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Grecia, la lingua biforcuta non solo dei levantini ma anche dei nordici dell’UE

 
L'ira delle cancellerie: "Alexis ha tradito tutti adesso sta cercando una via di fuga"
La notizia del referendum indetto dal premier greco è arrivata proprio quando i negoziatori preparavano il tempo supplementare della trattativa. E nelle ultime ore è cresciuto il risentimento nei confronti del leader di Syriza. Anche da parte della Merkel, che più di molti altri vuole salvare Atene

27 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/27/news/l_ira_delle_cancellerie_alexis_ha_tradito_tutti_adesso_sta_cercando_una_via_di_fuga_-117797808/
 
 

In un precedente post,[1] ho accennato alla natura antropologica dei Greci, di cultura levantina e influenzati per 300 anni dalla dominazione ottomana, che ne fa un tipo affatto particolare nel panorama dei popoli europei occidentali. Il mio giudizio è stato in parte avvalorato qualche giorno fa ascoltando su Radio3-Fahrenheit[2] uno scrittore greco definire i Greci i meno europei tra gli Europei, egocentrici e convinti di essere al centro del mondo. E molto orgogliosi, ha aggiunto un intellettuale italiano che vive in Grecia. A parte l’orgoglioso, sono caratteristiche che li avvicinano – in buona parte - culturalmente agli attuali popoli della Magna Grecia, il cui stigma antropologico è marchiato a fuoco dalla convinzione universale – come spiega Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo, riferendola ai Siciliani - di essere dèi e perciò perfetti, che è il principale freno culturale al progresso del Sud (anche i Tedeschi, per ottusità, anche se di altro genere, non scherzano...).

Io sono stato, per ragioni di lavoro, per un anno e mezzo in due Paesi arabi (Arabia Saudita e Libia, anche la Libia ha subito la dominazione ottomana), dove, soprattutto nel primo, tre mestieri erano preferiti: l’impiegato pubblico, il commerciante e il tassista. Almeno quello del commerciante comporta una buona inclinazione alla furbizia e a dire bugie, anche se non l’ho riscontrata particolarmente sviluppata in Libia, forse perché vi prevaleva una rete distributiva di proprietà pubblica.

In lingua italiana, levantino ha anche un significato spregiativo “per indicare o qualificare persona che sa fare il proprio vantaggio con furberia e senza troppi scrupoli”.[3] E’ questo il giudizio che, riferito ai Greci, spesso si legge o si ascolta sui media, da quando è esplosa la crisi greca.

Ma, per la verità, non sono solo i Greci ad avere la lingua biforcuta. Ho letto il testo dell'accordo sul sito della Commissione europea, che allego[4] (e invito tutti a farlo, anche il furbo Renzi, che ha accusato di furbizia Tsipras[5]): sulle proposte, non mi pare che sia come la racconta il non immacolato Juncker.

In effetti, leggendo il punto 4 dell'accordo (Pensioni), non si tratta solo di allungare l'età di pensionamento delle pensioni di vecchiaia a 67 anni entro il 2022 e di quelle anticipate da 55 a 62 anni (come in Italia, a causa dell'assenza del reddito minimo garantito, le cosiddette pensioni di anzianità sono state usate per decenni come ammortizzatore sociale). Contrariamente a come racconta Juncker, che ha affermato che i tagli alle pensioni non sono contemplati nell’accordo,[6] ci sono sia tagli che aumenti dei contributi, per ottenere un risparmio di spesa “di ¼- ½ percent of GDP in 2015 and 1 percent of GDP on a full year basis in 2016”, che per una Grecia stremata dall’austerità non è poco.

Anche per quanto riguarda la ribadita (ieri da Juncker) possibilità offerta al governo greco di sostituire le proposte della troika con misure equivalenti (vedi anche il testo dell’accordo, in fine del capitolo 4-Pensioni), non mi pare risponda al vero, visto che il FMI (che detiene, anzi deteneva a fine 2014, appena il 12% dei crediti verso la Grecia,[7] e sarebbe il caso di rilevarli estromettendolo, come sicuramente farebbero gli USA nel caso di default di un loro Stato, e non vale che gli USA sono una federazione e l'UE no), che è quello che ha fatto fallire il negoziato,[8] dovendosi meritare la sua direttrice, la Signora Lagarde, la rielezione, ha rifiutato di sostituire il taglio alle pensioni con un aumento delle imposte sulle aziende ricche, perché misura recessiva, sulla base della teoria del moltiplicatore taglio di spesa/aumento delle tasse, che lo stesso FMI, per bocca dell'ex capoeconomista Blanchard, ha da tre anni giudicato errato.[9]

Teoria che tanti danni ha arrecato all'economia dei Paesi sotto tutela del FMI. E non solo, vedi l'ineffabile e immarcescibile professor Giavazzi in Italia e i suoi articoli fino al 2012, a commento delle mastodontiche manovre finanziarie italiane di Berlusconi (267 mld di valore cumulato, distribuiti in maniera molto iniqua, e quindi con effetti recessivi) e di Monti (63 mld di valore cumulato, ripartiti in modo più equo).[10] Naturalmente, Giavazzi continua a pontificare e a somministrare le sue ricette spietate. Ora, il suo sadismo ha come bersaglio i Greci.[11]

 
[1] Grecia, molte verità e qualche bugia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2834237.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/grecia-molte-verita-e-qualche-bugia.html
 
[2[ http://www.fahrenheit.rai.it/
 
[3] http://www.treccani.it/vocabolario/levantino/
 
[4] Information from the European Commission on the latest draft proposals in the context of negotiations with Greece
Brussels, 28 June 2015
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5270_en.htm
 
[5] Renzi: siamo fuori dalla linea del fuoco, vispiego perché (di R. Napoletano)
30 giugno 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-30/renzi-siamo-fuori-linea-fuoco-vi-spiego-perche-070301.shtml
 
[6] Il presidente della Commissione ha voluto difendere illavoro suo e del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dicendo chele critiche rivolte loro sono immeritate. "L'Eurozona non è una partita dipoker, si perde o vince tutti quanti". Juncker ha elencato le concessioni- di metodo (ad esempio l'abbandono della Troika in favore del Brussels group) e merito (l'assenza di tagli a retribuzioni o pensioni nel pacchetto dei creditori) - fatte ad Alexis Tsipras, che però non le ha colte. "Abbiamo lavorato a un pacchetto socialmente più equo e mi aspettavo che anche il governo greco lavorasse in questa direzione", ha rinfacciato ancora a Syriza, ricordando poi che "loro stessi potrebbero presentare altre misure, purché i conti tornino".
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/29/news/grecia_cronaca-117912208/
 
[7] La cattiva memoria dei benpensanti sul caso Grecia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829114.html
 
[8] Grecia, trattative frenetiche a Bruxelles ma l’Fmi prova a frenare sull’accordo
ALFONSO BIANCHI
23 giugno 2015
La direttrice del Fondo monetario internazionale Lagarde indispettita per le aperture di Commissione e leader europei sulle ultime proposte greche. Juncker lavora a un piano per facilitare l’esborso di 35 miliardi di fondi comunitari al Paese 
http://www.eunews.it/2015/06/23/grecia-trattative-frenetiche-bruxelles-ma-lfmi-prova-frenare-sullaccordo/37731
 
[9] Il Fondo Monetario insiste: sull’austerità ci siamo sbagliati
Pubblicato da keynesblog il 8 gennaio 2013
http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/
 
Naturalmente, poiché (assieme ai dipendenti UE e BCE) hanno un regime pensionistico privilegiato, quelli del FMI sono particolarmente severi con il trattamento pensionistico degli altri, in particolare dei poveri cristi.
 
giugno 10, 2015 posted by Ulrich Anders
AUSTERITÀ PER VOI, BABY PENSIONI PER NOI. FIRMATO BCE
http://scenarieconomici.it/austerita-per-voi-baby-pensioni-per-noi-firmato-bce/
 
giugno 11, 2015 posted by Fabio Lugano
Austerità per voi, baby pensioni per noi: firmato Unione Europea
http://scenarieconomici.it/austerita-pensionistica-con-il-c-degli-altri-le-pensioni-dei-dipendenti-dellunione-europea/
 
giugno 12, 2015 posted by Fabio Lugano
Il terzo elemento della Trojka per l’Austerità: pensioni ed assistenza per i dipendenti del FMI
http://scenarieconomici.it/il-terzo-elemento-della-trojka-per-lausterita-pensioni-ed-assistenza-per-i-dipendenti-del-fmi/
 
[10] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html

[11] Il Financial Times delude nuovamente
Francesco Giavazzi sulla Grecia
di Karl Whelan
18 giugno 2015
Ospitando regolarmente le opinioni di persone del calibro di Hans-Werner Sinn e Niall Ferguson, la pagina editoriale del Financial Times sta guadagnando la sfavorevole reputazione di pubblicare spazzatura sull’economia. Questo nuovo articolo del professore italiano Francesco Giavazzi sulla Grecia (“I greci hanno scelto la povertà, facciamoli andare per la loro strada”) primeggia con la sua combinazione di imprecisione e infelici stereotipi nazionali
http://www.sinistrainrete.info/europa/5328-karl-whelan-il-financial-times-delude-nuovamente.html
 
 

Post e articoli collegati:
 
Grecia al referendum
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2834667.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/grecia-al-referendum.html

I GRECI SONO TUTTI COSÌ PIGRI COME DICONO?
POSTED BY REDAZIONE - 2 AGOSTO 2011 -
http://www.asimmetrie.org/media/i-greci-sono-tutti-cosi-pigri-come-dicono/
 
lunedì 19 gennaio 2015
Cosa sapete della Grecia? (fact checking)
Alberto Bagnai
http://goofynomics.blogspot.it/2015/01/cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html

Grecia, le sincerità di Varoufakis e le bugie di Merkel
29-06-2015 Paolo Savona
http://www.formiche.net/2015/06/29/grecia-le-sincerita-varoufakis-le-bugie-merkel/
 
Segnalo, infine, questo interessante articolo di Karl Whelan, ce n’è per tutti, politici e tecnici, in particolare Juncker, Trichet, Bini Smaghi, Lagarde:
 
Greece, The Euro and Gunboat Diplomacy
Original decision to provide a bail out is the source of the current crisis.Time for Europe to share the blame and financial consequences.
https://medium.com/bull-market/greece-the-euro-and-gunboat-diplomacy-3193983d8336


Aggiornamento (01/07/2015):
 
Il contagio del referendum
La previsione che si raggiungesse un accordo con la Grecia non teneva contodell’obiettivo di fondo dei signori dell’eurozona: la punizione di una provincia che aveva osato ribellarsi. Ma Tsipras con il referendum sposta il conflitto a un nuovo livello, finalmente democratico, e molti altri paesi saranno tentati da questa nuova-vecchia arma
Antonio Lettieri
01/07/2015
[…] Il punto più corrosivo dal lato della spesa è quello delle pensioni. Bisogna aver in mente che a partire dal 2010 la spesa pensionistica è stata già ridotta del 45 per cento. E che il 75 per cento delle pensioni è sotto o vicina alla soglia della povertà. L’imposizione di ulteriori tagli è una pretesa micidiale per qualsiasi governo semplicemente decente, non diciamo di  sinistra, se questa qualificazione ha ancora un senso.
Ma Il governo Tsipras non si è tirato indietro. Ha proposto un progressivo risparmio sulla spesa pensionistica: da un lato, riducendo i prepensionamenti; dall’altro, col graduale aumento dell’età per l’accesso alla pensione fino a raggiungere la soglia dei 67 anni nel 2025. Una scadenza più vicina di quella programmata in Germania dove il limite dei 67 anni è previsto per il 2027.
Le entrate sarebbero aumentate: a) elevando, da un lato, l’IVA al 23 per cento per tutti i prodotti con esenzione dei beni alimentari e dell’elettricità il cui aumento sarebbe stato limitato al 13 per cento – mentre una terza aliquota ridotta al 6 è riservata a medicine e spettacoli teatrali - clausola quest’ultima capace di suscitare l’ironia di una tecnocrazia ignara di Euripide e Aristofane, padri nobili dell’antico teatro greco e dell’intero mondo occidentale.
Non potendo bastare l’aumento dell’IVA, il governo greco aveva proposto di accrescere le entrate con: a) un aumento del 3,9 per cento dei contributi previdenziali pagati dai datori di lavoro - oggi al livello più basso in Europa; b) un aumento dell’aliquota sui redditi più alti dal 26 al 29 per cento; c) un’imposta una tantum sui profitti superiori a 500 milioni. Apriti cielo.
Bruxelles ha bocciato le proposte greche in base al seguente argomento: l’avanzo di  bilancio deve essere realizzato solo dal lato della riduzione delle spese, e dell’aumento dell’imposizione indiretta sui consumi, senza toccare i contributi previdenziali pagati dalle imprese, i redditi più alti e i patrimoni dei ricchi. Provocazione per mettere in crisi il governo greco o idiozia? O tutt’e due? Chiedere al ministro Padoan, membro dell'eurogruppo, che ha sostenuto queste posizioni e a Renzi che le ha appoggiate nel Consiglio europeo. […]
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1834

Referendum in Grecia: le responsabilità dei “creditori”
di Emiliano Brancaccio e Mauro Gallegati*
Le istituzioni europee, il governo tedesco e i suoi alleati (Italia inclusa) hanno tirato la corda, avanzando una proposta ancor più stringente e sbilanciata a favore dei ceti ricchi
Sabato 04 Luglio 2015 16:33
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5393:ebrancaccio-e-mgallegati-referendum-in-grecia-le-responsabilita-dei-creditorig-&catid=98:articoli-brevi&Itemid=87

 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/06/grecia-la-lingua-biforcuta-non-solo-dei.html
  


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permalink | inviato da magnagrecia il 30/6/2015 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Grecia al referendum

 
Piano Grecia, Tsipras chiede un referendum il 5 luglio: "Anche se non piace ai partner". Ma l'Eurogruppo: "No a proroga aiuti"
27 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/27/news/grecia_tsipras_il_5_luglio_referendum_sulla_proposta_dei_creditori_-117794659/

 

Giunti, quasi al termine di una lunga ed aspra trattativa, ad un testo di accordo che trascendeva il programma elettorale su cui Syriza ha vinto le elezioni (Negoziato Grecia, tutte le differenze tra la proposta dei creditori e quella di Atene), il referendum è stato una decisione intelligente e (quasi) obbligata, che per di più stana l'oligarchia reazionaria, a trazione tedesca, che comanda in UE e che fa strame della lettera e dello spirito del trattato (v., in particolare, l’art. 3 del TFUE).

L'ex tosto Renzi si è fatto ammansire dal burocrate prudente Padoan. Abbandonato dal mediocre Hollande (che preferisce accodarsi alla consorella Merkel per lucrare – analogamente alla Spagna di Rajoy - la deroga al limite del 3% del deficit/Pil per il terzo anno consecutivo e si è rimangiato quasi l'intero programma su cui è diventato presidente), e forse mosso dalla sua aspirazione a entrare anch'egli nei circoli latomistici sovranazionali che contano, ha rinunciato a qualunque disegno di contrastare la politica della nefasta austerità economica imposta egoisticamente dalla Germania e suoi satelliti.

Risolto il caso Grecia, quando verrà posto sul tavolo il caso della mercantilista ed egemonica Germania, corresponsabile come creditore, secondo il governatore Ignazio Visco, della crisi della Grecia (VISCO: CREDITORI E DEBITORI HANNO LE STESSE RESPONSABILITÀ PER LA CRISI)? E, aggiungo io, assieme alla BCE (che ha violato finora il suo statuto, art. 2), del permanere della crisi economica in Italia?

 
 
Post e articoli collegati:
 
Grecia, molte verità e qualche bugia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2834237.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/grecia-molte-verita-e-qualche-bugia.html
 
Il Financial Times delude nuovamente
Francesco Giavazzi sulla Grecia
di Karl Whelan
18 giugno 2015
Ospitando regolarmente le opinioni di persone del calibro di Hans-Werner Sinn e Niall Ferguson, la pagina editoriale del Financial Times sta guadagnando la sfavorevole reputazione di pubblicare spazzatura sull’economia. Questo nuovo articolo del professore italiano Francesco Giavazzi sulla Grecia (“I greci hanno scelto la povertà, facciamoli andare per la loro strada”) primeggia con la sua combinazione di imprecisione e infelici stereotipi nazionali
http://www.sinistrainrete.info/europa/5328-karl-whelan-il-financial-times-delude-nuovamente.html
 
Segnalo volentieri questo documento violentissimo di denuncia della troika da parte del Parlamento greco:
 
Rapporto del parlamento ellenico: «Il debito pubblico greco è illegale, illegittimo e odioso»
ONEURO - REDAZIONE
26 giugno 2015
«Il Comitato ritiene che la Grecia è stata ed è tuttora vittima di un attacco premeditato e organizzato da parte dell’FMI, della BCE e della Commissione europea. Questa missione violenta, illegale ed immorale aveva un unico obiettivo: spostare il debito privato sulle spalle del settore pubblico».
http://www.eunews.it/2015/06/26/rapporto-del-parlamento-ellenico-il-debito-pubblico-greco-e-illegale-illegittimo-e-odioso/38002

La proposta UE alla Grecia
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/28/news/la_proposta_ue_alla_grecia-117882060/

Information from the European Commission on the latest draft proposals in the context of negotiations with Greece
Brussels, 28 June 2015
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5270_en.htm

Finalmente, tutto quello che avreste voluto sapere sulle pensioni greche
http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2015/06/24/finalmente-tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sulle-pensioni-greche/

«I conservatori hanno devastato l’Europa»
Thomas Piketty: «Quando sento dire dai tedeschi che i debiti vanno onorati mi viene da ridere»
lunedì 29 giugno 2015

http://www.nextquotidiano.it/i-conservatori-hanno-devastato-leuropa/



Appendice

Confrontando i sottoelencati documenti, c’è qualcosa che non mi quadra nelle dichiarazioni di Juncker sulle pensioni.
 
Ricavo da Repubblica  (http://www.repubblica.it/economia/2015/06/29/news/grecia_cronaca-117912208/):

 
Il presidente della Commissione ha voluto difendere il lavoro suo e del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dicendo che le critiche rivolte loro sono immeritate. "L'Eurozona non è una partita di poker, si perde o vince tutti quanti". Juncker ha elencato le concessioni - di metodo (ad esempio l'abbandono della Troika in favore del Brussels group) e merito (l'assenza di tagli a retribuzioni o pensioni nel pacchetto dei creditori) - fatte ad Alexis Tsipras, che però non le ha colte. "Abbiamo lavorato a un pacchetto socialmente più equo e mi aspettavo che anche il governo greco lavorasse in questa direzione", ha rinfacciato ancora a Syriza, ricordando poi che "loro stessi potrebbero presentare altre misure, purché i conti tornino". 

Traggo da (scusandomi per la traduzione in parte inadeguata e per la lunghezza): 

Information from the European Commission on the latest draft proposals in the context of negotiations with Greece
Brussels, 28 June 2015
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5270_en.htm

4. Pension reform 

The Authorities recognise that the pension system is unsustainable and needs fundamental reforms. This is why they will implement in full the 2010 pension reform law (3863/2010), and implement in full or replace/adjust the sustainability factors for supplementary and lump-sum pensions from the 2012 reform to achieve equivalent savings and take further steps to improve the pension system.

Effective from July 1, 2015 the authorities will phase-in reforms that would deliver estimated permanent savings of ¼- ½ percent of GDP in 2015 and 1 percent of GDP on a full year basis in 2016 and there after by adopting legislation to:

• create strong disincentives to early retirement, including the adjustment of early retirement penalties, and through a gradual elimination of grandfathering to statutory retirement age and early retirement pathways progressively adapting to the limit of statutory retirement age of 67 years, or 62 and 40 years of contributions by 2022, applicable for all those retiring (except arduous professions, and mothers with children with disability) with (26 June 20h00) List which takes account of proposals of the Greek authorities received on 8,14, 22 and 25 June immediate application;

• adopt legislation so that with drawals from the Social Insurance Fund will incur an annual penalty, for those affected by the extension of the retirement age period, equivalent to 10 percent on top of the current penalty of 6 percent;

• integrate into ETEA all supplementary pension funds and ensure that, starting January 1, 2015, all supplementary pension funds are only financed by own contributions;

• better target social pensions by increasing OGA uninsured pension;

• Gradually phase out the solidarity grant (EKAS) for all pensioners by end-December 2019. This shall start immediately as regards the top 20% of beneficiaries with the modalities of the phase out to be agreed with the institutions;

• freeze monthly guaranteed contributory pension limits in nominal terms until 2021;

• provide to people retiring after 30 June 2015 the basic, guaranteed contributory, and means tested pensions only at the attainment of the statutory normal retirement age of currently 67 years;

• increase the health contributions for pensioners from 4% to 6% on average and extend it to supplementary pensions;

• phase out allstate-financed exemptions and harmonize contribution rules for all pension funds with the structure of contributions to IKA from 1 July 2015;

Moreover, in order to restore the sustainability and improve the structure of the pensions system, the authorities will by 31 October 2015, legislate further reforms to take effect from January 1, 2016 (i) specific design and parametric improvements to establish a closer link between contribution and benefits; (ii) broaden and modernize the contribution and pension base for all self-employed, including by switching from notional to actual income, subject to minimum required contribution rules; (iii) revise and rationalize all different systems of basic, guaranteed contributory and means tested pension components, taking into account incentives to work and contribute; (iv) the main elements of a comprehensive SSFs consolidation, including any remaining harmonization of contribution and benefit payment rules and procedures across all funds; (v) abolish all nuisance charges financing pensions and offset by reducing benefits or increasing contributions in specific funds to take effect from 31 October 2015; and (vi) harmonize pension benefit rules of the agricultural fund (OGA) with the rest of the pension system in a pro rata manner, unless OGA is merged into other funds. The consolidation of social insurance funds will take place by end 2017. In 2015, the process will be activated through legislation to consolidate the social insurance funds under a single entity and the operational consolidation will have been completed by 31 December 2016. Further reductions in the operating costs and a more effective management of fund resources including improved balancing of needs between better-off and poorer-off funds will be actively encouraged.

The authorities will adopt legislation to fully offset the fiscal effects of the implementation of court rulings on the 2012 pension reform.

In parallel to the reform of the pension system, a Social Welfare Review will be carried out to ensure fairness of the various reforms.

The institutions are prepared to take into account other parametric measures within the pension system of equivalent effect to replace some of the measures mentioned above, taking into account their impact on growth, and provided that such measures are presented to the institutions during the design phase and are sufficiently concrete and quantifiable, and in the absence of this the default option is what is specified above.

 

(Riforma 4. Pensioni

Le autorità riconoscono che il sistema pensionistico è insostenibile e ha bisogno di riforme fondamentali. È per questo che attueranno pienamente la legge di riforma delle pensioni 2010 (3863/2010), e daranno piena attuazione o sostituiranno / modificheranno i fattori di sostenibilità per le pensioni integrative e forfettarie dalla riforma 2012 per ottenere risparmi equivalenti e adotteranno ulteriori passi per migliorare il sistema pensionistico.

In vigore dal 1 luglio 2015, le autorità introdurranno gradualmente riforme che forniranno risparmi permanenti stimati in ¼- ½ per cento del PIL nel 2015 e l'1 per cento del PIL su base annua nel 2016 e, successivamente, con l'adozione di una legislazione atta a:

• creare forti disincentivi al pensionamento anticipato, compresa la regolazione delle sanzioni di pensionamento anticipato, e attraverso una graduale eliminazione di grandfathering (clausola di salvaguardia) per età pensionabile legale e percorsi di prepensionamento progressivamente adattandoli al limite di età legale della pensione di 67 anni, o 62 e 40 anni di contributi entro il 2022 [in Italia, 67 anni entro il 2020 e già ora 42 anni di contributi, ndr],applicabile per tutti quelli in pensione (tranne le professioni usuranti e le madri con bambini con disabilità) con immediata applicazione;

• adottare una legislazione in modo che i ritiri dal Fondo delle assicurazioni sociali dovranno sostenere una sanzione annuale, per le persone colpite dal prolungamento del periodo di età di pensionamento, pari al 10 per cento sulla parte superiore della pena attuale del 6 per cento;

• integrare in ETEA tutti i fondi di previdenza complementare e garantire che, dal 1° gennaio 2015, tutti i fondi di previdenza complementare sono finanziati esclusivamente da risorse proprie;

• migliorare l’obiettivo delle pensioni sociali, aumentando OGA pensione non assicurati;

• eliminare gradualmente la concessione di solidarietà (CFSL) per tutti i pensionati entro la fine di dicembre 2019. Ciò deve iniziare immediatamente per quanto riguarda la top 20% dei beneficiari con le modalità dell’eliminazione graduale da concordare con le istituzioni;

• congelare i limiti della pensione contributiva mensile garantiti in termini nominali fino al 2021;

• fornire alle persone che vanno in pensione dopo il 30 giugno 2015 la base, contributivo garantito, e mezzi pensioni testato solo al raggiungimento della legge normale età di pensionamento di 67 anni attualmente;

• aumentare i contributi sanitari per i pensionati dal 4% al 6% in media ed estenderla alle pensioni integrative;

• eliminare gradualmente tutte le deroghe finanziate dallo Stato e armonizzare le norme di contribuzione per tutti i fondi pensione con la struttura dei contributi all'IKA dal 1° luglio 2015;

Inoltre, al fine di ripristinare la sostenibilità e migliorare la struttura del sistema pensionistico, le autorità entro il 31 ottobre 2015 legifereranno ulteriori riforme che abbiano effetto dal 1 ° gennaio 2016 (i) progettazione specifica e miglioramenti parametrici per stabilire un legame più stretto tra contributi e benefici; (Ii) ampliare e modernizzare il contributo e la base di pensione per tutti i lavoratori autonomi, anche attraverso il passaggio dal figurativo al reddito effettivo, soggetto a regole minime richieste di contributo; (Iii) rivedere e razionalizzare tutti i diversi sistemi di base, garantite contributivo e mezzi componenti testati pensionistici, tenendo conto degli incentivi al lavoro e contribuire; (Iv) gli elementi principali di un consolidamento completo SSF, compresa qualsiasi residuo armonizzazione delle norme e delle procedure di contribuzione e di pagamento vantaggio in tutti i fondi; (V) abolisce tutti gli oneri di fastidio che finanziano le pensioni e compensati da benefici riducendo o aumentando i contributi in fondi specifici con effetto dal 31 ottobre 2015; e (vi) l'armonizzazione delle norme delle prestazioni pensionistiche del fondo agricolo (OGA) con il resto del sistema pensionistico in maniera proporzionale, a meno che OGA è fusa per incorporazione in altri fondi. Il consolidamento dei fondi di assicurazione sociale avrà luogo entro la fine del 2017. Nel 2015, il processo sarà attivato attraverso la legislazione per consolidare i fondi di assicurazione sociale sotto un'unica entità e il consolidamento operativo sarà stata completata al 31 dicembre 2016. Ulteriori riduzioni dei costi operativi e una gestione più efficace delle risorse del fondo, tra cui un migliore bilanciamento delle esigenze tra benestanti e poveri fondi-off saranno incoraggiate attivamente.

Le autorità dovranno adottare una legislazione atta a compensare completamente gli effetti fiscali dell'attuazione delle sentenze sulla riforma delle pensioni del 2012.

Parallelamente alla riforma del sistema pensionistico, un Welfare recensione sociale sarà effettuato per garantire l'equità delle varie riforme.

Le istituzioni sono disposte a prendere in considerazione altre misure parametriche all'interno del sistema pensionistico di effetto equivalente a sostituire alcune delle misure di cui sopra, tenendo conto del loro impatto sulla crescita, e a condizione che tali misure siano presentate alle istituzioni durante la fase di progettazione e siano sufficientemente concrete e quantificabili, e in assenza di tale opzione di default vale ciò che è sopra specificato).

 
 
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Grecia, molte verità e qualche bugia

 
Grecia: la danza sull’abisso
di Francesca Coin e Andrea Fumagalli
Martedì 16 Giugno 2015 20:31
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5316:fcoin-e-afumagalli-grecia-la-danza-sullabisso-&catid=44:europa&Itemid=82
 
 
Articolo esauriente e condivisibile, tranne tre punti (mi scuso in anticipo della necessaria lunghezza).
 
Prima citazione: “A ciò si aggiunge il fatto che le banche greche non possono usufruire dell’iniezione di liquidità del Quantitative Easing (QE), poiché la quota di titoli di Stato greci detenuti dalla Bce ha già superato la soglia massima del 33% del totale (limite oltre il quale il QE non è ammesso)”.
 
Che io sappia (ci sono dichiarazioni di Draghi oltre che il comunicato ufficiale[1]), la BCE non acquista titoli greci per il rating troppo basso (esclusione decisa peraltro dalla stessa BCE). Per condizionare la trattativa? [L'esclusione vale per i Paesi che non sono sottoposti a un programma concordato con la (ex) Troika]
 
Seconda citazione: “Le politiche del quantitative easing della Bce hanno favorito questo passaggio di crediti, liberando il mercato finanziario privato del rischio di default”.
 
Non mi pare ci sia relazione. Tra il trasferimento dei crediti dalle banche private (francesi, tedesche e olandesi) ai Fondi salva-Stato e il varo del QE c’è uno scarto temporale di almeno un paio d’anni (rispettivamente, 2012 e gennaio 2015).
 
Terza citazione: “Tre sono le proposte oggetto di discussione, finalizzate all’immediato reperimento in tempi brevi di liquidità: l’aumento al 10% dell’Iva sui prodotti energetici, l’allungamento dell’età pensionabile, le misure di ristrutturazione del mercato del lavoro. […] la seconda è la classica manovra di reperimento fondi, così come è già avvenuto per altri paesi europei (ad esempio, la riforma “lacrimevole, della Fornero nel 2012)”.
 
a) Sono mesi che faccio il tifo e scrivo a favore della Grecia, da cui la crisi economica ebbe inizio in Europa (2010). Anche Eunews, cui è legato, mi pare, Thomas Fazi, che finalmente ieri mi ha fornito ciò che non riuscivo a trovare sui media.[2] Trovo significativo che non sia soltanto io ad avere ora qualche dubbio sull'atteggiamento levantino della Grecia (i 300 anni di dominazione ottomana, che non casualmente rievocavo in un mio commento di qualche tempo fa - cfr. “Grecia, come andrà a finire” http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/05/28/grecia-come-andra-a-finire/ - hanno lasciato il segno). In particolare sul sistema pensionistico. Assodato che l'UE dovrebbe implementare, in luogo del risibile Piano Juncker, una sorta di Piano Marshall, con quote differenziate per i 28 Paesi che, contrariamente al QE varato dalla BCE, tengano conto dei dati macroeconomici di partenza (deficit, debito, tasso di disoccupazione), francamente ritengo discutibile che alcuni esponenti greci (tra cui Dimitri Deliolanes, su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Atene-sotto-assedio-non-vuole-fare-nuovi-debiti-29510) si permettano di criticare il sistema pensionistico italiano, che dopo varie riforme è invece tra i più severi e solidi in UE28 (cfr. Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html), ma si rifiutino di prendere atto che i dati effettivi li smentiscono. Si diano finalmente una mossa.
 
b) La riforma Fornero è l’ottava riforma dal 1992 e neanche la più incisiva (cfr. Lettera ai media, allegata qui sopra).
 
c) il taglio delle pensioni richiesto riguarda le pensioni anticipate (inferiori a 60 anni). Anche in Grecia, come in Italia, esse sono state e vengono usate come ammortizzatore sociale, e questo non è un caso, poiché la Grecia (con l’Italia e l’Ungheria) è uno dei tre Paesi UE28 che non ha il reddito minimo garantito. Juncker ha chiesto alla Grecia di introdurlo, ma non so con quali soldi. Io credo che Juncker dovrebbe tener fede alla sua proposta di 2 anni fa, quando si dimise da presidente dell’Eurogruppo, e farne carico all’UE, per tutti.[3]
 
__________________________________________
 
Note:
 
[1] Quantitative easing, il comunicato Bce (in inglese)
3. They have a first-best credit assessment from an external credit assessment institution of at least CQS3 for the issuer or the guarantor,provided the guarantee is eligible in accordance with Guideline ECB/2011/14, as amended.
4. Securities that do not achieve the CQS3 rating will be eligible, as long as the Eurosystem's minimum credit quality threshold is not applied for the purpose of their collateral eligibility. Moreover, during reviews in the context of financial assistance programmes for a euro area Member State, eligibility would be suspended and would resume only in the event of a positive outcome of the review.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-22/quantitative-easing-comunicato-bce-in-inglese-153401.shtml
 
[2] Grecia, Ue spazientita: da noi proposte sensate, da Atene interpretazioni fuorvianti
EMANUELE BONINI
15 giugno 2015
La Commissione europea stufa delle voci fornisce per la prima volta dettagli nel merito della trattativa: “Nessuno vuole tagli di singole pensioni e salari”. I creditori chiedono interventi per risparmi pari all’1% del Pil all’anno, ma Atene insiste su misure per meno dello 0,04%
http://www.eunews.it/2015/06/15/grecia-ue-spazientita-da-noi-proposte-sensate-da-atene-interpretazioni-fuorvianti/37256
 
Grecia, è ancora scontro. Tsipras: Fmi ha “responsabilità criminali”, Juncker: “Non dice il vero”
LENA PAVESE
16 giugno 2015
[…]
Da una parte quella del premier greco, Alexis Tsipras che ancora oggi intervenendo davanti al Parlamento greco, è tornato a definire “criminale” la responsabilità del Fondo Monetario internazionale per la situazione in cui versa la Grecia. I creditori internazionali, ha accusato il leader di Syriza, vogliono “umiliare non solo il governo ma anche il popolo greco”, insistendo su “un programma di tagli che ha fallito e su misure che non possono essere accettate”.
 
Dall’altro lato della barricata sta il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che dei toni concilianti di questi mesi sembra essersi decisamente stancato e dopo avere reso noti ieri i dettagli della trattativa per smentire le “notizie fuorvianti” diffuse da Atene, oggi torna ad attaccare: “Il dibattito dentro e fuori la Grecia sarebbe più semplice se il governo greco spiegasse al suo popolo esattamente quello che la Commissione europea propone. Do la colpa al governo greco – va dritto al punto Juncker – per aver raccontato al popolo cose che non coincidono con quelle che io ho detto” a Tsipras. “Non mi interessa il governo greco – dice – ma il popolo greco, che ha dovuto soffrire più di altri per i piani che si sono dovuti adottare” contro la crisi economica. Poi i dettagli: Juncker assicura di “non essere favorevole” all’aumento dell’Iva su medicine e elettricità e di aver proposto invece tagli alla difesa e “un piano di investimenti da 35 miliardi fino al 2020”.
http://www.eunews.it/2015/06/16/grecia-e-ancora-scontro-tsipras-fmi-ha-responsabilita-criminali-juncker-non-dice-il-vero/37333
 
[3] Dossier reddito minimo garantito  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html
dal quale traggo:

Crisi: Juncker, non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli.Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo. ''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
 
Appendice
 
#2 claudio 2015-06-18 10:06
Credo che si debba andare oltre le argomentazioni tecniche affrontate dallo scritto e dai commenti, che si debba cioè porre la domanda: cosa succederebbe se facessero fallire la Grecia, come sembra probabile? Questo significherebbe che l'elevata diplomazia messa in atto da Tsipras e dal suo movimento non sono serviti, e che lo stesso dovrebbe suo malgrado imporre ben più pesanti sacrifici al popolo greco. Ma il fallimento di Syriza significherebbe anche che l'intera linea del movimento democratico europeo e mondiale è una linea fallimentare e che quindi, volere o volare bisogna andare oltre, affrontando la questione del sistema capitalistico di produzione. Esso è riformabile o invece va superato?
 
 
#3 Vincesko 2015-06-18 13:04
@Claudio
Classico discorso da benaltrista. Problemi col complesso di Edipo? (Cfr. Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html   oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/differenza-tra-destri-e-sinistri.html).

PS: A scanso di equivoci, allego anche:
Dialogo tra sordi sull’Economia, agit-prop e tricoteuse
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2834135.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/dialogo-tra-sordi-sulleconomia-agit.html.



Post collegati:

N. 8 post sulla Grecia:

1. Buon voto, Grecia, dai la sveglia all’Europa!
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826456.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/buon-voto-grecia-dai-la-sveglia.html

2. Dialogo (botta e risposta) sulla Grecia e la BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827251.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-botta-e-risposta-sulla-grecia-e.html

3. L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html

4. Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828656.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/il-moloch-ue-germania-bce-e-il-bambino.html

5. La cattiva memoria dei benpensanti sul caso Grecia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829114.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/la-cattiva-memoria-dei-benpensanti-sul.html

6. YanisVaroufakis e i poteri-doveri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829295.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/yanis-varoufakis-e-i-poteri-doveri.html

7. Dialogo sulla Grecia e il maramaldeggiare
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2831532.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/dialogo-sulla-grecia-e-il.html

8. I leoni tedeschi e gli agnelli greci
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833383.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/i-leoni-tedeschi-e-gli-agnelli-greci.html 

Articoli collegati:
 
Eurogruppo, nulla di fatto sulla Grecia. Vertice politico d’emergenza lunedì
con un post dal blog Econopoly  18 giugno 2015
[...] Varoufakis ha rilanciato l’ipotesi di rimborsi alla Bce facendosi finanziare dal Fondo salvastati Esm (European stability mechanism). In pratica si tratterebbe di riacquistare, grazie a un prestito dell'Esm, i titoli di Stato greci acquistati dall’Eurotower con il Securities market programme (Smp). Una volta riacquistati i titoli, la Grecia avrebbe i requisiti per usufruire del Quantitative easing della Bce, da cui oggi è esclusa. I prestiti dell'Esm avrebbero il vantaggio di avere una scadenza molto lunga, fino a 30 anni, con un tasso di interesse molto basso, pari all'1,5%. L'ammontare complessivo dei bond in mano alla Bce è di 27 miliardi.
[…]
«Non c'è molto tempo ma abbastanza per trovare una soluzione che dia benefici comuni. Tutti i leader politici - ha avvertito Varoufakis - hanno la responsabilità di trovare una soluzione». Oggi la Grecia «ha inviato un forte messaggio con una proposta completa che, se accettata, metterà fine al dramma greco» ha aggiunto Varoufakis, polemizzando con Dijsselbloem: «Sfortunatamente il presidente dell'Eurogruppo ha scelto di focalizzarsi solo sulle nostre responsabilità e non su quelle di tutti». Ma un «appello» al governo greco perché torni «seriamente» al tavolo delle trattative, «si impegni in modo costruttivo e accetti compromessi ragionevoli per evitare una sorte catastrofica» è stato lanciato dal Commissario europeo Pierre Moscovici a nome dell'intero esecutivo di Bruxelles al termine dell'Eurogruppo. «Dobbiamo prendere decisioni nei prossimi giorni, non c'è più tempo» ha aggiunto.
E dal direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, è arrivata una stoccata alla Grecia: le trattative, ha detto nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo «richiedono urgentemente di ristabilire il dialogo con degli adulti».
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-18/l-eurogruppo-finisce-un-nulla-fatto-dijsselbloem-pochi-progressi-193330.shtml
 
Grecia, Tsipras: "Verso accordo lunedì"
Oggi la riunione di emergenza della Bce 
Fuga di capitali, l'ombra del crac di Cipro  
Mercati in attesa / Mosca: "Sì a gasdottoAtene" 

Niente accordo all'Eurogruppo /  Foto Protesta in piazza

di GIULIANO BALESTRERI, RAFFAELE RICCIARDI e ETTORE LIVINI 

Aggiornamento (31-07-2015):
 
Il welfare greco fra miti infondati e tagli reali
Michele Raitano 30 luglio 2015
http://www.eticaeconomia.it/il-welfare-greco-fra-miti-infondati-e-tagli-reali/

 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/grecia-molte-verita-e-qualche-bugia.html

 


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Dialogo tra sordi sull’Economia, agit-prop e tricoteuse

 

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magnagrecia7 15 giugno 2015 alle 23:11

@Cclericetti (15 giugno 2015 alle 19:21)

Dialogo tra sordi e tricoteuse
A scuola, il concetto di funzione sociale dell’azienda, del contemperamento degli interessi interni con quelli esterni (collettività), si insegna e fa parte del bagaglio teorico di qualunque studente di Economia,[1] presumo anche di Domenicobasile, che adesso lo ha dimenticato (nessuna dimenticanza è casuale). E’ che quando lo si deve applicare in concreto sorgono i problemi. Vuoi per l’educazione dell’imprenditore, vuoi per difficoltà oggettive (gestionali, dimensionali, reddituali, ecc.). Esso comunque rimane un problema microeconomico, circoscritto cioè all’ambito decisionale della singola azienda. Anche se poi la somma della maggioranza delle singole aziende può caratterizzare la cultura (insieme di valori) imprenditoriale, se non di un intero Paese, almeno di singoli distretti o città (si pensi all’area di Ivrea con l’Olivetti).[2]
Oggi, cioè negli ultimi 3 decenni, però, si è andata concretizzando, per l’operare sinergico di vari fattori (sconfitta del comunismo, globalizzazione, nascita e/o consolidamento di multinazionali globali, segnatamente di quelle finanziarie, prevalenza della cultura accademica di stampo neo-liberista, debolezza crescente dei decisori politici, riforma involutiva delle leggi bancarie) un sistema economico-finanziario-industriale-commerciale di tali dimensioni e potere d’influenza da sovvertire ogni equilibrio tra i soggetti coinvolti direttamente e indirettamente e qualunque possibilità di contemperare gli interessi privati e pubblici.

In fondo, nulla di nuovo sotto il sole. Tranne per le dimensioni. Che sono diventate planetarie dal punto di vista spaziale, coinvolgono miliardi di persone e vedono in gioco cifre sesquipedali dell’ordine di migliaia di miliardi di dollari.
Domenicobasile ha descritto il meccanismo finanziario come una piramide capovolta con in cima un cervellone che specula in trilioni di dollari ogni giorno. Ma lo racconta, da bravo soldatino asservito alla causa dei ricchi e zelante agit-prop, come se fosse un dato di natura, immodificabile. Poiché, nella sua visione distorta, degna di un trattamento da TSO[3] o, verrebbe voglia, da tricoteuse,[4] le regole devono valere solo per i poveri cristi, e non anche per la finanza speculativa, sia vietando determinate operazioni speculative (ad esempio sul grano),[5] sia assoggettandole a una tassa (TTF),[6] destinandone il ricavato alla crescita e ai poveri cristi.

CaroCClericetti, è inutile discutere, è tempo perso, è un dialogo tra sordi; lo ha capito bene il patron di Cartier,[7] sta arrivando – deve arrivare – di nuovo il tempo delle tricoteuse, sia per i ricchi speculatori che per i loro scherani e agit-prop…[8]

Vincesko

 

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cclericetti 16 giugno 2015 alle 00:30

Vincesko, non considero tempo perso discutere con chiunque ritenga in buona fede (come NON è, per esempio, qualche economista che scrive su grandi giornali). Anche chi ha visioni molto lontane dalle mie - se, appunto, è in buona fede - magari prima o poi qualche idea la cambia, come a volte le ho cambiate io quando vedevo che i fatti non mi davano ragione. La discussione diventa inutile solo quando ci siscontra con una fede, perché in quel caso non c'è ragionamento che tenga, oppure se lo scopo non è arrivare a interpretare al meglio quello che succede, ma sostenere un "partito".

 

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magnagrecia7 16 giugno 2015 alle 11:40

@CClericetti (16/6/2015 00:30)
D'accordissimo, ovviamente mi posso sbagliare, ma temo che, come struttura psicologica, Domenicobasile sia un po' della stessa pasta di gorby7 (e di milioni di altri): è innamorato delle sue tesi, anche se sono clamorosamente faziose e cozzano col principio di realtà. Oppure è in malafede e fa l'agit-prop per guadagnarsi la pagnotta. Io propendo (in gran parte) per la prima ipotesi.
Vincesko

 
PS: Segnalo un refuso: http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/I/interdisciplinarita.shtml
 
___________________________
 
Note:
 
[1] Sergio Sciarelli - ETICA E RESPONSABILITA’ SOCIALE NELL’IMPRESA
Equazione del profitto in termini sociali
https://books.google.it/books?id=zRVUNhsUawwC&pg=PA115&lpg=PA115&dq=sergio+sciarelli+++equazione+del+profitto
 
[2] Olivetti https://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti  
Adriano Olivetti
Uomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra,si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità.[2]
https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti
 
[3] TSO https://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_sanitario_obbligatorio 
 
[4] Tricoteuse https://it.wikipedia.org/wiki/Tricoteuse
 
[5] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/promemoria-delle-misure-anti-crisi.html
 
[6] TTF, una buona notizia per i milioni di povericristi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772728.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/ttf-una-buona-notizia-per-i-milioni-di.html
 
[7] Cartier, il proprietario svela la sua più grande paura: "Che i poveri insorgano e facciano cadere i ricchi"
Redazione, L'Huffington Post
Pubblicato:13/06/2015 16:31 CEST Aggiornato: 13/06/2015 16:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2015/06/13/cartier-proprietario-paura-ricchi-poveri_n_7576120.html

[8] Agit-prop  http://it.wikipedia.org/wiki/Agit-Prop

 
 
Post collegato:
 
Dialogo su L’alternativa all’economia del pensiero unico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2834028.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/dialogo-su-lalternativa-alleconomia-del.html

 
 
**********
 

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/dialogo-tra-sordi-sulleconomia-agit.html

 
 

QE (OMT), la Corte di Giustizia Europea dà torto alla Corte Costituzionale tedesca

 
Il tribunale Ue salva la Bce: il piano anti spread non viola la legge
La Corte accoglie la linea dell'avvocato generale: "Il programma di acquisto di titoli di Stato è compatibile con il diritto dell'Unione, non eccede le attribuzioni Bce di politica monetaria e non viola il divieto di finanziamento degli Stati membri"
16 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/16/news/omt_bce-116958638/

 

Segnalo volentieri questa buona notizia, ma con un fondo di rammarico.

La Corte di Giustizia Europea ha giudicato il programma Omt (Outright monetary transactions) deciso nel settembre 2012 dalla Bce contro gli attacchi alla moneta unica ma mai implementato, conforme al trattato UE.

Io, profano, ne ho discusso negli ultimi 12 mesi con vari esperti, anche professoroni.[1] Io sostenevo che, come l’OMT, il QE non vìola il trattato UE, e che la BCE aveva già acquistato più volte in passato titoli sovrani; essi, invece, che lo violava, e che perciò la BCE non avrebbe potuto vararlo. Perché così aveva deciso la Corte Costituzionale tedesca. Che – ribattevo - invece, oltre al suo carattere non monetario ma fiscale, aveva eccepito soltanto sull’illimitatezza degli acquisti di titoli pubblici, e ovviamente comanda soltanto in Germania.[2]

Io non so se la decisione di oggi della Corte di Giustizia Europea è anche “politica”, ma avevo ragione io. Magra consolazione, però. Perché il QE (tardivo e neppure di ammontare congruo)[3] è stato varato dopo un quinquennio di sacrifici esagerati imposti a centinaia di milioni di poveri cristi europei. Tra cui, in Italia, il sottoscritto.[4]

 

[1] Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE

Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE


[2] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)[pos. 15]

L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca


[3] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html

 

Aggiornamento


Via libera dei giudici tedeschi allo scudo anti-spread della Bce

La Corte costituzionale approva il programma lanciato al culmine della crisi. Una condizione alla Bce: niente annunci in anticipo sui titoli che vuole acquistare. Draghi al Parlamento Ue: "Crescita moderata. Pronti a tutto su Brexit"

21 giugno 2016

 
Post e articoli collegati:
 
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lo-schiaffo-benvenuto-di-draghi-alla.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/qe-gli-obiettivi-ed-i-poteri-della-bce.html

 
di Jacopo Rosatelli
«Il potere di Draghi si ferma a Karlsruhe»
05/12/2014
Euromanovre/Intervista al giurista Agustìn José Menéndez: per i giudici tedeschi e la Bundesbank il valore fondamentale è la stabilità monetaria
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447
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Bce, Fed, finanza di Agenor
Un “dual mandate” per la Bce
14/02/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22358
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http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22383.html
 

**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/qe-omt-la-corte-di-giustizia-europea-da.html
  

Dialogo su L’alternativa all’economia del pensiero unico

 
Carlo Clericetti  -  11 GIU 2015
L'alternativa all'economia del pensiero unico
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/06/11/lalternativa-alleconomia-del-pensiero-unico/
 

COMMENTI

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magnagrecia7 11 giugno 2015 alle 17:51

Mi spiace, io sono pessimista e la considero una speranza vana. Il potere massonico-oligarchico-reazionario, avvalendosi di un certo numero di agit-prop ben retribuiti, del controllo dei media e di milioni - miliardi? - di UTILI IDIOTI che lo fanno gratis, troverà le formule per continuare a dettar legge, ad arricchirsi e a schiavizzare il resto dell'umanità.
Continuerò, comunque, con la mia grande, diuturna fatica di Sisifo a dare il mio piccolissimo contributo alla CONTROINFORMAZIONE.
Vincesko

 

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magnagrecia7 11 giugno 2015 alle 18:54

Fatica di Sisifo

Esempio di fatica di Sisifo. Com'è noto, dopo la sua intervista a Radio Anch'io, in cui ha fatto delle affermazioni infondate sulla spesa pensionistica, dichiarazioni che ovviamente hanno avuto una grande eco sui media, ho avuto un dialogo via e-mail con Carlo Cottarelli in cui ho dimostrato documentalmente che le sue argomentazioni erano infondate. Ciononostante, egli le ha ribadite al Festival dell'Economia di Trento, con altrettanta eco sui media. Chissà, forse le ha anche scritte nel suo libro uscito da poco, che io non ho letto. Allora, anche per "punirlo", ho scritto una lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati. Tra i media, c’era il GR Rai, il quale però nell’edizione delle 13:45 di oggi su Radio3, ha diffuso una notizia infondata, per cui gli ho inviato la seguente e-mail:

grr@rai.it 11 giu 2015 - 14:44
Oggetto: Notizia infondata del GR3 delle 13:45: Corte dei Conti e welfare
Segnalo che al GR3 delle 13:45 è stata data una notizia infondata, cioè che la Corte dei Conti, nel suo “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” (
http://www.corteconti.it/in_vetrina/dettaglio.html?resourceType=/_documenti/in_vetrina/elem_0199.html), abbia segnalato la necessità della riduzione della spesa pensionistica, quando ha parlato di welfare, poiché, come ho verificato, salvo errori, dall’analisi del Rapporto, il riferimento è alla spesa sanitaria.
D'altronde sarebbe stato grave, anche se non del tutto sorprendente, che la Corte dei Conti avesse potuto partecipare all'opera di DISINFORMAZIONE sulle pensioni. Colgo l’occasione per suggerire di trasmettere a chi ha letto la notizia falsa il testo della mia e-mail che Vi ho trasmesso in data 1 giu 2015 13:51 e avente ad oggetto: Le pensioni e Carlo Cottarelli, che ho poi trascritto (con l’elenco di tutti i destinatari) nel post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html.
Cordiali saluti
V.

In compenso, uno dei primi risultati della mia lettera è l’articolo di 2 giorni fa di Roberto Petrini su Repubblica, che è uno dei destinatari della lettera; ho anche avuto con lui, su sua richiesta, un lungo e cordiale colloquio telefonico. Salvo un paio di imprecisioni, descrive la situazione reale delle pensioni.
Dialogo intorno alla previdenza, tra un rigorista e un pensionando
di ROBERTO PETRINI
09 giugno 2015

http://www.repubblica.it/economia/2015/06/09/news/policy_dialogo_previdenza_pensioni_petrini-116455537/

Vincesko

 

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desertflower 12 giugno 2015 alle 08:41

Non è una "sviolinata" ma è stato il lavoro che ho fatto per 33 anni ad aprirmi gli occhi sull'economia e la sua gestione in generale. (Ho seguito le spese di una grande azienda a consuntivo e facendone il budget, poi raffrontando i due numeri!) La lettura dei commenti nel blog di Clericetti, Vincesko, Basile e altri mi hanno in qualche modo fortificato nelle mie opinioni e allargato l'orizzonte cognitivo. E' chiaro che l'UE tutta sta andando dalla parte sbagliata della storia. Mentre gli USA con grande pragmatismo, fortunatamente con l'amministrazione Obama, hanno saputo navigare le acque procellose di questa economia globale, in Europa si persegue un'utopia difficilmente applicabile alla realtà dei fatti. E' il perseguimento caparbio di questa utopia che obbliga a scelte contrarie allo stesso concetto di "stato"! Genera conflitto e va contro la stessa dignità dei cittadini. Sembra una "maledizione" su quest'Europa che crea problemi per se stessa e per l'umanità! Ricordo che quando Reagan abolì la parità con l'oro, praticamente non solo per il dollaro, ma per tutte le monete, si disse che il monetarismo era finito. Forse si pensava all'onestà degli uomini o alla loro sagezza che li avrebbe fatto abbandonare la finanza, in favore dell'economia reale. Ma non è stato così! E' la finanza che predomina e che obbliga, in qualche modo ad andare "contro" l'uomo. Che veramente ci sia qualcosa di "diabolico" nella gestione dei soli "soldi"? Qualcuno "autorevole" ha detto: "non potete servire a Dio e a mammona." Saluti!

 

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vincenzoaversa 12 giugno 2015 alle 10:08

@desertflower

piccola imprecisione: fu Nixon e non Reagan ad abolire il gold standard all'inizio degli anni 70.

Riguardo al post di Clericetti, l'iniziativa del Rethinking Economics è lodevole e spero che si allarghi anche ad altri istituti accademici. Questo aumenterebbe la probabilità che nei prossimi anni alcuni di questi "nuovi economisti" possano occupare dei posti chiave nelle amministrazioni. Sembra un po' un discorso di tipo massonico, ma a volte bastano pochi uomini con le idee giuste nei posti giusti per cambiare il destino di un Paese.
Non vorrei dire una fesseria, ma in fondo mi pare che fu così anche con Keynes: fu grazie al ruolo che ricopriva nel Tesoro inglese che le sue idee si imposero nel Regno Unito; se fosse stato solo un accademico la sua teoria economica avrebbe fatto molto più fatica a trovare un'applicazione pratica.

 

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balduks 12 giugno 2015 alle 16:05

Le teorie economiche mainstream, che amano definirsi "razionali" e "scientifiche" sono in realta delle semplice pseudoscienze. I metodi su cui basano la matematica non sono assiomi, ma semplici posizioni filosofiche. E spesso nemmeno quelle, ma semplici posizioni politiche.

Il lavoro degli economisti, di questi tempi , e' modificare gli innumerevoli parametri arbitrari ed ingiustificati su cui basa la sua teoria economica, per compiacere il potentato di turno.

L'utima crisi del 2008-2009, e la nuova crisi nelle fasi iniziali (che si dispieghera' nel 2015-2016), infatti hanno entrambe alla base la profonda ipocrisia di volera far passare per infallibili delle teorie che sono stata gia' ampiamente screditate dai fatti. COrruzione a tutti i livelli, disotorsioni politiche, uso di giustificazioni economiche per perseguire fini banalmente politici (il caso grecia e' un caso scuola) , o il rovesciamento di ruolo tra politica e finanza,la seconda che detta le regole alla prima.

Abbiamo al fondo, una grave crisi antropologica, il fallimento delle teorie economiche che ci hanno governato negli ultimi 60 anni, e in cima a questo la piu' grande e catastrofica crisi di debito inesigibile della storia dell'umanita'.

(per essere piu' precisi, questa crisi di debito e' figlia dell'esaurimento delle risorse mondiali a basso costo, ma non intendo sovraccaricarvi)

Una nuova teoria economica, dite che servirebbe?

Beh, tenete conto che servono quantomeno tre requisiti:

1) Che incorpori le leggi della fisica ( della termodinamica) come base assiomatica, riducendo le attivita' umane a sottosistema della biosfera, non viceversa

2) che rispetti in conseguenza di cio' le leggi della biosfera. L'economia deve incorporare i principi deoi sistemi ecologici, su base fondamentale

3) che non si pieghi alle pressioni dellai politica e delle religioni.

Quando certe teste d'uovo di economista capiranno che su un pianeta morente non esiste economia ,e che prima di sparare sesquipedali scemenze su come saremo messi tra 50 anni si facessero dei calcoli di scenario basati su modellazioni fisiche e non econometriche, avremo fatto un balzo spaventoso in avanti.

Per esempio: come diavolo fai a dire, tu economista dei miei stivali, che in cina ci saranno tot milioni di macchine circolanti nel 2050, se le previsioni di scenario dicono che per quell'anno ci sara' circa il 70% in meno di petrolio disponibile? Vuol dire che stai solo giocando con i numeri per compiacere qualcuno e narrare storiella alle masse ignoranti, non che stai facendo un lavoro serio.

 

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magnagrecia7 12 giugno 2015 alle 20:42

Una volta i privilegi erano appannaggio dei parlamentari e dei burocrati nazionali; ora, dopo la cura da cavallo dettata dall'austerità, sono rimasti appannaggio dei parlamentari e dei burocrati degli organismi sovranazionali.

Sulle pensioni, segnalo il trattamento applicato ai dipendenti della BCE:

giugno 10, 2015 posted by Ulrich Anders
AUSTERITÀ PER VOI, BABY PENSIONI PER NOI. FIRMATO BCE

http://scenarieconomici.it/austerita-per-voi-baby-pensioni-per-noi-firmato-bce/

Vincesko

 

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magnagrecia7 12 giugno 2015 alle 20:44

E il trattamento pensionistico applicato ai dipendenti dell’UE:

giugno 11, 2015 posted by Fabio Lugano
Austerità per voi, baby pensioni per noi: firmato Unione Europea

http://scenarieconomici.it/austerita-pensionistica-con-il-c-degli-altri-le-pensioni-dei-dipendenti-dellunione-europea/

Vincesko

 

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magnagrecia7 12 giugno 2015 alle 20:44

E, infine, il trattamento pensionistico applicato ai dipendenti del FMI, tra cui presumo ci sia anche Carlo Cottarelli:

giugno 12, 2015 posted by Fabio Lugano
Il terzo elemento della Trojka per l’Austerità: pensioni ed assistenza per i dipendenti del FMI

http://scenarieconomici.it/il-terzo-elemento-della-trojka-per-lausterita-pensioni-ed-assistenza-per-i-dipendenti-del-fmi/

Vincesko

 

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domenicobasile 12 giugno 2015 alle 22:58

Lodevole, illusoria iniziativa, destinata probabilmente a restare confinata nelle aule universitarie.

Chi si ricorda oggi gli innumerevoli rivoli marxisti (alcuni veramente interessanti come i lavori ispirati da Gianfranco Pala alla Sapienza o dagli allievi di Althusser a Nanterre) negli anni ottanta, la riflessione post marxista e strutturalista coagulata intorno a Henry Lefebvre o quella di derivazione sociologica nell'entourage accademico di Habermas in Germania e negli anni novanta l'ondata di studi a dominante ecologista basata sulle implicazioni legate alla trasformazione energetica.

A mio avviso gli unici lavori che hanno lasciato il segno e che hanno introdotto degli anticorpi ancora attivi, all'interno del pensiero economico classico, sono quelli di Ralf Darhendorf e Amartya Sen alla LSoE, la cui influenza agisce sotto traccia anche nei lavori più iconoclasti come quelli di Thomas Piketty.

Ma le aporie teoriche sono una cosa e il pensiero economico "dominante" ne è un'altra e come ben dice Clericetti, la base matematica dell'economia è sempre funzionale ad una visione politica della società.
Ma se questo è vero, è vero anche che la parte meno nobile dell'economia e cioè la contabilità, è spesso, a torto, trascurata allorché essenziale sul piano macroeconomico.

Il bilancio di uno Stato non ha niente a vedere con quello di una impresa o peggio di una famiglia.

Lo Stato è, per definizione, perenne ma le risorse necessarie a farlo funzionare non lo sono affatto.

Quando le variabili budgettarie sono fuori controllo (come ho tentato di dimostrare in altri post), che il deficit autorizzato dai trattati sia del 3% o del 6%, che il livello della spesa pubblica sia del 47% o del 57%, che il debito sia del 100% o del 130%, che la spesa previdenziale sia del 10% o del 20%, è indispensabile far quadrare i conti cioè assicurare una coerenza contabile se no più nessuno vorrà prestarci 1 euro e finiremo in bancarotta.

Nessuna teoria economica ha ancora inventato la soluzione per risolvere l'accumulo di deficit, per il semplice fatto che non esiste.

Non c'è bisogno di algoritmi, solo di un pallottoliere ed in questo caso anche i margini di manovra della politica si riducono al lumicino.

Possiamo disquisire a iosa di pensiero unico e di teorie economiche dominanti
ma dovremo finire per capire che oggi le interferenze planetarie dei mercati, dei prodotti e degli attori finanziari non hanno più niente a che vedere con il passato e che le tanto denigrate organizzazioni transnazionali, come la UE o la BCE costituiscono per i cittadini l'unico baluardo poiché possono stabilire regole di disciplina comune, possono costruire dei fondi di mutua assistenza e possono pesare sulla normativa prudenziale per prevenire i rischi sistemici.

 

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magnagrecia7 13 giugno 2015 alle 15:21

Caro Domenico,
Ti faccio 3 osservazioni.

Prima Citazione: “Ma se questo è vero, è vero anche che la parte meno nobile dell'economia e cioè la contabilità, è spesso, a torto, trascurata allorché essenziale sul piano macroeconomico”.

Hai ragione, ma allora per coerenza dovresti anche tu scrivere al luminare Cottarelli, a proposito di considerare nelle statistiche del FMI (e di tutti gli altri organismi nazionali e internazionali, con la parziale eccezione dell’OCSE che almeno analizza la spesa pensionistica al lordo e al netto delle imposte), il quale ritiene corretto ciò che per un contabile è una bestemmia: classificare un’entrata-ricavo come se fosse una uscita-spesa. Attendo riscontro, per conoscenza, della tua lettera (trovi l’indirizzo email nella mia lettera, anzi lo trascrivo: ccottarelli@ imf.org. Se vuoi inviarla p.c. a Mme Lagarde, trascrivo anche il suo: clagarde@ imf.org (ho aggiunto uno spazio per evitare che il server li trasformi in link).

Seconda citazione: “Nessuna teoria economica ha ancora inventato la soluzione per risolvere l'accumulo di deficit, per il semplice fatto che non esiste”.

Ah, la tua solita proiezione. Troppo facile darti ragione da solo, attribuendo agli altri quello che è il vizio fondamentale del neo-liberismo: applicare l’austerità a prescindere.
Io non sono all’altezza, lo spiegano molto meglio di me Romano Prodi e Gustavo Piga: nessuna teoria è perfetta, occorre ridurre il deficit negli anni di vacche grasse e aumentarlo negli anni di vacche magre. Esattamente il contrario di ciò che hanno imposto e impongono la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea.

Terza citazione: “dovremo finire per capire che oggi le interferenze planetarie dei mercati, dei prodotti e degli attori finanziari non hanno più niente a che vedere con il passato”.

Hai torto, è una balla: tranne brevissimi periodi o forse uno solo, tra gli anni '30 e gli anni '80 del secolo scorso, nella storia hanno sempre pagato i poveri, anche al posto dei ricchi. Ancor più oggi, in cui, nel disastro attuale, c’è l’arricchimento dei ricchi appetto all’impoverimento di tutti gli altri, per colpa del neo-liberismo e anche di organismi come la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea. Ci vuole una bella dose di masochismo a sostenere un’ideologia siffatta. A meno che non si sia ricchi o almeno non si raccolgano delle briciole sotto forma di privilegi pensionistici.

PS: A proposito di privilegi pensionistici, ti risulta che il trattamento pensionistico dei dipendenti della BCE sia come descritto dall’articolo di Scenari Economici?

Vincesko

 

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magnagrecia7 13 giugno 2015 alle 21:02

Segnalo:

La rivoluzione dell’FMI: il debito pubblico non è un problema
ONEURO - REDAZIONE
12 giugno 2015

http://www.eunews.it/2015/06/12/la-rivoluzione-dellfmi-il-debito-pubblico-non-e-un-problema/37165

Vincesko

 

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domenicobasile 13 giugno 2015 alle 22:12

Ciao Vincesko,

Non contare su di me per petizioni e quant'altro.
Ritengo sia un privilegio riservato ai detentori del "quinto potere", Clericetti e colleghi.
Quando avrai la tua tessera di giornalista (visto che sei 100 volte più competente e più dotato di fiuto che la maggior parte degli scribacchini che inquinano inutilmente le pagine dei quotidiani) potrai a giusto titolo rivendicare il tuo interventismo.
Io faccio un altro mestiere e mi riservo di non interloquire con le istituzioni.

Detto questo, permettimi per il momento di rispondere solo al tuo PS.

La griglia proposta corrisponde grosso modo alla realtà e si applica a tutti i funzionari internazionali fuori sede.
Considera inoltre che in ragione delle loro retribuzioni, queste persone, a tutti i gradi di inquadramento, possono facilmente adottare regimi complementari che apportano un lauto conguaglio al loro reddito previdenziale.
Questi privilegi, dovuti al loro rango, non hanno tuttavia niente di straordinario se comparati a quello che potrebbero ottenere nel giorno in cui decidessero di abbandonare il loro statuto e migrare nella sfera dei grandi studi legali internazionali o nelle banche tipo Goldman e simili, i cui impiegati di pari rango, superano col solo bonus annuale, l'intera retribuzione di un funzionario europeo.

Non so come tu inquadri questo problema nella tua giusta guerra fra ricchi e poveri ma al di là di ogni moralismo, abbiamo grande bisogno di persone che, dopo una rigorosa selezione, scevra da ogni clientelismo, decidono di lasciare il loro paese per vivere a Bruxelles, Luxenbourg, Straburgo o Francoforte che permettimi non sono il centro del mondo....

Domenico.

 

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domenicobasile 13 giugno 2015 alle 22:40

Ot

La frase più emblematica sulla tragedia greca ormai prossima alla conclusione l'ha pronunciata (off) la Merkel :

"Tsipras è come uno studente in medicina a cui si impone di eseguire un'operazione a cuore aperto."

 

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magnagrecia7 14 giugno 2015 alle 16:05

Caro Domenico,
il tuo tentativo di captatio benevolentiae nei miei confronti, con lodi francamente esagerate, oltre a segnalarmi una qual certa tua seria difficoltà, mi autorizza a mettere un po’ di pepe nella mia replica, anche per ravvivare un po’ l’ambiente.
1. Contare su di te? Mi sottovaluti. Come potrei sperare di contare su un umile soldatino, obbediente, poco coraggioso ed egoista come te, votato irrevocabilmente alla difesa della causa dei ricchi? Il mio invito era soltanto un’esca, a cui hai abboccato: rifiutandolo.
2. Ti riservi di non interloquire con le istituzioni? Of course, vedi sopra. Tu delle istituzioni sei – pare - un umile ed obbediente membro ligio alla causa dei più forti.
3. Di rispondere solo al p.s. per il momento? So già che non risponderai al resto.
4. E non lo farai, non lo potrai fare, perché ti sei sentito intimamente stanato, messo a nudo nel tuo conflitto d’interesse, stretto all’angolo del tuo egoismo. Lo arguisco dal tuo nervosismo e dallo iato tra le parole gentili e il tono sottesamente difensivo-aggressivo.
5. Sovente, chi si difende accusando gli altri di moralismo - in particolare capita a chi fa un uso abituale della proiezione - ha un comportamento immorale. Come quello di chi, per ottenere (e con la coscienza tacitata da) qualche briciola sotto forma di privilegio, usa il doppiopesismo, il doppio standard morale, grave indizio di coda di paglia. Poiché il trattamento pensionistico dei dipendenti della BCE, dell’UE e del FMI, che ovviamente vale erga omnes e non può essere limitato ai rappresentanti apicali, si configura come un privilegio, che non è il ristoro per un asserito disagio per risiedere in paesini sperduti nel deserto come Bruxelles o Francoforte o Nuova York, ma la moneta spicciola per asservirli alla causa dell’obbedienza e della spietatezza contro gli altri cittadini, contro cui esercitano tutta la loro sapienza tecnica, tutto sommato comprata a poco prezzo, poiché parallelamente comporta la svendita - quotidiana - della loro dignità personale.
Vincesko

 

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jeantine01 14 giugno 2015 alle 22:42

Credo che l'affermazione della teoria neoclassica come pensiero unico non sia solo dovuta al sostegno del potere economico cui era evidentemente congeniale (fattore evidentemente fondamentale, inutile sottolinearlo), o all'avere rappresentato la risposta agognata alla teoria marxista, che in quegli anni aveva improvvisamente e pericolosamente occupato il campo. Un aspetto cruciale della teoria delineata dagli austriaci e da Jevons è stata la particolarità di avere offerto la possibilità di definire un codice professionale per la scienza economica, separando l'economia dall'etica o dalla filosofia morale, così come la fisica si era resa autonoma dalla filosofia naturale un paio di secoli prima.Ha definito un ambito preciso di ricerca, ha postulato l'esistenza di leggi naturali universalmente valide, e ha offerto delle tecniche per poterle indagare e "scoprire". Tutto ciò che serve perché una professione si costituisca.

Chiunque , di fronte all'incapacità della teoria di predire le crisi e persino di ppendere atto dei fatti, si ponga l'obiettivo di sostituire la teoria neoclassica (con tutte le varianti introdotte nel tempo, in particolare a partire dagli anni '70) deve porsi innanzitutto il problema del se e come salvare una professione.

 

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cclericetti 14 giugno 2015 alle 23:42

Caro jeantine, mi sembra che la professione sia messa più in pericolo dalla concorrenza dei matematici, assunti senza risparmio dai gruppi finanziari...
La professione si salva se riesce ad accettare la realtà, ossia che l'economia non può pretendere di formulare leggi universali e che un economista che non esplicita le conseguenze etiche delle sue teorie è come il politico che dichiara di non avere alcuna ideologia: ignoranza o mistificazione?
Gli economisti che credono più alle loro formule che a quello che vedono non sono altro che sacerdoti di una religione misterica. Come tutti quelli che fanno prevalere la fede sull'analisi sono pronti a far bruciare sul rogo chi si azzardi ad affermare che la terra è rotonda e non è il centro dell'universo. Questo tipo di "professione" sarebbe assai auspicabile che scomparisse, ma purtroppo da quando esiste l'uomo finora non è mai accaduto.

 

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domenicobasile 14 giugno 2015 alle 23:16

http://www.repubblica.it/economia/2015/06/11/news/padoan_ue-116627174/

Ciao Vincesko

Penso che io e te, come anche tutti gli altri partecipanti a questo blog, dovremo un giorno accordarci sull'ordine delle priorità da seguire nel quadro di una strategia riformista.

Per quanto mi riguarda gli elementi contenuti nell'articolo di Padoan, mi sembrano cruciali.

Oggi nessun ministro delle finanze dei grandi paesi, penso a Shauble o Sapin, scriverebbe mai frasi di questo genere né sosterrebbe apertamente una strategia federalista basata sul l'integrazione fiscale e budgettaria.

Sarebbe certo troppo, domandare alla classe politica italiana di assumere la leadership di questo movimento e tentare di coinvolgere, in una prima fase, tutti quei paesi periferici che trarrebbero enormi vantaggi da una tale integrazione. Purtroppo le resistenze sono ancora enormi e non mi faccio molte illusioni sulla sorte che il prossimo Consiglio Europeo riserverà alle raccomandazioni dei 4 presidenti.

Rispetto a questa che per me rimane la battaglia del XXI secolo, le critiche che hai mosso al mio post, perdono un po' di senso.

Punto 2
La teoria che attribuisci a Prodi-Piga rischia di far parte di quel passato, cui accennavo e che non ritornerà più.

Senza scomodare la "stagnazione secolare" di Summers, difficilmente vedremo, in Europa, nei prossimi decenni crescite durature dell'ordine del 3% che potremmo magari sfruttare per mettere a posto il bilancio. (Posto che questa manovra sia economicamente pagante).
Anche in USA e Cina i segnali sono contrastanti e potremmo, a medio termine, assistere a scenari inquietanti.
Non è affatto escluso che la Cina subisca un forte rallentamento economico dovuto a diversi fattori : la crisi dell'economia tradizionale con la perdita del vantaggio competitività-costo in ragione dell'adozione progressiva di regole anti inquinamento, l'incapacità di mantenere il livello attuale di investimenti nel settore della costruzione e infrastrutture a causa della saturazione e dell'indebitamento delle imprese, la trasformazione del modello economico in produttore di servizi e prodotti tecnologici a minore intensità dì manodopera e materie prime...gli impatti di tale scenario sarebbero a livello della zona e su scala globale.
Prima di tutto, la pletora di economie satelliti oggi esportatrici verso la Cina entrerebbero in crisi, ci sarebbero poi serie tensioni sul debito americano che riaprirebbe la guerra dei cambi fra Cina, Usa, Europa e paesi emergenti.
A quel punto ci sarebbe un grosso problema di rendimento per gli investitori che si ritroverebbero in mano liquidità a buon mercato senza sapere dove investirla con un rapporto accettabile di rischio e rendimento......
Quindi la competitività-paese diventerebbe il criterio decisivo per allocare risorse.
Competitività-paese vuol dire : sistema bancario efficiente, PA capace di rispettare scadenze e velocizzare gli iter, giustizia dotata di tempi certi e rapidi, imprese di taglia adeguata e mercato del lavoro in linea con gli standard dei concorrenti.

Quanto più forte sarà l'Unione monetaria e l'integrazione fiscale e budgettaria della zona euro tanto meglio ogni singolo paese resisterà alle sfide dei mercati.

Punto 3

La situazione politico-economica del secolo scorso non è più un punto di riferimento.
Tu stesso hai parlato, qualche mese fa, del peso dello shadow banking e potremmo aggiungere la coorte di fondi speculativi che, in assenza di normative vigenti e vincolanti, sono in grado di condizionare fortemente le politiche nazionali.
Oggi le normative prudenziali permettono di regolare i rischi nel settore bancario e dopo l'entrata in vigore di Solvency 2 anche in quello assicurativo.
Poco è invece oggi previsto per il settore dell'asset management e dell'investment banking mentre gli edge funds sguazzano nelle più totale impunità.
Il coordinamento internazionale su questi temi è vitale per prevenire bolle speculative e crisi sistemiche ed anche la guerra fra ricchi e poveri, come ha ben capito Thomas Piketty, deve essere analizzata alla luce di queste problematiche.


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magnagrecia7 15 giugno 2015 alle 01:20

Caro Domenico,
Bla bla bla… Fumo senza costrutto e senza rispondere alle obiezioni.
Tra te e Prodi/Piga, mi spiace, non c’è gara. Qui, non incanti nessuno. Svegliati dall’incantamento interessato.

PS:
Cartier, il proprietario svela la sua più grande paura: "Che i poveri insorgano e facciano cadere i ricchi"
Redazione, L'Huffington Post
Pubblicato: 13/06/2015 16:31 CEST Aggiornato: 13/06/2015 16:31 CEST

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/13/cartier-proprietario-paura-ricchi-poveri_n_7576120.html

Vincesko

 

 

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vincenzoaversa 15 giugno 2015 alle 11:57

questo articolo del Prof. Terzi dovrebbe chiarire adeguatamente la confusione tra politiche Keynesiane e "corsa dissennata al debito publico".

http://www.ateconomics.com/2015/06/13/keynesiani-allitaliana/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+ateconomics+(AT+Economics)

 

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magnagrecia7 15 giugno 2015 alle 12:56

OT

Pubblico la e-mail che ho appena inviato ai parlamentari europei dei gruppi di Csx e di sinistra (salvo errori), membri della Commissione Problemi economici e monetari:
http://www.europarl.europa.eu/committees/it/econ/home.html#

Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

Da: v 15 giu 2015 -12:40

A: roberto.gualtieri@europarl.europa.eu;peter.simon@europarl.europa.eu;hugues.bayet@europarl.europa.eu; pervenche.beres@europarl.europa.eu; udo.bullmann@europarl.europa.eu; fabio.demasi@europarl.europa.eu; anneliese.dodds@europarl.europa.eu; jonas.fernandezalvarez@europarl.europa.eu; elisa.ferreira@europarl.europa.eu; sven.giegold@europarl.europa.eu; neena.gill@europarl.europa.eu;catalin-sorin.ivan@europarl.europa.eu; diane.james@europarl.europa.eu; philippe.lamberts@europarl.europa.eu;olle.ludvigsson@europarl.europa.eu; marisa.matias@europarl.europa.eu; costas.mavrides@europarl.europa.eu; dimitrios.papadimoulis@europarl.europa.eu; alfred.sant@europarl.europa.eu; molly.scottcato@europarl.europa.eu; renato.soru@europarl.europa.eu; paul.tang@europarl.europa.eu; ernest.urtasun@europarl.europa.eu;marco.valli@europarl.europa.eu; miguel.viegas@europarl.europa.eu; jakob.vonweizsaecker@europarl.europa.eu; steven.woolfe@europarl.europa.eu; marco.zanni@europarl.europa.eu

In occasione dell’odierno dialogo economico con il presidente della Bce, Mario Draghi, Vi trasmetto, per opportuna conoscenza, il testo della Petizione da me lanciata in Change.org nel 2014, che ho inviato alla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, iscritta nel ruolo generale con il n. 2401/2014.
Cordiali saluti
V.

Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
p. c. Corte di Giustizia Europea
p.c. Corte Costituzionale italiana
p.c. Governo italiano
Lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi. Il primo è la stabilità dei prezzi, "sotto, ma vicino, al 2%". Oggi in molti Paesi dell'Euro l'inflazione è sotto zero. La deflazione è un male ancora più grave dell'inflazione e la Bce non sta facendo quello che dovrebbe per riportare i prezzi all'obiettivo quantitativo da essa stessa deliberato.
Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: "Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi", la Bce"sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea". Tra questi, una "crescita economica equilibrata"; la "piena occupazione"; "la solidarietà tra Stati membri".
Come tutti possono constatare, la Bce non ha fatto e non ha in programma di fare nulla per questi obiettivi, e queste problematiche sono del tutto assenti persino nelle esternazioni del suo presidente.
Tutto ciò premesso, noi chiediamo:
1. di accertare e di dichiarare se quanto da noi denunciato risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello statuto BCE).

Allegato
1 - Motivazioni della petizione
2 - Statuto BCE
3 - Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
4 - Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)
5 - Trattato di Lisbona
6 - Trattato di Maastricht
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
3 Novembre 2014

Vincesko

 

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magnagrecia7 15 giugno 2015 alle 17:08

Segnalo:

Commissione VI Finanze Camera dei Deputati
Indagine conoscitiva sugli strumenti finanziari derivati 
Testimonianza del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia
Luigi Federico Signorini
Roma, 15 giugno 2015

Secondo una rilevazione della Banca dei Regolamenti Internazionali sul mercato dei derivati OTC – dove si svolge la maggior parte delle contrattazioni – delle maggiori banche di 13 paesi sviluppati, a fine 2014 il valore nozionale dei contratti era di circa 520 mila miliardi di euro (tav. 1)6 , otto volte il PIL mondiale; il mercato è complessivamente cresciuto del 21 per cento dal 2008. Il valore di mercato lordo (pari alla somma in valore assoluto di tutti i contratti, sia quelli con valore di mercato positivo sia quelli con valore negativo) ammontava a circa 17 mila miliardi (25 mila nel 2008). L’80 per cento del valore nozionale è relativo a derivati su tassi di interesse. I CDS rappresentano una quota ridotta (3 per cento) dei derivati negoziati sui mercati OTC.
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-direttorio/int-dir-2015/Signorini-150615.pdf

Vincesko


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domenicobasile 15 giugno 2015 alle 17:41

Aggiungerei qualche considerazione allo scambio fra Jeantine e Clericetti

Oggi la relazione fra l'economia reale, l'intermediazione svolta dalle teorie economiche e la formalizzazione dei modelli matematici che interagiscono direttamente con i mercati, assomiglia ad una piramide capovolta.
Il punto di contatto esiziale con l'economia reale si traduce in un concentrato di dati (sintetizzati secondo indicatori standardizzati) che vengono in seguito elaborati in maniera esponenziale fino alla base superiore della piramide capovolta dove le piattaforme di trading effettuano miliardi di operazioni al microsecondo.

L'economista non può interagire con questo universo parallelo (l'abbiamo visto con la diffusione planetaria di prodotti tossici all'epoca dei subprimes) ma può elaborare modelli concettuali e suggerire strategie prudenziali.

La teoria può, da un lato, agire sul substrato hard (l'economia reale) che modifica alla base il "big data" informativo cioè la materia prima della formalizzazione matematica e dall'altro può e deve stabilire le soglie di rischio oltre le quali si situa la probabilità di una crisi sistemica.

Mi lascia un po' perplesso, invece, il parallelo con l'etica, espresso da Clericetti :

Si deve intendere come buona fede metodologica, rispetto agli enunciati che sono alla base delle teorie?

Come rigore applicativo delle misure preconizzate per raggiungere gli obiettivi fissati?

O come trasferimento in campo economico dei convincimenti politici o religiosi che costituiscono l'intima natura dell'uomo?


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cclericetti 15 giugno 2015 alle 19:21

Caro Basile, cerco di spiegarmi meglio. Quando si intraprende qualsiasi attività bisognerebbe interrogarsi sulle conseguenze che possono derivarne. Naturalmente si può non farlo: non lo fecero, per esempio, gli antichi abitanti dell'Isola di Pasqua, che attuarono una deforestazione selvaggia che provocò una desertificazione dell'isola di cui poi pagarono duramente le conseguenze; e non lo fa chi oggi distrugge l'ambiente naturale. Per ciò che riguarda l'economia si applica lo stesso concetto: a che cosa deve servire l'economia (cioè il lavoro degli economisti)? Una risposta forse poco scientifica ma sostanziale è "deve servire a far stare meglio le persone". La risposta dei neoclassici, invece, è "a produrre più ricchezza possibile nel modo più efficiente possibile". In questa alternativa c'è un abisso. Chi sceglie la seconda risposta decide di non occuparsi delle conseguenze che l'obiettivo può provocare: per esempio, lo sfruttamento del lavoro, una disoccupazione maggiore di quello che potrebbe essere, danni ambientali, mancata protezione della salute, persino minore difesa dei consumatori. Chi sceglie invece la prima cercherà di ottenere il miglior compromesso possibile tra la ricerca dell'efficienza e la diffusione del benessere. Sono riuscito a spiegarmi?


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domenicobasile 15 giugno 2015 alle 22:22

Buonasera Clericetti,

Si capisco; ma penso che Lei tenda a far coincidere, in maniera determinista, il fine etico di una dottrina con i presupposti concettuali e metodologici che sono alla base della dottrina stessa.

"Far stare meglio le persone" è, a mio avviso, il compito della politica, da Aristotele in poi (in concreto a partire dagli utopisti inglesi e da noi da Macchiavelli e Guicciardini fino a Rousseau)
Cioè ricercare il giusto equilibrio fra l'esercizio del potere e la possibilità riconosciuta ad ognuno di realizzare il proprio benessere nel rispetto delle regole.

Niente di tutto ciò per l'economia capitalistica che si è costituita sulla base del "mercantilismo" protestante prima per correggere, con le sue "regole", gli abusi di cattiva gestione e poi per formalizzarne" le leggi" ed adattarne via via "i principi" all'evoluzione dell'economia reale.

Anche oggi l'economia, prima di essere il braccio armato di una qualsiasi visione del mondo o anche solo lo strumento di una strategia politica, conserva una neutralità concettuale ed una flessibilità metodologica che giustifica i più accesi dibattiti fra gli economisti ed appassiona i profani di ogni orizzonte.

Queste persone non hanno smarrito il senso morale delle loro affermazioni, tentano, come anche io e Lei facciamo a scale diverse, di conciliare l'efficienza e l'efficacia di un sistema di variabili, per ottenere il miglior risultato se non per tutti, almeno per la maggior parte.

Il fatto che Lei ed io analizziamo il caso greco in maniera molto diversa non dovrebbe portarLa a trarre, nei miei confronti, conclusioni di ordine morale ma solo ad opporre la fondatezza "oggettiva" delle sue tesi ai miei grossolani errori di giudizio...;)


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magnagrecia7 15giugno 2015 alle 23:11

@Cclericetti (15 giugno 2015 alle 19:21)
Dialogo tra sordi e tricoteuse
A scuola, il concetto di funzione sociale dell’azienda, del contemperamento degli interessi interni con quelli esterni (collettività), si insegna e fa parte del bagaglio teorico di qualunque studente di Economia,[1] presumo anche di Domenicobasile, che adesso lo ha dimenticato (nessuna dimenticanza è casuale). E’ che quando lo si deve applicare in concreto sorgono i problemi.Vuoi per l’educazione dell’imprenditore, vuoi per difficoltà oggettive (gestionali, dimensionali, reddituali, ecc.). Esso comunque rimane un problema microeconomico, circoscritto cioè all’ambito decisionale della singola azienda. Anche se poi la somma della maggioranza delle singole aziende può caratterizzare la cultura (insieme di valori) imprenditoriale, se non di un intero Paese, almeno di singoli distretti o città (si pensi all’area di Ivrea con l’Olivetti).
Oggi, cioè negli ultimi 3 decenni, però, si è andata concretizzando, per l’operare sinergico di vari fattori (sconfitta del comunismo, globalizzazione, nascita e/o consolidamento di multinazionali globali, segnatamente di quelle finanziarie, prevalenza della cultura accademica di stampo neo-liberista, debolezza crescente dei decisori politici, riforma involutiva delle leggi bancarie) un sistema economico-finanziario-industriale-commerciale di tali dimensioni e potere d’influenza da sovvertire ogni equilibrio tra i soggetti coinvolti direttamente e indirettamente e qualunque possibilità di contemperare gli interessi privati e pubblici.
In fondo, nulla di nuovo sotto il sole. Tranne per le dimensioni. Che sono diventate planetarie dal punto di vista spaziale, coinvolgono miliardi di persone e vedono in gioco cifre sesquipedali dell’ordine di migliaia di miliardi di dollari.
Domenicobasile ha descritto il meccanismo finanziario come una piramide capovolta con in cima un cervellone che specula in trilioni di dollari ogni giorno. Ma lo racconta, da bravo soldatino asservito alla causa dei ricchi e zelante agit-prop, come se fosse un dato di natura, immodificabile. Poiché, nella sua visione distorta, degna di un trattamento da TSO o, verrebbe voglia, da tricoteuse, le regole devono valere solo per i poveri cristi, e non anche per la finanza speculativa, sia vietando determinate operazioni speculative (ad esempio sul grano), sia assoggettandole a una tassa (TTF), destinandone il ricavato alla crescita e ai poveri cristi.
Caro CClericetti, è inutile discutere, è tempo perso, è un dialogo tra sordi; lo ha capito bene il patron di Cartier, sta arrivando – deve arrivare – di nuovo il tempo delle tricoteuse, sia per gli speculatori che per i loro scherani e agit-prop…

[1] https://books.google.it/books?id=zRVUNhsUawwC&pg=PA115&lpg=PA115&dq=sergio+sciarelli+%2B+equazione+del+profitto 

Vincesko

 

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magnagrecia7 15 giugno 2015 alle 23:26

Errata corrige:
- in penultima riga: "sia per i ricchi speculatori";
- sostituisco il link: Sergio Sciarelli ETICA E RESONSABILITA’ SOCIALE NELL’IMPRESA

Vincesko

 

Articolo collegato (aggiornamento del 24/06/2015):
 
Presumevo bene, anzi il cinquantanovenne (2014) Carlo Cottarelli è già un pensionato (privilegiato) FMI.
 
26/03/201406:08
IL COLLOQUIO
Cottarelli: «Sì, a 59 anni ho anche la pensione che sommo ai 12mila euro al mese»
http://www.iltempo.it/politica/2014/03/26/si-a-59-anni-ho-anche-la-pensione-che-sommo-ai-12mila-euro-al-mese-1.1233682

 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/dialogo-su-lalternativa-alleconomia-del.html
  

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

 
Data l’importanza e l’attualità del tema pensioni, al quale ho già dedicato vari post, e come necessaria CONTROINFORMAZIONE, riporto la lettera che ho inviato ad alcuni media, al Governo, al PD e ai sindacati, dopo avere ascoltato di nuovo le dichiarazioni infondate di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica, questa volta al Festival dell'Economia.

Com'è noto, dopo la sua intervista a Radio Anch'io, in cui ha fatto delle affermazioni infondate sulla spesa pensionistica, dichiarazioni che ovviamente hanno avuto una grande eco sui media, ho avuto un dialogo via e-mail con Carlo Cottarelli, in cui ho dimostrato documentalmente che le sue argomentazioni erano infondate. Ciononostante, egli le ha ribadite al Festival dell'Economia di Trento, con altrettanta eco sui media. Chissà, forse le ha anche scritte nel suo libro uscito da poco, che io non ho letto. Allora, anche per "punirlo", ho scritto questa lettera ai principali media, al Governo, al PD e ai sindacati.

Uno dei primi risultati della mia lettera è l’articolo di oggi di Roberto Petrini su Repubblica (v., in fondo, articolo collegato), che è uno dei destinatari della lettera; ho anche avuto con lui, su sua richiesta, un lungo e cordiale colloquio telefonico.


Destinatari:

01 giugno 2015 
redazione.internet@ansa.it; tg1@rai.it; tg2@rai.it; direttoretg3@rai.it; rainews24@rai.it; e.mauro@repubblica.it; lfontana@corriere.it; lettera@lastampa.it; redazioneweb@ilmessaggero.it; grr@rai.it; ballaro@rai.it
p.c. tito.boeri@inps.it

01 giugno 2015
lucia.annunziata@huffingtonpost.it,c.clericetti@repubblica.it, f.bei@repubblica.it, m.ruffolo@repubblica.it,r.petrini@repubblica.it, e.polidori@repubblica.it, r.mania@repubblica.it,emarro@corriere.it, fbasso@corriere.it, dcomegna@corriere.it, gstringa@corriere.it,teodoro.chiarelli@lastampa.it, segreteria.direttore@ilmessaggero.it, roberto.stigliano@ilmessaggero.it
p.c. segreteriausg@governo.it
 
Dopo la trasmissione “Ballarò” del 2 giugno 2015, nel corso della quale Filippo Taddei, responsabile Economia e Lavoro del PD, ha fatto riferimento alla dichiarazione di Carlo Cottarelli, ritenendola fondata:

f.taddei@partitodemocratico.it
p.c. segretario@partitodemocratico.it;guerini_lorenzo@camera.it
Caro Prof. Taddei,
Dopo averLa ascoltata alla trasmissione “Ballarò” di oggi 2 giugno 2015 citare – come fonte attendibile - i dati errati di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica e menzionare esclusivamente la riforma Fornero, mi permetto trasmetterLe per opportuna conoscenza

 
Ferruccio de Bortoli (tramite sito del Corriere del Ticino) (anch'egli era ospite di "Ballarò")


03 giugno 2015
m.landini@fiom.it
p.c. s.camusso@cgil.it;nazionale@spi.cgil.it; c.cantone@spi.cgil.it; segreteria.generale@cisl.it; segreteriagenerale@uil.it
Caro Maurizio Landini,
Dopo averLa ascoltata alla trasmissione “Ballarò” di ieri 2 giugno 2015 confutare ma non abbastanza Filippo Taddei citare – come fonte attendibile - i dati errati di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica e menzionare esclusivamente la riforma Fornero, mi permetto trasmetterLe per opportuna conoscenza. 

E, oggi, 9 giugno:
 
letterealsole@ilsole24ore.com;segreteria@ilfattoquotidiano.it; redazioneweb@ilfattoquotidiano.it;direzione@quotidiano.net; lettere@avvenire.it; economia@avvenire.it; redazioneinternet@ilmattino.it;ditelo@ilmattino.it; ildirettore@ilfoglio.it; loprete@ilfoglio.it; direzione@quotidiano.net;segreteria@ilgiornale.it; marcello.zacche@ilgiornale.it; lacitta@rai.it; primapagina@rai.it;radioanchio@rai.it; info@cgiamestre.com; stefano.discanno@linchiestaquotidiano.it
laura.maletti@liberoquotidiano.it;claudio.antonelli@liberoquotidiano.it
 
segreteriaministropoletti@lavoro.gov.it
segreteriaministropadoan@tesoro.gov.it (l’indirizzo è errato, provvederò domani).
Fatto, l'indirizzo corretto è: segreteria.ministro@tesoro.it.
 
 
Testo della lettera:

In generale e in riferimento in particolare alle dichiarazioni del direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Carlo Cottarelli, sulle pensioni (v., ad esempio, questo articolo:

FESTIVAL ECONOMIA DI TRENTO
SPENDING REVIEW, COTTARELLI: PENSIONI E SANITÀ MENO TAGLIATE
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Spending-review-Cottarelli-pensioni-e-sanita-meno-tagliate-73aa0d2f-3f28-47f3-9d73-671382fe10f7.html ),

osservo, scusandomi in anticipo della necessaria lunghezza.

 
Pensioni
 
Primo punto: Sacconi vs Fornero
 
Il mondo delle pensioni, non solo per il volgo, ma anche secondo tutti gli esperti, ormai si divide tra prima e dopo Fornero. Come se prima della legge Fornero, che è soltanto l’ottava riforma delle pensioni dal 1992, non ci fossero stati interventi pesanti sul sistema pensionistico.

Osservo, infatti, che, sulle pensioni, Il Sole 24 ore [1], esperti come Giannino [2] e Cazzola,[3] sindacati dei lavoratori [4] e perfino l’INPS (v. l’ultimo Osservatorio sulle pensioni),[5] ai quali si può aggiungere il PdC Renzi, oltre a tutti i media e a politici di cattiva memoria e con la coscienza sporca come Salvini (Lettera all’On. Matteo Salvini[6]), parlano soltanto della legge Fornero (DL 201 del 6 dicembre 2011, art. 24, convertito dalla legge 214/2011), alla quale attribuiscono anche tutte le misure, per vari aspetti più incisive, decise dalla legge Sacconi (DL 78 del 31 maggio 2010, art. 12, convertito dalla legge 122/2010). La stessa professoressa Fornero a “In ½ ora”, tranne un brevissimo accenno ai 10.000 esodati di Sacconi, ha coraggiosamente… millantato tutto il merito impopolare del riequilibrio dei conti pensionistici nel lungo periodo,[7] imitando il premier Monti per il risanamento dei conti pubblici.[8]

 
Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2019, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi, cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base ed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

 
Secondo punto: Risparmi e sostenibilità nel lungo periodo
 
Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi di € (cfr. MEF).

Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più severi e sostenibili in UE28.[9]

 
Terzo punto: Confronto internazionale
 
E’ fuorviante riferirsi ai dati pensionistici fino al 2013: sono vecchi e superati. Come spiegava la prof.ssa Fornero a “In ½ ora”, le riforme delle pensioni per loro natura producono i loro effetti nel lungo periodo. Dopo le 8 riforme varate dal 1992, come ha confermato l’ultimo rapporto della Commissione Europea, con la proiezione al 2060,[9] il sistema pensionistico italiano è tra i più severi e sostenibili nel lungo periodo. Come attesta l'ultimo Osservatorio dell'INPS sulle pensioni,[5] il numero di pensioni sta già calando (“Dall’analisi dell’osservatorio delle pensioni Inps vigenti all’1.1.2015 e liquidate nel 2014 emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni, che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali (pensioni agli invalidi civili e pensioni/assegni sociali), che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015”), ma la spesa pensionistica cresce perché i nuovi assegni pensionistici sono più alti. Secondo il rapporto UE, ci sarà una piccola gobba nel 2036, poi la spesa pensionistica (incluse le voci spurie) calerà al 13,8% del Pil nel 2060, uno dei cali più alti in UE28.
 

La spesa pensionistica italiana, infatti, include (nel confronto internazionale) delle voci spurie (si confrontano le pere con le mele), che sono:

1.    TFR, che è salario differito e può essere riscosso anche decenni prima del pensionamento[10] (circa 1,5% del Pil);

2.    un 8% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica;[11]

3.    un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di 42-45 mld di imposte, più vicino ai 45);

4.    un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi, dove non vengono classificati spesa pensionistica), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

5.    infine, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali ( = minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna).

 
a) Se si considera la spesa pensionistica al netto delle imposte[12] (che sono una partita di giro), il divario tra l’Italia e gli altri Paesi cala di almeno mezzo punto se non di uno intero; infatti, a fronte di una diminuzione di circa 2 punti percentuali dell’Italia (dal 15,44% al 13,49%, dati 2009), gli altri Paesi calano in media sotto il punto percentuale (ad esempio, la Francia dal 13,73% al 12,82%, la Germania dal 11,25% al 10,86%, il Giappone dal 10,17% al 9,50% e la Spagna dal 9,28% all’8,99%).

b) Inoltre, se si depura la spesa pensionistica dalle prime due voci spurie (TFR e spesa assistenziale, che assommano a quasi 45 mld, cioè a quasi il 3% del Pil), e si somma la terza voce (altri 45 mld: le tasse sono una partita di giro, l’INPS paga l’assegno pensionistico netto e gira il resto all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali), per un ammontare totale di 90 mld, l’incidenza sul Pil scende di ben oltre 4 punti percentuali.

In totale, dunque, se questi miei calcoli sono corretti, il rapporto diminuisce – già ora - dal 16,8% ad un massimo del 12,5%, vale a dire già adesso è inferiore di oltre un punto al 13,8% stimato dalla Commissione Europea per il 2060.

c) Infine - ed è soltanto un di più esplicativo - andrebbe anche tenuto presente che il rapporto spesa/Pil è influenzato ovviamente anche dal denominatore, calato in Italia, negli ultimi 7 anni, di quasi 10 punti percentuali, molto più che in altri Paesi.

 
Quarto punto: RGS
 
L’RGS è nota per sovrastimare le spese e sottostimare le entrate.
Sulle pensioni, le sue proiezioni, comunque superate dal rapporto della Commissione Europea, sono superiori a quelle dell’OCSE, area più disomogenea dell’UE, anche per il peso della voce “pensioni private”.[13]
 

Quinto punto: Sentenza della Consulta
 
Precisato che io sono favorevole al ricalcolo delle pensioni col metodo contributivo, al di sopra di una certa soglia, io sono critico verso la sentenza della Consulta, la cui sentenza peraltro ha registrato un risultato di 6 a 6, ed è passata soltanto per il voto che vale doppio dell’ineffabile presidente Criscuolo. In ogni caso, il congelamento dell'indicizzazione delle pensioni superiori a circa 1.400€ lordi (circa 1.100€ netti) fu un errore, poiché – come ha rilevato la stessa Corte Cost. - la soglia era troppo bassa e non fu prevista la progressività. Quindi, come ha sostenuto – e legiferato - il governo, non è obbligatorio restituire tutto a tutti.

 
In conclusione, mi auguro che si ritengano utili queste mie osservazioni e se ne facciano tesoro in futuro.

Cordiali saluti

V.

 

_____________________________________

 
Note:
 
[1] Cosa prevede la Riforma Fornero
di Ma.l.C.  20 gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-20/cosa-prevede-riforma-fornero-164237.shtml
 
[2] Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html
 
[3] Inps, come saranno le pensioni alla Boeri
08-03–2015 Giuliano Cazzola
http://formiche.us8.list-manage.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=3123781124&e=07e3b92ad9
 
[4] LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO
marzo 2012
http://www.sindacatopadano.org/Pensioni_Fornero.pdf
 
Le pensioni. Prima, durante e dopo la “Fornero”
11Luglio 2012
http://www.cgilprovinciadiroma.it/Documento%20pensioni%2011%20lluglio.pdf
link sostituito da:
https://fpcgilgiustizie.wordpress.com/2012/07/13/dip-welfare-le-pensioni-prima-durante-e-dopo-la-fornero-2/  

 
[5] Osservatorio sulle pensioni

Data pubblicazione: 30/04/2015

L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1°gennaio 2015 e liquidate nel 2014.

Dall’analisi dei dati emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015.

Il fenomeno è da attribuirsi sia all’esaurimento del collettivo delle pensioni di invalidità liquidate ante Legge 222/1984, sia all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011.

Di contro l’importo medio mensile erogato risulta in costante crescita, passando da 780,14 euro nel 2012 a 825,06 euro nel 2015.

Ciò è dovuto essenzialmente agli effetti della perequazione automatica delle pensioni e all’effetto sostituzione delle pensioni eliminate con le nuove liquidate che presentano mediamente importi maggiori.

["L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali". Come si può notare, l'importo della spesa pensionistica è molto distante - e francamente non so perché in dettaglio - dai circa 270 mld annui che entra nelle varie statistiche, ndr]

Vai al documento: Statistiche in breve – Pensioni erogate dall’Inps

Vai all’Osservatorio

Vai al comunicato stampa

NB: Come si può notare, anche l'INPS attribuisce erroneamente il calo del numero delle pensioni solo "all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011 [Fornero]".

 
Lettera al presidente dell’INPS Tito Boeri
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832306.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-al-presidente-dellinps-tito_11.html
 
[6] Lettera all’On. Matteo Salvini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html 
 
[7] In ½ ora 10-05-2015
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-05-10&ch=3&v=513154&vd=2015-05-10&vc=3
link sostituito da:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c449fb98-e82f-4c22-a371-51212c689a6d.html
 

[8] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale  329,5 mld.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[9] La spesa per pensioni nella Ue: in Italia i maggiori risparmi tra qui e il 2060
Il rapporto della Commissione prevede per il Belpaese un picco di spese nel 2036, al 15,9% del Pil, poi una discesa netta. Nel 2060 si spenderanno 1,9 punti in meno di Pil rispetto al 2013, solo Croazia, Danimarca, Lituania e Francia taglieranno di più. L'effetto delle riforme: l'età di ritiro dal lavoro spostata di oltre cinque anni   14 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/05/14/news/pensioni_spesa_pil_europa_rapporto_invecchiamento-114331310/
 
Vítor Constâncio, Vice Presidente BCE: “è precisamente nel campo delle riforme per contenere il peso a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione sulla spesa pubblica che I paesi sotto stress hanno già effettuato aggiustamenti. L’Italia ed il Portogallo, per esempio, hanno aumenti stimati per spese legate alla longevità minimali…”. Come il grafico sottostante conferma.
http://www.gustavopiga.it/2015/6-ragioni-per-stare-con-la-corte-costituzionale/
 
Annual Ageing Report
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/ageing_report/index_en.htm
 
[10] TFR
Ed Eurostat, l’OCSE e l’FMI considerano il TFR spesa pensionistica (!).
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013/09-appendice2-A.pdf
 
Trattamento di fine rapporto (da Wikipedia)
Il trattamento di fine rapporto, sigla TFR, chiamato anche liquidazione o buonuscita, è in Italia una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di lavoro.
Con il decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252 è stata emanata la nuova riforma della previdenza complementare, regolando la destinazione del TFR ai fondi pensione complementari, tramite il meccanismo del silenzio-assenso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_di_fine_rapporto
 
Trattamento di fine rapporto (da INPS)
http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5931
 
Il Tfr in busta paga è un flop: chiesto da 0,1% dei dipendenti
La Fondazione consulenti del lavoro ha analizzato un milione di posizioni e ha scoperto che solo 567 dipendenti hanno chiesto all'azienda l'anticipo. La norma, in vigore da aprile, penalizza i redditi oltre i 15 mila euro
30 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/05/30/news/tfr_busta_paga_flop-115637122/
 
[11] Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi territoriale
Le pensioni Ivs sono il 78,3% dei trattamenti erogati dal sistema pensionistico italiano e assorbono il 90,5% della spesa complessiva. Più nel dettaglio le pensioni di vecchiaia rappresentano il 52,2% delle prestazioni e il 71,8% della spesa; le pensioni di invalidità rispettivamente il 5,6% e il 4,0%, mentre le pensioni ai superstiti rappresentano il 20,6% dei trattamenti complessivamente erogati e il 14,7% della spesa complessiva. Le pensioni assistenziali sono il 18,2% del totale e assorbono il 7,9% della spesa. Le indennitarie incidono, infine, per il 3,5% sul numero dei trattamenti e per l’1,7% sulla spesa complessiva (Tavola 5)”.
http://www.istat.it/it/archivio/132562
 
[12] Gross and Net Public Pension Expenditure (% of GDP) – 2009
(figura 6.2 pag. 171 di Pension at a Glance, e l'ultimo è riportato in OECD Pensions at a Glance 2013)
http://www.oecd-ilibrary.org/public-expenditure-on-pensions_5k3w6lspz4r0.pdf
 
[13] Evoluzione della spesa pensionistica in rapporto al Pil
Riporto le rispettive evoluzioni RGS e OCSE della Spesa pensioni/Pil (%) fino al 2035:
RGS: 2010=15,3; 2015=16,2; 2020=15,5; 2025=15,2; 2030=15,2%; 2035=15,8.
OCSE: 2010=15,3; 2015=14,9; 2020=14,5; 2025=14,4; 2030=14,5%; 2035=15,0.
http://s21.postimg.org/718ldmavr/Immagine.png%C3%B9
 
 
Post scriptum:
Sulla spesa pensionistica, dopo la sua recente intervista a Radio Anch’io, ho avuto uno scambio di email con Carlo Cottarelli, che però, sebbene le prove documentali lo smentiscano, continua purtroppo a disinformare:
 
Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832907.html
Se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria, cliccare qui sotto.
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-carlo-cottarelli-direttore.html
 
 
Articolo collegato:
 
Allego un articolo di oggi di Roberto Petrini, tra i destinatari della mia lettera, del quale rilevo solo un doppio errore, laddove scrive: “Intanto Cottarelli ha subito dopo riconosciuto che il dato del 16,5 comprende anche 2 punti percentuali di assistenza contenute nel bilancio dell’Inps (pensioni e assegni invalidità, pensioni di guerra, Tfr: si tratta di erogazioni che non dipendono né dagli anni di contributi né dalla anzianità, dunque non sono pensioni) e dunque si scende al 14,5 per cento”. Il TFR non è incluso né nell’assistenza, né nel 2% (v., sopra, il terzo punto).
 
Dialogo intorno alla previdenza, tra un rigorista e un pensionando
di ROBERTO PETRINI
09 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/09/news/policy_dialogo_previdenza_pensioni_petrini-116455537/


E-mail collegata:

La CONTROINFORMAZIONE è necessaria e quasi un dovere per me, ma è una fatica di Sisifo. Tra i media destinatari della lettera, c’era il GR Rai, il quale però nell’edizione delle 13:45 di oggi 11 giugno, su Radio3, ha diffuso una notizia infondata, per cui gli ho inviato la seguente e-mail:

grr@rai.it  11 giu 2015 - 14:44
Oggetto: Notizia infondata del GR3 delle 13:45: Corte dei Conti e welfare
Caro Direttore,
Segnalo che al GR3 delle 13:45 è stata data una notizia infondata, cioè che la Corte dei Conti, nel suo “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” (http://www.corteconti.it/in_vetrina/dettaglio.html?resourceType=/_documenti/in_vetrina/elem_0199.html),abbia segnalato la necessità della riduzione della spesa pensionistica, quando ha parlato di welfare, poiché, come ho verificato, salvo errori, dall’analisi del Rapporto, il riferimento è alla spesa sanitaria.
D'altronde sarebbe stato grave, anche se non del tutto sorprendente, che la Corte dei Conti avesse potuto partecipare all'opera di DISINFORMAZIONE sulle pensioni. Colgo l’occasione per suggerire di trasmettere a chi ha letto la notizia falsa il testo della mia e-mail che Vi ho trasmesso in data 1 giu 2015 13:51 e avente ad oggetto: Le pensioni e Carlo Cottarelli, che ho poi trascritto (con l’elenco di tutti i destinatari) nel post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria,  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html .
Cordiali saluti
V.

 

Post e articolo collegati:

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html  

Anche l’On. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, se n’è accorto.


(AdnKronos) - “La spesa pensionistica in relazione al prodotto interno lordo va calcolata bene”. Lo ha segnalato Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro, a margine del convegno sul 4° Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano organizzato oggi da Itinerari Previdenziali alla Camera. “Non possiamo più accettare questo dato dell’Istat - ha sottolineato - che parla di un 16% quando in realtà in quel conteggio abbiamo anche la parte assistenziale, ma, ancor più grave, la parte relativa alle tasse che si pagano sulle pensioni. Su 217 miliardi ne abbiamo 50 di tasse che vengono restituiti allo Stato. Se noi agiamo sul netto depurando la spesa pensionistica, ci accorgiamo che la percentuale cala all’11,5%. Siamo allineati con il resto dell’Europa”. In realtà, ha chiarito, “questi attacchi reperiscono risorse che vanno a debito non tanto per tenere in equilibrio il sistema. L’assistenza, anche questa va esaminata a parte, ha bisogno di essere monitorata perché può sfuggire al controllo. Ci sono molte asimmetrie che la legislazione dovrebbe in qualche modo mettere in ordine”. (Ada/AdnKronos)

link sostituito da:



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http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html
 


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La morsa che innervosisce Renzi

 
MarcoBracconi  -  3 GIU 2015
Se Renzi guarda l'Italia
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2015/06/03/9293/
  

Analisi condivisibile. Ma, ripeto: Renzi non è attrezzato intellettualmente per strategie dotte e lungimiranti. Egli ha la cultura e la psicologia del bravo venditore porta a porta, della corrente manipolatoria.[1] E, soprattutto, è un Edipo nato e pasciuto,[2] quando deve raggiungere i suoi obiettivi che considera prioritari. 

Egli è, come i suoi predecessori, stretto in una morsa: da una parte (come ha pensato di fare all'inizio del suo mandato), vorrebbe attuare una politica economica espansiva dopo una depressione durata in pratica 7 anni, che gli farebbe fruttare molti consensi, ma che abbisogna di risorse ingenti; dall'altra, arresosi, all'esterno, al niet del duo massonico reazionario Merkel e Schaeuble (come ha fatto anche il massone e mediocre Hollande), [3] e non ardendo prendere i soldi, all'interno, a coloro che, dopo manovre finanziarie correttive sesquipedali e molto inique (in gran parte di Berlusconi, in parte di Monti, in piccolissima parte di Letta),[4] li hanno: il 5% più ricco delle famiglie, irretito dal massone e prudente Padoan, ha sposato la causa dei ricchi e degli industriali e cerca di barcamenarsi, supplendo con molta propaganda alla carenza - oggettiva e inevitabile - dei risultati. 

E' questa situazione scomoda che gli fa perdere lucidità e, abbinata al dato caratteriale, lo induce a scelte autolesionistiche (vedi il rapporto muscolare con la minoranza interna o la riforma della scuola con un'impronta managerial-efficientistica, che cozza platealmente con un mondo mammone-femminile-ameritocratico, o la questione dei pensionati, entrambi bacini elettorali tradizionali del PD). Aggravato tutto questo dalla sua terribile inclinazione alla menzogna, esiziale per un leader di (centro)sinistra.

La nobilitade di Renzi (l'ho scritto nel mio blog mesi fa)[5] si parrà in campo economico. Ma dovrà avere il coraggio di fare scelte necessarie ma molto scomode per l'establishment europeo e/o nazionale. Difficilissimo, ma non impossibile. Altrimenti - temo - sarà una lenta agonia per lui e il Paese.

 
[1] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
 
[2] Renzi non è Telemaco ma Edipo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816207.html
 
[3] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
 
[5] La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html

 
 
Appendice
 

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Jane 3 giugno 2015 alle 14:00

@magnagrecia7: lei scrive sulla riforma della scuola:..con un'impronta che cozza platealmente con un mondo mammone-femminile-ameritocratico...lei non ha nemmeno idea di cosa sarebbe la scuola senza il femminile e senza le donne tra i nostri ragazzi. Mandate pure avanti solo gli uomini, così come é accaduto ancora nel voto delle regionali; legga le statistiche della corruzione: i maschi sono antropologicamente avvezzi alla corruttela e agli affarismi dai tempi di Cesare..le donne rimediano quando possono, anche nei luoghi di lavoro gliel'assicuro. Fortunati quelli che leggono il suo blog

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 15:15

@Jane (3 giugno 2015 alle 14:00)
Credo ne abbiamo già discusso in HP. La mia tesi è questa: noi siamo frutto, in parte, dei geni, e in parte (maggiore) dell’interazione con l’ambiente - nell’ordine: familiare, scolastico e sociale -, cioè dell’educazione, segnatamente nel primo periodo della vita (dalla gravidanza all’adolescenza), che è quello maggiormente formativo. Il fulcro dell’educazione familiare è la donna-mamma. Il corpo docente, in particolare nei primi gradi, è prevalentemente femminile. La società – la politica - è controllata prevalentemente dai maschi, ma il danno ormai è fatto. Corollario ( = conseguenza logica): se gli Italiani sono mammoni, indisciplinati, ameritocratici, lamentosi e corrotti, la colpa maggiore è delle donne-mamme, soprattutto, e delle insegnanti.
Vincesko

 

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lorenzollp 3 giugno 2015 alle 12:20

Fino a quando non si avra' il coraggio di perdere dicendo cose giuste (per vincere o perlomeno cambiare il domani) lo scivolamento a destra di questo paese continuera' ininterrotto. Come insegui posizioni di destra vinci una volta poi senza il coraggio di cambiare davvero.. ti ritrovi che piace addirittura di piu' una destra xenofoba. Succede in tutta europa il riformismo non esiste piu': esiste solo il rincorrere logiche di potere (economico) sempre piu' autoritarie. Logiche autoritarie che impongono il successo con la menzogna prima ancora che la verita' spacciando il benessere di pochi come quello di molti. La menzogna e' la cifra di Renzi. Oggi twitta l'istat che ci dice che sono aumentati gli occupati senza dire fino fondo dove e come. Infatti nel suo documento Istat dice testualmente " Al calo degli occupati nelle classi di età 15-34 anni e 35-49 anni (-1,7% e -1,4%, rispettivamente), continua a contrapporsi la crescita degli ultra 50enni (+5,3%)". Ecco questo e' "merito" delle grandi riforme di Renzi o della Fornero che ritarda l'andare in pensione? Questo e' un bene ? Ecco una politica piu' credibile dovrebbe porre piu' domande che false verita' prima ancora di dare risposte o rispostucole sbagliate. Altrimenti vincera' Salvini o peggio con risposte sbagliate inumane e di corto respiro ma che risultano piu' verosimili che le bugie imbellite di retorica.

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 14:53

@lorenzollp (3 giugno 2015 alle 12:20)
Anche tu sei vittima della interessata e scandalosa DISINFORMAZIONE del furbo, mendace e fintamente paranoico Salvini (e di quasi tutti gli altri, persino della professoressa Fornero): il pensionamento lo ha ritardato più Sacconi (DL 78/2010) che la Fornero (Dl 201/2011).
Vincesko

 

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Luciano 3 giugno 2015 alle 14:37

Vorrei proporre una riflessione: 4 candidati maschi del PD, di cui 2 personalità piuttosto autoritarie come De Luca ed Emiliano, hanno vinto. La Marini in Umbria ha fatto un risultato assai mediocre, rispetto alle,tradizioni della sinistra in quella regione, simili alla vicina Toscana dove Rossi ha vinto a mani basse. Le due candidate donne in Veneto e Liguria, opposte a due uomini della,destra, hanno perso alla grande. Ecco: non ci sarà anche una componente maschilista forte nel voto degli italiani, con cui fare i conti?

 

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magnagrecia7 3 giugno 2015 alle 15:31

@Luciano (3 giugno 2015 alle 14:37)
Sia la popolazione che l’elettorato, in Italia, sono costituiti in prevalenza da femmine.
In Italia, in particolare al Sud, vige il matriarcato e una sorta di divisione tacita del potere: in casa comanda la donna e fuori (politica, economia, ecc.) comanda il maschio.
Vincesko

 

**********

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I leoni tedeschi e gli agnelli greci

 
Carlo Clericetti  -  28 MAG 2015
Grecia, come andrà a finire

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, potrebbe essere considerato l'incarnazione della macchietta del tedesco, testardo e incrollabile nelle sue convinzioni anche di fronte alla realtà che grida il contrario, se non fosse che in questo caso c'è ben poco da ridere, visto che è il politico più importante della Germania dopo Angela Merkel e il capofila di quella linea di politica economica che sta distruggendo non solo la Grecia, ma la stessa Unione europea. Mentre la preoccupazione per quello che un mancato accordo può provocare serpeggia sui mercati e tra i governi europei, Schäuble ripete per l'ennesima volta la sua ricetta in questa intervista che Die Zeit ha realizzato con lui insieme all'economista Kenneth Rogoff.
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/05/28/grecia-come-andra-a-finire/  


Il ministro Wolfgang Schaeuble, secondo il massone progressista Gioele Magaldi (cfr. il libro "Massoni"),[1] è anche - e forse soprattutto - il Maestro Venerabile della UR-Lodge (loggia sovranazionale) reazionaria "Der Ring", dove sono stati iniziati anche Mario Draghi, presidente della BCE, e Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank.

Io faccio questi riferimenti al libro “Massoni”, ovviamente non per pubblicità, ma perché lo ritengo un punto di vista intrigante.

Dopo Wolfgang Schaeuble, ecco la socialista Christine Lagarde, che a differenza del socialista Moscovici ritiene l’accordo ancora lontano.

Ricavo dal libro “Massoni”: Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa, politica, direttrice del FMI dal 2011 [in sostituzione di Dominique Strauss Khan, probabilmente vittima di un complotto],[2] affiliata alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”, che sono due UR-Lodge reazionarie, e la prima la più potente tra di esse.  

Sul caso Grecia, riporto questo primo articolo: 

Atene: "Un accordo entro domenica o conseguenze non solo finanziarie per la Ue"
Il portavoce del governo Tsipras in pressing sui creditori: "L'intesa è vicina". Lagarde è prudente: "Resta molto da fare". E fonti Ue escludono che si possa concludere entro il 31 maggio. Varoufakis torna a chiedere la ristrutturazione del debito ellenico. Moscovici: "Intesa fatta al 75%"
di ETTORE LIVINI
28 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/05/28/news/atene_un_accordo_entro_domenica_o_conseguenze_non_solo_finanziarie_per_la_ue_-115465602/ 

In effetti Christine Lagarde non è socialista (ero convinto lo fosse poiché fu scelta in sostituzione del socialista Strauss-Kahn), ma appartiene all’UMP,[3] il partito di centrodestra, che ha come presidente Nicolas Sarkozy, anch’egli massone, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Geburah”, alla “Atlantis-Aletheia”, alla “Pan-Europa” e alla “Hathor Penthalfa”, fondata da Bush padre, tutte logge reazionarie. 

Segnalo quest’altro articolo, con due avvertenze: 1) la lettera della BCE al governo italiano è del 5.8.2011, non 2012; 2) la Grecia è stata sotto la dominazione ottomana per 300 anni (fino all’inizio del XIX secolo).[4] Lessi in un libro che questo ha provocato una cesura rispetto all’eredità culturale della Grecia classica, maggiore di quanto sia successo in Italia, almeno nei ceti più colti. 

Vi spiego cosa divide davvero Grecia e Germania
28-05–2015  Guido Salerno Aletta
http://www.formiche.net/2015/05/28/vi-spiego-cosa-divide-davvero-grecia-germania/ 

E quest’altro ancora: 

Il Fmi attacca le regole europee che nessuno rispetta
di MAURIZIO RICCI  30 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/05/30/news/germania_fmi_euro-115642769/ 

desertflower 30 maggio 2015 alle 13:10
Mi permette Carlo un guizzo di orgoglio personale? Sì perchè il mio post precedente attribuiva al FMI il merito di mantenere la Grecia in Europa. Beh, l'articolo di Maurizio Ricci riferisce la critica che Mme Lagarde fa all'UE sulle "regole economiche" che invece di risolvere "creano" problemi. E che grosso aiuto questa critica dev'essere per tutti i PIIGS!

Solo per la precisione. Non escludo che sia un gioco delle parti e/o che la direttrice Lagarde gli abbia dato l'imprimatur, ma si fa presto a dire Mme Lagarde, come se costei fosse acquisita, sotto l'influenza del peraltro dimissionario Blanchard, definitivamente alla causa dell'antiausterità. Qui, poi, si tratta di vincere facile, confutando la pletora di regole e indicatori "stupidi", che per di più rispecchiano lo stravolgimento, oltre che dei principi tecnico-economici (e va bene, qui siamo nel campo della contrapposizione ideologica), anche della logica, della lingua e perfino del buonsenso, a cui ci ha abituato da tempo l'UE.[5] E della loro applicazione "politica", dettata dal Paese egemone, la Germania. Aggiungo che talvolta il FMI ancora oggi predica bene e razzola male. Allego il report citato nell’articolo di Maurizio Ricci, tratto dal sito del FMI: 

Don’t Rule it Out: Simplifying Fiscal Governance in Europe
Posted on May 29, 2015 by iMFdirect
By Petya Koeva Brooks and Gerd Schwartz
http://blog-imfdirect.imf.org/2015/05/29/dont-rule-it-out-simplifying-fiscal-governance-in-europe/ 

Nel paper ivi allegato, oltre ai nomi degli autori, ci sono i nomi del Director of the Fund’s Fiscal Affairs Department, Vitor Gaspar, portoghese, e del Deputy Director of European Department, Poul M. Thomsen, danese, e c’è, per quel che vale, un bel disclaimer. Infatti, vi si legge: 

INTERNATIONAL MONETARY FUND
European Department in collaboration with the Fiscal Affairs and Research Departments
Reforming Fiscal Governance in the European Union
Prepared by Michal Andrle, John Bluedorn, Luc Eyraud, Tidiane Kinda, Petya Koeva-Brooks, Gerd Schwartz, and Anke Weber1
Authorized for distribution by Vitor Gaspar and Poul M. Thomsen
May 2015
DISCLAIMER: Staff Discussion Notes (SDNs) show case policy-related analysis and research being developed by IMF staff members and are published toelicit comments and to encourage debate. The views expressed in Staff Discussion Notes are those of the author(s) and do not necessarily represent the views of the IMF, its Executive Board, or IMF management.
 
Infine, riporto la lettera di Alexis Tsipras a Le Monde:

Alexis Tsipras: « Non à une zone euro à deux vitesses»
LE MONDE | 31.05.2015 à 15h36 • Mis à jour le 01.06.2015 à 13h29 | Par Alexis Tsipras (Premier ministre de la Grèce)
http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/05/31/alexis-tsipras-l-europe-est-a-la-croisee-des-chemins_4644263_3234.html 

La lettera di Tsipras fa una fotografia fedele della situazione e delle responsabilità passate e presenti.
Chi ha paura della verità? Di solito gli imbroglioni. In passato, i leoni (tedeschi) e gli agnelli (greci) hanno imbrogliato a man bassa.[6] Purtroppo, in UE, i leoni imbroglioni manovrano il cordone della borsa, di tutti. E fanno anche la lezione agli altri e dettano i compiti, a tutti tranne che a se stessi.[7]

 
[1] Massoni - Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle ur-lodges
http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/massoni-9788861901599.php
 
[2] Ricostruzione de L’affaire Dominique Strauss-Kahn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763669.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/ricostruzione-de-laffaire-dominique.html
 
[3] Christine Madeleine Odette Lagarde, nata Lallouette (Parigi, 1º gennaio1956),è una politica e avvocato francese, esponente dell'UMP.
http://it.wikipedia.org/wiki/Christine_Lagarde

[4] Grecia http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia  
 
[5] Stravolgimenti europei
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821282.html
 
[6] Fare man bassa
http://www.dizionario-italiano.it/linguamadre/articolo.php?art=381

La cattiva memoria dei benpensanti sul caso Grecia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829114.html
 
[7] Grecia, vertice di emergenza a Berlino. Ma senza Tsipras
02 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/02/news/grecia_vertice_di_emergenza_a_berlino-115844285/
 
L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html
 
Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html
 
 
Post collegati
 
Mario Draghi e Jens Weidmann
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825389.html
 
UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html
 
Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828656.html

 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/i-leoni-tedeschi-e-gli-agnelli-greci.html 



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