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FINI, LO SPIETATO TAGLIATORE DI TESTE

 

Ripubblico qui un commento già ‘postato’ in un altro forum (Dic.'09)
 

Vincenzo, tu che sei un esperto, conosci un modo per mandare Silvio B. al creatore?
 

E’ una bella domanda la tua. Ovviamente, io non posseggo un sistema per eliminarlo, ma posso provare a fare un’analisi ragionata, e lunga, basata su un calcolo probabilistico, in ordine crescente, e formulare tre ipotesi.
 

Prima ipotesi: Silvio Berlusconi si dimette. Questa è l’ipotesi meno probabile, data la sua conformazione psicologica, non di ‘Unto del Signore’ - questo è un corollario (=conseguenza) – ma del suo essere un mammone amorale e bulimico: chi ha avuto la sfortuna di essere stato amato in maniera assoluta e totalizzante da una madre autoritaria e cattiva educatrice ha un senso di onnipotenza, che, se non viene elaborato, lo accompagnerà per tutta la vita e lo renderà schiavo di se stesso. Egli, quindi, non può non considerarsi onnipotente. E, come ho già scritto, ciò lo “costringe” a concupire e a fagocitare poteri e competenze per la potente pulsione bulimica e – dato l’imprinting, cioè la relazione primitiva fondamentale – ad imitare coattivamente l’autoritario – assolutistico - paradigma (= modello) materno.
 

Seconda ipotesi: un atto di resipiscenza (-->Wikipedia) almeno di una parte – quella più raziocinante ed onesta, cioè quella per la quale ho apposta deciso di scrivere in questo forum - del suo elettorato. Questa è un’ipotesi poco probabile.

Qui faccio due osservazioni, una di tipo quantitativo: come ho già scritto a proposito del cosiddetto ‘popolo’ berlusconiano (PDL), se l’Italia fosse un villaggio di 100 persone, gli elettori PDL sono stati 23 alle elezioni politiche e 18 a quelle europee, per cui basterebbero relativamente piccoli “smottamenti” verso l’astensione o l’UDC, la metà addirittura se cambiassero fronte e passassero a sinistra (PD o IDV). L’altra, di tipo qualitativo: il rapporto tra Berlusconi ed il suo elettorato somiglia molto all’innamoramento, che è una passione. Già i miti greci 2.500 anni fa, il potente Shakespeare 400 anni fa e Freud 100 anni fa paragonavano l’innamoramento ad uno stato di malattia della mente, ora ci sono le evidenze scientifiche (allego i link).
 

Freud diceva che lo stato dell'innamoramento è più simile ad uno stato di malattia che ad uno sano, questo rimane vero ancora oggi. Nell'innamoramento esiste una idealizzazione dell'amato e la proiezione su di lui di tutti i nostri oggetti buoni, di modo che non vediamo la persona come in realtà è, ma come vorremmo che fosse, questo spiega perché una volta finito l'innamoramento le proiezioni vengono ritirate e si hanno quei commenti tipo "Ma come ho fatto a innamorarmi di quello lì? Non ha nulla, non è bello, né intelligente, dovevo proprio essere fuori di me" E spesso si passa ad una denigrazione dell’oggetto prima tanto amato”. Gianna Porri.

http://www.whohub.com/it513/cosa-consiste-fenomeno-dell-innamoramento?tag=PSICOLOGIA

 

Sarà certamente riduttivo, ma la ricerca di un gruppo di neuroscienziati americani ha analizzato come forse non era mai stato fatto prima d'ora il meccanismo dell'innamoramento, della cotta, se volete chiamarla così, o della passione, dell'eros, ed è pervenuta alla conclusione che l' amore romantico è come una malattia mentale e che quando si è alle prese con la passione, diventiamo tutti vittime impotenti di un istinto biologico”. http://mysterium.blogosfere.it/2008/02/san-valentino-una-ricerca-americana-linnamoramento-e-come-una-malattia-mentale.html

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Innamoramento
 

Terza ipotesi: la rottura dell’alleanza con Gianfranco Fini. Questa è l’ipotesi più probabile. Qui c’è lo scontro tra un mammone dal collo taurino, che si crede onnipotente, ma che in fondo è un insicuro e vulnerabile nel suo amor proprio ipertrofico e malato, ed un uomo con una forte influenza paterna, lucido, determinato, sempre più sicuro di sé, autoritario, abile e spietato 'tagliatore di teste' (si veda il caso di Tremonti, Taormina e, ora, Cosentino; il prossimo sarà il traditore Gasparri?).
 

In conclusione: Giove toglie la ragione a chi vuol perdere, e Silvio B. è già mezzo matto. Posso naturalmente sbagliarmi, ma ho la netta sensazione che ci stiamo avvicinando per lui al giorno del “redde rationem”.
 

http://it.wikipedia.org/wiki/Quos_vult_Iupiter_perdere_dementat_prius
 

http://it.wikipedia.org/wiki/Redde_rationem
 

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Ed il 6-07-10 aggiungevo:

1.Fino a due anni fa ritenevo Fini un politico molto sopravvalutato, poi ho cominciato a cambiare idea quando egli ha preso posizioni eterodosse sui diritti civili e quando ha preso a contrastare lo strapotere della Lega Nord o quello di Berlusconi.

2. Devo confessare che le mie valutazioni su Fini, pur ragionate e motivate, sono influenzate un po' più dall'ottimismo della volontà che dal pessimismo della ragione.

3. Ciò che impedisce a Fini – che non è uno stupido ed un autolesionista, ma un politico esperto e un uomo di potere - di andare fino in fondo (per ora, ma la lotta è già in corso, ed è dura, non pretenderai che lo sfidi... a un duello all'ultimo sangue) è la semplice conta dei suoi seguaci, di quelli che gli sono rimasti (solo poco più di una quarantina di parlamentari) dopo una assidua campagna acquisti – ancora in corso - da parte dell'amorale e spregiudicato Berlusconi. Lo fara solo se vi sarà costretto.
 

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Oggi, 8-11, leggo dei giudizi troppo severi su Fini (per esperienza e scienza so che la eccessiva severità rimanda sempre ad altro, a motivazioni “sottostanti”), come se il nostro nemico non fosse l'amorale, bulimico ed incompetente Silvio Berlusconi, per far fuori il quale, io penso sia giusto allearsi, temporaneamente, con chiunque.

Poi, vorrei rammentare che Fini, che ha senz'altro difetti, come d'altronde tutti gli umani, in più di 30 anni di attività politica, non ha mai avuto problemi di natura giudiziaria, e questo conta pure qualcosa.

Infine, si parla della scopiazzatura nel suo discorso di temi di sinistra: a parte le considerazioni suesposte, vorrei far presente che il responsabile della ideologia, diciamo, del FLI (oltre che autore del suo nome) è Luca Barbareschi, ex socialista, e basta aver letto le sue interviste ai giornali per rendersi conto della commistione dei temi politici, che egli ha rivendicato come fatto normale.

Io non ho una visione ideologica, ma concreta e pragmatica, se su alcuni temi, come ad esempio l'eliminazione del precariato o l'introduzione di ammortizzatori sociali universali o il varo di un corposo piano di edilizia popolare, cruciali sia dal punto di vista degli ideali di sinistra, sia per far fronte alle mutazioni epocali in corso e futuri, si realizzasse una convergenza tra PD e FLI (più facile su questi temi, e su altri, che con l'UDC) io non avrei niente da ridire, anzi sarei molto contento e soddisfatto.

 

 

Pubblicato il 9/11/2010 alle 1.17 nella rubrica diario.

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