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Dialogo n. 1 tra gio.d e me su Draghi senza più armi


Poiché può essere utile ogni tanto rivolgere lo sguardo all’indietro, riporto questo lungo dialogo tra gio.d e me, svoltosi nel mese di settembre 2014, sui poteri della BCE, il vero ganglio dell’attuale assetto oligarchico-burocratico UE, in calce a questo articolo.

Draghi senza più armi

Pubblicato da keynesblog il 17 settembre 2014

Antonio Lettieri da Eguaglianza e Libertà

Erano tempi ancora molto difficili a causa dell’inerzia della Banca centrale europea, che da più parti veniva sollecitata ad implementare una politica monetaria espansiva, da accompagnare con una politica fiscale altrettanto espansiva da parte degli Stati.

Nel mese di gennaio 2015, il Consiglio direttivo della BCE finalmente vince al suo interno le forti resistenze della Germania e decide di varare, a partire da marzo, il quantitative easing, cioè l’acquisto di attività, tra cui titoli di Stato.

Purtroppo, gli Stati dell’UE, succubi del predominio tedesco, non la seguono sulla stessa strada, in particolare l’Italia, il cui presidente del Consiglio Renzi a parole dichiara guerra all’austerità, ma nei fatti, sotto il controllo occhiuto della Commissione europea, continua a perseguire una politica di bilancio restrittiva. L’inerzia degli Stati depotenzia fortemente gli effetti del QE, che non riesce neppure a far risalire il tasso d’inflazione. Per cui, ironia della sorte, anche oggi, ma stavolta forse a ragione, si parla di BCE senza più armi. Ed il cerchio si chiude.

N.B.: Sbilanciamoci, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha cancellato quasi tutti i miei commenti scomodi.



Da almeno 2 anni, mi tocca riscontrare, anche in ambito accademico (!!), un’ignoranza dei poteri della BCE. Un mese fa, ho lanciato un Quesito-proposta di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto (art. 2) e dei trattati UE (l’ho fatto anche qui, v. “John Maynard Giavazzi (o quasi)” e poi “Uscire dall’euro o “uscire” da questa BCE?”, v. anche il precedente post di questo blog “Siamo tutti keynesiani?”). Ho dovuto purtroppo registrare un riscontro quasi nullo. Come piccola soddisfazione, noto ora con piacere che Antonio Lettieri ha preso atto del mio, evidentemente, utile commento a questo stesso suo articolo, pubblicato su Sbilanciamoci, che l’ha determinato a cancellare una sua erronea affermazione (cfr. punto 3, quarto capoverso), concernente i poteri della BCE. Riporto l’incipit del mio commento e, per non ripetermi, il link all’articolo di Sbilanciamoci:

Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
Antonio Lettieri lo ha mai letto attentamente lo statuto della BCE? […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135 .(Link sostituito da: http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.357-13-settembre-2014/Moneta-morbida-lavoro-duro-26146.html, commenti cancellati).


Temo che il problema non sia tecnico, ovvero capire cosa puo’ e non può fare la Bce, ma politico, cioè di politica economica….se siamo tutti impegnati a vendere e a tenere i conti in ordine la banca centrale in quale modo ci può aiutare? Comprando debito estero per affossare il cambio? Quindi sempre al modello cinese si finisce…noi dovremmo sostenere l’export cinese e degli altri paesi in via di sviluppo, come fanno gli Usa, Uk e probabilmente anche il Giappone in un futuro molto prossimo, non competere con loro…se tutti vendono chi è che compra? La regola non scritta è chi ha moneta forte compra, gli altri vendono…finirà molto male


Mi meraviglio che tu dica questo, se hai letto i miei commenti precedenti.

1. Che il problema sia politico è evidente, direi ovvio.

2. Ma è ovvio solo a 2 condizioni: a) che anche Draghi (anzi, la sua metà buona – il buono Dottor Jekyll -, ché l’altra metà – il cattivo Signor Hyde – è prona al veto, appunto politico, della Germania) diventi, tecnicamente, keynesiano e prevalga – cosa (quasi) impossibile nella schizofrenia – sulla metà cattiva; e b) che si sgombri interamente – interamente! – il campo dall’asserito impedimento statutario, che è l’alibi perfetto – alimentato dall’ignoranza quasi universale (!!) dei suoi poteri – per l’inerzia della BCE. Cioè occorre che qualcuno dica e dimostri che il re è nudo. E’ incredibile – ma piacevole per me, poiché uno dei fondamenti della mia educazione è stata la famosa fiaba di Andersen de “I vestiti nuovi dell’imperatore”, più nota, appunto, come “Il re è nudo” – che stia toccando a me svolgere il ruolo del bambino che svela l’inganno (anche se credo che, nel mare magno del web, ve ne siano molti altri). Ma siccome è certo che questo non sia sufficiente a superare il veto politico della egoista ed egemone Germania, che non lo farà mai con le buone, l’unico modo per uscire dall’impasse ed evitare la probabile implosione dell’Euro (e poi forse dell’UE) è o minacciare di uscire dall’Euro o denunciare la Bce alla Corte di Giustizia Europea per flagrante violazione del suo statuto (art. 2).

3. Detto questo, che cosa debba fare la BCE (cioè il suo Consiglio Direttivo, formato da Draghi e dai 18 governatori dell’Eurozona) l’ho già scritto: QE e acquisto della parte di debito pubblico eccedente il 60% del Pil di tutti i 18 Paesi EUZ, attraverso titoli nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, alleviando così sensibilmente la spesa degli interessi passivi, il cui risparmio va destinato alla crescita. In tal caso, si deve lasciare l’obbligo del pareggio di bilancio e cedere sovranità all’UE per il controllo preventivo e successivo del bilancio pubblico e delle variabili sottostanti, prevedendo, per un certo periodo, sanzioni non soltanto pecuniarie ma anche politiche (decadenza-rimozione dei responsabili). In alternativa, c’è soltanto che l’UE vari gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), che mobilitano un ammontare complessivo di 3.000 mld (all’Italia spetterebbe il 17,9%, pari alla sua quota nella BCE). Siamo in guerra, anche se solo economica, che durerà a lungo, ed occorre un cambiamento radicale di mentalità e di soluzioni. Allora, à la guerre comme à la guerre.


Nessuna struttura pubblica è mai indipendente dal potere politico, anche se nel suo statuto è scritto a caratteri cubitali, hanno scritto a caratteri cubitali una idiozia banalmente…l’unico modo per rendere una struttura pubblica indipendente è renderla elettiva, cioe’ creare un’altra struttura politica e dotarla di autonomia finanziaria…chi mette i dipendenti pubblici della Bce al loro posto infatti? Il potere politico, chi decide di rimuoverli o cambiarli? Il potere politico…le banche centrali sono espressione della politica del governo, e ti dico di più: è un bene che sia così, se non fosse così le nostre democrazie sarebbero zoppe, perché in caso contrario ci sarebbe un organo istituzionale dotato di amplissimi poteri del tutto autoreferenziale…


Vedo che tu – recidivo – ami le affermazioni ovvie (“Nessuna struttura pubblica è mai indipendente dal potere politico”), ma che, se le sottoponi a verifica e neanche tanto approfondita, lo sono – ovvie – a certe condizioni: nel caso della BCE, che a) la maggioranza dei membri del Consiglio direttivo esegua fedelmente i desiderata (poiché tali sono) del potere politico; b) rinunciando alla sua indipendenza sancita dalla legge, a partire dal momento stesso in cui il potere politico li ha nominati, c) sia disposta – per soddisfare quei desiderata – a disapplicare lo statuto, che, bada bene, contiene regole fissate nei trattati UE dal potere politico (ma in cui vige la regola dell’unanimità); d) assuma che per potere politico s’intenda, non l’unanimità dei Paesi EUZ, ma la Germania e satelliti, poiché i Piigs hanno altri desiderata.
Tu giustamente obietterai: non è quello che sta succedendo? Ed allora io ti porrei l’obiezione fondamentale in uno Stato (o Unione di Stati) di diritto, che è la seguente: che la ‘moral suasion’ (da te definita impropriamente dipendenza, senza virgolette) esercitata indebitamente dal potere politico minoritario ed egemone sulla BCE svanirebbe come neve al sole nel caso in cui si denunciasse la BCE all’unica Autorità ad essa sovraordinata: la Corte di Giustizia Europea, per flagrante violazione del suo statuto e dei trattati UE. Perché anche per i misfatti della BCE c’è un giudice a Berlino.
Ma già prevedo la tua affermazione “ovvia”: che anche la Corte di Giustizia Europea non è indipendente dal potere politico… O in questo caso ti arrenderesti? E, anziché continuare a fare affermazioni ovvie all’infinito, decideresti di dare una mano – se non altro diffondendo nel web la mia proposta – a realizzare quel che ora appare come l’unica via d’uscita rapida dal pantano in cui ci troviamo?


Sono convinto che anche il qe di cui parli tu (che comunque non verrà mai effettuato in un’Europa come questa qui, al massimo ripeto la Bce comprerà titoli di stato esteri non europei) non servirebbe a politiche fiscali invariate…occorre fare deficit, ampi e prolungati, li deve fare soprattutto la Germania, occorre smettere per 20 anni almeno di fare saldi commerciali positivi, lo deve fare soprattutto la Germania, questa è la precondizione necessaria e non sufficiente per uscire da questo enorme casino…poi la Bce può essere utile senzaltro, anzi essenziale, perché se fai deficit devi monetizzarlo, allora ha senso il tuo qe, ma da sola non puo’ decidere la politica economica e il modello di sviluppo del continente, non è che il re è nudo, il re non fa il suo dovere e il suo stato maggiore non puo’ prendere le decisioni al posto suo…


Sono d’accordo, tanto è vero che l’ho scritto pure qui 3 settimane fa, ma non pretendo che tu lo rammenti, anche se hai partecipato alla discussione; né si può scrivere ogni volta tutto, ripetendosi.
Il re è nudo ovviamente era riferito alla BCE.
Lo Stato maggiore è indipendente dai politici ed ha come riferimento esclusivamente il proprio statuto e la propria coscienza di funzionari pubblici lautamente pagati dalla collettività europea al cui servizio (teoricamente) essi operano.

vincesko 27 agosto 2014 alle 15:57
1. La BCE, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE, è il vero ganglio del sistema, dire che non è ‘la’ causa dei problemi è vero, ma sicuramente è una delle concause, attualmente la principale, sia per quello che fa (continuare a suggerire l’austerità), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art. 2).
2. La proposta di aumentare il credito è uno dei provvedimenti necessari, ma non sufficienti; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio per comprare il loro debito e alleviare la spesa per interessi, destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione. In alternativa, in Italia, c’è il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; ovvero, in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione.

vincesko 27 agosto 2014 alle 15:57
1. La BCE, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE, è il vero ganglio del sistema, dire che non è ‘la’ causa dei problemi è vero, ma sicuramente è una delle concause, attualmente la principale, sia per quello che fa (continuare a suggerire l’austerità), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art. 2).
2. La proposta di aumentare il credito è uno dei provvedimenti necessari, ma non sufficienti; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio per comprare il loro debito e alleviare la spesa per interessi, destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione. In alternativa, in Italia, c’è il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; ovvero, in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1,000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione.


Non avertene a male non c’è vis polemica nei miei interventi, cerco solo, come è mio costume di ragionare sulle cose…allora io dico semplicemente che prendersela con la Bce, con questa Bce a guida Draghi che è bene ricordarlo, è migliore 100 volte di quella precedente e tutto lascia presagire di una qualunque Bce a guida non-Draghi, è un errore strategico fatale in una guerra, visto che e’ così che hai detto la consideri tu.
È alquanto evidente che Draghi cerca di destreggiarsi tra mille difficoltà per tenere a bada un board recalcitrante, pieni di nemici veri non del sud-Europa bada bene, ma di tutta l’Europa, visto che la visione credo comune ad entrambi è che questa sorta di neoideologia calvinista-mercantilista, porterà allo sfacelo l’Europa intera…se non fosse stato per Draghi noi la guerra l’avremmo già abbondantemente persa, ora tu cosa vorresti fare? Denunciarlo? E perche’ di grazia? Perché non rispetta un codicillo del suo statuto? Uno statuto che cerca di garantire per legge l’impossibile, cioe’ che la banca centrale è indipendente dal potere politico? Scrive Casanova nella sua histoire, un libro che solo pochi riescono a cogliere per quel che è, vale a dire un ottimo manuale di filosofia, specie politica ed economica, scrive dicevo che solo un legislatore stupido fa una legge che non e’ possibile osservare! Per come la vedo io quindi, come strategia di “guerra” è molto piu’ utile denunciare al tribunale della stupidità coloro che hanno impostato l’unione europea su queste basi ridicole e con queste regole demenziali, dimostrandone appunto la loro demenzialita’ e mostrandone apertamente i danni che hanno già arrecato e quelli che produrranno in futuro. Dopodiché come in ogni guerra che si rispetti cercherei alleati, ce n’è uno in particolare dall’altra parte dell’Oceano bello grosso, che ci ha già aiutato parecchio in un’altra guerra mezzo secolo fa, guarda caso proprio contro dei nemici che popolavano la medesima regione dei nemici di oggi, strana la vita a volte eh? Credo che non vedrebbero l’ora di aiutarci ancora…


1. Gioco dell’oca.
E’ che a te – mi pare – piace il gioco dell’oca: un passo avanti e uno indietro, purché si resti alla casella di partenza. A me no. Ma non c’è problema.
Anche in quest’ultimo commento, tu fai un’obiezione sensata (se si denunciasse la BCE, ci sarebbero conseguenze sulla stessa), ma la “sporchi”, prima cambiando l’oggetto della denuncia (Draghi e non la BCE), poi ne trai conseguenze arbitrarie o almeno non automatiche (le dimissioni o forse addirittura la rimozione di Draghi) e pessimistiche (al suo posto arriverà uno peggiore). Certamente, un’eventuale pronuncia della Corte di Giustizia Europea sfavorevole alla BCE produrrebbe degli effetti seri, ma non necessariamente quelli che tu paventi. Sarebbe come affermare che ogni qual volta la Corte di Giustizia Europea sanziona l’Italia (è già successo decine. forse centinaia di volte) il governo o il ministro competente si dimette. Non è mai successo.

2. Guerra.
Intanto, preciso che quando parlo di guerra non mi riferisco alla BCE ma alla competizione-trasformazione epocale economica planetaria, che è la causa prima dell’attuale depressione economica italiana.
Per me, il quadro delle determinanti è questo: Si tratta di una crisi economica frutto in primo luogo, appunto, della trasformazione epocale planetaria in corso già da un decennio, che sta rivoluzionando la distribuzione della produzione, della ricchezza e del benessere consolidatasi negli ultimi 250 anni (a metà del 1700, il Paese più ricco al mondo era la Cina e uno dei più ricchi l’Indostan).
In secondo luogo, la crisi è esacerbata nell’Eurozona dall’assetto monco dell’UE, dell’Euro e della BCE, che non contempla i necessari correttivi degli squilibri tra i Paesi che hanno in comune la moneta, ma strutture economiche disomogenee.
Ed, in terzo luogo, dall’egoismo della egemone Germania (e suoi satelliti), che trae tutti i vantaggi da questo assetto monco e non intende rinunciarvi.
Osservo, infine, che, per quanto riguarda in particolare la situazione italiana, anche professori di Economia (da ultimo, 3 giorni fa Francesco Daveri sul “Corriere della Sera”, cfr. “Malati d’Europa e sorvegliati speciali”) danno la colpa a Monti e ignorano o fanno finta di ignorare che la vera causa dell’attuale recessione (oltre ad altre cause preesistenti) sono le sesquipedali ed inique manovre correttive varate dal governo Berlusconi-Tremonti nella scorsa legislatura (valore cumulato di 267 mld, contro i 63 mld di Monti), ma le cui misure permanenti dispiegano tuttora i loro effetti.

3. Soluzioni.
USA. Ora, in questo quadro piuttosto complicato, tu sostieni che la soluzione non debba essere quella “interna” di denunciare la BCE, che è – rammento – solo un’extrema ratio, ma che appare come l’unica via d’uscita dal pantano, perché, pur essendo venute meno le basi teoriche della politica di austerità propugnate dalla corrente mainstream e applicate ai Paesi in crisi economica negli ultimi decenni prima dal solo FMI ed ora dalla troika (FMI, UE e BCE), ed abbandonate anche da famosi neo-liberisti che le propugnavano (Giavazzi, Tabellini, Zingales, Alesina, Guiso), i quali chiedono ora un intervento pubblico, sia al governo italiano, sia alla BCE, gli organismi internazionali ciurlano nel manico e sono renitenti a cambiare la terapia (non più tardi di pochi giorni fa, al summit UE a Milano, hanno detto esplicitamente che non possono allentare i cordoni della borsa perché se no gli Stati frenerebbero gli sforzi di risanamento; ma sostieni, dicevo, che debba essere quella “esterna” di chiedere un intervento degli USA. Ma mi è facilissimo eccepire che gli USA lo stanno chiedendo da 5 anni alla Germania di cambiare politica economica, ma invano. A dimostrazione di ciò, riporto quanto l’ex Segretario al Tesoro USA ha scritto nel suo libro, che ha avuto molta eco sui media italiani, poiché vi si parla anche del supposto complotto per far cadere Berlusconi:
“L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio”
Nell’estate del 2011la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea – Spagna, Italia e Grecia -stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse». (cfr. il mio post “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”).
In esso, Geitner rivela anche il suo lavoro di persuasione su Draghi perché facesse, insieme, quel che serviva per uscire dalla crisi economica. Draghi qualcosa, infatti, fece, ma fu tantissimo come mere dichiarazioni, rivelatesi determinanti a spegnere l’incendio dello spread, troppo poco come misure effettive anti-crisi.
Referendum. Infine, osservo che anche gli economisti italiani, visti vani gli appelli, i libri, gli innumerevoli articoli scritti per convincere il potere politico a cambiare rotta, hanno deciso intelligentemente di indire il referendum contro l’austerità, pur consapevoli che si tratta di un atto simbolico (verrebbero abrogate soltanto le parti peggiorative degli stessi obblighi UE, decise dal governo Monti), ma che ciononostante potrebbe rivelarsi, se non decisivo, almeno molto più produttivo di effetti concreti positivi. .
Conclusione.
Per concludere, ripeto ciò che ho già scritto qui in calce a “John Maynard Giavazzi (o quasi)”:
Dato l’evidente, enorme squilibrio delle forze e degli interessi contrapposti, io sommessamente penso che occorra seguire l’esempio dei vecchi socialisti e sindacalisti a cavallo tra l’800 e il ‘900 (fino ad allora le leggi e l’apparato poliziesco venivano usati esclusivamente dai padroni contro i lavoratori): UTILIZZARE AL MEGLIO LE LEGGI E GLI ORGANI DEPUTATI A FARLE RISPETTARE.
Quindi, da una parte, occorre contare ed appoggiarsi il più possibile sull’unico organo europeo, pur con i suoi limiti decisionali, davvero democratico: il Parlamento Europeo. Dall’altra, attaccare e stanare il ganglio vitale: la BCE. Perciò sto proponendo di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto e dei trattati UE.
https://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#comment-22499

PS: Attenzione, per incolonnare correttamente le risposte, basta cliccare sul riquadro “Rispondi” presente nella e-mail di segnalazione del commento.


Premessa: scrivo dal cellulare, non ricevo alcuna mail né trovo l’opzione rispondi su tutti i commenti.
Cercando di essere più schematico e conciso possibile:
1. Non è che a me piace il gioco dell’oca, sono le soluzioni estemporanee che inevitabilmente giungono ad un punto morto;
2. Guerra: occorre intendersi chi sono i nemici, che risultati si vogliono raggiungere e qual è la strategia migliore da mwttere in campo per ottenerli, se no si corre il rischio di impallinare i tuoi incursori avanzati nelle file nemiche; allora la guerra la dobbiamo fare ad un certo modo di intendere la macroeconomia e la globalizzazione più in generale, che ci porterà allo sfacelo sociale e a tensioni geopolitiche sempre più forti. La Bce è uno strumento al servizio della politica, tecnicamente indipendente ma de facto asservita al pensiero dominante, è scontato che sia così, e’ ripeto corretto che sia così, altrimenti avremmo un organismo autoreferenziale che decide buona parte della politica economica di un continente; è poi inutile cercare di modificare lo strumento senza modificare le intenzioni di chi adopera lo stesso, e d’altra parte se vinciamo la nostra guerra, cioè riusciamo a cambiare le vision strategiche dei policy makers europei, a quel punto lo strumento sarà adoperato nel modo opportuno; la guerra dunque non è una crociata santa contro la globalizzazione, che è un fatto ineluttabile e tutto sommato anche positivo, se siamo autenticamente solidali e promotori dell’uguaglianza dei diritti, impossibile da ottenere senza una più compiuta uguaglianza economica globale, ma dei modi con i quali la globalizzazione stessa va gestita, che non è certo questa folle idea di competere tutti contro tutti in una perenne lotta all’ultimo sangue.
3. Sottovalutiamo sempre troppo l’enorme potenziale di moral suation del mondo anglosassone nei confronti del resto del mondo…soprattutto nei confronti di una nazione per la quale il mondo anglosassone rappresenta il miglior cliente, del resto è curioso come lei stimi significativi i referendum sul nulla e le denunce più o meno a casaccio e sottovaluti invece il potere coercitivo di una eventuale strategia comune, politica e diplomatica, ma in seguito anche economica di Usa, uk, Francia, italia, spagna, nei confronti di una parte tedesca…


Premessa: E’ sufficiente cliccare sul primo “Rispondi” che trovi scorrendo verso l’alto. Le e-mail di segnalazione di un nuovo commento pervengono solo a chi ha ‘postato’ commenti in precedenza. (in calce a un determinato ‘post’).
1. Anche con quelle non estemporanee.
2. Guerra. Non bisogna complicare le cose semplici. Io di solito, quando affronto un problema complesso cerco di dividerlo in parti più semplici senza perdere di vista le interrelazioni. Sono d’accordo con te che la globalizzazione può essere un’opportunità, ma il gioco dev’essere equo. Ed ora non lo è. E’ nemico chi non rispetta questo principio, Può essere la Cina, ma può essere anche la Germania o la BCE.
3. Premesso che io non disdegno l’aiuto di nessuno, né tanto meno di una potenza come gli Usa, ti ho dimostrato che finora la pressione USA sulla Germania è stata del tutto inefficace. Nella scorsa puntata di “Ballarò”, Prodi ha detto 3 cose importanti: a) che il sistema UE nelle intenzioni originarie dei leader doveva essere completato passo passo, b) che ora è incompleto e c) perché manca una vera leadership e non va bene che sia la Germania da sola (non c’è più neppure la diarchia con la Francia) a comandare. Che si fa, si continua ad aspettare che l’intervento USA sortisca qualche effetto o si sperimenta qualche altra strada per evitare che la barca affondi? Anche i popoli, non soltanto gli individui, hanno una psicologia. Primo Levi scrive (ne ‘La Tregua’) che i Tedeschi sono arroganti. Dostoevskij scrive (‘Memorie dalla casa dei morti’): “Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. L’arroganza dei Tedeschi rasenta l’ottusità, ma ovviamente c’è anche un calcolo egoistico da ‘bottegai’: l’attuale UE li favorisce ed essi inclinano irresistibilmente a prendere solo i vantaggi e non ad assumersi anche gli oneri di Paese leader. E’ vano e/o ci vuole troppo tempo (per) convincere i Tedeschi; qualcuno arriva ad affermare che essi sono talmente arroganti e ottusi che non cambieranno neppure quando ci smeneranno anche loro (come in parte sta già succedendo). Nessuno convincerà la Germania, allora cerchiamo un’altra opzione. Io l’ho individuata nella denuncia della BCE; non sono un esperto, ma ritengo che anche un gruppo di cittadini, o forse persino uno solo, possa presentare un esposto-denuncia contro la BCE alla Corte di Giustizia Europea. Chissà, forse “chianci-piero” l’ha già fatto e ce lo tiene nascosto (v. discussione in https://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701 ).
Tu, intanto, elabora la tua strategia meditata, realizzala e facci sapere. Auguri.



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Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel


Critiche severe all’economia italiana da importanti giornali di Spagna, Francia, Gran Bretagna e USA


UE, che fare contro e con le regole europee


Renzi’s ‘Anti-Austerity’ Charade And The Truth About Italy’s Deficit

by Thomas Fazi on 6 October 2016


Ne riporto l'ultima parte:

"Tornando alla più recente legge finanziaria in Italia: la sua natura restrittiva è confermata dalla crescita stimata dell'avanzo primario, 1,5-1,7 per cento nel 2017. Questo è destinato a deprimere ulteriormente l'economia italiana, come il governo sa perfettamente. Niente meno che il ministro delle finanze del paese, Pier Carlo Padoan, ha riconosciuto in una recente intervista con il quotidiano Il Messaggero che 'la riduzione della spesa pubblica in Italia ha portato a tassi di crescita inferiori rispetto ad altri paesi'. Quel che è peggio, però, è il fatto che questa ulteriore stretta fiscale avrà luogo nonostante una riduzione stimata della spesa per interessi del paese nel periodo 2015-2017 di circa il 2 per cento del PIL , grazie alle politiche di ultra-bassi tassi di interesse della BCE. Questo per quanto riguarda lo 'spazio fiscale' che il QE avrebbe dovuto liberare per i governi; nella migliore delle ipotesi si potrebbe sostenere che l'austerità sarebbe stata ancora maggiore senza di essa.

Ma questo ultimo sviluppo non dovrebbe essere una sorpresa. Nonostante la roboante retorica anti-austerità del primo ministro, la verità è che da quando è arrivato al potere il saldo primario in Italia è stato in costante aumento e il bilancio complessivo in costante diminuzione. Qualcosa che la performance economica disastrosa del Paese negli ultimi anni mostra fin troppo bene.

Pertanto si può concludere che: (a) Renzi non ha mai avuto alcuna intenzione di sfidare seriamente l'austerità, che fa di lui il più inaffidabile venditore di fumo dopo Berlusconi; o (b) la sua idea di sfidare l'austerità è denunciare costantemente le regole, mentre dice di essere l'unico governo in Europa a seguirle, forse in un tentativo perverso di dimostrare la loro inutilità commettendo harakiri economico. In entrambi i casi, l'Italia è saldamente in corsa per un secondo decennio perduto a causa delle politiche affossatrici di Renzi".



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permalink | inviato da magnagrecia il 20/10/2016 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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