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Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari


Introduzione

Nel 2013, cioè prima del decreto Poletti, contrariamente all'opinione corrente, la flessibilità del lavoro in Italia era in linea con la media OCSE.

L'Italia presenta da vent'anni (ad eccezione di un paio d’anni) un avanzo primario (al netto degli interessi) ed ha una spesa primaria che è in linea con la media UE28 e che andrebbe soltanto riqualificata.

Quando nel 2003-2005 la Germania (in crisi, era definita il malato d'Europa) ha varato la riforma del lavoro, ha ottenuto di sforare per tre anni consecutivi il limite del 3% del rapporto deficit/Pil, beneficiando così di alcune decine di miliardi supplementari per finanziare le misure connesse; all’Italia, invece, la Commissione europea, dominata dalla Germania, non lo permette, ed anzi applica in maniera più che rigorosa la formula che essa stessa ha giudicato inaffidabile del pareggio strutturale, che secondo alcuni analisti l’Italia avrebbe già conseguito.

In Germania, i mini job sono integrati dal Rmg e dal sussidio all’affitto, che sono aiuti surrettizi di Stato, vietati dal trattato UE; e che, in assenza di meccanismi compensativi del sistema strutturale Euro, costituiscono concorrenza sleale rispetto ai partner dell’Eurozona, stante una moneta comune - l'Euro - che impedisce sia la rivalutazione della moneta del Paese in avanzo commerciale, la Germania, come avverrebbe se ci fosse ancora il Marco, sia ai Paesi in disavanzo di poter svalutare, come avverrebbe se avessero ancora la loro moneta.

La situazione infrastrutturale della Germania è molto inferiore a quella della Francia, quindi ci sarebbe necessità e spazio per gli investimenti pubblici; superiore invece la crescita delle disuguaglianze, a causa della deflazione dei salari.

Infine, c’è il macigno esiziale del surplus commerciale eccessivo, poiché: a) la Germania viola da anni il limite del 6%, già di per sé sovradimensionato e fatto su misura della Germania dalla prona Commissione europea; b) si rifiuta di ridurlo, attraverso misure interne di reflazione (aumento dei salari e degli investimenti pubblici in infrastrutture), che produrrebbe un aumento del suo benessere nazionale; c) rifiuta non solo le sanzioni ma persino le critiche, facendo finta di non sapere che un’unione valutaria non ottimale (cioè tra economie disomogenee) può sopravvivere soltanto se contempla anche trasferimenti fiscali o, in loro mancanza, sanzioni severe dei surplus delle partite correnti; e d) impone quindi alla Commissione europea di perseguire e attuare il riequilibrio solo a spese dei Paesi in disavanzo commerciale, attraverso le asserite salvifiche riforme strutturali (deflazione dei costi, in particolare dei salari).

 

***

 

Dialogo

Riporto uno stralcio di una discussione sul surplus commerciale eccessivo, che è il vero macigno sulla strada accidentata dell’Eurozona, e sul taglio dei salari, tra me e il sedicente ingegnere elettrico Gorby7, un tagliatore compulsivo dei salari (degli altri) su cui in modo maniacale scrive da (almeno) quattro anni, purtroppo gli utili idioti dei ricchi sono milioni o forse miliardi, svoltasi nel mese di dicembre 2014, nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica, in calce al post seguente:

 

Carlo Clericetti - 13 DIC 2014
La “bestemmia” del neo-keynesiano
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/

 

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magnagrecia7 17 dicembre 2014 alle 15:34

@vincenzoaversa (16 dicembre 2014 alle 17:21)
Citazione: “la scelta della Commissione è quella di continuare con le politiche di austerità, volte a comprimere ulteriormente la domanda interna, spingendo i Paesi ad inseguire una illusoria "export-led growth".”

Vincenzo, Adam Smith è d’accordo con te, anzi rincara la dose:

ISPI-Istituto per gli studi di politica internazionale
Se la Germania impoverisce i suoi vicini
Giovedì, 14 Novembre 2013 - Antonio Villafranca
In economia si afferma che le politiche economiche di un paese “impoveriscono il proprio vicino” quando mirano a rilanciare la crescita e l’occupazione interna attraverso una riduzione delle importazioni e il rilancio delle esportazioni.Tradizionalmente questo avviene soprattutto attraverso barriere - tariffarie o non - all’ingresso di prodotti stranieri o mediante una svalutazione competitiva. Già Adam Smith aveva messo in guardia sul pericolo di un approccio mercantilista che può condurre a guerre commerciali o se si preferisce, in termini di teoria dei giochi, a una strategia “lose-lose” in cui anche lo stesso paese che inizia la “guerra” prima o poi è destinato a rimetterci.
Si tratta quindi di un fatto grave a livello di commercio internazionale. E lo diventa ancora di più quando si realizza all’interno di un mercato unico, soprattutto se in esso circola la stessa moneta. In quest’ultimo caso non si possono certo utilizzare né la svalutazione competitiva, né tanto meno le barriere all’entrata, ma ci sono altri strumenti. Si può agire sui fattori che incidono maggiormente sulla competitività, ovvero la produttività del lavoro e il livello dei salari/prezzi. È quello che ha fatto con matematica precisione la Germania negli ultimi 10 anni, e quello che non hanno saputo fare i paesi “periferici” dell’Eurozona, Italia ovviamente inclusa.
Va detto che l’utilizzo di questi strumenti non comporta di per sé una nota di demerito. Anzi, il miglioramento della competitività dovrebbe essere non “un” ma “il” fine ultimo della politica economica di un paese, perché è proprio da questo che dipende la sostenibilità della crescita futura e il raggiungimento di adeguati livelli occupazionali. Il problema non è quindi la politica in sé, certamente meritoria, quanto piuttosto la dimensione che questa può assumere. Se si esagera, la propria crescita risulta sbilanciata e i vicini, anche per loro demeriti, ne risultano schiacciati.
Tutto ciò è tanto peggiore quanto più deboli sono i propri vicini, soprattutto in un’unica area monetaria. Il rischio è che prima o poi queste tensioni portino al crollo dell’area stessa. In questa logica l’”Alert Mechanism Report 2014” pubblicato dalla Commissione il 13 novembre ha formalizzato quello che si sapeva da tempo: la divergenza economica nell’Eurozona è eccessiva. A lungo andare ciò potrebbe infatti risultare incompatibile con l’esistenza stessa della moneta unica, soprattutto se non esistono efficaci sistemi redistributivi che compensino in qualche misura i paesi perdenti. Il Report è frutto delle direttive e regolamenti del cosiddetto “Six Pack” che nel novembre del 2011 ha introdotto la “Macroeconomic Imbalance Procedure” (MIP), ovvero un insieme di 11 indicatori (dal saldo delle partite correnti al costo della forza lavoro, dal debito pubblico a quello dei privati) che guardano all’intero quadro macroeconomico di un paese. Prendendo lo specifico indicatore per cui la Germania è oggi sotto accusa - il saldo delle partite correnti - va rilevato che nella MIP i saldi negativi non vengono, giustamente, considerati alla stregua di quelli positivi. Un paese è infatti in deficit commerciale eccessivo se - in media negli ultimi tre anni - questo supera il 4% rispetto al Pil, mentre deve spingersi oltre il 6% per essere accusato di surplus eccessivo.
Quando in Europa si fissano dei target percentuali, si è sempre tentati di chiedersi perché sia stato scelto proprio quel valore. La questione della “stupidità” o meno del famoso target del 3% del rapporto deficit/Pil è ormai un vero e proprio “ever-green”. Nel caso invece del 6% del surplus commerciale, la risposta appare decisamente più chiara. Quando nel 2011 è stata approvato il “Six Pack”, la Germania presentava un surplus pari al 5,9% in media per il triennio 2009-2011; è bastato un leggerissimo arrotondamento del target per confermare la potente Germania quale paese “virtuoso”. Ma Berlino non ha saputo resistere alla tentazione di esagerare e quest’anno toccherà quota 7%, spingendo la media a tre anni al 6,5% e rendendo così inevitabile l’avvio di una “in-depth review” da parte della Commissione. Quindi entro la prossima primavera la Commissione dovrà verificare se tale squilibrio è davvero grave, pena il possibile avvio di una procedura per squilibrio eccessivo, che può anche portare ad un deposito cauzionale dello 0,1% del Pil e, come extrema ratio, a una sanzione.
La prima reazione tedesca non è delle più promettenti. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha sottolineato che non si può criticare la Germania per aver fatto troppo bene i compiti a casa, anche perché molti paesi europei forniscono semilavorati all’industria tedesca, beneficiando così del suo successo commerciale. Una reazione in parte condivisibile dal punto di vista economico, ma anche comprensibile da quello politico tenuto conto del delicato passaggio istituzionale tedesco, con la Merkel impegnata a far quadrare il cerchio nella negoziazione con la SPD sulla nuova Grosse Koalition. Cionondimeno, si tratta di una reazione che riflette una leadership tedesca a corrente alternata ed esercitata di malavoglia. Probabilmente l’impatto peggiore di questa situazione è quello che tocca i cittadini, tedeschi e non, che sono destinatari di informazioni tanto sbandierate quanto incomplete e imprecise. Un rischio non da poco in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo che daranno libero sfogo al sentimento euroscettico che dilaga in Europa.
È compito della Commissione contribuire a disinnescare questo meccanismo facendo chiarezza una volta per tutte sull’impatto che le politiche interne dei singoli stati membri stanno avendo sugli altri. Ed è evidente che la quantificazione di tutti i possibili impatti risulterà estremamente difficile, se non addirittura impossibile. Si pensi, ad esempio, a come il rapporto privilegiato che da anni la Germania ha stretto con la Russia (soprattutto mediante il Nord Stream) influenzi la sicurezza di approvvigionamento del gas in Europa. Sarebbe opportuno, quantomeno, una chiara elencazione di tutte le possibili “esternalità”, quantificabili o meno, positive o negative che siano. Le “in-depth reviews” che la Commissione presenterà il prossimo aprile dovrebbero essere costruite proprio a partire da questa esigenza.
In quest’ottica vale infine la pena ricordare che sbaglierebbe chi in Italia - o in altri paesi in difficoltà - cantasse vittoria per lo sforamento tedesco. Approfittarne, ad esempio, per richiedere un ammorbidimento della stretta sui conti pubblici rischierebbe di essere una strategia inefficace e fuorviante. Non farebbe altro che rafforzare l’alibi dei paesi “virtuosi” sulla inaffidabilità dei paesi periferici. La questione va invece affrontata per quella che è. Non è possibile avere un’unione monetaria con economie sempre più divergenti e meccanismi anti-shock ancora inadeguati. La Germania è chiamata a spiegare chiaramente - ancor di più se riuscirà ad esprimere il prossimo presidente della Commissione - in che modo intende porvi rimedio.
Antonio Villafranca, ISPI Senior Research Fellow.
http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/se-la-germania-impoverisce-i-suoi-vicini-9425

Vincesko

 

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magnagrecia7 17 dicembre 2014 alle 15:36

Ed anche John Maynard Keynes:

Disoccupazione e squilibri commerciali nella zona euro
Pubblicato da keynesblog il 4 luglio 2012 in Economia, eurobancor, Europa

Nel progetto di Keynes una camera di compensazione avrebbe reso costosi i surplus e avrebbe costretto i paesi esportatori a compensarli con maggiori importazioni. Questo tipo di meccanismo sarebbe oggi vitale per l’area dell’euro. Tuttavia a differenza di come lo espone l’articolo di Richard, il progetto keynesiano per Bretton Woods non era basato su dazi, ma su una moneta unica internazionale per il commercio, il bancor, e su meccanismi di punizione, fino alla possibilità di requisire tutti i bancor di un paese in sistematico surplus commerciale. Un meccanismo che non sarebbe quindi difficile applicare alla zona euro, dove una moneta unica c’è già, e di cui abbiamo già parlato. In ogni caso lo scopo è il medesimo: regolare i commerci per evitare squilibri.
http://keynesblog.com/2012/07/04/disoccupazione-e-squilibri-commerciali-nella-zona-euro/

Vincesko

 

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gorby07 17 dicembre 2014 alle 16:16

@ Magnagrecia7

>>> Berlino non ha saputo resistere alla tentazione di esagerare e quest’anno toccherà quota 7%, spingendo la media a tre anni al 6,5% e rendendo così inevitabile l’avvio di una “in-depth review” da parte della Commissione>>>......

Io credo che il limite del 6% del pil sul surplus commerciale valga solo all'interno della zona Euro.
O al massimo verso i paesi UE. Non verso i paesi extra UE.

Ed io non credo che il surplus commerciale tedesco verso i paesi dell'Euro superi quel 6%.
Soprattutto negli ultimi anni, nei quali i paesi in difficoltà hanno fortemente contratto le importazioni. […]

 

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magnagrecia7 17 dicembre 2014 alle 20:12

@gorby07 (17 dicembre2014 alle 16:16)
Le soglie del +6% e -4% sono in totale.

Scoreboard Indicators
The headline indicators consist of the following eleven indicators and indicative thresholds, covering the major sources of macroeconomic imbalances:
3 year backward moving average of the current account balance as percent of GDP, with thresholds of +6% and -4% ;
http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm

E’ inutile che tu furbescamente cambi la pizza. Temo che dopo che la tua teoria ha ricevuto la solenne, sonora, definitiva bocciatura di Adam Smith e John Maynard Keynes, tu non possa più aspirare ad ottenere il premio Nobel. Ti conviene tornare a fare l’elettricista.

Vincesko

PS:
Ad integrazione, per chi fosse interessato:
http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/index_en.htm
Vincesko

 

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domenicobasile 17 dicembre 2014 alle 23:04

Gorby07

Ciao,

Hai perfettamente ragione nella prima parte del tuo post concernente le quote intra e extra UE del surplus commerciale tedesco. […]

 

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gorby07 18 dicembre 2014 alle 15:30

@ Magnagrecia7

>>> E’ inutile che tu furbescamente cambi la pizza. Temo che dopo che la tua teoria ha ricevuto la solenne, sonora, definitiva bocciatura di Adam Smith e John Maynard Keynes, tu non possa più aspirare ad ottenere il premio Nobel. Ti conviene tornare a fare l’elettricista>>>

Ti ringrazio per l'invito......
Ma non ho capito quale mia teoria sarebbe stata bocciata.

Io ho solo detto che, soprattutto adesso, con il crollo della domanda interna dei paesi in crisi, è molto improbabile che il surplus commerciale tra la Germania e gli altri paesi dell'Euro superi il 6% del pil tedesco.
E dubito che questo sia confutabile.

Quanto al fatto se il tetto del 6% sul surplus valga solo tra i paesi dell'Euro, o "worldwide", il tuo contributo non ha dipanato il dubbio.
Ed anche Domenicobasile la pensa come me.

Ah ma tu forse ti riferivi alle mei teorie sulla relazione tra domanda interna ed export......
Beh ma quelle teorie sono confermate dalle politiche suggerite da tutti i piani alti.
Ed anche da Krugman (Neokeynesiano), il quale, a Corradino Mineo, disse esplicitamente......
I SALARI ITALIAN E SPAGNOLI SONO PIU' ALTI DI QUELLI TEDSCHI, E DEVONO CALARE.
(Specificando qualche minuto dopo che i salari italiani e spagnoli sono più alti di quelli tedeschi...... tenuto conto delle rispettive produttività)

Quindi, io direi che le mie teorie hanno parecchie conferme.

 

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magnagrecia7 18 dicembre 2014 alle 21:08

@gorby07 (18 dicembre 2014 alle 15:30)

Quando ero piccolo si diceva: “Chi non riconosce la propria scrittura è un asino di natura”. Tu sei un asino… naturale quintuplo: 1. perché – da povero salariato quale sei - hai sposato la teoria cretina e autolesionistica che (anche ) in recessione si devono tagliare i salari; 2. perché hai sposato la teoria cretina e dannosa del surplus delle partire correnti come soluzione valida per tutti i Paesi insieme (ma questo – si sa - è solo un alibi per tagliare i salari italiani, che sappiamo essere la tua ossessione); 3. perché, sebbene io abbia linkato le prove che dimostrano il contrario, hai sposato la tesi cretina e falsa che la soglia del 6% valga solo per l’Eurozona o l’UE; 4. perché accampi la tesi cretina e falsa che la Germania non abbia sforato il limite – peraltro sopravvalutato ad arte per non dar fastidio all’egemone Germania - del 6% come media del triennio precedente (come ti sarebbe stato noto se tu fossi stato capace di leggere i link da me prodotti), contraddetta palesemente dalla… mera minaccia di alert della Commissione Barroso, di cui dettero notizia tutti i media (e che fece ridere tutti, poiché di fronte allo sforamento oggettivo, che anche un ragazzino era stato in grado di calcolare, il fantoccio Barroso disse che avrebbero fatto “un’analisi approfondita”, cfr. qui, dove è anche scritto che la soglia vale per le esportazioni totali, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-13/la-ue-apre-indagine-surplus-bilancio-germania-barroso-italia-ancora-sotto-analisi-132234.shtml); e 5. perché, ammesso e non concesso, visto che non sei in grado di linkarne la prova (dalla quale si possa capire almeno in quale contesto egli ha inserito questa scelta, ad esempio nel caso fossero state precluse – per volontà dell’UE - tutte le altre alternative) che Krugman abbia detto che “i salari italiani devono calare”, non sono parecchi ma uno solo. O non sai manco contare? Nel qual caso saresti un asino sestuplo.

Vincesko

 

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magnagrecia7 18 dicembre 2014 alle 21:47

Sul limite del surplus commerciale eccessivo, segnalo questo articolo che ho trovato interessante, poiché avvalora ciò che vado affermando da un paio d’anni: che i Tedeschi hanno imparato bene il detto napoletano del “Chiagne e fotte”, e Der Spiegel, col suo doppio standard, ne è il vessillifero:

Economic Doghouse: Complaints about German Exports Unfounded
By Alexander Jung, Christian Reiermann and Gregor Peter Schmitz
November 05, 2013 – 12:00 PM

http://www.spiegel.de/international/business/complaints-about-export-surplus-of-germany-unfounded-a-931607.html

Vincesko

 

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gorby07 19 dicembre 2014 alle 01:15

@ Magnagrecia7

Gradirei che evitassi di aggettivare le mie tesi e teorie come "cretine", cosa che hai ripetutamente fatto, nel tuo post delle 21,08.
Giusto per non far degenerare la discussione.
Non penserai di essere l'unico a saper usare certe parole.
Le so usare anch'io.
Ma se cominciamo ad usare reciprocamente certi appellativi, certi aggettivi, questo blog diventa un pollaio.
Se pensi che le mie tesi e le mie teorie siano "cretine", allora, faresti meglio a non rispondere affatto ai miei post.

>>> hai sposato la teoria cretina e autolesionistica che (anche ) in recessione si devono tagliare i salari>>>......

La mia teoria è talmente "cretina" che i salari "nominali" li hanno ridotti in mezza Europa, ed in tutti i piigs tranne l'Italia.
E nel resto d'Europa li hanno congelati.
Allora ?...... Tutti cretini ?

E ti rammento che certi salari (Per esempio nel settore automotive) li hanno ridotti anche negli USA.
Negli USA, dove i lavoratori già devono scontare la forte svalutazione del Dollaro, con conseguente forte erosione dei salari reali.
In America è finita l'epoca d'oro del pieno alla macchina che veniva via con pochi Dollari.
Adesso, anche negli USA hanno scoperto l'importanza di avere auto che consumino poco.

Cretini anche negli USA ?

>>> accampi la tesi cretina e falsa che la Germania non abbia sforato il limite>>>......

Non ho "la certezza". La mia è solo "una ragionevole ipotesi.
D'altronde, ripeto, adesso, lo scambio commerciale Italia-Germania è a favore dell'Italia per qualche miliardo all'anno.

>>> non sei in grado di linkarne la prova (Delle cose dette da Krugman)>>>......

Su questo hai ragione. Ma non è colpa mia. Io, a suo tempo, salvai il link in archivio. Purtroppo, hanno tolto dalla rete il video dell'intervista di Mineo a Krugman.
Però, l'ho fatto vedere a tutti sul blog di Stefania Rossini, sulla homepage dell'Espresso.
E l'ha visto anche Sergionero, che frequenta questo blog. Se glielo chiedi, vedrai che confermerà le cose che ha detto Krugman.

Purtroppo, Sergionero ti darà una interpretazione diversa, delle parole di Krugman, di quella che do io alle stesse parole.
Diciamo che io do a quelle parole una interpretazione "letterale", mentre Sergionero dà a quelle parole una interpretazione che (stranamente) ne ribalta il significato "letterale".

Ma comunque, a parte le divergenze di interpretazione, Sergionero ti confermerà le parole testuali di Krugman da me riferite.

>>> non sono parecchi ma uno solo>>>......

Uno solo.... ma di peso.

E poi, non è vero che Krugman è "uno solo".
Hanno ridotto i salari nominali in mezza Europa, ed in tutti i piigs tranne l'Italia......
Mi sembra evidente che Krugman non sia il solo a pensarla in quel modo.
Altrimenti non si spiegherebbero tutte quelle riduzioni dei salari in Europa.

La verità è che Krugman non è affatto "uno solo".
Ai piani alti, ai vertici della UE, della BCE, del FMI, delle principali banche centrali, la pensano tutti come lui.
Ed infatti, dai piani alti, per i paesi in difficoltà, sono venute indicazioni e suggerimenti tutti nella direzione di una riduzione dei salari.
Suggerimenti puntualmente seguiti, in mezza Europa, ed in tutti i piigs tranne l'Italia.
E guarda caso l'Italia è praticamente l'unico paese ad essere ancora in recessione.

Quindi, Krugman non è affatto "uno solo".
Anche perché, se fosse "uno solo", se non fosse altamente accreditato a livello mondiale, non gli avrebbero dato il premio Nobel.

 

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magnagrecia7 19 dicembre 2014 alle 12:41

@gorby07 (19 dicembre 2014 alle 01:15)
Innanzitutto rilevo che io stavo parlando con vincenzoaversa, sei stato tu che ti sei intromesso, ripetendo anche con me tesi bugiarde e cretine, avversate da economisti del calibro di Adam Smith - liberista - e John Maynard Keynes.
Poi, non penserai mica di essere l'unico a propalare tesi cretine, di averne l'esclusiva. L'UE è piena di cretini furbi, al soldo dei ricchi, che propalano e riescono ad imporre, purtroppo con l'aiuto di milioni di poveri come te - autolesionisti -, e la connivenza di tanti sedicenti di sinistra, misure a favore dei ricchi e contro i ceti popolari.
Tesi cretine come quella ripetuta tignosamente (è un vizio, eh?) che la Germania non abbia sforato il limite (sovradimensionato!) del 6%, confermata dal Sole 24 ore e perfino dal piagnone Der Spiegel, vessillifero del "chiagne e fotte". Ma tu non sai neppure leggere, vero? Sei un asino settuplo, allora, molto ostinato e molto maleducato, perché irrispettoso dell'intelligenza altrui. Ed anche bugiardo, perché continui a scrivere "parecchi" quando è uno. Ma neppure uno, visto che Krugman non è certamente ascrivibile al campo dei cretini.
Torna a fare l'elettricista, anziché diffondere qui il tuo irrispettoso credo ossessivo, maleducato e cretino del taglio dei salari a prescindere.
Vincesko

 

 

Post e articoli collegati:
 
La favola dei superprotetti. Flessibilità del lavoro, dualismo e occupazione in Italia
Riccardo Realfonzo - 26 settembre 2014
http://www.economiaepolitica.it/primo-piano/la-favola-dei-superprotetti-flessibilita-del-lavoro-dualismo-e-occupazione-in-italia/
 
Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale
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L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html
 
INTERVISTA
"Sul lavoro siamo più flessibili della Germania. Il modello tedesco è solo un mito da sfatare"
"La nostra normativa in materia di licenziamenti collettivi è una delle più elastiche al mondo e l'imprenditore che decide di licenziare paga pochissimo". Parla Maurizio Del Conte. Che non è un sindacalista, ma un docente di diritto del lavoro della Bocconi. E spiega come l'Ocse, interpretando male le nostre leggi, ha creato questa illusione
dI LUCA SAPPINO
25 settembre 2014
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/09/25/news/sul-lavoro-siamo-piu-flessibili-della-germania-il-modello-tedesco-e-solo-un-mito-da-sfatare-1.181703
 
Le conseguenze del surplus tedesco
Luca Gemmi - 26 Febbraio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/le-conseguenze-del-surplus-tedesco/
 
di Thomas Fazi
Germania, il vero malato d’Europa
10/10/2014
Il "modello tedesco" viene presentato (anche da Renzi) come un esempio da seguire. La verità è che esso rappresenta una seria minaccia, per l'Europa e per la Germania stessa.
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Germania-il-vero-malato-d-Europa-26539

Segnalo volentieri:

Sbilanciamoci.info - Newsletter n.397 del 28 febbraio 2015 Oligarchi
http://www.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.397-28-febbraio-2015

 

QE, come nascono talvolta nel web le leggende metropolitane

 
La spiegazione è nell’ultimo mio commento.
 
Carlo Clericetti - 23 FEB 2015
I furbetti del salvataggio
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/23/i-furbetti-del-salvataggio/
 
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Desertflower 24febbraio 2015 alle 19:14
Le modalità del "bailout" della Grecia mi sono assolutamente "fumose"! E'chiaro che gli aiuti sono passati da 6 a 4 mesi. E non riesco a capire come e dove andranno avanti le privatizzazioni, e i 7/8 miliardi di ricupero delle evasioni fiscali. Insomma la Grecia: un'Italia in piccolo. Che comunque si è accordata... con chi? La troika che è la BCE, la Commissione Europea e il FMI. Ed è nel FMI che sta la mia speranza. Perchè il maggior azionista di M.me Lagarde son gli USA di Obama, che non perseguono per niente una politica Merkelliana o della BCE di Draghi o di Juncker.... Il FMi di M.me Lagarde, che non redarguisce Obama per un debito di 18 trilioni di dollari, ma che dice ad Arianna Huffington che per ripagare il debito c'è bisogno di crescita economica. E se proprio riuscissimo a sapere che il FMI ha tolto le castagne dal fuoco a Tsipras? Sarebbe la notizia delle notizie.... Draghi postpone il QE che non piace alla Merkel, ma accetta il programma di "bailout-risanamento" dei conti della Grecia. Non ci viene detto tutto, non credo proprio che ci venga detto tutto!
 
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magnagrecia7 24febbraio 2015 alle 20:22
@desertflower (24 febbraio 2015 alle 19:14)
Scusa, quando Draghi avrebbe posposto il QE?
Vincesko
 
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Desertflower 24febbraio 2015 alle 20:54
@magnagrecia7 Vincesko 60 miliardi al mese! Da marzo 2015 passato ad agosto... Penso di averlo letto proprio su Repubblica. Non ho trovato il link preciso.... ma altri riferimenti mi confermano... penso!
 
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magnagrecia7 24febbraio 2015 alle 21:04
Desertflower, avevo già letto questa notizia giorni fa in un commento sul Corriere, ho riverificato sia in rete, sia nel sito della BCE e non risulta nulla.
Vincesko
 
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Mainessuno 25febbraio 2015 alle 15:20
desertflower e magnagrecia.
quello che è "uscito" sono le minute delle riunioni BCE.
in quella sede alcuni avevano proposto di aspettare e posporre il QE.
ma è andata poi diversamente.
 
·     http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 25febbraio 2015 alle 18:08
@Mainessuno (25 febbraio 2015 alle 15:20)
Grazie. Ma le resistenze di Jens Weidmann (e “satelliti”) al QE a me erano ben note (ad es. v. È scontro, filotedeschicontro gli acquisti. Ma Draghi da gennaio andrà avanti, che ho riportato nel mio post Mario Draghi e Jens Weidmann) e qui sono state ampiamente oggetto di discussione, ad esempio nel post La “bestemmia” del neo-keynesiano.

PS: Ne approfitto, visto che desertflower non ha più replicato e mi ha così impedito di farlo prima, per osservare che la mia risposta aveva un’intenzione un po’ più complessa. Mi spiego. Come ho scritto, avevo già letto la notizia (falsa) in un commento sul Corriere (cfr. commento di HappyFuture 19 febbraio 2015| 19:48 e la mia risposta del 19 febbraio 2015 | 20:45: E' falso che "il QE di Mario Draghi viene postposto sine die", postato in Atene, prestiti per altri 6 mesi, Berlino dice no, poi si spacca. Alla quale HappyFuture non ha replicato.
Come si può notare, desertflower usa lo stesso verbo errato “postposto” in luogo di “posposto”. Ne ho dedotto si potesse trattare della solita catena DISINFORMATIVA copia-incolla che si produce periodicamente nel web e che talvolta crea leggende metropolitane. Famosa fu quella delle 600 mila auto blu, una leggenda metropolitana, alimentata anche da un articolo del Sole 24 ore e da un altro di Repubblica.
Vincesko


Post collegati:
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html
 
Quantitative easing e uscita dalla crisi economica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826693.html

 


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permalink | inviato da magnagrecia il 27/2/2015 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE

 
Carlo Clericetti - 23 FEB 2015
I furbetti del salvataggio
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/23/i-furbetti-del-salvataggio/

 

Tre post fa,[1] avevo segnalato: Su 254 mld di prestiti alla Grecia, soltanto 11,7+15,3=27 mld sono andati alla gente.[2]

Ed avevo fornito l’elenco e le cifre dei detentori del debito pubblico greco.[3]

Non ero però riuscito a trovare il dettaglio quali-quantitativo del trasferimento dei debiti greci dalle banche - soprattutto tedesche e francesi - ai fondi salva-Stato e quindi agli Stati dell’Eurozona, inclusa l’Italia, che contribuisce nella misura del 17,9%.

Ora, questo post di Carlo Clericetti colma quella lacuna.

Vorrei inoltre osservare 1) che anche la Spagna del protetto Rajoy ha beneficiato di una cinquantina di mld di aiuti dai fondi salva-Stato per salvare le sue banche (l’Italia ha contribuito con una decina di mld; poi, con quei soldi, le stesse banche spagnole si misero a speculare contro l’Italia o a finanziare la scalata della Telecom italiana[4]), ma senza dover sottostare ad un memorandum formale come fu imposto alla Grecia, al Portogallo e all’Irlanda; in più le viene consentito per il terzo anno consecutivo di sforare il limite del 5% del rapporto deficit/Pil. 2) Alla Francia del mediocre Hollande, confratello della Merkel, viene consentito per il terzo anno consecutivo di sforare il 4%. 3) Ho già accennato nel post precedente all’arroganza degli Olandesi,[5] che non chiedono scusa per i fatti recenti di Roma; aggiungo ora che nel 1700 l’Olanda, un piccolo Paese, in parte sotto il livello del mare, era il Paese più ricco d’Europa, soprattutto per la sua capacità mercantile; ed aveva anche un piccolo impero. 4) In questa situazione, all’Italia – che non ha preso 1 € di aiuto ed ha contribuito per 60 mld - viene concessa come se fosse una grande liberalità la fantomatica flessibilità di qualche decimale sul deficit. 5) Infine, l’ho già scritto, io non ho votato e rifiuto una Unione Europea a predominio tedesco, per cui mi fa quasi tenerezza che il burocrate prudente Padoan critichi la Germania così: «La Germania è il Paese più potente ed efficace, ma non può governare da sola. La Germania ha bisogno dell'Europa e l'Europa ha bisogno della Germania. Si tratta di trovare una visione comune», ha detto il ministro dell'Economia. Il modello tedesco, visti i risultati economici, ha mostrato di essere molto efficace, ha rilevato Padoan. Certo, dal punto di vista delle politiche «ognuno deve fare bene i compiti a casa» come chiede la Germania, ma c'è anche una dimensione di sistema che va tenuta in considerazione. La critica che va mossa alla Germania è quindi «quella di dimenticarsi che c'è una dimensione sistemica e non solo nazionale». Padoan ha anche sottolineato di avere un ottimo rapporto con il suo omologo tedesco Wolfgang Schaeuble e ha precisato: «non è arrogante, dice solo che le regole vanno rispettate».[6] Per non parlare dell'ex tosto Renzi, arresosi ignominiosamente alla "bottegaia" Merkel.

Conclusione: io esprimo la tenue speranza che possiamo completare i compiti a casa (riforma PA e lotta alla corruzione e all’evasione) senza chiedere aiuto agli altri, basandoci sulle risorse interne (imposta patrimoniale sui ricchi), per finanziare la crescita economica, gli ammortizzatori sociali anti-crisi e l’occupazione, ma con questi politici imbelli e votati da nessuno e tanti Italiani esterofili non ci sottrarremo mai all’arrogante predominio tedesco e satelliti ed all’abuso delle regole UE di per sé già stupide.

 

[1] La frase che svela le ipocrisie
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/15/la-frese-che-svela-le-ipocrisie/

[2] Dove sono finiti i soldi della troika alla Grecia (mld):
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/15/la-frese-che-svela-le-ipocrisie/#comment-1443

[3] Ma chi sono i detentori del debito greco?
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/15/la-frese-che-svela-le-ipocrisie/#comment-1444

[4] Telecom http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792868.html

[5] La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828197.html

[6] Padoan, sui conti moderato ottimismo. Bruxelles: verso il superamento dell’esame Ue
con una analisi di Guido Gentili  23 febbraio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-23/padoan-moderatamente-ottimista-sull-ok-bruxelles-legge-stabilita-2015-183017.shtml

 

 
Appendice
 
Vale davvero la pena di leggere l’articolo linkato opportunamente da jeantine01 il 24 febbraio 2015 alle 22:39. Notate la data di pubblicazione: il 24 maggio 2012! Ne ho fatto la traduzione.
 
Euro Crisis: Bloomberg View
Bloomberg View: Germany's Banks Must Assist in Europe's Cleanup
May 24, 2012
 

Nei milioni di parole scritte sulla crisi del debito in Europa, la Germania è in genere presentata come il saggio adulto e la Grecia come il bambino dissipatore. La prudente Germania, la narrazione prosegue, è riluttante a salvare la Grecia parassita, che ha preso in prestito più di quello che poteva permettersi e deve affrontarne le conseguenze.

Vi sorprenderà sapere che i contribuenti europei hanno fornito tanto sostegno finanziario alla Germania quanto alla Grecia? Un esame dei flussi monetari europei e dei bilanci delle banche centrali suggerisce così.

Quello che il racconto morale europeo ampiamente accettato ignora è che i mutuatari irresponsabili non possono esistere senza finanziatori irresponsabili. Le banche tedesche erano abilitatori (complici) della Grecia. Grazie anche alla regolamentazione lassista, le banche tedesche hanno costruito esposizioni precarie dei paesi periferici dell'Europa negli anni prima della crisi. Nel dicembre 2009, secondo la Banca dei regolamenti internazionali, le banche tedesche avevano accumulato crediti per 704 miliardi di dollari in Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna, molto più del capitale complessivo delle banche tedesche. In altre parole, hanno prestato più di quanto potessero permettersi.

Quando l'Unione europea e la Banca centrale europea sono intervenute per salvare i paesi in difficoltà, hanno reso possibile alle banche tedesche di portare i loro soldi a casa. Essi hanno salvato le banche della Germania, nonché i contribuenti che avrebbero dovuto sostenerle se i prestiti non fossero stati rimborsati. A differenza di gran parte degli aiuti forniti alla Grecia, il sostegno alle banche tedesche è avvenuto automaticamente, in funzione della struttura dell’unione valutaria.

Ecco come funzionava. Quando le banche tedesche hanno tirato fuori i soldi dalla Grecia, le altre banche centrali nazionali dell'area dell'euro collettivamente hanno compensato il deflusso con prestiti alla banca centrale greca. Questi prestiti sono apparsi sul bilancio della Bundesbank come crediti verso il resto della zona euro. Questo meccanismo, progettato per mantenere i conti della zona valutaria in equilibrio, ha reso più facile per le banche tedesche uscire dalle loro posizioni.

Ora la parte difficile: Al contrario di quanto sostenuto dalle banche private, i crediti della Bundesbank sono solo in parte sotto la responsabilità della Germania. Se la Grecia rinnegasse il suo debito, le perdite sarebbero condivise tra tutti i paesi della zona euro, in base alla loro partecipazione nel capitale della BCE. La quota della Germania sarebbe di circa il 28 per cento. In breve, nel corso degli ultimi due anni, gran parte del rischio che grava sui bilanci delle banche tedesche è spostata verso i contribuenti di tutta l'Unione valutaria.

E 'difficile quantificare esattamente quanto la Germania ha beneficiato dal suo piano di salvataggio europeo. Un indicatore sarebbe l'importo che le banche tedesche hanno tirato fuori dagli altri paesi dall'inizio della crisi. Secondo la BRI, esse hanno sottratto 353 miliardi dollari dal dicembre 2009 alla fine del 2011 (ultimi dati disponibili). Un'altra potrebbe essere l'aumento dei crediti della Bundesbank dalle altre banche centrali della zona euro nello stesso periodo. Ciò equivale a € 466 miliardi (586 miliardi di dollari) da dicembre 2009 ad aprile 2012, anche se questo riflette anche i soldi che i depositanti non tedeschi spostano nelle banche tedesche.

In confronto, la Grecia ha ricevuto un totale di circa € 340 miliardi in prestiti per ricapitalizzare le sue banche, sostituire la fuga di capitali, ristrutturare i suoi debiti e aiutare il suo governo a fine mese. Solo circa € 15 mld sono venuti dalla Germania. Il resto da parte della BCE, l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale.

Prima che le banche tedesche tirassero indietro i loro fondi, avrebbero perso molto se la Grecia avesse lasciato l'euro. Ora eventuali perdite sarebbero condivise con i contribuenti di tutta la zona euro, in particolare la Francia, le cui banche hanno ancora un sacco di prestiti alla Grecia. Forse questo è ciò che alcuni funzionari tedeschi intendono quando si dice che la zona euro è meglio preparata per una uscita della Grecia.

Alla fine, però, il costo di lasciare andare la Grecia sarebbe venuto a casa in Germania. Se le corse agli sportelli e le turbolenze dei mercati costringessero il Portogallo, la Spagna, l'Italia, nonché gli altri Paesi fuori della zona euro, le perdite potrebbero spazzare via gran parte del capitale delle banche tedesche, per non parlare dei danni a lungo termine che la rottura dell'euro dovrebbe arrecare alle esportazioni che guidano l'economia tedesca.

Per evitare un tale risultato, con o senza la Grecia, la Germania dovrà dire di sì a tutto ciò che ha finora rifiutato di fare, e molto altro. Ciò include permettere alla BCE di stare dietro ai debiti sovrani. L'area dell'euro ha anche bisogno di un meccanismo che trasferisca denaro a paesi economicamente in difficoltà come la Grecia altrettanto automaticamente come il sistema di pagamento della regione ha salvato la Germania - elemento che gli economisti hanno da tempo detto essere fondamentale per rendere la regione una unione monetaria praticabile. Come abbiamo sostenuto, un fondo comune di assicurazione dalla disoccupazione potrebbe essere un primo passo verso un'unione fiscale simile.

La questione è se i leader di Germania riconosceranno l'obbligo del loro paese alla unione monetaria - e di agire nei migliori interessi a lungo termine del loro paese - in tempo per salvare l'euro. Non siamo ottimisti, ma ci piacerebbe molto sbagliarci.

 

 
Post e articoli collegati:
 
False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html

Ecco come funziona il cervellone che protegge l'euro (e perché al Sud viene imposta austerity anche in fasi recessive)
di Vito Lops  16 aprile 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-16/ecco-come-funziona-cervellone-che-protegge-euro-e-perche-sud-viene-imposta-austerity-anche-fasi-recessive-111444.shtml

I famosi saldi TARGET2
28 marzo 2013 • enzo michelangeli
http://noisefromamerika.org/articolo/famosi-saldi-target2 

Il Fmi attacca le regole europee che nessuno rispetta
di MAURIZIO RICCI
30 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/05/30/news/germania_fmi_euro-115642769/

Don’t Rule it Out: Simplifying Fiscal Governance in Europe
Posted on May 29, 2015 by iMFdirect
By Petya Koeva Brooks and Gerd Schwartz
http://blog-imfdirect.imf.org/2015/05/29/dont-rule-it-out-simplifying-fiscal-governance-in-europe/

Informazione, disinformazione e controinformazione

 
Carlo Clericetti  20 FEB 2015
La Grecia, le riforme e il giallo della tabella
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/20/la-grecia-le-riforme-e-il-giallo-della-tabella/

 

Io ho lavorato per 25 anni nel Controllo di gestione (anche chiamato Controllo direzionale)[1] di una grossa azienda del Gruppo IRI[2] - di diritto privato ma con capitale a maggioranza pubblico -, in Italia e nelle sue branch all’estero. Poiché era ricca e guadagnava molto e vi comandavano quelli della produzione, che dovevano essere i controllati, il controllo era molto lasco, edulcorato, addomesticato. Poiché allora ero ingenuo, io invece lo esercitavo il più possibile con imparzialità, rigore e severità. Quando, con l’arrivo dall’esterno del nuovo AD (che poi fu coinvolto in tangentopoli), si ruppero gli equilibri tra le varie cordate interne, ed alcuni top manager, incluso quello di riferimento mio, vennero costretti alle dimissioni con lauti compensi, mal me ne incolse. Vi posso confidare che nella mia azienda, durante la vicenda di Tangentopoli,[3] la manipolazione dei dati del controllo interno (!) assunse dimensioni macroscopiche, quasi grottesche, per me inspiegabili, alle quali mi sottrassi, pagandone qualche prezzo.

Non ho perso questa “cattiva” abitudine: ecco perché porto avanti con decisione la mia piccola campagna di CONTROINFORMAZIONE: in passato contro la sistematica, paramafiosa opera di DISINFORMAZIONE del governo Berlusconi, ed in particolare dei due ministri-sedicenti-socialisti Tremonti e Sacconi, veri maestri della disinformazione. Non c’è da meravigliarsi, se si tiene presente il profilo tecnico e soprattutto psicologico dell’incompetente ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, persona incapace di addossarsi colpe, insofferente alle critiche ed ai giudizi, e quindi con una evidente idiosincrasia ai controlli. Con la manovra correttiva 2010 (DL 78/2010), chiuse apposta l’ISAE,[4] che correttamente, in aderenza al proprio compito, gli faceva le pulci, quindi lo fece sicuramente per punirne i vertici (lo si intuì sentendolo ad Annozero[5] meravigliarsi delle proteste, quando in fondo si trattava di licenziare “soltanto” il presidente ed il Consiglio di Amministrazione), portandone il personale e le funzioni nell’ambito del MEF (i ricercatori, contattai telefonicamente l’ISAE, sono poi confluiti nell’ISTAT).

Il filoconfindustriale Maurizio Sacconi è della stessa risma di Tremonti, o forse peggio.[6]

Poi l’ho fatto verso Monti, che però era molto più sincero e si faceva male da solo.[7]

Né ho risparmiato Enrico Letta, quando se l’è meritato.[8]

Ora continuo contro Renzi[9] o Draghi e la BCE[10] o l’UE.[11]

Nel mio lavoro, ho capito l’importanza e tenuto sempre presente la distinzione tra dati ed informazioni. Questo articolo che allego rappresenta bene la gerarchia.[12]

Ho vissuto il passaggio dalla gestione manuale dei dati a quella meccanizzata, prima concentrata in Centri Elaborazione Dati (CED), poi distribuita, cioè dotando i Reparti e gli Uffici di autonoma capacità, prima solo di accesso all’ host centrale per inquiry (domanda, richiesta) e poi anche di elaborazione, aggiungendo nel terminale la cosiddetta scheda di emulazione. Ma con l’informatica distribuita tutti si crearono il loro piccolo controllo di gestione, duplicando funzioni e costi.

L’introduzione dell’informatica rese possibile la raccolta e l’elaborazione efficiente di grosse moli di dati. E questo fu sicuramente un vantaggio. Ma occorse – ed occorre – essere consapevoli: a) del rischio insito nella produzione e disponibilità di “troppi” dati; b) che è importante sia la fase della selezione degli stessi, sia la loro trasformazione in informazioni, sia , soprattutto, quella – fondamentale – della loro interpretazione.

C’è anche – e questo emerge chiaramente dalla denuncia del ‘post’ di Carlo Clericetti – un altro rischio: quello della cosiddetta “politicizzazione” delle informazioni, cioè manipolarle, addomesticarle, piegarle ad interessi ed obiettivi estranei alle finalità tipiche e corrette di un sistema informativo.

Negli staff deputati al controllo, all’analisi dei dati e all’elaborazione delle informazioni, la maggioranza si conforma alle “regole” dettate dal Capo, per mancanza di coraggio o per interesse di carriera. Ma, come sicuramente sarà successo all’OCSE, c’è sempre qualcuno, un po’ più coraggioso, onesto e… incosciente, che si attiene all’imparzialità tecnica e alla verità e produce rapporti eterodossi rispetto alla linea. E, se ci riesce, li pubblica. Salvo poi vederseli censurati, se svelano verità scomode al potere.

 

[1] Controllo di gestione http://it.wikipedia.org/wiki/Controllo_di_gestione

[2] IRI http://it.wikipedia.org/wiki/IRI

[3] Mani pulite http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite

[4] ISAE http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_di_studi_e_analisi_economica

[5] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/10/Lettera
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769133.html

[6] Lettera n. 3 al Ministro Maurizio Sacconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2689326.html

[7] Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

[8] Letta, Epifani e Saccomanni, un trio di calabrache
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791048.html

[9] Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html

[10] Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html

[11] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

[12] Dati, Informazioni, Conoscenze, Saggezza
http://www.pensierocritico.eu/dati,-informaz,-conoscenze.html

 

La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord

 
Carlo Clericetti  20 FEB 2015
La Grecia, le riforme e il giallo della tabella
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/20/la-grecia-le-riforme-e-il-giallo-della-tabella/

 

Tutto avviene – scrive Carlo Clericetti - alla luce del sole. Io amo dire che il re è nudo.

In calce all’articolo precedente, io commentavo che nei media italiani non mancano le critiche all’arroganza della Germania.

Leggete ad esempio quest’articolo, dove, con la complicità della distrazione del moderatore quasi a fine turno, sono riuscito a pubblicare un mio commento sull’aspirazione di Renzi al cenacolo supremo latomistico, della corrente reazionaria:[1]

Il giornalista indica in Schulz uno dei responsabili perché tedesco, ma Schulz è socialdemocratico, non popolare.

L’ho già scritto, il problema risiede proprio nella débacle del PSE nella composizione della subentrante Commissione Europea nell’assegnazione degli incarichi.[2]

La responsabilità dell’acquiescenza al predominio della Germania è dei leader politici, in primo luogo di Hollande, socialista, e in secondo luogo di Renzi, del PD, centrosinistra. Io mi sento europeo nato in Italia, ma questa Unione Europea a predominio tedesco né mi piace, né l’ho votata. Né mi sento più tutelato da sedicenti esponenti di sinistra come Schulz, Hollande, Renzi, Pittella.

 

OT (ma fino a un certo punto)

In calce al post precedente “La partita greca tra ipotesi e sospetti”, ho accennato al complesso di superiorità della Germania e degli altri Paesi europei del Centro-Nord nei riguardi di quelli del Sud, ed ho parlato di supposta superiorità e di arroganza: “Va anche aggiunto, per completezza, che un po’ dell’arroganza e del complesso di superiorità tedesca nei riguardi dei Paesi latini e dei Greci ce l’hanno anche i “satelliti” Olanda, Belgio, ecc.”.

Dopo la vandalizzazione di Piazza di Spagna a Roma ad opera dei tifosi della squadra olandese del Feyenoord avvenuta ieri ed il rifiuto immediato del governo olandese di risarcire i danni, mi è tornato in mente l’episodio che avvenne al campionato europeo di calcio del 2000 in Belgio e Olanda e che richiamai così su Europa (purtroppo i commenti sono stati cancellati tutti), dopo la durissima finale Spagna-Olanda al campionato mondiale di calcio del 2010 in Sudafrica, vinta dalla Spagna.[3] In Olanda, l’Italia arrivò in finale, che perse contro la Francia. La scena che più mi è rimasta impressa nella memoria non riguarda la partita, ma, dopo il quasi pestaggio dei giornalisti RAI da parte della polizia olandese, l’utilizzo, da parte della stessa Polizia olandese, di poliziotti a cavallo per disciplinare le file di coloro che dovevano acquistare il biglietto d’ingresso e che erano in gran parte Italiani.

 

da magnagrecia inviato il 13/7/2010 alle 21:5
Due osservazioni. La prima, sul polpo Paul. La spiegazione più ovvia del perché abbia indovinato i pronostici è da riconnettere non a sue supposte capacità divinatorie o addirittura a competenza calcistica, ma presumibilmente al fattore colore delle bandiere: sia in quella della Germania, sia in quella della Serbia, sia in quella della Spagna figura il colore rosso (per la verità anche in quelle del Gana e dell'Inghilterra, ma forse gli era più "antipatico").
La seconda. Nessuno vi accenna, ma anche questa volta - come successe agli Europei in Olanda, quando maltrattarono addirittura alcuni giornalisti RAI (Mattioli e la Scarnati), ed il nostro governo [Amato] chiese invano le scuse ufficiali - gli Olandesi hanno confermato che non sanno perdere e adottano tutti i mezzucci pur di vincere.

http://www.europa.dol.it/dettaglio/119809/il_calcio_del_polpo_lunico_competente

 

[1] Anche Juncker diventa ostaggio dei tedeschi
Il commissario Ue: da Atene segni positivi, si va verso un ragionevole compromesso. Poi il gelo di Berlino Occupazione record in Germania: 43 milioni di lavoratori
di Luigi Offeddu  20 febbraio 2015
http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_20/anche-juncker-diventa-ostaggio-tedeschi-2f5d56c0-b8ea-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml

[2] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_2010

 

PS: Che fosse il governo Amato, lo ricordavo a memoria. Ora, cercando la notizia del maltrattamento dei giornalisti RAI (non rammentavo più che furono posti in stato di fermo di polizia), ho trovato questa dettagliata interrogazione parlamentare, in cui si parla anche dei disagi arrecati ai disabili italiani che si recarono in Olanda per assistere alla finale http://www.caminita.altervista.org/olanda.htm .

 

PPS: Facendo la ricerca, ho appena scoperto che anche la RAI rievoca l'incredibile aggressione del 2000, davanti allo stadio, ai danni dei giornalisti RAI:

http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/Olanda-come-vennero-trattati-gli-italiani-nel-2000-338df519-6851-46fc-800b-eb4c97c6af37.html

 

Dialogo su debito pubblico, privatizzazioni, neo-liberismo, stato sociale

 
Riporto la discussione su debito pubblico, privatizzazioni, neo-liberismo, stato sociale, svoltasi nei giorni dal 16 al 19 febbraio 2015, in calce a questo articolo del blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it.
 
Carlo Clericetti  15 FEB 2015
La frase che svela le ipocrisie
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/15/la-frese-che-svela-le-ipocrisie/
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 01:56
L’importo delle privatizzazioni previsto dalla legge di stabilità 2014 (governo Renzi-Padoan) era pari a 7 mld, in precedenza portato a parole a 10-12mld dal governo Letta, dopo le critiche della Commissione europea. La legge di stabilità 2015 prevede un importo di privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil (cioè una decina di mld), definito ambizioso (
“In addition, I would like to restate the commitment of the Italian government to its ambitious plan of privatisation of state owned companies and assets. In 2014, a number of assets, including stakes in Fincantieri and Rai Way through IPOs and in CDP through trade sale, have been put on the market. Over the period 2015-2017, privatisation proceeds are expected to amount to 0.7 per cent of GDP on average and to be fully allocated to debt reduction”. http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0142.html, vedi la lettera del ministro Padoan).
Le quote da privatizzare riguardano ENI, ENEL, STM, ENAV, SACE, Fincantieri, CDP Reti, TAG, RAI WAY, FS, Poste italiane.
La motivazione ufficiale è la riduzione del debito, che è ora pari complessivamente a 2.160 mld, per cui l’importo atteso dalla vendita ne rappresenta un’aliquota quasi insignificante.
Stante la situazione dei tassi d’interesse, la redditività delle aziende le cui quote si intendono vendere (in particolare Eni ed Enel) è superiore al costo del debito, per cui sarebbe più conveniente, anziché vendere le quote, acquistarne indebitandosi.
Nonostante tutte le critiche avanzate al programma di privatizzazioni, presso il MEF sono stati già costituiti gruppi di lavoro ad hoc, che dovrebbero guadagnare il ritardo causato anche dalla decisione governativa di rinviare una parte delle privatizzazioni per il calo dei corsi azionari.
Per tutte le considerazioni predette, non si può che dar ragione a Carlo Clericetti per le motivazioni ideologiche sottostanti al programma di privatizzazioni, nonché alla disciplina del lavoro.
Nell’ambito di una visuale interpretativa “atipica”, ma a mio avviso intrigante, questo modo oggettivamente irrazionale e quindi apparentemente inspiegabile di procedere della Commissione europea, ormai braccio operativo degli ottimati più retrivi, è più comprensibile se si considera che è anch’esso il portato dei piani della corrente conservatrice e reazionaria della Massoneria sovranazionale, che annovera trasversalmente nelle sue file tutti gli attuali e principali rappresentanti delle Istituzioni europee.
Vincesko
 
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mainessuno 16 febbraio 2015 alle 04:20
In verità in quella frase non vedo nulla di ipocrita, non fosse altro perchè sono tematiche non introdote surretiziamente ma al centro del dibattito.
Vedo invece, nell'articolo, un atteggiamento ideologico, per non parlare dei 4 commenti che mi precedono (alcuni deliranti), dovuto a vari assunti 1) che il neo-liberismo è il male, 2) che ha fallito, 3) che il neo-liberismo non possa prevedere politiche di redistribuzione del reddito che sono le uniche a calmierare la pretese disuguaglianze.
Poi si tratta anche di intenderci su cosa sia liberismo: il rifiuto del salvataggio di Lehmann è stato concepito all'insegna del liberismo, ed è stato un errore colossale, la madre di tutti gli errori, il salvataggio di Dexia, Fortis, Royal Bank of Scotland, etc. è stato il contrario del liberismo, ma un'azione statale dentro l'economia, eppure il "salvataggio delle Banche" è comunemente inteso come cifra del liberismo, e potrei continuare.
Le privatizzazioni non sono buone o cattive, di certo lo Stato-Imprenditore ha dato più esempi di insipienza che altro, e se società pubbliche mal gestite vengono privatizzate si toglie un fardello ai conti e si recupera un pò di denari.
Di certo trovo un non-sense la privatizzazione di Enel o ENI ma forse per il Porto del Pireo è tutt'altra cosa.
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 11:06
L'ipocrisia sta nel fatto che si afferma di puntare ad un risanamento dei conti pubblici, mentre invece si vuole imporre un modello sociale. Non dico che il neo-liberismo "è il male", dico che è un'ideologia con una precisa connotazione politica (mascherata dalla pretesa di perseguire l'efficienza), che io non condivido perché non la ritengo adatta a regolare al meglio la società; e non dico affatto che ha fallito (rilegga le ultime righe): ha funzionato perfettamente per gli scopi che si prefiggeva. Quanto alla redistribuzione, certo che si potrebbe fare, ma si dà il caso che non si faccia: secondo lei le disuguaglianze sono "pretese"? Cioè si tratta solo di un mio abbaglio?
Quanto al fatto che lo Stato imprenditore abbia dato solo "esempi di insipienza", mi sembra un giudizio assai discutibile: l'Italia, con il settore pubblico più esteso dopo l'Unione sovietica, era diventata la quinta potenza industriale del mondo: non mi sembra che dopo l'ondata di privatizzazioni le cose siano andate meglio.
 
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desertflower 16 febbraio 2015 alle 05:57
Ipocrisie? Palesi "bugie", le chiamerei. I risparmi veramente esigui delle privatizzazioni, sono "disagi, sacrifici" immensi per le famiglie, con tutta la contabilità creativa che Padoan mostra di avere! La previsione di crescita del Pil è veramente un pio desiderio/bugia: 2014 +0,5; 2015 +1,0; 2016 +2,1 2017 +2,7, 2018 +2,8%, senza alcun cambio di legislazione, di quello che va nel Pil. ( TABLE I.1-1) Qualcuno faccia il conto: per il 2018 dovremmo avere un Pil d'un ammontare tale da aver risolto tutti i problemi. Fatto è che il 2014 si è chiuso con un - 0,5 e la fantasia di Padoan porta per il 2015 un +1,5% E tutta questa manfrina per portare il rapporto debito/pil da 131,7 nel 2014 a 129,5 nel 2018. E' "solo" un programma politico. Le privatizzazioni (7 miliardi, una goccia) servono solo a schiavizzare il lavoratore. E non vedo come possano essere caldeggiate, con quale motivazione? Ah, ma Padoan è lo stesso che ha detto che il debito Italiano di 2160 miliardi è sostenibile! Quello Greco di 370 miliardi di euro, no! Da farsi le croci!
 
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lucianoavogadri 16 febbraio 2015 alle 07:36
Vorrei sommessamente ricordare che questa "ideologia fallita" è quella che sta permettendo a tutto il resto del mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, dall'India al Canada, dal Nord europeo al Sud-Est asiatico di avere aumenti di ricchezza che invece le teorie "non fallite né fallimentarie" dell'Europa mediterranea si sognano da anni. Basta solo smetterla di sentirsi i migliori, soprattutto quando poi si vanno a chiedere i soldi agli altri "ideologi falliti".
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 11:20
Come ho risposto a mainessuno non ho affatto affermato che quell'ideologia ha fallito. Quanto ai mirabolanti aumenti di ricchezza (ma perché, prima del neo-liberismo non c'era progresso?) provi a chiedere che cosa ne pensano quelli del movimento americano del "99%".
 
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vincenzoaversa 16 febbraio 2015 alle 11:16
Purtroppo la situazione politica in Italia non ci consente di nutrire molte speranze: è vero che in politica (specialmente in Italia!) le posizioni ideologiche sono molto "fluide", ma quale partito al momento dovrebbe guidare la lotta all'austerità?
1. PD, NCD e Scelta Civica (o quel che ne rimane) sposano in pieno le politiche di Bruxelles; nessuno dei leader di questi partiti oserà mai di mettersi contro la Germania, semmai cercheranno di blandirla ed ottenere un po' di flessibilità sui conti, ma nulla che serva a cambiare sostanzialmente la situazione attuale.
2. Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia sono da tempo orientati verso posizioni anti-Euro, ma si tratta più di posizioni di convenienza elettorale piuttosto che di strategia economica. Una volta fuori dall'Euro, Salvini ci condurrebbe dritto verso il disastro economico perchè del tutto incapace di gestire la situazione.
3. Il M5S è troppo impegnato sul fronte dei rimborsi elettorali/scontrini fiscali per realizzare che gli "sprechi della Casta" sono pochissima cosa rispetto alle risorse economiche che sarebbero necessarie per far riprendere il Paese.
4. SEL esprime posizioni tipiche della sinistra massimalista europea (pari pari quello che lo Sinn Fein sostiene qui in Irlanda): guardano alla redistribuzione del reddito, all'imposizione di patrimoniali, ma nessuno ha il coraggio di dire che serve più deficit.
 
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ClaudeTadolti 16 febbraio 2015 alle 12:08
Carissimo dott. Clericetti,
pur dandole ragione nel complesso, è innegabile infatti che ci sia da almeno 2 decenni una pressione "neo-liberista" che spinge per eliminare dalla scena un modello sociale preciso, mi preme suggerirle qualche spunto per una migliore analisi...spunti che mi permetto di darle non dall'alto di chissà quale altisonante cattedra accademica ma dalle mie personali esperienze di vita e professionali svolte su 2/3 del pianeta Terra (sono infatti cresciuto negli USA e per svago/apprendimento/lavoro ho soggiornato in 28 Paesi su 4 diversi continenti).
Il modello "minacciato" a cui lei si riferisce è certamente il modello sociale non nato dalla rivoluzione d'Ottobre in Russia, il lavoro nell'URSS degli inizi più che un diritto era un obbligo con la gente deportata nelle fabbriche in mezzo al nulla che poi costituiscono parecchie "città" semi-abbandonate che rimangono in tutta l'area dell'ex URSS, bensì il modello sociale nato in Europa dopo il '68.
Senza scendere nei particolari, sarebbe troppo lungo, questo modello sociale che respinge la meritocrazia ed i suoi risvolti a favore di una "solidarietà" fatta di "diritti" acquisiti da tutti, il più possibile e senza alcun riguardo della sostenibilità in un dato momento (o del senso logico) di tali "diritti" fà semplicemente parte del passato.
Un passato in cui c'erano enormi palazzoni con dentro centinaia di impiegati che timbravano o trascrivevano pratiche a mano...operazioni che oggi svolge un solo server in pochi secondi.
Questa non è una idea politica ma la semplice realtà.
Quello che è cambiato, oltre all'innovazione tecno-informatica, è il panorama mondiale con la globalizzazione (dovuta, nessuno lo dice, all'evoluzione delle tecnologie dei trasporti di uomini, cose e dati che hanno "accorciato le distanze" annullandole).
Là fuori ci sono strutture economico-produttive colossali e funzionano tutte non sul "neo-liberismo"...ma su di una competizione feroce e senza quartiere.
Penso alla Cina, all'India ma anche al Pakistan, al Brasile, alla Nigeria (non se ne parla ma la Nigeria è la nuova frontiera della manodopera meccanica e tessile)...le ho appena elencato paesi che sommano quasi 3 miliardi di persone, gran parte delle quali con un tenore di vita bassissimo, vogliose di emergere, vogliose di crearsi una famiglia e vite dignitose.
Queste persone competono senza alcun problema, anzi degenerano appena hanno un minimo di successo in veri e propri schiavisti dei loro connazionali (ho visto cose agghiaccianti mi creda, le basti sapere che 1/3 dell'olio per friggere venduto in Cina è riciclato dalle fogne da aziende Cinesi senza scrupoli).
In questo quadro non dobbiamo assolutamente pensare di imitarli ma nemmeno sperare di poter mantenere i nostri attuali livelli di vita senza diventare nemmeno un pò "neo-liberisti" (ovvero opportunità pari per tutti, darci dentro e c'è chi vince e chi "perde" fatte salve le normali solidarietà per la salute e l'istruzione).
Insomma mantenere un bengodi di fancazzismo impunito nella piccola Italia nel generale quadro del mondo dominato dalla Cina, dall'India, dal Pakista etc... vuol dire solo condannare i nostri discendenti alla povertà futura, a diventare la "Nigeria" del 2200.
Saluti.
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 13:35
Gentile dr. Tadolti, quel modello sociale è il frutto di un'evoluzione storica iniziata ben prima del '68: bisogna risalire almeno a Bismarck. I suoi concetti basilari sono che lo Stato si occupi di assicurare i cittadini rispetto alle avversità della vita (malattia, perdita del lavoro, previdenza: cose che può fare in modo più efficiente del settore privato), garantisca l'istruzione, garantisca la dignità del lavoro tutelandone i diritti e la libertà di associazione. Nessuno ha mai sostenuto che debba "respingere la meritocrazia", ma il concetto di "merito" ha implicazioni più complesse di quel che potrebbe sembrare a prima vista, e va maneggiato con cura. La sostenibilità è certamente un fattore da considerare, e lei ha ragione ad osservare che spesso in passato si è trascurato di farlo. Ma anche quello non è un dato oggettivo, ma in parte dipendente da scelte politiche sulla distribuzione della ricchezza. Che la globalizzazione debba spazzare via quel modello è del tutto opinabile. L'Europa nel suo complesso è certo cresciuta molto poco, ma non è diventata più povera: non si vede dunque perché debbano peggiorare le condizioni della grande maggioranza dei suoi cittadini, mentre migliorano enormemente quelle di una piccola minoranza. Anche questo è frutto di una scelta politica, e io ne preferisco una diversa. Che non implica affatto la protezione del fancazzismo, né aborrisce il merito (con le avvertenze di cui sopra). Il punto è che bisogna decidere quali obiettivi perseguire, e a vantaggio di chi: la creazione della maggior ricchezza possibile, anche se poi va a vantaggio di un numero limitato di persone, o il maggior benessere possibile per tutti (senza che questo significhi appiattimento)? La differenza fra i due modelli è tutta qui.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 12:12
@Mainessuno (16 febbraio 2015 alle 04:20)
Dopo 6 anni di frequentazione di Internet, ho imparato che già la scelta del nickname svela la psicologia del commentatore. Il tuo è un esempio evidente di proiezione, dal momento che uno può facilmente eccepire che anche la tua è un’ideologia.
Il problema naturalmente non è il termine ideologia, ma le tesi, le argomentazioni a supporto e soprattutto l’analisi il più possibile oggettiva degli effetti di essa.
Io ad esempio mi sono limitato a fotografare gli atti normativi ufficiali, le loro motivazioni e le cifre: anziché contestarli nel merito, ti sei permesso di qualificarli come ideologici, tipico esempio di pregiudizio ideologico.
Che il neo-liberismo (che arrivo a pensare che anche il padre del liberismo, Adam Smith, economista e filosofo morale, criticherebbe), egemone negli ultimi 30 anni, abbia fallito, soprattutto nella gestione delle crisi, è un dato di realtà, che soltanto uno condizionato come te da una visione ideologica preconcetta, svelata plasticamente anche dall’aggettivo “pretese”, riferito alle disuguaglianze macroscopiche, scandalose e crescenti, denunciate spesso anche da Papa Francesco, e prima di lui dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (“Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”
http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf), può revocare in dubbio.
Anche il riferimento al salvataggio delle banche, portato ad esempio come decisione contraria al liberismo, è un giudizio ideologico, smentito dalla semplice osservazione che il neoliberismo solo a chiacchiere afferma la libertà economica, purché questa però non pregiudichi gli interessi sostanziali del ceto dominante, che ha al vertice la Cupola bancaria (copyright New York Times), talmente potente da aver ottenuto l’eliminazione delle regole del funzionamento del sistema bancario e finanziario, che avevano funzionato egregiamente per 60 anni, e da impedirne da tempo il ripristino, ma sempre pronta a sostenere le regole che riguardano gli altri, in particolare i poveri cristi, come me e te.
Dovresti, infine, aggiornarti: a) dopo le grandi privatizzazioni degli anni ’90, di aziende di proprietà dello Stato è rimasto ben poco, tant’è che gli incassi previsti sono molto esigui; b) non sempre privato è meglio del pubblico, dipende; e c) quasi sempre, i privati che acquistano cercano bellamente di mantenere i privilegi e le privative del pubblico. Alla faccia del liberismo.
Vincesko
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 12:38
@lucianoavogadri 16 febbraio 2015 alle 07:36
La tua è un’analisi (si fa per dire...) semplicistica. 1) La crescita del Pil degli USA è un effetto della politica keynesiana di Barack Obama. 2) Anche l’Italia aveva tassi di sviluppo importanti negli anni ’50-’60, che erano una conseguenza prima del Piano Marshall e poi degli investimenti pubblici. 3) Il neo-liberismo è la teoria economica meno adatta a gestire le crisi, che essa stessa periodicamente provoca. 4) Nessuno dei Paesi mediterranei (a parte forse la sciovinista Francia…) si sente migliore, anzi sono i Paesi del Nord Europa che si sentono tali, talvolta a ragione, talaltra a torto. 5) L’Italia non ha preso 1 € dagli altri Paesi, ma ha contribuito in ragione del 17,9% del totale degli aiuti.
Vincesko
 
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ClaudeTadolti 16 febbraio 2015 alle 12:40
@DesertFlower
Il debito pubblico della Grecia è di 360 miliardi di euro contro i 2160 miliardi del nostro...ma il PIL della Grecia (11 milioni di abitanti) è pari alla metà del PIL della sola Lombardia (9 milioni di abitanti).
Non serve la calcolatrice per capire come la Grecia abbia un debito che è un ottavo del nostro ma una efficenza produttiva che è circa 1/3 della nostra.
Se poi consideri che demograficamente i 2 paesi sono uguali ma loro hanno in proporzione quasi il 30% in piu di pensionati mentre l'evasione galoppa in terra Ellenica oltre il 30% (ci sono isole in cui l'evazione è quasi del 70%!) si capisce perfettamente come mai il nostro debito sia sostenibile (potrei tirare in ballo quello aggregato, tra i più bassi d'europa, a fronte di una ricchezza complessiva tra mobiliare e immobiliare che è 3 volte il debito pubblico ma poi diventa complicato).
In sostanza la Grecia è in bancarotta per la quinta volta dagli anni '50, è stata salvata con i soldi anche nostri, e anche stavolta sta cercando di non poagare o pagare di meno o pagare quando vuole.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 12:51
@vincenzoaversa (16 febbraio 2015 alle 11:16)
“4. SEL esprime posizioni tipiche della sinistra massimalista europea (pari pari quello che lo Sinn Fein sostiene qui in Irlanda): guardano alla redistribuzione del reddito, all'imposizione di patrimoniali, ma nessuno ha il coraggio di dire che serve più deficit.
Che hai, Vincenzo? Ne hai sparato un’altra, dopo quella di ieri su Prodi.
a) SEL non è assimilabile alla sinistra massimalista (tipo RC o PdCI e simili), Vendola fece apposta una scissione. b) La redistribuzione del reddito è un pilastro della socialdemocrazia. c) L’imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie) sarebbe una santa misura. d) Non mi pare che SEL sia contraria all’aumento del deficit come misura anticiclica o che non lo dica. Forse in Irlanda hanno nascosto la notizia...
Vincesko
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 13:28
@Desertflower (16 febbraio 2015 alle 05:57)
Come ho già segnalato, credo, qui in passato, che il debito pubblico italiano sia tra i più sostenibili nel lungo termine lo scrive da anni la Commissione Europea, che all'analisi della sostenibilità del debito pubblico in UE dedica un report periodico, reperibile nel suo sito. Varoufakis in questo caso ha sbagliato.
Il debito italiano è sostenibile. Mai rischiato il fallimento
Pubblicato da keynesblog il 20 dicembre 2012 in Economia, Europa, Italia
di Domenico Moro – da Pubblico
http://keynesblog.com/2012/12/20/il-debito-italiano-e-sostenibile-mai-rischiato-il-fallimento/
Vincesko
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 13:29
PS:
#prideandprejudice
“L'Italia viene spesso descritta, soprattutto nella comunità internazionale, sulla base di alcuni indicatori negativi: il debito pubblico, la bassa competitività, il deficit nominale di bilancio (che in passato ha determinato l'apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea). Tuttavia, accanto a questi dati ci sono grandezze economiche utili a rappresentare l'Italia per ciò che è: uno dei paesi principali del mondo sviluppato, il secondo paese per produzione manifatturiera in Europa, la terza economia dell'Eurozona.
Un paese che negli ultimi venti anni ha saputo tenere i propri conti sotto controllo collocandosi tra i più virtuosi in Europa e nel mondo. Raccogliamo qui alcuni dati economici dell'Italia di cui non si parla mai, o non abbastanza, per combattere il pregiudizio e rappresentare adeguatamente un Paese che ha contribuito a fondare l'Unione Europea.
http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0143.html
 
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lucianoavogadri 16 febbraio 2015 alle 13:34
@Magna Grecia e @clericetti. Penso che le parole liberismo, neoliberismo e simili vengono usate per coprire situazioni di privilegio, che si vogliono tenere ma facendosele pagare dagli altri. Fate un giro in Vietnam, Cambogia, Cina, Africa, America Meridionale per vedere i veri poveri, e chiedetevi come fanno a vivere. E poi chiedetevi a che cosa possano essere disposti pur di ottenere una parte della ricchezza (sì, della ricchezza) dei "poveri" italiani. Se volete un altro esempio piu vicino, pensate ai bergamaschi e ai veneti di cinquanta sessant'anni fa rispetto ai milanesi. Pensate poi ai miliardi di persone che il lavoro (= come procurarsi da vivere) se lo devono inventare senza nemmeno pensare di "poterlo" aspettare da qualcuno. Tralascio per ora lo Stato e il Pubblico usato per difendere i privilegi di chi ci è entrato, per sottrarsi alla concorrenza e in buona sostanza per evitare di rapportarsi al fruitore come cliente, in quel rapporto fornitore-cliente che sta alla base delle organizzazioni della Qualità. E mi scuso se il movimento 99% negli Stati Uniti non lo vedo.
 
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vincenzoaversa 16 febbraio 2015 alle 14:10
@magnagrecia 12:51
a. Per "sinistra massimalista" intendevo qualcosa più a sinistra dei partiti aderenti al PSE all'Europarlamento. Magari non è il termine appropriato, visto che come hai fatto notare ci sono formazioni ancora più a sinistra di SEL che si richiamano più o meno direttamente al PCI.
b. Concordo sulla redistribuzione del reddito, ma la mia osservazione era: quale reddito dobbiamo redistribuire? quello attuale è misera cosa, l'ideale sarebbe prima creare più reddito e cercare poi di distribuirlo equamente.
c. L'imposta patrimoniale è giusta dal punto di vista etico, ma non è necessaria da quello economico. Non è la presenza dei ricchi che sottrae risorse alla classe media, è la tassazione del governo che sottrae risorse a tutto il settore privato.
d. Non ho mai sentito SEL dire qualcosa a proposito della necessità di aumentare il deficit. Solitamente il giochino che fanno quando viene varata una finanziaria è quello di proporre una contro-finanziaria, ma a saldi invariati! E' questo approccio che io non condivido, qualcuno di sinistra dovrebbe avere il coraggio di dire che i saldi non devono essere invariati, bisogna fare più deficit e destinarlo a promuovere l'occupazione.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 14:52
@vincenzoaversa (16 febbraio 2015 alle 14:10)
a) SEL è un partito, in sostanza, riformista, che alberga una minoranza (meno del 20%) di intelligentoni massimalisti. D’altra parte, Vendola, che fece apposta la scissione da RC, è da quasi 10 anni governatore pragmatico della Puglia. E ci sono piccole formazioni politiche ancora più a sinistra di RC e PdCI.
b) Il reddito attuale non è affatto misera cosa.
c) Dati i vincoli UE, e la sordità della Germania per gli EuroUnionBond, l’imposta patrimoniale sui ricchi è l’unica misura (interna) anti-crisi congrua e possibile, suggerita anche da Confindustria nel 2011 e 2012, FMI e Bundesbank (cfr. Dossier Imposta Patrimoniale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ).
d) SEL è a favore del deficit spending, quella della contromanovra a saldi invariati è un esercizio accademico che svolge ogni anno Sbilanciamoci.info.
Vincesko
 
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luamat 16 febbraio 2015 alle 15:30
Penso che ci siano tanti corrotti, boiardi, mafiosi, mazzettari... insomma tutti quelli che per decenni hanno usato il denaro pubblico (che è sempre bene ricordarlo NON è la ricchezza dei parassiti MA il sudore degli ultimi!) come roba loro che le saranno molto ma molto grati.
La sinistra o comunque quei movimenti anti liberisti e anti mercato in teoria si battono per cose moralmente alte: la lotta alle diseguaglianze, redistribuzione della ricchezza, una società più giusta e solidale. Ma invece quello che fanno puzza! Puzza parecchio!
Tutto sa di casta e spartizione, di ipocrisia e privilegio.
Dietro ma anche molto davati alle loro battaglie c'è un mondo parassita, privilegiato e corrotto fino al midollo che abbraccia sindacati opulenti e imprenditori parassiti, tutti uniti nel mantenimento dello status quo. Quello che ben conosciamo e che è tutto tranne che solidale e ancor meno meritocratico.
Mandano in piazza utili idioti con le sirene del posto fisso a vita o della pensione a cinquanta o meno anni. Li imbrigliano su un futuro che non ci sarà mentre gli rubano il presente.
Il peggio del peggio!
Insomma lei ha poche idee ma assai chiare. Ma tutte sbagliate.
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 16:05
Dall'altra parte, invece, ci sono tutte persone integerrime, caritatevoli, pensose del bene comune. Meno male che c'è chi come lei mi spiega come va il mondo.
 
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mainessuno 16 febbraio 2015 alle 15:59
@magnagrecia, mi scuso ma il sistema delle repliche è qui un pò barocco.
Tralascio la parte in cui fai riferimento alla tua lunga frequentazione di internet e i relativi insegnamenti tratti in fatto di nick. Non saprei cosa dirti, vedo hai le tue convinzioni, coltivale.
Circa il fallimento di quello che chiami neoliberismo, su cui ci sono differenti sensi (gli USA fanno una politica neoliberista con 4 anni di QE ?, o la GB che ha nazionalizzato R.B.oS. ?), credo che anche qui si tratti piuttosto di convinzione.
Le crisi sono cicliche, questa è stata più lunga del ragionevole, per grossolani errori di percorso (la Grecia p.e. è stata lasciata marinare per 2 anni interi prima di prendere una decisione) e inficiata da quello che ho definito la madre di tutti gli errori, cioè l'aver lasciato fallire Lehmann.
Sono sicuro che senza quel fallimento le cose sarebbero andate molto diversamente.
Circa il salvataggio delle banche, constato che te la giri come vuoi, ovvero quello che conviene al tuo discorso è nel campo del neoliberismo, che lo sia di fatto oppure no.
Siccome non mi interessa una discussione nominalista, cioè non me ne frega nulla del neoliberismo, non resta che opporre convinzioni opposte.
Viene però nel complesso difficile replicare alle teorie complottiste (la Cupola, la massoneria, etc.). Di certo so che se il fior fiore del sistema bancario europeo fosse stato lasciato fallire adesso saremmo messi molto ma molto peggio.
Circa le privatizzazioni non sono a priori nè pro nè a favore.
Ho scritto che trovo stupido privatizzare ENEL, o ENi, ma il caso RAI per esempio è molto diverso. E soprattutto è stupido venderla con la finalità di abbattere il debito tanto la cifre sono incomparabili, semmai per raggranellare un pò di denari per progetti di sviluppo.
Invece la miriade di partecipate pubbliche, su cui si era soffermata la Spending Review di Cottarelli ha evidenziato un comparto largamente da privatizzare, a cominciare dalle partecipate comunali, cronicamente in rosso da decenni, i cui debiti vengono costantemente ripianati con soldi nostri, miei e tuoi.
P.S. - Quando ho scritto "alcuni deliranti" non mi riferivo al tuo commento ma in particolare a quelli di aquila 5
 
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mainessuno 16 febbraio 2015 alle 16:03
Piccola postilla sempre per @magnagrecia.
Come mai se la patrimoniale è un toccasana (addiritttura etica dice vincenzoaversa) l'unico paese che l'ha in ordinamento è la Francia, e fior fiore di Paesi dopo averla introdotta l'hanno poi cancellata ?
Sempre figli massonici della Cupola ?
 
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rramella 16 febbraio 2015 alle 16:19
i Greci hanno eletto ripetutamente governi corrotti che hanno portato il debito alle stelle; non possono per questo morire di fame ed è giusto aiutarli ma almeno che privatizzino una parte dei carrozzoni mal gestiti e lavorino anche se sono pubblici impiegati: sembra la minima richiesta, un pò di neo liberismo che tanto odio là sarebbe l'uscita dalla palude.
 
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luamat 16 febbraio 2015 alle 17:09
Cari CC,
Punto primo, lei gestisce un blog ospite di Repubblica può fare il permaloso come su un forum da quattro soldi o mantenere un pò di distacco. Il fatto che si impermalosisca (io posso farlo lei no) come al bar la dice lunga su quanto abbia ragione e lei parli di cose ben al di là della sue capacità.
Punto secondo, le rispondo parafrasando Robin Williams a Matt Damon in genio ribelle, lei è solo (non un ragazzo) ma uno sprovveduto.
Lei è non mai stato in una trattativa tra sindacato e azienda dove si scambiano soldi pubblici(!!) in cambio di un ruolo,
lei non ha mai visto un appalto vinto per dieci divenire nel tempo cento e poi mille e non fare mai il lavoro,
lei non ha mai visto persone perdere la propria dignità e prostrarsi e piagnere e piegarsi in sagrestia, in sede sindacale o di partito per un posto(!!) di lavoro da fame che era solo lo spechietto delle allodole per far girare un sistema che li avrebbe costretti (ironia della sorte) ad una vita in schiavitù,
lei non ha mai visto persone vendersi per un pacchetto di patatatine e cercare di fottere compagni e amici per ancor meno per difendere il posto(!!) di lavoro. Perchè il posto(!!) di lavoro che difendevano non lo facevano con la professionalità ma era grazia ricevuta, e dovevano ubbidienza a vita a chi di dovere e la delazione faceva parte dello scotto,
.... e potrei continuare a lungo, molto a lungo.
Lei è tra i molti che nulla sa di economia e che non ha neppure mai vissuto nel mondo reale, o se lo ha fatto poco ha capito. Parla di cose di cui ha solo una vaga, vaghissima idea e che analizza e giudica secondo pregiudizi piccoli e stantii come tutti i pregiudizi. E in quetso internet le/vi da una gran mano!
Vede io sono liberista comePaperino!,e vorrei un mondo più giusto, meritocratico e libertario. Se non altro perché sono povero! E detesto gente come Limbaugh o Pallin (neocon doc) per gli stessi motivi che detesto lei; siete superficiali e manichei. Loro almeno ci diventano ricchi, e lei?, non credo ma quetso non la giustifica.
Entrambi gli schieramenti ideologici alfieri di un modo dove censo e caste (magari diversi tipi di caste ma non cambia nulla!) sono al potere e gli ultimi devono chiedere il permesso anche solo per sopravvivere. non volete ne welfare o merito ma sudditi di un potere più forte, per uno è lo stato per l'altro aziende non controllate dalla legge. Stessa cosa.
Insomma di due una, o lei è veramnte tanto ignorante (nel senso etimologico del termine) o veramnte tanto in cattiva fede.
Lei sa.
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 17:39
Egregio luamat, a differenza di quanto ha fatto lei io non l'ho insultata, e se dà del permaloso a me posso ricordarle la storiella del bue che dice cornuto all'asino. Sul resto di quello che dice non aggiungo nulla a quanto ho già scritto. Le posso solo far presente che io ho sempre lavorato nel settore privato e non ho mai frequentato sagrestie, né mi sono fatto appoggiare da sindacati o altri. Comunque, data la sua visione apocalittica del "mondo reale", non capisco che cosa ci possa essere oltre la sua rabbia ecumenica.
 
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lords 16 febbraio 2015 alle 17:17
Caro Clericetti,
Grazie per il post, e' un tema cruciale. Purtroppo il giornale che la ospita e' l'agenzia culturale che piu' ha contribuito a quella linea politica, una linea politica che mira ad utilizzare i vincoli europei per imporre quelle che lei giustamente chiama 'controriforme neoliberali'. Gli intellettuali che scrivono su questo giornale e il partito che questo giornale sponsorizza sono un pilastro dell'ipocrisia che lei denuncia. Quando Renzi ha giudicato 'legittimo ed opportuno' il trattamento riservato dalla BCE alla Grecia, ha semplicemente fatto propria la teoria politica dei vari europeisti Amato, Ciampi, Prodi, Andreatta (si puo' continuare) - per non parlare dei governi della Troika, di cui Renzi e' l'ultima incarnazione. Di questa triste deriva antidemocratica, l'antiberlusconismo di la Repubblica e' stata un'arma potente, un'arma potente utilizzata per convincere gli Italiani della loro incapacita' a governarsi (indi la necessita' della troika e dell'europeismo, come invocato su queste pagine dai principali responsabili del giornale) e per nascondere il vero conflitto di interessi: quello dei tecnocrati del PD, pronti a riciclarsi nei gangli delle istituzioni UE e nelle compagnie finanziarie. Nel ringraziarla per l'intervento, la imploro di dissociarsi: senza la pasokificazione del PD e di Repubblica nulla puo' cambiare in Italia e in Europa!
Saluti e grazie ancora per l'intervento.
 
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cclericetti 16 febbraio 2015 alle 17:47
Gentile lords, per fortuna Repubblica dà spazio anche a riformisti all'antica come me.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 17:24
@mainessuno (16 febbraio 2015 alle 15:59)
1. “mi scuso ma il sistema delle repliche è qui un pò barocco”.
Quale barocco? Vedi che t’inventi le cose o le proietti? A differenza di quasi tutti gli altri blog, non c’è neppure da aspettare la moderazione, a meno che non si alleghi più di 1 link.
2. I cognomi si ereditano, i nomi non si possono scegliere, i nickname sì. Secondo te, non c’è nessun motivo perché tu ti sia scelto un nickname doppiamente “strano” (tra virgolette) come mainessuno (doppiamente, perché è composto da “mai” e “nessuno”) o io mi sia scelto il mio – magnagrecia - che è il mio primo e che ora il server di Repubblica mi costringe ad usare di nuovo al posto di Vincesko?
3. Vedi che t’inventi di nuovo le cose? Lo fai perché non sei in grado di replicare puntualmente e in maniera pertinente (ideologia, proiezione, disuguaglianze)? Dove avrei scritto che gli USA hanno fatto una politica liberista? Peraltro, se leggi la mia risposta a lucianoavogadri del 16 febbraio 2015 alle 12:38, puoi verificare che ho scritto esattamente il contrario: “1) La crescita del Pil degli USA è un effetto della politica keynesiana di Barack Obama”.
4. Il tema dei ritardi nell’aiuto alla Grecia qui è pane quasi quotidiano (v. il precedente post del blog), sfondi una porta aperta. Ma ometti di individuare le responsabilità.
5. Troppo comodo dire che le crisi sono cicliche, senza sceverarne le determinanti strutturali, gli effetti differenziati e i rimedi possibili. Comunque, sei ancora distratto: il mio assunto non sono le crisi, ma se il neo-liberismo è l’ideologia meno adatta a risolverle.
6. Io sono miscredente e aborro i paranoici del complotto. Mi piace indicare chiavi interpretative, anche eterodosse, fornendo le fonti (sulla Massoneria reazionaria, le ho già date qui in passato), poi ognuno ne fa l’uso che vuole.
7. E’ chiaro che il fallimento delle banche sarebbe stato dannosissimo, ma ometti di aggiungere – ed è una mancanza molto grave, ideologica… - che come contropartita non c’è stata neppure la regolazione adeguata della finanza malata, per cui paradossalmente le stesse banche hanno utilizzato i soldi ricevuti per non fallire, presi dalle tasche dei contribuenti (in Italia, in grandissima parte poveri cristi ad alta propensione al consumo, e per salvare banche straniere) e aumentando il debito pubblico, per speculare contro gli stessi Stati, aggravando le misure correttive e prolungando la crisi economica. Semplicemente pazzesco, ma tu colpevolmente non ne fai neppure un minimo accenno.
PS: Precisazione superflua, infatti io ho replicato sull’ideologia, non sul… delirio, che aborro anch’io.
PPS: Ti informo che, in sei anni, ho fatto centinaia di duelli dialettici, anche con professoroni, non ne ho mai perso nessuno. Poi mi sono scocciato. Però devi impegnarti maggiormente…
Vincesko
 
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mainessuno 16 febbraio 2015 alle 17:29
@clericetti
Potrebbe anche essere che per risanare i conti pubblici bisogni imporre un modello sociale, invece che il contrario, magari in particolare a quei paesi mediterranei, per storia un po’ furbi e levantini, che faticano a vestirsi con un modello sociale solidale, assunto e rispettato.
L'altro ieri abbiamo imparato che un insegnante su 5 è handicappato o ha handicappati a casa ….., da tempo sappiamo che quando gioca la nazionale in certi luoghi l'assenteismo aumenta, sappiamo che laddove a coprire i costi è il Pubblico, questi lievitano (esempio dicotomico RAI/Mediaset), etc., etc., etc.
Ecco forse per queste ragioni, perché non sappiamo disciplinarci, c'è bisogno lo faccia qualcun' altro.
Questo tipo di atteggiamenti, che la Grecia ha strutturali, il nuovo Governo greco li ha promessi di ritorno, davanti agli elettori.
Circa lo Stato Imprenditore, eravamo si la 5 potenza industriale, ma quando a competere ce ne stavano 7, poi i dati sono cambiati …….. e le privatizzazioni all'italiana sono state spesso una catastrofe.
Però, nel contempo, negli anni '70 circa da interi comparti industriali eravamo del tutto spariti (chimica, farmaceutica per esempio).
 
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michelex 16 febbraio 2015 alle 17:37
Finalmente un articolo che mette in chiaro quali sono i veri fini di questa crisi: tramite il ricatto economico, obbligare il mondo intero a porsi su una linea neoliberista, mettendo all'angolo qualsiasi pulsione di tipo socialdemocratico. Dopo la caduta del muro di Berlino, la globalizzazione è stato l'atto preparatorio di questa maxitruffa; con essa si sono raggiunti contemporaneamente due obiettivi: corrompere l'ultimo baluardo rappresentato dalla Cina e contemporaneamente affamare le economie europee che, per l'alto livello culturale, avevano un rispetto per i lavoratori e i servizi sociali inconciliabile con le razzie egoistiche tipiche del capitalismo. L'Europa poteva essere un faro culturale per il mondo intero e invece si è lasciata sconfiggere dai barbari. La speranza è che, toccando il fondo, si liberi una reazione che con forza ripristini i principi basilari della cultura europea. Forse qualcosa già si sta muovendo e questo articolo lo dimostra.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 17:59
@luamat (16 febbraio 2015 alle 17:09)
“Cari CC, lei gestisce un blog ospite di Repubblica può fare il permaloso”
Scusandomi dell’intromissione, io, invece, l’ho trovata una risposta per niente permalosa, ma ironica e degna di un gentiluomo.
Luamat (nomen omen http://it.wikipedia.org/wiki/Nomen_omen), ti informo che qui non ci sono Carabinieri, in compenso siamo già forniti di paranoici che pensano di usare questo blog come terapia, scrivendo in un italiano improbabile. Fatica vana.
Vincesko
 
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luamat 16 febbraio 2015 alle 18:14
Dott. Clericetti,
non voglio fare polemica, ma la sua risposta stimola in me la riflessione. Infatti ero e sono(!) convito che anche un laureato in filosofia (pur non sapendo nulla di economia) sapesse leggere. Lei un pò mi lascia interdetto.
Detto questo quella che lei chiama rabbia e comunica (è un po di rancore c'è), non è affatto ecumenica io ce l'ho con lei e quelli come lei. Di estrema destra o estrema sinistra. Non con tutti. E soprattutto so cosa mi piace. Un mondo dove c'è diritto e onestà. Lei lo sa cosa le piace?
Lei avrà anche lavorato nel privato, come ho fatto io per 23 anni, ma lei (forse) saprà che il privato in Italia è spesso tale di facciata. Ad esempio l'editoria vive da decenni di contributi pubblici. È un fatto. E dunque qualcuo o in qualche sagrestia o sezione è andato, sennò i soldi...
Lei ha su tutto una grande fortuna, è nato nel '51(!), certe cose semplicemnete non le comprende. Ha vissuto l'età dell'oro. E non se ne rende neppure conto. Tutto era infinitamente più semplice e facile. Tutto, da aprire una pizzeria a fare l'impiegato. E anche il mondo era facile facile. O qui o lì. E fino a un paio di decadi fa passavi per intellettuale dicendo che era tutto colpa dell'Amerika. Si immagina qualcosa di più semplice.
Oggi se cerchi il nemico senza trovare soluzioni hai sicuramente un successone (fai una bella carriera nella lega, nel fronte nazionale, In Tzipras o nel m5stelle) ma almeno tutti sanno che per contare fino venti ti devi togliere le scarpe.
Buona serata... Io vado a cucinare
Post scriptum lei è veramnte molto permaloso ha mai pensato come sarebbe diventato se avesse passato venti anni tra call center e simili? Ci pensi.
La favoletta del bue e l'asino la raccontano solo i più astiosi, lo sai dal ginnasio.
 
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mainessuno 16 febbraio 2015 alle 18:14
@magnagrecia, dal tono del post e con evidenza della chiusa sei uno sbruffoncello da blog, e data questa situazione non c'è nessun interesse da parte mia a continuare.
Circa il "barocco" mi riferivo all'impossibiltà di replica sotto l'intervento cui si vuole replicare. Che obbliga a cercare di continuo il testo in questione, e d'altra parte ha trovare repliche ai propri parecchie righe sotto.
Una buona serata.
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 18:18
@lords (16 febbraio 2015 alle 17:17)
'controriforme neoliberali'
Non “neoliberali”, ma “neoliberiste”. In Italia, è l’unico Paese in cui si deve fare la distinzione tra “liberalismo” (in politica) e “liberismo” (in economia).
Anche io, socialista riformista o socialdemocratico (europeo), sono liberale, ma non liberista.
Liberismo e liberalismo [Wikipedia]
Nella lingua italiana liberismo e liberalismo non hanno lo stesso significato: mentre il primo è una dottrina economica che teorizza il disimpegno dello stato dall'economia (perciò un'economia liberista è un'economia di mercato solo temperata da interventi esterni), il secondo è un'ideologia politica che sostiene l'esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all'individuo e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (eguaglianza formale).
Nella lingua inglese i due concetti tendono a sovrapporsi nell'unico termine liberalism.[senza fonte] Nella tradizione politica degli Stati Uniti, il termine liberal indica un liberalismo progressista molto attento alle questioni sociali, ma nel contempo geloso custode del rispetto dei diritti individuali[2]. Secondo alcuni, i liberal americani sono l'equivalente dei socialdemocratici europei, o, secondo un'accezione diffusa, dei liberali sociali.
Alcuni danno come analogo inglese di liberismo il termine free trade (libero commercio). Un termine francese spesso usato in modo equivalente è laissez faire ("lasciate fare").
http://it.wikipedia.org/wiki/Liberismo
Vincesko
 
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magnagrecia7 16 febbraio 2015 alle 19:04
@mainessuno (16 febbraio 2015 alle 18:14)
Strano che della mia replica articolata e puntuale ti abbia colpito così tanto solo la chiusa. Che ti ha impedito addirittura di rispondermi in tema in maniera educata.
Anche per mestiere, ne ho incrociato centinaia come te nella vita reale. Poi nel web. Che ne sono pieni. All’inizio, inesperto, non capivo. Ma ad un certo punto, dopo averne visti tanti, ci mett(ev)o 3 secondi a riconoscerli.
La tua risposta sopra le righe è soltanto la conferma (per gli altri, non per me) che hai la leggerezza di un caprone, il senso dell’umorismo di un calabrese permalosissimo (o un leghista del Nord) e soprattutto la perspicacia istintiva di un moscerino... Ma naturalmente (come insegnava il grande Dostoevskij, che per capacità introspettiva Robert Musil paragonava a Freud) pensi di essere un sapientone intelligentissimo che dispensa la sua scienza agli ottusi. Perciò ti sei scelto quel nickname rivelatore. Ma è solo - illusoria - proiezione.
Vincesko
PS: Che ti riferissi all’incolonnamento ovviamente l’avevo capito, ma era solo per sottolineare – indirettamente - la tua irresistibile inclinazione a pretendere dagli altri ciò che – purtroppo solo inconsciamente - “sai” di non essere in grado di dare. Il meccanismo difensivo della proiezione è soltanto un indizio di questo. Ma temo che questa spiegazione sia troppo difficile da capire per un sedicente sapientone come te.
 
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domenicobasile 16 febbraio 2015 alle 21:04
Le considerazioni di Carlo Clericetti sono ampiamente condivisibili sul piano strettamente politico ancorché bisognerebbe fare attenzione, trattando queste tematiche, a non portare acqua ed argomenti al mulino del populismo e dell'antipolitca come facilmente riscontrabile in alcuni post.
La saldatura fra pensiero neo-conservatore di matrice reaganiana e tatcheriana e la visione economica neo-liberista è un dato storico inconfutabile.
Quello su cui le nostre analisi divergono e non è poco, è sulle premesse che sottintendono la sua analisi e sulle implicazioni nelle dinamiche economiche in atto.
Ricondurre per esempio gli interventi sulle "privatizzazioni" o sulla "flessibilità del mercato del lavoro" a un disegno emanante dalla pervicacia dei, già evocati, "ciechi tecnocrati" (unicamente preoccupati del rispetto di rigidi ed inutili parametri), equivale a gettare discredito sulla totalità della costruzione europea e dell'eurozona, ignorando colpevolmente gli sforzi di chi opera proprio contro l'ortodossia monetarista e agisce per la riforma delle istituzioni.
Sbandierare contro la supposta dominazione del pensiero neo-liberista, un ritorno alla statalizzazione dell'economia, sembra preconizzare un rimedio peggiore del male e fa astrazione delle mutazioni intervenute rispetto all'epoca in cui l'Italia era la quinta potenza mondiale.
La fine dei blocchi, l'emergere dei paesi asiatici, la crescita dei Brics, in pratica la mondializzazione hanno sconvolto il mondo conosciuto ed imposto nuove sfide.
Possiamo forse essere nostalgici di economie regolate ed assistite a spese dei contribuenti, ma dobbiamo riconoscere che a parte settori come l'industria petrolifera dove il prezzo mondiale fa da calmiere alla redditività o la distribuzione di energia in cui il bacino captivo di clientela adatta in permanenza la struttura di costo ai margini, in settori come la siderurgia, l'automobile, la farmacia, l'aviazione civile, il disastro della statalizzazione è sotto gli occhi di tutti.
Privatizzare non voleva dire obbedire ai diktat del neo-liberismo, era il risultato di considerazioni economiche legate da un lato alla insostenibilità di modelli di business confrontati a nuove condizioni di concorrenza mondiale e dall'altro al bisogno di scindere il vincolo incestuoso e distorsivo della democrazia determinato dal connubio fra politica e potentati economici (ne sappiamo qualcosa) volti alla riproduzione di una certa classe politica.
Anche nel campo delle politiche sociali, a parte i bastioni neo-lib, neo-con (Stati Uniti, Gran Bretagna), siamo sicuri che i paesi a forte penetrazione sindacale (Germania, Francia...) si siano fatti laminare dalla dominazione reazionaria?
In Spagna dove le politiche di "deregulation" erano state inaugurate da Zapatero, in Italia dove, in tempi non sospetti Reichlin si era scagliato contro le Partecipazioni statali e Amendola aveva infranto il tabù del l'austerità, siamo sicuri che la flessibilità sia una battaglia di destra e che Renzi sia asservito al giogo dei "parametri"?
Non è piuttosto che i modelli di politica industriale concepiti nel dopoguerra e praticati fino agli anni 2000, si siano infranti, per mancanza di flessibilità, di fronte alle nuove condizioni concorrenziali che le imprese subiscono a causa della mondializzazione?
È ragionevole imputare all'Ue la miopia delle successive classi politiche?
Ps
Coraggio comunque a Clericetti poiché il tema sollevato è di quelli che fanno apparire i peggiori istinti.
 
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cclericetti 17 febbraio 2015 alle 00:35
Caro Basile, non mi faccia passare come un fautore della sovietizzazione dell'economia, perché non lo sono. Penso però che ci siano alcune cose che è opportuno - ognuna per ragioni specifiche, che ora sarebbe troppo lungo esaminare - riservare al settore pubblico. Così come penso che ci siano occasioni in cui l'intervento dello Stato non sarebbe solo opportuno, ma doveroso: il caso Ilva, tanto per fare un esempio. Invece non sono stato affatto tifoso delle manovre sull'Alitalia, che avrei venduto di corsa. L'avevo anche scritto su Rep (se vuole togliersi lo sfizio il pezzo è questo: http://nuke.carloclericetti.it/Telefonieaerei/tabid/137/Default.aspx , di Alitalia si parla verso la fine). Insomma, bisogna vedere caso per caso quando è bene che di una cosa si occupi lo Stato e quando invece è meglio lasciarla al mercato: non si può fare una regola generale, che invece è appunto quello che fanno i neo-liberisti. E a proposito dei "disastri della statalizzazione" non posso che ripetere che il nostro sviluppo è stato guidato dall'industria pubblica e che se ci sono stati disastri (e certo ci sono stati) non sono stati più di quelli dell'industria privata. Lei ricorda i (ne)fasti dell'Alfa Romeo pubblica, ma non è che la Fiat abbia fatto sfracelli, nonostante che sia sempre stata amorevolmente assistita. E la Telecom pubblica, con tutte le sue inefficienze, era tra le aziende più avanzate del settore: vogliamo parlare di come è ridotta dopo la privatizzazione?
Quanto al "disegno", magari fosse solo dei ciechi tecnocrati: è invece condiviso dalla quasi totalità delle classi dirigenti europee, compresi i cosiddetti socialisti che da Blair in poi sono passati armi e bagagli dall'altra parte. Ed è un "disegno" insito nella costruzione europea da Maastricht in poi, perché è stata fatta appunto in base a quei principi. Ora non mi faccia dire che voglio distruggere l'Europa: io sono molto europeista, ma vorrei un'Europa più simile a quella che avevano in mente i fondatori, che non mi risulta fossero leninisti e per la maggior parte neanche socialdemocratici. Lei dice che il mondo è cambiato e non è più possibile: davvero? Cioè il progresso consisterebbe nel peggioramento delle condizioni della maggioranza dei cittadini? A me sembra che soluzioni alternative ci sarebbero, a volerle attuare.
 
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domenicobasile 16 febbraio 2015 alle 21:29
Vincesko
Non so cosa tu possa avere contro i calabresi...;-) vorrei farti notare che fanno parte integrante della bella...magnagrecia.
Ciao.
 
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feanaaro 16 febbraio 2015 alle 22:26
Sarà così... peccato però che la Germania, principale promotrice delle politiche di austerity e di riforma del mercato del lavoro, è al contempo uno dei paesi con lo stato sociale più sviluppato, ivi comprese politiche di co-gestione delle imprese con lavoratori e sindacati. Quindi, insomma, qualche rotella gira a vuoto in questo ragionamento.
 
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desertflower 16 febbraio 2015 alle 22:54
@magnagrecia7 Ho cercato di commentare una tabella che ho trovato nel "documento programmatico di bilancio 2015" dal link che lei ci ha fornito! E mi sembra che i numeri non giustifichino la politica di Padoan-Renzi e fin qui perseguita. Anche perché "luce" per uscire dal buio non se ne vede, nonostante i sacrifici fatti e gli spending review ancora applicate. Guardavo le cifre in assoluto. I 360 miliardi di debito greco sono senz'altro spiccioli per le banche private che girano in Europa; i 2160 miliardi del nostro debito sono tanti! E se ci hanno attirato tanti sacrifici e lo sfascio dello stato..... allora checché sia stato giudicato sostenibile, è un debito che ci sta causando un sacco di..... grane! Ripresa dell'economia reale neanche a parlarne. Mettere alla gogna la nazione, l'Italia, o ricattare la Grecia e la democrazia perché la finanza vuole la meglio.... beh, lascio perdere. Purtroppo è la finanza e il governo che non "ci" lasciano perdere! Saluti!
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 01:25
@feanaaro (16 febbraio 2015 alle 22:26)
il discorso, come si usa dire, è complesso. Comunque, l'uno non esclude l'altro: sono veri entrambi. Lo stato sociale serve anche ad integrare i 7-8 mln di mini job, ed eroga aiuti surrettizi di Stato alle imprese, vietati dall'UE, per deflazionare i salari e fare concorrenza sleale agli altri Paesi. La cogestione (Mitbestimmung) è un lascito socialdemocratico degli anni '50 del secolo scorso, riformata negli anni '70, e riguarda le aziende sopra i 500 dipendenti (qui un piccolo dossier: “Partecipazione dei lavoratori alla proprietà ed al controllo delle aziende” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2586257.html).
Vincesko
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 01:33
@domenicobasile (16 febbraio 2015 alle 21:29)
Domenico, ecco la mia risposta serissima:
Il Sud uscirà dalla sua condizione di minorità soltanto quando la Calabria giungerà ad un livello di progresso socio-economico-culturale in linea con il resto d'Italia.
Dialogo sulla Calabria, sul Mezzogiorno http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783416.html
Vincesko
 
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febo50 17 febbraio 2015 alle 10:34
Vero, ritengo che lei abbia ragione. E' un'ideologia che dai tempi di Regan e della Thatcher ha fatto danni inenarrabili. Forse aveva ragione Schumpeter quando diceva che durante le crisi economiche sarebbe meglio non intervenire perché altrimenti "quello che c'è da imparare va' perso". Senza l'intervento delle banche centrali già dal 2000 il sistema finanziario come lo conosciamo sarebbe stato spazzato via. Lo hanno tenuto su con le flebo ed è successo ancora peggio nel 2008. E' un problema interessante, continuano ad insistere con mezzi surrettizi ma evidentemente non funziona. Chissà cosa dovrà ancora succedere prima che si cambi rotta. Noto in un articolo di oggi che la Germania, prima potenza economica europea è quarta in quanto a salari medi, e l'Italia, quarta economicamente, è ottava in quanto a salari.
 
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vincenzoaversa 17 febbraio 2015 alle 10:51
A parte le privatizzazioni e la (de)regolamentazione del lavoro, il terzo perno su cui si basa l'ideologia neoliberista propugnata da Bruxelles è rappresentata dalle esportazioni. Ho più volte affrontato questo tema partecipando al blog, ma credo valga la pena di fare un paio di considerazioni:
1. In generale, non c'è nulla di male ad esportare: è un'indicazione che alcune (o molte) aziende di un territorio riescono a produrre beni e servizi di qualità tale che vengono richiesti all'estero. Il problema nasce quando l'export è l'unica possibilità che viene data ad uno Stato per aumentare il proprio PIL (dato che l'austerità deprime i consumi interni, non c'è altra via per cui uno Stato dell'Eurozona possa crescere): bisogna aumentare le "competitività", che detto in soldoni significa deflazione salariale. Si scatena una corsa al ribasso che ha come conseguenza un peggioramento delle condizioni lavorative dei lavoratori dipendenti.
2. Puntare esclusivamente sulle esportazioni ha un altro indubbio svantaggio, ovvero la dipendenza della propria economia da quelle dei propri "clienti" esteri. Il fatto che la Merkel in persona (anche se il compito presumo sarebbe toccato alla Mogherini?) si spenda per riportare la pace sul fronte russo-ucraino la dice lunga su quanto quel mercato sia importante per la Germania.
 
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stefanus88 17 febbraio 2015 alle 11:22
RISPOSTA a MAINESSUNO: VOlevo solo precisare che in belgio quando DEXIA e FORTIS stavano fallendo hanno fatto pressione allo stato con una propaganda pubblicitaria ed anche con altri metodi, che lo stato doveva salvarli il sedere dando a loro tot migliardi di euro (soldi dei cittadini) ma che una volta salvati dovevano essere rivenduti a prezzo stracciato di nuovo al privato !!!! ed e SCANDALOSO , E proprio questo il neo-liberismo dell'europa :"" IO privato, faccio i cavoli miei ,poi faccio cazzate,vado quasi in fallimento, vado dallo stato mi frego i suoi(cittadini) soldi dicendo che mi DEVE aiutare ,e poi di nuovo arrivederci !!! "" in pratica secondo il neo liberismo lo stato deve stare li solo come pappagallo e intervenire (sempre a spese nostri ,perche lo stato siamo noi) ,quando i privati fanno le cazzate e vanno quasi in fallimento.... MA SCHIFO é ??!!! Fossi IO uno come tsipras ,statalizzerei proprio tutto cio che ha un funzionamento pubblico e cosi deve essere dappertutto e basta con quaste privatizzazioni e banchieri ,fra poco non ci rimane neanche l'orto di casa...tutto cio puo avvenire solo con un partito serio con un programma serio...
 
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stefanus88 17 febbraio 2015 alle 11:33
mainessuno é mainessuno,... MA magna grecia fa solo copia incolla...
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 12:10
Su 254 mld di prestiti alla Grecia, soltanto 11,7+15,3=27 mld sono andati alla gente.
Dove sono finiti i soldi della troika alla Grecia (mld):
Riacquisto del debito: 11,3 (4%)
Fabbisogno di cassa 11,7 (5%)
Debito in scadenza: 81,3 (32%)
Restituzione all’FMI 9,1 (3%)
Capitale all’ESM 2,3 (1%)
Ricapitalizzazione banche greche 48,2 (19%)
Deficit primario 15,3 (6%)
Pagamento degli interessi 40,6 (16%)
Spese per l’haircut sui bond sovrani 34,6 (14%)
Totale 254,4 (100,0%)
La troika ha salvato le banche, non la Grecia. Per questo il debito va rinegoziato
ONEURO – REDAZIONE - 14 gennaio 2015
http://www.eunews.it/2015/01/14/la-troika-ha-salvato-le-banche-non-la-grecia-ecco-perche-ora-il-paese-deve-ripudiare-il-debito/28422
Vincesko
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 12:13
Ma chi sono i detentori del debito greco? Dei 330 miliardi di euro complessivi del debito greco il 72% sono da considerarsi “officials loans”, cioè crediti in mano a istituzioni pubbliche (60% della Ue attraverso i suoi fondi Efsf e Esm, e 12% dell’Fmi); 5% sono altri prestiti; l'8% è detenuto dalla Bce; il restante 15% sono marketable debt, cioè titoli di debito trattabili sul mercato secondario (11% sono bond e 4% sono bills, cioèprestiti a breve termine). Quindi, se si arrivasse a uno “sconto” per evitare l'uscita di Atene dall'euro, a perderci sarebbe soprattutto la Ue, attraverso l'Esm (il fondo salva-Stati) e i suoi stati membri: in percentuale maggiore laGermania, che ha una quota del 27% del fondo salva-stati europeo, seguita dalla Francia con il 20%, dall'Italia con poco meno del 18% e dalla Spagna con l’11,9 per cento. In una recente intervista sulla dimensione del debito pubblico ellenico, che quest'anno toccherà il picco del 177% del Pil, Klaus Regling, presidente del Fondo salva-Stati, ha spiegato come il debito greco sia comunque «sostenibile» finché proseguono le riforme strutturali. L'Esm detiene attualmente il 44% del debito pubblico greco, mentre sui fondi prestati, con una durata media di 32 anni, Atene paga tassi annui di interesse molto bassi «intorno all'1,5%».
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-11/grecia-chi-resta-il-cerino-mano-caso-ristrutturazione-debito-ma-tedeschi-ovvio-093535.shtml
Vincesko
 
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vincenzoaversa 17 febbraio 2015 alle 14:01
vorrei segnalare questo articolo di Varoufakis apparso ieri sul NYT:
http://www.nytimes.com/2015/02/17/opinion/yanis-varoufakis-no-time-for-games-in-europe.html?smid=tw-share&_r=0
lo trovo molto onesto nel definire quali siano i limiti invalicabili della negoziazione sul debito in corso (e che pare sull'orlo di un drammatico fallimento).
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 15:39
Avevo ascoltato questa notizia ieri notte, questo articolo ne fa un ottimo resoconto:
Il giallo dell’accordo per salvare la Grecia scomparso
In conferenza stampa Varoufakis racconta di un documento sottopostogli da Moscovici che era pronto a firmare. Ma la mediazione di Parigi è saltata. E il fronte anti-Atene si è ricompattato
martedì 17 febbraio 2015 08:21
http://www.nextquotidiano.it/giallo-dellaccordo-per-salvare-grecia-scomparso/
Vincesko
 
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viaen 17 febbraio 2015 alle 16:00
Il problema è, per l'appunto, culturale prima ancora che economico.
Col crollo del muro di Berlino il reaganismo, cioè l'idea di uno Stato sostanzialmente asservito alle grandi concentrazioni finanziarie la cui ricchezza sarebbe "gocciolata" sulle classi più basse, si presentò al mondo come vincitore della più costosa e (geograficamente) vasta guerra della storia: la guerra fredda. Guerra che in buona sostanza era iniziata già all'indomani della Rivoluzione d'ottobre, con una pausa dettata da un nemico comune.
La vittoria reaganista è una balla. Non vi fu una straordinaria vittoria neoliberista ma un Occidente infinitamente più ricco che riuscì a logorare quella che Ronchey chiamava "la superpotenza sottosviluppata". Superpotenza che, per dirla con Berlinguer aveva, comunque, esaurito la sua spinta propulsiva.
È da allora che la politica occidentale (e pure orientale per la verità) non riesce a mettere in dubbio alcuni dogmi di fondo del neoliberismo, in primo luogo la tecnocrazia.
Le scienze, per loro natura, non prendono decisioni ma provano a spiegare la realtà e, entro certi limiti, a prevederla.
La scienza economica, quindi, si deve muovere a valle di scelte "politiche", scelte che, per loro natura, sono arbitrarie. Nessuna formula matematica ci imporrà mai di privilegiare un'equa distribuzione della ricchezza e uno sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile.
Siamo noi, società, a doverlo scegliere.
Dal 1989 a oggi l'Occidente ha messo su il pilota automatico: destinazione "massima produzione di ricchezza".
Quale sia il costo sociale e ambientale di tale ricchezza non conta, a chi vada a finire tale ricchezza non conta nemmeno.
Così un'impersonale (e quindi irresponsabile) tecnocrazia ci porta a privilegiare sempre più l'accumulazione di ricchezza finiamo per distruggere il modello, (neo)keynesiano che ha portato a praticamente tutte le conquiste del '900.
Il modello keynesiano è comunque nato come risposta alle rivoluzioni e dittature della prima metà del '900 e temo che, analogamente, l'unico fattore che porterà all'accantonamento (magari parziale) del neoliberismo sia la paura dei vari fondamentalismi che si nutrono di disuguaglianza e sfruttamento.
 
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febo50 17 febbraio 2015 alle 16:09
@vincenzoaversa Segnalo uno dei commenti sul NYT all'articolo citato: "
The Fig
Sudbury, MA 7 minutes ago
Enough with the financial double-talk. Pay your debts, the free lunch is over. You believe, like other welfare recipients that it is one else's problem to give you a hand-out. I'll let you in on a little in about game-theory: unless you are a bunch of geniuses from MIT, the house always wins. "
Certe mentalità sono dure a morire, chissà se "The Fig", il fico, si rende conto che senza l'intervento governativo in USA nel 2008 sarebbero sparite un bel po' di banche e pensioni. Ma i repubblicani insistono, come ho detto, mi sa che Schumpeter aveva ragione da vendere.
 
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feanaaro 17 febbraio 2015 alle 16:44
@magnagrecia7 è vero che lo stato sociale serve anche a quello. Tuttavia, se arrivi ad includere un robusto stato sociale nella tua definizione di liberismo, o neoliberismo che dir si voglia, allora la definizione ha ormai perso qualunque significato.
 
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domenicobasile 17 febbraio 2015 alle 19:50
Buonasera Clericetti
Lungi da me l'idea di farla apparire per quello che non è..!
Tuttavia la polemica fra proprietà pubblica, privata o italianità dell'azienda gioca brutti scherzi alla maggior parte degli osservatori.
Bisognerebbe notare che a discapito della supposta dominazione neo-liberista, in quasi tutti i paesi dell'Unione prevale già il pragmatismo del "caso per caso". Che il più delle volte non serve a granché soprattutto quando il modello di business non è sostenibile rispetto alle condizioni concorrenziali del settore.
Lei cita l'Ilva ma certamente conosce la vicenda Gandrange e Florange in Francia e l'impossibilità per i governi Sarkozy e Hollande di nazionalizzare gli stabilimenti.
Non è stata una questione di neo-liberismo galoppante ma piuttosto una scelta obbligata in un mercato come quello dell'acciaio impattato dalla concorrenza mondiale.
Che vuole fare con l'Ilva? Condannare generazioni di contribuenti a finanziare un mostro ambientale senza nessuna sostenibilità economica?
La inviterei, riguardo l'UE, ad osservare più da vicino l'enorme arsenale normativo che ha come principale obiettivo quello di stemperare, non di favorire, le tendenze neo-liberiste che spingono per una deregulation dei mercati.
È questo come Lei sa, va nella direzione dei principi espressi dai padri fondatori.
È l'Europa il vero campo di battaglia, è là che non bisogna cedere nulla ma per farlo è necessario osservare le strategie in atto tralasciando la lente rassicurante delle nostre ideologie.
 
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cclericetti 17 febbraio 2015 alle 20:22
Ma caro Basile, guardi che l'Ilva guadagnava, e pure bene, prima che scoppiasse (finalmente) lo scandalo. Come guadagnava la Terni: la decisione di chiuderla era dovuta al fatto che Thyssen aveva deciso di ridurre la produzione e, guarda un po', preferiva farlo in Italia piuttosto che in Germania. Gioie degli investimenti esteri...
Quanto al neo-liberismo europeo, si esprime essenzialmente nella compressione delle condizioni dei lavoratori e nella pressione per privatizzare anche le nonne, ma solo nei paesi periferici (anche qui: ma guarda un po'...). E comunque voglio vedere come va a finire la vicenda del TTIP, che dovrebbe chiamarsi piuttosto TPLM (Trattato per le multinazionali). A lei sembra che io usi la lente dell'ideologia, io sono ingenuamente convinto di guardare ai fatti.
 
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domenicobasile 17 febbraio 2015 alle 19:54
Grazie Vincesko
Per la citazione dell'articolo del Sole che conferma quello che sostenevo contro Carlo Clericetti e buona parte dei bloggers nei miei post dell'11 e 12 febbraio scorsi.
 
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cclericetti 17 febbraio 2015 alle 20:06
Dovrebbe riuscire a convincerne Vincenzo Visco. Ecco cosa scrive sul Sole di oggi:
"Se poi si guarda a come sono stati gestiti i cosiddetti “aiuti” alla Grecia c'è di che vergognarsi: dei 230-240 miliardi investiti dall'Unione solo il 25% circa è andato a beneficio diretto o indiretto del popolo greco. Il resto è servito ad evitare che le banche tedesche e francesi che avevano generosamente finanziato la Grecia subissero delle perdite, ed assicurare che Fmi, Bce e banche centrali di Francia e Germania ottenessero il rimborso pieno dei prestiti ottenuti. In questa operazione si è perfino ottenuto che Paesi come l'Italia e la Spagna che all'inizio della crisi greca avevano una esposizione molto modesta nei confronti del debito pubblico del Paese pari rispettivamente a 1,7 e a 2 miliardi, oggi si trovino esposti nei confronti della Grecia di 36 e 26 miliardi! I soldi dei contribuenti di Spagna e Italia sono stati di fatto utilizzati a favore di chi improvvidamente aveva finanziato lo sviluppo drogato dell'economia greca". http://24o.it/SyxEiu
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 20:14
@feanaaro (17 febbraio 2015 alle 16:44)
Il welfare non è il discrimine. Non sono un espertone, ma da “La ricchezza delle Nazioni” di Adam Smith, padre del liberismo, ho appreso che la Gran Bretagna, storicamente uno dei Paesi con le maggiori diseguaglianze e dove il neoliberismo[1] certamente si applica, in passato aveva una legislazione nazionale di assistenza ai poveri, basata sui Comuni e le parrocchie. Dopo Beveridge,[2] ha introdotto uno dei migliori welfare.
La Germania ha sia l’Ordoliberismo,[3] che non si identifica col neo-liberismo, sia un forte partito socialdemocratico, che, tranne nell’ultimo periodo, si alternava al governo con i popolari ed ovviamente emanava leggi di sinistra. Ora vanno di moda le Grandi Coalizioni. E le Terze Vie.[4] E la sinistra riformista si è omologata alla destra.
Il discrimine sono le regole per il mercato (con particolare riguardo, oggigiorno, a quello finanziario, senza trascurare le imprese multinazionali, entrambi capaci di condizionare il decisore politico). E le disuguaglianze.
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Neoliberismo
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/William_Beveridge
[3] Che cos’è davvero l’Ordoliberalismo http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=12097
[4] La Terza Via secondo D’Alema http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823368.html
Vincesko
 
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domenicobasile 17 febbraio 2015 alle 21:14
Caro Clericetti
Mi sono già espresso su queste questioni nei miei post della scorsa settimana che oggi sono confermati dall'articolo del Sole citato da Vincesko.
Ribadisco che l'esposizione italiana da Lei citata ignora i titoli greci detenuti massicciamente da investitori privati convogliati nelle coperture garantite in mano all'Esm.
Il saldo non penalizza affatto i contribuenti italiani né spagnoli.
Il governatore Visco dovrebbe esimersi dal confondere "impieghi" (contabilizzati nel conto economico) e "titoli" (contabilizzati nello stato patrimoniale) per manifestare sottotraccia il suo "risentimento" rispetto alle condizioni del QE.
(off al forex)
Riguardo le trattative Ttip conferma quello che ho scritto già molte volte che la strategia americana ha 2 obiettivi
- imporre il predominio neo-lib delle multinazionali americane contro il rispetto della reciprocità normativa propugnata dalla UE
- disarticolare con ogni mezzo la zona euro per ritrovarsi (con buona pace di Obama) attore dominante nello spazio commerciale e finanziario europeo.
Ps
Se un giorno fosse possibile, La inviterei a effettuare uno stage esplorativo negli uffici della BCE per capire dove si situa il vero fronte contro il neo-liberismo.
(La ringrazio cordialmente per le Sue risposte)
 
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cclericetti 17 febbraio 2015 alle 21:34
Attenzione, non è il governatore (Ignazio), ma l'ex ministro delle Finanze (Vincenzo).
 
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domenicobasile 17 febbraio 2015 alle 21:59
Grazie della correzione.
Porgo le mie umili scuse al governatore!
 
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gorby07 17 febbraio 2015 alle 22:41
Clericetti scrive......
>>> Si fa poco o nulla per superare la crisi in modo da mantenere alta la pressione ad introdurre le cosiddette “riforme strutturali”, che altro non sono se non il modo di trasformare definitivamente la società in senso reazionario>>>
Ariecco la teoria del complotto.
Anche in Germania hanno introdotto le cosiddette "riforme strutturali".
Anzi, le hanno introdotte per primi.
Ed oggi non mi sembra che in Germania se la passino male.
Ed allora, com'è che in certi paesi le riforme strutturali hanno messo quei paesi in ginocchio ?
La ragione è banale......
Perché quei paesi, negli anni prima della crisi, avevano fatto la bella vita.
Guardate quanto era cresciuto il debito pubblico greco (e portoghese) prima della crisi...... Guardate il grafico......
http://www.huffingtonpost.it/2015/02/17/debito-italia-wp-bomba-orologeria-europa_n_6696674.html?utm_hp_ref=italy
Praticamente, tra il 2000 ed il 2007, il pil greco era cresciuto del 40% abbondante.
Come ?
Con la spesa pubblica. Con gli stipendi pubblici. Con le pensioni regalate.
Ed allora, mi sembra evidente che non è il neoliberismo reazionario, che ha messo in ginocchio la Grecia.
E' stata la spesa pubblica cresciuta in modo folle prima della crisi, ad aver messo in ginocchio la Grecia.
Clericetti, lasci perdere il complotto.
 
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cclericetti 17 febbraio 2015 alle 23:10
Gorby, ma quale "teoria del complotto"... L'hanno detto chiaro e tondo, e anche più d'una volta.
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 23:03
@gorby07 (17 febbraio 2015 alle 22:41)
"Ariecco la teoria del complotto".
Evidente esempio di proiezione. Non scoprire ulteriormente la tua natura paranoica. Ormai sei nudo.
Vincesko
 
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magnagrecia7 17 febbraio 2015 alle 23:17
Domenicobasile (17 febbraio 2015 alle 21:14)
Domenico, volevo chiedertelo l’altro giorno, poi sono stato preso da altre cose. Non mi pare che i dati che ho riportato ti diano ragione. Ma, prima di argomentare, ti prego di spiegarti meglio, evitando, per la comprensione anche degli altri, il più possibile i tecnicismi.
In sostanza, ti chiedo di rispondere ai 2 seguenti, semplici quesiti:
1. E’ vero che i debiti greci verso le banche (soprattutto) tedesche e francesi sono diventati debiti pubblici verso gli organismi europei (fondi salva-Stato e BCE, oltre FMI)?
2. E’ vero che, a seguito di ciò, l’Italia ha visto moltiplicarsi per 20 o 30 la sua esposizione verso la Grecia?
Grazie,
Vincesko
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 00:44
Segnalo:
“Il problema di Bruxelles non è il debito pubblico ma quello delle banche”
Gaël Giraud, economista gesuita, si batte in Francia per separare il credito dalla finanza: in Europa ci sono molte bombe a orologeria
Non esiste un’«economia cattolica», ci dice padre Giraud, esiste un «forum pubblico mondiale nel quale si discutono le opzioni politiche. In questo forum gli economisti hanno un ruolo importante nell’aiutare la ripartizione delle risorse». La voce del quarantenne gesuita Gaël Giraud, che prima di diventare gesuita ha studiato da economista nelle alte scuole parigine (Normale e Polytechnique), ha un suo peso in questo «forum» e – ovviamente – una sua originalità. Non solo per la denuncia del «cin...
CESARE MARTINETTI
08/10/2014
http://www.lastampa.it/2014/10/08/cultura/il-problema-di-bruxelles-non-il-debito-pubblico-ma-quello-delle-banche-kyR0JBN09yh0ube3pKuhxH/premium.html
Vincesko
 
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domenicobasile 18 febbraio 2015 alle 16:14
Ciao Vincesko,
Avevo tentato di rispondere a queste domande nei miei post della scorsa settimana ma vedo che non sono riuscito a spiegarmi.
Se vogliamo capirci, dobbiamo prima fare la differenza fra esposizione ai titoli di stato ed esposizione attraverso altre classi di attivi (finanziamenti, portafogli creditizi, filiali...)
Nei dati riportati questa separazione non appare.
Quando nel 2012 c'è stato il secondo piano di ristrutturazione per la Grecia, il fondo ESM ha essenzialmente ricomprato al nominale gran parte dei titoli greci detenuti da investitori privati (banche e assicurazioni).
Gli altri veicoli di esposizione (filiali, finanziamenti, portafogli creditizi) hanno continuato a pesare sui bilanci delle banche francesi e tedesche che hanno registrato perdite importanti e in alcuni casi fenomenali.
Ora restando all'esposizione sui titoli di stato greci, la situazione dell'epoca fra banche tedesche, francesi, italiane e spagnole era pressoché equivalente.
Quindi alla tua prima domanda rispondo :
1) Si ; i debiti greci (titoli di stato) in mano alle banche tedesche, francesi, italiane e spagnole, sono stati ricomprati dall'ESM e trasformati in debito pubblico spalmato secondo la chiave di ripartizione.
Alla tua seconda domanda rispondo:
2) No ; l'esposizione delle banche italiane è nell'immediato globalmente diminuita.
Per questa ragione tra l'altro i nostri istituti (al contrario degli altri) hanno ripreso gli acquisti massicci di titoli greci in 2013 e 2014.
Ps
(Cito un po' a memoria sulla base degli stress test Eba di quel periodo ma per avere la prova definitiva bisognerebbe spulciare i bilanci bancari e fare diversi confronti incrociati, ma non entrò nella tecnica).
Ciao.
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 18:50
@domenicobasile (18 febbraio 2015 alle 16:14)
”Alla tua seconda domanda rispondo:
2) No ; l'esposizione delle banche italiane è nell'immediato globalmente diminuita.
Ciao, Domenico, la mia seconda domanda (peraltro ho esagerato l’entità dell’esposizione dell’Italia attribuendola tutta alla Grecia) non attiene alle banche ma allo Stato italiano, i cui prestiti ai Paesi in difficoltà, secondo la Banca d’Italia, ammontano complessivamente (quindi dati non solo alla Grecia) a 60 mld.[*] E’ indubbio che l’Italia sia stata chiamata a finanziare attraverso i fondi salva-Stato (ai quali contribuisce in ragione del 17,9% del totale) crediti che erano originariamente detenuti dalle banche tedesche e francesi, ecc. E’ininfluente se questi crediti siano rappresentati da titoli di Stato o da passività Target2 (v. PS).
[*] Anziché quello della Banca d'Italia, reperibile sul suo sito alla voce debito pubblico, allego questo report del MEF che avevo per errore omesso dopo il post di Keynesblog linkato più sopra (16 febbraio 2015 alle 13:28), che contiene anche gli Aiuti di Stato alle banche in UE (2007-2013):
#prideandprejudice
“L'Italia viene spesso descritta, soprattutto nella comunità internazionale, sulla base di alcuni indicatori negativi: il debito pubblico, la bassa competitività, il deficit nominale di bilancio (che in passato ha determinato l'apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea).Tuttavia, accanto a questi dati ci sono grandezze economiche utili a rappresentare l'Italia per ciò che è: uno dei paesi principali del mondo sviluppato, il secondo paese per produzione manifatturiera in Europa, la terza economia dell'Eurozona.
Un paese che negli ultimi venti anni ha saputo tenere i propri conti sotto controllo collocandosi tra i più virtuosi in Europa e nel mondo. Raccogliamo qui alcuni dati economici dell'Italia di cui non si parla mai, o non abbastanza, per combattere il pregiudizio e rappresentare adeguatamente un Paese che ha contribuito a fondare l'Unione Europea.
http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0143.html
Vincesko
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 18:50
PS:
Grexit, l'Italia rischia 61,2 miliardi
EUGENIO OCCORSIO
13 febbraio 2015
[…] l'esposizione dell'Italia verso la Grecia, che diventa automaticamente a rischio nel caso di uscita di Atene dall'euro, arriverebbe a 61,2 miliardi. Il calcolo è della Barclays, […] E si fanno i calcoli dei costi per i partner europei.
[…] La tabella sull' official exposure per l'Italia recita: 10 miliardi di prestiti bilaterali, 27,2 tramite il fondo salvastati, 4,8 come quota parte dell'operazione Securities Markets Programme del 2012 (l'acquisto di titoli di debito da parte della Bce di cui peraltro beneficiò anche il nostro Paese),19,2 come passività derivanti dal Target 2 (il sistema di compensazione dei pagamenti fra banche nazionali coordinato dalla Bce che rimarrebbe congelato dalla Grexit). Le ultime due voci sono calcolate sulla base del capital key, la quota dell'Italia nel capitale Bce che è del 17%. Totale: 61,2 miliardi,
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/02/13/grexit-litalia-rischia-61-2-miliardi06.html
 
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domenicobasile 18 febbraio 2015 alle 18:53
Scusa Vincesko
Manca un paragrafo
.....2013 e 2014.
"In termini di paese, l'Italia ha aumentato la sua esposizione relativa poiché ha integrato quella delle sue banche ma non si è fatta carico del costo connesso alla quota proveniente da altre banche e parimenti importata nel fondo ESM.
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 18:57
PPS: Sul Target2,segnalo questa interessante analisi (inclusi i commenti):
I famosi saldi TARGET2
28 marzo 2013 • enzo michelangeli
A partire dai primi mesi dell'anno passato, sulla stampa e in rete si è discusso in varie occasioni dei saldi del sistema di pagamento intra-eurozona chiamato TARGET (o, per essere precisi, TARGET2, per distinguerlo da sua una prima versione operativa fino al 2007). I commentatori si sono divisi tra coloro che considerano la cosa un sintomo di disfunzionalità dell'Eurozona, se non un preludio al suo crollo, e quelli che ne minimizzano l'importanza come dettaglio contabile di scarsa incidenza economica. In quest'articolo cercherò di fornire al lettore qualche elemento di valutazione in modo da aiutarlo a decidere a quale campo si senta di dar ragione.
http://noisefromamerika.org/articolo/famosi-saldi-target2
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 19:24
Domenico, non mi pare che la tua risposta sia esauriente e sorretta da prove.
Purtroppo, io non sono riuscito a trovare le cifre relative ai singoli Paesi destinatari dei 60 mld prestati dall’Italia, ad eccezione dei 10 mld del prestito bilaterale alla Grecia, né quanti sono gli ex crediti delle banche tedesche e francesi verso la Grecia, “sostituiti” da noi.
La Banca d’Italia fornisce solo questi numeri:
Supplementi al Bollettino Statistico Indicatori monetari e finanziari /VNFSP
Finanza pubblica, fabbisogno e debito Nuova serie Anno XXV - 14 Gennaio 2015
Fig. 1 SOSTEGNO FINANZIARIO AI PAESI DELLA UEM (2) (valori cumulati; miliardi di euro) (1) Cfr. appendice metodologica. (2) Sono escluse le passività connesse con i prestiti in favore di paesi della UEM, erogati sia bilateralmente sia attraverso lo European Financial Stability Facility (EFSF) (serie S452657M), e con il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (ESM) (serie S271668M) 
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2015-finanza-pubblica/suppl_3_15.pdf
Vincesko
 
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magnagrecia7 18 febbraio 2015 alle 19:26
PS: Per completare la disamina dei dati in mio possesso, la Voce.info dà questi numeri:
La Grecia ci deve 43 miliardi
26.01.15
First financing program, bilateral loans 10,01 mld
First financing program, IMF (SBA) 0,66 mld
Second financing program, EFSF 27,22 mld
Second financing program, IMF (EFF) 0,4 mld
ECB security Market Program 4,84 mld 
http://www.lavoce.info/archives/32587/grecia-ci-43-miliardi-2/
 
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domenicobasile 18 febbraio 2015 alle 21:40
Vincesko
Solo le banche francesi hanno comunicato in 2011 le cifre della loro esposizione ma senza dettagliare. Le banche tedesche e italiane tradizionalmente restano opache e spalmano i titoli che detengono sull'insieme delle loro filiali.
Quindi per esempio se vuoi ricostruìre il possesso di titoli in Unicredito dovresti spulciare circa 200 bilanci.....
Ti prometto che in marzo riprenderò gli stress tests e cercherò una spiegazione.
Una cosa è chiara, più il sistema bancario è frammentato come in Italia o Germania, più l'opacità è grande e l'esposizione al rischio è "esponenziale".
Ma ricorda nelle tue ricerche che il problema sono i titoli di stato non i portafogli creditizi portati in diretta o attraverso le filiali. L'Esm ha ricomprato solo i titoli cercando di compensare l'effetto dell'haircut.
Per questo dico che le banche italiane se ne sono trovate avvantaggiate perché non avendo filiali importanti in Grecia non hanno subito perdite di bilancio ed hanno giocato con la loro esposizione netta in titoli per "lucrare" sulla cessione all'Esm, ritornando immediatamente sul mercato dei titoli greci.
Interessante il secondo articolo su Target2, un'arma a doppio taglio.
Ci ritornerò più tardi.
Ciao
 
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domenicobasile 18 febbraio 2015 alle 22:56
Vincesko
Incrociando i dati delle tabelle che presenti si evince che, nel periodo di riferimento -2012-, l'aumento dell'esposizione italiana all'EFSF è stata di 27 miliardi.
Pottebbe essere questo l'ordine di grandezza che corrisponde alla copertura dei titoli delle banche italiane.
Ora bisognerebbe analizzare se a partire dall'esposizione totale del fondo Esm alla Grecia (al netto del contributo al capitale) azionando la chiave di ripartizione, si arriva ad un valore analogo.
Bisognerebbe poi fare la prova del nove con i dati analoghi emananti da Buba e Banque de France.
(e non è detto che dati analoghi siano disponibili)
 
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domenicobasile 19 febbraio 2015 alle 08:51
Vincesko
Per completare le riflessioni in corso, direi che la cifra di 27 miliardi è comprensiva delle partecipazione italiana al secondo piano di salvataggio.
Quindi i fondi dedicati all'acquisto dei titoli greci detenuti dai privati è una frazione di quel numero.
In un resoconto dell'Ecofin di novembre 2012, è indicato che la somma stanziata a questo effetto era inizialmente di 10M ma è stata in seguito aumentata per far fronte ad un'offerta di titoli di 31M.
Questo non chiarisce ancora la ripartizione paese per paese ma per arrivarci bisogna partire da lì.
Ciao
 
 

Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi (seconda parte)

 
Riporto la seconda parte della discussione sulla paranoia verso Romano Prodi, frutto in gran parte della propaganda forsennata della destra e dei media berlusconiani, ma che accomuna destri ed estremi sinistri, svoltasi dal 14 al 15 febbraio 2015, in calce a questo articolo del blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it.
 
Carlo Clericetti 10 FEB 2015
Quanto ci è costato salvare le banche tedesche
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/10/quanto-ci-e-costato-salvare-le-banche-tedesche/
 
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magnagrecia7 14 febbraio 2015 alle 12:24
Segnalo questa intervista di Romano Prodi a Der Spiegel (è in tedesco, tradurre con Google):

La Grecia non ripagherà mai i debiti. Ma se esce dall’Europa l’Unione collasserà
Ex-Kommissionspräsident Prodi im Interview “Griechenland wird seine Schuldenniemals zurückzahlen”
Interview von Andrea Dernbach und Albrecht Meier im Der Tagesspiegel der 11 Februar 2015
http://www.romanoprodi.it/strillo/la-grecia-non-ripaghera-mai-i-debiti-ma-se-esce-dalleuropa-lunione-collassera_10431.html
Vincesko
 
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magnagrecia7 14 febbraio 2015 alle 12:51
Errata corrige: Si tratta del Der Tagesspiegel.
Ne approfitto per riportare un passo dell’intervista (Google come al solito traduce un po’ alla belin di segugio):

È stato un errore ammettere la Grecia nella zona euro?
Non vorrei parlare di errori. E 'stato purtroppo fatale quel tempo non c'era nessun controllo di bilancio. Ha dato loro prima,ma non dopo l'entrata nell'euro. L'Italia, la Germania e la Francia hanno poi così voluto. Io mi aveva fatto una volta, come Commissione europea nel 2003 per grave che subito dopo l'introduzione dell'euro dovrebbe essere rigidi controlli delle famiglie nei paesi membri. Non dimenticherò mai il momento in cui Schroeder e Chirac - che è stato durante la presidenza italiana - mi ha detto di rimanere in silenzio. Perché hai dato una revisione dei numeri sia opportuno la Grecia ancora e ancora truffati.

Vincesko

 
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cclericetti 15 febbraio 2015 alle 01:37
C'è la traduzione completa sul sito di Gad Lerner:
http://www.gadlerner.it/2015/02/14/romano-prodi-scuote-la-germania-la-grecia-non-paghera-mai-i-suoi-debiti
 
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sergionero 15 febbraio 2015 alle 09:05
Clericetti la ringrazio per la segnalazione, un articolo davvero impressionante !
Prodi si conferma un fascista finanziario della più bell’acqua, il comportamento della Grecia (non del governo greco !) sarebbe intollerabile, e allora spezziamo le reni alla Grecia.
Anzi, peggio, mettiamo al suo popolo un guinzaglio a strozzo perpetuo, un controllo sul bilancio da parte degli stessi creditori, così che mai vi spossa essere rientro dato che lo strozzino spenna ma non ammazza la sua gallina, se si ignorano i meccanismi ci si può documentare guardando la serie “I Soprano”.
Peccato che l’”advisor” Goldman Sachs ometta il ruolo della Goldman Sachs stessa nel taroccamento dei conti ellenici.
http://www.repubblica.it/economia/2010/02/15/news/rampini_grecia-2302829/
Lo spiritista di Scandiano inoltre fa giustizia di una leggenda che ancora circola tra le fila sempre più scarne dei suoi estimatori, che, a differenza di Berlusconi , egli fosse un personaggio esportabile, di grande rispetto , che parlasse da pari a pari coi capi europei.
Magari lo faceva con taluni dell’est europeo, dove poi portò le sue “consulenze” , ma davanti al Presidente di Parigi o alla Cancelliera di Berlino era uno scolaretto che veniva zittito dai grandi, quasi a rischio di ceffone .
Con la UE e l’euro in limine mortis le evidenze del fallimento del nuovismo finanziario e istituzionale avviato alla fine degli anni 70 straripano persino dalle dichiarazioni spontanee dei colpevoli, l’intervista tradotta sul sito di Lerner reca una perla che ben potrebbe essere l’epitaffio dell’allievo di Andreatta .
“Durante il mio mandato da presidente della Commissione europea ho sempre rispettato le regole di bilancio comunitarie, ma ho anche affermato come esse fossero stupide.”
Mentre il finale contiene , come consueto in lui , il ribaltamento esatto della realtà, quando afferma che la svalutazione conseguente al ripristino di una moneta sovrana segnerebbe la perdita definitiva della competitività con la Germania che, al contrario, avvenne a partire dal 1979 con l’entrata nello SME, come documenta Bagnai .
Ma è nell’”epitaffio” citato prima che si trova il vero nocciolo di questa forma di demenza collettiva che ha accompagnato il masochismo economico delle ultime 4 decadi, l’idea che cose ancorché stupide o sbagliate “vadano fatte” , e a chiedercelo sono personaggi in flagrante conflitto d’interesse.
 
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vincenzoaversa 15 febbraio 2015 alle 11:40
L'intervista rilasciata da Prodi è davvero avvilente: sostenere ancora oggi la "disciplina di bilancio" mi fa sorgere il dubbio che l'ex Premier non abbia capito granché della recessione economica e delle strategie necessarie per uscirne.
 
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magnagrecia7 15 febbraio 2015 alle 14:41
Vincenzoaversa,
Influenza dei paranoici anti-prodiani a prescindere, che non "possono" leggere, anzi “leggono” sempre all'incontrario e sproloquiano a vanvera in un italiano approssimativo? Di grazia, sei sicuro di aver letto integralmente e bene l'intervista di Prodi? Temo proprio di no. Io ho letto l'opposto di ciò che scrivi. E’ poi sufficiente dare una scorsa anche veloce al sito di Prodi per ricavare il suo pensiero autentico, che è l’opposto di ciò che hai dedotto tu. Peraltro, anche in questa intervista ha ribadito esplicitamente che le regole sono stupide. Disciplina di bilancio non vuol dire regole "stupide", ma esattamente il contrario.
Cosa significa?
È molto chiaro il fatto che i debiti non si possano ridurre senza crescita. Questo è davvero semplice da comprendere, e sarebbe anche impossibile da realizzare. Durante il mio mandato da presidente della Commissione europea ho sempre rispettato le regole di bilancio comunitarie, ma ho anche affermato come esse fossero stupide. L’economia ha bisogno di una spinta. La Germania deve assumere questo compito, perché è la Nazione leader dell’Europa. Guidare gli altri Paesi significa avere responsabilità. La Germania ha però quasi un rapporto religioso con un tasso di inflazione che sia il minore possibile. Temo che purtroppo questo atteggiamento non cambierà.

Vincesko

PS: Se tanto mi dà tanto… Segnalo che il plurale di ‘fila’ è ‘file’, mentre ‘fila’ è plurale di‘filo’ in senso figurato. Passate parola, è un’epidemia.

Accademia della Crusca: Il filo --> i fili / le fila. Il maschile va adoperato nel significato concreto: i fili del telefono ecc., il femminile invece sta per ‘trama di un ordito’ oppure nel senso metaforico di ‘intreccio’: le fila di una congiura ecc. ATTENZIONE! È sbagliato l’uso di fila come plurale di fila ‘serie, successione’, ad esempio nella locuzione, spesso impiegata, *serrare le fila in luogo del corretto serrare le file.
http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/plurali-doppi

 
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magnagrecia7 15 febbraio 2015 alle 17:15
Vedete come i paranoici “pensano” e “leggono” all’incontrario? Ovviamente, io seguivo Prodi, anche senza filtri tramite “Radio radicale” (ora, ho sostituito “Radio radicale” con “Radio3”), durante la sua presidenza della Commissione europea ed era molto stimato e rispettato, sia dal Parlamento europeo, sia dai capi di Governo e di Stato, in particolare da Chirac, tranne dalla stampa britannica. Certo, se poi, mossi dalla paranoia, si confonde l’autoironia e la “modestia” (il contrario della presunzione e della supponenza), tipicamente emiliana, di Prodi (o di Bersani) con scarso rispetto da parte degli altri capi europei, si riesce a capovolgere anche l’evidenza. Prodi ha raccontato una volta che sua madre, anche da PdC, esigeva che egli andasse a buttare la spazzatura quando era il suo turno, dicendogli: “Non penserai mica che ora che sei PdC puoi essere esentato dal farlo?”. Ma prevedo già che ora i soliti paranoici speculeranno anche su questo aneddoto… E’ la loro terapia, anche se inefficace....
Traggo dal sito di Gad Lerner:
“Romano Prodi ha concesso un paio di giorni fa un’intervista al quotidiano berlinese Tagesspiegel in merito alla Grecia e alle difficoltà dell’eurozona. Visto il suo interesse, riproduciamo integralmente questo dialogo dell’ex presidente della Commissione europea, che ha generato una significativa eco sui media tedeschi. Il sito del “Sole 24 Ore” tedesco, Handelsblatt, l’ha ripresa integralmente, mentre il più diffuso quotidiano in Germania, Bild Zeitung, ha dedicato un approfondimento dedicato all’intervista di Romano Prodi.
Vincesko
 
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domenicobasile 15 febbraio 2015 alle 17:29
Piccola puntualizzazione concernente l'intervista citata.
Fin dai primi mesi del mandato Prodi, Francia e Germania capirono che il pilotaggio "informale" della Commissione non sarebbe più stato possibile.
Prodi non era affatto "allineato", come lo era stato Delors, alle strategie dell'asse franco-tedesco.
Se Delors aveva dato credibilità e peso politica all'azione della Commissione, incrementandone i poteri in settori come la concorrenza, l'industria, l'agricoltura e il commercio, Prodi aveva capito che il punto debole dell'Istituzione si situava nella scarsissima integrazione finanziaria, fiscale e budgettaria fra i paesi membri.
La sua azione riformatrice fu essenziale secondo due assi :
- uno spostamento del baricentro dell'azione della Commissione verso le questioni economiche e finanziarie attraverso un ruolo attivo nell'Ecofin e nell'Eurogruppo.
- una semplificazione dei meccanismi decisionali attraverso l'abbandono dell'umanità e l'adozione del voto maggioritario.
Tralascio per semplicità l'azione di riequilibrio che Prodi ha introdotto nella gestione dei fondi Pac, fino allora dominio esclusivo dell'asse franco-tedesco.
Per queste e per altre ragioni possiamo ragionevolmente affermare che Prodi fu il migliore Presidente che la Commissione abbia avuto sino ad oggi.
Nonostante gli ostacoli messi in campo da Francia e Germania, Prodi ha innescato una riforma essenziale per la Commissione che ha fatto vivere di rendita per tutto il suo mandato, un tecnocrate privo di talento come Barroso.
Non è mai stato facile zittire Prodi e in più d'una occasione due loschi anti-europei come Chirac e Schroeder gli hanno inutilmente rimproverato il suo attivismo.
I dubbi sui bilanci greci sollevati dagli uffici della Commissione, furono all'epoca un atto di coraggio in controtendenza poiché il pensiero dominante considerava l'annessione di un nuovo mercato come una opportunità commerciale di straordinaria importanza e subordinava a questo dogma tutti i meccanismi di controllo tecnico.
Fu grazie a Prodi che l'ordine delle priorità comincio lentamente ad invertire la sua scala di valori.

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vincenzoaversa 15 febbraio 2015 alle 18:54
@magnagrecia 14:41
caro magnagrecia, non sono mai stato pregiudizialmente contro Prodi (l'ho anzi votato entrambe le volte che si è presentato) e non sostengo la vulgata secondo cui a Prodi si debbano gli eccessi di privatizzazione degli anni 80/90.
Mi pare però che in questa intervista, nonostante chieda politiche meno austere di quelle imposte dalla Germania, sia sempre fedele all'idea che sia necessaria una disciplina di bilancio. Non so quale sia la tua interpretazione, ma per me disciplina di bilancio significa tenere i "conti in ordine" e amministrare lo Stato "come si amministra una famiglia" (concetto questo molto merkeliano!). Sappiamo entrambi come ciò non sia vero e come in situazione come quella attuale aumentare il deficit è probabilmente l'unica via d'uscita.
Prodi afferma pure, non proprio direttamente ma questo io ho capito, che se fosse dipeso da lui la Grecia nell'euro non ci sarebbe proprio entrata perché i conti non erano in ordine.
 
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magnagrecia7 15 febbraio 2015 alle 20:23
Bravo, Domenico, hai ben evidenziato quelli che sono i punti di forza di Romano Prodi: la visione prospettica, il disegno strategico, il respiro programmatorio.
Ma non sono d’accordo sul fatto che Chirac e Schroeder fossero due loschi anti-europei o che abbiano zittito Prodi, nel senso che possono attribuire i paranoici a questa espressione. Prodi e Chirac, al di là delle frequenti divergenze, inevitabili in un processo di cessione graduale della sovranità dagli Stati nazionali alla Comunità - e poi all’Unione - Europea, si stimavano ed erano quasi amici. Rammento ancora questa dichiarazione (che ho evidenziato) di Prodi su Chirac, che ora con qualche fatica ho apposta ritrovato e messo in bella:

[...] Certo che si è messo proprio a parlar chiaro. Quando ha deciso questa strategia?
"E' un dovere, non una strategia. Io rappresento le istituzioni europee. Sono obbligato al coraggio. Ma con realismo. Mi sono prima preso un po' di tempo, perché quando dico una cosa voglio esserne sicuro. Diciamo che ho imparato. Ci vorrà tempo, ma intendo esercitare in pieno il mio ruolo di persuasione morale".
I paesi dell' allargamento sono entusiasti del Trattato.
"Ne sono felice. Hanno avuto a Nizza i loro avvocati difensori. Quando è stata presentata la prima proposta che li penalizzava in termini di voto, io ho sentito l' obbligo etico di parlare per loro. Per fortuna, avevo con me, come sempre, il mio Atlante Geografico De Agostini: mi ha aiutato a ricordare a tutti il peso demografico dei paesi candidati. Chirac è rimasto ammirato da quel volume. Me ne ha chiesto una copia in francese. Ho chiamato l' editore, ma pare che non esista. Vuol dire che gliene spedirò una versione in italiano per Natale".
Avete proprio litigato, con Chirac?
"Ma no, il rapporto personale è splendido. Ci sono state divergenze politiche di ruoli, che sono una cosa anche più seria. Poi Chirac è una persona amabile, aperta, estroversa, appassionata. Non è un cattivo. Non gli si può portar rancore. Non dimenticherò mai, quando si trattava di mandare la spedizione militare in Albania. Lo chiamai perché avevo bisogno che affianco agli italiani ci fossero truppe francesi. Ne chiedevo mille, gli stati maggiori francesi dicevano che più di 300 era impossibile. Fu Chirac, in una notte, a prendere la decisione e a schierare la Francia al fianco dell' Italia, con mille soldati”.
Nel suo discorso al Parlamento europeo, però, è stato perfido, quando ha detto che il trasferimento di tutti i summit a Bruxelles la trasformeranno nella "capitale d' Europa". E' una cosa che ai francesi non piace sentir dire.
"Non l' ho detto per cattiveria. Ma siccome Chirac l' aveva promesso nella convulsa fase finale del vertice, io l' ho preso in parola, prima che qualcuno ci ripensasse. Vedo con piacere che c' è nel testo finale del Trattato. Ci aiuterà molto a impostare i vertici. Giocheremo in campo neutro, invece che sempre in trasferta". [...]

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/14/hanno-vinto-nazionalismi-ma-europa-sapra.html

Vincesko

 
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magnagrecia7 15 febbraio 2015 alle 21:11
Caro vincenzoaversa,
1. Prodi, nonostante la sua origine di tecnico è un fine politico, oltre che persona intelligente e concreta. Se vai nel suo sito, potrai leggere gli articoli di critica severa alla Germania per la sua resistenza tetragona ad una politica espansiva, soprattutto al suo interno. In un’intervista ad un quotidiano tedesco, ha ritenuto opportuno usare toni diplomatici e realistici, ma la sostanza di critica severa rimane.
2. Io credo occorra evitare una concezione superficiale e stereotipata. La disciplina di bilancio sana è strettamente connessa, direi obbligatoriamente complementare, ad un allentamento delle regole di bilancio stupide. O pensi che uno Stato dell’Unione possa chiedere l’aiuto (in miliardi) ai partner e poi tranquillamente scialare?
3. E’ chiaro che in recessione occorre adottare una politica economica anticiclica, quindi espansiva. D’altronde, da ben 3 anni e mezzo è sul tavolo italiano ed europeo la proposta Prodi-Quadrio Curzio – che ho già segnalato più volte - degli EuroUnionBond, che cifra ben 3.000 mld (“EuroUnionBond per la nuova Europa” di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml ), cioè ben prima e quasi il triplo del QE appena varato dalla BCE, che da solo servirà a poco.
4. Che il rispetto dei parametri dovesse essere la condizione necessaria per l’ammissione è un principio sacrosanto, indispensabile per dar vita e tenere in piedi un’Unione di Stati con economie eterogenee, nell’interesse e dell’Unione e dei singoli Stati.
5. Prodi ha dichiarato e, soprattutto, dimostrato coi fatti che la Grecia, la Romania, la Bulgaria, i Balcani, nonostante le critiche e gli inevitabili problemi che ne sarebbero potuto derivare, dovessero far parte dell’UE; problemi che vanno giudicati anche in prospettiva futura e controfattualmente, cioè valutare che cosa sarebbe successo (col rapporto con la Russia e il caso Ucraina, ma è solo uno dei tanti esempi possibili) se questi Paesi non avessero fatto parte dell’UE.
Vincesko.
 
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domenicobasile 15 febbraio 2015 alle 21:55
Ciao Vincesko
Come hai ben letto nel mio post :
"non è mai stato facile zittire Prodi e in più d'una occasione due loschi anti-europei come Chirac e Schroeder gli hanno inutilmente rimproverato il suo attivismo".
Forse dovrei spiegare meglio questa affermazione.
Durante tutto l'arco del suo mandato Prodi si è scontrato regolarmente con i due leader che difendevano a spada tratta una visione della Commissione ereditata da Jacques Delors.
Una visione puramente mercantile che con grande diplomazia Prodi è riuscito pilotare verso una fase di maggiore integrazione budgettaria, di armonizzazione fiscale e di rispetto dei requisiti di bilancio per beneficiare dell'attribuzione dei fondi strutturali e dei finanziamenti regionali.
Chirac e Schroeder hanno resistito a questa tendenza in nome del tabù franco-tedesco, molto forte all'epoca, secondo cui cessione di sovranità equivale a perdita d'influenza in campo internazionale.
Le coppie Schmidt-Giscard prima e Kohl-Mitterand (per un destino legato alla temperie dell'epoca) dopo, avevano una visione "relativamente" più in linea con i principi dei padri fondatori.
Al contrario Schroeder con le riforme Hartz in cantiere non poteva tollerare alcuna rimessa in questione dei suoi margini di manovra politici e budgettari e Chirac da parte sua negoziava per ore al telefono lasciando millimetro per millimetro in cambio dell'unica cosa per lui irrinunciabile (in quanto fondamento del suo bacino elettorale), la modifica distributiva della Pac.
Prodi lo sapeva benissimo e "giocava" con questa carta per ottenere il suo assenso.
È opinione abbastanza condivisa che senza Prodi ai comandi della Commissione, l'asse franco-tedesco avrebbe congelato i poteri di Bruxelles per almeno un quinquennio.
Lo si capisce bene tra l'altro leggendo fra le righe del bel pezzo che hai riesumato.
I vecchi leoni della politica si dilettano a raccontare le vecchie battaglie.
(L'aneddoto del dizionario De Agostini è magnifico, se Jacques Chirac ne chiedeva uno era senz'altro per romperlo sulla testa di Prodi)!
 
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magnagrecia7 15 febbraio 2015 alle 22:32
Ciao Domenico,
1. Occorre tener presente che Prodi “è stato presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004” (http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Prodi ), quindi l’intervista è stata rilasciata al termine del primo biennio, che si può considerare la fine della sua fase di duro rodaggio. In ogni caso,
2. Chirac. Se Chirac chiedeva a Prodi una copia dell'Atlante De Agostini non era per dargliela in testa, dato il giudizio positivo che ne dà Prodi (v.sopra) e che altrimenti questi sarebbe stato un masochista, visto che poi intendeva regalargliela nel successivo Natale...
3. Schroeder. Traggo dall'intervista:
Non ha paura di una Germania più potente al centro dell' Europa allargata?
"La Germania ha scelto l' Europa inequivocabilmente quando ha abbandonato il marco per l' Euro. Non c' è da averne paura. é incardinata nell' Europa. Il peso della storia è una cosa che i nostri giovani non capiscono nemmeno più. Per questo proponevo di prenderne atto passando alla doppia maggioranza. Ma è stato lo stesso Schroeder a non insistere. Il Cancelliere a Nizza è stato meno nazionalista di altri".
Vincesko
 
 
Post collegato:
 
Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi e su altro (prima parte)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827957.html
 

Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi e su altro

 
Riporto un ampio stralcio della accesa discussione sulla paranoia verso Romano Prodi, frutto in gran parte della propaganda forsennata della destra e dei media berlusconiani, ma che accomuna destri ed estremi sinistri, sul neo-liberismo, la globalizzazione e su altro, svoltasi dal 7 al 13 febbraio 2015, in calce a questo articolo del blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it.
 
Carlo Clericetti - 7 FEB 2015
La partita greca tra ipotesi e sospetti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/07/la-partita-greca-tra-ipotesi-e-sospetti/
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 01:52
Dal 1800 al 2008 la Germania ha avuto ben 8 default o ristrutturazioni del suo debito!
Traggo da: SOCIAL EUROPE JOURNAL 23 Ottobre 2013 - ROBERT SKIDELSKI "Opinioni sbagliate sull’austerità britannica"
[…] Si consideri la Germania che secondo lo storico economico Albrecht Ritschlè "il più grande trasgressore debito del XX secolo". Nella tabella a pagina 99 del loro libro “This Time is Different”, Rogoff e il suo co-autore,Carmen Reinhart , mostrano che la Germania ha subito otto default del debitoe/o ristrutturazioni tra il 1800 e il 2008 . C'erano anche due default causati dall'inflazione nel 1920 e 1923. Eppure oggi la Germania è l’egemone economico d’Europa che stabilisce le regole per “furfanti” come la Grecia.

http://2.232.193.134/resetold/en/component/attachments/download/199
Vincesko
 
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rramella 7 febbraio 2015 alle 10:55
I tedeschi vogliono comandare sulla Grecia e sul testo dell'Europa come se avessero vinta la guerra; stupidi noi che glielo permettiamo
 
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sergionero 7 febbraio 2015 alle 11:15
Caro Clericetti se si parla di "esiti drammatici" e “situazione fuori controllo” si parla anche e soprattutto del macro quadro finanziario internazionale caratterizzato da una supervalutazione che, l’ultima volta rilevata , era 10 volte il PIL mondiale.
E puzza che dal 2012 il dato non venga aggiornato !
Ma il fatto che fosse emersa dal nulla nel 2008 come 5 volte il pil mondiale e 4 anni dopo fosse raddoppiata non lascia molti dubbi sul suo andamento,ancorché tenuto celato per permettere ai Draghi e ai loro complici le ultime festicciole nei bunker.
Certo che si teme la Grecia, bisogna sempre temerla quando porta doni , e in questo caso il dono sarebbe l’esempio, esempio contagioso, incendiario.
Non solo per Spagna , Portogallo, Italia , non sono solo per gli stati (Germania inclusa) incastrati nella trappola mortale dell’aborto denominato Unione Europea.
Ben di più dell’esempio di uno Stato della UE che reclama un po’ di conio , si tratterebbe invece dell’esempio dei un ritorno delle giuste politiche monetarie sovrane , del ripudio della finanza come strumento di elusione e ribaltamento delle veri legge economiche, quelle del mercato e della produzione.
La soluzione sovrana del debito greco rischia di rivelare la vera natura della crisi, la fraudolenta e criminale tutela di interessi apicali a discapito dei diritti fondamentali di chi, almeno sulla carta , é sovrano assoluto e fonte della legittimità del potere, il cittadino.
L’uso eversivo e anti costituzionale del deficit pubblico come “vincolo esterno” , e quindi extra e contra legem , fu l’Alto Tradimento intrapreso come forma di governo sociale dalla feccia dirigente occidentale dalla seconda metà del scolo scorso. L’operazione si svolse assumendo il controllo degli organismi tecnici e politici mediante infiltramento, corruzione , intimidazione ,mediante campagne stampa sorrette da economisti a libro paga dei centri studi liberali o in vario modo comprati.
Anche l’intimidazione ovviamente giocò un ruolo, non dimentichiamo che l’anno prima dello SME col quale da noi tutto principiò ci fu l’omicidio Moro.
Per questo mi discosto un poco dalla caratterizzazione , anche pittoresca ,della vicenda come uno scontro tra Germania e Grecia, con l’inestricabile massa delle aneddotiche evocabili, storiche, culturali, antropologiche, etc.
No, questa è la morte del progetto Trilaterale, dell’eversione della Scuola di Vienna e dei centri studi liberali, di quella compagnia di ventura che ha messo a repentaglio la Democrazia più dei fascismi della prima metà del secolo scorso in quanto, con cinismo infinitamente superiore, mentre il fascismo cercava un progetto per un programma imperialista a favore di centri decisionali che comunque si identificavano in entità politiche, gli Stati sovrani , i liberali hanno sviluppato un’impostazione basata sull’esaltazione dei tratti degenerativi derivanti dalla complessità sociale .
L’hanno fatto per portare avanti una distopia non solo capitalista e antidemocratica ma persino anti statale , neo anarchica , che disconosce il ruolo dello Stato fino alla radice, e disconoscendo il suo dovere verso i diritti fondamentali dell’uomo non solo lo nega come tutore ma nega i diritti stessi.
Per questo, senza esagerazione, considero i liberali ad un livello più basso de fascisti , massimamente degni della bolla di “Hostis humani generis” , nemici del genere umano.
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 12:23
Segnalo questo articolo che reca un’intervista a Friedrich von Hayek, padre del neo-liberismo: Dalla schiavitù alla libertà - di Lucia Santa Cruz, da lui rilasciata nel Cile di Pinochet, della quale riporto l’ultima risposta:
"Bene, direi che come istituzione a lungo termine, io sono totalmente contro le dittature. Ma può essere un sistema necessario in un periodo di transizione. A volte è necessario che in un paese si abbia, per un po' di tempo, una qualche forma di potere dittatoriale. Come capirete, è possibile che una dittatore governi in modo liberale. Ed è anche possibile che una democrazia governi con una totale mancanza di liberalismo. Ed io, personalmente, preferisco un dittatore liberale, che non un governo democratico carente di liberalismo. La mia impressione è - e questo è vero per il Sud America – che in Cile, ad esempio, ci sarà una transizione tra un governo dittatoriale e un governo liberale. E, in questa transizione, può essere necessario per mantenere alcuni poteri dittatoriali, non come permanenti, ma come una disposizione transitoria.”
http://sollevazione.blogspot.it/2015/01/quantitative-easing-sempre-di.html
Vincesko

PS:
Friedrich von Hayek (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 15:42
La decisione del Consiglio direttivo della BCE è stata presa ad ampia maggioranza, ma non è possibile sapere quali membri sono stati contrari, poiché, a differenza della FED, le regole di trasparenza codificate non contemplano tale tipo di informazione per non pregiudicare l’indipendenza dei membri.
BCE 04/02/2015
Eligibility of Greek bonds used as collateral in Eurosystem monetary policy operations
[…] This decision does not bear consequences for the counterparty status of Greek financial institutions in monetary policy operations. Liquidity needs of Eurosystem counterparties, for counterparties that do not have sufficient alternative collateral, can be satisfied by the relevant national central bank, by means of emergency liquidity assistance (ELA) within the existing Eurosystem rules. […]

https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2015/html/pr150204.en.html
Vincesko
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 15:52
Com’è noto, la Germania – dopo essersi rifiutata di aiutare la Grecia allo scoppio della crisi, quando sarebbe costato 30 mld, e lo ha fatto quando ne è costato il decuplo - ha imposto attraverso il fondo salva-Stati (a cui l'Italia contribuisce nella misura del 17,9%) di erogare i prestiti alla Grecia per salvare le banche tedesche e francesi. Ma non sapevo che:
Bruegel: "banche Italia le piu' esposte a debito pubblico greco"
30 GEN 2015
http://www.agi.it/economia/notizie/bruegel_banche_italia_le_piu_esposte_a_debito_pubblico_greco-201501301500-eco-rt10145
Vincesko
 
PS:
La troika ha salvato le banche, non la Grecia. Per questo il debito va rinegoziato
ONEURO - REDAZIONE
14 gennaio 2015
Il “salvataggio” della Grecia da parte della troika non è servito a risanare il bilancio dello stato ma a ripagare i creditori della Grecia. In gran parte banche tedesche e francesi.
http://www.eunews.it/2015/01/14/la-troika-ha-salvato-le-banche-non-la-grecia-ecco-perche-ora-il-paese-deve-ripudiare-il-debito/28422
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 19:11
Che il costo della crisi sia decuplicato per colpa della Germania (del trio Merkel-Sarkozy-Barroso, contro i quali ho proposto più volte di intentare un’azione collettiva di responsabilità, essendo stato una delle “vittime”) è cosa nota. In questo blog ne ha scritto anche Carlo Clericetti. D’altra parte, basta pensare che solo in Italia – come ho più volte rilevato - sono state varate nella scorsa legislatura, soprattutto a partire dalla crisi greca (2010), manovre correttive per un valore cumulato di 330 mld.
Ora cito Romano Prodi, che se ne intende (a proposito, mi ha risposto sulla BCE, dichiarandosi sostanzialmente d’accordo con le mie osservazioni)
“Quando è arrivata la crisi ci siamo accorti che non avevamo preparato gli strumenti per combatterla. La crisi nata negli Stati Uniti ha portato le sue ferite più gravi e devastanti in Europa perché mentre il governo americano ha preso decisioni adeguate e tempestive, in Europa si è esitato per mesi e mesi prima di intervenire e quando gli interventi sono stati decisi era già troppo tardi e la loro dimensione troppo limitata per avere effetto.
I governi europei, sfibrati dalla paura, hanno smesso di pensare ad una soluzione comune dei problemi e si sono concentrati solo sugli interessi elettorali immediati.
Quando è scoppiata la crisi greca si trattava di un problema certamente grave ma limitato a poche decine di miliardi di Euro, una dimensione facilmente affrontabile da un economia come quella europea che, pur con i suoi tanti problemi, rimane la più grande realtà economica mondiale.
L’imminenza delle elezioni nella regione tedesca del Nordrhein-Westfalen e il timore che un operazione di conveniente solidarietà potesse essere interpretata dagli elettori come un cedimento ai “pigri meridionali” ha spinto a rinviare ogni intervento fino a che le decine di miliardi si sono trasformate in centinaia e un piccolo problema in una catena di errori che ha provocato la caduta più grave e lunga degli ultimi decenni: una disoccupazione senza precedenti e un distacco crescente fra la Germania e gli altri paesi dell’Unione. E da allora si naviga a vista, con decisioni parziali e progressi lenti.
Non c’è alternativa all’Europa, ma abbiamo bisogno di leader capaci e coraggiosi
Articolo di Romano Prodi sul numero speciale de Il Messaggero del 29 novembre 2013
http://www.romanoprodi.it/articoli/non-ce-alternativa-alleuropa-ma-abbiamo-bisogno-di-leader-capaci-e-coraggiosi_7824.html
Vincesko
 
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domenicobasile 8 febbraio 2015 alle 18:05
[…] Nessun complotto, come sempre, nessuna manipolazione oscura dei destini del mondo ad opera di incappucciati votati al culto del dio-denaro, solo il congiungersi di fattori tecnici e il dispiegarsi di un pensiero politico reazionario che in assenza di regolazione cogente e vincolante ha lasciato il campo libero agli attori più creativi e spregiudicati della finanza internazionale. […]
 
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magnagrecia7 9 febbraio 2015 alle 20:15
Domenico,
“Nessun complotto, come sempre, nessuna manipolazione oscura dei destini del mondo ad opera di incappucciati votati al culto del dio-denaro”
Esageri per darti ragione da solo? Che i novelli Ottimati si riuniscano periodicamente e ci provino a “regolare” il resto dell’umanità, questa mi sembra addirittura un’ovvietà. O che i capi della Cupola delle grandi banche – come usano fare gli oligopolisti - abbiano l’abitudine di riunirsi periodicamente, se non in cartelli, almeno per coordinare la loro azione, questo lo dice il New York Times ed io non ho elementi per metterlo in dubbio. Tu?
Bisognerebbe, poi, che la tua parte destra si armonizzasse con quella sinistra. Mi addebitasti un’ingenuità nello sperare in Obama - l'uomo più potente del mondo - per la regolazione dei mercati finanziari (ma poi, in un altro post, ne ho criticato l'inerzia, poiché io mi attengo ai fatti). Ora tu ti affidi all’opera salvifica del Financial Stability Board (FSB). Purtroppo, dopo Draghi, Carney, ma la musica non è cambiata. E questo lo dice la Lagarde, non io.
In compenso, è proprio come dici tu, questi (i politici) hanno aperto il vaso di Pandora e non sanno più come richiuderlo. O, meglio, non glielo fanno fare.

Carney del Financial Stability Board ai leader del G20 “I problemi del sistema finanziario sono stati risolti”
ONEURO - REDAZIONE
19 novembre 2014
In una lettera indirizzata ai leader del G20 il governatore della Banca d’Inghilterra e presidente del Financial Stability Board dichiara che l’elaborazione delle misure necessarie per colmare le lacune regolatorie che hanno causato la crisi finanziaria del 2008 è “sostanzialmente concluso”.
[…] La visione di Carney è senz’altro condivisibile. Ma una cosa è dire come dovrebbe essere il sistema finanziario in futuro; un’altra è dire che buona parte dei problemi sono già stati risolti qui e ora, come sembra sottintendere il banchiere. Solo qualche mese fa Christine Lagarde dichiarava: “A sei anni dalla crisi, il comportamento del settore finanziario sotto molti aspetti è rimasto sostanzialmente invariato. Qualche miglioramento c’è stato, ma le banche oggi continuano a privilegiare attività ad alto rischio, e il profitto a breve termine rispetto alla prudenza di lungo termine”. E Martin Wolf, capo economista del Financial Times, ha recentemente pubblicato un libro in cui spiega come “un’altra crisi finanziaria – molto peggiore di quella del 2008 – è pressoché inevitabile”. Secondo Wolf, la colpa è da imputare in parte al fatto che non è stato fatto quasi nulla per riformare il sistema finanziario in seguito alla crisi del 2008, e in parte all’enorme liquidità immessa dalle banche centrali e dai governi – tanto in Europa quanto negli Stati Uniti – proprio per salvare le banche e il sistema finanziario dopo la crisi del 2007-8, che non ha beneficiato quasi per nulla l’economia reale mentre ha spinto al rialzo il valore di azioni e obbligazioni oltre qualsivoglia fondamentale e logica economica.
http://www.eunews.it/2014/11/19/carney-del-financial-stability-board-ai-leader-del-g20-i-problemi-del-sistema-finanziario-sono-stati-risolti/25473
Vincesko
 
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magnagrecia7 9 febbraio 2015 alle 20:15
PS:
Scriviamo, faremo…
Comunicato ufficiale G20 Brisbane
Annex
Agreed documents
The following documents agreed by the G20 support our communiqué:
• Financial Reforms: Completing the Job and Looking Ahead, Financial Stability Board Chairman’s Letter to G20 Leaders, November 2014
• Adequacy of loss-absorbing capacity of global systemically important banks in resolution, Financial Stability Board, November, 2014
• Cross-Border Recognition of Resolution Action, Financial Stability Board, September 2014
• Updated G20 Roadmap towards Strengthened Oversight and Regulation of Shadow Banking in 2015, Financial Stability Board, November 2014 Brisbane G20 Leaders’ Summit, 15-16 November 2014 | 5
• Report to the G20 Brisbane Summit on the FSB’s review of the structure of its representation, Financial Stability Board, November 2014
• The FSB proposal for an internationally agreed standard requiring global systemically important banks (G-SIBs) to hold additional loss absorbing capacity in resolution will be subject to public consultation, a rigorous quantitative impact assessment and further refinement before any final measure is agreed by the 2015 Summit. The impact analyses will include consideration of the consequences of this requirement on banks in emerging markets, G-SIBs headquartered in EMEs, and state-owned banks.
http://www.ilpost.it/2014/11/16/cosa-ha-deciso-g20/
 
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domenicobasile 9 febbraio 2015 alle 21:41
Ciao Vincesko
Grazie come sempre della pertinenza della tua documentazione?
È fuor di dubbio che il percorso normativo messo in atto è appena agli inizi e non possiamo ragionevolmente pretendere che costituisca una barriera invalicabile a tutti i comportamenti speculativi.
Le presidenza rotante è un limite strutturale all'efficacia dell'istituzione ma posso garantirti che il lavoro degli ispettori operativi non guarda in faccia nessuno.
È ovvio che nelle direzioni delle grandi banche d'affari, come nelle società di "asset management" un quarto del tempo è dedicato a trovare delle brecce nelle maglie del dispositivo regolamentare.
Il gioco del FSB, se vogliamo chiamarlo così, consiste a delimitare dal più grande al piu "piccolo", i soggetti a rischio sistemico.
Nell'ordine, le banche commerciali, che gestiscono i risparmi dei cittadini, le BFI (banche di finanziamento e investimento), filiali delle prime o in conto proprio (le più pericolose), le società di asset management, le società di bancassicurazione che fanno capo alle banche.
La strategia dei regolatori consiste a spingere i fattori di rischi dall'alto verso il basso della piramide e i risultati ad oggi raggiunti sono incoraggianti.
I fattori di rischio sono ancora enormi e si concentrano in attività che via via scendono lungo la piramide ed impattano porzioni d'attività potenzialmente meno sistemiche.
I peggiori nemici di questo approccio sono.... non i tedeschi (hanno altri grossi difetti come ben sai) ma gli inglesi.
Da Carney l'"iconoclasta"...fino a Wolf (di cui ti invito a diffidare) hanno una sola ossessione, affossare al più presto la zona euro (simpatico e disinteressato il loro sostegno a Varoufakis) per ristabilire il primato mondiale della piazza finanziaria londinese.
Se non sbaglio abbiamo avuto una crisi finanziaria nel 1997, un'altra nel 2007 (da cui non siamo ancora usciti), speriamo che la legge dei 10 anni per una volta non sia rispettata!
Domenico
 
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sergionero 9 febbraio 2015 alle 23:32
Caro Domenicobasile io non mi richiamo ad astruse teorie ma alla storia economica del nostro a pese che ha visto sorgere le più grandi imprese sotto l'egida pubblica, come ENI e Finmeccanica , a più riprese insidiate dagli advisro di banca e dei governo, da Prodi e Draghi fino a Monti.
Contro i cosiddetti "carrozzoni" ( che curiosamente dalla crociera sul Britannia in poi la finanza angloamericana dimostra di ambire ) si é scatenata un campagna di stampa, principalmente di casa Agnelli , sul finire degli anni 70 , propedeutica agli scippi di Prodi.
Campagna che prometteva i miracoli delle gestioni private, e abbiamo visto cosa ne é stato delle aziende privatizzate.
Il conio pubblico, la Sovranità non sono utopie ma la pratica costante che ha accompagnato lo sviluppo occidentale dal Rinascimento fino agli anni 80 del secolo scorso , sono la premessa della consolidata teoria economica.
Poi io non penso ad un'Italia fuori dall'Europa ma ad un Europa fuori dalla UE, balorda entità costruita a tavolino, questa sì totalmente ideologica e fallita in partenza.
Pensare che i cittadini europei debbano seguire col fiato sospeso le alchimie, i giochetti e i regolamenti di conti delle logge bancarie é senza senso, solo un'occupazione militare giustificherebbe una simile remissività .
 
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magnagrecia7 10 febbraio 2015 alle 01:18
“Scippi di Prodi”
Accuse da propaganda di destra, quelle su Prodi. Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni, in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali. Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni d’azienda ed il “capital budgeting” [*] sono un problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport; esse venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisor. Sul tema, allego:
a) questa ottima e dettagliata ricostruzione:
Privatizzazioni 
b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
IRI
SME
[*] In generale: la valutazione d’azienda ed il “capital budgeting” rappresentano una problematica molto complessa, roba da esperti, da società specializzate.

Valutazione d’azienda
Compito del commercialista o comunque, del perito in genere, è, dunque, quello di attribuire un valore economico al complesso organizzato dall’imprenditore. Tale processo, è bene ribadirlo, viene condizionato da molteplici fattori, quali la tipologia d’attività svolta, il luogo, il tempo, i dati disponibili e naturalmente, lo scopo che s’intende perseguire e di conseguenza, il metodo valutativo prescelto.
Circa quest’ultimo aspetto la dottrina ha elaborato dei criteri di stima che, sostanzialmente e con le loro ulteriori specificazioni, possono essere così sinteticamente elencati:
a) Metodo patrimoniale (semplice e complesso)
b) Metodo reddituale
c) Metodo finanziario
d) Metodi misti

Valutazione d’azienda

Capital Budgeting
Definizione: Analisi volta a valutare il tasso di remunerazione di un investimento e il costo per sostenerlo. Il capital budgeting, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti analitici (metodo del valore attuale netto, metodo del tasso di rendimento interno, pay-back period, residual income), consente di confrontare e successivamente scegliere le migliori forme d’investimento.

Finanza d’impresa

IRI-ALFA ROMEO
Io ero dipendente IRI e non mi risulta che Prodi l’abbia distrutto, come si dice, anzi. I media di centrodestra, e gli agit-prop e milioni di allocchi che ripetono a pappagallo, sostengono che Ford voleva strapagare l’Alfa Romeo e Prodi ha regalato l'Alfa Romeo agli Agnelli. E’ una balla sesquipedale, che resta tale anche se è ripetuta ossessivamente dalla propaganda di centrodestra. L’Alfa Romeo perdeva centinaia di miliardi ogni anno, finanziati attingendo dai fondi di dotazione alimentati dallo Stato, quindi pagati in definitiva dai contribuenti italiani. Persino sul Giornale, il 20 agosto 2003, fu pubblicato un articolo che raccontava abbastanza fedelmente la vicenda. La vendita dovette passare anche al vaglio della Commissione europea, che eccepì soltanto sugli aiuti di Stato e non sulla congruità dell’offerta. Certo, tutto è opinabile, ma le valutazioni d’azienda sono un problema complesso e sofisticato che di solito coinvolge advisor di rango, l’importo complessivo era congruo, le altre condizioni dell’offerta Fiat erano complessivamente migliori, altro discorso fu il vantaggio per la Fiat del pagamento rateale. Nulla in Italia avviene senza l’intromissione della politica, e questo valeva ancor più per l’IRI (di cui l’Alfa Romeo e la Cirio facevano parte), che era di proprietà dello Stato e controllata politicamente dal Ministero delle Partecipazioni Statali. L’intervento dei politici sul caso Alfa Romeo (e più tardi sul caso SME , che era la finanziaria del settore alimentare) fu pesante. La proposta Ford prevedeva un taglio ai due stabilimenti Alfa Romeo, anche per questo fu preferita la proposta Fiat.

Vincesko

 
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sergionero 10 febbraio 2015 alle 10:39
Vincesko e dell’azienda di famiglia, Nomisma(sulla quale transitarono laute remunerazione Goldman Sachs ) costituita con soldi IRI e usucapita da Prodi che mi dici ?
E il tentativo di vendere la SME a De Benedetti a meno della metà del valore ?
E la sottovalutazione del Credito Italiano ?
Il prezzo di vendita valutato da fatta da Merrill Lynch, all'epoca del predecessore Nobili era 8/9000 miliardi , poi Nobili venne arrestato (e molto dopo prosciolto) spianando la strada a Prodi che chiamò la sua adorata Goldman Sachs che stabilì il valore di 2.075 lire per azione , corrispondente a una stima di 2.700 miliardi.
Meno di un terzo !
Cero che Prodi non agì da solo, ma sarebbe petizione di principio scagionarlo con le direttive europee in quanto della collocazione europeista e delle scelte economiche connesse egli è stato un fautore fervente ed un attore intransigente.
Egli può essere considerato il maggiore e il più subdolo responsabile delle decisioni di politica economica e generale in Italia, persino più del suo maestro Andreatta, solo forse la Banda d’Italia tutta intera gli sta alla pari.
Già il fatto che la sua corrente di proclamasse “sinistra democristiana” era un’impostura.
Anche Almirante era in materia economica più a sinistra di lui, e se c’era una corrente scudocrociata che poteva dirsi di sinistra questa era quella di Carlo Donat Cattin .
Prodi era ed è un arnese utilizzato dalla finanza angloamericana per torcere gli orientamenti popolari e socialdemocratici nella sua direzione, persino nelle martoriate terre africane porta le sue demenziali ricette , la rinuncia al conio e l’”apertura” alle scorrerie dei capitali esteri, senza mai ricordare l’ovvietà che i capitali esteri sono una partita di bilancio negativa e che esige pesante remunerazione, in termini spesso politici e indiretti ma ancora più onerosi , fino al limite del letale.
Recentemente assieme ai degni compari Blair e Schroeder è stato associato ad un “board “ kazako dove , si dice , le remunerazioni raggiungono anche gli 11 milioni di euro l’anno.
Rinnovo le mie domande.
Cosa fanno gli “advisor” per giustificare i loro compensi ?
Come giustificano le loro collaborazioni coi vincoli di riservatezza che dovrebbero appartenere ai dirigenti politici e istituzionali apicali ?
E perché le loro remunerazioni non sono visionabili per legge ?
I cittadini dovrebbero sapere se un presidente del consiglio che magari ha aiutato per fini “generali” un’ azienda poi casualmente viene ingaggiato da essa, o un suo parente diretto.
Tenuto presente che il loro livello scientifico (misurabile in pubblicazioni) è nullo o miserabile e che neanche ai premi Nobel vengono offerte remunerazioni simili c’è più che da sospettare.
 
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magnagrecia7 10 febbraio 2015 alle 17:41
Sergionero,
Se tu non fossi vittima dei tuoi pregiudizi vagamente paranoici, riusciresti a leggere (cfr. voci da me linkate sopra):

Privatizzazioni
Leggi varate:
L. 218/1990 Trasformazione banche pubbliche in Società per azioni
L. 359/1992 Trasformazione di ENI, IRI, INA e ENEL in SpA (azioni attribuite al Ministero del Tesoro)
L. 33/1993 Soppressione dell’EFIM
L. 174/1993 Soppressione del Ministero Partecipazioni Statali
L. 474/194 Regole cessione partecipazioni statali e introduzione golden share
L. 481/1995 Nasce Autorità Telecomunicazioni, Energia e Gas.
Francamente, soltanto un intelligentone affetto da paranoia può pensare che il Governo del CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) ed il Parlamento abbiano legiferato per anni sotto “dettatura” del prof. Prodi.

SME
L'orientamento a privatizzare
Nel 1985 il governo italiano, di cui era presidente del consiglio Bettino Craxi, decise la privatizzazione del comparto agro-alimentare dell'IRI, nel quadro della privatizzazione di alcune partecipazioni statali definite non strategiche. In particolare le aziende del comparto agro-alimentare presentavano bilanci non positivi, solo nel 1984 la SME era giunta all'attivo, la SIDALM sempre negativa. Il consiglio di amministrazione dell'IRI fu incaricato della attuazione della decisione, attuando trattative e accordi preliminari in tal senso, da presentare al governo al quale permaneva la decisione finale.

Accuse a Prodi sulla determinazione del prezzo
Le accuse che sono state rivolte a Prodi riguardano il prezzo stabilito nel 1985 per la vendita dell'intero complesso alimentare dell'IRI, SME-SIDALM. I detrattori hanno sempre sostenuto che fosse troppo basso. L'offerta era di 437 miliardi di lire da pagare entro la fine dell'anno successivo; tale dilazione al tasso del 14% semplice portava il valore della transazione a 497 miliardi. Questo corrispondeva ad un prezzo di lire 1.107 per azione; la quotazione di borsa era di lire 1.275 per azione.
Prima di decidere la vendita, fu eseguita una perizia commissionata dall'IRI ai professori dell'Università Bocconi di Milano, Roberto Poli e Luigi Guatri, due dei maggiori esperti di asset aziendali. I due periti valutarono l'intero valore della SME circa 700 miliardi. Il 64,3%, cioè la quota in vendita, corrispondeva a 448 miliardi, valutati 497 miliardi in quanto quota di controllo.
Gli stessi azionisti della IAR conclusero una perizia interna: Ferrero valutò 735 miliardi il 100% della SME, la Barilla 765 miliardi. Quindi la quota ingioco del 64,3% ammontava a 492 miliardi per la Barilla e 472,6 per la Ferrero, perfettamente in linea con le decisioni dei periti della Bocconi.

Verifiche e congruità del prezzo
Le trattative furono condotte dall'IRI con la consulenza di Mediobanca, alla quale andava, assieme all'IMI, il 13,36% della SME, e la diretta partecipazione di Enrico Cuccia, Silvio Salteri e Vincenzo Maranghi che siglarono l'accordo. La valutazione del prezzo di vendita pari a 1.106,9 lire per azione, fu effettuata da Roberto Poli, professore di ragioneria generale alla Cattolica di Milano. Venne chiesto un ulteriore parere anche al rettore della Bocconi, Luigi Guatri, che "confermò la congruità del prezzo pattuito per la cessione". Lo stesso imprenditore Silvio Berlusconi aveva espresso in data 3 aprile a Giuseppe Rasero, amministratore delegato della SME, la sua convinzione che la valutazione complessiva di 500 miliardi per la SME fosse troppo cara e al di fuori delle sue possibilità.
Tuttavia le polemiche si trascinarono a lungo ed in seguito ad esse le privatizzazioni successive vennero effettuate con Offerta Pubblica di Vendita.

Conclusione
Io reputai un errore la dimensione e le modalità in cui furono realizzate le privatizzazioni (anche rispetto a come le fecero la Germania e soprattutto la Francia), di cui peraltro fui una delle migliaia di vittime (indirette), apprezzai anche le critiche che mosse il prof. Giuseppe Guarino, allora Ministro dell’Industria [*], non apprezzavo affatto l'Agnelli industriale, ma francamente reputo ridicola, infondata, mendace e diffamatoria la forsennata propaganda che la destra berlusconiana, neo-fascista ed analfabeta e l’estrema sinistra benaltrista e ignorante vi hanno imbastito sopra per colpire il galantuomo Prodi.

[*] Il Sig. Giulio T ed il principio di Peter/9/IRI http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html

Vincesko

PS: Onde evitare il sospetto di pregiudizio diffamatorio e paranoico, sarebbe buona norma allegare prove valide e terze quando si lanciano accuse.

 
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sergionero 10 febbraio 2015 alle 18:12
Magnagrecia al netto degli insulti che immagino siano per te un bisogno ineludibile il tuo intervento non replica sulla cessione del Credito Italiano “piatto principale” delle cessioni sull’onda della crisi del 92 .
Sul prezzo della SME non solo questo era inferiore alle valutazioni di borsa 1275 contro 1107 ma restava il fatto che l’azienda producesse utili sonori ,non era certo un peso morto.
Quindi a prima vista la decisione di venderla doveva esser puramente ideologica, e mi interessa poco se si trattasse di un’ideologia nella testa di Prodi o il portato di qualche abbietto trattato europeo, era una decisione che danneggiava la collettività .
Ma anche come privatizzazione non fu per nulla onesta in quanto venne rifiutata un’offerta superiore da parte di una cordata della quale faceva parte Berlusconi .
Se si voleva vendere perché non farlo al prezzo più alto ?
Poi l’accusa mossami di sopravvalutare i poteri di Prodi è oltre che falsa anche miserella dato che avevo posto in premessa che Prodi é un sicario e un gregario di forze ben più grandi dalle quali riceve robuste mandorle, però dopo il coccolone di Andreatta è rimasto l’emblema vivente delle scelte orride che ci hanno portato a questo punto.
http://www.loccidentale.it/node/2657
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 00:17
Sergionero,
Dove sarebbero gli insulti? Dare del sicario a un galantuomo e una schiena dritta come Prodi, è un insulto! E un pregiudizio paranoico! Che poi tu non ne sia consapevole, questo semmai depone per la gravità del tuo problema. Non fai altro che inondare questo blog con le tue accuse fuori misura su tutto e su tutti. Sii più sobrio…
Te lo dissi già all’inizio: tu fai uso della proiezione, che non è un bell’indizio.
Sospetto anche che t’abbia urtato inconsciamente l’esserti improvvisamente riconosciuto – dopo decenni - nella definizione di allocco che ripete a pappagallo la propaganda diffamatoria di destra.
E invece di ammettere intelligentemente che i dati e i fatti smentiscono sostanzialmente le tue accuse ridicole e paranoiche, ora ci ammannisci ancora il tuo bla bla bla sulla SME facendo addirittura la difesa della ridicola e strumentale offerta di Berlusconi, costrettovi dal suo protettore politico ch’egli lautamente corrompeva, il che la dice lunga sul livello della tua moralità e intelligenza e malafede e… debolezza. E sei anche ignorante recidivo, visto che la decisione finale – negativa, anche sulle altre offerte - fu del governo Craxi.
Per il Credito it., visto che non l’hai capito (!), e che la tua affidabilità è prossima allo zero, aspetto prove valide e terze (documenti, numeri e fatti), non essendo sufficienti le tue elucubrazioni paranoiche.
Vincesko

PS: Anche per esperienza personale e diretta, nelle aziende dell’IRI c’era corruzione, spicciola e ad alto livello, e anche tangenti alla criminalità organizzata. L’AD della mia azienda fu arrestato per tangentopoli. Ogni top manager della mia azienda aveva i “suoi” fornitori di riferimento. L’articolo che hai allegato contro Prodi è una prova ridicola, degna del tuo spessore paranoico.


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sergionero 11 febbraio 2015 alle 08:56
Domenicobasile al netto degli insulti, ovvero per circa il 5 % del tuo intervento , poni alcune questioni sulle fonti.
Sullo iato tra le stime di Merryl Linch effettuate sotto Nobili e quelle della Goldman Sachs quando l’IRI era guidato dal suo advisor questa gir su tutto il blog eccone un’altra da una testata che non mi apre aderisca alla Terza Internazionale
http://www.wallstreetitalia.com/comment/38769/page.aspx
Ad accusa di Prodi sulle mazzette ricevute in cambio delle aste truccate posso portare la sua stesa difesa, che rintracci si Wikipedia alla voce “Romano Prodi” dove si narra :
« Il Sig. Prodi non ebbe ruolo decisionale nell'assegnazione dei contratti a Nomisma. Inoltre, il Sig. Prodi non aveva alcun interesse, finanziario o altro, in Nomisma. Non era azionista e non copriva alcun ruolo operativo o decisionale nella compagnia. Era semplicemente il presidente del comitato scientifico della compagnia. »
Quindi il sig. Prodi come dirigente pubblico ingaggia la Goldman Sachs in veste di consulente e poi questa paga una consulenza a Nomisma dove egli è dipendente ?
Ma sull’omicidio Moro Prodi ebbe un parte ancora più ambigua e grottesca, individuò la prigione del leader democristiano grazie all’intervento degli spiriti !
Le entità astratte espressero un nome “Gradoli”.
Peccato che questa soprannaturale assistenza venne vanificata dall’imperizia dell’altro Goldman Sachs che dirigeva il ministero dell’interno, tale Cossiga, il cui dicastero non si accorse di via Gradoli a Roma e concluse che detto riferimento era inesistente nella toponomastica capitolina.
Va ricordato che qualche tempo prima del rapimento Moro era stato minacciato (e noi con lui) dal trilatero Kissinger dell’arrivo di “salsa cilena sugli spaghetti della democrazia italiana” , e non si parlava di mero condimento piccante, il riferimento era al regime di Pinochet , apripista e vetrina dei liberali nel mondo.
E un anno dopo il suo omicidio l’Italia entrò nello SME (perdendo per sempre la partita con la Germania in termini di CLUP ) iniziando crescendo di virtù di bilancio e privatizzazioni e demonizzando il lassismo precedente , che ci aveva portato ad essere la settima potenza mondiale.
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 09:00
E questa è la fonte originale riportata dall’articolo de l’Occidentale, che non sarà magari ritenuto “autorevole” da tutti ma è un’entità con sede legale e patrimoniale sociale, quindi difficile immaginare che scriva di fantasia.
http://www.telegraph.co.uk/finance/markets/2809685/Italians-claim-country-run-by-Goldman-Sachs.html
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle11:10
Sergionero,
Io sono Vincesko, non Domenicobasile (sic!!!).
Fai un uso industriale della proiezione e naturalmente ti vesti pure da vittima. Il vittimismo è parente della paranoia. I tuoi commenti, forse, sono al 95% insulti.
Prescindendo dal fatto che è uno ed uno soltanto, il britannico Telegraph (tutti i giornali britannici ne hanno scritto di tutti i colori contro Prodi) è al di sotto di qualunque sospetto. Cerca di meglio. Ad esempio qualche sentenza della magistratura o almeno un'indagine seria corredata di prove valide. Quella della seduta spiritica è un'accusa molto divertente ma di infimo livello, di solito rappresentativa di chi la muove...
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle11:31
Stavolta ho veramente da scusarmi col povero Domenicobasile, invece a e su magnagrecia che insiste a definire di infimo livello fatti notori (che può rintracciare anche su Wikipedia) sui quali ha indagato anche la magistratura non ho niente da dire , tranne che il suo abuso di professione medica (diagnosi costanti di patologie a mio carico ) richiederebbe dal Moderatore un intervento , possibilmente non salomonico e a lui dedicato .
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 13:43
Sergionero,
Le accuse a Prodi, sono di infimo livello, anche se putacaso sono fatti. Non tutti i fatti sono reati... La Magistratura ha indagato, ma naturalmente hai omesso ad arte la conclusione: che erano appunto accuse di infimo livello. Smettila di insultare ossessivamente il galantuomo Prodi, e mezzo mondo, producendo "prove" risibili, solo così forse avrai tutto il diritto di ritenere insultante la mia... amichevole e generosa "terapia".
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 14:24
"Le accuse a Prodi, sono di infimo livello, anche se putacaso sono fatti"
Magnagrecia potresti partire dall'analisi (logica, non psichiatrica) di questa tua asserzione per provare a renderti conto che rappresenta un'assoluzione a priori di Prodi , stabilendo che, nel suo caso ,neanche i fatti potrebbero corroborare la accuse .
Perché che la sua Nomisma ricevette prestazioni per "consulenze" dalla Goldman Sachs é , un fatto, che lui fosse "advisor" GDS prima e dopo, anche se non durante , la (s)vendita del Credito Italiano é un fatto,come che fu sotto la sua presidenza che la valutazione delle azioni venne tolta a Merryl Lynch e affidata a GDS che la divise per 3.
Come pure é interessante , anche per l'elegante simmetria implicata, che durante il rapimento Moro un advisor GDS , Prodi, fosse a conoscenza di una nozione (ll luogo della prigione del leader DC ) che non avrebbe dovuto possedere mentre l'altro, Cossiga, non possedesse una nozione (la toponomastica di Roma ) che come Ministro dell'Interno e capo del gabinetto di crisi (ma anche babbeo qualsiasi) avrebbe dovuto facilmente ricavare.
Questi sono i fatti, ognuno tragga le conclusioni che vuole.
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 15:55
Sergionero,
Ipse dixit. Tu non sei Aristotele, sei ri-ri-pregato di linkare prove valide e terze (e non mi riferisco, beninteso, alla seduta spiritica).
Vincesko

PS: Troll di destra. All'inizio della mia frequentazione di Internet (2009), frequentai per 6 mesi un forum di politica in Libero Community, frequentato da "destri" e "sinistri", dopo avervi letto affermazioni infondate, positive su Berlusconi e Tremonti, e negative su Prodi. Lanciai 3 "discussioni": una su Berlusconi, una su Tremonti e una su Prodi per confutarle e mi misi come mia abitudine ad argomentare e allegare prove, ma fui oggetto di attacchi virulenti gratuiti da parte dei "destri", inclusi 2 o 3 terribili troll, che lo frequentavano (non c'era più alcuna moderazione, poi all'inizio del 2010 Libero li ha chiusi). La mia fatica di controinformazione era del tutto inefficace, ma almeno mi "divertii" a "bastonarli". Così è cominciata la mia abitudine, durata 3 anni, di "curare" gli interlocutori refrattari alle argomentazioni razionali e sorrette da prove attendibili, mettendo alla prova la mia capacità "diagnostica" connaturata alla mia attività professionale durante la quale ho selezionato centinaia di candidati. Poi ho smesso, perché oltre a tenermi sempre troppo "carico" mi annoiavo.

Premesso questo, per me è incomprensibile (si fa per dire...) che una persona normale possa rivolgere i suoi strali polemici e persino accuse infamanti contro un galantuomo come Prodi, e non contro un "matto" delinquente come Berlusconi o un "matto" incompetente come Tremonti.

PPS: Seduta spiritica.Una sola volta ho partecipato ad una seduta spiritica. Le mie colleghe (azienda dell'IRI, 1973, Milano) avevano l'abitudine, nell'intervallo di mensa, di organizzarle talvolta. Incuriosito, partecipai ad una. Ci si sedeva attorno ad un tavolo sul quale erano disposte in cerchio le 21 lettere dell'alfabeto. Al centro, veniva posto un bicchiere di plastica capovolto, sul quale le persone appoggiavano una mano. Ci si doveva concentrare, liberando la mente dallo scetticismo, e invocare uno "spirito" scelto dagli astanti. Veniva formulata la domanda, di genere vario. Il bicchiere (con le mani sovrapposte) veniva spinto, ma a fatica, poi a un certo punto davvero sembrava "animarsi", diventava leggero e dirigendosi verso le lettere componeva la risposta data dallo "spirito". Da alcuni elementi di una risposta, io ricavai che le risposte non le dava lo spirito, ma una delle presenti, la cui mano poggiava sul bicchiere...

[Aggiungo ora che il mio racconto di questo aneddoto era un intenzionale assist a sergionero. Poiché a me interessa soprattutto la verità, volevo far capire a lui e a chi legge che, secondo me, basandomi su quella mia unica esperienza, uno dei presenti alla seduta spiritica sapeva sicuramente dell'indirizzo di via Gradoli].

 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 16:42
Magnagrecia gli allegati li ho già portati , di Wallstreetitalia per le valutazioni del Credito Italiano e il resto lo trovi su Wikipedia alla voce "Prodi", come avevo già scritto.
Se me li contesti spetta a te l’onere della prova , di dimostrare che l’avvicendamento Merril lynch/GdS non ci fu , ci fu in tempi e modi diversi e con altre stime .
Vedo che sul porre assiomaticamente Prodi un galantuomo sei anche qualche riga sopra Aristotele, magari ricordi un certo Javè .
Comunque io vado oltre ad Aristotele e mi spingo fino ad Occam, mi é molto ma molto più facile immaginare che un gruppo di pezzi grossi utilizzi una seduta spiritica per mandare messaggi cifrati all'esterno che per una reale aspettativa di assistenza sovrannaturale.
L’assurdità a sua volta era un mezzo , venne ostentata per comunicare che era in corso una macro operazione che si poteva permettere di tutto e di più , eventuali oppositori erano avvisati .
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 19:14
Sergionero,
Le chiami prove? Ci vuole una bella faccia tosta ad arrischiarsi a definirle tali. Ho chiesto prove valide e terze. Wall Street Italia è un giornaletto che non vale niente e che rimastica notizie altrui con criteri e scopi da intelligentoni di estrema sinistra; tanto per sgombrare il campo da equivoci, non ha niente a che spartire con il Wall Street Journal, ed il solo fatto che abbia adottato questo nome la dice lunga sulla sua serietà. E la dichiarazione di Prodi è più che sufficiente a smentire le tue elucubrazioni. Salvo prova contraria. Se tu ti arrischiassi a presentare una denuncia formale contro Prodi allegando queste "prove", ti beccheresti senza fallo una querela per calunnia. Lascia perdere il galantuomo Prodi, nessuno è perfetto, ma è sicuramente uno dei migliori del bigoncio nazionale. C'è di molto peggio, se proprio ti senti in... astinenza, dedica la tua paranoia a loro.
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle22:54
Magnagrecia le leggi sulla diffamazione rendono qualsiasi testata "attendibile"almeno nei fatti che riporta .
Sulla dichiarazione di Prodi "sufficiente a smentire" non spieghi quale, gli argomenti erano molteplici e dichiarazione é singolare, ma l'interlocuzione non pare essere il tuo forte quindi la pianto qua, con un certo rammarico per l'assenza di Clericetti che ti ha permesso una serie di insulti reiterati nei miei confronti che abbassano il livello del blog .
 
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sergionero 12 febbraio 2015 alle08:34
Caro Clericetti se oltre a sperare nell'accoglienza dell'invito andasse a verificarla scoprirebbe che , di seguito ad esso , quasi ogni intervento di magnagrecia nei miei confronti é stato accompagnato da "diagnosi" nei miei confronti di paranoia e altri disturbi , mi chiedevo se non si sentisse in dovere di andare oltre l'intervento salomonico dato che qua la vicenda avviene tra due interlocutori uno dei quali, io, non insulta assolutamente l'altro .
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 15:12
Ho dovuto perderci un po' di tempo, ma ecco una selezione di affermazioni, ricavate tutte soltanto da questo post (ma riscontrabili in quasi tutti), scritte dall’ineffabile sergionero, che si veste da vittima e chiede l’intervento del titolare del blog:
7 febbraio 2015 alle 11:15: “la fraudolenta e criminale tutela di interessi apicali”, “L’uso eversivo e anti costituzionale del deficit pubblico come “vincolo esterno” , e quindi extra e contra legem”,“l’Alto Tradimento intrapreso come forma di governo sociale dalla feccia dirigente occidentale”, “L’operazione si svolse assumendo il controllo degli organismi tecnici e politici mediante infiltramento, corruzione , intimidazione, mediante campagne stampa sorrette da economisti a libro paga dei centri studi liberali o in vario modo comprati”, “Anche l’intimidazione ovviamente giocò un ruolo, non dimentichiamo che l’anno prima dello SME col quale da noi tutto principiò ci fu l’omicidio Moro”.

7 febbraio 2015 alle 13:13: “con buona pace di SEL e buffoni simili”.

7 febbraio 2015 alle 18:09: “Su Scalfari non mi pronuncio dato che è il “padrone di casa” , e non vorrei abusare della ospitalità di Clericetti [sic!] che permette i commenti senza aspettativa, poi quello che direi sull’aedo della Banca d’Italia e del PD mi verrebbe censurato anche sul sito di Charles Manson”; “come dimostra il fatto che il Bildberg ospiti tanto Soros che Draghi, oltre che Monti e diversi altri figuri”.

8 febbraio 2015 alle 10:39: “ovvero le direttive criminali contro i diritti dei lavoratori”; “il sistema bancario italiano veniva massacrato da Amato”; “I ciarlatani alla Schioppa”.

8 febbraio 2015 alle 19:09: “Che poi in Italia si possa rubare, beh, magari ti confondi coi tuoi diletti del PD”.

8 febbraio 2015 alle 19:55: “Sapresti spiegarmi l’appetibilità scientifica e/o manageriale di uno Schroeder, di un Prodi o di un Cossiga, tanto per restare in ambito Goldman Sachs ?” [Prodi, a differenza di Schroeder, ha rifiutato la lauta offerta di Putin di consulente per l'energia].

8 febbraio 2015 alle 21:04: “Comunque aspetto fiducioso la querela di Mussari, se sarai così cortese da girargli questo intervento mi farai un piacere…”.

8 febbraio 2015 alle 22:15: “(visti i riscontri nulli dei banchier e del loro capobanda Draghi)”

9 febbraio 2015 alle 08:52: “questi verminai monumenti del conflitto d’interessi”

9 febbraio 2015 alle 23:32 “propedeutica agli scippi di Prodi”. [solo a questo punto sono intervenuto col mio commento argomentato del 10 febbraio 2015 alle 01:18].

10 febbraio 2015 alle 10:39: “Vincenzo e dell’azienda di famiglia, Nomisma(sulla quale transitarono laute remunerazione Goldman Sachs) costituita con soldi IRI e usucapita da Prodi che mi dici ?”; “E il tentativo di vendere la SME a De Benedetti a meno della metà del valore ?”; “E la sottovalutazione del Credito Italiano ?”; “Egli [Prodi] può essere considerato il maggiore e il più subdolo responsabile delle decisioni di politica economica e generale in Italia, persino più del suo maestro Andreatta, solo forse la Banda d’Italia tutta intera gli sta alla pari”; “Prodi era ed è un arnese utilizzato dalla finanza angloamericana per torcere gli orientamenti popolari e socialdemocratici nella sua direzione, persino nelle martoriate terre africane porta le sue demenziali ricette , la rinuncia al conio e l’”apertura” alle scorrerie dei capitali esteri, senza mai ricordare l’ovvietà che i capitali esteri sono una partita di bilancio negativa e che esige pesante remunerazione, in termini spesso politici e indiretti ma ancora più onerosi , fino al limite del letale”; “Recentemente assieme ai degni compari Blair e Schroeder è stato associato ad un “board “kazako dove , si dice , le remunerazioni raggiungono anche gli 11 milioni di euro l’anno”; “I cittadini dovrebbero sapere se un presidente del consiglio che magari ha aiutato per fini “generali” un’ azienda poi casualmente viene ingaggiato da essa, o un suo parente diretto”; “Tenuto presente che il loro livello scientifico (misurabile in pubblicazioni) è nullo o miserabile e che neanche ai premi Nobel vengono offerte remunerazioni simili c’è più che da sospettare” [a cui ho replicato col mio commento argomentato e sorretto da prove del 10 febbraio 2015 alle 17:41].

10 febbraio 2015 alle 18:12: “Magnagrecia [in luogo di Vincesko] al netto degli insulti che immagino siano per te un bisogno ineludibile” (sic!!!); “Quindi a prima vista la decisione di venderla doveva esser puramente ideologica, e mi interessa poco se si trattasse di un’ideologia nella testa di Prodi” [E allora perché accusa Prodi?]. “Ma anche come privatizzazione non fu per nulla onesta in quanto venne rifiutata un’offerta superiore da parte di una cordata della quale faceva parte Berlusconi” [BALLA]; “Poi l’accusa mossami di sopravvalutare i poteri di Prodi è oltre che falsa anche miserella dato che avevo posto in premessa che Prodi é un sicario e un gregario di forze ben più grandi dalle quali riceve robuste mandorle, però dopo il coccolone di Andreatta è rimasto l’emblema vivente delle scelte orride che ci hanno portato a questo punto”.

11 febbraio 2015 alle 08:56: “Domenicobasile [lapsus calami] al netto degli insulti, ovvero per circa il 5 % del tuo intervento” [il termine paranoico, cioè una parola su alcune decine, per lui diventa il 95%], poni alcune questioni sulle fonti”. “Sullo iato tra le stime di Merryl Linch effettuate sotto Nobili e quelle della Goldman Sachs quando l’IRI era guidato dal suo advisor questa gir su tutto il blog eccone un’altra da una testata che non mi apre aderisca alla Terza Internazionale”[cioè Wall Street Italia, che è un sito insignificante, che rimastica ad arte notizie altrui, sarebbe una FONTE valida per le gravissime accuse di sergionero!]; “Ad accusa di Prodi sulle mazzette ricevute in cambio delle aste truccate posso portare la sua stesa difesa, che rintracci si Wikipedia alla voce “Romano Prodi” dove si narra :
« Il Sig. Prodi non ebbe ruolo decisionale nell'assegnazione dei contratti a Nomisma. Inoltre, il Sig. Prodi non aveva alcun interesse, finanziario o altro, in Nomisma. Non era azionista e non copriva alcun ruolo operativo o decisionale nella compagnia. Era semplicemente il presidente del comitato scientifico della compagnia. » [cioè l’ineffabile sergionero ritiene una prova contro Prodi la smentita di Prodi]; “Ma sull’omicidio Moro Prodi ebbe un parte ancora più ambigua e grottesca, individuò la prigione del leader democristiano grazie all’intervento degli spiriti !”.
[Da Wikipedia si ricava: “Così riferì Prodi nel corso della testimonianza:
«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa, e, visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stata Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto e allora ho riferito.» (Stralcio della testimonianza di Romano Prodi davanti alla Commissione Moro, il 10 giugno 1981
)”, cioè Prodi va a riferire il fatto e l’ineffabile sergionero l’assume come prova a carico di Prodi nell’ambito dell’omicidio Moro. Ma se po’?]

Poi, dopo quello del Wall Street Italia (che, beninteso, non ha nulla a che vedere col Wall Street Journal) l’ineffabile sergionero allega un articolo del Telegraph, ma in questo stesso articolo, che per sergionero sarebbe la fonte di prova, la prova regina, diciamo così, è scritto: “La procura di Bolzano ha detto che il Presidente Prodi non è un obiettivo della loro indagine anche se stanno esaminando le sue commissioni da Goldman Sachs”. Infatti, non ci fu nessun esito giudiziario a carico di Prodi, ma l’ineffabile sergionero lo tiene in non cale, lui ritiene più affidabili della magistratura fonti come il Wall Street Italia, che per giunta con grande faccia tosta o peggio... mi accusa di tenere in non cale...

Mi fermo qui, penso che basti, anche se a mia volta, in conclusione, imitando l’ineffabile sergionero che si veste da vittima e chiede di censurare i miei motivati “insulti” [a scopo"terapeutico"...], lui che ne inonda il blog di ben peggiori e gratuiti e diffamatori, potrei esternare la mia meraviglia che il titolare di un blog possa lasciar pubblicare le elucubrazioni diffamatorie di sergionero, ma, conoscendo la liberalità di Carlo Clericetti e condividendola, non gli chiedo affatto di censurarle.

Vincesko

 
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sergionero 12 febbraio 2015 alle 16:41
Vincensko hai veramente perso tempo dato che quelli che tu chiami insulti sono giudizi politici che non riguardano i destinatari al di là del loro operato, per esempio parlo di furto quando Mussari paga 18 miliardi (coi soldi del MPS)una banca che ne vale due.
E sopratutto non sono rivolti a te , quindi non hai titolo nel sentirti insultato e ritenerti autorizzato ad insulti “di risposta”.
Non dico sic et simpliciter “Tizio è un ladro” , non lo dico nemmeno a conclusione logica dell’affermazione che abbia commesso un furto perché l’espressione esplicita sarebbe già un giudizio calunnioso (per quanto potrebbe essere veritiero) che solo l’autorità giudiziario può definire .
Però definire furto quell’operazione è un mio diritto di cittadino , così come chiedere di sapere come mai Prodi sapeva di “Gradoli”
Per quanto duri i miei giudizi sono motivati da primarie preoccupazioni per il paese e quello che reputo il suo valore sommo, l’indipendenza nazionale ( che include la preservazione del sistema produttivo) , e rientrano nel mio diritto d’opinione , sono giudizi per altro espressi nel dibattito nazionale in forme analoghe e nei medesimi contesti , sono legittimati dall’appartenenza al dibattito democratico .
Invece frasi come “se proprio ti senti in... astinenza, dedica la tua paranoia a loro.” o “Fai un uso industriale della proiezione e naturalmente ti vesti pure da vittima. Il vittimismo è parente della paranoia.” potrebbero facilmente portarti alla sbarra , se rivolte a qualcuno che non ha di meglio da fare, quindi rinnovo l’invito a Clericetti almeno a dire la sua .
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 19:46
Sergionero,
Insisti? Lo trovo preoccupante (per te). Di fronte all’evidenza, una persona normale si arrende e, se ha sbagliato, anche se le sue convinzioni dimostratesi errate e smentite dalle stesse prove da essa addotte sono vecchie di decenni e perciò consolidate nella testa e nell’animo, chiede scusa e, se ha coscienza elevata, si cosparge il capo di cenere.
Ora, non nasconderti dietro Mussari, che io non conosco quasi per niente, peraltro - se non sbaglio - non è stato ancora condannato, e di cui m'importa poco. Tu ingiuri e talvolta diffami mezzo mondo. E la diffamazione è un reato penale e, secondo me, un atto moralmente abietto.
Checché tu ne dica, io ho perciò tutto il diritto di offendermi, in particolare se tu diffami un galantuomo come Prodi, adducendo prove ridicole, e per giunta insistendo sebbene ti abbia dimostrato che sono tali, e addirittura implorando a più riprese l’intervento del titolare del blog perché ti senti ingiustamente offeso nel tuo amor proprio (non sai che soltanto la verità fa davvero male?). Preoccupante (per te). Pensa, mi sentirei un po’ offeso anche se tu diffamassi il mio peggior nemico. Figuriamoci un galantuomo come Prodi, persona che io stimo.
Impara ad attenerti ai fatti, ad essere più sobrio nel linguaggio di accusa e soprattutto a rispettare la verità. Altrimenti fai soltanto la figura di un ostinato diffamatore, che approfitta della liberalità del titolare del blog per dare sfogo alla tua – og-get-ti-va - paranoia.[*]

[*] Per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, non corrispondenti alla realtà. Questo sistema di convinzioni si manifesta sovente nel contesto di capacità cognitive e razionali altrimenti integre. La paranoia non è un disturbo d'ansia, ma una psicosi. Si tratta in sostanza, non di una sensazione di ansia o di paura, ma di disturbi di pensiero (giudizio distorto, sbagliato) di cui il paziente ha raramente coscienza.   http://it.wikipedia.org/wiki/Paranoia

Vincesko


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sergionero 12 febbraio 2015 alle 19:59
Caro Clericetti come vede gli insulti continuano , ignorarlo mi riesce difficile, scendere al suo livello pure , quindi se lei non interviene penso che devo salutarla qui.

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domenicobasile 12 febbraio 2015 alle 20:27
Vincesko e Sergionero
Il risentimento morale di entrambi mi sembra stia raggiungendo un limite che deve essere per noi invalicabile anche e soprattutto per il rispetto che tutti portiamo all'ospite che accoglie con benevolenza e merito le nostre esternazioni.
Nel momento in cui le rispettive posizioni si rivelano inconciliabili, vi invito amichevolmente (e questo vale anche per me) ad abbassare i toni ed a rimettere l'energia e l'impeto delle vostre dimostrazioni su altri temi che certo non mancheranno di infiammare presto questo blog.
Cordialmente,
Domenico.
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 23:08
Domenico,
Apprezzo la tua intenzione, ma non condivido affatto il contenuto del tuo commento. Altrimenti non abbiamo più il diritto di trinciare giudizi contro i politici e i potenti e i corrotti e i Tedeschi e i banchieri, ecc.
Non complichiamo le cose semplici. Mi spiego: la diffamazione di sergionero nei riguardi del galantuomo Prodi è dimostrata, sulla base anche delle "prove" da lui prodotte. Quindi qui si confrontano un diffamatore - lui - ed uno che reagisce contro un diffamatore, cioè io, che aborro la diffamazione, in generale e in particolare verso persone che stimo. Ora, poiché a me piace capire le motivazioni sottostanti degli atti, si tratta di stabilire perché sergionero lo faccia: o lo fa scientemente sapendo che le sue accuse sono false, e allora è un diffamatore, e quindi colpevole, o lo fa in buonafede, presumendo che, contro ogni evidenza, le sue prove siano vere, tant'è che si offende se uno glielo dice e addirittura chiama il titolare del blog a sua difesa, e allora è un paranoico (o patologia equivalente), e quindi "incolpevole". Tertium non datur.
Vincesko

PS: Qui in Internet, per me, siamo tutti dei nickname, io critico gli atti, non le persone che li hanno adottati: perciò quando inizio un duello dialettico (dal 2009 ne ho avuti centinaia) non mi fermo finché non ottengo la resa dell'interlocutore, e, sempre con metodi rigorosamente leali, riesco a diventare persino spietato.
 
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sergionero 13 febbraio 2015 alle 00:03
magnagrecia sei spietato solamente contro il buon gusto .
Su Prodi non hai potuto smontare la mia fonte sulla diminuzione i un fattore 3 della offerta del Credito Italiano né della inverosimile conoscenza del luogo della prigionia di Moro emersa durante la"seduta spiritica".
La frase che riporti "«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. " é un ammissione ma non una spiegazione .
Poi vedo che rivendichi all'ottimo Domenicobasile , il cui consiglio faresti e ben a seguire , il diritto a tranciare giudizi contro i Tedeschi, il che é razzismo .
Faccio notare che dare del diffamatore a chi non diffama é diffamazione.
 
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magnagrecia7 13 febbraio 2015 alle 00:37
Sergionero,
Ancora qui? Non è dignitoso né diffamare (e tu hai diffamato al di là di ogni ragionevole dubbio il galantuomo Prodi), a te poi scegliere se lo hai fatto con dolo o perché sei paranoico, né minacciare (si fa per dire) di abbandonare il blog ("quindi se lei non interviene penso che devo salutarla qui") il 12 febbraio 2015 alle 19:59 e poi rimangiarsi la parola il 13 febbraio 2015 alle 00:03. Ti capisco, dove trovi un altro blog dove puoi impunemente diffamare, dando libero sfogo alla tua cattiveria meschinella (prendo a prestito un tuo aggettivo) o alla tua paranoia?
Vincesko

PS: Capisco che non hai il senso del ridicolo, oltre che quello della vergogna, ma perché non lasci perdere la seduta spiritica, ché fai ridere i polli? Ti sfido, invece, per la terza o quarta volta, a produrre la prova valida e terza (Commissione parlamentare o Corte dei Conti o Magistratura o Banca d'Italia o equipollenti) della valutazione manipolata ad arte del Credito it. e della da te asserita connessa responsabilità personale di Prodi, penale o amministrativa.

 
 
Articoli collegati:
 
Allego soltanto due degli articoli su Prodi, uno del Corriere della Sera ed un altro di Sollevazione, pieni di commenti paranoici su Prodi. Riporto il mio commento censurato sul Corriere:
 
A leggere i commenti qui sotto, si capisce l'opera nefasta della diuturna propaganda forsennata anti-prodiana portata avanti per anni dai tromboni ben retribuiti berlusconiani, alla Paolo Guzzanti. Certo però va aggiunto che questa propaganda manipolatoria e strumentale ha potuto attecchire perché ha trovato un terreno fertilissimo. Colpa della tv, della scuola e soprattutto della famiglia.
(censurato)
 
Sul tavolo la carta Prodi: potrebbe affiancare il mediatore dell’Onu
Dopo il mancato appoggio dell’anno scorso, adesso Renzi sembra essersi persuaso che proprio Prodi possa essere il game-changer della vicenda libica
di Paolo Valentino
17 febbraio 2015
http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_17/sul-tavolo-carta-prodi-potrebbe-affiancare-mediatore-dell-onu-dc155f68-b668-11e4-a17f-176fb2d476c2.shtml

SENTITE E GUARDATE CHE DICEVA IL "MORTADELLA"....
29 gennaio
http://sollevazione.blogspot.it/2015/01/sentite-e-guardate-che-diceva-il.html
 
 

Dialogo sui dati macroeconomici dei governi di destra o di sinistra dal 2008 al 2014

 
Riporto una discussione sui dati macroeconomici dei governi di destra o di sinistra dal 2008 al 2014, svoltasi, il 13 e 14 febbraio 2015, in calce a questo articolo del Corriere della Sera.
 
I DATI ISTAT
Crescita zero Pil nel 4° trimestre. Ma si vede la fine della recessione
Primo risultato non negativo da tre anni e tre mesi. Nel 2014 l’economia italiana si è contratta dello 0,4%, ma ci sono stati 2 giorni lavorativi in meno
13 febbraio 2015
http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_13/italia-vede-fine-recessione-crescita-zero-pil-4-trimestre-48ac38d8-b360-11e4-8ea5-42a1b52c991f.shtml

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgProchy 13 febbraio 2015 | 17:32

Inizio 2011: debito/pil 115%, disoccupazione 8%, crescita 1° semestre +0,8%. Avanzo primario e deficit più basso di Francia, Spagna, UK e USA. Inizio 2015: debito/pil 135%, disoccupazione 13.5%, crescita zero (persi 6 punti di pil nei 4 anni precedenti), deflazione. Ora fatevi qualche domanda sull'origine dello spread e dei Danni che direttamente e indirettamente ci ha causato. E' l'ora della verità.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgbalkanian 13 febbraio 2015 | 17:44

mi sembra logico che lo spread e' dovuto al fatto che tutti i politici italiani (da Monti, a Berlusconi e a tutti gli altri che non ricordo piu neanche io, figurati la Merkel quando la vanno a trovare...) erano tutti sulla Lista Falciani e la Merkel li ha brutalmente ricattati.....Infatti MArchionne, anche lui sulla Lista Falciani, ha preferito abbandonare l'Italia con tutta la Fiat, perche se lo indagano, prima di scoprire che e' residente in Svizzera intanto passera dei guai e perdera tempo....Poi c'e' la Costa Crociere....Finche lo spread era alto, ci guadagnava, ora che si e' abbassto ha detto "che cavolo ci sto piu a fare in Italia" e si e' trasferita ad Amburgo....Ma mo ce pensa Tsipras e rimettere le cose in chiaro....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_2779421 13 febbraio 2015 | 18:44

@Prochy a @EnricoSanJust . Non ho letto il commento di @EnricoSanJust (tanto so che non ne vale pena. Letto uno dei suoi commenti, letti tutti), perchè ho difficoltà a credere anche solo alla punteggiatura contenuta in quel suo commento? E' solo perchè sono diffidente e prevenuto? Conclude quel suo commento con un'esortazione non da poco: 'E' l'ora della verità', ecco appunto, allora, da 1a 10, quanto è berluschino in campagna elettorale calda ma non ufficiale, dopo la fine del "patto" del Nazareno? 12, 13? Pancho Villa


 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 13 febbraio 2015 | 18:45 @ Prochy (13 febbraio 2015 | 17:32)

1) Nel 2011 la disoccupazione, includendo i c.d. disoccupati impliciti, superava il 18%, erano complessivamente sui 6 mln allora, sono sui 6 mln ora. 2) Il PIL sta calando, tranne il 2010, da 7 anni; nel biennio 2008-2009 di ben 6 punti, più del biennio 2012-2013 (-4,2). 3) Gli altri parametri macroeconomici (deficit e avanzo primario) sono migliori adesso. 4) Il debito pubblico, a certe condizioni (che hanno a che fare strettamente con la banca centrale, v. gli USA, il Giappone e la GB) non è un problema. So bene che il debito pubblico ha ora superato i 2.150 mld. Ma a) in rapporto al n. di giorni di governo, è aumentato di più col governo Berlusconi; b) è aumentato anche a causa di 100 mld per poste straordinarie (contributi al MES – finora 60 mld –, che sono prestiti ai Paesi in difficoltà a titolo oneroso, e pagamento debiti PA – finora 32 mld liquidati, ma 40 circa messi a disposizione); c) è chiaro che, strutturalmente, essendo la causa del suo aumento (negli ultimi 20 anni) gli interessi passivi, che non sono coperti interamente dall’avanzo primario, esso non può che aumentare in valore assoluto, ed in recessione (calo del Pil) anche in percentuale sul Pil. 5) La recessione di ora è la naturale conseguenza soprattutto delle mastodontiche manovre molto inique e perciò molto recessive varate dal governo Berlusconi nel 2010 e 2011 (267 mld cumulati nella scorsa legislatura, ma le misure permanenti producono effetti tuttora, contro 63 di Monti).

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 13 febbraio 2015 | 19:07 @ Prochy (13 febbraio 2015 | 17:32)

I numeri vanno INTERPRETATI NELLA REALTA'...non sparati cosi' a raglio come fai tu...VANNO CAPITI E VA CAPITA LA REALTA'....COSA CHE TU EVITI DI FARE LIMITANDOTI A SPARARE SOLO I NUMERI attribuendo loro il valore di REALTA' EFFETTIVA....CHE NON HANNO..........Ad esempio il fatto che l'indebitamento sia nel 2014 al 135% deriva prima di tutto dal calo del PIL e poi dal fatto che ci sono circa 100 miliardi di uscite nel 2014 dovute ai 60 miliardi dati al fondosalvastati ed ai 40 messi per pagare i debiti della PA .....Circa il calo del PIL che e' l'elemento piu' grave, se osservassi le cose vedresti che nei 3 anni indietro dal 2014 al 2011 il PIL ha perso 6 punti ma ne aveva persi 19 circa negli anni precedenti al 2011 quando governava il pregiudicato....Come mai tu non consideri questo e fai finta di nulla?......La disoccupazione ha mutato i sistemi di calcolo e se si vanno a guardare i disoccupati REALI del 2011 erano circa 6 milioni e circa 6 milioni sono oggi.....Eccoti spiegata l'origine dei tuoi numerelli surrettizi.......SE VUOI RAGIONARE DAVVERO SUI NUMERI DEVI ANDARCI A FONDO non spararli cosi' ....ma gia'...CAPIRE, COMPRENDERE e' COMPLESSO....e' molto piu' semplice sparare i numerelli senza capire...altro che se lo e'.....E SOPRATTUTTO EVITANDO ACCURATAMENTE DI DIRE QUANTO NEL 2011 andammo vicini al default con la scriteriata guida del governo Berlusconi-Bossi....che ripeto DOVETTERO FUGGIRE A GAMBE LEVATE.......vorresti negare anche questo forse?... 


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgZephyrus 13 febbraio 2015 | 18:56 @Magnagrecia (13 febbraio 2015 | 18:45)

Cioè lei si sorprende che in Italia, nel 2008-2009, allo scoppio della crisi, il PIL sia calato maggiormente che nel 2012-2013? Sarà che nel 2008 è scoppiata la più grande crisi economica del secolo e il PIL è crollato in quasi tutti i paesi europei? Non so se si è accorto che il debito pubblico è aumentato in percentuali simili in seguito allo scoppio della crisi in paesi come Italia, Francia e Germania. Non è questione di Berlusconi, neanche con il migliore statista del mondo avrebbe evitato recessione e aumento del debito nel 2008.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 13 febbraio 2015 | 19:09 @Magnagrecia (13febbraio 2015 | 18:45)

bravo...questo e' un commento serio IN CUI SI ARGOMENTA, SI RAGIONA, SI RIFLETTE ....che cerca di capire LA REALTA' DEI FATTI utilizzando i numeri per quel che sono e non usandoli a mo' di clava e dimenticando LA REALTA' EFFETTIVA DE FATTI.....


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 13 febbraio 2015 | 19:18 @ Zephyrus (13 febbraio 2015 | 18:56)

D’accordo, ma 1) innanzitutto, sei fuori tema, che è, secondo il commento a cui ho risposto, che i conti di oggi sono peggiori di quelli del 2011, il che secondo i dati ufficiali è falso, tranne per il debito, per i motivi che ho spiegato. 2) La crisi ha cause esogene (fuori dal controllo) e cause endogene (controllabili). Il governo Berlusconi, per varie ragioni, ha fallito miseramente, tant’è che si dimise. 3) A differenza degli altri Paesi, il governo Berlusconi a) non dovette salvare le banche, che altrove è costato centinaia di mld; e b) pur varando manovre correttive mastodontiche, investì in misure anticrisi più o meno lo 0,5% del Pil, contro 4 o 5 o 6 volte tanto degli altri Paesi. 4) In nessun altro Paese, le misure adottate sono state addossate in grandissima parte sulle spalle dei ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio feroce della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, -90%), ad alta propensione al consumo, con effetti recessivi pesanti. 5) In nessun altro Paese la credibilità del premier – prossima allo zero – ha avuto un peso così importante e così negativo come in Italia, per colpa dell’incompetenza e delle vicende personali del sig.Berlusconi, sulla situazione economica, finanziaria, sociale, dei rapporti internazionali e morale.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_8488157 13 febbraio 2015 | 19:46 @Magnagrecia (13 febbraio 2015 | 18:45)

Ma Lei conosce il significato della parola "logica", "comparabilità"? Con Berlusconi eravamo al default ma adesso che abbiamo più debiti e meno PIl non è un problema. La disoccupazione adeesso è 5% più di quella del 2011 ma si è inventato il dato della disoccupazione "implicita" che nel 2011 sarebbe stata del 18% (Ma quale è la fonte?) e non si capisce perché poi la confonta con la disoccupazione ISTAT di Renzi e non con quella "implicita" di Renzi. Scusi ma i i suoi dati sono accozzaglia di stupidagini. I numeri si confrontano, come mi hanno insegnato a scuola (tre esami di analisi, uno di analisi numerica ed uno di algebra lineare), tra valori comparabili (evito di cercare di spiegarLe cosa sia una verifica dimensionale perché proprio credo sia tempo sprecato) ovvero cane - cane / gatto - gatto oppure pere co pere mele co mele. Visto che la sua matematica è a livello di quella der fruttarolo spero di essere stato chiaro.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust13 febbraio2015 | 20:11 @Lettore_8488157(13 febbraio2015 | 19:46)

caspita che pedigree che ci mostri...ben 5 esami ...mo sorbole !......ma la laurea l'hai poi presa o hai fatto anche tu come il Salvini?....ah ah ah....

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 13 febbraio 2015 | 20:33 @Lettore_8488157 (13 febbraio 2015 | 19:46)

Mi spiace per lei, i numeri e la logica sono il mio pane quotidiano. Il suo nervosismo (strano che il moderatore non abbia censurato il suo ineducato giudizio “accozzaglia di stupidaggini”, a me in passato hanno censurato cose molto più lievi) la dice lunga sulla sua competenza. Tant’è che né evita di impancarsi a maestrino su una questione tecnicamente banale come l’omogeneità dei dati quale condizione necessaria per una loro comparazione, né conosce il termine “disoccupazione implicita” (copyright della SVIMEZ), altrimenti definiti “scoraggiati”, cioè individui 15-64 anni che non hanno un lavoro e non lo cercano, che costituiscono un di cui della voce “inattivi” (cfr. glossario ISTAT). Fonti: 1) ISTAT, dal quale risulta un travaso di (cito a memoria) circa 700.000 unità da “inattivi” (che non hanno un lavoro e non lo cercano) a “disoccupati” (che non hanno un lavoro ma lo cercano); 2) nel 2010-2011, ogni mese, c’era la diatriba tra i ministri Tremonti e Sacconi e la Banca d’Italia (Draghi) sul tasso di disoccupazione, proprio perché la Banca d’Italia includeva una parte degli scoraggiati e dava un tasso di disoccupazione più alto di 2-3 punti percentuali; 3) la CGIL li includeva tutti e dava un tasso di disoccupazione del 18%; e 4) ciò che conta è il tasso di occupazione, che è calato, ma non come sembra dal tasso di disoccupazione, influenzato dal trasferimento di 700.000 unità da inattivi a disoccupati (%): 2008=58,7; 2009=57,5; 2010=56,9; 2011=56,9; 2012=56,8; 2013=55,6.

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_8488157 13 febbraio 2015 | 19:30 @EnricoSanJust (13 febbraio 2015 | 19:07)

Ancosta 'sta storia del default. L'Italia era tanto sull'orlo del default che potà tirare fuori sull'unghia 60 miliarid per la Grecia e 4 per MPS. E poi sta cosa che durante il governo Berlusconi l'Italia ha perso 19 punti di PIL. Ma Lei ha idea di quello che dice? Ha il senso delle proporzioni? 19 punti di PIL l'Italia non li ha persi probabilmente nemmeno durante gli anni della seconda gueraa mondiale! L'ideologia le distorce evidentemente le capacità - scarse molto scarse - cognitive! Si goda gli 80 Euro della mancetta di questo mese e non appesti il web con le Sue ridicole esternazioni!

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 13 febbraio 2015 | 19:45

Sono vere entrambe le cose. L'Italia del 2011, per colpa dell'incompetenza e delle vicende personali del sig. Berlusconi, era sotto attacco dei mercati finanziari mondiali ed è stata effettivamente sull'orlo del default. Dopo le dimissioni di Berlusconi, l'Italia ha potuto continuare ad indebitarsi, a tassi man mano inferiori, finanziando a debito (non "sull'unghia") anche i contributi ai fondi salva-Stato (60 mld finora).

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 13febbraio 2015 | 20:02 @Lettore_8488157 (13 febbraio 2015 | 19:30)

ti disturba eh ...sostenitore del berlusca o grillino o leghista che sia.....tanto siete tutti li'.....ti disturba, vedo, la faccenda del default a cui andammo vicinissimi nel 2011...eh ti capisco...ti capisco...MA CHIEDURE GLI OCCHI E FAR FINTA CHE UNA COSA NON ESISTA NON LA CANCELLERA'.....per il resto ti rimando alla mia errata corrige.....Sugli 80 euro devo deluderti....non li ho presi......MA SONO CONTENTO CHE LI ABBIANO PRESI 10 milioni di connazionali.....e sono contento che questa cosa ti roda un bel po'.....AH AH AH....

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3519626 14 febbraio 2015 | 11:10

In Italia abbiamo la cattiva abitudine di rimpiangere sempre i "bei tempi andati" avviando la beatificazione di personaggi che in realtà hanno contribuito in modo concreto alla pessima situazione attuale. Comunque tanto per ricordare le opere sante di Silvio indico alcuni valori riguardanti il P.I.L. italiano durante il periodo d'oro: 1,8 (2001), 0,3 (2002), 0 (2003), 1,1 (2004), 0 (2005), -1 (2008) e -5,3 (2009). Se rimpiangiamo il caro Silvio allora dovrebbo santificare Prodi che ottenne risultati di ben altro livello!

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVaifro 14 febbraio 2015 | 11:28

@ Lettore _ 3519626. Non rimpiango i governi presieduti da Silvio Berlusconi, non avendo - mai - votato il suo partito. L'ho anche precisato. Mi sono limitato a scrivere il contenuto delle dichiarazioni governative che - dal Governo Monti Monti in poi - che si susseguono a cadenza trimestrale (è infatti fondato il rilevo dell'amico lettore @ Balkanian). P.S. frequento il blog solo per discutere, come uno dei tanti lettori cd << cani sciolti >>, elettore PD ed ex iscritto PD. La prego di non scomunicarmi. Massimo Bertani

1

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfa___en 14febbraio 2015 | 11:46

Non si sa cosa avrebbe potuto fare Prodi, visto che non era padrone di nessun partito e che anzi molti partiti che lo avevano sostenuto, lo hanno utlizzato e scaricato a loro comodo. Prodi ha messo tasse raddrizzando comunque il debito ma non riuscendo a fare azione positiva per l' economia, dati anche i tempi ristretti che gli ha consentito la sua coalizione e probabilmente Berlusconi (vedi processo per le accuse di De Gregorio). Berlusconi ha invece avuto coalizioni che lo appoggiavano e gli hanno consentito riforme e governo, sino al limite degli interventi che Berlusconi voleva sulla giustizia (per ragioni sopratutto personali). Comunque Berlusconi che ha avuto maggiori possibilità di governo di Prodi, ma non ha ottenuto nulla di positivo per l' Italia: nè per il PIL, nè per il debito, nè per l' etica pubblica, nè per l' industria nazionale. E persino le sue riforme sono state deludenti in quanto viziate da elementi di populismo.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 14 febbraio 2015 | 14:29

2° governo Prodi: A) Il deficit pesante ricevuto dal governo precedente e la messa in mora da parte della UE di rientro nei parametri resero necessaria una legge finanziaria 2007 pesante, ma già con quella 2008 ci fu, secondo dati Bankitalia, una restituzione maggiore (cfr. “Gli aiuti dati da centrosinistra e centrodestra secondo i Bollettini della Banca d’Italia-Ma sul fisco Prodi batte il Cavaliere, sgravi più consistenti dal centrosinistra”). B) Si doveva continuare, ma il governo cadde dopo solo 2 anni. C) Ci fu una rimodulazione delle aliquote più il passaggio da deduzioni a detrazioni, che favorirono i redditi sotto i 40 mila €, quindi con un effetto perequativo. Elaborai un’analisi sulla distribuzione della ricchezza, su dati soprattutto della Banca d’Italia; ne riporto il punto 9) del mio commento:“infine, pare legittimo dedurre anche da questa analisi della Banca d’Italia che – a fronte di un ampliamento della forbice a favore dei lavoratori indipendenti negli ultimi 15 anni – le differenze di variazione negativa emerse tra lavoratori indipendenti, lavoratori dipendenti e pensionati nell’ultimo biennio esaminato sembrano confermare comunque un effetto perequativo dei provvedimenti adottati dal 2° governo Prodi a favore dei ceti meno abbienti”. D) Ridusse di 5 mld il cuneo fiscale (ma gli imprenditori manco ringraziarono). E) Il PIL aumentò di 1,9% sia nel 2006 che nel 2007; la disoccupazione scese rispettivamente al 6,8% e 6,1%; il tasso di occupazione crebbe.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfa___en 14febbraio 2015 | 15:04

Concordo su alcuni dati; su altri dati non saprei commentare se non andando a cercare i dati stessi assieme ad altri dati ancora; sull' aumento del PIL, attribuibile all' azione del Governo Prodi ho qualche dubbio, sopratutto perchè era l'andamento del PIL in vari Paesi esteri che era favorevole. --- Forse avrebbe potuto dare un contributo positivo in base al modo di pensare Prodiano, ma era un Governo complessivamente debole proprio perchè Prodi non aveva un suo partito ed era appoggiato sia da politici con notevoli debolezze di natura clientelare, e da altri strabordanti di inutile ideologia.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 14 febbraio 2015 | 16:19

Io la vedo così: quando si esprimono giudizi, è obbligatorio informarsi prima il più possibile, o almeno dopo. Di chi sia il merito forse è difficile dire, sta di fatto che i dati consuntivi sono stati questi: PIL (%): 1999 =1,7; 2000=3,6; 2001=1,8; 2002= 0,3; 2003 =0,0; 2004 =1,1; 2005 = 0,0; 2006 =1,9; 2007=1,9; 2008=-1,0; 2009=-5,0; 2010 =1,3; 2011=+0,4; 2012=-2,4; 2013=-1,8. Al netto dell’immagine litigiosa e della questione dei rifiuti in Campania, il 2°Governo Prodi, sorretto da una maggioranza risicatissima ed eterogenea al Senato, a mio avviso, ed esclusivamente sulla base dei risultati, è stato uno dei migliori governi degli ultimi 40 anni.

 

***

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_8488157 14 febbraio 2015 | 13:52 @Magnagrecia (13 febbraio 2015 | 20:33)

Disoccupazione nel 2011 8,5%. Discoccupazione nel 2015 12,9%. Rapporto debito / PIL nel 2011 122% Rapporto debito / PIL nel 2015 135%. Ancora parla? Ancora ha il coraggio di tediarci con i suoi bizantinismi finto tecnici pseudoeriditi? Le chiacchie restanno a zero si dice a Roma e Lei è a zero!

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 14 febbraio 2015 | 14:45

Bla bla bla... Zero - l'ha detto subliminalmente...? - è solo il voto che lei merita sia in logica che in matematica. Purtroppo, vedo che è inutile invitarla a studiare i dati dell'ISTAT, che debbo supporre lei non si sia mai preso la briga di consultare, pur sproloquiando di tassi di disoccupazione da mane a sera; lei è un adepto berlusconiano, non "riesce" neppure a leggere i dati ufficiali della realtà effettiva. Amen.

1

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_2382259 14 febbraio 2015 | 15:19

Ci spieghi lei i dati istat. Io vedo che l'Italia va sempre peggio e se nei disoccupati mettessimo tutti i cassaintegrati, i lavoratori in mobilità , i prepensionati e coloro i quali percepiscono la disoccupazione speciale, saremmo almeno al 25% di disoccupati. Ecco perchè si concede cassa integrazione, prepensionamenti e disoccupazione speciale a tutti, così non figurano nei dati istat sulla disoccupazione. Se lei eruditissimo magnagrecia si degnasse di leggere i dati sull'occupazione, allora capirebbe che stiamo scavando sul fondo per prepararci la tomba.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 14 febbraio 2015 | 16:09

Infatti, è quello che ho scritto ieri nel mio commento delle 18:45 (6 milioni tra disoccupati e scoraggiati). Ma, come ho replicato alle 19:18 il tema "è, secondo il commento a cui ho risposto, che i conti di oggi sono peggiori di quelli del 2011, il che secondo i dati ufficiali è falso, tranne per il debito, per i motivi che ho spiegato". Certo che la situazione è brutta, lo scrivo quasi tutti i giorni nel mio blog e nei commenti, ma purtroppo l'ex tosto Renzi si è fatto"addomesticare" dal prudente burocrate Padoan ed arreso alla Merkel e alla sua politica restrittiva. E non pare neppure che voglia approfittare ora dell'assist di Tsipras.

 

***

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3519626 14 febbraio 2015 | 15:36 @Lettore_8488157 (14 febbraio 2015 | 13:52)

Spero che aanche Roma la gente ricordi che nel 2010 il deficit/PIL era al 4,6% e nell'anno orribile 2011 era al 3,9%. Anno orribile perchè si concluse con la prospettiva di insolvenza dell'Italia con il record di 570 punti di spread e con tassi di interesse sul debito da suicidio. Indovini un pò quei tassi di interesse sulla montagna di debito che abbiamo cosa hanno provocato. Dopo tutto ciò, fortunatamente, il caro Silvio in uno slancio di autoconsapevolezza dei propri limiti abbandonò la scena.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgMagnagrecia 14 febbraio 2015 | 16:49

Io sono uno“studioso” di SB da 30 anni, dal tempo della divisione consensuale del Gruppo Mondadori-Espresso, quando Scalfari in un suo editoriale rivelò che lui e De Benedetti lo avevano appellato “il grande bugiardo”. Le sue dimissioni non furono affatto uno “slancio di consapevolezza” (caratteristica del tutto aliena ad uno che si crede un “Unto del Signore”). Egli acconsentì alle dimissioni (con Napolitano, che lo lavorava sapientemente ai fianchi, uno dei suoi rari capolavori) perché prostrato psicologicamente dagli attacchi dei mercati finanziari e – da ultimo – dopo gli attacchi dei media mondiali e la derisione in pubblico da parte di Sarkozy e Merkel, soprattutto dal trattamento ricevuto al vertice di Bruxelles: scansato come un appestato, il che gli arrecò un vulnus profondo al suo amor proprio ipertrofico e malato. Checché ne dica Paolo Mieli (cfr. il suo intervento a “8 e ½” di ieri) fu questo che evitò un finale come quello prefigurato nel film di Moretti "Il Caimano". La conferenza stampa di un anno dopo, con l'attacco alla Merkel, fu il segno che egli aveva finalmente metabolizzato l'offesa grave al suo amor proprio ed era di nuovo pronto alla battaglia politica.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_351962614 febbraio 2015 | 18:07

La sua analisi del personaggio é senza dubbio apprezzabile. La mia speranza comunque resta quella di non vedere più Silvio al governo poiché gli italiani non meritano un ulteriore castigo.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpippo4321 14febbraio 2015 | 18:20 @ Lettore_3519626 (14 febbraio 2015 | 15:36)

solito discorso ridicolo basato su conoscenze di tipo mediatico che nulla hanno a che vedere con la realtà. Forse lei dimentica, o non sa, che nel 2011 ci fu una grave crisi del debito della zona euro, non solo in Italia, In Spagna, Portogallo, Irlanda, per non parlare della Grecia, ci furrono spread molto più alti che in Italia e deficit stellari, l'Irlanda ebbe in quel periodo un deficit sul Pil del 17%. Anche in quei Paesi governava Berlusconi?

 

Tedeschi, anche i popoli hanno una psicologia

 
Carlo Clericetti
7 FEB 2015
La partita greca tra ipotesi e sospetti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/07/la-partita-greca-tra-ipotesi-e-sospetti/


 
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desertflower 7 febbraio 2015 alle 12:35

Incomincio a pensare che la Germania sia "caratterialmente" un paese che "destabilizza"! Vediamo come va a finire con l'Ucraina.

 

@desertflower (7 febbraio 2015 alle 12:35)

Anche i popoli hanno una psicologia. Io non sono mai stato in Germania, ma da ragazzo lessi che parecchi dei Tedeschi che venivano per turismo in Italia lo facevano anche perché, non appena passavano il nostro confine, potevano sfogarsi violando impunemente le regole.

Sono invece stato qualche volta in Svizzera, dove regnava l’ordine e la pulizia, persino (a parte la terribile puzza) in campagna attorno alle vasche di merda per la concimazione, ed ho giudicato quello svizzero (anche se io di popoli ne conosco pochi) il popolo più stronzo al mondo. Poi ho trovato qualche conferma nei libri di Durrenmatt... [1]

Sono stato spesso in Trentino-Alto Adige, dove ho anche fatto il militare (quasi alla fine degli anni ’60, quando c’era ancora qualche episodio di terrorismo);[2] tutto bello, pulito e ordinato, e mi sono un po’ reso conto del perché l’Alto Adige avesse allora il primato dei suicidi in Italia. Anche la Polizia italiana era atipicamente severissima lì.

Poi, negli anni ’70, dopo il varo del Pacchetto Alto Adige,[3] lì sono arrivati i turisti italiani, dei quali gli altoatesini di lingua tedesca, che prima quando gli chiedevi un’informazione in italiano facevano finta di non capire, apprezzarono presto la propensione a spendere e l’uso di mangiare al ristorante partendo dall’antipasto e finendo col caffè, appetto ai turisti tedeschi che arrivavano in gruppo, consumavano soltanto un piatto di spaghetti e scappavano. Devono essere rimasti uguali, poiché ho letto pochi giorni fa che il tedesco, se ha 3 patate, ne mangia soltanto una e vende le altre 2…

L’educazione troppo severa non fa mai bene. Questo vale sia per i popoli che per le persone. Ho trascorso recentemente 3 anni in un piccolo paesino collinare del salernitano di 4 mila anime e sono rimasto impressionato dalla severità, freddezza e scarsa empatia degli abitanti. Anche lì c’è un alto tasso di suicidi e mi capitò di sventarne uno, poiché un ragazzo, lasciato dalla fidanzata, pensò bene di tentarlo – invero maldestramente – impiccandosi al lampione sotto casa mia.[4]

Io non ne so molto, ma pare che il protestantesimo[5] dia una mano a crescere con troppa severità. Basta vedere la cancelliera Merkel, che è figlia di pastore protestante…[6] I Tedeschi sono bravissimi nell’economia, nel commercio, nell’organizzazione, nella musica, nella filosofia, nello sport, ma in politica sono negati. Finché avevano bisogno dello scudo statunitense ed europeo ed erano sotto tutela, hanno fatto i bravi, ma ora che per loro meriti e per demerito degli altri (soprattutto Francesi e Britannici) sono diventati i leader in Europa, viene fuori tutta la loro incapacità di assumersi anche la responsabilità e gli oneri della loro leadership, persino sotto forma di consumi e investimenti interni per il benessere dei Tedeschi![7] E, come capita a tutti quelli educati troppo severamente, sfogano le loro frustrazioni con gli altri con un sovrappiù di spietatezza.

Va anche aggiunto, per completezza, che un po’ dell’arroganza e del complesso di superiorità tedesca nei riguardi dei Paesi latini e dei Greci ce l’hanno anche i “satelliti” Olanda, Belgio, Finlandia, ecc.

Conclusione: completiamo i compiti a casa, ma quel che è certo è che il modo peggiore di trattare gli arroganti con supposto complesso di superiorità è l’acquiescenza. W i Greci!

 

[1] Friedrich Durrenmatt http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_D%C3%BCrrenmatt

[2] Quella volta che le mucche fermarono il tiro degli obici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748524.html

[3] Pacchetto Alto Adige http://it.wikipedia.org/wiki/Pacchetto_per_l'Alto_Adige

[4] Tentato suicidio (sventato) http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2721885.html

[5] Protestantesimo http://it.wikipedia.org/wiki/Protestantesimo
Qual è la differenza tra i cattolici e i protestanti?
http://www.gotquestions.org/Italiano/differenze-cattolici-protestanti.html

[6] Angela Merkel http://it.wikipedia.org/wiki/Angela_Merkel

[7] La Germania risana i conti, ma non investe nelle infrastrutture
DARIA DELNEVO - 4 febbraio 2015
I finanziamenti sono scesi al disotto del 2% del Pil, ma per il German Marshall Found, se si vuole garantire in futuro la prosperità della società tedesca è necessario investire di più e meglio, favorendo alle grandi opere progetti su piccola scala a livello di quartiere
http://www.eunews.it/2015/02/04/la-germania-risana-conti-ma-non-investe-nelle-infrastrutture/29646

 

 
Post e articolo collegati:
 
N. 16 post sulla Germania, lo spread ed altro

(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 

(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html

(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html

(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html

(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html

(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html

(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html

(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html

(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html

(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html

(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html

(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html

(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811768.html

(16) False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html

 

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