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Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica

Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Fabrizio Bocca, giornalista sportivo de la Repubblica. Finora non ho ricevuto nessuna risposta.


Oggetto:

Commenti censurati

27/06/2014
11:55

Da:

v)http://posta-static.iol.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it>

 

@Fabrizio Bocca

Ho giocato a calcio ma non lo seguo più (tranne la Nazionale), perché era, è un mondo di sleali, isterici, esagerati, inclusi i giornalisti sportivi, in gran parte mediocri ed incompetenti e con una sorta di licenza di uccidere con le parole, che anziché “educare” lisciano il pelo ai tifosi peggiori, catastrofisti, spietati e disfattisti quando si perde.

Non la conoscevo, né la conosco (mi riprometto di farlo meglio), ma, a sentirla parlare ed a leggere questo Suo ultimo commento,[1] privo del tutto di argomentazioni tecniche puntuali e forse persino di senso (lo rilegga con calma…), credo che Lei non abbia mai giocato a calcio e non ne capisca molto; ma, quel che è peggio, appartenga alla foltissima schiera dei sedicenti sapientoni del giorno dopo. Non è un fatto personale, è un discorso che faccio da sempre e che rifarei con chiunque, essendocene i presupposti fattuali.

Ho inviato 3 commenti, in cui esprimevo considerazioni tecniche sull’Italia ed un giudizio negativo sui giornalisti sportivi, che ritengo corresponsabili del clima isterico che permea il calcio, ma nessuno dei 3 è stato pubblicato. Non credo avessero nulla di disdicevole, poiché sono stati pubblicati sul Corriere senza problemi. Debbo quindi pensare che Lei li abbia censurati per debolezza, a causa della Sua lunga coda di paglia, essendosi riconosciuto nella schiera degli incompetenti, spietati e disfattisti del giorno dopo, quando si perde.

Non può che migliorare, s’impegni di più, leggendo 100 volte al giorno gli articoli del grande Gianni Brera.

Cordialmente,

V.

  

Postilla 

Io ritengo i giornalisti sportivi corresponsabili della subcultura calcistica italiana cinica, isterica, esagerata, colpevolizzante, diseducativa. Non so se è ancora così, ma l’Italia è il Paese col maggior numero di quotidiani sportivi a diffusione nazionale, ben tre: La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport, che una volta facevano registrare il maggior numero di lettori in assoluto, e che sommati insieme lo fanno registrare tuttora.[2] A questo, si sono ora aggiunte le televisioni, con una messe enorme di partite trasmesse ed una pletora di telecronisti ed opinionisti, per lo più ex calciatori e giornalisti sportivi.

In questi giorni sto seguendo assiduamente, su RAI1 e RAISPORT1, le partite del Campionato Mondiale di calcio in Brasile e le trasmissioni con i commenti; anche in questo momento che scrivo questo post sto ascoltando “Pomeriggio mondiale” su RAISPORT1, dove i soliti luminari di calcio discettano – talvolta anche a ragione, per carità – delle responsabilità di tutti, senza però mai fare autocritica, perché sono sempre pronti ad esaltare i commissari tecnici ed i calciatori quando si vince e ad affossarli spietatamente quando si perde, creando un cortocircuito mediatico ed alimentando un circolo vizioso tra esigenze di rinnovamento di dirigenti, regole, uomini e scelte tattiche invocate e decisioni effettive assunte e prestazioni in campo (e fuori) condizionate dalla paura del linciaggio morale, che condiziona sia i dirigenti, sia i ct, sia i giocatori. Subcultura che poi diventa inevitabilmente il sostrato per educare e crescere i vivai calcistici, istupiditi e diseducati da genitori rabbiosi e da allenatori in fregola di tatticismi esasperati e dimentichi invece dei fondamentali tecnici, atletici e morali.

Infine, un’ultima annotazione la voglio riservare alle critiche ed al vero e proprio astio, a mio avviso autolesionistico, manifestato un giorno sì e l’altro pure dai giornalisti sportivi italiani contro il presidente della FIFA Blatter, che non è un personaggio scevro da critiche, ma che ovviamente se le lega al dito e ce le fa pagare molto volentieri.[3] Tra gli alti lai dei medesimi giornalisti sportivi italiani, i quali poi si lamentano perché l’Italia è costretta a spostamenti eccessivi o a giocare 2 partite su 3 alle ore 13 con un clima amazzonico.

 
[1] http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/26/homepalla-il-ritorno-dellitalia-sullaereo-piu-pazzo-del-mondo-il-caos-azzurro-e-il-tutti-contro-tutti-dipollina-sulla-soyuz-il-borsino-del-nuovo-ct/
http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/27/cile-costarica-grecia-algeria-messico-costarica-etc-italia-a-pezzi-ma-dovevamo-esserci-anche-noi-tra-le-16-del-mondiale-ci-siamo-autoeliminati/
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Quotidiani_in_Italia
[3] Rivoluzione Blatter: sì alla moviola in campo
Il presidente della Fifa annuncia la novità in un'intervista al sito dell'organo di governo del calcio mondiale. "Servirà per dare più aiuto agli arbitri, più giustizia alle partite". Staffilata all'Italia, accusata di difensivismo

28 giugno 2014
http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/brasile2014/2014/06/28/news/blatter_moviola_in_campo-90191238/
 

Aggiornamento (30/06/2016)


Riporto la e-mail che ho inviato a Fabrizio Bocca dopo aver letto questo suo articolo di oggi:


Europei, quarti: il serbatorio resta la Premier. Italiani, che 'mammoni'


Radicalizzata/radicata

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da:

vhttp://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

30 giu 2016 - 13:53 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it> 

Buongiorno,

Citazione: “L'Italia è fortemente radicalizzata nella serie A”. Oltre a capire poco di calcio, zoppica anche in lingua italiana. Suppongo volesse scrivere “radicata”. Saluti,

V.

PS:

Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica


 
Post collegati
 
Italia-Costarica 0-1
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2813714.html
 
Italia-Uruguay 0-1
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2813960.html 

Il calcio tra Dottor Jekill e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810681.html

In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html
 
Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html


 

Italia-Uruguay 0-1

 

Ho giocato a calcio ma non lo seguo più, perché (era) è un mondo (inclusi i giornalisti sportivi, spesso mediocri ed incompetenti e con una sorta di licenza di uccidere con le parole) di sleali, lagnosi, isterici ed esagerati che non ne capiscono molto, si esaltano prima per giocatori sopravvalutati (ad esempio Cassano), per poi incolpare (parola cruciale ed illuminante quando si perde in Italia, Paese cattolico e mammone, v. i titoli dei giornali) tutti dopo, se le cose vanno male.

Il commento più intelligente ed equilibrato, non a caso, l’ho sentito ieri su RAI1 da uno straniero: il polacco Zbigniew Boniek.[1]  Quello più catastrofista, dall’isterico caporedattore sportivo della RAI, Marco Mazzocchi (ha fatto carriera).

La squadra schierata ieri era – relativamente, beninteso - discreta ed equilibrata, nel primo tempo e fino all'espulsione di Marchisio ha giocato leggermente meglio del mediocre e sleale Uruguay, ma se non tiri in porta e soprattutto non segni come fai a vincere? L'ho scritto nel mio blog 4 giorni fa[2]: Balotelli è capace sì di grossi exploit quando è guidato dall’istinto, ma anche di errori madornali quando è costretto al ragionamento, ed ha grossi problemi di autostima. Non avevo mai visto prima Immobile, non mi è piaciuto nello scorcio di tempo in cui è stato impiegato nella partita contro l’Inghilterra: o era in fuorigioco o era impreciso nei passaggi; non mi aspettavo molto ieri, almeno un tiro decente.

Buffon ieri se l’è cavata alla grande: presente e reattivo; incolpevole in occasione del gol fortunoso dell’Uruguay. Per il resto, la penso come Boniek, non mi è piaciuta la sua intervista con accuse indirette a Balotelli.

I 3 difensori – Bonucci, Barzagli e Chiellini – hanno fatto il loro dovere.

Darmian è stato discreto, ma deve migliorare.

De Sciglio era invocato da tutti, ieri l’ho visto per la prima volta: mi aspettavo di più.

Marchisio, di solito uno dei migliori, ieri è stato impreciso (non riusciva a dosare i passaggi: o troppo lunghi o troppo corti) e stranamente falloso.

Anche Pirlo, il migliore di tutti come classe, ieri ha fatto degli errori inspiegabili.

Verratti  mi è piaciuto.

Prandelli, che ha sicuramente delle responsabilità, le principali delle quali l’aver sovraccaricato i giocatori di troppe sofisticherie tattiche (ma forse lo dico perché di tattiche non so un tubo) e la gestione delle sostituzioni, ieri dimettendosi ha preso una decisione onesta e dignitosa, che evidentemente ha spiazzato i censori spietati quando si perde, i quali, vistisi privati della vittima sacrificale, anziché apprezzare il gesto ora  indecorosamente maramaldeggiano ancor di più.

In fondo, ieri la partita l’ha decisa la dea Eupalla,[3] che stranamente - chissà perché - ha fatto segnare l’Uruguay su un calcio d’angolo e di… schiena: Godin è saltato in area di rigore partendo dalla seconda linea, palesemente fuori tempo ha fatto, sull'abbrivo,[4] una rotazione di quasi 180 gradi e ha colpito fortunosamente il pallone con un angolo (a ore 11) che lo ha reso imprendibile per Buffon.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Boniek
[2]  Italia-Costarica 0-1  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2813714.html
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Eupalla 
[4] http://www.treccani.it/vocabolario/abbrivo/ 


Post collegato:

In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html

Appendice
 
Premetto che non mi è piaciuta l’intervista di Buffon con accuse indirette a Balotelli. Ma essa ha evidenziato un problema grosso e reale, più psicologico che tecnico.
Balotelli è capace sì di grossi exploit quando è guidato dall’istinto, ma anche di errori madornali quando è costretto al ragionamento, ed ha grossi problemi di autostima, che compensa e svela con le sue “mattane”, non solo fuori ma anche in campo e quindi di nocumento alla squadra: Detto seriamente, è più roba da psicologi che da ct della nazionale, chiunque egli sia, anche il migliore del mondo.
Per completezza, va detto che discorso analogo vale per Cassano, che per giunta è ora vecchio e imbolsito, ma che, sostenuto peraltro da tantissimi sedicenti sapientoni di calcio, Prandelli ha ritenuto – sbagliando - di portare in Brasile.
La Nazionale italiana, ma direi qualunque squadra nazionale, non può permettersi soggetti costitutivamente refrattari alla disciplina ed inclini irresistibilmente alle mattane.
 
Buffon, lascia stare Mario e fatti da parte tu
26 giugno 2014 | di Gianluca Mercuri
http://giornalistinelpallone.corriere.it/2014/06/26/buffon-lascia-stare-mario-e-fatti-da-parte-tu/  

Aggiornamento
 
A ISTANBUL
Prandelli: «Paragonato a Schettino, violenza su di me»
L’ex allenatore dell’Italia: «Accettato la sfida col Galatasaray perché voglio vincere. Non ho mai pensato di poter programmare un mio futuro».
di Alessandro Bocci
08 luglio 2014
http://www.corriere.it/sport/14_luglio_08/prandelli-accettato-sfida-col-galatasaray-perche-voglio-vincere-b9e64ab0-06aa-11e4-892c-55b032fa482c.shtml




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permalink | inviato da magnagrecia il 25/6/2014 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Italia-Costarica 0-1

 

Io ho giocato a calcio, da ragazzo, ero abbastanza bravo. M'intendo di calcio, so valutare un giocatore (e sono molto severo), o meglio, sapevo, perché prima seguivo molto di più, e senz'altro preferivo - e anticipai la “scelta”, prima che iniziasse la finale ripetuta dopo 2 giorni dell’Europeo ’68 in Italia [1] (ma non ricordo manco più i diversi giocatori che subentrarono); o al mondiale '70 in Messico [2] - il grande Rosato (scomparso pochi anni fa) all'autolesionista e mediocre Niccolai (che... per fortuna s'infortunò nella prima partita), o – al  mondiale '78 in Argentina [3] – il giovane Cabrini al più esperto Maldera, o il giovanissimo Paolo Rossi che giocava nel Vicenza e quindi non era sostenuto da un grande club (impressionante la sua prestazione come ala destra in una partita internazionale); e poi Dino Baggio, Donadoni e così via.

Quando ero a Milano (5 anni e mezzo, per lavoro), a S. Siro andavo poche volte: mi impressionarono solo 2 giocatori: Gigi Riva, soprannominato da Gianni Brera “Rombo di tuono”, e - pur essendo io un estimatore di Mazzola - Gianni Rivera, che giocava solo 20 minuti in una partita (l’infaticabile Giovanni Lodetti correva anche al posto suo), ma vedevi il gioco illuminarsi. Leggevo il grande Gianni Brera, che allora scriveva su Il Giorno e poi nel '76 passò a la Repubblica, e mi trovavo sempre d'accordo con lui, tranne in un caso: Dino Zoff, ch'egli definiva “il portierone” ed io, dal mondiale del '78 in poi in Argentina, “il mongoloide”.

Ma di tattica la penso come Gianni Rivera: non so un tubo. Sono rimasto ancora al portiere, 2 terzini, di cui uno fluidificante, 2 mediani, un centromediano, 2 ali, 2 mezzali e un centravanti. Anche se so per esperienza (negli ultimi anni, nel torneo aziendale, giocavo da regista) che la disposizione dei giocatori in campo è importante, ma se hai visione di gioco te ne accorgi e provvedi empiricamente.

Anche oggi mi intendo poco di tattiche di gioco, anzi meno di prima, ché le tattiche sono millanta, ma riesco ancora a valutare un giocatore, e sono sempre molto severo, poiché nel calcio amo la perfezione, almeno come aspirazione, e cerco di seguire i dettami di Brera, che, di ciascun giocatore, esaminava le caratteristiche fisico-atletiche (illuminante, in un tempo in cui si marcava a uomo, la sua considerazione sul baricentro in rapporto all’altezza e quindi la ripartizione tra brevilineo, normolineo e longilineo, ma aggiungendo che esistono dei normolinei di statura alta), tattiche, psicologiche e morali; riteneva lo stile, assieme ad altre qualità, una delle componenti della classe.

Ed allora mi capirete e forse mi scuserete se dico francamente che non ho apprezzato per niente certe scelte individuali dell’allenatore Prandelli nella partita Italia-Costarica (ma mi capitava anche prima). Mi riferisco, in particolare, al bradipo [4] Thiago Motta, al mediocre Abate, all’evanescente Cassano, che mai avrei convocato in Nazionale. Il primo a me sembra troppo lento fisicamente e mentalmente, inadeguato ai ritmi attuali. Il secondo a me pare un giocatore potenzialmente dotato, ma nei fatti un buon giocatore di serie B. Il terzo – lo confesso - non mi è mai piaciuto, sia per ragioni caratteriali sia per ragioni tecniche, anche quando era giovane e istintivamente faceva giocate di classe. Sottolineo istintivamente, poiché a me pare che egli accusi abitualmente una sorta di cesura tra raziocinio e gesto calcistico; fateci caso: capita spesso di vederlo lanciare la palla o triangolare, con sussiego da campione, scambiando, però, - come dire?- un avversario… per un proprio compagno. Ora, per giunta, è vecchio ed imbolsito.

Per quanto riguarda gli altri, dico questo:

- Col senno di poi, forse era meglio non far giocare Buffon, non al massimo della forma e quindi non sempre lucido e reattivo.

- Il mancino Chiellini, un leone come volontà ed impegno, non mi è mai piaciuto molto, ha per me 2 difetti: il meno grave è che, non avendo piedi “buoni”, pretende di fare i lanci lunghi ed è incapace di crossare; il più grave, come stopper, di essere (come scriveva Brera) unipede (ricordo che, prima della finale del campionato mondiale in Germania, [5] scrissi una lettera virtuale all’allenatore Lippi perché non schierasse l’altro unipede mancino Materazzi, perché avrebbe commesso un fallo da rigore su Henry, che l’avrebbe attaccato sul lato del piede destro, come in effetti successe, anche se non fu Henry ma Malouda).

- De Rossi, forse acciaccato, è diventato un giocatore normale, senza guizzi e tiri da fuori.  

- Barzagli a me piace, fin da quando giocava nell’Under 21 ed era sottovalutato perché non militava in una squadra di primo livello; personalmente ne... caldeggiai la convocazione in Nazionale A al posto dello sleale Materazzi, per me indegno di giocare in Nazionale.

- Marchisio è uno dei migliori, sia come impegno, sia per corsa, sia per acume tattico, sia per qualità dei passaggi, sia per stile, sia nell’inclinazione naturale a finalizzare, che dovrebbe essere la preoccupazione normale di ogni giocatore.

- Pirlo è un grande, ma contro il Costarica è stato inferiore alle attese; fisicamente mi sembra a posto, secondo me non è tranquillo, forse a causa della recente separazione dalla moglie.

- Mai visto prima Darmian, sul quale esprimo un giudizio complessivo positivo.

- Insigne, che conoscevo già appena appena, mi sembra un peperino potenzialmente utile alla squadra perché capace di saltare l’uomo, ma che rischia, come Giovinco ed altri giocatori minuti, di essere sistematicamente sovrastato fisicamente in campo internazionale.

- Balotelli, capace sì di grossi exploit quando è guidato dall’istinto, ma anche di errori madornali quando è costretto al ragionamento; grossi problemi di autostima.

- Infine Prandelli, che ne sa molto, molto più di me in fatto di tattica, credo meno di me in fatto di scelte individuali e di “lettura” della partita e conseguente gestione delle sostituzioni.

 

PS: Non avevo mai visto prima Immobile, non mi è piaciuto nello scorcio di tempo in cui è stato impiegato nella partita contro l’Inghilterra: o era in fuorigioco o era impreciso nei passaggi.

 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_europeo_di_calcio_1968

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1970

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1978

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Bradypus

[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_2006

 

 

Post collegato:

Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html
 

 

 

Illuminiamo il futuro dei bambini

 

Illuminiamo il futuro dei bambini
Daniela Del Boca
13.05.2014
http://www.lavoce.info/poverta-educativa-bambini-in-italia-save-the-children /

 

Il premier Renzi, in più occasioni, ha parlato di necessità di un cambiamento culturale del popolo italiano e di un patto educativo tra le famiglie e la scuola; ha detto anche che dovrebbe essere quest’ultima a costituire il braccio operativo di questo progetto.

Io invece penso – l’ho già scritto più volte [*] poiché l’educazione, a mio avviso, è la principale variabile, assieme alla riforma della Pubblica Amministrazione, per il progresso sociale ed economico dell’Italia – che il luogo più consono ad una rivoluzione culturale è la famiglia., ed il protagonista in primo luogo la madre.

Riporto, qui di seguito, i concetti principali che ho illustrato nei miei post.

 

QUALE EDUCAZIONE? A CHI? E QUANDO? 

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione: il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; ilsecondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione “educazione”.

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: “molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce un carattere forte, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro”;

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere – solo col dialogo - una leggera “depressione” post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta (che ho inviato l’anno scorso anche a “Save the Children”) è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore,laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone”fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNA DISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile. Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

 

[*] Post principali sull’educazione:
 
Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
Questione femminile,questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/6/2014 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il 'dio' Corradino Mineo

 

democraziaPdRenzi di Guglielmo Ragozzino
Mineo, Chiti e la democrazia
15/06/2014
Il caso di Corradino Mineo e dei quattordici senatori del Pd che si sono autosospesi ha aperto una breccia nel partito di Matteo Renzi. Eppure è l'articolo 67 della Costituzione a dire che ”ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Mineo-Chiti-e-la-democrazia-24998

 

In teoria tutto giusto, ma osservo:

1. Sono incline a pensare che Corradino Mineo, come tutti i Siciliani (Tomasi di Lampedusa insegna), si creda un dio.[1]

2. Corradino Mineo ha forse tutto il diritto di sentirsi un dio e di pretendere di imporre la sua tesi minoritaria all’intero gruppo parlamentare del PD, ma, specularmente, anche Renzi - à la guerre comme à la guerre – ha il diritto, se può, di sostituirlo alla Commissione parlamentare.[2]

3. La RAI [3] – come forse è noto – è un covo di raccomandati incapaci, organici gonfiati, strutture decentrate ridondanti, sprechi e compensi milionari: il suggerimento di Renzi della vendita di una quota di RaiWay,[4] secondo me, va interpretato come il noto detto del parlare a nuora perché suocera intenda. Ma temo che Corradino Mineo, avendolo visto all’opera come parte attiva nell’indecorosa canea promossa dai giornalisti di centrodestra contro il contributo di solidarietà sui redditi elevati deciso dal governo Berlusconi-Tremonti, sia piuttosto refrattario ad un’analisi obiettiva quando si tratti di soldi “propri”: propri perché, avendovi lavorato per 40 anni ed essendo egli per giunta un dio, si identifica nella RAI (come nel Senato).

[1] E' il principe di Salina che parla (ne Il Gattopardo): “Rimasero [gli ufficiali inglesi, ndr] estasiati dal panorama, della irruenza della luce; confessarono però che erano stati pietrificati osservando lo squallore, la vetustà, il sudiciume delle strade di accesso. (…) Vengono [i garibaldini, ndr] per insegnarci le buone creanze ma non lo potranno fare, perché noi siamo dèi.(…) i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti (…).”
Ma è da leggere, ovviamente, in senso opposto: in Ricordi della casa dei morti, Dostoevskij scrive: “Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo
[2]http://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%AA_Commissione_permanente_del_Senato
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Rai
[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Rai_Way

 

Appendice


Riporto la lettera che inviai nel 2011 a Corradino Mineo, allora direttore di Rainews24. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta:

 

Oggetto:

Le pensioni e l'equità

21/11/2011
01:49

Da:

vhttp://posta-static.iol.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<rainews24@rai.it> 

Egr. Direttore Mineo,

Anche stasera su “Rainews” (ma succede su quasi tutti i media, inclusi i 
giornali e le tv supposti di sinistra) avete parlato di necessità di riformare 
le pensioni, mentre, come Lei sa bene, finora  i ricchi l’hanno fatta quasi 
franca, e i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale 
di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche 
alcuni di sinistra, come Lei e Menichini, hanno montato una vera e propria 
canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente.

E’ superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il 
nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno 
abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i 
più abbienti. 
E’ perciò colpevole, Dott. Mineo, contribuire ad alimentare la solita 
disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi.

Come quella che l’età di pensionamento a 67 anni si raggiungerà nel 2026 
(sic!), come ha dichiarato anche la vostra ospite Prof.ssa Fiorella Kostoris, 
intervistata dal vostro loquacissimo tuttologo Mino Fuccillo, altrettanto 
disinformato.

Le confesso che – passi per Fuccillo - sorprende che la professoressa Kostoris 
– di solito così chiara, precisa e puntuale - abbia fatto un’affermazione non 
rispondente al vero (ho già provveduto a scriverglielo).

Mi permetto di segnalarLe che le pensioni di vecchiaia sono in linea 
addirittura col “benchmark” europeo  (cfr. note [5] e [6] del ‘post’ allegato 
[*]), Infatti, dopo le 7 riforme dal 1992 (cfr. nota [1]), includendo la 
“finestra” mobile di 12 mesi, gli uomini ora vanno in pensione di vecchiaia già 
a 66 anni (+ 1 mese, anche in tutti gli altri casi), nel 2013 a 66 e 3 mesi e, nel 
2021, già a 67 anni, per l’esattezza 66 anni e 11 mesi; anche le donne del 
pubblico impiego andranno a 66 anni e 11 mesi nel 2021; quelle del settore 
privato, invece, nel 2021 andranno a 64 anni e 8 mesi e nel 2026 a 67 anni e 4 
mesi. Il che forse spiega l’equivoco, causato da una carente comunicazione del 
governo nella lettera alla UE (corretta poi nelle precisazioni): cioè, nel 
2026, le donne del settore privato raggiungeranno il limite dei 67 anni, come 
tutti gli altri!

Mi permetto, poi, di rammentarLe che la lettera della BCE: 1) indica soltanto 
le pensioni di anzianità e, per la vecchiaia, le donne del settore privato; ma 
2) aggiunge di riformare il sistema degli ammortizzatori sociali, forse perché 
Draghi, oltre che della situazione delle pensioni, è ben consapevole che ci 
sono milioni di lavoratori privi completamente di tutele, ivi compresi 
centinaia di migliaia di over 50 e decine di migliaia di pensionandi 
disoccupati o comunque inattivi.

In conclusione, Egr. Direttore, concretamente, al sottoscritto – costretto 
dalla crisi economica e per causa di forza maggiore ad interrompere l’attività 
- le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i 
cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando 
quest’anno un mancato introito pensionistico di vecchiaia di quasi 20 mila € (o 
forse più); ai ricchi, ai loro utili idioti ed a voi giornalisti che chiedono 
le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, molto meno o addirittura nulla.

[*] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

Cordialmente,

 

Articolo collegato:
 
Perché la Rai deve cambiare
07.06.14
Roberto Perotti
Le accuse alla Rai sono sempre le stesse da decenni: politicizzazione, cattiva amministrazione, sprechi, raccomandazioni.  Bisogna andare oltre queste critiche qualitative. Ecco perché la Rai deve dimagrire. E di ben più di 150 milioni.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3734/47310867/34798


Rinascimento industriale in vista per l’Italia

 

Dopo la prima buona notizia (AnalisiQQ/28-Entrate tributarie gennaio-marzo 2014  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html  ), la seconda (Made in Italy, bello e ben fatto http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810945.html ) e la terza (Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811273.html), pubblico volentieri qui la quarta buona notizia, che riguarda addirittura il Rinascimento industriale dell’Italia, atteso che uno dei punti deboli dell’Italia e di cui molto si discute è la bassa produttività, poiché nei calcoli macroeconomici al numeratore non va la "quantità" dell'output ma il "valore", che risente anche del livello degli investimenti (in macchinari, ricerca e sviluppo e innovazione di prodotto e di processo) e quindi del valore aggiunto dei prodotti. Sotto questo aspetto, l'Italia (prodotti "poveri", salari "poveri", ecc.) sta messa male rispetto ai Paesi di confronto, in particolare la Germania.

Rinascimento in vista per l’Italia

Smettiamola di piangerci addosso... Negli ultimi 15 anni l’industria italiana ha posto le basi per una potenziale crescita economica, puntando più sulla qualità che sulla quantità, distinguendosi in settori ad alta specializzazione

«La missione del­l’Italia», sosteneva Carlo Maria Ci­polla, storico dell’economia scomparso nel 2000, «è produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo». Chissà cosa penserebbe nel vedere l’Italia di oggi, reduce da una crisi economica che ha provocato un crollo del pil di oltre il 9% in un quinquennio. Probabilmente non avrebbe cambiato idea. Anzi, lo studioso avrebbe forse individuato i germogli di un nuovo Rinascimento industriale, dopo una recessione che non si era mai vista prima, dal dopoguerra in poi.

COME È CAMBIATA LA PRODUZIONE TRICOLORE
Certo, le difficoltà del Sistema-Paese sono ancora tante, troppe. Ma, ne­gli ultimi 15 anni, l’industria del made in Italy ha subito una trasformazione si­gnificativa che potrebbe aprire la strada (anche se il condizionale è d’obbligo) a un ciclo virtuoso di crescita economi­ca nei decenni a venire. Per render­sene conto, basta confrontare i dati sulla bilancia commerciale del 1995 con quelli del biennio 2011-2013. In circa tre lustri, l’Italia ha mantenuto la propria posizione di grande espor­tatore e oggi ha un surplus commercia­le manifatturiero superiore ai 100 miliardi di euro. Soltanto la Cina, il Giappone, la Corea del Sud e la Germania fanno altrettanto, men­tre le altre potenze economiche globali, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna sino alla Francia, presen­tano un dato pesantemente nega­tivo. Inoltre, da quando è entra­to in vigore l’euro, molte imprese hanno smesso di far leva soltan­to sul fattore-prezzo per competere con l’industria straniera, non potendo più contare sulle ripetu­te svalutazioni della lira. Così, il sistema manifatturiero si è spostato da prodotti di qualità medio-bassa a produzioni di alta gamma. Oggi, per esem­pio, l’Italia non è più un grande esporta­tore di abbigliamento e calzature a bas­so costo, bensì di vini pregiati, di pro­dotti agroalimentari di qualità, di beni di lusso o vestiti griffati, ma soprattutto di macchine agricole, di mezzi di traspor­to (automobili escluse) e di macchinari per l’industria, spesso disegnati su misu­ra per le grandi fabbriche straniere. Nel 2012-2013 l’export della meccanica italiana è stato pari al doppio di quello realizzato complessivamente nei settori tes­sile, abbigliamento, pellame e calzature.

Economia Italian a confronto

COMPARTI IN SALUTE
Anche altri comparti, nell’ultimo quinquennio hanno avuto perfor­mance da capogiro. È il caso della far­maceutica, in cui l’Italia, nei decenni scorsi, non ha brillato particolarmente, ma di cui oggi siamo secondo produtto­re in Europa, con un fatturato annuo di 25,7 miliardi di euro (di cui il 70% esportato), alle spalle della Germania (26,4 miliardi), ma ben al di sopra della Francia (20,2 miliardi), della Gran Bre­tagna (19,6 miliardi) o della Spagna (14 miliardi). Tra il 2008 e il 2013, l’export di medicinali made in Italy è cresciu­to complessivamente di oltre il 64%, più del doppio della media Ue. Sono dati che gli enti di ricerca economica Fon­dazione Edison  e  Fondazione Symbola  conoscono bene e hanno portato spes­so all’attenzione dell’opinione pubbli­ca, per smentire i luo­ghi comuni sul declino del Paese. Per entram­be le fondazioni, i pro­blemi dell’Italia vanno ricercati al suo interno, nell’inefficienza dei servizi pubblici e del­la burocrazia o in un sistema fiscale avverso a chi fa business, così come nella dipendenza dall’estero per le materie prime, dovuta ai pochi sfor­zi compiuti dai governi per raggiungere l’autosufficienza energetica. Non a caso, le importazioni di minerali e commodity energetiche, come petrolio e gas, sono una pesante zavorra per la nostra bilan­cia commerciale, con un saldo negativo di circa 70 miliardi, oltre cinque volte in più rispetto al 1995.

Dove siamo competitivi (o lo stiamo diventando)

NUMERI DA PRIMATO
Per gli analisti di Symbola e del­la Fondazione Edison, dunque, me­glio mettere da parte la retorica e cerca­re piuttosto i “germogli” di un nuovo Rinascimento industriale. Oltre ai setto­ri sopra ricordati, infatti, ve ne sono al­tri in cui il nostro sistema produttivo ini­zia a mostrare o ha conservato nel tem­po un certa vitalità. L’Italia, per esempio, è la terza nazione europea per numero di aziende biotecnologiche, alle spalle della solita Germania e della Gran Bretagna; è prima nel Vecchio continente in alcuni segmenti della robotica (come quella applicata al settore automobilisti­co), ha un’industria delle nanotecnologie  ancora in fase di sviluppo dando la­voro a oltre 4 mila persone. Ma è an­che settima potenza mondiale nel settore dell’aerospazio, con circa 50 mila addetti e un fatturato annuo attorno a 13 miliardi di euro. Senza dimenti­care gli investimenti fatti nella green economy dalle aziende del made in Italy che, in rapporto ai ricavi gene­rati, hanno il tasso meno elevato di emissioni di anidride carbonica nell’at­mosfera: 104 tonnellate di CO2 per ogni milione di euro prodotto, contro le 143 della Germania. Infine, non va dimenti­cato il turismo. Benché non sia più lea­der per numero di arrivi dall’estero, l’Ita­lia è comunque seconda dopo la Spa­gna per quantità complessiva di per­nottamenti di turisti stranieri ed è prima nel segmento dei viaggiatori extraeuro­pei, provenienti non solo dal Giappone e dagli Stati Uniti, ma anche da nazioni emergenti come la Cina e il Brasile. Se è dunque vero che nel Paese dei campa­nili si fanno cose belle, come sosteneva Cipolla, ci sono milioni di persone pron­te a salire su un aereo per vederle.

La bellezza ci ha sempre salvato e ci salverà ancora

Diciamo all'Europa cosa siamo stati capaci di fare

NUOVE GEOGRAFIE 
Le tante aziende d’eccellenza italia­ne che possono diventare protagoni­ste di un nuovo Rinascimento industria­le sono state citate in un documento re­datto lo scorso anno dalla Fondazione Symbola in collaborazione con la Fon­dazione Edison e Unioncamere, Le nuo­ve geografie del made in Italy. Quasi tut­te ruotano attorno ai vecchi distretti im­prenditoriali che, negli ultimi 15 anni, si sono rigenerati per adeguarsi alle sfide della globalizzazione. È il caso del polo fiorentino del lusso, dove tante picco­le e medie aziende di pellame per abbigliamento hanno abbandonato la produ­zione in proprio per inserirsi nella rete di subfornitura delle grandi griffe,  da  Gucci  Prada  a  Ferragamo, attirando anche gli americani Ralph LaurenDonna Karan  e  Tommy Hilfiger
Un contributo fonda­mentale alla crescita dell’export è arri­vato però dalla meccanica, meno cono­sciuta delle tradizionali icone del made in Italy e trasformatasi nel cuore pulsan­te della nostra industria. Una delle nic­chie di eccellenza è senza dubbio il seg­mento dei macchinari per il confezionamento dei prodotti di largo consu­mo (packaging), che ha il suo fulcro lun­go la via Emilia, in un distretto in cui si trovano 170 imprese produttrici, tra cui spiccano la Mc Automations di Casalec­chio sul Reno, la Imball diSasso Marco­ni, la bolognese Coesia  o la imolese Sac­mi. Non vanno dimenticati i distretti del­la meccatronica, come quello piemonte­se con 196 aziende, tra cui Prima Indu­strieFiedo e Comau. Un altro distretto della meccatronica si trova al Sud, in Pu­glia, dove spicca Mermec, numero uno al mondo nella diagnostica e nella ma­nutenzione ferroviaria.
Sempre al Sud, ci sono eccellenze nel comparto dell’aero­spazio dove, oltre ai grandi player inter­nazionali come Alenia AeronauticaTha­les Alenia SpaceAvioSelex Galileo e Microtecnica, si sono sviluppate realtà di medie dimensioni attive su scala in­ternazionale. È il caso della napoletana  Magnaghi Aeronautica o della Avio­gei di Latina, che produce apparecchiature  per aeroporti con commesse in tut­to il mondo. Non mancano esempi an­che nel Centro Italia, come Umbro Cu­scinetti di Perugia, specializzata nella produzione di componenti per la stabi­lizzazione degli aerei. Se a questi nomi si aggiungono poi le start up o di me­die aziende attive in settori innovativi come le nanotecologie e le biotecnolo­gie, la robotica o la produzione di com­ponenti elettronici, il quadro del tessuto imprenditoriale italiano appare tutt’altro che sconfortante. Altro che declino,qui ci sono davvero le basi per un Rinasci­mento industriale.

http://www.businesspeople.it/Business/Economia/Rinascimento-in-vista-per-l-Italia_64203



Post e articoli collegati:

TTF, una buona notizia per i milioni di povericristi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772728.html 

Politica industriale e innovazione: ecco il Modello Tedesco
Pubblicato: giugno 15, 2014 da Federico Stoppa in Economia e Politica
http://ilconformistaonline.wordpress.com/2014/06/15/politica-industriale-e-innovazione-ecco-il-modello-tedesco/

Riavviare l’industria in 8 mosse
Crisi, otto proposte perla rinascita dell’industria
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 22 giugno 2014
http://www.romanoprodi.it/articoli/riavviare-lindustria-in-8-mosse_9152.html
 



Analisi quali-quantitative/29 - Elezioni Europee 2014

 
Elezioni europee 2014: Italia
Abitanti:  60.021.955
Elettori:
  Italia    49.256.169
  Estero    1.406.291
  Totale  50.662.460
Votanti:
  Italia    28.908.004
  Estero        83.254
  Totale  28.991.258
Affluenza:
  Italia      58,68%
  Estero     5,92%
  Totale   58,69% (precedenti 66,43%)
http://www.repubblica.it/static/speciale/2014/elezioni/europee/italia.html
http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/europee_amministrative_2014/

 
RISULTATI (tra parentesi la percentuale sul totale elettori)
 
Partito Democratico
Elezioni europee   40,81%  11.203.231 voti  31 seggi   (22,11%)
Elezioni politiche 2013 (escluso estero 287.975 voti)  25,41%  8.646.034 voti  
Elezioni politiche 2008   12.095.306 voti
 
Movimento 5 Stelle Beppegrillo.It
Elezioni europee   21,15%   5.807.362 voti   17 seggi   (11,46%)
Elezioni politiche 2013 (escluso estero 95.173 voti)   25,56%   8.691.406 voti
Elezioni politiche 2008   -
 
Forza Italia
Elezioni europee   16,81%   4.614.364 voti   13 seggi   (9,11%)
Elezioni politiche 2013 (escluso estero 145.751 voti)   21,56%   7.332.134 voti
Elezioni politiche 2008   13.629.464 voti
 
Lega Nord-DieFreiheitlichen-Basta €Uro
Elezioni europee   6,15%   1.688.197 voti   5 seggi   (3,33%)
Elezioni politiche 2013 (escluso estero 0 voti)   4,09%   1.390.534 voti
 
Nuovo Centro Destra - Udc
Elezioni europee   4,38%  1.202.350 voti   (2,37%)
Elezioni politiche 2013   -
 
L'altra Europa Con Tsipras
Elezioni europee   4,03%   1.108.457 voti   3 seggi  (2,19%)
Elezioni politiche 2013   -
 
Fratelli D'italia - Alleanza Nazionale
Elezioni europee   3,66%   1.006.513 voti  (2,00%)
Elezioni politiche 2013 (Fratelli d’Italia)  1,95%   666.765 voti
 
Verdi Europei-GreenItalia
Elezioni europee   0,91%   250.102 voti   (0,49%)
Elezioni politiche 2013   
 
Scelta Europea
Elezioni europee   0,72%   197.942 voti   (0,39%)
Elezioni politiche 2013 (escluso estero 181.041 voti)   2.823.842 voti
 
Italia Dei Valori
Elezioni europee   0,66%   181.373 voti   (0,36%)
Elezioni politiche 2013   - (faceva parte di Rivoluzione civile)
 
Svp
Elezioni europee   0,50%   138.037 voti   1 seggio   (0,27%)
Elezioni politiche 2013   0,43%   146.800 voti
 
Io Cambio - Maie
Elezioni europee   0,18%  50.978 voti (0,10%)
 
Astenuti
Elezioni europee 2014    21.671.202
Elezioni politiche 2013   11.600.000
Elezioni politiche 2008     9.300.000
 
_____________________
Note:
1. Elezioni politiche 2013, fonte: Ministero dell’Interno  http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013
2. Nelle elezioni politiche 2013, sommando anche i voti della Circoscrizione Estero, il 1° partito è il PD, il secondo è M5S.
3. Schede bianche 579.353, schede nulle 959.231 e schede contestate e non assegnate 3.768.
____________________
 

FLUSSI ELETTORALI
 
Di seguito, evidenzio, relativamente alle Elezioni europee, la composizione dei voti dei tre principali partiti in base alla provenienza dei votanti:
 
Partito Democratico
PD 52%, M5S 9%, FI 4%, Altri 18%, Non aveva votato 17%
 
Movimento 5 Stelle Beppegrillo.It
PD 5%, M5S 72%, FI 4%, Altri 9%, Non aveva votato 10%
 
Forza Italia
PD 2%, M5S 3%, FI 74%, Altri 8%, Non aveva votato 13%
 
 
VILLAGGIO ITALIA
 
Se l’Italia fosse un villaggio di 100 abitanti, alle elezioni europee 2014 avremmo, in rapporto agli abitanti, che gli elettori aventi diritto sono 84, i votanti 48, di cui (arrotondati) 19 del PD, 10 di M5S, 8 di FI, 3 della Lega Nord, 2 di NCD, 2 di L’Altra Europa con Tsipras, 2 di Fratelli d’Italia; 36 gli astenuti.
 
 
Articoli collegati:
 
Elezioni europee 2014, i flussi dei voti: “Pd ha prosciugato Scelta civica”
27 maggio 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/27/elezioni-europee-2014-i-flussi-dei-voti-pd-ha-prosciugato-scelta-civica/1003196/
 
Pd, ecco da dove arriva il 40%. Metà elettori nuovi
di Carlo Buttaroni (presidente Tecnè)
2 giugno 2014
http://www.unita.it/politica/elezioni-2014/elezioni-europee-analisi-voto-pd-m5s-forza-italia-astensionismo-renzi-grillo-40-per-cento-1.572632?page=2

Matteo Renzi vale da solo il 6% dei voti. Lo rivela uno studio dell'Istituto Cattaneo
Ansa
Pubblicato: 04/06/2014
http://www.huffingtonpost.it/2014/06/04/matteo-renzi-vale-solo-6-per-cento-voti-cattaneo_n_5445057.html 

Elezioni europee, gattopardismo in salsa fiorentina e nuovo partito di massa del capitale
Domenico Moro
Venerdì 20 Giugno 2014
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3834:domenico-moro-sinistra-elezioni-europee-gattopardismo-in-salsa-fiorentina-e-nuovo-partito-di-massa-del-capitale&catid=44:europa&Itemid=82

 

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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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