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Dialogo nel blog Goofynomics su Monti-Fornero e le pensioni. Censura finale ad opera di Bagnai


Dopo essermene tenuto alla larga finora per le ragioni riportate nell’Appendice, dieci giorni fa ho deciso di iscrivermi alla newsletter di Goofynomics, il noto e frequentatissimo blog del prof. Alberto Bagnai. Ma è durato poco.

Riporto la discussione tra un suo adepto e me su Monti-Fornero e le pensioni, al termine della quale Bagnai ha censurato per due volte la mia risposta a Francesco, ma sul tema del complotto orchestrato, nel 2011, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai danni dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Per chi non lo sappia, preciso che nel blog Goofynomics vige la moderazione preventiva dei commenti, che è già, detto in generale, una scelta rappresentativa della scarsa liberalità del titolare del blog e che, a mio avviso, costituisce in ogni caso una forma di condizionamento della libertà di espressione dei commentatori, poiché li induce vuoi, almeno in parte, ad autocensurarsi, vuoi – e non è una contraddizione –, in parte, – almeno così capita a me - a saggiare la soglia di tolleranza – diciamo così - del moderatore. Infatti, nel caso di questo dialogo, con Maurizio59, io mi sono in parte censurato, nel senso che ho contenuto le mie abituali “aggressività” e “cattiveria”, che adopero come strumenti funzionali a demolire la loro resistenza (nel suo stretto significato psicoanalitico), quando mi capita di discutere con paranoici più o meno gravi (vedi, ad esempio, questo Dialogo ‘terapeutico’ tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale 1 oppure 2), svoltosi però nel blog di Carlo Clericetti, su Repubblica, che non modera i commenti.

  

La discussione si è svolta in calce a questo post:

venerdì 3 giugno 2016

Belli, Keynes, e il jobs act



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Ciao Prof. Io provo a parlare con mi è vicino, il mio titolare ed amico, se.pre votato a sinistra il mio amico consulente, altro a sinistra il suo collega di ufficio con agenzia immobiliare che ha votato tutti ed adesso vota 5S...ma la risposta è sempre quella..se so magnati tutto e il buco dell'INPS ..io ci provo ma la vedo dura!..


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@Giuseppe Grandi
Citazione: “il buco dell'INPS”.

Ti segnalo che, ad un’analisi non superficiale, l’INPS, in quanto Istituto per la previdenza sociale, non ha nessun buco, ma un avanzo.


*** 

Buonasera,
mi permetto di correggerle le date: quelli nati durante il ventennio e fino al 1950/1955: io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero (che Dio li stramaledica: io non provo odio ma li disprezzo, per cui gli auguro cordialmente di spendersi tutto quello che hanno in medicine, ovviamente inutilmente) è riuscita a prendermi per il fondo dei pantaloni: diversamente, da agosto dell'anno scorso, sarei andato in pensione. Ad alcuni dei miei colleghi, che erano ad un passo, è andata anche peggio, ed il degrado della sanità sta accorciando l'aspettativa di vita attesa per tutti. Quelli che hanno potuto godere pienamente della copertura del walfare ormai sono già tutti morti: i sopravvissuti ottuagenari stanno ritornando ad assaporare la durezza del vivere provata dai loro genitori e dai loro nonni sul lato della sanità (anche se il progresso tecnico compiuto negli ultimi decenni resta un fatto innegabile ma, lentamente ed inesorabilmente, sempre di più per molti ma non per tutti).
Coraggio e buona notte.
Maurizio


@Maurizio 59
Citazione: “io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero […]”.

La riforma delle pensioni Berlusconi-Sacconi (DL 78/2010, art. 12) ha fatto molto peggio, ma (quasi) nessuno la cita mai. Sei sicuro sia stata la riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24)?


Effettivamente nella foga ho fatto un errore: con la quota 97 sarei andato in pensione l'anno prossimo e non quello scorso. Avevo qualche mese di contributi per il periodo della scuola alberghiera e ho iniziato a lavorare subito dopo la maturità, per cui non ho nemmeno dovuto riscattare gli anni di laurea (quello del militare volevano togliermelo, poi per fortuna ci hanno ripensato).

Mio padre è del 1931 ed è andato in pensione, non ricordo con precisione, se a 54 o 55 anni (Fiat), mio suocero del 1932 (Olivetti), idem con patate. Stessa cosa per un mio zio del 1927 (Lancia, ma forse è andato anche prima). Non conosco nessuno nato nel ventennio fasista che, grazie ai 35 anni di anzianità, sia andato in pensione oltre i 55/56 anni (effettivamente avevano iniziato tutti a lavorare presto, però spesso senza contributi i primi anni, ma con i prepensionamenti recuperavano gli anni perduti).
Per forza una volta i giovani trovavano lavoro: ora non sarebbe comunque più così perché una volta il lavoro c'era (tanto per fare un esempio le 500 si facevano a Torino e non Polonia ed in Serbia) e chi andava in pensione veniva sostituito, mentre ora si tende a spemere di più chi resta, ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque.
E non credo che quello fosse un sistema insostenibile: con il progresso tecnologico la produttività del lavoro è aumentata enormemente (penso anche solo cosa ha significato la diffusione del PC nelle aziende, anche quelle medio-piccole, a partire dall'inizio degli anni '80)e l'idea era che, grazie alle macchine, avremmo comunque finito tutti per lavorare meno, sia quando si era in attività che come età pensionabile, mentre sta accadendo esattamente il contrario. Che cosa è andato storto? Parecchie cose, ma credo fondamentalmente una: la concorrenza nel libero mercato tende a riversare gli aumenti di produttività in diminuzione dei prezzi e non a remunerare maggiormente i fattori produttivi (incluso il capitale, ovviamente per i settori dove la concorrenza esiste, ma la concorrenza stessa fa in modo che vengano darwinianamente selezionati i concorrenti, per cui con il tempo la concorrenza distrugge sé stessa, da un lato perché i mercati vanno verso oligopoli e monopoli dal lato della produzione, mentre dal lato dei consumo se i lavoratori guadagano meno e - soprattutto - sono sempre di meno, le opportunità di sbocco per la produzione diminuiscono, anche in presenza di prezzi decrescenti in termini reali).


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@Maurizio 59
Citazione: “ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque”.

Fesseria sesquipedale (visto che hai tenuto in non cale la mia risposta precedente e sei recidivo).
Ci riprovo: prima della riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24), con decorrenza 1.1.2012, c’è stata la ben più severa riforma SACCONI (DL 78/2010, art. 12), a decorrere dall’1.1.2011.


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Maurizio 59
 
5 giugno 2016 16:09 Se sto sbagliando mi aiuti a smettere: io so solo che prima di Monti avevo la quota 97, ora mi è arrivata la busta arancione che dice anno 2022: se un lustro in più le sembran pochi… mi pare evidente che non lascerò il posto libero per ulteriori cinque anni (sempre che non venga richiamato prima alla casa del Padre o che il mio attuale posto di lavoro vada a ramengo, ma a quel punto sarà sparita la sedia indipendentemente dal fatto che c’era seduto sopra il mio culo, per cui game over per ogni eventuale ricambio generazionale per quanto riguarda la mia persona). Per quale motivo si scandalizza se faccio presente che, dopo la riforma Fornero, le finestre di ricambio generazionale sono diminuite? Il fatto che fossero già diminuite prima toglie qualcosa ai “meriti” della premiata ditta Monti/Fornero?

Con i 35 anni sarei andato in pensione a 54 anni, con la quota 97 a 58, con il sistema attuale a 63: non ho i conteggi comparati per verificare quanto ci ho rimesso in soldi nei vari passaggi per incazzarmi ulteriormente, ma la prima botta di innalzamento dell’età pensionabile potevo sopportarla, la seconda no. Se poi lei è così bravo a farmi i conti in tasca sul mio sistema previdenziale la ringrazio fin d’ora per l’opportunità che mi offrirà di non dire ulteriori sesquipedali fesserie: nel frattempo continuo a non capire la sua difesa d’ufficio della riforma Monti/Fornero per il fatto che ce ne siano state altre prima: a cosa giova, secondo lei, aggiungere danno al danno? Possiamo legittimare un danno ulteriore con il fatto che ce ne siano stati altri prima? Se venissi a darle un calcio sulla portiera della sua macchina proverebbe minore disappunto se qualcuno, la settimana prima, le avesse fatto l’altra fiancata? Forse, per uscirne, dovrebbe tenere conto della nozione di utilità marginale, che vale anche per il fattore tempo: meno ne resta a disposizione più diventa prezioso, e la riforma Monti/Fornero è quella che, per le mie personali soglie di sopportazione, ha fatto saltare il banco (e tutti i baciati in fronte dalla riforma Monti/Fornero che conosco la pensano esattamente allo stesso modo, per cui siamo evidentemente, a suo metro di giudicare le vicende umane, un esercito di sesquipedali cazzari).

A questo punto, però, mi tolga una curiosità: ma questa roba l’ha scritta lei?

“Avviso preliminare: sono 5 anni che a) a me antimontiano, tocca difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni; b) segnalando che le manovre di Berlusconi sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique, incluse le riforme delle pensioni; e c) sono dati che pare ignorino tutti, proprio tutti.
Oltre a ignorare del tutto i dati e a ripetere le solite accuse a Monti in gran parte infondate (effetto della DISINFORMAZIONE berlusconiana e della pigrizia mentale degli Italiani, che per questo cadono facilmente vittime dei manipolatori)”


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Correggo: Fino al 31 dicembre 2011 era richiesta la quota 96 (che diventava 97 per gli autonomi).


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@Maurizio 59
Riassumo:

Il 4 giugno 2016 15:05 ti ho chiesto:
“La riforma delle pensioni Berlusconi-Sacconi (DL 78/2010, art. 12) ha fatto molto peggio, ma (quasi) nessuno la cita mai. Sei sicuro sia stata la riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24)?”.
Bastava rispondere con un sì + la spiegazione (sperabilmente più breve di quella lunghissima e strappalacrime che hai dato ora) e il dialogo si sarebbe concluso.

Invece di rispondermi hai rincarato la dose, scrivendo:
“ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque”.
Confermando che, anche per te come per (quasi) TUTTI (incluso l’INPS!), non esiste nessun’altra riforma delle pensioni prima di quella Fornero, che invece è soltanto l’ultima di 8 riforme dal 1992 e, nonostante la vulgata e le dichiarazioni della coraggiosa millantatrice Fornero, neppure la più severa e iniqua.
Capisco – ora che me lo hai spiegato - che tu sia arrabbiato con Monti-Fornero perché ti hanno allungato l’età di pensionamento, ma permettimi di osservare che a) l’adeguamento all’aspettativa di vita, che riguarderà anche te, lo ha deciso SACCONI; e b) soprattutto, tu almeno continui a lavorare e a percepire uno stipendio, mentre - ti informo – 
- milioni di pensionandi pubblici e privati;
- milioni di pensionande pubbliche;
- decine, forse centinaia di migliaia di pensionandi, anche di vecchiaia (quindi ultra65enni) disoccupati o inattivi (quindi senza reddito) 
hanno visto procrastinare di botto il loro pensionamento dalla riforma SACCONI fino a 6 anni! Ma per tutti – vittime della propaganda similmafiosa berlusconiana-sacconiana - SACCONI è sparito ed esiste soltanto la Fornero. 
E mentre questo accadeva (2010), la stragrande maggioranza dei 60 milioni di Italiani, te incluso, si girava dall’altra parte. 

Stesso discorso, anzi peggio, per le manovre finanziarie. Berlusconi ha varato manovre correttive, in particolare dopo la crisi della Grecia (2010), per l’80% del totale ed è stato scandalosamente iniquo (arrivò a tagliare del 90% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, destinata ai poveri, e lasciò indenni quasi tutti i ricchi); Monti (in un equivalente lasso di tempo: un anno e mezzo) ha varato solo il 20% del totale delle manovre finanziarie ed è stato molto più equo di Berlusconi, ma TUTTI (inclusi docenti di Economia) da 4 anni imputano tutte le nequizie a Monti: la recessione, la chiusura delle fabbriche, la disoccupazione, i suicidi, l’aumento delle morti, il calo delle nascite, ecc. ecc.
E mentre Berlusconi faceva quel che ho scritto (nel 2010 e 2011), una buona parte dei 60 milioni di Italiani, incluso forse te, faceva finta di niente.

In conclusione fai una domanda retorica, che trovo ingenua e superficiale. Io sono sia antiberlusconiano (soprattutto) che antimontiano, e prima di tutto tengo alla corretta informazione. Dando a Cesare quel che è di Cesare in tema di pensioni e riportando i rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive (267 mld cumulati Berlusconi e 63 mld cumulati Monti, fatti per il 55% di aumenti di tasse e per il 45% di tagli di spesa), io ottengo un triplice risultato: primo, faccio una corretta informazione; secondo, sbugiardo il Grande Bugiardo Berlusconi, che ha detto che non ha mai messo le mani nelle tasche degli Italiani; e terzo, smaschero il millantatore Monti, che sostiene – assieme alla Fornero – che ha salvato l’Italia (decreto salva-Italia, DL 201/2011, inclusa la messa in sicurezza dei conti pensionistici). 


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Mi rendo conto che, dopo 5 anni passati a difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni ed a essere l'unico a dare dati che tutti, ma proprio tutti, oltre a lei ignorano (caso più unico che raro di genio incompreso) lei sia alla disperata ricerca di interlocutori ai quali sottoporre i suoi brillanti triplici risultati, a cominciare dal fare corretta informazione (magari iniziasse a fare un po' meno confusione saltando di palo in frasca tra manovre sulle pensioni, tagli agli enti locali, informazione mafiosa berlusconiana e razzismo sulla presunta pigrizia mentale degli italiani che non sono tutti svegli come lei potrebbe esserle di giovamento e darle più ampio seguito): per quanto mi riguarda, ho cose migliori da fare che continuare a perdere tempo con lei, per cui passo e chiudo e la lascio alle sue nevrosi da orfano dell'antiberlusconismo.

Una piccola chiosa finale: "ma TUTTI (inclusi docenti di Economia) da 4 anni imputano tutte le nequizie a Monti"... si ricordi che così scrivendo tira in mezzo anche il Titolare di questo blog e che il suo male minore Monti è andato al potere grazie ad una congiura di palazzo, ma questi sono dettagli che, per un genio incompreso come lei, sono evidentemente di secondaria importanza.


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@Maurizio 59
No, mi spiace, continui a scrivere fesserie sesquipedali.
Io non sono “alla disperata ricerca di interlocutori ai quali sottoporre i [miei] brillanti [!?] triplici risultati”; te lo ripeto (repetita iuvant?), bastava darmi la risposta adeguata ed il nostro colloquio si sarebbe concluso subito. Vedi ad esempio, più sopra, la mia risposta a Giuseppe Grandi, che ha sparato la sesquipedale fesseria che l’INPS abbia un buco, forse influenzato da qualche adepto manipolato di NoisefromAmerika (cfr. l’ultima discussione in Autonomia del Veneto entro il 2018). Invece tu “resisti” e per di più proietti su di me i tuoi problemi (sai, ho una notevole esperienza in materia, in parte acquisita frequentando il blog di Cesare Damiano al tempo degli esodati…), come traspare chiaramente da ciò che hai scritto all’inizio:
“io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero (che Dio li stramaledica: io non provo odio ma li disprezzo, per cui gli auguro cordialmente di spendersi tutto quello che hanno in medicine, ovviamente inutilmente)”,
che – temo - ti impediscono di “capire” dati semplici e fatti elementari.
Come quello che c’è chi aborre la DISINFORMAZIONE (di cui anche il web è strapieno) e cerca in piccolissimo di contrastarla, come cerco di fare io da 8 anni dacché frequento il web e da 6 col mio blog, cosa che mi ha fatto guadagnare la fiducia dei lettori, talché prima che la piattaforma IlCannocchiale – che lavorava per l’area del fu quotidiano “Europa” - andasse definitivamente in panne, avevo quasi 890.000 visualizzazioni, anche se in media vi scrivevo poco e la piattaforma negli ultimi 2 anni era spesso in avaria, per cui (essendo io profano, l’ho scoperto recentemente grazie ad un sito riportato in un post del titolare di questo blog) il mio blog Vincesko è sceso – cito a memoria - dal 3milionesimo posto a livello mondiale al 15milionesimo (!!!). Ora, mi raccomando, cerca di tenere a bada la tua invidia esorbitante…

Infine, vedo che hai la… debolezza di concludere i tuoi commenti con chiose maliziose e, a ben vedere, superficiali.
Metti in mezzo il titolare del blog, che peraltro modera i commenti quindi debbo presumere li legga. Ed allora provvedo a spiegare, non in particolare a te, che vedo inclini irresistibilmente e pericolosamente a fare ammuina e a personalizzare, ma – diciamo così - in generale.
Di solito, quando scrivo “TUTTI” (che è chiarissimamente un’esagerazione retorica), gli antepongo un “(quasi)” (cfr., ad esempio, il mio commento del 5/6/2016 22:20). Quando l’ho riletto, volevo aggiungerlo, ma poi ho deciso apposta di no, come mi capita quando sono curioso e desideroso di essere smentito, e mi sono messo ad attendere le eventuali, benvenute confutazioni corroborate da prove documentali (che tu, ad esempio, ometti, ma che io gradirei moltissimo). Aggiungo, per chiarezza, che mi sono iscritto solo da meno di 10 giorni a Goofynomics, finora ho frequentato pochissimo questo blog (mi capitava di leggerlo solo quando veniva ripreso da Sinistrainrete, cosa che – ho notato – prima succedeva raramente ora molto più spesso), per i motivi critici (che mi furono censurati) premessi al mio unico commento “postato” qui in passato, un commento critico verso le tesi del post, sia in tema di reddito minimo garantito che – guarda caso - in tema di pensioni, in calce a questo post, quasi in fondo ai commenti (12/6/2015 16:47): Il reddito della gleba.

(continua)


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(segue)

Per concludere, per quanto riguarda la “congiura di palazzo” contro Berlusconi, sono sostanzialmente d’accordo, ma… Ne ho scritto nel mio blog e avuto varie discussioni nel web recentemente, anche con paranoici antimontiani. Tralascio queste ultime e riporto quella (indiretta) con Ruggero Paladini su E&L:

In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS: […]

Cfr. “Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi”
1 oppure 2


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Vincesko, perdonami, ma le argomentazioni che usi per definirlo atipico mi sembrano più il frutto del pregiudizio e del cercare il pelo nell'uovo, che una serena riflessione: le dimissioni date dal lavoratore sottoposto a mobbing avvengono esattamente come hai scritto sopra, cioè nel pieno rispetto delle regole, non potrebbero concretizzarsi senza la volontà del lavoratore stesso e totalmente alla luce del sole. E il mobbing altro non è che un complotto, verticale e/o orizzontale che sia, in cui il lavoratore viene isolato e portato a dare le dimissioni.

Nel 2011 è successa esattamente la stessa cosa: dal PdR agli stessi alleati di B, tutti furono erano daccordo per farlo cadere, senza contare le influenze internazionali cui qualcuno ancora obbedisce pur di rimanere a galla. Quindi?
È palese che mancando l'appoggio degli stessi alleati e delle più alte cariche istituzionali, senza contare la vergognosa magistratura, i presupposti per governare non ci fossero. Che altro doveva fare? Firmarsi e ratificarsi le leggi da solo!? Imporsi?

Se poi ti va, mi spiegheresti dov'è che il PdR ha operato nell'interesse nazionale? De facto ha contribuito per deporre un governo democratico per legittimarne uno tecnico, voluto da interessi stranieri, di fronte ad una crisi dello spread costruita ad arte, che non avrebbe inciso in maniera drammatica sui conti pubblici e nonostante la sancita solidità dei conti pubblici da parte della stessa commissione europea). Ha casomai agito da dittatore e negli interessi di tutti, tranne che della volontà popolare.


***


Qui riporto le mie due risposte censurate, in parte influenzate dalla mia autocensura (in assenza di moderazione, avrei scritto un commento diverso) e in parte dalla volontà di saggiare il livello di tolleranza del blog, vedi la notizia dell’affiliazione di Giorgio Napolitano alla Massoneria o l’espressione “un uomo da tempo malato” riferita a Berlusconi.

Francamente, io non so perché Alberto Bagnai abbia censurato anche la mia seconda risposta, posso fare soltanto delle congetture. La prima spiegazione, più probabile e razionale, è che lo abbia fatto perché ho conservato l’espressione “un uomo da tempo malato”, riferito a Berlusconi, anche se ho aggiunto apposta “ad avviso della moglie”; la seconda, poiché linkavo abitualmente dei miei post, è che abbia cominciato a pensare che usassi il suo blog per promuovere il mio (il che è una fesseria poiché so per certo in base al riscontro che quasi nessuno apre i link, anche io lo faccio raramente); infine, terza, la meno probabile, la citazione del profilo psicologico riferita a Berlusconi (“il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico”), che forse, essendo un sodale di Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo), gli ha fatto fischiare le orecchie.

Nota: ho ricostruito oggi le due risposte nel formato Blogger utilizzando la funzione “anteprima”; le date sono esatte, gli orari approssimativi.


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Vincesko ha detto...

@Francesco
Sono quasi del tutto d’accordo con te.
Sul compagno Napolitano, secondo il libro “Massoni” affiliato dal 1989 alla più reazionaria delle superlogge, la rockefeller-kissingeriana “Three Eyes”, con me sfondi una porta aperta.
Sul fatto che fossero tutti contro Berlusconi, non ci piove.
Sul fatto che sia stato organizzato un “complotto” per defenestrarlo, ho già scritto che sono sostanzialmente d’accordo. E questo – ho visto ora - lo scrissi già nell’immediatezza del fatto (cfr. il mio commento all’articolo del novembre 2011 di Stefano G. Azzarà di uniurb “Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito”, che trovi, scorrendo pazientemente l’Appendice, in calce al mio post “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”, allegato al post linkato più sopra “Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi”).
Vengo al quasi. Ho eccepito soltanto che nessuno, neppure Napolitano, avrebbe potuto “dimissionarlo”. L’ha fatto lui, sia perché – elemento determinante in una democrazia parlamentare - aveva di fatto perso la sua maggioranza parlamentare (vedi Appendice citata sopra), sia, soprattutto (a mio avviso, essendo da molto tempo un suo “studioso”, il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico), perché non si sentiva più “amato” nei consessi internazionali, anzi veniva trattato come un reietto, vedi al G20 di Cannes del 3/11/2011:
G20 di Cannes - Video
G20 di Cannes – Le foto).
Per smaltire quell’umiliazione, gli ci volle un intero anno, dopodiché ritornò battagliero (cfr. Il Sig. Silvio B. e il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
1 oppure 2).
Infine, va anche considerato l’interesse supremo nazionale, messo a rischio concretamente, al di là dei numeri macroeconomici tenuti in non cale dai mercati finanziari lasciati liberi di agire dall’inerzia colpevole della BCE, da un uomo da tempo malato che ci è costato tantissimo, segnatamente ai poveri cristi, inclusa la quasi impossibilità in quella situazione drammatica di applicare la regola democratica e andare alle urne.

6 giugno 2016  23:26



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Vincesko ha detto...

@Francesco
Sono quasi del tutto d’accordo con te.
Sul compagno Napolitano, con me sfondi una porta aperta.
Sul fatto che fossero tutti contro Berlusconi, non ci piove.
Sul fatto che sia stato organizzato un “complotto” per defenestrarlo, ho già scritto che sono sostanzialmente d’accordo.
Vengo al quasi, che è grosso e che attiene alle responsabilità di Berlusconi. Che tu – vedo - inclini a sottovalutare, poiché quelle che per te sono delle attenuanti - le condizioni di contesto - per me sono delle aggravanti o almeno elementi concordanti della sua incompetenza a ricoprire il ruolo di PdC. D’altronde, sembra non si sia mai dato nella storia che un imprenditore sia mai diventato un bravo primo ministro. Adam Smith sosteneva, addirittura, che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, sono negati alla politica.
Ho eccepito prima che nessuno, neppure Napolitano, avrebbe potuto “dimissionarlo”. L’ha fatto lui, sia perché – elemento determinante in una democrazia parlamentare - aveva di fatto perso la sua maggioranza parlamentare, sia, soprattutto (a mio avviso, essendo da molto tempo un suo “studioso”, il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico), perché non si sentiva più “amato” nei consessi internazionali, anzi veniva trattato come un reietto, vedi al G20 di Cannes del 3/11/2011, pochi giorni prima delle sue dimissioni:
G20 di Cannes - Video
G20 di Cannes – Le foto).
Per smaltire quell’umiliazione, gli ci volle un intero anno, dopodiché ritornò battagliero.
Infine, al di là dei dati macroeconomici, tenuti in non cale sia – contrariamente a ciò che tu affermi - dalla Commissione europea, che – a torto o a ragione – da tempo non si fidava più di lui (cfr. Italia, sorveglianza rafforzata della Ue. Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"), sia dai mercati finanziari lasciati liberi di agire dall’inerzia colpevole della BCE, per non parlare dei suoi rapporti deteriorati con il suo principale ministro, Tremonti, e, nell'ultimissimo periodo, con altri esponenti del suo partito, cfr. l’Appendice di questo mio post Analisi parziale del complotto contro Berlusconi), va anche considerato l’interesse supremo nazionale, messo a rischio concretamente e ulteriormente da un uomo, ad avviso della moglie, da tempo malato, che ci è costato tantissimo, segnatamente ai poveri cristi, inclusa la quasi impossibilità in quella situazione drammatica, elemento che non va mai dimenticato, di applicare la normale regola democratica e andare alle urne.

7 giugno 2016 18:31



Appendice


Riporto, nell’ordine:

1.     La premessa al mio primo ed unico commento postato (12 giugno 2015 16:47) fino alla recente iscrizione a Goofynomics, che mi fu censurata (vedi la citazione nel mio commento del 6 giugno 2016 14:17);

2.     I miei due commenti inviati a Goofynomics, dopo aver aspettato invano per un giorno e oltre la pubblicazione della mia seconda risposta a Francesco.


1. Piccola premessa: frequento pochissimo questo blog poiché aborro le sètte, di qualunque tipo e collocazione. Lo faccio ora, in ritardo (ho appena letto il post su Sinistrainrete), perché adoro "bastonare" i settari, soprattutto i capisètta, rigorosamente quando lo meritano.


2. @Francesco

Mi spiace, ho pubblicato prima una, poi un’altra risposta, ma entrambe sono state censurate.


3. @Al Moderatore

Mi spiace che lei abbia censurato per 2 volte l’ultimo mio commento. Per il primo, lo capisco, anche se, che Napolitano sia un massone affiliato alla superloggia reazionaria “Three Eyes”, mi è stato censurato da “Keynesblog” ma l’ho pubblicato più volte senza problemi nel blog di Carlo Clericetti (“Repubblica”), che è di un’altra pasta, o, col mio nome e cognome, su Huffington Post.

Per il secondo, francamente non trovo ragioni razionali per la censura. Che, d’altronde, è uno strumento abominevole, indizio di debolezza di chi se ne fa schermo e/o ne abusa.

Cordialmente,

Vincesko


PS: Naturalmente, come faccio sempre in caso di censura immotivata, mi cancellerò da Goofynomics.


[Mi sono cancellato l’8/6/2016 alle 20:01].



Post collegato:


Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE



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3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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