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Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica

Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Fabrizio Bocca, giornalista sportivo de la Repubblica. Finora non ho ricevuto nessuna risposta.


Oggetto:

Commenti censurati

27/06/2014
11:55

Da:

v)http://posta-static.iol.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it>

 

@Fabrizio Bocca

Ho giocato a calcio ma non lo seguo più (tranne la Nazionale), perché era, è un mondo di sleali, isterici, esagerati, inclusi i giornalisti sportivi, in gran parte mediocri ed incompetenti e con una sorta di licenza di uccidere con le parole, che anziché “educare” lisciano il pelo ai tifosi peggiori, catastrofisti, spietati e disfattisti quando si perde.

Non la conoscevo, né la conosco (mi riprometto di farlo meglio), ma, a sentirla parlare ed a leggere questo Suo ultimo commento,[1] privo del tutto di argomentazioni tecniche puntuali e forse persino di senso (lo rilegga con calma…), credo che Lei non abbia mai giocato a calcio e non ne capisca molto; ma, quel che è peggio, appartenga alla foltissima schiera dei sedicenti sapientoni del giorno dopo. Non è un fatto personale, è un discorso che faccio da sempre e che rifarei con chiunque, essendocene i presupposti fattuali.

Ho inviato 3 commenti, in cui esprimevo considerazioni tecniche sull’Italia ed un giudizio negativo sui giornalisti sportivi, che ritengo corresponsabili del clima isterico che permea il calcio, ma nessuno dei 3 è stato pubblicato. Non credo avessero nulla di disdicevole, poiché sono stati pubblicati sul Corriere senza problemi. Debbo quindi pensare che Lei li abbia censurati per debolezza, a causa della Sua lunga coda di paglia, essendosi riconosciuto nella schiera degli incompetenti, spietati e disfattisti del giorno dopo, quando si perde.

Non può che migliorare, s’impegni di più, leggendo 100 volte al giorno gli articoli del grande Gianni Brera.

Cordialmente,

V.

  

Postilla 

Io ritengo i giornalisti sportivi corresponsabili della subcultura calcistica italiana cinica, isterica, esagerata, colpevolizzante, diseducativa. Non so se è ancora così, ma l’Italia è il Paese col maggior numero di quotidiani sportivi a diffusione nazionale, ben tre: La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport, che una volta facevano registrare il maggior numero di lettori in assoluto, e che sommati insieme lo fanno registrare tuttora.[2] A questo, si sono ora aggiunte le televisioni, con una messe enorme di partite trasmesse ed una pletora di telecronisti ed opinionisti, per lo più ex calciatori e giornalisti sportivi.

In questi giorni sto seguendo assiduamente, su RAI1 e RAISPORT1, le partite del Campionato Mondiale di calcio in Brasile e le trasmissioni con i commenti; anche in questo momento che scrivo questo post sto ascoltando “Pomeriggio mondiale” su RAISPORT1, dove i soliti luminari di calcio discettano – talvolta anche a ragione, per carità – delle responsabilità di tutti, senza però mai fare autocritica, perché sono sempre pronti ad esaltare i commissari tecnici ed i calciatori quando si vince e ad affossarli spietatamente quando si perde, creando un cortocircuito mediatico ed alimentando un circolo vizioso tra esigenze di rinnovamento di dirigenti, regole, uomini e scelte tattiche invocate e decisioni effettive assunte e prestazioni in campo (e fuori) condizionate dalla paura del linciaggio morale, che condiziona sia i dirigenti, sia i ct, sia i giocatori. Subcultura che poi diventa inevitabilmente il sostrato per educare e crescere i vivai calcistici, istupiditi e diseducati da genitori rabbiosi e da allenatori in fregola di tatticismi esasperati e dimentichi invece dei fondamentali tecnici, atletici e morali.

Infine, un’ultima annotazione la voglio riservare alle critiche ed al vero e proprio astio, a mio avviso autolesionistico, manifestato un giorno sì e l’altro pure dai giornalisti sportivi italiani contro il presidente della FIFA Blatter, che non è un personaggio scevro da critiche, ma che ovviamente se le lega al dito e ce le fa pagare molto volentieri.[3] Tra gli alti lai dei medesimi giornalisti sportivi italiani, i quali poi si lamentano perché l’Italia è costretta a spostamenti eccessivi o a giocare 2 partite su 3 alle ore 13 con un clima amazzonico.

 
[1] http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/26/homepalla-il-ritorno-dellitalia-sullaereo-piu-pazzo-del-mondo-il-caos-azzurro-e-il-tutti-contro-tutti-dipollina-sulla-soyuz-il-borsino-del-nuovo-ct/
http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/27/cile-costarica-grecia-algeria-messico-costarica-etc-italia-a-pezzi-ma-dovevamo-esserci-anche-noi-tra-le-16-del-mondiale-ci-siamo-autoeliminati/
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Quotidiani_in_Italia
[3] Rivoluzione Blatter: sì alla moviola in campo
Il presidente della Fifa annuncia la novità in un'intervista al sito dell'organo di governo del calcio mondiale. "Servirà per dare più aiuto agli arbitri, più giustizia alle partite". Staffilata all'Italia, accusata di difensivismo

28 giugno 2014
http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/brasile2014/2014/06/28/news/blatter_moviola_in_campo-90191238/
 

Aggiornamento (30/06/2016)


Riporto la e-mail che ho inviato a Fabrizio Bocca dopo aver letto questo suo articolo di oggi:


Europei, quarti: il serbatorio resta la Premier. Italiani, che 'mammoni'


Radicalizzata/radicata

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da:

vhttp://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

30 giu 2016 - 13:53 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it> 

Buongiorno,

Citazione: “L'Italia è fortemente radicalizzata nella serie A”. Oltre a capire poco di calcio, zoppica anche in lingua italiana. Suppongo volesse scrivere “radicata”. Saluti,

V.

PS:

Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica


 
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