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M5S, dilettanti allo sbaraglio


Carlo Clericetti  -  18 DIC 2016

5Stelle e un mare di problemi


Come si usa dire, il pesce puzza dalla testa. Nonostante (a) tutte le buone intenzioni di questo mondo palesate dal loro leader, (b) la ventata di aria nuova in un campo appestato per 20 anni dall'incompetente e fuori di testa miliardario narciso e schizoide Berlusconi; e (c) il merito, tutto sommato, di aver irreggimentato nell'ambito politico potabile quote di elettori turpiloquenti e facile preda di imbonitori di destra, non ci voleva Einstein per dedurre che un movimento politico capeggiato da un buffone ignorante eterodiretto da un paranoico avrebbe dato cattiva prova di sé proprio per la drammatica inadeguatezza delle qualità degli stessi leader e - inevitabile corollario - dei criteri di selezione dei vari dirigenti politici di seconda e terza fascia. La politica è un’arte nobile e molto difficile, adatta a relativamente pochi. E tra questi pochi non tutti sono onesti e sono pochissimi quelli in grado di amministrare entità complesse, come le Regioni o grandi Comuni, per la cui bisogna va apprestata e diretta un’intera squadra (assessori e staff di primo livello) all’altezza del compito.

Per questi motivi, avevo visto con favore il parziale defilamento di Grillo, condizione necessaria, alla quale si era poi aggiunta la morte di Casaleggio, per agevolare l’emersione di figure più competenti e la ridefinizione delle regole statutarie, in primis il divieto di allearsi con chicchessia.

Purtroppo, i dirigenti di prima fascia (Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi) mi sembrano drammaticamente inadeguati non soltanto a rivestire ruoli amministrativi diretti, ma, quel che è peggio, anche incapaci di coinvolgere e mantenere stabilmente figure esterne di qualità.

Il pesce, ripeto, puzza dalla testa: una leadership forte per un partito di massa che aspiri a ruoli di governo è fondamentale, la democraticità per un partito politico è una condizione necessaria (ma entro certi limiti formali, ché nella realtà nessun partito è davvero democratico) ed insufficiente, è dunque nella leadership attuale la chiave di volta per l’esito delle sorti di M5S.


PS: Segnalo questo articolo sullo stesso tema, ma molto più severo e drastico:

PERCHÉ VIRGINIA RAGGI DOVREBBE DIMETTERSI E GRILLO DOVREBBE SCIOGLIERE IL M5S

FABIO SALAMIDA  -  17 dicembre 2016


Appendice


... abbiamo letto l'articolo! (plurale maiestatico) ... e con ciò cosa ci svilupperebbe l'articolo!?

... solo un facile rimando a : e quelli prima della raggi cosa minkia avrebbero fatto per non far montare la sfiducia nelle istituzioni con la i maiuscola?

caro vmvinceskij il suo parrebbe un chiaro operar villano, roba da "spanocista"* , senza costrutto atto solo a indicar la busca e non la trave. Ne conviene!? 

Quale alternativa di gioco proporrebbe visto che è universalmente riconosciuto che è molto meglio criticare che fare?

* = raccogliere pannocchie da terra


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 14:27

@ thread (19 dicembre 2016 alle 12:12)
Le domande che terminano con un punto esclamativo sono un segno di prepotenza.
Che cos'è la "busca"?
Io sono molto pigro, ma sono concreto e pragmatico e quando devo fare qualcosa che mi intriga, soprattutto quando non è in gioco il denaro (che per me è sempre un elemento perturbatore), divento efficiente come un tedesco. Ma in questo caso io mi dichiaro inadeguato alla bisogna: primo, perché non sono un adepto del buffone ignorante; secondo, perché la questione è fuori dal mio controllo; terzo, perché sono un liberale-libertario e quindi rispettoso della libertà (lecita) altrui.
Sono, però, molto interessato all'evolversi della situazione di M5S, date le implicazioni future in termini di possibili alleanze, a condizione, come dicevo, che il buffone ignorante ed il suo nuovo socio provvedano a modificare il loro statuto, che le vieta.
Nutrendo, in ogni caso, - mi ripeto - qualche dubbio sulla effettiva volontà di M5S di voler perseguire obiettivi riformisti, il che in soldoni significa aumentare le tasse sui ricchi da investire in settori mirati (investimenti e welfare) e fare redistribuzione. E li nutro sulla base di una scelta concreta passata di M5S, cioè di espungere dalle coperture, nella seconda versione della loro proposta di legge sul reddito di cittadinanza, un'imposta patrimoniale, che invece era prevista nella prima versione.[
1 e 2] Ed è proprio sull'imposta patrimoniale sui ricchi (il decile o la metà del decile più ricco) che, secondo me, si parrà la nobilitade di un qualunque partito che si dichiari riformista. Vincendo le terribili resistenze "culturali" che allignano, non tanto nelle file dei ricchi - che è normale -, quanto nella maggioranza del popolo, che normale non è.
Rilevo, infatti, da diversi anni il paradosso (constatato recentemente in un suo articolo da Romano Prodi[*]) che sono i poveri ad opporsi autolesionisticamente ad una politica autenticamente riformista, o a sostenere, come scriveva Einstein nel suo carteggio con Freud, politiche che vanno contro il proprio interesse (cfr. "Perché la guerra?").
Questa renitenza culturale è, a ben vedere, insieme, lo specchio della natura profondamente conservatrice dell'elettorato italiano e il più grosso ostacolo alla sua maturazione in senso socialdemocratico (nella sua accezione europea, in particolare scandinava).
Vincesko

[*] I riformisti possono tornare a vincere solo se ritrovano le loro radici
L’onda anti-sistema – I riformisti ritrovino la bussola (e gli elettori)
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2016
http://www.romanoprodi.it/strillo/i-riformisti-possono-tornare-a-vincere-solo-se-ritrovano-le-loro-radici_13674.html

PS: Attenzione, sia il plurale maiestatico che i punti esclamativi incongrui sono un segno di debolezza...


Ho letto l'articolo, grazie! ... il relatore parla di radici appese al cielo... ... è chiara la sua visione figlia di un baden powell ormai datato.   ... il Professore non considera affatto che sia il singolo albero a immedesimarsi componente della foresta. Lui auspica la foresta coltivata ad arte non consapevole del significato di latitudine, per lui tutto fa brodo. Mi sembra semplifichi un po' troppo la complesità del sistema umano.

 ... per quanto riguarda il PS ... prenda nota di questo filmetto : Il 13° guerriero.

Come sempre devo ringraziare un mio amico... sempre un gallo dobbiamo! 


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

@ thread
Prego. Non bisognerebbe commettere l'errore di sottovalutare l'intelligenza altrui, soprattutto se si tratta di un docente universitario.
1. Ci sono - lo spiegava anche Adam Smith 250 anni fa - essenzialmente tre ideologie economiche: quella liberista, quella statalista e quella intermedia, cosiddetta mista. Tutte le altre sono derivazioni di queste.
2. Romano Prodi, come me, è per la terza, ormai obnubilata, obliterata quasi completamente dal quarantennio di esistenza dell'Unione europea a trazione ordoliberista (non tragga in inganno la dismissione dell'IRI, che fu una decisione politica italiana ed europea susseguente al Trattato di Maastricht, che l'allora tecnico Prodi eseguì[*]).
3. Quando si affronta, si analizza e si descrive un problema complesso, è buona norma "semplificarlo", tenendo beninteso sempre presente la sua complessità.
4. Soprattutto, non bisogna complicare le cose semplici. I ricchi ci sguazzano, nell’AMMUINA fatta dagli UTILI IDIOTI poveri che lo fanno gratis, la alimentano ad arte, ma di solito non ne hanno bisogno, ci pensano indefessamente già i poveri.
5. Ecco, questo è il succo che va estratto dal mio commento e dall’articolo del prof. Prodi, a cui eventualmente replicare: (a) la sinistra deve fare la sinistra, non copiare – come è successo negli ultimi 25 anni - la destra; e (b) i poveri devono smettere l’abitudine masochistica plurimillenaria di difendere l’interesse dei ricchi, e fare il loro, che CON-FLIG-GE con quello dei ricchi.
Il resto è noia intellettualistica ( =AMMUINA).
[*] Un’illustrazione molto critica di Nino Galloni
https://www.youtube.com/watch?v=GMY15_RRX4g
Vincesko


@ vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

non ho capito perchè m'hai fatto vedere quel video. E questo se puoi me lo devi spiegare.

Dal mio punto di vista, Nino Galloni non ha sbagliato una parola che sia una. 


NB: Ho evitato di replicare al “matto” thread.



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