di ottobre. L’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato cala del 30,7% (–362 milioni di euro) anche per effetto dell’introduzione dell’acconto, versato nel mese di dicembre, per la componente del risparmio amministrato. Cresce invece il gettito derivante dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche pari al 22,9% (+27 milioni di euro) e dall’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione del 6,7% (+36 milioni di euro).

IMPOSTE INDIRETTE
Registrano un gettito pari a 39.901 milioni di euro con un incremento del 6,5% (+2.450 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno. 
Si conferma positivo l’andamento del gettito IVA che risulta in crescita del 4,4% (+894 milioni di euro). In particolare continua l’aumento della componente relativa agli scambi interni pari al 7,3% (+1.227 milioni di euro), che va avanti da alcuni mesi e che compensa la dinamica negativa che si osserva sulla componente delle importazioni pari a –9,7%, ( –333 milioni di euro). 
Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito dell’accisa sui prodotti energetici, (oli minerali) pari al 14% (+653 milioni di euro), per effetto dell’abolizione della riserva destinata alle regioni a statuto ordinario, che dal mese di dicembre viene contabilizzata tra le imposte erariali. Riprende a crescere l’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano), che fa registrare una variazione positiva del 27,5% (+269 milioni di euro) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionali, che sale del 26,6% (+164 milioni di euro).

ENTRATE DA GIOCHI
Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un aumento del 4,3% (+119 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO
Continua a crescere il gettito delle entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo, che risulta in aumento del 9,1% (+141 milioni di euro).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-marzo 2014, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.
http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm

————

Roma, 05 maggio 2014

 

 
Post e articolo collegati:
 
AnalisiQQ/22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html
AnalisiQQ/27-Dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative al 2012
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2808065.html
 
Accordo Ocse sul fisco: addio al segreto bancario in Svizzera (e a Singapore)
6 maggio 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-06/accordo-ocse-fisco-addio-segreto-bancario-svizzera-194834.shtml
  
 

Il calcio tra Dottor Jekill e Signor Hyde

 
Lo Stato nel pallone, via i vertici del calcio
Lo scrittore commenta i fatti di Napoli-Fiorentina di Coppa Italia, con lo stadio in balia dei tifosi
di ROBERTO SAVIANO
05 maggio 2014
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/05/05/news/lo_stato_nel_pallone_salvato_da_gomorra-85250998/

 

In questa vicenda, intendo quella della finale di calcio di Coppa Italia Napoli-Fiorentina di sabato scorso, io individuo 3 profili:

1.    Un profilo di ordine storico con valenza mista, connesso a:

a)    l’eredità lasciataci dall’antica Roma, espressa nella famosa locuzione panem et circenses, in uso in “un’epoca in cui chi governava si assicurava il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati”; [1]

b)    a questa stessa massima, che è fatta propria 1.700 anni dopo dal regno di Napoli, dove “con intenzione simile, si è usata l'espressione Feste, farina e forca per definire la vita nella Napoli del periodo borbonico”;

c)    mix che, variamente calibrato, trova applicazione anche adesso, in un contesto sociale, politico e, soprattutto, mediatico profondamente diverso.

2.    Un profilo di ordine politico-statuale, che attiene al grado anagrafico ed organizzativo dello Stato italiano, [2] che è ancora relativamente giovane (poco più di 150 anni) ed oscilla troppo bruscamente e spesso incomprensibilmente tra la severità decisa una tantum per chi ci capita e la tolleranza per tutti gli altri.

3.    Un profilo di ordine culturale-antropologico, caratterizzato da:

a)    un sostrato profondo di infantilismo-mammonismo-cinismo-carente senso civico-scarsa etica della responsabilità;

b)   ed un contraltare psicologico legato al calcio, per cui (mi consta personalmente e ne feci oggetto del mio primo ed unico articolo di calcio sul giornale del paese), non solo i soliti gruppi di scalmanati, ma anche persone probe ed apparentemente equilibrate durante la settimana, novelli dottor Jekill, si trasformavano la domenica in invasati Signor Hyde [3] che inveivano contro arbitro e giocatori avversari, lanciavano epiteti volgari ripetuti a mo’ di cantilena, sputi e talvolta persino ombrelli o scarpe.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Panem_et_circenses
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_italiano
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_strano_caso_del_dottor_Jekyll_e_del_signor_Hyde

 

Post e video collegati:

Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html
In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html

Come si dice, il pesce puzza dalla testa:
Report – Il mondo dello sport italiano
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-05-05&ch=3&v=360634&vd=2014-05-05&vc=3 

Il docente inglese: "In Italia ultrà troppo forti, non cambierà niente"
John Foot, docente alla Bristol university, analizza il fenomeno nella violenza degli stadi italiani comparandola al modello britannico: "Gli Agnelli sono avanti, ma gli altri non hanno la forza per affontare le frange più violente del tifo"
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
10 marzo 2014
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2014/05/09/news/intervista_franceschini_esperto_hooligans-85710333/



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permalink | inviato da magnagrecia il 5/5/2014 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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3/24/2018 4:20:09 PM
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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