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Lettera n. 2 alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false sulla flessibilità concessa all’Italia




Pubblico la seconda lettera che ho inviato 10 giorni fa alla professoressa, di ideologia neo-liberista, Veronica De Romanis, docente all'Università Luiss di Roma. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta né alla prima né alla seconda lettera.


Lettera n. 2 alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false sulla flessibilità concessa all’Italia

v

30/8/2019 12:20

A  vderomanis@luiss.it   Copia  presidenza@luiss.it   e altri 48


Egr. Professoressa De Romanis,

Nel suo intervento di ieri in diretta a Radio1-Zapping Lei ha dichiarato che l’Italia, (i) dopo Monti non ha più fatto austerità e (ii) che è stato il Paese che ha più beneficiato della flessibilità.

Sorprende che una economista attenta e severissima censora dei vizi economici dell’Italia come Lei – dovendo escludere la malafede - sia vittima di false convinzioni come una qualunque casalinga:

- sia nel caso macroscopico della responsabilità della recessione, che anche Lei, come tutti gli esperti, ascriveva al Governo Monti[1];

- sia nel valutare se ci sia o non una politica economica espansiva basandosi soltanto sul parametro del deficit e non su quello dell’avanzo primario, che sottrae risorse all’economia reale, atteso che i percettori degli interessi passivi sul debito pubblico non sono quasi per nulla le famiglie (5% circa) ma, nella stragrande maggioranza, o banche e altre istituzioni finanziarie o residenti esteri,[2] per cui restano nel circuito finanziario o all'estero;

- sia nell’aderire fideisticamente alla vulgata, diffusa ad arte dalla Commissione Europea, che l’Italia sia il Paese che più ha beneficiato della c.d. flessibilità, tesi del tutto infondata – come ho osservato nella mia Replica alla DG Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea[3] –, oltre all’inaffidabilità della formula del deficit strutturale ammessa dalla stessa Commissione Europea fin dal 2013, in presenza dei seguenti dati relativi allo sforamento complessivo del parametro del 3% deficit/Pil nel periodo 2007-2016 (ricavati dalla tabella n. 4[1]): Irlanda 55,2%, per 7 anni; Grecia 54,4%, per 9 anni; Spagna 40,2%, per 9 anni; Portogallo 29,3%, per 8 anni; Francia 15%, per 9 anni; (Gran Bretagna 24,2%, per 7 anni); Italia 4%, per 3 anni.

Cordiali saluti,

V.

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Note

[1] Lettera alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false su chi ha attuato l’austerità economica

[2] Detentori del debito pubblico italiano

Banca d'Italia ……………………….367.824  (16,2%)

istituzioni finanziarie monetarie ……599.611  (26,5%)

altre istituzioni finanziarie ………….437.308  (19,3%)

altri operatori residenti ……………...127.802  (5,6%)

operatori non residenti ……………...730.512  (32,3%)

Totale …………………………..…2.263.056  (100,0%)

[3] Replica alla risposta della DG Affari Economici della Commissione Europea (anche per conto della Commissaria Margrethe Vestager)



Pubblicato il 7/9/2019 alle 22.31 nella rubrica diario.

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