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Lettera al Prof. Michel Martone sulle sue notizie false sulla riforma delle pensioni Fornero






Pubblico la lettera che ho inviato ieri al professor Michel Martone, ex Vice Ministro del Lavoro nel Governo Monti e attualmente Professore ordinario di Diritto del Lavoro e di Relazioni Industriali alla LUISS, su alcune sue notizie false sulla riforma delle pensioni Fornero, in un suo breve saggio.



Lettera al Prof. Michel Martone sulle sue notizie false sulla riforma delle pensioni Fornero

Da:  v

19:24


ALLA C.A. DEL PROF. MICHEL MARTONE

CC OPEN LUISS, MEDIA, ALTRI


Egr. Prof. Martone,

Rilevo nel Suo articolo-saggio “Perché tutti (s)parlano della Riforma Fornero ma nessuno l’abolisce” http://open.luiss.it/2017/12/19/perche-tutti-sparlano-della-riforma-fornero-ma-nessuno-labolisce/ alcune sorprendenti imprecisioni, che purtroppo alimentano la vulgata sulla riforma Fornero (e sulla spesa pensionistica), che ha fatto in Italia (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all’estero, che sto cercando di contrastare da sei anni. Quindi mi permetto di osservare:


1. «Il decreto in questione, che ha innalzato a 67 anni l’età pensionabile fissata dalla riforma Fornero in 66 anni e 7 mesi».


Scusi, da dove lo ha ricavato? Visto che peraltro Lei attribuisce correttamente – rara avis - la paternità dell’adeguamento alla speranza di vita alla riforma Sacconi?

L’età di pensionamento di vecchiaia oggi a 66 anni e 7 mesi e nel 2019 a 67 è dovuto esclusivamente alla riforma Sacconi.[1]


[1] PENSIONE DI VECCHIAIA (2019)

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 65 nel 2010) a 67 anni nel 2019 e questi 2 anni in più sono di Sacconi, tranne 4 mesi in media di Damiano; quindi lFornero non c’entra (se non per la riduzione di 6 mesi per gli autonomi).

- L'età di pensionamento delle donne del settore pubblico salirà (da 60) quasi senza gradualità a 65 anni nel 2012, deciso nel 2010 da Sacconi a seguito della Sentenza del 13 novembre 2008 della Corte di giustizia dell’Unione europea, ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni), più “finestra” di 12 mesi, più 12 mesi di adeguamento all'aspettativa di vita, e a 67 anni nel 2019, e questi 7 anni in più sono tutti dovuti a Sacconi, tranne 4 mesi in media a Damiano; quindi la Fornero non c’entra.

- L’allineamento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato (da 60) a tutti gli altri (già regolati da Sacconi) a 65 anni più “finestra”, previsto da Sacconi gradualmente entro il 2026 (2023, includendo l'adeguamento automatico), è stato accelerato da Fornero gradualmente entro il 2018, ma in ogni caso 2 anni (da 65 a 67) sono di Sacconi, tranne 4 mesi in media di Damiano.


Aggiungo che la stessa professoressa Fornero, che mi legge p.c., ha lamentato recentemente sia nel suo ultimo libro, sia in interviste l’attribuzione errata alla sua riforma dell’allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni (e di un anno e 3 mesi dell'età di pensionamento anticipato). Ma io temo sia colpa della formulazione insufficiente e poco chiara del testo della norma, nel senso che ella non ha esplicitato il legame della sua decisione molto opportuna tra l'aumento dell’età base e l'abolizione della c.d. “finestra” Sacconi-Damiano, “appropriandosi” così di fatto di entrambe le misure, che infatti TUTTI non a caso le attribuiscono, perfino un Professore ordinario di Diritto del Lavoro e Relazioni Industriali come Lei.[2]


[2] "Rispondeva infine essenzialmente a criteri di trasparenza l’assorbimento delle cosiddette «finestre mobili» nei requisiti anagrafici e contributivi, una modalità che era stata adottata per aumentare un po’ surrettiziamente l’età di pensionamento. Nel commentare quest’ultima misura, mi sia consentita un’annotazione sullo stile di governo dei tecnici (e in ogni caso della sottoscritta): mentre le finestre erano state introdotte con lo scopo di ritardare il pensionamento senza farlo ben comprendere all’opinione pubblica, la loro cancellazione rispondeva a un criterio di trasparenza, riassumibile nel messaggio: «se hai maturato il diritto al pensionamento è assurdo che ti si chieda un anno di “attesa”, peraltro non contato a fini pensionistici». La nostra decisione pertanto fu di rendere esplicito l’anno in più richiesto [sic; in effetti già deciso da Sacconi con la L. 122/2010, art. 12, commi 1 e 2, ndr]. Di fatto, questo non corrispondeva a un aumento dell’anzianità, eppure fu interpretato così, con il seguito di ulteriori aspre polemiche” (Elsa Fornero, “Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni, posizioni nel Kindle 3137-3141).


2. «gli articoli. 22-ter, comma 2 D.l. n. 78 del 2009 (norma Sacconi) e 12 del D.l. n. 78 del 2010, che hanno disposto l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alle aspettative di vita nella formulazione finale che è stata ripresa dall’art. 24, comma 13, del D.l. n. n.201 del 2011 della riforma Fornero».

Più che riprendere, la riforma Fornero (i) lo ha esteso alle pensioni anticipate (ex anzianità) (comma 12); e (ii) ne ha modificato la periodicità da triennale a biennale, “successivamente a quello del 2019” (comma 13), anche se il Ragioniere Gen. dello Stato scrive erroneamente che decorre dal 2019 (gli ho scritto, inviando la lettera p.c. al Presidente della Repubblica, poiché l’errore è stato ripetuto, da ultimo, nella Legge di Bilancio 2018 promulgata a fine anno, ma non mi ha risposto).


3. «il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il decreto di adeguamento dell’età pensionabile».


Per esattezza, la decisione è stata sottratta (dal DL 78/2010, L. 122/2010, art. 12bis) ai politici e attribuita a due alti burocrati a pena di sanzione erariale: il Ragioniere Generale dello Stato, di concerto con la Direttrice Previdenza, che hanno emesso un decreto direttoriale.


4. «L’abolizione della Riforma Fornero costerebbe, infatti, tra gli 80 e i 90 miliardi di euro».


RGS (i) stima il risparmio complessivo dalla riforma Fornero in 350 mld, poi calati a 280 dopo gli interventi legislativi successivi; (ii) scrive che il risparmio è crescente, “passando da 0,1 punti percentuali del 2012 a circa 1,4 punti percentuali del 2020. Successivamente, esso decresce a 0,8 punti percentuali intorno al 2030 per poi annullarsi sostanzialmente attorno al 2045”.


5. «Non è un caso che l’INPS abbia chiuso il bilancio 2015 con un risultato economico di esercizio negativo per 16.297 milioni di euro».


Suggerirei di prendere questa cifra con le molle, sia per la commistione tra spesa pensionistica (compito istituzionale dell’INPS) e spesa assistenziale (a carico della fiscalità generale), sia per la presenza di altre voci spurie, sia per il deficit di INPDAP ed ENPALS incorporati nell’INPS, a causa del loro strutturale mancato versamento dei contributi sociali.[3]


[3] IL BUCO NEI CONTRIBUTI DEL PUBBLICO IMPIEGO

La Cassa degli Statali manda in rosso l'Inps

L'impatto della fusione con Inpdap e Enpals 

Enrico Marro - 1 ottobre 2012


Spero di essere stato utile e che vorrà contribuire in futuro a chiarire con maggiore cura chi ha fatto che cosa in tema di riforme pensionistiche.

Cordiali saluti,

V.



Destinatari:


26/09/2018  19:24

(n. 49)


26/09/2018  19:28 ,

(n. 50)


26/9/2018 19:32

(n. 49)



**********





Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012





Pubblico la seconda lettera che ho inviato sei giorni fa all’Osservatorio sui conti pubblici italiani, dell’Università Cattolica, diretto da Carlo Cottarelli. La prima riguardava la spesa pensionistica, questa seconda riguarda le manovre correttive della XVI legislatura e la responsabilità della recessione. In calce, riporto il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da: v

19/9/2018 17:52


ALL’OSSERVATORIO CPI

p.c. PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI


Spett. Osservatorio CPI,

Traggo dal Vostro articolo (senza data!) “L’andamento del debito dopo la stretta fiscale del 2012

Resta però il fatto che nel 2012 la politica fiscale è stata stretta in modo significativo, attraverso tagli di spesa e aumenti delle tasse pari a 2,4 per cento del Pil. […] La figura 3 riporta i risultati della simulazione. Il rapporto tra debito pubblico e Pil, in assenza della stretta operata da Monti, sarebbe cresciuto più rapidamente di quanto osservato, arrivando nel 2018 a 142,1 per cento (circa 11 punti percentuali al di sopra di quanto attualmente previsto per il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fine di quest’anno).

1. Innanzitutto, osservo che il 2,4% equivale a circa 40 mld, cioè il doppio dell’importo netto della prima manovra di Monti (DL 201/2011, L.214/2011, c.d. decreto “Salva-Italia”), che cifra 32 mld lordi (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi).

2. Quindi almeno la metà è di altri, cioè del governo Berlusconi precedente.

3. Ma vediamo meglio le cifre. Premetto che:

(i) le manovre da me esaminate hanno avuto attuazione anche prima e dopo il 2012;

(ii) l’impatto sul 2012 del primo DL del governo Monti è stimato da RGS in 20,2 mld (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Note-brevi/La-manovra-di-FP/2011-2014/Le_manovre_di_finanza_pubblica_del_2011.pdf  pag. 5, tav. 11); ma

(iii) nel 2012 si sono concretizzate anche le precedenti misure di Berlusconi contenute in ben tre DL mastodontici, molto maggiori, singolarmente, del primo DL di Monti: il DL 78/2010, L. 122/2010, di 62 mld cumulati; il DL 98/2011, L. 111/2011, di 80 mld cumulati (pag. 2, tav. 4); e il DL 138/2011, L. 148/2011 (pag. 2, tav. 5), di 65 mld cumulati, per un totale di 207 mld cumulati per il quadriennio 2011-2014 (contro 62 mld delle due manovre di Monti), per un ammontare rispettivo stimato da RGS in 12, 5 (attribuisco il 50% dell’importo di 24,9 mld che è il totale non cumulato del DL 78/2010 a valere per il biennio 2011-2012), 5,5 e 22,7 mld, pari a un totale di 40,7 mld; solo per info (salvo approfondimento), aggiungo che dalla relazione del Servizio Studi – Dipartimento Bilancio della Camera dei Deputati, risulta per il DL 78/2010 (L. 122/2010) un importo di manovra netta per gli anni dal 2010 al 2013 (in milioni), rispettivamente, di 108, 14.312, 24.952 e 23.985, cioè l'impatto sul 2012 è stimato in 25 mld, maggiore da solo del primo DL Monti.


Saldo netto da finanziare

2010

2011

2012

2013

Risorse





Minori spese correnti

264,5

9.413,4

13.362,9

13.724,9

Minori spese in conto capitale

0,0

1.613,0

1.395,0

1.571,0

Maggiori entrate

848,0

7.835,3

11.671,7

9.359,8

Impieghi





Maggiori spese correnti

984,5

1.911,1

532,3

150,0

Maggiori spese in conto capitale

20,0

320,0

320,0

320,0

Minori entrate

0,0

2.318,4

624,5

200,2






Totale risorse (manovra lorda)

1.112,5

18.861,7

26.429,6

24.655,7

Totale impieghi (misure espansive)

1.004,5

4.549,5

1.476,8

670,2

Manovra netta

108,0

14.312,2

24.952,8

23.985,5

4. Sulla base dei documenti citati, perciò, si può ipotizzare che le misure del governo Berlusconi abbiano avuto un impatto sul 2012 almeno doppio di quelle del governo Monti, per cui ne discende che a quest’ultimo si possono attribuire al massimo 1/3 dei 40 mld iniziali, e cioè 13 mld.

5. Inoltre, va anche considerato che le entrate del primo DL Monti (DL 201/2011-“Salva-Italia”) sono ascrivibili per 23,7 mld all’IMU, ma 4 mld sono relativi all’IMU sulla casa principale, poi abolita (http://www.tesoro.it/primo-piano/article_0101.html).

6. Successivamente, ho trovato in Rete questo video, in cui il professor Cottarelli, soltanto a mo’ di inciso (“peraltro con misure per metà introdotte dal governo Berlusconi”), afferma che la metà dell’importo relativo al 2,4% è stato deciso dal governo precedente. Il video è del quotidiano online Affari Italiani, che ha titolato così:

Debito-Pil, Cottarelli: "Se Monti non avesse contenuto il deficit, il debito sarebbe aumentato"

Sabato, 30 giugno 2018 - 12:29:56

Anche gli altri media hanno titolato nello stesso modo, citando soltanto Monti.

Cioè, come sta succedendo da sette anni, i media - anche perché fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte, volutamente false - hanno completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA che il mastodontico consolidamento fiscale e la recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure severe della riforma Sacconi; come ho già avuto modo di segnalare nel gennaio scorso al professor Cottarelli sia per le manovre che per le pensioni, il quale molto stranamente (forse perché era afflitto da influenza) mi ribatté che non interessa chi l’ha fatto esattamente (sic!).

7. Conclusione. Sorprende e spiace, pertanto, che alimentiate la diffusione di notizie false o fake news o BUFALE sul governo Monti, che (come sulla riforma delle pensioni Fornero) in Italia hanno fatto (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all’estero. Per cui, in conclusione, mi permetto di invitarVi - e di reiterare il mio invito al professor Cottarelli - di dedicare finalmente la Vostra/sua analisi al governo Berlusconi, che ha varato il quadruplo delle manovre correttive del governo Monti, ed a pubblicizzarlo adeguatamente, tenendo conto della superficialità dei media, irretiti dalla DISINFORMAZIONE propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi – pare – tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti, lasciando stare per un po’ il povero, sopravvalutato, ‘diffamato’ governo Monti-Fornero.

Cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mldhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

(cifre analoghe sono riportate da altre fonti, in linea con quelle di RGS e Servizio Studi della Camera dei Deputati).

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


PPS:

E-mail collegata:

Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli



Destinatari:


19/09/2018  17:52

(n. 50)


19/09/2018  19:02

(n. 50) 


19/9/2018 19:11

(n. 47)


19/9/2018 19:12

(n. 50)


19/09/2018 19:14

(n. 50)


19/09/2018 19:17

Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)

Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


19/09/2018 19:18

Commissione Bilancio della Camera

(n. 47)


19/09/2018 19:19

Commissione Finanze della Camera

(n. 45)


19/09/2018  19:21

angelo.baglioni@unicatt.itandrea.boitani@unicatt.itmassimo.bordignon@unicatt.itlorenzo.cappellari@unicatt.itlucava.colombo@unicatt.itrosario.crino@unicatt.itdomenico.delligatti@unicatt.itgianluca.femminis@unicatt.itpiero.giarda@unicatt.itmichele.grillo@unicatt.itmarco.lossani@unicatt.itclaudio.lucifora@unicatt.itmaurizio.motolese@unicatt.itpiero.tedeschi@unicatt.itsimona.beretta@unicatt.itfloriana.cerniglia@unicatt.itemilio.colombo@unicatt.itmario.maggioni@unicatt.itguido.merzoni@unicatt.itfausta.pellizzari@unicatt.itantonio.albanese@unicatt.itantonio.cetra@unicatt.italessandro.dadda@unicatt.itfrancesco.dalessandro@unicatt.itmaurizio.logozzo@unicatt.itmcmalaguti@hotmail.com, stefano.baraldi@unicatt.itandrea.lionzo@unicatt.itpaolo.russo@unicatt.itmario.anolli@unicatt.italberto.banfi@unicatt.itelena.beccalli@unicatt.itmassimo.belcredi@unicatt.itlorenzo.caprio@unicatt.itpaolo.gualtieri@unicatt.itgiuliano.iannotta@unicatt.itmarco.oriani@unicatt.itgiovanni.petrella@unicatt.iteugenio.anessi@unicatt.italessandro.baroncelli@unicatt.itdonatella.depperu@unicatt.itcerif@unicatt.itmanuela.macinati@unicatt.itmario.molteni@unicatt.itrenato.fiocca@unicatt.itannalisa.tunisini@unicatt.itdomenico.bodega@unicatt.itamerico.cicchetti@unicatt.itluigi.manzolini@unicatt.itfederico.rajola@unicatt.it

(n. 50)


19/09/2018  19:22 

(n. 50)




*** 


Riporto, qui di seguito, il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018  17:56

A:  v


Caro V.

conosco bene la sua posizione e come lei dice anche io ho indicato che metà delle misure erano già state introdotte dal governo precedente. Non credo che quello fosse il punto della nostra nota In ogni caso in futuro sottolineerò più chiaramente che parte del misure erano già state introdotte. Noti comunque che un governo può sempre disfare le misure fatte da un governo precedente Quando entra in carica. Quindi aver accettato le misure introdotte da Berlusconi voleva dire fondamentalmente e sottoscrivere quelle misure. Cordialmente. 

Carlo Cottarelli



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

19/9/2018 22:08


Caro professor Cottarelli,

Ritengo utile premettere, ove avesse qualche dubbio, che io non ho niente contro di Lei; ieri, ad esempio, ho inviato una lettera alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, che ha dato una notizia falsa sulla riforma delle pensioni Fornero, se va nel mio blog la trova e ne trova decine di altre dello stesso tenore inviate alle persone più disparate quando propalano bufale.

La “mia” posizione è solo quella della corretta informazione. La Sua qual è? A giudicare dalla Sua terribile “resistenza” a fornire i dati corretti, dopo aver riscontrato quest’ultima prova, io - detto molto francamente - ne ho tratto un giudizio severo.

Lei ha fatto soltanto una dichiarazione verbale, che peraltro tutti hanno travisato: si è chiesto perché? Ha fatto una rettifica? Nel Suo ruolo di depositario della verità sui conti pubblici, che ormai Le hanno attribuito, è il minimo che dovrebbe fare, anche perché rischia che un modesto censore come me, sulla base dei dati, la smentisca inviando una lettera di CONTROINFORMAZIONE a 500 destinatari (ne troverà l'elenco nel mio blog quando pubblicherò la lettera).

L’analisi scritta dell’Osservatorio CPI non fa nessuna menzione di Berlusconi, che ha deciso almeno i 2/3 della manovra di competenza del 2012, ma cita soltanto Monti, che ne ha deciso al massimo 1/3. Io vi ho dimostrato che questi sono i dati corretti: adesso, a mio avviso, Lei non dovrebbe rinviare la precisazione al futuro, ma pubblicare in calce al vostro articolo la mia lettera (come peraltro invitavate a fare, ma stranamente non trovo più l'invito...) o almeno una rettifica. E poi dedicare un po’ del vostro tempo ad analizzare quanto – tantissimo: l’81%! altro che una parte, come Lei insiste a scrivere - fatto dal governo Berlusconi, lasciando perdere Monti, che ha fatto soltanto il residuo 19% e che - Lei dimentica il mio post - ha sostituito Berlusconi, fatto fuori da un complotto sui generis, proprio per COMPLETARE quanto prescritto dalla lettera del 5/8/2011 della BCE, senza cancellare una virgola di quanto già fatto da Berlusconi, atteso che giuridicamente le leggi di Berlusconi non avevano bisogno di nessun avallo o conferma da parte di Monti, come Lei adombra, e come strampalatamente afferma il professor Cazzola per la riforma Sacconi da parte della Fornero, per tacitare la sua lunga coda di paglia (sto provando a scrivere su tutto ciò un libro, inclusa la DISINFORMAZIONE da parte degli esperti).

Non ho affrontato apposta il resto della vostra analisi. Se vuole sapere che cosa ne penso, a mio avviso essa ha un’evidente impostazione ideologica e perciò un epilogo preconfezionato, al quale tutto viene subordinato. Peraltro, sui moltiplicatori gli esponenti passati del FMI hanno fatto una magra figura: errare è umano, perseverare diabolico.

Cordiali saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò queste email nel mio blog.



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018 22:54

A:  v


Mi scuso ma Io no la capisco bene. Cosa centra l'impostazione ideologica e la storia dei moltiplicatori con l'attribuire a Monti o Berlusconi la stretta del 2012?

In ogni caso , Come le ho detto, se Monti fosse stato in disaccordo con quanto fatto da Berlusconi lo avrebbe disfatto. Invece ha proseguito sulla stessa strada Non avendo peraltro alternative. 

Buonanotte

CC (Ottieni Outlook per Android)



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

20/9/2018 17:55


Infatti, ha ragione, se nota io apposta non ne ho parlato per niente nella mia prima email, ho solo dovuto rispondere ora alla Sua osservazione che non era quello il punto della vostra nota.

Scusi, ma a mia volta le chiedo: "Che c'entra che Monti non ha cancellato quanto fatto da Berlusconi?". La risposta è semplice: non poteva e non doveva farlo. Guardi che è solo un'ulteriore prova che Lei ignora(va) che Berlusconi ha ubbidito in tutto alle imposizioni dell'UE (Commissione, Consiglio e BCE), tranne, a causa del veto di Bossi (che si preparava già a nuove elezioni dopo la prevedibile caduta di Berlusconi), per le pensioni di anzianità (concentrate al Nord) e l'accelerazione dell'allineamento delle donne private a tutti gli altri. Cosa che poi ha fatto Fornero, con un sovrappiù di zelo, come ho scritto alla stessa professoressa Fornero, lo trova nel mio blog nella Lettera n. 2 alla professoressa Elsa Fornero, anzi gliela linko perché mi ha anche risposto: http://vincesko.blogspot.com/2018/06/lettera-n-2-alla-professoressa-elsa.html.

Confesso, però, che la mia è una domanda retorica: essa conferma la mia deduzione iniziale di parecchie email fa che Lei è stato una dei quasi 60 milioni di vittime della potente DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra, sia sulle manovre correttive della XVI legislatura che sulla riforma Fornero, ed ora fa resistenza ad ammetterlo con me e soprattutto con se stesso (ovviamente salvo prova contraria).

Ed anche per questo elude le mie richieste di fare una rettifica e un'analisi accurata - da par Suo - sui molto corposi e molto iniqui provvedimenti del governo Berlusconi.

Cordiali saluti,

V.


PS: Per inciso, segnalo che per scrivere il mio libro ho letto, oltre all'ultimo libro della Fornero, il libro di Brunetta del 2014 sul complotto contro Berlusconi e quello di Roberto Napoletano sul periodo della crisi. Brunetta, essendo stato uno dei protagonisti, conosce bene le norme, i fatti e le cifre, ma li interpreta a seconda della convenienza e furbescamente attribuisce la recessione all'inviso Monti; Napoletano ha scritto parecchie imprecisioni, è anche lui una vittima della disinformazione. Ho dato un'occhiata anche al Suo sul debito. Li cito e commento tutti e quattro nel mio libro. 



R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  19:26

A:  v  


Mah, non so….

Lei continua a usare un tono un po’ offensivo e non capisco perché (“da par suo” eccetera)

Non è che aiuta molto il dialogo

Comunque le auguro una buona serata

CC



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

20/9/2018 21:45


No, perché offensivo? Il "da par suo" era sinceramente elogiativo. In fatto di competenza tecnica, io avrei solo da imparare da Lei. Ma forse si riferisce al resto, alla mia voluta severità quando qualcuno "resiste" all'evidenza dei dati, ed allora ha ragione, ma essa è strumentale al raggiungimento dello scopo di diffondere un'informazione corretta. Mi spiace, io sono fatto così, ognuno ha i suoi difetti... Io aborro le informazioni false. E sulle manovre finanziarie della XVI legislatura, di un'evidenza assoluta (i 267 mld di Berlusconi sono più del quadruplo dei 63 di Monti), mi farebbe piacere vederLa dalla parte della verità dei dati, e delle responsabilità che da essi si possono razionalmente inferire. Poi, naturalmente, faccia come crede.

Buona serata,

V.



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  21:54

A:  v  


Mah. Certo che non avrei mai pensato che qualcuno mi prendesse per un difensore di Berlusca....

Buonanotte

CC



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Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, dopo aver letto la sua dichiarazione in cui attribuisce erroneamente alla riforma Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni.

Da:  v

17/9/2018 12:35


ALLA SEGRETARIA GENERALE SIGNORA SUSANNA CAMUSSO

pc MEDIA, SINDACATI


Egr. Signora Segretaria generale Camusso,

Traggo dall’articolo di Repubblica di ieri “Manovra, Salvini e Di Maio affilano le armi. Brambilla contro le pensioni minime a 780 euro: "Spacchiamo il sistema"” http://www.repubblica.it/economia/2018/09/16/news/manovra_brambilla_contro_le_pensioni_minime_a_780_euro_spacchiamo_il_sistema_-206622328/ :

Insiste Camusso: "L'annuncio di quota cento, un giorno a 62 anni, un giorno a 64: numeri al lotto", la possibile riforma "messa come la sta mettendo il governo riguarda una piccola parte, fabbriche del Nord, e una parte della pubblica amministrazione. Ma per un lavoratore edile, per esempio, resta l'impianto della Fornero: deve restare fino a 67 anni sulle impalcature. Se vuoi eliminare delle ingiustizie non lo puoi fare solo per una parte perché la rappresenti elettoralmente. Vuol dire corporativizzare la riforma".

Le segnalo per l’ennesima volta (visti i Suoi reiterati errori in materia pensionistica, ho telefonato tempo fa al Suo ufficio e mi sono accertato che la Sua segretaria finalmente stampasse e Le trasmettesse le mie email) che l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni l'ha decisa la riforma SACCONI (DL 78/2010, L. 122/2010, art. 12 + DL 98/2011, L. 111/2011 + DL 138/2011, L. 148/2011), contro la quale la CGIL fece due scioperi generali, e NON la riforma Fornero (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24), contro la quale la CGIL non ha fatto nessuno sciopero, ma solo rivolto critiche spesso in gran parte infondate, poiché la scambia – come si vede anche in questo caso – con la ben più severa riforma SACCONI. E questo purtroppo è avvenuto non soltanto per bocca Sua, Segretaria Generale Camusso, ma anche di altri dirigenti della CGIL, come ad esempio l’ex segretario generale della FIOM, Maurizio Landini,[1] e l’attuale Segretario generale dello SPI-CGIL, Ivan Pedretti, che per soprammercato, nel suo blog su Huffington Post, censura o fa censurare o consente di censurare i commenti scomodi[2]).

E, infine, non ometto certamente di citare anche gli altri due Segretari generali della CISL, Annamaria Furlan, e della UIL, Carmelo Barbagallo, che, obliterando sistematicamente SACCONI e dando tutte le colpe a Fornero, almeno dimostrano una sorta di coerenza (si fa per dire), poiché i Segretari generali dell’epoca, Bonanni e Angeletti, furono “complici” dell’allora ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi nella stesura della sua severissima riforma delle pensioni.

Dispiace molto e sorprende sinceramente che anche voi della CGIL e voi sindacalisti, quasi tutti, abbiate contribuito e contribuiate ad alimentare una vulgata sulle riforme delle pensioni SACCONI, obliterandola, e soprattutto Fornero, attribuendole tutto, che ha fatto in Italia (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all'estero (inclusi OCSE e FMI).


[1] Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


Cordiali saluti,

V.


Allego:

Susanna Camusso -  Fu Maroni ad agganciare età pensionabile e aspettativa di vita?

Pubblicato:28.11.2017 



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17/09/2018  12:47 

(n. 50)


17/09/2018  13:10

(n. 50)


17/9/2018 13:40

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(n. 50)



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Lettera al Sen. Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento





Pubblico la lettera che ho inviato una settimana fa al senatore della Lega Nord Alberto Bagnai, sulla sua ennesima censura di un mio commento nel suo blog. Ho inviato la lettera per conoscenza alla presidentessa del Senato e ai membri della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, di cui Bagnai è presidente. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Censura

Da:  v

11/9/2018 13:31


Egr. Sen. Bagnai,

Poiché ha censurato il mio commento, glielo invio al Suo indirizzo del Senato.


Goofynomics

lunedì 6 agosto 2018

Ostruzionismo

Citazione: “Ho fatto il mio lavoro: tutelare il diritto di espressione”.


@Alberto Bagnai

Visito questo sito molto raramente, poiché aborro le sette e i censori strampalati. Conoscendo la Sua inclinazione alla censura strampalata, a leggere del Suo compito di "tutelare il diritto di espressione" mi è venuto da ridere e non ho saputo resistere al desiderio di commentare.

Ma forse era il Suo doppio, vista la Sua, almeno per me, inspiegabile adesione, quale sedicente uomo di sinistra, a un partito di destra come la Lega Nord, che ha massacrato i poveri cristi nella XVI legislatura, retto ora - oggettivamente - da un contaballe, forte con i deboli e debole con i forti e i ricchi.

L'unica attenuante che mi viene in mente, avendo letto in passato qualche Suo strafalcione, è la Sua ignoranza in materia pensionistica e di manovre correttive passate.

Seguirò con interesse la produzione normativa del Parlamento e, in particolare, le proposte di legge Sue e del Suo Gruppo parlamentare, sperando di non dover rimpiangere il sedicente socialista Tremonti.

PS: Si può dire contaballe di un contaballe?


Riallego, come prova documentale e a fini di promemoria:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Distinti saluti,

V.


Destinatari:


Commissione Finanze e Tesoro del Senato



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Istanza n. 2 alla Commissione PETI contro la nuova decisione di archiviare la petizione 2401-2014





Alla fine dello scorso luglio, prima delle ferie, il Segretariato della Commissione PETI ha provato di nuovo ad archiviare la mia petizione 2401/2014 contro la BCE, presumo senza che ci siano state novità rispetto alla mia prima istanza (che trovate in calce). Per fortuna, ho fatto appena in tempo a leggerla per caso prima di partire per una vacanza all’estero, ed ho provveduto ad inoltrare subito una seconda istanza, che pubblico di seguito, che è stata esaminata dai Coordinatori alla ripresa dei lavori della Commissione, decidendo di mantenerla aperta (questo è il video della riunione del 3 settembre 2018 della Commissione PETI. A seguire, pubblico la risposta del Segretariato PETI, che ho ricevuto oggi 7 settembre.


Istanza n. 2 relativa alla Vostra nuova richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

Da:  v

6/8/2018  15:29


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Dalla recente newsletter del Parlamento europeo, che ricevo periodicamente, ho ricavato la seguente informazione:

Petitions which it is proposed to close in the light of the Commission's written reply or other documents received

21.

Petition 2401/2014 by Vincenzo Battipaglia (Italian) on the European Central Bank

CM-PE 610,830/REV FdR 1144867


Ribadendo quanto ho scritto nella istanza precedente del 14.12.2017, che richiamo integralmente, io credo che risulti documentalmente che la BCE abbia violato il proprio statuto, sia per avere impartito ad alcuni Stati dell’Eurozona (tra cui l’Italia, si veda la lettera del 5/8/2011 al Governo italiano   http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml) prescrizioni dettagliate di politica economica, come contropartita di acquisti di titoli pubblici, in palese violazione dell’art. 7-Indipendenza, Statuto BCE, che ovviamente deve essere reciproca, sia per aver ritardato il varo di una politica monetaria espansiva, facendo cadere l’Eurozona in deflazione, sia per aver implementato tale politica monetaria espansiva nel 2015, con un ritardo di ben 6 anni rispetto ad altre banche centrali, in palese violazione dell'art. 2-Obiettivi, Statuto BCE, con effetti drammatici sulla vita e il benessere di gran parte del popolo dell’Eurozona. Aggiungo, come già evidenziato, che tale implementazione a) da un lato, non esime da censura la BCE per il ritardo e l’insufficienza delle misure; e b) dall’altro, conferma e corrobora le argomentazioni critiche esposte nella mia petizione del 3.11.2014.

Di fronte a violazioni così patenti del proprio statuto, derivato dai Trattati, da parte della BCE, io credo che il Parlamento Europeo, unico organo direttamente eletto dell’Unione, abbia il diritto-dovere di esprimere il proprio giudizio.

Quindi, mi auguro che la mia petizione – cosa che non era ancora avvenuta fino a dicembre 2017 - sia stata portata all’esame della Commissione PETI e chiedo che lo sia nel caso questo non sia ancora avvenuto.

Vi ringrazio e resto in attesa di essere informato per iscritto al mio indirizzo e-mail dell'esito di questa mia istanza e di ogni altra decisione concernente la petizione 2401/2014.

Distinti saluti,

V.

PS: Segnalo che la petizione 2401/2014 ha 112 cofirmatari.


***


Buongiorno,

Vi inoltro, per Vostra opportuna conoscenza, l'istanza di cui all'oggetto, che ho inviato poco fa al Segretariato della Commissione PETI.

Cordiali saluti,

V.


11/04/2018  15:24 

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu, marco.affronte@europarl.europa.eu, laura.agea@europarl.europa.eu, daniela.aiuto@europarl.europa.eu, tiziana.beghin@europarl.europa.eu, brando.benifei@europarl.europa.eu, goffredo.bettini@europarl.europa.eu, mara.bizzotto@europarl.europa.eu, simona.bonafe@europarl.europa.eu, mario.borghezio@europarl.europa.eu, david.borrelli@europarl.europa.eu, mercedes.bresso@europarl.europa.eu, renata.briano@europarl.europa.eu, nicola.caputo@europarl.europa.eu, fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu, lorenzo.cesa@europarl.europa.eu, caterina.chinnici@europarl.europa.eu, salvatore.cicu@europarl.europa.eu,  angelo.ciocca@europarl.europa.eu, alberto.cirio@europarl.europa.eu, sergio.cofferati@europarl.europa.eu, lara.comi@europarl.europa.eu, ignazio.corrao@europarl.europa.eu, silvia.costa@europarl.europa.eu, andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu, nicola.danti@europarl.europa.eu, paolo.decastro@europarl.europa.eu, isabella.demonte@europarl.europa.eu, herbert.dorfmann@europarl.europa.eu, eleonora.evi@europarl.europa.eu,  laura.ferrara@europarl.europa.eu, raffaele.fitto@europarl.europa.eu, eleonora.forenza@europarl.europa.eu,  elisabetta.gardini@europarl.europa.eu, enrico.gasbarra@europarl.europa.eu, elena.gentile@europarl.europa.eu, michela.giuffrida@europarl.europa.eu, roberto.gualtieri@europarl.europa.eu, kashetu.kyenge@europarl.europa.eu, giovanni.lavia@europarl.europa.eu, curzio.maltese@europarl.europa.eu, fulvio.martusciello@europarl.europa.eu, barbara.matera@europarl.europa.eu, giulia.moi@europarl.europa.eu, luigi.morgano@europarl.europa.eu, alessia.mosca@europarl.europa.eu, alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eu,  

(50)

aldo.patriciello@europarl.europa.eu, piernicola.pedicini@europarl.europa.eu, giuseppina.picierno@europarl.europa.eu, gianni.pittella@europarl.europa.eu, salvatoredomenico.pogliese@europarl.europa.eu, massimiliano.salini@europarl.europa.eu, david.sassoli@europarl.europa.eu, elly.schlein@europarl.europa.eu, remo.sernagiotto@europarl.europa.eu, renato.soru@europarl.europa.eu, barbara.spinelli@europarl.europa.eu, antonio.tajani@europarl.europa.eu, dario.tamburrano@europarl.europa.eu, patrizia.toia@europarl.europa.eu, marco.valli@europarl.europa.eu, daniele.viotti@europarl.europa.eu, marco.zanni@europarl.europa.eu, flavio.zanonato@europarl.europa.eu, marco.zullo@europarl.europa.eu



Ricevo e pubblico volentieri la risposta di oggi del Segretariato della Commissione PETI.


RE: Istanza n. 2 relativa alla Vostra nuova richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

PETI Secretariat<peti-secretariat@europarl.europa.eu>(peti-secretariat@europarl.europa.eu)

7/9/2018 15:41

A  v


Egregio signor V.,

 La informiamo che in data 3 settembre i coordinatori hanno deciso di mantenere aperta la sua petizione. La terremo informata del seguito.

 Cordiali saluti,

La segreteria Commissione per le petizioni



Post collegato:


Istanza al Segretariato della Commissione PETI relativa alla proposta di archiviazione della petizione sulla BCE



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Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli





Pubblico la lettera che ho inviato, lo scorso 30 agosto, sul tema della spesa pensionistica, all’Osservatorio sui conti pubblici, creato dall’Università Cattolica e diretto da Carlo Cottarelli. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Spesa pensionistica

Da:  v

30/8/2018 23:00


Spett. Osservatorio CPI,

Di ritorno dall’estero, dove avevo letto – citato dai giornali - un Vostro articolo sulle pensioni, con in calce il nome e cognome della responsabile dei contatti e l’invito a commentare, non trovo più l’articolo, ed allora commento quest’altro, di maggio, “Pensioni: spendiamo più degli altri?”.  

Il livello di tassazione

1. Non c’è nessun “motivo analitico” tecnico per un confronto della spesa pensionistica al lordo della tassazione, o almeno nell’escludere (come fanno tutti, incluso l’FMI, tranne meritoriamente l’OCSE) un confronto al netto delle imposte, nel rispetto del principio contabile della partita doppia (uscita/costo, e la quota parte “imposte” delle pensioni non è per il bilancio pubblico un’uscita/costo) e del principio della competenza (natura e destinazione), che, come dovrebbe esser noto, riguarda sia il periodo di riferimento che l’imputazione della spesa: in questo caso, al capitolo spesa pensionistica vanno imputati esclusivamente gli assegni pensionistici, evitando astruse commistioni.

2. Dire che “la posizione italiana non cambia anche al netto della tassazione” è scorretto tecnicamente, poiché anche uno scolaro di prima media capisce che non è la stessa cosa dire – in assoluto - il 16,3 o il 13,4% del PIL o – comparativamente – dire che, ad esempio, la differenza rispetto alla Francia dell’irridente Sarkozy, che una riforma delle pensioni severa come quella Sacconi (2010 e 2011) deve ancora farla, è pari a (16,3 – 13,8) 2,5 o a (13,4 – 12,6) 0,8; sicuramente imprudente, visti i millanta articoli di giornale, i “paper”, i libri e le carriere che si sono edificate sull’additare colpevolmente la spesa pensionistica italiana come la più alta del mondo (esclusa la Grecia) con ben il 16% rispetto al Pil e che essa, col 16%, è il doppio della media OCSE (si veda l’ultimo report OCSE, sbandierato con preoccupazione da tutti i media italiani). Oltre che per motivi tecnici, non c’è bisogno di essere patrioti sfegatati per evitare di prestarsi a danneggiare il proprio Paese.

L’inclusione del TFR nella spesa per pensioni

Qualunque sia l’ammontare del TFR, che è salario differito (mentre ad avviso, da ultimo, della Corte di Giustizia Europea non lo è la pensione) e viene erogato non necessariamente al termine della vita lavorativa ma ad ogni cessazione del rapporto di lavoro, o per motivi particolari, anche decenni prima del pensionamento, esso va detratto dalla spesa pensionistica, a nulla rilevando che altri (pochi) Paesi hanno istituti simili, che, in tal caso, vanno anch’essi detratti, onde evitare di confrontare le pere con le mele. Oltre che per motivi tecnici, non c’è bisogno di essere patrioti sfegatati per evitare di prestarsi a danneggiare il proprio Paese.

Spesa previdenziale e assistenziale

In tema di classificazione della spesa pensionistica-assistenziale, una grande confusione regna sotto il cielo. Essa, pare, in Italia è regolata da una legge, che una Commissione recentemente costituita dovrebbe, dopo tante critiche, adeguare ai tempi. Anche Stefano Scarpetta dell’OCSE mi ha risposto che anche gli altri Paesi includono la spesa assistenziale; gli ho chiesto di provarlo, ma non mi ha risposto. In tal caso, andrebbe scorporata per tutti. Quel che è certo, come dissi al dott. Carlo Cottarelli tre anni fa,[1] l’INPS ogni anno, nel suo Osservatorio sulle pensioni, esplicita l’ammontare degli assegni pensionistici netti effettivamente erogati, da cui risulta che la spesa pensionistica netta annua erogata è pari a meno di 200 mld.


Ai motivi di disallineamento da Voi esaminati, andrebbero aggiunti:

1.     un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi e che non rientrano nella spesa pensionistica), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale (fenomeno che, guarda caso, accomuna l’Italia e la Grecia);

2.     infine, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali ( = minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna, gli USA, l'Olanda, tutti Paesi che figurano verso il fondo della classifica della spesa pensionistica pubblica, cfr. tab. 4.2-Composition of private social spending, riportata negli ulteriori dati del report 2017 OCSE http://dx.doi.org/10.1787/220615515052).


Dunque, in conclusione, oltre che per motivi tecnici, non c’è bisogno di essere patrioti sfegatati per evitare di prestarsi a danneggiare il proprio Paese, e i poveri cristi, come è successo nel 2010-2011, propalando fake news, che, anche per colpa di espertoni come il sedicente socialista Cazzola transitato a destra, hanno fatto in Italia 60 milioni di vittime, oltre all’estero (sto provando a scriverci su un libro, con tutte le prove documentali).

Cordiali saluti

V.

[1] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica



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"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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