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Renzi e la fiducia sulla legge elettorale

 
L’apposizione della fiducia sulla legge elettorale[1] non va vista tanto se sia un segno di forza – come pare dire Antonio Polito[2] – o di debolezza, come sostiene Ezio Mauro[3] (è entrambe le cose), ma come la rappresentazione plastica della spregiudicatezza e soprattutto della spietatezza di Renzi, data la sua natura di Edipo nato e pasciuto,[4] poiché egli ha ravvisato il rischio che in questo caso il conflitto possa essere letale per lui.

Renzi è un venditore diretto, dalla tecnica manipolatoria,[5] contaballe compulsivo.[6] Debbo aggiungere che, pur non avendolo mai votato, io ho per anni difeso Renzi (in particolare su "Europa", che purtroppo in occasione della ristrutturazione del suo sito ha modificato i link agli articoli e cancellato i commenti, e nel mio blog "Vincesko", dove ho pubblicato finora 18 post su di lui), che consideravo una persona tosta e leale. Quando, sulla base di fatti (la defenestrazione sleale di Letta e la virata verso la tutela prioritaria degli interessi degli imprenditori), ho visto che mi ero sbagliato, nel senso che lui ha smentito clamorosamente se stesso, ho cambiato radicalmente il mio giudizio, rafforzato dalla spiacevolissima constatazione che Renzi - da bravo venditore diretto appartenente alla corrente manipolatoria - è un contaballe seriale.

Va bene governare, ma per fare che cosa? Non succede solo in Italia ed è successo anche in passato che si sia fatto il contrario, ma a me importa soprattutto che un partito di Csx realizzi delle misure che tengano conto, nell’ambito del perseguimento dell’interesse generale del Paese, soprattutto degli interessi del Csx (cioè dei ceti medio e basso), non del Cdx (cioè del ceto alto). A me pare indubbio che Renzi, dopo una prima fase orientata a sinistra (iscrizione del PD al PSE e 80€), abbia data una sterzata destrorsa al PD (all’estero, contrastando a parole ma assecondando nei fatti la presa per altri 5 anni della Commissione UE da parte della destra teutonica e la politica economica austeritaria; all’interno, privilegiando gli interessi dei datori di lavoro e dei ricchi).

Seguo assiduamente la politica e conosco bene le difficoltà e gli ostacoli potenti interni ed esterni. Ma io non darò mai il mio voto a un individuo sleale e bugiardo compulsivo che per ambizione personale (inclusa l’adombrata richiesta di iscrizione alla Massoneria neo-oligarchica e reazionaria,[7] e – badate - io sono un miscredente a tutto tondo) si è piegato allo strapotere della Germania. Per rappresentarvi l’evoluzione del mio giudizio su Renzi, se ne avete voglia, potete leggere (se la piattaforma IlCannocchiale non è in avaria) i miei 18 post su Renzi.[8]

C’è chi, come me, è critico ma non contrario al cambiamento e, pur essendo anagraficamente un rottamando, alla rottamazione. Come per le riforme, dipende dal contenuto, non dal nome. E ritiene insopportabile (tant’è che mi capita talvolta di spegnere la tv-web) quando sento i vari renziani (quasi TUTTI, persino persone una volta sincere come l’ex prodiano Gozi, al quale scrissi una letteraccia;[9] fa eccezione soltanto la De Micheli) ripetere come una filastrocca – come facevano quelli di Cdx - le accuse di conservatorismo e difendere indefettibilmente le decisioni di Renzi e decantare le misure salvifiche del governo e confondere spesso la realtà effettuale con la propaganda mendace.

Poiché (dopo oltre 40 anni di PCI-PDS-DS) non ho votato PD alle elezioni europee, primo perché Renzi racconta troppe balle, secondo per la torsione destrorsa della sua politica, sto seguendo con una certa attenzione i dissidenti. D'Attorre a me pare uno dei pochi dissidenti con la testa sulle spalle e le palle. Io sono aduso a basarmi sui fatti. Al netto dell'inevitabile tatticismo dei politici, D'Attorre forse non è (ancora) il massimo, ma a me sembra molto più coerente e tosto del volubile Fassina o del pretesco Cuperlo. Dopo averlo ascoltato un paio di volte a Ballarò,[10] non ho molta stima del democristiano Speranza, anche se ho apprezzato molto la sua decisione leale di dimettersi da capogruppo.

I 38 che non hanno votato la fiducia sono: Roberta Agostini, Albini, Bersani, Bindi, Bossa, Bruno Bossio, Capodicasa, Cimbro, Civati, Cuperlo, D’Attorre, Fabbri, Gianni Farina, Fassina, Folino, Fontanelli, Fossati, Carlo Galli, Giorgis, Gnecchi, Gregori, Laforgia, Letta, Leva, Maestri, Malisani, Marco Meloni, Miotto, Mugnato, Murer, Giorgio Piccolo, Pollastrini, Stumpo, Vaccaro, Zappulla, Zoggia, Epifani, Speranza. Se Epifani e D’Attorre hanno annunciato in Aula la loro scelta, Gianni Cuperlo lo ha fatto dopo il voto.

Come temevo, il falso e cortese piemontese Damiano ha votato la fiducia.

 

 
[1] Italicum, Camera dà il via libera alla prima fiducia. Strappo della minoranza Pd: 38 non votano
I sì sono stati 352, i no 207. Le altre due votazioni domani. Renzi: "Questa è la volta buona". Boschi: "Numeri in linea con altre fiducie". Area riformista si spacca:documento di 50 'responsabili' pro-fiducia. Franceschini agli ex leader Pd: "Ci ripensino". In serata il Pd si salva per un solo voto sulla PA
di GIOVANNI CEDRONE
http://www.repubblica.it/politica/2015/04/29/news/italicum_camera_voto_renzi-113112143/
 
[2] Italicum, in Parlamento la prova del potere
di ANTONIO POLITO
http://www.corriere.it/editoriali/15_aprile_29/italicum-matteo-renzi-prova-potere-polito-2ece17b2-ee32-11e4-b322-fe8a05b45a01.shtml
 
[3] La prova di debolezza
di EZIO MAURO
http://www.repubblica.it/politica/2015/04/29/news/la_prova_di_debolezza-113104288/
Ezio Mauro era un sostenitore di Renzi e faceva da contraltare al molto critico Scalfari. Poi, dopo alcune scelte concrete di Renzi (cfr. il suo per me bellissimo editoriale che ho allegato e commentato in "Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html), ha cambiato idea. Come me. I politici (gli individui, in generale) vanno giudicati dai fatti concreti, non dalle parole. C'è però chi odia i fatti, perché odia i dati della realtà. Ma qui la questione esce dal dominio della politica ed entra nel campo della psicologia o, peggio, della psichiatria.
 
[4] Renzi non è Telemaco ma Edipo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816207.html
 
[5] Comunicazione politica e vendita diretta
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760961.html
 
[6] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
 
[7] PRESSO QUALE UR-LODGE SARA’ PRESTO INIZIATO MATTEO RENZI? COMPASS STAR ROSE O PAN-EUROPA?
SCRITTO DA IL MORALISTA  31-GEN-2015
http://www.ilmoralista.it/2015/01/31/presso-quale-ur-lodge-sara-presto-iniziato-matteo-renzi-compass-star-rose-o-pan-europa/
 
[8] N. 18 post su Renzi:
(I) Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/berlusconi-renzi-interpretazione.html
(II) Bersani vs Renzi, il competente e onesto segretario gentiluomo e lo sfidante coraggioso e tosto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753331.html
(III) Il tappo gerontocratico al naturale, fisiologico, salutare ricambio generazionale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2757820.html
(IV) I700+1 conservatori dello status quo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758010.html
(V) Se vince Renzi…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758117.html
(VI) Il probabile effetto-valanga della ‘rottamazione’ renziana
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758409.html
(VII) Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758537.html
(VIII) Tra Bersani e Renzi il gioco si fa duro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758539.html 
(IX) La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html
(X) Renzi l’asfaltatore con le piume sul cappello
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804473.html
(XI) Delusione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804686.html
(XII) Renzi è di sinistra o di destra? Somiglia a Berlusconi?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2808586.html
(XIII) PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html
(XIV) Renzi non è Telemaco ma Edipo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816207.html
(XV) La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
(XVI) Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html
(XVII) Renzi nomina Guerra consigliere per le strategie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823595.html
(XVIII) Imposte, il governo Renzi-Padoan ciurla nel manico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827108.html
 
[9] Lettera a Sandro Gozi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821489.html
 
[10] Gli atti concreti qualificano la sinistra e la destra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797528.html

 

Articolo collegato:
 
Francesco Marchiano'
Matteo Renzi, ovvero del nulla. Il nuovo libro di Michele Prospero che disintegra Renzi e il renzismo
Pubblicato:06/05/2015 09:29 CEST Aggiornato: 06/05/2015 09:29 CEST
http://www.huffingtonpost.it/francesco-marchiano/matteo-renzi-ovvero-del-nulla-nuovo-libro-michele-prospero_b_7198326.html


 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/04/renzi-e-la-fiducia-sulla-legge.html 

Dialogo sulla Grecia e il maramaldeggiare

 
Riporto, data la sua emblematicità contingente, il dialogo sulla Grecia, svoltosi ieri e oggi tra ubimel e me, in calce al seguente post di Carlo Clericetti su Repubblica:
 
Carlo Clericetti
17 APR 2015
Altro che Grecia, è in gioco la Bce
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/04/17/altro-che-grecia-e-in-gioco-la-bce/
 

 

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ubimel 27 aprile 2015 alle 11:58

Il ragionamento di Clericetti è in larga parte condivisibile, tranne il fatto che omette due passaggi secondo me essenziali:
1) Che il Bund sia diventato un bene-rifugio lo abbiamo capito tutti; beati loro, si finanziano gratis e anzi addirittura ci guadagnano. Tuttavia, non possiamo dimenticare che anche il BOT-BTP italiano, sulla scia del QE, era sceso a tassi d'interessi del tutto illogici per un bond che non è e non potrà mai essere bene rifugio. I rialzi degli ultimi giorni mi sembrano dunque una normale riequilibratura; se davvero fosse in dubbio la credibilità della BCE, il debito italiano o spagnolo dovrebbe risentirne assai di più.
2) A me sembra che le trattative stiano andando male soprattutto per responsabilità del governo Tsipras. Se non presenta un piano, di che cosa trattiamo? Non può pretendere di avere aiuti senza nemmeno presentarlo, il piano. Non si può sfuggire così alle proprie responsabilità.
--
Nel complesso, alla luce della crisi che ha saputo disinnescare, la BCE mi sembra oggi la corazzata tra le banche centrali.

 

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magnagrecia7 27aprile 2015 alle 15:28

@ubimel (27 aprile 2015 alle 11:58)
Sei nuovo di qua? Te lo chiedo perché muovi obiezioni già ampiamente discusse, confutate e rivelatesi infondate qui.
1. Anche tu sei vittima della DISINFORMAZIONE dei poteri forti europei, coi quali chissà perché parteggi. La Grecia ha ben un programma, sul quale Syriza ha vinto le elezioni (Piano Salonicco), ma non va affatto bene all’UE. Neppure dopo che Tsipras ha rinunciato alle condizioni più dirompenti (per gli altri). Come ha scritto Carlo Clericetti, andrà bene solo quando la Grecia presenterà quello voluto da UE-BCE-FMI, che hanno rilevato, a spese di tutti (anche nostra), i crediti vantati dalle banche private francesi, tedesche e olandesi.
2. Il tuo giudizio sulla BCE è surreale ed esilarante insieme. Dopo a) 7 anni di crisi economica; b) un aumento sensibile della disoccupazione in EUZ; e c) l’inadempimento di entrambi i suoi obiettivi statutari, si può ben argomentare che la BCE sia la peggiore banca centrale.
PS: Da una ricerca ora effettuata, vedo che sei recidivo:
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/05/linvasione-di-campo-della-bce/#comment-1216
Vincesko

 

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ubimel 27aprile 2015 alle 15:59

@caro magnagrecia7, "discusse,confutate e rivelatesi infondate"... solo per te, che mi rispondesti con le solite argomentazioni a base di poteri forti e violazioni statutarie (che non mi pare siano state rilevate dagli organi a ciò preposti).
Ma a parte questo, andiamo al sodo.
-
1) La vera disinformazione è tentatare di contrabbandare la legittima propaganda elettorale per un piano tale da consentire l'intervento delle istituzioni creditizie internazionali. Al netto della campagna elettorale, è del tutto ovvio che è compito del governo greco presentare un piano economico-finanziario. Se vuole inserire in questo piano gli stessi contenuti della campagna elettorale, faccia pure, tanti auguri. Almeno si potrà trattare su qualcosa. Ma finchè il piano non viene presentato, si sta solo cincischiando. Semplicemente, il buon Tsipras non ha ancora trovato il coraggio di mettere la propria firma di primo ministro sulle cose che diceva da semplice candidato; il che è anche comprensibile.
2) Il mio giudizio sulla BCE dipende esattamente dagli esiti della crisi economica, che con ogni evidenza non dipende dalla BCE, così come non può dipendere da essa il tasso di disoccupazione.
Non ho tempo nè voglia di iniziare un dibattito piuttosto ovvio sui compito statutari della BCE. Chi ne avesse il desiderio può documentarsi facilmente. Dico solo che, alla faccia del principale paese membro, la BCE ha sparato un paio di QE piuttosto corposi, con l'obiettivo di riportare il segno più nel PIL, nell'occupazione e nelle quotazioni dell'euro. Tutti obiettivi che, numeri alla mano, si stanno raggiungendo. Tsipras farebbe bene ad approfittare di queste contingenze per presentare un piano serio, anzichè baloccarsi coi danni di guerra e sciocchezze consimili.

 

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ubimel 27aprile 2015 alle 16:09

Prima di ricevere contestazioni piuttosto prevedibili, specifico che se quando dico "segno più" in riferimento alle quotazioni alludo all'aumento del tasso di cambio del dollaro, cioè ad un deprezzamento della moneta unica utile alle esportazioni europee.
Personalmente, non ho mai creduto molto nelle svalutazioni competitive, ma da un paio di anni cinesi e americani giocavano sporco su questo terreno e alla fine la BCE si è adeguata.
Un tasso di cambio poco sopra la parità col dollaro mi sembra equo. In fondo, resto convinto che se la Merkel alla fine ha ingioiato il QE lo si deve anche a questo fattore, che giova anche all'economia tedesca.
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ubimel 27aprile 2015 alle 16:21

Poichè non vorrei passare come una sorta di difensore d'ufficio della BCE, mi premuro anche di illustrare quello che, a mio parere, è il punto debole della strategia.
Che la politica monetaria stia perdendo progressivamente efficacia lo si sa da qualche decennio, e la crisi ha accelerato questo processo; di questo non si può fare una colpa alle banche centrali. Tuttavia, nè Draghi nè nessun altro hanno affrontato il nodo centrale, ovvero la ripresa degli investimenti privati.
Se il crollo dei tassi d'interesse si è rivelato largamente inefficace, c'è il serio rischio che anche il QE sia meno utile del previsto (per quanto, visti gli importi, è inevitabile che qualche effetto positivo debba esserci). Sempr edi politica monetaria si tratta, in fondo. Forse era necessario non solo attivate il QE, ma anche inserire meccanismi che prevedessero una sorta di proporzionalità tra la capacità delle banche di emettere titoli e la loro disponibilità a concedere prestiti. Ma qui, effettivamente, si porrebbe un problema di legittimità statutaria.
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L'unico elemento veramente importante, nel settore degli investimenti, sembra essere la mitica "fiducia". I fondatori dell'economia moderna, che la consideravano una scienza totalmente "umanistica", celebrano la loro rivincita?

 

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magnagrecia7 27aprile 2015 alle 17:11

@ubimel (27 aprile 2015 alle 15:59)
1. Com’è che stai dalla parte dei poteri forti: la troika e, in particolare, la BCE? Te lo sei mai chiesto?
2. Argomentazioni solite? Bizzarro, era la prima volta che discutevo con te. E non rispondesti. Ora vieni a proporle pari pari, come se niente fosse, confidando nella dimenticanza o nella disattenzione. Com’è che ti urgono dentro? Non hai niente di meglio da fare che venirle a ripetere qui?
3. Quali sono gli organi preposti alla contestazione delle violazioni statutarie della BCE, visto che fai finta di saperlo? O, se lo sai, perché dici una tale sciocchezza, duplice? E, siccome lo sai, sai anche perché hai detto una sciocchezza duplice.
4. Quale sodo? Il sodo l’abbiamo già affrontato. O non sai che il sodo era quello, non certamente la Grecia, che tanto ti preoccupa e contro cui maramaldeggi, che vale meno del 3% del Pil UE?
5. Propaganda elettorale? Sei tu – disinformato e sostenitore dei potenti – che fai propaganda, visto che non conosci il contenuto del Piano Salonicco. Che contiene misure “normali” anti-crisi, che solo la propaganda dei poteri forti può far apparire esagerate a disinformati parteggiatori dei poteri forti come te.
6. Ti sbagli anche su Tsipras.
7. Infine, succubo mentale dei poteri forti, sciorini di nuovo la tua difesa d’ufficio della BCE, basata sul nulla, visto che a) t’inventi ch’io abbia attribuito alla BCE l’intera responsabilità della crisi – che sarebbe una sesquipedale sciocchezza tecnica -, quando io ho scritto numerose volte che è “solo” la maggiore responsabile della crisi economica dell’Eurozona e della depressione economica italiana. E per stabilire ciò è doveroso – e sufficiente – comparare le misure adottate da essa con quelle varate dalla FED o dalla BC di GB; b) t’inventi con nonchalance una conoscenza dello statuto della BCE che tu non hai mai letto o, se forse gli hai dato un’occhiata – e molto male -, lo hai fatto solo dopo aver letto le mie contestazioni; c) t’inventi che la BCE abbia varato “un paio di QE”: quando?; e d) t’inventi che “Tutti obiettivi che, numeri alla mano, si stanno raggiungendo”, sia perché siamo appena all’inizio ed i conti vanno fatti alla fine o almeno a fine anno, sia perché tecnicamente è una sciocchezza attribuire al QE questo potere, sia perché lo stesso Draghi, consapevole di ciò, pur lodandosi e attribuendosi meriti infondati (v.l’articolo del prof. Andrea Terzi, che non è tra i più severi con lui, o quelli molto severi di Paolo Savona e Salerno Aletta, da me allegati più sopra), ha detto più volte e dichiarato da ultimo durante l’audizione alla Camera (da me linkata più sopra) che il QE da solo è insufficiente a uscire dalla crisi economica.
Conclusione: come vedi, troppe cose ignori, per essere in grado di sostenere una discussione e soprattutto permetterti di lanciare accuse. Perciò ti schieri comodamente e incongruamente con i forti, tradendo la tua parte.
Vincesko

 

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ubimel 27aprile 2015 alle 18:56

Caro Vincesko,
non devo rendere conto a te di come e quando partecipo ai blog di repubblica.
Non ti risposi allora perchè non ho tempo da perdere con chi se ne va in giro a straparlare di poteri forti, che esistono soltanto nei pensieri deboli.
Sono soltanto uno che esprime opinioni, non ho nulla da dimostrare nè attribuisco qualche importanza ai tuoi giudizi sulla preparazione o l'ìgnoranza altrui. Nè voglio cadere nella tua stessa presunzione, per cui eviterò di trarre conclusioni generali dalle molte e gravi imprecisioni che - a mio parere-hai scritto; personalmente, mi limiterò a notare che ragioni col fegato, anzichè col cervello, e dunque è inevitabile che i tuoi scritti contengano più bile che argomenti.
Se ti fa piacere immaginarti come paladino dei "deboli" che si batte eroicamente contro i sostenitori dei "forti", quorum ego, fa' pure. Un bisogno psicologico del tutto condivisibile.
Io parteciperò alle discussioni come e quando ne avrò voglia, magari in presenza di interlocutori più aperti ed educati.

 

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magnagrecia7 28 aprile 2015 alle 12:06

Caro ubimel,
Non fare il furbo con me. Non vestirti furbescamente da vittima, dopo aver aggredito e tentato di dare un’immagine di te di persona informata, del tutto smentita, non solo da un’ignoranza oggettiva (neppure adesso porti uno straccio di prova, ma ci ammannisci le tue “convinzioni” apodittiche, e naturalmente lo proietti sugli altri, indizio infallibile di coda di paglia), ma anche da un’ostinazione a rifiutare i dati e i fatti.
Io non ho contestato il tuo diritto di partecipare ai blog di Repubblica. Ovviamente. Ma – rileggi con calma - di ri-venire qua a maramaldeggiare contro la piccola, debole Grecia, ripetendo argomentazioni a senso unico, basate sull’ignoranza dei documenti e dei fatti, quindi in buona parte infondate; dimenticandoti di segnalare le responsabilità della ben più colpevole e furba e arrogante e fortissima Germania. O quelle della altrettanto colpevole e fortissima BCE.
Da dove deriva questa tua inclinazione a fare il Maramaldo? E a usare il doppio standard a favore dei forti? E a rifiutare i dati della realtà? Per solito, la mia lunga esperienza mi dice che nasce da debolezza intrinseca, da coda di paglia e da sensi di colpa. Che poi proietti negli altri. Blaterando, infatti, di presunzione, pensiero debole, fegato e bile. Che è esattamente il tuo ritratto.
Conclusione: tu hai – ovviamente –, per quanto mi riguarda, tutto il diritto di scrivere le cazzate che vuoi in questo spazio pubblico, ma non di pretendere di ri-farlo impunemente e di impedirmi di “bastonarti” adeguatamente, sulla base di un’analisi il più possibile rigorosa, sorretta da prove documentali (nel caso di specie, documenti governativi ufficiali, statuti, tesi di professori esperti e famosi, persino affermazioni di Draghi) confutabile sulla scorta, non di affermazioni maldestramente e maleducatamente apodittiche, ma di prove documentali altrettanto valide. E possibilmente obiettive.
Vincesko

 

 
Post e articoli collegati:
 
La cattiva memoria dei benpensanti sul caso Grecia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829114.html

Un New Deal per la Grecia
di Yanis Varoufakis – 25 aprile 2015
http://znetitaly.us4.list-manage.com/track/click?u=3d7f3214f6f3130c536c7f108&id=5f0adeed6c&e=1d6e6e0f39

Are Creditors Pushing Greece Deliberately Into Default?
by Paul De Grauwe on 28 April 2015  @pdegrauwe
http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=1_PIME&m=3X3lbGzisfe3Fj_&b=K.qnghNaKVjgZEPBhctaHQ

 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/04/dialogo-sulla-grecia-e-il.html
  


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Boeri propone reddito minimo garantito agli over 55, contrarietà della sinistra

 
Il presidente dell’INPS, Tito Boeri, ha proposto recentemente l’introduzione di un reddito minimo garantito per gli over 55 (cfr. Boeri:"Reddito minimo per over 55, Inps ha diritto di fare proposte"[1]).

E’ cominciato subito il fuoco di sbarramento, non da parte della destra, però, ma come al solito dal campo della sinistra: prima l’ex funzionario CGIL e attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, da sempre contrario (cfr. Reddito minimo over 55: Damiano boccia proposta Boeri[2]), poi con qualche distinguo il segretario della FIOM, Maurizio Landini, (cfr. Jobs act, Landini: proposta Boeri per over55 non sufficiente[3] e quindi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (cfr. Poletti risponde a Boeri sul reddito minimo: "Prima ai senza lavoro"[4]).

Ho scritto “come al solito”, poiché la sinistra e il sindacato sono stati sempre contrari al reddito minimo garantito, dicevano per ragioni etiche, ma io penso anche – forse soprattutto – per paura di perdere potere, abbandonando misure che ogni volta andavano e vanno negoziate tra datori di lavoro e sindacati, come la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga) o l’indennità di mobilità, recentemente riformate),[5] a favore di una misura, come il reddito minimo garantito, disciplinata da norme, una volta che siano state definite, di applicazione automatica.
A riprova, vedi, ad esempio, questo commento di Cesare Damiano del 2013
"Salario minimo: prima correggere riforma Fornero",[6] da me commentato severamente nel suo blog On. Damiano, anche per la CIG ci sono figli e figliastri.[7] Mentre Maurizio Landini, che prima era fieramente contrario, nell’ultimo periodo ha avuto una conversione alla protezione sociale estesa alle categorie del lavoro precario ed ha cambiato idea (cfr. Fiom e Liberasi «alleano» per il reddito minimo garantito [8]). Per avere un quadro abbastanza esauriente delle posizioni variegate in campo, leggete il mio Dossier reddito minimo garantito, che include un articolo di Carlo Clericetti, anche lui contrario.

E’ opportuno aggiungere, infine, che il reddito minimo garantito è previsto in tutti i Paesi UE, tranne Italia, Grecia e Ungheria (cfr. Dossier reddito minimo garantito[9]).

 

 
[1] Boeri: "Reddito minimo per over 55, Inps ha diritto di fare proposte"
Il presidente dell'ente previdenziale ribadisce quanto anticipato in un'intervista a Repubblica: "Entro giugno un pacchetto di suggerimenti all'esecutivo". Via libera alle pensioni pagate il primo del mese
20 aprile 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/04/20/news/boeri_inps_reddito-112413729/
 
[2] Reddito minimo over 55: Damiano boccia proposta Boeri
21 aprile 2015
http://www.cesaredamiano.org/2015/04/21/reddito-minimo-over-55-damiano-boccia-proposta-boeri/
 
[3] Jobs act, Landini: proposta Boeri per over55 non sufficiente
Scritto da Eg/Sar|TMNews – mar 21 apr 2015 11:18 CEST
https://it.finance.yahoo.com/notizie/jobs-act-landini-proposta-boeri-per-over55-non-091814798.html
 
[4] Poletti risponde a Boeri sul reddito minimo: "Prima ai senza lavoro"
Il ministro del Welfare accoglie la proposta del presidente dell'Inps e valuta l'idea di garantire un reddito minimo a chi ha perso il posto. Boeri aveva avanzato la proposta di riconoscerlo a chi si trova disoccupato tra i 55 e i 65 anni di età. Landini: abbassare l'età pensionabile
21 aprile 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/04/21/news/poletti_risponde_a_boeri_sul_reddito_minimo_prima_ai_senza_lavoro_-112524786/
 
[5] Guida alla cassa integrazione
http://www.businesspeople.it/Societa/Mondo-del-lavoro/Ordinaria-in-deroga-e-straordinaria-guida-alla-cassa-integrazione_31624
 
[6] Salario minimo: prima correggere riforma Fornero"
Pubblicato il giovedì, 10 gennaio 2013 da Cesare Damiano
http://cesaredamiano.wordpress.com/2013/01/10/salario-minimo-prima-correggere-riforma-fornero/
 
[7] On. Damiano, anche per la CIG ci sono figli e figliastri
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765364.html
 
[8] Fiom e Libera si «alleano» per il reddito minimo garantito
— Damiana Aguiari, 21.3.2015
Bologna. Dopo il corteo, affollato incontro con Maurizio Landini: «Trentin non era d’accordo, ma allora non c’era la crisi. Io ero contrario, non capivo perché dovevo pagare uno che non lavorava»
http://ilmanifesto.info/fiom-e-libera-si-alleano-per-il-reddito-minimo-garantito/
 
[9] Dossier reddito minimo garantito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html
 

 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/04/boeri-propone-reddito-minimo-garantito.html
 

Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto

 
Da oltre due anni, sto facendo opera di informazione sui poteri e gli obiettivi statutari della BCE, combattendo una battaglia quasi solitaria contro l’ignoranza quasi universale in materia e la DISINFORMAZIONE strumentale messa in campo dalla stessa BCE, il cui presidente, Mario Draghi, in tre anni e mezzo dacché ha ricevuto il mandato, non ha mai menzionato il secondo obiettivo statutario; con la complicità dell’Unione europea, che nel suo sito scrive di un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – (cfr. Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto; e dovendo correggere perfino docenti italiani di Economia, anche famosi, e un premio Nobel di Economia (cfr. Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire) ).

Nel novembre scorso, ho inviato al Parlamento europeo una petizione contro la BCE, perché non rispetta il suo statuto (cfr. Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto).

Qualche giorno fa, ho letto questi due articoli del prof. Paolo Savona apparsi su Milano Finanza rispettivamente il 31 marzo e il 1 aprile, e ripresi da Formiche: Vi spiego perché contesto le tesi della Bce di Draghi. Dopo la pubblicazione del primo articolo, egli dà conto che riceve un messaggio inviato dall’Ufficio contatti con la stampa della BCE:

“Le risposte di Draghi ai quesiti rivoltigli sul cambio meritano una particolare attenzione. Egli ha affermato che la nuova politica monetaria espansiva si trasmette al cambio dell’euro, precisando che“Oggi quell’effetto sul tasso di cambio è stato, indubbiamente, significativo. E’ iniziato con l’aspettativa che si arrivasse al QE, poi si è molto rafforzato con l’attuazione del QE…”. Ha poi aggiunto che una stima della Banca d’Italia indica che “la riduzione dei tassi a lungo termine e il deprezzamento del cambio dovrebbero esercitare un impatto positivo sul livello del PIL italiano pari a circa 1 punto percentuale entro il 2016”. E ancora di seguito ammette che “gli ultimi due o tre anni hanno visto movimenti del tasso di cambio molto significativi, ma da parte di tutti si è capito che questi movimenti del tasso di cambio non avevano intenti o non erano la conseguenza di politiche mirate al tasso di cambio, ma era la conseguenza di politiche economiche e, più particolarmente, monetarie che miravano a obiettivi di carattere interno. Quindi, nel nostro caso, a raggiungere un certo tasso di inflazione, nel caso degli Stati Uniti a raggiungere un certo tasso di inflazione e di disoccupazione. Draghi completa la risposta attribuendo alla differenza nei cicli economici e nelle politiche monetarie il recente comportamento del rapporto di cambio euro/dollaro e alla ritrovata fiducia nell’euro il “forte rafforzamento dell’euro” del 2012.

Credo che la spiegazione data, pur con profonde diversità interpretative delle determinanti delle parità di cambio nei diversi momenti attraversati dall’euro, fornisce la spiegazione, per me difficile da accettare, che la svalutazione è considerata benefica in termini di crescita, ma non è tra le variabili considerate nelle scelte di politica monetaria. Se a questa considerazione si somma l’affermazione che per la BCE l’obiettivo è sollecitare l’inflazione e non anche l’occupazione, come per la Fed americana, i miei turbamenti aumentano”. 

Io non ho le competenze tecniche per entrare nel discorso del cambio con un Draghi e un Savona. Ciò che posso e mi preme sottolineare, invece, è che questa risposta di Draghi è una vera e propria confessione della violazione dello statuto della BCE, poiché costituisce la prova documentale dell’ammissione che la BCE non persegue, come prescrive il suo statuto - che è mutuato dal trattato dell’Unione Europea (TFUE) -, che un solo obiettivo, quello del controllo dell’inflazione, e non anche il secondo, quello della crescita economica e della piena occupazione ( "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce "sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, una "crescita economica equilibrata"; la "piena occupazione"; "la solidarietà tra Stati membri"). 

Sono, da una parte, soddisfatto per aver finalmente trovato, dopo le bugie per omissione sia della BCE che dell’UE, circa gli obiettivi statutari della BCE, la prova della sua palese violazione statutaria; ma, dall’altra, sono davvero costernato sia del comportamento illecito della Banca Centrale Europea, del suo presidente e degli altri membri del Consiglio direttivo, sia del fatto che questa gravissima violazione, che tanti danni arreca al popolo europeo, continui a non suscitare scandalo ed un’adeguata azione legale, ma, come fa anche il prof. Paolo Savona, una semplice presa d’atto, come non si trattasse, oltre che di un evidente e grave sopruso, di un vero e proprio illecito.

 

PS: Per parte mia, aggiungerò questa prova documentale al mio Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto, petizione che è stata protocollata, ma che probabilmente farà appena in tempo ad essere trattata entro il termine della legislatura europea, poiché nel sito della Commissione Petizioni del Parlamento europeo l’elenco visibile delle petizioni arriva ancora al 2013.

 

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VIDEO E AUDIO COLLEGATI:

 

Facendo la ricerca, il link iniziale all’audizione offerto è questo: javascript:void(0);, ma linkando sul comunicato stampa e cercando le audizioni in ordine di data sono riuscito a trovare il video completo e, a destra (“nascosto”), il link dell’audizione. La cosa curiosa è che, per fortuna dopo averlo salvato, sono uscito inavvertitamente dal collegamento, ho rifatto la procedura, scorso i vari giorni, ma il video è scomparso dall’elenco relativo al giorno 26 marzo 2015.

 

Audizione del presidente della BCE Mario Draghi alla Camera dei Deputati

 

Comunicato stampa

25/03/2015

1938

Politica monetaria Bce, audizione Draghi - Giovedi’ alle 14,15 diretta webtv

Giovedì 26 marzo, alle ore 14,15, le Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell'Unione Europea, presso la Sala del Mappamondo, svolgeranno l'audizione del Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, sulla politica monetaria della Bce, le riforme strutturali e la crescita nell'area dell'euro. L'appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.

http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8958

 

Giovedì 26 Marzo 2015 ore 14:15 COMMISSIONI RIUNITE BILANCIO, FINANZE E POLITICHE UE - Politica monetaria Bce, audizione Draghi

Le Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell'Unione Europea, presso la Sala del Mappamondo, hanno svolto l'audizione del Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, sulla politica monetaria della Bce, le riforme strutturali e la crescita nell’area dell’euro.

http://webtv.camera.it/archivio?id=7695&position=0

 

Presidenti di Commissione parlamentare presenti:

Daniele Capezzone, presidente Commissione Finanze della Camera

Francesco Boccia, presidente Commissione Bilancio della Camera

Michele Bordo, presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea

 

Do un resoconto sintetico dell’audizione:

 

Domande:

On. Bordo (PD): 1. Piano Juncker, quale effetto? 2. Oltre riforme strutturali, quali misure stimolo domanda?

On.Boccia (PD): 1. Credito all’economia reale. 2 Se BCE potrà acq. titoli per piano Juncker.

On. Capezzone (FI): 1. Timore trasmissione all’economia reale dell’iperliquidità del QE; 2. Se crescita in Italia resta bassa e debito pubblico elevato, non teme insostenibilità debito italiano?; 3. Negli ultimi anni il processo di risanamento italiano è stato orientato alla crescita?

On. Causi (PD): 1. Timore contraddizione tra QE e requisiti prudenziali capitale banche; 2. Valutazioni differenziate degli attivi (stress test) titoli pubblici e derivati, a favore dei secondi; 3. Esigenza riduzione bancocentrismo: effetti per l’Italia; 4. In UE quanto contano squilibri macroeconomici [ad es., surplus commerciale eccessivo]; 5. Giudizio su riforma banche popolari.

On. G. Pisano (M5S): 1. In Italia, politica monetaria di tassi indifferenziati tra Nord e Sud ha svantaggiato il Sud, tale rischio si ripete in UE per la medesima politica dei tassi attuata dalla BCE.

On. Carla Ruocco (M5S): 1. Inserire in prospetti informativi proposti agli investitori delle analisi probabilistiche per ridurre le asimmetrie informative tra banca e investitore.

On. Villarosa (M5S): 1. Quanti soldi del QE arriveranno all’economia reale; 2. Riforma banche pop., è congruo limite 8 mld?; 3. Derivati, conflitto d’interesse dei proponenti.

On. Busin (Lega N.): 1. Bad bank, che sarebbe utile; 2. Effetti positivi QE per surplus commerciale, in particolare per ridurre surplus Germania.

On. Tancredi (Area popolare): 1. Maggiori poteri europei e maggiore investitura democratica

On. Bernardo (Area pop.): 1. Bad bank; 2. Se si fossero prese misure analoghe nel 2011, che effetti avrebbe avuto sullo spread?

On. Marcon (SEL): 1. Problema bilancia comm. e surplus, v. in particolare Germania; 2. Riforme strutturali in UE sono state efficaci? Il debito pubblico è aumentato e scarso importo piano Juncker.

On. Paglia (SEL): 1. QE, esperienza USA ha avuto successo perché non è bancocentrica, perché c’è maggiore accesso ai finanziamenti diretti di borsa e per il deficit elevato; in Italia non c’è nessuna di queste 3 condizioni.

On. Sottanelli (Scelta civica): 1. QE, quali strumenti per accrescere domanda e per fare arrivare i soldi all’economia reale; 2. Effetti sullo spread.

On. Librandi (Scelta Civica): 1. Quale sarà la politica monetaria degli altri Paesi per reagire al calo del tasso di cambio?; 2. O ci sarà rapporto di cambio Euro/Dollaro pari a 1?

On. Adriana Galgano (Scelta civ.): 1. Lista istituzioni e mancanza istituzioni it. per acquisto titoli QE; 2. Default Grecia.

On. Fauttilli (Per l’Italia-Centro dem.): 1. Risorse insufficienti piano Juncker; 2. Risorse, perché non si adottano eurobond o la proposta Prodi-Quadrio Curzio degli EuroUnionBond?

On. Barbanti (Misto-Area libera): 1. Tasso reale ; 2. Disclosure reporting; 3. Acq. titoli in base valutazioni società rating USA, perché non Agenzia rating UE?

 

Risposte del presidente Draghi:

1. Trasmissione QE all’economia reale: quanto si trasferirà a causa bancocentrismo (in UE, l’80% è credito bancario); piccola impresa (70-80% Pil). In GB e Giappone (entrambi bancocentrici) ha avuto effetto. I canali sono molteplici. Effetto tramite tasso di cambio. Calo tassi d’interesse a lungo termine. Tasso reale vicino a zero favorirà investimenti. Deficit in USA prima espanso nel momento più difficile della crisi e poi ridotto; in UE per vincoli istituzionali c’è stato invece il consolidamento fiscale, in tempi brevi. In UE la tassazione più elevata.

2. Piano Juncker: sarà efficace a 2 condizioni: la prima è che parta presto; la seconda è che venga accompagnato dalle riforme strutturali (PA). BCE non può acq. sul mercato primario, ma può acq. bond BEI sul mercato secondario.

3. BCE può agevolare che lo stimolo del QE si trasmetta all’economia reale? Lo fa favorendo i prestiti (LTRO, ecc.).

4. Ripresa ciclica, non strutturale, quindi occorre fare oggi le riforme strutturali. Il maggior incentivo a farle è il tasso di disoccupazione.

5. Effetti nuove misure restrittive sulle banche: banca senza capitale già non presta, quindi sanarla porta a maggior credito nel medio periodo. Titoli sovrani: prima erano a rischio zero, ma dopo Grecia non sono classificati esenti da rischio.

6. Riforma banche pop.: giudizio favorevole.

7. Può BCE differenziare obiettivi tassi d’inflazione? No, opera su obiettivo di tasso medio.

8. Trasparenza banche: prerogativa ora è nazionale.

9. Derivati, conflitto d’interesse: dopo Tesoro, sono rimasto disoccupato, mi sono dedicato all'insegnamento, solo dopo vari mesi sono stato assunto dalla Goldman S.

10. Tasso di cambio: a 1h 37’ 35” fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE e FED.

11. Effetto nel 2011 sullo spread di un QE: a) nel 2011 le banche erano malate, ora c’è stata pulizia banche che hanno potenziato trasmissione liquidità; e b) aspettative inflazione.

12. Surplus commerciale tedesco: il QE non incide, se non indirettamente attraverso le riforme strutturali.

13. Consolidamento fiscale UE: è avvenuto attraverso aumento tasse e della spesa corrente e tagli degli investimenti pubblici, che è un tipo di consolidamento cattivo.

14. BCE, criterio lista istituzioni tramiti acq. titoli QE: si basa su elenco di agenzie riconosciute nella seconda categoria di scarti di garanzia.

15. Grecia: il QE non compra titoli greci per 3 motivi: a) programma review sospeso; b) non acquista al di sotto di un certo rating; e c) non va al di sopra di una certa percentuale che potrebbe portarla in maggioranza nelle assemblee dei creditori (limite è il 33%).

16. Società di rating: nelle regole d’investimento, il rating è unico indicatore, alcuni investitori lo hanno addirittura nello statuto.

  
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http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html

 

Dialogo n. 2 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni

 

Riporto la seconda discussione svoltasi nei giorni scorsi e oggi nel blog neo-liberista NoisefromAmerika, questa volta incentrata sul tema delle pensioni, in calce al seguente articolo di Michele Boldrin.

 

Sintomi e cause del declino (I): tre esempi

6 aprile2015 • michele boldrin

http://noisefromamerika.org/articolo/sintomi-cause-declino-tre-esempi

 

 

Controinformazione sulle pensioni

 • Vincesko 11/4/2015 - 23:23

A parte i punkt e simili, che sono determinati dal… carattere (ma – segnalo - denotano scarsa conoscenza della comunicazione… politica), e l'uso errato di sobbarcare, trovo questo post quasi del tutto condivisibile. Il “quasi” - macroscopico - è che si sia arrivati al 2015 e non si siano ancora riformate adeguatamente le pensioni. Anche se lo afferma pure l’FMI, che denota anch’esso un’ignoranza (o disinformazione) del tema, grave quasi come quello dei “moltiplicatori”. Ignoranza, per la verità, che accomuna professori di destra e di sinistra, neo-liberisti e keynesiani, nonché supposti esperti e giornalisti economici persino del Sole 24 ore, alcuni dei quali ogni due per due invocano la riforma delle pensioni (da ultimo, Francesco D’Averi nel penultimo numero de lavoce.info). Al riguardo, osservo quanto segue (scusandomi preventivamente del titolo del commento, se può apparire esagerato alle persone adeguatamente informate, ma sono anni che mi tocca controinformare):

Pensioni

Poiché perfino Il Sole 24 ore diffonde informazioni errate,mettendo insieme leggi diverse, ed attribuisce alla legge Fornero anche tutte le misure pensionistiche, ben più corpose, varate da Sacconi nel 2010 e 2011(cfr. Cosa prevede la Riforma Fornero http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-20/cosa-prevede-riforma-f...), provo a rispondere al seguente quesito:

Quante sono le riforme varate negli ultimi 23 anni e qual è stato il governo (e il ministro: Sacconi o Fornero) che ha riformato di più le pensioni?

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (otto): Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011.

Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28. L’unico intervento ancora da fare è quello sulle cosiddette pensioni d’oro (>90.000€ l’anno), che sono 109.000 e costano 13 mld l’anno (ed eventualmente su quelle d’argento), intervenendo con modalità rispettose della pronuncia della Corte Costituzionale del 2013.

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono molto più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita.

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti, a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

Cfr.:

(a) sobbarcare ;

(b) AQQ/24 - Spesa pensionistica (incluse comparazione in UE27 e Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, a cura dell’RGS); e

(c) Lettera a Oscar Giannino .

PS: Condivido la proposta di ricalcolare le pensioni (al di sopra di una certa soglia) che sono state favorite dal calcolo retributivo e che presentano un delta favorevole tra assegno pensionistico erogato e contributi versati, per integrare le pensioni future basse.

 

 

Curiosità

 • davide mancino 12/4/2015 - 00:38

il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28

Per curiosità: ma non ti vergogni?

 

http://s21.postimg.org/718ldmavr/Immagine.png%C3%B9

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Vergogna e ignoranza

 • Vincesko 12/4/2015 - 02:19

Appunto. Evidente esempio di proiezione. Aggravato da ignoranza e/o superficialità. Dopo le riforme, che hanno portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2018 (cioè prima che in Germania e molto prima che in Francia, ecc.) – ora siamo già a 66 anni e 7 mesi - e generalizzato il metodo contributivo, confermo che il sistema pensionistico italiano è benchmark in UE28 (v. anche la comparazione in AQQ24/Spesa pensionistica, nota 2, linkata in Appunto dopo le lettere della BCE al governo e del governo all’UE, quando la piattaforma IlCannocchiale uscirà dalla solita avaria quotidiana).

Nella spesa pensionistica italiana sono inserite voci che negli altri paesi europei non esistono oppure sono classificate diversamente:

• TFR, che è salario differito;

• (come osservavo a Oscar Giannino, ma tu non hai letto la mia lettera allegata, vero? come succede a tutti i superficiali che odiano informarsi correttamente), un 8% di spesa assistenziale;

• nei dati rilevati da Eurostat ( e presumo anche dall’OCSE e dall’FMI) non sono comprese le pensioni private, che caratterizzano i sistemi previdenziali di altri paesi, nonostante siano fortemente incentivate attraverso il fisco e quindi con trasferimenti dal bilancio dello Stato, che andrebbero sommati alle rispettive spese pensionistiche (v. in particolare la Gran Bretagna);

• infine, la spesa pensionistica (cfr. Lettera a Oscar Giannino e AQQ24/Spesa pensionistica) è al lordo delle imposte (45 mld circa su un totale di 270 mld circa), il che penalizza l’Italia, poiché le nostre pensioni sono tassate più che negli altri Paesi europei (e più di quanto venga tassato il lavoro).

Se si rende il confronto omogeneo, l’Italia, pur scontando la coda delle pensioni di anzianità, è in linea o forse sotto la media, e, completata a breve la riforma, consoliderà la sua posizione di benchmark.

PS: Una curiosità: qual è la data della tabella fonte OCSE che hai allegato? Prima del 2010, cioè del varo delle riforme Sacconi e Fornero?

 

 

un 8% di spesa

 • Andrea Grenti 12/4/2015- 13:04

 un 8% di spesa assistenziale 

la spesa pensionistica (cfr. Lettera a Oscar Giannino e AQQ24/Spesa pensionistica) è al lordo delle imposte (45 mld circa su un totale di 270 mld circa), il che penalizza l’Italia, poiché le nostre pensioni sono tassate più che negli altri Paesi europei (e più di quanto venga tassato il lavoro).

Non possono essere delle giustificazioni, semmai sono delle aggravanti dell'inefficienza e dell'iniquità dello Stato italiano.

 

 

Scandalo

 • Vincesko 14/4/2015 - 10:08

Affermazione un po’strampalata. Che – a voler essere franchi - presumibilmente serve a non ammettere la propria ignoranza pregressa dei dati.

Non sono giustificazioni. Sono un’analisi dello scostamento. Sono una motivazione dello scarto, o almeno una semplice, doverosa nota esplicativa in calce – che invece quasi nessuno appone, neppure l’espertone Prof. Michele Boldrin, lo conosci? perché, dice lui (ho letto adesso) sono ovvie – alle migliaia di… milioni di miliardi di accuse incongrue contro le pensioni. Su cui si costruiscono, se non carriere accademiche o politiche, almeno editoriali su giornali famosi o post roboanti in blog che vanno per la maggiore.

Che c’entrano, poi, l’inefficienza e l’iniquità dello Stato italiano (tranne nel piccolo delta di tassazione sulla quota esente)? Si tratta soprattutto o di crassa ignoranza o di mera, sistematica, scientifica, paramafiosa DISINFORMAZIONE. Tantissimi disinformano. Anche nelle aziende private. Anche l’OCSE e l’FMI disinformano, ad esempio proprio sulle pensioni. Anche la BCE e il suo presidente – ed è un fatto gravissimo - DISINFORMANO, con la complicità della Commissione europea(!), sui suoi obiettivi statutari, da tempo violati, ci sono le prove. Con gravissime ripercussioni su centinaia di milioni di cittadini, e quasi nessuno se ne accorge e/o mena scandalo.

 

 

Iniquita'

 • Vincenzo Pinto 14/4/2015- 12:08

EC: si parlava di iniquita', faccio notare che l'iniquita' e' usare contributi (che sono salario differito) per pagare assistenzialismo.

 

 

Baco ideologico

 • Vincesko 15/4/2015 - 11:32

Obietto:

1. Dal punto di vista della pertinenza, no, non si parlava di iniquità, ma di comparabilità della spesa pensionistica tra i vari Paesi, viste la mole di critiche che vengono avanzate sulla base di dati NON omogenei (OCSE o UE o altri) e la susseguente, immancabile richiesta dell'ennesima riforma pensionistica. L’iniquità è – come ho già rilevato - solo una diversione del discorso su un aspetto molto marginale e un’ammissione indiretta di ignoranza (tecnica).

2. Dal punto di vista tecnico-contabile, poiché non sono un esperto, ma non mi pare proprio esistano singoli “salvadanai” in cui confluiscono le varie entrate contributive, vincolate per destinazione, ma in definitiva un’unica cassa, dalla quale vengono attinti i fondi per finanziare le varie spese. Nel caso di specie, i contributi previdenziali lordi versati confluiscono all’INPS (Stato), il quale li distribuisce tra i vari capitoli dei suoi compiti d’istituto, tra i quali rientrano appunto le spese di assistenza, oltre agli assegni pensionistici netti, poiché, dei 270 mld annui di spesa pensionistica, circa 45 mld di imposte sulle pensioni vengono versati all’Erario (partita di giro).

3. Dal punto di vista tecnico-terminologico, si tratta di ASSISTENZA (o Protezione sociale), come in tutti i Paesi, non di assistenzialismo, accezione negativa che svela plasticamente il baco ideologico del neo-liberista, effetto e non causa, perché è solo il corollario e lo schermo di una struttura psicologica egoistica incline alla spietatezza, che ardisco pensare farebbe inorridire il padre del liberismo, Adam Smith, economista e filosofo morale.

 

 

Risposte neoliberiste

 • Vincenzo Pinto 15/4/2015- 17:10

1. Lei conosce i criteri di ripartizione negli altri paesi? E' sicuro che nella spesa pensionistica non rientrino anche voci spurie? Qualche altro commentatore ha gia' fatto notare che anche depurando la spesa pensionistiche dalle voci non strettamente previdenziali l'Italia spende comunque piu' di tutti in Europa.

2. Precisamente, potrebbero anche essere utilizzati per pagarci le escort dei dirigenti INPS (come dite, succede gia'?). Pero' siccome chi giustifica contributi abnormi a fronte di prestazioni attese ridicole straparla di patto intergenerazionale, mi preme far notare che questo patto sembra piu' un contratto capestro.

3. A proposito di punto di visto tecnico-terminologico ma anche sintattico-lessicale, esiste una regola di questo blog per cui chi usa termini come "neo-liberista" viene squalificato automaticamente. Mi spiace.

 

 

Assistenzialismo

 • Nasissimo 17/4/2015 - 11:16

è Assistenza (o Protezione Sociale) declinata con accezione negativa. Vero. Ma questa non è

schermo di una struttura psicologica egoistica incline alla spietatezza, che ardisco pensare farebbe inorridire il padre del liberismo, Adam Smith,economista e filosofo morale

ma risultato della constatazione che questa assistenza, soprattutto in paesi come il nostro, degenera immediatamente - ed immancabilmente - in rapporti clientelari e nel voto di scambio; frutto di una struttura psicologica incline alla furbizia, alla pigrizia, all'elemosina e al paternalismo, che immagino farebbe inorridire ancora di più Adam Smith, economista, filosofo morale, e scozzese.

 

 

 •Vincesko 17/4/2015 - 16:55

Rispondo insieme ad entrambi per non perdere un commento.

@Vincenzo Pinto 1. V., più sotto, le mie risposte a Francesco Lovecchio. 2. Io non giustifico, anzi sono contrario alle ingiustizie. Comunque, per la precisione, gli oneri sociali e contributivi sono pari al 33%, il 23,81% a carico dell’azienda e il 9,19% a carico del lavoratore. 3. So bene che il trattino andrebbe omesso, ma io lo uso indifferentemente, e lo metto apposta per evidenziare la distanza siderale dal punto di vista morale tra il liberismo smithiano e il neo-liberismo, ideologia spietata al soldo dei ricchi-potenti-egoisti-crapuloni-bulimici. Ti spiace? Contraddizione in termini, perché i neo-liberisti, dotati di cuore crudele, quindi consapevolmente, sono più simili, anzi peggio, dei feroci – e quindi inconsapevoli – impietosi squali. Entrambi i tipi di esemplare vivono in gruppi: gli squali in branchi; gli adepti del neo-liberismo in sétte, con delle regole strane…

 

@Nasissimo  Sono d’accordo. Ma la regola dell’assistenza va applicata comunque, attaccando gli sprechi e le malversazioni. E la severità estesa a tutti, in primo luogo ai pescecani, che, con lo schermo del neo-liberismo e del suo portato di de-regolazione differenziata, ne combinano di molto peggio.

 

 Scusa se non leggo quello che

 • davide mancino 12/4/2015 - 16:46

@Vincesko [12/4/2015 - 02:19]

Scusa se non leggo quello che scrivi, ma sono abituato a maneggiare fonti di persone o istituzioni che conoscono ciò di cui parlano. Già questa perla

La spesa pensionistica (cfr. Lettera a Oscar Giannino e AQQ24/Spesa pensionistica) è al lordo delle imposte (45 mld circa su un totale di 270 mld circa), il che penalizza l’Italia, poiché le nostre pensioni sono tassate più che negli altri Paesi europei (e più di quanto venga tassato il lavoro).

ti esclude da tale insieme.

Ma consolati, oltre a Cesare Damiano sei in ottima compagnia. Auguri.

 

 

Ri-vergogna e ri-ignoranza

 • Vincesko 12/4/2015 - 22:05

@davide mancino: Non ti ri-vergogni di ri-cullarti nell'ignoranza? Sei proprio senza vergogna.

PS: Lo conosco poco, l'ho ascoltato due o tre volte, ma ne ho tratto l'impressione che Gutgeld sia un ignorante come te. 

McKinsey ministero ombra

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/31/mckinsey-ministero-ombra/

 

 

Non ho ben capito

 • michele boldrin 13/4/2015 - 04:13

Non ho ben capito su COSA tu stia facendo polemica.

Quale affermazione o dato qui riportato e' falso?

Possiamo capirlo?

1) Le svariate riforme che menzioni le conosciamo tutti. Che esse implichino una discesa della spesa pensionistica (in percentuale al PIL, ammesso e non concesso che il PIL nel frattempo cresca ad i tassi ipotizzati nelle simulazioni e che i parametri con cui si "capitalizzano" i contributi non vengano cambiati da ulteriori interventi politici) a partire da un qualche anno nei paraggi del 2035 circa, non ci piove. Meglio, vi sono ragionevoli motivi (rebus sic stantibus) per credere che cosi' possa avvenire.

MA QUELLO NON E' IL PUNTO!

2) Il punto, vediamo se lo intendi, e' che, rebus sic stantibus e nonostante tutte le riforme che menzioni, tra ora (2015) ed allora (2030-2035) ci passano 15 o 20 anni. E ne sono gia' passati almeno altri 15 (dal 2000, diciamo) di spesa pensionistica impazzita che ha sottratto centinaia di miliardi (via tasse e contributi) a lavoratori ed imprese rendendo l'Italia un paese non attraente per occupazioni a salari medio-alti.  Altri 15 anni di questa medicina potrebbero rivelarsi letali, quindi il fatto che, forse, nel 2030 le cose andranno meglio e' francamente IRRILEVANTE. Trattasi di un lungo periodo lungo abbastanza ed incerto abbastanza da rendere rilevante il famoso detto di JMK.

3) Ed e' altrettanto irrilevante - per questo argomento, politicamente ovviamente rafforza il giudizio secondo cui il sistema pensionistico pre-1995, con buona pace di chi lo volle e difese, era un atto CRIMINALE ai danni dell'economia italiana e delle generazioni future - che con le varie riforme post 1995 si siano risparmiati N (20, 40, 60, 80 o 100 ... piu' crescono piu' il messaggio politico si rafforza) miliardi rispetto a quello che si sarebbe speso in pensioni SE quelle riforme non fossero state fatte. Perche' PROVA che quel sistema, anche quello ucito dalla Dini-1995, era un sistema di furto generalizzato e criminale. 

Posso sapere COSA vi sia di erroneo in queste 3) affermazioni?

Da qualche anno (diciamo, dal 2011-12) non seguo piu' con l'attenzione di una volta la letteratura tecnica sulle pensioni, mi aggiornero'. Ma conosco chi in Italia e nel mondo ci lavora (ho fatto parte attiva del gruppo mondiale NBER sul tema per 15 anni ...) e ci parlo spesso. Da quanto mi dicono valgono le affermazioni di cui sopra e, per il futuro post 2030-2035, si prospetta, da un lato, una grande incertezza e, dall'altro, probabilmente un massacro di coloro che dovranno pensionarsi DOPO quelle date. Che e' ESATTAMENTE uno degli argomenti di (in)giustizia sociale che avanzo e che provano i cosidetti "diritti acquisiti" essere chiacchiera retorica a copertura d'una persistente ingiustizia.

Ma visto che insisti, con tanta sicurezza (non sostenuta da numeri e simulazioni credibili, per altro) che siamo tutti degli ignoranti e dovremmo vergognarci, faro' una rapida verifica dopo cena.

Ho dato una rapida occhiata e, mentre posso confermare che tutti i dati disponibili sul pregresso sono coerenti con quanto io ed altri abbiamo qui affermato e che  le "simulazioni ufficiali" rapidamente rintracciabili su OECD e paraggi fanno lo stesso per il futuro, non e' detto che non vi siano studi migliori e piu' aggiornati che dicono cose diverse. Ora vado a cena, dopo li cerco. 

Per ora ho tovato questo, mi sembra decente e tiene conto della riforma Fornero (che chiama Monti). Anch'esso conferma quanto andiamo dicendo. Vediamo se spunta qualcosa didiverso 

http://pure.au.dk/portal-asb-student/files/52294139/Thesis_ZM.pdf

Nel frattempo attendo fiducioso la tua simulazione che ci fara' vergognare tutti come i pollastri che siamo. Se ce l'hai puoi anche preparare un articolo, ti assicuro che nFA sara' ben felice di pubblicarlo.

 

 

Invece sono d'accordo, ma...

 • Vincesko 13/4/2015 - 15:36

@michele boldrin

Citazione n. 1 “Non ho ben capito su COSA tu stia facendo polemica. Quale affermazione o dato qui riportato e' falso? Possiamo capirlo?”.

Quale polemica? Ti ho dato ragione su tutto, tranne 2 punti, il primo di natura comunicativa (era un assist, visto il tuo impegno anche politico) e il secondo di natura linguistica (rileggi con calma il mio commento dell’11/4 23:23). Non ho contestato nessun dato, anche perché non c’erano dati. Anche sul punto dei diritti acquisiti ho scritto che ero d’accordo sul ricalcolo delle pensioni (v. poscritto). Sei incontentabile.

E’ che, siccome conosco i miei polli, ho semplicemente ritenuto opportuno – come mi tocca fare da 5 anni, da non esperto ma da semplice cittadino destinatario del primo provvedimento anti-crisi (DL 78/2010, convertito dalla legge 122/2010), scrivendo nel 2010 e nel 2011 (nel fuoco della diatriba Governo-UE, che contribuì grandemente alla defenestrazione di Berlusconi) a TUTTI i principali media italiani della carta stampata, ANSA in testa, e della tv, al Vice Presidente e Commissario all’Economia della Commissione europea, Olli Rehn, e perfino a parlamentari italiani (l’unico che mi rispose, ammettendo l’errore, fu l’allora presidente della Commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri, cfr. Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770782.html) - contrastare la DISINFORMAZIONE che da anni - ad opera, ho premesso, di “sinistri” e di“destri”, alcuni in buonafede, altri in malafede - si fa sulle pensioni. La mia “polemica” è esclusivamente con @davide mancino, perché, non solo è un ignorante, ma mi ha anche, con tono maleducato, chiesto addirittura di vergognarmi (cfr. suo commento 12/4 00:38) per avere scritto che il sistema pensionistico italiano è solido e severo (quindi è lui che incongruamente mi ha chiesto di vergognarmi, non io a lui o ad altri, e per punirlo adeguatamente ho mantenuto lo stesso registro, per farglielo imprimere bene nella capoccia). E mi ha opposto una tabella dell’OCSE (non dell’UE, che mi pare sia un po’ più omogenea come area dal punto di vista del welfare), che dimostra soltanto l’ignoranza dell’OCSE (analoga a quella dell’FMI), nel senso che include e compara – consapevolmente? - dati non omogenei, senza almeno una nota in calce, come farebbe un semplice, bravo ragioniere; per non parlare di un analista i cui report condizionano la vita di interi Paesi. Poi, non sapendo che replicare alle mie ulteriori spiegazioni puntuali, facilmente riscontrabili in Rete, mi ha detto per soprammercato che non sono all’altezza. E ha evitato perfino di dirmi la data della tabella OCSE.

Citazione n. 2: “MA QUELLO NON E' IL PUNTO! 2) Il punto, vediamo se lo intendi, e' che, rebus sic stantibus e nonostante tutte le riforme che menzioni, tra ora (2015) ed allora (2030-2035) ci passano 15 o 20 anni”.

Scusa, io sono d’accordo su tutto. Proprio tutto. Anche sulla simulazione (con l’avvertenza che le simulazioni, detto in generale, vanno prese con le molle, poiché – e questo capita persino nelle aziende private –, a parte la loro intrinseca aleatorietà, hanno quasi sempre un contenuto “politico”, quindi discrezionale). Peraltro ho segnalato quella della RGS, allegata nel mio post, che dà più o meno gli stessi dati, anzi un po’ più alti. Riporto le rispettive evoluzioni OCSE e RGS (che è nota, secondo alcuni, per sovrastimare abitualmente le previsioni di spesa e sottostimare quelle delle entrate) della Spesa pensioni/Pil (%):

OCSE: 2010=15,3; 2015=14,9; 2020=14,5; 2025=14,4; 2030=14,5%; 2035=15,0.

RGS: 2010=15,3; 2015=16,2; 2020=15,5; 2025=15,2; 2030=15,2%; 2035=15,8.

MA NON E’ QUESTO IL PUNTO. Tu, scusami, e lo dico solo per aiutarti a correggere i tuoi difetti, hai una struttura logica lievemente strampalata (= strana, illogica), perciò sei sempre indignato (Raffaele La Capria suggerisce di diffidare di quelli sempre indignati). Il punto è che anche tu (sono sicuro che intimamente, essendo tu molto più esperto di me della materia, lo sai meglio di me) sbagli bersaglio:la spesa pensionistica. Per i seguenti motivi, a mio avviso dirimenti (io mi arrogo di essere soltanto un ignorante specialista del 2+2): sia perché, ripeto, essa, al netto delle voci – diciamo - spurie (v. mia risposta 12/4/2015 02:19), è in linea con la media UE e – in prospettiva futura – meglio di altri Paesi importanti, sia soprattutto perché, come sanno bene gli esperti del ramo (“l’impianto di previdenza obbligatoria appare già dirsi completo al di là di eventuali futuri interventi che sembrano potere rivestire più le sembianze della mera manutenzione che quelli di interventi di tipo strutturale”, cfr. L’andamento della previdenza integrativa http://intranet.fiba.it/sitedocs.nsf/0/41D2B68052219C29C1257B67003EF785/$file/L'andamento%20della%20previdenza%20integrativa.pdf ), ripeto, dopo le ultime 4 riforme (Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), quel che di strutturale c’era da riformare è stato già fatto (la riprova – logica e fattuale – è che adesso stanno cercando di tornare indietro, smussando le asperità più esagerate ed acute e ripristinando-rafforzando la flessibilità con penalizzazioni prevista fin dalla riforma Dini del 1995, copiata da altri Paesi - ad esempio la Svezia - ma inapplicata in Italia). Resta solo la questione delle c.d. pensioni d’oro (> 8.000€ lordi, pari a 5.000€ netti mensili) e forse di quelle d’argento (>2.500 netti mensili?), cioè del ricalcolo, al di sopra di una certa soglia, sul quale, ripeto, ho convenuto; e lasciando il risparmio che ne deriverebbe all’interno dello stesso capitolo di spesa, anche per integrare le future pensioni basse (dei giovani attuali).

 

 

ignoranza e vergogna

 • Francesco Lovecchio 14/4/2015 - 23:11

se ho capito bene, sostieni che l'Italia sarebbe

in linea o forse sotto la media, e, completata a breve la riforma, consoliderà la sua posizione di benchmark.

Per sostenere questa conclusione citi alcune tue osservazioni, che mi paiono non sostanziate da riferimenti, e molto sospette. Nell'ordine:

• TFR, che è salario differito;

Il Trattamento di Fine Rapporto è salario differito, ma dove hai letto che una spesa privata viene calcolata come spesa previdenziale pubblica nelle statistiche ufficiali?

• (come osservavo a Oscar Giannino, ma tu non hai letto la mia lettera allegata, vero? come succede a tutti i superficiali che odiano informarsi correttamente), un 8% di spesa assistenziale;

 

so che ti riferisci a un altro interlocutore, ma il dato dell'8% da dove l'hai preso? E cosa dimostra?Nell'ultimo rapporto annuale dell'INPS, si riporta un confronto tra paesi Ue distinto in base al tipo prestazione in rapporto al Pil, e il risultato è che l'Italia spende più di tutti in Vecchiaia e superstiti, cioé le pensioni nel senso più stretto.

Per comodità riporto un "copia e incolla" della tabella 5 a pg. 268 del rapporto annuale INPS 2013 (l'ultimo)

 

SPESA PER LE PRESTAZIONI DI PROTEZIONE SOCIALE*

EROGATE AGLI UTENTISUDDIVISE PER FUNZIONE NEI PAESI UE** (in % del PIL)

 

anno 2011

 

 

 

 

Malattia

Invalidità

Vecchiaia

/superstiti

Famiglia

Disoccupazione

Abitazione esclusione sociale

Totale

Austria

7,2

2,2

14,5

2,8

1,5

1,6

28,7

Belgio

8,3

2,2

11,6

2,3

3,7

3,9

29,0

Danimarca

6,9

4,1

14,2

4,1

1,8

2,5

32,8

Finlandia

7,5

3,5

11,7

3,3

2,1

2,6

29,3

Francia

9,1

2,0

14,5

2,6

2,1

2,9

31,9

Germania

9,4

2,2

11,4

3,1

1,3

1,9

28,3

Grecia

7,5

1,4

15,0

1,8

2,1

2,5

28,9

Irlanda

12,8

1,2

6,7

3,4

3,3

3,7

28,3

Italia

7,1

1,6

17,4

1,4

0,8

0,8

28,4

Lussemburgo

5,6

2,6

8,3

3,6

1,2

1,5

22,2

Paesi Bassi

10,9

2,4

12,0

1,2

1,5

1,9

30,5

Portogallo

6,3

2,1

13,7

1,2

1,4

1,4

25,0

Regno Unito

8,3

2,4

11,4

1,7

0,7

2,2

26,3

Spagna

7,0

1,8

11,2

1,4

3,7

3,9

25,6

Svezia

7,5

3,8

12,5

3,1

1,2

1,6

29,0

Ue27

8,2

2,1

12,7

2,2

1,6

2,2

27,8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• nei dati rilevati da Eurostat ( e presumo anche dall’OCSE e dall’FMI) non sono comprese le pensioni private, che caratterizzano i sistemi previdenziali di altri paesi, nonostante siano fortemente incentivate attraverso il fisco e quindi con trasferimenti dal bilancio dello Stato, che andrebbero sommati alle rispettive spese pensionistiche (v. in particolare la Gran Bretagna);

è ovvio e coerente limitarsi alla pensioni pubbliche quando si parla di spesa pubblica (e viceversa) e non considerare quelle private. Infatti, quelle private normalmente non hanno problemi di sostenibilità finanziaria, che è invece quello di cui parliamo, oltre al fatto che qualcuno che non ne beneficia se ne deve sobbarcare l'onere. 

• infine, la spesa pensionistica (cfr. Lettera a Oscar Giannino e AQQ24/Spesa pensionistica) è al lordo delle imposte (45 mld circa su un totale di 270 mld circa), il che penalizza l’Italia, poiché le nostre pensioni sono tassate più che negli altri Paesi europei (e più di quanto venga tassato il lavoro).

il punto è teoricamente valido, che però andrebbe verificato quantitativamente. L'OCSE fa questo calcolo (figura 6.5 pg. 171 di cit. Pension at a Glance), e l'ultimo è riportato in OECD Pensions at a Glance 2013, dove risulta che sia al lordo delle tasse che al netto, l'Italia è il paese con la spesa per pensioni più elevata tra i paesi considerati, cioé quasi tutti. 

Gross and Net Public Pension Expenditure (% of GDP) -2009

 

country

gross

net

Italy

15.44

13.49

France

13.73

12.82

Austria

13.47

11.76

Portugal

12.32

11.64

Slovenia

10.87

10.87

Germany

11.25

10.86

Poland

11.78

10.82

Japan

10.17

9.50

Spain

9.28

8.99

Belgium

10.04

8.91

Czech Republic

8.32

8.32

Finland

9.95

8.30

Estonia

7.95

7.78

Slovak Republic

7.01

7.01

Luxembourg

7.66

6.93

United States

6.82

6.44

Switzerland

6.31

6.42

Sweden

8.23

6.15

United Kingdom

6.19

5.93

Israel

5.02

4.91

Ireland

5.10

4.84

Netherlands

5.11

4.65

Denmark

6.11

4.52

Norway

5.35

4.36

Canada

4.55

4.33

New Zealand

4.69

3.97

Chile

3.55

3.53

Australia

3.49

3.39

Korea

2.15

2.14

Mexico

1.69

1.69

Iceland

1.75

1.62

Comunque si calcoli la spesa, il sistema pensionistico pubblico italiano rimane  il più generoso. Se ci sono dei beneficiari, ci devono essere anche dei buon samaritani. E questi sono quelli che pagano i contributi oggi e domani. Sulla base delle ultime proiezioni governative contenute nel DEF, le ultime misure sono servite a evitare l'espolosione che si stava materializzando anche a causa della crisi,non a renderlo un "benchmark" (cfr. pag. 34 del DeF ).

 

 

Grazie, ri-osservo però...

 • Vincesko 15/4/2015 - 21:19

@Francesco Lovecchio (14/4/2015 - 23:11)

Preliminarmente, come ho scritto a Michele Boldrin (cfr. mio commento 14/4/2015 - 17:57), sono felice e grato se qualcuno può confutare le mie argomentazioni relative alle voci spurie. Quindi ti ringrazio per l’articolata e documentata risposta. Ri-osservo, però, che dopo le riforme del 2010-2011, che hanno portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2018 (cioè prima che in Germania e molto prima che in Francia, ecc.) – ora siamo già a 66 anni e 7 mesi - e generalizzato il metodo contributivo, confermo che il sistema pensionistico italiano è benchmark in UE28. Discorso un po’ diverso per le cosiddette pensioni anticipate (ex pensioni di anzianità), anch’esse riformate. Ne discende che tutte le analisi fino al 2011 (come anche quelle dell’INPS o dell’OCSE da te allegate) sono datate e fuorvianti (ho anche qualche perplessità sul "tuo" dato INPS del 17,4% relativo solo alle pensioni di vecchiaia, quando quello totale 2010 sia OCSE che RGS è pari al 15,3%, cfr. il mio commento del 13/4/2015 - 15:36). Infine, andrebbe comunque tenuto presente che il rapporto spesa/Pil è influenzato ovviamente anche dal denominatore, calato in Italia, negli ultimi 7 anni, di quasi 10 punti percentuali, molto più che in altri Paesi.

Nel merito:

Punto 1. TFR. Allego (del prof. Felice Roberto Pizzuti, ho letto cose analoghe più recenti, ma ora non le trovo):

FOCUS LA SPESA SOCIALE IN ITALIA E NELL’UNIONE EUROPEA Luglio 2007  http://online.cisl.it/UStudi/I09755C8A.3/Focus2%20La%20spesa%20sociale%2...

Spesa sociale, Italia e Ue a confronto a cura di Felice Roberto Pizzuti* (29/11/2009)

[…] Caratteristiche della spesa pensionistica in Italia

Quanto alla presunta «anomalia» dell’Italia, che destinerebbe una parte considerevole di risorse alla vecchiaia, un più attento esame dei dati e dei criteri di classificazione, non sempre uniformi, adottati in sede Eurostat porta a ridimensionare l’entità della nostra spesa previdenziale. In primo luogo, va osservato che per l’Italia le indennità liquidate al lavoratore all’interruzione del rapporto di lavoro (1,3% del Pil), quali il Trattamento di fine rapporto (Tfr) nel settore privato e i Trattamenti di fine servizio (Tfs) nel pubblico impiego, sono incluse indebitamente nella spesa per pensioni, indipendentemente dall’età del percettore. Si tratta, invece, di salario differito a momenti successivi, determinati o dalla richiesta dei lavoratori per sostenere spese eccezionali (sanitarie, acquisto casa, ecc.) o dalla cessazione del rapporto di lavoro, che non necessariamente coincide con il pensionamento. […]

http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id/1199

FMI contro pensioni italiane: chiedono riforma ma falsificano i dati? di Erasmo Venosi | 22 Settembre 2014

[…] Dove trova “giustificazione“ Christine Lagarde ? Nelle modalità di calcolo della spesa operata da Eurostat e mai modificate dagli afoni europarlamentari italiani e comodo per le lobby dei fondi pensionistici privati che pressano sul Governo e il Parlamento! Eurostat include nel calcolo della spesa pensionistica le prestazioni del trattamento di fine rapporto (TFR) che è salario differito e il confronto con gli altri Stati UE viene fato considerando la pensione lorda, che in Italia sono elevatissime, in rapporto a quelle UE e addirittura in Germania non vengono fatte trattenute sulle pensioni.

http://www.forexinfo.it/FMI-e-pensioni-italiane-chiedono

La spesa per protezione sociale in Italia e in Europa Roberto Fantozzi 15 maggio 2014

[…] Tornando alla divergenza va anzitutto considerato che l’Italia è caratterizzata da una popolazione più anziana rispetto agli altri partner comunitari). Comunque, nella voce “Old age” di Esspros (quella su cui si basano i confronti fra paesi), oltre alle pensioni sociali e ad altri sussidi (il 4,3% della spesa totale), sono incluse anche le erogazioni per trattamenti di fine rapporto privati e pubblici (Tfr e Tfs, una peculiarità italiana), che nel 2011 ammontavano all’11.6% della spesa totale. Come è noto, tali erogazioni costituiscono una forma di salario differito e non una misura di carattere previdenziale a tutela del rischio di vecchiaia; infatti, esse sono disponibili in qualsiasi momento si interrompa la relazione contrattuale (anche ben prima del pensionamento) e possono essere anticipate in presenza di specifiche esigenze del lavoratore (spese mediche ed acquisto della prima casa).

Punto 2. Un 8% di spesa assistenziale.

La fonte è l’ISTAT, che elabora dati INPS:

Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi territoriale

Le pensioni Ivs sono il 78,3% dei trattamenti erogati dal sistema pensionistico italiano e assorbono il 90,5% della spesa complessiva. Più nel dettaglio le pensioni di vecchiaia rappresentano il 52,2% delle prestazioni e il 71,8% della spesa; le pensioni di invalidità rispettivamente il 5,6% e il 4,0%, mentre le pensioni ai superstiti rappresentano il 20,6% dei trattamenti complessivamente erogati e il 14,7% della spesa complessiva. Le pensioni assistenziali sono il 18,2% del totale e assorbono il 7,9% della spesa. Le indennitarie incidono, infine, per il 3,5% sul numero dei trattamenti e per l’1,7% sulla spesa complessiva (Tavola 5).

http://www.istat.it/it/archivio/132562 

Punti 3. e 4. Pensioni private e Imposizione fiscale (ecc.).

Traggo, sempre dall’analisi del prof. Felice Roberto Pizzuti:

Esiste, poi, un’elevata sostituibilità fra i vari tipi di intervento, riconducibili, da un lato, alla vecchiaia e superstiti e, dall’altro, all’invalidità e disoccupazione; i paesi, cioè, adottano differenti strumenti per perseguire le medesime finalità e per «coprire» bisogni simili. Ad esempio, in Italia, le pensioni di anzianità hanno anche rappresentato, in modo improprio, un canale di uscita dal mercato del lavoro, in assenza di adeguati sussidi di disoccupazione; anche il Tfr, oltre a fornire un capitale al momento del pensionamento, ha svolto la funzione di «ammortizzatore sociale» in caso di licenziamento. In altri paesi, invece, per queste stesse finalità, è stato ampio il ricorso a forme specifiche di indennità di disoccupazione, a pensioni anticipate e, come in Olanda e Svezia, a pensioni di invalidità interpretate in senso socio-economico. Pertanto, se si procede a considerate congiuntamente le funzioni di vecchiaia, superstiti, invalidità e disoccupazione, nonché a depurare il dato italiano dalle indennità di fine lavoro, il nostro paese presenta livelli di spesa pressoché in linea con la media dei Quindici e inferiori a quelli della Francia. Altri fattori portano a sovrastimare il dato italiano; il fatto che i piani pensionistici privati individuali, ad esempio, non vengono considerati sempre e per tutti i paesi nella rilevazione Eurostat(3), porta a sottostimare i livelli di spesa dei paesi anglosassoni, dove tali forme di risparmio sono molto diffuse. Inoltre, le prestazioni sociali sono considerate al lordo del prelievo fiscale e questo non consente di fornire una misura del reddito disponibile effettivamente trasferito al pensionato, anche perché i regimi fiscali riservati alle prestazioni e alle pensioni nei vari paesi sono alquanto differenti. […]

Traggo, sempre dall’analisi di Roberto Fantozzi:

I confronti internazionali risentono anche del tipo di strumento scelto dai vari paesi per fronteggiare varie tipologie di rischio sociale (ad esempio, povertà o disoccupazione dei lavoratori anziani). Storicamente, a causa di limiti strutturali del sistema di welfare, l’Italia ha fatto ricorso al sistema pensionistico (anche mediante pensionamenti anticipati) per far fronte ad esigenze assistenziali ed occupazionali. Diversamente, altri paesi (soprattutto nel Nord Europa), in caso di uscita anticipata dall’attività, erogano generosi sussidi di invalidità o disoccupazione, che non sono contabilizzati nella spesa previdenziale, pur svolgendo una funzione del tutto analoga alle pensioni di anzianità. Va anche considerato che il carico effettivo per il bilancio pubblico dipende dal grado di imposizione fiscale sulle prestazioni erogate. Quest’ultimo differisce significativamente nei vari paesi: in Italia le pensioni sono soggette alle normali aliquote Irpef mentre altrove (in primis in Francia e Germania) la loro tassazione è fortemente agevolata. Se si considera la spesa al netto delle imposte, le differenze fra paesi risultano molto meno evidenti. In generale, per valutare l’effettivo impatto della spesa sociale sul bilancio pubblico bisognerebbe detrarre dalla spesa le imposte dirette e indirette ad essa connesse e aggiungervi gli esborsi (in termini di minori entrate) derivanti dalle agevolazioni fiscali offerte a chi partecipa a fondi sanitari e previdenziali privati. Inoltre, per presentare confronti internazionali esaustivi, si dovrebbe tener conto anche della spesa privata per prestazioni di protezione sociale (riguardante soprattutto le pensioni erogate dai fondi privati e la spesa privata per sanità e assistenza da parte delle famiglie), dal momento che il finanziamento di tale spesa va a incidere sul costo del lavoro e sulla competitività di un paese.

Da qualche anno l’Ocse rielabora alcune statistiche relative alla spesa sociale al lordo e al netto delle componenti private e dell’imposizione fiscale che consentono di valutare quanto incidano nei confronti internazionali sia i diversi meccanismi di imposizione e agevolazione fiscale sia il trattamento riservato agli schemi privati (figura 4, riferita al 2009). Con riferimento alla sola spesa pubblica lorda (quella solitamente presa in esame nei confronti internazionale), le differenze fra paesi risultano sostanziali e Stati Uniti e Regno Unito appaiono come outliers. Tuttavia, l’aggiunta della spesa sociale privata modifica completamente il quadro e i due paesi Anglosassoni cessano di apparire parsimoniosi. Infine, i risultati cambiano significativamente se dalla spesa si sottraggono le entrate fiscali ad essa corrispondenti (in Italia la quota di quota di imposte dirette sulle prestazioni sociali è molto alta, inferiore soltanto a quelle della Svezia) e si aggiungono le agevolazioni fiscali. In particolare, la spesa sociale netta italiana in rapporto al Pil (25,5%) risulta superiore, e di poco, soltanto a quella spagnola (25,2%) mentre è di poco inferiore a quella svedese (26,1%) e ampiamente inferiore a quella di Francia (32,1%), Stati Uniti (28,9%), Regno Unito (27,7%) e Germania (27,5%).

 

 

La spesa pensionistica pubblica in Italia è più alta che altrove

 • Francesco Lovecchio 15/4/2015 - 23:33

Le controdeduzioni che porti hanno diversi problemi. In primo luogo, sono "critique" che non confutano le osservazioni contrarie, al massimo possono sollevare dubbi. Esse non offrono mai un confronto  alternativo dove mostrano quello a cui alludono. In secondo luogo, nel complesso le fonti che citi mostrano una qualche confusione nell'uso delle varie definizioni. Infatti, ve ne sono diverse a seconda dell'istituzione che le elabora, le finalità etc.

Una bella, e sopratutto sintetica, rassegna delle varie definizioni sono riportate in un'appendice prodotta dalla Ragioneria generale. Tra le varie definizioni, vi è anche quella dell'Eurostat che effettivamente include il TFR nella voce vecchiaia e superstiti. Tutte le altre definizioni in circolazione quando parlano di "pensioni pubbliche" non prevedono quella voce. Se si togliesse quel punto e mezzo percentuale dal conto, pur non facendo analoga operazione per gli altri paesi, rimane valida la conclusione generale che la spesa pensionistica pubblica in Italia così come calcolata dall'Eurostat è più alta.

Per quanto riguarda il punto dell'8%  della spesa assistenziale, qui fai una certa confusione tra definizioni, cioè quando si parla di "conti di protezione sociale" dell'Istat che conta anche la spesa privata e altre voci, dalla spesa pensionista (pubblica e privata), dalla spesa pensionistica pubblica. .

Per finire. L'argomento che fai (e le tue fonti) secondo il quale  in Italia si usano, in modo improprio,  le pensioni per finalità assistenziali, mentre in Olanda o altri paesi si usano altri strumenti è ridicolo ai nostri fini e non merita approfondimento.

Quando porterai dati, invece di critique, che mostrano in qualche modo quello che dici (cioé l'Italia è un benchmark etc.), o che confutano "by preponderance of evidence" la posizione contraria (la spesa pensionistica in Italia è più elevata che altrove), allora ne riparliamo. Finora non hai fatto questo.

 

 

Ipse dixit

  Vincesko 16/4/2015 - 21:15

Ti avevo sopravvalutato. Inclusa la tua educazione. Ma forse hai scritto sotto i fumi dell’alcol, come traspare in particolare dal passo relativo all’8%. Comunque, non sei Aristotele. O pensi di sì, visto che ti metti a giudicare con iattanza un docente ordinario esperto di previdenza (Pizzuti)? Sveli una sgradevole arroganza sottesa di tigna per coprire magagne concettuali, invero palesi. Segno di interiore debolezza. Studia e, dopo aver telefonato all’Eurostat, ripassa a settembre.

PS: Però sei - autolesionisticamente - divertente. Ricavo dalle definizioni dell’RGS linkate, per certi versi esilaranti, degni del Paese degli eufemismi (e dei DISINFORMATORI, presumibile eredità clerico-fascista) che è, purtroppo, l’Italia:

• pensioni assistenziali: prestazioni costituite da pensioni di guerra, ai non vedenti civili, ai non udenti civili e agli invalidi civili e dalle pensioni o assegni sociali ai cittadini ultrasessantacinquenni, sprovvisti di reddito o con reddito insufficiente. La caratteristica principale di queste pensioni è di garantire un reddito minimo a persone incapaci di procurarselo a causa di menomazioni congenite o sopravvenute o semplicemente per età avanzata. Si tratta, in ogni caso, di pensioni non collegate ad alcun sistema di contribuzione. Sono incluse, nell’aggregato, anche le indennità di accompagnamento (che peraltro non sono pensioni) corrisposte come sostegno per l’incapacità di attendere agli atti della vita quotidiana propri dell’età; [segnalo che valgono 16 mld, ndr].

A.1.5 - Funzioni “oldage”, “survivors” e “disability” Prestazioni incluse nell’aggregato. L’aggregato, spesso considerato nei confronti a livello internazionale, comprende la somma delle erogazioni che Eurostat classifica in termini di funzione old age, di funzione survivors e di funzione disability. La funzione old age, oltre alla spesa per pensioni dirette IVS (con esclusione delle pensioni di invalidità con età inferiore all’età pensionabile e di quota dei prepensionamenti classificati nella funzione “Disoccupazione”, come precedentemente indicato), include: le erogazioni annuali da parte dei datori di lavoro privato e pubblico in termini di TFR (le quali non sono pensioni ma erogazioni in capitale non necessariamente collegate alla funzione vecchiaia, bensì all’interruzione del rapporto di lavoro, come in precedenza indicato), alcune spese per servizi erogati a protezione della funzione vecchiaia, le pensioni integrative corrisposte dai fondi pensione privati241. Nella funzione survivors, oltre alle pensioni IVS indirette, sono incluse le pensioni di guerra indirette e le rendite infortunistiche indirette. La funzione disability, oltre alle pensioni IVS di invalidità e inabilità con età inferiore all’età pensionabile, contiene anche prestazioni quali le rendite infortunistiche e le prestazioni per invalidità civile (ivi inclusa la spesa per indennità di accompagnamento).

 

 

tempo perso

 • Francesco Lovecchio 16/4/2015 - 22:27

Vincesko, 8 ore di attesa inutilmente lunga per scrivere due capoversi di commentario che non dicono nulla se non svelare chi sei, e due copia e incolla che dimostrano che non hai letto, o non hai capito, il commento di sopra.

  

***

 

mi limito a evidenziare un errore

 • Corrado Tizzoni 15/4/2015- 08:59

Gentile sig. Vincensko, se veramente pensa che tutti, tranne lei, facciano disinformazione deve ricredersi: anche lei purtroppo è caduto nell' odioso vizio imperante nel mondo dell' informazione economica prevalente. Nella fattispecie il dato che lei fornisce sulle pensioni d'oro non ha fondamento nella tabella riassuntiva  fornita da INPS per il 2012 e qui riportata (a meno che anche INPS non faccia giustamente disinformazione). In particolare mi risulta che le pensioni superiori a 90.000 euro annui siano circa 49.600 per un importo complessivo di 5,664  mld.

Questo è quanto dovevo.

Corrado Tizzoni

 

 

Non è un errore

 • Vincesko 15/4/2015 - 20:43

1. Disinformazione.

a) Di grazia, dove avrei scritto che “tutti fanno disinformazione”? b) Quando accuso qualcuno di fare DISINFORMAZIONE (lo scrivo sempre in maiuscolo), rigorosamente fornisco le prove. c) Per quanto poi riguarda me, io ho parlato di CONTROINFORMAZIONE (lo scrivo sempre in maiuscolo). Salvo, beninteso, prova contraria. Che per me è sempre benvenuta.

2. Pensioni d’oro.

La mia fonte è un’altra (COBAS), ma il link non è più attivo. Il dato del numero delle pensioni d’oro è stato confermato dall'allora Sottosegretario del Lavoro e della Previdenza sociale, Carlo Dell'Aringa (l’articolo è linkato nel mio post AQQ24-Spesa pensionistica, che ho già allegato nel mio commento del 11/4/2015 - 23:23):

MELONI (FLI): «FISSARE UN TETTO» Pensioni d'oro, una sorpresa da 90mila euro al mese Sono oltre centomila e costano allo Stato più di 13 miliardi l'anno: primo Sentinelli, ex manager Telecom, inventore della "ricaricabile" 8 agosto 2013

Sono centomila i «super-pensionati» che costano al sistema ben 13 miliardi di euro all'anno. Mercoledì il sottosegretario al Welfare, Carlo Dell'Aringa, rispondendo in commissione Lavoro della Camera a un'interrogazione di Deborah Bergamini (Pdl), ha rispolverato l'albo delle «pensioni d'oro», riaprendo il file delle polemiche. http://www.corriere.it/economia/13_agosto_08/pensioni-oro-90mila-euro-me...

NB: poiché, secondo l’INPS, 1/3 dei pensionati percepisce 2 o più pensioni, occorre sempre distinguere tra n. delle pensioni (23 milioni) e n. dei pensionati (16,5 milioni).

Grazie per il commento.

PS: L’anno scorso, inoltrai una richiesta scritta all’analista dell’ISTAT delle pensioni perché disaggregasse ulteriormente i dati e indicasse la fascia delle cosiddette pensioni d’oro; mi rispose che avrebbe potuto farlo solo a pagamento.

PPS: I valori delle pensioni del link de lavoce allegato non includono la 13esima. Avevo già letto questi dati, da un’altra fonte (che peraltro ha data precedente); inviai anche il seguente commento (19/3/2014), ma non fu pubblicato:

Da altra fonte, dato confermato dall'allora Sottosegretario del Lavoro e della Previdenza sociale, Carlo Dell'Aringa, [*], nel 2010, i pensionati"d'oro" (un terzo dei pensionati riscuote 2 o più pensioni), cioè con pensioni maggiori di 8.000 € lordi mensili, sarebbero 109.000, per un costo stimato di quasi 13 miliardi; mentre dal report suesposto, facendo la somma, risulterebbero (se non ho sbagliato i calcoli) soltanto quasi 21.000, per un costo di 3 mld.

http://www.previsionari.it/2013/11/07/pensioni-doro-ecco-i-numeri-inediti-dellinps/

 

 

pensioni d'oro

 • giovanni federico 15/4/2015 - 20:44

si dividono in due gruppi.

i) quelle corrispondenti a contributi versati che non dovrebbero essere toccate per quanto elevate esse siano

ii) quelle non corrispondenti a contributi versati che dovrebbero essere ridotte in proporzione ai contributi versati, come tutte le altre, d'argento, bronzo e ferro (salvo clausola di salvaguardia per quelle che scenderebbero al di sotto di un minimo vitale)

Probabilmente il numero di pensioni d'oro del primo tipo è molto ridotto. In ogni caso,  ridurre tutte le pensioni  cosidette d'oro oltre un certo importo senza distinguere i due tipi è a mio avviso profondamente ingiusto.

PS ho scritto 'dovrebbero'. Non dubito che la corte di cassazione, formata da futuri pensionati d'oro del primo tipo, troverà ottime giustificazioni legali per opporsi con successo

 

 

Si convinca sig. Vincesko, ha fatto un errore

 • Corrado Tizzoni15/4/2015 - 22:02

Gentile sig. Vincesko, mi permetto di farle presente che secondo lei disinformano nell' ordine: OCSE, FMI, BCE, Commissione Europea, tantissime aziende private, tantissimi in generale. Sempre secondo lei tutta questa disinformazione avviene in modo sistematico, scientifico, paramafioso ( un complotto?) e contro tale situazione lei combatte una estenuante, vastissima campagna di controinformazione .

Nel merito della discussione e della tabella pensionistica in questione, ci tengo a ribadire che tale tabella riporta il dato della spesa pensionistica complessiva per percettore di reddito. Pertanto, come avrà notato, il totale della colonna numero dei pensionati è pari a circa 16,5 milioni (cioè il totale dei pensionati) e il totale della colonna importo complessivo annuo è pari a 270 mld ossia la spesa pensionistica in Italia. In sostanza la tabella è riferita ai pensionati e non al numero di pensioni ed è comprensiva delle tredicesima. Da questa tabella si possono calcolare quanto pesano i pensionati con pensioni complessive superiori a 90.000 euro annui ed è il numero che le avevo fornito ( circa 50.000 per circa 5,6 mld). Quindi i numeri forniti dalla Meloni sono, come spesso succede nel caso di questo politico, senza alcun fondamento. Per quanto riferito al sottosegretario Dell' Aringa non si riesce a vedere nè qui nè sul suo blog l'articolo del Corriere puntato dai suoi link, ma mi lasci dire che un articolo di giornale non mi sembra una fonte rigorosa. In ogni caso se si porta un dato in discussione bisognerebbe far vedere la fonte originale. Quindi per cortesia dovrebbe dare evidenza di quale calcolo è alla base della sua affermazione sulle pensioni d'oro .

Per concludere la tabella fornita dall' INPS alla redazione della Voce viene linkata anche da lei nell'ultimo link del suo post e allora?

Corrado Tizzoni

 

 

Proiezione, balle, 7 (sette) errori

 • Vincesko 16/4/2015 - 12:34

@ Corrado Tizzoni Lei ha alcuni gravi difetti: proietta sugli altri i suoi difetti, predica bene e razzola male, scrive balle, è gratuitamente irrispettoso, è inutilmente ostinato.

1. Balle. Lei ha scritto (15/4/2015 -08:59): “se veramente pensa che tutti, tranne lei, facciano disinformazione” Le ho chiesto dove lo avrei scritto. Non è stato in grado di provarlo. Ha scritto, quindi, irrispettosamente, una balla. E ha fatto un errore. Primo errore. Lei ha scritto (15/4/2015 -22:02): “secondo lei disinformano […] tantissime aziende private, tantissimi in generale”. Invece non ho mai scritto né tantissime, né tantissimi. Lei ha scritto, quindi, irrispettosamente, un’altra, duplice, balla. Secondo errore, doppio.

2.Errore. Grazie di nuovo, è davvero gentile a ri-segnalarmi l’errore, ma lei continua ad imputarmi – erroneamente - un errore che, semmai fosse dimostrato tale, sarebbe delle fonti che ho trovato e che ho correttamente indicato. Attendendo conferme o confutazioni. Per uno così preciso come lei, ci dovrebbe essere una certa differenza, quindi il terzo errore, di imputazione, lo ri-commette irrispettosamente lei. (V. anche il punto 4, più esteso).

3. DISINFORMAZIONE. Lei – mi spiace dirglielo - ignora le motivazioni sottostanti e/o continua ad attribuirmi irrispettosamente affermazioni che non ho fatto, esagerandole ad arte. Per uno così preciso come lei, è una scorrettezza quasi imperdonabile. Quarto errore, grave,quintuplo. Poi mi dà anche del complottardo, a me che aborro i complottardi, che considero dei paranoici; io, miscredente, cerco di attenermi rigorosamente ai fatti, che peraltro, nel caso della gestione degli organismi internazionali, retti o eterodiretti dalla destra austeritaria al servizio dei ricchi potenti, sono ben visibili – almeno a chi non ha le fette di salame sugli occhi ed è irresistibilmente incline a subire la manipolazione informativa e poi la proietta sugli altri - e alla luce del sole. Vediamo, comunque, punto per punto:

• FMI, non nuovo a svarioni tecnici (vedi i moltiplicatori[*]) o richieste contraddittorie (critica l’austerità, ma continua a chiedere le riforme strutturali, che la aggravano, almeno nel breve-medio periodo, ammesso che nel lungo siano efficaci[**]), o immotivate (riforma delle pensioni), basandosi su dati in parte fasulli perché non omogenei (cfr. link nel mio commento del 15/4/2015 - 21:19).[*] Il Fondo Monetario insiste: sull’austerità ci siamo sbagliati L'ipocrisia del Fondo Monetario Internazionale [**] Abbassare i salari? La retromarcia dell'Fmi

• OCSE: idem come sopra, anche se – pare - in maniera molto meno grave dell’FMI, che pure si professa pentito.

• BCE: mi meraviglio che uno preciso ed informato come lei non abbia mai letto il trattato UE o i compiti, le funzioni, ecc. della BCE, confondendosi col 99% (almeno) che li ignora, inclusi – incredibile ma vero - premi Nobel e famosi docenti universitari di Economia (lasci perdere, ho le prove documentali). E per giunta, pur ignorandoli, ardisce muovere contestazioni invero maldestre in merito, come farebbe un qualunque pivello ignorante. Quinto errore, grave, doppio. Se li avesse letti, non mi avrebbe eccepito nulla, anzi, siccome lei è una persona severa e rigorosa, si sarebbe sicuramente unito a me nell’inoltrare una denuncia alla Corte di giustizia europea o almeno una petizione al Parlamento europeo e p.c. alla Corte di giustizia europea, alla Corte Cost. italiana e al Governo italiano. E avrebbe saputo anche che non ho indicato a caso e la forma del “ricorso” e questi destinatari, almeno quelli principali.

• Commissione UE: la prova della complicità sulla DISINFORMAZIONE è facilmente reperibile nel suo sito alla voce “Banca Centrale Europea”, e chiara ed evidente, almeno a chi abbia dato una semplice scorsa alle norme che regolano la BCE (o ai trattati UE). Quindi lei – mi spiace - è escluso, come (almeno) il 99%. Si informi, preavvertendola che la materia è complessa ma intelligibile, solo dopo ne possiamo riparlare.

• CONTROINFORMAZIONE. Io ho sempre definito la mia – e non potrebbe essere altrimenti e mi meraviglio che lei, gratuitamente irrispettoso, ne possa dubitare - una “piccola opera di CONTROINFORMAZIONE”, la sfido a dimostrare il contrario, altrimenti – mi spiace dirglielo - fa la figura del contaballe DISINFORMATORE.

4. Pensioni d’oro. Riepilogo di nuovo (anche inutilmente ostinato, eh?): la mia fonte iniziale fu un’analisi della spesa pensionistica redatta dal Cobas di un importante ente pensionistico, ormai confluito nell’INPS, della quale copiaincollai la parte relativa alle pensioni d’oro nel mio post sulla spesa pensionistica. Come è noto, le analisi dell’ISTAT aggregano le fasce pensionistiche più alte, gli scrissi anche – come ho già segnalato – ma mi rispose che avrei dovuto pagarlo; altre fonti non ne trovai, per cui, in mancanza di meglio, assunsi come conferma l’articolo del Corriere della Sera, (ho visto ora che il link all’articolo non funziona, lo riallego, anche se bastava cercare il titolo (riportato) con Google. Sesto errore, veniale. Pensioni d'oro, una sorpresa da 90mila euro al mese). Segnalo, poi, a) che è vero che è un articolo di giornale, ma fa il resoconto – si deve presumere veritiero fino a prova del contrario - dell’audizione alla Camera del Sottosegretario del Lavoro; b) che il dato delle pensioni non pare attribuibile all’on. Meloni, il cui virgolettato è soltanto nell’occhiello, altro errore, ma glielo abbuono; e c) peraltro, “La proposta di legge Meloni sulle cosiddette pensioni d’oro, presentata il 21 giugno 2013, è stata adottata come testo base sul quale lavorera’ la commissione Lavoro”, cfr. Pensioni d’oro: testo in commissione Lavoro. Osservo, infine, che anche se fossero 50.000 pensioni d’oro e 5,6 mld (a me, leggendo la stessa tabella ,risultarono di meno, come scrissi nel commento in calce che ho riportato, dal quale risulta anche – vedi titolo prima colonna - che non è inclusa la 13esima, settimo errore) non sarebbero affatto pochi e comunque sarebbero molti di più di quelli che sbandierano ad arte gli agit-prop (il web ne è pieno) e le “poche centinaia”, che indicò l’ex ministro Giovannini, un altro DISINFORMATORE (cfr Caro Ministro Giovannini).

Totale: 7 (sette) errori, alcuni multipli.

PS: Ri-segnalo che la piattaforma IlCannocchiale sul quale risiede il mio blog è spesso in avaria; nel caso, riprovare più tardi.

***

ALLA REDAZIONE, DOPO AVER DOVUTO ASPETTARE 12 ORE, MI VENGONO ACCREDITATI 2 COMMENTI, MA DOPO AVERNE INVIATO UNO IL SISTEMA MI DICE CHE NON NE HO PIU' E CHE DEVO ASPETTARE 9 ORE.

 


Si rassegni sig. Vincesko, anche lei DISINFORMA

 • Corrado Tizzoni16/4/2015 - 22:25

Gentile sig. Vincesko, non volevo assolutamente distoglierla dalla sua lotta quotidiana contro la disinformazione propagata dalle maggiori istituzioni economiche mondiali ed europee, nè tantomeno voglio entrare nel merito di tale battaglia di cui lascio molto volentieri tutto l' onere e l'onore a lei, ma volevo solo registrare che mentre lei combatte contro i ' tantissimi che disinformano. Anche nelle aziende private' è  purtroppo caduto  in un triste episodio di disinformazione.

In sostanza come si evince dalla tabella fornita dall' INPS, che d' altra parte anche lei pubblica nell'ultimo post, i pensionati con reddito da pensione superiore a 90.000 euro annui sono circa 50.000 per un importo complessivo di 5,6 mld. Punto.

Su questo punto posso anche dirle, con buona confidenza di essere nel vero, che i conti fatti da lei su tale tabella ( per reddito pensionistico > 90.000 lei dichiara 21.000 percettori per 3 miliardi di importo complessivo) sono completamente sbagliati ( ha provato ad usare excel?).

Per quanto riguarda le sue fonti originali :

1) il dato fornito dal COBAS non può essere smentito perchè la fonte  è stata ritirata dalla circolazione ( forse non a caso) e mi lasci pure dire che l' autorevolezza di una nota sindacale mi sembra alquanto bassa

2) nell' articolo recuperato dal Corriere,  la frase ' ci sono oltre 100,000 superpensionati per un importo complessivo di 13 miliardi'  non fa riferimento a nessuna soglia annua di pensione , quindi è riferita ad una soglia di reddito non precisata, potrebbero essere 70.000 euro come 130.000 euro annui.

Il numero di 90.000 euro è riferito invece alle superpensioni mensili oggetto dell' interrogazione parlamentare .

Per quanto riguarda infatti l'intervento del sottosegretario Dell' Aringa in risposta alla deputata Bergamini, se fosse andato a vedere la fonte originale, per esempio qui, avrebbe visto che il sottosegretario non ha mai parlato in tale sede di 109.000 superpensionati con 13 mld di importo complessivo ma ha semplicemente riferito quali sono le 10 pensioni più alte con al primo posto quella del mitico Sentinelli con oltre 90.000 euro mensili.

Dalla preziosa tabella INPS di cui sopra si può inoltre facilmente vedere che tale importo di pensioni (13 mld) e tale numero di pensionati (109.000) può essere raggiunto approssimativamente se vengono dichiarati superpensionati o pensionati d'oro i percettori di pensione superiore a 5500 euro lorde mensili (70.000 euro annui).

Per quanto riguarda la tabella INPS in questione mi corre inoltre l' obbligo di spiegarle con la massima umiltà e rispetto che la frase 'Classi di reddito pensionistico mensile (escluso il rateo della tredicesima)' vuole semplicemente dire che si tratta dell'importo mensile erogato al singolo percettore e che per avere il corrispondente importo annuo bisogna moltiplicare tale importo per 13. Nelle colonne importo annuo complessivo e importo medio annuo del reddito pensionistico sono incluse ovviamente le tredicesime come si può anche evincere dalle ultime righe della tabella dove le classi di importo mensile hanno pochissime occorrenze (per esempio 10 occorrenze per la classe da 49 a 50 volte il minimo).

Infine per concludere questa ormai sterile discussione mi permetto di farle presente che non assumersi la responsabilità delle informazioni riportate e usate per argomentare (in sintesi dire" non è colpa mia se le fonti che cito danno informazioni sbagliate, prendetevela con loro") mi sembra, come minimo, poco costruttivo.

 

 

Falsi titoli roboanti, balle vere, 2+2 e responsabilità

 • Vincesko17/4/2015- 17:50

La ringrazio per le cortesi spiegazioni, che accolgo volentieri, ma eccepisco:

1. Lei, oltre ad esagerare coni falsi titoli roboanti, esagerati, indizio infallibile di coda di paglia, sorvola disinvoltamente su tutte le balle vere e le affermazioni almeno approssimative che ha scritto e mi ha contestato.

2. Il link al Parlamento è troppo generico, anzi approssimativo, poiché conduce alla pagina iniziale di tutti i lavori delle Commissioni, pretendendo che io mi vada a cercare pazientemente quella riguardante l’audizione del Sottosegretario Dell’Aringa. Metta quello giusto, visto che lo ha trovato e letto. O no e ha detto un’altra balla? Poi, che cosa crede, che uno che non si limita, come presumo faccia lei, alla materia previdenziale, e deve aggiornarsi per curare decentemente un blog, ha tempo e voglia di leggere tutti i link? Non mi va di fare il tuttologo, ma approfondire, da profano (come nella materia previdenziale), gli argomenti che di volta in volta ritengo opportuno.

3. In ogni caso, sorvola sul fatto che il giornalista del Corriere - che non è proprio un giornalucolo - da qualche fonte avrà pure trovato il dato dei 100 mila pensionati d’oro e dei 13 mld, quasi esattamente quelli che ho riportato anch’io, e molto, molto distanti dalle poche centinaia di unità e poche centinaia di milioni di cui di solito si parlava (incluso l’ex ministro Giovannini) ed invece molto vicino a quello dei 5.000€ lordi mensili da lei evidenziato. Confesso che io non uso Excel, che conosco pochissimo (conoscevo “Lotus 123”, che ho usato per anni), ma una piccola calcolatrice Canon che comprai – credo - molti anni fa in Arabia Saudita. Mi è sufficiente, per “bastonare” i contaballe e i DISINFORMATORI, fare 2+2.

4. Ecco il titolo dell’analisi della fonte mia iniziale, che non è stata affatto “ritirata”, come lei afferma con la sua solita inclinazione all’approssimazione arbitraria, ma non è più attiva, assieme al sito, presumibilmente perché il sindacato INPDAP è stato chiuso e fatto confluire nell’INPS (gli chieda conferma, lei che è… del ramo):

Analisi della spesa pensionistica e proposte di riduzione delle pensioni  http://www.cobasinpdap.it/wp-content/uploads/2012/07/CRISI.ECONOMICA.E.LOTTA_.PER_.IL_.REDDITO.pdf 

www.cobasinpdap.it

5. Infine, avendole già ben 2 volte spiegato come e perché abbia riportato e confermato quel dato, rifiuto la sua conclusione (ennesima accusa arbitraria e del tutto errata, infallibile indizio di coda di paglia) che io non mi assuma la responsabilità di ciò che scrivo. Anche perché, in buona sostanza, se si assume come limite “convenzionale” per considerare d’oro una pensione il valore di 5.000€ lordi e non netti, vengono confermati dai suoi dati. E poiché allora non si parlava di ricalcolo e l'obiettivo era, è, quello di reperire le risorse per perequare le pensioni basse (o altre misure anti-crisi), c'è margine per intervenire congruamente abbassando la soglia, che, in conclusione, era lo scopo -concreto, pragmatico - del mio post sulla spesa pensionistica, come avrà potuto dedurre anche dalla mia lettera all'ex ministro Giovannini (o, eventualmente, da altre decine di post del mio blog, avendo io come motto e stella polare, oltre alla libertà, la giustizia sociale).

 

 

Si arrenda sig.Vincesko! Ormai è accerchiato! (dalla realtà)

  Corrado Tizzoni 17/4/2015 - 21:43

Gent. sig. Vincesko, premetto che questo è proprio l' ultimo mio intervento sulla questione dei famosi 100.000 pensionati con pensione superiore a 90.000 euro annui per un totale di 13 mld complessivi, ma non ho resistito alla tentazione di cercare in rete il documento dei COBAS INPDAP da lei indicato nell' ultimo post e ho trovato alcuni residui o mutazioni o embrioni di tale analisi per esempio qui oppure qui oppure qui.

Siamo a mio avviso al delirio completo e alle farneticazioni matematiche: in ultima analisi siamo di fronte a pura e semplice DISINFORMAZIONE.

Faccio solo alcuni esempi tratti da questi elaborati :

i superpensionati con pensione annua superiore a 80.000 euro sono oltre un milione per una spesa complessiva di 80 mld di euro

da fantomatici dati INPS viene corretto il dato precedente e risulta che i pensionati con pensione superiore a 8000 euro mensili sono oltre 600.000 ( e gli autori si complimentano con sè stessi per esserci andati vicini al bersaglio)

dagli stessi dati risulta che i pensionati con pensione mensile superiore a 2000 euro e inferiore a 8000 sono oltre 2 milioni e prendono circa 5000 euro all'anno (?)

Mi sembra che ce ne sia abbastanza per dichiarare tale fonte pienamente inattendibile anzi fortemente disinformante.

E allora sig. Vincesko? Le ho messo in luce (la famosa tabella INPS) un' arma potente, un lanciafiamme : la usi  senza pietà contro questi siti terribili  fonti di leggende metropolitane sulle cosiddette  pensioni d'oro. Rivolga più proficuamente contro di loro la sua volontà di promuovere controinformazione e annientare i disinformatori.

Per finire le mando anche il link diretto all' audizione del sottosegretario Dell' Aringa qui

e mi mi permetto di dirle inoltre che 5000 euro di pensione mensile non sono più o meno la stessa cosa di 7500 euro mensili ( stiamo parlando di una differenza del 50% a salire o del 33% a scendere, veda lei)

Corrado Tizzoni

 

 

Titolo sensazionalistico incoerente col testo (e con la realtà)

 • Vincesko18/4/2015- 01:15

Di nuovo? Il suo impegno mi sembra degno di miglior causa. La sua – contro di me, non per i dati - è persa, se ne faccia una ragione. Curiosa, poi, la sua propensione a partorire titoli roboanti maleducati che contraddicono il suo professarsi cortese (indizio di insicurezza); il titolo, in quest’ultimo caso, contraddice anche il suo stesso testo del commento.

Guardi, non la porti in Cassazione, sono d’accordo con lei che i post allegati danno dati sballati (è lo stesso articolo, che poi viene ripreso da più siti), talmente sballati da rasentare effettivamente il delirio. Ma non sono gli stessi del lungo post che assunsi come fonte iniziale, del quale ho conservato nel mio archivio solo delle brevi parti: le tabelle (contenenti peraltro l’intestazione della colonna quantità errata: “N. pensioni” in luogo di “N. pensionati”, che provvidi a correggere nel mio post) e la breve citazione delle pensioni d’oro, che -ri-ripeto, ma lei non ascolta - copiaincollai, modificandola leggermente, nel mio post e che qui riporto:

Dai dati INPS risulta che le pensioni sopra gli 8.000 € sono circa 109.000. Tra queste vi sono anche numerose pensioni che superano di parecchio i 10.000 € (molti si avvicinano e superano anche i 30.000€ mensili!), perciò possiamo inferirne una media sui 9.000€. Utilizzando questa media, si ottiene che la spesa annua attuale per queste pensioni di importo alto è, quindi, non meno di 12 miliardi e 700 milioni (9.000 x 109.000)”.

Come vede, il dato è 109.000 per un costo di quasi 13 mld, esattamente quello che ho riportato io, non quello del tutto sballato che ora sbandiera lei, delirando incongruamente di "accerchiamento". Lei si "accerchia" da solo. Questo è quanto. Anzi, aggiungo che inviai un messaggio al Cobas (adesso non rammento se via email o tramite il suo sito, ma mi sembra di ricordare che fosse di Roma), per segnalare che gli importi esposti erano al lordo delle imposte, quindi i risparmi attesi erano inferiori. Eccolo (l’articolo di E&L allegato è riportato in calce al mio post “AQQ24-Spesa pensionistica”):

OK, ma con l'avvertenza che gli importi di spesa pensionistica sono al lordo delle imposte, come si ricava da quest’altra analisi:

"Radiografia della spesa pensionistica" " [...] Usando le definizioni del NVSP la spesa pensionistica nel 2010 era pari a 232 mld. Se consideriamo solo la parte erogata da Enti pubblici, escludendo quindi Casse private, Inpgi ed Enasarco, scendiamo a 228 mld (14,7% del Pil). Questa è la spesa lorda erogata da Inps, Inpdap, Enpals, ma questa spesa contiene una rilevante partita di giro costituita dall’Irpef trattenuta sulle pensioni. Gli Enti erogano ai pensionatigli importi netti trattenendo le ritenute fiscali che versano allo Stato. In base ai bilanci dei tre Enti nel 2010 le somme girate allo Stato per trattenute Irpef sulle pensioni sono state pari a 40,2 mld di euro. La spesa netta per pensioni è stata, pertanto, pari a 187,8 mld di euro. Questo è il valore reale del trasferimento dagli attivi ai pensionati. Gli altri 40,2 mld sono solo una partita di giro tra Enti e Stato. Del resto la Rgs quando stima gli effetti di tagli o incrementi della spesa pensionistica sui conti pubblici lo fa sempre al netto degli effetti fiscali; altrettanto lo si dovrebbe fare sulla spesa complessiva. [...]". http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1490

PS: Sulla risposta del Sottosegretario Dell’Aringa, eccepisco che ha detto una mezza verità (che equivale sempre ad una bugia intera) sulla pronuncia della Corte Cost.: è vero che essa deliberò che il contributo sulle pensioni ha natura tributaria, ma quella fu solo la premessa giuridica per giudicare il provvedimento (contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro) irragionevole, poiché colpiva solo una parte dei contribuenti. D’altra parte, l’esito negativo fu previsto al momento del varo del DL, esito peraltro che si era già puntualmente verificato per l’altro contributo straordinario, previsto dal DL 78/2010 (v. nota in calce al mio post sulla spesa pensionistica), per cui io penso che furono congegnati apposta male. Bastava metterli insieme nello stesso provvedimento di legge, e stabilirlo erga omnes, per evitarlo.

 

 

***

Non riesco a caricare la parte finale con la conclusione un po’ pepata del dialogo con Michele Boldrin; per leggerla cliccare qua sotto:

Dialogo n. 2 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni

http://vincesko.blogspot.com/2015/04/dialogo-n-2-nel-blog-neo-liberista.html

 

 


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Elite neoaristocratica e reazionaria al potere

 
L'unico periodo in cui c'è stata una redistribuzione di reddito e di ricchezza dai ricchi agli altri e l'introduzione del welfare state (anche per altre ragioni, come la presenza dello spauracchio del comunismo sovietico) è stato grosso modo nel cinquantennio dagli anni '30 del '900 alla fine degli anni '80, per impulso di borghesi come il massone Keynes o i coniugi massoni progressisti Roosevelt, massoni laburisti come Attlee e Beveridge o massoni conservatori illuminati (poi virerà a destra) come Churchill o massoni liberal come Marshall o paramassoni di destra moderata come Eisenhower (che porta l'aliquota marginale dell'imposta sul reddito al 92%).

Poi, a sentire il massone Gioele Magaldi (io sono miscredente, in tutti i sensi) l'hanno avuta vinta i massoni reazionari (tutti) neo-liberisti, che hanno preso il potere, in particolare in Europa; e il plurimiliardario Warren Buffett lamenta che egli, in proporzione, paga meno tasse della sua segretaria.

Ma i ricchi sono 4 gatti: come farebbero a spadroneggiare e a decidere per tutti se non avessero al loro servizio - retribuito e non – una nutrita schiera di agit-prop che manipolano le teste e sviano le coscienze; e – fattore che incuriosì persino il massone progressista Einstein, che chiese lumi al massone progressista Freud - il sostegno e l’ammuina di milioni, ormai miliardi, di “poveri”?

Le teste pensanti di stampo progressista - massoni e non - ci sono ancora; ed hanno l'appoggio di milioni di individui chini come me sulle tastiere dei pc. Mancano le braccia per dare l’assalto alla Bastiglia. Fino a quando?

Post scriptum

In fondo, gli Europei hanno, se non in mano il loro destino, almeno la possibilità di incidere periodicamente sugli assetti del potere con le elezioni europee, ma tutto ciò viene vanificato dall’oligarchia che comanda e che è ormai indistinguibile - almeno nelle due grandi famiglie politiche del PPE e del PSE - tra conservatori e progressisti (cfr. L’ex marxista Jean-Claude Juncker http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html). 


 
Post collegati:
 
UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html
 
Piketty, i ricchi si abbuffano e i poveri annaspano
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820021.html
 
L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lammuina-dei-poveri-e-legoismo-dei.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/elite-neoaristocratica-e-reazionaria-al.html
  

Lettera all'On. Matteo Salvini

 

Pubblico la lettera che ho inviato il 07/04/2015 all’On. Matteo Salvini, [1] Segretario della Lega Nord ed europarlamentare, assurto agli onori della cronaca ormai a cadenza quasi quotidiana per aver portato il suo partito al terzo posto nella graduatoria dei sondaggi,[2] guadagnato anche – o soprattutto – per il suo populismo,[3] vedasi – oltre alle soluzioni semplicistiche, miracolistiche e talora feroci al problema difficile e complesso dell’immigrazione ed alle bugie sulle pensioni, delle quali tratto in questa lettera – la proposta dell’aliquota fiscale unica del 15% sul reddito, che sarebbe un enorme regalo ai contribuenti ricchi, oltre che una bomba posta sotto il bilancio dello Stato. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

 

Oggetto:

Le pensioni, le manovre finanziarie, l'equità e la vergogna

Da:

v

A:

<matteo.salvini@europarl.europa.eu>

Data:

07/04/2015 11:31

Egr. On. Salvini,

Qualche tempo fa, esattamente il 17/3 scorso, L’ho ascoltata a “8 e ½” su La7 accusare con toni severissimi l'ex ministra Fornero di aver allungato di 5 anni l'età di pensionamento, e chiedere per questo le sue scuse agli Italiani; e Mario Monti, ancor più sprezzantemente, di aver impoverito gli Italiani, e chiedergli perciò di avere la dignità di dimettersi da senatore a vita.

Io sono "anti-montiano” ed ho pubblicato ben 8 post nel mio blog di critica severa contro di lui (questo è l’ottavo, in calce ad esso trova gli altri sette: “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/tre-misfatti-quasi-sconosciuti-del-fu.html) cominciando quando era sulla cresta dell’onda, ma mi permetto di osservare che queste affermazioni, anche se ripetute da Lei (e supposti esperti e sindacati e milioni di Italiani) quasi quotidianamente e, persino, per quanto riguarda le pensioni, da giornalisti economici de Il Sole 24 ore, sono in gran parte infondate e per dimostrarglielo mi premuro di allegare qui di seguito le prove documentali che La smentiscono.

In primo luogo, per quanto riguarda le pensioni, la legge Monti-Fornero (DL 201/2011, convertito dalla legge 214/2011) ha effettivamente allungato l'età di pensionamento per vecchiaia di 5 anni, ma limitatamente alle lavoratrici dipendenti del settore privato e gradualmente entro il 2018; a tutti gli altri aveva già provveduto, ma senza gradualità, (col DL 78/2010 convertito dalla legge 122/2010) Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi. Traggo dal post allegato:

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano,2007) sono più corpose, immediate e recessive (finestra di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi, allungamento di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararli a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti, aumento di 1 anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”) e allungamento graduale dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

(cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html).

Le riforme Sacconi, come Lei sicuramente rammenta, sono state ovviamente approvate anche col voto favorevole della Lega Nord. Quindi, a stretto rigore, è Lei che dovrebbe chiedere scusa agli Italiani.

In secondo luogo, per quanto attiene a chi ha impoverito gli Italiani, osservo che, nella scorsa legislatura, sono state varate (in gran parte dopo la crisi della Grecia) manovre correttive per un ammontare cumulato (cioè sommando gli effetti anno per anno) pari a 330 (trecentotrenta) mld: ben 4/5, pari a 267 mld cumulati, sono ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi, molto iniquamente addossati, in grandissima parte, sul ceto medio-basso e sui poveri (pensionandi, in particolare pensionandi disoccupati a reddito zero, precari del settore pubblico licenziati nella proporzione del 50%, dipendenti pubblici, spesa sociale delle Regioni e dei Comuni tagliata del 90%, ad alta propensione al consumo e quindi con effetti recessivi, risparmiando quasi i ricchi ed i redditi privati (tranne i farmacisti e i produttori e distributori di farmaci, in quanto fornitori del SSN); solo 1/5, pari a 63 mld cumulati, sono attribuibili al governo Monti, distribuiti in maniera molto più equa (cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html ).

Io, ad esempio, fermo per causa di forza maggiore, per effetto della vostra Legge 122/2010, ho subìto in un solo anno un mancato introito pensionistico di 20 mila €; la stessa legge scandalosamente non faceva pagare - letteralmente - neppure un centesimo ai tre uomini più ricchi d’Italia: Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi.

Le manovre molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi (le cui misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti) sono state ovviamente votate anche dalla Lega Nord. Quindi, a stretto rigore, è Lei che dovrebbe dimettersi da deputato.

Egr. Onorevole, se non avrà la dignità di farlo, almeno abbia il pudore di smetterla con le bugie ripetute quasi quotidianamente e di scaricare sugli altri le vostre gravi responsabilità sulle concause determinanti del peggioramento e del permanere dell’attuale, grave crisi economica o mi confermerò nel giudizio che Voi del centrodestra siete, oltre che degli incapaci al soldo dei ricchi, senza vergogna.

Distinti saluti

V.

 

PS: Pubblicherò questa mia lettera, e la Sua eventuale risposta, nel mio blog (l’avverto che la piattaforma IlCannocchiale, su cui ho il blog, è spesso in avaria, in tal caso, provi ogni tanto).

 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Salvini

[2] http://www.corriere.it/politica/15_aprile_05/sondaggi-m5s-cresce-b78d0208-db5d-11e4-8de4-f58326795c90.shtml

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Populismo

 

 

Post e video collegati:
 
Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html
oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html
 
Lettera a Lilli Gruber (tramite il sito de La7)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830430.html
oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-lilli-gruber-tramite-il-sito-de.html
 
Lettera all’On. Gianluca Buonanno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2789085.html

Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html

 
Si parla della legge Fornero dal minuto 16 e 20” con un servizio di Paolo Pagliaro e poi il commento di Paolo Mieli e la filippica mendace e fuorviante di Matteo Salvini, senza alcun accenno alle riforme Sacconi:
La7 - Otto e mezzo 17/03/2015
http://www.youtube.com/watch?v=RijdTRDKzLQ
 
Salvini parla della legge Fornero al minuto 17 e 45”, senza che Lilli Gruber osservi nulla:
La7 - Otto e mezzo 08/04/2015
http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/radere-al-suolo-i-campi-rom-08-04-2015-151794
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html

Lettera a Lilli Gruber (tramite il sito de La7)

 
Cara Sig.ra Lilli Gruber,

La seguo sempre molto volentieri. Ho appena finito di ascoltare [17/3/2015] Matteo Salvini a "8 e 1/2" accusare con toni severissimi l'ex ministra Fornero di aver allungato di 5 anni l'età di pensionamento, ed ha chiesto per questo le sue scuse agli Italiani e che Mario Monti si dimetta da senatore. Io sono "anti-montiano”, ma poiché questa affermazione, anche se ripetuta da quasi tutti, persino da giornalisti economici de Il Sole 24 ore, è per 2/3 infondata, allego un mio post con le prove documentali che smentiscono l'on. Salvini, poiché la legge Fornero ha effettivamente allungato l'età di pensionamento per vecchiaia di 5 anni, ma limitatamente alle lavoratrici dipendenti del settore privato; a tutti gli altri aveva già provveduto (col DL 78/2010 convertito dalla legge 122/2010) Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale del governo Berlusconi-Bossi. Traggo dal post:

"Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono molto più corpose, immediate e recessive (finestra di 12 o 18 mesi per tutti, allungamento di 5 anni (+ finestra) dell’età di pensionamento per tutti tranne le lavoratrici private, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti, aumento di 1 anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”) e allungamento graduale dell’età di pensionamento delle dipendenti private, per allinearle a tutti gli altri), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020".

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html

Le riforme Sacconi sono state ovviamente approvate col voto favorevole della Lega Nord. Quindi, a stretto rigore, è Matteo Salvini che dovrebbe chiedere scusa agli Italiani.

Cordiali saluti,

V.


Aggiornamento (09/04/2015):
 
E-mail n. 2 a Lilli Gruber del 09/04/2015 (tramite il sito de La7)

Alla gentile Sig.ra Lilli Gruber (Otto e mezzo)
Ci riprovo (vedi mia precedente email del 17/3/2015) e Le segnalo (per fare prima):
Lettera all’On. Matteo Salvini
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html 
Cordiali saluti
PS: La prego di informare eventualmente sul tema Paolo Mieli, che è altrettanto disinformato.
 
 
Post collegati:

 
Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html
oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html

Lettera all’On.Matteo Salvini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html
oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html


**********
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-lilli-gruber-tramite-il-sito-de.html



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Dialogo nel blog neo-liberista NoisefromAmerika su Keynes e dintorni

 

Sono iscritto al noto blog NoisefromAmerika da un paio d’anni, ma non lo leggevo più da parecchio, poiché aborro le sette fanatiche: non solo quel blog, neo-liberista, ma anche quello di Alberto Bagnai, neo-keynesiano, per cui anche se vi sono dei post interessanti cerco di tenermene il più possibile alla larga.

Vigendo in esso una sorta di criterio meritocratico dei commenti, dopo un po’ che non ricevevo la relativa newsletter pensavo di essere stato cancellato dall'elenco dei destinatari. Ma giorni fa ho ricevuto l’avviso della pubblicazione di un nuovo post, questo:

L’illusione keynesiana - 26 marzo 2015 • david k. levine
Un breve saggio che illustra perché la teoria economica di J.M. Keynes assomigli all'illusorio mulino a moto perpetuo di M.C. Escher
http://noisefromamerika.org/articolo/illusione-keynesiana

Ho letto sia l’articolo che i commenti e, dopo aver letto la risposta del titolare del blog Michele Boldrin a quello di Rainbow, non ho resistito alla tentazione di tornare a commentare per “bastonare” volentieri Michele Boldrin.

Riporto una parte della discussione relativa ai primi due e a quelli che mi coinvolgono. Preavverto che non essendo in grado di farlo direttamente sul lato tecnico-economico l’ho fatto attaccandolo sui suoi a me evidenti punti deboli psicologici, che caratterizzano a mio avviso tutti i neo-liberisti. Non mi ha risposto direttamente, ma ha cominciato a blaterare di troll grillini e di interventi della redazione. Per dare un aiuto a chi legge, rilevo che tra le poche cose che ho letto scritte da Bagnai rammento quella sull’esame del curriculum di Boldrin, dal quale risultava che questi – che si atteggia a economista tuttologo - non è affatto un esperto di economia monetaria, ma di Intellectual Property Rights (diritti di proprietà intellettuale), Market Structure and Pricing: Monopoly, Educational Finance e simili (cfr. http://goofynomics.blogspot.com/2013/02/la-prevalenza-del-declino.html).

 

Se il keynesismo e' una religione, figuratevi il liberismo!

 • Rainbow26/3/2015- 23:09

Poi ci dicono che viviamo nell'epoca della fine delle ideologie,e dei dogmi in ambito politico,economico,etc! Questo articolo,e questa analisi, comprovano il contrario,almeno nell'ambito economico!Parafrasando il grande Toto',risponderei a questo dogmatico antikeynesiano:"Ma mi faccia il piacere,se ne vada!".Nel senso che,dogmaticamente,appunto,si sostiene che keynes ed il keynesismo,sono inconsistenti sul piano economico-scientifico,ed il liberismo sia'l'unico modo di leggere, interpretare,spiegare,sviscerare,il fenomeno economico! Sul piano scientifico ci sono almeno 50 anni di letteratura che contraddicono tutti questi assunti,e vari Nobel,tra cui Krugmann,Stiglitz,che continuano a produrre copiosa letteratura in senso contrario a quello qui esposto! Derubricare Paul Krugmann a un santone,e'assurdo!L'ultimo arrivato e'l'Economista francese Thomas Piketty ( non e'ascrivibile in senso keynesiano,ma sicuramente non e'neanche liberista!) che,nel suo volume di quasi 1000 pagine "il Capitale nel XXI secolo", frutto di un lavoro di analisi e ricerca durato 15 anni,pone questioni cruciali sulla diseguaglianza dei redditi e dei patrimoni indotta dalla deregulation Economica,Finanziaria,Fiscale,che dovrebbero interrogare qualunque libero pensatore non dogmaticamente orientato! 

Al netto di dotte disquisizioni dottrinali  ed economiche,da libero pensatore,e da curioso di cose economiche,osservo i seguenti fatti. Le crisi più grandi che l'economia abbia mai avuto,denominate in Letteratura "grandi depressioni", quella del 1929/45, e quella attuale,sono intervenute in ambiente prevalentemente liberista! Quella attuale,iniziata nel 2007/2008, e'intervenuta in un contesto di totale deregulation dei mercati,sopratutto finanziari,conseguente alla deregulation iindotta dalla rivoluzione liberal-liberista"del mitico duo Tatcher,Reagan,e proseguita,dopo il crollo dell'Ursss,dai governanti dei principali paesi occidentali,persino quelli di matrice labourista: Clinton,Blair,john major,Mitterand,bush junior/senior,etc! Mi pare sia pacifico in dottrina che gli USA siano usciti dalla crisi grazie a politiche sostanzialmente neo-keynesiane,o comunque di stampo interventista,altro che liberismo! Obama,e lo Stato Americano sono intervenuti direttamente iniettando liquidita'nel sistema economico ( Crhrysler,Bank of America,FreddyMae,FreddyMac,etc), il deficit nei primi anni della crisi e'arrivato al 10% del Pil,facendo aumentare il debito considerevolmente! Le Federal Reserve e'stata interventista come non mai espandendo il bilancio fino a 5000$, ed ha impedito il fallimento ed il crollo del sistema finanziario Americano,lehmann brothers a parte! Il bello e'che queste politiche sono state sostenute anche dal governatore della Fed Americano di estrazione Repubblicana,tendenzialmente liberista,non certo Keynesiano! Se gli USA,E i governatori della Fed,avessero dato ascolto al Tea-party,e ai fondamentalisti del liberismo,la disoccupazione sarebbe ancora al 11%, e la crisi mondiale sarebbe stata ancora più grave negli Usa e nel mondo! Questo perche'gli Americani non sono dogmatici come gli europei,e non stanno a questionare se occorrono politiche interventiste,o liberiste,neo-keynesiane,liberiste,monetariste, x uscire da una grave crisi:non importa il colore dei gatti,l'importante e'che acchiappino i topi! Gli Americani sono pragmatici,non dogmatici,sanno che le politiche da mettere in campo variano a seconda del contesto,quindi adottano quelle più opportune scaturite da 70 anni di letteratura economica! Prendiamo esempio da loro! Se l'Europa,i singoli Stati,le sue istituzioni, fossero più pragmatici come gliUsa,saremmo usciti dalla crisi da un bel pezzo!

 

Un altro deficiente

 • michele boldrin 26/3/2015- 23:58

Nel senso che hai un deficit, sostanziale.

Di capacita' di lettura (da nessuna parte nel testo la parola liberismo viene menzionata e/o si sostiene una qualche visione"liberista", whatever that means, dell'economia) e comprensione (non hai proprio capito cosa DKL dica e sostenga, davvero).

Di conoscenza dei fatti (il tuo "sommario"della crisi fa ridere i polli)

Di conoscenza della "dottrina" (no, non e'pacifico un beato cazzo in dottrina, credimi)

eccetera.

Deficit gravi, credimi. Molto gravi. 

 

***

 

Condivido

 • michele boldrin 27/3/2015- 18:39

Oramai siamo ai malati mentali.

JMK, tra l'altro, non era per nulla omo. Era, beato lui, capace d'estrarre piacere dal full set of available humans, XX or XY.

O ben siamo diventati popolari o l'imbecillita' in Italia sta crescendo a dismisura. 

 

La seconda,

 • lucianopontiroli (già luponti) 27/3/2015 - 19:08

purtroppo, Michele.

 

Tertium datur

 • Silvio 27/3/2015- 23:05

Prenda anche in considerazione l'ipotesi di essere particolarmente popolare fra gli imbecilli, caro professore.

 

Ha ragione

 • michele boldrin 28/3/2015- 00:31

E mi rendo conto che, grazie all'ausilio dell'introspezione, lei sia potuto arrivare a tale inferenza prima di me. 

La ringrazio quindi per la cortese osservazione e le assicuro che faro' il possibile perche' in redazione si prendano gli adeguati provvedimenti ... 

 

Introspezione

 • Vincesko 28/3/2015- 18:50

@Michele Boldrin, Lei ha messo il dito sulla piaga. 1) Perché Lei e i Suoi adepti state dalla parte dei ricchi? Qualcuno più sopra scriveva di "sindrome di Stoccolma", evidente esempio di proiezione, meccanismo difensivo attivato da sensi di colpa inconsci. 2) Le reazioni esagerate sono sempre indizio di coda di paglia: non si scopra troppo. 3) Non sono all'altezza, ma per commentare la qualità dell'articolo (che ad occhio anche a me sembra una boiata pazzesca, talmente esagerata da giustificare ampiamente l'ipotesi  - come alcuni riferimenti dell'autore segnalano - che sia motivata dal complesso edipico) a me basta constatare che l'unico periodo in cui c'è stata una redistribuzione di reddito e di ricchezza dai ricchi agli altri e l'introduzione del welfare state (anche per altre ragioni, come la presenza dello spauracchio del comunismo sovietico) è stato grosso modo nel cinquantennio dagli anni '30 del '900 alla fine degli anni '80, per impulso di borghesi come il massone Keynes o i coniugi massoni progressisti Roosevelt, massoni laburisti come Attlee e Beveridge o massoni conservatori illuminati (poi virerà a destra) come Churchill o massoni liberal come Marshall o paramassoni di destra moderata come Eisenhower (che porta l'aliquota marginale dell'imposta sul reddito al 92%). Poi, a sentire il massone Gioele Magaldi (io sono miscredente, in tutti i sensi) l'hanno avuta vinta i massoni reazionari (tutti) neo-liberisti; e il plurimiliardario Warren Buffett lamenta che egli, in proporzione, paga meno della sua segretaria. Ma i ricchi sono 4 gatti: come farebbero a spadroneggiare e a decidere per tutti se non avessero al loro servizio - retribuito e non – una nutrita schiera di agit-prop e – fattore che incuriosì persino Einstein, che chiese lumi a Freud - il sostegno e l’ammuina di milioni, ormai miliardi, di “poveri”?

 

Il modello

 • giulio zanella 29/3/2015- 00:15

Mi scuso per la pignoleria ma la chiusura del modello richiede che anche Einstein e Freud fossero, rispettivamente, fotomassone e psicomassone (se no, conosceremmo la risposta).

 

Grande Giulio

 • michele boldrin 29/3/2015- 06:26

ma temo che Vincesko non l'abbia capita.

Dev'essere la costosa "acqua pubblica" che bevono ogni giorno.  

 

Diversione

 • Vincesko 30/3/2015- 13:50

@michele boldrin: Mi spiace deluderLa, Lei è troppo scarso e vulnerabile per me. Ho invece capito che, causa coda di paglia (non lo conosco affatto, ma debbo presumere che @giulio zanella si sia riconosciuto nel ruolo di agit-prop), serve a deviare il discorso... PS: Non sono molto pratico, l'anteprima non funziona?

 

Massoni

 • Vincesko 30/3/2015- 14:08

@giulio zanella: Ha ragione, mi scuso, infatti (ho controllato ora) anche Einstein e Freud erano massoni (ho una cattiva memoria, sono talmente tanti che non li rammento tutti, ogni volta - quando mi serve - vado a controllare). Per il resto, legga più sopra: la Sua pignoleria è solo uno schermo.

 

Demagogia e delirio

 • PaoloPiergentili 28/3/2015 - 21:36

La prima prte del suo commento, Silvio, è pura demagogia. La chiusa è delirio. Ma si può?

 

Grazie

 • Silvio 28/3/2015- 23:59

La ringrazio, perché è stato il primo ad esprimere una riflessione su quanto ho scritto senza insultare. Sono perfettamente d’accordo con lei sul fatto che l’ultima parte del mio intervento sia delirante, perché così ho voluto che fosse: in fondo gli insulti li cercavo, e l’ho dichiarato.Cionondimeno, se prova a googlare  le parole “Keynes” ed “omosessuale”  qualcosa di interessante salta fuori . Bollare il resto come demagogia mi sembra invece profondamente riduttivo. Risponda a questa domanda: è vero o non è vero che in Europa stiamo vivendo una fase storica in cui i diritti dei lavoratori sono sotto attacco? A lei tutto ciò può piacere, a me no. Sono lieto di vivere in un mondo in cui io e lei siamo liberi di avere opinioni discordanti, ma bollare per demagogia la critica ad una riforma del mercato del lavoro realizzata dal capo del personale della Volkswagen mi sembra un po’ sbrigativo. Potremmo anche far elaborare  il nuovo diritto di famiglia al Cardinal Bagnasco, chiedere lumi su cosa sia il comune senso del pudore a Cicciolina e far scrivere il contratto dei metalmeccanici a Marchionne. Mi sta bene tutto, ma se qualcuno poi alza la manina e dice che si poteva fare qualcosa di meno squilibrato,  per cortesia, non dategli del demagogo.

Non ho mai nutrito alcuna particolare simpatia per Keynes, ma avverto in questi attacchi al suo pensiero (questi sì, stupidamente demagogici) il corollario ideologico all’attuale fase di controffensiva del capitale. Per carità, nulla di nuovo: gli stessi diritti dei lavoratori che oggi sono sotto attacco sono stati conquistati in un periodo storico altrettanto sbilanciato culturalmente.

Si goda quindi questi professorini che le dicono che i loro modelli sono potentissimi, ma, visto che c’è dentro tanta matematica, si deve  fidare e non rompere troppo i coglioni. Tante formule, logaritmi,derivate, integrali e chissà cos’altro: una gigantesca cortina fumogena per nascondere il fatto che di ciò che accade loro intorno non sono in grado di spiegare una beneamata sega.

Il povero Keynes, che per inciso la matematica la conosceva molto meglio di loro, invece non aveva capito niente e le moderate istanze di equità sociale che scaturiscono dal suo pensiero vanno buttate nel cesso.

 

temo che lei non abbia capito

 • giovanni federico 29/3/2015- 00:25

le perdite di diritti dei lavoratori (occidentali)  non dipendono dallo scontro politico in Occidente e quindi non sono reversibili con decisioni politiche o politiche espansive ma dai cambiamenti dell'economia mondiale. La fine dell'isolamento economico della Cina ha cambiato il rapporto capitale/lavoro nel mondo per  un periodo probabilmente molto lungo (per sempre non esiste nella storia) Se vuole, sta realizzando l'utopia terzo-mondista degli anni Sessanta - la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo.

  Gli economisti (in media) possono benissimo spiegare quello che è successo e quello che sta succedendo, anche se non sanno prevedere esattamente quello che succederà. E, almeno a grandi linee, sanno anche cosa bisognerebbe fare, Solo che la gggente non vuole sentirlo e preferisce  ignoranti che li illudono spacciando  rimedi miracolosi (più spesa pubblica per investimenti, usciamo dall'euro, mandiamo in galera i politici corrotti).

 

Dimenticanza

 • Vincesko 30/3/2015- 15:11

Nessuna dimenticanza, direbbe Freud, è casuale. Ha dimenticato di aggiungere che, nonostante la globalizzazione e la crisi economica e la redistribuzione planetaria, negli ultimi 20 anni l'1% più ricco è sempre più ricco, anche - e soprattutto - perché condiziona i decisori politici e la produzione normativa; gli altri (occidentali) sempre più poveri. Ha mai sentito parlare di redistribuzione all'interno? Di grazia, almeno dei pesi del risanamento del bilancio pubblico, addossato finora molto iniquamente in grandissima parte sulle spalle dei non ricchi e dei poveri?

 

appunto

 • dragonfly 30/3/2015- 15:38

lei  si è dimenticato di leggere (cosa ne pensa freud,anche  alla luce della fede massonica? :-) )

 rimedio io, citando  giovanni federico:

la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo. 

 

***

 

Ricchezza e Pil

 • Vincesko 28/3/2015- 17:19

@Rainbow: Segnalo, per la precisione: 1. Alla fine del 2013, la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 8.728 miliardi, di cui la ricchezza abitativa era pari a 4.900 miliardi e quella finanziaria alla parte restante. https://www.bancaditalia.it/media/notizia/la-ricchezza-delle-famiglie-italiane-nel-2013-supplemento-al-bollettino-statistico-n-69-2014. 2. A fine 2013, il Pil è stato pari a 1.560 mld. 3. La ricchezza netta era dunque pari a 5,6 volte il Pil.

 

***

 

Mi premeva

 • Andrea Grenti 31/3/2015 - 21:00

Mi premeva una spiegazione esauriente, perché se intendi che il capitale depositato significa non usato allora non mi torna la questione.

 

E dove stascritto che il

 • Guido Iodice 31/3/2015 - 22:04

E dove sta scritto che il capitale depositato viene *necessariamente* prestato? Sono anni che le banche centrali si lamentano che nonostante le banche commerciali siano piene di liquidità essa non viene prestata e rimane sotto forma di riserve in eccesso presso le stesse banche centrali. Ad esempio: http://research.stlouisfed.org/fred2/series/EXCRESNS

Peraltro è discutibile anche l'idea che i depositi vengano prestati.

 

Impara la contabilita' nazionale

 • michele boldrin 31/3/2015 - 23:37

Davvero Iodice, sei penoso. Ma hai una laurea? Dove cazzo l'hai presa, in Italia?

Hai presente cosa siano i RISPARMI delle famiglie e cosa le RISERVE (in eccesso o meno) delle banche commerciali in banca centrale?

Ma come fai ad essere COSI' TANTO IGNORANTE? Come cazzo fai! 

 

keynesblog

 • axel bisignano 1/4/2015 - 16:40

la risposta la trovi nel link che ha messo per descrivere la sua persona :-).

anyway.

Attendiamo fiduciosi che i fedeli keynesiani ci spieghino perchè le politiche in questione hanno fallito come nell'esempio di Nixon e del Giappone.

Scommentto 1000 delle vecchie lirette che non arriverà nessuna spiegazione (nemmeno dal blog in questione) 

 

Nessuno è perfetto

 • Vincesko 1/4/2015 - 18:36

Io non sono all’altezza, lo spiega Gustavo Piga. Che dà la spiegazione più sensata: nessuno è perfetto. Ancor meno, aggiungo io, visti il disastro attuale e l’arricchimento dei ricchi appetto all’impoverimento di tutti gli altri, il neo-liberismo: ci vuole una bella dose di masochismo a sostenere un’ideologia siffatta.

“L’azzardo greco e il pendolo della storia”

http://www.gustavopiga.it/2015/lazzardo-greco-e-il-pendolo-della-storia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=lazzardo-greco-e-il-pendolo-della-storia

 

Lascia perdere: tanto per

 • Guido Iodice 1/4/2015- 19:52

Lascia perdere: tanto per loro pure Piga è uno che non capisce un cavolo, no? 

 

Domande dell'articolo

 • Vincenzo Pinto 2/4/2015- 10:24

Grazie per l'articolo, che inizia con una serie di domande

"Perché esiste il Fiscal Compact? Perché esiste questa macchina infernale senza pause, che obbliga lo Stato a dimagrire, senza se e senza ma, con pochissima attenzione da parte del decisore Europa a se questa consunzione sia all’interno di un processo di sana spending review o invece di recessivi tagli lineari, di cessione per mere esigenze di cassa di controllo pubblico o di intelligenti e mirate liberalizzazioni?"

Con risposte che tirano in ballo i dogmi del pensiero economico mainstream (ovvero il fiscal compact e' figlio di una ideologia dominante dagli anni '80).  A me la tesi pare deboluccia: prima di tutto l'UE e' lo stesso spazio in cui il debito pubblico dall'inizio della crisi e'aumentato - includendo anche i paesi considerati "virtuosi" come la Germania e la Francia. Non si capisce quindi perche' l'ideologia funzionerebbe solo per alcuni paesi. Mi sembra piu' sensata la spiegazione per cui alcune delle economie piu' colpite dalla crisi erano drogate da una bolla immobiliare (Spagna, Irlanda) o avevano situazioni di finanza pubblica (Italia, Grecia) squilibrate che hanno richiesto un interventi in alcuni casi piuttosto estremi. La domanda che pero' mi stupisce di piu' e' la seconda parte, quella sulla sovranita': a me pare che le istituzioni internazionali possano al massimo dare raccomandazioni. Anche quando sembrano avere il coltello dalla parte del manico (vedi Grecia) le implicazioni sistemiche di un paese le obbligano ad accettare dichiarazioni di principio su riforme future piuttosto che una roadmap dettagliata a cui siano condizionati i finanziamenti da ricevere. E non mi pare che in Europa ci siano molti fan di una ulteriore cessione di poteri a Bruxelles! Quindi di che si lamenta Piga? Che l'Europa non fa quello che in base ai trattati non puo' fare?

Ultimo punto sullo strawman dell'ideologia"neoliberista": si parla di Reagan e Thatcher, e accettiamo l'ipotesi che abbiano entrambi implementato una agenda "meno Stato piu' mercato" senza se e senza ma (per dire, facciamo finta che Reagan non abbia difeso le produzioni americane con dazi). Non mi pare questo implichi che lo stesso sia successo negli altri paesi europei: non mi ricordo una Thatcher in Italia, o in Spagna, o in Francia. Quindi non ho capito questo pendolo ideologico come si sta muovendo. A me pare che i cittadini di alcuni paesi hanno un pendolo che li minaccia, nel senso che rischiano di trovarselo nel posteriore.

 

Ingenuità

 • Vincesko 3/4/2015- 21:58

@Vincenzo Pinto: Mi limito a tre punti:

Citazione n. 1: “A me la tesi pare deboluccia”. Ma no… Comunque mi permetto di precisare che per spiegazione sensata mi riferivo alla risposta congrua alla crisi, che non sempre è Keynes o il neo-liberismo (perciò ho intitolato il mio commento “nessuno è perfetto”). Dipende.

Citazione n. 2: “i paesi considerati "virtuosi" come la Germania e la Francia”. Quali virtuosi? Hanno pecche serie entrambi. Il loro debito pubblico è aumentato relativamente di più, anche per salvare le banche (quello che non sono riusciti a scaricare su tutti gli altri). In Germania, per perseguire il pareggio di bilancio e sostenere la politica mercantilista si sacrifica l’equità e il benessere non soltanto degli altri Europei ma anche quello dei Tedeschi. In Francia, il deficit sarà superiore al 4% per il 3° anno consecutivo; le pensioni sono ancora da riformare; la spesa pubblica è alta.

Citazione n. 3: “le istituzioni internazionali possano al massimo dare raccomandazioni”. Che ingenuo: questo vale per la Germania (ad es. sul surplus commerciale eccessivo, già di per sé sovradimensionato e fatto a misura della Germania dalla prona Commissione Europea, gestione Barroso) e la Francia (ad esempio su deficit e pensioni), non certamente per gli altri, in particolare l’Italia (e la Grecia). In Italia, in forza di queste asserite “raccomandazioni”, sono state varate nella scorsa legislatura (in grandissima parte dopo la crisi greca del 2010) manovre correttive per 330 (trecentotrenta) mld cumulati (cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti ), le cui misure permanenti dispiegano tuttora i loro effetti, e ben 3 (tre) riforme delle pensioni (Sacconi 2010 e 2011 e Fornero 2011), che hanno reso il sistema pensionistico italiano il benchmark in UE28 per severità e sostenibilità nel lungo periodo (cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni .Nel trattato (e nei regolamenti) UE è tutto previsto (anche gli obblighi statutari della BCE, in gran parte disattesi), ma la sua applicazione è politica. E decisa a Berlino (e Parigi, per salvare la faccia).

 

Certo che l'ho presente.  Ma

 • Guido Iodice 1/4/2015- 19:11

@Michele Boldrin (31/323:37): Certo che l'ho presente.  Ma che c'entra? Ho riportato un esempio di preferenza per la liquidità, il questo caso delle banche. Poi se a lei non convince il concetto di preferenza per la liquidità posso capirlo. Del resto il suo collega Levine lo ha capito al contrario...

 

Tu sei proprio thick ragazzo

 • michele boldrin 1/4/2015- 20:57

Non so perche' perdo tempo a cercare, a volte, di farti capire che non ci arrivi e non hai capito un cazzo. 

Non hai riportato nessun esempio di nulla, hai solo detto una cazzata confondendo risparmio con liquidita' bancaria e riserve. Una cosa da primo anno di corso di laurea, persino a tor vergata.

Davvero, non capisci nulla, lascia stare. Il micro-modellino di David e' gia' tropppo difficile per te. Davvero, davvero,davvero: lasciate stare! Confermate solo d'essere profondamente ignoranti,tonti ed arroganti volendo discettare con tanta sicurezza su cose che non avete nemmeno compreso! 

 

Io non confondo proprio

 • Guido Iodice 1/4/2015- 21:09

Io non confondo proprio nulla, stia tranquillo. 

 

Proiezione

 • Vincesko 2/4/2015- 16:40

@Guido Iodice: Hai ovviamente ragione (mi vergogno persino per l’ovvietà…). Che le banche non prestino i soldi alle aziende, anche perché temono di non averli più indietro, poiché sanno bene che non c'è sufficiente domanda di beni e servizi, a causa delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive e della nefasta, ossimorica austerità espansiva (quello lessicale è soltanto uno dei vari stravolgimenti recati dalla destra economica reazionaria), e preferiscano depositarli presso la BCE (tant'è che questa per disincentivare tali depositi applica un tasso negativo  https://www.ecb.europa.eu/home/html/faqinterestrates.it.html) ormai lo sanno pure i sassi. Presumo che questo lo sappia benissimo anche un campione (masochista) del neo-liberismo come Michele Boldrin, ma evidentemente ha fatto una scelta talmente fanatica che è costretto a rimuoverlo (in senso psicanalitico). Che cosa poi c'entri la contabilità nazionale lo sa solo lui. Ma è una plastica conferma della predetta rimozione. Porta pazienza, gliel'ho pure detto, uno che reagisce - sistematicamente - come fa lui non può che "proiettare". D'altronde, la proiezione è un meccanismo potente. Deve aver subìto parecchi cazziatoni da piccolo. Ora si sfoga. Capita a (quasi) tutti, in particolare agli adepti non ricchi dell’ideologia neo-liberista, a causa dei sensi di colpa per l’evidente, masochistico… conflitto d’interesse.

 

S=I

 • Guido Iodice 2/4/2015- 18:50

Non sono un esegeta del prof. Boldrin, ma immagino che citando la contabilità nazionale intendesse che il sottoscritto aveva negato che S=I. Ovviamernte no! Come farei? JMK risorgerebbe e verrebbe a strangolarmi nella notte! :)

 

JMK

 • marco esposito 30/3/2015- 16:56

Come ho già detto più volte io ho studiato Economia Politica sui testi di due professori americani che appartenevano all'ala radicale post-sessantotto (Hunt e Sherman, per i curiosi). 
Ebbene, anche costoro criticavano la teoria genrale di Keynes con gli stessi argomenti di Levine, aggiungendone altri, per così dire, più di sinistra (ebbene sì: parlavano anche della diseguale divisione della ricchezza, argomento assente in JMK, e che, secondo loro era fondamentale: cosa succede se il venditore di cellulari vuole 18 panini per il celulare ?).
Non divagando troppo su cose oramai lontane nel tempo devo appunto fare quello che dovrebbe fare qualsiasi persona dotata di buon senso: contestualizzare.
Giusta o sbagliata la Teoria generale è stata scritta nel 1933, in un contesto economico completamente diverso, trarne una qualsiasi logica oggi è impossibile, come è impossibile farlo per tante altre teorie, che rispondevano ai tempi (c'è qualche Colbertista ?).

La verità è politica e fideistica, siccome certa gente si sente "de senistra" cerca di dare corpo ai propri istinti religiosi attaccandosi a una qualsiasi teoria che dica che "lo Stato è bello e i ricchi fanno schifo", teoria tra l'altro valida fino a quando non gli toccano la robba, stile Gino Paoli, Keynes con la sua teoria (tutt'altro che generale, visto che si occupava di un momento in cui l'altra teoria imperante, quella neoclassica, non era in grado di spiegare la Grande Depressione) della domanda aggregata soddisfa alcuni requisiti "de senistra" e quindi è difesa più del Vangelo da parte di un Gesuita.

Ovviamente appena gli tocchi la fede arrivano, non mi stupisce quindi il numero di commenti incongrui, ignoranti (nel senso che ignorano o deficitari), non li ritengo nemmeno dei troll, fanno parte della sociologia di questo paese.

 

Struttura psicologica fideistica

 • Vincesko 31/3/2015- 16:43

@marco esposito: Mi spiace, lei parte da un assunto errato: che quelli di sinistra siano più inclini di quelli di destra a restare vittime di fedi, nel caso di specie economiche. Mi permetto di osservare che, a mio avviso, è esattamente il contrario. Capisco che qui impera un dialogo tra sordi e si rischia un rimpallo di accuse degno di “Per chi suona la campana”(non Hemingway ma John Donne), però ci provo lo stesso. Io penso che, al netto della grossolanità insita nelle generalizzazioni, sia la scelta politica che quella di aderire ad una "fede" economica è frutto della struttura psicologica, determinata prevalentemente dell'educazione. I laici di sinistra moderata acquisiscono una maggiore propensione al dubbio ed allo scetticismo,che si riflette sulla capacità critica; tendenzialmente, sono persone logiche, pragmatiche, mosse dal dubbio, spinte da ideali, alla perenne ricerca di soluzioni concrete ai problemi, e che, pur patendo ancora il complesso edipico (altrimenti non sarebbero di sinistra), non se ne lasciano dominare. Discorso diverso per quelli della sinistra massimalista, a-logici, a-pragmatici,“benaltristi”, obnubilati dall’ideologia, i quali, non avendo risolto il complesso edipico, se ne lasciano dominare e non gli va mai bene nessuna soluzione e perdono tempo ad "ammazzare" tutti i giorni il proprio padre. Mi pare almeno intuitivo che quelli educati secondo i canoni tipici di destra - a maggior caratura autoritaria - siano, invece, in generale più portati ad assumere atteggiamenti fideistici sia in politica che in economia. Il luogo del misfatto è soprattutto in famiglia, nei primi anni, dove spesso non si inculcano le basi dell'analisi critica, da parte di genitori che, per la loro struttura psicologica, determinata fortemente dall’educazione autoritaria ricevuta, non coltivano dubbi, ma certezze; non consentono, ma reprimono; non tollerano, ma vietano. Faccia una riprova: tutti i figli di genitori “fascisti” hanno sempre un alto concetto del loro padre - perché sono usciti sconfitti dal conflitto edipico - e conservano questa loro propensione a seguire un “capo”, da cui farsi dirigere ed in cui immedesimarsi. E immancabilmente si schierano con i ricchi e i potenti. E, poiché hanno la coda di paglia, diventano talvolta campioni e (quasi) sempre vittime della triade menzogna- negazione freudiana-proiezione. Come nel suo caso. Se riesce a vincere la censura interna, si faccia un bell’esame di coscienza. Così forse diventerà meno seguace fideistico dell’ideologia economica dei ricchi potenti: come indubitabilmente è il neo-liberismo.

 

Struttura psicologica alcolica

 • Gieffe 31/3/2015- 16:56

Non metterti alla guida in queste condizioni.

 

Fischio

 • Vincesko 31/3/2015- 17:09

@Gieffe: Sento da qui (un migliaio di Km?) l'eco di un assordante fischio nelle orecchie...
PS: Non guido l'auto da 7 anni, vado a piedi. E rischio solo di essere investito (come è già successo) da persone strampalate e spietate come i neo-liberisti...

 

Socrate...

 • marco esposito 1/4/2015- 10:39

... dovrebbe essere il maestro. Semplicemente dubitava di tutto e tutti, specialmente quelli con le certezze, divertendosi a distruggergliele, tanto da essere odiato da molti ateniesi, etc., etc.

Hai scritto un post di certezze assolute, fai tu.

 

Cum grano salis

 • Vincesko 1/4/2015- 19:18

Mi spiace contraddirti, sono un miscredente, non ho certezze. Io, come ho scritto (“a mio avviso”, “mi pare”) ho semplicemente espresso il mio punto di vista, che è frutto di osservazione empirica (piuttosto lunga), corroborata da qualche buona lettura. Ed ho fatto affermazioni ovvie, quasi banali. Come quella che un’educazione autoritaria, vale a dire, in sostanza, repressiva, da piccoli, tarpa le ali dell’intelletto e qualcos’altro e rende vulnerabili all’indottrinamento e alla manipolazione psicologica. La tua “resistenza” ad accoglierle – e questo vale per tutti, anche per me, beninteso – io lo interpreto “per forza” dovuto – detto icasticamente - a coda di paglia. Ti sei riconosciuto, ma la tua censura interna ti impedisce di accettarlo perché lo giudichi insopportabile. Guarda che anche genitori supposti di sinistra possono impartire un’educazione repressiva, ad esempio in campo sessuale; e anche questo incide molto – sostiene Freud, che, si sa, era un po’ fissato con la sessualità - sullo sviluppo intellettivo e della capacità critica. Dopo averci riflettuto e fatto 2+2, mi sono trovato del tutto d’accordo con Freud… Ho tratto quanto ho scritto da un vecchio post del mio blog (“Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’”); dopo un po’ che lo pubblicai, dopo aver ricevuto commenti come il tuo, aggiunsi il seguente poscritto: “PS: l’analisi va presa cum grano salis”. Ecco, se proprio non ti va, prendila cum grano salis.

 

talk about feeding the trolls

 • andrea moro 31/3/2015 - 09:43

talk about feeding the trolls:-)

seriously, i commenti contengono enough bullshit che stavamo pensando di chiudere le discussioni, ma lascieremo scemare on its own ...

 

?!

 • Matteo2 31/3/2015- 16:04

Voglio credere che sia il giudizio di chi ha certamente molte cose molto più importanti da fare e non ha tempo da perdere.

Il mio intervento di sopra è il frutto di una giornata intensa di riflessione, sforzo di sintesi e di spiegazione della sintesi, pensato al solo scopo di contribuire costruttivamente, come tutti i miei precedenti interventi ispirati a riflessioni consolidate, che dà completamente, totalmente ragione a Levine e esorta semmai coloro che girano il mondo con l'idea malinconica della lotta di classe ad evitare di usare il sospetto come criterio utile nelle discussioni. È ispirato solo dal desiderio, forse folle,di mettere pace all'interno del pensiero liberale. Io stesso sono entrato con diffidenza in questo blog, ma dopo una sola parola del prof. Boldrin ho capito che la diffidenza era infondata e ho iniziato a leggere fin dai primi articoli,come mi era stato consigliato. Ma so di essere in casa d'altri e sono stato educato a rispettarne ogni eventuale obliquità, per cui non si dia pena, se ha trovato devianti i miei interventi aspetterò qui, proprio qui e solo qui, in questo preciso punto della rete www, un suo eventuale ulteriore commento, anche critico, figurarsi, non ho il dono della verità, mancando qui questo, suo, io eviterò qualsiasi, mio, ulteriore intervento in questo blog. Mi eviterò così almeno l'orrore di constatare che spesso mi sfuggono gli accenti con questa maledetta tastiera inglese e sgrammaticature varie. Così dunque è facile sbarazzarsi definitivamente di me.

Per ultimo, come ultima frase, mi lasci allora però almeno riequilibrare il giudizio, stavolta a vantaggio dei lottatori di classe:il sospetto è sempre un cattivo consigliere, il mito certamente non aiuta a riscattarlo ma, è vero, neanche qualche storto numero e secco come un ramo può servire da scudo; come è possibile pensare e parteggiare?, un tempo … tifavo per una squadra di calcio, il torino.

 

Sospetto

 • Vincesko 31/3/2015- 17:00

@Matteo2: Non ti autoflagellare, non c'è motivo. Detto in generale, il sospetto, se è declinazione del dubbio, non è affatto cosa cattiva, anzi è indizio di capacità critica e di intelligenza. Se è, invece,una delle forme in cui si manifesta la coda di paglia, è segno di debolezza e indizio certo - e perciò indiretta ammissione - di "colpevolezza".

 

Matteo, sono d'accordo con

 • andrea moro 1/4/2015- 16:51

Matteo, sono d'accordo con Vincesko: non autoflagellarti. Capisco tutto quello che hai scritto, e scusa il mio commento tranchantm, ma purtroppo frasi come:

“... the class war will find me on the side of the educated bourgeoise” JMK

 Domanda: Chi qui non si sente appartenere per costituzione alla stessa collocazione scelta da Keynes?

non possono che far partire una discussione che inutile, su cosa sia la borghesia, su da quale parte stiamo, etc... che non porta da nessuna parte. Meglio parlare di modelli e discutere su questi. 

 

Ok.

 • Matteo2 3/4/2015- 00:29

Giornata angustiata a riflettere sulla necessità di una pacificazione. Se questo pare eccessivo tuttavia possiamo chiamarla:composizione temporanea. Finalmente era appunto questo quanto dicevo: passare su un piano condiviso del discorso dove non si faccia uso della dialettica selvaggia derivante dell'uso non mediato dell'immaturo linguaggio della rete.Vincesko coglie nel segno quando rileva che l'immediatezza di questa espressione selvaggia può essere significativa solo di strutture istintive ancestrali, materiale per analisi psicologica, ma non dobbiamo dare troppo peso a queste nostre comuni debolezze, né presupporre malafede, assolutamente non dedurre malafede.

Siamo invece condannati a usare idee e strumenti che nel passato, glorioso passato, erano assenti, senza poter ascrivere questo a colpa, poiché trattasi di incommensurabilità di esperienze e risorse che si sono accumulate sempre più freneticamente, e che a volte siamo noi ad usare male. Ma, oso dire che anche le reazioni di Krugman e De Long sono schermaglia sopra una sostanziale condivisione di fondo. Del resto il primo parla bene solo di “shock” monetario e il secondo parla bene solo dell'intervento che riporta la “serenità” locale, cioè interventi limitati nel tempo e nello spazio, come intendeva Keynes dopotutto. Anche Rowe in fondo pensa solo che eventualmente potrebbe darsi il caso di poter ridurre i costi di transazione producendo qualche free lunch per superare un equilibrio di Nash, parole grosse ma il senso è sempre quello. Nessuno, immagino, può condividere il persistere sulla strada dell'allegro sperpero di denaro pubblico col solito fine di comprarsi l'elettore, tradizione, questa si, ignobile del passato e tentazione ricorrente del presente. Quella di Levine ha tutto l'aspetto d'una provocazione tuttavia,a quanto pare, anche le “controanalisi” si sono volute mantenere su questo piano divertito.

P.S. La domanda era retorica, concedeva solo presa d'atto, non autorizzava discussioni.

 

***

 

Ai redattori:

 • lucianopontiroli (già luponti) 31/3/2015 - 21:37

per favore, chiudete i commenti! non se ne può piu, davvero!

 

DFTT

 • floris 31/3/2015- 22:15

Non so cosa abbiano in mente di fare, ma per me non è la strada giusta.
Per ora, DFTT.

 

Club Virtuale

 • [utente 1955] 1/4/2015- 13:08

Allora come ho gia' commentato in un altro punto chiudete il blog e trasformatelo in un Club virtuale dove possono accedere solo i Soci !!

Ma per favore cancellate dalla vostra presentazione come blog

 " Per il resto, libertà di parola più assoluta" 

altrimenti siete poco credibili !!

 

Per il resto...

 • Gieffe 1/4/2015- 14:59

"Limiteremo, a nostra discrezione, la capacità di commentare di chi invia commenti inutili, off-topic, eccessivamente polemici, o scarsamente argomentati."

http://noisefromamerika.org/policy-sui-commenti

Lei pensa di aver ben argomentato il suo intervento?

 

Commenti Polemici

 • [utente 1955] 1/4/2015- 17:31

Questo le sembra un commento ben argomentato ??

"Il mondo delle bettole pentastellato/leghiste deve aver scoperto il blog e deciso di venire a scaricare qui il letame che i vari grillo/bagnai/salvini/borghi/napoleoni/rinaldi/casaleggio hanno accumulato fra le loro orecchie. "

A me sembra arroganza pura !

Avevo chiesto in altri commenti su Euro, Grecia, Area monetaria ottimale di confutare le affermazioni del Prof. Bagnai ma nessuno lo ha fatto !

Qui Bagnai viena definito "letame" dal Prof.Boldrin senza nessuna motivazione !

Chi ha dato al prof. Boldrin l'autorita' di definire un altro economista che la pensa diversamente da lui "letame" ??

 Ognuno puo' dire le "cazzate" che vuole ma per favore non vendetele come opinioni intelligenti !

Penso proprio che smettero' dopo anni di leggere NFA cosi' sarete contenti e felici !!

 

Un po' di bibliografia

 • Vincenzo Pinto 1/4/2015- 18:27

http://noisefromamerika.org/articolo/niip-ovvero-professor-bagnai-contab...

noisefromamerika.org/articolo/euro-domanda-produttivita-viaggio-nel-mito-parte-1

http://noisefromamerika.org/articolo/euro-domanda-produttivita-viaggio-n...

http://noisefromamerika.org/articolo/negazionisti-euro

http://noisefromamerika.org/articolo/sassolini-economici

http://noisefromamerika.org/articolo/problemi-credibilita-teoria-aree-mo...

 

La porta e'aperta

 • michele boldrin 1/4/2015- 20:45

anzi, te la tengo spalancata io.

E, come commiato, lascia che te lo dica: o ben sei un deficiente che non sa l'italiano o sei in mala fede. O entrambe le cose.

Non solo perche', se fosse vero che leggi nFA da anni, sapresti benissimo come le puttanate dei tuoi eroi siano state qui regolarmente e sistematicamente smontate. Infatti, la volta che il loro capo ha voluto dibattere pubblicamente con me ed un altro economista vero ha fatto la figura che ha fatto ed ha persino cercato di non scendere nel merito dei suoi argomenti! Perche'? Perche' sa perfettamente che sul piano tecnico le fantasie che vi vende e sulle quali ha costruito la sua carrierina di guru tali sono: chiacchiere buone solo per i gonzi o per gli avventurieri della politica come Salvini e la sua banda di accoliti. Dopodiche', sul suo blog puo' lanciarsi in tutti i comizi pseudo-dotti che vuole ma lui SA che quanto dice non reggerebbe mai ad un confronto serio con qualsiasi economista minimamente preparato. PUNTO ED A CAPO.

Lo sei anche perche', fra le mille prove di deficienza che i tuoi commenti spandono, questa frase 

"Qui Bagnai viena definito"letame"  dal Prof. Boldrin senza nessuna motivazione !"

mi ha particolarmente infastidito. Perche', vedi, io ho scritto che Bagnai&Co vi hanno riempito la testa di letame NON che Bagnai&Co sono, qua persone, letame!

Questo e' palese a chiunque sappia l'italiano e non sia platealmente deficiente o in grande mala fede. Non devo nemmeno riprodurre la mia frase, l'hai fatto tu stesso nel tuo commento, per poi avere la faccia tosta di affermare, 4 righe piu' sotto, una tale bestialita'.

Vergognati e, per quanto mi riguarda, se ti togli di mezzo per sempre mi fai solo un favore. Con persone come te io non ho alcun piacere di discutere e, quando escono da casa mia, apro le finestre per far entrare aria e disinfettare l'ambiente.

Fine delle comunicazioni.

Il Vate sa?

 • Guido Iodice 2/4/2015- 19:13

"Dopodiche', sul suo blog puo' lanciarsi in tutti i comizi pseudo-dotti che vuole ma lui SA che quanto dice non reggerebbe mai ad un confronto serio con qualsiasi economista minimamente preparato. PUNTO ED A CAPO."

Se lo sapesse non avrebbe invitato lei e altri al suo convegno. Oppure lo sa, in fondo, ma si è autoconvinto delle proprie (nuove) tesi. Ecco, forse propenderei per questa ipotesi.



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**********

AVVISO: Avarie frequentissime della piattaforma il.cannocchiale.it
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829460.html 
  

 


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