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Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD

 
Marco Bracconi
3 NOV 2014
Rottamare il complotto
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2014/11/03/rottamare-il-complotto/
 
Due giorni fa, ho fatto il seguente commento:
 
http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 3 novembre 2014 alle 20:57

@walterstucco (3 novembre 2014 alle 15:33)

Tesi infondate e conclusione illogica.
1. ”Soprattutto in materia di lavoro ci ha sempre lavorato il professor Ichino”
Parole in libertà. Sono iscritto da anni alla sua newsletter, Ichino ha lavorato per conto suo, il suo DdL riscosse meno del 10% dei voti all’Assemblea del PD sul lavoro; anche a livello parlamentare, il DdL che aveva di gran lunga il maggior consenso era quello proposto da Ghedini-Passoni-Treu.

2. Tesi bizzarre, a) la prima contraddice la precedente: chi ha prevalso, Ichino o Cofferati? b) la cosa “di sinistra” sarebbe l’anarchia e il lassismo verso i giovani che, ogni notte fino all’alba, fanno casino nelle strade e nelle piazze?

3. a) Io sono migliorista da 40 anni, non ho votato Renzi. Come me altri. Quelli che l’han fatto probabilmente se ne sono pentiti. b) Li conosco bene perché ho frequentato per 3 anni “Europa”: gli ex dc che votano PD odiano letteralmente la CGIL, sono in gran maggioranza lontanissimi dai miglioristi e dagli ideali socialdemocratici e, per la loro spietatezza (e non esagero, posso produrre le prove), perfino da quelli caritatevoli cattolici.

4. Anche io critico il mercato del lavoro duale, ma Renzi ha raccontato una balla sesquipedale quando ha detto che lo Stato, come un buon padre di famiglia, si prenderà cura di ogni lavoratore licenziato. Ha stanziato nella Legge di Stabilità 2015, per gli ammortizzatori sociali, 1,6 miliardi (e non si riesce ancora a capire se sono aggiuntivi), ma ne servirebbero 5-10 volte tanto. Che si fa? Si dà credito a un falegname che costruisce tavoli quadrati con 3 gambe, e guarda caso la quarta è quella che va nell’interesse dei povericristi? Un leader serio di sinistra direbbe: l’UE (la Germania) non mi permette di sforare, io nonostante le promesse e le minacce mi sono dovuto adeguare, per fare la riforma che essi vogliono prendo allora i soldi dai ricchi italiani, che sono più ricchi dei Tedeschi. Anche perché so che, per quelli di sinistra, è qui soprattutto che si parrà la mia nobilitade. [1]

Conclusione. Le politiche e i leader politici vanno giudicati dai fatti, dalle scelte concrete: Renzi non è di destra, come si dice, ma racconta troppe balle per essere un buon leader di sinistra e, avendo deciso – come sembra – di portare acqua al mulino dei forti, fa tavoli sghembi, iniqui e precari, similmente a come capitava con i governi di destra, e per giunta cerca di coprire il misfatto con parole propagandistiche. E quindi perché dovrebbe ricevere il voto dei miglioristi? Semplicemente, non lo merita.

Vincesko

 

Segnalo molto volentieri l’editoriale di oggi di Ezio Mauro “Il dramma del lavoro che spacca l'identità della sinistra”  http://www.repubblica.it/politica/2014/11/05/news/il_dramma_del_lavoro_che_spacca_l_identit_della_sinistra-99781591/.

Lo faccio volentieri sia perché, in esso, il "renziano" Ezio Mauro dimostra la sua intelligenza e che, nel giudicare, si attiene laicamente all'analisi dei fatti e delle scelte concrete (come suggerivo nella mia risposta del 3 novembre 2014 alle 20:57 al logorroico e invadente walterstucco), sia perché riecheggia e sviluppa alcuni concetti (lo snaturamento del PD, la scelta di Renzi di aver sposato la causa dei forti contro il lavoro e i sindacati, l’assenza di un’imposta patrimoniale per finanziare il welfare, il rapporto con l'UE) da me espressi (vedi anche il mio posPD, metamorfosi incipiente di un partito http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html ).

Riporto dell’editoriale i passi per me più significativi:

“tagliando a danno dei più deboli e non riformando nell'interesse generale”

“pretendendo quindi un'attenzione particolare alle tutele degli ammortizzatori sociali”.

“Poi poteva dire agli imprenditori che non ci sono pasti gratis neppure per loro, e che dopo la modifica dell'articolo 18 e il taglio dell'Irap dovevano fare la loro parte contribuendo a mantenere i costi della democrazia, quindi del welfare”

“E infine, doveva avvertire il sistema politico e istituzionale, e addirittura l'Europa, del pericolo che attraverso il lavoro salti il nucleo stesso della civiltà occidentale”.

“Ma qui nasce una seconda domanda: per Renzi il Pd è uno strumento opportunistico attraverso cui conquistare il potere o è una scelta culturale, politica, identitaria di responsabilità?”

“La sinistra italiana ha non solo il diritto, ma il dovere (come in altre democrazie) di parlare all'intero Paese. Ma a patto che lo faccia in nome e per conto della sua identità: questo è il punto. Per intenderci: nel New Labour di Tony Blair c'è certo il new, inseguito da Renzi, ma c'è pur sempre il labour, che il Premier non vede”.

“A condizione di non cambiare la propria natura”.

 
[1] La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html


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