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La condanna in primo grado di Luigi de Magistris

 
In attesa della motivazione della sentenza, traggo da "Wikipedia: "Il 21 gennaio 2012 il GUP di Roma Barbara Callari rinvia a giudizio Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi con l'accusa di aver acquisito nel 2009 in modo illegittimo i tabulati telefonici di alcuni parlamentari. De Magistris ha definito l'inchiesta "infondata". L'inchiesta è stata criticata anche da Marco Travaglio." [1].
 
Solo per la verità storica. Io non sono un fan di de Magistris, ma rammento, del caso de Magistris, la contrapposizione tra le procure di Catanzaro e di Salerno e l’intervento un po’ discutibile del presidente Napolitano (in sostanza, poiché formalmente poi provvide il CSM, vice presidente Mancino), che diede ragione, in pratica, a quella di Catanzaro, che aveva assunto decisioni gravi in violazione della legge, e torto a quella di Salerno, che invece aveva operato nel rispetto delle sue prerogative di legge e dato ragione a de Magistris. [2]
In effetti, il compagno presidente Napolitano sembra avere una certa propensione (ereditata dal padre?) ad assumere comportamenti “autoritari” quando si tratti di affermare l’interesse dello Stato, però declinato un po’ a suo piacimento e non scevro da aspetti censurabili.
 
Successivamente, ascoltai tramite “Radio Radicale” la seduta della Commissione per i provvedimenti disciplinari del CSM contro de Magistris: impressionante la requisitoria svolta da un sostituto procuratore generale, Vito D’Ambrosio, che era stato – credo – di Magistratura Democratica (la corrente di sinistra) ed un famoso pretore d’assalto: sembrava stesse svolgendo l’intervento d’accusa non contro un magistrato ma contro un criminale. [3]
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Inchiesta_Why_Not
[2] Scontro tra le procure di Salerno e di Catanzaro
http://www.webalice.it/lapaginadivicio/procure_scontro.htm
[3] CSM-Udienza del 11/01/2008 Processo disciplinare contro Luigi de Magistris
http://www.radioradicale.it/scheda/244268
CSM-Udienza del 14/01/2008 Processo disciplinare contro Luigi de Magistris
http://www.radioradicale.it/scheda/244490/caso-de-magistris-disciplinare-del-csm
CSM-Udienza del 18/01/2008 Processo disciplinare contro Luigi de Magistris
http://www.radioradicale.it/scheda/244707/consiglio-superiore-della-magistratura-disciplinare
CSM- Sentenza di condanna di Luigi de Magistris
http://www.demagogistris.it/prova/


Aggiornamento:
 
Why not: assolti in Appello De Magistris e Genchi
Mercoledì 21 ottobre 2015
http://www.ilmattino.it/NAPOLI/POLITICA/why_not_appello_assolto_de_magistris/notizie/1633737.shtml 

 
Articolo collegato:
 
Marco Bracconi  -  26 SET 2014
Napoli, Arcore
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2014/09/26/napoli-arcore/
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 29/9/2014 alle 10:56 | Versione per la stampa

Dossier deflazione


In passato, in particolare negli anni '80 del secolo scorso, e poi fino all'introduzione dell'Euro, è stata l’inflazione la preoccupazione prevalente in Italia e quindi uno dei temi più dibattuti. Ora al suo posto è subentrata la deflazione. Quali sono il suo carattere ed i suoi effetti? Riporto la spiegazione tecnica del termine ed una serie di articoli, con punti di vista differenti, che ne evidenziano gli aspetti positivi e negativi.

 
Deflazione
Dizionario di Economia e Finanza (2012)
Deflazione  Riduzione del livello dei prezzi, associata di norma a una flessione accentuata dell’attività economica e dell’occupazione. Differisce dalla disinflazione, che è una politica economica adottata per contenere l’inflazione, senza che ciò debba necessariamente tradursi in una diminuzione dei prezzi. La d. può verificarsi quando una caduta della domanda aggregata (->) crei pressioni per un calo dei prezzi e dei salari, poiché i produttori con un eccesso di capacità produttiva cercano di sollecitare la domanda con prezzi più bassi. La d. è ritenuta molto più costosa per un’economia rispetto all’inflazione (->p). Il primo motivo è che se la riduzione dei prezzi genera aspettative di una loro ulteriore flessione, imprese e famiglie hanno convenienza a posporre gli acquisti non indispensabili, contribuendo così ad accentuare il declino dell’attività economica e dei prezzi e a innescare una spirale deflazionistica. Il secondo motivo è che la progressiva decrescita dei ricavi e dei redditi monetari compromette la solidità patrimoniale dei debitori, il cui debito è da restituire al valore monetario iniziale. Ciò causa insolvenze diffuse tra le imprese, con ripercussioni negative innanzitutto sul capitale delle banche creditrici, secondo il meccanismo di crisi finanziaria (->) della debt deflation proposto nel 1933 da I. Fisher.
http://www.treccani.it/enciclopedia/deflazione_(Dizionario_di_Economia_e_Finanza)/
 
Deflazione
Tutti sanno che cos'è l'inflazione: si ha quando i prezzi aumentano. E la deflazione è semplicemente il suo contrario: la riduzione del livello assoluto dei prezzi. La deflazione a sua volta può essere buona, quando la diminuzione dei prezzi è dovuta ad abbondanza di offerta: generoso raccolto agricolo o progressi tecnologici o salto di qualità nella concorrenza. Basti pensare alle riduzioni dei prezzi dei Pc o agli effetti della liberalizzazione delle telecomunicazioni. Oppure può essere cattiva,quando è dovuta a bassa domanda: basti pensare alla stagnazione dell'economia giapponese negli anni Novanta. La deflazione "cattiva" è una specie di anoressia dell'economia e complica la politica monetaria, perché per stimolare l'economia bisognerebbe spingere i tassi d'interesse sotto lo zero, cosa che non è possibile. Ma c'è anche chi è contento della deflazione: per esempio, i pensionati con un reddito fisso! Più deflazione c'è, più aumenta il potere d'acquisto del loro reddito.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/100-parole/Economia/D/Deflazione.shtml
 
Deflazione (economia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Deflazione_(economia)
 
Deflazione: che cos’è e quali sono i suoi effetti?
di Dimitri Stagnitto   29 Agosto 2014
http://www.forexinfo.it/Deflazione-che-cosa-e-e-quali-sono
 
DEFLAZIONE
Paolo Tritapepe 12 agosto 2014
http://www.bancheitalia.it/economia-e-finanza/deflazione.htm
 
Lo spettro della deflazione e la BCE
Enrico Sergio Levrero* - 16 maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/primo-piano/lo-spettro-della-deflazione-e-la-bce/
 
Deflazione o politiche keynesiane?
Alessandro Morselli* - 10 luglio 2013
http://www.economiaepolitica.it/primo-piano/deflazione-o-politiche-keynesiane/
 
I pericoli inediti della deflazione prossima ventura
03.12.13  Francesco Daveri
http://www.lavoce.info/i-pericoli-inediti-della-deflazione-prossima-ventura/
 
Krugman: La banda della deflazione
07/09/2014
http://www.controlacrisi.org/notizia/Economia/2014/9/7/42209-krugman-la-banda-della-deflazione/
 
DEFLAZIONE: HARUHIKO KURODA (GOVERNATORE BANCA DEL GIAPPONE), TASSO IN GIAPPONE ORA È 3.7 PER CENTO
Posted on 4 by Ugo Giano
http://www.agenparl.com/?p=95537
 
Lezioni per l’Europa da 15 anni di deflazione giapponese
Pubblicato da keynesblog  il 23 settembre 2014
http://keynesblog.com/2014/09/23/lezioni-per-leuropa-da-15-anni-di-deflazione-giapponese/
 
Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 agosto 2014
http://www.romanoprodi.it/articoli/con-la-deflazione-gli-speculatori-attaccheranno-i-paesi-piu-deboli-occorre-reagire-con-rapidita_9454.html
 
Perché la deflazione non è il male assoluto
di Matteo Borghi  29 agosto 2014
http://www.lintraprendente.it/2014/08/perche-la-deflazione-non-e-il-male-assoluto/

Is deflation good or bad? Just mind the inflation gap
by Marco Casiraghi and Giuseppe Ferrero
April 2015
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2015-0268/index.html

 

***
 
LA CURVA DI PHILLIPS
INFLAZIONE, INFLAZIONE ATTESA E DISOCCUPAZIONE
http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServeFile.php/f/File_Prof/DI_GIANNATALE_1561/Macro_9_-_Curva_di_Phillips.pdf
 


Post collegato:

Draghi e l’obiettivo dell’inflazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819224.html



Draghi e l'obiettivo dell'inflazione

 

L'altro ieri, alla sua audizione al Parlamento Europeo,[1] quindi in una sede istituzionale, Draghi, ad una domanda di un parlamentare, aveva detto che la BCE, con l’inflazione prossima allo zero %, stava rispettando l’obiettivo statutario del controllo dei prezzi. Oggi, invece,[2] all’emittente radiofonica francese Europe1, dice che l’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento.

Apparentemente, sorvolando sulla contraddizione, le due dichiarazioni sembrano equivalersi. Invece c’è una differenza sostanziale. Il primo obiettivo favorisce i creditori (Germania e satelliti), il secondo obiettivo favorisce i debitori (Italia ed altri Piigs).

Ciò che, però, Draghi non ha ancora detto e riconosciuto è che la BCE – come ho già segnalato [3] -, raggiunto il primo obiettivo statutario, che non è quello di tenere l’inflazione prossima allo zero, ma poco sotto il 2%, deve – deve! – adempiere il secondo obiettivo, di sostenere la crescita economica e dell’occupazione.

 
[1] Draghi: la ripresa è debole, rischi di peggioramento
con un'analisi di Beda Romano 22 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-22/draghi-144933.shtml
Botta e risposta Grillo-Draghi
http://economia.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20140922_320018
[2] Draghi: «L’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento»
http://www.corriere.it/economia/14_settembre_24/draghi-l-obiettivo-riportare-l-inflazione-2-cento-9977ccfe-43c7-11e4-bbc2-282fa2f68a02.shtml
[3] Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html
 

Allegati (link nel post in nota 3)::

 
1) PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCACENTRALE EUROPEA.
Articolo 2 - Obiettivi
Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.
 
[*] Secondo l'articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" (tra cui un elevato livello dell’occupazione).
 
2) STATUTO FED. Per un’utile comparazione, traggo da Wikipedia gli obiettivi della FED USA,  Un ruolo analogo di contenimento dell'inflazione è svolto in America dalla Federal Reserve; quest'ultima però, a differenza della Bce, deve contemporaneamente perseguire l'obiettivo politico del pieno impiego[3]
Mission: The Federal Reserve System is the central bank of the United States. It was founded by Congress in 1913 to provide the nation with a safer, more flexible, and more stable monetary and financial system. Over the years, its role in banking and the economy has expanded.
Today, the Federal Reserve's duties fall into four general areas:
• conducting the nation's monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates […]


Articoli collegati:

UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più
8 ottobre 2014
Bortolussi: “Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito”
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0o0m0o0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1a1h1s0k1k1x0l1c1h1r1n1b1b1t1o1Z1s1h1X1t1d

Lagarde: serio rischio recessione nell’area euro, la Bce compri titoli di Stato
9 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/lagarde-serio-rischio-recessione-nell-area-euro-bce-compri-titoli-stato-170734.shtml

 

Art. 18, tra Renzi, la Germania e Sacconi


Carlo Clericetti
18 SET 2014
L’art. 18? I tedeschi ce l’hanno
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/09/18/lart-18-i-tedeschi-ce-lhanno/ 


Preliminarmente, provo a fare il punto sulla situazione dei lavoratori protetti dall’art. 18.

ARTICOLO 18. Poche imprese interessate, ma tutelati oltre la metà dei dipendenti privati italiani

Sono poche le aziende sottoposte alla disciplina all’articolo 18, ma oltre la metà dei lavoratori dipendenti italiani del settore privato sono tutelati da questo istituto. I numeri elaborati dalla CGIA ci dicono che l’articolo 18 “interessa” il 2,4 per cento delle aziende ed il 57,6 per cento dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato dell’industria e dei servizi.

In termini assoluti, su poco meno di 4.426.000 imprese presenti in Italia, solo 105.500 circa hanno più di 15 addetti.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, la CGIA ricorda che dalla totalità degli addetti presenti in Italia (pari a poco più di 22 milioni di unità) sono stati “rimossi” i lavoratori autonomi, quelli del pubblico impiego, i dipendenti dell’agricoltura e tutti quelli con un contratto a tempo determinato che, per legge, non sono “coperti” da questa norma.

Pertanto, su oltre 11.300.000 operai e impiegati presenti nel nostro Paese (*), quasi 6.507.000 (**) lavorano alle dipendenze di aziende con più di 15 dipendenti,soglia oltre la quale si applica l’articolo 18.

http://www.cgiamestre.com/2014/09/articolo-18-poche-imprese-interessate-ma-tutelati-oltre-la-meta-dei-dipendenti-privati-italiani/

 

Poi, analizzo sinteticamente le alternative possibili, che sono tre:

1. il tentativo di cancellazione dell’art. 18 viene sconfitto;

2. in subordine, si riesce ad adottare in Italia la legge tedesca, che affida al giudice il potere discrezionale di ordinare il reintegro o stabilire un indennizzo;

3. il tentativo di cancellare l’art. 18 ha successo.

 

Nella prima ipotesi, tutto rimane come ora, inclusa la pressione degli organismi europei (UE e BCE), che usano la riforma del lavoro come alibi per non fare quello che tocca a loro fare.

Nella seconda, è presumibile ci sia un aumento delle cause di lavoro, in una situazione dei Tribunali già molto deficitaria. 

Nella terza, la più probabile, è necessario – se non indispensabile - controbilanciare il potere accresciuto degli imprenditori, inserendo nella nuova disciplina legislativa due condizioni sospensive:

a) la previsione e l’effettiva implementazione di un sistema adeguato di ammortizzatori sociali:

- indennità di disoccupazione: in passato, quando (anche il Centrosinistra) hanno progettato le loro belle e razionali riforme, si sono preoccupati di considerare tutte le variabili in gioco, ma poi, quando le hanno tradotte in articolati di legge di attuazione,per problemi di copertura finanziaria, ma anche per un fatto - come dire? - di cultura, di logica e di etica di fondo nazionale piuttosto stortignaccole e strabiche, hanno omesso sempre una gamba del tavolo, quelle delle tutele universali;

- strutture per l'impiego, la formazione ed il reimpiego.

Infatti, assieme agli ammortizzatori sociali, sono necessari servizi attivi per l'impiego ed il reimpiego (non baracconi inefficienti come i Centri per l’impiego attuali che servono soltanto a quelli che vi lavorano: meno del 5% trova lavoro tramite loro), che coinvolgano economicamente e operativamente le aziende che licenziano; e, infine,

- agenzia centrale, perché occorre affrontare la variabile critica di qualunque riforma: la Pubblica Amministrazione italiana, la peggiore del mondo occidentale, che faccia capo ad un Sottosegretario di Stato di alto profilo operativo;

b) attuare finalmente la normativa sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa, già da tempo all’esame del Parlamento.

 

***

 

I tre [ex] ministri sedicenti socialisti

Poiché nell’articolo di Carlo Clericetti si parla – negativamente – del sedicente socialista Brunetta, ma non dell’altro sedicente socialista Sacconi, che, a mio avviso, di Brunetta è sicuramente peggiore, riporto un mio vecchio post, che, purtroppo, data la loro permanenza sulla scena politica e, sfortunatamente, persino nella maggioranza, è ancora attuale. Per fortuna, il terzo sedicente socialista, Tremonti, ora è fuori dai giochi. Per onestà, devo ammettere che mi illudevo sul ripensamento della classe operaia, dissuasa peraltro dallo spostamento destrorso, almeno in tema di lavoro, del PD.

Negli anni '70, dopo l'approvazione dello statuto dei lavoratori [1] – frutto dell'opera riformatrice della commissione presieduta dal socialista Gino Giugni, voluta dal socialista Giacomo Brodolini-  e la crescita dei conflitti sindacali (le aziende erano un po' “fasciste” allora), per gestire le relazioni col personale le grandi aziende spesso assumevano sociologi provenienti dalla Facoltà di Sociologia di Trento (dove, ad esempio, hanno studiato Renato Curcio e MaraCagol, fondatori delle BR), famosa per il suo radicalismo di sinistra già dagli anni '60 (tant'è che a noi militari di leva era fatto divieto addirittura di passarvi davanti, quando andavamo in libera uscita; erano gli anni -  '67-68 - quando, detto per inciso, più o meno si concludeva la stagione degli attentati dinamitardi in Alto Adige).

In questi ultimi decenni, parecchi esponenti di sinistra sono passati all'altra sponda politica, diventando parlamentari, consiglieri, maitre a penser, direttori di giornale, portavoce e così via.

Poi, come epilogo della storia, per realizzare una politica di destra e portare avanti – come dire? - la riforma delle riforme socialiste, Berlusconi si è avvalso dell'opera assidua di tre ministri socialisti: Tremonti, Brunetta e Sacconi. I tre ministri, per la bisogna, si sono avvalsi a loro volta dell'appoggio della UIL, socialista (oltre che della CISL).

Intanto, anche gli operai sembravano avere abbandonato i partiti di sinistra e votavano in prevalenza per il centrodestra.

Situazione davvero bizzarra, ma, dopo le manovre finanziarie correttive per 330 mld da inizio legislatura (importi cumulati 266,3 mld il governo Berlusconi e 63,2 mld il governo Monti), per la più parte vere macellerie sociali, e l’attacco, parzialmente respinto, all’art. 18 ed al welfare, forse anche foriera di cambiamenti. […]

Il Prof. Monti e lo statuto dei lavoratori, manovra diversiva, in parte persino inconsapevole
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753968.html

 

Cclericetti 19 settembre 2014 alle 00:10

Ha ragione. Brunetta è più folcloristico, ma il vero deus ex machina della distruzione dei diritti dei lavoratori è Sacconi, che può vantarsi di essere stato il più reazionario tra i ministri del Lavoro della Repubblica. Di lui è bene ricordare, oltre all’assiduo impegno per spaccare il sindacato ed emarginare la Cgil, l’abolizione delle norme contro le dimissioni in bianco introdotte dal precedente governo di centro-sinistra, che provocò nell’anno successivo, come certificato dall’Istat, una impennata di “dimissioni” (ossia licenziamenti) in particolare di lavoratrici che aspettavano un figlio.

 

@Carlo Clericetti

Su Sacconi conservo un ampio archivio, incluse 3 letteracce che gli ho scritto tra il 2010 e il 2011 (questa è la terza, la più breve e forse (?) più dura http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2689326.html ).

Nel suo “curriculum”, vanno aggiunti:

- la sua posizione “umanitaria” e fondamentalista nel caso Englaro di tutela della vita vegetativa;

- le decisioni crudeli nei riguardi di vite concretissime e debolissime con le manovre correttive;

- la sua filoconfindustriale avversione ai precari, anche reintroducendo le tipologie contrattuali più vessatorie, che erano state abolite dal precedente governo Prodi (ministro del Lavoro, Damiano);

- assieme a Tremonti e, in parte, Brunetta, è stato un tenace, inverecondo costruttore di una campagna sistematica, paramafiosa di DISINFORMAZIONE, tesa a propalare assiduamente dati edulcorati o falsi;

- le sue diatribe a cadenza mensile con la Banca d’Italia sul tasso di disoccupazione;

- le sue sortite livorose, faziose, perfide, insincere, maramaldesche, antipopolari lungo tutto il suo ministero;

- secondo il presidente di un’associazione di Milano che coinvolsi in una web invasion sulla prima  manovra correttiva lacrime e sangue (il DL78/2010), è (era?) uomo di Bombassei, allora vice presidente di Confindustria; a giudicare dalle misure delle manovre correttive, vera macelleria sociale, e, un anno dopo (2011), dalla sua proclamazione di fedeltà alla causa di Confindustria, mentre gli altri 2 ministri si erano defilati, non ebbi difficoltà a crederlo;

- la sua sorpresa o il suo rifiuto di ammettere che la Confindustria criticasse il governo quando questa, nel pieno dell’incendio da spread) cominciò a bombardare di critiche il governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi;

- anche Eugenio Scalfari scrisse che tutti e tre erano senza vergogna, ma che il peggiore dei tre ex ministri sedicenti socialisti era Sacconi

- che sia mediocre, basta leggere la sua “bibliografia” e la sua presentazione del suo libro bianco sul lavoro o la sua intervista davvero delirante all’inserto satirico del “Corriere della Sera” del 30 agosto 2010, che allego:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/sacconi-e-linserto-satirico-del-corsera/54655/  .

E pensare che era il ministro che riscuoteva il maggiore apprezzamento dagli Italiani. Data l’elevata percentuale (oltre il 60%), doveva riscuotere purtroppo anche quello di parecchi del centrosinistra: l’Italia è proprio piena di allocchi. Anche a sinistra.

 

Ho posto, più sopra, come seconda condizione sospensiva per l’attuazione della riforma dell’art. 18:

b) attuare finalmente la normativa sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa, già da tempo all’esame del Parlamento.

Aggiungo al curriculum di Sacconi (nel post allegato in fondo c’è un piccolo dossier sul tema, in cui cito anche la collaborazione stretta tra Sacconi e Bombassei per ritardare la discussione sul DdL sulla partecipazione):_

PERCHE’ IL MINISTRO INSABBIA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE?

UN ANNO FA SACCONI CHIESE E OTTENNE DA SINDACATI E CONFINDUSTRIA UN “AVVISO COMUNE” PER LA SOSPENSIONE DI UN ANNO DELL’ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE UNIFICATO SUL QUALE SI ERA REGISTRATA UN LARGHISSIMO CONSENSO IN SENO ALLA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO; ORA L’ANNO STA PER SCADERE, MA IL MINISTRO INSISTE NELL’OPPORSI ALLA RIPRESA DELL’ITER PARLAMENTARE DEL PROGETTO

Interrogazione presentata alla Presidenza del Senato il 15 settembre 2010

Partecipazione dei lavoratori alla proprietà ed al controllo delle aziende
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2586257.html

 

 

Appendice

 

IL GOVERNO E LE SCELTE
I tanti scontri e la spallata finale
La battaglia tra ilpremier Matteo Renzi e la Cgil ricorda altri scontri. Stavolta non si tratta dicorteggiare gli elettori del centrodestra, in ballo gli assetti della societàitaliana
di Dario Di Vico
20 settembre 2014
http://www.corriere.it/politica/14_settembre_20/i-tanti-scontri-spallata-finale-7b134228-40d6-11e4-ada3-3c552e18d4d4.shtml

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 21 settembre 2014 | 0:17

@Dario Di Vico. 1) Il discorso dei mini job è incompleto: per accrescere la competitività dei suoi prodotti rispetto ai suoi partner UE (tra cui l’Italia), la Germania finanzia la deflazione dei salari tedeschi (400€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il suo robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese, vietati dall'UE. 2) La riforma dell’art. 18 è indispensabile controbilanciare il potere accresciuto degli imprenditori, inserendo nella nuova disciplina legislativa due condizioni sospensive: a) la previsione e l’effettiva implementazione di un sistema adeguato e costoso di ammortizzatori sociali: indennità di disoccupazione, strutture efficienti per l'impiego, la formazione ed il reimpiego (non baracconi inefficienti come i Centri per l’impiego), che coinvolgano economicamente e operativamente le aziende che licenziano; e, infine agenzia centrale che faccia capo ad un Sottosegretario di Stato di alto profilo operativo; b) attuare finalmente la normativa sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa, già da tempo all’esame del Parlamento. 3) Quando, Lei, Dario Di Vico, proporrà un’imposta patrimoniale sui ricchi per finanziare la riforma dell’art. 18?

 

***

 

LA RIFORMA DEL LAVORO
Lavoro, ancora duello interno al Pd
Art.18, la Uil apre. Squinzi: eliminarlo
Renzi alla minoranzadel partito: «Cascate male, io cambio davvero». Cuperlo: basta propaganda eultimatu. Confindustria: l’art. 18 frena gli investimenti. Sindacati divisi.
di Redazione online
1 settembre 2014
http://www.corriere.it/politica/14_settembre_21/squinzi-l-articolo-18-mantra-d-accordo-che-vada-eliminato-70fe3d18-417d-11e4-a55b-96aa9d987f34.shtml

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 21 settembre 2014 | 17:58

Quattro domande a Giorgio Squinzi: 1) Se considera un modello il mercato del lavoro tedesco e continua a tirare in ballo l’abolizione dell’articolo 18, lo sa che i tedeschi l’articolo 18 ce l’hanno'? 2) Se ha come modello la Germania e i suoi mini job, per accrescere la flessibilità e la competitività dei prodotti, lo sa che la Germania finanzia la deflazione dei salari tedeschi (400€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il suo robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese,vietati dall'UE? L’Italia farà altrettanto? E, soprattutto, le verrà consentito dall’UE? 3) Solleciterà che ci sia anche in Italia, come in Germania (Mitbestimmung: “Una legge del 1976 stabilisce che nelle aziende più grandi i lavoratori siano rappresentati da metà dei membri di un consiglio di sorveglianza. In quelle più piccole i dipendenti controllano un terzo delle poltrone. I membri restanti rappresentano invece gli azionisti”), il varo e l’attuazione della legge sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa, della quale si discute da anni in Parlamento? 4) Infine, quando Giorgio Squinzi (ri-ri)proporrà (dopo le proposte del 2011 e del 2012, quando l’incendio da spread bruciava Casa Italia) un’imposta patrimoniale sui ricchi, per finanziare la costosa (ammortizzatori sociali e servizi attivi efficienti per l’impiego, la formazione ed il reimpiego) riforma dell’art. 18?

 


Articolo collegato:
 
La favola dei superprotetti. Flessibilità del lavoro, dualismo e occupazione in Italia
Riccardo Realfonzo - 26 settembre 2014
http://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-sindacato/la-favola-dei-superprotetti-flessibilita-del-lavoro-dualismo-e-occupazione-in-italia/

Dialogo su Renzi in calce ad un editoriale di Eugenio Scalfari

 
Negli ultimi mesi, Eugenio Scalfari dedica, praticamente ogni domenica, il suo editoriale, interamente o in parte, a Matteo Renzi, criticandolo. Questo qui sotto è uno dei tanti. Naturalmente, l’argomento Renzi (vedi anche il Corriere della Sera) attrae i “grilleschi” e i compagni duri e puri come api sul miele.
 
Se il pifferaio stona, il concertone diventerà una gazzarra
di Eugenio Scalfari
27 luglio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/07/27/news/se_il_pifferaio_stona_il_concertone_diventer_una_gazzarra-92485218/
 
 
caromio
Rispetto a precedenti commenti domenicali , quello odierno di Scalfari mi sembra il meno astioso , evidentemente influenzato dal giudizio positivo che Draghi ha dato su Renzi. Che sia la svolta ? Il segno di un' apertura ? Speriamolo ! 
 
magnagrecia7
La settimana scorsa aveva smesso di attaccare la riforma del Senato, scrivendo: visto che la volete fare, fatela. Ora ha ripreso ad attaccarla.
 
magnagrecia7
Nell'attuale situazione dei conti pubblici e con i vincoli UE, neppure Mandrake ce la potrebbe fare. L'unica soluzione per finanziare la crescita e uscire dal pantano è varare una corposa imposta patrimoniale sui ricchi, cioè la metà del decile più ricco delle famiglie (=5%) che possiede una ricchezza netta di 2.000 mld (su un totale di 8.600), ha contribuito molto poco finora al mastodontico risanamento dei conti pubblici (330 mld nella scorsa legislatura, ma le misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti,4/5 Berlusconi e 1/5 Monti, molto iniquamente distribuiti sui non ricchi ad alta propensione al consumo, con effetti depressivi, soprattutto da Berlusconi) e si è ulteriormente arricchita con la crisi; oppure ottenere dall'UE il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) per costituire un fondo di 3.000 mld, garantito dall'oro e altri asset pubblici. Vincesko
 
magnagrecia7
Leggo Scalfari da oltre 40 anni, trovo che è diventato, negli ultimi 4 anni, un insopportabile conservatore. Anche in tema di tassazione dei ricchi, rispetto a suoi editoriali del 2010 in cui protestava, dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti della prima manovra correttiva dopo la crisi greca (DL 78 del 31/5/2010), di 24,9 mld, scandalosamente iniqua, implorava provocatoriamente il ministro Tremonti di far pagare anche a lui e scriveva: “Debbono cioè impostare un piano globale di redistribuzione del reddito da chi più ha a chi meno ha. Lo spostamento può  avvenire in vari modi, manovrando soprattutto il fisco (ma non soltanto);  sgravando il peso fiscale sui redditi di lavoro dipendente e sulle famiglie e  finanziando la redistribuzione con maggior carico tributario sulle rendite, sui patrimoni e sui consumi opulenti”. Vincesko
 
"A Pomigliano comincia l'epoca dopo Cristo" di E. Scalfari - 20-06-2010:
"Qualche cosa si può e si deve fare. Ma occorre molta lucidità e molto coraggio. I Paesi opulenti, al loro interno, non sono affatto livellati per quanto riguarda la diffusione del benessere. Ci sono, nelle zone ricche del mondo, sacche di povertà impressionanti e diseguaglianze mai verificatesi prima con questa intensità. Voglio dire che la legge dei vasi comunicanti deve entrare in funzione dovunque e spetta alla politica rimuovere gli impedimenti che la bloccano. Perciò i sindacati e le forze di opposizione debbono spostare l'obiettivo. [...] Debbono cioè impostare un piano globale di redistribuzione del reddito da chi più ha a chi meno ha. (…)". Vincesko
 
“La vera storia del caso Marchionne” di Eugenio Scalfari - 25 luglio 2010
“C'è un modo per compensare la perdita di benessere che il "dopo Cristo" comporta per i ceti deboli che abitano paesi opulenti? Certo che sì, un modo c'è ed è il seguente: far funzionare il sistema dei vasi comunicanti non solo tra paese e paese, ma anche all'interno dei singoli paesi. L'Italia è certamente un paese ricco. Anzi fa parte dei paesi
opulenti del mondo, che sono in prevalenza in America del nord e nella vecchia Europa. Ma l'Italia è anche un paese dove esistono sacche di povertà evidenti (e non soltanto nel Sud) e dislivelli intollerabili nella scala dei redditi e dei patrimoni individuali”.
“Tra l'Italia dei ceti benestanti e quella dei ceti poveri e miserabili il sistema dei vasi comunicanti è bloccato, non funziona. Il benessere prodotto non viene redistribuito, rifluisce su se stesso e alimenta il circuito perverso e regressivo dell'arricchimento dei più ricchi e dell'impoverimento dei poveri. Una politica che volesse perseguire il bene comune dovrebbe dunque smantellare il circuito perverso e far funzionare il circuito virtuoso. Attraverso una riforma fiscale che sbloccasse il meccanismo e redistribuisse il benessere. […]. Questa delle ingiustizie sociali da combattere è la madre delle riforme. Perciò mi domando: che cosa aspettate? Che la casa vi crolli addosso?”
Vincesko
 
***
 
Gustavo Ulivi
Insomma:sono passati tre anni e tre governi dalle dimissioni di Berlusconi e l'Italia fa piu' schifo di prima.
Chi sosteneva che, fatto fuori Berlusconi, l'Italia sarebbe diventata un"paese normale", ha fatto una figura da pagliaccio.
Eliminato "il Buffone", ci siamo accorti che tutti gli altri erano dei poveri Pagliacci: alcuni fanno politica, altri scrivono.
 
magnagrecia7
@Gustavo Ulivi 
Ti sbagli, 1) i conti pubblici (deficit e avanzo primario) sono migliori del 2011; il debito è aumentato dal 120 al 135%, oltre che per i soliti, gravosi interessi passivi, per poste straordinarie (conferimenti al MES, che sono prestiti ai Paesi in difficoltà e pagamento debiti PA). Anche nel 2011 la disoccupazione effettiva (inclusi i cd disoccupati impliciti, formalmente "inattivi") superava abbondantemente il 12% (18% secondo la CGIL). Gli effetti recessivi di oggi sono causati dalle manovre correttive recessive della scorsa legislatura (330 mld cumulati, 4/5 Berlusconi e 1/5 Monti) iniquamente addossate, soprattutto da Berlusconi, in gran parte sui non ricchi, ad alta propensione al consumo. Occorre perciò varare o una corposa patrimoniale sui ricchi (5% famiglie), a bassa propensione al consumo, o gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio). Vincesko
 
nomoneynohoney
mi ricordo non molto tempo fa
i compagni
quanto si agitavano
e quanto sbraitavano,
quando berlusca diceva:
"sono senza poteri...
bisogna rafforzare i poteri del premier"
adesso chissà perchè...
tutti zitti!
 
magnagrecia7
Forse perché SB era, è, un individuo egotista, incompetente, spregiudicato, bulimico e fuori di testa?
 
nomoneynohoney
mentre Renziè buono, altruista, praticamente santo
 
magnagrecia7
No, affatto, è un individuo dall'ancora carente preparazione, tosto, coraggioso, concreto, leale (tranne nella defenestrazione di Letta), incline al rischio, ottimo comunicatore e venditore e spietato 'rottamatore'. Le doti giuste che fanno un leader. Se sarà un buono statista di Csx, lo vedremo dai fatti, almeno io lo giudicherò da quelli. Vincesko
PS: Io non l'ho mai votato.
 
gnaojones
senti, fatti dire dall'amico Fede chi è berlusconi. Il paragone con renzi proprio non regge...
 
***
 
emma15
Vorrei che il dott. Scalfari " onorasse" con i suoi pungenti epiteti anche i rappresentanti della vecchia nomenklatura del P.D. che , negli ultimi anni, sono riusciti soltanto a mantenere al governo Berlusconi , a perdere le elezioni pur partendo da un notevole vantaggio sull'avversario ,a deludere il proprio elettorato di riferimento ,ad allontanarsi dai veri ideali di una sinistra riformista ed a cadere nelle trappole del potere . Se Renzi è un "pifferaio" , come dovrebbero essere chiamati questi signori ? Nei miei ricordi di bambina c'è sempre stata "La Repubblica" come quotidiano che si leggeva in casa , sono cresciuta leggendo i suoi articoli ma ora , sinceramente , rimango ogni volta sbigottita notando tutta l'acredine che Scalfari riversa nei suoi editoriali quando parla di Renzi . Squallido epilogo di una brillante carriera giornalistica !
 
gusbrand
Le ricordo che il Sig. Bersani, si è dimesso per non fare accordi con quell'individuo.
Renzi invece ha fatto accordi segreti e solo dopo ha informato in parte il PD ed il Paese.
 
emma15
Il sig.Bersani si è dimesso dopo circa 60 giorni di tentativi di formare il Governo e non ha potuto fare le "larghe intese " per il semplice motivo che non era lui a non voler fare accordi , ma nessun altro partito presente in Parlamento voleva farli con lui ! Poi , con Letta si è giunti alle larghe intese che comprendevano anche Berlusconi . Stranamente , però , in quell'occasione Scalfari non si è stracciato le vesti perchè ha ritenuto che il suo pupillo , nipote del più famoso Zio nazionale, non avesse altra alternativa! Un pò di memoria renderebbe tutto più semplice ed aiuterebbe ad elaborare una critica costruttiva e mai sterile !
 
gusbrand
Lei manipola la realtà e questo la qualifica e la squalifica!
 
magnagrecia7
Non è vero che Bersani non abbia potuto, ma che non abbia voluto.
 
emma15
Io non "manipolo" un bel niente ed il suo commento , oltre a dimostrare una completa disinformazione dei fatti , qualifica e squalifica lei !
 
magnagrecia7
Non discuto sul resto, ma, per la precisione, su Bersani ha detto una cosa non vera..
 
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gusbrand
LA STORIA SI RIPETE!
E' sempre più chiaro che la destra usa la sinistra per arrivare alla dittatura. Lo ha fatto Mussolini, infiltratosi nei i socialisti. Ora i socialisti non ci sono più, ma la destra si è infiltrata nel PD e lo usa per lo stesso scopo.
Peccato si dimentichino del sangue che poi bisogna versare per riconquistare la libertà.
 
rick1949
Mussolini era un uomo di Sinistra e quindi... Speriamo la Storia prenda un'altra strada.C'è da dire che il PD come l'abbiamo conosciuto, non esiste più. E' ormai un partito dal pensiero unico.
 
route6644
"Mussolini un uomo di sinistra?!"...un pò di pudore, per favore. O un minimo di cultura storica, ma sembra ormai che sia una merce rara.
   Ha fatto massacrare Matteotti, dicendolo anche apertamente in Parlamento; Ha fatto uccidere, fatto sparire, pestare, esiliato migliaia di oppositori al fascismo.
   Ha fatto alleanza con Hitler, invaso la Libia, mandato un paio di milioni di italiani a morire in guerra, o in battaglia o nel gelo della Russia,con le scarpe di cartone.
   Ed era uno di sinistra? Ma è una domanda retorica, è meglio non rispondere, si fa più bella figura.
 
gusbrand
Appunto,se lei leggeva con attenzione volevo proprio di re quello, come renzi, del resto
 
magnagrecia7
Certo, che Mussolini è nato di sinistra, da un padre socialista: "Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, e direttore del quotidiano socialista Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell'Avanti! e fondò Il Popolo d'Italia,[1] schierato su posizioni interventiste,venendo quindi espulso dal PSI".. 
 
route6644
Essere nato di sinistra vuol forse dire qualcosa, ma può anche non voler dire niente.   
   Si è tutti diversi, anche dai genitori. Poi, mi sembra, è normale che nella vita molte persone cambino, magmagrexia7. 
   Ma quello che è passato alla Storia, che caratterizza ormai per sempre la sua figura, non sono i suoi precedenti, ma, io direi, il dopo, ciò che ho riassunto sinteticamente prima.
 
magnagrecia7
Mi spiace, stiamo al punto, ti sei sbagliato (oltre che a scrivere il mio nickname...) a dire che Mussolini non è stato di sinistra, che è invece un fatto inconfutabile. Lo è stato fino a 31 anni, ricoprendo ruoli di vertice del PSI. Che poi abbia cambiato idea politica, è anch'esso un fatto inconfutabile. Sono veri entrambi i fatti.
 
robertognf
Mi chiedo dove ha letto che Mussolini "si infiltrò fra i socialisti".Mussolini fu socialista fra i più massimalisti e pronti alle manifestazioni anche violente. Da pacifista si oppose alla guerra di Libia e alla Grande Guerra. Dalla fine del 1914 cambiò campo e divenne interventista, lasciò la direzione dell'Avanti! e fondò il Popolo d'Italia, pare con denaro francese, e si allontanò rapidamente dalla sinistra. Parlava di deputati e ministri da imprigionare o da fucilare, e di un Parlamento da estirpare, con un linguaggio simile a quello di Grillo oggi. Dopo la guerra, con la violenza e i soldi della destra arrivò al potere: è noto l'uso che ne fece.
 
***
 
rama0
Il commento del Dott. Scalfari di oggi è a mio avviso uno dei migliori che ho letto: molto aderente alla realtà e pieno di buon senso.
 
magnagrecia7
Ho la vaga impressione che tu di editoriali di Scalfari ne abbia letti pochini. Io leggo Scalfari da oltre 40 anni, l'ho sempre apprezzato, ma da 4 anni (gliel'ho anche scritto) è diventato un conservatore insopportabile.
 
***
 
cervino071244
Quando non parla del suo amico N., che io considero, per quel poco che vale il mio parere,uno dei peggiori PdR della storia repubblicana, sono sempre in piena sintonia col Dott.Scalfari. A quei soloni che insistono nel descrivere come indispensabili le riforme farlocche del pifferaio fiorentino, Senato e art.V, suggerirei di leggere il suo editoriale di oggi: di quelle strombazzate riforme ne' ai cittadini italiani ne' tanto meno all'Europa importa piu' di tanto: e, ammesso che riesca a portarle a termine, non modificheranno di una virgola le grandi difficolta' in cui si trova il paese. Altre sarebbero le riforme urgenti su cui lavorare, economia, lavoro, occupazione, corruzione ecc.:Renzi lo  sa benissimo ma se ne tiene prudentemente alla larga. A lui basta avere visibilita', e per raggiungere questo obbiettivo "si vestirebbe da sposa ai matrimoni e da salma ai funerali".
 
magnagrecia7
Commento fazioso. Intanto, riformando il Senato si risparmiano dei soldi, poi c'è da aspettarsi un'accelerazione del processo legislativo, poi si elimina un po' di burocrazia parlamentare, poi si dà l'esempio al moloch burocratico (che asfissia il Paese) tagliandogli le retribuzioni, cosa che in 150 anni solo Renzi ha saputo fare. Per il resto, la modifica del Senato non è l'unica riforma; buone o sbagliate (dipende dai punti di vista) ne sta portando avanti molte altre (tra cui il lavoro, l'economia, la corruzione).
 
***.
 
berni54
Oggi Renzi ha detto "non ci sarà una nuova manovra nel 2014".Se invece ci sarà:visto il calo di produzione costante,su questo giornale come su altri leggerò che è un bugiardo,che non rispetta le promesse come a suo tempo,fù detto per Berlusconi?
 
magnagrecia7
No, SB come bugiardo è inarrivabile. I problemi di oggi (v. più sotto [sopra]) sono in gran parte conseguenza della manovre finanziarie recessive varate nella scorsa legislatura.
 
berni54
Però,in un paese "normale" quando cambia un governo,dopo un paio d'anni si vede una inversione di tendenza.Da novembre 2011 governo Monti poi Letta e ora Renzi,non mi pare che sia stata una inversione di tendenza anzi,ogni anno aumenta il debito pubblico,la pressione fiscale e la disoccupazione.
 
magnagrecia7
Sulle stesse tue obiezioni (errate), ho già risposto ad un altro (Gustavo Ulivi) più sotto [sopra]. Vincesko
 
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utente14058
Egregio Direttore le chiedo ,anche a nome di altri amici di farci un favore,Per qualche Domenica dedichi i suoi editoriali,sempre graditi,ad altre persone.Non credo onestamente che Renzi meriti ogni settimana di sentiré le sue critiche.
Direttore sembra sceso a livello di Antonio Polito del Corriere e sinceramente ci dispiace.
 
magnagrecia7
Sono d'accordo, in particolare su Polito.
 
Enzo Nellomonello
Fino ad oggi, i renziani, sono stati molto viziati, coccolati e protetti dalla grande stampa...prevedo reazione scomposte, qualora dovesse finire quest'infatuazione 
 
utente14058
Credo che lei legga poco.Basta leggere Scalfari su Republica e Polito sul Corriere per capire che e' esttamente il contrario di cio'che lei dice.
 
Enzo Nellomonello
Polito? Anche lui? Non avevo letto l'articolo di oggi. Allora ragazzi..siete nei guai...
 
magnagrecia7
Perché, leggete ancora gli articoli di Polito?
 
freeman68
Infatti mi chiedo come un giornale come il Corriere abbia potuto assumere un giornalista come Polito.
Chi e' messo male mi sembra il corriere...
 
magnagrecia7
De Bortoli ha fatto di peggio, lo scorso febbraio lo ha nominato direttore del Corriere del Mezzogiorno.
 
***
 
berni54
Oggi a Genova,il "pifferaio magico" ha detto che siccome il viaggio della Concordia è andato bene,allora può ripartire l'Italia.Se il giorno 13 l'Italia avesse vinto il mondiale di calcio,avrebbe fatto le medesime considerazioni.Mi ricorda la Iervolino ex sindaco di Napoli che sperava nella aggiudicazione della coppa del mondo della vela per far "ripartire" Napoli.
 
nomoneynohoney
Seppur negandolo,
ha addirittura ammesso
che era lì a fare passerella
 
chedolore
Non ha ancora avuto tempo di unire al proprio successo quello appena sudato da Nibali.Ma c'è ancora tempo per chiudere la giornata. Anche sotto questo aspetto batte di molto Berlusconi che di contro batte tutti nella scelta delle persone che lo servono e lo sostengono. Le persone nascono per incontrarsi.
 
berni54
Pensa che sfortuna che Alonso non ha vinto altrimenti con la vittoria al Tour di Nibali,avrebbe detto che da oggi in avanti,la Germania ci avrebbe temuto perché siamo noi,la locomotiva d'Europa !
 
bellaciaobologna
io pensavo che avesse contribuito a spingere a Nuoto la Concordia per emulare Grillo 
 
magnagrecia7
Dai, detto da napoletano di adozione, c'è un abisso tra la "mamma" Iervolino e il "rottamatore" Renzi (chiedilo a Francesco Nicodemo).
Vincesko
 
***
 
enzospa
Abolizione del Senato e del bicameralismo perfetto per snellire il processo decisionale. Ottimo Ma delle migliaia di leggi che attendono l'emanazione dei decreti attuativi e dei regolamenti per entrare pianamente in funzione se ne parla sempre troppo poco. Forse bisognerebbe pensare anche a questo, Se non altro per onestà intellettuale dote poco presente nei ns politici di qualunque colore essi siano.
 
nomoneynohoney
anche i polli hanno capito
che l'abolizione del senato
serve solo a rafforzare lo strapotere del premier
e non a snellire il processo decisionale, 
che poi si arena comunque nei decreti attuativi
 
magnagrecia7
Ci sono altri vantaggi (li ho elencati più sotto [sopra]).
 
***
 
Richard Lionheart
Tanto il vostro beneamato Renzi fallirá a 360º e per fortuna altrimenti falliscono gli italiani. 
L'economia peggiora ogni giorno sempre più e Renzi non ha alcuna idea o ricetta anzi a lui interessa apparire bello.e brillante ma senza alcun contenuto e tanti italiani amanti della forma più che della sostanza credono ai suoi proclami. 
La veritá verrà presto a galla quando la vostra beneamata assurda europa comandera a Renzi di scatenarsi con nuova austerità e macelleria sociale per accontentare le pretese dei vari junker draghi schulze e della germania egemone. 
L'europa non funzione ed è fallimento al 100% e bene fa il mio UK a volerne uscire e ovviamente a non credere nell'euro.
 
magnagrecia7
Da bravo 'straniero', hai fatto una confusione terribile e sparso - come d'abitudine fate, in stragrande maggioranza, voi Italiani emigrati - una tonnellata di fiele e rancore e catastrofismo e denigrazione sull'Italia (Renzi è solo un falso scopo per te)..
 
***
 
Claudio Vergnani
L'Italia è un paese che per anni e anni si è cullato (ed è stato cullato) nell'illusione di essere il paese più bello del mondo. Molti di noi si sentivano fieri e orgogliosi di essere italiani (è una citazione, non sono parole mie). Come se nascere in un posto piuttosto che in un altro fosse un merito o una colpa. Abbiamo guardato altre nazioni con sufficienza, dall'altro della nostra storia secolare (che peraltro la stragrande maggioranza di noi non conosce). Quindi non stupisce che ci piacciano i vari Berlusconi o Renzi, ossia dei cacciaballe che utilizzano l'evento sportivo o circense (come il recupero della Concordia) per sfoggiare le solite frasi fatte. Da noi per piacere all'elettorato basta fasciarsi con il tricolore (salvo poi calpestarlo) e ridire per l'ennesima volta che siamo un grande paese che riprenderà il posto che gli spetta. Frasi fatte e orgoglio nazionale d'accatto. 
 
magnagrecia7
Dove lo vedi questo complesso di superiorità degli Italiani? Gli Italiani hanno di superiore soltanto il cinismo e l'autodenigrazione, ed il tuo commento ne è un esempio lampante.
 
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/9/2014 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il segnale che la casa Italia brucia davvero

 
CHI OSTACOLA LE RIFORME
E ora Renzi faccia i nomi
di Ernesto Galli Della Loggia
http://www.corriere.it/editoriali/14_settembre_15/ora-renzi-faccia-nomi-5f3ae19c-3c98-11e4-95e1-a222c06f54b6.shtml
 
 
[In risposta ad un altro lettore]
 

Ritengo che, da una parte, sia ingenuo confidare nella coscienza e nell’altruismo dei ricchi e dei privilegiati (ci sono, oltre all’esperienza di ciascuno di noi abbia gli occhi e il cervello sufficientemente svegli, le evidenze scientifiche) e, dall’altra, che – giudicando almeno dai numeri – sia ragionevole pensare che l’incendio del 2011 è (apparentemente) domato.

Non a caso ho citato il 2011, quando l’Italia dovette subire l’attacco concentrico della speculazione finanziaria internazionale, innescata dalla vendita da parte della Deutsche Bank dei 7 mld di titoli italiani che aveva in portafoglio. A mio avviso, la cartina di tornasole della pericolosità dell’incendio fu che i ricchi (nel caso di specie, l’insieme delle Associazioni delle imprese), in data 30/9/2011, presentarono una proposta di imposta patrimoniale.[*] Non fu la sola, nell’ambito dell’establishment italiano.

Passato il pericolo, grazie all’intervento di Draghi che finalmente si era svegliato, tutti, proprio tutti i ricchi, persino Scalfari, che allora implorava che si riattivassero anche in Italia i vasi comunicanti tassando i ricchi, prima che la casa crollasse loro addosso, se ne sono dimenticati. Se lo rifaranno, solo allora vorrà dire che la casa brucia di nuovo davvero.

 
[*] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
 


Post collegati:


L’involuzione di Eugenio Scalfari


La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia



 




Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE

 
di Paolo Pini
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025.html  


[Antefatto. Anche a Paolo Pini avevo posto il quesito sulla violazione dello statuto BCE, ma stranamente, poiché risponde sempre a tutti, quella volta non ha risposto.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752 link sostituito da (commenti cancellati) http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/I-pesci-da-pigliare-25761.html]

 
Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:
“molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:
“Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.
Il che, peraltro, conferma la incredibile sottovalutazione, diffusa anche in ambito accademico, del ruolo, dei poteri, delle omissioni, anzi, a mio avviso, come ho già segnalato, della vera e propria violazione del suo statuto (art. 2), e perciò delle responsabilità della BCE nel perdurare della crisi economica, divenuta in Italia, come conferma questa analisi anche per cause preesistenti, depressione economica.
 
Come ho scritto in calce ad un altro articolo di questa stessa newsletter (a cui rinvio), ieri, la BCE ha tagliato allo 0,05% il tasso di riferimento, misura da sola palesemente insufficiente (oltre ad acquisti futuri diretti di ABS).
La montagna ha partorito un topolino, per ubbidire alla Germania, la quale non consentirà mai facilmente:
1) di abbandonare l’austerità, poiché, sotto l’alibi dell’austerità, i furbi bottegai tedeschi perseguono solo il loro interesse, che è quello di lasciare le cose come stanno, poiché l’attuale struttura monca dell’UE, dell’Euro e della BCE li favorisce. 2) O di lasciare completa libertà d’azione alla BCE: a) per la politica monetaria, perché la Germania e i suoi satelliti del Nord sono Paesi creditori per cui sono favoriti dalla deflazione e verrebbero danneggiati dall’inflazione; b) per l’acquisto di titoli pubblici dei Paesi del Sud Europa, sia per ragioni ideologiche, sia per ragioni di competizione economica.
 
Occorre perciò essere consapevoli che la Germania non lo consentirà mai con le buone e quindi è necessario adottare delle contromisure forti: minacciare di uscire dall’Euro o denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto (art. 2) potrebbero costituire delle possibili ed efficaci contromisure forti.
 
A proposito di poteri della BCE: la BCE (lo chiedono anche neo-liberisti pentiti come Giavazzi e Tabellini) – e sarebbe una misura decisiva, cui però andrebbe affiancato il permanere dell’obbligo legislativo dell’equilibrio strutturale di bilancio - può e deve acquistare debito pubblico dei Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per rendere possibile agli Stati una politica fiscale adeguata per far crescere la domanda. Aggiungo anche qui un'informazione importante: ad avviso del prof. Andrea Terzi (cfr. articolo del “Sole 24 ore” “L'Eurozona entra nell'era dei tassi sottozero. Ecco che cosa può fare la Bce e cosa può cambiare per i mutui”) non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare nuovi titoli pubblici, purché siano bond emessi dall’Eurozona.
 
[Estratto, in parte, da: "BCE, la montagna ha partorito un topolino"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818029.html ].
 
 
incoerenza-incongruenza
paolo pini
Sabato, 06 Settembre 2014 12:51:34
Non mi sembra di cogliere l'incoerenza-incongruenza attribuitami. Le ali spezzate perchè l'azione della Bce è tra l'altro, sotto monitoraggio sempre da parte del governo tedesco, vedasi il ministro delle finanze, da un lato, e gli errori che la Bce ha fatto e fa sull'inflazione, dall'altro.
La domanda vera è un'altra: sono errori quelli della Bce o rispondono ad un approccio conservativo in linea con paradigmi teorici che stanno alla base della sua costituzione pre-euro e che hanno plasmato l'azione della politica che ha voluto la Bce che abbiamo? Propendo per la seconda opzione, anche se vi sono pure stati grossolani errori, come quelli del 2011.
 
 
Replica a Paolo Pini sull’incongruenza
 
L’incongruenza da me rilevata, come ho già scritto, riguarda la frase che la BCE ha le “ali spuntate”, contraddetta dal rilievo successivo che la BCE non ha fatto ciò che doveva fare (solo in tema di inflazione-deflazione?).
Che la BCE abbia le ali spuntate è quello che la medesima BCE vuole far credere, ma non è vero (ho già segnalato la recente, strana modifica nel suo sito del testo delle funzioni). E, per fare cortine fumogene e così nascondere le proprie responsabilità e omissioni, chiede ad ogni pie’ sospinto agli Stati in crisi economica le asserite salvifiche riforme strutturali; e addirittura, per poter ottenere gli aiuti, lo condiziona ad un’ulteriore cessione di sovranità. Davvero bizzarro è trasformare un suo obbligo statutario (vedi appresso) in una concessione condizionata e costosa; ancora più bizzarro è che (quasi) nessuno fiati.
 
Ora, si sa, il permanere della crisi economica in Eurozona è dovuto anche al fatto che l’Euro non funziona, e non funziona perché – come l’UE e la BCE - è un sistema monco, senza correttivi, fatto a misura della Germania. O implode da solo o se ne esce o lo si completa. Le modalità e le conseguenze delle prime 2 ipotesi sono quasi del tutto ignote. Chiaro è invece che cosa occorra fare per completarlo. Ed ha a che fare innanzitutto col ruolo della BCE.
 
Com’è noto (ma non a tutti, tant’è che negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevarlo spesso), la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno – diciamo così – secondario o subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
 
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che non deve superare il 2% e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione – “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
 
Ne discende, senza possibilità di equivoco, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare,  il varo di un congruo QE e dell’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil di tutti i Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli pubblici a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (quasi 90 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale soprattutto per accrescere la domanda aggregata. (Detto per inciso, l’intervento della BCE, per superare – in una sorta di sapiente trattativa negoziale – la sicura contrarietà della Germania, potrebbe eventualmente essere legato agli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) che prevedono la garanzia collaterale di oro e quote di aziende pubbliche nazionali)
 
L’unico mio dubbio riguardava la possibilità da parte della BCE di acquistare titoli pubblici nuovi (stante il divieto nel trattato UE), ma questo dubbio è stato risolto dal prof. Andrea Terzi, secondo il quale non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare titoli pubblici nuovi, purché siano bond emessi dall’Eurozona.
 

***

Postilla:

Conclusione.
In sostanza, il Consiglio direttivo della BCE,[*] costituito dai governatori delle banche centrali dell’Eurozona, cioè da funzionari pubblici pagati lautamente dalla collettività europea, sta disattendendo il suo statuto e sta mancando entrambi gli obiettivi, sia quello principale di tenere l’inflazione poco sotto il 2%, sia quello subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) di sostenere la crescita economica e dell’occupazione. Con gravi conseguenze sulla vita e il benessere della collettività al cui servizio (teoricamente) essi operano (la crisi economica ha distrutto finora il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane).
Il re, cioè, è nudo, ma (quasi) nessuno fiata contro il potente sovrano monetario (la BCE**) e si guarda bene dal menare scandalo per la sua condotta giuridicamente omissiva e moralmente criminosa, anzi ci sono persone e giornali che arrivano a inneggiare al salvatore Draghi, il quale invece continua a comportarsi come il cattivo Signor Hyde e non come il buono Dottor Jekyll.

[*] https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/govc/html/index.it.html

[**]http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale_europea

NB: Faccio notare che, mentre lo statuto della BCE, all’articolo 2, parla di “obiettivi” (al plurale) ed elenca sia l’obiettivo principale del controllo dei prezzi, sia quello subordinato di sostenere le politiche economiche dell’UE,  il testo di Wikipedia parla di “scopo” (al singolare) e menziona soltanto l’obiettivo principale; mentre cita l’obiettivo subordinato solo nel paragrafo successivo ma desumendolo dall’art. 105, par. 1, del trattato UE.

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI  E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
                                                                         Articolo 2
                                                                          Obiettivi
Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace  allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l'articolo 105,paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità  dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" agendo "in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza".
Tali obiettivi (definiti dall'articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell'insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.

https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf

Traggo sempre da Wikipedia:
Un ruolo analogo di contenimento dell'inflazione è svolto in America dalla Federal Reserve; quest'ultima però, a differenza della Bce, deve contemporaneamente perseguire l'obiettivo politico del pieno impiego[3]
Mission
The Federal Reserve System is the central bank of the United States. It was founded by Congress in 1913 to provide the nation with a safer, more flexible, and more stable monetary and financial system. Over the years, its role in banking and the economy has expanded.
Today, the Federal Reserve's duties fall into four general areas:
• conducting the nation's monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates
• supervising and regulating banking institutions to ensure the safety and soundness of the nation's banking and financial system and to protect the credit rights of consumers
• maintaining the stability of the financial system and containing systemic risk that may arise in financial markets
• providing financial services to depository institutions, the U.S. government, and foreign official institutions, including playing a major role in operating the nation's payments system
http://www.federalreserve.gov/aboutthefed/mission.htm 

 

Post e articoli collegati:
 
BCE, la montagna ha partorito un topolino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818029.html
Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817602.html
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816759.html
Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
 
La Bce taglia i tassi allo 0,05%. Draghi: ad ottobre parte acquisto di Abs ma è prematuro dare cifre
di Vito Lops 4 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-04/la-bce-taglia-tassi-interesse-10-punti-base-005percento-134701.shtml
 
Ecco cosa sono gli Abs con cui la Bce spera di portare l'Eurozona fuori dalla crisi
di Vito Lops 4 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-04/ecco-cosa-sono-abs-162810.shtml
 
Cercando il link di Wikipedia della BCE, ho trovato sia lo statuto completo della BCE, sia un articolo di Renato Brunetta, sul sito de La Nuova Italia, che è l’unico che ha conservato il testo, mentre altri danno il link al sito di Brunetta, da dove però è sparito. Evidenzio che neppure Brunetta fa menzione del secondo obiettivo della BCE.
 
Ecco tutta la verità che nessuno racconta sui poteri della Bce
di Renato Brunetta
13 agosto 2012
http://www.lanuovaitalia.eu/wordpress/ecco-tutta-la-verita-che-nessuno-racconta-sui-poteri-della-bce-di-renato-brunetta/ 

Aggiornamento

UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più
8 ottobre 2014
Bortolussi: “Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito”
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0o0m0o0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1a1h1s0k1k1x0l1c1h1r1n1b1b1t1o1Z1s1h1X1t1d

Lagarde: serio rischio recessione nell’area euro, la Bce compri titoli di Stato
9 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/lagarde-serio-rischio-recessione-nell-area-euro-bce-compri-titoli-stato-170734.shtml



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permalink | inviato da magnagrecia il 8/9/2014 alle 9:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

BCE, la montagna ha partorito un topolino

 
LA DECISIONE
La Bce taglia i tassi allo 0,05%. Costo del denaro al minimo storico
Borse in rialzo, l’euro scende nei confronti del dollaro. Giù lo spread
di Redazione economia
04 settembre 2014
http://www.corriere.it/economia/14_settembre_04/bce-taglia-tassi-interesse-005-5f7e3866-3419-11e4-a3ec-50d128513f28.shtml
 
 
La montagna ha partorito un topolino.[1] Io sono convinto che la Germania non consentirà mai:

1) di abbandonare l’austerità. Sotto l’alibi dell’austerità, i furbi bottegai tedeschi [2] perseguono solo il loro interesse, che è quello di lasciare le cose come stanno, poiché l’attuale struttura monca dell’UE, dell’Euro e della BCE li favorisce. Occorre perciò essere consapevoli che (come suggeriscono anche alcuni Tedeschi di sinistra) non lo consentiranno mai con le buone e quindi è necessario adottare delle contromisure forti. Minacciare di uscire dall’Euro [3] o denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto [4] (art. 2, secondo il quale, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione - che non deve superare il 2% e adesso siamo o prossimi allo zero o indeflazione - di “sostenere le politicheeconomiche generali della Comunità" che  “sono un elevato livello dioccupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”) potrebbero costituire delle possibili ed efficaci contromisure forti.

2) O di lasciare completa libertà d’azione alla BCE: a) per la politica monetaria, per la semplice ragione che la Germania e i suoi satelliti del Nord sono Paesi creditori per cui sono favoriti dalla deflazione e verrebbero danneggiati dall’inflazione; b) per l’acquisto di titoli pubblici dei Paesi del Sud Europa, poiché questi (in particolare l’Italia) si potrebbero affrancare velocemente dalla spirale micidiale deficit eccessivo --> manovre correttive -->  aumento di tasse e tagli di spesa --> deflazione dei salari --> calo della domanda e del Pil --> aumento del rapporto debito/Pil, e renderli più competitivi rispetto alla Germania e satelliti.

 

A proposito di acquisto del debito da parte della BCE: la BCE può e deve acquistare debito pubblico dei Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per rendere possibile agli Stati una politica fiscale adeguata per far crescere la domanda. Aggiungo un'informazione importante: ad avviso del prof. Andrea Terzi (cfr. articolo del “Sole 24 ore” “L'Eurozona entra nell'era dei tassi sottozero. Ecco che cosa può fare la Bce e cosa può cambiare per i mutui”) [5] non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare nuovi titoli pubblici, purché siano bond emessi dall’Eurozona.

 
[1] http://forum.corriere.it/scioglilingua/08-04-2010/la-montagna-ha-partorito-un-topolino-1520165.html
[2] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html
[3] Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html
[4]Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817602.html
[5] http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-01/l-eurozona-entra-era-tassi-sottozero-ecco-che-cosa-puo-fare-bce-e-cosa-puo-cambiare-i-mutui-115658.shtml 


 

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