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UE, rilancio del progetto europeo



Les principales propositions d’Emmanuel Macron pour relancer le projet européen

Le président de la République a exposé à la Sorbonne une série de propositions et une méthode pour élaborer une feuille de route sur dix ans pour l’Union européenne.

Le Monde.fr avec AFP | 26.09.2017 à 17h26 • Mis à jour le 26.09.2017 à 20h46


Il sogno europeo sta rischiando di svanire; “il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia. Come poi è effettivamente avvenuto”.[1]

“L'interprete di questa visione neoliberista ed elitaria è diventata da anni la Germania, da quando, nel 2005, Angela Merkel ha iniziato la sua esperienza di governo alla guida dei Tedeschi”.[2]

Il discorso di Macron è importante, ma a condizione che alle parole seguano i fatti e soprattutto che la Francia non faccia prevalere il suo interesse di bottega (prestigio e scudo finanziario tedesco) al progetto di riforma dell’Unione Europea, un progetto che abbia come traguardo di medio termine un assetto federale (Stati Uniti d’Europa), anticipandone prima possibile elementi che riequilibrino i rapporti economici sbilanciati e insostenibili a lungo che caratterizzano l’attuale Eurozona.[3]

Per l’Italia, il nocciolo della questione è che con l'attuale assetto monco dell'Euro, tarato sull'economia tedesca, l'Italia (con gli altri Pigs) sta a metà del guado. O si torna indietro o si va avanti verso un’Europa federale. Abbiamo, perciò, tutto l’interesse a sostenere il presidente francese Macron, se rimane coerente, anche per rompere la diarchia franco-tedesca, in cui la Francia svolge il ruolo di chaperon interessato della egemone Germania.

Credo che Gentiloni e Macron non debbano farsi soverchie illusioni. C'è da chiedersi: perché l'egoista ed arrogante Germania dovrebbe accettare la riforma dell'attuale assetto dell'UE e, in questo ambito, dell'Euro che la favorisce e ne ha determinato la supremazia in Europa, che essa ha ricercato a più riprese fin dal tempo di Carlo Magno, passando per Otto von Bismarck e Adolf Hitler?

Gli arroganti capiscono solo il linguaggio della forza.

Per cui io non ho molta fiducia che la “bottegaia” Merkel agevoli il rilancio del progetto europeo. Come ha dichiarato lei stessa al vertice di Tallin “occorre parlare dei dettagli”;[4] e il ministro delle Finanze Schaeuble a SKY-TG24,[5] a sua volta, ha detto che la politica economica dell’UE non cambierà e che la Germania sarà favorevole a mettere in comune le Forze Armate. Evidentemente, per giovarsi dello scudo atomico francese e ridurre le spese: Ma il campo militare è solo una parte, piccola anche se importante, del nuovo assetto che si deve realizzare. E' sul resto che si gioca la vera partita per il popolo dell'Eurozona. Che ha già pagato un prezzo salato all'egemonia della Germania. Che ha voluto finora solo i vantaggi e rifiutato gli oneri della sua egemonia. La massone reazionaria Merkel (assieme al Maestro Venerabile Schaeuble) è stata dal 2005 la curatrice della costruzione in ambito UE di questo assetto leonino di autoesclusione della Germania dalle perdite, per giunta raccontando al popolo tedesco l'opposto.[6]


[1] Il piano Kalergi e la genesi dell’Unione Europea oligarchica


UE malata, governata dalla destra reazionaria, con la complicità dei sedicenti socialisti


[2] Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi


[3] I difetti strutturali dell’Euro


[4] A Tallinn il vertice delle incognite. Merkel chiede tempo sulle riforme

Cena informale dei Ventisette prima del summit odierno su digitale e Web tax. La cancelliera: bene le idee dell’Eliseo, ma dobbiamo ancora parlare dei dettagli

MARCO BRESOLIN  -  29/09/2017


[5] Germania, Schäuble: "La politica delle finanze non cambierà dopo le elezioni"

WOLFGANG SCHAUBLE A SKY TG24 HD: UE/ BENE MACRON ALLA SORBONA, URGENTE UNA DIFESA UNICA EUROPEA

Venerdì, 29 settembre 2017 - 15:29:00


[6] Allego questa analisi tecnico-economica molto interessante e molto istruttiva che svolge una critica severa della politica economica attuata dalla Germania dall’introduzione dell’Euro, inclusa la riforma Hartz:

Esportare depressione, la formula tedesca da ribaltare
Gli stimoli Ue e le riforme non funzioneranno se non si superano i freni imposti dalla Germania
Sergio De Nardis* - 19/12/2014

http://www.linkiesta.it/austerity-tedesca-esporta-la-depressione  
NB: Vedi anche l’altra analisi dello stesso autore in essa linkata.


Appendice


1. La quota di export dell’Italia verso tutta l’UE è pari al 56% circa del totale; verso l’UEM a 19 al 42%; verso la Germania al 12,5%.[*] Tra i prodotti, le parti e accessori per autoveicoli e loro motori pesano complessivamente il 3%; le macchine di impiego generale l’11%.[*]

2. Le esportazioni (pari complessivamente a 420 mld circa) rappresentano il 25% del PIL. I problemi stanno nell’altro 75%, che vale il triplo.

3. La produzione manifatturiera italiana è calata con la crisi di quasi il 25%, ben prima delle sanzioni alla Russia, a causa degli effetti recessivi determinati dal mastodontico consolidamento fiscale (330 mld cumulati), imposto all'Italia dalla Commissione Europea Barroso (politica economica) e dalla BCE (politica monetaria e lettera del 5/8/2011 al governo italiano), per ordine della Germania.[**]

4. E’ positivo che la Germania importi i prodotti italiani (semilavorati per i prodotti tedeschi ad alto valore aggiunto), è sbagliato prefigurare un ruolo per l’Italia prevalentemente ancillare alla Germania.

5. In ogni caso, la leadership impone degli oneri che la Germania rifiuta di accollarsi (cfr. l’articolo di Sergio De Nardis), vuole solo i vantaggi, a spese dei partner (oltre che del resto del mondo), che vengono pian piano spoliati: il patto UE, come si è andato realizzando nella prassi in termini di interpretazione e applicazione delle regole al di là dei trattati (che pochissimi hanno letto), è squilibrato e iniquo e va di conseguenza riformato al più presto, togliendo o limitando, intanto, alla Germania il potere di interpretazione ed applicazione delle norme e facendo chiarezza sui vantaggi/svantaggi dell'attuale assetto. Chi lo debba fare è importante, io penso che vi debba provvedere il Parlamento Europeo.


[*] Aree geografiche di destinazione dell'export italiano (valori in milioni di euro)

Peso percentuale sul totale

………………………………....2015…2016…30/6/16…30/6/17

Europa…………………….........65,6….66,3…...67,3…….66,8

Unione Europea a 28.…..............54,8….55,9…..56,9….….56,5

di cui UEM a 19…………......…40,0….41,0…..41,8…......41,6

Paesi europei non UE..................10,8….10,4…..10,4….....10,3

Africa…………………...…...…..4,6…...4,2…....4,1………4,0

Africa settentrionale….................3,2…...3,0…....3,0………2,8

Altri paesi africani…...............….1,4…...1,2.…...1,1………1,2

America……………….....…….13,0…..12,8….12,5……..12,8

America sett.le ………….............9,6…....9,7…...9,6….......9,8

America centro mer.le..................3,3…….3,1…..2,8……...3,0

Asia………………………….…15,0…..14,8….14,2.……14,6

Medio Oriente……….......…...….5,2…...4,8…....4,7……...4,4

Asia centrale………………....….1,4…...1,4…....1,4…...…1,3

Asia orientale………….......….....8,5…...8,6…....8,1…...…8,9

Oceania e altri territori..................1,8..…1,9….…1,9….…..1,8


[**] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti



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La classifica dell’Italia spesso non è giustificata dai dati oggettivi



I cialtroni delle classifiche

Carlo Clericetti  -  28 LUG 2017


E’ vero, è un problema molto serio, la cattiva fama del nostro Paese, spesso non giustificata dai dati oggettivi. Le concause, a mio avviso, sono, da una parte, l’inclinazione marcata di milioni di Italiani all’autodenigrazione (in fondo, l’Italia è uno Stato giovane, ha appena 156 anni, ed è nato, dopo oltre un millennio di divisione in staterelli che ha agevolato l'invasione e occupazione straniera, con una sorta di regalo-annessione di Giuseppe Garibaldi al re del Piemonte, Vittorio Emanuele II); da un’altra, la scarsa autostima come popolo e, di conseguenza, come dirigenti politici; dall’altra ancora, la tendenza di alcuni (troppi) alla fellonìa.

Per la prima - l’autodenigrazione -, basta una minima frequentazione dei luoghi di discussione, fisici o virtuali, per toccarla con mano e rendersi conto che è una caratteristica estesissima.

Per la seconda - la scarsa autostima dei politici, riflesso della scarsa autostima del popolo in genere -, basta fare alcuni esempi:

1. Il Trattato di amicizia Italia-Libia, iniziato da Prodi (che però rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso, con un costo di 5 mld $, 250 mln all’anno per 20 anni) e sottoscritto da Berlusconi; con l’aggiunta dell’indecoroso spettacolo della sceneggiata di Gheddafi in occasione della sua prima visita in Italia e del baciamano di Berlusconi al medesimo Gheddafi.

2. La gestione della crisi da spread, che tanti sacrifici ha imposto ai poveri cristi, con i media italiani che hanno fatto da cassa di risonanza dei problemi e dei dissidi interni al governo, con riflessi immediati sullo spread.[1]

3. La cosiddetta flessibilità ottenuta a fatica dall’Italia, che ha fatto la figura del questuante spendaccione e reprobo, mentre altri Paesi se ne sono bellamente fregati, dei limiti imposti dai trattati e dalla Commissione europea, che ha chiuso entrambi gli occhi:

EUROSTAT – Deficit/Pil

................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia.........-1,5...-2,7..-5,3...-4,2..-3,5..-2,9...-2,9...-3,0...-2,6...-2,4

Francia.…-2,5...-3,2..-7,2...-6,8..-5,1..-4,8...-4,0...-4,0...-3,5...-3,4

Spagna....+2,0..-4,4.-11,0..-9.4..-9,6.-10,4...-6,9...-5,9...-5,1...-4,5

GB............-3,0..-5,0..-10,7..-9,6..-7,7...-8,3...-5,6...-5,6...-4,4..-3,0

Germania.+0,2.-0,2...-3,2...-4,2..-1,0…-0,1...-0,1..+0,3..+0,7..+0,8

Olanda….+0,2.+0,2...-5,4...-5.0..-4,3...-3,9…-2,4..-2,3...-2,1..+0,4

4. Le innumerevoli volte in cui l’Italia ha sottoscritto trattati o accordi internazionali in cui venivano statuite clausole che danneggiavano l’interesse del nostro Paese, facendo la parte dei fessi, per poi, da un canto, lamentarsene; e, da un altro canto, cercare di eluderle (spesso marginalmente), facendo la figura dei furbi stupidi. Perché, a mio avviso, ci sono due categorie di furbi: quelli intelligenti, come i Tedeschi, che si prendono i vantaggi e fanno pure le vittime, e quelli stupidi, come gli Italiani, che si prendono gli svantaggi e passano anche per furbi e inaffidabili. Vedi, ad esempio, l’Unione bancaria o, più in generale, l’attuale assetto monco dell’Euro.

5. Oltre al caso delle spese della Sanità, evidenziato dallo studio comparativo, io aggiungerei quello della spesa pensionistica, molto più agitato dai censori interni ed esterni contro l’Italia, perfino dalla Francia (vedi il presidente francese Sarkozy, che derideva il PdC Berlusconi, che aveva già varato la severissima riforma delle pensioni SACCONI ma la gestì in maniera pessima dal punto di vista comunicativo) che una riforma severa delle pensioni non l’ha ancora oggi implementata, anzi qualcuno ha chiesto di ritornare al pensionamento a 60 anni (per un confronto internazionale, cfr. la nota 2).

Per la terza - la fellonìa -, allego questa recente intervista al prof. Giulio Sapelli, che mi ha incuriosito molto:

“Fin dall'inizio avevo detto che questa partita sarebbe stata preclusa all'Italia. Fincantieri è entrata in un gioco senza partita. La Francia non cede le chiavi di un porto militare a un Paese straniero. E le ragioni riguardano l'interesse nazionale. Queste sono cose che possono accadere solo in Italia, dove molti politici fanno gli interessi di altri Stati”.

Ovvero?

“I nomi li farò in un libro. Si possono elencare uno a uno con lo Stato accanto”.[3]


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Note:


[1] Le determinanti dello spread


[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


[3] Fincantieri-Stx, intervista a Giulio Sapelli. "L'Italia si illude, alla fine abbasseremo la testa davanti al gollismo di Macron"

Intervista all'economista. "Fincantieri è entrata in un gioco senza partita. La Francia non cede le chiavi di un porto militare a un Paese straniero"

26/07/2017 15:03 CEST | Aggiornato 26/07/2017 15:10 CEST

Bianca Di Giovanni


Appendice


Un caso particolare è quello della classifica della corruzione, fenomeno beninteso reale e consistente in Italia, ma la cui dimensione è alimentata da una bufala.


60 MILIARDI: UNA STIMA GROSSOLANA

L’Italia genera la metà del giro d’affari della corruzione in Europa, con un costo per la collettività di 60 miliardi di euro l’anno. Questi i titoli sui giornali e telegiornali che sintetizzano il primo Rapporto dell’Unione Europea sulla corruzione, a firma del Commissario agli Affari Interni Cecilia Malmstrom. In questa notizia una grossa confusione e un triste dato di verità. La confusione sta nella cifra e nella quota italiana. Il dato di 60 miliardi di euro l’anno nasce da una grossolana stima, figlia di un curioso passaparola: nel 2004 stime mondiali indicano nel 3-4 per cento del Pil il costo della corruzione, percentuale che, applicata al Pil italiano, genera quella cifra. Chi per primo fa questo calcolo abborracciato ottiene la cifra di 60 miliardi di euro. Un numero che poi viene passato di rapporto in rapporto, ogni volta precisando che è una stima approssimativa, ma continuando nella sua fortunata carriera di unico numero disponibile. Non comparabile, tra l’altro, con il dato europeo di 120 miliardi di euro, dal cui confronto emerge infine il nostro triste primato di detentori della metà del fenomeno comunitario. Questo pasticcio segnala la bassa qualità dell’informazione, e la difficoltà di quantificare un fenomeno che, in quanto illegale, per sua natura è di difficile stima. [...]

Corruzione: come mai l’Italia sta peggio?

Michele Polo  -  04.02.14


La bufala dei 60 miliardi di euro di corruzione in Italia

DAVIDE DE LUCA BLOG  -  3 FEBBRAIO 2014

http://www.ilpost.it/davidedeluca/2014/02/03/la-bufala-dei-60-miliardi-euro-corruzione/  


La leggenda dei 60 miliardi, stima falsa che tutti citano

–di Caterina Guidoni

21 agosto 2016



Articolo collegato:


Italia poco competitiva? O magari no 

Carlo Clericetti  -  27 SET 2017



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permalink | inviato da magnagrecia il 27/9/2017 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi



                                                     Risultati immagini per economisti                                                        

Neppure Adam Smith, il padre del liberismo, si fidava molto degli economisti come categoria (“Quella setta di uomini di lettere che si chiamano Economisti”). Ancor meno degli imprenditori come leader politici, perché egli considerava gli imprenditori “un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni. Ma, come dimostrano prima Berlusconi in Italia ed ora Trump negli USA, le vie delle candidature e dei successi elettorali per milioni di elettori sono imperscrutabili e portano a conclusioni diverse.

Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.

Quando, poi, a restare vittima del predetto imbonitore è l’intera categoria degli economisti, con la loro generale, per me incomprensibile, vera e propria disfatta sulla conoscenza dei rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti, ben il quadruplo quelle di Berlusconi (267 mld) rispetto a quelle di Monti (63 mld) e molto più inique, ma l'austerità e gli effetti recessivi sono stati ascritti interamente a Monti (un fraintendimento analogo è avvenuto per la riforma delle pensioni Monti-Fornero, molto meno severa della riforma Berlusconi-Sacconi), sorge qualche serio dubbio sulla loro capacità di sceverare il grano dal loglio, figuriamoci di amministrare la Cosa pubblica con saggezza e giustizia.


Che io ricordi, i primi, o tra i primi, che dovetti adeguatamente “redarguire” a causa della loro ignoranza circa gli importi delle manovre finanziarie correttive varate dai governi Berlusconi e Monti, furono due professori di Economia, degli otto invitati, nel 2012, dal quotidiano Europa a commentare i programmi di Bersani e Renzi per le elezioni primarie del PD.


Bersani-Renzi, non così lontani

Emilio Barucci (Politecnico di Milano)  -  5 ottobre 2012


Conta l'agenda Monti

Marco Leonardi (Università Statale di Milano)  -  5 ottobre 2012

link sostituito da:


Per la cronaca, questi gli altri quattro invitati (degli ultimi due, Nannicini e Raitano, non c’è traccia).


Troppe tasse, dem d’accordo

Filippo Taddei (Johns Hopkins University)  -  3 ottobre 2012


Renzi e le tasse, un po' di dubbi

Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca)  -  4 ottobre 2012


Politica industriale sì ma come?

Franco Mosconi (Università di Parma)  -  5 ottobre 2012


Ma la Renzonomics è compatibile con Vendola?

Antonio Nicita (Università di Siena)  -  5 ottobre 2012


Poi, tutta una serie. Per alcuni, furono censurati i miei commenti, ad esempio sui siti di LaVoce.info[1] ed Economia e Politica[2], mentre Sbilanciamoci, che non aveva neppure la moderazione dei commenti, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha modificato l’URL ai suoi articoli, tolta la possibilità di commentare e cancellato i commenti “scomodi” (segnatamente quelli concernenti miei dialoghi con professori sulla BCE). Non è usuale veder raggiungere le vette censorie de LaVoce.info (determinandomi a cancellarmi dalla sua newsletter), ma un po’ tutti i professori hanno il vizietto della censura.

Tra i commenti, spiccano gli ultimi quattro: Giulio Sapelli, Elsa Fornero, Mario Monti e Francesco Daveri.


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Di Tommaso Nannicini, bocconiano, attualmente Sottosegretario di Stato e consigliere economico del governo Gentiloni, dopo esserlo stato del governo Renzi, commentai severamente questi due articoli:


L’Agenda compatibile

Tommaso Nannicini  -  2 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/137491/lagenda_compatibile


L’equità per pochi

Tommaso Nannicini  -  27 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/138068/lequita_per_pochi

__________________________


Note:


[1] BILANCIO DEL GOVERNO MONTI

a cura di La redazione 11.12.2012

Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza? Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.

link sostituito da:

Come si può notare leggendo l’e-book, anche le due redattrici del testo del capitolo pensioni attribuiscono erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni anche per i lavoratori pubblici e privati e le lavoratrici del settore pubblico, cui aveva già provveduto la riforma Sacconi del 2010.

2. Pensione di vecchiaia ordinaria. Già a partire dal 1° gennaio le categorie di lavoratori e per le lavoratrici del settore pubblico l’età minima viene elevata a 66 anni, in luogo di 65 anni. Per le lavoratrici del settore privato l’età sale a 62 anni (invece di 60 anni) per il requisito della vecchiaia, o in alternativa 60 o 61 anni con il sistema delle quote (se gli anni di contributi sono sufficienti). Il requisito minimo sale a 63 anni + 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016, a 66 anni nel 2018. Analoghe modifiche valgono per le lavoratrici autonome. (pag. 13)

Riporto il mio commento censurato (che smentiva quanto era scritto nel loro documento, v. la presentazione di Tito Boeri (“Il Governo Monti in un solo anno ha fatto molto di più degli esecutivi che l’hanno preceduto, governando per intere legislature.”) e a pag. 20 il capitolo “Shock fiscale” di Francesco Giavazzi, che sciorina anche qui la fesseria mondiale – anche nel senso che ha avuto purtroppo per i poveri cristi un’eco e applicazione mondiale nell’ambito delle terapie somministrate dalla famigerata troika – della tesi Alesina-Giavazzi che il moltiplicatore dell’aumento delle tasse è più recessivo del taglio delle spese, cfr.   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/):

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili, è tutto un altro discorso. 


[2] La censura si è realizzata in due fasi: prima hanno pubblicato il mio primo commento e censurato la prima versione della mia replica; poi, hanno censurato tutto, lasciando però la risposta dell’autore dell’articolo.

E’ dalle importazioni che nasce il taglio delle tasse

Di Giorgio Gattei - 14 settembre 2015


"e per la dura compressione della domanda interna indotta dalle politiche di austerità dei governi Monti e Letta".

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle Monti (ancor di più di quelle Letta):

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale  329,5 mld.

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


È curioso che di tutta la mia argomentazione si sia presa a pretesto una osservazione incidentale sulla politica economica del governo Monti (e Letta) per dimostrare che il governo Berlusconi ha fatto peggio. E chi lo nega? Ma l’agire del governo Monti, comprimendo (pro quota sua) la domanda interna, ha aggravato la crisi, come lui stesso candidamente ha ammesso in una intervista al Salone del Tessile: “quando leggo titoli che dicono: Monti ha contribuito alla recessione, io rispondo: Certo” (“il Sole-24 ore”, 21 settembre 2015). Allora di che stiamo parlando? Non Sarebbe più utile capire perché il governo Renzi, per invertire la tendenza sfruttando il quantitative easing europeo (era ora!) che spinge le esportazioni ma aggrava le importazioni, si trovi costretto a rilanciare la propensione al consumo? Almeno nelle intenzioni, sebbene si sappia che l’inferno è lastricato di buone intenzioni…


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Nessun pretesto (mi permetto di segnalare amichevolmente che questo termine oggettivamente gratuito è un piccolo segnale di coda di paglia).

1. Sono 4 anni che contrasto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero: Lei lo sapeva?)

2. E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (4 a 1, anche per l’equità), che è almeno“curioso” attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

3. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, beccandosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.

4. Io mi aspetterei questi strafalcioni – e le eventuali, conseguenti reazioni piccate - solo da tipi disinformati e/o scandalosamente mendaci e affetti da amnesia interessata come Salvini (sia per le pensioni che per le manovre correttive, cfr. Lettera all’On. Matteo Salvini   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html   oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html ), non da accademici.

(censurato)


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Ho ritenuto opportuno di fare solo questa segnalazione perché:

1. Sul resto sono d’accordo.

2. Sono 4 anni che combatto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero).

3. E’ tale la dimensione del rapporto quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, pari a 4 a 1, anche per l’equità), che è curioso–ma, com’è noto, lo fanno quasi tutti - attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

4. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. questo mio post del 2012 Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, prendendosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.



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http://vincesko.blogspot.com/2017/09/anche-gli-economisti-sono-stati-vittime.html  




Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL



Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa a Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL, dopo la sua ennesima esternazione mendace sulle responsabilità della professoressa Elsa Fornero in tema di pensioni, questa volta relativa all’introduzione dell’adeguamento periodico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.

Poiché non è la mia prima lettera che gli invio su chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, ma lui imperterrito continua a DISINFORMARE, ho calcato un po’ la mano e mandato la lettera per conoscenza agli altri due segretari generali, della CGIL, Susanna Camusso, e della CISL, Annamaria Furlan (ai quali avevo già scritto), colpevoli anch’essi talvolta dello stesso peccato di attribuire alla riforma Fornero misure varate dalla riforma Sacconi. Francamente, lo capisco, se è intenzionale, per la Furlan, la cui Confederazione, capitanata all’epoca da Raffaele Bonanni, fu complice, assieme alla UIL, con a capo Luigi Angeletti, della severa riforma delle pensioni Sacconi; non lo capisco per la Camusso, la cui Confederazione fu l’unica a opporsi e a manifestare contro la manovra del DL 78 del 31.05.2010, Legge 122/2010, il cui articolo 12 contiene la riforma Sacconi.


Riforma delle pensioni, adeguamento all'aspettativa di vita

Da:  v

14/9/2017  14:58

A:  segreteriagenerale@uil.it   CC  segreteria.camusso@cgil.it    segreteria.generale@cisl.it


Al Segretario Generale Carmelo Barbagallo

p.c. Alla Segretaria Generale Susanna Camusso

p.c. Alla Segretaria Generale Annamaria Furlan

Cito da Huffington Post: "Chiediamo il congelamento dell'aspettativa di vita - ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, l'innalzamento automatico rischia di essere dirompente, l'ennesimo danno dopo la legge Fornero".

Egr. Segretario generale Barbagallo,

Sorprende che Lei, segretario generale della UIL, la confederazione sindacale che, avendo a capo Luigi Angeletti, avallò nel 2010 la severissima riforma delle pensioni SACCONI, ignori o faccia finta di ignorare che NON è stata la riforma delle pensioni Fornero (sulla quale Lei cerca di scaricare come al solito le proprie colpe ed i propri sensi di colpa), ma la riforma delle pensioni SACCONI, ministro del Lavoro del governo Berlusconi, a introdurre l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (DL 78/2010, art. 12).

(( art. 12, comma 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori, incluso Lei, in una crociera apposita, a spese della UIL.

Per un'analisi comparativa, allego:

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

La reinvito, pertanto, ad evitare in futuro, assecondando la vulgata che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, di attribuire alla millantatrice professoressa Fornero (che ha alimentato questa DISINFORMAZIONE, non limitandosi a modificare e/o integrare la legislazione precedente, ma ripetendo nel suo DL 201/2011, art. 24, misure già varate dalla riforma Sacconi e in vigore dall'1.1.2011) responsabilità che non ha ed a raccontare finalmente e semplicemente la verità.

Distinti saluti,

V.


____________________


Note:


Nel 2010, inviai una serie di email molto critiche ai segretari generali della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL 78 (62 mld cumulati, addossati perfino sui poveri col taglio feroce del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni e lasciando quasi indenni i miliardari e i milionari); peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL.

Riporto una delle e-mail.

E-mail a CISL_Manovra finanziaria

Manovra finanziaria

Da v

27/5/2010 18:36

AL SEGRETARIO GENERALE
AL RESPONSABILE UFFICIO PREVIDENZA CISL
E' inaccettabile che lo slittamento delle pensioni di vecchiaia, previsto in 6 
mesi nella stessa bozza del DL sulla manovra economica reperibile sui 
principali giornali on-line e nel sito Tesoro.it fino a ieri sera, sia passato 
– chissà perché e senza colpo ferire - a 12 mesi, con un minor introito per i 
64enni, a vario titolo disoccupati, di migliaia o decine di migliaia di €, 
mentre i percettori di reddito privati, anche milionari, non pagheranno un 
centesimo per il risanamento dei conti.
E' inaccettabile che Luigi Angeletti, nonostante ciò, continui ad esprimere un 
giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra finanziaria. 
Vien da chiedersi: ma che sindacato è diventata la CISL? E che sindacalista è 
Raffaele Bonanni?
V.


Crociere e gioielli con i soldi della Uil”, Barbagallo Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita

Il segretario del sindacato: "Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione". L'ex numero uno: "Era per discutere in maniera approfondita, e per più giorni, dei contratti del pubblico impiego"

di F. Q. | 17 settembre 2016


A processo vertici Uil: "Crociere e gioielli con i soldi del sindacato"

Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti. "I due viaggi nei mari d'Europa sono costati 16mila euro ciascuno"

di GIUSEPPE SCARPA

16 settembre 2016



Post e articoli collegati:


Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


Lettera n. 2 al Ministro Maurizio Sacconi


Se il sindacato vuole avere un futuro

Pierre Carniti  -  15 settembre 2017



**********



Grecia, dopo la cura del memorandum



Dal 2014, la stretta imposta dalla troika alla Grecia è stata impressionante. Si è passati da un deficit massimo del 15,1% nel 2009 ad un avanzo complessivo (dopo aver pagato gli interessi passivi) del +0,7% nel 2016.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7...-5,9..+0,7


Il tasso di disoccupazione è calato, ma è ancora superiore al 20%.

Le misure di austerità imposte dalla troika (tagli ripetuti dei salari e delle pensioni, aumento delle imposte e tasse, riduzioni di agevolazioni fiscali, ecc.) sono state controbilanciate da misure sociali, il governo Tsipras, ad esempio:

- ha introdotto il reddito sociale di solidarietà, ovvero un reddito minimo di 200 euro garantito già a 600.000 persone;

- ha reintrodotto nel sistema sanitario, due milioni e mezzo di cittadini greci (in precedenza chi perdeva il lavoro perdeva ogni forma di assicurazione sanitaria) oltre agli immigrati;

- è riuscito a riallacciare la corrente a 90.000 famiglie;

- ha impedito gli sfratti per gli affittuari insolventi pagando da 70 a 120 euro al mese ai proprietari degli immobili; e

- ha offerto un servizio mensa gratuito a 500.000 bambini delle scuole elementari dei quartieri più colpiti dalla crisi.


Dando uno sguardo all’indietro, va rimarcato, a mio avviso, anche:

- l'aspetto finanziario-economico, con, da una parte, il coinvolgimento per un importo significativo (86 mld) del MES (che, rammento, si somma a 2 precedenti salvataggi), non contemplato negli accordi precedenti; l'irrobustimento delle banche e l'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) e, dall'altra, un corposo piano per la crescita (i 12,5 mld del fondo di garanzia di 50 mld, che è un’altra novità rispetto al testo precedente, e soprattutto i 35 mld di finanziamenti UE);[1]


Ecco il quadro dell'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) per la Grecia grazie al memorandum accettato da Tsipras ed agli aiuti UE, con un’analisi comparativa tra gli stessi Paesi esaminati nella tabella precedente relativa al deficit/Pil.

BANCA D’ITALIA – Statistiche di finanza pubblica nei paesi dell’Unione europea - Spesa per interessi (in percentuale del PIL) Tav. 16

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia............4,8…4,9…4,4...4,3…4,7…5,2…4,8…4,6…4,1…4,0

Francia…....2,6…2,8…2,4…2,4…2,6…2,6…2,3…2,2…2,0…1,9

Spagna…....1,6…1,5…1,7…1,9…2,5…3,0…3,5…3,5…3,1…2,8

Gran Br…...2,2…2,2…1,9…2,9…3,2…2,9…2,9…2,7…2,3…2,5

Germania....2,7…2,7…2,6…2,5…2,5…2,3…2,0…1,8…1,6…1,4

Olanda….…2,0…2,0…2,0…1,8…1,8…1,6…1,5…1,4…1,3…1,1

Grecia…….4,5…4,8…5,0...5,9…7,3….5,1…4,0…4,0…3,6…3,2

Grecia. L’incidenza % degli interessi sul Pil è influenzata dal valore del debito pubblico (che per la Grecia è sensibilmente cresciuto), dai tassi (che si sono più che dimezzati) e dal valore del denominatore-Pil (che è diminuito). L’effetto combinato di questi tre fattori (di segno opposto) ha portato al più che dimezzamento dell’incidenza della spesa per interessi sul Pil rispetto al picco del 2011 (3,2 contro 7,3).

Italia. Nello stesso periodo, l’incidenza % della spesa per interessi dell’Italia - che dal marzo 2015, a differenza della Grecia, ha potuto beneficiare del calo dei tassi grazie al QE, ma non ha beneficiato di aiuti UE, anzi è contributrice netta dei vari fondi salva-Stato (60 mld), oltre alla sua quota di prestiti tramite la BCE (17%, considerando solo i Paesi Eurozona) -, è diminuita, per effetto degli stessi fattori di segno opposto (il debito pubblico è cresciuto, i tassi sono diminuiti e il denominatore-Pil è calato di circa il 10%), dal valore massimo nel 2012 del 5,2 al 4 nel 2016 (che è il valore record in UE dopo il Portogallo), cioè in misura inferiore a quella della Grecia.


_______________________________

Note:

[1] L’accordo UE-Grecia non è stato una débacle per Tsipras



Post e articoli collegati:


Grecia, la lingua biforcuta non solo dei levantini ma anche dei nordici dell’UE


Il dettaglio dell’accordo tra Grecia e creditori

ARGIRIS PANAGOPOULOS IL 2 MAGGIO 2017


09.05.17

Raggiunto un nuovo accordo tra governo greco e troika: garantirà risorse fondamentali per ripagare debiti in scadenza. Il prossimo passo sarà la difficile trattativa sulla riduzione del debito. Ma non esistono scorciatoie per la soluzione delle crisi.


Eurogruppo, 15.6.2017

Grecia

L'Eurogruppo ha concluso le discussioni sul secondo riesame, attualmente in corso, del programma di aggiustamento macroeconomico della Grecia finanziato dal meccanismo europeo di stabilità.



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permalink | inviato da magnagrecia il 11/9/2017 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Ritorno parziale della razionalità e del buonsenso. Censura di un mio commento da parte de LaVoce.info



Com’è noto ai lettori del mio blog, ho scritto qua più volte che, dopo la crisi della Grecia, sottovalutata e quindi ingigantita dalla Germania (all'inizio sarebbero bastati 30 mld, invece ce ne sono voluti 300),[1] a differenza degli USA (dove la crisi è nata), c’è stato: in tutta l'Eurozona, una politica monetaria restrittiva della BCE e una politica economica altrettanto restrittiva della Commissione Europea, in particolare in alcuni Paesi tra cui l'Italia, dove è stato implementato (in grandissima parte dal 2010) un consolidamento fiscale sesquipedale recessivo pari a 330 mld cumulati, per 4/5 e 267 mld ascrivibile al governo Berlusconi, ripartito in modo molto iniquo e quindi recessivo al massimo grado, e 1/5 e 63 mld ascrivibile al governo Monti, ripartito in modo più equo.[2]

Soltanto nel marzo 2015, cioè esattamente con 6 anni di ritardo rispetto alla FED, la BCE, finalmente affrancatasi dal “nein” tedesco", ha varato il QE.[3]

Mentre la Commissione Europea ha concesso all'Italia, discriminata rispetto alla Spagna e alla Francia (come dimostrano i dati EUROSTAT[4]), una misera flessibilità, per lo più sprecata in mance elettorali. 

Ne consegue che i governi Letta, Renzi e Gentiloni non hanno molti meriti, poiché campano di rendita su ciò che hanno fatto, nella scorsa legislatura, i governi Berlusconi (in maniera scandalosamente iniqua) e Monti; e hanno potuto distribuire, soprattutto agli imprenditori, ciò che prima andava obbligatoriamente a risanare i conti pubblici. Gli imprenditori hanno ripreso a investire una parte del regalo e ad assumere (ma, com’è noto, per avere un incremento strutturale dell’occupazione, occorre che ci sia un aumento del Pil di almeno il 2%); gli Italiani, sia quelli che i soldi li avevano e li hanno (i depositi bancari e postali, che già superavano i 1.000 mld, si sono incrementati di 100 mld), sia quelli alleggeriti dal peso iniquo del consolidamento, hanno ripreso un po’ a spendere.

Ora, secondo le anticipazioni che si leggono sui giornali on-line, da una parte, il governo Gentiloni intenderebbe continuare con la politica dei sussidi agli imprenditori, indicati come portatori di interessi fondamentali alla ripresa economica e dell'occupazione; dall’altra, si continuano a sprecare elogi alla politica monetaria espansiva della BCE, indicata come fattore esclusivo o preponderante della ripresa economica, e i timori su Paesi come l’Italia, oberati da un enorme debito pubblico, che possono rivenire dalla cessazione o ridimensionamento del QE.

Osservo che si esagera sia nell’un caso – gli imprenditori, che per loro natura sono essenzialmente egoisti e badano solo alla sopravvivenza e allo sviluppo delle loro aziende – che nell’altro - la BCE -. Neppure Adam Smith, economista e filosofo morale, padre del liberismo, aveva molta fiducia nell’altruismo disinteressato degli imprenditori (“un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni”, Ricchezza delle nazioni, conclusione del Libro I); mentre, sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, segnalo questo articolo del prof. Andrea Terzi su LaVoce.info, che evidenzia le novità lì emerse; e il mio commento, che purtroppo è stato censurato. Poiché la censura dei commentatori ritenuti eterodossi è un “vizietto” della liberista e liberale LaVoce.info, mi sono cancellato dalla sua newsletter.


29.08.17


Bell’articolo, chiaro e semplice. Dopo che la crisi economica – gestita in UE ideologicamente - ha distrutto quasi il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane, è il ritorno della razionalità e del buonsenso. Almeno per la politica monetaria della BCE (dal 2015).[5] Aggiungo due avvertenze. La prima avvertenza: il Draghi che parla a Jackson Hole è quello “buono”.[6] La seconda avvertenza, indicata già dall’articolo del prof. Terzi (“tanto più se le politiche fiscali continueranno a non essere all’altezza della fase congiunturale”), è l’inadeguatezza della politica economica Eurozona. In particolare per l’Italia, discriminata per ben 7 anni (cfr. i dati Eurostat che ho riportato in calce all’articolo “In Italia una lunga e lenta ripresa che non basta” http://www.lavoce.info/archives/48308/italia-lunga-lenta-ripresa-non-basta/) rispetto ad altri Paesi, proprio a causa, esclusivamente, dell’elevatissimo debito pubblico, che finora si doveva curare con dosi massicce di austerità ed ora invece – si sostiene anche a Jackson Hole – con una politica economica espansiva.


(Nota: Non lo vedo subito pubblicato, come di solito succede; ma, se lo reinvio, il server mi dice che è un doppione; forse il blocco è dipeso dall’aver indicato, come richiesto da loro, l’URL del mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it, cosa che però, strampalatamente, è ritenuta un tentativo di pubblicità: un altro esempio della strana “logica” degli adepti del neo-liberismo).[7]


[1] «Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi, ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi; oggi i costi sono dieci volte di più».

L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE


[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html ), concedendo all'Italia una misera flessibilità, peraltro sprecata in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche (vedi il Pil strutturale) - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200   


[5] Dialogo sulla politica economica del Governo e la politica monetaria della BCE


[6] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde


[7] La religione neo-liberista

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



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