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Rio2016, Tamberi, Pellegrini, Del Core e il caso Schwazer


Pubblico con un certo ritardo questo mio post, ma lo faccio volentieri per segnalare il caso di Alex Schwazer,[*] il campione di marcia altoatesino, medaglia d’oro della 50 Km alle Olimpiadi di Pechino 2008, squalificato per doping una prima volta nel 2012, condanna acclarata dall'ammissione dello stesso atleta, che per quello ha subito e già scontato una squalifica di 3 anni e 9 mesi; risqualificato nel 2016 per un unico episodio molto controverso di supposto doping che sarebbe avvenuto nel gennaio dello stesso anno, sul quale raccomando di guardare la video-inchiesta e l’articolo di Repubblica. Come conferma l’articolo collegato, ci saranno sicuramente degli sviluppi in sede giudiziaria.



RIO2016: TAMBERI, PELLEGRINI, DEL CORE VINCONO LE OLIMPIADI DELLE PAROLE A CASO

19 agosto 2016



Premesso che sono all’estero e non ho la tv, sono abbastanza d’accordo, in particolare per Gianmarco Tamberi (soprattutto sulla seconda sua dichiarazione su Schwazer), ma con due aggiunte fondamentali:

la prima, che gli atleti maggiormente in vista sono dei ragazzi, spesso un po’ mammoni e permeati di cultura cattolica nazionale incline alla colpevolizzazione, e quindi ipersensibili e insofferenti alle critiche;

la seconda, che i giornalisti italiani, in particolare quelli del calcio (che poi evidentemente hanno fatto scuola, v. Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2814153.html oppure, se in avariahttp://vincesko.blogspot.com/2015/07/lettera-fabrizio-bocca-di-la-repubblica.html), sono spesso incompetenti, spietati e disfattisti del giorno dopo, quando si perde, difetto che mi sembra molto italiano; clamoroso l’esempio recentissimo del titolo spietato dei giornali dopo la sconfitta in finale olimpica del duo di beach volley: “KO dell’Italia”. E, invece, nessuno è perfetto.

Peraltro, neppure l’Autore dell’articolo...

Citazione1: “il bronzo se l’aggiudica il capitano della nazionale di pallavolo femminile Antonella del Core”. Perché non ‘capitana’? http://www.treccani.it/vocabolario/capitana/.

Citazione2: “le subordinate le devi murare dal gran che sono”. ?!

Citazione3: “che per inciso, non fu molto patriottica”. O manca la virgola prima di ‘per inciso’ o è di troppo quella dopo ‘inciso’ http://www.manuscritto.it/punteggiatura.htmlhttp://www.treccani.it/enciclopedia/casi-dubbi-nella-prontuario-punteggiatura_(Enciclopedia-dell’Italiano)/.

Citazione4: “che la portò diciassettenne, alla ribalta”. O manca la virgola prima di ‘diciassettenne’ o è di troppo quella dopo ‘diciassettenne’.

Citazione5: “acquistare visibilità più che per i suoi allori, per gli strali moralistici contro Alex Schwazer”. Manca la virgola dopo ‘visibilità’.

Citazione6: “Greg che forse lo vedeva dal vivo per la prima volta, sfodera un sorriso di circostanza”. Manca la virgola dopo ‘Greg’.


Post Scriptum

Per seconda dichiarazione di Gianmarco Tamberi intendevo quella rilasciata a Rio de Janeiro sull’accusa a Schwazer di doping del 2016 (la supposta positività di Alex Schwazer al controllo antidoping dell'1.1.2016). Questo servizio di Repubblica (che merita, a mio avviso, una lode) sembra dimostrare che si è trattato di una macchinazione ai danni di Alex Schwazer. Secondo me ci sono tutti gli elementi - irregolarità formali e sostanziali, illogicità dell'atto - per pensarlo.



Articolo collegato:


Schwazer, Nas sequestrano test volontari. ''Nessun valore fuori dalla norma''

I Carabinieri hanno prelevato all'ospedale San Giovanni gli esami effettuati durante il periodo in cui il marciatore si è allenato a Roma

di EUGENIO CAPODACQUA

26 agosto 2016


Aggiornamento

Atletica, doping; caso Schwazer: condannati i medici Fidal

Il tribunale di Bolzano ha condannato a due anni ciascuno Pierluigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, nove mesi per Rita Bottiglieri. Per tutti e tre l'accusa è di essere a conoscenza dell'uso di sostanze da parte dell'ex marciatore e di non aver denunciato i fatti. Una sentenza storica

-  25 gennaio 2018



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Dialogo n. 5 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: Isis


Dopo il Dialogo n. 1,[1] il Dialogo n. 2,[2] il Dialogo n. 3[3] e il Dialogo n. 4,[4] riporto la quinta e ultima discussione svoltasi nel sito NoisefromAmerika, tra me e il titolare del blog, il prof. Michele Boldrin, sul tema dell’Isis o Daesh o Is, in calce a questo articolo:

Hillary Clinton e l'Isis. Una bufala e molto di più

8 agosto 2016  giovanni perazzoli

Dopodiché mi sono cancellato dalla loro newsletter, dandone le motivazioni nel mio commento intitolato "Il frate assassino de 'Il nome della rosa'".


Aggiornamento del 23.08.2016: il sedicente liberale, irascibile e permaloso prof. Michele Bordin ha provveduto a cancellare altri 8 commenti, da quello mio, avente come titolo "Censura", in giù.



  Francesco 8/8/2016 - 14:02

Ottimo articolo, complimenti. Aggiungo che in un talk show nostrano si era fatta una ulteriore confusione con una intervista in cui la Clinton parlava dei finanziamenti americani all'ISI, cioè i servizi segreti pakistani, nei primi anni '90 (finanziamenti finiti poi ai talebani e forse ad Al Qaeda), come prova del supporto USA all'ISIS attuale... povero giornalismo!


  Andrea D. 8/8/2016 - 15:27

Credo sia chiaro che Obama voleva il rovesciamento di Assad. Gli Stati Uniti, però, non hanno avuto la forza e/o il coraggio di sostenere apertamente e massicciamente i ribelli e Assad ha resistito. Quando l'ISIS ha preso piede in Siria Obama e la Clinton hanno, a mio avviso, visto la grossa opportunità che questi ultimi facessero il lavoro sporco portando alla sconfitta di Assad, cosa che poi avrebbe giustificato l'intervento aperto degli USA per cacciare i terroristi e mettere al loro posto un governo di proprio gradimento. Per cui, probabilmente è vero, la Clinton e Obama non hanno creato l'ISIS ma hanno permesso loro di prendere piede in Siria. Questa è la loro responsabilità che, anche se non è stata un finanziamento diretto, è stata, pur sempre, un sostegno indiretto.


  michele michelotto 8/8/2016 - 21:39

La Clinton gia' dice che ISIS e' nato per riempire un vuoto causato da una azione poco incisiva contro Assad. Dire che loro sono responsabili all'ISIS di prendere piede e' tutto un altro discorso. Allora e' responsabile in egual misura anche l'Italia, l'Europa, la Russia, Israele e chi altro vuoi metterci


  michele boldrin 8/8/2016 - 23:08

Grazie Michele. 

Il signor Andrea D. non si rende conto che il suo argomento e' vuoto, oltre che basato su pregiudizi. E' colpevole anche lui, che non e' partito a combattere ISIS.

Ed e' colpevole, soprattutto, di fare supposizioni-bufala prive d'ogni prova (che gli USA abbiano permesso a ISIS di prendere piede) basate sull'idea che gli USA avrebbero potuto/dovuto spedire il loro esercito in Siria a combattere ISIS sul terreno ... senza chiedere il permesso ad Assad! 


  Andrea D. 9/8/2016 - 15:10

Sbaglio o dopo l'intervento di Putin le cose stanno cambiando e l'ISIS perde terreno? Ma forse avete ragione voi e si tratta solo di una fortuita coincidenza, anzi è merito della Clinton (sicuri?).

 L'Europa è responsabile? L'Europa è nulla, non ha peso e spina dorsale, nei fatti conta solo a chiacchiere, cioé non conta niente. C'è, di tanto in tanto, qualche alzata d'ingegno di qualche Paese, uno a caso la Francia, che, per interessi di parte, fa più danni che altro (Libia?). Gli altri dietro come perocoroni con i nostri radical chich a fare da coro: in Libia c'è la dittatura (ma va? Da quando? Vogliamo contare i Paesi in cui non c'è la democrazia?) e bisogna cacciare il malvagio dittatore! L'azione, lì, è stata incisiva, o sbaglio? Gheddafi è stato abbattuto e adesso in Libia c'è la democrazia, l'ISIS non esiste (perché, come dice saggiamente la Clinton, non c'è stato il vuoto da riempire) ed è il Paese dei balocchi, giusto? Sarà ... o forse no?


  Marco 12/8/2016 - 12:04

Assad andava rovesciato perchè è un dittatore che usa armi chimiche contro il suo popolo. Mi ricorda un tizio iracheno (en passant, nel "liberato e democratico" Kuwait può attualmente votare il 10% della popolazione).

E' sempre vacuo "dare la colpa alla superpotenza" però è perfettamente accettabile che ogni psicopatico del globo sia affiliato all'ISIS ed al suo mitico califfato.

Si rende conto che sono entrambe fesserie, manicheismi: la realtà dei fatti non viene mai affrontata e si chiede sempre "da che parte stai?".

E' un meccanismo semplice, come i "gufi" che remano contro l'economia italiana.

Saluti


  Andrea D. 12/8/2016 - 16:50

Assad usava armi chimiche contro il suo popolo? Questo secondo l'intelligence americana (sicuro? Anche in Iraq sono andati sulla scia dell'arsenale di armi di distruzione di massa che poi non è mai stato trovato, ma se lo dice il duo Obama/Clinton ...). Forse chiedersi a chi avrebbe giovato, da un punto di vista geopolitico, la rimozione di Assad e perché gli USA non hanno potuto intervenire direttamente in Siria come hanno fatto in Iraq sarebbe più proficuo, o no? Questo era noto all'amministrazione Obama/Clinton, a meno che non siano dei completi ritardati mentali, prima di appoggiare (timidamente, come dice la Clinton) la rivolta e, ribadisco, l'arrivo dell'ISIS in Siria ha rappresentato per loro un insperato aiuto nel rovesciamento del governo in carica, inutile nascondersi dietro un dito. Per il resto, come ho già detto, l'ISIS c'è anche in Libia e lì l'intervento è stato efficace e il dittaore destituito in quatto e qauttr'otto, e quindi? Che mi dice la Clinton? Forse pensare accuratamente alle conseguenze prima di muoversi su terreni tanto instabili sarebbe più proficuo.

L'ISIS recluta terroristi suicidi e qualche psicopatico è, probabilmente, più facile da reclutare che altri, per cui non tutti gli psicopatici possono essere affiliati all'ISIS, qualcuno magari militerà anche nel Nuovo Partito Nazista, ma non c'è motivo, se non il caldo d'agosto, per non ritenere che l'ISIS sfrutti, abilmente, questa gente avendone la possibilità.

Non credo ci siano gufi che remano contro l'economia italiana (la gente che si taglia gli attributi per far dispetto alla moglie, checché ne dica Renzi, non abbonda), non ci sono complotti internazionali della perfida Germania o degli ottusi burocrati di Bruxelles contro la florida (???) Italia, ci sono, però, governi non all'altezza che prendono decisioni sbagliate per meri fini di consenso elettorale. L'importante è non confondere i gufi con gli allocchi anche se si somigliano molto.


  michele boldrin 12/8/2016 - 18:57

che viene qui a fare propaganda per Putin?

Sei per caso uno dei tanti che Putin paga?

Nome, cognome ed identificazione. Altrimenti vai altrove, grazie.

Leggere affermazioni del genere mentre la coppia Assad-Putin sta massacrando da settimane i civili di Aleppo (non ISIS, Aleppo) non e' accettabile.

P.S. Per farsi una idea, in real time, di quello che succede sul terreno in Siria e paraggi, basta andare qua. http://syria.liveuamap.com/en/2016/12-august-islamic-state-group-abducts-around-2000-civilians


  maicolengel 9/8/2016 - 01:31

Non è che ci si è ispirati a quest'articolo qui? http://www.butac.it/hillary-clinton-e-lisis/   pubblicato oltre un anno fa...


  giovanni perazzoli 10/8/2016 - 20:25

No, non mi sono ispirato a questo link che non conoscevo e che è comunque diverso. L'articolo l'ho scritto diverso tempo fa, l' ho anche proposto (più di un anno fa) al Corriere e a La Stampa attraverso due amiche giornaliste. Prima ancora ho polemizzato su internet sulla curiosa "notiziona" . Ho ritirato fuori l'articolo sollecitato da una discussione tra amici su facebook. Ma non mi pare che qui il punto fosse quello di fare uno scoop...per smascherare i complottisti! Proprio il contrario: il punto è che bastava un controllo elementare della fonte (che ho letto nei commenti, altri hanno fatto per proprio conto) per smascherare la balla: insomma era facile facile. E nonostante questo ancora oggi si legge che Hillary Clinton avrebbe detto, avrebbe ammesso ecc. ecc.


  Fabio Ghia 12/8/2016 - 11:54

Non mi esprimo sulla validità o meno della critica espressa nell'articolo. Nel senso che nel contrare una "bufala" non si ottiene altro che il nulla. Cioè volendo essere positivi, come mi sembra abbia vouto il Prof. Perazzoli, il risultato è un tentativo per annullare il giudizio di coinvolgimento della Clinton nella nascita dell'ISIS. Usando, però, solo fonti giornalistiche non si è fatto altro che deviare l'attenzione del lettore da una fonte giornalistica (screditata) a una seconda che, comunque, continua a lasciare in essere dubbi e perplessità. 

Per contro, gentile Professore, io sono dell'idea che se coinvolgimento dell'Amministrazione Obama (nonsolo della Clinton!) sul fronte Islamico c'è stata in Medio Oriente e in Mediterraneo (cosa che potrebbe provare anche il supporto alla nascita di Al Qaesda Iraq, poi divenuta ISIS), per approfondire questo argomento bisognerebbe risalire ai rapporti Usa-Arabia Saudita e a chi ha supportato e finanziato (oltre che la nascita di Al qaeda e quella in Iraq) le forze islamiste in Siria. Per non parlare dei Fratelli Musulmani (egiziani, libici e tunisini), la cui sede ufficile ancora oggi è a Ryhad!  Purtroppo quanto sta avvenendo in Mediterraneo allargato non è altro che , con estreme possibilità di stravolgimenti epocali sul piano internazionale (si pensi solo a quanto sta accadendo, dal punto di vista approccio organizzativo/istituzionale, in Europa o nella NATO, OCSE etc.), il risultato di una professione di fede (l'Islam) che si è attualizzata sotto forma di "ideologia" (islam ortodosso e deviato) che, nel bene e nel male, dal febbraio 2009 ha trovato nel Presidente Obama il suo più valido sostenitore esterno (discorso del Cairo alla comunità islamica).  per dare risposte certe ai questiti posti in essere giornalisticamente parlando, basterebbe dare un'occhiata ai verbali CIA delle riunioni (in particolare quelle del novembre 2011 e del settembre 2012- prima dell'uccisione dell'ambasciatore USA inLibia, peventive al processo di pace ONU, poi naufragato nel nulla) tenutesi a Doha e Riyhad, cui erano presenti anche rappresentanti UK, Francia e Germania (solo a Doha) sugli appoggi all'opposizione islamista siriana.  

Io, comunque, sono profondamente convinto che l'attualtà del conflitto interno ed esterno all'Islam, trovi le sue radici nel pensiero di Al Ghazali (filosofo/teologo musulmano del XI secolo). Tra l'altro ho scritto molto su questo argomento, non ultimo un articolo per nfA (che è ancora in giacenza in redazione, non so perchè!) e un capitolo intero di "Europa Latitante" (libro a mia firma) di cui riporto di seguito una sintesi giornalistica:  http://www.opinione.it/esteri/2015/12/24/2015/12/23/ghia_esteri-24-12.aspx 

Si, caro Professore, io credo molto nel vulnus Filosofico come chiave di lettura di tutte le guerre e i drammi che stiamo vivendo. Continuo a chiedermi il perchè un certo Ibn Rushd (Averoè), teologo musulmano, ha indicato la strada verso la Democrazia e di questa se ne è impossessata la filosofia occidentale, dando corso all'illuminismo e a tutto ciò che ne è seguito, mentre, grazie a Al Ghazali l'Islam si è autocondannato all'IMMOBILISMO!

Lei che oltre a essere uno storico di primo piano, non crede che sia il caso di tirar fuori anche la sua natura da Filosofo, per iniziare a dare risposte sensate a tutti gli "intrighi" (volgarmente "casini") internazionali cui l'ignoranza della Democrazia per eccellenza (gli Stati Uniti) ci hanno portato sino a oggi, con certezza che (sempre per ignoranza!) continueranno a farlo?


  Vincesko 12/8/2016 - 23:18

Perché avete cancellato "vigliaccamente" il mio commento? Frequento poco, ma è la prima volta. E non vedo il motivo. 1. Non era pubblicità del libro, che ho dovuto doverosamente citare come fonte. 2. Segnalavo un fatto: non tanto la supposta affiliazione massonica di Al Baghdadi da parte della Super Loggia guerrafondaia «Hathor Pentalpha» (evento difficilmente verificabile, salvo che nessuno finora dei tantissimi nomi elencati nel libro come appartenenti alla Massoneria, anche famosissimi, ha smentito, pena lo sbugiardamento documentale pubblico minacciato dall'autore del libro, maestro venerabile massonico), ma che sia stato scarcerato (evento verificabile) in concomitanza con la supposta affiliazione. 3. Che gli USA, per i quali presumo abbiate simpatia, siano stati restii a contrastare l’Isis mi pare inconfutabile, sia sulla base del numero degli interventi giornalieri di contrasto, sia sulla base della loro efficacia-efficienza (le colonne di soldati e di tir pieni di petrolio quasi giornalieri dell’Isis – come attestato dai Russi (a me, peraltro, non particolarmente simpatici) - sfuggivano sistematicamente alla loro occhiuta rilevazione satellitare?), sia sulla base della impressionante progressione territoriale dell’Isis, oggettivamente inspiegabile per un gruppo terroristico. Allora - qualunque sia stato il motivo - non siete migliori del censore (preventivo: segno di vigliaccheria) Bagnai.

PS: So che voi, come Bagnai, siete permalosissimi, segnalo che "vigliacco" nel primo caso è tra virgolette.


  dragonfly 13/8/2016 - 00:02

perchè?! per il poco che conosco di questo blog, direi che hanno cercato di evitarti una figuraccia. invano, vedo.


  michele boldrin 13/8/2016 - 12:31

Troppi troll anonimi che scrivono balle a cazzo e sono o ben cosi' stupidi da non capirlo o ben cosi' in mala fede da fregarsene. 

nFA non e' nata per lasciare spazio a gente di questo genere. Quindi prenderemo provvedimenti.


  Vincesko 13/8/2016 - 23:53

Metto insieme le due risposte perché ho un solo commento a disposizione.

@dragonfly

?! Sei stato temerario a violare il divieto impartito dalla Redazione Suprema, famigerata per applicare le sanzioni alla rovescia, di dialogare con me. Ma, francamente, potevi farne a meno. Hai scritto una fesseria gratuita e maleducata da adepto-boccalone (ho constatato che, per solito, sono i boccaloni che accusano gli altri di complottismo), che ha in uggia la Massoneria e – pare - la psicoanalisi… Sei anche recidivo. Ripeto: mi spiace, io sono miscredente (cfr. discussione in http://noisefromamerika.org/articolo/illusione-keynesiana), come si poteva arguire facilmente anche dal titolo semischerzoso che avevo dato al commento censurato: “Ambasciator non porta pena: Cherchez Al Baghdadi”, di un articolo che vuole vincere facile, omettendo lo scarsissimo impegno anti-Isis dell’Amministrazione Obama-Clinton, che è un fatto. Ma a te anche i fatti “antipatici” sono in uggia, vero?

PS: Per chi non lo avesse capito, ho usato l’avverbio “vigliaccamente” in senso ironico, dopo aver letto il commento – as usual - sopra le righe di Michele Boldrin.

***

@michele boldrin

La tua incontinenza verbale – te l’ho già detto - è un brutto indizio. Parlane con qualcuno.

“Ripeto”? Non stavi parlando con me.

Ripeto: la fonte è verificabile indirettamente, dall’assenza assoluta di querele da parte delle centinaia di nomi, anche famosi, italiani e stranieri, elencati come affiliati alla Massoneria e taluni autori di “misfatti”, in quasi 2 anni dall’uscita del libro. Il problema dell’Isis, come ho scritto, non può essere circoscritto alla questione della supposta ammissione della Clinton, che d’acchito è una fola talmente grossa che si smentisce da sé. Mi è sembrato utile fornire una chiave di lettura complementare, con tutti gli stralimiti e le strariserve del caso, della strana inerzia degli USA contro l’Isis, portando il focus sul capo dell’Isis, se non altro, come uso fare abitualmente quando ne so poco, per farla confutare. Il libro, secondo l’autore, avrà una continuazione, con altre rivelazioni.

Bagnai non mi ha mandato a quel paese. Due mesi fa, la seconda volta in 6 anni che partecipavo alla discussione – che era su Monti e sul complotto contro Berlusconi - sul suo sito, dove andavo rarissimamente (aborro le sette, di qualunque colore), con un suo adepto, mi ha censurato per 2 volte un commento, nonostante la mia rettifica (forse perché, manco a farlo apposta, citavo l’appartenenza alla Massoneria di un ex presidente della Repubblica italiana). Dopodiché, come faccio sempre in caso di censura immotivata, mi sono cancellato dalla sua newsletter, alla quale mi ero iscritto un paio di settimane prima (il 30 o il 31 maggio 2016).

Sono iscritto a NfA almeno dal 2013, vi leggo raramente, ho partecipato in 3-4 anni (le ho contate ora) a 13 discussioni. In particolare sulle pensioni, fornendo oggettivamente un notevole… valore aggiunto (per il volgo: i puntini sospensivi hanno anche senso ironico, cfr. Treccani online). Ho resistito finora perché non avete la moderazione preventiva, cosa che io apprezzo. Non ho mai attaccato nessuno, ma sono stato oggetto di attacchi gratuiti (peraltro, indizio certo di coda di paglia). Riuscirò a sopravvivere anche senza leggervi del tutto. Naturalmente, come faccio sempre, mi cancellerò dalla vostra newsletter in caso di censura immotivata. Se lo fate voi, mi evitate la fatica.


  michele boldrin 13/8/2016 - 12:36

Ti ripeto: sei anonimo e scrivi troiate a caso, del tutto non verificabili (per tua stessa ammissione) e condite di follie complottiste. 

Non fa per nFA, ci annoia e ci insozza, non so cos'altro dirti.

Tu o ben sei completamente stupido o sei in estrema mala fede. A me frega nulla di perder tempo con gente come te, non siete valore aggiunto.

T'ha mandato a quel paese anche Bagnai? Vedi, anche gli orologi rotti segnano l'ora giusta due volte al giorno! 


  Vincesko 15/8/2016 - 11:43

@michele boldrin

Aggiungo (v. "Boccaloni e incontinenti verbali"). Tu non sei stupido, anche se ti comporti talvolta da tale, sei anche fondamentalmente sincero e onesto (con qualche “strana” licenza, tipiche dei neo-liberisti, di lettura "selettiva" dei commenti, di prendere fischi per fiaschi e di proiezione), ma hai la debolezza grave di millantare competenze (quelle che fanno audience e servono al ceto dirigente…) estranee al tuo curriculum (in questo ha ragione l’“orologio” permalosissimo Bagnai), e il tuo senso di colpa (iperacuito dall’aver avuto – presumo - un papà e forse anche un nonno o uno zio troppo rompicoglioni) ti fa sbroccare abitualmente. Al netto, ovviamente, come tu ben sai, della sesquipedale fesseria (poiché questa competenza, invece, c’è nel tuo curriculum) che non ti sei accorto che nella spesa pensionistica italiana ci sono ben 90 mld di voci più o meno spurie su 280.

In altri siti (certamente non nel mio, con oltre 920.000 visualizzazioni, ancorché vi scriva poco e sia spesso in avaria, ché sono socialdemocratico, liberale e libertario e capisco le debolezze umane), verresti senza dubbio presto bannato. Anche per questo – suppongo - ti sei costruito un blog tutto tuo, in cui ammannisci al colto e all’inclita la tua ideologia strampalata, spietata e a senso unico (con qualche furbesca contaminazione dal campo avverso) al soldo dei ricchi e ti diletti a distribuire ‘ad capocchiam’ ai reprobi e ai renitenti le tue indignate spalmate e, talvolta, le tue sanzioni alla rovescia.

Se dovessi darti un suggerimento, ti direi: sii più lieve, fatti ogni tanto una liberatoria risata a cuore aperto (somigli inquietantemente al frate assassino de “Il nome della rosa”…), aggiungici qualche salutare scopata, per la cui bisogna ci sono eventualmente vari ‘aiutini’ chimici che fanno miracoli, stai solo attento alla pressione alta.

Infine, anche se, per il tuo sado-masochismo tipico dei neo-liberisti, sei troppo scarso per me, scusami, non mi va più di sopportare la tua infantile prepotenza, mi è venuta a noia; continueremo la discussione eventualmente in campo neutro e ad armi pari. Ti chiedo scusa per queste osservazioni personali, ma sono sicuro ti saranno utili. Grazie dell’ospitalità e addio (o, chissà, arrivederci).

PS: Ti informo che poco fa mi sono cancellato dalla newsletter di NfA.


  Andrea D. 13/8/2016 - 00:00

Non sono un vigliacco e non sono anonimo, lo dovresti sapere bene visto che per postare occorre registrarsi e io sono registrato con un indirizzo email perfettamente valido. Non mi paga Putin, almeno non più di quanto la Clinton paghi te. Nel caso non te ne fossi accorto, c'è in corso una guerra civile (che non ho certo voluto io, magari il duo Obama/Clinton su questo ha qualche responsabilità in più di me) e in guerra, putroppo, la gente muore, anche i civili, soprattutto se i ribelli si annidano nelle città, tra cui Aleppo (ma se si mettessero in campo aperto verrebbero spazzati via per cui questo è quanto). Muoiono civili anche quando in campo ci sono forze sostenute dagli USA come a Manbij, ci siamo? Per il resto ribadisco, e non mi pare di aver letto una tua risposta sul punto, in Libia, dove non c'è Putin e dove il crudele ditatore è stato eliminato, come siamo messi? Non mi pare che siano tutte rose e fiori, o no?


  michele boldrin13/8/2016 - 12:29

Al resto nemmeno ti rispondo: t'immagini se devo rispondere ad uno che lavora per Putin a diffondere balle giusto in calce ad un articolo che prova, appunto, come funziona la macchina fascio-putiniana della generazione di balle propagandistiche. 

Per il resto, vedremo di prendere provvedimenti.


PS:


Ecco il mio commento censurato:

Ambasciator non porta pena: Cherchez Al Baghdadi

Secondo il libro “Massoni” di Gioele Magaldi, il sedicente califfo Al Baghdadi è affiliato alla Super Loggia massonica reazionaria «Hathor Pentalpha» dal 2009. Barack Obama è affiliato alla Super Loggia «Maat» nel 2005, costituita da massoni progressisti e neoaristocratici moderati nel 2004 proprio per contrastare la «Hathor Pentalpha».

Riporto alcuni stralci inerenti alla Super Loggia «Hathor Pentalpha» e ad Al Baghdadi.


“FK: Sta bene. Insomma, a settembre del 2000 eravamo ormai in ansia per quello che la «Hathor Pentalpha» avrebbe potuto architettare di spaventoso e incontrollabile, se fosse riuscita a collocare il suo candidato ormai scoperto alla presidenza Usa. FCI: Alludi a George W. Bush? FK: E a chi se no? Fu iniziato in tutta fretta alla Ur-Lodge istituita formalmente in quello stesso anno. La superloggia della vendetta e della sete di sangue, messa in piedi ufficiosamente già quattro anni prima, dagli amici di suo padre... FJ: Cosa pensi dei due Bush, George H.W. e George W., sul piano personale? FK: Il padre è stato un massone autentico e un ottimo fratello. Un soggetto raffinato, intelligente e leale, prima dell’impazzimento dal 1992 in avanti. Per tanti anni abbiamo collaborato a meraviglia su infiniti fronti. Poi si è lasciato sconvolgere dal risentimento e dall’egocentrismo. Anche se, negli ultimi anni, ci siamo riconciliati. Il figlio, George Jr., non voglio dire che sia un cretino, ma certo non è mai stato un’aquila. Era l’uomo mediocre giusto al momento e al posto giusto, per curare l’interesse di gente come Dick e Lynne Cheney, John C. Bogle, Don Rumsfeld, Riley P. Bechtel, David J. Lesar, i Kristol padre e figlio, John Bolton e alcuni studi legali internazionali a lui riconducibili in modo palese o occulto, James Woolsey, Kenneth D. Deer, David J. O’Reilly, George P. Schultz e tanti altri fratelli statunitensi, europei e arabi della «Hathor» di cui sarò felice di descrivere vita, morte e miracoli... a tempo debito. George W. era il miglior soggetto disponibile sulla piazza per fare da schermo e portavoce delle ambizioni feroci e dissennate della «Hathor Pentalpha». Anche la famiglia Bush ha guadagnato un mucchio di soldi dal 2003 in poi e per George Sr., insieme all’orgoglio di vedere suo figlio in sella per ben due mandati presidenziali, tutto ciò ha costituito un abbondante risarcimento per le sue ambizioni deluse del 1992, quando gli preferimmo Clinton. Un risarcimento così soddisfacente che, alla fine, si permise anche il lusso di stringere rapporti amichevoli con Bill, nel corso degli anni Duemila”.

“FK: Con impressionante coincidenza simbolica e temporale, nello stesso aprile del 2013 in cui Al Qaeda Iraq mutava il proprio nome in Isis/Isil, lo storico portabandiera e massimo spaventapasseri politico della «Hathor Pentalpha», cioè il due volte presidente Usa fratello George Bush Jr. lanciava la corsa alla Casa bianca per il 2016 del fratello di sangue e di loggia Jeb. Il fratello «pentalphiano» Jeb Bush al vertice dell’amministrazione americana per guidare finalmente un credibile «scontro delle civiltà» contro un Isis/Isil che incarna molto meglio di Al Qaeda. e di altre sigle terroristiche farlocche create massonicamente in vitro, il pericolo di un integralismo radicale e orribile, contrapposto mortalmente ai valori della civiltà occidentale”.

“Riassumo. Nel 2009, finito il controllo dei guerrafondai «hathor-pentalphiani» sulla Casa bianca, stranamente costoro si preoccupano di iniziare alla loro Ur-Lodge un oscuro capo religioso membro di Al Qaeda Iraq, imprigionato come terrorista pericoloso sin dal 2004. Non appena costui cinge il suo grembiulino nuovo di zecca e conferito a fil di spada, viene anche clamorosamente liberato, destando non poco sconcerto tra i responsabili militari dell’area detentiva”.


Note


[1] Dialogo nel blog neo-liberista NoisefromAmerika su Keynes e dintorni


[2] Dialogo n. 2 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


[3] Dialogo n. 3 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


[4] Dialoghi sull’INPS che ha un buco e può fallire



Articolo collegato:


L’irascibile e turpiloquente Michele Boldrin era totalmente scettico sulla fonte del mio primo commento censurato - che avevo intitolato “Ambasciator non porta pena: Cherchez Al Baghdadi” -, il libro “Massoni”, dal quale avevo ricavato la notizia che Al Baghdadi era stato liberato da un carcere USA prima di essere affiliato alla superloggia massonica reazionaria «Hathor Pentalpha». 

Secondo il libro “Massoni” di Gioele Magaldi, il sedicente califfo Al Baghdadi è affiliato alla Super Loggia massonica reazionaria «Hathor Pentalpha» dal 2009. Barack Obama è affiliato alla Super Loggia «Maat» nel 2005, costituita da massoni progressisti e neoaristocratici moderati nel 2004 proprio per contrastare la «Hathor Pentalpha».

“[...] Riassumo. Nel 2009, finito il controllo dei guerrafondai «hathor-pentalphiani» sulla Casa bianca, stranamente costoro si preoccupano di iniziare alla loro Ur-Lodge un oscuro capo religioso membro di Al Qaeda Iraq, imprigionato come terrorista pericoloso sin dal 2004. Non appena costui cinge il suo grembiulino nuovo di zecca e conferito a fil di spada, viene anche clamorosamente liberato, destando non poco sconcerto tra i responsabili militari dell’area detentiva”. 

Sull’affiliazione, non ho conferme da altre fonti, ma sul fatto che fosse in un carcere sotto il controllo degli USA ora arriva la conferma dei media statunitensi.


Media Usa: "Al Baghdadi fu detenuto ad Abu Ghraib"

Nel 2004 tra i prigionieri del carcere iracheno, prima che scoppiasse lo scandalo delle torture Usa. Lo scrive "The Intercept", il sito online diretto da Glenn Greenwald, il giornalista che pubblicò le rivelazioni di Snowden sullo scandalo delle intercettazioni della Nsa

26 agosto 2016


Questa rottura ha avuto luogo anche nella geopolitica. La giravolta della politica americana era già evidente con l’impegno crescente degli Stati Uniti nella crisi dei Balcani degli anni ’90. Doveva tuttavia manifestarsi con forza in occasione dell’invasione dell’Iraq nel 2003. Questa invasione è stata il punto supremo raggiunto da uno scompiglio politico che si può identificare come interventismo provvidenzialista nella politica americana [11]. Questo interventismo ha aperto la via alle guerre settarie che si vedono sviluppare oggi e di cui il sedicente «Stato islamico» non è che una forma particolarmente radicale. Infatti, è noto che, per opporsi al dominio sciita sul governo irakeno, il governo americano ha suscitato una forma di opposizione armata, che ha fatto nascere l’organizzazione che si fa chiamare «Stato islamico». Il generale Vincent Desportes l’ha riconosciuto nel 2014 davanti alla commissione parlamentare per gli affari esteri, della difesa e delle forze armate:

«Chi è il dottor Frankenstein che ha creato questo mostro? Diciamolo chiaramente, perché questo ha delle conseguenze: sono gli Stati Uniti. Per interesse politico a breve termine, altri attori – di cui alcuni si atteggiano ad amici dell’Occidente –, altri attori, dunque, per compiacenza o per volontà deliberata, hanno contribuito a questa costruzione e al suo rafforzamento. Ma i primi responsabili sono gli Stati Uniti» [12].

L’Euro e il contesto internazionale

di Jacques Sapir  -  20 novembre 2016



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Critiche severe all’economia italiana da importanti giornali di Spagna, Francia, Gran Bretagna e USA


Nei giorni scorsi, alcuni importanti giornali europei ed americani (in ordine cronologico, El PaysLe MondeFinancial Times e Wall Street Journal) hanno analizzato criticamente l’economia italiana, arrivando a parlare di Italia come malata d’Europa. Vediamo allora di capire se questo severo giudizio è giustificato e, nel caso, perché.

Avanzo primario e deficit. Se c’è avanzo primario,[1] la politica economica non è espansiva, poiché sottrae risorse all’economia reale. Anche considerando il deficit[2] e quindi includendo gli interessi passivi, questi per 1/3 vanno all’estero e per il resto restano nel circuito finanziario[3] e non vanno a finanziare investimenti. Basta fare allora un’analisi comparativa del dato del deficit/Pil[4] per capire che nei 7 anni di crisi i Paesi di appartenenza dei giornali che criticano l’Italia, in particolare la Spagna e la Gran Bretagna (per gli USA il discorso è analogo, il deficit raggiunse il 10% per poi calare gradualmente), a differenza dell’Italia hanno beneficiato di una forte politica di deficit spending.

Ne discende, allora, che il giudizio degli importanti giornali è viziato almeno un po’ da ignoranza o, più probabilmente, da malafede.


Debito pubblico. Si obietta che l'Italia ha, però, un altissimo debito pubblico (che, intanto, durante la crisi è cresciuto meno che negli altri Paesi e nel lungo termine è il più sostenibile); questo è vero, ma con alle spalle una banca centrale degna di questo nome, come dimostrano gli USA, il Giappone o la Gran Bretagna, e perfino l’Eurozona a partire dal marzo 2015 (varo del QE), il debito pubblico non è un grosso problema.

Il debito pubblico, inoltre, non va ridotto in recessione o stagnazione, sarebbe una misura pro ciclica ed aggraverebbe la crisi, a meno che non lo si faccia prendendo i soldi al 5% più ricco, a bassissima propensione al consumo.


Crescita. Per le cose da fare e dove destinare i soldi, l’ho già scritto, sono d’accordo col governatore Ignazio Visco che, nella sua Relazione 2016 (sul 2015), ha chiesto “un rilancio degli investimenti in costruzioni, indirizzato soprattutto alla ristrutturazione del patrimonio esistente, alla valorizzazione delle strutture pubbliche e alla prevenzione dei rischi idro-geologici, [che] avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica”. (pag. 9). Ai quali, però, aggiungerei la green economy e un Piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità (scandalosamente carenti in Italia), da locare ad affitto sociale. Il governatore ha aggiunto: “Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti; sono importanti un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l’innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi. Se i margini oggi disponibili nel bilancio sono limitati, è comunque possibile programmare l’attuazione di questi interventi su un orizzonte temporale più ampio”. (pagg. 12-13). A parte la riduzione del cuneo fiscale, che in una crisi da domanda è una palese incongruenza, gli altri punti sono condivisibili, ma rinviati sostanzialmente alle calende greche. Ovviamente è un’eresia per Visco suggerire di prendere i soldi ai ricchi.


Conclusione. La questione, a mio avviso, va al di là delle ideologie economiche ed è di una semplicità solare: è necessario implementare una politica economica anticiclica, espansiva in periodi di vacche magre (come oggi, anzi da 8 anni!), restrittiva in fasi di vacche grasse (quindi occorre evitare gli eccessi anche del keynesismo). Come dimostrano i governi di tutti i colori: ad esempio, appunto, gli USA keynesiani, la Gran Bretagna neo-liberista, la Spagna neo-liberista, la Francia prima neo-liberista e poi sedicente keynesiana, il Giappone (destra e sinistra), tutti Paesi in cui si sono registrati durante la crisi deficit fino al 10% del Pil e aumenti del debito pubblico maggiori di quello italiano. I consumi languono sia perché chi ha i soldi è restio a spenderli, sia perché i soldi negli ultimi 20-30 anni si sono concentrati nelle fasce alte, a bassa propensione al consumo, e ridotti nelle fasce basse, ad alta propensione al consumo. Occorre perciò redistribuirli ed invece si continua a fare il contrario. Il debito pubblico non è un grosso problema se lo Stato ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome; in recessione o stagnazione ridurlo tagliando la spesa (quella italiana è globalmente in linea o sotto la media UE) o aumentando le tasse non è una priorità, anzi è esiziale, a meno che non lo si riduca mediante un prelievo straordinario sulla ricchezza del 5% più ricco delle famiglie, a bassissima propensione al consumo.


PS: Dai dati EUROSTAT relativi al deficit/Pil, si evince facilmente che la Germania, Paese leader UE e avvantaggiato dalla moneta unica, non solo si rifiuta di fare da locomotiva d'Europa come i suoi conti pubblici le permetterebbero, beneficiando i Tedeschi stessi, e la sua posizione di leadership le imporrebbe, ma vieta, attraverso la Commissione europea, a Paesi come l'Italia di fare una politica fiscale espansiva e all'Europa di fare altrettanto. Questa rigidità egoistica ed ottusa - deleteria per l'Italia - rischia di avere prima o poi, come ha avvertito il premio Nobel Joseph Stiglitz sul Financial Times dello scorso 17/8, effetti devastanti sulla tenuta dell'Unione europea.


PPS: Allego l’articolo di Joseph Stiglitz:

August 17, 2016 4:32 am

A split euro is the solution for Europe’s single currency

Joseph Stiglitz

The problems with the structure of the eurozone may be insurmountable, writes Joseph Stiglitz

Traggo dall’articolo originale di Joseph Stiglitz il passo relativo alle soluzioni (con l’avvertenza importante che egli ignora che il mandato della BCE è duale – non solo stabilità dei prezzi ma anche sostenere le politiche economiche dell’UE fissate nell’art. 3 del Trattato UE, tra cui “la piena occupazione” e “una crescita economica equilibrata” -, in particolare in deflazione o con un tasso d’inflazione EUZ sensibilmente inferiore al target, che è poco sotto il 2%):

“Le modifiche alle regole necessarie per far funzionare l'euro sono in senso economico di piccole dimensioni. Un'unione bancaria comune, cosa più importante l'assicurazione comune dei depositi; norme intese a restringere i surplus commerciali; e eurobond o qualche altro meccanismo simile per la mutualizzazione del debito. La politica monetaria deve concentrarsi maggiormente sull'occupazione, la crescita e la stabilità, non solo l'inflazione. Nel frattempo, le politiche industriali e le altre politiche devono essere orientate ad aiutare i paesi ritardatari a raggiungere i leader. Ancora più importante: un allontanamento dalla austerità verso politiche fiscali orientate alla crescita. Ma queste sembrano ben oltre le politiche di oggi dell'Europa, con la Germania che ancora va sostenendo che "L'Europa non è un'unione di trasferimenti".”.



Note


[1] Avanzo Primario Italia (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5; 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2; 2014=1,6; 2015=1,6.


[2] Deficit/Pil Italia (%) 1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78; 2014=-3,0; 2015=-2,6.


[3] Fubini del Corriere della Sera disinforma sul debito pubblico per parare il culo ai ricchi


[4] EUROSTAT – Deficit/Pil

.................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Italia........ -1,5....-2,7...-5,3..-4,2..-3,5..-2,9..-2,9.. -3,0..-2,6

Francia.....-2,5...-3,2....-7,2..-6,8..-5,1..-4,8..-4,0..-4,0...-3,5

Spagna.....+2,0..-4,4..-11,0..-9.4..-9,6.-10,4..-6,9..-5,9..-5,1

Gran Br.... -3,0..-5,0..-10,7..-9,6..-7,7..-8,3..-5,6..-5,6.. -4,4

Germania +0,2..-0,2....-3,2..-4,2..-1,0..-0,1..-0,1..+0,3. +0,7



Appendice



August 17, 2016 4:32 am

A split euro is the solution for Europe’s single currency

Joseph Stiglitz

The problems with the structure of the eurozone may be insurmountable, writes Joseph Stiglitz


That Europe, and especially the 
eurozone, has not been doing well since the 2008 crisis is beyond dispute. The single currency was supposed to bring prosperity and enhance European solidarity. It has done just the opposite, with depressions in some countries greater than the Great Depression.

To answer the question about what is to be done, one has to answer another: what went wrong. Some claim that policymakers made a set of mistakes — excessive austerity and poorly designed structural reforms. In other words, there is nothing wrong with the euro that could not be fixed by putting someone else in charge.

I disagree. There are more fundamental problems with the structure of the eurozone, the rules and institutions that guide and constitute it. These may well be insurmountable, raising the prospect that the time has come for a more comprehensive rethinking of the single currency, even to the point of unwinding it.

Put simply, the euro was flawed at birth. It was almost inevitable that taking away two key adjustment mechanisms, the interest and exchange rates, without putting anything else in their place, would make macro adjustment difficult. Add to that a central bank mandated to focus on inflation and with countries still further constrained by limits on their fiscal deficits, the result would be excessively high unemployment and gross domestic product consistently below potential output. With countries borrowing in a currency not under their remit, and with no easy mechanism for controlling trade deficits, crises too were predictable.  

The alternative to adjusting nominal exchange rates is adjusting real ones — having Greek prices fall relative to German prices. But there are no rules in place that could force a rise in German prices and the social and economic costs of forcing Greek prices to fall enough are enormous. One might dream of Greek productivity growing faster than that of Germany as an alternative way of “adjusting,” but no one has figured out how to do it. So too for Spain and Portugal. In the absence of a grand strategy, the troika of international institutions has flailed around, putting in place new rules for defining fresh milk or the size of loaves of bread. Whether these are desirable can be debated; that they are not going to achieve the desired adjustment in real exchange rates cannot.

The rule changes needed to make the euro work are in an economic sense small. A common banking union, most importantly common deposit insurance; rules to curtail trade surpluses; and eurobonds or some other similar mechanism for mutualisation of debt. Monetary policy to focus more on employment, growth and stability, not just inflation. Meanwhile, industrial and other policies should be orientated to helping the laggard countries catch up to the leaders. Most importantly: a move away from austerity towards growth-oriented fiscal policies. But these seem well beyond the politics of Europe today, with Germany still arguing that “Europe is not a transfer union”.

Good currency arrangements cannot ensure prosperity; flawed ones lead to recessions and depressions. And among the kinds of currency arrangements long associated with recessions and depressions are pegs, where the value of one country’s currency is fixed relative to another. A single currency is neither necessary nor sufficient for close economic and political co-operation. Europe needs to focus on what is important to achieve that goal. An end to the single currency would not be the end of the European project. The other institutions of the EU would remain: there would still be free trade and migration.

It is important that there can be a smooth transition out of the euro, with an amicable divorce, possibly moving to a “flexible-euro” system, with say a strong Northern Euro and softer southern euro. Of course, none of this will be easy. The hardest problem will be dealing with the legacy of debt. The easiest way of doing that is to redenominate all euro debts as “southern euro” debts.

As we move to a digital economy, modern technology enables a set of market-based reforms that can simultaneously achieve the triple goals of full employment, trade balance, and fiscal balance, through credit auctions and electronic trade tokens. In the current global system, we rely on central banks to set interest rates, hoping somehow that the resulting trade balance, investment, and consumption will be “right.” They typically aren’t. The alternative approach focuses on the quantities of, say, investment and trade balance, that we need, and lets the market set the price to achieve this.

Over time exchange rate variations could become more limited as institutions develop. The flexible euro is a strategy for incorporating the advances in economic integration already made while providing the space for reforms.

The single currency was supposed to be a means to an end. It has become an end in itself — one that undermines more fundamental aspects of the European project, as it spreads divisiveness rather than solidarity. An amicable divorce — a relatively smooth end to the euro, perhaps instituting the proposed system of the flexible euro — could restore Europe to prosperity and enable the continent to once again focus, with renewed solidarity, on the many real challenges that it faces. Europe may have to abandon the euro to save Europe and the European project.

The writer, a Nobel laureate in economics, is author of ‘The Euro: How a Common Currency Threatens the Future of Europe’


Che l'Europa, e in particolare la zona euro, non ha fatto bene dalla crisi del 2008 è fuori discussione. La moneta unica avrebbe dovuto portare prosperità e rafforzare la solidarietà europea. Ha fatto proprio l'opposto, con depressioni in alcuni paesi superiori alla Grande Depressione.

Per rispondere alla domanda su cosa si deve fare, si deve rispondere a un'altra: cosa è andato storto. Alcuni sostengono che i politici hanno fatto una serie di errori - l'austerità eccessiva e riforme strutturali mal progettate. In altre parole, non c'è niente di sbagliato con l'euro che non poteva essere risolto mettendo qualcun altro in carica.

Non sono d'accordo. Ci sono problemi più fondamentali con la struttura della zona euro, le regole e le istituzioni che lo guidano e lo costituiscono. Questi possono anche essere insormontabili, sollevando la prospettiva che è giunto il momento per un ripensamento più completo della moneta unica, fino al punto di disfarla.

In parole povere, l'euro è stato viziato alla nascita. Era quasi inevitabile che togliendo due meccanismi di regolazione chiave, i tassi di interesse e di cambio, senza mettere niente altro al loro posto, avrebbe reso la regolazione macro difficile. A questo aggiungete una banca centrale con il mandato di concentrarsi sull'inflazione e con i paesi ancora di più vincolati da limiti sui loro deficit fiscali, il risultato sarebbe stato un'eccessivamente elevata disoccupazione e il prodotto interno lordo costantemente al di sotto del prodotto potenziale. Con i paesi indebitati in una valuta non sotto la loro competenza, e senza un facile meccanismo per controllare i deficit commerciali, le crisi erano troppo prevedibili.

L'alternativa ad aggiustare tassi di cambio nominali è aggiustare quelli reali - avere prezzi greci che scendono rispetto ai prezzi tedeschi. Ma non ci sono norme in vigore che potrebbero costringere un aumento dei prezzi tedeschi e i costi sociali ed economici per costringere i prezzi greci a calare abbastanza sono enormi. Si potrebbe sognare che la produttività greca cresca più velocemente di quella della Germania come un modo alternativo di "regolare", ma nessuno ha capito come farlo. Così anche per la Spagna e il Portogallo. In assenza di una grande strategia, la troika delle istituzioni internazionali ha agito in giro, mettendo in atto nuove regole per la definizione di latte fresco o la dimensione di pagnotte di pane. Se questi sono desiderabili può essere discusso; che non si è in via di ottenere l'aggiustamento desiderato dei tassi di cambio reali non si può.

Le modifiche alle regole necessarie per far funzionare l'euro sono in senso economico di piccole dimensioni. Un'unione bancaria comune, cosa più importante l'assicurazione comune dei depositi; norme intese a restringere i surplus commerciali; e eurobond o qualche altro meccanismo simile per la mutualizzazione del debito. La politica monetaria deve concentrarsi maggiormente sull'occupazione, la crescita e la stabilità, non solo l'inflazione. Nel frattempo, le politiche industriali e le altre politiche devono essere orientate ad aiutare i paesi ritardatari a raggiungere i leader. Ancora più importante: un allontanamento dalla austerità verso politiche fiscali orientate alla crescita. Ma queste sembrano ben oltre le politiche di oggi dell'Europa, con la Germania che ancora va sostenendo che "L'Europa non è un'unione di trasferimenti".

Buoni accordi valutari non possono garantire la prosperità; quelli difettosi portano a recessioni e depressioni. E tra il tipo di accordi di valuta a lungo associato con recessioni e depressioni sono i ‘ganci’, dove il valore della valuta di un paese è fisso rispetto ad un altro. Una moneta unica non è né necessaria né sufficiente per una stretta cooperazione economica e politica. L'Europa ha bisogno di concentrarsi su ciò che è importante per raggiungere tale obiettivo. La fine della moneta unica non sarebbe la fine del progetto europeo. Le altre istituzioni dell'UE resterebbero: ci sarebbe ancora il libero scambio e la libera circolazione delle persone.

E' importante che ci possa essere una transizione morbida fuori dall'euro, con un divorzio amichevole, forse di passare a un sistema di "euro flessibile", con dire un Euro forte del Nord e un euro più debole del Sud. Naturalmente, niente di tutto questo sarà facile. Il problema più difficile sarà che cosa fare con l'eredità del debito. Il modo più semplice di farlo è quello di ridenominare tutti i debiti in euro come debiti "in euro del sud".

Mentre ci muoviamo verso un'economia digitale, la tecnologia moderna consente una serie di riforme di mercato che possono contemporaneamente raggiungere il triplice obiettivo di piena occupazione, bilancia commerciale, e l'equilibrio fiscale, attraverso le aste di credito e buoni di commercio elettronico. Nel sistema globale attuale, ci affidiamo a banche centrali per impostare i tassi di interesse, sperando in qualche modo che la risultante bilancia commerciale, gli investimenti e il consumo saranno "giusti". In genere non lo sono. L'approccio alternativo si concentra sulle quantità di, per esempio, gli investimenti e la bilancia commerciale, di cui abbiamo bisogno, e lascia che il mercato fissi il prezzo per raggiungere questo obiettivo.

Nel corso del tempo le variazioni dei tassi di cambio potrebbero diventare più limitati come le istituzioni si sviluppano. L'euro flessibile è una strategia per integrare i progressi in materia di integrazione economica già effettuate, fornendo lo spazio per le riforme.

La moneta unica doveva essere un mezzo per un fine. E' diventata fine a se stessa - quella che mina gli aspetti più fondamentali del progetto europeo, così come diffonde divisione piuttosto che solidarietà. Un divorzio amichevole - una fine relativamente morbida per l'euro, forse istituendo il sistema proposto dell'euro flessibile - potrebbe riportare l'Europa alla prosperità e mettere in grado il continente di concentrarsi ancora una volta, con rinnovata solidarietà, sulle molte sfide reali che essa deve affrontare. L'Europa potrebbe dover abbandonare l'euro per salvare l'Europa e il progetto europeo.


Lo scrittore, premio Nobel per l'economia, è autore di 'L'euro: come una valuta comune minaccia il futuro dell'Europa'



Articolo collegato:


Gustavo Piga, commentando un saggio di Hugh Rockoff della Rutgers University intitolato “How Long Did it Take the United States to Become an Optimal Currency Area?”, ovvero “Quanto ci hanno messo gli Stati Uniti a divenire una Area Valutaria Ottimale?”, spiega perché, nonostante i difetti, per l’Unione Europea è preferibile continuare ad adottare una moneta ed una politica monetaria comune.


Moneta e bandiera: il se e quando degli Stati Uniti d’Europa

Gustavo Piga  -  18 agosto 2016



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Dialogo breve con Davide Giacalone sui conti pubblici


Riporto il breve dialogo intercorso tra Davide Giacalone e me in calce a questo suo articolo sui conti pubblici, sul giornale on-line Gli Stati Generali:

BLOCCO, SFORAMENTO E RINVIO

12 agosto 2016

Fateci caso, una costante dei neo-liberisti (e degli appartenenti alla destra) è l’inclinazione irresistibile all’uso della proiezione, oltre a problemi con il principio di realtà. I due elementi sono collegati.



E’ noioso perfino ripeterlo: le solite fesserie neo-liberiste. 1. L'Italia è quasi l'unico Paese in UE28 che rispetta da anni il limite del 3% deficit/Pil.[1] 2. Poiché il peso degli interessi passivi è pari ora al 4,2%, se il deficit è all’1,8% vuol dire che c’è un avanzo primario (da anni, il più alto o tra i più alti in UE28[2]), che equivale a sottrarre risorse all’economia reale. 3. E’ ipocrita o da ignorante, perciò, meravigliarsi che l’Italia non cresca. 4. Con alle spalle una banca centrale degna di questo nome, come dimostrano gli USA, il Giappone o la Gran Bretagna, e perfino l’Eurozona a partire dal marzo 2015 (varo del QE), il debito pubblico non è un problema. 5. Il debito pubblico non va ridotto in recessione o stagnazione, sarebbe una misura pro ciclica ed aggraverebbe la crisi, a meno che non lo si faccia prendendo i soldi al 5% più ricco, a bassissima propensione al consumo.


Ma sì, facciamo crescere il debito, diabo bonus a chiunque, pratiochiamo un bel clientelismo generalizzato. I consumi non crescono perché la gente non è scema, cercando di risparmiare, e perché i soldi regalati se ne vanno in tariffe amministrate e crescita del gettito. E siccome la ripresa non parte, pur in condizioni favorevolissime, si dia la colpa all'euro, all'europa, alla storia, alla sorte, a tutti, fuorché ai dissoluti incoscienti che lasciano correre debito e deficit. Magari accusando di liberismo un mondo in cui la metà del pil è stesa pubblica. Spero tolgano presto la boccia.


1. Replica che trasuda moralismo indignato sospetto, tipico degli adepti al neo-liberismo, ideologia economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi. 2. La questione è di una semplicità solare: è necessario implementare una politica economica anticiclica, espansiva in periodi di vacche magre (come oggi, anzi da 8 anni), restrittiva in fasi di vacche grasse (quindi occorre evitare gli eccessi anche del keynesismo). Come dimostrano i governi di tutti i colori: ad esempio, gli USA (Obama, democratico, keynesiano), la GB (Cameron, tory, neo-liberista), la Spagna (Rajoy, popolare, neo-liberista), la Francia (repubblicano Sarkozy, neo-liberista, e sedicente socialista Hollande), Giappone (destra e sinistra), tutti Paesi in cui si sono registrati durante la crisi deficit fino al 10% del Pil e aumenti del debito pubblico maggiori di quello italiano. 3. I consumi languono sia perché chi ha i soldi è restio a spenderli, sia perché i soldi negli ultimi 20-30 anni si sono concentrati nelle fasce alte, a bassa propensione al consumo, e ridotti nelle fasce basse, ad alta propensione al consumo. Occorre perciò redistribuirli. Invece si è fatto il contrario (v. le manovre correttive scandalosamente inique del governo Berlusconi-Tremonti varate nella scorsa legislatura, pari ad un ammontare complessivo di 267 mld cumulati, il quadruplo di quelle varate dal governo Monti, molto più eque, pari a 63 mld cumulati[3]). 4. Ripeto: il debito pubblico non è un grosso problema se lo Stato ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome, in recessione o stagnazione ridurlo tagliando la spesa o aumentando le tasse non è una priorità, anzi è esiziale, a meno che non lo si riduca mediante un prelievo straordinario sulla ricchezza del 5% più ricco delle famiglie, a bassissima propensione al consumo.[4] Ciò che conta, poi, è il rapporto debito/Pil. 5. Puntualizzato che io non sono renziano, termino, per le cose da fare e dove destinare i soldi, con due citazioni dalla relazione 2016 del governatore Ignazio Visco,[5] col mio commento. La prima: “Come più volte e da più parti osservato, un rilancio degli investimenti in costruzioni, indirizzato soprattutto alla ristrutturazione del patrimonio esistente, alla valorizzazione delle strutture pubbliche e alla prevenzione dei rischi idro-geologici, avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica”. (pag. 9). Se si aggiungono la green economy[6] e un Piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità (scandalosamente carenti in Italia),[7] da locare ad affitto sociale, sono del tutto d’accordo con Visco. La seconda: “Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti; sono importanti un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l’innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi. Se i margini oggi disponibili nel bilancio sono limitati, è comunque possibile programmare l’attuazione di questi interventi su un orizzonte temporale più ampio”. (pagg. 12-13). A parte il mantra similscalfariano della riduzione del cuneo fiscale, che in una crisi da domanda è una sesquipedale fesseria, gli altri punti sono condivisibili, ma rinviati sostanzialmente alle calende greche, come se i poveri cristi senza reddito potessero aspettare. Ovviamente è un’eresia per Visco suggerire di prendere i soldi ai ricchi. Vedo che è un’eresia anche per Davide Giacalone, che infatti da bravo neo-liberista al soldo dei ricchi se ne è dimenticato. Ma nessuna dimenticanza – direbbe Freud – è casuale...


Fin qui i tagli non si sono visti e la politica economica è stata espansiva, sia a livello Bce che spesa pubblica nazionale. I risultati può ben vederli. Se solo toglie gli occhiali colorati d'ideologia.


1. Non proietti i suoi difetti, non sta bene ed è un segno di debolezza. 2. Ripeto: se c’è avanzo primario,[1] la politica economica non è espansiva, poiché sottrae risorse all’economia reale. Non lo sa? 3. Quella della BCE non è politica economica ma monetaria, che per ammissione della stessa BCE (v. le dichiarazioni del presidente Draghi, che invoca misure di politica fiscale degli Stati,[2] o il duplice potenziamento del QE), come si vede nella realtà e come ammettono ora perfino quasi tutti i neo-liberisti, che parlano anch’essi di fallimento del QE e di BCE disarmata e di moneta dall’elicottero (direttamente nelle tasche nei cittadini), non ha effetti sull’economia reale (né, come pretendono i neo-liberisti, sull’inflazione), se non sul servizio del debito pubblico (interessi passivi), poiché la domanda addizionale di titoli fa ovviamente crescere il loro valore e di conseguenza calare i rendimenti.

Note: [1] Avanzo Primario Italia (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5; 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2; 2014=1,6; 2015=1,6. Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose http://scenarieconomici.it/grafico-del-giorno-saldo-primario-nei-27-paesi-ue-italia-e-germania-le-piu-virtuose/ . Deficit/Pil Italia (%) 1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78; 2014=-3,0; 2015=-2,6. [2] Draghi: Bce pronta ad agire Ma non può sostituire i governi http://www.corriere.it/economia/14_agosto_27/draghi-bce-pronta-ad-agire-9fab8b3a-2dfe-11e4-833a-cb521265f757.shtml  http://www.ilfoglio.it/economia/2016/02/15/draghi-torna-a-spronare-politici-europei-e-borse___1-v-138276-rubriche_c415.htm. [3] Il dilemma della Bce Guido Ascari - 13.01.15 http://www.lavoce.info/archives/32340/dilemma-bce/. Per un Quantitative easing efficace * Francesco Giavazzi e Guido Tabellini - 21.01.15 http://www.lavoce.info/archives/32488/per-qe-efficace/.

PS: Aggiungo questo articolo che ho omesso prima per un errore di copiaincolla: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-02-15/i-limiti-qe-versione-europea-082506.shtml.



Note


[1] Deficit/Pil Italia (%)1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78; 2014=-3,0; 2015=-2,6.


[2] Avanzo Primario Italia (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5; 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2; 2014=1,6; 2015=1,6.


Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose


[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[4] Piano taglia-debito per la crescita


[5] Banca d’Italia – Relazione annuale sul 2015

31 maggio 2016


[6] Green economy e prospettive industriali

Di Roberto Romano - 21 maggio 2016


[7] La casa è un diritto essenziale


Alloggi pubblici. Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!

“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012

link sostituito da:


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Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi


Il sogno europeo sta rischiando di trasformarsi in incubo. Se permangono le attuali criticità c’è il rischio di un’implosione dell'Unione Europea ed il ritorno agli Stati nazionali, un’ipotesi che determinerebbe l’irrilevanza del Vecchio Continente, inclusa la Germania, nell’agone internazionale divenuto globale e dove operano Paesi della stazza della Cina e dell’India, che torneranno a rioccupare le loro posizioni di preminenza del XVIII secolo.[1]

Come ho già osservato in passato,[2] il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni KalergiMonnetSchumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia. Come poi è effettivamente avvenuto.

L'interprete di questa visione neoliberista ed elitaria è diventata da anni la Germania, da quando, nel 2005, Angela Merkel ha iniziato la sua esperienza di governo alla guida dei Tedeschi.[3]

Con lei, da un lato, il potente e coeso complesso industriale-commerciale-finanziario tedesco ha visto sempre più tutelati i propri interessi, a scapito sia di fasce di popolazione interne (le disuguaglianze in Germania sono aumentate[4]) che di interi popoli dell’Eurozona.

Dall’altro, il veleno della manipolazione del popolo tedesco, agìta sulla contrapposizione tra Paesi virtuosi – Germania e suoi satelliti - e Paesi viziosi – Piigs -, è stato cosparso a piene mani, per unirsi su un progetto egemonico neo-nazionalista, che è anche sostanzialmente anti-europeista.

Infatti, ad una Germania leader del Vecchio continente, in grado di far marciare il proprio benessere in sintonia armoniosa e complementare con quello degli altri Stati UE (e questo era il progetto di statisti come Helmut Kohl ed Helmut Schmidt), si è sostituito un disegno di destrutturazione e progressiva spoliazione dei paesi europei più fragili, al fine di realizzare un’egemonia egoistica, cinica e predatoria.

La popolazione della Germania è stata irretita e manipolata, oggi, dal miraggio di una straordinaria egemonia continentale esattamente come lo fu ieri, negli anni del regime hitleriano.

Le politiche di austerità, rigore e decrescita del resto d’Europa sono il fondamento su cui il governo del duo massonico reazionario Merkel-Schäuble sta edificando un diabolico e cinico benessere per larghe fasce della sua nazione, ma come dicevo non di tutte.

A questo si aggiunge la debolezza della Francia, l’altro componente della diarchia europea, l’unico Paese, se lo avesse veramente voluto, capace di contrastare il disegno egemonico tedesco. Il sedicente socialista e massone Hollande, dopo aver vinto le elezioni promettendo la lotta all’austerità economica tedesca, si è dimostrato un mediocre, amico dei banchieri, e si è del tutto lasciato irretire dalle blandizie e dalle minacce che gli sono state rivolte – pare - dai vari agenti delle Ur-Lodges massoniche reazionarie.[5]

Si dice che il paradigma dell’austerity è funzionale ai progetti di costruzione di un nuovo feudalesimo europeo, e che in questo quadro il più grosso problema sono i trattati e le istituzioni vigenti, sia della UE che dell’Eurozona, per cui anche se le politiche di austerità fossero temporaneamente accantonate, ciò avverrebbe comunque in un contesto non democratico di gestione delle istituzioni continentali.

Questo è vero ma non del tutto. I trattati vigenti vengono interpretati ed applicati violandone talvolta sia la lettera che lo spirito, a beneficio del nucleo centrale europeo costituito dalla Germania e dai suoi satelliti e a danno dei Paesi periferici. Pertanto, a mio avviso, la soluzione, in attesa della rivoluzione palingenetica in senso federalista o almeno, più realisticamente, di una ridefinizione su nuove basi – più eque - delle regole di funzionamento dell’Eurozona[6]), non può che essere la strada maestra del rispetto della legge vigente. Come nel caso della BCE, che viola il suo statuto, ma in generale del rispetto dei trattati UE.[7]



Note


[1] Trasformazione epocale da governare al meglio


[2] Il piano Kalergi e la genesi dell’Unione Europea oligarchica


[3] Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel


[4] 27/02/2014

Secondo l’istituto Diw è il paese con le maggiori differenze nell’Eurozona:
diseguaglianze crescenti, un quinto della popolazione non ha un patrimonio

TONIA MASTROBUONI


Germania. Disuguaglianza salariale e "disunione regionale" ai massimi storici

20/02/2015


[5] François Hollande


[6] Meno neo-liberismo e più keynesismo, sia per la politica economica anticiclica che per sanare gli squilibri strutturali delle partite correnti (surplus e deficit commerciali), attuando l’aggiustamento anche, se non soprattutto, dal lato del Paese in surplus.

YanisVaroufakis e i poteri-doveri della BCE

Bernard Maris, Oncle Bernard (zio Bernard, come si firmava) è l’economista critico che ha perso la vita durante l’attentato a Charlie Hebdo. Bernard Maris ci ha lasciato contributi di grande interesse, estremamente critici nei confronti delle politiche sostenute dai leader europei che hanno marciato insieme a Parigi dopo gli attentati terroristici. In questo articolo apparso lo scorso aprile su Alternatives Économiques e tradotto da Economia e Politica l’economista propone di superare l’euro tornando allo SME ma introducendovi i correttivi che Keynes propose nel suo piano per una International Clearing Union.


Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari

Infine, c’è il macigno esiziale del surplus commerciale eccessivo, poiché: a) la Germania viola da anni il limite del 6%, già di per sé sovradimensionato e fatto su misura della Germania dalla prona Commissione europea; b) si rifiuta di ridurlo, attraverso misure interne di reflazione (aumento dei salari e degli investimenti pubblici in infrastrutture), che produrrebbe un aumento del suo benessere nazionale; c) rifiuta non solo le sanzioni ma persino le critiche, facendo finta di non sapere che un’unione valutaria non ottimale (cioè tra economie disomogenee) può sopravvivere soltanto se contempla anche trasferimenti fiscali o, in loro mancanza, sanzioni severe dei surplus delle partite correnti; e d) impone quindi alla Commissione europea di perseguire e attuare il riequilibrio solo a spese dei Paesi in disavanzo commerciale, attraverso le asserite salvifiche riforme strutturali (deflazione dei costi, in particolare dei salari).


[7] Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei



Post e articolo collegati:


Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE


Un’unione monetaria in cui un solo Paese, la Germania, ottiene tutti i benefici è insostenibile


How Germany Gains From The Euro While Others Pay

by Ronald Janssen on 27 September 2015



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Dossier sul colpo di Stato in Turchia e gli avvenimenti successivi






Ho seguito con molto interesse fin dall’inizio il tentato colpo di Stato in Turchia. Confesso che anch’io, come Philip D’Averio,[1] ho fatto il tifo per i golpisti, per la stessa motivazione di fondo: aborro i dittatori e i liberticidi. Erdogan è anche affetto da delirio di onnipotenza.

A differenza del prof. Gustavo Piga, che ne è entusiasta (vedi sotto), e scrive:

Forse solo chi ha viaggiato in quel magnifico Paese e conosciuto i suoi straordinari abitanti può capire la portata per il mondo occidentale di questa occasione, forse irripetibile: utilizzare la Turchia come chiave di volta per una pacificazione duratura con il mondo islamico”.

io non sono mai stato in Turchia, né conosco Turchi. Poiché mi baso molto sui dettagli, me ne sono fatto in passato un’idea vaga sulla base di due episodi calcistici, e li racconto consapevole che nel calcio vige – diciamo così - una sorta di extraterritorialità rispetto alle regole normali:[2] un incontro amichevole di calcio Italia-Turchia, in cui i Turchi menavano come fabbri, ma quando uno dei nostri (io mi ricordavo Cristiano Doni, ma non ho trovato conferma in Internet), soltanto nel secondo tempo, dopo che lui e i compagni ne avevano prese tante senza reagire, li ripagò con la stessa moneta, fu circondato minacciosamente da un nugolo di giocatori turchi; e, più o meno nella stessa epoca, l’incontro Roma-Galatasaray,[3] in cui ci fu una rissa tra i giocatori che richiese l’intervento della Polizia, alla quale parteciparono anche gli accompagnatori della squadra turca, e ricordo nitidamente in particolare uno corpulento e di alta statura, che sferrava slealmente cazzotti posizionato dietro gli altri, ma poi protestò come una donnetta isterica quando i poliziotti lo manganellarono di brutto.

Infine, ammetto che non ho mai visto con molta simpatia la prospettiva che la Turchia, che pur essendo in una posizione strategica per l’Europa è un Paese asiatico, venisse a far parte dell’Unione Europea.

Riporto un’ampia selezione di articoli, foto e video relativi al tentato colpo di Stato in Turchia (elenco in divenire), che è stato – sembra – un vero tentativo di golpe, organizzato però malissimo, poiché (come è scritto in uno degli articoli sotto):

Per avere una minima possibilità di successo, un colpo di stato deve prevedere prima di tutto la cattura e l’isolamento dei vertici dell’ordine costituito. Il secondo punto chiave consiste nel mettere immediatamente sotto controllo tutti i canali di comunicazione (inclusa Internet). Il terzo punto consiste nell’asservire tutti gli altri gangli vitali nelle principali città e farlo in modo visibile coi carri armati nelle piazze e davanti agli edifici chiave”.


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Colpo di stato in Turchia, ma lo Stato reagisce. Erdogan atterra a Instanbul: “Sono ancora il presidente”

Jet, carri armati ed elicotteri su Ankara, diciassette poliziotti morti. Il premier Yildrim: «Pagheranno un prezzo molto alto, un Paese democratico non permetterà azioni del genere»

A CURA DI DARIO MARCHETTI, FULVIO CERUTTI, MARTA OTTAVIANI

15/07/2016


L’analisi

Chi c’è dietro il «golpe fasullo» in Turchia, e che cosa succede ora

Che cosa si nasconde dietro a un «golpe» durato appena quattro ore. Il ruolo dei vertici militari, quello del nuovo capo del governo, quello di Gulen. E chi ha da guadagnare da quanto accaduto. Le domande e le risposte dell’editorialista del «Corriere»

di Antonio Ferrari

16 luglio 2016


10 articoli per capire il contesto del golpe fallito in Turchia

16/07/2016

Dai progetti di Erdogan al ruolo di Gülen, dallo Stato profondo al malcontento dei militari. Fino al patto con l’Europa sui migranti e alle tensioni con gli Stati Uniti.


DOPO IL GOLPE FALLITO

Ecco perché il golpe contro Erdogan è fallito: il ruolo dell’amico-nemico Gulen e la rottura dei rapporti con gli Usa

17 luglio 2016


Ankara: “Usa dietro il golpe in Turchia”. Arrestati duemila magistrati

Mandato di cattura anche per il consigliere militare del presidente Erdogan

17/07/2016


Turchia: accuse a Usa per il golpe, ira di Kerry. Governo arresta 3mila magistrati

Manifestazioni di festa in molte città del Paese. Colloquio Putin-Erdogan: "Vediamoci presto". Ministro giustizia: "Seimila arrestati e altri seimila lo saranno". Erdogan: "Non esitare a usare pena di morte". Bilancio vittime: 290 morti

17 luglio 2016


17 LUGLIO 2016

5 risposte sul tentato colpo di stato in Turchia

Perché c'è stato, intanto, e perché è fallito? E con chi sta la popolazione turca?


18 LUGLIO 2016

Golpe Turchia, l'attacco all'albergo di Erdogan


La storia del Colpo di Stato in Turchia del 2016

By World in War  -  19 luglio 2016


Erdogan e il contro-golpe: il peggio deve ancora venire

Dal presidenzialismo alla persecuzione di Gulen e di tutti gli altri oppositori, Il Sultano sta reagendo al golpe accentuando il carattere autoritario del suo potere. Ma il rischio più grande è un altro: che vada all’attacco della laicità

di 

20 Luglio 2016 - 07:17


«Turchia, le purghe sono la punta dell’iceberg. La repressione vera toccherà alla folla»

In Turchia il fallito golpe darà al presidente turco la possibilità di estendere la repressione. E il futuro non è per nulla roseo: oltre alla purga ufficiale, ce ne sarà un'altra gestita per strada. Lo spiega a Linkiesta Etienne Coupeaux, storico, esperto di cose turche

20 Luglio 2016 - 07:20


Turchia, gli ultrà dell'Islam a Istanbul: "Ora tutte le donne avranno il velo"

Il reportage. La parte liberale del Paese sembra sparita, anche dai quartieri più europei della metropoli del Bosforo. Ovunque caroselli di macchine con i fedelissimi del partito del presidente che urlano "Allah u Akhbar"

dal nostro inviato MARCO ANSALDO

20 luglio 2016


Turchia, è stato d'emergenza. Erdogan: "Ignorati da Ue per 53 anni, pena capitale non esclusa"

Il presidente riunisce il Consiglio di sicurezza nazionale, poi parla da Al Jazeera. "Golpe, non escludo coinvolgimento di Paesi stranieri". Agli Usa: "Separare base di Incirlik da questione Gulen. Ma se non ce lo consegnano fanno un grave errore". Nel mirino della rappresaglia scuole e università. Arrestato rettore di Ankara e due giudici costituzionali. Il calciatore tedesco Mario Gomez lascia il Besiktas di Istanbul. Merkel: "Misure che si fanno beffe dello stato di diritto"

di PAOLO GALLORI

20 luglio 2016


Gustavo Piga  -  20 LUGLIO 2016

La Turchia ed il muro dei quaquaraquà europei


Turchia, sì del Parlamento a stato d'emergenza. Sospesa convenzione europea sui diritti umani

E' arrivata nel pomeriggio la ratifica della misura annunciata mercoledì sera da Erdogan da parte dell'assemblea, dominata dal partito del presidente Akp. Orhan Kemal Cengiz, reporter e avvocato per i diritti umani, è stato arrestato con la moglie e collega Sibel Hurtas, poi rilasciata. Il suo nome era apparso in una lista nera diffusa da un account Twitter a sostegno del presidente

di PAOLO GALLORI  -  21 luglio 2016


La reazione della Mogherini

«Una sospensione della convenzione europea dei diritti umani è prevista, ma non è una deroga in bianco: i diritti fondamentali sono inalienabili», ha detto a Washington l'alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, a margine della conferenza ministeriale della coalizione globale anti Isis. Mogherini ha ribadito l'appello alle autorità turche a rispettare lo stato di diritto dopo il tentato golpe.


Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

(CEDU) (Testo) [la Turchia è stata uno dei primi Paesi firmatari]

Art. 1 Obbligo di rispettare i diritti dell'uomo

Le Alte Parti Contraenti riconoscono ad ogni persona soggetta alla loro giurisdizione i diritti e le libertà definiti al titolo primo della presente Convenzione.

Titolo I: Diritti e libertà

Art. 2 Diritto alla vita

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nei casi in cui il delitto sia punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non è considerata inflitta in violazione di questo articolo quando derivasse da un ricorso alla forza reso assolutamente necessario:

a) per assicurare la difesa di qualsiasi persona dalla violenza illegale;

b) per effettuare un regolare arresto o per impedire l'evasione di una persona legalmente detenuta;

c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.

Art. 3 Divieto di tortura

Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamento inumani o degradanti.

[…]

Art. 15 Deroga in caso di emergenze

1. In caso di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione, ogni Alta Parte Contraente può prendere delle misure in deroga alle obbligazioni previste nella presente Convenzione nella stretta misura in cui la situazione lo esiga e a condizione che tali misure non siano in contraddizione con le altre obbligazioni derivanti dal diritto internazionale.

2. La disposizione precedente non autorizza alcuna deroga all'articolo 2 salvo che per il caso di decesso risultante da legittimi atti di guerra, e agli articoli 3, 4 (paragrafo 1) e 7.

3. Ogni Alta Parte Contraente che eserciti tale diritto di deroga tiene pienamente informato il Segretario Generale del Consiglio d'Europa delle misure prese e dei motivi che le hanno ispirate. Essa deve parimenti informare il Segretario Generale del Consiglio d'Europa della data in cui queste misure hanno cessato d'esser in vigore e le disposizioni della Convenzione riacquistano piena applicazione.


«Se Sarkozy non si fosse opposto alla Turchia in Europa oggi la storia sarebbe diversa»

Nedim Gürsel, scrittore turco costretto a fuggire a Parigi dopo l’ultimo golpe: «Erdogan ha già chiuso da un pezzo i negoziati con Bruxelles. Se l’Europa, Sarkozy in testa, avesse mostrato più empatia con la Turchia negli anni Duemila oggi il sentimento europeo sarebbe più forte tra la popolazione»

21 Luglio 2016


Turchia: fermo di polizia esteso a 30 giorni. Arrestati braccio destro e un nipote di Gulen

Primo decreto dopo il fallito putsch: saranno chiusi oltre 2mila enti e istituzioni, tra cui 15 università, 19 sindacati, 35 ospedali e istituzioni sanitarie. Renzi: "Chi arresta insegnanti arresta il futuro". Erdogan: "Ue prevenuta con noi. Lo stato di emergenza potrà essere prolungato"

23 luglio 2016


27 LUGLIO 2016

Turchia, le toghe di Milano protestano davanti al consolato

Oltre duecento avvocati, magistrati e giudici di Milano si sono ritrovati davanti al consolato della Turchia per denunciare le violazioni dei diritti umani che stanno colpendo il popolo turco e molti loro colleghi per mano di Erdogan. "Otto funzionari del ministero della Giustizia turco che hanno contribuito, insieme alla Commissione Europea, al miglioramento dei diritti umani in vista dell'ingresso in Europa, ora sono in carcere. Il loro nostro contatto whatsapp si è interrotto il 17 luglio. Non hanno incontrato un giudice, né avvocati o famiglia", racconta Luca Perilli della Scuola Superiore di Magistratura.

di Giulia Costetti


Turchia, scende in piazza l'opposizione: "No al golpe, ma difendiamo la democrazia"

Centinaia di migliaia di persone in piazza Taksim a Istanbul alla manifestazione organizzata dal partito laico socialdemocratico. Poster di Ataturk, slogan contro lo stato d'emergenza e le minacce di svolta autoritaria. La repressione continua. Amnesty: "Prove credibili di torture, incluso lo stupro, nei centri di detenzione"

24 luglio 2016


Turchia, il giorno della purga: ordine di chiusura per 45 giornali e 16 canali televisivi

Non si ferma il pugno duro di Erdogan dopo il fallito golpe del 15 luglio. Emesso anche il mandato d'arresto per 47 giornalisti del quotidiano Zaman, accusati di essere legati a Gulen. In totale sono oltre 130 gli organi di stampa messi al bando. Cacciati finora 1686 militari di diverso grado

27 luglio 2016


Turchia, le foto dei giornalisti arrestati dopo il fallito golpe

29 luglio 2016


Turchia, revocati 50 mila passaporti. Erdogan: l'Occidente "si faccia gli affari suoi"

Si tratta di persone sospettate di avere legami con la rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara del fallito colpo di stato. Oltre 18 mila le persone fermate, per 9.677 di loro è stato formalizzato l'arresto. I sindacati della stampa si mobilitano a sostegno dei giornalisti nel mirino del presidente

29 luglio 2016


Fethullah Gulen: "Erdogan avvelenato dal potere. Non dovevo fidarmi"

Pubblicato: 29/07/2016 08:24 CEST Aggiornato: 29/07/2016 08:24 CEST


Bombe sull’hotel, ma niente razzi così il sultano è scampato alla morte

I golpisti avevano organizzato un blitz nella località di vacanza. Il pilota del jet presidenziale ha depistato: “A bordo solo civili”

PAOLO MASTROLILLI  -  29/07/2016


29  LUG 2016 19.22


ERDOGAN SENZA LIMITI

4 agosto 2016

[…] Perché il più grande errore che si possa fare in questo momento, è quello di impostare l’analisi dei fatti partendo dal presupposto del governo islamista. Erdogan non tollera opposizioni, ma questo non ha nulla a che fare con la natura confessionale del suo movimento. Ha a che fare con il senso di Erdogan per la democrazia. Non capire questo, è parte del problema.


Le président Erdogan favorable à la peine de mort «si le peuple le veut»

LE MONDE | 07.08.2016 à 23h49 • Mis à jour le 08.08.2016 à 18h05 |

Par Marie Jégo (Istanbul, correspondante)


Turchia, nuove maxi-purghe: oltre 40 mila dipendenti pubblici cacciati

Licenziati 28.163 insegnanti di scuole elementari e medie. Rimossi 7.669 agenti di polizia e quasi 6 mila dipendenti statali. Per far posto ai presunti golpisti, rilasciati 33.838 detenuti. In carcere anche Mucteba Kilic, dirigente del Partito rivoluzionario socialista dei lavoratori (Dsip)

02 settembre 2016


La Turchia "mette al bando" il teatro straniero dai palchi

"Rafforzare i sentimenti nazionali". Le scene teatrali parleranno solo il turcoCancellati maestri come Shakespeare, Brecht e l'italiano Dario Fo.

Andrea Cortellari - Ven, 02/09/2016 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/turchia-mette-bando-teatro-straniero-dai-palchi-statali-1302262.html


Turchia: Governo ordina distruzione 58 libri di testo

Erdogan: "Licenziare chi simpatizza con il Pkk". Il governo sospende 11.500 insegnanti per presunti legami con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan

08 settembre 2016


Era ora!

Turchia, l'appello degli intellettuali contro la caccia alla streghe

Alla lettera aperta di protesta contro "la vendetta del governo" dopo il tentato golpe e per la liberazione di Ahmet Altan hanno aderito tra gli altri Roberto Saviano, Orhan Pamuk, Elif Shafak, Tim Parks, Elena Ferrante, Alberto Manguel e John Berger

11 settembre 2016


Turchia, arriva il referendum per dare più poteri a Erdogan

"Pronto prima della prossima primavera", annuncia il ministro della Giustizia Bozdag. Intanto continua la repressione iniziata dopo il golpe fallito: decine di giudici in arresto, e 2400 dipendenti delle scuole licenziati

14 ottobre 2016

http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/14/news/turchia_referendum_piu_poteri_a_erdogan-149753859/


Turchia, Erdogan contro i giornali: arresti al quotidiano liberale Cumhuriyet

Il direttore e i giornalisti della testata d'opposizione sono stati arrestati. La procura indaga sui legami con Gulen

31 ottobre 2016

http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/31/news/turchia-150981116/  


Turchia, arrestati leader partito filocurdo. Autobomba a sede polizia: otto morti. Ue: "Segnale spaventoso. Democrazia a rischio"

L'esplosione poche ore dopo il fermo di undici parlamentari curdi. Colpito il palazzo che ospita la sezione antisommossa e controterrorismo. Irraggiungibili i social network. Renzi: "Inaccettabile". Mogherini: "Europa preoccupata". Berlino convoca inviato d'Affari turco. Partito curdo: "Il mondo ci aiuti". Ankara: "Reazioni Ue inaccettabili"

04 novembre 2016

http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/04/news/turchia_autobomba_hdp_morti-151282924/ 


Turchia, arrestato l'editore del quotidiano 'Cumhuriyet'

Akin Atalay in manette all'aeroporto di Istanbul, preso mentre tornava dalla Germania. La scorsa settimana stessa sorte per nove giornalisti del quotidiano nell'ambito di un'inchiesta su "attività terroristiche"

11 novembre 2016

http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/11/news/turchia_arresto_editore_cumhuriyet-151795446/ 


Turquie: l’opposition parlementaire sur la sellette

Après l’arrestation de neuf députés du parti pro-kurde HDP, les républicains du CHP, première formation d’opposition, se retrouvent dans la ligne de mire du pouvoir.

LE MONDE | 12.11.2016 à 06h35 • Mis à jour le 12.11.2016 à 07h35 |Par Marie Jégo (Istanbul, correspondante)

http://www.lemonde.fr/europe/article/2016/11/12/turquie-l-opposition-parlementaire-sur-la-sellette_5029901_3214.html 


Istanbul, nella Turchia ai tempi del Sultano che cancella anche Shakespeare

dal nostro corrispondente MARCO ANSALDO  -  27 gennaio 2017


CRISI IN TURCHIA

I soldi segreti della famiglia Erdogan scoperti grazie ai MaltaFiles

Il capo dell'opposizione accusa il presidente di avere una società offshore. Ma in realtà le imprese basate nei paradisi fiscali sono tre. E controllano segretamente una petroliera da 25 milioni di dollari. Una nostra inchiesta lo aveva raccontato a maggio di quest'anno 

29 novembre 2017


Note:


[1] Philippe Daverio, il tifo per il golpe in Turchia: "Erdogan liberticida". E attacca: "Islam nella Nato è un controsenso"

Libero

Pubblicato: 18/07/2016 08:40 CEST Aggiornato: 18/07/2016 15:58 CEST


[2] Il giocattolo calcio

http://vincesko.blogspot.com/2015/04/il-giocattolo-calcio.html


[3] Roma-Galatasaray, dai turchi dure accuse alla Polizia

La rissa del dopogara diventa incidente diplomatico

14 marzo 2002

Assume i contorni dell'incidente diplomatico la rissa di ieri sera fra alcuni giocatori della Roma e la squadra, quasi al completo, del Galatasaray. E ancor di più quella che si è scatenata a bordo campo fra i turchi e la polizia mentre i romanisti erano rientrati negli spogliatoi. […]

La polizia respinge in una nota qualunque responsabilità: "Siamo stati costretti a intervenire per evitare che la situazione degenerasse ancora di più". All'accusa di fascismo, si dà un'implicita risposta in un passaggio che precisa come "i poliziotti siano presenti per tutelare l'ordine pubblico e garantire la sicurezza di tutti". Quello degli agenti è stato dunque, insiste la questura, "un intervento pacificatore". Purtroppo, "alcuni giocatori e tecnici hanno risposto con la violenza fisica, tanto che tredici agenti sono rimasti feriti".



Appendice


Legislazione e Corti dei diritti dell’uomo


DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI


Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali


Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)


Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

(CEDU) (Testo)

Le Alte Parti Contraenti riconoscono ad ogni persona soggetta alla loro giurisdizione i diritti e le libertà definiti al titolo primo della presente Convenzione.

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nei casi in cui il delitto sia punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non è considerata inflitta in violazione di questo articolo quando derivasse da un ricorso alla forza reso assolutamente necessario:

a) per assicurare la difesa di qualsiasi persona dalla violenza illegale;

b) per effettuare un regolare arresto o per impedire l'evasione di una persona legalmente detenuta;

c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.

Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamento inumani o degradanti.

[…]

1. In caso di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione, ogni Alta Parte Contraente può prendere delle misure in deroga alle obbligazioni previste nella presente Convenzione nella stretta misura in cui la situazione lo esiga e a condizione che tali misure non siano in contraddizione con le altre obbligazioni derivanti dal diritto internazionale.

2. La disposizione precedente non autorizza alcuna deroga all'articolo 2 salvo che per il caso di decesso risultante da legittimi atti di guerra, e agli articoli 3, 4 (paragrafo 1) e 7.

3. Ogni Alta Parte Contraente che eserciti tale diritto di deroga tiene pienamente informato il Segretario Generale del Consiglio d'Europa delle misure prese e dei motivi che le hanno ispirate. Essa deve parimenti informare il Segretario Generale del Consiglio d'Europa della data in cui queste misure hanno cessato d'esser in vigore e le disposizioni della Convenzione riacquistano piena applicazione.


Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite


Corte europea dei diritti dell’uomo


ECHR-COE: European Court of Human Rights, Cour européenne des droits de l'homme, Corte europea dei diritti dell'uomo. Fa riferimento alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Vi si può far ricorso per ogni violazione da parte di uno Stato contraente di uno dei diritti garantiti dalla Convenzione. Sito web


Corte penale internazionale


***


ATTENTATI DI PARIGI: LA FRANCIA DEROGA ALLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO


Emanuele Sommario, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, Coordinatore d’unità dell’International Disaster Law Project


L’eccezione per motivi di emergenza nel diritto internazionale dei diritti umani

di Lauso Zagato



Articoli collegati:


Erdogan contro la Ue: "Venite qui". E attacca Roma: "Non indaghi su mio figlio". Renzi risponde

"L'Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe? Con l'Italia rapporti a rischio", minaccia il presidente intervistato da Rai News 24. Il premier italiano: "Giudici rispondono alla Costituzione. Chiamiamo questo "Stato di diritto" e ne siamo orgogliosi". La Federazione calcistica turca licenzia 94 persone fra arbitri, guardalinee e dirigenti

02 agosto 2016


Erdogan: "Da indagine su mio figlio a Bologna a rischio i rapporti con l'Italia"

Il presidente turco parla del lavoro della procura emiliana: "Dovrebbero occuparsi piuttosto di mafia". L'ira del premier Renzi: "I giudici rispondono alla Costituzione italiana, non a lui"

di GIUSEPPE BALDESSARRO

02 agosto 2016


IL CONTROCOLONIALISMO DI ERDOGAN IN GERMANIA

1 agosto 2016


Segnalo questo interessante articolo, del quale consiglio la lettura:

La Turchia rimanga nella famiglia europea

THORBJØRN JAGLAND *  -  20/08/2016

*Segretario Generale del Consiglio d’Europa

http://www.lastampa.it/2016/08/20/cultura/opinioni/editoriali/la-turchia-rimanga-nella-famiglia-europea-0P9eviSCS1nYtTmnMdyVWM/pagina.html


Il documento segreto dell’intelligence europea sul golpe in Turchia

18/01/2017

Un rapporto segreto dell’Intcen (centro di analisi dell’intelligence europea) sul fallito colpo di Stato contro Erdogan è stato mostrato al quotidiano britannico The Times.
Contenuto non rivoluzionario, tempismo del leak non casuale, conseguenze non imprevedibili.



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Salvini, la politica degli insulti


LA POLITICA DEGLI INSULTI

26 luglio 2016


L'on. Matteo Salvini è un inadeguato al suo ruolo oltre la limitata cerchia della maggioranza dei leghisti a lui consentanea, un fustigatore esagerato delle magagne altrui (sicuro indizio di coda di paglia), un chiagne e fotte, degno erede del suo mentore Maroni, persona intelligente e capace, che per fare carriera politica alla corte del re dei chiagne e fotte, Bossi, che seppe inventarsi, propagandare ed imporre un'inesistente questione settentrionale, talvolta si abbassa anche lui all'eloquio e a mezzucci da troglodita.

Salvini, soprattutto, è un contaballe (altro indizio infallibile di coda di paglia), la maggiore delle quali è che la riforma Fornero delle pensioni (2011) abbia portato l'età di pensionamento a 67 anni, e la sua autrice merita per questo la gogna e il dileggio, facendo finta di dimenticarsi che è invece stata la riforma Sacconi (2010), votata anche dalla Lega Nord, ad averlo deciso.[1] Da questo punto di vista è un degno competitore del contaballe Renzi.

Uno dei segni del declino italiano (e talvolta europeo) è che politici contaballe di terza o quarta fila come Salvini e Renzi (o Hollande in Francia e la Merkel in Germania) sono assurti a ruoli di leader nazionali.


[1] Lettera all’On. Matteo Salvini



Post e articoli collegati:


Boeri-Ichino-Moretti ripropongono le gabbie salariali


Sud, false opinioni, alcuni dati e proposte


Eurodeputati scrivono a Schulz: “Sanzioni Salvini dopo gli insulti alla Boldrini”

La lettera di tre parlamentari: «Il paragone con una bambola gonfiabile offende tutti i cittadini». Condanna del presidente Ue: ma non si possono prendere provvedimenti

29/07/2016


Salvini, naturalmente, ha emulatori nel suo partito.

"Boldrini va eliminata fisicamente"

Frase choc scritta dalla capogruppo leghista di Musile contro la presidente della Camera dei deputati. Il Pd: "Frase che va al di là di ogni forma di libertà d'espressione. È istigazione alla violenza".

di Giovanni Monforte

30 luglio 2016



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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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