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Il lavoro 'sporco' del governo Berlusconi-Tremonti


Questa analisi del “Sole 24 ore”, davvero utile, però carente per alcuni aspetti e piuttosto imprecisa per il capitolo pensioni, è una conferma (“aggravata” per il metodo usato, cioè cumulando gli effetti) dei dati che vado scrivendo da mesi in alcuni ‘post’ (cfr., ad esempio, [1]) e in decine di commenti qui e altrove: il lavoro “sporco” lo ha fatto soprattutto il governo Berlusconi-Tremonti. Se si considera il parametro iniquità, è anche peggio!

Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Totale  329,5 mld. 

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto Salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Alcune precisazioni: il DL 78 del 31-05-2010 (L. 122/2010), la prima manovra dopo la crisi greca, la più iniqua di tutte, decide anche il procrastinamento di 12 mesi (c.d. ‘finestra mobile’, ma in effetti 4 mesi in media erano stati già decisi dalla L. 247/07) dell’erogazione delle pensioni (per tutti, anche quelli disoccupati o in mobilità dopo i primi 10 mila o inattivi, a reddito zero), e l’introduzione, con decreto ministeriale a parte, dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15%, e il dimezzamento del numero dei lavoratori precari pubblici, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non viene chiesto letteralmente neppure un centesimo.

Il DL 201/2011 alza i requisiti per vecchiaia soltanto per le donne del settore privato; per tutti gli altri l’aveva già deciso il DL 78/2010. [2]

Nota sull’equità delle manovre correttive.
Se si esaminano in dettaglio le due prime manovre correttive del governo Berlusconi-Tremonti (ma lo stesso discorso vale anche per la legge di stabilità, il nuovo nome della legge finanziaria, e per le altre), si constata che a pagare sono quasi soltanto il ceto medio e basso e persino i poveri, mentre i ricchi la fanno quasi completamente franca. In particolare quella varata nel 2010 (L. 122/2010) di 24,9 mld per il biennio 2011-2012 (quella che, all’art. 12, ha portato la cosiddetta “finestra mobile” a 12 mesi per i lavoratori dipendenti e a 18 mesi per i lavoratori autonomi), che, tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti in quanto fornitori del SSN, ha lasciato letteralmente indenni – cioè non stanno pagando neppure un centesimo – i ricchi ed i ricchissimi, a partire dai 3 uomini più ricchi d’Italia: nell’ordine (2010), Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi; mentre ha colpito i precari, licenziati in decine di migliaia (il 50% di tutti quelli pubblici); i pensionandi inattivi a reddito zero, gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.), tagliata di ben il 75% (un ulteriore 15% è stato tagliato dalla manovra successiva).
Per dire l’ipocrisia terribile del ministro Tremonti, sedicente socialista e Robin Hood alla rovescia: nella manovra correttiva 2010, a mo’ di equità, fu inserita la tassazione delle stock option, ma si pensò bene di aggiungere “limitatamente alla parte eccedente il triplo della retribuzione”, il che ha semplicemente significato che erano TUTTI esenti, persino Passera e Profumo (poi, in un accesso di tardiva resipiscenza, tale limitazione è stata cassata dalla manovra 2011-2014).  

Il Sole 24 ore
“Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto”
Gianni Trovati   15 luglio 2012
Quattro anni, dieci manovre, e richieste per 329 miliardi e 520 milioni di euro, per il 55% (cioè 178 miliardi) rappresentato da aumenti di entrate vale a dire, quasi sempre, di nuove tasse.[…]

L'impatto decreto per decreto

È il conto complessivo delle dieci principali manovre anti-crisi varate dal giugno 2008 a oggi, dai governi guidati da Silvio Berlusconi e Mario Monti. Il conteggio non è effettuato in base all'impatto a regime sui saldi, ma in base al totale reale delle risorse coinvolte dagli aumenti di entrata (in termini di imposte e, in misura marginale, di riversamenti da parte delle Regioni a Statuto speciale) e tagli di spesa. In pratica: l'introduzione di un'imposta che genera un gettito di 100 il primo anno, 150 il secondo e 200 il terzo ha un effetto a regime di 200, ma nei tre anni chiede ai cittadini un totale di 450: è questo secondo dato a essere preso in considerazione nell'analisi

DL 112/2008  57,9
Nella prima grande manovra campeggiano i tagli agli enti territoriali e ai ministeri, la progressiva riduzione degli organici della Pa e della scuola e le imposte su energia, banche e assicurazioni

DL 98/2011  80,0
Inizia il picco della crisi: tagli a tutto campo a regioni ed enti locali, proroghe dei limiti ai contratti pubblici, tagli ad auto blu e gli scaloni per l'allineamento previdenziale delle lavoratrici private

DL 185/2008  0,4
È il primo tentativo di rilanciare la crescita dopo la stretta di giugno: tra i suoi ingredienti il bonus famiglia, la deduzione dell'Irap dall'Ires e il tentativo di prevedere i pagamenti Iva per cassa  

DL 138/2011  65,1
La manovra-bis di agosto anticipa di un anno e rafforza i risultati previsti a luglio, riduce i tempi per l'aumento dell'età pensionabile delle donne e prova a tagliare le indennità dei parlamentari e i posti nelle regioni

DL 78/2009 –Anche il decreto estivo del 2009 si lotta contro la crisi attraverso il potenziamento degli ammortizzatori sociali, la lotta ai paradisi fiscali e il rafforzamento della riscossione

LEGGE 183/2011  0,3
È la prima legge di stabilità, e propone tagli lineari ai ministeri, limita l'indebitamento degli enti territoriali, rafforza il patto di stabilità e prova a riformare gli ordini e liberalizzare i servizi pubblici locali 

LEGGE 191/2009  0,1
È l'ultima Finanziaria vecchio stile: vi compaiono fra l'altro la prima limitazione di risorse per i contratti pubblici, un taglio legato a consigli e giunte locali, la Banca del Sud e la prima cedolare secca per l'Aquila

DL 201/2011  43,3
È il «salva-Italia», che abolisce le pensioni di anzianità, alza i requisiti per vecchiaia [non è vero, soltanto per le donne del settore privato; per tutti gli altri l’aveva già deciso il DL 78/2010, ndl (l sta per lettore)] e anticipata, introduce l'Imu, alza l'addizionale Irpef regionale e taglia le risorse a Regioni ed enti locali

DL 78/2010  62,2
Arriva il blocco della contrattazione e degli stipendi per i dipendenti pubblici, il taglio delle retribuzioni più alte, l'azzeramento dei gettoni nei cda e la lotta a società di comodo e imprese in «perdita sistemica» [più il procrastinamento di 12 mesi (c.d. finestra mobile, ma in effetti 4 mesi in media erano stati già decisi dalla L. 247/07) dell’erogazione delle pensioni e l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15%, e il dimezzamento del numero dei lavoratori precari pubblici, ndl];

DL 95/2012  19,9
Nella spending review arrivano nuovi tagli agli organici della Pubblica amministrazione, si riducono gli stanziamenti a Regioni ed enti locali e si provano a chiudere i piccoli tribunali e ospedali
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml 

[1] Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/06/22/il_solito_olli_rehn_lamico_del.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/05/31/il_giocattolo_calcio.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html
[2] Appunto dopo le lettere della BCE al governo e del governo alla UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/11/06/appunto_dopo_le_lettere_della.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
 
 
Post collegati (i link identificati da un numero progressivo, chissà perché, non sono più attivi; su mia richiesta, il gestore li ha resi di nuovo attivi):
Il governo Monti al capolinea  http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/08/27/il_governo_monti_al_capolinea.html 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html
Bersani vs Renzi, il competente e onesto segretario gentiluomo e lo sfidante coraggioso e tosto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/09/bersani_vs_renzi_il_competente.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753331.html
Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/11/trasformazione_epocale_da_gove.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
Il Prof. Monti e lo statuto dei lavoratori, manovra diversiva, in parte persino inconsapevole
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/15/il_prof_monti_e_lo_statuto_dei.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753968.html  
Fuoco incrociato, Grilli fucilato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/10/03/fuoco_incrociato_grilli_fucila.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756283.html
La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/10/02/la_macroscopica_mistificazione.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756061.html
La sconcertante scoperta della scarsa empatia dei cattolici del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/10/07/la_sconcertante_scoperta_della.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756664.html
Tra Bersani e Renzi il gioco si fa duro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/10/23/tra_bersani_e_renzi_il_gioco_s.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758539.html

Aggiornamento
 
In valori cumulati, cioè sommando gli effetti anno per anno, agli Italiani sono costati 330 mld (ma le misure strutturali delle manovre dispiegano tuttora i loro effetti).
 
L'Italia ha corretto i conti pubblici per 120 miliardi tra il 2008 e il 2013. Ma le manovre hanno appesantito la recessione, con il risultato di annullare i risultati nominali del risanamento e far crescere il rapporto tra debito pubblico e Pil.
Sulla correzione dei conti pubblici italiani ha pesato in misura decisiva l’”effetto denominatore,cioè il crollo senza precedenti del PIL in termini reali (e la stagnazione in termini nominali) registrato tra il 2007 e il 2013. Ma dato che la mancata crescita è in buona parte legata anche agli effetti recessivi di quelle manovre di finanza pubblica, viene da chiedersi se il gioco sia valsa la candela.
23 luglio 2014 | di Antonio Misiani
http://ilcampodelleidee.it/doc/174/litalia-ha-corretto-i-conti-pubblici-per-120-miliardi-tra-il-2008-e-il-2013-ma-le-manovre-hanno-aggravato-la-recessione-che-ha-a.htm
 
  

  

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