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CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/3

 

Riporto, come promesso, il punto di vista, sul tema dell’educazione sessuale, di un filosofo-teologo, Paolo De Bernardi (da Il diritto all’innocenza – Osservazioni sul progetto tecnocratico di educazione sessuale nelle scuole dellobbligo, “Sapienza”, Rivista di Filosofia e Teologia, LVII, pp. 325-335 – Aggiornato marzo 2008).
 
E’ questo argomento da trattare con grande delicatezza, dal momento che può consentire forme di condizionamento e plagio, molto più di discipline quali filosofia o religione, perché con l’educazione sessuale si trasmettono valori o modelli comportamentali che riguardano una delle sfere più intime della personalità: educazione che la scuola vorrebbe sottrarre alla competenza delle famiglie col pretesto che le famiglie non lo farebbero o non lo saprebbero fare. L’avvento del nuovo insegnamento preoccupa per i due seguenti riguardi.
1. Per la PRECOCIZZAZIONE degli interessi sessuali. Una cosa, ad esempio, è affrontare il tema dei rapporti non protetti con ragazzi di 18 anni, altra cosa con quelli di 14 e altra cosa ancora con quelli di 10 anni. Nel primo caso , si farà dell’informazione-prevenzione; nel secondo, oltre all’informazione si fa dell’istigazione a precocizzare le esperienze sessuali; nel terzo caso, si deturpa l’innocenza e si precocizzano illegittimamente interessi, che per natura dovrebbero comparire più tardi. (…) Emblematiche le dichiarazioni dell’ex ministro della Sanità U. Veronesi, secondo il quale l’educazione sessuale andrebbe insegnata sin dall’asilo (sic!).
2. Per i CONTENUTI. Avranno a questo punto i genitori la possibilità di avere l’esonero in quei casi dove insegnanti appartenenti a certe aree ideologiche dicessero che (…)?.
INQUIETANTI INIZIATIVE PER L’INFANZIA. (…). L’Italia ha aderito nel 1995 alla European Network of Health Promoting School (ENHPS) che riscuote l’approvazione della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e che impone ai paesi aderenti l’attiva partecipazione (anche con finanziamenti) dei Ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità. La rete di scuole coinvolta in tale progetto vede messi in atto corsi di educazione sessuale, anche per fasce di età da 3 a 11 anni (…).
La GuidaGenitori.it (…) ritiene, per bocca della psichiatra e psicoterapeuta R. Trabalzini, che: “La masturbazione nel bambino è assolutamente naturale… L’autostimolazione dei genitali rappresenta per i bambini soprattutto una possibilità di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di stanchezza, di solitudine, di noia… Impedire al bambino la masturbazione con rimproveri, punizioni e castighi è certamente un atteggiamento fuori luogo…”.
La psicologa R. Giommi, dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze (…) scrive dei bambini: “Si può insegnare loro la differenza di genere (maschile e femminile), oggetto di grande curiosità, parlando loro naturalmente con un linguaggio che siano in grado di comprendere (…)".
http://www.istitutocalvinocittadellapieve.it/liceo_file/Docenti_home/De_Bernardi_Paolo/sessualit%E0-videogiochi-famiglia/Il%20diritto%20all'innocenza.pdf
 
Per i più “curiosi” (se non funziona il link): cercate attraverso Google la invero interessante, integrale analisi, anche per la dovizia di riferimenti ad organismi qualificati e di spiegazioni dettagliate anche sui metodi seguiti all’estero, che il filosofo-teologo (non vorrei esagerare) mi pare riferisca anche con un certo compiaciuto dilungarsi sui particolari un po’ scabrosi e sui quali esprime naturalmente un giudizio molto severo.
 
Aggiungo, per finire, alcune osservazioni.
 
Sigmund Freud afferma che l’umanità, per potersi sviluppare, ha dovuto mettere sotto controllo la potente pulsione sessuale (libido) e, ad un certo punto della sua evoluzione, ha affidato questo compito alla religione. Se questo è vero, quindi, c’è un nesso stretto ed un conflitto perenne tra il naturale esprimersi della libido e la necessità “superiore” di governarla.
 
Questo, a maggior ragione, vale per la difesa della vita (aborto, uso del preservativo, ecc.). Solo che adesso – con 6 miliardi e passa di esseri umani sulla Terra – forse c’è un qualche difetto di adeguamento della Chiesa, o meglio del papa (vedi il suo recente intervento) e della Curia. I quali poi storicamente considerano l’Italia come il proprio giardino di casa.
 
Evidentemente, questo succede anche per l’educazione sessuale: a me pare che la preoccupazione del filosofo-teologo non sia – come afferma - che l’”educazione sessuale venga sottratta alle famiglie”, dove peraltro purtroppo non si fa, ma alla Chiesa, la quale, quasi come al tempo di Galileo, invece di adeguare – almeno in parte - il proprio punto di vista a quello scientifico, afferma e cerca di imporre il suo proprio, con la conseguenza che – aiutata in questo dalla moltitudine di persone che hanno subito un’educazione sessuale più o meno “repressiva” (forse il 90% di noi?), - in Italia l’educazione (informazione) sessuale malauguratamente non si fa: né in famiglia né a scuola.
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
post/2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
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