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Il peccato originale di M5S

 
Peccato originale.
Il partito politico, per sua natura, come tutte le organizzazioni, da un lato, ha in sé i germi per divenire un organismo autoreferenziale ed autoconservativo; dall’altro, per funzionare ed avere successo, richiede una leadership forte che utilizza meccanismi formalmente democratici ma circoscritti, per cui:
a) non soltanto in Italia, ma sull'intero orbe terracqueo, non esiste un partito davvero democratico; 
b) non può esistere un forte partito senza una leadership forte.
Detto questo, M5S sconta interamente il suo peccato originale: quello di essere stato fondato ed essere retto da un buffone ignorante del tutto incompetente ed eterodiretto da un paranoico.

Purezza e politica sono un palese ossimoro.
1) M5S non può allearsi con altri partiti non per motivi politici, ma perché ha adottato e fatto sottoscrivere ai suoi iscritti e "cittadini" una sorta di statuto interno che glielo vieta. A prescindere e valido verso tutti.
2) Questo vincolo - assoluto - è compatibile soltanto con un controllo parlamentare almeno maggioritario; non lo è con un controllo del 25% (e fino al 49, 9%).
3) Gli accordi politici hanno senso ed efficacia se fatti tra forze politiche che hanno programmi prevalentemente compatibili.
4) La politica è l'arte del possibile e per sua natura esclude vincoli assoluti.
5) Prefiggersi obiettivi irrealistici o addirittura impossibili (controllo del 100% del Parlamento per poter assumere responsabilità di governo) significa, da un lato, votarsi al fallimento; dall'altro, specularmente, disvelare incompetenza, velleitarismo e problemi seri col principio di realtà, indizio grave di infantilismo.
 
Conclusione.
M5S è un’organizzazione politica, che aspira al governo del Paese, con regole di funzionamento, modalità di gestione, prassi ed atteggiamenti dei suoi leader, nonché di numerosissimi suoi “adepti”, obiettivamente esagerati, il che non può non destare una forte preoccupazione, poiché – com’è noto - qualunque atteggiamento esagerato è riconducibile a motivazioni “sottostanti” ed a magagne interiori, di cui essi costituiscono la spia evidente.
 

Trasmissione collegata:

http://www.radio.rai.it/podcast/A45598471.mp3


 

Pubblicato il 27/2/2014 alle 10.28 nella rubrica diario.

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