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Le proposte gialloverdi e il conto della serva




Pare che i conti della serva attestino che:

- congelare l’aumento dell’IVA costi 23 mld (all’anno);

- la “flat tax” costi almeno 30 mld (all’anno);

- compensare la mancata vendita di beni pubblici, già messa a bilancio, costi 18 mld (all’anno).

Totale 71 miliardi annui.

Ai quali va aggiunto l’aumento della spesa per interessi, causato dalle grida salviniane.

Quali sono le coperture?

• Per l’IVA, non ci sono;

• per la “flat tax”, si interverrà con la rimodulazione delle deduzioni e detrazioni, ma allora diventa una partita di giro;

• per sostituire la vendita dei beni, non si sa.

L’aumento delle entrate da imposte derivanti dalla eventuale crescita causata dallo shock fiscale è aleatorio, soprattutto se (i) le classi beneficiarie, come si ventila per la “flat tax”, saranno i ricchi e i più abbienti, a bassa propensione al consumo; e (ii) l’aumento di reddito si trasformerà in tutto o in parte in risparmio e non in investimenti e in consumi.

Se è così, guardiamoci dai matti incompetenti, reticenti e turlupinatori.



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Pubblicato il 5/6/2019 alle 15.0 nella rubrica diario.

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