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L’oligarchia al potere comanda contro l’interesse del popolo europeo

 
Carlo Clericetti - 26 MAR 2015
Bce: l’austerità incrina la fiducia
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/03/26/bce-lausterita-incrina-la-fiducia/
 
 

@desertflower (26 marzo 2015 alle 21:30)

Sono d’accordo, l’oligarchia al potere comanda contro l’interesse del popolo europeo.

Osservo, però, per la crescita del debito pubblico (che, al 31.01.2015, ammonta a 2.165 mld), che questo è un dato strutturale italiano ben prima dell’adozione dell'Euro. D’altronde, è facile constatare che se, pur avendo un avanzo primario (e questo succede da quasi 20 anni), gli interessi passivi determinano un deficit di bilancio, il debito non può che aumentare. Infatti, a fronte di un avanzo primario di circa il 2,5% del Pil (circa 40 mld), dobbiamo pagare interessi passivi per un ammontare più che doppio (5,3% pari a circa 85 mld annui), di conseguenza ogni anno il debito aumenta della differenza (45 mld). Questi 85 mld vanno ovviamente ai detentori del debito: 90% banche ed altri istituzioni finanziarie (di cui 57% nazionali e 33% estere, pari a 716,5 mld, al 31.12.2014) e 10% famiglie (cfr. Finanza pubblica, fabbisogno e debito).

A questo, poi, si aggiungono, dal 2012, due poste straordinarie: conferimenti ai fondi salva-Stato (che sono dei prestiti a titolo oneroso ai Paesi in difficoltà) e pagamento dei debiti della PA (autorizzato dall’UE).
Per quanto riguarda i conferimenti, rilevo che, nel fuoco della crisi da spread, era programmato che l’Italia versasse oltre 300 mld in 5 anni (cfr. Aiuti UE, l’Italia contribuirà con 300 miliardi in cinque anni), poi per fortuna ci siamo fermati a 60 (cfr. il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia allegato più sopra).
Mentre finora sono stati erogati/pagati debiti pregressi della PA per 40 mld (cfr. 40 miliardi erogati alle amministrazioni pubbliche per i debiti arretrati, ai creditori pagati 32,5 miliardi).

Queste due poste, pari in totale a 100 mld, vengono considerate straordinarie anche in sede di report ufficiali, tant’è che nei documenti del MEF inviati all’UE vengono elaborati due rapporti debito/Pil: uno al lordo ed un altro al netto di esse.

Di fronte alla situazione del nostro enorme debito pubblico e dei gravosi interessi passivi che lo autoalimentano, occorrerebbe:

a) da un lato, all’esterno, poiché la deflazione aggrava l’onere del suo servizio (il tasso di deflazione si aggiunge al tasso nominale dell’interesse, con vantaggio dei creditori e svantaggio dei debitori; l'opposto il tasso d'inflazione), che la BCE cooperasse a riportare il tasso d’inflazione al suo obiettivo statutario (poco sotto il 2%), che anzi avrebbe dovuto salvaguardare!, ed il QE da solo è insufficiente;

b) da un altro, sempre all’esterno, che l’UE adottasse (e/o almeno consentisse) una congrua manovra fiscale espansiva (non il ridicolo piano Juncker, ma il piano Prodi-Quadrio Curzio degli EuroUnionBond: fondo UE di 1.000 mld garantito dall'oro e da altri asset pubblici nazionali, per mobilitare 3.000 mld da destinare parte per ridurre il debito pubblico (70%) e parte per finanziare gli investimenti (30%), (cfr. EuroUnionBond per la nuova Europa) o quello di Varoufakis (cfr. Varoufakis: “Ecco il mio Piano Merkel”);

c) da un altro ancora, all’interno, varare misure taglia-debito (e, riducendo gli interessi passivi, per la crescita) più efficaci dei risibili ricavi rivenienti dalle privatizzazioni (programmati 10 mld all’anno), come ad esempio il varo di una corposa imposta patrimoniale straordinaria sul 5% più ricco delle famiglie (che possiede una ricchezza netta di 2.000 mld), a bassa propensione al consumo e quindi senza effetti recessivi.

 

PS:

Confido adesso un mio pensiero “cattivo”. La strage aerea provocata volontariamente dal secondo pilota tedesco rischia di essere la metafora dell’Euro e forse dell’UE. L’oligarchia al comando, a guida tedesca, e con l'acquiescenza della sinistra riformista, ha scelto da anni una via – quella dell’austerità e della deflazione dei salari e la riduzione del welfare e dei servizi pubblici, nonché l'esplosione delle disuguaglianze - che sta portando l’Unione Europea in rotta di collisione con i diritti democratici e civili della stragrande maggioranza del popolo europeo.

 

 
Post e articoli collegati:
 
UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html

Davide Tarizzo: Il teorema di Maastricht e la sua confutazione
Martedì 24 Marzo 2015
http://www.sinistrainrete.info/europa/4891-davide-tarizzo-il-teorema-di-maastricht-e-la-sua-confutazione.html 


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Lettera a Oscar Giannino


Pensioni

Da:  v      19 mar 2015 – 15:15


Egr. Dott. Giannino, 

Poiché mi viene censurato* - o non riesco a pubblicare - il mio commento in calce all’articolo riportato in fondo (che ho letto soltanto 2 giorni fa), glielo invio via e-mail.

Avrei voluto scriverLe già 5 anni fa, al tempo del varo del DL 78/2010, la prima manovra correttiva dopo la crisi greca, la più scandalosamente iniqua, ma non riuscii a trovare il Suo indirizzo e-mail. Lo faccio ora, per “punirLa” volentieri, caro sedicente figlio di padre proletario, vendutosi ai ricchi potenti per guadagnarsi la pagnotta.

Lei, quando vuole, le cose le sa, le dica giuste.

Testo del commento

Sorprende che Oscar Giannino non sappia e/o ometta:

1. che l'innalzamento dell'età pensionabile di vecchiaia, pari (inclusa la "finestra" di 12 mesi) nel 2012 a 66 anni per tutti i lavoratori/trici dipendenti pubblici e per i lavoratori dipendenti privati, in forza, in parte, della L. 247/2007 (ministro Damiano) e soprattutto della L.122/2010 (ministro Sacconi) preceda la riforma Fornero, che ha solo adeguato gradualmente quella delle lavoratrici dipendenti private; peraltro, è stato Sacconi a introdurre – dal 2013 - anche l'adeguamento triennale all'aspettativa di vita;

2. che, perciò, le riforme Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono molto più corpose, immediate e recessive (finestra di 12 o 18 mesi per tutti, allungamento di 5 anni (+ finestra) dell’età di pensionamento di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti, aumento di 1 anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”) e allungamento graduale dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private, per allinearle a tutti gli altri), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020;

3. che l'importo di quasi 270 mld della spesa pensionistica è al lordo, oltre a un 8% circa di trattamenti assistenziali, di quasi 50 mld di imposte, che per lo Stato è una partita di giro.

 
RISMONTARE L’ETÀ PENSIONABILE? PERCHÉ DISSENTO DALL’ON DAMIANO (E DA MEZZO PD OLTRE ALLA CGIL)
Oscar Giannino
http://www.leoniblog.it/2014/08/04/rismontare-leta-pensionabile-perche-dissento-dallon-damiano-e-da-mezzo-pd-oltre-alla-cgil/

Cordiali saluti,

V.

 

PS:

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html

PPS: 

Pubblicherò questa mia lettera e la Sua eventuale risposta nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica, oltre che nel mio blog Vincesko.

 

*Poi, dopo l’email, è stato pubblicato.


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http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html


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permalink | inviato da magnagrecia il 24/3/2015 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La BCE a trazione tedesca le spara grosse

 
Il Bollettino n. 2 della BCE[1] è la dimostrazione plastica, in primo luogo, del capovolgimento del rapporto gerarchico tra l’Autorità politica, nel caso di specie la Commissione Europea (finora, con la Commissione Barroso,[2] è stato un gioco delle parti con un unico obiettivo: la cosiddetta austerità espansiva; ora, col presidente Juncker, pare delinearsi una certa divergenza[3]) e gli Stati nazionali, e la Banca centrale, nel caso di specie la BCE, la quale pretende per sé l’indipendenza dagli Stati ma troppo spesso assume un ruolo politico e d’ingerenza.
 
E, in secondo luogo, della arroganza della medesima BCE, la quale, da una parte, continua a nascondere che ha un mandato duale (non solo la stabilità dei prezzi, ma anche la crescita economica e la piena occupazione)[4]; da un’altra, si autoincensa più volte, attribuendo al quantitative easing,[5] denominato Programma di acquisto di attività (PAA), non soltanto effetti sui tassi d’interesse e sul tasso di cambio dell’Euro, ma anche, in futuro, sull’inflazione [pag. 29] e sulla crescita del Pil; da un’altra ancora, si autoassolve da ogni colpa nel non aver prevenuto la deflazione e nel mancare per ben 3 anni l’obiettivo del (quasi) 2% del tasso d’inflazione, facendo “salire il tasso di interesse reale” [pag. 65], che avvantaggia i Paesi creditori (Germania e satelliti) e svantaggia i Paesi debitori (Piigs).
 
Quel che ne emerge chiaramente è che la BCE, forse per farsi perdonare il PAA (che peraltro premia la Germania, che ne usufruirà per il 25% del totale), è sempre più a trazione tedesca e sposa in pieno la linea della Germania, sia nel sollecitare l’adozione delle riforme strutturali – beni e servizi e lavoro - [pagg. 63-77], delle quali valuta l’effetto sulla crescita del Pil nel lungo periodo addirittura in un +11%, sia nel contrapporre il gruppo dei Paesi virtuosi che le hanno già adottate a quelli reprobi che non l’hanno ancora fatto e “bastonandoli” nominativamente, sia nell’omettere, invece, la citazione esplicita della violazione del surplus eccessivo della Germania[6] a forte impatto negativo sull’Eurozona (e sul resto del mondo) limitandosi ad affermare genericamente che “la Commissione ha deciso di intensificare la procedura per Germania (dal livello 2 al livello 3)” [pag. 53], sia, contraddicendo sé stessa, nel non analizzare la questione del deficit strutturale[7] per i Paesi dell’Eurozona (in particolare l’Italia) ma soltanto per spiegare la dinamica dell’inflazione negli USA [pag. 40], sia nell’omettere che la piccolissima flessibilità concessa dalla Commissione all’Italia riguarda un deficit strutturale, appunto, tecnicamente opinabile, sia nell’attribuire alla riforma del lavoro (deflazione dei salari e flessibilità del lavoro) e non nel deficit il merito dell’aumento del Pil di alcuni Paesi (Spagna e Francia), sia, infine, nel criticare l’inerzia della Commissione nell’applicazione delle sanzioni.
 
[1] BANCA CENTRALE EUROPEA - Bollettino Economico - Numero 2/2015
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-eco-bce/2015/bol-eco-2-2015/bolleco-bce-02-15.pdf
 
[2] Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html
 
[3] Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828867.html
 
[4] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
 
[5] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826693.html
 
[6] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html
 
[7] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html
 
 
Appendice

 
Traggo dal Bollettino della BCE alcuni passi significativi:

Al fine di perseguire il mandato della BCE di mantenimento della stabilità dei prezzi” [pag. 5].

“In particolare, alcuni paesi dell’area dell’euro dovranno adottare misure aggiuntive sul piano strutturale per assicurare la conformità al Patto di stabilità e crescita (PSC). Nella sua comunicazione di novembre 2014, la Commissione europea ha stabilito che i progetti di documenti programmatici di bilancio di sette paesi ponevano un rischio di non conformità al PSC. Per Belgio, Francia e Italia la Commissione ha pubblicato il 27 febbraio valutazioni successive dettagliate riguardanti l’attuazione del PSC (per un’analisi, cfr. il riquadro 7)”. [pag. 37]

Concentrandosi sui paesi dell’area dell’euro, la Commissione osserva che nessuno di essi ha pienamente applicato alcuna delle raccomandazioni del 2014. Mentre in alcuni paesi lo sforzo riformatore è stato intensificato, nella maggioranza dei paesi i progressi sono stati piuttosto limitati (cfr. tavola B) e non commisurati alle vulnerabilità residue. In particolare, tra i paesi da cui ci si aspettava un’“azione politica risoluta” durante la PSM del 2014 (ossia i paesi nelle categorie 4 e 5 della tavola A), Spagna, Irlanda e Italia hanno compiuto “pochi” progressi e Francia progressi “limitati” su gran parte delle raccomandazioni specifiche per paese. Questa valutazione appare in contrasto con il (reiterato) appello a un’“azione politica risoluta” lanciato dalla Commissione e segnala una certa debolezza del braccio preventivo della PSM. Vista la necessità di ridurre le vulnerabilità e dare impulso a una crescita sostenibile nei paesi sopra citati e nel resto dell’area, i progressi insufficienti sinora riscontrati sollecitano una notevole intensificazione dell’intervento di riforma”. [pag. 54]

È importante ricorrere in modo completo ed efficace agli strumenti della PSM, comprese le misure del suo meccanismo correttivo, al fine di ridurre i rischi potenziali per il regolare funzionamento dell’UEM”. [pag. 55]

Per quanto riguarda i paesi sottoposti al meccanismo preventivo, il miglioramento di 0,2 punti percentuali del saldo strutturale che è previsto per l’Italia nel 2015 rimane inferiore allo 0,4 percento del PIL che era stato raccomandato dall’Eurogruppo e riflette una riduzione degli oneri per interessi. Di contro, lo sforzo strutturale del Belgio dovrebbe aumentare di 0,2 punti percentuali, stando agli impegni presi con l’Eurogruppo. Sia per l’Italia che per il Belgio continua ad esservi un notevole scostamento dallo sforzo strutturale richiesto nell’ambito della regola del debito”. [pag. 60]

Il 27 febbraio la Commissione ha pubblicato i risultati della sua valutazione in merito all’attuazione del PSC in Belgio, Francia e Italia. Nei rapporti preparati nell’ambito dell’articolo 126(3) del TFUE, la Commissione ha esaminato la violazione del criterio del disavanzo in Belgio e la violazione del criterio del debito in Belgio e in Italia. La Commissione ha deciso di non aprire una PDE per questi paesi sulla base di una serie di fattori attenuanti: per quanto riguarda Belgio e Italia (i) il rispetto da parte di entrambi i paesi dei requisiti di sforzo strutturale nell’ambito del meccanismo preventivo del PSC (che nel caso dell’Italia sono stati ridotti in seguito alla comunicazione della Commissione sulla flessibilità nell’ambito del PSC); (ii) le condizioni economiche sfavorevoli (ossia la debole crescita e la bassa inflazione), che rendono il rispetto della regola del debito più difficile; e (iii) l’attuazione attesa degli ambiziosi piani di riforma strutturale di sostegno alla crescita presentati dalle autorità. Queste valutazioni non hanno tuttavia tenuto conto, quale fattore aggravante, dell’insufficiente risanamento dei conti pubblici nel periodo 2014-15 rispetto alle raccomandazioni del Consiglio del giugno 2014”. [pag. 61]

Nel caso della Francia, la Commissione ha dovuto valutare se fossero stati intrapresi interventi efficaci in risposta alla raccomandazione del Consiglio di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2015. Tali interventi, unitamente agli eventi macroeconomici avversi inattesi con significative conseguenze sfavorevoli per le finanze pubbliche, consentirebbero di norma un’estensione di un anno del termine per la correzione del disavanzo eccessivo. Per contro, se si stima che un paese dell’area dell’euro non abbia intrapreso azioni efficaci, la PDE prevede un rafforzamento della procedura con l’invio di un’intimazione al paese in questione4) e l’applicazione di sanzioni finanziarie sotto forma di una multa pari allo 0,2 per cento del PIL. La Commissione può, in caso di circostanze economiche eccezionali oppure dietro richiesta motivata dello Stato membro interessato, raccomandare che il Consiglio riduca l’ammontare della multa o la annulli. Considerando il periodo 2013-145), la Commissione ha rilevato che “i dati disponibili non consentono di concludere che non siano state intraprese azioni efficaci” e ha proposto di estendere il termine per la correzione del disavanzo eccessivo di due anni (ossia fino al 2017). Il Consiglio ha seguito questa raccomandazione il 10 marzo. Il percorso di aggiustamento raccomandato prevede sforzi maggiori nella fase finale, richiedendo alla Francia di effettuare una correzione strutturale crescente nel periodo della PDE: 0,5 per cento del PIL nel 2015 (ossia il livello minimo nell’ambito del meccanismo correttivo e quindi meno dello 0,8 per cento del PIL richiesto finora), 0,8 per cento del PIL nel 2016 e 0,9 per cento nel 2017. Sulla base delle attuali procedure per i disavanzi eccessivi, nel 2017 la Francia sarebbe l’unico paese dell’area dell’euro soggetto a una PDE. Infine, nonostante il rischio di mancato rispetto dei termini raccomandati dal Consiglio per la correzione dei deficit eccessivi di Spagna e Portogallo, la Commissione non ha inviato un avvertimento preventivo a tali paesi sotto forma di una raccomandazione autonoma, a differenza di quanto fatto lo scorso anno, quando erano state inviate raccomandazioni a Francia e Slovenia in situazioni simili”. [pag. 61].

 

 
Postarticolo e documento collegati:
 
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html
 
Il fallimento delle politiche di austerity europee nel contesto della secular stagnation
Vladimiro Giacché
http://www.marx21.it/documenti/giacche_AusteritySecularStagnation.pdf

Rapporto annuale BCE – anno 2014
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-bce/2014-bce/index.html

 

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AVVISO: Avarie frequentissime della piattaforma il.cannocchiale.it

 

A causa delle avarie frequentissime, ormai quotidiane, della piattaforma  IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato finora quasi 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente, o, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla ove essa venisse chiusa. 

Prendo questa decisione con dispiacere. Ma ho telefonato più volte all’azienda che gestisce la piattaforma (DOL Srl tel. 06/68301448), l’ultima volta mi ha risposto non la solita segretaria, la quale si limitava immancabilmente a rispondermi che non poteva passarmi il responsabile e che avrebbe segnalato l'avaria, ma un uomo, il quale ha confermato il mio sospetto che la gestiscono gratuitamente e che non aumenteranno le risorse per evitare le avarie.

Ho deciso pertanto di trasmigrare in Blogger (di Google) i vecchi post (oltre 500) a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi. 

A chi volesse continuare a seguirmi anche là, do volentieri l’indirizzo del mio nuovo blog:  http://vincesko.blogspot.it/  

 

Landini e la nascita di un partito di sinistra progressista

 
Carlo Clericetti  16 MAR 2015
Landini spiegato da se medesimo
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/03/16/landini-spiegato-da-se-medesimo/

 

Democrazia

Io ho votato candidato premier Bersani, alleanza con SEL, un programma di sinistra. Mi ritrovo PdC Renzi, alleato NCD, un programma misto di Csx-Cdx (inizialmente di Csx poi sempre più destrorso).[1]

Renzi racconta troppe bugie (errore esiziale per un leader di centrosinistra) per essere credibile.[2] Io, iscritto della prima ora, riformista, dopo 40 anni di PCI-PDS-DS-PD, non voto più PD soprattutto per questo, oltre che per la sua deriva destrorsa. Renzi, dopo aver minacciato sfracelli, si è arreso alla Merkel.[3] Padoan è un burocrate troppo prudente per essere all’altezza di confrontarsi con arroganti a dismisura, come sono i Tedeschi.[4]

Finora il mastodontico risanamento dei conti pubblici (330 mld nella scorsa legislatura, ma le misure permanenti vigono tuttora) è stato iniquo e fatto in grandissima parte a spese dei non ricchi.[5] Le disuguaglianze sono aumentate. Sia in Italia che nel mondo. Il processo planetario di riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere è solo all’inizio.[6] I ricchi (il famoso 1%) sono 4 gatti potenti, spietati e bulimici, ma decidono per tutti perché possono contare su 4 fattori: a) risorse finanziarie enormi; b) il controllo dei media; c) l’ausilio di agit-prop ben retribuiti; e d) l’ammuina e la divisione dei milioni, miliardi di poveri, il restante 99%.[7]

Nascita di un partito di sinistra progressista

Io mi auguro perciò che, al di là dell’elemento fondamentale della partecipazione della società civile, possa nascere anche in Italia un partito di sinistra progressista, che si aggiunga a Syriza in Grecia[8] e Podemos in Spagna[9], per costituire un’alleanza di sinistra dei Paesi del Sud contro lo strapotere della Germania e satelliti, e della prona Commissione europea, dominati da un’élite reazionaria.[10] 

Programma

La via italiana non può che basarsi, prima di tutto, su un motto socialista come “Libertà e giustizia sociale”, che ne costituisca l’ispirazione fondamentale del programma. 

Leadership

Il rapporto psicologico con la leadership è il vero punto debole di qualunque partito di sinistra italiano e la cartina di tornasole per prevederne l’esito. Primo, perché qualunque organizzazione – e il partito è un’organizzazione di uomini accomunati da ideali ed obiettivi concreti - per il suo successo ha bisogno di un leader. Secondo, perché non esiste – come anche Syriza e Podemos (e M5S e PD) dimostrano plasticamente – un grande partito di sinistra senza un leader forte, ben visibile, concreto, empatico, capace di comunicare. Anche il sorriso fa parte di una buona comunicazione, per questo un Landini è escluso. Peraltro, egli stesso ha dichiarato intelligentemente che non si propone come leader politico. Meno male. A scanso di equivoci, io ritengo inadeguati anche il molle Civati o il pretesco Cuperlo. Terzo, perché la scelta politica è anch’essa frutto della struttura psicologica, e l’elettore di sinistra (in misura crescente man mano che si procede verso il limite estremo) ha “strutturalmente” un rapporto conflittuale con l’autorità paterna. E quindi con la leadership.

Alexis Tsipras[11] e Pablo Iglesias[12] sono tosti, ma sanno anche sorridere, per dire che hanno capacità comunicativa. O si pensa, non dico di vincere, ma di guadagnare una fetta significativa di consensi per incidere sul processo legislativo (che è quello in definitiva, come si è accorto anche Maurizio Landini, che conta) in senso progressista prendendo solo i voti degli intelligentoni di estrema sinistra? Ma, si sa, a tanti non interessa vincere, ma "ammazzare" tutti i giorni il loro padre (o madre). 

Conclusione

Come nel calcio, speriamo nasca un centravanti-leader tosto, concreto e comunicativo capace di giocarsela e sperabilmente portarci alla vittoria.

 
[1] Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html
 
[2] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
 
[3] PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html
 
[4] L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html
 
[5] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
 
[6] Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
 
[7] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
 
[8] Syriza  http://it.wikipedia.org/wiki/Coalizione_della_Sinistra_Radicale
 
[9] Podemos  http://it.wikipedia.org/wiki%2FPodemos_(Spagna)
 
[10] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html
 
[11] Alexis Tsipras  http://it.wikipedia.org/wiki/Alex%C4%ABs_Tsipras
 
[12] Pablo Iglesias Turrión http://es.wikipedia.org/wiki/Pablo_Iglesias_Turri%C3%B3n
 
 
Articoli collegati:
 
Perché contesto il populismo di sinistra di Landini
18-03–2015  Emanuele Macaluso
http://formiche.us8.list-manage.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=1a65c62d33&e=07e3b92ad9

La coalizione sociale di Landini e la possibilità di un'altra politica
di Stefano Rodotà  15 marzo 2015
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-coalizione-sociale-di-landini-e-la-possibilita-di-unaltra-politica/
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 18/3/2015 alle 21:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Yanis Varoufakis e i poteri-doveri della BCE

 
La confusione sui poteri e i doveri della BCE da parte di Yanis Varoufakis (e non solo) continua.

In calce all’articolo del 22/01/2015 “La Bce regalerà soldi alla Germania”, ho commentato:

“La Germania fa il suo interesse, ma gli altri purtroppo gli hanno dato finora una grossa mano. W perciò Tsipras! Che non fa altro che smascherare – come scrivevo qui tempo fa a Carlo Clericetti, un re nudo. E probabilmente non conosce ancora neppure lui bene lo statuto della BCE, e quindi le sue violazioni.

In calce all’articolo di Bernard Maris, economista, una delle vittime della strage di Charlie Hebdo, riportato da Keynesblog, osservavo:

“Mi posso sbagliare, ma a me non sembra che il “funzionamento della BCE [sia esattamente] ricalcato su quello della Bundesbank” (che ho appena letto, anche se velocemente), v. confronto dei testi che qui riporto, ma che, anzi – come ho già rilevato più volte in passato -, gli obiettivi e i limiti siano più simili a quelli della FED, segnatamente in deflazione o comunque con l’inflazione sotto target (“sotto, ma vicino, al 2%”), cioè quando la condizione sospensiva del raggiungimento dell’obiettivo primario sia stata (più che) soddisfatta e quindi i 2 obiettivi statutari (stabilità dei prezzi e una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente e il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale) sono convergenti e concordanti.

Ri-evidenzio che anche per la FED vige il divieto di acquisto diretto (cioè sul mercato primario) dei titoli del Tesoro. […]

PS: Certo, va aggiunto che la Germania ce la sta mettendo tutta a ricalcare il funzionamento della BCE sempre più su quello della Bundesbank, da una parte, con l’acquiescenza di tutti i Paesi (poiché è necessaria l’unanimità), in punto di diritto, quando col trattato di Lisbona è stato modificato il trattato di Maastricht [1]; dall’altra, con la complicità della Commissione UE e della BCE, in punto di fatto, obliterando metodicamente il secondo obiettivo, omesso sia nel sito della UE (mentre in quello della BCE è stata apportata, nel 1° semestre 2014, una “strana” modifica del testo delle sue funzioni, che vi metteva la sordina ed enfatizzava l’importanza dell’obiettivo primario anche per l’UE), sia in tutti i discorsi pubblici del presidente della BCE, Mario Draghi. [2]”.

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/01/22/la-bce-regalera-soldi-alla-germania/#comment-1112

 
E in calce a “L’invasione di campo della Bce”, ho scritto:
 
• magnagrecia7 6 febbraio 2015 alle 12:33
@Vincenzoaversa (6 febbraio 2015 alle 09:51)
Interessante, quindi è Varoufakis il padre della proposta dei CCF?
Però ne emerge anche che neppure Varoufakis (in data February 15, 2014) - se per istituzionali intende statutari - conosceva bene lo statuto ed i poteri della BCE.
At this very moment in Europe’s history, with interest rates practically on the lower zero bound, and with inflation turning negative, the ECB is not allowed (for institutional and political reasons) to effect expansionary monetary policies through quantitative easing. What use are monetary authorities in a currency union if they cannot expand money supply in response to falling prices?

[In questo preciso momento della storia d'Europa, con i tassi di interesse praticamente a zero vincolati sul basso e con l'inflazione che gira in negativo, alla BCE non è consentito (per fini istituzionali e politici) di effettuare politiche monetarie espansive attraverso allentamento quantitativo. A che servono le autorità monetarie in un'unione monetaria se non possono espandere l'offerta di moneta in risposta a un calo dei prezzi?]

Vincesko

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/05/linvasione-di-campo-della-bce/#comment-1235

 
Il che chiaramente è stato smentito dal varo del QE, che peraltro, nelle intenzioni dichiarate della BCE, ha il solo scopo di riportare il tasso d’inflazione al suo target.
 
Oggi [14/3], a Cernobbio, Yanis Varoufakis ha dichiarato:

Varoufakis, statuto Bce scritto dalla Bundesbank
"Immaginiamo una forma alternativa di Qe finanziato al 100% da obbligazioni della Banca europea degli investimenti con la Bce che compra" questi bond "sui mercati secondari: mi piacerebbe chiamarlo 'piano Merkel'"
14 marzo 2015 13:45
[…] “Mi dicono che la Bce non accetterà mai discussioni circa lo swap perché è scritto nello statuto. Mi dispiace, signore e signori, ma lo statuto è stato scritto dalla Bundesbank''.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/03/14/varoufakis-statuto-bce-scritto-dalla-bundesbank_ce0c4889-a3cf-4fd3-8842-82c1c07ebe71.html
 
Non mi pare sia scritto dalla Bundesbank, a parte la gerarchia dei 2 obiettivi statutari (che però non vale in deflazione o quasi). Riporto i testi degli obiettivi di BCE, Bundesbank e FED:
 
BCE: Articolo2-Obiettivi
Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea [tra i quali “una crescita economica equilibrata” e “la piena occupazione”]. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
 
Bundesbank: 3 Tasks
The Deutsche Bundesbank, being the central bank of the Federal Republic of Germany, is an integral part of the European System of Central Banks (ESCB). It shall participate in the performance of the ESCB’s tasks with the primary objective of maintaining price stability, shall hold and manage the foreign reserves of the Federal Republic of Germany, shall arrange for the execution of domestic and cross-border payments and shall contribute to the stability of payment and clearing systems. In addition, it shall fulfil the tasks assigned to it under this Act or other legislation.
 
FED: Mission
• conducting the nation’s monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates.
 
Infine, non so perché parla di swap, ma per quanto riguarda, poi, gli acquisti di bond di Istituzioni UE sul secondo mercato – a leggere l’art. 21 dello statuto della BCE - a me non sembra affatto che non li possa fare. In ogni caso, come rilevava anche Paolo Savona, questi, quando vogliono, gli spazi per decidere discrezionalmente li trovano. In certi casi, come per il deficit o la Grecia, occorre aggiungere: purtroppo.
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 16/3/2015 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Lettera a Pablo Iglesias, leader di Podemos

 
Pubblico l’e-mail che ho inviato oggi a Pablo Iglesias,[1] leader di Podemos,[2] ed agli altri parlamentari europei spagnoli del suo raggruppamento politico Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica[3]:
 

pablo.iglesias@europarl.europa.eu

Caro On. Pablo Iglesias,

Ieri, sul canale tv italiano “La7”, durante la trasmissione “Bersaglio mobile”, è stata trasmessa una Sua intervista ed è stato affermato che Lei ha chiesto che nello statuto della BCE venga incluso l’obiettivo del pieno impiego. Mi permetto di osservare che tale obiettivo c’è già! Ed ha la stessa cogenza statutaria dell’obiettivo principale (stabilità dei prezzi) quando il tasso d’inflazione – come ora - è sensibilmente sotto target.[4]

Le trasmetto, per opportuna conoscenza, il testo della Petizione da me lanciata in Change.org, che ho inviato lo scorso anno alla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo[5] (ed è iscritta nel ruolo generale con il n. 2401/2014), e p.c. alla Corte di Giustizia Europea, alla Corte Costituzionale italiana ed al Governo italiano.

L’ho anche trasmessa – l’anno scorso - a tutti i parlamentari europei italiani.

Cordiali saluti

 

[1] Pablo Iglesias Turrión http://es.wikipedia.org/wiki/Pablo_Iglesias_Turri%C3%B3n

[2] Podemos http://it.wikipedia.org/wiki%2FPodemos_(Spagna)

[3] Parlamento Europeo/Deputati http://www.europarl.europa.eu/meps/it/map.html

[4] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html

[5] Commissione per le petizioni (PETI)
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html


Articolo collegato
 
Le radici latinoamericane di Podemos
REDAZIONE 29 MARZO 2015
http://znetitaly.altervista.org/art/17209


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permalink | inviato da magnagrecia il 14/3/2015 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La cattiva memoria dei benpensanti sul caso Grecia

 
Leggo le analisi e i commenti nel web sul caso Grecia. La Grecia ha indubbiamente le sue colpe, ma i benpensanti temo abbiano un problema di memoria. Nessuna dimenticanza – direbbe Freud – è casuale.
 

Riepilogo

1. Secondo l’OCSE, la Grecia è il Paese in UE 28 che ha fatto più riforme (poi siccome era una rivelazione scomoda per qualcuno che comanda in UE ha tentato di nasconderla, cfr. “La Grecia, le riforme e il giallo della tabella” di Carlo Clericetti),[1] lo dimostra anche il suo avanzo primario.

2. La Grecia ha chiesto all’UE: a) di portare l’avanzo primario, previsto nel 3% nel 2015 e nel 4,5% nel 2016 (umanamente insostenibile dopo 5 anni di sacrifici e di tagli) all’1-1,5%, per poter affrontare la crisi umanitaria (v. “Piano di Salonicco”);[2] e b) un prestito ponte, in attesa di trovare un accordo definitivo e soddisfacente per tutti.

3. Gli attuali governanti non hanno alcuna responsabilità degli imbrogli del passato ed hanno solo chiesto di non essere discriminati dall’UE e dalla BCE rispetto ai governi precedenti (v. l’intervista di Danilo Taino a Yanis Varoufakis pubblicata dal Corriere della Sera [3]).

4. Per i meccanismi della struttura monetaria dell’Eurozona e per volontà della Germania e della Francia, “la stragrande maggioranza del debito greco” (330 miliardi), fino al 2012 detenuto soprattutto dalle banche francesi, tedesche e olandesi, ora è distribuito così: il 72% in mano a istituzioni pubbliche (60% della Ue attraverso i suoi fondi Efsf e Esm, e 12% dell’Fmi); l'8% è detenuto dalla Bce; il 5% sono altri prestiti; il restante 15% sono marketable debt, cioè titoli di debito trattabili sul mercato secondario). Dei famosi prestiti alla Grecia (254 mld), solo 27 mld sono andati alla gente greca. Il resto è servito soprattutto per salvare le banche private tedesche, francesi, olandesi e greche, ma non a spese solo dei rispettivi Paesi, ma di tutti, inclusa l’Italia (cfr., per i dati di dettaglio, “I furbetti del salvataggio”).[4]

5. Il “taglio” (“haircut” = sconto) è stato subìto dalle banche private (soprattutto francesi, tedesche e olandesi), non dai fondi salva-Stato.

6. Ma dopo aver introitato interessi a tassi elevatissimi, correlati al livello del rischio. Poi le stesse banche, in barba al principio liberista che l’investitore si assume il rischio, hanno gentilmente “girato” i loro crediti residui ai fondi salva-Stato, ai quali l’incolpevole Italia ha partecipato e partecipa per il 17,9%, cioè per salvare dette banche – tedesche, francesi e olandesi - si è trovata sul groppone circa 30 mld (+ altri 10 di prestiti bilaterali a titolo oneroso) finanziati a debito.

7. I debiti della Grecia sono serviti a pagare beni tedeschi e francesi, talvolta ridondanti o inutili, tra cui le armi (sommergibili, aerei, che ha più della Germania e della Francia, ecc.), nell'ambito di un "sistema" basato anche sulla corruzione, in cui le pure aziende tedesche o francesi (come è risultato da inchieste giudiziarie) svolgevano il ruolo di corruttori interessati ed i governanti e funzionari greci quello di corrotti.[5] 

8. Il TARGET2 [6] è un meccanismo imperfetto che serve a far funzionare l'imperfetto Eurosistema, che mette insieme ECONOMIE DISOMOGENEE, sostituendo i TRASFERIMENTI FISCALI, come avviene in Italia tra Centro-Nord e Sud o negli USA o come avverrebbe negli Stati Uniti d'Europa.

9. O altri ammennicoli tecnici del genere, come le sanzioni ai Paesi con surplus commerciale eccessivo, aborrite - et pour cause - dalla Germania.[7]

10. Ora la Germania, anziché fare i compiti a casa sua, pretende di continuare imponendo alla Grecia un ulteriore aggiustamento di oltre 13 mld. Che è un ammontare enorme ed insostenibile per la Grecia. E’ “anomalo” che non si parli mai dei compiti che toccano alla Germania, ma soltanto di quelli che deve (continuare a) fare la Grecia, che poi consistono dappertutto nell’addossare ai non ricchi l’onere del risanamento, impoverendo milioni di persone, preservando i ricchi (tra cui le banche).

11. Come si vede, il problema è un po' più complesso dello schema tipico dei benpensanti, che stravedono per la supposta virtuosa, egemone Germania (che è il Paese che trae i maggiori vantaggi dall'attuale, squilibrato Eurosistema) e disprezzano la Grecia imbrogliona, che (assieme agli altri Piigs, inclusa quindi l'Italia) è punita dall'attuale Eurosistema, poiché ne trae più svantaggi che vantaggi.

 

Il problema per l’UE non è la furba Grecia, ma l’arrogante ed egoistica Germania

Il Pil della Grecia pesa meno del 3% del totale dell’UE. Ancor meno il suo potere. Il problema è lo strapotere della Germania.[8]

L’UE si sta conformando sempre più ad immagine e somiglianza della Germania, bulimica come tutti gli arroganti. Nulla sazia gli arroganti egoisti e moralistici.

Tralascio questa volta il riferimento al disegno della Massoneria reazionaria e vincente.[9] Segnalo, invece, in conclusione, questo articolo offerto da Economia e politica, su cui secondo me - anche se propone una prospettiva che sospetto sia di gradimento dei benpensanti, poiché massimizza il ruolo del banchiere-burocrate - farebbero bene tutti, anche i benpensanti, a riflettere.[10]

 
[1] La Grecia, le riforme e il giallo della tabella
Carlo Clericetti 20 FEB 2015
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/20/la-grecia-le-riforme-e-il-giallo-della-tabella/

[2] Buon voto, Grecia, dai la sveglia all’Europa!
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826456.html
 
[3] Grecia, parla Varoufakis: «Atene non chiederà altri prestiti»
Intervista al ministro delle Finanze greco: «La Bce nel 2012, in una crisi simile ma con un governo conservatore, aumentò senza problemi la nostra possibilità di emettere titoli a breve termine Ora invece è molto ”disciplinante” con la Grecia»
di Danilo Taino, inviato a Venezia
8 marzo 2015 | 07:58
Com’è il suo rapporto con Mario Draghi e la Bce?
«Formale».
Cosa intende?
«La Bce è molto “disciplinante” nei confronti della Grecia. Nel 2012, in una situazione di crisi simile ma con un governo conservatore, fu flessibile, aumentò senza problemi la possibilità del governo di emettere titoli a breve termine. Ora invece ha molto ridotto la nostra agibilità». 
Quando crede che la Bce comprerà titoli greci all’interno del programma di Quantitative Easing che ha lanciato? Si dice a luglio.
«Penso che il Quantitative Easing andrebbe fatto dove la mancanza di crescita è massima. Invece si compreranno grandi quantità di titoli tedeschi. Quindi credo che la Bce avrebbe dovuto comprarli ieri i titoli greci. Non un domani. Ritengo Draghi uno splendido banchiere centrale, date le condizioni di scarsa libertà in cui si muove. Ma l’indipendenza della banca centrale deve essere nei due sensi: anche la Bce non deve dare giudizi politici, deve trattare tutti i Paesi allo stesso modo».
http://www.corriere.it/economia/15_marzo_08/varoufakis-atene-non-chiedera-altri-prestiti-all-europa-e09010f6-c55e-11e4-a88d-7584e1199318.shtml
 
[4] L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html  

[5] Siemens, tangenti in Grecia: chiesto rinvio a giudizio per 19 dirigenti tedeschi
Tra mazzette e mancati incassi, gli imputati sono accusati di aver prodotto un danno di 70 milioni di euro all'azienda greca di telecomunicazioni Ote. Il caso ha già portato alla sostituzione dei vertici della multinazionale. Nel mirino anche gli appalti vinti per le Olimpiadi del 2004 costate il triplo del previsto
di Francesco De Palo | 25 novembre 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/25/tangenti-siemens-in-grecia-chiesto-rinvio-giudizio-per-19-dirigenti-tedeschi/1231650/
 
[6] Ecco come funziona il cervellone che protegge l'euro (e perché al Sud viene imposta austerity anche in fasi recessive)
di Vito Lops  16 aprile2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-16/ecco-come-funziona-cervellone-che-protegge-euro-e-perche-sud-viene-imposta-austerity-anche-fasi-recessive-111444.shtml
 
I famosi saldi TARGET2
28 marzo 2013 • enzo michelangeli
http://noisefromamerika.org/articolo/famosi-saldi-target2
 
[7] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html

[8] Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html

[9] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

[10] La stretta monetaria
Manfredi De Leo* - 09 marzo 2015
Altro che effetti espansivi sulla crescita. Come sostenuto più volte su Economia e Politica, in assenza di una ripresa degli investimenti pubblici il quantitative easing della BCE non servirà a rimettere in moto l’economia. Sarà piuttosto uno strumento con il quale le autorità monetarie potranno imporre nuovi tagli e riforme strutturali.
[…] Il programma di acquisti della BCE può essere dunque considerato come una sorta di “accumulazione originaria” di titoli pubblici, un processo che trasformerebbe l’autorità monetaria nel principale creditore di tutti i governi dell’eurozona: da quella posizione, la banca centrale potrà esercitare un’influenza sulle economie europee ben superiore a quella formalmente prevista. […]
http://www.economiaepolitica.it/europa-e-mondo/la-stretta-monetaria/ 



Articolo collegato:
 
L'Eurozona non ha permesso la bancarotta della Grecia nel 2010 per proteggere le banche tedesche e francesi. La tv di stato tedesca
12/03/2015
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=10901 


 
Aggiornamento (28/04/2015)
 
 Se la Grecia fa default è anche colpa dell’Italia : [di Elido Fazi] Non solo l'Italia è stato il paese più danneggiato dalle politiche di austerity, dopo la Grecia, ma i contribuenti italiani sono anche stati costretti a salvare le banche tedesche e francesi.
 
 - Varoufakis: "Ecco la mia offerta all'Eurogruppo" : [di Yanis Varoufakis] "Il programma della troika ha fallito miseramente. Ecco il nostro contro-programma". 
 
- Pablo Iglesias: "La Germania va fermata" : [di Pablo Iglesias] "A Francia e Italia dico: se volete salvare l'Unione aiutateci a fermare la Germania e a ribaltare l'austerità".  
 
- Grecia, i sei miti da sfatare: Tutte le bugie sulla Grecia, dall'idea che "è tutta colpa dei greci" a quella secondo cui "la Grecia non ha fatto le riforme".
 
 
Leggetelo qui ... oppure scaricate la app disponibile per tablet iOS  e Android .

 
 

Aggiornamento (20-08-2015):

Come decollano affarucci e ricattini della Germania in Grecia
19-08–2015  Luca Volontè
http://www.formiche.net/2015/08/19/decollano-ricatti-affari-della-germania-grecia/


Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

 
Poiché perfino Il Sole 24 ore diffonde informazioni errate, mettendo insieme leggi diverse, ed attribuisce alla legge Fornero anche tutte le misure pensionistiche, ben più corpose, varate da Sacconi nel 2010 e 2011 (cfr. Cosa prevede la Riforma Fornero), provo a rispondere al seguente quesito:

QUAL E’ STATO IL GOVERNO (E IL MINISTRO: SACCONI O FORNERO?) CHE HA “RIFORMATO” DI PIU’ LE PENSIONI?

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011); oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28. L’unico intervento ancora da fare è quello sulle cosiddette pensioni d’oro (>90.000€ l’anno), che sono 109.000 e costano 13 mld l’anno (e forse su quelle d’argento), intervenendo con modalità rispettose della pronuncia della Corte Costituzionale del 2013. 

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che porterà l'età di pensionamento per vecchiaia a 67 anni nel 2020.

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti, a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

(Cfr. Analisi quali-quantitative/24 - Spesa pensionistica).


Come può succedere che - per anni e tutt’oggi - si possano propalare informazioni false che disinformano decine di milioni di Italiani su chi ha fatto che cosa sulle sesquipedali manovre correttive anti-crisi 
(il valore delle manovre del governo Berlusconi è il quadruplo di quelle del governo Monti - 266,3 mld cumulati contro 63,2 - [1] ed esse sono molto più inique e recessive, eppure quasi tutti se la prendono con Monti) o sulle pensioni, provvedimenti di legge che hanno inciso così negativamente sulla vita di milioni di cittadini italiani? E’ l’effetto, da una parte, di disinformazione scientemente portata avanti da esponenti politici di destra (in particolare, nell’ordine, Berlusconi, Tremonti, Sacconi, Gasparri, La Russa) e dai loro agit-prop;[2] dall’altra, di impreparazione dei giornalisti, che spesso si copiano gli articoli e veicolano notizie senza un adeguato vaglio critico e l’esame approfondito dei provvedimenti di legge. Eclatante fu il caso dell’errore del governo Berlusconi relativo proprio alle pensioni, nella lettera all’UE sulle manovre correttive del 2011, che partì dall’Ansa e poi a cascata coinvolse tutti i media, con serie ripercussioni internazionali sul governo.[3]

Giuliano Cazzola, sedicente socialista ed ex esponente del partito di destra PDL (poi di Forza Civica, ora di NCD) è uno degli agit-prop della DISINFORMAZIONE sistematica della destra. Anche lui, dimenticandosi che è stato uno dei protagonisti (era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) delle manovre correttive molto inique del governo Berlusconi (fu uno dei rappresentanti del PDL che motivò in Aula il voto favorevole del PDL, lo ricordo bene poiché gli inviai una lettera di severa critica, v. Appendice) e delle due leggi Sacconi, attribuisce tutto alla legge Fornero. E addirittura lo fa affermare anche a Vittorio Conti, ex Commissario straordinario dell’Inps.

Inps, come saranno le pensioni alla Boeri
08-03–2015 Giuliano Cazzola

http://formiche.us8.list-manage.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=3123781124&e=07e3b92ad9

Per chi volesse approfondire la questione, do le leggi interessate: Sacconi: DL 78/2010 (L. 122/2010), art. 12, e DL 98/2011 (L.148/2011); Fornero: DL 201/2011 salva-Italia (L. 214/2011).
E due articoli:

Pensioni, effetto Sacconi Tremonti: calo del 27,4%
Inps: nei primi tre mesi dell'anno numeri dimezzati rispetto al 2011.
15 Aprile 2012 

http://www.lettera43.it/economia/personal/pensioni-effetto-sacconi-tremonti-calo-del-27-4_4367547329.htm

Inps, l'età media in aumento: promossa la riforma Sacconi
28/07/2012 

http://www.ilgiornale.it/news/economia/inps-let-media-aumento-promossa-riforma-sacconi-826241.html

Poi, non solo Cazzola, ma anche Il Sole 24 ore , il sindacato della Lega Nord e persino la CGIL Roma, oltre a Oscar Giannino (vedi lettera allegata), attribuiscono tutto o alla seconda legge Sacconi (2011), che in realtà ha solo integrato la più incisiva legge 122/2010, o alla legge Fornero.

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO
marzo 2012 

http://www.sindacatopadano.org/Pensioni_Fornero.pdf

Le pensioni. Prima, durante e dopo la “Fornero”
11 Luglio 2012 

http://www.cgilprovinciadiroma.it/Documento%20pensioni%2011%20lluglio.pdf

link sostituito da:

https://fpcgilgiustizie.wordpress.com/2012/07/13/dip-welfare-le-pensioni-prima-durante-e-dopo-la-fornero-2/  

Conclusione. Effettivamente è difficile raccapezzarsi in questo bailamme disinformativo, talvolta involontario, talaltra volontario ad opera di agit-prop ben retribuiti e non, se non si è seguito - come ho fatto io, essendone uno dei destinatari e delle vittime - quasi passo passo la scansione dei vari provvedimenti legislativi.

Spero di essere stato utile.

 

PS: Allego la legge 214/2011-Fornero (le pensioni sono regolate dall’art. 24), che cita correttamente – come avviene per tutte le leggi – le leggi che va a modificare, tra cui le due leggi Sacconi, le quali però non spariscono affatto:

Manovra finanziaria 'Decreto Salva Italia' del governo Monti
Testo ufficiale del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011
coordinato con la Legge di conversione n. 214 del 22 dicembre 2011
http://www.dossier.net/guida/norme/legge-conversione-dl-201-2011.htm

________________________

Note:

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html    

[2] Informazione, disinformazione e controinformazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828254.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/informazione-disinformazione-e.html

[3] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770782.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/ricostruzione-del-caso-berlusconi-olli.html  


Appendice

 
LETTERA ALL'ON. GIULIANO CAZZOLA (PDL) DOPO IL SUO INTERVENTO DI STAMANE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
contributo inviato da magnagrecia il 29 settembre 2010
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2544625
 

Pubblico la lettera che ho appena inviato via e-mail all'On. Giuliano Cazzola (PDL), Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati: 

Egr. On. Cazzola,
ho ascoltato stamattina il Suo intervento alla Camera sulla fiducia al Governo. Mi permetto di esprimerLe la mia meraviglia e la mia disapprovazione e di dover aggiungere che francamente esso mi è sembrato un modo di guadagnarsi la pagnotta, invero immeritata dal punto di vista di un cittadino normale.
Lei ha fatto due affermazioni talmente prive di fondamento, da potersi spiegare solo alla luce di motivazioni sottostanti di ordine psicologico: la prima, che il debito pubblico italiano non è aumentato come negli altri Paesi; la seconda, che avete varato una riforma delle pensioni senza che ci sia stata, a differenza degli altri Paesi, un'ora di sciopero.
Infatti, sorprende che non sia chiaro a un luminare dell'economia come Lei ciò che sarebbe invece chiaro anche ad uno scolaro di scuola elementare, se venisse informato adeguatamente, e cioè che negli altri Paesi gli interventi anti-crisi sono ammontati al 2-3% del PIL, mentre in Italia solo allo 0,5-0,6%; e che, per quanto riguarda le manifestazioni contro la scandalosamente e crudelmente iniqua manovra correttiva varata dal vostro governo di centrodestra, c'è stato, da un lato, lo sciopero della sola CGIL; dall'altro, la CISL e la UIL hanno appoggiato, unici sindacati in Europa, le inique e crudeli misure governative; dall'altro ancora, c'è una evidente, sistematica, scientifica, dispotica disinformazione dei lavoratori e dei cittadini; ed infine, centinaia di migliaia, milioni di cittadini, il lavoro non ce l'hanno affatto, o perché non l'hanno mai avuto o perché l'hanno perso e non riescono a ritrovarlo: come e contro chi potrebbero scioperare?
Accennavo prima alle motivazioni sottostanti di ordine psicologico; non l'ho fatto casualmente, perché non dev'essere casuale e si spiega solo alla luce di sensi di colpa da compensare, se un ex o sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di centrodestra e se le stesse argomentazioni usate da Lei compulsivamente da 5 mesi in Parlamento o in televisione, vengano usate altrettanto compulsivamente dai ministri altrettanto ex o sedicenti ancora socialisti, Tremonti, Sacconi e Brunetta, sul non o scarso aumento del debito pubblico (che poi non è affatto vero, come dimostrano i comunicati di Banca d'Italia ) e soprattutto sull'assenza di manifestazioni contro la manovra correttiva e la riforma (!?) delle pensioni: una manovra correttiva la più feroce ed iniqua della storia repubblicana, che addossa l'onere dell'aggiustamento dei conti pubblici (non dell'INPS, badi, la cui gestione presenta un avanzo record di 7,9 miliardi) su categorie deboli o debolissime, a reddito basso, bassissimo o addirittura pari a zero – che perderanno in un solo anno introiti di migliaia o decine di migliaia di €, come i dipendenti pubblici, i precari e i pensionandi inattivi (lo slittamento iniquo di 4 trimestri in soli 3 anni comporterà che ciascun pensionando inattivo –centinaia di migliaia di persone - perderà tredici mensilità di pensione), mentre tutti i percettori di reddito privati - ad eccezione dei produttori di farmaci generici, dei grossisti di farmaci, dei farmacisti e dei beneficiari di stock option, per la parte eccedente il triplo della retribuzione fissa (cioè nessuno, neanche Passera e Profumo!) -, anche miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti, o abbienti come Lei, Sacconi e Brunetta, non pagheranno – letteralmente - neanche un centesimo!
In conclusione, Sig. Deputato pro tempore, le Sue dichiarazioni di stamane sono davvero incongrue e s'inscrivono coerentemente solo in uno schema di Sua “realtà parallela”. Faccia uno sforzo, scenda con i piedi per terra, e forse s'accorgerà anche Lei che far pagare per il risanamento dei conti pubblici, appunto, ad un pensionando inattivo o a un precario qualche decina di migliaia di € in un anno, mentre, ripeto, né un miliardario come Berlusconi, né un milionario come Tremonti, né un abbiente come Lei o Sacconi o Brunetta pagherà un solo centesimo, è una misura crudele ed iniqua, molto iniqua, inaccettabile per un ministro sedicente socialista, che dovrebbe avere – lo affermava il socialista Sandro Pertini – come stella polare, oltre alla libertà, la giustizia sociale.
Distinti saluti
VB

P.S.: La informo che pubblicherò questa lettera su alcuni forum. 

*** 

[Ecco l’incredibile risposta di Giuliano Cazzola] 

Ho appena ricevuto questa email da parte dell'On. Giuliano Cazzola.

Oggetto: Re: I: Trasmesso via sito -Intervento alla Camera sulla fiducia al Governo
Faccia come vuole io sono dal 2002 nel mirino della brigate rosse,si figuri se mi spaventano lettere come la sua o la minaccia di pubblicarle su alcuni forum. In Italia la Cgil non e' il solo sindacato. Per fortuna. Confermo quanto ho detto nell'intervento.
Giuliano Cazzola
30/set/2010, alle ore 12.59 

 
Post e articoli collegati:

Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html oppure  http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html 

Lettera al presidente dell’INPS Tito Boeri
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832306.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-al-presidente-dellinps-tito_11.html
 
Lettera all’On. Matteo Salvini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html

Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica


Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

LAVORO: CAZZOLA, NO A PARERE DAMIANO; DIFENDERE RIFORMA FORNERO
Pubblicato il mercoledì, 18 gennaio 2012 da Cesare Damiano
http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/01/18/lavoro-cazzola-no-a-parere-damiano-difendere-riforma-fornero/


SABATO 31 MARZO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:
Pubblicato il sabato, 31 marzo 2012 da Cesare Damiano

  1. “ESODATI, PAGANO LE AZIENDE”
  2. “[…] Per Giuliano Cazzola, deputato Pdl e grande esperto di previdenza, «dimenticare» il problema degli esodati fu una scelta esplicita del governo. «Probabilmente si voleva dare un segnale forte e di grande rigore nei confronti dei mercati e dell’Europa – spiega – ma è stata una scelta del tutto irragionevole. Bisognava pensare una transizione più graduale». […]”
  3. Quel che si dice una faccia di tolla al quadrato ed esempio palmare di voce dal sen fuggita per effetto del senso di colpa per coda di paglia, compensata puerilmente da “proiezione psicologica”, fenomeno che colpisce indistintamente tutti i sedicenti socialisti che militano nel centrodestra (Sacconi, Brunetta, Tremonti, Cicchitto, Cazzola).
  4. Egli ha fatto la stessa cosa che ora critica, approvando il DL 78/2010 (L. 122/2010), col limite dei 10.000 in mobilità e non prevedendo eccezioni per i disoccupati e gli inattivi.
  5. E per giunta difendendo il DL – raccontando qualche balla – sia nel suo intervento alla Camera, sia in risposta ad una mia lettera di critica.
  6. https://cesaredamiano.wordpress.com/2012/01/18/lavoro-cazzola-no-a-parere-damiano-difendere-riforma-fornero/

http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/03/31/sabato-31-marzo-vi-segnaliamo-in-edicola/
 
IL CASO
Cazzola e il "colpo di fortuna" dell'alloggio con vista Colosseo
Il deputato del Pdl abita a Roma nello stesso palazzo di Filippo Patroni Griffi, titolare della Pubblica amministrazione. Gli inquilini ottennero il declassamento dell'immobile: da edificio di pregio ad abitazioni popolari, per la ristrutturazione necessaria
di ROSARIO DI RAIMONDO 
11 gennaio 2012
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/cazzola_e_il_colpo_di_fortuna_dell_alloggio_con_vista_colosseo-27906186/ 

 
Aggiornamento (30/04/2015)
 
Segnalo:

Osservatorio sulle pensioni
Data pubblicazione: 30/04/2015
L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1° gennaio 2015 e liquidate nel 2014.
Dall’analisi dei dati emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015.
Il fenomeno è da attribuirsi sia all’esaurimento del collettivo delle pensioni di invalidità liquidate ante Legge 222/1984, sia all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011.
Di contro l’importo medio mensile erogato risulta in costante crescita, passando da 780,14 euro nel 2012 a 825,06 euro nel 2015.
Ciò è dovuto essenzialmente agli effetti della perequazione automatica delle pensioni e all’effetto sostituzione delle pensioni eliminate con le nuove liquidate che presentano mediamente importi maggiori.
[L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali.]
Vai al documento: Statistiche in breve – Pensioni erogate dall’Inps
Vai all’Osservatorio
Vai al comunicato stampa

NB: Come si può notare, anche l'INPS attribuisce erroneamente il calo del numero delle pensioni solo “all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011 [Fornero]”.

 
Commenti
 
# 1    commento di   paolo -  lasciato il 16/5/2015 alle 10:17
 
certo, ste mazzecalzette parlano bene non cè dubbio.ma aver buttato + di 15 mila euro dalla finestra , trovo che sia stata una rapina armata alla povera gente,e nessuno ne parla davvero.
nemmeno la consulta,,,brava gente 
 
# 2    commento di  http://www.ilcannocchiale.it/usercontrols/images/login/icon.gif magnagrecia - utente certificato lasciato il 16/5/2015 alle 13:56
 
Già. Ma la Consulta va investita del problema, non può muoversi autonomamente. Infatti, negli ultimi 3 casi (i 2 contributi di solidarietà e il blocco dell'indicizzazione, tutti e 3 giudicati incostituzionali), hanno fatto sempre ricorso titolari di redditi elevati. In quest'ultimo caso, 2 associazioni di dirigenti. I sindacati dei "poveri", mai. Anzi, Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL) sono stati complici di Sacconi.
Grazie del commento. 


********** 

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html


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permalink | inviato da magnagrecia il 11/3/2015 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel

 
Nel dicembre scorso, rispondendo a @domenicobasile, evidenziavo il carattere indipendente del neo-presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e allegavo un mio post con alcune prove:
 
· http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 15 dicembre 2014 alle 20:22
@domenicobasile (15 dicembre 2014 alle 18:42)
[…]
“Quanto a Junker, a parte taluni difetti non troppo mediatizzati, è l'uomo che di fatto è stato il garante dell'evasione fiscale in Europa durante un ventennio! (bel primato per guidare la commissione di Delors et Prodi!!!)”
A parte il Luxleaks, ti segnalo che Prodi ha dato su Juncker un giudizio positivo. I politici per solito non disdegnano la “flessibilità” e quindi possono essere incoerenti, ma al netto di questo, per la sua propensione all’indipendenza dalla Germania ed altro, leggi il mio post linkato nel poscritto.
Vincesko

PS:
L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/#comment-925
 
Segnalo perciò volentieri questo interessante articolo di oggi, che parla di un rapporto teso tra Juncker e la cancelliera Merkel proprio riguardo alla distribuzione del potere nell'UE:
 
La Commissione Ue si svincola dalla Germania: tensione tra Juncker e Merkel
di MAURIZIO RICCI
(07 marzo 2015)
La telefonata è di qualche settimana fa e la racconta lo Spiegel. "Il mio commissario - si lamenta Angela Merkel, riferendosi a Guenther Oettinger, commissario tedesco a Bruxelles - ha ricevuto il progetto solo la mattina della riunione". All'altro capo del filo, un gelido Jean-Claude Juncker: "Quale tuo commissario? Quello è il mio commissario!". E' uno scontro che ha un solo significato: il braccio di ferro su chi detiene il potere in Eurolandia è ricominciato. Non è difficile vederne i segnali. A sorpresa, sui media tedeschi la bestia nera non è il greco Tsipras, nè il suo riottoso sodale Varoufakis. E neanche l'italiano Mario Draghi, che si appresta ad inondare l'Europa di banconote, stampate nel retrobottega della Bce, all'insegna del quantitative easing. E' l'intramontabile Juncker, presidente di una Commissione che Berlino sente sempre più lontana. […]
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/03/07/news/la_commissione_ue_si_svincola_dalla_germania_alta_tensione_tra_juncker_e_merkel-108969820/

 
· http://1.gravatar.com/avatar/96a34fb50de32f7c7cb22bb6d65b3e41?s=48&d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
jeantine01 7 marzo 2015 alle 19:41
@magnagrecia7 7 marzo 2015 alle 14:02
Che il caso Grecia abbia agitato le acque,in Europa e che le posizioni si stiano ridefinendo in funzione del redde rationem, lo dimostra anche questo articolo sul Sole (v. in particolare il finale):
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-03-07/solo-unione-politica-permette-scelte-economiche-democratiche--094706.shtml?uuid=ABD87h5C

 
· http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 8 marzo 2015 alle 00:52

@jeantine01 (7 marzo 2015 alle 19:41)

1. Rilevo che l’articolo è di Luigi Zingales.

2. Se si “condivide” l’articolo, anziché il titolo Solo l’Unione politica permette scelte economiche democratiche, viene fuori il seguente titolo e sottotitolo:
Nel braccio di ferro tra Grecia ed Europa io sto con Atene
L’Europa ha maltrattato la Grecia e lo ha fatto perché la Germania e la Francia hanno protetto i loro interessi a scapito di quelli greci
.
Il che significa – credo – che qualcuno (il direttore? il caporedattore?) lo ha poi cambiato, forse perché l’ha ritenuto troppo forte (!).

3. Fin dall’inizio, dopo aver approfondito un po’ la materia, ed anche nel dialogo con Carlo Clericetti, propedeutico al lancio della mia Petizione al Parlamento europeo (BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti), io ho definito il caso UE-Euro-BCE un esempio eclatante della fiaba di Hans Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Tutto è alla luce del sole: le iniquità, le violazioni, le prepotenze, le furbizie, gli stravolgimenti della lingua, della logica e della matematica (Stravolgimenti europei). Mancava il bambino. Finché è arrivato Varoufakis (Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis).

4. Nell’articolo del Sole 24 ore, Luigi Zingales cita come “testimone”, per dimostrare che gli aiuti alla Grecia sono serviti per salvare le banche tedesche e francesi, Athanasios Orphanides, ex governatore della Banca di Cipro ed ex membro del Consiglio direttivo della Bce ed ora docente al MIT. Io ho riportato le sue critiche severe al QE prima del suo varo nell’intervista a Federico Fubini su Repubblica nello Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto).
Dopo che la BCE ha deciso il varo del QE, Federico Fubini ha partecipato al coro degli elogiatori di Draghi. Per non parlare di Eugenio Scalfari, che quasi ogni domenica tesse le lodi del salvatore Draghi, arrivando, forse per l’età, a stravolgere sia le tesi che diffondeva nei suoi formidabili editoriali nel 2010 (L’involuzione di Eugenio Scalfari), sia le più banali leggi economiche, che fino a qualche anno fa conosceva benissimo. E Scalfari su Repubblica (per non parlare del Corriere) influenza molte più persone di Zingales sul Sole 24 ore. Ed invece, per sortire qualche effetto, Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore, che pure sono critici con l’UE e la BCE, dovrebbero – come fanno i media tedeschi - unirsi per fare pressione sui nostri governanti (Renzi e Padoan!) affinché tutelino maggiormente i nostri interessi contro lo strapotere tedesco.

5. In conclusione, a mio sommesso avviso, occorre, però, una spinta dal basso e, da un lato, (continuare a) unirci al “bambino” Varoufakis nel gridare all’unisono che Il re è nudo, e, dall’altro, “valorizzare”, utilizzare di più il fattore regole, poiché è nella legge – correttamente ed equamente applicata - la tutela dei più deboli contro la prepotenza dei potenti e dei ricchi, che sono quattro gatti, ma dettano legge perché possono contare su 4 fattori: a) risorse finanziarie enormi; b) il controllo dei media; c) l’aiuto di un certo numero di “agit-prop” ben retribuiti; e d) l’ammuina di milioni, miliardi di poveri.

Vincesko

 
 
Articoli collegati:
 
Il “bambino” Yanis Varoufakis, sui giudizi politici di Draghi, la pensa come Carlo Clericetti e me (cfr. Allegato alla petizione al Parlamento europeo: la BCE non rispetta il suo statuto, linkato più sopra):

Grecia, parla Varoufakis: «Atene non chiederà altri prestiti»
Intervista al ministro delle Finanze greco: «La Bce nel 2012, in una crisi simile ma con un governo conservatore, aumentò senza problemi la nostra possibilità di emettere titoli a breve termine Ora invece è molto ”disciplinante” con la Grecia»
di Danilo Taino, inviato a Venezia
8 marzo 2015 | 07:58
Com’è il suo rapporto con Mario Draghi e la Bce?
«Formale».
Cosa intende?
«La Bce è molto “disciplinante” nei confronti della Grecia. Nel 2012, in una situazione di crisi simile ma con un governo conservatore, fu flessibile, aumentò senza problemi la possibilità del governo di emettere titoli a breve termine. Ora invece ha molto ridotto la nostra agibilità». 
Quando crede che la Bce comprerà titoli greci all’interno del programma di Quantitative Easing che ha lanciato? Si dice a luglio.
«Penso che il Quantitative Easing andrebbe fatto dove la mancanza di crescita è massima. Invece si compreranno grandi quantità di titoli tedeschi. Quindi credo che la Bce avrebbe dovuto comprarli ieri i titoli greci. Non un domani. Ritengo Draghi uno splendido banchiere centrale, date le condizioni di scarsa libertà in cui si muove. Ma l’indipendenza della banca centrale deve essere nei due sensi: anche la Bce non deve dare giudizi politici, deve trattare tutti i Paesi allo stesso modo».
http://www.corriere.it/economia/15_marzo_08/varoufakis-atene-non-chiedera-altri-prestiti-all-europa-e09010f6-c55e-11e4-a88d-7584e1199318.shtml

Anche il "bambino" Tsipras, sull'indipendenza della BCE dalla Germania:

Grecia: lo stop dell’Eurogruppo «La lista delle riforme non è completa»
L’altolà presidente Dijissembloem alla vigilia degli incontri a Bruxelles. Tispras chiama Draghi e Hollande
8 marzo 2015 | 17:12
Quest’ultimo ha speso la domenica lavorando alle relazioni in Europa e ha chiamato per primo, in mattinata, Mario Draghi ribadendo il rispetto per l’indipendenza della Banca centrale europea e auspicando la distanza dell’Authority dai tentativi di pressione politica.
http://www.corriere.it/economia/15_marzo_08/grecia-dijsselbloem-la-lista-riforme-atene-non-completa-5b30c8fe-c5ab-11e4-a88d-7584e1199318.shtml

Nell’editoriale di domenica scorsa, l’ennesima glorificazione di Draghi da parte di Eugenio Scalfari:

I benefici che Draghi procurerà all'Italia e a Renzi
Domani la Bce comincerà a comprare titoli e obbligazioni pubbliche nell'Eurozona. Al governo spetterà di trasformare questo beneficio in una forte ripresa di investimenti
di EUGENIO SCALFARI
08 marzo 2014
http://www.repubblica.it/politica/2015/03/08/news/i_benefici_che_draghi_procurera_all_italia_e_a_renzi-109028243/ 


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