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Dialogo sull’attacco del PdC Renzi alla Germania

 
Riporto un dialogo tra due altri lettori e me, incentrato sulle dichiarazioni del PdC Matteo Renzi contro la Germania, durante la sua conferenza stampa di fine anno. Cosa che aveva già fatto qualche giorno prima nel corso dell’ultimo vertice del Consiglio europeo, ribaltando il suo atteggiamento quasi remissivo tenuto negli ultimi due anni, dopo che all’inizio del suo percorso in veste di presidente del Consiglio aveva criticato con forza la politica economica imposta dall’Unione europea per volontà della Germania.

Come si vede, è l’ennesimo caso di Italiani che denigrano il proprio Paese ed elogiano la Germania.

Io penso che se c’è uno che, se solo lo vuole, può tener testa alla arrogante, egoista, egemone Germania, ed evitare il declino inarrestabile dell’Italia, questo è il tosto, determinato, spietato Renzi. Soprattutto se la richiesta gli viene – come io sospetto - da poteri fortissimi come le banche e l’ENI.
 
Allego uno degli articoli di giornale che commentano la conferenza stampa del PdC Renzi.
 
MATTEO RENZI
Referendum costituzionale, l'attacco di Renzi alla Germania e l'ombra di un governo tecnico
Giuseppe Timpone
Aggiornato il 30 Dicembre 2015, ore 08:38
http://www.investireoggi.it/attualita/referendum-costituzionale-lattacco-di-renzi-alla-germania-e-lombra-di-un-governo-tecnico/
 
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Renzi: C'è poi il capitolo Germania. "noi chiediamo solo di far rispettare le regole a tutti”.

Vincesko
Giusto! Finalmente! Bravo! Gli arroganti ed egoisti bottegai tedeschi sono diventati i più bravi interpreti del detto napoletano del “chiagne e fotte”. Ed il modo peggiore per trattare gli arroganti è l’acquiescenza.
Ma il problema è a monte e deriva dalla débacle del PSE nella trattativa per la formazione e il programma della Commissione europea: il PPE controllato dalla Germania, pur avendo preso pochi voti in più rispetto al PSE, ha 13 Commissari oltre al presidente, il PSE solo 8. E dalla distribuzione delle posizioni burocratiche apicali: ben 5 direzioni generali sono occupate da Tedeschi.
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Paolo (Verona)
Renzi è un povero demente, la germania sara' sempre superiore all'italia per un solo semplice motivo, sono molto piu' onesti di noi, senza contare che l'amministrazione statale funziona alla grande, la giustizia, la scuola ect. impossibile cambiare l'italia perchè bisognerebbe cambiare la testa degli italiani, cominciando da ns "grandi" politici
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Vincesko
Hai fatto un'affermazione in parte infondata, frutto di ignoranza, e interamente autolesionistica, tipica di tanti Italiani che denigrano il loro Paese a prescindere e stravedono per la Germania a prescindere.
In parte infondata, perché anche la Germania imbroglia, ma lo fa soprattutto a spese degli altri Paesi (è, ad esempio, ai primi posti nella classifica delle truffe all'UE).
Autolesionistica, perché è dannoso oltre che stupido prima risolvere i problemi secolari italiani e poi impedire alla Germania di continuare a violare le regole che ha imposto a tutti e determinare il declino inarrestabile dell'Italia.

Poiché anche i Tedeschi violano le regole o inclinano alle furbizie, come quando, per fare qualche esempio, 
a) i Tedeschi sono stati i primi a non rispettare le regole che hanno imposto (pretesero la deroga sul deficit/Pil, nella fase dell’implementazione delle c.d. riforme e della deflazione dei salari nel 2003-2005);
b) per accrescere la competitività dei loro prodotti rispetto ai loro partner UE (tra cui l’Italia), finanziano la deflazione dei salari tedeschi (400-450€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il loro robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese, vietati dall'UE; oppure 
c) impongono misure draconiane di risanamento ai Paesi per evitare che le banche tedesche perdano i loro prestiti (ad es. la gran parte dei prestiti anti-crisi fatti alla Grecia); oppure 
d) si atteggiano a salvatori che si svenano per la patria UE, e danno lezione all’Italia, quando l’Italia non ha preso un Euro e contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota, ma la Germania lucra dal differenziale tra i capitali che prende a prestito e quelli che dà in prestito; oppure 
e) non si assumono, come Paese leader ed avvantaggiato dalla moneta unica, l’onere del riequilibrio della bilancia commerciale infra UE, anzi rifiutano di essere sanzionati poiché sforano da anni il limite del 6% (già sovradimensionato e fatto dall’UE a misura della Germania) del surplus commerciale, accrescendo i suoi consumi interni e gli investimenti pubblici, e fa per giunta concorrenza sleale deflazionando i salari e integrandoli col welfare; oppure 
f) impongono l’esclusione delle loro banche regionali o un criterio che favorisce i titoli derivati (di cui le banche tedesche sono strapiene) e penalizza gli impieghi o i titoli di Stato (che sfavorisce l’Italia) negli stress test delle banche.
 
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Claudio (Bologna)
Tanto per ricordare : 1-le elezioni europee hanno avuto una affluenza pari al 58% circa degli aventi diritto , quindi il 40,8% è , circa , uguale al 20% degli aventi diritto. 2- in quella occasione si e votato praticamente per scegliere se essere pro o contro l'Europa !!! Ricordiamo a Matteo che lo stato Italiano 250 MLD per mettere le banche in sicurezza non li aveva e anche perchè , come ogni anno , 180 MLD se ne vanno in evasione fiscale , Fare i " grossi" con i Tedeschi , o lo fai sul serio , o lasci stare ( abbiamo già visto come è andata recentemente ) !!
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Vincesko
Perché, la Germania dove ha trovato i 250 mld per salvare le sue banche se non aumentando il debito pubblico? Per inciso rilevo che a) durante la crisi, il debito pubblico tedesco (e di altri Paesi) è cresciuto più di quello italiano; e b) le difficoltà delle banche tedesche sono dovute alle speculazioni sui derivati (solo la Deutsche Bank ne ha ancora la bellezza di 54.000 mld), mentre le difficoltà delle banche italiane sono dovute esclusivamente al prolungarsi della crisi economica per colpa della austerità imposta dalla Germania.
 
 
Claudio
Certo che hanno aumentato il debito , solo che il loro non era superiore al 100% come il nostro . Che la crisi peer le le banche Italiane si sia inasprita a causa della crisi può darsi , rimane il fatto che quì c'è un sistema in cui le figure apicali non scendono mai di un gradino ( come invece hanno fatto i Tedeschi ) . Mai che un politico si cali di un euro lo stipendio , mai che un dirigente di bamca cali le sue entrate , indipendentemente dai bilanci . Insomma , siamo sinceri , l'Italia è andata in crisi quando non c'erano più le possibilità di svalutare , aggirare le proprie leggi , insomma quando le regole sono diventate regole per tutti . L'euro è entrato in circolo per tutti nello stesso momento ma SOLO in Italia i prezzi sono schizzati (era solo un esempio) in sintesi io credo che noi Italiani non siamo adatti ad un mondo dove vigono le regole (vedi le ultime delibere su fiscalità ) . Detto questo , buona serata
 
 
Vincesko
Sicuramente hai ragione per i dirigenti delle banche, per il resto no:
1. Le banche italiane né hanno chiesto, né hanno avuto bisogno di aiuti, quelle tedesche sì a causa delle speculazioni sui derivati, di cui sono strapiene (solo la Deutsche Bank ne ha 54.000 mld).
2. Le difficoltà attuali delle banche italiane sono dovute ESCLUSIVAMENTE al prolungarsi della crisi economica, dovuto a) all'austerità economica imposta dalla Germania, b) alla quasi latitanza della BCE e c) alle mastodontiche manovre correttive varate in Italia per far fronte alla crisi economica, esacerbata dalla pessima gestione, per colpa della Germania e della Francia, che si sono preoccupati soltanto di non far perdere i prestiti delle loro banche ai Greci, della crisi greca.
3. Dire che l'Italia è andata in crisi perché non ha potuto svalutare è corretto, ma insufficiente: la moneta unica ha messo insieme economie eterogenee, che impediscono appunto gli aggiustamenti automatici, i quali però non sono stati sostituiti da altri meccanismi indispensabili, quali i trasferimenti fiscali, sostituendoli con prestiti; per giunta la Germania si è rifiutata e si rifiuta egoisticamente di addossarsi una parte dell'onere del riequilibrio, semplicemente aumentando i suoi consumi e investimenti interni, a beneficio dei Tedeschi, ma ha scaricato tutto l'onere sui Paesi deboli che hanno dovuto deflazionare i salari e i diritti.
4. La Germania è stata la prima, nel 2003-2005, a non rispettare le regole che ha imposto a tutti, per fare dumping salariale a spese dei partner EUZ, finanziandolo con soldi pubblici, pratica vietata in UE: quindi ha commesso una duplice violazione delle regole, a danno degli altri. Continua da anni a non rispettare il limite del 6% (già sovradimensionato e fatto a sua misura dalla prona Commissione del suo servo Barroso) delle partite correnti (export meno import), che tanti problemi arreca ai partner EUZ e al mondo intero (v. punto 3). E potrei continuare.
5. L'aumento abnorme dei prezzi in Italia (e in Grecia) dopo l'introduzione dell'Euro è stato causato: a) dalla furbizia di una parte degli Italiani (quelli che possono fare il prezzo: commercianti, autonomi, imprese, perfino Enti pubblici), a spese di tutti gli altri; b) dalla cattiva gestione del change-over da parte del governo Berlusconi, che non ha attivato i controlli programmati.
Conclusione: ad esser buono, nessuno è perfetto o esente da colpe, neppure i Tedeschi.
Buona serata.
 
 
Claudio
Sono parzialmente daccordo ma i fatti di questi ultimi anni dimostrano ce la saldezza tanto sbandierata delle banche , è una favola !! Le banche non hanno chiesto nulla per paura di essere esautorate dai propri interessi . Lo dimostrano l'azzeramento dei crediti dati alla produzione . Senza affidamenti la produzione si è fermata e da li sono iniziati i problemi veri , niente soldi niente investimentie/0 pagamenti , chiusura disoccupazione galoppante !!! Sui derivati , meglio lasciare perdere , sicuramente le banche ne avevano meno ma solo perchè , in molti casi , erano stati scaricati sugli enti pubblici (comuni in particolare modo ). Nel 2003 la Germania ha fatto le riforma SENZA avvantaggiare nessuno , il debito era arrivato al 60% , quindi abbondantemente sotto ai valori Italiani . Comunque dopo pochi anni la situazione si è normalizzata e il PIL è sempre aumentato in maniera significativa . Ripeto un paese con 180 MLD di evasione , non può dare la colpa alla crisi e/o alla Germania . I ciabattai siamo noi , anzi , i nostri governanti . Certo di non averle fatto cambiare idea, buona notte
 
 
Vincesko
Tanto per chiarire, io non sono né un esperto né un difensore delle banche, che considero più imbroglioni di un fruttivendolo che bara sul peso e sul prezzo.
Non confondiamo, però, gli effetti con le cause. E’ stata la crisi economica che ha fatto aumentare le sofferenze e ridurre gli affidamenti, per paura di perdere i soldi; perfino ora le banche pur di non prestarli alle imprese mantengono i soldi presso la BCE pagando un prezzo pari allo 0,3%.
Non confrontiamo l’ammontare dei derivati in pancia agli Enti pubblici italiani (pochi miliardi, una trentina), con le migliaia di miliardi in pancia alle banche tedesche.
Non assolviamo la Germania per le violazioni del 2003-2005, fino ad allora considerata il malato d’Europa, che hanno AVVANTAGGIATO sé stessa (le sue imprese) e SVANTAGGIATO i partner EUZ, che da allora arrancano al suo inseguimento aumentando l’handicap iniziale, poiché l’Euro incorpora fin dall’inizio un valore inferiore del 20% rispetto al Marco, accresciuto dal differenziale d’inflazione a favore della Germania maturato da allora più la deflazione operata allora. E’ per questo che far assumere una parte del riequilibrio alla Germania significa SEMPLICEMENTE aumentare la sua domanda interna (consumi e investimenti in infrastrutture, che peraltro sono carenti), che farebbe aumentare l’inflazione tedesca e ridurre di conseguenza la competitività dei prodotti tedeschi rispetto a quelli dei partner EUZ, che conseguentemente aumenterebbero le esportazioni e diminuirebbero le importazioni verso la Germania; l’inverso per la Germania.
Il debito tedesco, che beneficia di poste occultate in enti considerati al di fuori dell’ambito pubblico, è arrivato all’80% del Pil.
L’evasione italiana è di 120 mld.
La crisi non solo dell’Italia ma di tutti i Paesi dell’EUZ è colpa della Germania, che ne trae vantaggio.
Conclusione: questi non sono idee, da cambiare, ma numeri e fatti, che attestano l’egoismo e le gravi responsabilità della Germania, che beninteso non assolvono l’Italia dalle sue proprie, che conosco bene anch’io, e vivendo a Napoli, al massimo grado. E che contrasto. Ma questo non m’impedisce di sceverare il grano dal loglio e invitare a fare un po’ come i Tedeschi, che, pur avendo molte colpe, al cospetto degli stranieri si assolvono e si presentano compatti a difesa dei loro interessi, incolpando per giunta gli altri e facendo loro la lezione. Mentre quasi tutti gli Italiani non fanno altro che lamentarsi, autodenigrarsi, lodare gli stranieri e incolparsi a vicenda.
Buonanotte.
 
 
Post collegato:
 
Avevo puntualmente registrato e già commentato favorevolmente il cambio di atteggiamento del PdC Renzi verso la Germania, in calce ad alcuni articoli e in questo post qui sotto, suscitando lo scetticismo di vari interlocutori, uno dei quali ha lasciato un commento, anzi addirittura due, cosa rarissima nel mio blog, in calce al post.
 
Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/dialogo-sullattacco-del-pdc-renzi-alla.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 30/12/2015 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Renzi vs i giornalisti

 
"Schiavitù" nell'editoria, battibecco tra Renzi e Iacopino
29 dicembre 2015
http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/battibecco-tra-renzi-e-jacopino-ordine-giornalisti.aspx
 

Il mio giudizio su Renzi è basato non sul pregiudizio ma sull'analisi dei fatti, delle scelte concrete. Ci sono luci ed ombre, queste ultime purtroppo obliterate da una narrazione mendace. Francamente questo non è accettabile.

Come personalmente trovo inquietante l'inattesa per me idiosincrasia - similberlusconiana - di Renzi alle critiche. Crea un ambiente favorevole acché qualche servo zelante escluda Fiorella Mannoia dal concertone di Capodanno a Roma.

E diffonde un vago sentore di incipiente regime autocratico, foriero, se non di guai, di atmosfera plumbea.

Secondo me, Renzi ha sulle palle non i giornalisti ma i giornali, soprattutto perché, volenti o nolenti, veicolano le accuse debordanti contro di lui dei numerosi oppositori, sia quelli istituzionali (Grillo, Salvini e compagnia bella), sia i tanti cittadini che lo riempiono quotidianamente di contumelie ed epiteti scorticanti.

Similmente a Berlusconi che voleva strozzare gli autori che scrivevano di mafia, ma in realtà voleva strozzare i mafiosi che lo tenevano sotto ricatto, Renzi dice che vorrebbe chiudere l'Ordine dei giornalisti, ma in realtà vorrebbe eliminare i giornali, che direttamente o indirettamente parlano male di lui.

 

 
Post collegato:
 
Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/berlusconi-renzi-interpretazione.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/renzi-vs-i-giornalisti.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 29/12/2015 alle 20:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Ignazio Marino vs Matteo Renzi

 
Il ritorno di IgnazioMarino: "Roma sta peggio che con Alemanno Per colpa di Renzi "
L'ex sindaco attacca il premier e lo accusa di aver bloccato tutto: "La città muore. E non solo per lo smog"
27/12/2015
http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/12/27/il-ritorno-di-ignazio-marino-roma-sta-peggio-che-con-alemanno-per-colpa-di-renzi-1.1492695
 
Ignazio Marino, come ho scritto in passato “ha qualche debolezza – diciamo così - per l’appropriazione indebita, ma mai in grande, soltanto di piccole cifre. Chissà che gli è successo da piccolo, per indurlo poi a questi comportamenti – come dire? – da ricco cleptomane”. Che di solito, in persone così, cioè fondamentalmente oneste, producono sensi di colpa che scavano delle insicurezze profonde.
 
Non ha curato la manutenzione di Roma, forse per mancanza di soldi o più probabilmente per colpa della sua burocrazia infedele e corrotta che remava contro e sperperava pure i pochi che c’erano, e questo gli ha procurato molte critiche da parte dei cittadini romani e gli attacchi dei giornali controllati dalla borghesia e dai poteri forti.
 
Ma sulle questioni grandi, a mio avviso, stava lavorando bene. Ha toccato troppi interessi, in una città di burocrati e di cittadini in gran parte cinici, indisciplinati e menefreghisti, dominata da Entità potenti e quasi intoccabili: il Vaticano (Papa Francesco a me miscredente è simpatico, ma ha fatto una sciocchezza quando in aereo precisò che non aveva invitato lui Marino, sia perché ha ingenerato il sospetto che “dimissionava” il sindaco laico che aveva voluto i registri delle unioni civili, sia perché a me non risulta che Marino l’avesse mai detto) e i palazzinari. Per giunta, pensava di poter operare in quasi totale autonomia dal volere di Edipo-Renzi.
 
Purtroppo, torno a dire, “Marino ha però commesso un errore: nel momento in cui s’è messo contro tutti, doveva essere cristallino, senza macchia, perché, come s’è visto, gliel’avrebbero fatta pagare cara. Soprattutto da parte di chi ha una lunga coda di paglia (la severità eccessiva è sempre indizio di coda di paglia). Come – lo scrivo da ben prima che succedesse lo scandalo Volkswagen - la hanno i Tedeschi. O come – pare – l’ha Renzi. O Bonanni. O Mastrapasqua”. O i preti. O i palazzinari alla Caltagirone.
 
 
Post collegato:
 
L’errore del sindaco Ignazio Marino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2839636.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/lerrore-del-sindaco-ignazio-marino.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/ignazio-marino-vs-matteo-renzi.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 28/12/2015 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Italia vs UE, dilettanti allo sbaraglio o ciurlatori nel manico

 
Banche e acciaio, è guerra tra l'Italia e l'Ue: bocciati gli aiuti all'Ilva
Formale apertura della procedura di infrazione. Pronti tre ricorsi alla Corte
di CLAUDIO TITO
24 dicembre 2015
http://www.repubblica.it/politica/2015/12/24/news/su_acciaio_e_banche_e_guerra_tra_l_italia_e_l_ue_bocciati_gli_aiuti_all_ilva_pronti_3_ricorsi_alla_corte-130083842/
 
Dilettanti allo sbaraglio o ciurlatori nel manico.[1]
 
Il modo peggiore per trattare con gli arroganti è l'acquiescenza, per cui è positivo che il ridiventato tosto Renzi – perché evidentemente sollecitato da poteri forti (banche ed ENI), non dai soliti poveri cristi finora massacrati impunemente - abbia ripreso il viso dell’arme con l’UE e la Germania.[2]
 
Ma comunque non ci siamo affatto: è ridicolo "ventilare" l'ipotesi del ricorso alla Corte di Giustizia europea come se fosse un’arma letale, mentre è un atto normalissimo in una UNIONE di Stati di DIRITTO, usato da tutti i Paesi, perfino dalla Germania quando non può imporre le sue tesi attraverso la prona Commissione europea o il controllato Consiglio Europeo, come avvenne nel caso degli OMT (acquisti illimitati di titoli pubblici da parte della BCE).
 
Il problema, come si dice, è a monte e attiene allo strapotere della Germania sia nella definizione che nell'interpretazione ed applicazione delle regole, con la complicità di fatto del PSE, il cui capogruppo, indicato da Renzi, leader del partito maggiore nel Parlamento europeo, è ora l’italiano Pittella, uno dei responsabili della débacle dei socialisti nelle trattative per la formazione della Commissione europea, nella quale il PPE controllato dalla Germania, pur avendo preso pochi voti in più rispetto al PSE alle elezioni europee, ha 13 commissari oltre al presidente, mentre il PSE ne ha soltanto 8.[3]
 
Occorre maggiore durezza, ora che si sono implementate le asserite salvifiche riforme strutturali che tanto piacciono ai neo-liberisti. Perché, ad esempio, l'Italia non pone sul tavolo con forza la violazione del limite del 6% (già sovradimensionato e fatto a sua misura) del surplus commerciale da parte della Germania, che tanti danni arreca e costringe gli altri Paesi ad aggiustamenti infiniti basati esclusivamente sulla deflazione dei salari e dei diritti?[4]
 
La flessibilità concessa dall'UE all’Italia dello 0,1% (alla Spagna del popolare Rajoy, negli ultimi 3 anni, è stato concesso un rapporto deficit/Pil fino al 7%; un po’ meno alla Francia) è un pannicello caldo somministrato ad un malato grave; l'Italia, dopo aver perso, a causa della crisi esacerbata e resa lunghissima dalla famigerata austerità espansiva imposta dalla Germania, il 25% del suo apparato industriale, costretta nella camicia di forza del fiscal compact, esiziale in recessione poiché questa si autoalimenta, è destinata, checché ne dica il PdC Renzi, ad un inarrestabile declino.
 
Trattare con la, ad essa sottomessa, Commissione europea significa fare il gioco della Germania: è questa che va stanata! E lo può decidere e fare solo Renzi, se davvero è ridiventato tosto, rimuovendo se occorre dal loro posto i prudenti Padoan e Pittella.
 
L'attuale assetto incompleto dell'UE/BCE/Euro è squilibrato a favore della Germania, che è quella che ne trae i massimi vantaggi, a detrimento dei partner europei, in particolare quelli periferici. Altro che svenarsi per l'Europa, come raccontano con improntitudine i Tedeschi, diventati bravissimi interpreti del detto napoletano del chiagne e fotte![5] Segua l'Italia il suggerimento di politici ed intellettuali tedeschi, altro che litigare per un misero 0,2% di flessibilità: solo le minacce forti, come l'uscita dall'Euro, possono sortire qualche effetto con l'arrogante ed egoista Germania.[6]
 
 
[1] Ciurlare nel manico
https://it.wiktionary.org/wiki/ciurlare_nel_manico
 
Cosa significa l’espressione “ciurlare nel manico”?
http://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande-risposte/di-tutto-un-po/significato-ciurlare-nel-manico.html
 
[2] Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
[3] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
[4] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-sul-surplus-commerciale.html
 
BANCHE: NEL PANICO PURE LE ÉLITE, E BERLINO CI CONSIGLIA LA TROIKA
POSTED BY REDAZIONE - 24 DICEMBRE 2015
http://www.asimmetrie.org/op-ed/banche-nel-panico-pure-le-elite-e-berlino-ci-consiglia-la-troika/
 
[5] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-chiagne-e-fotte-dei-furbi-bottegai.html
 
L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.htmloppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html
 
[6] La Germania non vuole assumersi l’onere di Paese guida e in più, forse per ottusità, sicuramente per egoismo ed arroganza, applica le regole a suo esclusivo beneficio. Essa è l’unico Paese avvantaggiato dall’attuale assetto monco UE/BCE/Euro; essa non è, come qualche italiano germanofilo pretende, il capro espiatorio ma il carnefice e l’affossatore dell’UE, poiché impone una demenziale politica austeritaria e rifiuta di contribuire alla riduzione degli squilibri strutturali (ben rappresentati dal suo enorme surplus commerciale infra UE), da essa stessa causati, sia grazie alla sua forza economica, sia grazie a pratiche scorrette e sleali verso i partner EUZ (dumping salariale, finanziato per giunta con soldi pubblici - che è vietato dalle regole UE - resi disponibili dal deficit eccessivo 2003-2005 preteso in violazione delle regole che aveva imposte a tutti).
Occorre forse un’azione forte, nel senso suggerito, tra gli altri, dalla tedesca Ulrike Herrmann, corrispondente economica per il quotidiano Tageszeitung.
 
Consigli per il nuovo premier: “L’Italia dovrebbe ricattare la Germania minacciando l’uscita dall’euro”
http://keynesblog.com/2013/02/18/consigli-per-il-nuovo-premier-litalia-dovrebbe-ricattare-la-germania-minacciando-luscita-dalleuro/

 

Articolo collegato:

 

https://external-ams3-1.xx.fbcdn.net/safe_image.php?d=AQDYjRqL1x-_qLjA&w=470&h=246&url=http%3A%2F%2Fwww.ilsussidiario.net%2Fimg%2FINFOPHOTO2%2Frenzi_europa_tvR439.jpg&cfs=1&upscale=1&sx=0&sy=37&sw=438&sh=229

 

SCENARIO/ Formica: il clan Renzi-Boschi è ciò che serve a Obama e Merkel

Per RINO FORMICA, il caso banche documenta la vera natura del renzismo: una piccola consorteria della provincia italiana che, grazie a un intreccio di collegamenti politici, lobbistici e massonici, va alla conquista della Capitale.

ILSUSSIDIARIO.NET

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2015/12/20/SCENARIO-Formica-il-clan-Renzi-Boschi-e-cio-che-serve-a-Obama-e-Merkel/664898/


 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/italia-vs-ue-dilettanti-allo-sbaraglio.html
 
 

Maria Elena Boschi, analisi di una ministra mezza bugiarda

 
Banca Etruria, Boschi: ‘Mio padre eletto in cda nel 2014'. Si e M5S: ‘Mente, dal 2011'
Polemica per le parole del ministro per le Riforme in occasione della discussione della mozione di sfiducia contro di lei a Montecitorio. Sinistra Italiana e il Movimento 5 Stelle: "Ha mentito spudoratamente, siamo esterrefatti"
di F. Q. | 18 dicembre 2015
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/banca-etruria-boschi-mio-padre-eletto-in-cda-nel-2014-si-e-m5s-mente-dal-2011/2317627/

 

Non guardo la tv da anni,[1] tranne qualcosa via computer per tenermi aggiornato sulla politica, per cui non ho mai visto quelle trasmissioni statunitensi seriali che affrontano il tema della menzogna.

A chi obietta sulla validità delle metodiche che esaminano dettagli apparentemente insignificanti, contrappongo le teorie di Freud (per dire una persona intelligente), che ha analizzato i lapsus e le dimenticanze.[2]

In generale, ho notato che le persone intelligenti (in senso etimologico) analizzano soprattutto i dettagli, per capire prima e meglio; gli stupidi manco li guardano, i dettagli.

Della Boschi, mi colpisce soprattutto la voce (non mi riferisco all’accento toscano): è illuminante. Come per tutti, beninteso.[3]

 

Solo per la... verità dei fatti. Premetto che ho constatato da parecchio tempo che la ministra Boschi (ma è un “peccato” che commettono in tanti, in TUTTI i partiti, inclusi M5S e PD[4], massimamente gli ex fascisti, un campione in tal senso è La Russa) è incline a dire mezze verità, che, secondo un saggio proverbio ebraico, equivalgono a bugie intere.

E sto parlando solo di mezze verità e non di bugie intere come, per fare i due nomi più famosi in campo politico, inclinano abitualmente a dire Berlusconi e Renzi, due contaballe compulsivi.

Nella scorsa puntata della trasmissione de La7 "Piazza pulita",[5] il solito esperto, che interviene verso la fine e analizza il comportamento non verbale per dedurne se una persona ha detto o non la verità, ha esaminato una dichiarazione della ministra Boschi, ricavando da un quasi impercettibile movimento della sua faccia che stava mentendo.

Talmente impercettibile, che il conduttore Formigli ha dichiarato che, per la prima volta, non l'aveva convinto. Ed ha chiesto di rivederlo. L'han fatto, ed effettivamente nel proferire le parole riguardanti suo padre la Boschi "stirava" la zona vicino alla bocca; poi l'esperto ha spiegato che, come d'abitudine, aveva impiegato parecchio tempo ad esaminare attentamente e al rallentatore il comportamento non verbale della ministra.

Ciò che però mi ha colpito, e che è sfuggito all'esperto, a Formigli e, credo, a tutti, è che la ministra Boschi ha dichiarato testualmente: "Mio padre è stato membro e Vice Presidente del Consiglio di amministrazione per 8 (otto) mesi, dal maggio al febbraio". Che è un'evidente mezza verità, poiché tra maggio e febbraio intercorrono 10 mesi, o almeno 9, certamente non otto.

 

PS: Non ho preso in esame la dichiarazione della ministra Boschi che suo padre è entrato nel Consiglio di amministrazione della Banca Etruria nel 2014 e non nel 2011, poiché questa è una palese bugia intera. O una dimenticanza, in senso freudiano.[2]

 
[1] La mitridatizzazione televisiva
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2742044.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/la-mitridatizzazione-televisiva.html
 
[2] Lapsus e dimenticanze
http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%205/lapsus.htm
 
[3] A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità
Laura Pigozzi (2008)
"La voce - ricorda Lacan - è il vettore dell'esperienza più prossimo all'inconscio" (43). Come possiamo pensare alla soggettività, ossia a ciò che fa nodo nella pratica clinica, senza l'uditivo, senza cioè prestare ascolto alla voce, al suo timbro o alla sua grana? "E' la voce e non solo il linguaggio, ad aprire l'accesso all'inconscio".
http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=343:a-nuda-voce-vocalit-inconscio-sessualit&catid=39&Itemid=608
 
Laura Pigozzi
A NUDA VOCE Vocalità, inconscio, sessualità
Anche un’altra ragione porta la psicanalisi verso una riflessione sulla voce: essa riguarda la relazione profonda che la voce intrattiene con la sfera della sessualità.
http://www.sciacchitano.it/Oggetti/Menu%20oggettuale/introduzione%20a20nuda%20voce.pdf
 
La voce. Uno studio psicoanalitico
Gilda Sabsay Foks
Dimmi con che voce parli e ti dirò chi sei
http://www.psychomedia.it/neuro-amp/98-99-sem/sabsayfoks.htm
 
Aspetti simbolici nell’uso della voce
dott.ssa Francesca Romano
http://www.studiobumbaca.it/2013/01/17/limportanza-della-voce-e-della-risonanza-corporea/
 
LA QUALITÀ DELLA VOCE
Antonio Romano (coord.), Ugo Cesari, Michele Mignano, Oskar Schindler, Irene Vernero
La voce può essere intesa tuttavia non solo come mero strumento di espressione linguistica, ma come fulcro vitale di numerose attività e stati umani; non solo come strumento di comunicazione o di più sofisticata espressione intellettuale e artistica, ma come elemento di caratterizzazione personale e del proprio stato bio-psicologico, come connotato dell’identità individuale, come “simbolo di sé”.
http://www.lfsag.unito.it/ricerca/Fonazione_Qualit%C3%A0_della_Voce_ROMANO_et%20alii_2012AISV.pdf
 
[4] PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pd-metamorfosi-incipiente-di-un-partito.html
 
Lettera a Sandro Gozi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821489.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lettera-sandro-gozi.html
 
[5] http://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/la-giaguara-18-12-2015-170650
 
 
Appendice
 
Riporto uno stralcio della corrispondenza intercorsa quattro anni fa tra il senatore Pietro Ichino e me, incentrato sulla comunicazione e sul ruolo della voce.
 
3. Che cosa ne ho ricavato: a) leggendoLa ed ascoltandoLa, fui colpito - positivamente – dalla preparazione, competenza, capacità argomentativa, franchezza, coraggio; negativamente, dalla voce: insieme, strumento fondamentale di comunicazione e spia infallibile sia della personalità che dei sentimenti più riposti. Si può dire: dimmi che voce hai e ti dirò chi sei. Mi venne allora, il desiderio di scriverLe al riguardo. Purtroppo, non trovo on-line un ottimo articolo esplicativo su Repubblica Salute “Esercizi di voce”, allora allego questi link appena trovati: http://canali.kataweb.it/salute/2010/03/31/per-la-voce-o-per-le-dita-la-terapia-si-fa-nella-spa/ soprattutto questo:http://www.romolocalandruccio.com/Allegaticoro/Rieducazione_voce_Esercizi.pdf : b) Dallo scambio di e-mail, mi pare emerga la conferma della sua scarsa capacità comunicativa ed empatica nel rapporto diretto (non giustificata dalla modalità usata): vedi la comparazione tra i rispettivi “incipit” (il "caro" l'ho usato apposta) e chiuse; e, soprattutto (Freud docet), il dettaglio che nel Suo ultimo quesito Lei ha “omesso” la parola “empatia”, spia evidente che è su questo aspetto che dovrebbe lavorare, ancorché comprensibilmente scomodo per un giuslavorista… riformista.
4. Suggerimenti conclusivi: è un peccato che il Suo ottimo lavoro e le Sue indubbie capacità debbano scontare poi un deficit di efficacia e di – aggiungo – equità, se non altro percepita, a causa della scarsa capacità comunicativa ed empatica, ed allora: 1. poiché il Placebo di Peter recita: “Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti”, sarebbe utile la frequentazione sia di un breve corso di scienza della comunicazione, adattato alla natura dell'italiano medio, che in stragrande maggioranza si ferma all'apparenza e s'informa alla tv; sia di un buon corso di esercizi della voce, allargati alla struttura corporea e muscolare per sciogliere le rigidità; 2. per accrescere la capacità empatica, dovrebbe risalire alla causa determinante, che è sempre collocabile cronologicamente nell’infanzia ed al rapporto con la figura educativa prevalente (per avere qualche cenno a questo riguardo, potrebbe dare un’occhiata, fino in fondo, al mio lungo ‘post’ riportato nella nota 18 della Lettera, nel quale racconto la mia esperienza http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/questione-femminile-questione.html).
Cordiali saluti
PS: più tardi andrò a leggere - se c'è - la voce di Wikipedia che La riguarda.

Da: Carteggio tra il Sen. Pietro Ichino e me
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762171.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/carteggio-tra-il-sen-pietro-ichino-e-me.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/maria-elena-boschi-analisi-di-una.html
 

Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?

 
Pochi giorni fa, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato Massimo “Mucchetti si dice non stupito che le banche siano saltate, perché “erano marce. Mi ha colpito, invece, che non siano state ricapitalizzate attraverso il Fondo interbancario di garanzia dei depositi solo perché la Direzione Ue per la Concorrenza ha espresso un orientamento contrario. A suo dire il Fondo avrebbe natura pubblica, e dunque il suo intervento costituirebbe aiuto di Stato, perché istituito per legge e con un esponente della Banca d’Italia in consiglio. Un po’ poco ove si consideri che i quattrini del fondo li mettono le banche”.

Per Mucchetti – aggiunge l’Ansa – l’Italia avrebbe dovuto “tirare diritto, lasciar formalizzare l’orientamento e, ove fosse, impugnarlo. Il Lussemburgo si è difeso sul tax ruling e ha subito impugnato la procedura d’infrazione. E invece, meno coraggiosi del Granducato, abbiamo colpito, oltre agli azionisti com’era nell’ordine delle cose, anche gli obbligazionisti subordinati, che rappresenta la novità, discutibile, delle nuove regole di risoluzione”.[1]

Ora il ministro Delrio ci informa che la colpa della resa all’imposizione dell’UE, anzi alla semplice comunicazione informale di una delle direzioni dell’UE, è del ministro Padoan.[2] Sono mesi che osservo che l’ex tosto Renzi si è fatto “addomesticare” dal burocrate prudente Padoan.[3]

Dall’altro ieri,[4] Renzi sembra aver ripreso il viso dell’armi con l’egemone, egoista ed arrogante Germania,[5] stimolato presumibilmente da poteri forti come le banche e l’ENI. Ed “avrebbe deciso di sostituire in anticipo il rappresentante permanente Sannino, incline al dialogo e alla mediazione, con l’ambasciatore d’Italia a Mosca, pronto a portare in Europa la linea rottamatrice del premier”. Infatti, “Incline al dialogo e a trovare compromessi, l’attuale ambasciatore, grande conoscitore della macchina europea, non rappresenterebbe in pieno la linea muscolare che Renzi vuole portare a Bruxelles: quella di un’Italia pronta a farsi sentire su tutti i dossier e a prendere anche posizioni scomode”.[6]

Ma la cartina di tornasole della sua determinazione ad andare allo scontro con l’UE (e la Germania) sarà il trattamento che riserverà ad altre due figure chiave: il capogruppo PSE al Parlamento Europeo, Gianni Pittella, uno dei responsabili della débacle dei socialisti nella trattativa con il PPE sulla formazione della Commissione europea,[7] e, appunto, il ministro burocrate prudente Padoan, latore degli input austeritari dell’Unione europea.[8] Se ne disferà ritenendoli un freno, una volta deciso che il dado è tratto, o li userà come necessari strumenti per praticare una tattica da stop and go nella contrapposizione inevitabile con la Germania, per evitare il declino irreversibile dell’Italia?

 
[1] Il caso-Boschi scuote il Partito Democratico Mucchetti attacca: “Il padre dovrebbe rispondere”
By Redazione on 14 dicembre 2015
http://www.italiaora.net/il-caso-boschi-scuote-il-partito-democratico-mucchetti-attacca-il-padre-dovrebbe-rispondere/
 
[2] Graziano Delrio: "Sul Salva banche ha trattato Padoan. Il Salva Carrai? Iniziativa parlamentare, il governo non c'entra"
Angela Mauro
Pubblicato: 19/12/2015 12:08 CET Aggiornato: 19/12/2015 12:08 CET
http://www.huffingtonpost.it/2015/12/19/graziano-delrio-salva-banche-trattato-padoan_n_8844378.html
 
[3] UE, classifica (personale) dei mediocri
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/ue-classifica-personale-dei-mediocri.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2835140.html
 
[4] Vertice Ue, Renzi attacca Merkel sulle banche: “Non raccontate che donate sangue all’Europa”
Alta tensione sullo schema dei depositi. Il premier: «Cara Angela, perché ti opponi?»
18/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/18/esteri/vertice-ue-renzi-attacca-la-merkel-non-raccontarci-che-donate-sangue-alleuropa-SlDlQh1cHF5rIIgmncS0jO/pagina.html
 
[5] L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.htmloppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html
 
[6] Renzi pronto a sostituire in anticipo l’ambasciatore italiano presso l’Ue
17 dicembre 2015
http://www.eunews.it/2015/12/17/renzi-sannino-ue/47122
 
[7] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
[8] PD, non paradosso, ma mutazione degli interessi rappresentati
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832703.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/pd-non-paradosso-ma-mutazione-degli.html


Articolo collegato:
 
Guarda la combinazione, oggi su La Stampa, a distanza di tre giorni dallo scontro del PdC Renzi con la cancelliera Merkel e le sue critiche all'UE, c’è questa a dir poco tempestiva intervista, fatta presumibilmente ieri, al ministro-burocrate-prudente Padoan, che, per emulare il suo capo e conservare la cadrega, critica la Germania e l’UE, ma lo fa nel modo suo solito, definendo prudentemente la soluzione strampalata data al salvataggio delle quattro piccole banche che egli stesso ha contrattato e poi eseguito “posizioni discutibili”.
 
“Sulle banche italiane da Ue e Germania posizioni discutibili”
Il ministro: con le nuove regole, Bankitalia potrà vietare i bond rischiosi. A gennaio riforma del credito cooperativo. Incentivi sui prestiti incagliati
ALESSANDRO BARBERA
20/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/20/economia/sulle-banche-italiane-da-ue-e-germania-posizioni-discutibili-DjMuCJWb6rGp3KwcB23oKJ/pagina.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
 

Il governo deve ristorare i risparmiatori delle quattro banche Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife?

 
Da più parti, vengono rivolte richieste al governo di ristorare i risparmiatori delle quattro piccole banche Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, salvate con decreto dal governo imputandone il costo agli azionisti e agli obbligazionisti subordinati;[1] e qualcuno accusa Monti di aver rifiutato a suo tempo aiuti dall’UE, il che avrebbe causato la crisi delle banche italiane.
 
Faccio alcune osservazioni, per ristabilire la verità dei fatti e come promemoria per gli ignari e gli smemorati.
 

1. Io sono – diciamo così - antimontiano, ma rilevo che Berlusconi, prima di Monti, ha rifiutato l’aiuto dell’UE, della BCE e del FMI (la famigerata troika) per non mettere l’Italia sotto tutela; e ben più di Monti, in un equivalente lasso di tempo (un anno e mezzo), ha, in maniera molto più iniqua, messo tasse e tagliato spese per risanare i conti pubblici (le banche italiane erano a posto) attingendo le enormi risorse dall’interno del Paese.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld. [2]

2. Il problema, quindi, è nato non nel 2012, ma nel 2010 (v. punto 1).

3. Le banche italiane non hanno chiesto aiuto, poiché dicevano che erano a posto, ed è vero soprattutto per quanto riguarda l’esposizione verso i titoli derivati tossici, che hanno invece colpito pesantemente le banche estere piccole e grandi, salvate dai rispettivi Paesi aumentando il debito pubblico; alcune, ad esempio la Deutsche Bank, pare abbiano ancora in corpo notevoli ammontari di tali titoli derivati;[3] ed è vero che le banche estere salvate anche con i nostri soldi, tramite il fondo salva-Stati, hanno speculato contro l’Italia (titoli pubblici) o finanziato scalate di aziende italiane (vedi, ad esempio, le banche spagnole, beneficiarie di una cinquantina di mld del MES (di cui il 17% dell'Italia), nella scalata da parte della spagnola Telefonica della nostra Telecom);[4] le difficoltà delle banche italiane si sono accumulate nel corso di ben sette anni di crisi economica (vedi le considerazioni conclusive).

4. I prestiti del MES sono a titolo oneroso, sui quali vengono pagati e riscossi interessi a beneficio degli Stati, in ragione delle rispettive quote di partecipazione al capitale del MES (Italia 17% circa).

5. Non avevamo e non abbiamo bisogno di prestiti dall’UE, subendone ancor più la tutela ordo-liberista di deflazione dei salari e dei diritti sindacali, l’Italia è piena di soldi dei ricchi: quasi 5.000 mld di beni immobiliari, distribuiti su una platea vasta (anche se in valore “il 59 per cento è detenuto dal 20 per cento delle famiglie più abbienti”), e 3.850 mld di attività finanziarie, molto più concentrate.[5]

 

Considerazioni conclusive

Rimborsare i risparmiatori delle quattro piccole banche? Dobbiamo essere solidali con loro? Francamente, io ho qualche remora, poiché mi chiedo dov’erano i risparmiatori… al 7% delle quattro banche quando è cominciato l’attuale ambaradan, nel 2010, dopo la crisi del debito greco, e in Italia si sono succedute, in un anno e mezzo, ad opera del governo Berlusconi-Tremonti, manovre correttive per un importo cumulato di oltre 250 mld, addossate molto iniquamente, in grandissima parte, sui ceti medio (una parte) e basso, e perfino sui poveri, col taglio feroce della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni.[2] Ed i ricchi e i benestanti, inclusi forse pochi o tanti dei risparmiatori delle quattro banche ora salvate, manco se ne sono accorti o hanno finta di niente o hanno successivamente preteso e ottenuto indietro (qualcuno ha chiesto anche gli interessi!) il contributo di solidarietà sui redditi e le pensioni elevati, ma con leggi e in tempi diversi, prima sui pubblici e poi sui privati – presumibilmente congegnato apposta male, come fu fatto notare - dichiarato poi incostituzionale.

Poi è arrivato il governo Monti e ne ha varate altre due, di manovre correttive, per un importo cumulato di 63 mld, ed ha cercato di farlo in modo più equo, ed allora i ricchi e i benestanti, inclusi forse quasi tutti i risparmiatori delle quattro banche ora salvate, hanno cominciato, prima a lamentarsi (lo sport nazionale più diffuso)[6]e poi a strepitare chiamando in aiuto i loro potenti santi protettori politici (Berlusconi e simili), perché Monti ha ripristinato l’IMU sulla casa principale (un gravame medio annuo di ben 225€ e l’80% ha pagato meno di 400€!),[7] introdotto una patrimonialina sui depositi e una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) molto annacquata.

 
Non confondiamo gli effetti con le cause. Sono state queste manovre fatte in gran parte di misure strutturali, vale a dire permanenti, inique (segnatamente quelle del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi) e perciò recessive, unitamente alla quasi latitanza della BCE per 3 anni, violando il proprio statuto (art. 2), e all’ostinazione dell’UE a trazione tedesca votata all’ossimorica e nefasta austerità espansiva di impedire politiche economiche anticicliche,[8] a trasformare la crisi economica italiana (e non solo) in depressione economica, distruggendo il 25% del tessuto industriale italiano e le condizioni per erogare credito bancario. In più, per le quattro banche, c’è stata una gestione a dir poco dissennata (vedi l’articolo dettagliato e illuminante di Alberto Statera). E gli stessi risparmiatori, che lucravano interessi elevati, non potevano tutti ignorare, come ora affermano, che a interessi elevati corrisponde un livello di rischio elevato: nel mercato capitalistico nessuno regala niente.
 
Mi chiedo perciò sommessamente da qual pulpito arrivano oggi le prediche dei risparmiatori e loro santi in Paradiso o difensori d’ufficio, che parlano di egoismo e di solidarietà e chiedono l’intervento pubblico.
 
 

[1] Salvataggio Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2840869.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/salvataggio-banca-marche-popolare.html
 
[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html.
 
[3] La Deutsche Bank è piena di derivati: l’Europa dorme?
L'istituto teutonico ne ha per 54.700 miliardi di euro, pari a venti volte il Pil tedesco e cinque volte quello dell'eurozona. Come ha fatto ha passare così brillantemente gli stress test della Banca Centrale Europea?
di Federico Fornaro
26 Ottobre 2015
http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/26/la-deutsche-bank-e-piena-di-derivati-leuropa-dorme/27928/

[4] Telecom
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792868.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/telecom.html
 
[5] Supplementi al Bollettino Statistico
Indicatori monetari e finanziari
La ricchezza delle famiglie italiane Anno 2013
Nuova serie Anno XXIV - Numero 69 - 16 Dicembre 2014
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-italiane/2014-ricchezza-famiglie/suppl_69_14.pdf
 
Supplementi al Bollettino Statistico
Indagini campionarie
I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2014
Nuova serie Anno XXV - 3 Dicembre 2015 Numero 64
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-famiglie/bil-fam2014/suppl_64_15.pdf
 
[6] In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/in-italia-paese-femmina-la-lamentela.html 
 
[7] I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo per l’IMU
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772245.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/i-dati-consuntivi-del-mef-confermano-il.html
 
[8] Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html


Articolo collegato:
 
Renzi aveva iniziato da PdC facendo la voce grossa contro l’Unione Europea, poi, forse “addomesticato” dal burocrate prudente Padoan, si è ritirato in buon ordine. Ha ripreso da un po’ di tempo a criticarla di nuovo: a parole, perché nei fatti si arrende troppo facilmente. Come in quest’ultimo caso del decreto salva-banche. Anche io, da profano, mi ero chiesto perché l'UE considerasse i fondi del Fondo interbancario aiuti di Stato.
 
Il caso-Boschi scuote il Partito Democratico, Mucchetti attacca: “Il padre dovrebbe rispondere”
14 dicembre 2015
“Mi ha colpito, invece, che non siano state ricapitalizzate attraverso il Fondo interbancario di garanzia dei depositi solo perché la Direzione Ue per la Concorrenza ha espresso un orientamento contrario. A suo dire il Fondo avrebbe natura pubblica, e dunque il suo intervento costituirebbe aiuto di Stato, perché istituito per legge e con un esponente della Banca d’Italia in consiglio. Un po’ poco ove si consideri che i quattrini del fondo li mettono le banche”.
Per Mucchetti – aggiunge l’Ansa – l’Italia avrebbe dovuto “tirare diritto, lasciar formalizzare l’orientamento e, ove fosse, impugnarlo. Il Lussemburgo si è difeso sul tax ruling e ha subito impugnato la procedura d’infrazione. E invece, meno coraggiosi del Granducato, abbiamo colpito, oltre agli azionisti com’era nell’ordine delle cose, anche gli obbligazionisti subordinati, che rappresenta la novità, discutibile, delle nuove regole di risoluzione”.
http://www.italiaora.net/il-caso-boschi-scuote-il-partito-democratico-mucchetti-attacca-il-padre-dovrebbe-rispondere/
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-governo-deve-ristorare-i.html
 
 

La mezza verità dell’OCSE sulla spesa pensionistica italiana

 
Ocse: rischio pensioni per l'Italia. Penalizzati mamme e giovani
La spesa previdenziale è la più alta dell'intera area, mentre i contributi versati da lavoratori e imprese sono al 33%. A rendere più difficile la tenuta del sistema contribuisce la sentenza della Consulta sulle perequazioni
01 dicembre 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/12/01/news/ocse_pensioni-128543541/


***

1.    Spesa pensionistica italiana: disinformazione e controinformazione infinite.

2.     Secondo un proverbio ebraico, le mezze verità equivalgono a bugie intere.

3.     Il gruppo di Paesi OCSE è, dal punto di vista del welfare, molto più eterogeneo dei Paesi che compongono l’Unione Europea. 

*** 

Questo articolo di Repubblica alimenta erroneamente la convinzione che il sistema pensionistico italiano sia il più costoso oggi e insostenibile nel lungo periodo e che abbia perciò bisogno – come chiede l’OCSE - di ulteriori interventi strutturali. Sarebbe la nona riforma negli ultimi 25 anni.

Dal 1992, infatti, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi di € (cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più severi e sostenibili in UE28.

Ancor più se si depura la spesa pensionistica dalle voci spurie, con un rapporto spesa pensionistica/Pil che scende dal 15,8% (dato OCSE) al massimo al 11,8%!

Le voci spurie sono:

1.    TFR, che è salario differito e può essere riscosso anche decenni prima del pensionamento[10] (circa 1,5% del Pil);

2.    un 8% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica;[11]

3.    un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di 42-45 mld di imposte, più vicino ai 45);

4.    un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi, dove non vengono classificati spesa pensionistica), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

5.    infine, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali ( = minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna). 

Altro discorso, invece, è:

a) l’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento, decisa non da Fornero ma da Sacconi, quindi non nel 2011, come scrive erroneamente l’OCSE e ripete pari pari Repubblica, ma nel 2010 (DL 78/2010),

- sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti (66 anni e 6 mesi per i lavoratori autonomi), tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

- sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero - l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che dal 2018, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale.

Basterebbe, come in Francia, adottare un criterio meno severo e intervenire su questo meccanismo per fermare o almeno rallentare questa sorta di giostra impazzita dell’età di pensionamento crescente;

b) l’inadeguatezza delle future pensioni dei lavoratori precari, che andrebbe risolto attingendo o dalla spesa pensionistica delle classi più remunerate o dalla spesa sociale allargata o dalla fiscalità generale (ci sono già delle proposte). 

Infine, va rimarcato con forza che sia l’OCSE, che almeno compara la spesa pensionistica dei vari Paesi sia al lordo che al netto delle imposte, sia, ancor di più, l’FMI, sia numerosi altri alimentano colpevolmente la DISINFORMAZIONE sulla spesa pensionistica italiana. 

(Cfr. Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se in avaria,
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html),
 
 
Documento collegato:
 
Pensions at a Glance 2015
OECD and G20 indicators
http://www.oecd.org/publications/oecd-pensions-at-a-glance-19991363.htm  
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/la-mezza-verita-dellocse-sulla-spesa.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 2/12/2015 alle 13:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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