.
Annunci online

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE - 19 - SPESA PUBBLICA E REVISIONE DELLA SPESA IN RAPPORTO ALLA CRESCITA

Costi della Pubblica Amministrazione - Spese militari - Costi della politica

           

In barba allo sbandierato controllo della spesa, ai patti di stabilità ed ai tagli lineari applicati (ottusamente), l’incompetente ministro Giulio Tremonti ed il centrodestra hanno vanificato in 2 anni tutto il risanamento attuato nel biennio giugno 2006-giugno 2008 da Tommaso Padoa-Schioppa (con la spending review), sia facendo crescere del 4,6% medio la spesa pubblica corrente in 8 anni del periodo 2001-2010, e di conseguenza il deficit, sia facendo risalire il rapporto debito/PIL dal 103,6% (2007) al 119% (2010). E tutto questo senza aver dovuto salvare il sistema del credito, né avere speso per misure anti-crisi.

 

Ora, ridotta ancor più la spesa sociale con la riforma Monti-Fornero delle pensioni (l’ottava dal 1992 [1]), che comporteranno tutte insieme risparmi notevoli dell’ordine di qualche decina di miliardi l’anno (tutti destinati ad avanzo primario! [2]), bisogna attaccare 3 comparti di spesa che presentano – soprattutto il primo –significativa latitudine di risparmio: riduzione dei costi della PA [3], delle spese militari [4] e dei costi della politica [5].

 

Inoltre, occorre lavorare su quanto denunciato dalla Corte dei Conti, secondo la quale la corruzione e l’inefficienza della PA costano 110 mld all’anno. Ed, in particolare, su quanto ha evidenziato Enrico Morando, secondo il quale la spesa pubblica corrente è aumentata, appunto, del 4,6% in media sotto la gestione di Tremonti e del centrodestra, dato confermato da Romano Prodi, che l’anno scorso ha scritto nel suo sito: “le spese correnti (esclusi cioè gli investimenti sempre stagnanti) sono passate da 444 miliardi di euro nel 2000 a 670 miliardi nel 2010. I 226 miliardi in più sono pari a una crescita superiore al 50%. Si tratta di oltre 20 miliardi all’anno di spesa aggiuntiva, metà dei quali dovuti all’inflazione ma metà imputabili ad un aumento netto della spesa corrente. Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, la spesa pubblica è sempre cresciuta in maniera sensibilmente più elevata rispetto al Prodotto nazionale lordo”.

Dati, poi, confermati a Rainews dal Sen. Baldassarri, presidente della Commissione Finanze, sia per quanto riguarda la spesa corrente complessiva, sia in particolare quella per beni e servizi” (beni, appalti, ecc. a prezzi gonfiati) cresciuta in maniera anomala e che vale quasi 140 mld all’anno: una riduzione di questa voce di almeno il 10% non dovrebbe essere impossibile.

 

Infine, sicuramente non vanno ripetuti provvedimenti dispendiosi come:

- il cosiddetto salvataggio dell’ALITALIA(3,1 + 2 mld di ammortizzatori sociali) [6];

- l’abolizione dell’ICI sulla prima casa dei ricchi e dei più abbienti (minori entrate per almeno 2,5 mld) [7];

- l’organizzazione di un doppio G8 (0,5 mld sprecato) [8];

- la firma di un trattato d’amicizia come quello Italia-Libia (voluto da Prodi, che però s’era rifiutato di firmarlo perché troppo oneroso), con un costo di 5 mld $  (250 mln all’anno per 20 anni). [9]

 

***

 

Per rinfrescare la memoria sullo stato dell’arte, sugli obblighi dell’Italia e sulla direttrice di marcia più congrua, riporto uno dei miei molteplici commenti su questo tema, di quasi un anno fa, pubblicati in PDnetwork (e altrove):

[…]

- il debito pubblico italiano è elevatissimo e comporta un costo di interessi intorno a 75 mld all’anno, togliendo queste risorse ad altre finalità;

- il trattato di Maastricht indica come limite il rapporto debito/PIL al 60%;

- fino all’anno scorso, la UE ha chiuso un occhio, anzi due;

- dopo la crisi greca, il cui PIL vale il 3% mi pare del totale UE, per l’indecisione dei principali Paesi UE, la Francia e soprattutto la Germania, la situazione è sembrata fuori controllo, il che ad un certo punto ha reso necessarie sia le manovre correttive,sia un obiettivo di severo rispetto dei parametri deficit e debito;

- l’incompetente Tremonti, anziché negoziare condizioni meno onerose o almeno diluite in un arco temporale più ampio (ricostituzione graduale dell’avanzo primario, com’è previsto nel piano PD, prevedendo un aumento della spesa pari alla metà dell’aumento del PIL) ha garantito, pur non avendo le risorse, il pareggio di bilancio addirittura entro il 2014;

- la tecnica dei tagli lineari impedisce un adeguato, intelligente, efficace controllo della spesa;

- il reperimento delle risorse, necessarie alla riduzione del debito ed alla crescita, esige invece un “trasferimento” oculato e calibrato di risorse dall’enorme settore improduttivo e parassitario all’economia produttiva, dai ricchi ai poveri, dalle rendite e dai redditi alti ai redditi medio-bassi;

- a parità di saldi, le misure da adottare devono conformarsi a questa strategia;

- individuare i settori e le misure non è un problema, il problema sono le resistenze potenti, sia negli interessi forti costituiti, sia purtroppo nei ceti che avrebbero tutto da guadagnarci, ma per ignoranza e per un riflesso condizionato autolesionistico fanno ammuina (vedi l’ICI sulla prima casa dei ricchi, l’imposta patrimoniale o la TTF);

- il problema, soprattutto, è questo ministro dell’Economia e questo governo d’incompetenti dannosi, che, vedi le misure adottate, vanno in direzione opposta a ciò che sarebbe opportuno fare: lasciano indenni – letteralmente - i ricchi ed il ceto parassitario e tolgono lavoro e soldi a chi dovrebbe sostenere la crescita ed i consumi.

L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html

 

***

 

Infine - nell’ambito dei costi della politica - sull’abolizione delle province, o almeno di una parte di esse, come ha chiesto anche recentemente la BCE ( http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/04/30/Spending-rewiew-Richiamo-Bce-speranze-Province_6794458.html ), allego a scopo informativo tre scritti, già da me linkati in passato:

 

Ciao Vincenzo,

ieri il PD alla Camera si è astenuto sulla proposta di cancellazione delle Province perché non è cancellando una parola che si risolve il problema dei costi della politica. Esiste una nostra proposta per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni e in questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Un riordino che non deve e non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello Stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche.

Ecco perché non è sufficiente dire che si aboliscono le province. E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.

La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet all’indirizzo partitodemocratico.it/leggeprovince.

Se si vuole fare sul serio bisogna quindi dire a chi, una volta abolite , vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali, come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio.

E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando.

Grazie per l'attenzione, aiutaci a diffondere la proposta del PD

Davide Zoggia, responsabile Enti Locali Pd.

 

PROPOSTE DI LEGGE - CAMERA

Modifica all'articolo 133 della Costituzione, in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province

Proposta di Legge Costituzionale N. 4439 presentata il 21 giugno 2011. Tra i firmatari Bersani e Franceschini

http://mmk.pdnetwork.it/link.php?M=59320&N=212&L=398&F=H

 

Una riforma radicale delle province

“Ridurre il numero, abolire i consigli, alleggerire i costi: si può”

di Salvatore Vassallo

Una legge per cambiare radicalmente il volto delle Province ridisegnandone le funzioni e alleggerendone i costi. Una legge che ne riduca drasticamente il numero e abolisca gli attuali consigli provinciali sostituendoli con l'assemblea dei sindaci del territorio. Ecco il testo.

http://newsletter.agoramed.it/jump.aspx?link=1916&n=2108&ui=271307 

 

***

 

PROGETTO DI RIDUZIONE DELLA SPESA: ALCUNE OSSERVAZIONI EMPIRICHE.

Non vorrei essere sembrato troppo possibilista o superficiale nell’avere indicato come un obiettivo possibile la riduzione di almeno il 10% della voce “beni e servizi”.
Ed invece, per ragioni professionali, parlo con cognizione di causa.
Mi spiego. Essendo all’epoca il responsabile del controllo di gestione, ebbi l’incarico, dal direttore divisionale della mia ricca azienda a partecipazione statale, ma di diritto privato (oltre un migliaio di miliardi di Lire di fatturato complessivo e 7 mila dipendenti circa, in Italia e all’estero), di formulare una proposta di riduzione dei costi, resa necessaria dalla liberalizzazione del mercato e dalla diminuzione (in termini relativi) dei prezzi-ricavo (prezzi di vendita), rimasti stazionari negli ultimi 3 anni, a fronte di un aumento dei costi di almeno il 10% l’anno, che aveva ridotto i margini; il tutto aggravato dalla decisione dell’AD di aver resa pletorica la struttura territoriale decentrata, con l’inevitabile conseguenza dell’aumento dei “costi di struttura” e della loro incidenza sul fatturato.

Proposi: la creazione di un gruppo di lavoro (in gergo, PMT = Project Management Team), costituito dai soggetti divisionali coinvolti nel procedimento di approvvigionamenti (Ufficio Acquisti, Reparti produttivi richiedenti i beni e servizi, Controllo di gestione), in modo da ottenere un coordinamento degli sforzi e la loro rapida “sensibilizzazione” ed attivazione. Furono rinegoziati, su mia esplicita proposta, tutti i contratti già emessi ed “aperti” con i nostri fornitori di beni e servizi (in genere, PMI, quindi molto più piccole della nostra), con l’obiettivo di ottenere – stante già un livello di prezzi-costo convenienti per la nostra azienda - un risparmio di almeno il 5%. Non fu invece accolta la mia proposta di retrocedere (come avviene – o almeno avveniva – in tutti i Paesi più evoluti dal punto di vista organizzativo) una quota dei risparmi conseguiti ai componenti del PMT. In breve, furono poste le premesse per conseguire gli obiettivi e si cominciò a realizzarli.
La reazione dei portatori di “interessi” contrastanti col progetto non si fece attendere: il direttore centrale degli approvvigionamenti, sollecitato dai nostri fornitori, pose il veto alla rinegoziazione dei contratti di fornitura. Il direttore di Divisione non riuscì ad ottenere dalla direzione generale la revoca del veto (ebbe solo il contentino dell’incremento a 50 mln di Lire della soglia degli acquisti decisi e gestiti localmente). Il gruppo di lavoro (PMT) fu sciolto.

 

Vale forse la pena aggiungere che: 1) nella mia azienda, in parallelo, imperavano le cordate: dei top manager e dei fornitori di riferimento; 2) l’AD fu coinvolto in tangentopoli; 3) allora, non fu un caso se il controllo era edulcorato, addomesticato, “politicizzato”, per cui mal ne incoglieva ai controllori che non si adeguavano (in quel periodo ne ho viste e sopportate di tutti i colori).

Non ho una grande esperienza di PA: soltanto pochissimi casi per ragioni di lavoro e poi, soprattutto, come fruitore, ma già questo è bastato a potermene fare un’idea (questo potrebbe costituire un altro capitolo dell’analisi), pertanto sono consapevole che essa ha regole formalmente più stringenti e differenti da un’azienda privata.
E tuttavia, anche in questo caso, i 60 mld all'anno stimati per la corruzione ed i 50 mld quantificati per la cattiva amministrazione sono proprio il frutto malato dell’inefficienza e dell’inefficacia della spesa pubblica (opere esistenti solo sulla carta o reiterate più volte, come certi lavori stradali, o eseguite in maniera qualitativamente difforme dal capitolato d’appalto e/o valutati e remunerati in maniera esagerata, anche 3 o 4 o 5 volte o più il prezzo di mercato; s
enza dimenticare le tangenti alle mafie per tutti i lavori pubblici eseguiti nelle Regioni Sicilia e Calabria). Ma proprio per questo essa offre una notevole latitudine di risparmio, a condizione che a capo di questo importante obiettivo si metta il responsabile massimo e vengano sensibilizzati ed incentivati adeguatamente, con metodo trasparente, i soggetti coinvolti ai vari livelli.

Posso capire, quindi, perché il ministro Giarda si sente solo di fronte all’immane ed ingrato compito.

 

 

***


Il senatore Enrico Morando,nel suo intervento sul DEF, ha menzionato la “produttività totale dei fattori” quale elemento fondamentale per la crescita. Questo interessante e riccamente documentato articolo cade a fagiolo:

Economia e Politica

Perché la riforma Fornero va contro produttività e crescita

Domenico Moro - 30 Aprile 2012

1. Produttività e crescita economica

In Italia e in Europa si ripete come un mantra la necessità di accompagnare la crescita al risanamento dei conti pubblici. La crescita economica è riconducibile a molte e complesse fonti. Secondo molti economisti, una delle più importanti è l’aumento della produttività globale, sebbene i meccanismi che legano questa alla crescita siano diversi a seconda della prospettiva di analisi adottata.[1] Proprio con lo scopo dichiarato di innalzare la produttività italiana e, in questo modo, di spingere la crescita, da tempo entrambe stagnanti, è stata presentata dal ministro Fornero una proposta di riforma del mercato del lavoro. La logica sottostante a tale riforma, in accordo con il senso comune del mainstream economico e politico, è che il declino della produttività in Italia dipende da un mercato del lavoro troppo poco deregolamentato. A nostro avviso si tratta di una logica non solo errata ma anche controproducente. […]

http://www.economiaepolitica.it/index.php/lavoro-e-sindacato/perche-la-riforma-fornero-va-contro-produttivita-e-crescita/

 

A mia volta, ripropongo:

Produttività. [*]

Provo a fare qualche notazione.

 a) “La produttività è il rapporto tra la quantità o il valore del prodotto ottenuto e la quantità di uno o più fattori, richiesti per la sua produzione”. Quello più oggettivo – diciamo così - è il rapporto tra quantità, perché prescinde dal prezzo-ricavo: ad esempio, il rapporto tra quantità di autovetture o frigoriferi o libri o computer prodotti ed il numero di unità lavorative (o meglio, le ore lavorate) impiegate nella produzione (prescindendo dalla cause, non tutte addebitabili ai lavoratori dipendenti, segnalo ad esempio che lo stabilimento polacco della FIAT produce da solo un numero di autovetture pari a quelle globalmente prodotte da tutti gli stabilimenti italiani della stessa FIAT).

b) E’importante notare che, almeno teoricamente, dal livello di produttività e dal suo incremento nel tempo dipendono sia il livello dei salari che il loro aumento.

c) E’ quasi superfluo altresì rilevare che il livello del prezzo-ricavo (cioè di vendita) o del valore aggiunto, che è la “differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e di quelli consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive”) [2] di norma, in un mercato concorrenziale,  rispecchia anche sia il livello qualitativo che il contenuto tecnologico dei prodotti, frutto, da un lato, della politica industriale di un Paese; dall’altro, della Ricerca&Sviluppo (R&S) sia privata che pubblica (v. al riguardo differenze tra Italia e Germania, entrambi Paesi a forte vocazione manifatturiera).

[*] ISTAT - Produttività http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_3.html

[**] ISTAT – Valore aggiunto http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_1.html 

 

Sempre a proposito di produttività.

Nei miei corsi di formazione aziendali rivolti a figure di vario livello e persino laureati e capi d’azienda (piccola), quasi all’inizio del corso, non mancavo mai, qualunque fossero i destinatari, di chiarire il significato dei termini efficacia ed efficienza (e qualità ed economicità).

Ma prima lo chiedevo: quasi nessuno sapeva rispondere con precisione.

Efficacia ed efficienza sono (o dovrebbero essere) due concetti molto noti nel mondo del lavoro. Etimologicamente, per efficacia si intende la capacità di produrre un effetto, di raggiungere un determinato obiettivo, mentre per efficienza la capacità di raggiungerlo con la minima allogazione possibile di risorse (anche il termine economicità, non tutti lo sanno, ha un significato analogo).

 

Università Partenope

Efficienza, efficacia, economicità (riferite alla mamma e alle pizze)

http://www.economia.uniparthenope.it/modifica_docente/scaletti/ECONOMIA_AZIENDALE_-_9_CFU_-_A.A._2008-2009_LEZ_03.PDF

 

Ed infine allego questo mio vecchio commento con un articolo di Sbilanciamoci.info, che sostiene la stessa tesi dell’articolo linkato più sopra:

Qual è la causa e quale l’effetto? Qual è la relazione del sottoutilizzo in Italia del capitale umano qualificato e/o della sua bassa remunerazione – in assoluto e comparativamente agli altri Paesi - con l’evoluzione del PIL?

Da questa interessante ed acuta analisi di Sbilanciamoci.info, “La Lombardia che si allontana dall'Europa”, ricavo:

“la correlazione tra produzione e occupazione, come investimenti e pil, mostra come le riforme del mercato del lavoro degli anni ’90 e quelle di “mercato” realizzate in Italia sono state efficaci solo a margine del sistema economico e del lavoro, cioè le misure adottate dai governi nazionali dell’Italia hanno consolidato la debolezza di struttura del paese, e paradossalmente inibito le necessarie azioni di cambiamento di struttura necessari per una regione importante come la Lombardia”.

E poi: Infatti, i provvedimenti legati al mercato del lavoro per “flessibilizzare” lo stesso lavoro dal lato dell’offerta si è tradotto in un allargamento del tasso di occupazione per le figure che intrinsecamente producono meno valore aggiunto. Se il pil cresce poco all’aumentare dell’occupazione vuol dire che si producono beni e servizi a basso valore aggiunto, oppure che i redditi di ingresso dei nuovi occupati sono molto bassi. Forse la riflessione non è nuova per gli economisti, ma la profondità e drammaticità dell’attuale situazione ha caratteristiche abbastanza inedite”.

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-Lombardia-che-si-allontana-dall-Europa-8154

 

[1] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi,2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011.

[ 2] Secondo il rapporto Giarda [all. d] la “spesa per le pensioni è superiore alla media OCSE”. Dopo le 8 riforme delle pensioni dal 1992, in particolare quella Dini del 1995 (poi in parte inapplicata), la sesta e settima - Berlusconi-Sacconi - (finestra mobile a 12 mesi o 18 per i lavoratori autonomi, adeguamento all’aspettativa di vita, ecc.) e l’ottava - Monti-Fornero - (metodo contributivo per tutti, ecc.), che stanno comportando una minore spesa, già a partire dal 2012, e comporteranno in futuro - a regime - un risparmio di decine di miliardi l’anno, non è più così, tant’è che ora il sistema pensionistico italiano è giudicato dagli esperti - come ho già evidenziato qui in passato - il più severo ed in equilibrio in ambito UE.
Inoltre, poiché la spesa sociale complessiva (di cui la spesa pensionistica fa parte) già era in linea con la media OCSE, mentre quella degli ammortizzatori sociali era inferiore - come è confermato dallo stesso rapporto Giarda [all. d] –, il governo Monti non avrebbe dovuto – come ha deciso di fare sotto l’urgenza del pareggio di bilancio - destinare tutti i notevoli risparmi della spesa pensionistica, che la Ragioneria dello Stato, come conferma Cesare Damiano [*], quantifica in centinaia di miliardi nel periodo 2020-2050, ad avanzo primario, ma impiegarne una quota (come sto scrivendo da tempo) per finanziare ammortizzatori sociali universali, eventualmente compensata da un’imposta patrimoniale ordinaria sui grandi patrimoni, come fu suggerito persino dalle associazioni degli imprenditori, quale contropartita alla (ennesima) riforma delle pensioni ed alla modifica del diritto del lavoro.
[*] “Abbiamo voluto fare alcuni conti basandoci sulle stime della Ragioneria generale dello Stato. Se soltanto con l’ultima riforma si risparmieranno ogni anno, dal 2020, 22 miliardi di euro, ciò significa che nel periodo 2020-2050 si produrrà una colossale redistribuzione di risorse da Stato sociale a debito di quasi 650 miliardi di euro. Se a questa cifra dovessimo sommare gli interventi fatti dai diversi governi dal 2004 al 2011 sul sistema pensionistico andremmo al raddoppio” (C. Damiano).  
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=31627
[3] AQQ10-Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html

[4] AQQ6-Spese militari http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564326.html

[5a] Costi della politica http://www.uil.it/costi-politica.pdf

[5b] Costi della politica http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2714102.html 

[6] AQQ1-Piano Fenice - ALITALIA http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2555569.html

[7] AQQ2-Abolizione dell’ICI http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html

[8] AQQ3-Spese G8 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2561165.html

[9] Trattato di amicizia Italia-Libia http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0017390&stampa=true&mostraP=true&mostraRif=false 



Post, Articoli e dati collegati: 

I PREZZI DELLA PA
Dalla siringa… (leggere i valori mediani; il valore mediano per le siringhe è il doppio di quello standard, il che significa che in alcune ASL è anche triplo o quadruplo o più)
AVCP-Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
“Guida alla lettura dei prezzi di riferimento in ambito sanitario”
http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunicazione/Pubblicazioni/StudiRicerche/_prezziAmbitoSanitario  
… alla TAV
“L'alta velocità italiana è la più cara d'Europa”
Il costo medio al km è di 32 milioni contro i 10 di Francia e Spagna.
Lunedì, 05 Marzo 2012
http://www.lettera43.it/attualita/42306/l-alta-velocita-italiana-e-la-piu-cara-d-europa.htm  
I COSTI PER L’ALTA VELOCITÀ IN ITALIA SONO MEDIAMENTE IL 500% PIÙ ELEVATI DI QUELLI FRANCESI, SPAGNOLI E GIAPPONESI
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.'08.pdf

L’apparato burocratico (3,5 milioni circa di persone) – nel quale, secondo Adam Smith, vanno ricompresi tutti i cosiddetti “improduttivi”, e quindi anche tutti gli organi politico-istituzionali (“Dal re all’ultimo impiegato”) - è un costo notevolissimo di per sé; a fortiori in rapporto all’output (i risultati) che produce.
Analisi QQ/10-Pubblica Amministrazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576028.html  

 

Allego due articoli interessanti sul tema:

 

Spending review Italia, dove e come si può tagliare

Entro fine aprile verrà presentato il rapporto sulla revisione critica della spesa pubblica, il ministro Piero Giarda conta di far risparmiare 13 miliardi allo Stato tra il 2012 e il 2013

http://www.businesspeople.it/newsletter/read/388e86db43b0f73153e8c8b30dbfe969/37179

 

Conti Pubblici

UN DECALOGO SULLA SPESA

di Massimo Bordignon  02.05.2012

Tagliare la spesa pubblica non è poi così semplice. Perché gran parte va in interessi, pensioni e stipendi, capitoli sui quali i vari governi sono già intervenuti. Ridurre i bilanci di sanità, scuola, giustizia e altri servizi richiederebbe una revisione del confine pubblico-privato. Gli interventi possono essere solo strutturali con risparmi nel lungo periodo. Positiva allora la formazione della task force ministeriale perché mostra la volontà politica di agire davvero. Ma su questo tema fondamentale, il governo dei tecnici poteva sfruttare meglio il poco tempo a sua disposizione.

http://t.contactlab.it/c/1000009/3184/36548228/26006



Allegati:

 

[a] Il contenimento della spesa pubblica (2007)

La spending review

http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap03_sch03.htm

 

[b] Libro verde sulla spesa pubblica (2007)

http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/documenti/18827/28_libro%20verde.pdf

 

[c] Rapporto Giarda (settembre 2011)

http://www.unicatt.it/Istituti/EconomiaFinanza/Quaderni/ief0104.pdf

 

[d] Il rapporto Giarda sulla spending review
“Le anomalie che dilatano il debito pubblico”
Alti interessi sul debito, spesa superiore alla media per le pensioni, costo spropositato dei servizi pubblici, organizzazioni
carenti
30 aprile 2012 | 22:14
http://www.corriere.it/economia/12_aprile_30/cinque-anomalie-rapporto-giarda_fb4b9634-92ff-11e1-96f9-bbc2eef37e85.shtml 

[e] IL DOSSIER

Tagli a tribunali, prefetture e ministeri
arriva una forte stretta sugli acquisti

Le riduzioni nonsaranno lineari ma selettive e coinvolgeranno, oltre allo Stato centrale, Regioni e Comuni. Direttiva ai dicasteri, 80 miliardi di pagamenti da "rivedere"

di Roberto Petrini

01 maggio 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/05/01/news/dossier_tagli_spesa-34257557/

 

[f] IL DOCUMENTO
Direttiva per la riduzione della spesa pubblica
http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2012/direttiva_30042012.pdf

 

[g] Sintesi

DEF 2012 Il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma

18Aprile 2012

http://www.governo.it/backoffice/allegati/67686-7614.pdf

 

[h] Documento completo

Documento di economia e finanza 2012

(Doc. LVII, n. 5)

http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/bilancio/Documentazione_di_finanza_pubblica/DEF17%20per%20internet.pdf

 

[i] Documento di economia e finanza 2012 – Aspetti di interesse per la7a Commissione

Edizione provvisoria

http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2012/Dossier_349.pdf


[l] Misurazione, valutazione e comparazione della PA 

MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
La spesa pubblica in Europa
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa.pdf
Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali (pag. 223 e seguenti))
CAPITALE PUBBLICO E COMPETITIVITÀ
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
Performance-Budgeting, spesa pubblica e contesto istituzionale: l’esperienza italiana
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/RGS-comuni/Eventi/WORKSHOP—3/Performance-budgeting-spesa-pubblica-e-contesto-istituzionale-l-esperienza-italiana.pdf 
MEF – Dipartimento Ragioneria dello Stato
Una analisi degli indicatori di performance
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/RGS-comuni/Eventi/WORKSHOP—3/Una-analisi-degli-indicatori-di-performance-nelle-note-preliminari-2008-2009.pdf 
UNIROMA
Fonti e strumenti di misurazione della Pubblica Amministrazione: un’analisi a livello internazionale
http://uniroma2.academia.edu/DenitaCepiku/Papers/103558/Fonti_e_strumenti_di_misurazione_della_Pubblica_Amministrazione_unanalisi_a_livello_internazionale
  

Aggiornamento (07-07-2012):                                                     

Spending review, il comunicato del Cdm                                          
COMUNICATO STAMPA   
http://download.repubblica.it/pdf/2012/politica/com-spending-review.pdf  

Ospedali, cancellati 18 mila posti letto
Via libera in Cdm al taglio dei tribunali
Il Consiglio dei ministri ha approvato le norme anti-sprechi. Riunione fiume di sette ore, ok solo nella notte. Saranno più che dimezzate le province (saranno 50), molte misure sulle pubbliche amministrazioni. Dal decreto copertura per altri 55mila esodati. A rischio comunque nella sanità circa 18 mila posti letto
http://www.repubblica.it/economia/2012/07/06/news/contenuti_bozza_spending_review-38576009/

Guida ai tagli, ecco cosa cambia
Le misure del governo per il taglio della spesa pubblica
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/guida-ai-tagli-spending-review_e829246c-c7f8-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml


Post collegati:
I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html
Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html


Sfoglia aprile        giugno
temi della settimana

governo monti germania imposta patrimoniale berlusconi banca d'italia riforma delle pensioni fornero bce debito pubblico sviluppo intellettuale commissione europea crisi economica pd curiosita' sessuali economia renzi bersani pensioni ue fake news sessualità



ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


links


archivio

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0